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Cloud Computing, quanti sanno cos?

Quanti sanno approfittare dei reali vantaggi del Cloud Computing ? Nella storia dellinformatica si pu notare un percorso che si ripete, va dalla centralizzazione alla decentralizzazione per poi tornare al ricentralizzarsi, il tutto condito dallaumento della banda e della potenza delle Cpu (comunemente, processori). Con il Cloud Computing siamo alla terza rivoluzione informatica (prima, il personal computer; seconda, Internet; terza, la virtualizzazione e appunto il Cloud Computing). Il primo ad accennare al Cloud Computing fu Zio John McCarthy padre dellintelligenza artificiale. Nel 1961, al centenario del Mit, disse che il metodo time-sharing avrebbe condotto ad un futuro dove la potenza dei calcolatori e delle applicazioni sarebbe stata venduta secondo il modello economico della utilit, come per lacqua e lelettricit. Il termine Cloud Computing inizia, poi, a farsi strada in rete di recente, dalla fine del 2007 e i primi embrioni di definizione del Nist sono degli inizi del 2008. Il proliferare in rete di definizioni, mi ha convinto di una cosa, il Cloud Computing visto dagli utenti in modo molto differente a seconda del proprio background informatico. Definizioni la definizione formale data dal NIST, in quanto lho trovata chiara ed esauriente. Il cloud computing un modello per abilitare un accesso conveniente e su richiesta a un insieme condiviso di risorse computazionali configurabili (ad esempio reti, server, memoria di massa, applicazioni e servizi) e possono essere rapridamente procurate e rilasciate con un minimo sforzo di gestione o di interazione con il fornitore del servizio. Questo modello cloud promuove la disponibilit ed composto da cinque caratteristiche essenziali, tre modelli di servizio e quattro modelli di rilascio.

Caratteristiche essenziali (le riporto senza traduzione):


On-demand self-service Broad network access Resource pooling Rapid elasticity Measured service La prima cosa che salta allocchio, a chi vuole addentrarsi nellargomento e comprendere le offerte attualmente presenti sul mercato, che ci sono diverse definizioni di cloud computing: c chi fornisce una definizione generica e chi si addentra nella descrizione dei servizi minimi che una infrastruttura cloud deve necessariamente offrire per essere definita tale. Per cloud computing si intende linsieme di risorse hardware, del middleware e del software applicativo, che fornisce un determinato set di funzionalit fruibili mediante luso della rete. Per cloud computing si intende linsieme di risorse hardware, del middleware (layer di astrazione alle risorse hardware) e del software applicativo, che fornisce un determinato set di funzionalit fruibili mediante luso della rete.

Perch diversi professionisti del settore non sono daccordo con le definizioni generiche? La risposta molto semplice: cos come formulata, la definizione non descrive un servizio nuovo, ma pu essere applicata alla maggior parte dei servizi attualmente erogati dai provider o dai CED privati. Il concetto fondamentale, alla base dei servizi cloud, da ricercare nellapplicazione completa dellUtility Computing. Pagare solo quanto consumato in termini di cicli cpu/ram/spazio disco, proprio come siamo abituati a fare con lenergia elettrica o lacqua, indubbiamente un vantaggio: costi di startup dellinfrastruttura quasi pari a zero e possibilit di scalare gradualmente a seconda delle necessit (on demand). Nella definizione meno generica, invece, c chi dice che lappellativo di servizio cloud pu essere dato solo ed esclusivamente a quei servizi che poggiano su infrastrutture ridondate (eventualmente anche in geoclustering), che facciano uso massiccio della virtualizzazione, con piani di disaster recovery ben delineati, etc. Molti, fuorviati dalla definizione pi stringente e meno generica, pensano che basti leggere laggettivo cloud per essere sicuri di avere i propri dati in cassaforte, a basso prezzo e sempre disponibili. Ci non affatto vero e, pertanto, necessario leggere attentamente i contratti e chiedere ai fornitori quali misure sono prese per evitare problemi in caso di rotture hardware o, peggio ancora, se si verificano perdite di dati. Non mi stancher mai di scrivere e ricordare che lesecuzione periodica di backup sempre unoperazione fondamentale: i piani di backup vanno progettati di pari passo con la progettazione e levoluzione dellinfrastruttura IT, sia essa poggiata sulle nuvole o sulla terra ferma. Dalla definizione generica di cloud computing, sono scaturite le definizioni date ai servizi che, solitamente, vengono forniti dalle aziende del settore :

