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La sicurezza

nel cantiere edile


Cipriano Bortolato
2 Il piano di sicurezza
Elementi metodologici per la pianificazione
della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili
Premessa
Il Dlgs 494/96 non fornisce alcuna impostazione metodologica
relativa all'elaborazione del Piano di Sicurezza e
Coordinamento
1
.Gli unici riferimenti riguardano i contenuti ed in
particolare l'individuazione, analisi e valutazione del rischio, le
conseguenti misure esecutive, apprestamenti e attrezzature atti
a garantire il rispetto delle norme di prevenzione, la stima dei
relativi costi. Una diversa richiesta inerente alle misure di
prevenzione dei rischi dovuti ad interferenza tra le imprese
ospitate nei cantieri.
1
Dlgs 494/96, Art. 12. Piano di sicurezza e di coordinamento
1. Il piano contiene l'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi, e
le conseguenti procedure esecutive, gli apprestamenti e le attrezzature
atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la
prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori nonch la
stima dei relativi costi. Il piano contiene altres le misure di prevenzione
dei rischi risultanti dalla eventuale presenza simultanea o successiva
delle varie imprese ovvero dei lavoratori autonomi ed redatto anche al
fine di prevedere, quando ci risulti necessario, l'utilizzazione di impianti
comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva. Il
piano costituito da una relazione tecnica e prescrizioni operative
correlate alla complessit dell'opera da realizzare ed alle eventuali fasi
critiche del processo di costruzione.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
di concerto con i Ministri della sanit, dei lavori pubblici e dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, sentita la commissione prevenzione
infortuni, possono essere definiti i contenuti minimi del piano di sicurezza
e di coordinamento; per il settore pubblico, tale decreto si applica fino
all'emanazione del regolamento di cui all'articolo 31 della legge 11
febbraio 1994, n. 109.
3. I datori di lavoro delle imprese appaltatrici e i lavoratori autonomi sono
tenuti ad attuare quanto previsto nei piani di cui al comma 1 e all'articolo
13.
4. Copie del piano di sicurezza e di coordinamento e del piano di cui
all'articolo 13 sono messe a disposizione dei rappresentanti per la
sicurezza almeno dieci giorni prima dell'inizio dei lavori.
5. L'impresa che si aggiudica i lavori pu presentare al coordinatore per
l'esecuzione dei lavori proposta di integrazione al piano di sicurezza e al
piano di coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza
nel cantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso, le
eventuali integrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei
prezzi pattuiti.
6. Le disposizioni del presente articolo e quelle dell'articolo 13 non si
applicano ai lavori la cui esecuzione immediata necessaria per
prevenire incidenti imminenti o per organizzare urgenti misure di
salvataggio.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
3 Il piano di sicurezza
Il tentativo di questa pubblicazione quello di fornire un
esempio, anche se in veste ridotta e parziale, di procedura e di
realizzazione di un piano di sicurezza riferito ad un caso pratico
di progettocantiere per una ristrutturazione di un edificio di
abitazione.
A premessa dell'esposizione che segue vi sono da aggiungere
alcune precisazioni. Le finalit di questo lavoro hanno un
prevalente carattere didattico; in questo senso va intesa anche
la produzione di elaborati grafici a corredo di questa
pubblicazione. Alcuni aspetti sono volutamente resi evidenti con
il fine di rendere chiara la relazione tra piano di sicurezza e
progetto esecutivo. Non da ultima emersa la necessit di
revisione di alcuni punti i quali di volta in volta saranno
evidenziati che si sono dimostrati maggiormente labili senza,
per questo, inficiare l'intera costruzione metodologica e le scelte
principali definite dal piano.
La procedura di pianificazione
La predisposizione di misure preventive in grado di eliminare o
in ogni modo limitare i rischi trova attuazione secondo
metodi di ampia sperimentazione nel campo dei cosiddetti
cantieri mobili e/o temporanei nella definizione di un piano di
sicurezza capace di intervenire nelle diverse fasi della
produzione (dalla progettazione, alla realizzazione, fino agli
interventi di manutenzione dellopera).
L'articolazione dell'attivit di pianificazione deve considerare le
relazioni con la progettazione esecutiva che trovano avvio gi in
una prima fase di semplice individuazione dei pericoli per
essere riprese durante la valutazione del rischio e,
successivamente, attraverso la definizione di misure di
prevenzione e protezione.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Sh
ANALISI GENERALE
DELLE CONDIZIONI
DEL CANTIERE
RISPETTO AL SITO
SCOMPOSIZIONE
DELL'ATTIVIT
PRODUTTIVA IN FASI
SUDDIVISIONE DELLE
FASI IN OPERAZIONI
ELEMENTARI
ANALISI E
VALUTAZIONE
DEI RISCHI
MISURE DI
PREVENZIONE
ELIMINAZION
E DEI RISCHI
RISCHIO
RESIDUO
MISURE DI
PROTEZIONE
PERMANENZA
DEI RISCHI
Schema 1 Articolazione della
procedura di pianificazione della
sicurezza nei cantieri temporanei e
mobili.
