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Storia medievale Le civilt del medioevo Capitolo I Il tardo impero romano: unet di trasformazioni 1.

Istituzioni e societ del tardo impero romano Verso la fine del II secolo limpero romano dominava un territorio di vastissime dimensioni, allinterno del quale vi si trovava un ambiente economico, politico e culturale condiviso. La citt di Roma continu ad essere la culla di questo vasto impero, anche se gi con Costantino venne fondata Costantinopoli, la nuova Roma. Venne riorganizzato anche lesercito, i soldati venivano pagati in natura dalle popolazioni. I costi elevati non erano ricoperti dalle entrate che si sarebbero dovute avere; la figura dellimperatore era sempre pi sacralizzata e iniziarono ad aversi rivolte interne a causa della politica uniformistica. Lesercito non aveva pi il compito di espandere il territorio romano, bens quello di proteggerlo dalle invasioni. 2. Le stirpi barbare La tendenza dei romani a sfuggire allarruolamento fece s che in esso si insediassero sempre pi barbari sotto il regime della foederatio che li obbligava a combattere per Roma in cambio di un compenso (hospitalitas: si stanziavano in un determinato territorio). Il rapporto tra barbari e romani fu di disprezzo e timore e necessaria accettazione. Non si sa molto su queste popolazioni, se non il fatto che ognuna di esse era accomunata da una propria religione. La figura di Attila si colloca proprio tra questi, nel IV secolo limpero barbarico riusc a raggiungere dimensioni vastissime, ma dopo la sua morte si sgretol in poco tempo. 3.Le migrazioni delle stirpi e la fine dell'impero romano in Occidente A partire dalla fine del IV sec sulle frontiere romane si abbatte un invasione barbara di portata senza precedenti. A determinare tale fenomeno concorsero varie motivazioni come i possibili mutamenti del clima. L'esercito romano guidato dall'imperatore Graziano venne sbaragliato dai goti i quali uccisero lo stesso imperatore. I romani si resero conto dell'impossibilit di sconfiggere militarmente i nemici barbari con i quali dovettero scendere anche in quell'occasione a patti. Nel 410 le bande del goto Alarico espugnarono e misero a sacco per tre giorni Roma e nel 475 il patrizio Oreste cacci l'imperatore Nepote e lo sostitu con il proprio figlio Romolo Augustolo, ancora giovanissimo. Di questa delicata situazione approfittarono i barbari i quali pretesero lo status di foederati e, di fronte al rifiuto di Oreste, elessero re l'ufficiale barbaro Odoacre, che nel 476 uccise lo stesso Oreste e depose Romolo Augustolo. Nessun imperatore venne pi eletto in Occidente dopo Romolo Augustolo e per questo si pu collocare in quella data la fine dell'impero romano d'occidente.

Capitolo 2 La diffusione del cristianesimo 1.La penetrazione della religione cristiana nella societ e nello stato romani Il cristianesimo conobbe una rapida propagazione in Oriente e in maniera pi graduale in Occidente. Il credo dei seguaci di Cristo attecch soprattutto negli ambienti urbani, pi colti e aperti alle novit, mentre incontr resistenze superiori nelle campagne dove permasero a lungo le pratiche pagane. Nel 313 l'imperatore Costantino con un editto promulgato a Milano, rese libero il culto cristiano; nel 380, il suo successore Teodosio, con l'editto di Tassalonica, proclam il cristianesimo unica religione ammessa nello stato romano, mettendo al bando gli altri culti. 2.Il formarsi delle istituzioni ecclesiastiche Le comunit cristiane provvidero da subito a dotarsi di un'organizzazione interna ordinata e coerente, in primo luogo separando i laici dai sacerdoti. Il responsabile di ogni singola comunit era il vescovo; ai presbiteri era affidata la cura delle anime mentre i diaconi assistevano gli altri due nell'esercizio delle loro funzioni. I laici partecipavano all'elezione dei vescovi, scelti per concorso di clero e popolo. Il Papa, fino al IV sec non aveva nessuna preminenza reale sulle istituzioni ecclesiastiche, ma solo una primazia onorifica in quanto successore di Pietro. Nel corso del V sec, grazie a figure episcopali come Leone I, i papi cominciarono ad affermare la propria supremazia effettiva sugli altri vescovi. Tutte le decisioni che riguardavano le istituzioni ecclesiastiche e la fede venivano assunte in forma collegiale attraverso i concili (o sinodi) che potevano essere anche ecumenici, ossia universali. 3.Il monachesimo Il monachesimo cristiano si svilupp a partire dalla fine del III sec, nelle regioni orientali dell'Egitto, della Palestina e della Siria; questo era costituito dalla ricerca di Dio attraverso il distacco dal mondo, dalla rinuncia di ogni tipo di bene materiale e il dominio delle passioni. Singoli individui si ritiravano nel deserto per condurre una vita interamente dedicata alla preghiera e alle pratiche ascetiche, in piena solitudine (eremitismo), oppure in comunit di monaci (cenobitismo). La scelta eremitica era considerata la forma pi elevata di vita spirituale. Dal IV sec tali esperienze si diffusero anche in occidente, soprattutto nella forma cenobitica. Nel IX sec si impose la regola di Benedetto. Questa scartava ogni condotta estrema e postulava un equilibrato alternarsi di preghiera e di lavoro, in obbedienza e nel rispetto del capo della comunit monastica: l'abate. 4.L'evangelizzazione dei barbari

Una volta consolidatasi la fede cristiana all'interno dell'impero romano si potette cominciare a diffondere il messaggio evangelico anche ai barbari. Per le stirpi barbare non fu immediata l'assimilazione del cristianesimo e incontr non poche ostilit poich abbracciare questo credo significava romanizzarsi e piegarsi alla volont del nemico. 5.La definizione del dogma Sul piano ideologico la prima questione riguard il mistero della natura della figura di Cristo e la difficolt ad accettare il principio della Trinit, chiave di volta del messaggio cristiano. Cominciarono cos i dibattiti intorno alla natura di Ges, che occup la cristianit per alcuni secoli. Inizialmente ebbe buona fortuna la dottrina del sacerdote di Alessandria Ario, il quale sosteneva che Cristo fosse inferiore a Dio e che fosse stato creato da lui. Tale interpretazione per venne subito condannata come eretica dal concilio di Nicea, voluto da Costantino, che stabil la formula di Cristo figlio di Dio, generato dalla stessa sostanza del Padre e perci con lui consustanziale. Capitolo 3 I regni dell'occidente medievale 1.I nuovi regni d'occidente e la convivenza fra i barbari e i romani Con il chiudesi del V sec, l'impero romano d'occidente era stato totalmente sostituito da una

pluralit di regni disomogenei fra loro, in ciascuno dei quali una minoranza di barbari si trovava a condividere il territorio con una popolazione romana assai pi numerosa, entrambe sotto il governo di un re barbaro. Le stirpi si preoccuparono di mettere per iscritto le proprie consuetudini, fino a quel momento trasmesse solo oralmente e lo fecero in latino. I barbari cercarono pure di imitare la sovranit imperiale di tradizione romana imitandone la forma e i compiti. 2.Il regno dei franchi Fino al V sec i franchi erano un insieme eterogeneo di trib stanziatesi soprattutto lungo i fiumi Meno e Reno; nel decennio 430-440 erano divenuti foederati romani e la loro prima vera unit politica delle varie trib fu garantita dal re Clodoveo il quale spinse la sua gente a conquistare nuovi territori nella Gallia nordoccidentale. Dopo la morte di Clodoveo i possessi franchi da lui riuniti venero suddivisi tra i 4 figli ed eredi. Gi dalla met del VI sec il dominio dei franchi si estese anche verso il mediterraneo, inglobando la Provenza e porzioni d'Italia settentrionale. Nel 751 il figlio di Carlo Martello, Pipino il Breve, assunse direttamente la carica regia, scalzando l'ultimo dei Merovigi. Con i pipinidi i franchi si affermarono definitivamente come la principale entit politica e militare dell'intero occidente, destinata ad aumentare la sua grandezza sotto il regno di Carlo Magno alla fine del VIII sec. 3.Il regno dei vandali