IaaS (Infrastructure as a Services) Dallo schema possibile constatare come gli IaaS siano i servizi che permettono di avere laccesso al livello pi basso della cloud. Unazienda fornitrice di IaaS mette a disposizione una infrastruttura hardware remota e ci fornisce la documentazione necessaria affinch la nostra

piattaforma software possa utilizzarne le risorse (cicli cpu, memoria ram, storage). Volendo fornire un esempio concreto, un provider che mette a disposizione la propria infrastruttura, per lesecuzione di virtual machines e per la loro gestione con assegnazione di risorse on demand, un IaaS Provider.

PaaS (Platform as a Services) Allontanandoci sempre pi dal layer hardware, troviamo i PaaS, ovvero, tutti i servizi che ci mettono a disposizione una piattaforma pronta per il deployment delle nostre applicazioni e/o per lelaborazione dei nostri dati. E possibile indicare come PaaS Provider gli attuali fornitori di web hosting; lutente finale, infatti, non deve occuparsi della gestione software/hardware, ha la possibilit di usare librerie e framework preinstallati e di essere subito operativo dopo aver caricato sullinfrastruttura del fornitore la propria applicazione. Lesempio fornito ancora pi calzante se si pensa a quei provider che forniscono soluzioni pronte alluso, dove necessario effettuare solo il deployment dei moduli applicativi utilizzati (ad es. provider che forniscono installazioni di JBOSS/WebShpere, dove lutente finale deve solo effettuare il deployment della Logica di Business e del Layer di presentazione) o gli algoritmi da utilizzare per lelaborazione dei dati (come quelli utilizzati con MapReduce). SaaS (Software as a Services) Cloud Software as a Service (SaaS). E la capacit, messa a disposizione del consumatore, di utilizzare le applicazioni del fornitore che operano su uninfrastruttura cloud. Le applicazioni possono essere accedute da diversi dispositivi client tramite uninterfaccia di tipo thin-client (come un web-browser, per esempio). Il consumatore non gestisce o controlla la sottostante infrastruttura cloud (rete, server, sistemi operativi, storage, singole funzioni applicative), con leccezione, eventualmente, di un limitato gruppo di impostazioni di configurazione applicative specifiche di un certo utente. Il Cloud Computing un modello comodo per attivare in maniera on-demand, attraverso la rete, risorse computazionali configurabili, che possono essere rapidamente richieste e rilasciate con il minimo sforzo ed in maniera self-service. Questo modello promuove affidabilit ed composto da 5 essenziali caratteristiche, 3 modelli di servizio e 4 modelli di implementazione. I modelli di servizio sono quelli citati (IaaS, PaaS, SaaS). I modelli di implementazione sono noti come Private Cloud, Public Cloud, Community Cloud e Hybrid Cloud. Le caratteristiche essenziali, infine: On-demand self service, broad network access, resource pooling, rapid elasticity, measured service Vantaggi Il Cloud Computing un sistema definibile come democratico. No CapEx, Uno dei primi vantaggi che non richiede investimento iniziale. Possiamo usufruire di enormi potenze di calcolo, cosi come le grandi aziende possono permettersi di fare, senza dover investire e senza dover sottoscrivere

giganteschi contratti di leasing. Possiamo configurare enormi datacenter complessi ed usarli per poche ore, e pagare meno di una minuscola risorsa computazionale usata per un anno. Proof of Concept. Lelasticit e la rapidit consentono di creare e testare un nuovo prototipo velocemente a costi bassissimi e consente di portarlo in produzione, cio pubblicarlo in tempi brevissimi. Faster Time to Market, un vantaggio legato al precedente e premia la creativit in tempi brevi ed a costi molto contenuti. (Linnovazione non ha nulla a che vedere con il budget di ricerca e sviluppo a disposizione Steve Jobs). Pay as you go, come si ormai compreso, il Cloud Computing si basa sul modello a consumo e questo ne il pi grande vantaggio. Accendo e pago, spengo e non pago, riaccendo e ripago. Inoltre pago per quante risorse nel tempo utilizzo e qui il prossimo vantaggio. Rapid & Elastic Provisioning, posso richiedere ed usare, aspettando lo stesso tempo sia 1 unit che 100 o 10000 unit computazionali, lattivazione non sequenziale ma parallela. Non ci sono limiti di infrastruttura. Measure services, il Cloud Computing basandosi sul modello a consumo, ci dovrebbe dire istantaneamente quanto stiamo consumando. High Automation, il Cloud Computing dovendo essere self service e derivando dalla virtualizzazione, risponde a comandi che possiamo inviare via script, cio possiamo programmare le nostre richieste di potenza, come i casi di autoscalabilit, dove la potenza richiesta segue, a seconda del corretto uso, il sovraccarico o meno dei sistemi. Mobilit, le famose interfacce di programmazione ci consentono di costruire interfacce di gestione o di monitoraggio in mobilit. Allo stesso modo molte applicazioni di SaaS sono orientate al mondo mobile, in generale possiamo considerare il Cloud Computing esposto ad internet e non chiuso in reti proprietarie, perch si appoggia ad internet e ne sfrutta i protocolli. Energize your Business, in generale dell ICT non si considera la parte sommersa delliceberg, se non quando avviene il disastro. Un datacenter, come il singolo server, oltre al costo delle macchine porta con se altri costi, quali lenergia elettrica, la manutenzione del sistema e del software, le politiche di backup e di disaster recovery, tutto questo la parte nascosta delliceberg e portato in una Cloud Pubblica, libera risorse allazienda che pu destinare al core business. Analisi e dati Purtroppo sui dati c ancor pi confusione che sulle definizioni, e credo che il problema stia proprio nel non aver capito la definizione, per intenderci se lintervistatore non conosce bene il Cloud e lintervistato altrettanto, ovvio che i dati sono sfalsati. NextValue pubblica dei dati del 2010 dicendo che in Italia la spesa stata di 280 milioni di euro e che nel 2013 sar di 660 milioni. EMC ed il Centre for Economics and Business Research di Londra invece comunicano (Cloud Dividend Report 2011) i benefici stimati fino al 2015, calcolati in base a vantaggi competitivi, sviluppo opportunit e creazione nuovi business, risparmi di costi in capitali, costo lavoro energia elettrica e raffreddamento (vedi tabella). Recentemente molti articoli (tra cui anche il Sole24ore) hanno preso spunto dal Cloud Dividend Report 2011 estraendone le stime occupazionali o di ripresa delleconomia europea. Il Cloud Computing porter ben 2.4 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2015, in tutti i settori (retail, hospitality, bancari, finanziari, PA, education, sanit, industria e manifatturiero) Secondo Symantec nel sondaggio Virtualization and Evolution to the Cloud Survey di questanno, basato su un campione di 3700 aziende di 35 Paesi, spicca che le PMI italiane sono le pi aperte alla virtualizzazione server ed il 54% ha gi avviato il processo (la media globale 45%). Il 48% ha adottato Cloud ibride/private (35% il dato globale) Sicurezza e privacy dei dati Voglio aprire e chiudere velocemente questo capitolo, perch il problema pi sentito e sotto certi aspetti reale. Innanzitutto precisiamo che per sicurezza intendiamo le strategie intraprese per evitare di perdere i dati e per privacy la garanzia che nessuno possa leggere i miei dati oltre me. Questi problemi sono sempre esistiti in qualsiasi contratto di outsourcing di infrastrutture informatiche e devono essere chiariti da opportuni contratti con relativi Sla e penali. Fin qui nulla di nuovo, se non il fatto che magari ci troviamo davanti un provider multinazionale con una infinit di datacenter e degli approcci molto ben consolidati relativamente alla gestione dei datacenter. Sulla privacy ci tengo ad aggiungere che la stessa

Microsoft ha dichiarato che la normativa vigente sia nazionale che internazionale molto carente e vecchia e la Microsoft stessa promotrice presso i governi (in special modo quello usa) per aggiornamenti. Recentemente ha dichiarato che il famoso Patrioct Act consentirebbe al governo usa di poter spulciare dati anche nei datacenter in europa. Il problema non si porrebbe visto che abbiamo la possibilit di criptare i nostri dati in totale libert, limportante saperlo. Futuro del Cloud Nel prossimo futuro il Cloud Computing sar sempre pi presente fino al punto che non ce ne accorgeremo pi. Perch capace di efficientare i datacenter, la virtualizzazione ormai presente nativamente in tutti i server, gli hosting provider migreranno verso un modello di gestione virtualizzata elastica ed efficiente e sempre pi self service per lutente finale. Gli studi sulla fattibilit dell interoperabilit tra i cloud provider sono sempre pi definitivi, la banda necessaria alle migrazioni di applicazioni complete tra cloud provider sempre meno un collo di bottiglia, gli standard delle API e dei formati ormai sono consolidati e documentati. Insomma a breve gli articolisti e giornalisti sensazionalistici non si stupiranno pi di Apple che apre lennesimo servizio di Storage Cloud.

Caratteristiche di base On-demand self-service. Il i assume che ogni consumatore (o cliente) deve essere messo in condizione di acquisire, unilateralmente e in base alle proprie esigenze operative, il complesso delle capacit di elaborazione di cui ha bisogno, sia in termini di tempo macchina dei server che di capacit della memoria di massa disponibile via rete. Questa attivit deve avvenire automaticamente, attingendo ai servizi che ogni provider eroga e senza richiedere alcuna interazione umana. Broad network access. Le diverse funzionalit sono rese disponibili tramite una rete (di comunicazione) accessibile mediante una serie di meccanismi standard che promuovono lutilizzo, da parte del consumatore, di piattaforme client eterogenee, stanziali o mobili (per esempio, telefoni cellulari, laptop e PDA). Resource pooling I provider delle risorse di elaborazione sono raggruppati in pool affinch possano servire una pluralit di utenti utilizzando un modello multi-tenant, con diverse risorse fisiche e virtuali assegnate ai tenant (affittuari) in modo dinamico e in base alla domanda. Negli ambienti di Cloud Computing il cliente deve percepire un marcato senso di indipendenza dalla locazione; in genere non ha alcun controll0o o conoscenza sulla posizione esatta, puntuale, delle risorse a sua disposizione, ma in grado di specificarla a un livello di astrazione piuttosto elevato (di stato, regione, datacenter). Esempi di risorse sono lo storage (memorie di massa), gli elaboratori, la memoria centrale, la larghezza di banda della rete di comunicazione e le macchine virtuali. Rapid elasticity Le funzionalit sono rese disponibili in modo rapido ed elastico (cio adattabile al carico di lavoro). In alcuni casi si richiede che ci avvenga automaticamente per permettere di scalare rapidamente

in modo distribuito (scale out) e, altrettanto rapidamente, essere rilasciate per traslare in ambienti centralizzati (scale in). Per il consumatore, le capacit disponibili devono apparire illimitate e possono essere acquistate in qualsiasi momento nelle quantit desiderate. Measured Service I sistemi cloud controllano e ottimizzano le risorse in modo automatico adottando alcune funzioni di misurazione operanti a un livello di astrazione adeguato al tipo di servizio richiesto (per esempio: storage, processing, larghezza di banda e contabilizzazione degli utenti attivi). Inoltre, lutilizzazione delle risorse pu essere monitorata, controllata e riportata per garantire la trasparenza operativa e amministrativa sia ai provider che ai consumer dei servizi utilizzati. Kumar spiega i pro e i contro del modello cloud, ma appunto evidenzia come,, il caso Amazon (AWS) ne lesempio, si tende o si teso a intendere cloud computing quello con modello di distribuzione pubblico, ma non necessariamente cos, ogni azienda pu dotarsi del modello che pi confacente alle sue esigenze, in questo senso il cloud ha fatto grandi progressi e ne sta facendo (forse qualche volta anche troppi ). Dal 1995 ad oggi il mondo di internet si rivoluzionato. Un terzo della popolazione mondiale su internet, lintero mondo ricco, e a breve la percentuale si attester sul 50%. La tendenza sempre pi verso il mobile e il Cloud Computing, ma, a distanza di 20 anni dallarrivo di queste innovazioni tecnologiche, la giurisprudenza e le aziende italiane non sembrano ancora pronte. Milano, 17 maggio 2012 - Di questo si discusso oggi al Convegno sul tema Cloud Computing e Diritto - Questioni attuali e sfide future, organizzato dallUniversit Bocconi di Milano in collaborazione con lo Studio Legale Graziadei e con lo Studio Legale Maschietto Maggiore. Durante i lavori si analizzato e approfondito lattualissimo tema del Cloud Computing, soffermandosi su aspetti fortemente innovativi dal punto di vista giuridico e tecnologico. Dopo unintroduzione sul Cloud e gli aspetti economici da parte del giornalista di Nova - Sole 24 Ore, Luca Tremolada, stata fatta una panoramica pi tecnica del fenomeno del Cloud dalling. Maurizio Mayer, presidente di AICT (Associazione per la Tecnologia dellInformazione e delle Comunicazioni), mentre il dott. Pasquale Di Gennaro, funzionario dellAutorit Garante per la protezione dei dati personali ha dato uninterpretazione dellorientamento del Garante sul Cloud, per quanto attiene ai rischi per la sicurezza e per la privacy. Nel corso della giornata si sono susseguiti diversi interventi di accademici dellUniversit Bocconi (Federico Ghezzi, Aura Bertoni, Francesco Sacco, Maria Lilla Montagnani, Mariateresa Maggiolino) e di avvocati esperti del tema come Giuseppe Rizzo, partner dello Studio Legale Graziadei e Massimo Maggiore, partner dello studio Legale Maschietto Maggiore, che si sono addentrati pi specificatamente nel tema del diritto applicato al Cloud. Fin dai primi interventi emerso, per, come lItalia sia ancora arretrata sia da un punto di vista giuridico-normativo che imprenditoriale, soprattutto per quanto riguarda il fenomeno del Cloud. Presente da pi di ventanni da un punto di vista teorico, entrato nella mente delle persone da soli cinque anni. In

Italia il 31% delle aziende, con pi di 50 dipendenti, che gi adottano il Cloud, secondo stime recenti, utilizza per il 69% servizi Saas, per il 49% Iaas e solo per il 24% il Paas (sistema pi evoluto). Inoltre lutilizzo del Cloud Computing avviene principalmente per i servizi e-mail e basici, tralasciando quasi completamente gli altri utilizzi. Il tutto mentre il Paese, e il mondo, si affacciano con sempre pi veemenza verso il mobile e quindi verso la nuvola. Le tecnologie cloud, quindi, rappresentano unopportunit enorme per lo sviluppo delleconomia, non solo digitale, ma anche e soprattutto reale poich, se adeguatamente implementate nei processi aziendali, consentono unimportante razionalizzazione dellattivit produttiva. Ci sono tuttavia vari ostacoli che si frappongono alluso dei servizi cloud da parte delle PMI. Innanzitutto c una distanza culturale: da una recente ricerca commissionata da Google, emerge che il 60% delle PMI italiane non ha neanche una vera e propria funzione ICT interna, cos che la comprensione dei benefici del cloud a questa vasta platea di potenziali utilizzatori appare assai lontana. In secondo luogo, una PMI non nelle condizioni di negoziare su base individuale con il Cloud Service Provider (CSP), data la normale asimmetria di potere contrattuale. Le PMI, quindi, subiscono le condizioni contrattuali dei CSP, normalmente tarate sulla forte limitazione o addirittura esclusione delle responsabilit del CSP. La soluzione appare duplice: da un lato, la PMI potrebbe orientarsi verso fornitori cloud small o medium sized (che si stanno sviluppando di pari passo con la crescita del mercato), presumibilmente pi disponibili a negoziare condizioni contrattuali eque; dallaltro, essa potrebbe negoziare con i big mediante soggetti rappresentativi (associazioni di categoria) che riescano a spuntare condizioni contrattuali migliori. Lestensione dei benefici del cloud alle PMI un driver di crescita importantissimo. Lo dimostra lesperienza USA, dove il cloud computing stato sin da subito appannaggio delle start-up. In Italia, invece, la penetrazione di questi servizi allo stato riservata, di fatto, alle grandi aziende, che si muovono in unottica di outsourcing informatico. Ci sono evidenti problemi di legislazione, per, in quanto la normativa (o lassenza di normativa a tutela di contraenti deboli come le PMI) rende pi rischioso laccesso alle soluzioni cloud. Non facile inquadrare a quale tipo appartenga il contratto di cloud computing - ha affermato lavv. Massimo Maggiore, partner dello Studio Maschietto Maggiore - Mi sembra ci siano elementi comuni a vari tipi contrattuali e comunque non sufficienti a ricondurlo ad uno solo. Penso sia pi agevole inquadrarlo come contratto atipico a causa mista. La legge del cloud, al momento, il contratto .

Al momento, infatti, sono pochi gli istituti giuridici applicabili alla tutela dellutente PMI e la loro applicazione comunque difficile e tuttaltro che sistematica - ha continuato Giuseppe Rizzo, Partner Graziadei Studio Legale - Si pensi ai divieti di previsione di clausole di limitazione della responsabilit, presenti non solo nel diritto italiano, ma anche nella maggior parte degli ordinamenti stranieri (principalmente UK e USA) alla cui disciplina i contratti dei maggiori operatori sono soggetti. Inoltre lutente PMI potr tentare di agire per far valere la nullit o linefficacia delle clausole inique e sbilanciate. In Italia, Germania, Francia esiste listituto dellabuso di dipendenza economica; nella Common Law c comunque forte attenzione ad evitare sbilanciamenti eccessivi nelle prestazioni contrattuali fra limpresa soggetto debole e limpresa in posizione di dominanza relativa. Quello che emerge nettamente che il diritto, ancora una volta, arranca dietro alla tecnologia in base a concetti e categorie non facilmente applicabili. Ecco che quindi la tecnologia, invece di essere ingabbiata nella legge, dovrebbe essere interpretata ed utilizzata come strumento di perseguimento degli obiettivi (di protezione) del legislatore. Il diritto, quindi, non deve solo regolamentare la tecnologia, ma dovrebbe principalmente comprenderla e trovare obiettivi condivisi da perseguire al meglio per lo sviluppo del Paese. Cloud, il futuro del web sulle nuvole denaro.it Cloud Computing: analisi delle definizioni e descrizione delle tipologie di servizio presenti sul mercato | My Cloud Beans mycloudbeans.com Le tre dimensioni del cloud computing - Finance Business Reviewfbritaly.it Il cloud computing spiegato da Oracle Oracle and other cristiancudizio.wordpress.com Cloud Computing tra diritto e tecnologia Tutti i dubbi e le opportunit per le PMI diritto24.ilsole24ore.com