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Enzo Zecchi

ATTIVITA DI PROJECT BASED LEARNING (PBL) ATTRAVERSO IL METODO LEPIDA SCUOLA


Vademecum essenziale

sommario
o PREMESSA: UNA DIDATTICA PER PROGETTI ATTRAVERSO IL MODELLO LEPIDA SCUOLA LO SVILUPPO DI UN PROGETTO: SINTESI DELLE FASI, DELLE ATTIVITA, DEI PRODOTTI REALIZZATI DAGLI STUDENTI, DEI MOMENTI DI VALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI LE OPERAZIONI PRELIMINARI/INIZIALI ALLAVVIO DI UN PROGETTO (INSEGNANTE E STUDENTI) a) Decidere il numero di progetti (uno per tutta la classe, per sottoprogetti o progetti distinti) b) Decidere se progetti mono-multi-interdisciplinari o extracurricolari c) La scelta dei temi d) La formazione dei gruppi GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI IDEAZIONE: LA DEFINIZIONE DELLIDEA DI PROGETTO GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI PIANIFICAZIONE: DEFINIRE LE ATTIVITA PRINCIPALI (CHI FA CHE COSA E IN CHE TEMPI) GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI ESECUZIONE: SVILUPPARE/REALIZZARE IL PROGETTO GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI CHIUSURA: PRESENTARE I RISULTATI DEL PROGETTO E I DOCUMENTI DI PROCESSO GLI STUDENTI, DURANTE IL PROGETTO, NARRANO CONCLUSIONI

o o

Sono riconoscente a Orfeo Bossini, Silvia La Ferrara, Roberto Menozzi e Luciano Rivi che con me hanno vissuto importanti e fondamentali sperimentazioni della PBL in classe. Un grazie particolare a Marco Incerti Zambelli e Eros Guareschi che, in mezzo ai mille impegni della Dirigenza, hanno trovato tempo e lucidit per condividere.

PREMESSA: UNA DIDATTICA PER PROGETTI ATTRAVERSO IL METODO LEPIDA SCUOLA


Questa una guida pratica per lapplicazione della Project Based Learning (PBL) in classe, attraverso il metodo Lepida Scuola E riferita a progetti semplici ed rivolta soprattutto a quanti si Scuola. avvicinano alla PBL per la prima volta. Il metodo Lepida Scuola, nella sua estensione massima, affronta il problema nella sua completezza; in questo lavoro si riferisce invece a un suo sottoinsieme. Lidea di fondo quella di un transfer in classe della consolidata teoria del Project

Management, tenendo presente che in classe non importa tanto il prodotto finale, quanto il
processo: a scuola non si propone infatti un progetto per fare business ma per favorire lo sviluppo studenti. delle competenze e la costruzione della conoscenza degli studenti Per operare un transfer efficace gli insegnanti devono essere significativamente attrezzati, devono avere dei riferimenti sostitutivi a quelli presenti nella didattica tradizionale a carattere trasmissivo. E su questo che si insiste, individuando le attivit fondamentali ed i prodotti richiesti (deliverable) che in questi deliverable passaggi devono essere realizzati da studenti e insegnanti. Linsegnante ritrova cos un sistema di coordinate che gli permette di orientarsi e di non sentirsi in balia di unentropia disorientante anche se necessaria ed educante. Diventa cos possibile e praticabile la didattica per progetti metodica progetti, delezione per favorire lo sviluppo delle competenze del 21 secolo. L'antico problema al quale si guarda il seguente: abbastanza semplice spingere gli alunni a fare ma difficile garantire e verificare il pensiero durante l'azione. Il nostro impianto, con i suoi passaggi e i suoi deliverable, vuole provare a rispondere, anche se solo in parte, a tale problema. Riteniamo strategico, quando possibile, far depositare i deliverable su una piattaforma in cloud (nuvola in Internet) che pu essere sempre consultata dal docente. Ci permette agli studenti di superare le barriere spazio tempo. Tutti i materiali di progetto diventano disponibili sia a scuola, sia a casa, sia in qualunque altro posto purch sia disponibile un computer, un tablet o uno smarthphone con una connessione internet (piattaforme di elezione per queste attivit in cloud sono ad esempio le suite completamente gratuite delle Google Apps, Zoho ). Ci permetter agli studenti di continuare a collaborare con i loro compagni di gruppo anche al di fuori della scuola. scuola. Quando parliamo di Project Based Learning, ci riferiamo a progetti caratterizzati da un ciclo di vita che si sviluppa in quattro fasi: Ideazione Pianificazione Esecuzione e Chiusura Con il metodo Ideazione, Pianificazione, Chiusura. Lepida Scuola proponiamo un percorso strutturato e significativo per sviluppare tali fasi. Il metodo non confinato allo svolgimento di progetti ma vale anche nel caso di attivit semplici. Anche per esse opportuno educare i ragazzi ad un metodo: pensare prima di fare, organizzarsi, fare e riflettere sugli esiti dellazione. Vale dunque la corrispondenza:

LO SVILUPPO DI UN PROGETTO: SINTESI DELLE FASI, DELLE ATTIVITA, DEI PRODOTTI REALIZZATI DAGLI STUDENTI, DEI MOMENTI DI VALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI
Quali attivit deve prevedere un insegnante per lo sviluppo di progetti in classe? La tabella che segue contiene le attivit, i deliverable attesi e gli strumenti di valutazione coerenti per una implementazione essenziale della PBL in classe. Con essenziale intendiamo dire di un percorso minimale ma ugualmente significativo. Il metodo Lepida Scuola, nella sua completezza, affronta ogni fase prevedendo un insieme di attivit e di deliverable che nellinsieme soddisfano le richieste della teoria del Project Management. Nello sviluppo corrente tocchiamo tutte le fasi ma le impoveriamo in termini di attivit e deliverable. Quattro sono le fasi che compongono il ciclo di vita di un progetto: ideazione, pianificazione,

esecuzione e chiusura. Lepida Scuola, per ogni fase individua attivit, deliverable e strumenti
di valutazione relativi. A scuola, per mancanza di abitudine a lavorare per progetti, spesso difficile rispettare lo sviluppo delle fasi. In molte situazioni abbiamo trovato pi produttivo far partire i ragazzi nellesecuzione vera e propria e recuperare a posteriori i momenti di ideazione e pianificazione. Ogni insegnante, in base al proprio contesto e sulla base della propria professionalit, valuter lapproccio pi appropriato. I deliverable rappresentano quanto di concreto i gruppi di progetto consegnano al docente. Li distinguiamo in due famiglie, quelli di prodotto e quelli di processo. I deliverable di prodotto sono gli artefatti progressivi, fino al prodotto/servizio finale. In pratica rappresentano lesito concreto e tangibile del progetto. I deliverable di processo sono i documenti che illustrano il processo con cui si sviluppato il progetto. Per quanto riguarda lattivit di valutazione, si propone lutilizzo della rubric strumento delezione rubric, per la valutazione delle prestazioni (valutazione autentica). La rubric un metodo di valutazione a costruzione di risposta (cos come gli altri strumenti della valutazione autentica: le check list e le performance list), ed strutturata tramite una matrice. La prestazione viene scomposta, secondo il punto di vista e le finalit d chi compie la valutazione, in un insieme di elementi importanti, uno

per ogni riga. Per ciascun elemento importante vengono articolati i livelli di prestazione attesi: gli elementi della riga, ossia le colonne della matrice. La rubric viene costruita e/o condivisa con gli alunni e rappresenta dunque un patto tra il docente e gli alunni. Questi conoscono anzitempo su cosa sono valutati ed ogni valutazione tramite rubric rappresenta per gli studenti un prezioso momento di feedback e per il docente un importante momento di valutazione della prestazione: valutazione coerente e documentata. Uno studente valutato con una rubric sa esattamente dov e sa cosa deve fare per migliorarsi.

Tabella 1: La PBL secondo Lepida Scuola nei suoi passaggi essenziali

Fase Progetto

Descrizione Attivit

Deliverables attesi

Valutazioni

Decidere il numero di progetti: uno per tutta la classe, diviso in sottoprogetti o pi progetti distinti. Iniziale Decidere se progetti mono-multi-inter disciplinari o extracurriculari. Scegliere i temi di progetto. Formare i gruppi di studenti, se progetti di gruppo.