I vandali furono gli unici fra tutte le stirpi barbare ad avviare iniziative per mare, dotandosi di una flotta che li port ad attaccare anche le coste italiane. La debolezza del regno ne facilit la sconfitta, inflitta dal generale imperiale Belisario tra il 530-40. 4.I regni degli anglosassoni Nella Britannia, gi sostanzialmente abbandonata dai romani, si stabilirono fra il V e il VI sec varie trib provenienti dalla Germania settentrionale. Pagani al momento del loro arrivo nella Britannia, gli invasori anglosassoni si aprirono all'evangelizzazione a partire dalla fine del VI sec, grazie ad una missione voluta dal papa Gregorio Magno e condotta dal monaco Agostino. La conversione si complet entro la seconda met del VII. 5.Il regno dei visigoti La stirpe dei visigoti si stanzi fra le Alpi e i Pirenei e nel 418 si assistette alla nascita di un regno assai solido ed esteso a tutta la Gallia sudoccidentale, con centro a Tolosa. Inizialmente i visigoti si mantennero separati dalla popolazione ispano-romana ma ben presto puntarono a superare questa rottura attuando un processo si acculturazione che ebbe il suo momento decisivo nella conversione al cattolicesimo del re Reccaredo nel 589. La solidariet fra il clero e la monarchia rimase salda fino alla fine del regno visigoto, travolto dall'invasione araba nel 711. 6.Il regno degli ostrogoti Sotto la guida del loro re Teodorico, gli ostrogoti arrivarono in Italia dove rovesciarono e uccisero Odoacre e nel 493 fondarono un nuovo regno. Si stanziarono grazie al principio dell'hospitalitas ma si distribuirono in maniera diseguale lungo la penisola, concentrandosi principalmente nelle regioni settentrionali. Negli ultimi anni di governo di Teodorico, che mor nel 526, l'equilibrio fra romani e goti si ruppe. Una persecuzione degli ariani avviata in oriente indusse il re goto a iniziare una persecuzione contro i cattolici in Italia. 7.Il regno dei longobardi L'Italia riconquistata da Giustiniano dopo la sconfitta dei goti, rimase sotto il governo imperiale solo per 15 anni, ossia fino alla venuta nella penisola dei longobardi, nell'anno 569,sotto la giuda del re Alboino. I longobardi si caratterizzavano per essere pi spietati e meno indulgenti nei confronti dei romani. Essi entrarono nella penisola con il solo scopo di sacheggiarla e razziarne le ricchezze. 4 I longobardi abbracciarono l'arianesimo come segno di identit antiromana e anche il loro assetto sociale era particolare: erano organizzati come un popolo-esercito riconoscevano diritti sociali solo ai maschi in grado di portare armi (arimanni) .

Re Rotari fece mettere per iscritto per la prima volta le leggi dei longobardi, che fino ad allora erano state trasmesse solo oralmente, e questa raccolta prese il nome di Editto di Rotari.Poco oltre la met del VII sec i longobardi si convertirono alla confessione cattolica, promuovendo anche la fondazione di nuovi monasteri. Malgrado la conversione, i rapporti tra i re longobardi e i papi rimasero difficili a causa del tentativo dei primi di conquistare Ravenna che cadde nelle mani longobarde attorno al 750-51 per opera di Astolfo. Il papa Stefano I temendo che i longobardi arrivassero fino a Roma, chiese per la prima volta l'aiuto al re dei Franchi, Pipino il Breve, chiedendogli di intervenire in Italia per recuperare i beni e affidarli al cosiddetto patrimonio di San Pietro.Cos per la prima volta i pontefici rivendicavano per s un ruolo politico e strinsero con i franchi un alleanza antilongobarda. Con l'ascesa al trono dell'ultimo re longobardo, Desiderio, i rapporti con il papato si aggravarono ulteriormente. Infatti il re longobardo cerc di intromettersi anche nell'elezione del pontefice facendo scaturire la reazione di Pipino il Breve il quale si port in Italia e inflisse una sconfitta ai longobardi alle porte di San Michele e ponendo cos fine al regno longobardo indipendente, nell'anno 774. Carlo assunse il titolo di re dei franchi e dei longobardi. L'eredit politica della stirpe longobarda in Italia fu assunta allora dal duca di Benevento Arechi. Il principato di Benevento riusc a resistere ai tentativi di annessione operati dal figlio di Carlo Magno, Pipino, e potette cos preservare la propria indipendenza. Nell'849 i principi Radelchi e Siconolfo divisero il principato in due entit distinte: l'una con centro a Benevento e l'altra con sede a Salerno. Capitolo 4 Lo spazio mediterraneo nell'alto medioevo: Bisanzio, l'Islam. 1.L'impero di Giustiniano Con la deposizione dell'ultimo imperatore romano in occidente, nell'anno 476, l'impero continu la sua vicenda nella sua pars orientis.Giustiniano si propose come protettore dell'ortodossia cattolica, perseguitando tutti i culti non cristiani. L'unit del mediterraneo si disgreg nel giro di poco pi di un secolo dopo la morte di Giustiniano. Infatti l'Italia fu invasa dai longobardi i quali lasciarono all'impero solo una piccola porzione del mediterraneo continentale. I possessi imperiali in Italia furono riorganizzati, di fronte all'emergenza longobarda, sottoponendoli a un nuovo magistrato residente a Ravenna, l'esarca, il quale riuniva in s il potere civile e quello militare. 2.Gli slavi e i bulgari

Nel corso del VII sec le trib slave, guidate dall'lite militare degli avari, cominciarono il loro radicamento nei Balcani; nel corso del V sec cominciarono a diffondersi contemporaneamente verso est, ovest e sud. La consapevolezza di non riuscire pi a risolvere solo con le armi la minaccia delle trib dell'area balcanica, convinse Costantinopoli a cominciare l'opera di conversione al cristianesimo delle stirpi slave, per ribadire la propria egemonia su di esse.La missione presso gli slavi fu lenta ed ebbe dei risultati parziali a causa della concorrenza del papato romano sostenuto dai Carolingi. 5 3.L'impero bizantino nei sec VII-XI Entro il primo decennio dell'VIII sec l'impero bizantino sub l'amputazione di quasi la met del suo territorio perdendo oltretutto le province che garantivano le maggiori risorse economiche e la gran parte del gettito fiscale. L'impero dei romani d'oriente si riduceva, in sostanza, alla sola Asia minore, residui possessi in Italia ( successivamente presi dai longobardi) e all'area balcanica su cui per Costantinopoli esercitava un controllo malcerto. 4.Lo scisma della cristianit Con Bisanzio si acu ulteriormente il dissidio religioso fra la Chiesa di Costantinopoli e quella di Roma. Nel 1054 un conflitto fra papa Leone IX e il patriarca Michele Cerulario port a una reciproca scomunica e a un nuovo scisma che separ definitivamente la Chiesa cattolica romana da quella che prese il nome di ortodossa. 5.L'Arabia preislamica L'Arabia prima di Maometto, era caratterizzata da una variet di genti, di comune ceppo linguistico ma prive di un unit politica e contraddistinte da un organizzazione di tipo tribale. 6.Maometto e la nascita dell'islam Maometto attorno al 610 introdusse una nuova religione a lui rivelata da un inviato divino. Il libro sacro degli islamici divenne il Corano.La radicalit del pensiero maomettiano non fu gradita dall'lite meccana, la quale lo costrinse ad abbandonare la citt e riparare la futura Medina, nel 622, anno della migrazione, dal quale ha inizio il calendario musulmano. Nel 630, dopo anni di lotte, Maometto riusc a rientrare vittorioso alla Mecca alla testa di un enorme esercito. Alla morte del Profeta, nel 632, gli arabi si trovarono a godere di un'eccezionale compattezza religiosa e politica ed erano pronti ad espandere il credo islamico al di fuori della penisola araba. 7.L'espansione dell'Islam La scomparsa di Maometto scaten dure lotte interne per il potere. Il primo successore fu il suocero, ma con il quarto, Al, scoppi un conflitto fra quanti sostenevano che il principio che il califfo (ossia il capo della compagine islamica) doveva essere un membro della famiglia del Profeta, e quanti pretendevano invece che dovesse essere scelto per meriti, su base elettiva.

