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La tematica del tradimento comune a molte opere della letteratura antica, basti pensare alle molte tragedie in cui

i essa compare, ma anche oggetto di alcune opere appartenenti alla letteratura dell800 e del 900. Spesso, in relazione al tema del tradimento, subentra quello della vendetta, anchessa caratteristica di molte opere. Come disse Pennac " La vendetta il territorio infinito delle conseguenze indesiderate". Attraverso lanalisi di queste tematiche tra di loro profondamente legate, possibile porre in relazione alcune figure, per lo pi appartenenti alluniverso femminile, tratte da opere appartenenti alla letteratura greca, latina ed italiana. La vicenda di Clitemnestra profondamente impregnata di unatmosfera di vendetta. La versione eschilea ci fornisce essenzialmente due motivazioni, che portarono la moglie di Agamennone a vendicarsi sul marito, entrambe legate ad un tradimento subito dalla donna. La prima, pi manifesta, da rico0noscersi nella decisione di Agamennone di sacrificare lavvenire dei figli alle sue ambizioni di uomo, cio laver sacrificato la figlia Ifigenia, per permettere alle navi greche di salpare per Troia. In questo caso il tradimento consiste nel fatto che Agamennone aveva permesso che il frutto del suo amore con Clitemnestra venisse sacrificato, per la buona riuscita della spedizione achea. La seconda motivazione pi profonda e va ricercata allinterno dellindole femminile di Clitemnestra. La donna, infatti, si vendica di Agamennone poich non solo laveva abbandonata durante i dieci anni della Guerra, ma aveva osato presentarsi, al ritorno, con Cassandra, divenuta nuova concubina. In tal caso ci si trova davanti ad un duplice risentimento: quello di donna abbandonata e quello di invidia per la sua nuova rivale in amore. E interessante notare come, nel testo della Yourcenar, Clitemnestra premediti il futuro omicidio, affermando che le vedove non hanno rivali; quindi anche il bisogno di assicurarsi lamore del marito solo per se stessa che spinge la donna a compiere latto. Tuttavia quella della donna concepita come una vendetta giusta, un delitto necessario; Clitemnestra doveva, infatti, rendersi responsabile personale dellomicidio, per far capire ad Agamennone che lei era una cosa importante, che non si pu lasciar cadere o cedere al primo venuto. La tragica vicenda di Clitemnestra inoltre collegata al mito del banchetto di Tieste. Sappiamo infatti che Agamennone era stato responsabile delluccisione di Tartaro, figlio di Tieste. Tartaro era inoltre l amante della stessa Clitemnestra: perci una versione non eschilea annovera, tra le cause della vendetta della donna, anche luccisione del vecchio sposo. Anche la figura di Tieste caratterizzata dal tema della vendetta, scaturita anche in questo caso da un tradimento. Il Tieste di Seneca ruota tutto intorno alla vendetta di Atreo nei confronti del fratello che, tempo addietro, ha tentato con linganno di sottrargli regno di Micene e moglie. Pur essendo riuscito ugualmente a diventare sovrano e a esiliare il fratello, Atreo non pu tollerare il tradimento e, fingendo di riconciliarsi con Tieste, lo invita nella sua reggia insieme ai tre figli. Uccider selvaggiamente questi ultimi e con le loro carni imbandir un empio banchetto allignaro fratello, che solo a pancia piena conoscer la verit. Nel primo dialogo con Tieste appena tornato a Micene, Atreo dichiara che, per santificare la riconciliazione col fratello, offrir loro le dovute vittime sacrificali. In questo caso non ci si trova pi di fronte alla giustizia del delitto o alla sua necessit; la vendetta sorge come estremo atto di furor, in seguito al tradimento subito. Atreo sfoga tutta la sua crudelt macellando i tre giovani. Poi sfoga la sua empiet, leggendone le viscere ancora palpitanti e scrutando in esse i fati: un sacro sacrilegio. possibile riconoscere, quale personaggio simbolo della vendetta, attuata a seguito di un tradimento, la figura di Medea, protagonista dellomonima tragedia euripidea. Quello che la donna subisce un tradimento struggente, che la porter a non trovare pi via duscita dalla condizione in cui versa; dopo essersi totalmente affidata a Giasone, avendo

abbandonato persino la terra natia pur di sposarlo, Medea si era vista abbandonata dal marito, che laveva abbandonata, per sposare la giovane figlia di Creonte. Sola, lontana dalla patria, vittima dellinvidia dei cittadini, che la credevano addirittura pazza a causa della sua saggezza, Medea decide di vendicarsi uccidendo la giovane amante di Giasone ed i due figli che lui aveva avuto dal loro matrimonio, godendo della disperazione dellex marito nella scena finale della tragedia. Alla tematica del tradimento e della vendetta possibile ricollegare la figura di Gertrude, la monaca di Monza che appare nel romanzo storico del Manzoni. Quella di Gertrude una vicenda frastagliata: il padre infatti aveva deciso per lei il destino del convento, sebbene lindole della donna dimostrasse di non essere propensa a quello stile di vita. Alla fine Gertrude ceder allimposizione del padre, ma ci comporter un risentimento nellanimo della donna. Prima di tutto incontriamo un'invidia verso le altre ragazze che si possono sposare, inoltre Gertrude chiede di entrare nel monastero al pi presto per alleviare almeno le sofferenze che l'attesa le provoca. Tuttavia la monaca conserva questa sua rabbia, il pentimento per la libert perduta ed sempre alla ricerca di utopie. Dentro di lei persiste anche un senso di odio a volte motivato verso le altre monache e i parenti che l'hanno costretta a farsi suora; mentre altre volte quasi come un capriccio, detesta le monache che invece la aiutano e l'amano. Gertrude trova sfogo per la sua vendetta nelle educande: le deride e le tratta male, ma d'altre parte cerca di far nascere anche in loro il suo senso di ribellione verso gli altri. Questo desiderio di libert la porter a vivere la sua avventura con Egidio, ma anche a compiere latto che determiner il resto della sua vita: lomicidio della conversa, per paura che questa raccontasse del suo rapporto con luomo. Si pu ricollegare alla tematica comune del tradimento subito una delle figure femminili presenti nel romanzo La Luna e i Fal, Santa. La sua vicenda rappresenta quella che in realt la visione delluniverso femminile da parte del Pavese, il quale affermer che Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perch un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudit, miseria, infermit, nulla. Proprio per quanto riguarda le delusioni e i tradimenti, nel suo romanzo la donna sar spesso considerata e rappresentata semplicemente come un frutto della carne, o come lespressione dellindifferenza e dellinfedelt. In aggiunta a ci, lautore collega la figura della donna di alta estrazione sociale, abituata alla lettura dei racconti amorosi, illusa della possibilit di un futuro felice, con la realistica rappresentazione degli scontri tra camicie nere e partigiani. Santa infatti, nella chiusura del romanzo, finir vittima dellennesima violenza operata da questi ultimi: Luccisione ed il rogo. Vestita di bianco ella appare veramente come una vittima sacrificale della violenza della guerra civile. Cos dopo la sua uccisione Nuto e Baracca, il capo partigiano, compiono una sorta di rito sacrificale: Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla cos... Limmagine di una delle figure femminili pi di spicco nellopera di Petronio, Fortunata, rappresenta invece il simbolo della sposa perfetta; amata dal marito, capace anche di soffrire per le sciagure subite da questultimo. Fortunata una liberta, scelta come sposa da Trimalcione, un ricchissimo uomo, anchesso di bassa estrazione sociale. Quella che petronio delinea nel suo Satyricon la figura di una donna che raramente si preoccupa delle buone maniere, ma, a discapito della sua educazione, riesce a badare al bene di suo marito, anche quando questultimo la aggredisce con insulti, dopo essersi ubriacato. Bisogna notare inoltre che la fiducia di Fortunata ampiamente ricambiata da Trimalcione, il quale, oltre ad averle affidato in toto lamministrazione del proprio immenso patrimonio, si fidava totalmente di lei, tanto che avrebbe creduto che a mezzogiorno fosse sera, se glie lo avesse detto la sua donna.

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