Ideazione

Definire lidea di progetto

Mappa split tree

Rubric mappa

Pianificazione Scomporre il progetto in macroattivit Schedulazione ed attribuirle ai singoli studenti: definire elementare chi fa che cosa e in che tempi. Esecuzione Sviluppare / Realizzare il progetto Il prodotto/ Il servizio Rubric Prodotto / Servizio Rubric Presentazione

Chiusura

Presentare i risultati del progetto e i documenti di processo

Presentazione PP

Trasversale a tutto il progetto

Riflessioni in azione raccontate nel documento di narrazione

Documento di Narrazione

Rubric Documento di narrazione

LE OPERAZIONI PRELIMINARI/INIZIALI ALLAVVIO DI UN PROGETTO (INSEGNANTE E STUDENTI)


Ci sono almeno quattro operazioni che devono essere compiute preliminarmente allo svolgimento del lavoro per progetti vero e proprio: decidere il numero di progetti, decidere se i progetti sono mono/multi o pluri disciplinari, scegliere il tema del progetto, o i temi dei progetti, e dividere la classe in gruppi. a) Decidere il numero di progetti: uno per tutta la classe, per sottoprogetti o per progetti distinti E molto importante che il docente decida da subito se preferisce avere un unico progetto su cui far lavorare tutta la classe (pur divisa in sottogruppi cui vengono delegati dei sottoprogetti), oppure se preferisce avere una serie di progetti distinti su cui far lavorare i diversi gruppi. La modalit del progetto unico spaventa meno il docente novizio in PBL in quanto si trova ad affrontare un unico tema, anche se suddiviso in pi sottoargomenti. Lo rassicura il fatto che la tematica di riferimento ristretta. Diverso il caso di pi progetti tutti distinti. In realt, in entrambi i casi il docente deve sentirsi padrone soprattutto della metodica e non deve temere la situazione in cui non padrone di tutti gli argomenti. Si tratta di un passaggio traumatico per molti docenti che considerano parte imprescindibile della loro professionalit essere padroni di tutto quanto viene trattato in classe, e dunque non accettano di non conoscere tutti gli argomenti in gioco. Il docente in grado di favorire lo sviluppo delle competenze e la costruzione delle conoscenze degli alunni deve invece privilegiare soprattutto la padronanza del metodo rispetto a quella del contenuto e non deve sentirsi a disagio nel momento in cui perde lo scettro di dominus indiscusso del sapere per assumere il ruolo di coach, guida. E il docente che sposta il baricentro della propria azione, non pi il curriculum, linsieme delle conoscenze disciplinari, il programma da svolgere, ma gli apprendimenti dei singoli che dovr continuamente monitorare e a cui dovr fornire il feedback appropriato. Il lavoro cresce in modo esponenziale e le certezze fatte di conoscenze disciplinari vengono a scemare: il prezzo da pagare per occuparsi di tutti, anche di quelli che sono allapparenza meno dotati, per trasformare una pratica didattica fondata soprattutto su obiettivi classificatori in unazione educante mirata a favorire gli apprendimenti di tutti. mono-multib) Decidere se progetti mono-multi-interdisciplinari o extracurricolari Molte volte capita di vedere docenti che rinunciano alla PBL perch non trovano colleghi disposti a collaborare. Echiaro che progetti multidisciplinari o interdisciplinari sono preferibili a quelli monodisciplinari. La nostra esperienza ci suggerisce per che si possono fare ottimi progetti anche monodisciplinari. In questo caso il rischio quello di avere una modalit di lavoro discrasica rispetto a quella del resto del consiglio di classe e spesso paradossalmente si visti dai colleghi come degli eretici. Il nostro metodo si preoccupa di fornire ai docenti delle procedure e dei