Nel 660 i fautori della seconda posizione ebbero la meglio e uccisero Al. La frattura fra sunniti e sciiti, nata allora, perdura ancora oggi, con i sunniti numericamente preponderanti e gli sciiti maggioritari solo in alcuni paesi, come l'Iraq e l'Iran. 8.I califfati degli Omayyadi e degli Abbasidi In meno di un secolo dalla morte di Maometto, gli arabi, riuscirono a creare un enorme impero che si estendeva dal bacino del Gange fino all'Atlantico, con una popolazione complessiva di 40 o 50 milioni di abitanti. La capitale fu portata a Damasco, nel 661, mentre la Mecca e Medina rimasero importanti per il loro significato religioso. L'arabo divenne la lingua ufficiale della burocrazia ed era anche la lingua in cui era scritto il Corano. Alla met dell'VIII sec, un discendente di Maometto, Aboul Abbas, coalizz le molteplici opposizioni e rovesci gli Omayyadi, assumendo il titolo di califfo e dando vita ad una nuova dinastia, quella degli Abbasidi. La capitale fu trasferita da Damasco a Baghdad. Capitolo V L'impero carolingio 1.Carlo Magno Carlo (successore di Pipino,poi detto Magno) avvi una politica espansionistica su larga scala verso l'esterno. 6 Di particolare rilievo fu la conquista del regno longobardo in Italia nel 774. Dopo la vittoria Carlo assunse il titolo di re dei franchi e dei longobardi. Non ebbero effetto invece i tentativi di annettere al proprio regno il ducato di Benevento, che riusc a scacciare i franchi e a proteggere la propria autonomia. Mentre le regioni dell'Italia centro settentrionale entrarono a far parte della dominazione franca. 2.Creazione e organizzazione dell'impero carolingio Il governo di Carlo Magno sull'Italia centro settentrionale rafforz il rapporto fra il monarca e il papato. La notte di Natale dell'800, il papa Leone III incoron imperatore a Roma il re franco e Il nuovo impero si propose quale erede dell'antico impero romano cristiano. Carlo Magno divise il suo vastissimo impero in due regni subordinati affidati ai figli Ludovico, cui and l'Aquitania, e Pipino, al quale spettarono il regnum Longobardorum, la Baviera e la Carinzia. Comunque Carlo deteneva l'autorit suprema su entrambi e affiancava gli eredi. Nonostante la tradizione franca che prevedeva che il monarca non avesse una dimora fissa, Carlo Magno cerc di stabilire una sede di residenza privilegiata ad Aquisgrana. Una caratteristica dell'impero carolingio era il capillare coinvolgimento del clero nell'attivit di governo; vescovi e abati infatti svolgevano l'attivit di Missi Dominici e inoltre erano chiamati a fornire al monarca un contributo militare quando veniva richiesto. 3.Il rapporto vassallatico-beneficiario

Alla base del successo politico-militare dei franchi vi era lo speciale rapporto vassallaticobeneficiario, ossia il legame di natura personale che vincolava tra loro individui diversi, prevedendo uno scambio tra servizio e mantenimento. 4.L'Italia carolingia Rispetto alle regioni dell'impero di Carlo Magno, l'Italia da lui conquistata ebbe un assetto particolare. Dopo il 774 non vi fu in Italia nessuna immigrazione massiccia di franchi , ma solo una discesa di un numero contenuto di individui legati a Carlo che si installarono nelle posizioni di comando, spesso affiancandosi alla vecchia aristocrazia longobarda. 5.I successori di Carlo Magno Nell'anno 806 Carlo Magno programm la futura suddivisione dell'impero fra i suoi tre figli maschi, Carlo, Pipino e Ludovico; ma la morte precoce dei primi due fece s che Ludovico, che prese l'appellativo di Pio, assumesse nelle proprie mani tutto il potere. Egli stabil, con la cosiddetta Ordinatio imperii, che la prossima suddivisione ereditaria tra i suoi tre figli lasciasse tuttavia al primogenito una sovranit generale sull'intera compagine. I criteri dell'ordinatio furono sconvolti dalla nascita di un quarto erede, Carlo il Calvo, e Ludovico fu costretto a battersi contro i propri figli. Due dei figli di Ludovico il Pio, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, si allearono per sconfiggere l'altro fratello Lotario. Alla fine del IX sec il vecchio impero carolingio risultava diviso in tre aree ben distinte: la Francia occidentalis, (Carlo il Calvo), la Francia orientalis, (Ludovico), e il regno italico, la Provenza e l'Aquitania (Lotario). CAPITOLO VI La dissoluzione dell'ordinamento pubblico 1.L'ordinamento signorile Alla fine della compagine carolingia si registr la dissoluzione dell'ordinamento pubblico e una distribuzione del potere fra un gran numero di signori, ciascuno dei quali controllava un ambito territoi o meno esteso e gli uomini che su di esso vivevano. Tale fenomeno ha indotto gli 7 studiosi a definire questo fenomeno con la locuzione Ordinamento signorile, caratteristico del X e met dell'XI sec. Alla disgregazione dell'ordinamento pubblico concorsero vari fattori: la tendenza all'ereditariet delle cariche di valenza pubblica;la creazione autonoma di castelli; i poteri signorili detenuti da laici ma anche da vescovi e abati che vengono di regola divisi in due categorie: la signoria fondiaria e la signoria territoriale o di banno (comando). 2.La proliferazione di castelli

La signoria di banno si esercitava a partire da un castello dal quale il signore esercitava la protezione su un territorio pi o meno vasto. L'intero occidente, a partire dalla met del XI sec e durante il X, vide il prolificarsi di una fitta trama di nuovi castelli. 3.Normanni, ungari e saraceni Fra i secoli VII-VIII e IX, l'Occidente conobbe ripetute ripercussioni da nord, est e sud rispettivamente da normanni, ungari e saraceni. Essi miravano principalmente a razziare un bottino, non a stabilirsi definitivamente. Fra il IX e l'XI sec l'espansione scandinava raggiunse il suo apice, e di particolare importanza fu la creazione della Normandia nel 911. Negli anni 1050-80 un esponente della famiglia degli Altavilla, Roberto il Guiscardo, conquist tutta l'Italia meridionale continentale; e in seguito, con Ruggero II riuscirono ad annettere anche la Sicilia e assunse il titolo di re. 4.Regni e principati d'occidente Dopo la fine della dinastia carolingia con la morte di Carlo il Grosso nell'888, le regioni occupate dai franchi ebbero sviluppi politici diversi. Nella Francia Occidentalis vi fu una aspra competizione su chi dovesse salire al trono con la conseguente vittoria da parte di Ugo Capeto che diede vita ad una nuova dinastia, detta dei Capetingi, destinata a durare fino al XIV sec. La Francia Orientalis fu forse ancora pi debole di quella occidentalis; il regno Teutonico, cos chiamato, risultava frammentato in numerosi ducati all'interno dei quali le famiglie eminenti erano riusciti a rendere ereditaria la carica ducale. Nella penisola italiana il Regnum longobardorum, dopo la fine della dinastia carolingia, fu travolto da una serie di lotte interne tra i principali lignaggi signorili che se ne contendevano la guida. 5.L'impero degli Ottoni Nel 961 Ottone I fu eletto re del regno italico e l'anno dopo consegu anche il titolo di imperatore. L'istituto imperiale trov di nuovo vigore proprio grazie ad Ottone il quale riprese i moduli ideologici e simbolici di matrice romano-bizantina e carolingia, insistendo sulla natura sacrale del suo potere. Ottone promulg il cosiddetto Privilegium Othonis, documento con il quale venivano riconosciuti le propriet e i diritti della Chiesa ma allo stesso tempo imponeva il giuramento di fedelt all'imperatore da parte del papa. Dal punto di vista geografico il regno di Ottone risultava molto pi piccolo rispetto a quello di Carlo Magno. CAPITOLO VII La riforma della Chiesa e lo scontro tra il papato e l'impero 1.Il dissenso della Chiesa e le istanze di riforma

