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Modulo T09 Corsista: Graziella Piga

Editoria elettronica: dal kindle all'iPad Tutor: Cristina Peddis

L'acqua simbolo sacro

Modulo T09 Corsista: Graziella Piga Editoria elettronica: dal kindle all'iPad Tutor: Cristina Peddis L'acqua simbolo sacro

Acqua nelle civiltà

L’acqua nelle civiltà Nell’antichità Pasqua era considerata un elemento magico e sacro in quanto rappresentava il punto di riferimento di ogni forma di vita. Il lavarsi non serviva soltanto per pulire il proprio corpo ma anche per detergere e purificare l’anima.

Nella lingua sumera “a” significa acqua, ma anche “generazione” In Polinesia è considerata la materia prima fondamentale In Cina l’acqua corrisponde al caos da cui tutto ha avuto inizio.

Nella speculazione dei presocratici i quattro elementi sono all’origine del mondo; in particolare l’acqua è all’origine di tutto per Orfeo e per Talete di Mileto (624 -548 a.Q il quale sosteneva che: l’acqua è il principio di tutte le cose; le piante e gli animali non sono altro che acqua condensata e acqua torneranno ad essere dopo la morte”. per greci e latini, l’acqua simboleggia i misteri della vita, dove nascita e morte, passato, presente e futuro si intrecciano: dove sgorgano le sorgenti, e perciò gli spiriti dell’acqua hanno il potere della profezia, sorgono dunque gli oracoli più famosi dell’antichità. Nel mito greco, Poseidone presiede a tutte le acque del mare. Il simbolismo delle acque rivela l’intuizione del Cosmo come unità. Esiodo raccomanda di pregare prima di attraversare un fiume. A mezzogiorno si evitavano fontane, fiumi, sorgenti, umidità legate a grotte e ombre d’alberi: lì regnavano ambigue le Ninfe. Il mito della Creazione degli indiani Yuki narra che in principio tutto era acqua, dalla cui schiuma uscì la voce e il canto del Creatore. Nei miti celtici, caldaie, pentole e calici magici donatori di immortalità sono rinvenuti in fondo al mare o ai laghi. per gli alchimisti del Medioevo, l’acqua è ciò che scioglie tutto, ricchissima di magia.

L’acqua, nel pensiero simbolico, è legata anche ad altre due importanti metafore: l’albero e il giardino:

sacrilego è chiudere una sorgente o tagliare un albero da frutto, Acqua e albero sono presenti nelle visioni profetiche di Ezechiele e nell’Apocalisse. Per gli Ebrei canali d’acqua irrigua sono le trentadue vie della saggezza. Ricchi di acqua viva sono i giardini del paradiso coranico e di quello Terrestre. La fanciulla nel giardino tra le acque, la fanciulla custodita dal mostro marino, il viaggio dell’eroe tra le acque popolata dai mostri, conducono al tema dall’acqua come simbolo dall’anima. Nelle favole, in fondo ai laghi ci sono castelli incantati dove gli eroi compiono viaggi iniziatici e trovano tesori o principesse, mentre 1e fontane danno vita a immagini di fanciulle. Per la religione Ebraica, all’inizio della Creazione lo spirito di Yahweh aleggia sulle acque. L’acqua è in ogni caso una manifestazione di Dio, ma può essenza creativa o distruttiva, sorgente della vita come della morte, te acque sono al principio e alla fine di avvenimenti di portata cosmica. Tutto l’antico Testamento esalta il segno di benedizione dell’acqua: il diluvio e il passaggio attraverso il Mar Rosso segnano la sua forza distruttrice ma anche la rinascita, dell’umanità. Per la religione cattolica, il rituale del Battesimo esprime bene il significato rigeneratore e di purificazione del bagno, e aspersioni d’acqua fredda vengono fatte dai sacerdoti, la mattina di Pentecoste. Nel culto israelitico, come nella maggior parte delle religioni pagane, l’uso dell’acqua significa un processo di purificazione. Oltre a questa funzione purificatrice, l’acqua ha anche una funzione salvatrice come si vede nel rito del battesimo cristiano. In moltissime religioni, prima della preghiera, i fedeli devono lavarsi. Nell’antico Messico si praticava un rito simile al battesimo cristiano. I musulmani possono compiere la loro preghiera rituale solo in uno stato di purezza e in un passo del Corano si legge: “nessuno può rifiutare l’acqua in eccedenza senza peccare contro Allah e contro l’uomo”; per questo popolo del deserto, il libero accesso all’acqua è infatti un diritto di tutta la comunità.