deliverable che diventano sostitutivi a quelli della didattica trasmissiva. In questo modo il docente pu partecipare ai consigli di classe almeno con la stessa ricchezza di informazioni ma in pi con tutto quel bagaglio che gli deriva dal mettere in atto una tipologia di didattica che, sola, permette lo sviluppo e la certificazione delle competenze e che favorisce nel concreto il passaggio ad una azione educante centrata sullalunno. c) La scelta dei temi Per la scelta dei temi, diversi sono gli approcci possibili, da valutare in riferimento al contesto. Generalmente sono gli insegnanti che forniscono i temi, le idee di progetto. A volte sono gli studenti stessi che le scelgono rispettando comunque alcuni vincoli imposti dal docente. Uno dei possibili approcci, molto diffuso, quello del docente che sceglie un tema unico, un progetto unico, scomponibile poi in sottoprogetti che vengono assegnati ai vari sottogruppi. C' anche la possibilit di scegliere temi diversi per progetti diversi. E' tipico il caso dei progetti per gli esami di maturit. Il momento molto delicato e va affrontato con grande attenzione. Una scelta di temi corretta deve armonizzare due grandi esigenze: impegnare gli studenti in compiti che contengono in s la complessit del quotidiano e contemporaneamente indurli ad approfondire tematiche vicine al curriculum scolastico. Il non porre la dovuta attenzione ad una di queste esigenze significa o ricadere in compiti semplificati, non autentici, e quindi difficilmente educanti alle life skills, oppure trascurare i temi disciplinari con il rischio di creare delle lacune di conoscenza negli studenti. Cerchiamo di dare qualche indicazione pratica per la ricerca di idee/temi di progetto. In particolare proponiamo una serie di indicazioni provenienti dal Buck Institute for Education. Elabora a ritroso partendo da un tema. Le idee di progetto possono nascere da articoli, temi, eventi di attualit, da conversazioni e altro. Spesso nascono nelle discussioni tra i membri di un team di insegnanti. Quando ti viene un'idea, procedi a ritroso per dare forma all'idea che pi si avvicina agli standard di curriculum. Parti dai tuoi nuclei fondativi. I nuclei fondativi rappresentano un compendio di ci che importante in una disciplina: contengono temi che possono essere presi come base per progetti. Trova progetti ed idee sul Web. E' possibile trovare sul Web siti con idee di progetti o anche con descrizioni di progetti ben riusciti per ogni disciplina e per ogni ordine e grado di scuola. Parti dalla tua Comunit. Al di fuori dalla scuola c' una moltitudine di possibili progetti. Ad esempio unidea stimolante quella di far fare a dei gruppi di studenti delle ricerche sulla comunit locale. professioni. Parti dal quotidiano delle professioni. Se parti dal quotidiano delle professioni, possibile trovare molte idee di progetto. Immagina progetti a partire da eventi locali o nazionali. I progetti possono essere un ottimo mezzo per stimolare gli studenti su eventi, questioni e dibattiti di attualit.

Vai incontro a bisogni della tua comunit. E' possibile individuare idee di progetto a partire dall'analisi dei bisogni della comunit locale. Ci sono organizzazioni non a scopo di lucro che hanno bisogno di aiuto e competenze. formazione d) La formazione dei gruppi Lo sviluppo di progetti pu essere anche unoperazione individuale, noi tuttavia riteniamo che progetti veri vadano affrontati da un team e che limparare a lavorare in team rappresenti una life

skill di grande rilievo. La formazione e la gestione dei gruppi un capitolo molto importante nella
didattica per problemi e progetti. La comunit antropologica muta radicalmente rispetto a quella propria della didattica trasmissiva: si passa da una comunit organizzata secondo un rapporto uno a molti ad una organizzata in gruppi di lavoro in cui il docente, da depositario unico del sapere acquisisce il ruolo di guida e tutor. Criterio fondamentale comporre gruppi eterogenei. Studenti caratterizzati da background differenti, forniti di abilit, esperienze ed interessi diversi, rappresentano una ricchezza. Quando si ha a che fare, ad esempio, con luso intensivo delle tecnologie informatiche importante che sia presente nel gruppo almeno un elemento appassionato agli aspetti tecnologici e che altri membri del gruppo siano pi orientati agli aspetti teorico/progettuali. [In appendice alcune tecniche per la formazione dei gruppi da Johnson e Johnson].

GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI IDEAZIONE: LA DEFINIZIONE DELLIDEA DI PROGETTO


Il primo step che il docente chiede agli alunni di affrontare la definizione dellidea di progetto. Gli alunni possono definire unidea di progetto in molti modi e, se non guidati, rischiano di essere disorientati, di perdersi, di raccontare cose generiche. Proponiamo un approccio, tratto dalla teoria del Project Management, che si concretizza in tre step fondamentali: 1. individuare i potenziali utenti del prodotto o servizio che si accingono a realizzare; 2. analizzare i loro bisogni, le loro necessit; 3. immaginare, valutare le caratteristiche del prodotto o servizio che si vuole di realizzare per soddisfare le esigenze emerse.

DELIVERABLE: LA MAPPA CONCETTUALE


La definizione dellidea di progetto pu essere sintetizzata in una mappa concettuale split tree (vedi sotto). Questo deliverable sintetizza lidea di progetto, includendo lanalisi dellutenza e dei suoi bisogni e la valutazione del prodotto/servizio opportuno. E un momento pedagogico molto importante: impegna lalunno in operazioni di analisi, sintesi e valutazione poco presenti nelle tradizionali pratiche didattiche. La mappa composta, oltre che dal titolo del progetto, da tre livelli: uno per la descrizione dellutenza, uno per i bisogni e finalmente uno per le caratteristiche del prodotto

[In appendice alleghiamo una rubric predisposta per la valutazione della mappa. Come per tutte le rubric, quella allegata rappresenta una possibile soluzione, non la soluzione, che ovviamente non esiste. Nella rubric sono pure proposte, per ogni elemento importante, le life skill di maggiore rilievo: un passo importante verso la certificazione delle competenze]

GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI PIANIFICAZIONE: DEFINIRE LE ATTIVITA PRINCIPALI (CHI FA CHE COSA E IN CHE TEMPI)
Innanzitutto vogliamo sgombrare il campo da eventuali equivoci lessicali. Questa, normalmente, la fase in cui si crea il piano di progetto. La Microsoft parla di project plan Da qui la nostra scelta di plan. parlare di Pianificazione. Forse impropriamente, perch quando si parla di pianificazione, a volte non si fa riferimento ai tempi Facciamo chiarezza dicendo che cosa si dovrebbe fare in questa fase: Definire le attivit in dettaglio e le relative risorse necessarie. Assegnare le attivit ai singoli elementi del gruppo, insomma definire chi fa che cosa Stimare i tempi di esecuzione delle varie attivit

Ossia il piano del progetto. Crediamo che la fase di creazione del piano di progetto sia una fase molto difficile da far realizzare in classe. Gli studenti prediligono il fare alla pianificazione astratta. Dettagliare le possibili attivit e risorse, definire con accuratezza i tempi previsti (schedulazione) e precisare le specifiche del prodotto-servizio, sono compiti ardui per i ragazzi e, sulla base della nostra esperienza, crediamo non sia necessario e produttivo richiederli con insistenza. . E inoltre necessario inculcare nei ragazzi, ma anche negli insegnanti, lidea che i piani vengono fatti per essere rifatti. Insomma fisiologico fare delle previsioni che verranno ritarate; non patologico. Stemperare lansia per il piano di progetto perfetto (impossibile da farsi!) deve essere una delle priorit in questa fase. Fatta questa premessa, su una richiesta non possiamo e non dobbiamo transigere: l'individuazione delle macroattivit probabili e lattribuzione delle stesse ai singoli componenti del gruppo. Al termine di questa fase, ad ogni componente del gruppo dovranno essere associati i compiti da svolgere e sui quali sar valutato. Per noi docenti un passaggio obbligato.

E importante anche per poter passare da una valutazione di gruppo ad una riferita ai singoli. DELIVERABLE: IL PIANO DI PROGETTUALE MINIMALE
E il deliverable in cui gli studenti riportano le informazioni essenziali: macroattivit, risorse, chi fa che cosa e tempi presunti. Questo sostituisce, senza certo rimpiazzarli, lo studio di fattibilit e la WBS, come previsto dal metodo Lepida Scuola nella sua completezza . Per un livello introduttivo, in ambito scolastico, crediamo rappresenti comunque un buon punto di partenza.

Schema di piano progettuale minimale


Macroattivit 1 o o o Chi Risorse Tempo Presunto 1 Chi Risorse Tempo Presunto 2 Chi Risorse Tempo Presunto 3

Macroattivit 2 o o o

Macroattivit 3 o o o o

VALUTAZIONE: Per la valutazione alleghiamo in Appendice la rubric per lo Studio di Fattibilit che pu comunque rappresentare un buon punto di partenza per la valutazione del Piano di Progetto Minimale.

GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI ESECUZIONE: SVILUPPARE/REALIZZARE IL PROGETTO


Questa fase facilmente realizzabile in classe. Agli studenti piace fare. Euna fase molto importante da un punto di vista pedagogico. E il momento in cui gli studenti si costruiscono la conoscenza advanced. Quanto pi riusciremo a rendere ricco lambiente di apprendimento, in termini di risorse cognitive cui gli studenti possono attingere, di punti di vista che possono consultare, tanto pi questa esperienza si trasformer in quellauspicato cammino che permetter loro di trasformare gradualmente il know about in know how e che permetter loro di sviluppare, fra le altre, quella competenza oggi universalmente ritenuta fondamentale che limparare ad imparare.

DELIVERABLE: RIFERIMENTO AL DOCUMENTO DI NARRAZIONE VALUTAZIONE: Riferimento alla rubric, in appendice, per il Documento di Narrazione.

GLI STUDENTI AFFRONTANO LA FASE DI CHIUSURA: PRESENTARE I RISULTATI DEL PROGETTO E I DOCUMENTI DI PROCESSO
Il grosso del progetto a questo punto compiuto. I ragazzi hanno definito l'idea di progetto, hanno pianificato il suo sviluppo e hanno realizzato il prodotto o servizio. Ora dovranno presentare il lavoro fatto, comunicare i risultati raggiunti. La presentazione cos come noi la concepiamo sar

fatta in modalit multimediale, eventualmente utilizzando Power Point o simile, e sar rivolta al resto della classe, al docente o ai docenti. A volte potr essere allargata ai vari stakeholder o addirittura ad un auditorium pi ampio, approfittando di momenti pubblici. Ogni componente del gruppo presenter la parte del lavoro da lui svolta e questo permetter una valutazione individuale oltre che di gruppo. La presentazione diventa un momento fondamentale per allenare i ragazzi alla comunicazione. Inizialmente, i ragazzi padroneggiano piuttosto goffamente le tecniche di comunicazione e solo pochi sono sciolti. Abbiamo per notato che in poco tempo si hanno miglioramenti notevoli e dopo qualche presentazione i ragazzi si trovano a loro agio e imparano ad usare i vari media per esprimersi in modo pi efficace. Le presentazioni dei vari gruppi richiedono molto tempo, per cui bene disciplinarle in modo adeguato e cercare di organizzare il tutto anticipatamente. C' sempre un computer che non funziona o che non si collega correttamente al videoproiettore ... E' bene ed educante responsabilizzare i ragazzi, in modo che si abituino a non dare niente per scontato. E il momento anche delle riflessioni e valutazioni. Si pu richiedere agli studenti di esprimersi sui risultati raggiunti rispetto alle previsioni, sulle migliori pratiche e sulle lezioni apprese.

DELIVERABLE: LA PRESENTAZIONE in formato digitale


E il deliverable, solitamente fatto di slide, che riassume liter progettuale ed i risultati raggiunti. Non richiediamo agli studenti di utilizzare un particolare pacchetto software, limportante che costruiscano questo deliverable come base della presentazione. Gi questo rappresenta un importante momento di riflessione.

VALUTAZIONE: per la valutazione, in appendice, una rubric per la Presentazione

GLI STUDENTI, DURANTE IL PROGETTO, NARRANO


Lo sviluppo di progetti prevede la risoluzione di molti problemi che si incontrano in itinere. Quello che differenzia la risoluzione dei problemi tipici dellambito scolastico da quelli del quotidiano extrascolastico che in classe gli alunni sono abituati ad affrontare problemi strutturati, ad una sola soluzione, tipo quelli matematici, fisici o altro. Nel quotidiano i problemi sono destrutturati, senza una soluzione precisa, dove essere bravi significa trovare le soluzioni meno peggio. Il modo di procedere per la soluzione dei problemi che si incontrano durante lo sviluppo di un progetto simile, per approssimazioni successive, e lalunno narrandoli e narrando le soluzioni trovate si abitua alla riflessione durante lazione. E il modo di procedere del professionista. E questa narrazione diventa cos simile alla epistemologia della pratica professionale proposta da Schon, fondata sulla riflessione nel corso dellazione.

DELIVERABLE: DOCUMENTO DI NARRAZIONE


Cos?: E il documento/diario che narra le riflessioni, le strategie, le scelte, i dubbi, i timori, le Cos? certezze degli studenti nellaffrontare i diversi momenti dello svolgimento del progetto. Qual la sua struttura?: Eorganizzato a tre colonne. La prima colonna contiene una data, la seconda un cognome o la dicitura gruppo, la terza una riflessione. In appendice alcuni suggerimenti su come realizzare un buon documento di narrazione Pu essere realizzato in molti modi: documento word, scritto a mano, blog

Schema documento di Narrazione

DATA

COGNOME

RIFLESSIONE

VALUTAZIONE: RUBRIC DOCUMENTO DI NARRAZIONE IN APPENDICE Lo spazio nella nuvola. Per ogni progetto concretamente suggeriamo agli studenti di depositare nella nuvola (cloud) i deliverable specifici di ogni fase del progetto. Gli studenti li suddivideranno allinterno di quattro cartelle, una per ogni fase del progetto, rispettivamente denominate: Ideazione, Pianificazione, Esecuzione, Chiusura. Il Documento di narrazione, trasversale a tutte le fasi-cartelle, dovr essere per questo depositato esternamente ad esse. Nella nuvola saranno anche depositati tutti gli strumenti (rubric e performance list) per la valutazione.

CONCLUSIONI
Abbiamo tracciato un approccio essenziale alla Project Based Learning che, prendendo le mosse dalla letteratura, affronta il problema della sua applicazione concreta in classe. Rappresenta il risultato di molte e significative esperienze, in scuole di ogni ordine e grado, e vuole essere una risposta tangibile alla richiesta di change metodologico da pi parti auspicato. Il lavoro si riferisce a progetti semplici e si rivolge soprattutto a quanti affrontano la PBL in classe per la prima volta. Ci siamo preoccupati di fornire indicazioni sia per la parte preliminare allo sviluppo dei progetti, sia per le varie fasi della loro implementazione in classe. Abbiamo mantenuto almeno unattivit per ogni fase con relativi deliverable e proposte di valutazione. E proprio per la valutazione ci siamo spinti oltre, fino a proporre rubric contemplanti un inizio di valutazione delle life skill. Inutile dire che sar nostra cura la taratura costante e continua di quanto proposto. E questo avverr seguendo la metodica della Design Based Research, interprete ottimale del nostro spirito che, prendendo le distanze dalla pur affascinante e imprevedibile naivet del fai da te, alla assidua ricerca del rigore di un metodo scientificamente fondato.

APPENDICE 1: Rubric di valutazione dello Studio di Fattibilit

di Orfeo Bossini & Roberto Menozzi

APPENDICE 2: RUBRIC DI VALUTAZIONE PER LA PRESENTAZIONE

di Orfeo Bossini & Roberto Menozzi

APPENDICE 3: RUBRIC DI VALUTAZIONE PER IL DOCUMENTO DI NARRAZIONE

di Roberto Menozzi

APPENDICE 4: ALCUNI SUGGERIMENTI PER IL DOCUMENTO DI NARRAZIONE

Elenchiamo a seguito alcune domande che potranno aiutare gli studenti nella realizzazione di un buon documento di narrazione. Domande per la fase di ideazione Come si formato il gruppo? Ha subito degli aggiustamenti? Qual lidea del progetto? Da dove scaturita lidea, come e quando? Quali altre idee sono state valutate e perch sono state scartate? A quali discipline e come, a loro, si collega? Quali gli obiettivi del progetto? Da quale analisi dei bisogni sono scaturiti gli obiettivi? Specifica bene a chi rivolto il progetto. Chi il potenziale utente del prodotto o del servizio? Hai appreso cose nuove (contenuti, tecnologie e metodi) durante questo momento? Per raggiungere gli obiettivi quali attivit e per fare queste attivit quali risorse? In particolare quali apprendimenti? (studio di fattibilit) Gi in fase di ideazione hai dovuto ridefinire le risorse pi di una volta o la prima volta stata sufficiente? Sei in grado di realizzare un eventuale prototipo o lo farai, forse, in una fase successiva? Quali ruoli hanno avuto i membri del gruppo? Hai tutti gli elementi per realizzare la presentazione? Su cosa ti aspetti di essere valutato?

Domande per la fase di pianificazione E stato necessario un riaggiustamento delle principali attivit espresse nello studio di fattibilit (a seguito anche di una ritaratura degli obiettivi etc.)? Quali gli eventuali impedimenti ad un raffinato livello di dettaglio di alcune o tutte le attivit? Quali gli apprendimenti necessari (contenuti, tecnologie e metodi) in questa fase? Ogni membro del gruppo sa esattamente quali saranno i suoi compiti e tutti i compiti sono stati assegnati ai membri del gruppo? E stato difficile descrivere le specifiche dettagliate del progetto? La scrittura delle specifiche dettagliate del prodotto/servizio ha messo in crisi gli obiettivi?

Domande per la fase di Esecuzione Sei riuscito a rispettare i tempi pianificati? Hai puntualmente redatto lo Stato di Avanzamento Lavori? Quali gli apprendimenti necessari in questa fase? Hai dovuto fare modifiche rispetto a quanto previsto nella fase definizione? Hai dovuto fare modifiche rispetto a quanto previsto nella fase ideazione? Vedi le domande pag. 382 Cleland

Domande per la fase di Chiusura Quali problemi emersi possono suggerire miglioramenti per i prossimi progetti? Hai archiviato i file, i documenti e gli artefatti in modo che altri, in futuro, li possano facilmente reperire? Hai prodotto unadeguata documentazione in modo che altri, in futuro, possano usare il tuo lavoro sia come caso, sia come punto di partenza per ulteriori sviluppi? Cosa emerge da un confronto del piano iniziale con landamento effettivo degli eventi del progetto?

APPENDICE 5: SUGGERIMENTI PER LA FORMAZIONE DEI GRUPPI

Seguendo Johnson e Johnson proponiamo alcune tecniche per la formazione dei gruppi Scelta casuale (Random Assignement). Il modo pi semplice ed efficace per dividere gli studenti di una classe in gruppi quello di procedere in modo casuale. Si divide il numero degli studenti della classe per il numero dei componenti di ogni gruppo. Volendo avere gruppi di tre alunni ed avendo una classe di trenta, si divide trenta per tre. E cos possibile numerare gli studenti da uno a dieci. A questo punto si formano i gruppi mettendo assieme tutti gli uno, i due, i tre etc. assignement). Scelta casuale stratificata (Stratified random assignement) Coincide sostanzialmente con la scelta casuale. A questa si aggiunge il vincolo che in ogni gruppo siano presenti almeno uno o pi studenti dotati di determinate caratteristiche (stile di apprendimento, interesse personale, predisposizione alla pratica di computer etc.). La procedura consigliata la seguente: Classificare gli studenti dal pi alto al pi basso sulla base di una prova dingresso o di livello, di valutazioni passate o dell esperienza di docente. Si formi il primo gruppo scegliendo lo studente migliore, il peggiore ed i due intermedi. Li si assegni allo stesso gruppo a meno che siano tutti dello stesso sesso, che non riflettano la composizione etnica della classe, e che non siano tra di loro nemici dichiarati o amici per la pelle. Al verificarsi di una di queste condizioni, si sposti uno studente dalla sua posizione in classifica verso l'alto o il basso per risistemare i gruppi. Si formino gli altri gruppi ripetendo la stessa procedura, a partire da una lista ridotta. Se rimangono studenti si formino uno o due gruppi di tre membri. Si eviti di costruire i gruppi basandosi su categorie che non siano importanti per il compimento del progetto. Ad es. studente creativo, riflessivo, dotato di approccio pragmatico, rispettoso dei tempi etc. Interessi. Chiedete agli studenti di scrivere il loro sport favorito su un pezzetto di carta. Fate la scelta di far partecipare allo stesso gruppo tutti quelli cui piace lo stesso sport. Si pu passare dallo sport al cibo, alle auto, agli animali etc. Gruppi scelti dall'insegnante. E' l'insegnante che decide la composizione dei gruppi. Uno dei metodi preferiti che propongono J&J quello di creare i gruppi in funzione degli studenti isolati. In particolare propongono di chiedere ad ogni studente tre nomi di studenti con cui vorrebbero essere in gruppo. Da queste informazioni si pu creare una lista degli studenti pi richiesti fino a quelli pi isolati (quelli meno richiesti). A questo punto, ad ognuno di questi possibile associare due degli studenti pi "gettonati". soli. Gruppi che si formano da soli Secondo J&J la procedura meno auspicata quella in cui gli studenti, da soli, decidono come formare i gruppi. In questo modo, generalmente, i gruppi diventano omogenei: gli studenti bravi si associano a quelli bravi, quelli di una minoranza tra di loro, maschi con maschi etc.