Lungo tutto il X sec e buona parte del secolo successivo, nell'intero Occidente si sent l'esigenza di rinnovare la Chiesa e riportarla al suo splendore e la sua sacralit iniziale. La stessa autorit papale era in mano alle grandi famiglie romane le quali sceglievano direttamente i pontefici a propria discrezione. Di fronte ad un simile quadro era evidente l'esigenza di una riforma complessiva che riportasse la Chiesa al suo pudore e religiosit iniziale. 8 2.Il ruolo del monachesimo Uno dei primi monasteri di importanza assoluta fu quello di Cluny, fondato nel 910 in Borgogna. Qui oltre che elaborare un modello monastico tutto incentrato sula preghiera, svilupp una particolare forma di organizzazione generando una serie di monasteri collegato fra loro (detti priorati), dotati di un ottima base economica, esenti dal controllo vescovile e sottoposti direttamente al papa. 3.I movimenti laicali e la contestazione della simonia e del nocolaismo Fra il X e l'XI sec, le istanze di rinnovamento delle istituzioni ecclesiastiche e della vita religiosa si diffusero anche all'interno della societ laica. Costante in tutti i casi fu la critica alla ricchezza della chiesa e del coinvolgimento di quest'ultima nelle questioni temporali. Come rimedio si proponeva il ritorno alla cosiddetta Chiesa delle origini, cio al modello di vita caratterizzato dalla semplicit, dal rigore e dalla preghiera. Per tutte le posizioni riformatrici risultava primario combattere contro due comportamenti ritenuti particolarmente scandalosi: la simonia e il nicolaisco. Simonia: si faceva discendere dal personaggio biblico Simon Mago, e con qst termine veniva indicata la prassi della compravendita delle cariche ecclesiastiche ; Nicolaismo: in memoria del diacono Nicola, l'abitudine di tenere con s delle concubine. 4.L'intervento del papato Un papa di fondamentalmente importanza in ambito di riforme fu Nicol II, il quale promosse in Laterano, un concilio che ebbe grandissima importanza perch introdusse il principio che in futuro l'elezione papale venisse riservata ai soli cardinali. Nel 1075 Gregorio II eman un documento, noto come Dictatus papae, e esaltava ulteriormente la figura del papa sia in ambito religioso che nei confronti dell'impero. 5.Lo scontro con l'impero Quanto affermato dal papa Gregorio VII nel Dictatus papae diede l'avvio ad un duro conflitto fra lo stesso pontefice e l'imperatore Enrico IV, noto come la lotta per le investiture. Nel 1076 Enrico IV convoc a Worms un concilio di vescovi tedeschi che dichiar deposto il papa; per tutta risposta Gregorio scomunic l'imperatore. Enrico fu costretto a indurre in qualsiasi modo il pontefice a ritirare la scomunica: cos nell'inverno del 1076-77 si rec in Italia e si umili restando per tre

giorni davanti alla fortezza in atteggiamento penitente, finch il papa non lo ricevette e revoc il provvedimento. Scampato il pericolo, Enrico riprese la politica ostile al pontefice, fino al punto di far eleggere come nuovo papa, nel 1080, l'arcivescovo di Ravenna Guilberto. La tensione fra papato e impero prosegu per qualche decennio fino a trovare una sorta di compromesso nel cosiddetto concordato di Worms, sottoscritto nel 1122 e che distingueva i due poteri, quello spirituale, riservato ai vescovi, e quello temporale, lasciato all'imperatore. CAPITOLO VIII Economia e cultura 1.L'economia tardoantica Durante i secoli dell'Alto Medioevo si ebbe nelle diverse regioni dell'Occidente una profonda trasformazione delle strutture economiche ereditate dal tardo impero romano. Di fronte ad un calo della popolazione urbana, le citt rimodellarono i propri spazi concentrando le abitazioni in determinati quartieri e destinando a usi diversi le zone periferiche, ritagliando aree specifiche per le attivit agricole e per l'allevamento anche all'intero delle mura urbane. Il ruolo politico- amministrativo venne in larga misura, ereditato dal vescovo, nuovo punto di riferimento , non solo spirituale, per la popolazione cittadina. 9 3.Le campagne Nell'impero romano l'organizzazione delle campagne era articolata in una grande variet di situazioni. Un ruolo preponderante lo ebbe il latifondo, coltivato in buona misura da schiavi detti prebendari, cio alloggiati e mantenuti direttamente dal padrone della villa. Nei secoli del tardo impero, sembra essersi accentuata la tendenza a preferire un'organizzazione del lavoro rurale fondata sul frazionamento del latifondo in unit, ciascuna delle quali veniva affidata per la coltivazione a schiavi residenti sull'appezzamento che lavoravano, detti casati, oppure a liberi coloni. La popolazione diminu il suo numero complessivo e per questo diminu anche la domanda di cereali e derrate, per cui si ridussero anche gli spazi e le superfici coltivate e quelle in avanzo vennero utilizzate per altri scopi. 5.Il sistema curtense Il modello di organizzazione agricola pi caratteristico dell'Alto Medioevo occidentale, fu quello della curtis, un'azienda agraria signorile gestita in parte a conduzione diretta e in parte a conduzione indiretta. Ogni azienda curtense era costituita da un centro amministrativo, che includeva l'edificio padronale e i magazzini, da un settore a conduzione diretta, e da uno a conduzione indiretta, il massaricium, frazionato in tante piccole unit agrarie ( i cosiddetti mansi) date da coltivare a famiglie di massari. Ciascun massaro lavorava il proprio manso per mantenere se stesso e la propria famiglia, e pagava un censo al dominus e aveva pure l'obbligo di prestare corves (attivit lavorative su richiesta).

6.L'aumento della popolazione e lo sviluppo delle attivit economiche A partire dai secoli IX-X, in Occidente si registr una lunga fase di incremento della popolazione, che comport l'esigenza di un maggior numero di beni e di risorse, stimolando la produzione e il commercio. A questo scopo si procedette a una grande quantit di interventi di disboscamento, bonifica, oltre che a trasferire dei contadini in terre disabitate chiamate terre franche o villenuove, dove erano esenti da imposizioni fiscali. Si diffuse anche una nuova forma di coltivazione, la rotazione triennale, che permetteva di far riposare una volta ogni tre anni la terra, il maggese, accrescendone la fertilit. 7.La cultura nell'alto medioevo L'intero Occidente, dal V al XI sec fu contraddistinto da un elevatissimo livello di analfabetismo, sconosciuto all'impero romano. Carlo Magno, illetterato come la maggior parte dei suoi ufficiali e funzionari, promosse l'istruzione e la cultura allo scopo di formare un ceto dirigente adeguato ad amministrare l'impero e un clero idoneo a predicare nel modo pi efficace la parola di Dio, e perci cerc di organizzare al meglio il sistema scolastico e favor il formarsi all'interno della sua corte di un'accademia di intellettuali chiamata Scuola palatina. CAPITOLO IX L'evoluzione delle istituzioni in Occidente: i regni e il comune cittadino 1.La ricomposizione del potere A partire dalla fine del XI secolo e per tutto il XII, in Occidente si ebbe un processo di graduale ricomposizione politica ad opera di monarchie capaci di imporre il proprio dominio su aree sempre pi vaste. Punti fondamentali furono il controllo militare del territorio, la disciplina delle forze aristocratiche, la costruzione di una burocrazia regia, la disponibilit di risorse finanziarie adeguate, la continuit dinastica attraverso la trasmissione ereditaria del potere regio. 10 I monarchi ribadirono la natura sacrale del proprio potere, capace di collocarli al di sopra di tutti gli altri signori. In Francia e in Inghilterra i sovrani si presentarono anche come taumaturghi, cio guaritori per intercessione divina, in grado di guarire e sanare con un semplice tocco le malattie dei loro sudditi. 2.La monarchia dei Capetingi in Francia Dai tempi di Ugo Capeto, capostipite della dinastia, il regno dei franchi occidentali era limitato ad una fascia di territorio ristretta compresa trai fiumi Loira e Senna. Il potere del re era pi onorifico e simbolico che effettivo. La questione venne risolta daFilippo II Augusto, grazie al quale il regno di Francia conobbe uno sviluppo decisivo e il regno crebbe per estensione territoriale e per importanza negli equilibri internazionali.

Il consolidamento delle strutture pubbliche si ebbe con i suoi successori, Luigi VIII e Luigi IX, il quale introdusse il sistema delle inchieste, cio l'invio periodico nelle varie province di ispettori chiamati a verificare l'operato degli uffici pubblici. Filippo IV il Bello riusc addirittura a far spostare la sede papale da Roma ad Avignone, in Provenza, ponendola cos sotto il proprio controllo. 3.La monarchia normanna in Inghilterra Il nuovo re normanno Guglielmo il Conquistatore, dopo aver strappato l'Inghilterra agli anglosassoni, si assicur il controllo politico e militare del paese attraverso la creazione di una fitta rete di castelli e di legami vassallatici. L'intero territorio del regno venne suddiviso in circoscrizioni amministrative dette contee, rette da un ufficiale nominato dal re. Il potere monarchico si rafforz con Enrico II della famiglia dei Plantageneti, il quale riusc anche ad annettere l'Irlanda. Il nuovo monarca si prefisse anche di ridimensionare i poteri della Chiesa con le cosiddette costituzioni di Clarendon, che introducevano il controllo del re sulle elezioni episcopali e imponevano pene civili per i chierici che fossero macchiati di reati. I progressi della monarchia inglese tuttavia regredirono con la morte di Enrico. Giovanni Senza Terra prima perse quasi tutti i possedimenti inglesi in Francia, poi sub la scomunica da parte dell'arcivescovo di Canterbury, e infine venne sconfitto a Bouvines. La sua debolezza lo port a concedere ai grandi e alla Chiesa un celebre documento, la Magna charta libertatum, con la quale si fissavano i diritti e i doveri reciproci nel rapporto fra il re e i sudditi. La Magna charta limitava di fatto il potere del re, riconoscendo i privilegi tradizionali dell'aristocrazia, della Chiesa e delle pricipali comunit cittadine. Con il successore di Enrico III, Edoardo I, si procedette ad un espansione territoriale a danno del Galles e della Scozia 4.La monarchia normanna nell'Italia meridionale I cavalieri provenienti dalla Normandia giunsero nell'Italia meridionale all'inizio dell'XI sec per combattere come mercenari nelle guerre che opponevano i vari signori longobardi e bizantini. Come ricompensa per i servizi prestati i longobardi concessero ai normanni il ducato di Melfi e la contea di Aversa. Dall'anno 1061 i normanni avviarono la conquista della Sicilia musulmana, oltre che della Calabria e della Puglia. 5.I regni della penisola iberica e la reconquista Nella penisola iberica il potere musulmano apparve scosso e di questa situazione approfittarono le diverse realt cristiane del Nord della penisola che erano riuscite a resistere all'avanzata islamica. Tale iniziativa fu mossa grazie all'ideale di ripristino della fede cristiana in regioni che erano state islamizzate e per queto godette anche dell'appoggio di altri regni d'Occidente come la Francia e il papato. 6.I comuni cittadini

Dall'ultimo ventennio dell'XI sec in molte citt dell'Italia centrale e settentrionale, e un po' pi tardi anche in Provenza, Germania e Fiandre, emersero nuove figure di magistrati cittadini, 11 chiamati Consoli. La loro presenza dovuta dalla nascita dei comuni che costitu uno dei tratti caratteristici dei secoli XII e XIII. Alla vita politica delle citt partecipava una minoranza degli abitanti che pretendeva di agire nel nome dell'interesse di tutti: essa era composta dagli strati eminenti della societ. Ne restavano esclusi, con le donne, i lavoratori manuali, i servi, le eventuali minoranze non cristiane, gli immigrati senza dimora e un'occupazione regolare. A chi era cittadino venivano riconosciuto diritti da cui erano esclusi gli abitanti delle campagne. Il comune non esisteva invece nel Mezzogiorno. 7.L'espansione dei comuni nel contado I comuni cittadini cercarono di estendere il proprio potere sul territorio rurale circostante. La propriet contadina e i modi di produzione agricola vennero tutelati e regolamentati per legge, per garantire sia ai singoli proprietari, che all'intera collettivit cittadina, gli adeguati rifornimenti che il contado doveva assicurargli. 9.Le esperienze di autonomia cittadina al di fuori dell'Italia La differenza sostanziale fra i comuni italiani e quelli esteri, che mentre nei primi erano le famiglie aristocratiche di tradizione militare a mantenere gli interessi e le risorse della campagna, altrove i centri urbani erano composti quasi esclusivamente da mercanti, artigiani, soggetti impegnati nelle attivit amministrative o giudiziarie, i quali non erano coinvolti affatto nella vita extraurbana che sottoline maggiormente le differenze tra il centro urbano e la campagna. 10. I conflitti nella societ comunale, l'introduzione del podest e l'emergere del popolo. A partire dalla fine del XII sec e per tutto il XIII la popolazione delle citt crebbe in maniera considerevole. Un simile incremento era dovuto anche dalla continua migrazione dalla campagna verso le citt. Soprattutto dopo la met del XIII sec, quando i vari comuni si polarizzarono nei due grandi ed opposti schieramenti politici internazionali, dei guelfi e dei ghibellini, si cerc di scegliere podest nell'ambito della parte in cui si militava o cmq fra le citt alleate. Un elemento che emerse dalle realt comunali, con molte pretese, fu il popolo; questo si era organizzato in una serie di strutture associative che riunivano i suoi membri in gruppi ordinati garantendogli maggiore forza e rappresentativit.Le associazioni di persone che facevano lo stesso mestiere finirono con l'esercitare un ruolo politico consistente in molte citt. Col passare del tempo il popolo riusc ad entrare nei consigli del comune. Sin dagli inizi del Duecento, contro l'ascesa del popolo, l'aristocrazia si organizz a sua volta in una societ di cavalieri vincolati da un giuramento di fedelt reciproca. CAPITOLO X

Apogeo e crisi degli universalismi 1.L'impero di Federico I Fra l'XI e il XII secolo, mentre la Francia, l'Inghilterra e l'Italia normanna si stavano impegnando per consolidare il proprio potere monarchico, l'impero d'Occidente fu scosso da un forte periodo di crisi,infatti la carica regia di Germania non aveva ancora acquisito carattere dinastico. Alla morte di Enrico V, ultimo dei Salii, si apr una lunga competizione fra due casate, quella di Baviera e quella di Svevia, che si concluse nel 1152 con l'elezione a re e imperatore dello svevo Federico I Barbarossa. Nel 1158 l'imperatore convoc una dieta a Roncaglia in occasione della quale eman un testo normativo chiamato Constitutio de regalibus, la quale fissava quali fossero i diritti che spettavano esclusivamente all'autorit regia e che erano stati a lungo usurpati dai diversi signori e ora dai 12 comuni. Questo testo fu accompagnato anche da un'altra disposizione, la Constitutio pacis, che proibiva le guerre fra i privati e la formazione di leghe fra le citt. 2.Federico II Le nozze fra il figlio e l'erede di Federico Barbarossa, Enrico VI, con Costanza di Altavilla, fece unificare le corone di Germania e di Sicilia. Svilupp una complessa struttura burocratica e per preparare adeguatamente i funzionari da impiegarvi, l'imperatore fond uno Studium a Napoli, dove si studiasse soprattutto il diritto: questa fu la prima universit a sorgere non per iniziativa dei privati, come a Bologna, ma per una direttiva del monarca. Tutte le norme emanate da Federico II per il governo della Sicilia, furono raccolte in un codice noto con il nome di liber augustalis o Contitutiones Melfitanae, perch redatto a Melfi, in Basilicata. Il regno di Sicilia divenne il fulcro della cultura mediterranea e qui si svilupp anche la cosiddetta Scuola siciliana, un movimento poetico in volgare che si pone alle radici della letteratura italiana. L'ammirazione che Federico seppe suscitare ai suoi contemporanei fu tale da dargli l'epiteto di stupor mundi, stupore del mondo. Gi con il papa Gregorio IX, appena insidiato, fu scomunicato a causa si un accordi che strinse con il sultano di Egitto, che gli comport l'accusa di essere cedevole con gli infedeli e freddo verso la fede cristiana; alcune posizioni estreme lo dipinsero anche come L'Anticristo. Dopo una seconda scomunica Federico reag con le armi e nel 1245 il nuovo papa Innocenzo IV non solo lo scomunic per la terza volta, ma lo dichiar deposto, sciogliendo cos da ogni vincolo di obbedienza nei suoi confronti tutti i sudditi e vassalli. Dopo la dichiarazione di deposizione del 1245 Federico dovette assistere all'elezione di un nuovo re in Germania e a una ripresa della guerra da parte dei comuni d'Italia.

3.Il papato nei secoli XII-XIII Fra il XII e il XIII secolo, il papato, a differenza del potere imperiale, riusc a rafforzare il proprio ruolo e anche a costruire un'autentica dominazione territoriale nelle regioni centrali della penisola italiana.. Gregorio X eman la costituzione Ubi periculum, la quale stabiliva che l'elezione avvenisse in tempi rapidi: i cardinali dovevano essere chiusi a chiave in una stanza (conclave) non accessibile a nessun altro, e qui trattenuti finch non avessero concluso il loro lavoro. 4.Il pontificato di Innocenzo III L'ascesa di Innocenzo III fece registrare forse il punto pi alto dell'affermazione del potere del pontefice romano. Il papato miglior anche la propria disponibilit finanziaria, divenendo cos in grado di sostenere le ingenti spese per amministrare i suoi domini. Per raccogliere e amministrare il flusso delle entrate vennero sviluppati gli uffici finanziari, a cominciare da quello centrale, la cosiddetta camera apostolica, retta da un camerlengo. 5.Il pontificato di Bonifacio VIII Bonifacio XIII nel 1300 istitu il primo anno santo o giubileo, della storia della Chiesa cattolica. Tutti coloro che si fossero recati in pellegrinaggio nel corso dell'anno a Roma e si fossero confessati e comunicati, avrebbero ottenuto l'indulgenza plenaria, cio il perdono dei peccati. CAPITOLO XI Rinnovamento della cultura e nuove espressioni religiose 1.Una nuova cultura per una societ rinnovata Il XII sec vide anche un rinnovamento della cultura. Fino al X sec il ricorso alla scrittura per fissare contratti, diritti, compravendite, restava eccezionale e in massima parte limitato agli ecclesiastici. 13 Con il successivo sviluppo economico, la redazione per iscritto della documentazione divenne essenziale per dare certezza a negozi sempre pi numerosi e frequenti. Un passo decisivo avvenne quando fu riconosciuto ai notai, cio dei redattori di tali documenti, la Publica fides, ossia della capacit di creare atti autentici e validi come prova legale. Si ebbero importantissime innovazioni anche nei campi delle arti figurative e dell'architettura. Lo stile romanico si svilupp prima in Italia settentrionale e in Catalogna e poi si estese in Europa continentale fra il X e il XII sec.Dalla met del XII sec un altro stile si diffuse in tutto l'occidente a partire dalla Francia, il gotico. 2.Il diritto Nel XII sec si ebbe una ripresa degli studi di diritto romano; questo era chiamato diritto comune perch ritenuto valido per tutte le genti, universale, a fronte del diritto proprio, cio le norme

spaziali applicabili solo a determinati soggetti. I due sistemi erano concepiti come complementari, ossia si integravano l'uno all'altro. 4.La nascita delle universit Nell'alto Medioevo i centri di trasmissione del sapere erano state le scuole monastiche,fra l'XI e il XII sec si gettarono anche le basi per la nascita delle universit;in esse gli studi venivano impartiti in latino, lingua comune per professori e studenti che provenivano da paesi diversi e seguivano il metodo della scolastica, vale a dire della teologia e della filosofia cattoliche. 5.La religiosit ortodossa Nel corso dell'XI e del XII sec la cristianit fu scossa da numerosissimi fermenti spirituali, manifestatesi nelle diverse regioni occidentali. Per far fronte a questi movimenti di contestazione la Chiesa allora vigente diede l'avvio ad una poderosa campagna, che si espresse al massimo grado durante il XIII sec, tesa a salvaguardare il credo ortodosso condannando ogni eresia, cio ogni dottrina giudicata a quello estranea e contraria.A questo scopo fu istituito anche il Tribunale dell'Inquisizione. Il movimento ereticale pi diffuso e considerato quasi l'eresia per antonomasia, nel XII e XIII sec, fu quello dei Catari, la cui dottrina si basava su un forte dualismo, il Bene e il Male, che si combattevano incessantemente. I catari rifiutavano inoltre molti istituti e prassi della societ come la propriet privata, l'esercizio di potere, e numerosi sacramenti, come il battesimo e l'eucarestia, oltre che negare la validit della Chiesa cattolica cui opponeva una Chiesa sua propria, con sacerdoti e strutture proprie. 6.Gli ordini mendicanti Due figure emblematiche di questo periodo furono sicuramente Domenico di Guzmn e Francesco d'Assisi. Entrambi avevano come fulcro del loro messaggio il ritorno alla povert evangelica, scegliendo per se e per i propri discepoli una vita nella quale l'unica fonte di sostentamento del monaco fosse la carit ricevuta dagli altri. 7.Domenico e l'ordine dei predicatori Domenico nacque in Castiglia nel 1170 e abbracci presto la vita sacerdotale. Durante un soggiorno nelle regioni del Sud della Francia rimase colpito dalla forza suggestiva dell'eresia e decise di istituire in quelle terre una comunit di religiosi che conducessero un'azione concorrenziale nei confronti degli eretici, avendo come regola l'osservanza di una rigorosa povert e l'impegno alla predicazione del Vangelo. I frati predicatori necessitavano di una solida preparazione teologica e per questo i loro conventi costituirono delle notevoli scuole e centri di studio e di teologia. 8.Francesco e l'ordine dei frati minori