Molte grandi capitali di ieri e di oggi sono nate proprio lunghi i fiumi, basta pensare a Londra, Mosca, Budapest e Parigi ma ancor prima a Baghdad, la favolosa città sorta in Mesopotamia sulle rive del Tigri,

e naturalmente Il Cairo. Uno dei primissimi ponti di Roma, il famoso ponte Milvio; pensate che le fondamenta, la base delle sue arcate, risalgono a più di duemila e cento anni.

L’ACQUA: IL BENE PIU’ PREZIOSO L’ACQUA NELLA RELIGIONE

L’acqua è sempre stata considerata un segno dello spirito di Dio sia nell’antico che nel nuovo testamento. Per molte culture l’acqua è un elemento fondamentale, perché è simbolo di purificazione, rinascita e vera vita. La si trova pure nel racconto divino per mezzo del diluvio universale come acqua purificatrice mandata da Dio per risistemare le cose del mondo. Realizza una sorta di ritorno al caos che già esisteva prima della creazione; può essere però intesa come un’acqua di purificazione di quel mondo che aveva preso una strada diversa da quella proposta da Dio. Il principale significato dell’acqua in tutte le religioni è però quello di purificazione. La Bibbia e il Vangelo, inoltre, sono pieni di miracoli che hanno come protagonista l’acqua, tanto quella salata che quella dolce. Nel miracolo di Cana l’acqua ricorda il sacrificio di Gesù sulla croce e con la trasformazione dell’acqua in vino.

Il Battesimo Nella chiesa cristiana i membri sono battezzati, bagnati, con l’acqua santa per diventare nuove creature e a volte vengono completamente immersi in una piccola vasca, come accadeva soprattutto nel passato. Battesimo è una parola greca, che significa “bagno” o “immersione” e l’acqua ha una funzione di creatrice. Non è stato certamente il Cristianesimo ad inventare il rito del battesimo, cioè l’immersione nell’acqua, come segno di purificazione o di partecipazione alle fonti della vita, di cui l’acqua è simbolo e veicolo. Per molte culture l’acqua è un simbolo di purificazione. Il battesimo amministrato nel nome di Gesù richiede a chi lo riceve la totale conversione alla mentalità di Cristo. Con il battesimo il credente rinuncia a tutto l’egoismo che è dentro di lui e sceglie di opporsi al male. Chi segue Gesù arriva alla salvezza dell’animo e alla vita eterna in Dio. Il simbolo dell’acqua, sia secondo l’Antico Testamento che il Nuovo Testamento, è il segno dello Spirito di Dio che agisce. Nell’Esodo poi le acque hanno una funzione più importante: esse danno al popolo ebraico la possibilità di modificare beneficamente il loro stato; attraversando il Mar Rosso, gli ebrei passano dalla schiavitù dell’Egitto alla libertà della Terra Promessa; le stesse acque libereranno poi Israele. Fra gli episodi del Nuovo Testamento possiamo prendere in esame il testo del Battesimo di Gesù presso il Giordano: l’acqua del fiume è paragonata a quella della creazione; da questo momento ha inizio la vita pubblica di Gesù e la sua rivelazione agli uomini, che porterà agli uomini la salvezza attraverso la Risurrezione di Cristo.