4 Il piano di sicurezza
In effetti, la pianificazione di sicurezza pu essere considerata
costituita da due diversi ambiti: un primo legato all'analisi e alla
valutazione del rischio e quindi alla conoscenza del fenomeno,
un secondo, direttamente operativo, relativo alla definizione di
misure di prevenzione e protezione, di procedure di lavoro, di
soluzioni tecnologiche e progettuali.
Le varie fasi che intervengono nella pianificazione possono
essere schematizzate nelle seguenti operazioni.
1. Analisi generale delle condizioni del cantiere rispetto al
sito. In questo ambito si deve considerare la possibilit di
manifestazione di situazioni pericolose in relazione alle
specifiche condizioni del sito (geomorfologiche, geologiche,
infrastrutturali, impiantistiche, ecc.), delle caratteristiche
meteoclimatiche del periodo di durata del cantiere (venti
dominanti, piovosit, escursione termica, ecc.), della
presenza di altri cantieri limitrofi.
2. Scomposizione del processo produttivo. Individuazione
delle varie fasi di cantiere in termini di collocazione
spaziale e cronologica (p. e.: allestimento del cantiere,
scavi, formazione fondazioni, strutture in elevazione, ecc.).
Considerazione delle possibili situazioni pericolose dovute
ad interferenza tra le varie fasi.
3. Suddivisione delle fasi in operazioni elementari.
Ulteriore scomposizione della singola fase in operazioni
elementari (p. e., formazione di solai: opere di armatura,
posizionamento travi prefabbricate e laterizi, posa dei ferri,
getto cls, maturazione getti, disarmo), ogni operazione
elementare si caratterizza per specifici pericoli.
4. Analisi dei pericoli e valutazione del rischio.
Compilazione di una lista di pericoli da sottoporre a
valutazione del rischio. Scopo della valutazione deve
essere quello di caratterizzare i pericoli in termini di
probabilit, magnitudo e di esposizione potenziale. In
questo contesto si svolge una prima fase della pi
articolata attivit di pianificazione della sicurezza che
consiste nella definizione delle condizioni di rischio del
cantiere e, conseguentemente, in un primo ambito di
revisione delle condizioni progettuali originarie. Si tratta
quindi di una fase di screening volta, per un verso, a dare
soluzione in termini di prevenzione alle questioni di
maggiore evidenza, per l'altro, ad individuare una gerarchia
di ambiti di rischio utile ad orientare e a modulare l'attivit
di pianificazione della sicurezza vera e propria.
5. Individuazione e definizione delle misure di
prevenzione e protezione. Sulla base della valutazione
del rischio possibile predisporre le specifiche misure di
prevenzione relative alla distribuzione del rischio nelle
diverse fasi e situazioni di lavoro (opere provvisionali,
dispositivi di protezione individuale e collettiva, sistemi di
protezione, procedure operative, ecc.). In questo contesto
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
5 Il piano di sicurezza
pu essere richiesta l'eventuale riformulazione della
collocazione cronologica delle diverse fasi di lavoro.
L'obiettivo da raggiungere in questa fase deve essere
l'eliminazione o la massima riduzione dei rischi. Il flusso
informativo che regola la procedura evidenzia come la
permanenza del rischio, o la mancata attenuazione dello
stesso, comporti l'esigenza di revisione del progetto
esecutivo in una o pi parti.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
6 Il piano di sicurezza
Applicazione del metodo
Le considerazioni seguenti sono relative all'applicazione dello
schema logico appena illustrato ad un progetto di demolizione
ricostruzione di un edificio ad uso abitativo.
Individuazione, analisi e valutazione dei
rischi
Analisi del sito e dei manufatti esistenti
In questo contesto l'analisi del sito riferita all'allestimento e alla
conduzione del cantiere ha lo scopo di evidenziare i possibili
elementi critici presenti a questo livello.
Nel caso esaminato sono stati valutati i seguenti elementi:
Condizioni climatiche
Caratteristiche geologiche idrologiche
Individuazione dei confini di propriet
Esigenze di delimitazione del cantiere
Possibilit di utilizzo delle aree limitrofe al cantiere
Presenza di impianti, sottoservizi, ecc.
Condizioni di accessibilit
Interferenza con le lavorazioni agricole
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 1 Tavola di inquadramento del
cantiere.
7 Il piano di sicurezza
Presenza di vegetazione arborea e arbustiva
Allo stesso modo, trattandosi di un intervento su di un edificio
esistente, sono considerati i problemi legati allo stato di
conservazione dei manufatti e quindi:
La valutazione dello stato di conservazione delle strutture
La valutazione dello stato di conservazione dei materiali
impiegati
L'individuazione di eventuali lesioni o difetti strutturali
L'individuazione di eventuali dispositivi e opere di
consolidamento esistenti
Analisi del progetto di massima
Partendo dall'assunto che la pianificazione di sicurezza non
possa interferire con scelte pertinenti all'ambito della
progettazione di massima (cosa peraltro confermata dal Dlgs
494/96) altrettanto chiaro che un'attivit cos strettamente
legata alla progettazione esecutiva deva essere fondata sulla
conoscenza dell'impostazione e delle finalit del progetto di
massima.
L'attenta analisi del progetto di massima permette di
comprendere le finalit generali del progetto e di orientare
conseguentemente le scelte esecutive e di pianificazione della
sicurezza:
Obiettivi del progetto
Valutazione in merito al mantenimento e consolidamento
delle strutture edilizie
Valutazione in merito al recupero dei materiali
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 2 Elaborati di progetto: rilievo
dei prospetti delledificio esistente.
8 Il piano di sicurezza
Definizione delle modalit di demolizione
Valutazione dei problemi connessi all'impianto di cantiere
Indicazioni di generali per la progettazione esecutiva
In questo contesto ha inizio la fase di valutazione delle opzioni
tecnologiche disponibili e delle possibilit di scelta e impiego
dei materiali che rimane attiva durante tutto il corso della
progettazione esecutiva dell'edificio.
Quanto finora esposto, generalmente, riguarda considerazioni e
valutazioni pertinenti alla progettazione di massima ed
esecutiva. L'esigenza attuale e quella di adottare, nell'ambito di
queste attivit, un approccio che tenga conto anche ai problemi
di sicurezza e salute del lavoratore che concorre alla
realizzazione dell'opera edile.
A partire da questa fase sono individuate e valutate le attivit di
manutenzione relative al manufatto ultimato e avviata la
progettazione degli equipaggiamenti e delle dotazioni di
sicurezza da incorporare nell'opera.
Valutazione del rischio
Un'operazione preliminare alla valutazione del rischio consiste
nell'analisi del processo produttivo che descrive le varie fasi del
cantiere suddivise in macrooperazioni e microoperazioni. In
seguito, per tutte le operazioni individuate si procede
all'individuazione e analisi dei pericoli.
La tabella seguente riassume le fasi del processo produttivo:
Macrooperazioni Microoperazioni
Preparazione del
cantiere
Preparazione del cantiere
Demolizioni Approntamento opere provvisionali per le
strutture da demolire
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
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Fig. 3 Elaborati di progetto:
planimetrie del progetto di massima.
9 Il piano di sicurezza
Demolizioni
Scavi Scavi di sbancamento
Scavi a sezione obbligata
Fondazioni Getto magrone sottofondo
Formazione fondazioni
Formazione vespaio
Massetto
Elevazione edificio Impermeabilizzazione murature
Murature primo livello
Formazione pilastri
Getti in cemento armato
Posa solai
Murature secondo livello
Getti in cemento armato superiori
Tramezzature
Intonaci interni
Intonaci esterni
Copertura Posa puntoni di copertura
Posa arcarecci
Posa tavelle
Posa listelli e pannelli isolanti
Formazione strato in cls leggero
Posa lastre ondulate in fibrocemento
Posa coppi
Opere di lattoniere
Realizzazione comignoli
Assistenza muraria Montaggio falsi telai
Assistenza impianti
Altro Fognature
Impianti
Posa pavimenti
Posa serramenti interni
Posa serramenti esterni
Finiture interne
Finiture esterne
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
10 Il piano di sicurezza
Questa tabella individua i pericoli considerati:
Tipologia Pericoli
Sicurezza Interferenze macchine/macchine
Interferenza macchine/area di cantiere
Interferenza macchine operatori
Instabilit delle opere provvisionali
Cedimenti e crolli
Pericoli connessi alla movimentazione dei
carichi
Caduta di materiali
Caduta dall'alto
Cadute e scivolamenti
Impalamenti e ferite
Seppellimenti
Elettrocuzione
Demolizioni Agenti atmosferici e microclimatici
Agenti biologici
Agenti fisici
Sostanze chimiche
Polveri
Fumi
Posture scorrete e sforzi da sollevamento
Alla fine si ottengono due liste: una relativa alle operazioni
l'altra ai pericoli che trovano inserimento, la prima lungo le righe
l'altra lungo le colonne, in diverse matrici grafiche di
valutazione. Il contenuto delle matrici costituito da punteggi
numerici (valori) posti agli incroci prevedibili tra operazioni e
pericoli.
Le matrici base utilizzate nella valutazione sono le seguenti:
Matrice di valutazione delle probabilit (MP)
Matrice di valutazione delle magnitudo (MM)
L'utilizzo di queste matrici permette l'assegnazione di punteggi
di valutazione per ogni relazione fase di lavoropericolo; tale
operazione deve essere condotta tenendo in considerazione le
specificit del progettocantiere analizzato. Le campiture
colorate facilitano la lettura complessiva della distribuzione dei
punteggi. I totali di riga offrono un valore comparabile relativo
alle diverse operazioni mentre i totali di colonna danno
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
11 Il piano di sicurezza
indicazione in merito alle grandezze attinenti ai pericoli.
L'ordinamento di questi risultati in relazione al rango consente
la formulazione di una prima interpretazione sull'effettiva
connotazione del rischio.
Queste prime matrici offrono la possibilit di considerare il
rischio nelle due componenti base esprimendo i possibili incroci
in valori di probabilit e di magnitudo
2
.
2
Il rischio definibile teoricamente come una funzione matematica che
considera la probabilit di accadimento di un certo evento e la
dimensione delle conseguenze negative dello stesso.
R=[P,M] (1.1)
dove:
R = rischio
P = probabilit
M = magnitudo
P rappresenta la frequenza presunta di accadimento dellevento
considerato.
M indica la grandezza dellevento considerato, nel nostro caso, in termini
di danno.
La valutazione un processo logico che comporta lidentificazione degli
elementi critici connessi alle attivit umane e, conseguentemente,
comprende una stima delle probabilit di accadimento e della dimensione
dei possibili eventi negativi. In un secondo momento, intervenendo su
uno o entrambi i fattori possibile ottenere una riduzione dellentit del
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
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2 2 22 8
3 1 2 37 1
1 1 2 16 24
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PREPARAZIO NE DEL CANTIERE 2 1 2 2 2 2 2
APPRONTAMENTO OPERE PROVVISIONALI PER LE
STRUTTURE DA DEM OLIRE
1 1 1 1 2 2 2 1
DEMO LIZIONI 2 2 2 2 3 2 3 3 2
SCAVI DI SBANCAMENTO 2 2 2 2
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OPERAZIONI
MATRICE DI VALUTAZIONE
- PROBABILIT -
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totale relativo a i fattori di peric olo 18 33 50 28 20 43 52 54 61
rango 16 11 7 12 14 8 6 3 2
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PROBA BILIT 1 2 3
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0 39
28 7 53 0 0 0 679 totale
12 17 5 20 20 20
Fig. 4 Matrice di valutazione delle
probabilit (estratto).
12 Il piano di sicurezza
La matrice di valutazione delle probabilit mostra come il
pericolo pi ricorrente sia costituito da un problema legato alla
salute e al benessere del lavoratore dovuto alla continua
esposizione agli agenti atmosferici e alle condizioni
microclimatiche tipiche del cantiere edile, ma altri pericoli
rilevanti sono costituiti da cadute e scivolamenti (rango 2, punti
61) dalle cadute dall'alto (rango 3, punti 54) anche se in
quest'ultimo caso forse ci si trova di fronte ad una
sovravalutazione.
Le operazioni con maggiore probabilit di incidente sono
costituite dalle demolizioni (rango 1, punti 37), dalla posa dei
solai (rango 2, punti 28) e dalla realizzazione delle murature al
secondo livello (rango 3, punti 25).
Per altro verso la matrice di valutazione delle magnitudo da
maggior peso alla caduta dall'alto (rango 1, punti 60), alle
interferenze macchineoperatori (rango 2, punti 45), alle lesioni
dovute a cadute e scivolamenti (rango 3, punti 53).
rischio.
Il grafico riporta le curve rappresentanti la (1.1) per tre diverse situazioni.
Da una situazione iniziale a, con probabilit Pa e Magnitudo Ma e quindi
un rischio Ra = Pa x Ma, si pu passare, mediante interventi opportuni,
alle situazioni b o c. Si avrebbe: Rc < Rb < Ra. Gli accorgimenti possono
essere, p.e., inerenti lutilizzo di dispositivi di protezione (da a a c:
riduzione della magnitudo) o, p.e., di tipo organizzativoprocedurale e
pianificatorio (da a a b: riduzione della probabilit di accadimento). I
provvedimenti tecnici e procedurali volti a diminuire la probabilit che si
verifichino eventi indesiderati possono essere definiti misure preventive. I
provvedimenti tecnici e procedurali volti a diminuire lentit delle
conseguenze avverse sono definiti misure mitigative o, se riferite al
lavoratore, misure di protezione.
Inoltre bene tenere presenti le seguenti definizioni (EN 292/1):
pericolo, fonte di possibili lesioni o danni alla salute;
situazione pericolosa, qualsiasi situazione in cui una persona (o pi
persone) esposta ad un pericolo o a pi pericoli;
rischio, combinazione di probabilit e di gravit di possibili lesioni o
danni alla salute in una situazione pericolosa;
valutazione dei rischi, valutazione globale delle probabilit e della
gravit di possibili lesioni o danni alla salute in una situazione pericolosa
per scegliere le adeguate misure di sicurezza.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
13 Il piano di sicurezza
Anche sotto il profilo delle magnitudo si presentano critiche le
operazioni di demolizione (rango 1, punti 35), di posa dei solai
(rango 2, punti 29), di approntamento delle opere provvisionali
per le strutture da demolire (rango 3, punti 28), ecc.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
0 39
20 7 37 0 0 0 646 totale
15 17 11 20 20 20
totale relativo a i fattori di peric olo 16 28 57 45 23 40 50 60 53
rango 16 12 2 6 14 9 4 1 3

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MAG NITUDO 1 2 3
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PREPARAZIONE DEL C ANTIERE 3 1 3 2 2 1 1
APPRONTAM ENTO OPERE PROVVISIONALI PER LE
STRUTTURE DA DEM OLIRE
2 3 3 1 2 1 3 2
DEMOLIZIONI 2 2 3 3 3 2 3 3 2
SCAVI DI SBANCAM ENTO 1 1 3 1
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OPERAZIONI
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PREPARA ZIONE DEL CANTIERE 6 1 6 0 0 4 4 2 2
APPRONTAM ENTO OPERE PROVVISIONALI PER LE
STRUTTURE DA DEM OLIRE
0 2 3 3 1 4 2 6 2
DEMOLIZIONI 4 4 6 6 9 4 9 9 4
SCAVI DI SBANCAM ENTO 2 2 6 0 0 0 0 0 2
D
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OPERAZIONI
MATRICE DI VALUTAZIONE
- AMBITI DI RISCHIO -
SIC UREZZA
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2 1 1 0 0 0 39 6
2 0 2 0 0 0 40 5
3 1 2 0 0 0 80 1
1 1 4 0 0 0 25 17
IGIENE
0 0 0 0 0 0 0 39
35 9 61 0 0 0 1043 totale
14 17 7 20 20 20
0 0 0 0 0 0 0 0 0
totale relativo a i fattori di peric olo 24 40 98 52 35 58 89 124 92
rango 16 13 2 11 14 10 4 1 3
A
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M
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A
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o
AMBITO DI RISC HIO
A
L
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R
O
Fig. 5 Matrice di valutazione delle
magnitudo (estratto).
Fig. 6 Matrice di valutazione degli
ambiti di rischio (estratto).
14 Il piano di sicurezza
La combinazione di queste due variabili in una terza Matrice di
valutazione degli ambiti di rischio (MAR) offre una prima
rappresentazione della distribuzione del rischio relativamente al
progettocantiere esaminato. Il rischio in questo caso e
rappresentato come prodotto, cella per cella, dei valori
assegnati alle probabilit per i valori relativi alle magnitudo ne
conseguono punteggi elevati relativi al pericolo di caduta
dall'alto (rango 1, punti 124) di interferenza macchineoperatori
(rango 2, punti 98) di cadute e scivolamenti (rango 3, punti 92).
Le fasi pi rischiose sembrano concentrarsi durante le
operazioni di demolizione (rango 1, punti 80), di posa dei solai
(rango 2, punti 54), di formazione delle fondazioni e di posa
degli arcarecci (rango 3, punti 42).
Ottenuta una prima definizione degli ambiti di rischio diviene
necessario fare interviene un nuovo elemento di analisi che
consiste in una Matrice di valutazione del programma lavori
(MPL)
3
: mantenendo lungo le righe le varie operazioni si
inseriscono in colonna i periodi di lavoro (giorni, moduli,
settimane). Si ottiene cos una rappresentazione che, in modo
analogo al diagramma di Gantt, evidenzia la collocazione delle
varie fasi di lavoro. In precedenza dev'essere computa l'entit in
uominigiorni di ogni singola operazione
4
.
Le celle di incrocio questa volta contengono il numero di
lavoratori coinvolti in ogni singola operazione e per ogni
periodo. I totali di colonna indicano il numero di lavoratori
presenti in cantiere per ogni periodo, mentre i totali di riga
danno indicazione in uominigiorno dell'entit di ogni singola
operazione. Tutti questi valori possono essere ordinati per
3
La pianificazione della sicurezza, in relazione all'esigenza di
programmazione dell'attivit di cantiere, richiede l'approccio a
conoscenze e ambiti disciplinari che fino ad oggi hanno trovato
collocazione all'interno dell'impresa lasciando cos nella gran parte dei
casi il progettista estraneo alle questioni legate alla programmazione
operativa e all'organizzazione del cantiere.
Questa materia finalizzata all'ottimizzazione economica della produzione
all'interno del cantiere edile pu, adesso, essere riorientata
all'ottimizzazione delle condizioni di sicurezza e salute (cosa che tra
l'altro coincide con criteri di economicit della produzione). Tutto ci
richiede l'acquisizione delle tecniche di gestione della produzione edile
da parte dei progettisti che, nella fase di redazione del piano di sicurezza,
dovranno definire e preordinare le modalit esecutive del cantiere.
Il punto di partenza rimane comunque il progetto nella definizione del
livello esecutivo che dovr tenere in considerazione l'ipotesi progettuale
di massima, le diverse indagini conoscitive gi effettuate, l'analisi e la
verifica del computo metrico estimativo, ecc.
4
La predisposizione del progetto esecutivo definisce, a sua volta, le
modalit costruttive del manufatto in relazione alla scelta dei materiali e
all'adozione di specifiche tecnologie. Il passaggio successivo consiste
nella programmazione operativa del cantiere che collocher
cronologicamente le varie fasi di lavoro. Si deve quindi, per ogni fase
individuata, determinare durata e unit di lavoro (uomini/giorno). Questa
valutazione della produttivit operativa pu essere agevolata utilizzando
apposite tabelle disponibili in letteratura o studi sulla produttivit condotti
dalle singole imprese edili.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 7 Matrice di valutazione del
programma lavori (estratto).
15 Il piano di sicurezza
rango. Il totale dei valori contenuti nelle varie celle costituisce
l'entit del cantiere in termini di uominigiorno.
Sempre in questa matrice possono essere evidenziati i rischi di
interferenza tra imprese e fasi di lavoro diverse. La collocazione
di ogni singola fase terr conto di tali rischi annotando di volta
in volta le misure di prevenzione e le modalit di utilizzazione di
impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di
protezione collettiva
5
.
Rapportando in valori percentuali ogni singola operazione
rispetto al totale possibile ottenere un valore che introdotto
nella matrice di valutazione degli ambiti di rischio (MAR)
fornisce una nuova rappresentazione che tiene in
considerazione i dati della potenziale esposizione al rischio
data dalla Matrice di valutazione dei livelli di rischio (MLR).
Si tratta evidentemente di una valutazione sintetica del rischio
che considera in modo esaustivo e, al contempo, chiaro l'intera
distribuzione del rischio riferita ad uno specifico progetto
cantiere costituendo un'operazione di screening finalizzata
all'impostazione della pianificazione di sicurezza vera e propria.
Per il caso analizzato la Matrice di valutazione dei livelli di
rischio ha evidenziato l'elevata incidenza dei pericoli relativi alla
caduta dall'alto (rango 1, punti 351), alla caduta di materiali
(rango 2, punti 266), all'interferenza macchineoperatori (rango
3, punti 258), alle cadute e scivolamenti (rango 4, punti 221).
Tali pericoli sono di distribuiti durante le seguenti operazioni:
5
Cfr. nota 1.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
28 4 6.86
2 2 2 2 22 6 5.39
2 2 31 0.49
2 2 4 20 0.98
2 2 2 2 8 15 1.96
2 2 2 6 16 1.47
0 39 0.00
0 39 0.00
0 39 0.00
2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2
409 totale
1
3
7
1
3
8
1
3
9
1
4
0
1
4
1
1
4
2
1
4
3
1
4
4
1
4
5
1
4
6
1
4
7
1
4
8
1
4
9
1
5
0
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%

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6 16 1.47
4 20 0.98
1 2 3 4 5 6
PREPARAZIONE DEL CANTIERE 2 2 2
APPRONTAMENTO OPERE PROVVISIONALI PER LE
STRUTTURE DA DEM OLIRE
1 1 2
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OPERAZIONI
MATRICE DI VALUTAZIONE
- PROG RAMMA LAVORI -
periodo 1- 23
p resenze giorna liere 2 3 3 4 2 2
16 Il piano di sicurezza
posa dei solai (rango 1, punti 403), demolizioni (rango 2, punti
353), murature al primo livello (rango 3, punti 313)
6
.
Procedure esecutive, apprestamenti e
attrezzature
Sulla base delle considerazioni svolte nell'ambito della
valutazione dei rischi vengono operate le scelte relative alle
modalit costruttive dell'edificio, alle specifiche esigenze
relative all'apprestamento del cantiere e delle opere
provvisionali, alle attrezzature che permetto lo svolgimento in
sicurezza delle lavorazioni.
Elementi del piano
A questo punto possibile organizzare l'allestimento del
cantiere definendone planimetricamente il lay-out.
Contenuti del layout di cantiere
Predisposizione recinzione
Protezione della linea elettrica aerea
Predisposizione dell'impianto elettrico di cantiere
6
Si propone in appendice una formulazione pi rigorosa di quanto finora
affermato.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
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IV
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I
PREPARAZIONE DEL CANTIERE 8.8 1.5 8.8 0 0 5.9 5.9 2.9 2.9
APPRONTAM ENTO OPERE PROVVISIONALI PER LE
STRUTTURE DA DEM OLIRE
0 2 2.9 2.9 1 3.9 2 5.9 2
DEMOLIZIONI 18 18 26 26 40 18 40 40 18
SCAVI DI SBANCAM ENTO 1 1 2.9 0 0 0 0 0 1
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OPERAZIONI
MATRICE DI VALUTAZIONE
-LIVELLI DI RISC HIO -
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2.9 1.5 1.5 0 0 0 57 14
2 0 2 0 0 0 39 16
13 4.4 8.8 0 0 0 353 2
0.5 0.5 2 0 0 0 12 32
IGIENE
0 0 0 0 0 0 0 39
78 35 199 0 0 0
2870 totale
15 17 5 20 20 20
0 0 0 0 0 0 0 0 0
totale relativo a i fattori di peric olo 65 97 258 164 158 164 266 351 221
rango 16 14 3 9 10 8 2 1 4
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LIVELLO DI RISC HIO
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Fig. 8 Matrice di valutazione dei
livelli di rischio.
17 Il piano di sicurezza
Predisposizione dell'impianto idrico di cantiere
Collocazione gru
Viabilit
Aree di lavorazione ed accessorie
Individuazione dei posti di lavoro da proteggere contro la caduta dall'alto
di oggetti
Individuazione delle aree di deposito e stoccaggio di materiali e
sostanze
Verifica delle condizioni di installazione del cantiere e delle possibili
interferenze con il sito
Segnaletica di cantiere
Si fornisce anche una definizione delle macchine e delle
attrezzature previste, e quindi richieste, per l'esecuzione dei
lavori.
Macchine e attrezzature previste
Gru a torre (raggio = 20 metri)
Betoniera
Ponti su cavalletti
Ponteggi: in elementi prefabbricati e in tubi e giunti
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 9 Planimetria di inquadramento
e definizione logistica del cantiere.
18 Il piano di sicurezza
Escavatori
Seghe circolari per il legno
Piegaferritagliaferri
Per le demolizioni sono individuate le specifiche misure di
prevenzione e protezione (approntamento di opere provvisionali
per le strutture da demolire, misure di consolidamento
provvisorio delle strutture da demolire, ordine delle demolizioni,
modalit di demolizione, dispositivi di protezione collettiva e
individuale, misure di tutela relative alle demolizioni effettuate
con l'utilizzo di macchine, accumulo e selezione dei materiali di
demolizione) tradotte in specifiche prescrizioni ed elaborati
grafici (predisposizione di opere provvisionali durante le
demolizioni).
Nel caso esaminato la necessit di recuperare il manto di
copertura per il successivo reimpiego ha richiesto l'esecuzione
a mano della prima fase di demolizione. La verifica dello stato
dei solai interni non consente il loro utilizzo per la realizzazione
di impalcati di protezione rendendo cos obbligatoria l'adozione
di un sistema di protezione anticaduta tramite lifeline ancorata
a due torri costituite da ponteggi opportunamente rinforzati e
ancorati.
Il piano di sicurezza d quindi la descrizione grafica di tali opere
provvisionali e delle procedure di lavoro da adottare.
Altre indicazioni riguardano la realizzazione degli scavi
relativamente all'accessibilit delle macchine al cantiere e
all'area di lavoro, alle caratteristiche degli scavi e delle
macchine impiegate, alle misure di protezione degli scavi, alla
protezione dell'area d'azione delle macchine, ecc.
L'individuazione delle aree di scavo deve avvenire
graficamente.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 10 Disposizione planimetrica
delle opere provvisionali per le
operazioni di demolizione della
copertura.
19 Il piano di sicurezza
Per quanto riguarda le fondazioni sono definite le operazioni di
lavorazione dei ferri, l'armatura dei getti, la predisposizione di
andatoie per la circolazione pedonale, le procedure per la
fornitura e formazione dei getti in cls, la definizione dei problemi
connessi all'ingresso delle autobetoniere nel cantiere.
Le opere relative alla costruzione dell'edificio richiedono la
predisposizione di opere provvisionali per le lavorazioni in
elevazione (murature e pilastri), per la posa ed il getto dei solai
e delle altre strutture orizzontali. Sono definite, inoltre, le
procedure per la movimentazione dei carichi mediante gru
(piani di posa dei materiali, segnalazione di eventuali ostacoli,
ecc.) e le indicazioni relative ai dispositivi di protezione e alle
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 11 Opere provvisionali per
laccesso alla copertura in fase di
demolizione.
Fig. 12 Scavi di fondazione.
20 Il piano di sicurezza
attrezzature per la formazione dei getti. Graficamente sono
rappresentati i seguenti argomenti: predisposizione dei
ponteggi esterni, dei DPC e DPI per la formazione dei solai e
per lelevazione del secondo livello di murature nonch il
collegamento con scala provvisoria dei due livelli delledificio e
la predisposizione opere provvisionali esterne.
Si ritenuto opportuno mantenere il sistema anticaduta allestito
in precedenza anche per la protezione contro il rischio di caduta
dall'alto durante la formazione dei solai. Tali strutture orizzontali
sono poste su due quote differenziate e richiedono una
realizzazione in due tempi: da prima il livello inferiore (quota
intradosso 240 cm) e successivamente il livello superiore
(quota intradosso 270 cm). In virt di questa specifica esigenza
costruttiva gli spostamenti durante la formazione dei solai non
sono mai eccessivi consentendo l'utilizzo della lifeline
altrimenti sconveniente vista la distanza tra punto di ancoraggio
e operatore.
Particolari prescrizioni intervengo per i lavori che prevedono
l'assistenza muraria e per l'esecuzione delle coperture con la
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 13 Opere provvisionali e
sistema anticaduta durante la
formazione dei solai.
Fig. 14 Scala provvisoria di
collegamento tra i due livelli
delledificio in corso di completamento.
21 Il piano di sicurezza
definizione completa della predisposizione delle opere
provvisionali esterne.
Il mantenimento del sistema anticaduta che, a tutti gli effetti,
caratterizza questo piano di sicurezza per l'intera durata del
cantiere, comporta sicuramente dei vantaggi sia nel senso della
sicurezza sia dell'ottimizzazione economica delle procedure di
lavoro; allo stesso tempo per tale scelta interferisce
negativamente nei confronti di specifiche attivit ed operazioni
quali l'esecuzione degli scavi di fondazione, la movimentazione
dei carichi mediante gru, gli spostamenti dei mezzi e delle
persone. Anche in questo caso la valutazione dei costi e dei
benefici connessi alle scelte del piano deve essere correlata
alla valutazione del rischio e alla ricerca di una pi estesa e
complessiva ottimizzazione dell'attivit produttiva.
Nel caso in esame si dovrebbe quindi valutare la convenienza
della rimozione temporanea dei ponteggi che costituiscono il
sistema anticaduta per tutta la durata delle operazioni di scavo,
di formazione delle fondazioni fino al completamento del primo
livello di muratura.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 15 Planimetria del ponteggio
allestito lungo le facciate delledificio.
Fig. 16 Prospetti del ponteggio.
22 Il piano di sicurezza
Fascicolo di prevenzione
In appendice al piano, nel fascicolo di prevenzione, sono
considerati tutti i lavori di manutenzione ordinaria e
straordinaria che interesseranno il cantiere soggetto a
valutazione del rischio e all'eventuale definizione di specifiche
misure di prevenzione e protezione accompagnate
dall'individuazione di particolari equipaggiamenti di sicurezza e
agli equipaggiamenti in dotazione dellopera.
Tali lavori possono essere riassunti come segue:
Lavori ordinari di manutenzione
Pulizie
Eventuale pulizia delle pareti interne del portico
Attivit di giardinaggio in prossimit delledificio
Ridipinture interne
Lavori straordinari di manutenzione
Ridipintura esterna
Manutenzione serramenti esterni
Manutenzione della copertura
Manutenzione dellimpianto fognario
Installazioni di impianti sulla copertura
Ampliamenti o ristrutturazioni
A questo punto sono stati progettati equipaggiamenti di
sicurezza per la conduzione di lavori al di sopra della copertura
(ancoraggi per lifeline) e definite le modalit di esecuzione
delle diverse lavorazioni.
A supporto delle attivit di manutenzione il fascicolo raccoglie,
in forma aggiornata, tutti gli elaborati di progetto e le
conoscenze acquisite in relazione all'edificio e all'area a questo
pertinente.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
Fig. 18 Particolare esecutivo
delledificio.
Fig. 17 Particolare del dispositivo di
collegamento della lifeline da
utilizzare durante i lavori di
manutenzione della copertura.
Fig. 19 Esecutivi strutturali.
23 Il piano di sicurezza
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
24 Il piano di sicurezza
Conclusioni
Lesposizione precedente, pur se n maniera sommaria, oltre a
fornire la traccia della procedura che vede seguire, allanalisi e
valutazione del rischio, lattivit di pianificazione e progettazione
della sicurezza per il manufatto progettato e per la conduzione
del cantiere, vuole porre laccento su un principio peraltro
enunciato nel Dlgs 494/96 ovvero la necessit di correlare i
contenuti del piano alla complessit dellopera e alle eventuali
fasi critiche del processo di costruzione.
Principio che giustifica due corollari.
Il primo che richiede alla pianificazione della sicurezza criteri di
organicit e, al contempo, approfondimenti modulati in
relazione allentit e alla tipologia dellopera. Con ci
contrastando la tendenza alla formulazione dei cosiddetti piani
a schede che inducono al trattamento omogeneo e aspecifico
dei singoli rischi.
Il secondo, conseguente, che richiede al piano requisiti di
sintesi e di aderenza alla tridimensionalit del cantiere e del
manufatto propri, in edilizia, della rappresentazione grafica.
Solo attraverso il disegno possibile prefigurare e dare
soluzione ai problemi del cantiere che si propone di volta in
volta unico ed irripetibile.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
25 Il piano di sicurezza
Appendice
1. Valutazione del rischio:
definizione matematica
Le matrici grafiche MP e MM possono essere trascritte secondo la
seguente formulazione:
[ ]
1
1
1
1
1
]
1

mn m m
n
n
p p p
p p p
p p p
P
...
... ... ... ...
...
...
2 1
2 22 21
1 12 11
(2.1)
e da
[ ]
1
1
1
1
1
]
1

mn m m
n
n
m m m
m m m
m m m
M
...
... ... ... ...
...
...
2 1
2 22 21
1 12 11
(2.2)
Gli Ambiti di rischio (MAR) corrispondono quindi a:
[ ]
( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( )
1
1
1
1
1
]
1

1
1
1
1
1
]
1

mn mn m m m m
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...
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...
...
2 2 1 1
2 2 22 22 21 21
1 1 12 12 11 11
2 1
2 22 21
1 12 11
(2.3)
La seguente matrice rappresenta la percentuale rispetto al totale di ogni
singola fase lavorativa computata in uomini/giorno:
{ }

'

'

100
...
100
100
...
1
1
2
1
1
2
1
n
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l
l
L

(2.4)
Si ottiene poi la (2.5) che riporta i Livelli di rischio (MLR):
[ ]
( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( )
1
1
1
1
1
]
1

n mn n m n m
n
n
L
l r l r l r
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R
. ... . .
... ... ... ...
. ... . .
. ... . .
2 1
2 2 2 22 2 21
1 1 1 12 1 11
(2.5)
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)
26 Il piano di sicurezza
2. Bibliografia di riferimento
Si riportano di seguito alcune indicazioni bibliografica di
riferimento.
M. Caira, E. Cortellini, L. Ferroni, Una metodologia e uno
strumento operativo per lesecuzione di analisi di rischio nei
cantieri, in Fogli dinformazione ISPESL, 3/97.
M. Lacava, C. Solustri, Progettare il cantiere.
Dallorganizzazione ai piani di sicurezza, Roma, La Nuova Italia
Scientifica, 1992.
L.A. Gargiulo, G. Girelli, La sicurezza nel cantiere. Guida per gli
addetti ai lavori di costruzione, Roma, La Nuova Italia
Scientifica, 1993.
S. Arcangeli, R. Anerdi, La pianificazione della sicurezza nei
cantieri, Roma, Edil Stampa, 1989.
A. Auteri, U. Dibernardo, A. Pasqua, Il cantiere edile.
Programmazione, gestione e contabilit, Roma, La Nuova Italia
Scientifica, 1996.
Cipriano Bortolato, La pianificazione della sicurezza nei cantieri,
1998 (Bozza)