Francesco era figlio di un ricco mercante di Assisi e nacque nel 1182. Avendo raccolto attorno a se un pugno di seguaci, Francesco decise di abbandonare il romitaggio ed estendere le sue dottrine. La sua vita era improntata ad un'assoluta povert, all'umilt e alla mortificazione di s, 14 all'esaltazione degli ideali di fratellanza e di pace. Consapevole del rischio ke le sue dottrine potessero essere accusate come eretiche, decise di recarsi a Roma per chiedere ad Innocenzo III l'approvazione del suo progetto di vita e per convincerlo gli dichiar la sua incondizionata fedelt. In segiuto il suo ordine venne chiamato ORDINE DEI FRATI MINORI in segno di ulteriore umilt e sottomissione. 9.Chiara L'ordine delle clarisse, istituito da una giovane di Assisi, Chiara, fu animato da una spiritualit e dall'esigenza di una vita di preghiera e meditazione. Chiara abbandon la casa paterna per rifugiarsi presso Francesco e fond il convento di San Damiano, in cui raccolse un gruppo di sorelle cui venne imposta una regola di assoluta povert. Ella si spinse anche a chiedere al papa la possibilit di una vita in completa povert, che comportava la rinuncia ad ogni bene materiale; dopo la sua morte la regola delle clarisse fu per temperata, analogamente a quanto avvenne per i francescani con l'introduzione del principio dell'uso povero. CAPITOLO XII Il mediterraneo e il mondo orientale 1.Il pellegrinaggio armato a Gerusalemme In concomitanza con la il grande periodo di riforma della Chiesa si diffuse nella cristianit occidentale la pratica del pellegrinaggio ai luoghi sacri, soprattutto a Roma e a Gerusalemme. Nell'alto Medioevo il termine cavaliere, (miles) indicava semplicemente il combattere a cavallo; in seguito la Chiesa, per giustificare l'uso della violenza e delle armi, fece propria questa istituzione che venne identificata come un gruppo ristretto e speciale al quale si accedeva con apposita cerimonia. Si form cos una nuova aristocrazia guerriera, cui la chiesa poteva far ricorso per sostenere la propria causa. Nel 1095 si ebbe la prima crociata in Terrasanta contro i turchi. 2.La conquista di Gerusalemme e l'elaborazione dell'idea di crociata Nel 1096 Urbano II mosse un'altra spedizione . L'esercito crociato giunse a Gerusalemme nel 1099 e la espugn, cos fu costituito un regno latino di Gerusalemme o Terrasanta,a capo del quale fu posto Goffredo di Buglione, eletto difensore del Santo Sepolcro. Nel '200 si allestirono cinque campagne militari dirette oltremare. Una di queste, la cosiddetta quarta crociata, del 1204, fu gestita dai veneziani e volta contro uno stato cristiano ritenuto per eretico: l'impero bizantino. 3.Le crociate interne alla cristianit

Nel 1208 il papa Innocenzo III indisse una crociata contro i catari della Provenza,la quale si protrasse per un ventennio. Anche gli ebrei dovettero subire l'attacco dei crociati che invece fino a poco tempo prima, soprattutto in Spagna, prosperarono fino a raggiungere una posizione di primo piano. 4.Il Mediterraneo orientale: Bisanzio e le citt italiane Dopo le trasformazioni conosciute nei secoli VII-VIII, l'impero bizantino conobbe una stagione di generale ripresa soprattutto con la dinastia imperiale dei Macedoni, con Basilio I. Nel XI sec, decaduta Amalfi, emersero altre due realt, Genova e Pisa. Nel frattempo Venezia si era assicurata una posizione di assoluto predominio nella parte orientale del Mediterraneo. Nella parte occidentale del Mediterraneo la prima rivale di Genova fu Pisa, infatti ben presto cominciarono a contendersi la Sardegna e la Corsica. Nel 1284 Genova inflisse a Pisa una dura sconfitta nello scontro navale noto come la battaglia della Meloria,che port al declino di Pisa. Ma anche Genova, incapace di produrre un ceto dirigente stabile, si apr ad una serie di dissidi interni che la portarono ad un progressivo declino, fino a rimanere schiacciata dalla concorrenza aragonese nei traffici e dall'espansionismo territoriale di Milano, che la fece cadere sotto la propria autonomia. 15 5.Il Mediterraneo occidentale: Angioini e Aragonesi Con l'affermazione di Carlo d'Angi nel 1266, che vide sostituita in Sicilia la corona sveva con quella angioina, comport dei cambiamenti di alleanze all'interno del regno. Infatti fin l'alleanza con l'impero ma ne nacque una nuova che faceva capo al papa e al re di Francia. Un profondo mutamento si ebbe con la cosiddetta rivolta del vespro che scoppi a Palermo nel 1282: si tratt di un moto popolare di ribellione al potere angioino, fomentato da diverse cause. Per ristabilire l'equilibrio, con la Sicilia che pretendeva di costituirsi in regno separato si decise di concedere a Federico III, il fratello del re d'Aragona, la corona della Trinacria. In questo modo si teneva distinta la corona siciliana da quella aragonese e si sanciva il definitivo distacco politico della Sicilia del regno angioino, il quale, dalla met del XIV sec mut la propria denominazione in regno di Napoli. 6.L'impero dei mongoli Nel XIII sec si vide anche la realizzazione di un vastissimo impero guidato dalla stirpe di pastori nomadi dei mongoli, che nel momento del suo massimo sviluppo si estese dalla Cina all'Europa orientale. Si tratt di una costruzione politica di eccezionale ampiezza che rappresent una sfida tanto per l'Occidente cristiano quanto per l'Oriente islamico. Capitolo XIII Il Trecento,unepoca di crisi? 1.Leconomia nel XIII secolo

Nel corso del XIII secolo si svilupparono i commerci tanto da spingere i mercanti ad organizzarsi in compagnie. La commenda prevedeva che un gruppo di persone finanziassero le vendite di un mercante, questi al ritorno restituiva il capitale anticipato, e dava ai finanziatori la loro percentuale di guadagno. Si iniziarono a coniare monete di argento e nacquero i banchi, i quali assicuravano prestiti e il cambio della moneta. Lagricoltura invece non riusc ad evolversi. 2. Carestie e pestilenze Tra 1313 e 1317 si seguirono carestie dovute alleccessivo incremento della popolazione contrapposto alla scarsit di risorse effettivamente disponibili. Nel 1348 poi si diffuse la peste bubbonica (o nera) che provoc innumerevoli morti. Questa fu importata dalloriente per opera dei ratti che si trovavano sulle navi mercantili; linsediamento della malattia fu favorito dalle scarse condizioni igieniche caratterizzanti dei ceti medio-bassi. La peste si abbatt con ripetute ondate, restando endemica fino al XVIII secolo. 3. Le trasformazioni della societ e delleconomia In seguito a carestie e pestilenze si ebbe un elevata diminuzione della popolazione, seguita dallabbandono delle coltivazioni a favore delle attivit pastorali. Si diffuse la mezzadria: il proprietario terriero divideva i suoi possedimenti in poderi, ognuno assegnato ad una famiglia; provvedeva di tasca propria allacquisto degli strumenti necessari mentre il contadino si impegnava a coltivare e migliorare il terreno, rendendo poi al proprietario la met del prodotto. Anche in campo manifatturiero e commerciale si ebbero cambianti; si assistette alla nascita della partita doppia ( si registravano su registri diversi le entrate e le uscite) e la lettera di cambio ( con la quale un mercante poteva farsi prestare denaro in una banca e restituirlo in un'altra). Nel campo della manifattura nacque la figura del salariato. 4. Rivolte e sommosse La scarsit di manodopera comport un aumento dei salari tale da suscitare una reazione negativa da parte delle autorit governative. Per difendere i nuovi diritti i ceti pi deboli diedero vita ad una serie di rivolte, una delle pi celebri fu quella di Firenze del 1378 (il tumulto dei ciompi). Questi rivendicavano anche di partecipare alla vita politica; una violenta repressione armata stronc il 16 movimento. Si ebbero rivolte anche nel mondo contadino: non solo si agognava a condizioni di vita pi agevoli, ma anche a partecipare alla vita politica. Capitolo XIV Il consolidamento delle istituzioni politiche 1.Limpero nel XIV secolo A partire dalla morte di Federico II il ruolo e il prestigio del re and sempre pi scemando, anche perch il suo posto fu preso da personaggi politici che non avevano neanche il capitale sufficiente per esercitare autorit. Nel 1356 limperatore di Lussemburgo - Boemia Carlo IV eman la bolla

doro con la quale precis le disposizioni per lelezione imperiale soprattutto in Germania e nellEuropa centrale. 2. Francia e Inghilterra nella guerra dei Centanni In queste due regioni tra XIV e XV secolo si ebbero una serie di evoluzioni proprie che le portarono a scontrarsi per oltre un secolo nella guerra dei centanni . Morto Carlo IV in Francia senza eredi, si fece proclamare sovrano linglese Edoardo III sposato con la sorella di Carlo; questo fatto comport lo scoppio della guerra da parte degli inglesi che sconfissero nel 1415 i francesi ad Azincourt. Le due corone si unirono finch la monarchia francese non si riscosse con laiuto di feudatari e alleati (qui sorge anche la figura della contadina Giovanna DArco fatta poi bruciare sul rogo dagli inglesi perch accusata di stregoneria) e riusc a determinare lespulsione dellInghilterra dal territorio francese. La guerra si concluse nel 1453. 3. Il regno di Francia Nel corso del Trecento la Francia aveva visto al suo interno una serie di evoluzioni di assestamento territoriale. Negli apparati amministrativi operava un nuovo ceto di professionisti; tuttavia alcuni stati rimanevano autonomi (Borgogna). Nel 1302 nacquero gli Stati generali, unassemblea rappresentante i tre stati della civilt francese: clero, nobilt ed lite cittadine. 4. Il regno dInghilterra Situazione politica ed amministrativa inglese era gi molto evoluta; nel corso del Trecento fu caratterizzata dalla partecipazione delle lite cittadine alla vita politica parlamentare. Tra 1320 e 1340 il parlamento divenne una vera e propria istituzione che aveva il compito di promulgare statuti e controllare limposizione delle tasse. Era composto da due camere: la camera dei lord (alta aristocrazia) e la camera dei comuni (piccola nobilt). Il paese fu per scosso (oltre che dalla guerra contro la Francia) anche dalla guerra delle Due rose tra le case di Lancaster e York, che si concluse con lavvento sul trono di Enrico VII Tudor. 5. I regni della penisola Iberica Subirono anchessi alcune linee di sviluppo oltre che Reconquista del territorio dai musulmani. 6. LEst europeo Il regno di Boemia pass alla dinastia dei Lussemburgo, i quali, dopo qualche decennio, assunsero cariche imperiali. LUngheria, sotto la guida degli Angi, tent di sviluppare i suoi commerci sullAdriatico mettendosi in competizione con Venezia ma senza successo. 7. La riunificazione aragonese dellItalia meridionale Soprattutto durante il regno di Roberto il Saggio, la citt di Napoli divenne piazza commerciale e centro culturale di grande rilievo. Nel corso del XIII secolo si ebbero conflitti dinastici tra gli Angi, finch non sal al trono Alfonso V dAragona il magnanimo,il quale aveva gi unificato la corona di

Sicilia con quella aragonese. Nel 1442 pose la propria residenza a Napoli , unificando cos la Sicilia e tutta lItalia meridionale. 3. LItalia centro-settentrionale: dalle signorie cittadine agli stati regionali La fase sperimentale delle istituzioni comunali fece si che le funzioni fossero promulgate al singolo 17 individuo. Il signore potette consolidare il proprio potere personale e prepararsi alla trasmissione di questo ad un membro della sua famiglia. Le varie signorie avviarono anche una conquista territoriale nei confronti del contado e delle citt minori vicine. Lespansione territoriale port allaffermazione di cinque potenze maggiori: Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Lesercito non era pi formato dal popolo, ma da vere e proprie truppe di mercenari. Con la pace di Lodi del 1454 e la conseguente Lega italica si venne a creare un equilibrio sufficiente stabile. Capitolo XV Le sfide della cristianit tardo medievale 1.Lo scisma della Chiesa in Occidente Nel 1377 papa Gregorio XI riport la sede papale a Roma da Avignone. Deceduto questi venne ro eletti Urbano VI che rest Roma e Clemente VII che and ad Avignone. Anche dopo la loro morte furono eletti due papi. Nel 1409 a Pisa un concilio di cardinali depose i due papi proclamandone un altro invano, si ebbero infatti tre papi. Solo 1414 nel concilio di Costanza si risolse la situazione eleggendo Martino V. qui si stabil anche che il concilio si auto legittimava in assenza del pontefice, e la presenza dellimperatore poteva anche essere superflua. Nel XVI secolo il papato era capo indiscusso della Chiesa cattolica. 2. Nuove espressioni della spiritualit e repressione delle eresie Il boemo Jan Hus si opponeva alla ricchezza terrena della Chiesa, per cui si rec a Costanza durante il concilio per esporre le sue tesi, ma fu condannato al rogo per eresia. Gli hussiti non chiedevano solo un ritorno alla povert primitiva del clero, ma anche la predicazione in lingua ceca e ne uscirono vittoriosi. Linglese Wyclif propugnava laccesso diretto alla Bibbia dei cristiani, senza la mediazione ecclesiastica e che questa fosse tradotta nei dialetti volgari di ogni paese per essere accessibili a tutti; credeva poi nella predestinazione: il destino di ognuno era gi deciso, non serviva seguire le regole delle pratiche religiose, bastava avere fede. A partire dal XV secolo si avvi poi la caccia alle streghe che comport la persecuzione e la condanna a morte di moltissime donne accusate dai tribunali dellInquisizione di avere rapporti con il diavolo e di esercitare pratiche magiche. 3. La sfida dellIslam Per tutto il XVI secolo il pericolo turco caratterizz la politica e la psicologia dei paesi europei e proprio per questo si and sempre pi configurando lidea di un Europa intesa in termini di civilt

cristiana accomunata da una cultura e una storia comune e distintiva, diversa dai turchi musulmani. Capitolo XVI Societ e cultura alla fine del Medioevo 1.Dal Mediterraneo allAtlantico Nel XV secolo cominci il declino delle citt italiane che avevano dominato i traffici nei secoli precedenti a favore dellascesa di Inghilterra, Germania ed Olanda. Lorientamento Atlantico diede il via ad una serie di esplorazioni, tra le quali quella del 1492 di Colombo che segna la fine del Medioevo e linizio dellet moderna. 2. Politica, societ, economia Laumento delle derrate alimentari ( grazie alle innovazioni in campo agronomico) favor lincrementarsi della popolazione. Questo per comport laumento di lavoratori e la diminuzione delle paghe. 18