Il lavacro del Battesimo e la solenne benedizione dell’Acqua alla Veglia Pasquale si associano all’uso dell’Acqua Santa, da parte della Chiesa, per benedire luoghi, oggetti, persone e, negli esorcismi, per liberare gli ossessi dalla possessione diabolica.

L’acqua compare anche ne “Il cantico delle creature” di San Francesco:

Laudato sii, mi Signore, per sor’Acqua, la quale è multo utile et umile et preziosa et… San Francesco di Assisi resta il santo che più di ogni altro ha saputo vivere il Vangelo. La sua è l’acqua che cura, nutre, dissolve, lava, purifica: l’acqua divina della vita.

Vediamo alcuni esempi: dalle Scritture:

“ In principio era l’acqua…” L’Acqua della Creazione è presentata come l’elemento con il quale Dio diede inizio alla creazione di tutte le altre cose: la vita del mondo e del creato . La Creazione (dalla Genesi)

In principio Dio creò il cielo e la terra. Il mondo era vuoto e deserto, le tenebre coprivano gli abissi e un vento impetuoso soffiava su tutte le acque… Dio disse:

“Vi sia una grande volta! Divida la massa delle acque”. E così avvenne. Dio fece una grande volta e separò le acque di sotto dalle acque di sopra… Dio disse:

“Siano raccolte in un sol luogo le acque che sono sotto il cielo e appaia l’asciutto”. E così avvenne.

Il diluvio e l’abbassamento delle acque:

distruzione, morte, purificazione e vita (dalla Genesi)

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male…. Il Signore disse: “Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti”. Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore… Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni…Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo. Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto… Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono. Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centovinquanta giorni.

Il battesimo amministrato da Giovanni e ricevuto da Gesù

Alle soglie del Nuovo Testamento, Giovanni Battista predica nel deserto e realizza un “battesimo di acqua” come segno di conversione e di preparazione per accettare colui che battezzerà “in Spirito Santo e fuoco” (cfr. Matteo 3,11). Il battesimo di Giovanni accompagnava una predicazione esigente, nella linea dei profeti, che chiedeva agli uditori un cambio di vita, e l’abbandono delle sicurezze religiose legate all’appartenenza al popolo eletto (cfr. Luca 3,7-9) e all’eliminazione delle ingiustizie (Luca 3,10- 15). Giovanni Battista diventa l’ultimo profeta e indica Gesù.

Il battesimo di Gesù raffigurato da Piero della Francesca

Anche Gesù si fece battezzare da Giovanni

Battista: secondo il racconto dei vangeli, all’uscire Gesù dall’acqua si aprirono i cieli, ed egli “vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui” (Matteo 3,16); si sentì (Marco 1,11) la voce del Padre che disse: “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Matteo 3,17; Marco 1,11; Luca 3,21). Secondo la teologia cristiana le parole del Padre situano Gesù in una relazione di figliolanza amorosa con Dio: Gesù è il Figlio che il Padre ama. Inoltre, la teologia cristiana approfondisce il significato delle parole pronunciate dal Padre alla luce dell’Antico Testamento:

«Tu sei mio figlio» è una reminiscenza di Salmo 2,7: «Annunzierò il decreto del Signore. Egli mi ha detto: “Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato”». Il Salmo 2 è un salmo di intronizzazione dei re dell’antico Israele. Questo riferimento rivela che le parole del Padre annunciano la regalità di Gesù. La parola “prediletto”, che potrebbe essere tradotta con la circonlocuzione “che io (il Padre) amo” aggiunge una reminiscenza di Genesi 22,2, dove Dio dice ad Abramo: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò.» Questo riferimento annuncia il sacrificio di Gesù, che lo stesso Padre immolerà per il peccato del mondo. L’espressione “in te mi sono compiaciuto” è una reminiscenza di Isaia 42,1: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni». Questo riferimento annuncia la missione universale di Gesù, che è inviato dal Padre a portare la sua giustizia (cioè la sua “santità”, secondo la maniera di esprimersi dell’epoca) a tutti i popoli. Tuttavia, nella predicazione apostolica il battesimo ricevuto da Gesù contrastava con l’annuncio della sua condizione divina. Lo stesso vangelo secondo Matteo (3,14) è testimone di questo, e rileva che Giovanni domandò a Gesù spiegazione del fatto. La risposta di Gesù: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Gesù si “converte” alla volontà del Padre, riceve in modo stabile lo Spirito Santo e inizia la sua missione di Messia d’Israele. Il gesto di ricevere il battesimo da Giovanni il battista è interpretata, inoltre, dalle chiese cristiane alla luce della teologia dell’abbassamento:

il Figlio di Dio ha voluto farsi uomo e condividere l’esperienza della morte, e di una morte ignominiosa, per liberare l’umanità dalla schiavitù del peccato. Dunque il Figlio di Dio doveva fin dal principio della sua missione farsi uno con i peccatori, e ricevere così il battesimo di Giovanni. Questa spiegazione evangelica è stata ampliata dalla teologia dei vari secoli:

Gesù avrebbe in tal modo voluto istituire il sacramento del battesimo. Non era Gesù ad essere purificato dall’acqua del fiume ma era Gesù che col suo corpo purificava le acque (San Tommaso d’Aquino). Infatti Gesù benediceva le acque per battezzare con il suo amore.

Il battesimo amministrato da Gesù

Il Vangelo secondo Giovanni riporta il fatto che Gesù battezzava (3,22) − anche più di Giovanni Battista (4,1) − seppure non fosse lui in persona a battezzare, ma i suoi discepoli (4,2). Matteo riporta poi che Gesù dopo la Resurrezione invia i suoi apostoli a predicare in tutto il mondo, dicendo loro:

Nelle prime comunità cristiane

Battesimo di Agostino di Ippona per mano di sant’Ambrogio, nel 387

Nella Chiesa antica il

battesimo veniva anche chiamato il Sacramento dell’Illuminazione. Negli Atti degli Apostoli sono riportate le prime conversioni al cristianesimo da parte di ebrei e pagani successive alla prima predicazione apostolica dopo la Pentecoste, e si riporta che tremila persone «accolsero di cuore la sua parola» e «furono battezzati». (Atti 2,41), (3,19). Il battesimo veniva infatti conferito solo a coloro che accettavano gli insegnamenti degli apostoli e accettavano consapevolmente di diventare discepoli. Le testimonianze riportano che già nel IV secolo era pratica diffusa battezzare i catecumeni (cioè coloro che si preparavano al battesimo) nella veglia di Pasqua (come riportato ad esempio nelle Confessioni di Agostino di Ippona). Nelle prime comunità cristiane il battesimo rappresentava il punto di arrivo di un lungo percorso di formazione, durante il quale i catecumeni erano ammessi a partecipare alla messa, ma non alla comunione. La diffusione della pratica di battezzare gli infanti comincia invece a diffondersi successivamente, a partire dal V secolo.

Nelle Chiese cristiane odierne

Dottrina

Cattolici e ortodossi credono nella cosiddetta “rigenerazione battesimale”, cioè che coloro che si battezzano per la salvezza credendo in Cristo morto e risuscitato sono liberati dal peccato originale e rigenerati come figli di Dio; entrano a far parte della Chiesa, che è la comunità dei credenti in Cristo. Non così i protestanti che considerano il battesimo solo come un segno esteriore indicante la rigenerazione che è avvenuta o che avverrà nel credente consapevole. Per i cattolici il Battesimo consiste nella cancellazione dall’anima del fedele del peccato originale, originato dal comportamento di Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, ma come dice san Paolo nella Lettera ai Romani, dove è abbondato il peccato è sovrabbondata la grazia, cioè si diventa figli di Dio, si viene incorporati a Cristo (persona in Cristo) e si entra a far parte della comunità dei salvati. Inoltre il battezzando adulto, cosciente e pentito, viene liberato, nel momento in cui riceve il Battesimo, anche da tutti i peccati personali, anche gravi, da lui fino allora commessi. Infatti egli si può accostare senz’altro alla Cresima e alla Comunione, senza doversi prima confessare.

Rito del battesimo

Battesimo di un neonato a Odessa

Il battesimo degli adulti si effettua anche per immersione, cioè

immergendo nell’acqua il candidato (oggigiorno, nella Chiesa cattolica di rito latino, è più diffuso e comune il Battesimo per infusione sul capo) oppure, nel caso del Battesimo dei bambini, per infusione, cioè versando acqua sulla testa del candidato. Il gesto dell’acqua è accompagnato nel rito dalle parole:

Nome, io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”, ma molte realtà religiose come appunto alcuni gruppi protestanti battezzano nel nome di Gesù.

Secondo la Chiesa cattolica, i ministri ordinari del battesimo sono il vescovo e il presbitero, e, nella Chiesa latina, anche il diacono. In caso di necessità, chiunque, anche un non battezzato, purché abbia l’intenzione di fare quanto fa la Chiesa, può battezzare utilizzando la formula battesimale trinitaria. Nel caso del battesimo dei bambini, i candidati designano o ricevono la designazione di uno o due padrini (o madrine): questi hanno la funzione di accompagnare i primi passi del nuovo battezzato, e soprattutto per i bambini piccoli di aiutare i genitori nell’educazione cristiana del battezzato. Il sacramento cristiano anticamente veniva amministrato per immersione in una vasca. Nel Medioevo si impose il rito per infusione. Il Concilio di Trento stabilì che ogni parrocchia avesse il proprio fonte battesimale e si sollecitò l’amministrazione del sacramento ai bambini entro gli otto giorni dalla nascita.

Età del battezzato

Quasi tutte le Chiese cristiane praticano il battesimo dei bambini (oltre, ovviamente, quello degli adulti convertiti), con l’eccezione di alcune denominazioni protestanti come gli anabattisti, i battisti, i pentecostali, gli avventisti del 7º giorno e altri gruppi come Testimoni di Geova, che battezzano unicamente adulti, sostenendo che in tale prassi battesimale si pone maggiormente l’accento sulla scelta personale e consapevole del credente, e mormoni.

Battesimo di un catecumeno adulto nel Benin

Gli episodi battesimali riportati nel testo biblico

riguardano soprattutto persone in età adulta. I cattolici considerano alcuni passi del Nuovo Testamento dove ci si riferisce al battesimo di intere “case”, come il battesimo di adulti insieme con tutta la loro famiglia, includendo cioè anche i bambini. Altri affermano il contrario per il fatto che spesso il termine “casa” com’è usato nella Bibbia esclude ovviamente i neonati (in Tito 1,11, ad esempio, si parla di apostati che «sovvertono intere case»; in 1 Samuele 1,21-22 si parla del padre di Samuele che «sale con tutta la sua casa» a Gerusalemme e nel versetto successivo che la madre e il figlio restano a casa). Occorre però notare che proprio perché il termine casa sta ad indicare l’intera comunità familiare che successivamente viene specificato quali membri della casa sono esclusi dall’accezione del termine. Le comunità che sostengono l’esigenza di un battesimo in età adulta affermano il ritorno alla tradizione evangelica e il fatto che l’appartenenza alla comunità cristiana deve essere una scelta libera e consapevole dell’individuo e non dei genitori, scelta impossibile in tenera età. Rimane un punto fermo, per alcune denominazioni cristiane, che il battesimo sia un rinnovo dell’alleanza proposta da Dio al popolo ebraico, simboleggiato dalla circoncisione.

Sitografia: