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Anno 2 - N. 11 (#18) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art.

1, c1, DCB Milano - Supplemento al Corriere della Sera del 18 marzo 2012, non pu essere distribuito separatamente

IL DIBATTITO DELLE IDEE

NUOVI LINGUAGGI ARTE INCHIESTE RACCONTI

Roberto Innocenti

per il Corriere della Sera

Molto meglio emigrare

Domenica 18 marzo 2012

#18

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Sommario

Il dibattito delle idee


RRR corriere.it/lalettura
Linserto continua online con il Club della Lettura: una community esclusiva per condividere idee e opinioni

4 La pena come vendetta


di UMBERTO CURI

Sono in ribasso i format dimpegno salottiero Bignardi e Dandini non bucano pi lo schermo In libreria non sfondano i romanzi tirannicidi E non solo colpa (o merito) di Mario Monti

4 Lincursione
Liberiamo la poesia dai piagnistei
di VINCENZO OSTUNI

5 Lintervista
La Cina vista da Yu Hua
di MARCO DEL CORONA

Addio
al

Orizzonti

6 Nuovi linguaggi
Il futuro dellinformazione
di S. DANNA e E. MOROZOV

10 Filosofia
I filosofi che si auto-pubblicano
di EDOARDO CAMURRI

radical chic
Lestremismo modaiolo in crisi Forse ha vinto, certo ha stancato
di MARIAROSA MANCUSO
on vale pi la minaccia di lasciare Milano, dopo il trionfo di bandiere arancioni e il coro di Bella ciao che hanno festeggiato lo scorso maggio il nuovo sindaco Giuliano Pisapia. Vittoria illuminata dalla luce rosa sulla facciata del Duomo: cos scriveva Roberta De Monticelli che oltre a essere filosofa morale anche poetessa. Non vale pi la minaccia di lasciare lItalia, dopo il governo tecnico e il sobrio cotechino natalizio del Presidente del Consiglio Mario Monti, il nonno che dice le cose giuste per il futuro. Contrordine compagni, si resta per applaudire il nuovo corso. Ha vinto lItalia che piace ai radical chic: non fa figuracce allestero, se tira tardi la notte per leggere Kant. Le trasmissioni televisive contro, sempre a rischio di chiusura e di censura, dovrebbero godersi la vittoria. E invece no: gli spettatori calano, lo share diminuisce (o comunque non decolla). Le liste dei molti motivi per andarsene e dei pochi per restare andrebbero rifatte da cima a fondo, ma nessuno ha davvero voglia di sobbarcarsi lingrato compito. Fabio Fazio e Roberto Saviano con prontezza annunciano un cambiamento di rotta: il prossimo format sempre con titolo rubato alle canzonette, Ma lamore no andr in onda a maggio al Salone del Libro di Torino. Messo tra parentesi lantiberlusconismo militante, trovano accogliente riparo nei versi di Eugenio Montale: Non chiederci la parola che squadri da ogni lato / lanimo nostro informe. Allultimo raduno di Libert e Giustizia il 12 marzo scorso a Milano, in occasione del decennale, presenti Umberto Eco, Lella Costa, Gustavo Zagrebelsky il nuovo manifesto Dipende da noi non ha bucato lo schermo. Erano pi trascinanti i tredicenni che salivano sul palco leggendo parole altrui contro il regime. Serena Dandini con The Show Must Go Off e Daria Bignardi con Le invasioni barbariche si ritrovano spiazzate. Gli ospiti della compagnia di giro celentaneggiano e perdono mordente. I radical chic si aggirano smarriti: senza un nemico da combattere rischiano la fine dei panda, e non si capisce quale Wwf li possa salvare dallestinzione.

11 Visual Data
Italiani popolo di migranti
di MARIO PORQUEDDU

13 I roghi dellautocensura
di IDA BOZZI

16 Saggistica
Cogito erba sum
di ERRICO BUONANNO

17 Poesia
Conosco i tagli, perch conosco i coltelli
di ROBERTO GALAVERNI

18 Ragazzi
Franois Place, penna e matita
di CRISTINA TAGLIETTI

Impegno e tv Cali di gradimento

20 Le classifiche
La pagella
di ANTONIO DORRICO

Sguardi

22 La primavera delle artiste


di V. TRIONE e A. C. DANTO

25 I personaggi
Il musicista Nietzsche, stroncato
di MICHEL ONFRAY

27 Il luogo
Benvenuti a Metz, la Bilbao francese
di STEFANO MONTEFIORI

Percorsi

28 Graphic novel
Lucilla e larcobaleno
di PAOLO BACILIERI

30 La data
Il compleanno sfortunato di Nereo Rocco
di ANTONIO CARIOTI

31 La biografia
Costantino, santo tiranno
di MARCO RIZZI

32 Fenomeni
Tutti pazzi per Proust
di ALESSANDRO PIPERNO

34 Controcopertina
I nuovi sommelier americani
di JAY McINERNEY

Tra le vittime del nuovo corso, un paio di romanzi che per spirito del tempo (e un po di pubblicit gratuita) puntavano sullabbattimento del tiranno. Rapito con nome e cognome da un manipolo di vecchietti in La banda degli invisibili di Fabio Bartolomei (e/o), sequestrato e interrogato dalle Nuove Brigate Rosse in Luomo con il sole in tasca di Cesare De Marchi (Feltrinelli). Entrambi superati dagli eventi, andranno a fare compagnia sugli scaffali a Lintransigente di Maurizio Viroli, che vorrebbe cancellare con un colpo di spugna due realistici resoconti del mondo in cui viviamo: Il legno storto dellumanit di Isaiah Berlin e La favola delle api di Bernard de Mandeville. Il primo prende spunto da una frase di Kant per mettere in guardia dalle teorie che intendono risanare lumanit raddrizzandone a forza le storture. Il secondo mostra i pericoli e la miseria di una societ totalmente virtuosa. Riciclarsi difficile, con cos breve preavviso. Anche un esperto cacciatore di radical chic come Tom Wolfe

Sopra, dallalto in basso: la conduttrice televisiva e scrittrice Daria Bignardi, il semiologo e scrittore Umberto Eco, la conduttrice Serena Dandini. Tre volti dellimpegno radical chic che nelle loro ultime uscite non fanno pi colpo

suo il reportage che nel 1966 coni la definizione, dopo un party in casa del compositore Leonard Bernstein, ospiti donore le Black Panthers avrebbe qualche difficolt a reperire i nuovi modelli. Non leggo i libri in classifica e non guardo la tv, neanche ne possiedo una sono stati per anni due capisaldi del radical chic pensiero. N luno n laltro sono pi praticabili, ora che tra i bestseller ci sono le poesie di Wislawa Szymborska e che i tweet hanno sottratto il Festival di Sanremo alla categoria del nazionalpopolare. Impossibile trovare rifugio nel catalogo Adelphi, che oltre alla poetessa polacca premio Nobel sta mandando in libreria tutto Ian Fleming e il suo agente 007 con licenza di uccidere. Si comincia a maggio con Casino Royale. Lo smarrimento palese. Giorgio Faletti si presenta alle Invasioni barbariche in veste di scrittore martirizzato dai critici, invitandoli a fare ammenda delle loro colpe come la Chiesa cattolica ha fatto per la pedofilia. Lo spettatore progressista va in confusione. Da anni ascolta e ripete come un mantra che la qualit letteraria mal si concilia con le alte tirature, che lindustria editoriale sta scadendo perch insegue successi facili, che i libri si vendono solo se lautore un personaggio. Daccordo sul contrordine (siamo dellidea che i romanzi vadano giudicati alla prova della lettura, vendere molte copie non unonta). Meno sullapparentamento con Tot. Fu negletto in vita e riconosciuto come un genio con colpevole ritardo, ma oltre agli ingiustamente dimenticati esiste una nutrita schiera di giustamente dimenticati. E chi stato celebrato al suo primo libro come il pi grande scrittore italiano non pu mettersi in prima fila con la manina stesa quando si distribuiranno i risarcimenti. Dai salotti tv ai salotti e basta, mancano eroi da celebrare. Il movimento degli studenti ha prodotto un giovanotto impresentabile: braghe scivolate sui fianchi, cameretta con il poster in casa dei genitori, eloquio imbarazzante, un estintore da gettare sullincendio come fosse una coperta. Occupy Wall Street ha collezionato le pi banali e generiche parole dordine mai ascoltate, contro i profitti delle multinazionali. Apple esclusa, naturalmente, perch tutti abbiamo un iPhone in tasca, e certo non rinunciamo al giocattolo dopo aver letto delle condizioni di lavoro in fabbrica. Neppure i No Tav fanno al caso. Son serviti pi che altro a mostrare la preveggenza di Pier Paolo Pasolini e della sua poesia sugli scontri a Valle Giulia: Sto con i poliziotti, perch i poliziotti son figli di poveri. Sconfessati perfino da Susanna Camusso, che come feticcio da adorare preferisce larticolo 18, gli anti-moderni hanno ormai dalla loro soltanto Beppe Grillo.

RRR

Le frasi non leggo i libri primi in classifica e non guardo la tv, neanche ce lho erano i capisaldi del pensiero militante snob. Ma oggi che poesia e cultura pop hanno vinto, n luno n laltro sono realmente praticabili

DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3 Illustrazione di BEPPE GIACOBBE

il brano

Tom Wolfe

I domestici bianchi

NellEra del Radical Chic, poi, quale conflitto si innesc tra lassoluto bisogno di domestici e il fatto che i domestici fossero il simbolo assoluto di ci contro cui i movimenti, neri o marroni, stavano combattendo! E allora, quanto assolutamente urgente divenne la ricerca dellunica via di salvezza: domestici bianchi!

i
TOM WOLFE Radical Chic. Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto Traduzione di Tiziana Lo Porto CASTELVECCHI Pagine 144, e 9

MASSIMILIANO PARENTE La casta dei radical chic NEWTON COMPTON Pagine 288, e 12,90

Una gioiosa portatrice di polline socioculturale. Cos Jonathan Franzen, in Libert, inchioda alla sua radicalchiccheria Patty Berglund. Lasciando gi intravedere le prime crepe nelledificio. Polline da diffondere, quando gli anni passano e i figli crescono, ne resta poco, altre sono le urgenze da sbrigare. Qualcuna seria. Per esempio: Come reagire quando un povero di colore ti accusa di avere distrutto il suo quartiere?. Qualcuna pi futile: I boy scout sono accettabili da un punto di vista politico?, Il bulgur davvero indispensabile?. Mai scrittore stato pi crudele nel descrivere gli animalisti che per proteggere gli uccelli pretendono i gatti con la campanella al collo, se proprio devono uscire in giardino. Bastano queste perfidie, per di pi concepite da uno che coltiva linsana passione per il birdwatching, e gli perdoniamo volentieri la retromania di certe recenti dichiarazioni. Del resto, qualche anno prima di scrivere Le correzioni, Franzen aveva annunciato a gran voce la morte dei romanzi che mettono daccordo pubblico e critica. Il suo stesso trionfo, con un libro uscito in libreria alla vigilia dell11 settembre, basta per screditarlo come profeta di sventura. Lultima guerricciola dei radical chic contro la pop culture ha avuto per bersaglio le gag dei Soliti idioti, coppia di comici formata da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli. Concita De Gregorio, in un articolo su Repubblica, li ha bollati come cretini baciati da incomprensibile successo. Strappandosi le vesti per il pessimo gusto dei giovani doggi: irresistibile tormentone con cui ogni generazione, passato il momento suo, certifica la propria superiorit. Linvito alle Invasioni barbariche e poi al Festival di Sanremo, non ha aiutato a far pace. Anzi: finite le polemiche sulle parolacce, scattato il dibattito: lecito fare battute sugli omosessuali?. Il fatto , per, che I soliti idioti non facevano battute sugli omosessuali. La gag incriminata, assieme a molte altre del loro repertorio, prende di mira i radical chic (per questo il palco di Sanremo non era il luogo adatto). Su chi sente il bisogno di ripetere, anche quando il contesto non lo giustifica, sono omosessuale. E se linterlocutore dice vabb, ma che centra, stiamo parlando

Orfani di se stessi

Gli irriducibili diventano cheap


di FULVIO ABBATE
onfidiamoci unamara verit: i radical chic di una volta non ci sono pi. La crisi economica e lattenuarsi delle spinte mondane e ideali, hanno influito, tagliando risorse, anche su questo ramo dimpresa. Culturale, antropologica, politica. Impossibile trovare qualcuno in grado di non sfigurare per supponenza accanto, metti, a coloro che al tempo di Gian Maria Volont, attore militante, trovavi nelle altane di Trastevere o di via dellOrso a Brera davanti a un bel sart di riso afro-tirolese a immaginarsi presto nuovi partigiani in Cile. In verit, volati via i pezzi unici adatti al ruolo, come il compianto Lucio Magri, lui che pretendeva che perfino il loden fosse di cashmere, dimmi tu verso chi volgere lo sguardo? Non lo ritrovi uno Schifano che nei giorni di piazza Fontana prest la Bentley al leader di Servire il Popolo, Aldo Brandirali, affinch questultimo potesse raggiungere Milano passando indenne dai posti di blocco. Restano, monadi sospese, pochi soggetti obliterati dal nuovo che avanza: per che supplizio essere condannati a misurarsi con lordinario Celentano che per ti sovrasta, con Beppe Grillo che ti parla sulla voce, con Fiorello che fa pi opinione di Massimo Cacciari, e che dire di Asor Rosa costretto a passare da Adorno a Capossela? I radical chic non hanno pi spendibilit sociale, nel migliore dei casi, gli consentito essere insostenibili modello-base; non vale pi la credenziale davere un tempo acquistato i Grundrisse di Karl Marx piuttosto che Una donna per amico di Lucio Battisti. Dal radical chic al radical cheap.
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daltro, ripete il concetto fino allo sfinimento. Quando il destinatario della provocazione perde la pazienza, lo si accusa di discriminazione e omofobia. Bastava guardare lo sketch per capirlo. Quel che successo dopo i funerali religiosi di Lucio Dalla dal violentissimo outing di Aldo Busi alle accuse di ipocrisia lanciate da Lucia Annunziata mostra che I soliti idioti avevano colpito nel segno. Con sufficiente anticipo, e sufficiente precisione, per guadagnarsi un posto tra chi fa satira per davvero, guardandosi attorno senza riciclare antichi sketch con Moana Pozzi (come Sabina Guzzanti, che in Un due tre stella, da giapponese rimasta a combattere nella giungla, non rinuncia n a Berlusconi n al botulino). E a proposito: sembra incredibile che nessun comico di professione abbia colto e rilanciato lautogol di Pierluigi Bersani: Mia figlia preferisce la Fornero a Beln Rodriguez, come se la figlia non avesse parole sue per esprimersi su un argomento tanto scottante. Comunque, ne riparleremo quando un maschio, alla domanda Preferisci fare il calciatore o limpiegato di banca? risponder voglio andare in banca.

Le parole dordine delllite illuminata vanno in confusione, a distrarsi un attimo si resta spiazzati. Per mesi abbiamo sentito le lodi del burlesque: spogliarsi serviva a riappropriarsi del corpo e della seduzione, perfino lArci organizzava appositi corsi. La ricchezza era sospetta e intrinsecamente volgare. Ora bisogna rivestirsi, mentre i miliardi guadagnati si possono tranquillamente esibire. Se uno aveva un libro nel cassetto, lo mandava a un editore. Stamparselo da soli era riconoscere che il manoscritto valeva poco o niente. Ora autopubblicarsi il massimo dello chic: dimostra che abbiamo capito la teoria della coda lunga, e non ammettiamo intermediari tra noi, il milione di copie, i cospicui diritti dautore. Anche i romanzi pubblicati di recente dalla vecchia e cara editoria tradizionale segnalano un declino dei radical chic. Eravamo abituati a scrittori e architetti, perlopi in crisi di mezza et. Scopriamo parecchi portinai e donne di servizio. Non accade soltanto in Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli), ambientato negli anni 70: la storia di Elvira, custode del palazzo vessata da inquilini pettegoli e litigiosi, e di una misteriosa nuova arrivata che occupa il quinto piano. Gli altri sono domestici e portinai doggi, raccontati con realismo. Lunico che un po sfugge, e ricorda i gusti sofisticati della concierge di Leleganza del riccio di Muriel Barbry zuppa di cavolo per non dare nellocchio, una passione segreta per le raffinatezze del Giappone, bastano per letichetta bestseller di qualit il portiere di notte in La generazione di Simone Lenzi (Dalai): ha scelto il mestiere perch ama leggere. Nel romanzo Caino di Paola Capriolo (Bompiani), Milagro una domestica sudamericana quasi analfabeta. Chiude la serie Anna, che fa le pulizie in Sottosopra di Milena Agus (Nottetempo). E il portinaio Pietro, curioso di appartamenti altrui nel bellissimo romanzo di Marco Missiroli Il senso dellelefante, appena uscito da Guanda. Il lettore tira un sospiro di sollievo. Forse finita davvero, i radical chic sono sul punto di sparire.
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4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Risate al buio

Il dibattito delle idee

di Francesco Cevasco

Eccesso di sinonimi
Tu mi torni in mente, genio come sei. Scriveva monsignor Ravasi, nel suo illuminante Breviario, che la giovent dei college americani descritta da Nabokov evoca il Was ist der Menschen Leben di Hlderlin. In mancanza di traduzione autentica, che cosa intende Ravasi con Leben? Esistenza, Essere, Vita, Abitare, Dimorare, Essere in vita, Risiedere; o uno dei, pi o meno, venticinque sinonimi?

Paradossi Cosa si nasconde dietro la continua insistenza a inasprire le sanzioni

La pena come vendetta


di UMBERTO CURI

Lincursione
RRR
di Vincenzo Ostuni

Religione e costumi hanno riscritto il significato: cos la societ diventata giustizialista

LIBERIAMO LA POESIA, S MA DAI PIAGNISTEI FACILI CHE NEPPURE VENDONO

L
rmai diventato un riflesso condizionato, diffuso e ricorrente. Attraversa gli schieramenti politici, con una maggiore presenza a destra, ma con unincidenza non trascurabile a sinistra. Accomuna orientamenti culturali per altri aspetti diversi e lontani. Ogni volta che la cronaca riporta notizie di qualche reato particolarmente odioso o spettacolare, e talora anche quando riferisce della proliferazione dei crimini di strada, si alza imperiosa la richiesta di accrescere le pene per i responsabili: In galera, e buttare via la chiave questa la battuta che riscuote il maggior successo trasversale. A ci si aggiunga una peculiarit gi presente nel nostro ordinamento giuridico, vale a dire la previsione di una sanzione penale anche per i cosiddetti reati bagatellari, vale a dire per infrazioni della legge oggettivamente molto lievi. Ebbene, a cosa corrisponde, in termini concettuali e non soltanto psicologici, questa richiesta di pene severe? possibile individuare un fondamento razionale per spiegare questo fenomeno? Si pu, insomma, cercare di capire se vi siano motivazioni reali alla base di questa esigenza, o se non si tratti piuttosto di una indistinta istanza di vendetta sociale?

tica: la pena redentrice, il dolore possiede una funzione purificatrice della vita umana. Si coglie qui un punto di grande importanza. Loriginaria coincidenza di significati fra sofferenza e punizione ha suggerito la convinzione che ci implicasse anche la loro indissolubilit, nel senso che non sia possibile applicare adeguatamente una pena, se non a condizione di indurre dolore in colui che ad essa venga assoggettato. A ci si aggiunga la persuasione della funzione riparatrice della pena (punizione e dolore), in quanto mediante lafflizione provocata dalla punizione si ristabilirebbe un ordine comunque definito che resterebbe altrimenti turbato.

In origine, in Omero o anche nei tragici, il termine greco ponos (da cui litaliano pena) ha un significato ambivalente. Da un lato indica la mercede, la riparazione; dallaltro, coincide con la punizione, il castigo. Questa originaria duplicit di significati si consolider ulteriormente in tempi successivi, nel momento in cui, soprattutto nelle lingue neolatine, la parola assumer anche il senso di dolore. Loriginaria duplicit di significato del ponos viene in tal modo a specificarsi come compresenza di due famiglie di termini, le quali indicano rispettivamente la pena come punizione o castigo, e la pena come sofferenza o dolore. Il legame che unisce questi due significati lidea che attraverso il dolore (pena) subto sia possibile eliminare o riscattare la punizione (pena) inflitta. Le leggi penali tradizionali, il perdono ottenuto con la penitenza, la perfezione conseguita con lascetismo, la sofferenza di Cristo ci offrono esempi della stessa problema-

RRR

Tiromancino

La sinistra mollusco
In America chiamano Obama il ruminatore di rucola, perch ostenta gusti snob, dunque europei. In Francia c lespressione gauche caviar, e non c bisogno di spiegarla. In Germania la sinistra con i soldi definita dalla villeggiatura: Toscana Fraktion. Che nome daremo ai nostri politici, da Lusi a Emiliano, invaghiti di ostriche, cozze e crostacei, possibilmente gratis? Sinistra mollusco? Antonio Polito

Lenfasi sulla funzione catartica della pena ha indotto a porre tra parentesi il fatto che essa resta in ogni caso, e in qualunque condizione, anche afflizione, e che dunque pu pretendere di emendare solo a patto di infliggere sofferenza. Non dunque la pena uno strumento puramente neutro di ricostituzione dellordine, ma in tanto pu aspirare a tale obiettivo, in quanto realizzi compiutamente il potenziale di dolore che essa porta con s. Infliggere una pena non significa, dunque, ristabilire un equilibrio turbato, se non a patto di un ulteriore squilibrio, o se non altro di una riparazione che non cancella affatto la preesistente lesione, ma la riproduce altrove. Il contesto nel quale la nozione di pena assume la sua forma compiuta quello della religione. Qui la pena si presenta immediatamente come punizione, e pi specificamente come castigo, come salario del peccato. Storicamente e concettualmente, la stessa nozione giuridica di pena, intesa come giusta remunerazione di un reato, si afferma attraverso la traduzione dalloriginario ambito religioso allambito del diritto positivo. Questa origine spiega non solo la convinzione che lirrogazione di una pena sia comunque necessaria, allo scopo di retribuire adeguatamente il reato commesso, ma motiva anche limpossibilit di concepire un reato, al quale non si faccia simmetricamente corrispondere una pena. Scaturisce di qui il conferimento alla pena di un carattere sacrale, lidea che essa serva anche alla restaurazione di un buon ordine cosmico e al riscatto del colpevole. Ma ci conduce a un primo paradosso. Proprio nella sfera del diritto penale, che quella nella quale dovrebbe essere pi marcato lo sforzo per esercitare il massimo di razionalit, si coglie al lavoro un presupposto di carattere mitologico. Difatti, la relazione di proporzionalit fra colpa e pena si regge soltanto se si accetta che la pena possa funzionare come espiazione, vale a dire a condizione di assumerla come una condotta di annullamento, capace di cancellare il reato, e dunque reintegrare lordine. Soltanto a condizione, dunque, che alla pena-espiazione venga attribuita la stessa funzione attribuita alla purificazione in ambito reli-

gioso. La conclusione di questo paradosso mette in evidenza lesistenza di una difficolt logica insormontabile alla base del diritto penale. Difatti, lequivalenza posta fra colpa e pena non testimonia affatto come si potrebbe credere lassunzione di un criterio massimamente razionale, di tipo calcolistico-matematico, ma al contrario manifesta la condivisione di un presupposto razionalmente infondato, giustificabile solo in un contesto di carattere religioso o in una prospettiva mitologica. Insomma, per acquisire uno statuto pienamente razionale il diritto penale dovrebbe liberarsi di ogni presupposto di carattere mitologico-religioso, primo fra tutti quello che attribuisce alla pena una funzione purificatrice. Ma, in questo modo, eliminando il mito dellespiazione, si priverebbe del principio stesso sul quale fonda la propria legittimit, vale a dire la corrispondenza proporzionale fra il reato e la pena. La sacralizzazione della pena giuridica la conseguenza di un mito teomorfico: il monarca, la patria, lo Stato sono concepiti a immagine e somiglianza di Dio, e ne condividono gli stessi attributi di onnipotenza, infallibilit e sovranit. Emerge qui un ulteriore paradosso. Come ha dimostrato Paul Ricoeur, interpretando le Lettere di San Paolo, gi nel contesto della religione, alla quale pure si fa risalire lorigine della sacralizzazione della pena, possibile ritrovare il superamento della logica dellequivalenza, che connette proporzionalisticamente colpa e pena. Nellepistola paolina, la logica della pena viene usata come contrappunto per lenunciazione di unaltra logica, per certi aspetti opposta. La giustizia di Dio fa saltare ogni presunta possibilit di stabilire corrispondenze fra la condotta delluomo e la risposta di Dio. La grazia ci che, per definizione, eccede ogni criterio sedicente razionale di retribuzione della colpa, introducendo uno scarto la sovrabbondanza della misericordia divina in nessun modo compatibile con ci che la legge vorrebbe imporre. Di tutto ci dovremmo essere consapevoli, quando invochiamo linasprimento delle pene. Della mancanza di ogni sicuro fondamento razionale alla base di questo concetto. Del fatto che esso sopravvive nellordinamento giuridico delle democrazie moderne solo come espressione di una persistente esigenza di vendetta sociale. Una conferma, fra le molte, della verit enunciata da Sofocle: Molte sono le cose terribili, ma la cosa pi terribile luomo.
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incursione di Carlo Carabba sulla Lettura di domenica scorsa reca nel titolo il motto Liberiamo la poesia, con il quale concordo di slancio. Con il resto, meno. In sintesi: Wislawa Szymborska (un quarto dora dedicatole da Saviano il 5 febbraio a Che tempo che fa) in testa alle classifiche; ergo la poesia se si capisce e commuove pu vendere; ergo (?!?) dgli a Sanguineti e ai Novissimi, che bandiscono il significato e lio e dgli a Ostuni che nella prefazione ai Poeti degli Anni Zero (appena ripubblicati in volume da Ponte Sisto) aborre il sentimento come la peste e propugna una poesia che non piace a nessuno (ma che senza distribuzione in seconda edizione; virgolettati di Carabba non di Ostuni). Liberiamo la poesia, certo! Liberare qualcuno il lettore vorr concedermi implica modificarne la condizione. Qual la condizione della nostra poesia, se ne prendiamo le principali incarnazioni: la collana bianca Einaudi e lo Specchio Mondadori? A parte il bel lavoro sugli stranieri (e su italiani ormai classici: Balestrini, Zanzotto ecc.), nella quasi totalit i nuovi poeti italiani in esse ospitati seguono laureo precetto carabbiano, si capiscono e commuovono: indicazione legittima che, se elevata a must, dipinge (e crea) un pubblico di ricettori passivi, incapaci dinterpretazione, interessati alla mera catarsi espulsiva delle proprie emozioni. Un capire e un commuoversi innati e immodificabili, dobbiamo

ILLUSTRAZIONE DI PIERLUIGI LONGO

RRR
I successi meritati Per Szymborska e Transtrmer penso allopportunit suggerita da Giuliani sui Novissimi: si deve poter profittare dei versi come di un incontro un po fuori dallordinario
dedurre: assurdo, se si pensa alla diffusione di tanta oscura e gelida arte contemporanea. Ecco: sono quelle collane ad arrivare nelle librerie, con Carabba (Mondadori) in testa (e alcune sequenze non memorabili: Ho lasciato che il dolore mi sperdesse / come il vento la neve sulle ali / di un aereo; e ho amato, quanto ho amato, e adesso sono solo: gi lacrime!) e tuttavia la poesia continua a non vendere. Finch arriva la grande (lei s) Szymborska, Nobel nel 1996 o Transtrmer, Nobel 2011, prova provata, nella sua austera borealit, che la poesia pu vendere anche senza immediatezza. solo Saviano? solo il Nobel? Preferisco pensare che per quei due poeti sia anche valso quel che scrisse Giuliani nella prefazione ai Novissimi: Si deve poter profittare di una poesia come di un incontro un po fuori dallordinario. E in modo fuori dallordinario trattano esperienza e linguaggio i Poeti degli Anni Zero: sempre con rigore, senza inseguire n loscurit n le vendite ( un difetto?) e senza timore di ricevere la qualit dai tempi, i tempi di oggi: n quelli di Sanguineti n tanto meno quelli di Pascoli, che non meritano la rovina dellepigonismo. Si chiamano Annovi, Biagini, Bortolotti, Calandrone, Frene, Giovenale, Inglese, Marzaioli, Pugno, Riviello, Sannelli, Ventroni, Zaffarano: leggeteli e sappiatemi dire se rifiutano lio o ne offrono personali reinterpretazioni; se negano il significato o hanno lumilt di sedere al tavolo dei linguaggi contemporanei e non arroccarsi nella tradizione; ditemi se reagirete io ci scommetto con meraviglia e vera liberazione o invece con formidabile noia, come quella che si prova, da adulti, scorrendo certe innocue e lamentose filastrocche.
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Ritornello In galera, e buttare via la chiave la battuta che raccoglie il maggiore consenso di fronte a crimini particolarmente efferati

Vincenzo Ostuni (Roma, 1970) editor di saggistica e narrativa per Ponte alle Grazie. Ha pubblicato Faldone zero-otto (Oedipus) e curato Poeti degli Anni Zero (Ponte Sisto) redattore de Il caff illustrato

DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 5

Pandemie

Il dibattito delle idee

di Edoardo Vigna

La rivincita delle passioni


Sono un editorialista del "New York Times". In America significa essere al centro del dibattito. David Brooks tra i pi letti. Le sue parole rimbalzano dai blog ai social network, c chi le traduce in video su YouTube. Nel libro Lanimale sociale (Codice edizioni) racconta lanimo umano: dove lemozione prevale sulla ragione e porta al successo. Tempi bui, tempi di passione, insomma. Ma anche di passioni. Vincenti.

Lincontro Nel nuovo libro le parole per raccontare la democrazia e la libert. Che qui spiega

La Cina pronta per un 35 maggio


dal nostro corrispondente MARCO DEL CORONA
PECHINO Si preoccupano per lui. Ma il suo mestiere non preoccuparsi. Un ministro tedesco era rimasto stupito dalle pagine fosche di Brothers, dalla bulimia capitalistica di una Cina che Yu Hua racconta con spietatezza grottesca, e temeva che lo scrittore finisse male. Niente. Risposta di Yu: I politici in Cina sono come ovunque nel mondo. Leggono pochi libri.... Dunque? Il governo non mi apprezzava, per mi tollerava. E vedendo come vanno le cose, continuer a tollerarmi. Anche se divento sempre pi audace, la societ va avanti. Il codice binario non si conf alla Cina. I confini netti, che pure esistono, a volte tracciano scarti improvvisi, e cos Yu Hua, che da Torture a Vivere! non si (o ci ha) negato nulla delle sgradevolezze della sua patria, pu spingersi ad agitare tab e temi sensibili. Ha pubblicato una sorta di vademecum, La Cina in dieci parole. Ma allestero (in Italia da Feltrinelli, traduzione di Silvia Pozzi) e a Taiwan, non nella Repubblica Popolare. Popolo leader, rivoluzione e cos via: chi tocca non che muoia, ma si pu scottare. Ancora una volta, Yu non si preoccupa: Le 10 parole che ho scelto dice ora sono collegate alla storia e alla realt cinesi. Passato e futuro. E se questo libro non pu uscire nel mio Paese perch parlo di Tienanmen, il 4 giugno 1989, una data rimossa al punto che lo scrittore lha ribattezzata 35 maggio. anche la mia storia. Esperienza indimenticabile. Anche lanno scorso, quando sono stato al Cairo, ho visto manifestazioni ma con poche persone. Ripensando alle folle del 1989, ero sicuro che Mubarak se la sarebbe cavata. Invece caduto. Ero confuso: con cos poca gente? Da noi cerano milioni ma il governo era tranquillo... Il fatto che in Egitto il popolo non poteva pi sopportare lo stesso presidente da 40 anni, mentre nell89 in Cina i conflitti sociali non erano cos sentiti: era lundicesimo anno della riforma di Deng, i contadini ne avevano beneficiato e la chiusura delle fabbriche sarebbe arrivata solo negli anni Novanta. Tempi non maturi per un movimento di rivolta.

Ho cambiato data a Tienanmen. Perci dico: i tempi sono maturi per una svolta Lo scrittore Yu Hua pubblica i suoi saggi a Taiwan (e in Italia), ma non a Pechino
E adesso? Adesso s che i tempi sono maturi. Ma i comunisti non permettono a oltre 70 persone di riunirsi. Perch? Quando i giovani si laureano, non trovano lavoro, non riescono a comprare casa. Nel 63% delle famiglie sono i vecchi che mantengono i giovani. La Cina ha soltanto due esiti possibili: o pi democrazia o una rivoluzione. Ma servono comunque tempi lunghi. Ecco dove il confine tra ci che si pu dire e non si pu dire si confonde. Il codice binario impazzisce ad esempio quando Yu parla in un caff di Pechino, il Bookworm, che ospita un festival letterario frequentato da espatriati ma anche da unlite intellettuale cinese. Sorride: in America e in Europa i lettori temono che io possa avere problemi in Cina. Io sono convinto di no. In America mi hanno chiesto se mi avrebbero incarcerato. Ho risposto che se sto in prigione almeno non dovr pi cucinare da solo. E in ogni caso fare lo scrittore meglio che fare il dentista, professione esercitata da Yu ragazzo, senza addestramento. Ecco la vena irridente che fa ipotizzare, persino agli ammiratori pi sconsiderati, che Dieci parole, nato per unaudience non cinese, abbia voluto tener conto di una possibile nicchia di mercato occupata dai quasi-dissidenti, gli intellettuali scomodi alla Ai Weiwei. Ma il dolore resta, e resta anche la politica. Il mio maggior dolore ripete Yu, che pure riconosce a Deng Xiaoping "meriti unici" Tienanmen. Ne patiamo ancora le conseguenze. Prima di allora la riforma politica e quella economica andavano avanti insieme, ma i vertici hanno scoperto che la riforma politica avrebbe potuto minacciare il loro potere ed arrivata una crescita economica senza trasparenza politica. Con disparit, corruzione, guasti ambientali. Unanomalia. Tra i leader qualcuno parla, cauto e generico, di riforme politiche: In realt, tanti funzionari e intellettuali hanno capito che erano gli aspetti politici a ostacolare lo sviluppo della Cina, non le questioni economiche. Aver abbandonato le riforme politiche dopo l89 ci ha portato pi problemi che van-

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Yu Hua, 52 anni, tra i maggiori scrittori cinesi, tradotto ovunque dopo il bestseller Vivere! (Donzelli) dal quale Zhang Yimou ha tratto un film vietato in patria. autore di numerosi romanzi; tra i pi recenti: Brothers e Arricchirsi glorioso editi da Feltrinelli come La Cina in dieci parole (pagine 230, e 18,50) che, molto pi di un vademecum con dieci parole chiave (dalle tradizionali popolo e rivoluzione a taroccato e intortare) svela i punti nevralgici di una societ malata e i segreti del rapido sviluppo cinese. Non uninvettiva, piuttosto il canto dedicato a un popolo umiliato, articolato in storie e gesta. Nella foto a sinistra: la polizia militare cinese, che ha il compito di mantenere lordine, si allena con pistole ad aria compressa sparando contro sagome umane di carta nei pressi di piazza Tienanmen, nel maggio 2001 (Ap)

taggi. In realt, ora una buona occasione. Ma la priorit la stabilit. Mao Zedong sosteneva che la gente come le bacchette. Isolate no, ma in mazzo riescono a rovesciare le autorit. Ora il governo cerca di tenere separate le bacchette. Ma sono pessimista sulla riforma politica. Intanto, un numero sia pur ristretto di attivisti subisce abusi, la legislazione favorisce il controllo autoritario. Siamo tutti bacchette separate, spiega Yu al Corriere. difficile, anzi quasi impossibile che ci uniamo, soprattutto dopo le norme penali appena approvate. Ma queste voci hanno dimostrato di essere utili per il governo. Ci sono dirigenti che le accolgono. Vorrebbero anche loro riforme e democrazia. Certamente vogliono che le cose vengano fatte per gradi. Non possono parlare liberamente come noi, per, almeno Wen Jiabao si espresso per le riforme pi volte.... Quando gli chiedono dei modelli cui la Cina dovrebbe guardare, la risposta che Germania o Usa sono troppo lontani da noi. Possiamo imparare da Taiwan. Quan-

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Tempi I comunisti non permettono a pi di 70 persone di riunirsi. Qui l89 arrivato prima dellesplosione dei conflitti sociali. Era presto
do hanno abbracciato la democrazia, temevo il caos. Invece a Taiwan ho visto una bella societ. Dimostra che i cinesi possono fare bene la democrazia. Tutto si muove, tutto va avanti, come spesso suggeriscono i romanzi di Yu Hua. Anche la leadership muta. La parola "Leader" si svalutata. Prima era riservata solo a Mao. Adesso la usiamo dappertutto, anche nellascensore. Allepoca soltanto Mao agitava la mano sulla Tienanmen. Gli altri salutavano tenendo i libretti rossi a unaltezza inferiore. Adesso invece i 9 membri del comitato permanente del Politburo agitano tutti la mano, alla stessa altezza. Quindi la Cina ha fatto progressi: magari nel futuro 90 persone agiteranno le mani alla stessa altezza. Mi auguro che in futuro nel Politburo ci siano 9 mila membri. Non ci sono pi i leader di una volta. leviedellasia.corriere.it Twitter @marcodelcorona
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Prospettive Proporzioni Il mio Paese ha due strade Lanno scorso ero al davanti: o pi democrazia o Cairo. Pochi egiziani hanno una rivoluzione. ribaltato un regime. Perch Ma comunque la svolta non non ci siamo riusciti noi ancora dietro langolo che eravamo milioni?

6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

COMMONS
di BERTRAM MARIA NIESSEN

Linnovazione patinata delle Ted conference


ed (Technology Entertainment Design) un format di presentazione che gode di fortuna crescente. Gli invitati tra gli artisti, scienziati e imprenditori pi innovativi in circolazione (nella foto il presidente di Microsoft Bill Gates) hanno 18 minuti per esporre nel modo pi brillante possibile un progetto, una visione, una storia. I video di Ted hanno un grande seguito online, grazie alla capacit di comunicare velocemente quello che di nuovo accade e pu accadere. E quindi viva Ted, e viva gli altri format di public speaking: da Ignite (20 slide da raccontare in 15 secondi ciascuna) a Pecha Kucha (20 slide per 20 secondi). Eppure, assistendo a eventi di questo tipo, capita di provare un certo disagio. Il public speaking diventa spesso un one-man-show assertivo: il monologo deve essere travolgente;

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Raccontare solo il successo non lascia intravedere le infinite prove e gli errori dietro ogni innovazione reale

non c tempo per le precisazioni, tantomeno per il dibattito e la polifonia. Resta solo, sul palco, il Genio di turno. Questo modo di raccontare tutto americano narra solo storie di successo di menti brillanti che ce la fanno, dalle cui labbra pende un pubblico adorante. Non lascia intravedere le infinite prove ed errori dietro ogni innovazione reale. Soprattutto, non ci dice mai nulla del processo di innovazione diffusa e collettiva, del lavoro di molti di cui loratore sul palco solo il portavoce. Le idee non sono una verit che aspetta di essere rivelata. Sono tra noi, dappertutto. Basta imparare ad ascoltarle. Twitter @bertramniessen
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Orizzonti
Nuovi linguaggi, scienze, religioni, filosofie Prospettive Con il digitale sembra andare in pensione il prodotto fagotto amato da editori e pubblicit che propone sport, gossip, arte e news. Offrire contenuti unici, aggregarli e curarli al meglio il modello da seguire

Su Twitter i consigli di lettura


Sar Maria Laura Rodot la #twitterguest della settimana del canale della Lettura su Twitter. Allindirizzo @La_Lettura, la giornalista, autrice di Le regole. La vita quotidiana. Istruzioni per luso (Rizzoli), consiglier ogni giorno ai follower un libro da leggere. Rodot, editorialista del Corriere della Sera, raccoglie il testimone dallo scrittore Donato Carrisi, #twitterguest della scorsa settimana.

Linformazione un social club


di SERENA DANNA
redete ancora alla differenza tra new e old media? Aggiornatevi, gi finita. Per le testate storiche contano piuttosto due domande: quando stampare un giornale ci coster pi che confezionarlo? Come ci stiamo preparando a quel giorno? Clay Shirky, docente di digital journalism alla New York University, si occupa di giornalismo e innovazione dai meravigliosi anni Novanta, quando ogni mese in edicola cerano giornali nuovi spiega dalla sua casa di New York e non riuscivi a distinguere un articolo dalla pubblicit, per quanta ce nera in pagina. Proprio la crescita continua dal 1950 al 2005 racconta ha reso i gruppi editoriali restii a ridurre i costi. Nonostante new economy e creativit, la trasformazione di un elefante in una libellula inizia sempre dal taglio delle spese. Le strutture digitali sono a basso costo: Amazon, Travelocity, Facebook, sono nati economici e restano economici. I mille giornalisti della redazione del New York Times costano 200 milioni lanno, mentre Gawker, uno dei siti pi popolari e redditizi degli Stati Uniti (giro daffari: 320 milioni di dollari) pu contare su 120 giornalisti che paga a cottimo: circa 7 dollari per ogni mille pagine viste generate dai post a loro firma. Non esiste una ricetta universale per la metamorfosi dellelefante. Basta avere una strategia. Il "digital first" enunciato dal "Guardian" vale per tutti: solo che loro hanno un piano, puntualizza Shirky. Che consiste nellinvestire l80% delle risorse, economiche e mentali, nello sviluppo della redazione online, chiedendo un contributo attivo ai lettori nella produzione di contenuti (il cosiddetto crowdsourcing). E se il New York Times ha scelto lintegrazione totale web-carta, la rivista americana Forbes gestisce la redazione online come fosse una start-up, slegata dalle sorti del cartaceo patinato. Nel flusso continuo di news che sanciscono la fine del centauro vecchi e nuovi media (il cofondatore di Facebook Chris Hughes che compra la storica rivista progressista The New

Condivisa, a basso prezzo e per soci: caduta la divisione tra new e old media

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Republic, Cnn che mette gli occhi sul sito Mashable, il colosso dei semiconduttori Intel che sta per lanciare una tv), ci sono casi che fanno gi bibliografia. Lautorevole quotidiano Christian Science Monitor, dopo un secolo di stampa, nel 2009 ha interrotto la pubblicazione quotidiana optando per la formula settimanale pi sito web. Facciamo approfondimento sui temi cruciali della nostra testata, ha spiegato il direttore John Jemma. Con il digitale, finita lera del formato fagotto, che offriva al lettore un po di tutto: sport, news, gossip. Shirky spiega: La stampa del XX secolo era guidata da pubblicit ed editori: ai primi interessava avere molti potenziali clienti e la quantit si raggiungeva mettendo insieme oroscopo e finanza , ai secondi non faceva differenza se il lettore comprava il giornale per la pagina dei cuori solitari o per un reportage dal Vietnam. Oggi che il web diventato il regno del di tutto un po e la pubblicit preferisce investire su Facebook e Google piuttosto che sui siti di informazione, urge trovare nuove strade. Per quanto riguarda i contenuti, le parole magiche da aggiungere al dovere della qualit sono aggregazione e cura. Aggregare spiega Shirky significa creare valore filtrando la buona informazione dal web. Curare lo stesso ma con laggiunta di un punto di vista. Usare bene Facebook un mestiere. Anthony De Rosa, so-

cial media editor della Reuters, guida i colleghi nellutilizzo di Twitter, Pinterest, Tumblr per trovare indizi e nuove fonti. Spiega: Si tratta di applicare i principi della vecchia scuola di giornalismo ai nuovi strumenti: cercare la verit ed essere sempre scrupoloso nella verifica. Gli user generated content, i contenuti prodotti dagli

In alto da sinistra a destra: Clay Shirky, docente di new media alla New York University; Anthony De Rosa, social media editor della Reuters; Chris Hamilton social media editor della Bbc e il reporter freelance candidato premio Pulitzer Michael Hastings

Il divorzio Tesoro-Banca dItalia trentanni dopo

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Strade Shirky: Non esiste una ricetta universale: basta avere una strategia. Il "Guardian" concentra l80% delle risorse nellonline, la redazione internet di "Forbes" una start-up

DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

News personalizzate

I software intelligenti che trasformano dati in storie sono gi una realt. Il caso di Narrative Science

Generatore automatico di articoli: il giornalismo diventa post-umano


di EVGENY MOROZOV
orbes una delle istituzioni pi venerabili del giornalismo finanziario oggi impiega una societ denominata Narrative Science per generare automaticamente articoli sulle prospettive derivanti dai rapporti finanziari delle societ. Basta dargli delle statistiche e in pochi secondi il software intelligente produce resoconti di piacevole leggibilit. Secondo Forbes, utilizzando la sua piattaforma proprietaria di intelligenza artificiale, "Narrative Science" trasforma dati in storie e approfondimenti. Si noti lironia della situazione: piattaforme automatizzate ora scrivono resoconti su societ che traggono profitti dal trading automatizzato! Questi resoconti vengono poi reintrodotti nel sistema finanziario, aiutando gli algoritmi a individuare transazioni ancora pi lucrose. Si tratta in pratica di giornalismo fatto da robot per dei robot. Lunico aspetto positivo che sono gli esseri umani a incassare i soldi. Societ come Narrative Science di solito lavorano in settori specifici immobiliare, sport, finanza dove le notizie tendono a seguire lo stesso modello e ruotano attorno a statistiche. Fare la cronaca delle campagne elettorali, a quanto pare, non molto diverso dal farla per una partita di baseball: un servizio lanciato di recente da Narrative Science in grado di produrre articoli sui riflessi nei social media di una campagna elettorale statunitense, su quali sono le questioni e i candidati di cui si parla di pi o di meno in un particolare stato o regione, ed persino in grado di inserire nellarticolo finale citazioni dai tweet pi popolari e interessanti. Nessuno segue Twitter meglio dei robot. facile capire perch i clienti di Narrative Science una trentina lo trovino utile. Innanzitutto, molto pi economico che pagare giornalisti a tempo pieno che tendono ad ammalarsi, chiedono di essere rispettati e sono vanitosi. Un partner di Narrative Science paga solo 10 dollari per avere un articolo di 500 parole, e senza che nessuno lamenti le terribili condizioni di lavoro. Inoltre questo articolo viene scritto in un secondo un record che nessun essere umano riuscirebbe mai a uguagliare nemmeno il povero Christopher Hitchens! In secondo luogo, promette di essere pi completo e obiettivo di qualsiasi giornalista in carne e ossa; pochi di loro hanno infatti il tempo di trovare, elaborare e analizzare milioni di tweet, mentre Narrative Science riesce a farlo facilmente e, soprattutto, istantaneamente. E non solo in grado di presentarci ogni tipo di statistiche, ma vuole anche capire il significato di quei numeri e comunicarlo al lettore. Science Narrative avrebbe scoperto il Watergate? Probabilmente no. Ma la maggior parte delle notizie ha assai meno risvolti da controllare. I fondatori sostengono di voler semplicemente aiutare non eliminare il giornalismo. Le loro intenzioni potrebbero essere sincere, ma probabilmente i giornalisti non ne sono affatto contenti, mentre alcuni editori sempre preoccupati dei conti da pagare di sicuro lo accoglieranno a braccia aperte. Nel lungo periodo, per, limpatto sociale di queste tecnologie che sono solo agli albori pu essere pi problematico. Se c una tendenza inequivocabile nel modo in cui Internet si sta sviluppando, la spinta verso la personalizzazione dellesperienza online. Tutto ci che clicchiamo, leggiamo, cerchiamo e guardiamo su Internet sempre pi il risultato di qualche delicato sforzo di ottimizzazione, dove i nostri click precedenti, le nostre ricerche, i mi piace, gli acquisti e le interazioni con gli amici online influenzano quello che succede nel nostro browser e nelle nostre applicazioni.

Fino a poco tempo fa, molti temevano che questa personalizzazione ci avrebbe condotto in un mondo in cui saremmo stati esposti solo agli articoli che riflettono i nostri interessi, che non ci avrebbe permesso di avventurarci al di fuori dei nostri consueti territori. I social media, con la loro raffica infinita di link e di mini-dibattiti, hanno reso queste preoccupazioni obsolete. Ma lavvento del giornalismo automatizzato presenta una sfida nuova e diversa, che gli eccellenti meccanismi di selezione dei social media non riescono ancora a risolvere: e se cliccando sullo stesso link, che in teoria dovrebbe condurre allo stesso articolo, ciascuno di noi trovasse in realt testi molto diversi? Immaginiamo che i miei dati online suggeriscano che sono in possesso di una laurea specialistica e che passo un sacco di tempo sui siti web dellEconomist o della New

York Review of Books; dovrei quindi ricevere una versione pi sofisticata, stimolante e informativa della stessa notizia rispetto al mio vicino che legge Usa Today. Se i miei dati mostrano che sono anche interessato a questioni internazionali e di giustizia globale, un articolo scritto da un computer su Angelina Jolie parler del suo nuovo film sulla guerra in Bosnia. Il mio vicino, appassionato di divi, riceverebbe invece un articolo con qualche vano pettegolezzo su Brad Pitt. Confezionare storie al momento, che siano personalizzate per soddisfare gli interessi e le abitudini intellettuali di un solo particolare lettore, esattamente quel che fa il giornalismo automatizzato. Gli inserzionisti e gli editori amano questo genere di personalizzazione che potrebbe spingere gli utenti a passare pi tempo sui loro siti ma le sue implicazioni sociali sono pericolose. Come minimo

ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCA CAPELLINI

Il logo della start-up di Chicago Narrative Science, la societ di scrittura intelligente fondata da Kris Hammond e Larry Birnbaum. A destra: una foto depoca dei reporter del Washington Post Bob Woodward e Carl Bernstein, gli autori dellinchiesta sul Watergate

utenti, costituiscono ormai una parte sostanziale dei siti di informazione. Chris Hamilton alla Bbc si occupa di curarli e organizzarli: Creo valore a partire da video, dati, foto e notizie dei lettori: Twitter non serve a propagandare i contenuti del gruppo, un laboratorio. Nel marzo del 2011 Bill Keller, ex direttore esecutivo del New York Times, ha dichiarato: In Somalia questo sarebbe chiamato pirateria. Nella sfera dei media un rispettabile modello economico. Sembra un secolo fa. Secondo De Rosa scrivere un buon articolo significa prendersi cura dellinformazione, lo stesso principio del social media editing. Hamilton aggiunge: Nelle emergenze il citizen journalism, se ben veicolato e verificato, si dimostrato una grande risorsa. Il candidato Pulitzer Michael Hastings che stato assunto dal super-blog Buzzfeed per seguire le elezioni presidenziali Usa pi cauto: Sono mezzi per trovare notizie ma non giornalismo, che, pur non essendo una scienza esatta, richiede competenze come per il fabbro o il calzolaio. La parola giornalista spiega Shirky storicamente significa "persona impiegata da un editore", ma il web oggi offre i mezzi che prima erano possibili solo con un gruppo alle spalle. Ma ecco la rassicurazione per le redazioni: Ci sar sempre bisogno di esperti di energia nucleare o di persone che sappiano come trovarli in 5 minuti. Se non si pu contare sulla pubblicit, come si guadagna online? Shirky sfata subito il mito del successo dellinformazione economico-finanziaria a pagamento: Il "Financial Times", come l"Economist", sono newsletter approfondite: gli addetti ai lavori sono disposti a pagare per averle. Linformazione generalista che non pu contare sulleffetto newsletter n sul finanziamento delle Fondazioni non a scopo di lucro (vedi il sito di inchieste ProPublica) deve puntare su un pubblico ristretto ma affezionato, da trasformare in finanziatore. Il New York Times dopo una fase iniziale (e disastrosa) di contenuti a pagamento (il paywall) ha optato per la sottoscrizione digitale, il membership model, lasciando quasi tutti i contenuti gratis ma offrendo agli abbonati servizi e prodotti speciali. Shirky spiega: La logica : se fai parte di quel 2% di lettori che tengono al Nyt, ti chiederemo di supportarci e in cambio ti offriremo contenuti esclusivi. I gruppi editoriali tradizionali, a differenza delle start- up, possono contare su quello che Shirky chiama God forbid index, lindice del Dio non voglia: i lettori non riescono a immaginare che il giornale dei loro nonni chiuda, e faranno di tutto per salvarlo. Chi crede tuttavia nellindice che secondo Shirky ha fatto la fortuna della Public National Radio e dellitaliano il manifesto come garanzia di sopravvivenza nel futuro si sbaglia. Dice: Solo rischiando di perdere i lettori fedeli all "abbiamo sempre fatto cos", linformazione avr chance di attrarre nuovo pubblico. Siamo pronti? Twitter @serena_danna
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Rivoluzioni in un click

Che fine ha fatto lattivismo digitale in Italia?


di FABIO CHIUSI

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I notiziari Il programma confeziona storie per soddisfare gli interessi di un settore. Ma potrebbe farlo per ogni utente: il sogno degli editori

he fine ha fatto lattivismo da click in Italia? C stato un tempo, coincidente con la fine del berlusconismo, in cui il pensiero dominante imponeva di concepire Facebook e Twitter come il luogo a cui i cittadini e, piuttosto morbosamente, i media avrebbero dovuto rivolgersi per comprendere e, poi, causare il cambiamento sociale e politico. I numeri sembravano confermare lipotesi: le piazze si coloravano di viola o arancione. E sui social network si moltiplicavano battute e sfott, non ultimi quelli sullinesistente moschea di Sucate che hanno contribuito ad affondare la ricandidatura di Letizia Moratti a Milano. Qualche rigurgito di cyber-utopismo aveva fatto parlare di Italia migliore, di democrazia dal basso, facendo credere che Internet potesse sostituire la politica tradizionale. Siamo in guerra. La Rete contro i partiti titola, per Chiarelettere, un recente volume di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Ma se davvero, come sostiene il comico genovese, siamo in guerra, sembra che chi attaccava abbia perso slancio. E che le armi siano spuntate. A serpeggiare su Facebook una gran voglia di andarsene, e Twitter fa notizia pi per lennesimo litigio tra celebrit che per la sua capacit di veicolare iniziative per il cambiamento sociale. rimasta lindignazione, certo, ma allinsegna dellinsulto (bersaglio favorito: la Casta) pi che del dialogo o della proposta. Chiss se le prossime amministrative risveglieranno i guerrieri sopiti. Quel che certo che banalizzare la realt aiuta a coagulare il consenso. Ma cambiarla unaltra cosa. Twitter @fabiochiusi
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c il rischio che qualcuno rimanga chiuso in un circolo vizioso, riceva solo notizie spazzatura e non si renda conto che al di fuori c anche un mondo diverso e pi intelligente. La natura comunitaria dei social media lo rassicurer sul fatto che non sta perdendo nulla. Pensiamo a cosa succederebbe se grandi societ tecnologiche entrassero in questo mercato, soppiantando iniziative di modesta portata come Narrative Science. Prendiamo ad esempio Amazon. Il suo eReader Kindle permette agli utenti di cercare nel dizionario elettronico le parole che non conoscono e di sottolineare i passi preferiti. Amazon registra e memorizza queste informazioni sui propri server. Questo gli torner utile quando decider di costruire un notiziario personalizzato e completamente automatizzato: in effetti sa gi quali giornali leggo, che tipo di articoli attirano la mia attenzione, quali frasi mi piacciono e di quali parole non conosco il significato. E poi ho gi il loro dispositivo, dove posso leggere questo notiziario gratuitamente! In questo contesto, lidea che una maggiore automazione potrebbe salvare il giornalismo appare miope. Non bisogna, per, prendersela con innovatori come Narrative Science. La vera minaccia viene dal rifiuto di indagare sulle conseguenze sociali e politiche insite in un mondo in cui la lettura anonima quasi impossibile. un mondo nel quale gli inserzionisti assieme a Google, Facebook e Amazon non vedono lora di trovarsi, ma anche un mondo in cui il pensiero critico e non convenzionale pu diventare pi difficile da coltivare e preservare. Twitter @evgenymorozov (Traduzione di Maria Sepa)
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Opportunit Ma queste nuove tecnologie, se ben gestite, permettono di ridurre i costi e consentono ai giornalisti di seguire tracce pi interessanti

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Sopra le righe

Orizzonti Scienze
Neuroscienze

di Giuseppe Remuzzi

Didattica teatrale
Perfect uno spettacolo di teatro messo su da studenti di medicina della Queens University a Belfast per parlare di bioetica (fertilizzazione in vitro, embrioni, diritti dei bambini e tanto altro). un modo di imparare del tutto nuovo hanno scritto gli studenti siamo liberi di esprimerci e di interagire con gli altri. Le opinioni sono diverse, ma ti rendi conto che anche chi non la pensa come te pu avere buoni argomenti.

Le pene damore e il mal di pancia sono collegati agli stessi circuiti cerebrali e svolgono una funzione preziosa: sono come sentinelle che ci avvertono di una minaccia in corso
prima scoperta fino a oggi, per arrivare alle ipotesi pi recenti, con il formidabile supporto del neuroimaging. la stessa Eisenberger a sottolineare che la somiglianza non implica che le esperienze dolorose siano interscambiabili. Quella somiglianza per pu offrirci qualche spiraglio per comprendere meglio i meccanismi del dolore e per controllare e ridurre la sofferenza, di qualunque genere sia. Il dolore cronico tormenta 116 milioni di americani, secondo il report dellInstitute of Medicine del giugno del 2011, e costa centinaia di milioni di dollari ogni anno. Un po meno tetro il panorama per gli italiani: uno su quattro ne afflitto, secondo il Pain in Europe Survey del 2011. Quel dolore ha perso ormai la funzione di segnalare che qualcosa non va, un dolore inutile e spesso difficile da trattare. Analogamente al dolore fisico, prosegue Eisenberger, quello emotivo potrebbe avere la funzione di campanello dallarme: cos come provare dolore ci permette di scansarci dalla fonte dolorosa o ci avverte che qualcosa non va, il dolore emotivo potrebbe avvertirci e insegnarci a evitare i pericoli del rifiuto sociale. E, daltra parte, lassenza di dolore rischiosa in entrambi i casi. Linsensibilit congenita al dolore con anidrosi una patologia che impedisce di percepire se ci tagliamo o se abbiamo un attacco di appendicite, con evidenti rischi per la nostra salute e la nostra stessa vita. Lassenza di sensibilit al dolore sociale correlata a patologie come la paranoia e la schizofrenia. Per quanto sgradevole, la funzione originaria e adattiva del dolore preziosa, proprio come una sentinella il cui compito quello di avvertirci di un pericolo, sia che si tratti di un mal damore o di un mal di pancia.
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La ricognizione dei dolori


di CHIARA LALLI

uante lettere son, tanti son chiodi/coi quali Amore il cor gli punge e fiede. Cos Ludovico Ariosto descrive lo strazio amoroso di Orlando per Angelica. Una delusione damore o un abbandono pu spezzarci il cuore, ci siamo passati tutti. Conosciamo anche il dolore dellumiliazione o della vergogna, che somiglia a un pugno in pieno volto. Quante volte abbiamo detto o ci siamo sentiti dire hai ferito i miei sentimenti? Non importa quali siano la nostra cultura e le nostre credenze: il dolore emotivo o sociale un sentimento universale. Spiegare come sia possibile che una informazione (il mio amore mi ha lasciato) ci faccia provare dolore rimane un rompicapo per la filosofia della mente, tuttavia sembra che la sofferenza emotiva e quella fisica condividano le stesse aree cerebrali e gli stessi meccanismi reattivi. Naomi Eisenberger, del dipartimento di Psicologia della Ucla, luniversit californiana di Los Angeles, da molti anni osserva tramite la risonanza magnetica le correlazioni tra la sofferenza fisica e quella sociale. Nella sua ultima pubblicazione su Current Directions in Psychological Science, Eisenberger si sofferma sulla somiglianza tra un cuore infranto e un braccio rotto, collegati agli stessi circuiti neuronali. Insomma ricorrere alle parole proprie del dolore fisico

Incanto
Cecco Bravo (1601-1661), Ruggiero libera Angelica (1660, particolare), Chicago, David and Alfred Smart Museum

potrebbe essere non solo una metafora per descrivere e definire i nostri stati danimo. negli anni Settanta che lipotesi di correlazione emerge per la prima volta: Jaak Panksepp si accorge che i neurotrasmettitori deputati al controllo del dolore sono protagonisti anche nei casi di dolore immateriale. Sostanze come la morfina e la codeina, antidolorifici per eccellenza, funzionano anche per lenire la sofferenza psichica. Lesperienza di dolore ha due componenti: una sensoriale, che riguarda lin-

tensit e il luogo di provenienza del dolore, e una emotiva. La rimozione della corteccia cingolata anteriore dorsale ovvero larea che funziona come meccanismo di allarme e che ci avverte quando qualcosa non funziona in pazienti con dolore cronico intrattabile provoca un effetto curioso: i pazienti sentono ancora dolore, ma a essere scomparso il peso emotivo, lessere oppressi dal dolore. Eisenberger ricostruisce sinteticamente il percorso delle ricerche condotte da quella

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

Post it

Orizzonti Ideologie
Lezioni/Todorov

di Stefano Righi

Cercasi lavoro, disperatamente


Ci sono due tipi di disoccupazione, dice il presidente della Confindustria del Veneto, Andrea Tomat. Da un lato, chi perde il lavoro, che necessita di tutele per salvaguardare la dignit del proprio impegno. Dallaltro, la massa di giovani che non riescono a trovare occupazione e vedono affievolirsi la speranza di una piena realizzazione. Un capitale umano che noi tutti dobbiamo aiutare a formarsi. Non solo in Veneto, naturalmente.

Le fondamenta stesse del sistema gli si stanno ritorcendo contro

Lezioni/Lanzmann

Raccolti in Francia testi dinterventi mondani e militanti del regista

Popolo e progresso: i nuovi traditori della democrazia

Lanima controversa del regista di Shoah: impegnato e frivolo

di FREDIANO SESSI
ggi, i pericoli per la democrazia non provengono dai suoi rivali tradizionali nazismo, fascismo, comunismo, teocrazia, terrorismo ma da quelli che Tzvetan Todorov, nel suo libro Les ennemis intimes de la dmocratie (Robert Laffont, pp. 260, 22,70) chiama appunto nemici intimi, sorti al suo interno e che ne minacciano lesistenza. Il popolo, la libert e il progresso scrive il pensatore francese sono elementi costitutivi della democrazia, ma se accade che uno solo di essi si renda autonomo rispetto agli altri, sfuggendo a ogni tentativo di limitarne il ruolo ed erigendosi a principio unico, eccoci di fronte al pericolo: populismo, ultraliberismo, messianismo. Presso gli antichi greci, gli dei punivano gli uomini che volevano mettersi al loro posto per decidere ogni cosa; nella religione cristiana, lessere umano macchiato dal peccato originale, che ne limita in modo severo le aspirazioni. Al contrario, gli abitanti delle democrazie moderne sanno che il freno alle loro azioni costituito dalla complessit stessa del tessuto democratico; dalle diverse e tante esigenze che cerca di conciliare e dagli interessi divergenti che prova a soddisfare. Proprio il contrario della semplificazione: il primo avversario interno della democrazia, che riduce il plurale allunico e apre cos la strada alleccesso. Ma quali sono gli ambiti dove questo eccesso si verifica con maggiore frequenza? Prendiamo ad esempio il grande tema della libert di stampa e dinformazione: La parola pubblica scrive Todorov un potere come gli altri. In qualit di contropotere, la libert di espressione preziosa; come espressione del potere, deve essere limitata. Grazie a Facebook e a Twitter, linformazione pu circolare anche in Cina. Nei Paesi arabi, questa stessa forma di comunicazione, sfuggendo al controllo centralizzato, ha favorito il cambiamento: Nessun abuso di potere a questo proposito. In altre circostanze, lo stesso strumento pu servire al controllo e alla sottomissione degli individui, se si trova nelle mani di una figura dominante. I difensori della libert di espressione illimitata continua Todorov ignorano questa distinzione elementare tra potenti e sottomessi. Ancora, la democrazia esige che tutti i poteri siano limitati, non solo quelli dello Stato, ma anche quelli del singolo. La tirannia degli individui certo meno pericolosa e sanguinaria di quella degli Stati, ma rappresenta comunque un grave ostacolo a una vita civile e comune soddisfacente. Il progresso, altro elemento che caratterizza le moderne democrazie, quando tutto incentrato sullo sviluppo economico, pu rischiare di essere una deviazione dal fine principale della societ: leconomia infatti non rappresenta il senso ultimo della vita umana. Cos come accade per la libert e il progresso, anche il popolo sovrano, alla base della democra-

di GUIDO VITIELLO
zia, pu rappresentare un pericolo. Lavanzata in Europa dei partiti e dei movimenti populisti ne un esempio. Lidea populista pretende di risolvere i problemi quotidiani di ciascuno, mentre i drammi degli altri popoli lontani restano nelloblio. Per questo, il populista gioca sistematicamente sul senso della paura: i suoi seguaci in genere non sono i pi poveri, ma coloro che, appartenendo alla classe media, temono di perdere tutto a vantaggio dei reietti. Quanto al nazionalismo esacerbato, che nasce da una comunit che esalta gli individui, padroni assoluti della propria libert illimitata, esso origina il rifiuto o la demonizzazione del multiculturalismo. In questo rifiuto del vivere gli uni accanto agli altri, pur con diverse culture, molti leader europei sono solidali: dalla Merkel a Sarkozy, a Cameron, ma si potrebbero citare anche esponenti politici italiani di partiti spesso in lotta tra loro. Noi ci sentiamo legati ai valori cristiani ha affermato la Merkel , coloro che non li accettano non trovano posto tra noi. Ora il multiculturalismo non un progetto politico, ma un dato di fatto: tutte le societ sono costituite da pi culture. Suggerire che Tzvetan Todorov, nato a chi non rispetta i valoSofia (Bulgaria) nel ri cristiani non pu 1939, vive in Francia dal trovare posto, per 1963. Ha scritto molti esempio in Germasaggi di critica letteraria nia, assai stravagane di filosofia della storia. te oltre che pericoloLes ennemis intimes de so. Cos populismo e la dmocratie la sua xenofobia si uniscoopera pi recente no nel creare crociate verso lesterno e dividere i cittadini in categorie con o senza diritti. Per migliorare la vita di ciascuno, occorre prendere atto che la democrazia malata a causa dei suoi eccessi; la libert pu trasformarsi in sopruso o tirannia, il popolo in massa manipolabile, il desiderio di promuovere il progresso (anche fuori dai confini nazionali) in spirito di crociata (spesso per il bene degli altri piovono bombe!). Leconomia, lo Stato e le leggi cessano di essere dei mezzi in vista del benessere di tutti, e ormai partecipano a un processo in atto di disumanizzazione. A volte questo processo deviante sembra irreversibile. Che fare? Gi il prenderne atto, suggerisce Todorov, un passo in avanti per cercare di correggere gli abusi della democrazia e combattere insieme i suoi nemici interni.

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laude Lanzmann Shoah, e Shoah Claude Lanzmann. Da quando, a met degli anni Settanta, mise mano al film sullo sterminio degli ebrei che avrebbe visto la luce solo nella primavera del 1985, Lanzmann avviluppato dal suo capolavoro come da una camicia di Nesso, dolorosa e infuocata, al punto che nella sua autobiografia si possono trovare frasi come questa: Era un periodo buio della mia esistenza e lo stesso della realizzazione di Shoah. In mille occasioni, per pi di ventanni, si presentato al mondo come lapostolo instancabile e tenace del suo film, guadagnandosi unimmagine pubblica un po arcigna di censore morale, di arbitro supremo che commisura ogni altra opera al rigore esemplare della propria. Lanzmann che attacca Schindlers List o inveisce contro Korczak di Andrzej Wajda, Lanzmann che elogia Le Benevole di Jonathan Littell e accusa di falsificazione storica Il testimone inascoltato di Yannick Haenel, Lanzmann che difende luso del termine Shoah, parola incomprensibile per un evento incomprensibile. Una prima crepa in questa immagine granitica laveva aperta tre anni fa proprio lautobiografia La lepre della Patagonia, spiazzante fin dal titolo, che rivelava un narratore di talento e un insospettabile umorista. Ora Gallimard pubblica un libro dal nome altrettanto oscuro, La tombe du divin plongeur, che riporta alla luce tutto quel che Lanzmann stato prima di Shoah e a margine di Shoah. Il divino tuffatore quello dipinto sulla lastra di una tomba antica, a Paestum: Non avrei mai immaginato di essere colpito dritto al cuore, tremante e sconvolto nel profondo, come lo fui il giorno in cui egli mi apparve, arco perfetto, che pare tuffarsi in eterno nello spazio tra la vita e la morte. Per Lanzmann che ha fatto il primo tuffo a settantanni, dalle rocce della Costiera Amalfitana la metafora della sua vita avventurosa e attratta dagli abissi: Cos come ci sono imitazioni di Cristo, la mia stata unimitazione del divino tuffatore di Paestum. Ma non metafora altrettanto adatta per questo libro fatto non gi di tuffi ma di nuotate ora energiche, ora svagate sullo specchio dacque della cronaca. Articoli, reportage, interventi apparsi dalla fine degli anni Cinquanta, per lo pi su Les Temps Modernes (la rivista di Sartre e de Beauvoir di cui Lanzmann divenne direttore) e su Elle, dove scriveva sotto lo pseudonimo di Jean-Jacques Delacroix. C il Lanzmann cronista giudiziario, che racconta il terribile processo al curato di Uruffe, assassino di una parrocchiana che lui stesso aveva ingravidato, e che poi aveva sventra-

to per amministrare i sacramenti al feto, prima di ucciderlo e sfigurarlo. Ma c anche il Lanzmann-Delacroix cronista mondano, capace di comporre deliziosi ritratti: limperatrice Soraya, ripudiata dallo sci di Persia, in vacanza a Capri nel 1959; Marcel Marceau, misantropo divenuto mimo in odio alla parola e ai parlanti, come Jean-Jacques Rousseau a Ermenonville, ritirato dal mondo, sospettoso, murato nel suo silenzio; Charles Aznavour che conquista gli zibellini del teatro Parioli a Roma; Jean-Paul Belmondo, eroe stendhaliano che essendo assolutamente se stesso, uguale a tutti gli altri; Serge Gainsbourg ai suoi esordi, pigro, blas e misogino, che sale quasi controvoglia la scalinata della gloria. La breve sezione dedicata a Shoah, che raccoglie controversie attorno al film (per lo pi testi gi noti), cos come le polemiche sul Kosovo, sulla guerra umanitaria, sull11 settembre, sul comparatismo degli orrori che riconduce tutto alla Shoah, confermano quel che gi si sapeva, e cio che la vita di Lanzmann diviClaude Lanzmann, sa in due parti, priregista ebreo francese ma e dopo Shoah. Ma forse a questa nato a Parigi nel 1925, ex partigiano, noto linea divisoria crosoprattutto per il film nologica sintreccia documentario Shoah una fenditura longi(1985). Ha pubblicato tudinale, segno di di recente La tombe unanima spaccata du divin plongeur in due. Ma allora, lunit dellio? aveva obiettato Frantz Fanon, allepoca grande portavoce della causa algerina, quando aveva scoperto che Lanzmann predicava lengagement sartriano ma si guadagnava da vivere con un giornalismo alimentare. Non avevo voglia di addentrarmi con lui in spiegazioni sulle nere concatenazioni della mia esistenza, e poi lo capivo: fare il ghost writer o scrivere sulle attrici poteva sembrare frivolo e contrario alla radicalit richiesta dallimpegno. Vivevamo in unepoca totalitaria, la guerra fredda imperversava, bisognava rispondere di tutto. Mi fu pi facile cambiare nome. Tuttavia, Lanzmann e Delacroix erano una cosa sola. Tornano a esserlo, oggi, con questo libro.

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10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Follower

Orizzonti Nuovi linguaggi


Self-publishing

di Chiara Maffioletti

La ragazza che sconfisse gli U2


Si avvicinano a 12 milioni i follower di Taylor Swift, ventunenne reginetta del country, incoronata da Billboard come lartista che ha guadagnato di pi negli Usa nel 2011, battendo anche gli U2. E su Twitter la sconfitta si ripete: la storica band non ha un profilo molto attivo e si ferma solo a 65.700 follower. Viceversa la biondina intrattiene i suoi milioni di fan raccontando anche che cosa mangia per cena.

Dio, le classifiche e lessere (sessuale) degli animali sono i temi sviluppati da dilettanti allo sbaraglio e professori allo sbadiglio
ILLUSTRAZIONE DI CHIARA DATTOLA

I filosofi che si auto-pubblicano


di EDOARDO CAMURRI

ustave Flaubert! Per degnamente pagare il debito di riconoscenza che abbiamo verso questo autore, vorremmo anche noi incontrare sulla strada qualche degno erede dei suoi immortali Bouvard e Pcuchet, gli amici che mollarono tutto per dedicarsi, con sconsiderata felicit, alla ricerca del sapere. Abbiamo cos deciso di esplorare un fenomeno che terrorizza molti: il self-publishing online; sono siti che offrono a chiunque, senza la mediazione di un editore, la possibilit di pubblicare liberamente i propri libri e di venderli a chi curioso di sapere cosa si agita nella mente di questi irregolari. Esploreremo, essendo il materiale vastissimo, una delle sezioni pi promettenti, quella filosofica, nella speranza di trovare pensieri allaltezza delle aspettative. Subito la nostra attenzione viene indirizzata verso il Trattatello filosofico scientifico sulla sessualit umana e animale di Pietro Italo Giovanni Calabrese (dora in poi Pigc). Pigc autore di altri volumi, tutti auto-pubblicati su lulu.com, come Dio lessere e il tempo e Il quarto wormhole, e linteresse filosofico verso la sessualit sembra percorrere tutta la sua opera. I filosofi da self-publishing, in genere, sono pronti a tutto, forse anche a finire arrosto come Giordano Bruno, pur di proclamare le loro scoperte. Leggiamo allinizio del saggio di Pigc: Vi confesso che questimpresa mi fa paura; i filoso-

fi scomodi, che toccano argomenti che infrangono tab secolari, se non millenari, sono da sempre stati perseguitati e, per lamore delle loro idee e della verit, hanno fatto una vita grama. Per fare il nome di un filosofo conosciuto ai pi, che ha subto questa sorte, basti pensare a Spinoza! So che la pagher cara, quindi; i miei detrattori chiss cosa si inventeranno sul mio conto. Non saremo noi di certo a inventarci nul-

i
Michele Proclamato Le vibrazioni dellangelo ilmiolibro.com Pagine 64, e 11,5

RRR

Tiromancino

Il comune senso dellestetica


Niccol Amato, a 40 anni di distanza dalluscita di Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci, si pente di averne ordinato il sequestro con laccusa di esasperato pansessualismo fine a se stesso. Il concetto di comune senso del pudore si evolve nel tempo e oggi la scena del burro sbiadisce nel patetico e quella sentenza suona ridicola. Per, con il pudore, evolve anche il punto di vista dello spettatore e, di conseguenza, il testo. un principio epistemologico fondamentale: cos, oggi, dal punto di vista puramente estetico, il giudizio di esasperato pansessualismo fine a se stesso pare perfetto. Aldo Grasso

Pietro I. G. Calabrese Trattatello filosofico sulla sessualit umana e animale lulu.com, pagine 242, e 4

la sul conto di Pigc, in primo luogo perch non vogliamo essere suoi detrattori e poi perch lui stesso a rivelare qualcosa di s dopo aver spiegato, tramite limmagine di un asse lungo il quale si dipana tutta la sessualit umana (A e B sono gli estremi, A eterosessualit B omosessualit in mezzo il punto zero), la geometria del suo filosofare: Ebbene allestremit A troviamo leterosessualit, che da ora in poi chiamer lamore per linfinitamente grande, ossia la macrofilia. Essa consiste nellamore per lobesit, per la vecchiezza, per tutto ci che nel corpo manifesta il passare degli anni. Quindi avremo attrazione per seni grossi e cadenti, con grandi areole; per fianchi pieni di rotoli, per sederi cascanti ecc...? A me piacciono anche le rughe, le smagliature, la cellulite e le varici, purch solo accennate (per dipende da caso a caso). Comunque, nelleterosessualit il seno la stella ed il sedere il pianeta. Anche se pu avere qualche interesse il fatto che Pigc veda luniverso sotto forma di lambada o di hula hoop (si provi infatti a far orbitare il sedere-pianeta attorno al seno-stella per simulare la scena), ci che colpisce nei filosofi da self-publishing una certa maniacalit classificatoria. Esistono precedenti sorprendenti: viene in mente Amintore Fanfani che nel 1934, pubblicando (per con leditore Vita e Pensiero) un libro intitolato Cattolicesimo e protestantesimo

nella formazione storica del capitalismo, arriv a sostenere la tesi secondo la quale nei periodi di crisi economica vanno al potere uomini politici longilinei (alti) mentre in periodi di benessere comandano politici brevilinei (bassi). Oppure il biologo austriaco Paul Kammerer (morto suicida nel 1926) che era solito riempire le pagine del suo diario con le coincidenze che pi lo colpivano: seduto su una panchina annotava quante persone gironzolavano raggruppandole secondo il sesso, let, labbigliamento, eccetera per poi trovare, immaginiamo, una legge del tipo: nei giorni di pioggia la gente porta gli ombrelli. Tutto questo, ricordava giustamente J. Rodolfo Wilcock, molto viennese e asburgico, ma i filosofi da self-publishing, per quanto classificatori maniacali, non si fanno catalogare con docilit. Il loro punto di vista tende alluniversale. Fabio Volpe vende su lulu.com un suo saggio intitolato La mattanza. Fenomenologia dellincidente stradale nelle democrazie occidentali (il titolo ci ha fatto venire in mente certi scritti di Cesare Lombroso come Delitti ciclistici e benefici del ciclismo) mentre Michele Proclamato, su ilmiolibro.com, introduce il suo volume Le vibrazioni dellangelo (un saggio esoterico sulla musica), confessando: Sinceramente, comunque, mi aspettavo di pi dalla parziale comprensione dei meccanismi creativi divini, immaginavo, che so, la nascita dentro di me di un potere creativo capace di trasformare questa mia endemica povert in ricchezza, o la possibilit, con la pura forza del pensiero, di trasformare la mia caratteristica pancetta in una parete addominale degna dei bronzei ritrovamenti di Riace (pi in avanti, Proclamato riveler che Dio lavrebbe ricompensato, come si gi capito, donandogli la capacit di trovare il marchio divino nel creato). I filosofi da self-publishing vendono i loro libri, almeno nelle versioni ebook, a cifre abbastanza modiche. Quasi nulle, rispetto alle ore di stupore che dispensano. Limportante non farsi troppe domande. Per esempio: come mai Gianni Ferracuti dellUniversit di Trieste autopubblica un volume intitolato Parmenide e la capra e lunica fotografia che il suo libro riporta quella di un cane boxer? Quale sar invece la tesi sostenuta da Giacinto Plescia nel suo libro Ontologia del sublime quando, in circa diciassettemila pagine (ripetiamo: 17 mila pagine), scrive frasi del tipo: Essere sublime che ci incontra e si eventui, si getta nellEssere cos come nellEsserci, per abitarvi con la transplendenza del sublime o dellEssere sublatione sublime, o per abitare poeticamente le insenature sublimi di Kalypso? Non il caso di fare i moralisti. Lincomprensibilit di un testo filosofico non mai stato un problema per il suo successo. E se Heidegger divenne un gigante scrivendo che il mondo mondeggia, allora un Pigc qualunque pu benissimo far ballare la lambada alluniverso meritandosi cos gli applausi riconoscenti di tutti i devoti di Gustave Flaubert.
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Inquietudini La scrittura troppo impulsiva, semplificatoria e parifica (male) sfera pubblica e privata

La rapidit di Twitter? Emotiva e sopravvalutata


di FRANCESCO PICCOLO

er fortuna, le contraddizioni resistono. Sono uno che scrive in favore della modernit senza esitazione, e poi non sono su Facebook e non ho Twitter. Proprio come Jonathan Franzen, con la differenza che non condivido teorie apocalittiche sulle conseguenze del social network. In pratica: anchio prediligo la comunicazione tecnologica a quella in carne e ossa. Nel senso che provo una enorme eccitazione a starmene a casa mia e intanto comunicare con il mondo. Solo che il mondo per me si limita alle persone che

frequento, e la possibilit di eliminare una gran parte degli incontri veri e degli appuntamenti complicati e degli spostamenti sotto il sole perch poi si mette a piovere allimprovviso, mi d un piacere gigantesco. Inconfessabile, il pi delle volte, ma gigantesco. Per, ci sono delle cose del social network, in tutte le sue diramazioni, che mi convincono in generale ma che non riesco a praticare quotidianamente. A dirla tutta, questo ragionamento mi molto chiaro con Facebook, molto meno con Twitter. Per

me Twitter come il film La talpa: appena incontro qualcuno che lha visto, gli dico che mi piaciuto, cosa che nella sostanza vera; per poi gli chiedo la cortesia di spiegarmelo, faccio finta di aver capito, ma la verit che non ho capito niente di quello che successo nel film. Niente di niente. Finora ho incontrato tre problemi con i quali sto lottando. chiaro che ho anche constatato una enorme quantit di virt, per qui voglio elencare solo i tre problemi: la gabbia dei 140 caratteri. Che poi la sostanza. Non riesco a non

pensare che la brevit un punto di arrivo e non un punto di partenza. Infatti, quando nei quotidiani ci sono articoli di due pagine fitte, fitte, sono contento. Compro le riviste trimestrali. Insomma, se bisogna ragionare intorno a qualcosa, mi piace leggere decine di pagine che argomentano un giudizio, una scelta; fanno digressioni, allontanandosi tantissimo da ci di cui si parla per poi scoprire che non si erano allontanati tantissimo, ma parlando di altro hanno spiegato meglio. E in definitiva: si pu scrivere un racconto di

tre righe, ma bisogna pensarci di pi che per un racconto di venti pagine. E qui veniamo alla seconda questione: limmediatezza la caratteristica che mi inquieta di pi del social network. Ha introdotto una specie di parificazione tra un giudizio argomentato e una reazione emotiva. E la brevit rende questi due aspetti opposti ancora pi simili. Ho poca simpatia per la reazione emotiva. Nella sostanza, non mi convince che qualcuno esca da un cinema e scriva a persone che conosce e che non conosce: mi piaciuto. Mi sembra

leggermente riduttivo. La terza argomentazione, lo ammetto subito, da vecchi: faccio differenze tra persone che conosco e persone che non conosco. In pratica, tra vita privata e vita pubblica. Twitter abbatte questa barriera. Io non me la sento (ancora) di abbatterla. Uso un linguaggio diverso con mia madre, con il mio amico, con un collega, con un mio lettore, con un estraneo. Non riesco a dire che sono felice al direttore di un giornale, e ho pudore a mandare un articolo a mia sorella. In pi, c questo fatto che devi seguire qualcuno; oppure, pi inquietante, c qualcuno che ti segue. A quel punto, mi sembra davvero di essere La talpa. Con la differenza che lo hanno capito tutti che sono io.
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DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

Sushi style

Orizzonti Nuovi linguaggi Visual data

di Annachiara Sacchi

Riti di acqua e sapone


Corpi che si lavano, si insaponano, si rilassano. Per i giapponesi il bagno, ofuro, un rito che si celebra in casa, nei ryokan, gli hotel in stile tradizionale, negli onsen, i centri termali. Con la raccolta Visioni del Mondo (Skira Editore), il fotografo Daido Moriyama riuscito a catturare lessenza di queste abluzioni. La vita quotidiana nipponica raccontata da un maestro dello scatto in bianco e nero.

Over 65, neolaureati, nati allestero. La nuova emigrazione nostrana ha tante facce ma due costanze: eterogeneit e diaspora. LEuropa resta al primo posto

Le altre Italie lontano dallItalia

di MARIO PORQUEDDU

uattro milioni 208 mila 977 sono gli iscritti allAire, Anagrafe degli italiani residenti allestero. Quattro milioni 968 mila sono gli immigrati in Italia secondo il Dossier Caritas/Migrantes 2011. Una delle parole chiave in questa storia anche. Lo ripete da anni il sociologo Enrico Pugliese, autore di LItalia tra migrazioni internazionali e migrazioni interne (il Mulino): lItalia, dice, da qualche tempo (anche) meta dimmigrazione, ma non ha mai smesso di essere un Paese da cui si parte alla ricerca di

impieghi o esistenze pi soddisfacenti soprattutto alla volta dellEuropa, e qualche volta spingendosi pi lontano. Per lIstat a fine 2010 circa 45 mila italiani si erano cancellati dallanagrafe per recarsi allestero e 35 mila facevano ritorno. Il saldo negativo da anni e i database spesso sbagliano per difetto: c chi non si iscrive allAire e chi partendo non si cancella dallanagrafe. Il fenomeno rilevante (come suggerisce la copertina di Roberto Innocenti di questo numero de la Lettura). Tanto che la Fondazione Migrantes (stavolta senza Caritas) dal 2006 pubblica un Rappor-

to sugli italiani nel mondo. Tra linee di continuit (si continua a partire di pi dal Mezzogiorno, Sicilia in testa) e grandi differenze rispetto al passato, oggi Delfina Licata, caporedattore del dossier, individua due concetti: Diaspora ed eterogeneit. Perch siamo in ogni parte del mondo e perch lemigrazione ha molte facce: over 65, neolaureati, nati allestero. Anche tante donne: la differenza di genere non pi un fattore rilevante nelle partenze. successo anche in passato. Prima che lo sviluppo delle societ industriali portasse masse di operai dal Sud verso i Nord dItalia e dEuropa, da met del XIX secolo alla

Seconda guerra mondiale schiere di contadine del Nordest hanno lasciato lItalia per trasformarsi in balie e governanti (badanti ante litteram?), per esempio in Egitto. Oggi il Mediterraneo attraversato da

DensityDesign Lab
La visualizzazione dati a cura del DensityDesign Lab del Politecnico di Milano guidato da Paolo Ciuccarelli. La realizzazione di questa settimana di Azzurra Pini, Valerio Pellegrini e Anna Bassi

Sud a Nord, le badanti nelle nostre citt vengono dallEst, e gli italiani continuano a partire. Migranti 2.0, in cerca di lavoro qualificato, facilitati dai voli low cost, da Skype e dalle webcam che consentono di parlarsi e vedersi da migliaia di chilometri di distanza, e dal sentirsi cittadini dEuropa se non del mondo. Unesperienza magari meno traumatica di un tempo, ma che conserva un misto di senso delle radici e desiderio del ritorno; rabbia per non aver avuto qui le opportunit trovate altrove e nostalgia dei luoghi dinfanzia, insomma del paese e non del Paese.
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12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Non perdere i 10 libri dellALBO DORO

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DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

Linedito
Un romanzo di cento parole

La corsa
affanno della corsa, passo dopo passo, aveva trasformato il suo petto in un otre di cuoio. Anche le gambe erano mutate, strada facendo le aveva viste diventare zampe di cervo, arti scheletrici e ora muscoli biomeccanici. Il fuggitivo non si chiedeva il perch di quelle metamorfosi: nella corsa cera spazio soltanto

RRR

di Marcello Simoni

Marcello Simoni nato a Comacchio nel 1975, fa il bibliotecario. Il suo primo romanzo, Il mercante di libri maledetti (Newton Compton) selezionato per il Bancarella 2012

per il terrore. La paura gli impediva di voltarsi verso il cavaliere che lo inseguiva. E anche se da qualche tempo non udiva pi alle sue spalle il pestare degli zoccoli, ma uno stridere di pneumatici, lo riconosceva. Si chiamava Morte e gli andava dietro linferno.
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Caratteri
I libri: narrativa, saggistica, ragazzi, classifiche, poesia

Cambusa
di Nicola Saldutti

Leuro visto da Crotone


La Grecia si (quasi) salvata dai suoi debiti. Pu essere interessante allora fare tappa a Crotone. Per almeno un paio di motivi: la citt dove Pitagora di Samo fond la sua scuola. Ed il porto dello Jonio dal quale i naviganti partono per veleggiare verso la penisola ellenica. Pu capitare che, alla banchina, si ritrovino imbarcazioni da tutta Europa. L'ultimo approdo prima della traversata verso Atene. Come dire: leuro, visto da qui, ben saldo.

I rinnegati La tentazione di bruciare il propri libri per arroganza o per disperazione

I roghi dellautocensura
I dubbi di Virgilio, i timori di Kafka. Mentre un manuale sui videogiochi perseguita Amis
di IDA BOZZI
hiss se Martin Amis ricorda quel passo de Il Maestro e Margherita, il capolavoro di Mikhail Bulgakov, in cui Woland restituisce agli amanti riuniti il romanzo del Maestro, creduto bruciato, e lo fa pronunciando poche parole divenute celebri: I manoscritti non bruciano (edizione Einaudi, traduzione di Vera Dridso). Proprio Amis, forse, rimpiange che non sia andato perduto tra le fiamme il suo Invasion of the Space Invaders, non un romanzo sullInghilterra contemporanea ma unassai meno letteraria guida ai videogiochi, edita nel 1982 da Hutchinson, prima del celebrato Money (del 1984, edito in Italia nel 1999 da Einaudi) con cui divenne famoso. La guida, un viaggio tra le meraviglie del PacMan e di Donkey Kong, come ha scritto di recente il sito The Millions e come ripete la stampa inglese, non solo stata soppressa dallautore che lha lasciata andare fuori stampa, ma non compare nemmeno nella biografia uscita lanno scorso in Gran Bretagna per i tipi di Constable & Robinson, firmata da Richard Bradford. Tuttavia, appunto, i manoscritti non bruciano: cos lautocensurata e ormai rara pubblicazione si pu trovare online per cifre tra i 150 e i 450 dollari, e torna di tanto in tanto a tormentare Amis per altre vie: anche il critico del Guardian Nicholas Lezard, riferisce il sito, ha infatti domandato notizie ad Amis sul motivo del ritiro dellopera, ottenendone unocchiata fulminante, di piet pi che di disprezzo. Eppure linteresse giovanile di Amis per i giochi non appare agli inglesi del tutto estraneo alla produzione successiva e, scherzosamente o no, il libro definito gemello non finzionale del romanzo successivo, quasi una preparazione a un personaggio di perdente e di vittima come John Self.

Con buona pace di Bulgakov, comunque, il fuoco dellautocensura sempre pronto ad accendersi, per motivi gravi, futili o insondabili, e con effetti spesso meno felici di quelli suggeriti dal buon diavolo Woland. Si dice che lo stesso Bulgakov abbia bruciato il suo Maestro e Margherita, per timore della censura sovietica, per riscriverlo pi tardi a memoria: il romanzo usc, tra laltro, postumo nel 1967. Sempre per il timore della censura, anche Gao Xingjian, Premio Nobel per la letteratura nel 2000, nella Cina di Mao prefer bruciare molti scritti: stato lo stesso autore di La montagna dellanima (edito da Rizzoli nel 2002, traduzione di Mirella Fratamico) a raccontarlo al pubblico italiano, lanno scorso, ospite al Pisa Book Festival. E in almeno due occasioni la tentazione colse anche Vladimir Nabokov: la prima volta, quando il romanziere tent di bruciare il manoscritto di Lolita ma fu bloccato dalla moglie Vera; la seconda, quando diede mandato al figlio Dmitri di distruggere le 138 schede

dellincompiuto Loriginale di Laura, una volont che il figlio non ha rispettato (il testo edito in Italia da Adelphi, 2009). Linsuccesso e loblio causarono lo smarrimento di unopera giovanile di un giurista che sarebbe divenuto celebre, Salvatore Satta: il romanzo La veranda, ora pubblicato da Adelphi, fu messo da parte da Satta dopo un concorso letterario (che non vinse) e venne ritrovato dopo la morte dellautore tra i fogli di un faldone giudiziario. Mentre si ignora il motivo per cui Don DeLillo abbia preso le distanze dal romanzo pubblicato nell80 sotto il nome di Cleo Birdwell, Amazons, sullhockey femminile. Un senso estremo dellopportunit e della compiutezza entra in gioco con linsoddisfazione dello scrittore per il proprio lavoro, si tratti di autocensura o vanit: ma una sensibilit che rischia di distruggere capolavori. il caso celebre di Franz Kafka, che incaric il suo amico Max Brod di dare alle fiamme la sua opera. Se Brod avesse obbedito, la letteratura non sarebbe stata la stessa: n America, n Il processo, n Il castello, nessuna delle opere maggiori dellautore praghese, uscite postume proprio per la cura di Brod, avrebbe visto la luce. Quel che accaduto, purtroppo, alla seconda parte delle Anime morte di Nikolaj Gogol, che lautore, in preda a una crisi religiosa, bruci nel febbraio 1852, per poi cadere in deliquio e nellinedia che in pochi giorni lo uccise.

anche significati e spinte culturali profonde, inerenti la creazione di unaura mitica intorno al manoscritto stesso, il sacro, la palingenesi etc. Al primo caso possiamo ascrivere lesempio di Yamamoto Tsunetomo, il samurai che prima di morire, nel 1719, diede al suo allievo lordine di bruciare anni di dialoghi e insegnamenti: sfuggiti al fuoco, i testi divennero poi il libro segreto, quasi misterico, dei samurai, lHagakure. apocalittico e palingenetico (cio di rinascita) il fuoco vero o metaforico dei molti autori di cui abbiamo detto, compresi i moderni Amis o DeLillo, di chi cio distrugge perch altro di nuovo gi sorto nella propria carriera, o nel mondo conosciuto. Va citato a questo punto Virgilio, di cui si narra che chiedesse allamico Vario Rufo di bruciare lEneide dopo la sua morte, desiderio che Ottaviano Augusto proib di esaudire. Lo scrittore Hermann Broch, nel suo romanzo La morte di Virgilio (Feltrinelli), attribu la decisione del poeta al timore di aver creato unopera politica e non palingenetica e mistica comera nei suoi intendimenti. Un fallimento: ma come pu intenderlo un creatore sommo, un Virgilio, appunto, o un Kafka, un senso personale della disfatta lontanissimo da qualsiasi altra misura critica.
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Dallalto: il britannico Martin Amis (1949); il boemo Franz Kafka (1883-1924) e il russo Mikhail Bulgakov (1891-1940). Nella foto grande: unimmagine tratta dal video Fire Woman di Bill Viola (il suo sito www.billviola.com)

Il fuoco daltronde rappresenta per il libro e per il manoscritto la fine pi definitiva (nella vita e nei romanzi: si pensi allincendio della Biblioteca di Alessandria e a quello ne Il nome della rosa di Eco), almeno prima della riproducibilit a stampa o del tasto delete nei computer. E ha la solennit di un elemento, il fuoco, fin dalle origini del mondo considerato purificatore e punitivo insieme, dallincenerimento inflitto da Zeus ai Titani, allannichilimento in stagnum ignis, il lago di fuoco dellApocalisse di Giovanni, al fuoco purificatore di san Paolo e cos via. Perci il gesto di bruciare il manoscritto ha

14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Titoli di coda

Caratteri Narrativa italiana


Epistolari

di Maurizio Porro

Il corvo e le vipere
Cinema e letteratura unite nelle indagini. Spesso i libri raccontano la storia del film, Le calligrafie del corvo (Nutrimenti) di Francette Vigneron, con un contributo di Goffredo Fofi, fa di pi. Partecipa alle indagini per trovare il misterioso autore delle lettere anonime che rivel un nascosto groviglio di vipere, caso che nel 1917 sconvolse una tranquilla cittadina francese, Tulle, da cui il grande Clouzot trasse nel '43 il capolavoro noir Il corvo.

Ancora la creativit artistica nel romanzo di Giovanni Montanaro che, ispirato un po da Scarpa, scrive una storia limpida e compatta

Grottesco La favola di Enrico Macioci

Lettera al caro signor Van Gogh a firma di Teresa che gli rivel il colore
di ERMANNO PACCAGNINI
continuit e discontinuit rispetto alle precedenti sue opere in Tutti i colori del mondo di Giovanni Montanaro. E se la continuit rappresentata dalla presenza di figure o momenti attinenti alla creativit artistica: il passaggio dalla monodia alla polifonia in La croce Honninfjord (2007); la ritrattistica del XVI secolo in Le conseguenze (2009); la discontinuit risiede soprattutto nel modulo narrativo: lineare, rispetto al passato, in cui Montanaro operava su tre-quattro piani spazio-temporali (dal IX secolo al 1988 nel primo; dal 1572 al 2008/2009 nel secondo). Modulo che rischiava di imprigionarlo, perdendosi nel secondo la freschezza che sosteneva larticolazione forse anche pi sofisticata del primo, rispetto ai quali segna un passo in avanti Tutti i colori del mondo, titolo che ricalca Tutte le mattine del mondo di Quignard sulla notte della creativit del violista Marin Marais alla ricerca della tecnica perfetta (ma gi nella bandella del primo si leggeva tutta la musica del mondo). Un cambiamento su cui credo abbia influito Stabat Mater di Tiziano Scarpa (peraltro presentatore di questo e del precedente romanzo), cui lo accomunano un io narrante che qui sesprime in stile epistolare; una lunga lettera anche qui scritta di notte, con fogli nascosti, e non spedita che si scoprir essere stesa in un reclusorio; e sullo sfondo la figura duna madre morta nel partorire. Quanto alla storia, Montanaro si muove nel vuoto dellanno 1880-81 che segna il mistero del passaggio di Van Gogh al colore e da qui recuperando, la protagonista Teresa Senzasogni, il suo quindicennio precedente; per poi soffermarsi sui pochi giorni determinanti per le loro due vite in cui il giovane Van Gogh, stanco del ruolo di predicaVINCENT VAN GOGH, IL SEMINATORE, 1888 (PARTICOLARE), VAN GOGH MUSEUM, AMSTERDAM

Allospedale della Sacra Frattura


di ALESSANDRO BERETTA

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GIOVANNI MONTANARO Tutti i colori del mondo FELTRINELLI Pagine 140, e 14

RRR

Tiromancino

Il comunismo diverso
Sulla Stampa del 15 marzo Angelo dOrsi, infuriato con Franco Lo Piparo, sostiene che una pura e semplice ovviet definire diverso, perch non autocratico e poliziesco, il comunismo di Gramsci. Ammesso e non concesso che sia cos, viene da chiedersi allora, dato lindubbio carattere liberticida assunto da tutti i regimi dispirazione leninista, se quello di Gramsci fosse rimasto autentico comunismo. Lo Piparo pensa di no, dOrsi preferisce ignorare la questione. (A. Car.)

tore, alla ricerca di s come artista, dato che nessuno vuol saperne dei suoi disegni, giunge a Gheel, il paese giallo delle Fiandre situato presso il santuario di Santa Dimfna, venerata per la cura delle malattie mentali, dove i parenti portano i propri ammalati sperando in una guarigione e lasciandoveli in caso contrario, ospiti delle famiglie e liberi di circolare per il paese in mezzo alla gente; e dove il padre di Van Gogh pensava dinviare il figlio. Un Van Gogh imprigionato in qualcosa dincomprensibile che gli impedisce desprimersi; e che solo grazie a Teresa, che presagisce in lui il destino di colui che grazie al colore pu trasformare quelle sue informi creazioni, riesce a liberarsi alla pittura. Quello stesso colore infine determinante per Teresa stessa, vera protagonista con la sua storia di dolore e sopraffazione, e duna diversit che la presunzione medica elegge a caso ( la sorpresa dellultima parte), salvo infine scaricarla nel manicomio di Saint-Rmy, trasformando in vera pazzia quella che sin l era follia dichiarata tale dai paesani solo per tenerla a Gheel, sottraendola allorfanotrofio. Un manicomio dove dieci anni dopo (1889) rincontra un Van Gogh assatanato nel dipingere, ma che non la riconosce; ma i cui quadri da lei ritrovati in lavanderia la sottraggono al gri-

giore ridonandole la parola. Che deposita in questa lunga lettera Al signor Van Gogh quale tentativo di metter ordine nel disordine dei ricordi, pur nel male che fanno: dallinfanzia felice ai contrastanti, incerti suoi sentimenti verso Vincent. Per questo, con Teresa, protagonista anche il colore: col suo ruolo insieme di salvezza e condanna nel dare larte a Van Gogh ma coi cupi risvolti; e a Teresa una parola che per porta anche dolore e, alla fine, straniamento, col solo sussulto del suicidio del pittore. E del resto, scrive Teresa: che altro la storia duna persona se non lincrociarsi di amore, notte, silenzio; e di tradimento delle cose belle e desiderabili? Una storia offerta con scrittura di notevole limpidezza, in un racconto compatto, ricco di pietas, dominato dalle figure dei due protagonisti, ma con ben tratteggiate anche alcune minori come gli amici di Teresa, Icarus e Gaston (a spese ovviamente della famiglia ospitante e dellincompetente psichiatra Tarascon).
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a nascita del Principino Poppy Bank pu essere una svolta per lumanit nei territori traumatizzati dalla Grande Scossa. A provarlo, lattrazione naturale che spinge tutti i personaggi del romanzo La dissoluzione familiare ad avvicinarsi al neonato nel terrificante Ospedale della Sacra Frattura, luogo dalla geografia incerta e dalla crudelt tentacolare. Ci sono il padre Ham Bank, lo zio Sylvanus, la temibile Lady Tenebra, il metafisico Don Sisma e lOnni, dittatore televisivo. Sono solo alcuni dei tanti personaggi che Enrico Macioci coinvolge nel Enrico Macioci suo romanzo, La dissoluzione favola grottesca familiare e allegorica INDIANA dietro cui pulsa Pagine 336 il ricordo del 24,50 terremoto in Abruzzo. Lautore, nato allAquila nel 1975, ha gi trattato il tema realisticamente nella sua prima raccolta di racconti Terremoto (Terre di mezzo, 2010) e qui vi torna, accompagnato nellediting da Giulio Mozzi, con taglio surreale e simbolico. Una strada poeticamente inerpicata che affronta in una triplice battaglia: stilistica, tra periodare lungo, ripetizioni, elencazioni, allitterazioni; strutturale, tra capitoli di forme diverse e note che fanno allincirca mezzo libro e, infine, di temi. Ma argomenti come la societ anestetizzata dai media, la famiglia da dissolvere e le false promesse di ricostruzione, faticano a coagulare. A picchi brillanti, si alternano momenti paludosi in cui loriginalit spinta dalla scrittura si affossa in eccessi di speculazione. Ne esce un libro frammentario, come frammentario il piacere di leggerlo, ma coraggioso e fuori dal coro.
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Stile Storia Copertina

Stile Storia Copertina

Esordi Tra spy story e intrigo romantico, Vitaliano riesce dove la sua passione affabulatoria trova racconti

Sorniona e indifferente: la Milano di Tangentopoli


di MATTEO GIANCOTTI

e Fausto Vitaliano non fosse anche un abile caricaturista di generi, si avrebbe tutto il diritto di spazientirsi per certi dialoghi lunghi e troppo morali o troppo sentimentali del suo romanzo desordio, Era solo una promessa (Laurana). Ma in molte pagine c unalterazione umoristica che fa capire come questo libro non si possa ridurre a una detective-story (un giornalista alle prese coi segreti di una ricca famiglia di industriali ricorda pur sempre Stieg Larsson) e allintrigo romantico venato di occulto (il

giornalista si innamora della bella figlia del ricco industriale e finisce per stabilirsi in un luogo vagamente irreale e popolato da fantasmi) sullo sfondo di Tangentopoli. Il tavolo sul quale Vitaliano, cinquantenne sceneggiatore di Disney, gioca la partita un altro: il suo libro si sostiene per oltre quattrocento pagine sulla caccia alle storie raccontate e da raccontare. C una specie di spirito di frontiera nella sua passione affabulatoria: la fame di storie anche fame di esperienza, e non un caso se le pagine migliori sono quelle in cui i

pensieri e le parole di Alessandro, protagonista e narratore, trovano un equilibrio tra il tono ricercato e il turpiloquio, a met strada tra Salinger e Lansdale. Pigro di indole, benestante e libero di non lavorare, il fotografo Alex, che vive una vita dinerzia dopo aver perso la sua famiglia in un incidente ferroviario, viene fortuitamente calamitato fuori dalla sua Milano, in uno sperduto luogo di provincia intorno al quale ruotano da generazioni le vicende e le ambizioni della famiglia Neyroz, che vuole redimere e trasformare in

Fausto Vitaliano Era solo una promessa LAURANA Pagine 426, e 18

nuovo Eldorado un piccolo paese. Sul fotoservizio di Alex riguardante la villa dei Neyroz convergono a poco a poco, da vie diverse, gli interessi o piuttosto i secondi fini dei protagonisti del romanzo. Nel frattempo Milano, scopertasi Tangentopoli, scossa da unaria di rinnovamento. Alex avverte in questo terremoto le caratteristiche effimere di tutte le rivoluzioni italiane, mentre il rampollo dei Neyroz ci vede loccasione della propria definitiva ascesa: il gigantismo delle sue ambizioni rischia di trascinare nellabisso

lintera sua famiglia, compresa la sorella Silvia, amata da Alex. Pur con qualche scompenso nel ritmo, Vitaliano ha costruito un intreccio ingegnoso, affascinante anche per la dialettica tra i luoghi dellambientazione: da un lato lo strano paese fuori dal tempo il cui destino coincide con la parabola dei Neyroz; dallaltro una Milano della quale si d in questo libro un bellissimo ritratto comportamentale: apparentemente sconvolta dai mutamenti della storia, in realt sorniona e indifferente a tutto, meno che agli affari.
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DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

Inchiostro di Cina

Caratteri Narrativa straniera


Riscoperte

di Marco Del Corona

Io speriamo che i miei genitori tornano


Bimbi invisibili un po meno invisibili. Un maestro elementare, Yang Yuansong, ha raccolto 220 quaderni, 21 disegni e 12 lettere di ragazzini di unarretrata contea del Guizhou lasciati a casa dai genitori emigrati per lavorare. Il libro (Diari dei bimbi cinesi rimasti indietro) fa s che le loro storie si impongano con la forza dei dettagli. Mentre aspettano padri e madri, i piccoli sono accuditi si direbbe dai lettori.

Torna in libreria Il fiume di Rumer Godden, da cui Renoir trasse il suo grande film Racconta il difficile passaggio allet adulta nellimpero coloniale britannico al tramonto

LIndia un cobra bello e seducente


di FRANCO CORDELLI
libri non sono un miracolo: se non li hai, li ha qualcun altro: amici, bancarelle, biblioteche, siti. Se ne vuoi leggere uno, lo leggi. Per i film (era) diverso: da quando ci sono i dvd puoi sempre sperare. La pubblicazione di un dvd un miracolo, la speranza divenuta realt. Cos fu quando Vieri Razzini, che un crociato della causa, pubblic Il fiume di Jean Renoir, e poi un cofanetto con tre film dei magici Michael Powell ed Emeric Pressburger. Nel cofanetto cerano Duello a Berlino (integro come mai era apparso), Scarpette rosse e, supremamente atteso, Narciso nero. Perch supremamente atteso? Nella biblioteca paterna giacevano quattro romanzi di Rumer Godden, da me sempre snobbati: Fuga nel tempo, A colazione dai Nikolides, Il fiume e, appunto, Narciso nero. Tranne Il fiume, edito a Napoli da Richter nel 1952, gli altri erano pubblicati da Mondadori tra il 47 e il 51. Questi titoli e quellautrice non mi dicevano niente. Poi scoprii che erano allorigine di due capolavori, di due film: ma (e torniamo al principio) chi li poteva vedere? Per merito, lo ripeto, di Razzini, a tanto riuscii. Dopo, non potevo non leggere quei romanzi di Rumer Godden che, bene o male, li avevano generati. Nata nel 1907, morta a novantunanni, e nonostante sia stata unautrice prolifica, Godden non affatto una specie di Delly, come la defin un biografo di Renoir. Tendo semmai a pensare che nella sua vita di scrittrice ci sia stato un momento creativo in special modo intenso, tra il 1939, lanno di Narciso nero, e il 1946, lanno de Il fiume. Rispetto a questi, Fuga nel tempo, che del 1945, mi sembra un non riuscito esperimento sulla falsariga di Virginia Woolf de La signora Dalloway. Ma gli altri tre, nella loro consuetudine narrativa, tipicamente inglese, sono piuttosto belli e costituiscono un corpo organico. Hanno in comune due temi, il rapporto tra Inghilterra e India, per la precisione quella parte a nordest dellIndia che il Bengala, oggi Bangladesh; e, pi ancora, il nodo del passaggio tra linfanzia e ladolescenza, se non un acutissimo, iper percettivo sentimento della fine dellinfanzia. Cito da Il fiume una frase che si riferisce a una delle sorelline (della famiglia oggetto di un racconto in parte autobiografico) e la sua bambinaia india-

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RUMER GODDEN Il fiume Traduzione e cura di Valeria Parrella BOMPIANI Pagine 142, e 16 na: Oltre che per gli occhi, Nan e Victoria erano simili in questo: in quel momento erano entrambe perfette. Victoria aveva raggiunto il culmine dellinfanzia; specialmente le bambine indugiano in questo stadio per tre o quattro mesi, e durante questo tempo sono quasi perfette. Victoria non aveva dispiaceri, non ne creava a nessuno, e allo stesso modo Nan. Nan aveva raggiunto il culmine della maturit e aveva imparato a lasciar perdere i suoi dispiaceri. Aveva riconquistato, attraverso la vita e il servizio, ci che Victoria non aveva ancora perso. Qui ci sono parole chiave del tema (o dei temi) di Godden. La parola servizio investe da cima a fondo Narciso nero: una storia di religiose che si isolano in un convento a 2700 metri di altitudine, loro compito pregare e assistere i malati del villaggio che c lass, tra i monti dellHimalaya. Alcune han-

A sinistra, Eyes di Ami Vitale, celebre e pluripremiata fotoreporter (lavora per National Geographic, Newsweek e altre note riviste), nonch autrice di documentari. Per conoscere meglio la sua opera, il sito web da cui tratta questa foto : www.amivitale.com no un passato ancora bruciante. Tra luna e laltra nascono dissidi: non inevitabile dimenticare i propri doveri materiali e spirituali in spazi cos fragranti, vasti, sconosciuti? Ma come negare, di fronte allurgenza della malattia, o alla tradizione laboriosa e pragmatica da cui molte religiose provengono (Inghilterra, Irlanda), la superiorit della meditazione, la necessit della preghiera? Le ricorrenze tra A colazione dai Nikolides e Il fiume sono evidenti. Nel romanzo del 42, la parte di famiglia allo scoppio della guerra rimasta in Inghilterra, madre e due bambine, raggiunge il padre che lavora in India. Tra marito e moglie il rapporto, bench civile, non troppo buono. La protagonista Emily, la bambina pi grande, subisce un trauma: suo padre ha chiamato un veterinario perch uccida il cane idrofobo da lei tanto amato. Emily non sa, teme, soffre. Sospetta che fu mandata a colazione da quei greci, i Nikolides, perch fosse perpetrato il misfatto. Alla morte del suo cane non vuole credere, ma con il passare del tempo si va convincendo che la sua infanzia finita in quelle ore, in quel momento. Alla vicenda di Emily se ne intreccia unaltra, pi romanzesca, che riguarda tutto lambiente con le sue credenze e il giovane Anil. Costui non accetta che sia soppressa neppure la vita di un cane: Perch interferire? Se il destino vuole cos, lascia agire il destino. Non hai alcun bisogno dintralciarlo. Nel destino c poesia. Amo molto il destino: crudele, ma il mondo non avrebbe equilibrio se esso non esistesse. Lappoggio di tutto cuore. Sar proprio questa incondizionata fede a fare di Anil un capro espiatorio del piccolo turbine portato in quel luogo remoto, vicino al delta del Gange, dagli stranieri e dai loro personali dolori. Lo stesso dolore di Emily coglie alla sprovvista Harriet ne Il fiume. Anche qui tutto comincia con la morte di un porcellino dIndia. E anche qui c un capro espiatorio: il fratellino Bogey sar colpito da un cobra bello e seducente, come lIndia. Vi , nel romanzo, uno scialo di sapori, di odori (lodore dellIndia di Pasolini per Godden lodore di miele che veniva dai fiori pelosi e ronzanti degli alberi spinosi sotto il sole, e lodore delle fogne a cielo aperto, delle urine, dellolio di cocco sui capelli delle donne), di colori: gigli amarillys, plumbago, stelle di Natale, crisantemi, giacinti dacqua, tuberose, viole del pensiero. Renoir di tutto ci fece un caposaldo: Il fiume il suo primo film a colori. Ma Il fiume di Godden pi che un romanzo unelegia in prosa, un testo senza tempo, sospeso nellirrevocabile, nellebbrezza dello smarrimento: il fiume e il tempo proprio come un titolo di Thomas Wolfe di quegli anni, un grande libro non meno dimenticato di quello della scrittrice inglese.
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Gialli dautore

Genio o artigiano? il solito Simenon


di ANTONIO DEBENEDETTI
l seme della suspense sepolto nelle prime pagine. Siamo in provincia, un pomeriggio dinverno. Il grigiore del paesaggio fa da specchio al grigiore delle anime. Da una limousine, con autista, scende Eugne Malou, discusso personaggio locale. Si dirige verso un caff, ordina un armagnac e fa una telefonata. Raggiunge quindi lelegante dimora dun conte e al termine duna breve visita si fa saltare le cervella. Alain, il figlio del suicida, vuol vederci chiaro. Scoprir cos, grazie anche alle rivelazioni duna sorella procace e corrotta, che suo padre era un sessuomane, un imbroglione non solo da condannare per. Il destino dei Malou, che Adelphi pubblica nella traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio (pagine 200, 18), stato scritto da Simenon nel febbraio 1947. Appartiene dunque agli anni del soggiorno americano come Lettera al mio giudice e La neve era sporca. Alain un personaggio studiato a tavolino, allombra di Dostoevskij, la sua vicenda non esente da compiacimenti letterari. Eppure il romanzo si fa leggere col fiato in gola e il lettore ammirato torna a porsi la solita domanda. Simenon autentico genio letterario o solo formidabile professionista?

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Stile Storia Copertina

16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Va pensiero

Caratteri Saggistica
Provocazioni

di Armando Torno

Il questionario gnostico
Chi era il Dio minore? Ci fu una rivolta degli angeli? connessa alla caduta delluomo? Lanima prigioniera? E la reincarnazione? Sono domande corse tra gli gnostici circa due millenni fa; restano teologicamente attuali. Per meglio comprenderle ritorna aggiornato limportante saggio di Aldo Magris La logica del pensiero gnostico (Morcelliana, pp. 544, e 35; prima edizione 1997). Un libro dotto e intelligente nella depressa editoria italiana.

Perch il filosofo si trasfer dalla Francia ai Paesi Bassi? La risposta di Frdric Pags anche un modo per attaccare il proibizionismo

La nostra

storia

Cogito erba sum. E il fumo dOlanda aiut Cartesio a trovare il metodo


di ERRICO BUONANNO
NILS FORSBERG, CARTESIO ALLA CORTE DI CRISTINA DI SVEZIA, 1884, COPIA DA DUMESNIL

di Dino Messina

SE SUL MARE RITORNANO I FILIBUSTIERI


al 1991 al 2003 si sono verificati nel mondo 1265 attacchi di pirati... Nel 2004 si registr un calo del 30 per cento, ma unindagine mise in luce che il dato non era attendibile, poich non poche compagnie armatoriali avevano deciso di pagare i riscatti richiesti dai nuovi predoni del mare, anzich il salato rincaro dei premi imposto dalle societ di assicurazione. Prendiamo queste citazioni da uno dei capitoli iniziali del bel libro di Giorgio Giorgerini Il mio spazio il mondo. Storia della guerra corsara dalle origini allultimo conflitto mondiale (Mondadori, pagine 274, e 18,50, disponibile anche in versione ebook). Non un saggio sulla pirateria, dunque, ma sui corsari, quegli avventurieri che in et moderna solcarono gli oceani (e il Mediterraneo) con speciali patenti statali che li autorizzavano ad attaccare e depredare le navi mercantili nemiche. La linea di confine tra pirateria e guerra da corsa stata sempre labile, sicch lo studio di Giorgerini ci aiuta a capire un fenomeno molto attuale. Anche perch negli attacchi che nellultimo ventennio hanno colpito la Marina mercantile, accanto alle azioni dei pirati veri e propri si sono registrati non pochi assalti corsari. Uno di questi ebbe come obiettivo nellestate del 1987 la portacontainer italiana Jolly Rubino, assaltata nel Golfo Persico da pasdaran iraniani. Il quadro internazionale contemporaneo certamente diverso da quello che nellepoca doro della guerra da corsa vide come protagonisti i leggendari Walter Raleigh, amico personale di Elisabetta I, John Hawkins, Francis Drake e Henry Morgan. Giorgerini ne racconta le imprese (e i misfatti) in un affresco che arriva sino alla Seconda guerra mondiale e alle gesta sinistre del corsaro nazista Gnther Gumprich, che al comando della nave Michel affond tre bastimenti norvegesi: i naufraghi salvati dalle onde vennero passati per le armi. trascorso oltre un secolo e mezzo dalla Conferenza di Parigi del 1856 che decret la fine della guerra da corsa. Ma in questi anni pirati, corsari (e terroristi dei mari) sono tornati tra noi. Conoscere i loro antenati aiuta a orientarci. lanostrastoria.corriere.it
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l libricino del filosofo Frdric Pags Cartesio e la cannabis, da poco uscito per le edizioni de il melangolo, unaltalena dondolante tra la ricerca rigorosa e lo scherzo. Ipotesi seria, che si traveste da gioco e, quando siamo pronti a ridere, ci spegne di nuovo il sorriso sul volto. Perch la questione, per Pags, nazionale, tocca sul vivo la coscienza dOltralpe, e osa discutere lorgoglio con cui i francesi si sono sempre definiti popolo cartesiano, logico, acuto, o hanno affermato, con Thorez: Il mondo ama la Francia, perch nella Francia ritrova Cartesio e i suoi epigoni. Da guastafeste, perci, porsi una domanda essenziale, che dovrebbe essere scontata: perch Cartesio, a dirla tutta, fugg dalla Francia, passando met della sua vita in Olanda? Problema scabroso, va da s; dalla scabrosa soluzione: Ovvio. Cartesio ha fatto quello che fanno tutti i francesi ad Amsterdam: venuto a fumare. uninsolenza davvero intrigante, che vale la pena di indagare col Metodo celebre dello stesso Ren Descartes: puntando sui fatti, levidenza. Badando ad esempio a quelle carte in cui il filosofo tracci il resoconto felice, nostalgico, dei ventuno anni da lui trascorsi nei Paesi Bassi, luogo stracolmo scriveva in una lettera del 5 maggio del 1631 a Guez de Balzac di tutte le comodit e le curiosit che desideriamo, come i vascelli pieni di tutto ci che le Indie producono.

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FRDRIC PAGS Cartesio e la cannabis Traduzione di Emanuela Schiano di Pepe IL MELANGOLO Pagine 58, e 6

Bene. Che cosa esattamente importassero le Province Unite dalle Indie lontane non pu stupirci pi di tanto: petum, tabacco, ovverosia lerba turbatrice dellanimo, secondo il parere dei calvinisti rigorosi; vietata, osteggiata in tutta Europa e di cui intanto, sottobanco, si stava estendendo gi ampiamente il consumo. Il re Giacomo I, in Inghilterra, puniva di regola i fumatori col carcere; in Russia lo zar optava piuttosto per la decapitazione; in Francia nel 1629 veniva proibita ufficialmente laccensione di pipe in luoghi pubblici. Solo lOlanda, si direbbe, legalizzava questerba del diavolo, prosperava vendendola, creandone nuove qualit, ed ospitava e dava voce a medici esperti, alternativi, che ne esaltavano le virt analgesiche: dolori di parto, mal di denti E non si trattava di fumate innocenti, se i

proprietari delle fumerie, i tabagia, avevano gi la malizia o lacume di impreziosire le misture con allucinogeni dantan: semi di giusquiamo nero, la belladonna, la datura. Fumava, Cartesio? I testi ci dicono che era un bon vivant. Secondo Pags, proprio allinterno di una fumeria incontr un giorno la sua Hlne, compagna olandese da cui ebbe una figlia. Ma soprattutto, c il suo stupor, quello stato di trance, di sonnolenza visionaria, nel quale, a suo dire, avrebbe afferrato verit essenziali. Magnifici viaggi, raccontava di nuovo a de Balzac, che intraprendeva tra il sogno e la veglia. Fantasie strambe, terribili, eccelse. Perci, in quale stato di realt, in quale stato di coscienza pensava Descartes, ed ergo esisteva, quando affermava, nel Discorso, di avere raggiunto lintuizione durante una sera di allucinazioni varie, causate, giurava, dallaria pesante di una camera riscaldata da una stufa? Scintille impazzite che invadevano la stanza, immagini libere, convulsioni e trance. E quindi la folgorazione: Esisto!. Nel 1692, in unapocrifa e scherzosa autobiografia di Cartesio, il vescovo di Avranches, Daniel Huet, dava di questa stessa scena una versione alternativa: Mi successe durante la notte seguente alla giornata di San Martino, dopo avere

fumato pi del solito e con il cervello infuocato, di sentirmi colto nel sonno da una specie di entusiasmo. Dunque, una mente obnubilata, un fumatore abituale, che aveva ecceduto nel suo vizio. Ma forse qui abbiamo abbandonato il Metodo, ed i binari rigorosi dei fatti. La provocazione di Pags vuole parlarci di ben altro. Vuole parlarci di una Francia del Seicento in cui lInquisizione e la Controriforma ancora accendevano roghi di libri e di eretici, di uomini. Una Francia che, a un anno dalluscita del Discorso sul metodo, Luigi XIII consacrava alla Vergine, e in cui il cardinale Richelieu organizzava reti di spie e di delatori e irreggimentava gli scrittori creando apposite accademie. Pags ci parla della Francia del 1628, lanno in cui un uomo scelse cos come si diceva allora la libert belga davanti alla bigotteria di una nazione che cerc poi di accaparrarsene i meriti. E parla allo stesso tempo di unEuropa attuale, che attacca i fumi della libert, accecata dalloppio della sua idea di grandezza.
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Stile Rigore Copertina

Propriet Un saggio di Agamben suggerisce una via di fuga dallimperio del diritto

La sfida della povert non francescana


Bisogna pensare luso delle cose libero dal possesso. Anche in termini positivi
di GIUSEPPE CANTARANO

embra che non vi sia pi nessun momento della nostra vita individuale e sociale sottratto alla regolamentazione giuridica. Eppure, nella storia dellOccidente, c stata unesperienza in cui si tentato di pensare la vita senza inscriverla necessariamente allinterno delle categorie giuridiche. Unesperienza fallimentare, evidentemente. Per una serie di ragioni. Non solo storiche e politiche, ma anche teoriche. Unesperienza,

tuttavia, che andrebbe riconsiderata. E non tanto e non solo per immaginare una societ senza diritto. Ma per cercare di limitare linvadenza del diritto nella nostra vita. O quantomeno, in alcune sue significative sfere. Che forse non necessitano di una regolamentazione giuridica. stata lesperienza dei movimenti spirituali tra il XII e XIII secolo culminata nel francescanesimo, a pensare la vita umana completamente sottratta alla presa del diritto.

Sono stati i monaci ci dice Giorgio Agamben in Altissima povert a sperimentare per primi labdicatio iuris. Destituendo il presupposto teorico dello stesso diritto. Quello che Cesare Beccaria, alcuni secoli dopo, definir il terribile diritto. Forse puntualizzer non necessario. Si tratta, insomma, del diritto di propriet. Al quale viene contrapposta una teoria e una pratica delluso comune dei beni e dei corpi nella povert.

Giorgio Agamben Altissima povert. Regole monastiche e forma di vita NERI POZZA Pagine 190, e 15

Siamo dunque di fronte ad una svolta teologico-giuridica molto interessante. Poich nella povert vissuta nel cenobio, i monaci rinunciano completamente al possesso delle cose terrene. Che considerano soltanto per il loro fattuale valore duso. Esterno ad ogni disciplinamento giuridico. La povert non sarebbe come aveva teorizzato Tommaso uno strumento ascetico di perfezione, ma essa stessa la perfezione. Vivere sine proprio come dice Francesco vuol dire immaginare un mondo svincolato da ogni appropriazione. Ma questa proposta di vita alternativa fallisce. La possibilit di una vita sottratta al diritto rimasta circoscritta ai monasteri. E questo avvenuto secondo

Agamben perch il carattere fattuale delluso non in s sufficiente a garantire unesteriorit rispetto al diritto, perch ogni fatto pu trasformarsi in diritto, cos come ogni diritto pu implicare un aspetto fattuale. stato questo il limite del francescanesimo: pensare luso delle cose in termini negativi rispetto al diritto di propriet. Si tratterebbe di immaginare, invece, un uso delle cose in termini positivi. questa la sfida che la modernit ancora non riesce a raccogliere. O non pu?
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DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17

Il clandestino

Caratteri Poesia
Fuori dal coro

di Paolo Di Stefano

Pulsioni siderali
Nessuna contemplazione sbigottita delluniverso stellare. Edoardo Sanguineti, a differenza di Leopardi e di Pascoli, usa solo impoetici tecnicismi in un sonetto, inedito, sulla volta celeste. Lincipit gi un manifesto: pulsano pulsar con forti pulsioni. Nel rapido commento, Gian Luigi Beccaria (Sanguineti astrale, Giappichelli, pp. 23, e 4) disegna un ritratto del poeta meno sentimentale che si conosca. Dove c anche Franco Battiato.

Spiazzante come sempre, nella nuova raccolta Jolanda Insana conferma lenergia della sua lingua, che dibatte tra s e s, muovendosi in uno spazio tutto mentale

Conosco i tagli, perch conosco i coltelli


di ROBERTO GALAVERNI

gni lingua poetica possiede inevitabilmente un proprio criterio dorganizzazione formale e una propria retorica. Ma vero che esistono modalit di scrittura pi o meno riconducibili a criteri espressivi noti e consolidati. Da questo punto di vista la poesia di Jolanda Insana fin dai suoi inizi ha fatto come parte a s. Non si legata a nessuno dei vari gerghi tardo-novecenteschi che testimoniano quanto sia ardua la condizione di chi venuto dopo (le diverse discendenze di Montale, Penna, Sereni, Giudici, Pasolini e via dicendo), non ha imboccato la scorciatoia frequentatissima della poesia del corpo e del dolore a tutti i costi (una specie di congiunzione tra la Rosselli e Celan, luna e laltro ugualmente fraintesi), non si appoggia nemmeno a un riferimento metrico definito e riconoscibile. Nessuna aria di famiglia, dunque, con quel misto di rassicurazione e di gi visto che ne deriva. Ci si trova invece spiazzati e piuttosto a disagio al cospetto di una voce assolutamente non conciliante, ostica, se non addirittura ostile, che non si appoggia a nulla di esterno per legittimare se stessa. Turbativa dincanto lultima raccolta di poesie dellInsana, che ha derivato il titolo dalla dicitura involontariamente poetica di un articolo del codice penale (Turbata libert degli incanti). Si tratta del suo libro pi crudo e diretto, perch alcuni caratteri della sua fisionomia poetica originaria linventivit linguistica, il barocchismo (e pi indietro il retaggio antropologico siciliano), la vocazione teatrale vengono qui ridotti a una misura di grande essenzialit, sia espressiva, sia delle coordinate esistenziali e psicologiche. Se commisurato al punto di partenza, che era di unestrema esuberanza stiJOLANDA INSANA listica, il dettato poetico Turbativa non sembra risarcito da dincanto nessuna autonoma gratifiGARZANTI cazione verbale. Come Pagine 144, e 16,60 sempre, a prevalere non il singolo testo compiutamente rappresentativo, quanto lenergia della lingua, la spinta progressiva della voce che non pu che comunque parlare, parlare e straparlare. E non mancano certo neologismi, forzature, equivoci, alchimie, anzitutto lessicali. Tuttavia, molto pi di quanto prima non accadesse, appaiono meno libere, meno legate allo stato fluido del significante, e pi vincolate invece alla semantica del discorso, alla definizione esatta della situazione di riferimento. Lorecchio e il gusto basico del semplice pronunciare le parole non vengono meno. Piuttosto, si trovano adesso in un legame pi stretto coi movimenti, ma poi subito con gli strappi, le lacune e le contraddizioni del pensiero. Del resto, con Turbativa dincanto ci si trova in uno spazio ormai tutto mentale. Nel bugi-

Punti di vista
Un particolare della installazione Life is beautiful (2009) dellartista persiano Farhad Moshiri (1963): 1.242 coltelli piantati nella parete per scrivere (appunto) Life is beautiful

gattolo buio / le parole si scontrano / e fanno carmbola // si spuntano e non la spuntano.... La piccola grande scena della sibilla (o maga, o incantatrice), la sua celeberrima soffitta-antro si via via assottigliata e interiorizzata. Il rapporto col mondo presente si allentato al punto da assomigliare piuttosto a un ricordo. Come ha notato Maria Antonietta Grignani nella quarta di copertina, la situazione-base di questa poesia sempre quella della sciarra, ovvero del battibecco,

dellalterco, che per si costruisce qui come contrasto tra s e s; o meglio, del s contro s, ora come sdoppiamento dellio in due voci o fantasmi di voce (luna al contempo pi e meno reale dellaltra), ora invece come personificazione in un soggetto altro a cui ci si rivolge in terza persona. In ogni caso, si tratta della versione aperta, schizofrenica e polimorfica di un rimuginio paranoico, in cui rancore, indignazione, sarcasmo, ira, recriminazioni, meschinit, narcisismo e autolesionismo raggiungono una sorta di temperatura di fusione. Siamo agli antipodi dei buoni sentimenti celebrati da tanta nostra poesia. NellInsana infatti sempre sottinteso il senso di unoffesa originaria delle cose. A livello metafisico, ma anche delle pulsioni individuali. Riconosco i tagli / perch conosco i coltelli, confessa. E non si pu pi dire se si riferisca a un torto fatto o a un torto subito. Del resto, bene e male risultano gi presenti nella costituzione stessa della materia, nella vergogna e, dir meglio, nelloscenit del suo deperimento (viceversa lInsana non mostra ritrosia alcuna nel fronteggiare le situazioni corporee anche pi repellenti). E questo determina la particolare natura di un discorso poetico ch s cerebrale, fantasmatico, eppure estremamente concreto, viscerale. Non cera nessuno dietro la porta / lalloggio era disabitato e lho abitato / ma non cera e non cero / era il mio doppio disagiato / ora lo so e sloggio / traslocando altrove le valige cianfrinate / le sue masserizie / le sue tristizie, scrive ormai al termine di Turbativa dincanto. Ma a questo punto chi sta parlando qui? Lio della poetessa oppure il suo spettro, che durante il bisticcio mentale le si da ultimo sostituito?
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Stile Ispirazione

Basilio Rodrguez Caada

Bonnie & Clyde

La vita un mestiere da gladiatori

Il colpo grosso dellassistente sceriffo

U
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Franco Manzoni

Angela Urbano

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na parola poetica che spesso sincendia di sensualit, galleggiando tra elegia, volutt del desiderio, visioni, accenti bucolici, sensibilit, crudo realismo. Quasi in unaperta confessione, tutto il peso dei sentimenti e dellesperienza di un essere umano si offrono al lettore nel volume Antologia poetica (1983-2007) di Basilio Rodrguez Caada (Sentieri Meridiani, pp. 220, e 14). Lintensa traduzione del noto ispanista Emilio Coco. Nato vicino a Badajoz, nellEstremadura, lautore ha pubblicato nove sillogi, oggi presidente del Pen Club di Spagna, espone come artista fotografo: nei versi e negli scatti Rodrguez Caada ha abilmente fermato le proprie impressioni dinstancabile viaggiatore da Sintra a Malabo, a Nefta, al Laos, e soprattutto al Marocco coi suoi paesaggi straordinari. Commovente la lirica Conversazioni con il nuovo figlio, in cui si legge: La vita sacrificio, sofferenza / e lotta, mestiere di gladiatori. Mentre in un quarto di secolo di scrittura il poeta evidenzia un legame estremo con la natura e la terra natia.

llurgenza dellispirazione il poeta risponde come pu. Bonnie Parker, che con Clyde Barrow form una delle coppie criminali pi famose di tutti i tempi, nel 1932 trascorse due mesi nel carcere della contea di Kaufman (Texas). Colta da furia creativa, volle raccontare in versi vite spericolate, audaci sfide al destino e ansie damore. Le scrisse su quel che aveva sottomano: un libretto di risparmio della First National Bank, forse rimediato durante una rapina. La detenzione fu breve, e lopera poetica anche: dieci testi, alcuni originali, altri semplici trascrizioni di ballate popolari. Consapevole del suo destino, Bonnie intitol la raccolta Poesia dallaltro lato della vita e, nel gergo dei gangster, oltre a storie maledette scrisse: Come le stelle nel cielo / si lanciano verso la luna / star con te per sempre / che tu sia nel giusto o no. Quando fu rilasciata, regal la raccolta a J.W. Tidwell, assistente dello sceriffo. Molti decenni dopo, gli eredi di Tidwell la vendettero allasta per 36.000 dollari. Bel colpo.

18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Caratteri Ragazzi

Haiku per tutti

Una pecora, un pastore, un lupo Finisce male

Lorco cattivo adora i bambini conditi bene...

Tre porcellini, tre casette nel bosco, soffia il vento

Scrittore e illustratore, tra i vincitori del Bologna Ragazzi Award Studio lantropologia, amo Calvino, Moebius e Pinocchio

Il geografo della fantasia


Franois Place, penna e matita: tra le righe vedo nuovi mondi
di CRISTINA TAGLIETTI

iI
La quarantanovesima Fiera del libro per ragazzi si svolge a Bologna dal 19 al 22 marzo. In citt, fuori dagli spazi fieristici la kermesse d vita, in collaborazione con Librerie Feltrinelli e con il patrocinio dellAie (Associazione Italiana Editori), a Bolibr, un ricchissimo bookstore allestito in un grande tendone di 400 metri quadri a un passo da piazza Maggiore, aperto dal 17 al 25 marzo dalle 10 alle 21. I ragazzi potranno scoprire migliaia di novit editoriali da tutto il mondo, incontrarne gli autori e gli illustratori. La Fiera omaggia anche Charles Dickens con la mostra Two Centuries After curata dalla cooperativa culturale Giannino Stoppani che ha trasformato le stanze di Casa Saraceni in un luogo dove sfogliare un fumetto, leggere una parete, ascoltare una voce, adocchiare un fantasma. Il Portogallo lospite donore della Mostra degli Illustratori, con le opere di 25 artisti affermati o emergenti (titolo dellesposizone: Como as cerejas)

suoi libri sono continui viaggi nel tempo attraverso la porta che collega la Storia e limmaginazione. Dal 1992, quando ha pubblicato il pluripremiato Gli ultimi giganti (edito in Italia da Lippocampo), Franois Place, francese, classe 1957, diventato uno degli autori pi rappresentativi del genere. Non un caso che la giuria del Bologna Ragazzi Award, presieduta da Antonio Faeti, abbia attribuito il premio per la fiction al suo Le secret dOrbae, raffinato cofanetto che combina storie e tavole. Unopera spiega lautore al Corriere nata dal desiderio di raccontare due storie parallele che si incontrano. Un giovane mercante, Ortelius, parte alla ricerca di una montagna blu da cui proviene una misteriosa tela e possiamo immaginarlo come un avatar di Marco Polo nel suo viaggio in Oriente sulla via della seta. Una giovane navigatrice, Ziyara, grande ammiraglio della flotta della sua citt, Canda, viene bandita al ritorno di uno dei suoi viaggi e comincia una lunga erranza sui mari. Lho immaginata come una sorta di Ulisse al femminile. I due si incontrano, si innamorano e insieme intraprendono un grande viaggio verso unisola-continente dallaltra parte del mondo, Orbae. Ci sono due strade: una terrestre, laltra marittima; due personaggi: un uomo e una donna; due modi di viaggiare: uno seguendo un obiettivo, laltro di slancio; due voci. Dunque, due libri. Pi un portfolio di diciotto immagini per mostrare i paesaggi attraversati: montagne, deserti, vulcani. Ho immaginato una sorta di lettura musicale, in stereofonia. La giuria del Bologna Ragazzi Award ha sottolineato la colta abilit di un sapiente cartografo e la delicata finezza di un narratore che in s unisce gioia del racconto e felicit del visivo. Unopera con cui Franois Place si colloca dentro una grande genealogia nella quale rivivono lardimento, la speranza, la visione del mondo che appartenevano ai grandi viaggiatori.

La Mostra va in citt

Un premio anche per il digitale


Franois Place (nella foto di Eric Garault) ha vinto il Bologna Ragazzi Award 2012 nella sezione fiction con Le secret dOrbae, (accanto, unillustrazione). Promossa dalla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi, liniziativa premia i libri migliori dal punto di vista del progetto grafico-editoriale. Da questanno nata anche una nuova categoria dedicata alleditoria digitale. Il vincitore viene proclamato domenica durante il convegno Toc (Tools of Change for Publishing). La tradizionale Mostra degli illustratori in questa edizione per la prima volta esce dalla Fiera e si presenta in contemporanea alla citt attraverso la riproduzione delle tavole dei 72 artisti selezionati. Sotto, una tavola di Daniela Tieni, illustratrice romana nata nel 1982.

Esploratore della fantasia, geografo di mondi mitici (nei tre volumi dellAtlas des geographes dOrbae, ha tracciato il piano minuzioso di 26 territori immaginari), con i suoi mezzi toni Place ha dato vita al mondo di Tobia, il fortunato personaggio creato da Timothe de Fombelle (edito in Italia da San Paolo). Ma anche un valido narratore. La dogana volante (Rizzoli) il suo primo romanzo per ragazzi dove la matita tace, ma lo spirito lo stesso. Qui ci sono due fonti spiega , da una parte le credenze e le superstizioni ancora vive in Bretagna allinizio del XX secolo, come si pu leggere nel libro di Anatole Le Braz, Magie di

RRR
Strumenti Uso inchiostro, acquerelli, carta. Ma sto cercando di addomesticare il computer e la tavolozza grafica

Bretagna, dallaltra la pittura olandese del XVII secolo: il mare, i canali, la vita quotidiana colta a fior dacqua, sotto grandi nubi. Cos il mio protagonista, Gwen, parte da una Bretagna stregata per arrivare in unOlanda immaginaria. Lincontro tra sogno e realt, costante del lavoro di Place, ha radici profonde. Mi piace il modo in cui la realt pu torcersi in ogni momento e lasciare aperte le porte dellimmaginazione. Ma credo che questo sia ci che cerca di fare ogni scrittore: aprire queste porte in cui ci si imbatte allinterno di un racconto banale e che lasciano intravedere qualcosa di misterioso, di poetico, di straordinario. Ho una passione per lantropologia e i racconti di viaggio, mi interessano le altre culture. Mi piacerebbe far dialogare Italo Calvino e Piero Camporesi, il narratore e lo storico su questi temi, per esempio. Nei libri dello storico ci sono brani estremamente barocchi: per esempio quando racconta di quei pastori che incorporavano cervelli di donnola nel formaggio per tenere lontano i roditori. Mentre seguiamo una

Dagli 8 anni Raccontare ci che si sa: Kstner e la poetica del realismo

I piccoli detective del realismo


di PAOLA CAPRIOLO
sponente di spicco della Nuova oggettivit negli ultimi, travagliati anni della Repubblica di Weimar, Erich Kstner ha applicato il suo credo realistico anche a una fortunata serie di romanzi per ragazzi, il primo dei quali, Emil e i detective, apparso nel 1929, pubblicato ora in Italia nellefficace traduzione di Roberta Magnaghi. la storia di un ragazzino che, recandosi a Berlino in visita a una zia, viene derubato sul treno da uno

Erich Kstner Emil e i detective PIEMME Pagine 214, e 13

sconosciuto e si unisce a una banda di coetanei per compiere unavventurosa caccia al ladro. Muovendosi con candida disinvoltura nellintricato scenario della metropoli, la squadra dei detective in erba si dimostra pi abile della polizia nella cattura di un criminale ricercato: idea che un anno dopo sar ripresa da Fritz Lang nel film M. Ma la parte pi interessante del libro il lungo capitolo introduttivo intitolato La vera storia deve ancora cominciare, dove Kstner riesce nellimpresa

apparentemente disperata di esporre ai suoi piccoli lettori, in modo semplice e divertente, una vera e propria poetica: la poetica, appunto, di un sobrio realismo che cerca lavventura nel quotidiano e preferisce parlare del mondo familiare anzich escogitare improbabili ambientazioni esotiche, come quella del romanzo dei Mari del Sud, con tanto di cannibali, balene e foreste vergini, che lautore finge di aver progettato prima di esserne distolto dal sano

scetticismo di un cameriere di ristorante. La cosa migliore, dice il cameriere, che lei scriva di cose che conosce. Metr, hotel e roba del genere. E di bambini, come quelli che le passano sotto il naso tutti i giorni, e di come eravamo noi un tempo. In altre parole, la storia di Emil; mentre i primi capitoli dellincompiuto romanzo esotico trovano il loro giusto utilizzo sotto la gamba di un tavolo traballante.
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Storia Illustrazioni Copertina

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

Cade dal cielo il pupazzo di neve, fiocco a fiocco

Un maiale magro non mai allegro. Per resta vivo

Un gatto nero in candeggina fin. Un gatto bianco

Pubblichiamo alcuni haiku dal libro di Pino Pace Un gatto nero in candeggina fin... (Il notes edizioni, pp. 40, e 10 ). Illustrazioni di Tai Pera

La tendenza

Nuove collane sui doveri civici Spiegano Serra, Ichino, Onida

Magistrati e poliziotti salgono in cattedra per i baby cittadini


di SEVERINO COLOMBO
iccoli cittadini crescono. Giustizia, legalit, economia, senso dello Stato, lavoro: la baby citizenship education diventa materia da libreria (oltre che da scuola e famiglia). Lobiettivo comune, pur non dichiarato, evidente: trasmettere oggi valori alle nuove generazioni per avere domani unItalia migliore. Il tono child friendly, misurato, informativo, talvolta giocoso, sempre amichevole. Perch il primo passo lapproccio: in copertina ci sono parole, anzi paroloni, che rischiano di allontanare i lettori, di suonare complicati o impopolari. Lassenza della voce Politica

ritaglia il ruolo di poliziotto buono rievocando episodi della sua lunga carriera al servizio del Bene. Il manuale sfrutta al meglio anche dal punto di vista grafico lappeal di argomenti vicini a un pubblico giovane che sa, dalla tv, cos il Luminol Test e come muoversi sulla scena del crimine senza inquinare le prove. Un certo protagonismo dellautore , forse, inevitabile laddove la difesa della legalit significa un coinvolgimento diretto e personale nei fatti raccontati. Il libro ha il merito di affrontare senza sconti n titubanze temi di forte attualit come riciclaggio, pizzo, corruzione e lotta alla mafia. Sulla criminalit organizzata vista

Immagini dal libro di Achille Serra e da Io e le istituzioni (Emme edizioni) storia del latte, eccoci precipitati nel bel mezzo del pensiero magico. La fluttuazione delle identit, invece, cos cara a Calvino, pu investire ogni momento quotidiano. Il disegno stato per Place la prima forma di espressione: Sono figlio di un pittore e di unistitutrice, ho sempre avuto in mano carta e matite. Mi sento a mio agio nei panni dellillustratore di libri per ragazzi perch trovo energia in emozioni che risalgono alla mia infanzia. I suoi strumenti di lavoro sono perlopi quelli tradizionali: inchiostro, acquerelli, carta, anche se, dice, sto imparando ad addomesticare il computer e la tavolozza grafica. Come molti, mi trovo in questo strano momento di transizione in cui il testo e limmagine sono sconvolti dal digitale. un sentimento indefinibile. Sono affascinato dalla Babele che si indovina sotto la pagina modificabile allinfinito di uno schermo, pur restando innamorato degli scaffali in cui dormono, fianco a fianco, libri che aspettano la mano che li aprir. Tra i grandi autori amati per Place merita un posto speciale Jean Giraud, ossia Moebius, scomparso il 10 marzo scorso: La sua morte mi ha veramente toccato, mi ha fatto rivivere limpazienza con cui, da ragazzo, aspettavo luscita della rivista "Pilote" per leggere il seguito delle sue storie. Ma amo molto anche altri autori, come Semp, Sendak, Ungerer, Mattotti. Place non pensa che lillustrazione sia semplicemente un mestiere, una pratica: Se fosse solo lapplicazione di una tecnica appresa in una scuola, basterebbe avere un diploma per esercitarlo. Per me vuol dire lavoro, curiosit, piacere, rimettere sempre tutto in discussione, il che non troppo lontano da una condizione artistica. LItalia il Paese della grande pittura, dellartista con la A maiuscola, io sono ben lontano dallesserlo. Ma il vostro anche il Paese di Arlecchino e di Pinocchio, figure che parlano della giovinezza, dellinfanzia, delle maschere ed a quel mondo che mi piacerebbe appartenere.
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Musica maestro

Quiz e spartiti di Don Giovanni

enitori nonni bisnonni che amano lopera darebbero chiss cosa per passare la staffetta della passione a figli e nipoti. Varie case editrici, da anni, (penso ai primissimi Fabbri) danno loro una mano con accattivanti edizioni per linfanzia. Esce ora di Cecilia Gobbi (figlia del grande Tito) il Don Giovanni di Mozart (Curci, 14,90) con trama, libretto, spartiti e divertenti quiz. Nella seconda parte del cd uno strepitoso karaoke lirico (con Leporello i bambini si divertono un mondo). Gli insegnanti ne facciano uso per stregare i loro studentelli. Gi usciti Barbiere di Siviglia, Carmen e Traviata.
Vivian Lamarque
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si commenta da sola. La nuova collana Io e gli altri di Emme Edizioni (dai 6 anni), che debutta alla fiera di Bologna, punta su un format easy i testi chiari e ammiccanti di Mario Corte e le allegre illustrazioni di Francesca Carabelli e sullabbinata con volumi su temi pi facili (regole di bon ton) e di moda (ambiente). Fin dal titolo, linvito a sentirsi coinvolti: Io e le istituzioni parte dalla polis greca per arrivare alla Repubblica Italiana mentre Io e la giustizia spiega a cosa servono le leggi, chi sono i magistrati e perch i cattivi finiscono in carcere. Unaltra strada per far presa sui lettori bambini affidarsi a figure di alto profilo. Ha iniziato Salani, con Gherardo Colombo che in Sei Stato tu? (da 9 anni) risponde a domande e curiosit costituzionali dei piccoli. Ha proseguito, di recente, Francesco Brioschi Editore chiamando Valerio Onida, a spiegare la Costituzione, e Pippo Ranci, a parlare di economia (da 12 anni). Lo fa ora Giunti Junior con Achille Serra nella novit bolognese La legalit raccontata ai ragazzi (da 10 anni). Gi dirigente della Mobile a Milano, ex prefetto (Roma, Firenze) e ex questore (Milano), oggi politico, Serra si

dai bambini vale proporre un confronto diretto tra coetanei: in A voce d e creature (Mondadori) il maestro Marcello DOrta ha raccolto i temi degli scolari napoletani sulla camorra. Tra i primi a parlare ai piccoli di mafia e di chi lha combattuta, Luigi Garlando con la storia di Giovanni Falcone, uscito nel 2004 (Per questo mi chiamo Giovanni, da 8 anni, Rizzoli). Tanto utile quanto introvabile sullargomento il libro-gioco Lalfabeto del cittadino, della collana Contromafia di Fatatrac. Un altro libro-gioco pu, invece, aiutare a far prendere confidenza con un altro tema da grandi: la finanza. Il quaderno di Byt (da 7 anni), realizzato da De Agostini per il Gruppo Montepaschi, un plus riservato ai piccoli risparmiatori della banca che meriterebbe una diffusione allargata. Infine, vengono presentati alla fiera bolognese i nuovi titoli della collana over teen Spiegata ai ragazzi di Mondadori: si comincia parlando di guerre (tra Israele e Palestina, in Afghanistan) con Toni Capuozzo, a settembre si parler di lavoro (cos e come cambiato) con il giuslavorista Pietro Ichino.
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Young adult Erin Morgenstern inanella una serie di personaggi curiosi sotto un tendone vittoriano

Numeri da circo per sognatori e innamorati


di BARBARA DI GREGORIO
on sorprende che Il Circo della notte, esordio della statunitense Erin Morgenstern, pubblicato in Italia da Rizzoli, sia stato proposto sul mercato editoriale al target degli orfani di Harry Potter e Twilight. C la storia damore, c il duello tra maghi; il fatto che gli innamorati siano gli stessi maghi, costretti a sfidarsi da cause di forza maggiore, rende il tutto ancor pi succulento o se vogliamo squisitamente banale. Il circo del titolo, in questottica, rappresenterebbe solo la variazione sul tema utile a vendere come novit la minestra riscaldata di ieri. Sbagliato: perch il Cirque des rves il vero cuore pulsante del libro, e il resto, probabilmente, lastuta concessione al mercato di unautrice che in qualche modo

Erin Morgenstern Il circo della notte RIZZOLI Pagine 460, e 18,50

dovr pure mangiare. Laureata in discipline teatrali, appassionata di contaminazioni tra palcoscenico e arti performative, Erin Morgenstern inventa il suo circo come un labirinto di magie in cui ci si pu solo perdere: infatti lo smarrimento il tema dominante del suo romanzo, a partire da una struttura che saltella avanti e indietro nel tempo tra due filoni narrativi e uninfinit di personaggi curiosi. Siamo in epoca vittoriana: da una parte abbiamo la storia del Cirque des rves, appositamente progettato per ospitare lo scontro tra i maghi, eppure allo stesso tempo organismo vivente molto pi forte di entrambi; dallaltra i rveurs, uomini e donne che ne seguono gli spostamenti citt per citt: lincessante meraviglia che provano, nellesplorarne le tende ogni volta da capo, lo specchio di quella che dalle recensioni sui blog sembra

unire nellammirazione del libro lettori di tutte le et. Ciascuna delle tende di cui si compone il Cirque des rves racchiude allinterno una diversa attrazione: equilibristi, giocolieri, pagliacci; ma anche prodigi come il giardino di ghiaccio o lalbero dei desideri, che contraddicono infinite leggi della fisica, sprofondando i visitatori nello stupore gioioso del bambino che non osa fare domande. Sono gli incanti di Celia e di Marco, i maghi protagonisti, che si sfidando a colpi di nuovi tendoni finch ogni nuova meraviglia diventa una lettera damore per laltro; lattaccamento quasi morboso, che il circo suscita nei rveurs, appunto il riflesso di una passione impossibile che si nutre della sfida cui sono condannati da sempre. Una sfida che avr termine soltanto con la morte di uno di loro. Non anticipiamo nulla del finale del romanzo,

per quanto, come si suggerito, la sua forza non sia nel plot quanto nellatmosfera fatata in cui immerge il lettore. Basti dire che fondere insieme nel sogno, diventare parte integrante del circo, e parte integrante luno dellaltra, si riveler per Celia e per Marco lunico equilibrio possibile tra lamore e la morte. Per chi la cerca c una morale: la pace sta nellabbandonarsi a quanto rende felici fino a dissolversi e dimenticare s stessi. Dimenticare le proprie vite, come fanno i rveurs, per consacrare il proprio tempo allinseguimento di un circo; dimenticare, perch no, di avere unet non proprio consona al genere, e lasciarsi andare alle ingenuit sfavillanti di un libro scovato nello scaffale young adult.
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Stile Storia Copertina

20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Legenda

Caratteri Le classifiche dei libri

(2) posizione precedente

1 in salita 5 in discesa

S R N

stabile rientro novit

100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione)

Gramellini vola, entra lesordiente Paola Soriga, torna Giordano Verdone, Guccini, Insinna: la Top Ten uno spettacolo
La pagella
di Antonio DOrrico
Carlo Verdone La casa sopra i portici Bompiani
voto

Top 10
(3)

ebook
di Alessia Rastelli

Narrativa italiana

5,5 1
1
100

Il fine sentimento della melancholia


uesto Re dei pagliacci che la gente crede sia di buonumore, nel suo cuor ha un dolore che soltanto chi non lama guarir! Il suo pubblico non vede questuomo triste quando solo, quando piange e si dispera. Niente meglio della vecchia canzone (hit parade 1963) di Neil Sedaka rende il senso recondito delle memorie di Carlo Verdone gi schizzate in una settimana ai vertici della classifica. Perch ovviamente un libro che fa ridere. Con sketch come quello dello zio epilettico che si tuffa sulla tavola imbandita al matrimonio dei genitori di Verdone e manda allaria lallestimento nuziale. O quello della giovane cameriera che si lascia rimirare in cima alla scala, stile la Laura Antonelli di Malizia, dal tredicenne Carlo e poi gli regala anche i suoi slip. Un cimelio insperato e scottante che Verdone nasconde nel posto che gli sembra pi sicuro e insospettabile, un vecchio vocabolario di latino CampaniniCarboni. La madre li trover quasi subito. Ma non solo un libro Carlo Verdone, nato che fa ridere. anche il libro di una vita. Una a Roma nel 1950 vita narrata (filtrata) attraverso la bella casa dei genitori di Verdone su Lungotevere dei Vallati dove tutto ebbe inizio e dalla quale, ormai vuota e disabitata, Verdone si congeda in apertura di racconto. Come nella canzone di Neil Sedaka (Il suo pubblico non vede questuomo triste quando solo, quando piange e si dispera), Verdone ci mostra anche laltra faccia del comico. Quella che intu il professor Vacchini, il quale al bambino Carlo, pericolosamente irrequieto e inquieto, cultore di Ursus e di Maciste, diagnostic una classica forma di Melancholia obscura. Per il fine sentimento che lo ispira, il libro avrebbe meritato maggior rispetto redazionale. Sa ancora, sciattamente, di sbobinatura. Perci gli do due punti in meno in pagella. Cosa che a me, verdoniano da sempre, so gi che mi coster un attacco di Melancholia obscura.
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Massimo Gramellini Fai bei sogni Longanesi, e 14,90 Carlo Verdone La casa sopra i portici
19

2
(2)

Bompiani, e 18 Carlos Ruiz Zafn Il prigioniero del cielo

Il successo dipende dalla sinergia


I segreti di Don Verz al secondo posto, il repertorio e la vita di Lucio Dalla al quarto. Due instant book editi dal Corriere della Sera sono tra i libri digitali pi venduti su LibreriaRizzoli.it, negozio online di Rcs Mediagroup. Lo store lavora in sinergia con i quotidiani del gruppo e spesso offre in esclusiva o in promozione i volumi delle firme del "Corriere" e della "Gazzetta dello Sport", spiega la responsabile Sviluppo Paola Taveggia. Gli ebook, inoltre, sono molto apprezzati quando riescono a intercettare lattualit aggiunge specie dai nostri clienti, particolarmente sintonizzati sulla cronaca. Ulteriori prove: don Giussani al quinto posto poco dopo lanniversario della morte e lavvio del processo di beatificazione, cos come lottava posizione di Mani Pulite, edito per il ventennale delle indagini sempre dal Corriere. Conferma inoltre linterazione tra libreria e quotidiano il primo posto de La costituzione degli ateniesi di Aristotele, pubblicata nella collana I classici del pensiero libero. Greci e latini e disponibile con il giornale in versione cartacea, su LibreriaRizzoli.it come ebook. Per le prossime settimane, infine, lo store annuncia unApp per iPad che faciliter la lettura degli ebook protetti dal Drm di Adobe. ehibook.corriere.it

1 1 1
Varia

(1) S 100

Massimo Gramellini Fai bei sogni Longanesi, e 14,90

2 (2) S 13 Francesco Guccini


Dizionario delle cose perdute Mondadori, e 10

Intenso e leggero, il romanzo autobiografico di Gramellini che, gi in vetta agli Italiani, conquista ora il primo posto in Top Ten. Il deejay Volo super presente: suo un quarto della classifica. La novit lesordiente 33enne Paola Soriga. Rientro eccellente per Giordano con il romanzo del 2008 che ha venduto oltre due milioni e mezzo di copie.

3 (3) S 10 Andrea Vitali


Galeotto fu il collier Garzanti, e 17,60

3
(1)

Narrativa straniera
(1) S 19

19

Mondadori, e 21 Francesco Guccini Dizionario delle cose perdute Mondadori, e 10 Clara Snchez La voce invisibile del vento Garzanti, e 17,60 Andrea Vitali Galeotto fu il collier

4
(4)

13

Carlos Ruiz Zafn Il prigioniero del cielo Mondadori, e 21

(2) S 10 2 Snchez Clara


La voce invisibile del vento Garzanti, e 17,60

5
(6)

10

Al comando Zafn con il terzo atto della quadrilogia del Cimitero dei libri dimenticati; il nuovo titolo trascina in classifica anche i precedenti. Continua il successo delle poesie di Wislawa Szymborska, che risalgono fino ai piedi del podio. New entry nel segno del thriller con Deaver (indagine a ritmo di jazz) e Grang (vuoti di memoria con omicidi).

(4)1 3 Bratley7 Amy


Amore, zucchero e cannella Newton Compton, e 9,90

6
(9)

10

Garzanti, e 17,60 Flavio Insinna Neanche con un morso allorecchio Mondadori, e 16 Amy Bratley Amore, zucchero e cannella Newton Compton, e 9,90 Corrado Augias Il disagio della libert Rizzoli, e 15 Pierre Dukan La dieta Dukan

Saggistica
(1) S 19

7
(-)

Carlo Verdone La casa sopra i portici Bompiani, e 18

(7)1 2 Insinna8 Flavio


Neanche con un morso allorecchio Mondadori, e 16

8
(8)

9
(-)

Un cast di attori, presentatori e cantanti ai vertici della classifica. Primo Verdone in chiave amarcord; secondo Insinna: la sua vita approda anche in Top Ten. Quinta una brillante Veronica Pivetti, che scherza sulle disavventure per riacquistare la salute; nono il manuale di bon ton di Valeri e Littizzetto; dodicesima la popstar Tiziano Ferro.

3 (2)57 Corrado Augias


Il disagio della libert Rizzoli, e 15

10
(-)

Sperling & Kupfer, e 16

1 1
1 Picoult Jodi
Lone wolf

(2)17

Pierre Dukan La dieta Dukan Sperling&Kupfer, e 16

(3)1 2 Dukan6 Pierre


La dieta Dukan illustrata Sperling&Kupfer, e 19,90

La recensione dei lettori

Paola Pinamonte Verona, 47 anni, avvocato ha letto Dieci donne di Marcela Serrano (Feltrinelli)

La classifica
Aristotele 1 100 La costituzione degli ateniesi Corriere della Sera, e 1 Pdf con Social DRM 2 75 M. Gerevini, S. Ravizza I segreti di Don Verz Corriere della Sera, e 1 ePub con Social DRM Massimo Gramellini Fai bei sogni Longanesi, e 9,99 ePub, Adobe DRM

Ragazzi
(1) S 6

Voci femminili diverse per ununica storia


ieci donne lultimo romanzo della cilena Marcela Serrano. La psicoterapeuta Natasha riunisce nove delle sua pazienti, mai incontratesi prima, e le invita a raccontare di se stesse e dei motivi che le hanno portate in terapia. Un racconto a pi voci, spesso di dolore, di rabbia, di indifferenza, di violenza, di enorme solitudine. Da Luisa, moglie di un desaparecido, che aspetta invano il ritorno del suo uomo da trentanni a Guadalupe, diciannovenne lesbica. Da Andrea, giornalista televisiva oppressa dal suo stesso successo ad Ana Rosa, abusata dal nonno come la madre prima di lei. Il lettore viene toccato dallumanit sofferente

scrutata dalla Serrano con scrittura sincera e appassionata, ma non ne esce con la sensazione che sia unumanit vinta per sempre. Chiosa Natasha allultima pagina: Alla fine tutte noi, in un modo o nellaltro, abbiamo la stessa storia da raccontare. Ed una storia femminile insieme di accettazione e di desiderio di riscatto, di tensione a cogliere comunque il meglio che la vita pu dare.

3 60

Jeff Kinney Diario di una Schiappa. La dura verit Il Castoro, e 12

2 (2) S 3 Antoine
de Saint-Exupry Il piccolo principe Bompiani, e 7,90

4 52 Mario Luzzatto Fegiz Lucio Dalla. Primo tempo Corriere della Sera, e 5,90 Pdf con Social DRM Luigi Giussani 5 50 Allorigine della pretesa cristiana Rizzoli, e 8,99 ePub con Adobe DRM (5-11 marzo 2012)

Stati Uniti 2 Kellerman 3 Flynn Jonathan Vince


Victims Ballantine, $ 28 Kill shot Emily Bestler/Atria, $ 27,99

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La recensione deve riguardare un libro uscito negli ultimi mesi. Scrivete un indirizzo mail corretto per contattarvi in caso di selezione e pubblicazione

Emily Bestler/Atria, $ 28

DOMENICA 18 MARZO 2012


Goffredo Fofi (Gubbio, 1937) critico letterario e cinematografico. Ha fondato le riviste Linea dombra e Lo Straniero, di questultima attualmente direttore. Collabora a iniziative sociali e culturali. Di Fofi, Donzelli ha ripubblicato Strana gente. Un diario tra Sud e Nord nellItalia del 1960.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

Il podio del critico


di Goffredo Fofi

1 Camus Albert
Miseria della Cabilia Aragno, e 10

3 2 Gianfranco Contini Ferdinando Scianna


Dove va la cultura europea? Quodlibet, e 9 Autoritratto di un fotografo Bruno Mondadori, e 19

Il numero
di Giuliano Vigini

3000
Le prime luci del mattino Mondadori, e 19

Librerie (quasi impossibili) per piccoli editori


Idea teoricamente interessante quella di aprire librerie dedicate solo ai piccoli editori, ma (di fatto) poco praticabile. Se togliamo dal numero delle sigle editoriali quelle che hanno pi di 500 titoli in catalogo (307), ne restano sulla carta quasi 11.000. Depenniamo pure da questa cifra altre 8.000 case editrici con un catalogo meno adatto per una normale libreria, resterebbero 3.000 case editrici da prendere in considerazione. Moltiplicando per 20 titoli a testa (tra catalogo e novit), si fa gi una grande libreria di 60.000 titoli. Chi pu sostenere, nella zona centrale di una citt (altrimenti, il tempo che si perde per arrivarci rende molto pi comodo lacquisto via Internet), una libreria cos, dove si abbia una certa probabilit di trovare quello che si cerca?
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(Elaborazione a cura di Nielsen Bookscan. Dati relativi alla settimana dal 5 marzo all11 marzo 2012)

(4) 4 (12)16 6 Volo54 Massimo Gramellini Fabio


Lultima riga delle favole TEA, e 11

8 (7)53 Edoardo Nesi


Le nostre vite senza ieri Bompiani, e 16

S3 12 (9)52 10 (10)DAvenia Chiara Gamberale Alessandro


Bianca come il latte, rossa come il sangue Mondadori, e 13 Lamore quando cera Mondadori, e 10

(17) 14Volo 12 Fabio


Il giorno in pi Mondadori, e 13

(14) 16Volo 52 Fabio


una vita che ti aspetto Mondadori, e 12

(-) 18VoloR 2 Fabio


Un posto nel mondo Mondadori, e 13

20 (18)52 Marcello Simoni


Il mercante di libri maledetti Newton Compton, e 9,90

5 (5) S 5 Andrea Camilleri


Il diavolo, certamente Mondadori, e 10

Marco Malvaldi La carta pi alta Sellerio, e 13

(6)54

9 (11)DAvenia 11 (-) R 3 13 Alessandro Giorgio Faletti


Cose che nessuno sa Mondadori, e 19 Tre atti e due tempi Einaudi, e 12

Alessandro Piperno Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi Mondadori, e 20

13 (8)52

(-) N 15Soriga 2 Paola


Dove finisce Roma Einaudi, e 15,50

(-) R 2 17Giordano Paolo


La solitudine dei numeri primi Mondadori, e 13

(-) 19VoloR 2 Fabio


Esco a fare due passi Mondadori, e 12

Wislawa Szymborska La gioia di scrivere Adelphi, e 19

(5)16

Kaui H. Hemmings Paradiso amaro Newton Compton, e 9,90

(6) S 5

(-) N 8M. Palov 4 C.


La citt perduta dei Templari Newton Compton, e 9,90

10 (14)14 12 (13)13 Carlos Ruiz Zafn Vanessa


Lombra del vento Mondadori, e 13 Diffenbaugh Il linguaggio segreto dei fiori Garzanti, e 18,60

(7)5 14Cussler3 Clive


Recuperate il Titanic! Longanesi, e 9,90

(15)5 16Snchez3 Clara


Il profumo delle foglie di limone Garzanti, e 18,60

(-) 18RuizR 3 Carlo Zafn


Il gioco dellangelo Mondadori, e 13

(12)5 20Fleming 2 Leah


La strada in fondo al mare Newton Compton, e 9,90

(3)56 5 Cameron Peter


Un giorno questo dolore ti sar utile Adelphi, e 10

7 (-) N 5 Jeffery Deaver


La consulente Rizzoli, e 19,50

Niamh Greene Ti amo ti odio mi manchi Newton Compton, e 9,90

(8)54

11 (11) S 3 13 (9)53 Georges Simenon Marek Halter


Il destino dei Malou Adelphi, e 18 Il cabalista di Praga Newton Compton, e 9,90

15 (10)53 Kathryn Stockett


The help Mondadori, e 18

Jean-Christophe Grang Amnesia Garzanti, e 19,60

17 (-) N 3

19 (-) N 2 George Orwell


1984 Mondadori, e 9,50

4 (6)14 Michela Marzano


Volevo essere una farfalla Mondadori, e 17,50

D. Avey, R. Broomby Auschwitz. Ero il numero 220543 Newton Compton, e 9,90

(4)54

8 (9)12 Philippe Pozzo


di Borgo Il diavolo custode (Quasi amici) Ponte alle Grazie, e 13,90

(11) 10King 12 David


Il lupo Piemme, e 9,90

12 (10)52 Tiziano Ferro


Lamore una cosa semplice Kowalski, e 12,90

14 (-) N 2 AA.VV.
La Bibbia San Paolo, e 7,90

2 20 (-) R 2 16 (15)5Verga 18 (-) R 2 Massimiliano Concita De Gregorio Walter Isaacson


Zigul. La mia vita dolceamara con un figlio disabile Mondadori, e 16,50 Cos la vita. Imparare a dirsi addio Einaudi, e 14,50 Steve Jobs Mondadori, e 20

Veronica Pivetti Ho smesso di piangere Mondadori, e 17

(3)54

(8) (16) (5)52 7Amorth,13Rodari 9Littizzetto,12Valeri 11Tremonti G. P. L. F. Giulio


Lultimo esorcista. La mia battaglia contro Satana Piemme, e 16,50 Leducazione delle fanciulle Einaudi, e 10 Uscita di sicurezza Rizzoli, e 12

13 (12)Lapierre 15 (17)12 52 Dominique Vittorino Andreoli


Gli ultimi saranno i primi Rizzoli, e 16,50 Luomo di superficie Rizzoli, e 17,50

17 (18)12 Philippe Daverio


Il museo immaginato Rizzoli, e 35

19 (14)52 G. Barbacetto
P. Gomez, M. Travaglio Mani pulite. La vera storia, 20 anni dopo Chiarelettere, e 19,60

(1) (7)1 (5) 3Agnello56 4Scilla, A.13 5 (6)12 6 Dukan2 S. Hornby G. Pelonzi Benedetta Parodi Pierre
M. Lazzati La cucina del buon gusto Feltrinelli, e 16 10 regole per fare innamorare Kowalski, e 12 I men di Benedetta Rizzoli, e 15,90 Le ricette della dieta Dukan Sperling & Kupfer , e 16

7 (8)12 Sherry Argov


La magnifica stronza. Perch gli uomini lasciano le brave ragazze Piemme, e 15

8 (10)12 Rhonda Byrne


The secret Macro, e 18,60

(-) 9 Carr R 2 Allen


facile smettere di fumare se sai come farlo EWI, e 10

N2 10 (-)Veronesi Umberto
Longevit Bollati Boringhieri, e 8

Brian Selznick La straordinaria invenzione di Hugo Cabret Mondadori, e 16

(3) S 2

4 (-) N 2 Aprilynne Pike


Illusions Sperling & Kupfer, e 17,90

(5) 5 KinneyS 1 Jeff


Diario di una Schiappa Il Castoro, e 12

(-) R 1 6 DAchille Silvia


Gioca con Peppa Pig! Hip hip urr per Peppa! Con stickers Giunti Kids, e 4,90

7 (4)51 Geronimo Stilton


Ma che vacanza... a Rocca Taccagna! Con carte Piemme, e 9,20

(-) 8 KinneyR 1 Jeff


Diario di una Schiappa. La legge dei pi grandi Il Castoro, e 12

(-) 9 KinneyR 1 Jeff


Diario di una Schiappa. Vita da cani Il Castoro, e 12

10 (-) N 1 Jeff Kinney


Diario di una Schiappa. Ora basta! Il Castoro, e 12

(Elaborazione a cura del Corriere della Sera)

Inghilterra
James Patterson 11th Hour Cornerstone, 18,99

Francia 3 Steel Danielle


Betrayal Transworld Publisher, 18,99

Germania 2 Deroubaix Marie


Six mois vivre La Cherche-Midi, e 15

Jeffrey Archer The Sins of the Father Pan Macmillan, 18,99

1 Dosire Ren
Largent de lEtat Seuil, e 19,50

3 Coben Harlan
Faute de preuves Pocket, e 8,10

1 Jonasson Jonas
Der Hundertjhrige... Carls books, e 19,99

2 Adler-Olsen 3 Glattauer Jussi Daniel


Das Alphabetaus DTV, e 15,90 Ewig Dein Deuticke Franz, e 17,90

22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

SEGNALI
di GIOVANNA POLETTI

Un database con i 37 mila cataloghi di Zeri


ono 37.000. Sono i cataloghi dasta raccolti da Federico Zeri e oggi conservati dallomonima Fondazione diretta da Anna Ottani Cavina. Dopo il legato del 1998, con cui Zeri donava allUniversit di Bologna la storica villa di Mentana con tutto il suo prezioso contenuto (a sinistra: una Madonna trecentesca), la Fondazione ha promosso e perseguito dal 2002 la digitalizzazione dellimmensa fototeca (290.000 fotografie) e la catalogazione dei 46.000 volumi della biblioteca

RRR

I volumi, presto consultabili online, consentiranno di ricostruire una storia delle aste di Ottocento e Novecento

darte. Solo oggi, grazie a un contributo della Regione Emilia-Romagna, sta procedendo alla fondamentale catalogazione dei primi 12.000 cataloghi dasta. Si tratta di pubblicazioni italiane, inglesi e francesi, ma anche di case dasta minori europee, americane e persino sudamericane, edite tra il 1879 e il 1998. Il progetto prevede un unico database, in seguito consultabile online. Limpegnativo lavoro, che include vendite che smembrarono celebri

raccolte private tra 800 e il primo 900, aiuter non solo a scoprire le sorti del patrimonio italiano disperso, ma consentir di tracciare la storia del collezionismo moderno. Infine, poich il lavoro della Fondazione (www.fondazionezeri.unibo.it) improntato su standard internazionali, potr essere utilizzato come linea guida per analoghe catalogazioni e consentir di interagire con istituzioni straniere, come il Getty di Los Angeles.
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Sguardi
Arte, fotografia, architettura, design, mercato

Passo falso
di Paolo Fallai

Abusivismo archeologico
Da alcuni decenni la stampa romana combatte una sfiancante battaglia contro il ciarpame che circonda il Colosseo: sporcizia, camion bar, centurioni acchiappaturisti, false guide. Studiosi e persone di buon senso non si stancano di chiedere il loro allontanamento. Inutilmente. Ma stanno l ormai da cos tanto tempo che la Soprintendenza archeologica, invece di combatterli, finir che dovr tutelarli.

Tendenze Al Pac di Milano, al Maxxi di Roma, al Mart di Rovereto: mostre e musei scoprono un nuovo centro di gravit

La primavera delle artiste


di VINCENZO TRIONE

Abramovic, Dumas, Pane, Salcedo: il femminile non pi marginale

roviamo a fare un gioco. Come cambierebbe il nostro giudizio se Guernica fosse stata dipinta non da Picasso ma da Natalia Goncharova o da Sonia Delaunay; se il primo acquerello astratto fosse stato composto non da Kandinskij ma da Gabriele Mnter; o se le Marilyn fossero state serigrafate non da Warhol ma da Coosje van Bruggen? Quanto conta la presenza dellautore nelle nostre interpretazioni? E, ancora: lo stile ha un sesso? Muoviamo da alcune recenti mostre al femminile. La personale di Marlene Dumas, al Palazzo delle Stelline di Milano (a cura di Giorgio Verzotti, fino al 17 giugno). Lomaggio a Marina Abramovic, al Pac di Milano (a cura di Diego Sileo e Eugenio Viola, da mercoled al 10 giugno). Lantologica di Gina Pane al Mart di Rovereto (a cura di Sophie Duplaix, fino all8 luglio). E linstallazione site specific di Doris Salcedo al Maxxi di Roma (a cura di Monia Trombetta, fino al 24 giugno). Di generazioni diverse e di orientamenti linguistici distanti (la Dumas una pittrice, la Salcedo una scultrice, lAbramovic e la Pane sono performer), queste personalit sono tra le protagoniste di una radicale svolta maturata negli ultimi anni: le artiste sono passate da una condizione di marginalit a uninattesa centralit, fino a costituire quasi un movimento trasversale. In principio dallinizio del Novecento ci sono state clandestinit, sudditanza e subalternit, come ha raccontato Lea Vergine in un libro del 1980, Laltra met dellavanguardia (riedito da Il Saggiatore nel 2005). Un appassionante viaggio attraverso voci a lungo dimenticate. Lobiettivo: portarsi al di l delle sterili rivendicazioni femministe, per squarciare il velo di silenzio che per decenni ha avvolto ricerche ostinate e solitarie. Perlustrare territori colpevolmente caduti nelloblio, trasgredire censure e reticenze. Insomma, togliere le orchidee dallobitorio, per far emergere non un lazzaretto di ragazze afflitte, di ancelle o di eroine vicarie, ma

i
In Italia Alle donne sono dedicate la personale di Marlene Dumas (Milano, Palazzo delle Stelline, fino al 17 giugno); lomaggio a Marina Abramovic (Milano, Pac, dal 21 marzo al 10 giugno); lantologica di Gina Pane (Rovereto, Mart, fino all8 luglio); linstallazione site specific di Doris Salcedo (Roma, Maxxi, fino al 24 giugno) A New York Cindy Sherman al centro della retrospettiva al Moma (fino all11 giugno). Al Guggenheim (fino al 13 giugno), in corso la mostra su Francesca Woodman (1958-1981) Le opere In alto da sinistra: Gina Pane (1939-1990), Table de lecture (1969); un particolare di Angeli in uniforme (2001) di Marlene Dumas; Senza titolo (2008) di Cindy Sherman

un continente di Euridici senza Orfei, segnato dalle stigmate dellalterit. Una provincia di infaticabili sperimentatrici. Alcuni nomi: la Delaunay e la Goncharova, Suzanne Duchamp e Leonora Carrington, Tamara de Lempicka e Giorgia OKeefe, Frida Kahlo e Carol Rama. Almeno fino a dieci anni fa le moderne Euridici non hanno trovato adeguata collocazione nei musei. Si rifletta sul contesto newyorkese. Fino al 2006, solo il 5% delle opere conservate dal Moma era stato realizzato da donne; tra il 2000 e il 2006, solo il 14% delle personali ospitate dal Guggenheim era dedicato ad artiste. Questa situazione potrebbe essere attribuita al fatto che il sistema dellarte auto-replicante: Vede che le opere che si espongono e si vendono sono per lo pi fatte da uomini e si regola di conseguenza, ha spiegato Jerry Saltz.

Il metodo di Marina
The Abramovic Method sar il primo (attesissimo) lavoro di Marina Abramovic dopo la grande retrospettiva che le aveva dedicato il Moma nel 2010 (sopra lartista in un momento della performance). Sar il pubblico (guidato e motivato dallartista) a sperimentare direttamente una serie di installazioni interattive, che potr scegliere di volta in volta di vivere in piedi, seduto oppure sdraiato. Accanto a questa nuova creazione, una rassegna di alcuni storici happening della Abramovic (www.abramovicmethod.it)

Da qualche tempo, lo scenario rapidamente cambiato. L'arte al femminile sta assumendo unimportanza crescente. Altro che quote rosa... Le donne sono ovunque: dalla direzione dei musei a quella di prestigiose rassegne (come la Biennale di Venezia e la Documenta di Kassel). Per arrivare alle tante presenze che si possono ritrovare nelle fiere e negli eventi organizzati in tutto il mondo. Eppure, al di l di questi dati, occorre interrogarsi sullesistenza o meno di una specificit linguistica dellaltra met dellavanguardia. Pur con accenti diversi, le artiste sembrano pensare le loro opere sempre come espressione di unurgenza testimoniale. Evitano ogni pietas, esprimendo tormenti, tensioni. Sfidano le rappresentazioni tranquille, senza temere pazzie e devianze. Tratti distintivi: lautoironia, il sarcasmo, il coraggio, la capacit di non sfuggire al dolore, il ricorso alla memoria, concepita come filtro per preservare e tramandare, per esorcizzare la morte, per salvare

DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

Dedica Doppio omaggio di New York a due testimoni straordinarie del XX secolo

Epoche Pregiudizi, rivalit e mascheramenti: limpegno politico oltre le proprie intenzioni

una foto troppo bella per essere di una donna


Gli autoritratti di Sherman e Woodman in un universo tutto (o quasi) maschile
di ARTHUR C. DANTO
er una felice coincidenza, due dei principali musei di New York hanno in programma due mostre di artiste attive alla fine degli anni Settanta: il Museum of Modern Art una retrospettiva di Cindy Sherman, il Guggenheim una mostra di Francesca Woodman. Entrambe si sono dedicate alla fotografia, ed entrambe hanno fotografato se stesse, anche se sarebbe sbagliato considerare quelle immagini degli autoritratti. Sono piuttosto interpretazioni di un personaggio: varie eroine di film di serie B nel caso di Sherman, mentre Woodman si colloca in una sorta di mondo onirico in cui la protagonista. Dato che gli esponenti di quella che Robert Motherwell ha chiamato la New York School tendevano ad assumere un atteggiamento maschilista, la pittura non era considerata unarte per donne. Hans Hoffman, maestro di Lee Krasner, le fece i complimenti per un suo quadro dicendole: cos bello che non si direbbe dipinto da una donna. Krasner, che fu la moglie di Jackson Pollock, si sarebbe sicuramente offesa se le avessero detto che dipingeva come una donna, ma non mai stata giudicata alla stregua degli esponenti maschili del movimento, anche se mi ricordo di aver pensato che alcuni dei suoi dipinti, fotografati nella casa in cui lei e Pollock vivevano a Springs, sulla North Fork di Long Island, sembravano pi belli tra le piante da appartamento di come apparivano sulle nude pareti, inflessibilmente bianche, del Moma. In ogni caso, la critica femminista sosteneva che se non cerano grandi pittori di sesso femminile era perch le donne probabilmente si esprimevano meglio con altri mezzi artistici. Lo scultore Joel Shapiro scrisse una volta di essere contento di non essere un pittore.

posta da 69 immagini 8 per 10 pollici, quasi tutte di una donna diversa in un ruolo diverso. Avrebbe potuto facilmente posare anche in un ruolo maschile, ma la scelta di non farlo indica che la serie voleva mostrare quali fossero le prospettive delle ragazze americane di allora. Sherman venne adottata dalle femministe, che la credevano portatrice di qualche arcana idea nella metafisica dei generi. Non si potrebbe quasi mai pensare lo stesso delle foto di Woodman, belle e poetiche, in parte perch legate alla sua tragedia (Woodman si suicid buttandosi gi da un loft di Manhattan nel 1981). La sua morte precoce diffonde unaura drammatica sulle sue piccole foto color seppia, molto simili alle Untitled stills di Sherman per dimensioni e toni. Nella vita americana, pi che nellarte, c unaltra coincidenza degna di nota. Per chi non lo sapesse, in America ci sono due grandi partiti, Democratico e Repubblicano. Barack Obama un democratico, e il suo primo atto legislativo da presidente stato abolire le differenze salariali tra uomini e donne che fanno lo stesso lavoro. Senza dubbio voleva attrarre i voti delle donne. I quattro candidati che aspirano alla nomination repubblicana, per poi cercare di batterlo, si presentano agli elettori con posizioni assai pi conservatrici di Obama, unico democratico in lizza. Lideologia conservatrice solleva soprattutto questioni che riguardano la sfera

emozioni passate. Artificio ricorrente: la deformazione, che permette di elaborare audaci figurazioni. Tema centrale: la corporeit, che si d come significato fluttuante; luogo dove si smascherano finzioni immaginarie e speculazioni; spazio abitato dal perturbante, inteso freudianamente come dimensione dello spavento, un qualcosa che avrebbe dovuto rimanere nascosto e che affiorato. Innanzitutto, il corpo come sudario. Nei suoi quadri, la Dumas, sulle orme della pittura religiosa tardorinascimentale, dipinge personaggi minori. Vitali, eppure spettrali. Soli, alteri, fantasmatici. Hanno una fisicit ingombrante, ma sembrano evanescenti. A volte, sono orfane che indossano vestiti ingenui e hanno maschere di morte. Altre volte, nudit scarne, abbandonate sulla croce. Ad affermarsi una cupezza tragica, che accoglie anche improvvisi barlumi di luce. Poi, il corpo come geografia del dolore. Nelle loro performances, lAbramovic e la Pane, impegnate a scatenare i conflitti tra desiderio e difesa, tra licenza e divieto, tra pulsioni distruttive e catartiche, trattano se stesse come materie da incidere con ferite anche permanenti. Sfregiano la loro pelle con lamette e coltelli. Ascete impudiche, mostrano se stesse come Cristo sul Golgota, in dialogo con fatica e sopportazione. Propongono azioni repellenti, che celano intenzioni sacrali. Sublimano la sofferenza, aderendo a quellestetica della crudelt di cui ha parlato Gillo Dorfles: unestetica specchio di un'epoca caratterizzata dal disprezzo per la persona umana. Infine, il corpo come metafora inquieta. Nelle sue installazioni, la Salcedo rinvia spesso al concetto di ferita. In tal senso, illuminante il monumentale cretto esposto alla Tate di Londra (nel 2007): una distesa bianca solcata da scosse. A Roma, la Salcedo allestisce uninstallazione costruita su un sistema modulare: cento coppie di tavoli sovrapposti, dai quali escono fili derba. Un modo per alludere alle tombe. Ed evocare le vittime delle stragi avvenute per mano dellesercito in Colombia. Come una preghiera muta, che trasmette dolore e speranza. Dinanzi a noi, strade che divergono, per poi convergere in imprevisti approdi mistici. Allora, lo stile ha un sesso? Ma siamo sicuri che sia cos? Certo, quadri, sculture o performance spesso nascono da ragioni intime e private. Ma quelle ragioni sono solo echi lontani e spesso impercettibili, che devono dissolversi nellopera finita, come il calco a cera persa di una fusione. Anche a questo rinviava Roland Barthes in un articolo sulla morte dellautore, dove, riferendosi alla letteratura, sosteneva che gli scrittori non esistono. Esiste solo la pagina scritta, ovvero il bianco e nero che pian piano perde la sua identit, a cominciare da quella stessa del corpo che scrive.
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Larte americana ha visto enormi cambiamenti negli anni Sessanta e Settanta. Innanzitutto le fotografie che Sherman scattava a se stessa mettevano in mostra quel che le ragazze di solito fanno e i ragazzi no: travestirsi in modo da sembrare unattrice che interpreta un ruolo. Il trucco era quindi una componente indispensabile. Nel fotografarsi non voleva affatto essere se stessa, ma apparire proprio come lattrice di un film. Le ragazze, crescendo, imparavano a cambiarsi dabito e a truccarsi, ma solo dei genitori molto comprensivi avrebbero concesso le stesse cose a un ragazzo. Normalmente, se un ragazzino indossava i vestiti della sorella o usava il suo trucco, gli si diceva che si stava comportando da femminuccia, e molto probabilmente lo si portava da un medico. Le opere di Sherman mostrano linterprete intenta in una qualche attivit: leggere una lettera damore, tirare gi un libro da una libreria, sognare a occhi aperti seduta su un davanzale o con in capo un cappello di paglia nuovo e divertente, oppure in procinto di intraprendere un nuovo lavoro. Le foto sono spesso ironiche, cosa che non si attaglia alleroina di Woodman, di solito interpretata da lei stessa, quasi sempre nuda, del tutto o in parte, o con indumenti intimi in una stanza poco arredata. Sherman non si mostra mai nuda, ma a volte si applica parti del corpo posticce, tette finte, come dice lei. La sua serie pi famosa Untitled film stills (Foto di scena senza titolo), com-

Scatti
Una delle fotografie di Francesca Woodman ora in mostra al Guggenheim NY. Limmagine fa parte della serie Polka Deb (1976)

Al Maxxi di Roma

Le stragi colombiane che ispirano Doris

RRR
Ruoli Negli anni Sessanta e Settanta la stessa critica militante ha finito per penalizzare pittrici, scultrici e fotografe che cercavano nuove vie

Oltre centoventi coppie di tavoli in legno sovrapposti, separati da pochissima terra, da cui nascono esili fili derba: questo Plegaria Muda, lultimo progetto di Doris Salcedo che riempie lintera Galleria 2 del Maxxi (sopra). Lartista ha dichiarato di essersi ispirata alle vittime delle stragi avvenute per mano dellesercito in Colombia ma anche alle morti violente nei sobborghi di Los Angeles.

sessuale, in particolare quella femminile, puntando lattenzione su due argomenti: laborto e il controllo delle nascite. Il controllo delle nascite diventato un grosso problema politico. Obama riuscito a ottenere una forma di assicurazione sanitaria per tutti, che stata fortemente contestata anche perch il controllo delle nascite, avendo a che fare con la salute della donna, sarebbe anchesso coperto da questa assicurazione. I conservatori sostengono che una violazione allemendamento della Costituzione americana che garantisce la libert di culto religioso. Una giovane donna che ha portato la sua testimonianza sullargomento dinanzi al Congresso stata profondamente umiliata da un noto commentatore televisivo, Rush Limbaugh, che lha definita una prostituta che voleva essere pagata per fare sesso. Le ha perfino chiesto di produrre dei video sulla sua attivit sessuale. Questo ha provocato unindignazione generale, e molti degli sponsor hanno ritirato il loro sostegno alla trasmissione, anche se Rush si scusato con la ragazza (cosa per lui inusitata). Le opere di Cindy Sherman o di Francesca Woodman, a dire il vero, non hanno esplicite intenzioni politiche. Ma un anno dopo l11 settembre il direttore della mia rivista, The Nation, mi ha chiesto se gli artisti si sarebbero occupati dellattacco alle Torri gemelle. Ho interpellato alcuni di loro, tra cui Cindy Sherman, per scoprirlo. Cindy mi disse allora che voleva trovare un modo di introdurre quella tragedia nelle sue opere, ma che non sapeva ancora come. La questione riemerse quando la intervistai in occasione della sua mostra al Jeu de Paume di Parigi. Mi rispose con queste parole: Alcuni miei amici dicevano che quello era il momento migliore per fare arte, perch cos potevamo sottrarci al senso di tristezza che ci invadeva. Oppure che il mondo aveva bisogno di vedere cose belle e rassicuranti e dovevamo quindi impegnarci a produrle. Ho cominciato a fare alcuni ritratti seri, tristi, ma non mi sono piaciuti affatto. Poi ho pensato di fare cose rasserenanti, che affermassero la vita, delle icone della donna media. Una, ad esempio, una contadina e laltra quella che chiamo la svampita, le ho ritratte come se fossero su un piedistallo, come eroine. Ma ho finito per fotografare solo quelle due. Le chiesi in unaltra occasione di parlarmi dei clown, che stava esponendo nella sua galleria, Metro Pictures. La sua risposta fu sorprendente: Ci sono voluti anni per trovare qualcosa che mi desse la possibilit di esprimere tutta la gamma di emozioni contrastanti che volevo comunicare, che provavo. Ho pensato che i clown avrebbero rappresentato questo vocabolario illimitato, e anche una sfida, per le diverse emozioni che suscitano. Non solo ironia e humor, ma anche tragedia e intensit, e la possibilit che dietro uno di loro ci sia un criminale o un pedofilo... Ci sono tante cose che si possono collegare a quellimmagine. Nel 2005 ho curato una mostra di quel che ho chiamato arte dell11 settembre, e ho chiesto a Cindy una delle sue opere. Mi ha mandato un clown, che sorride, ma che nellintimo triste. Nessuno ha chiesto cosa ci facesse un clown in quella mostra. Era in realt un paradigma dellarte dedicata all11 settembre, unimmagine di dolore. Ed era peraltro un autoritratto. Anche se ora le donne in politica hanno pi potere, nella retrospettiva del Moma ci sono almeno tre clown. (Traduzione di Maria Sepa)
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24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Classicamente

Sguardi Le mostre

di Nuccio Ordine

Vite da vivere
Ci sono di quelli che non vivono la vita presente, ma si preparano con molto zelo come se dovessero vivere non il presente ma una qualche altra vita; e intanto il tempo si perde e fugge via. Ma non ci concesso ricollocare la vita come una pedina: Antifonte sofista, gi nel V secolo avanti Cristo, ricordava ai contemporanei che era insensato non vivere la vita presente per prepararsi a vivere una probabile vita futura...

Visioni Alla National Gallery di Londra i due artisti a confronto

Turner, illuminato da Lorrain


Maestri del paesaggio con la medesima ossessione per la luce dellItalia: dalle antiche vedute romane alle marine inglesi che anticipano gli impressionisti
di SEBASTIANO GRASSO

e dovessimo prendere le cattive abitudini dei francesi per i quali Picasso e Modigliani sono parigini, potremmo dire che Claude Lorrain (Claudio Lorenese) romano. Nato a Champagne (in Lorena) nel 1600, a 16 anni viene nella citt papalina, dove si forma; quindi, a 25, rientra in Francia e lanno dopo si stabilisce definitivamente a Roma, per dedicarsi alla pittura di paesaggio. Quando muore, nel 1682, il Lorenese viene sepolto come da suo desiderio nella chiesa di Trinit dei Monti. Nel 1840, il suo corpo viene spostato in quella di San Luigi dei Francesi. Allievo del Cavalier dArpino, guarda ad Annibale Carracci e al Domenichino e, con Nicolas Poussin, certo uno dei maestri del paesaggio. Sulla sua tomba, la scritta: Rappresent in modo meraviglioso i raggi del sole allalba e al tramonto sulla campagna. E che Claude sia stato uno straordinario paesaggista deve averlo pensato anche linglese Joseph Mallord William Turner (1775-1851), il quale, nato circa un secolo dopo, lo ha saccheggiato a piene mani. Beh, forse il termine saccheggiato un po esagerato; diciamo allora che

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Eventi La mostra Turner inspired: in the light of Claude rimarr aperta alla National Gallery di Londra (nella Sainsbury Wing) fino al 5 giugno (www.national gallery.org.uk; Tel + 44. 20 77 47 28 85). Catalogo National Gallery Company (pp. 144, e 25) In mostra Sopra: un particolare del quadro di Turner (Keelmen Heaving in Coals by Night, 1835) che compare anche sul manifesto della mostra. A destra, dallalto: Claude Lorrain, Porto con limbarco della regina di Saba (1648) e Didone costruisce la citt di Cartagine di Turner (1815)

anticipando Picasso, occhio e pennello veloce Turner ha fatto man bassa di temi e tecniche dellartista franco-romano. Operazione, questa oggi normalmente definita dialogo estesa anche a Rembrandt, Poussin, Van der Velde, Canaletto, Rubens, Piranesi, Salvator Rosa, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Gainsborough, Watteau ed altri. Tant che qualche anno addietro la Tate Britain ha fatto una mostra sulle influenze di questi artisti su Turner. Che, poi, era pure uno simpatico, dotato di estro e fantasia. Si divertiva a rubare, rileggere, fare accostamenti, mistificare. Gli piaceva una localit? Spostava l il suo luogo di nascita. Negli ultimi anni della sua vita, addirittura, si spacciava per un am-

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La leggenda Si racconta che William, proprio in questa stessa galleria, fosse rimasto cos turbato da un quadro di Claude da piangere

miraglio in pensione. Ci non toglie che Turner sia stato uno straordinario artista e un grande innovatore, verso il quale gli impressionisti, e anche alcuni pittori contemporanei di casa nostra il siciliano Piero Guccione, per esempio hanno un debito enorme; maggiore, forse, di quello che lo stesso Turner ha con Claude Lorrain. Ad entrambi, Londra dedica uninteressante rassegna, a cura di Ian Warrell, Alan Crookham, Philippa Simpson e Nicola Moorby intitolata Turner ispirato. Nella luce di Claude. A confronto circa sessanta lavori (una quindicina di dipinti del Lorenese e oltre quaranta fra olii, guazzi e acquerelli dellartista inglese), in cui si evidenzia come la lezione di Lorrain abbia rivoluzionato la pittura di Turner. Esposti, fra laltro, capolavori come Il mulino (1648), Paesaggio con lo sbarco di Enea nel Lazio (1675), Le Havre: tramonto al porto (1832), Trasportatori di carbone su chiatte che scaricano di notte (1835). Due i punti focali: luce e suggestioni. Tutto cominciato alla National Gallery di Londra. Si racconta che Turner, durante una visita al museo, davanti al Porto con limbarco della regina di Saba, del

1648, sia rimasto talmente turbato, da mettersi a piangere. Da qui, lo scandaglio quasi ossessivo della tavolozza del maestro secentesco, che dipingeva la luce pura come laria italiana. Turner cos preso da Claude da riuscire, quasi senza accorgersene, ad importare le vedute romane e a farle diventare londinesi. Certo, la maggior parte dei dipinti di Claude sono dedicati allItalia; mentre quelli di Turner guardano per lo pi allInghilterra. Non manca, per, qualche puntata su Venezia, meta di tre soggiorni brevi ma intensi. Centinaia di disegni (appunti) gli servivano per sviluppare le immagini al momento di trasporle sulla tela. Turner era affascinato da come Lorrain riusciva a rendere tutto ci che riguardava il mare: bastimenti con le vele gonfie di vento, barche, porti, coste, luci, fuochi, barili vuoti che galleggiano. E la registrazione di fenomeni naturali (i temporali, per esempio) e la proiezione e il riflesso della luce sullacqua. Turner sposta in Inghilterra i paesaggi italiani di Lorrain? E Glasgow si ammanta dellatmosfera di Tivoli. Loperazione si ripete con Venezia. Per un frequentatore di teatri come Turner, la citt dei dogi rappresentava uno spettacolo nello spettacolo: scenari uguali, ma sempre diversi. Lartista inglese ha visto il dissolversi di grandi imperi; il disfacimento e il declino di Venezia hanno unincidenza non indifferente. Creano in lui sentimenti contrastanti, parallelismi con Londra. Ad un amante di Shakespeare e delle belle donne, Venezia appariva il non plus ultra di un qualcosa atteso per tutta la vita, esistito sino ad allora solo nella fantasia e che, adesso, diventava tangibile. Studiava la citt, ma anche gli occhi neri, sopracciglia arcuate e le dolci espressioni delle veneziane, ricorder lord Byron. Da qui una serie di interpretazioni visionarie e romantiche. Nascono cos molte sue vedute dove il colore riesce ad annullare confini e distanze fra soggetti terrestri ed atmosferici: sullo sfondo il paesaggio si annulla inghiottito da un sogno che diventa sempre pi evanescente. come se Turner volesse applicare la nebbia londinese al paesaggio italiano. Il paesaggio cos com lo interessa sino ad un certo punto. Preferisce comporlo e scomporlo a suo piacimento. E perdersi nelle nebbie italiane portate da casa. Il mio stile soleva dire latmosfera!.
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Allestimento Rigore scientifico Catalogo

A Maastricht la 25esima edizione di Tefaf: oltre 250 espositori, soltanto 14 gli italiani

di PAOLO MANAZZA

Moore da 600 kg e 27 milioni, un Picasso da 5: la fiera delle fiere

e qualcuno non crede alla sindrome di Stendhal deve venire qui, al Tefaf di Maastricht. The European Fine Art Fair la fiera di tutte le fiere dellarte. Numero uno al mondo. Far sorridere ma cos. Con un po di fortuna potreste persino assistere in diretta a qualcuno che sviene. Colpito dalla mitica sindrome, detta anche di Firenze, che induce tachicardia, capogiro e vertigini in soggetti messi al cospetto di opere darte di straordinaria bellezza. Anni fa una giovane signora francese cadde, si dice, come un sacco vuoto in mezzo allo stand Landau Fine Art (una celeberrima galleria canadese che sul proprio sito spiega: Solo capolavori). Tutti andammo a vedere. Della signora nemmeno lombra ma intorno cerano venti tele di Picasso dipinte tra il 1910 e il 1960. Il Tefaf cos. Memorabile la lezione del 2009. In piena tempesta finanziaria questo circo dellarte riusc a stupire tutti. Esponendo, al posto delle firme fashion style vendute a cifre milionarie sino allanno prima, la vecchia e vera qualit. Quel marzo i collezionisti yuppies, nel migliore dei casi, erano ri-

masti a piangere davanti agli schermi dei computer con gli indici in picchiata. Nel peggiore, stavano in galera. Cos il ritorno alla grande pittura e alle opere colte fu un successo inaspettato. Oggi il Tefaf compie venticinque anni.

DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25

Cotture brevi

Sguardi La musica

di Marisa Fumagalli

Allinsegna dellinsipido
Pillole di saggezza culinaria: Il sale spesso viene scambiato per il gusto delle cose; invece, una carota appena raccolta non ha bisogno di nient'altro per essere buona. Una zucca cotta gentilmente in padella e condita con poco sesamo perfetta cos. Lo scrive Pietro Leeman, guru della ristorazione vegetariana, per l'allievo Simone Salvini: a giorni, in libreria con Cucina vegana (Mondadori), il lato estremo del menu senza prodotti animali.

Personaggi Gli spartiti del grande filosofo vennero accolti allepoca con parole gelide o brutali
go che la prima sia migliore della seconda. Cera modo migliore di dire al filosofo che non era fatto per la composizione musicale? Nel 1872, il 20 luglio, Nietzsche manda la sua Manfred-Meditazione a Hans von Blow. In un progetto di lettera a lui destinato, Nietzsche scrive: Della mia musica so soltanto che mi permette di dominare una disposizione affettiva che, se insoddisfatta, produrrebbe forse maggiori danni (29 ottobre 1872). Il direttore dorchestra risponde con rara brutalit; Nietzsche reagisce a questa violenza con uno sbalorditivo Venerato signore. Blow reputa che la sua sia una non-musica e che debba smettere urgentemente di comporre. Nietzsche acconsente, ringrazia, si scusa. E dopo aver composto Manfred, per sei anni, non scrive una sola nota Nel 1887, in rotta con Wagner, Nietzsche invia lo stesso spartito a Brahms, nemico del compositore di Bayreuth Risposta dellinteressato su una cartolina: Johannes Brahms si permette di esprimerle i ringraziamenti pi fervidi per linvio che considera come un onore di cui le debitore. In omaggio di grande stima. Nietzsche aveva mandato lo stesso spartito a varie persone. Brahms fu lunico ad accusare ricevuta in questo modo gelido e formale. Locchio nero della madre, la perfidia di Wagner, la brutalit di Blow, il sussiego di Brahms privano Nietzsche dellaudacia, che a questo punto viene diretta verso la prosa. Lincompiutezza, la mancanza di risultati della sua opera musicale sono il segno di queste castrazioni. Ma nel tempo stesso in cui sentiamo cantare la prosa filosofica, scopriamo, sotto lo spartito nicciano, un leggero soffio che sar percepito dai rivoluzionari della musica nel XX secolo. Lultimo Skrjabin, il primo Arnold Schnberg sembrano partire dal canto delicato emanato dalla musica di Nietzsche. Se il cosmo ha deciso che uno dei suoi ospiti effimeri sar rivoluzionario, qui o altrove, questi lo diventa. Amor fati Post scriptum: lUniversit popolare della musica creata a Como dal mio amico direttore dorchestra Bruno Dal Bon funziona come un anti-Bayreuth, almeno nel senso che la bella idea del festival tedesco diventata una brutta realt: cio la riunione mondana della lite aristocratica, finanziaria, borghese, industriale col pretesto di musica, belle arti e opera. In compenso Como una riattivazione dello spirito di Nietzsche che inaugur il progetto di Bayreuth negli anni Settanta del XIX secolo: unoccasione di rivoluzionare la politica attraverso lestetica, con la musica che diventa unattivit capace di creare le condizioni di unautentica repubblica, nel senso etimologico, una cosa pubblica. In maniera immanente, questa Universit popolare della musica italiana formula una micropolitica concreta in grado di opporre una microresistenza ai microfascismi che proliferano nel corpo sociale europeo. Una goccia dacqua, certo. Ma che ognuno porti la propria. Gli oceani impetuosi non sono che un insieme di gocce. (Traduzione di Daniela Maggioni)
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di MICHEL ONFRAY
opo un concerto dedicato alle opere di Nietzsche, il mio amico pianista Vahan Mardirossian mi spieg un giorno, con lo spartito in mano, che Nietzsche aveva idee musicali magnifiche, ma che non ne portava a buon fine nessuna. Per quale ragione? Probabilmente perch, oltre che dalla madre, dovette subire la sua castrazione da Wagner, da Hans von Blow e da Brahms, il che, bisogna riconoscere, non cosa da poco per una virilit da artista Figlio e nipote di pastori protestanti, Nietzsche voleva essere compositore. La madre gli intim di diventare ministro del culto protestante, ritenendo che la formazione musicale legata a questo genere di professione, pur in mancanza di vocazione,

Il musicista Nietzsche, stroncato


sarebbe bastata a placare la sua sete di musica Nietzsche rinunci alla carriera musicale, si impegn negli studi di teologia, prima di rinunciarvi in favore della filologia, e poi della filosofia, materia in cui fu geniale autodidatta. La sua iniziazione filosofica avviene con Schopenhauer. Lautore del Mondo come volont e rappresentazione , con Pitagora e Platone, il filosofo che ha pensato meglio la musica alla quale lascia un posto architettonico nella propria opera: essa non riflesso del mondo, ma mondo; non ha bisogno del mondo per essere; non riproduzione di una Idea, ma forma stessa del Volere; quindi un mondo senza il mondo, fuori del mondo. La musica d senso a questo mondo poich, essendo il mondo solo unimmensa valle di lacrime (oscilliamo continuamente fra la noia, che ha la sua rappresentazione sociale la domenica, e la sofferenza, che satura il resto della settimana), essa arresta il movimento di bilanciere fra noia e sofferenza. Fra la morale della piet e la negazione del voler-vivere, la musica una consolazione, perch consente la contemplazione estetica che ci protegge dalla tirannia del Volere. Quando la Germania vince la guerra del 1870, Nietzsche ritiene che labbia persa poich, per conseguire una vittoria, bisogna rinunciare allumanit Propone di riconquistare lo spirito e fa della musica il cavallo di Troia di questa guerra della cultura: la Germania deve creare un mito come la Grecia

Wagner, von Blow e Brahms ne scoraggiarono i tentativi ma nella sua prosa sentiamo cantare un soffio rivoluzionario

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Michel Onfray parteciper al seminario Nietzsche filosofo musicista (sopra: Nietzsche in un ritratto di Munch del 1906), che lUniversit popolare della musica di Como, diretta da Bruno Dal Bon, organizza il 22 marzo (ore 17) alla Biblioteca comunale di Como. Partecipa Jean-Yves Clment. Il libro di Onfray pi recente uscito in Italia Estetica del Polo Nord (Ponte alle Grazie)

cre un mito con la tragedia, al fine di cristallizzare lanima di un popolo e creare unEuropa dellintelligenza e della pace. Tale mito sar lopera, il dramma musicale wagneriano. A 24 anni, Nietzsche incontra Wagner e si pone intellettualmente al suo servizio: nella Nascita della tragedia, del 1872, teorizza la salvezza della Germania attraverso la musica wagneriana. Questa teoria sfocia in una pratica: il teatro di Bayreuth pensato come tempio post cristiano della rinascita tedesca, quindi europea. Ahim! Ledificio costruito con capitali di ricchi borghesi, banchieri, industriali, federa questa mafia danarosa, ma terribilmente stupida. L regna lantisemitismo: Wagner antisemita, Nietzsche vomita lantisemitismo. Nel braciere in cui fa precipitare Wagner, Nietzsche getta anche Schopenhauer. Si dedica a Epicuro e allepicureismo, poi si liberer dalle nebbie intellettuali e musicali del Nord con il Mediterraneo e con Georges Bizet, trasformato in anti-Wagner emblematico: Carmen come antidoto a Parsifal! Bizet il rimedio al veleno. Cos come aveva fatto abbondante uso del filtro tossico wagneriano, ora Nietzsche consuma un Bizet intellettualmente supervitaminizzato

grazie alle proprie cure: lo ascolta pi di venti volte al concerto, dice che laudizione di questa opera trasforma chi lascolta in opera darte. Carmen una musica perfetta, leggera, duttile, rifinita, cattiva, raffinata, popolare, fatalista, gaia e per dirla tutta africana! Fra wagnerismo e bizetismo, Nietzsche stato castrato dal trio Wagner/von Blow/Brahms che Wagner detestava Nel 1869, invia a Wagner, per la sua festa, la prima versione dello spartito del suo Inno allamicizia. Lavoro che non piace al Maestro, che lo fa sapere a chi sa intendere Cos, dopo il Natale del 1874, il Maestro scrive a Nietzsche rimasto a Basilea: Sposatevi o componete unopera: due soluzioni che sono ugualmente pessime. Tuttavia, riten-

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Il giudizio di Wagner Sposatevi o componete unopera: due soluzioni che sono ugualmente pessime. Tuttavia, ritengo che la prima sia migliore

HENRI FANTIN-LATOUR, AL PIANO (1885), MUSE DORSAY

Apertosi al pubblico venerd scorso, prosegue sino a domenica prossima. Oltre duecentocinquanta tra i migliori mercanti darte e antiquariato al mondo offrono alla vista un parterre ineguagliabile. Per vedere e trattare opere di tutte le tipologie. Dallarcheologia

Sopra e a sinistra: due scorci della Tefaf di Maastricht (www. tefaf. com). A destra dallalto: Figura inclinata (1977) di Henry Moore e un gioiello di Dal (Ansa)

ai pittori primitivi fondo oro sino agli ultimi contemporanei di grido newyorchesi. Il Tefaf lunica mostra-mercato al mondo che copre seimila anni di eccellenza nelle arti applicate e figurative. Solo quattordici le gallerie italiane presenti. La selezione per entrare terribile. Mediamente le richieste di partecipazione superano il triplo di quelle accettate. Ma il vero e grande punto di forza del Tefaf sta nel Vetting (il comitato di esperti che passa al vaglio ogni opera prima di dare lassenso per appenderla negli stand). Ventinove commissioni internazionali, formate da centosettantadue esperti in tutti i campi dellarte rappresentati in fiera, verificano qualit, autenticit e condizioni di ciascun oggetto. Il pubblico, di collezionisti privati ma anche direttori e conservatori dei musei pi importanti al mondo, questo dettaglio lo conosce bene. E compra. Nel 2007 le vendite ufficiali avevano sfiorato gli 800 milioni di euro. Nelle edizioni successive, e probabilmente anche in quella attuale, gli acquisti sono stati sempre considerevoli. Ma la maggior parte degli affari arriva dopo la fiera. Durante il Tefaf vengono siglati

accordi di massima, mentre transazioni e consegne slittano a dopo. Il pi delle volte si concludono nei Paesi con maggiori agevolazioni fiscali per gli scambi di opere darte come la Svizzera, il Canada o gli Usa. Secondo alcune recenti ricerche molti dei galleristi presenti a Maastricht raccolgono tra il 40 e il 70 per cento del loro fatturato annuo negli undici giorni della fiera. Nata come una piccola mostra di provincia, dedicata alla pittura antica fiamminga e olandese, il Tefaf ha saputo imporsi sino a diventare una star. Oggi un appuntamento imperdibile. Anche per i collezionisti italiani. Nello stand Dickinson campeggia un Picasso del 1967 (5 milioni di euro) e un corposo olio di Degas del 1885 (6,3 milioni). Da Colnaghi una Crocefissione di Rubens offerta a 3,5 milioni. Landau propone per 27 milioni di euro una Figura inclinata di Henry Moore (peso massimo da 600 chili, finora mai apparso sul mercato, una delle opere di maggiori dimensioni dellartista inglese). Ma la fiera stracolma anche di opere deliziose a prezzi abbordabili, a partire da qualche decina di migliaia di euro.
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26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

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La stessa porta

Sguardi Il laboratorio
Imprenditoria Nel capannone di Trezzano sul Naviglio

di Emanuele Buzzi

Un marinaio in America
Corto Maltese sbarca di nuovo negli Stati Uniti. E prova a dare filo da torcere agli eroi made in America. Dopo oltre ventanni, a inizio marzo stata ripubblicata La ballata del mare salato (da Rizzoli Usa). Ad aiutare il personaggio di Hugo Pratt nellimpresa, c un traduttore prestato dalla tv: Hall Powell, sceneggiatore (del serial Law and Order), ma anche fotografo e pittore. Solo linizio di una nuova avventura.

Larte di conservare larte


La Gioconda al Louvre, la Corona dInghilterra, i manoscritti di Qumran Goppion, lazienda milanese che custodisce (e protegge) i gioielli dellumanit
di ALBERTO MELLONI

onosciamo tutti quel double pas che ha tanto intrigato la filosofia estetica e che ciascuno ha provato davanti a un vero capolavoro. Un verso di Solomos, un divano di Magistretti, una bifora di Borgogna, un Giotto, una foto di Doisneau ma anche il com di un falegname senza nome del Settecento, il paesaggio che certe strade provinciali custodiscono come un segreto... Tutte agitano due distinti movimenti. Da un lato quello che ci porta ad entrare per capire di pi, conoscere di pi, a guardare di pi, pi da vicino, usando il tatto come unestensione della vista. E dallaltro il senso di dover abbassare lo sguardo, una specie di pudore che ci prende quando fra la nostra anima cartavetrata dalla tecnologia e la realt non c pi il piatto mediatore di uno schermo, ma il trovarsi di colpo innanzi alla vertiginosa fragilit della condizione umana. Luno e laltro sono ci che ci fa tenere in casa un libro, che ci mette in coda per una mostra. O che pu scatenare in qualcuno una reazione distruttiva: il furore di chi martella le statue, sfregia i dipinti o assedia un teatro non per ignoranza, ma proprio perch capisce che quella lingua talmente personale da diventare universale e viceversa, non pu che essere insopportabile a chi si inimica lumano. Attorno a questo doppio passo la modernit ha costruito una industria speciale, che quella della cultura. Vediamo senza sentirci in colpa pale daltare strappate ai loro contesti: e spesso solo per questo che anzich rimpiangerne la distruzione le possiamo vedere. Vediamo migliaia di comparse recitare alla perfezione la parte che lo stereotipo assegna loro (italiani al Moma, giapponesi a Venezia, russi agli Uffizi) con numeri resi tollerabili da uno strato invisibile e corposo di tecnologia. Perch milioni di visitatori possono essere per un quadro anche peggio delle intemperie: non sono soltanto i milioni di mutande artistiche che con gli attributi del David fanno ricchi i bancarellai di mezzItalia, ma anche i milioni di sguardi curiosi, pudichi, violenti che qualcuno vorrebbe evitare al nostro patrimonio culturale facendone il tesoro privato di un ristretto numero di aristocratici del gusto, che parlano, sparlano, sbagliano come una corte decaduta. A impedire sia il sequestro sia la distruzione dellopera come atto parlante servono una scienza e unarte: la scienza di conservare larte, larte di conservare larte. Perch per mettere un vetro davanti a un quadro, basta un vetraio; per farlo parlare da dietro quel vetro, per incoraggiare chiun-

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Storia Nel 1956 il Museo degli Strumenti Musicali di Milano commissiona alla Goppion, piccola officina vetraria di Trezzano sul Naviglio, la realizzazione delle vetrine. Dopo essersi dedicata alla produzione di teche destinate allattivit commerciale, negli anni 80, Alessandro Goppion (figlio di Nino, il fondatore), riconverte lazienda alla vetrinistica museale Simboli Nel 2005 la Goppion ha realizzato le teche per la Gioconda al Louvre. Tra le sue realizzazioni: le vetrine che accolgono i gioielli della corona a Londra, quelle che proteggono il Compianto del Mantegna a Brera. Inoltre: le vetrine per il Newsmuseum di Washington, il Museum of fine arts di Boston, lo Shananxi History Museum di Xian, lOpera del Duomo di Firenze Donazioni Al termine dellostensione nel Battistero di Firenze delle icone di Rublv, Dionisij e di Pskov (provenienti dal Tretyakov di Mosca), la Goppion ha deciso di donare al cardinale Giuseppe Betori le tre teche che hanno ospitato i capolavori. Oggi, domenica 18 marzo, una cerimonia interreligiosa alle 18 conclude levento Appuntamenti Luned 26 marzo a Parigi si terr il vernissage della mostra che il Louvre dedica alla SantAnna, lultimo capolavoro di Leonardo (dal 29 marzo al 22 giugno). Le vetrine sono state realizzate da Goppion

brevetta cerniere e viti troppo grandi o troppo piccole per la fantasia di un ingegnere normale ebbene che questa azienda collabori col Politecnico di Milano, dove la ricerca sul bene culturale una punta avanzata, normale. Ma che Paola Barocchi, quella che riusc ad imporre il Vasari perfino alla Rai degli sceneggiati, sia stata uno dei grandi interlocutori di questa impresa un segnale. O che Carlo Pincin s, quello di Marsilio e Machiavelli possa essere citato come uno degli ispiratori del lavoro di questa bottega dellarte fuori tangenziale ovest la cifra di una attenzione allumanesimo che spiega i successi di Goppion (e tanti insuccessi di chi con quelleredit non si misura). Allora bene sapere, e ripetere, che la protezione e la stabilit della Gioconda al Louvre, la sicurezza dei gioielli della corona dInghilterra, i manoscritti di Qumran, il Compianto del Mantegna alla Pinacoteca di Brera, le sale di Santa Maria Novella, del Getty Research Institute, gli impressionisti del Muse dOrsay, la Jameel Gallery del Victoria and Albert Museum di Londra, il Newseum di Washington, latrio della Convenzione al

que a farsi tentare da quel double pas che dicevo allinizio serve unaudacia in pi. In cui lItalia non quella piagnona, laltra ha storie bellissime da raccontare: come quella dellingegner Nino Goppion, la cui insegna Vetrine, arredamenti e affini nel 1952 non doveva lasciar presagire cosa sarebbe accaduto allimpresa che di questo signore porta il nome. Uno che laulica prosopopea erudita del Dizionario biografico degli italiani non pot censire (grazie a Dio, il Dbi online pu rimediare tali errori) ma che nella Milano del 1956 fece le teche del Civico Museo degli antichi strumenti musicali. Un primo esempio di quella arte di conservare larte nella quale la sua azienda, una generazione dopo, sarebbe diventata leader mondiale senza clamore e senza incentivi, in un rapporto insolito con il mondo della cultura in senso lato e con un Paese che prima di decidere di battersi per far entrare la cultura almeno nella formula del cultural heritage nel programma Horizon2020 ha dovuto lottare con le sue inerzie, le sue piccole avidit, le pigrizie politiche dalle quali non si guarisce dicendosi tecnici, ma rimboccandosi (tecnicamente) le maniche. Perch che una azienda che fa museotecnica davanguardia, controlla i microclimi,

La teca della Gioconda e, in alto, un angolo della fabbrica Goppion. A destra: linterno del Museo della Scienza e della Tecnica di Firenze

quartier generale della Croce Rossa a Ginevra, lAmbrosiana, il Museum of Fine Arts di Boston, il Shaanxi History Museum di Xian, lOpera del Duomo di Firenze ebbene sapere e ripetere che tutti questi hanno in comune la bravura nata in questo capannone di Trezzano sul Naviglio che assomiglia a una grande bottega, con i tavoli dei designer che affacciano sui tavoli e i muletti dei costruttori. Un successo celebrato poche settimana fa allambasciata dItalia a Parigi con la realizzazione delle teche che proteggeranno lala di arte islamica del Louvre, nuovo capolavoro dellintelligenza italiana allestero. Una risposta la si pu forse azzardare: a differenza di ben pi banali prodotti e imprese, Goppion non fa istintivamente parte del vanto italiano proprio perch non nasce in una nicchia deserta del mercato o nella discrezionalit della spesa pubblica, ma entrata in un mercato globale con le sue gambe e con un legame forte con quella cultura della unit del sapere che Galasso ha descritto da par suo su LAcropoli. Questa cultura (sarebbe) la grande chiave con cui parlare al balbettante costituzionalismo arabo, alla sanit cinese, al bisogno di filologia di mezzo mondo: ma bisogna saperla vedere, saperla leggere.
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Calendario

a cura di STEFANO BUCCI

VENEZIA
Leredit di Diana stata una delle donne pi potenti della moda del Novecento. A Diana Vreeland (1903-1989) dedicata una retrospettiva che non solo una sfilata di abiti dautore (da Saint Laurent a Givenchy) ma anche un percorso ideale (documenti, riviste, cataloghi, libri, oggetti personali) nel gusto di unepoca. Quella di Jackie e Veruschka. Palazzo Fortuny Fino al 25 luglio Tel 848.7082.000

BOLOGNA
Erotico labbandono Uninstallazione di tre giorni (23, 24 e 25 marzo), realizzata dalla regista, scrittrice e performer Valeria Paniccia. Un lavoro che ci fa entrare nei cimiteri con uno sguardo lontano dai tab. E che (attraverso questo universo di figure femminili) ci racconta in qualche modo anche lerotismo nella scultura monumentale italiana tra Otto e Novecento. Palazzo di Re Enzo 23, 24 e 25 marzo Tel 051.22.45.00

FIRENZE
Cercando il sogno americano Da Nick Cave a Thomas Doyle, da Mandy Greer a Patrick Jacobs: undici artisti contemporanei si misurano con lincertezza delloggi. Fantasia, immaginazione e sogno per costruire unalternativa ad una realt sempre pi complessa e difficile. Cercando di costruire (per una volta ancora) il mito dellAmerican way of life. Palazzo Strozzi / Strozzina Fino al 15 luglio Tel 055.39.17.137

PALERMO
Artiste di Sicilia Dal 1850 al secondo Dopoguerra, dagli ultimi splendori dei Gattopardi allUnit. Trentatr sono le artiste (da Elisa Maria Boglino a Carla Accardi) che hanno fatto della Sicilia il proprio laboratorio eccellente. La mostra concepita (tra laltro) come una serie di piccole personali, per meglio scoprire e comprendere lidentit di ognuna. Reale Albergo delle Povere Fino al 25 aprile Tel 091.42.23.14

DRESDA
Divisi ma uniti Il destino della Germania (un destino diviso ma unito) al centro dellesposizione che mette insieme opere comprese tra il 1945 e il 1998. Una raccolta di stili pittorici (ma ci sono anche fotografie e video) ma anche di sensazioni: dal bombardamento di Dresda del drammatico quadro di Lachmit al silenzioso gruppo di amici dipinti da Koethe nel 1988. Staatliche Kunstsammlungen Fino al 27 gennaio 2013 Tel + 49.351.49.14.20.00

NEW YORK
Nella testa di David Nato a Ancona nel 1966, poi studi darte a Londra e (nel 2009) la consacrazione internazionale con la nomination al Turner Prize, Enrico David propone qui una serie di nuovi lavori (acrilici, disegni su carta, ritratti ma anche paraventi) inseriti nel progetto Head Gas. Opere concepite, spiega David, come un atto di volont contro lalienazione. New Museum Fino al 22 aprie Tel 001.212.21.91.222

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CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

Viva Liala!

Sguardi Il museo

di Roberta Scorranese

Larte di accontentarsi (in amore)


NellInghilterra vittoriana Lily Wilson, figlia di una vedova di provincia, diventa cameriera della poetessa Elizabeth Barrett. Ne vive le ansie, i fremiti e lamore per il poeta Robert Browning. Quasi annullando la sua vita in quella di Liz. Nel romanzo di Margaret Forster Lo sguardo di Lily (Dalai, pp. 576, e 22), la storia di un amore per interposta persona. Non erano pochi in passato, quando le donne facevano dellaccontentarsi unarte raffinata.

Fenomeni Come un milione e duecentomila visitatori hanno trasformato la citt

Benvenuti a Metz, la Bilbao francese


dal nostro inviato STEFANO MONTEFIORI
METZ Si arriva a Metz da Parigi, dopo neanche unora e mezza di Tgv, in una stazione ferroviaria di solido stile teutonico: siamo nel capoluogo della Lorena, che assieme allAlsazia divent nel 1871 e tale rimase per quasi cinquantanni terra dellImpero tedesco. Tra le tante ragioni che allinizio degli anni Duemila suggerirono di costruire qui la prima sede regionale di un grande museo, ci fu la volont di marcare linteresse e lamore della Francia per un territorio un tempo caduto in mano straniera (ci vollero una Guerra mondiale e alcuni milioni di morti per recuperarlo). Dal 2010 Metz non vanta pi solo la cattedrale medievale, una storia molto pesante, gli altiforni chiusi e gli alberi di mirabelles (le susine gialle): a due minuti a piedi dalla stazione, lo spettacolare Centre Pompidou-Metz, inaugurato dal presidente Nicolas Sarkozy il 12 maggio di due anni fa, ha ricevuto finora oltre un milione e 200 mila visitatori. Nel primo anno ne attendeva 250 mila, ne arrivarono oltre il triplo. Vengono da Parigi, dalla vicina Germania e dal Lussemburgo, e molti olandesi che scendono verso il Mediterraneo ormai hanno preso labitudine di fare una sosta qui, dice Emmanuel Martinez, uno dei dirigenti del museo. Leconomia della citt comincia a cambiare, ristoranti e caff sono pieni e ne nascono di nuovi. Da quando il museo ha aperto le visite alla cattedrale sono aumentate del 50 per cento, lufficio del turismo lavora il doppio e i commercianti stimano che almeno il 40 per cento di chi compra il biglietto del museo poi vada anche a acquistare qualcosa nei negozi del centro. Le opere darte contemporanea scelte tra le 65 mila del Centre Pompidou di Parigi (impossibile esporle tutte nella casa madre) stanno diventando loccasione per la crescita e la trasformazione della zona. Vogliamo approfittare della frequentazione aumentata e della nuova immagine della citt, dice il sindaco Dominique Gros. Socialista, difensore di un progetto varato dal suo predecessore centrista Jean-Marie Rausch, Gros parla di effetto Bilbao, citando uno dei casi di scuola della politica culturale degli ultimi ventanni: una citt di medie dimensioni e importanza regionale, dallimmagine appannata per varie ragioni, emerge dalloblio grazie a un grande gesto culturale. In Spagna fu, nel 1997, il Guggenheim dellarchistar americana Frank Gehry a scuotere leconomia stagnante della citt basca. I 132 milioni di euro investiti nel progetto vennero interamente ammortizzati gi dal primo anno di entrata in esercizio, perch le spese complessive dei visitatori fecero aumentare i ricavi di Bilbao di 144 milioni di euro. Dieci anni dopo lapertura, il Guggenheim portava alla citt basca circa 210 milioni di euro lanno. E a Bilbao dopo la nascita del Guggenheim i congressi sono passati da 90 a 900 in dieci anni continua il sindaco Gros . Ecco perch anche noi stiamo costruendo una nuova struttura per le conferenze. Lobiettivo cercare di trattenere i visitatori il pi a lungo possibile, usando lattrattiva del centro dar-

Due anni fa ha aperto il nuovo Centre Pompidou: oggi la cultura ha animato e rilanciato leconomia

Dallalto: la citt di Metz vista dalla Galleria 3 del Centre Pompidou; una mappa della regione (Metz, capoluogo della regione della Lorena e del dipartimento della Mosella, si trova nel nord-est della Francia, alla confluenza del fiume Mosella con la Seine); lesterno delledificio; uno scorcio della mostra dedicata ai fratelli Bouroullec

te. Musei appariscenti nascono nellOhio (il nuovo Akron Art della Coop Himmelb(l)au), a Graz (la Kunsthaus di Peter Cook e Colin Fournier), a Milwaukee (lArt Museum di Santiago Calatrava) o a Mentone (il Cocteau di Ricciotti). La cultura come motore delleconomia una possibilit studiata in Sudafrica, dove le speranze di risanamento della Johannesburg degradata e in preda allapartheid di classe vengono riposte su Newtown, il nuovo quartiere culturale dei teatri e delle gallerie darte. In Francia lidea di creare nuovi poli di interesse nasce anche dallesigenza di decentralizzare la cultura: coerentemente con la storia e la struttura stessa dello Stato, quasi tutto concentrato a Parigi, e i piccoli musei nel resto della Francia finora non hanno mai potuto affiancare in popolarit le grandi istituzioni culturali della capitale. Ecco come nata liniziativa di esportare prima il marchio Pompidou, a Metz, e poi quello Louvre a Lens, nel depresso dipartimento settentrionale del Pas-de-Calais (aprir il 4 dicembre 2012). Il Louvre Abu Dabi, che sar inaugurato lanno prossimo negli Emirati Arabi Uniti, porta invece alle estreme conseguenze la volont di valorizzare in termini di influenza internazionale il patrimonio culturale francese. Il Centre Pompidou-Metz costato 70 milioni di euro, pagati dalle istituzioni locali e nazionali e dallEuropa (un contributo non decisivo, solo 2 milioni). Come a Bilbao, essenziale che siano di alto livello non solo le opere esposte, ma ledificio che le contiene: la gara per la costruzione del museo venne vinta nel 2003 dallarchitetto giapponese Shigeru Ban associato al francese Jean de Gastines. Ne nato un immenso vascello dalla struttura in legno, con unasta alta esattamente 77 metri (riferimento al 1977, anno di apertura del Centro Pompidou realizzato a Parigi da Renzo Piano e Richard Rogers). Il contenitore entra in concorrenza con il contenuto: per fare parlare di s bisogna colpire lattenzione con edifici audaci e degni essi stessi di una visita. Il progetto che ha vinto per il Louvre-Lens, degli archi-

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La storia Il Centre Pompidou di Metz stato inaugurato dal presidente Sarkozy il 12 maggio 2010 (i lavori erano iniziati nel novembre 2006). Laurent Le Bon (nella foto sopra) ne lattuale direttore. Il progetto architettonico firmato da Shigeru Ban e Jean de Gastines. Ledificio ospita opere scelte tra le 65 mila della collezione del Centre Pompidou Le mostre Attualmente sono in corso (tra laltro) unesposizione dedicata ai designer bretoni Bouroullec (fino al 30 luglio) e una sullamericano Sol Lewitt, in particolare sui suoi disegni realizzati tra il 1968 e il 2007 (fino al 27 luglio) Info: www.centre pompidou-metz.fr)

tetti giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, pi minimalista del Pompidou-Metz ma ha anchesso lambizione di essere unopera darte autonoma. Franoise Benhamou, autrice del testo di riferimento Lconomie de la culture (La Dcouverte), docente allUniversit di Paris XIII, tiene a ridimensionare il carico di responsabilit che negli ultimi anni si tende ad addossare a queste opere. Metz ha in comune con Bilbao la natura di citt de-industrializzata che grazie al museo sta riuscendo a costruirsi una nuova identit dice . Questo indubbiamente un dato positivo, ma bisogna essere prudenti. Un edificio culturale pu essere uno dei tanti elementi di un dispositivo pi complesso. Serve anche altro, le infrastrutture per esempio. Da questo punto di vista il Pompidou-Metz avvantaggiato: forse lunica grande istituzione al mondo a trovarsi direttamente alluscita di una linea di alta velocit ferroviaria, sfiorato dalle autostrade che tagliano lEuropa da Nord a Sud e da Est a Ovest. Certo che il Pompidou utile alleconomia di Metz continua la Benhamou . Contesto per la tendenza, anche dei politici, di lasciare credere che se un giorno non avremo pi petrolio sar la cultura a salvarci. Il Louvre di Lens ubbidisce alla stessa logica. unottima idea, importante solo se sar capace di attirare altre strutture. A Metz, citt di 120 mila abitanti allinterno di un agglomerato di 400 mila, i benefici si vedono gi ma un primo vero bilancio verr tracciato nellarco di cinque anni. Nella Francia della de-industrializzazione, delle fabbriche che si trasferiscono allestero (dalla siderurgia alle automobili), lottima partenza del Pompidou-Metz la tentazione del rifugio nelleconomia immateriale. La prossima grande esposizione, intitolata 1917, si aprir il 26 maggio e presenter centinaia di opere realizzate esclusivamente in uno degli anni pi drammatici del XX secolo. Metz torner a guardare alla sua storia, attraverso la fibra di vetro e teflon del suo avveniristico centro darte. Twitter @Stef_Montefiori
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28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Percorsi
Storie, date, reportage, racconti, patrimonio

Lautore
Paolo Bacilieri (Verona, 1965), diplomato allAccademia di Belle Arti di Bologna, debutta nel fumetto nel 1982, lavorando con Milo Manara. Sono appena usciti in libreria i suoi due ultimi lavori: Sweet Salgari (Coconino press - Fandango, pp. 160, e 17,50), biografia a fumetti del grande narratore davventura; e Adis Muchachos, realizzato a quattro mani con Matz (Rizzoli Lizard, pp. 128, e 17), un noir tropicale tratto da un romanzo di Daniel Chavarra.

Graphic novel di Paolo Bacilieri

Lucilla e

larcobaleno

DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

RRR

Un pomeriggio come tanti nel centro di Milano. La protagonista, cinquantenne troppo impegnata e sempre grintosa, si divide tra il lavoro in una casa editrice, lo spuntino al parco e un saluto alla nonna. Poi la sorpresa: un piccolo miracolo primaverile in mezzo al traffico

30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Luci a Mezzogiorno

Percorsi La data 20.05.1912-20.05.1973 Il pessimo compleanno di Nereo Rocco a Verona

di Giovanni Russo

Ritratti di un tempo che fu


I racconti di Giovanni Picardo, Pietre del Sud (Stamperia del Valentino) fondono passato e presente: le memorie dellultimo brigante e il fuoco intellettuale di Giordano Bruno; i minatori italiani soffocati dallo scoppio in una miniera in West Virginia; i ritratti di Annarella, la generosa prostituta del Vomero, e di Lupo di strada o Cocco, personaggi di paesini solitari. Storie che tengono viva la memoria di una realt che altrimenti andrebbe perduta.

Ricorre a maggio il centenario del grande allenatore del Milan, che lo stesso giorno 61 anni dopo perse allultima giornata la stella del decimo scudetto. Fu accusato di fare catenaccio, ma schierava tre punte pi Rivera e fu il primo italiano a conquistare la Coppa dei Campioni

VITA E MIRACOLI DEL PARN DEUROPA


di ANTONIO CARIOTI

e mbriago perch no go squadra. Era la primavera del 1973. E lallarmata confidenza di Nereo Rocco allamico Gianni Brera, durante una cena annaffiata pi del solito dal buon vino, suonava esagerata. Il Milan accusava un calo rispetto a qualche mese prima, ma restava primo in classifica ed era in finale di Coppa delle Coppe. A dispetto di quanto si diceva sul difensivismo di Rocco, i rossoneri si apprestavano a stabilire il record di reti per il campionato a sedici squadre (alla fine sarebbero state 65) e avevano disputato quella che tuttora la partita con il maggior numero di gol nella storia della Serie A (Milan-Atalanta 9-3, 15 ottobre 1972). Rocco tuttavia si vantava di conoscere i suoi ragazzi meglio dei loro padri: li aveva forgiati o rigenerati (era specialista nel recuperare giocatori ritenuti in disarmo) uno per uno, con i metodi bruschi e paterni che, assieme allorigine triestina, gli avevano procurato il soprannome di Parn (padrone). Dopo unannata al vertice, la spia della benzina segnava rosso fuoco. La finale europea di Salonicco, contro i poderosi inglesi del Leeds, fu una battaglia disperata, in mezzo al fango, e anche un mezzo furto: il Milan segn al terzo minuto con un calcio da fermo di Luciano Chiarugi e si chiuse a riccio per il resto del match, portando a casa il trofeo grazie alle parate di Villiam Vecchi e a un arbitraggio piuttosto generoso. Quattro giorni dopo, sul campo di Verona, fu una catastrofe: la squadra rossonera, esausta, sub cinque gol dai giallobl e perse lo scudetto sarebbe stato il decimo, quello della stella allultima giornata, scavalcata dalla Juventus. Era il 20 maggio 1973: per una carognata del destino, il giorno del sessantunesimo compleanno di Rocco. Era nato nel 1912, figlio di un macellaio e suddito dellimpero asburgico. Il nonno si chiamava Ludwig Rock, viennese trapiantato in riva allAdriatico, poi il cognome era stato cambiato sotto il fascismo. Pochi come lui rappresentano Trieste, che gli ha intitolato lo stadio inaugurato nel 1992 e questanno dedica varie iniziative

al suo centenario: Rocco simboleggia lanima pi popolare e schietta della citt, ma anche la sua vocazione internazionale, dato che stato il primo (e per lungo tempo il solo) allenatore italiano di club a vincere in Europa. Il secondo, prima della rivoluzione di Arrigo Sacchi, stato il suo fedele allievo Giovanni Trapattoni. Espansivo, corpulento (qualcuno lo paragonava allomino dei pneumatici Michelin), allo stadio teneva il cappello sempre calcato in testa. Di lui nella memoria collettiva sono rimasti soprattutto gli aneddoti curiosi, lironia istintiva, lumanit travolgente. Dice tutto il nomignolo Parn, ormai proverbiale per i veneti burberi, ma dal cuore grande: cos veniva chiamato ad esempio Giulio Nascimbeni, tifoso rossonero e storico capo della redazione cultura del Corriere.

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Dal 15 maggio al 31 luglio si tiene a Trieste la mostra multimediale Nereo Rocco. La leggenda del Parn, dedicata al grande tecnico, nel centenario della nascita. un itinerario interattivo, ricco di oggetti personali, testimonianze, appunti, foto e filmati. La rassegna,

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La provincia e la metropoli Con la Triestina invent il ruolo del libero e nel 1947-48 arriv secondo in Serie A. Poi vinse tutto a livello internazionale con un Milan che non aveva certo le risorse di Berlusconi

Il bel libro Nereo Rocco di Gigi Garanzini (Mondadori) una miniera infinita di testimonianze sugli scherzi, le abbondanti libagioni, le battute salaci (a volte fin troppo) sempre rigorosamente in dialetto triestino. La pi celebre resta la risposta a un cronista che, alla vigilia di Padova-Juventus, gli disse: Vinca il migliore. Ci, sperem de no, replic il Parn, che allenava i veneti. Ma Rocco non solo colore, niente affatto. anzi doveroso sottolineare il suo valore come tecnico, perch realizz alcuni piccoli miracoli calcistici. Arriv secondo al debutto da allenatore in Serie A nel 1947-48 con la Triestina, inventando il ruolo del libero; fece del Padova un piccolo protagonista degli anni Cinquanta, terzo in classifica nel 1957-58; vinse con il Milan nel 1963 la prima Coppa dei Campioni mai conquistata da una squadra italiana. Ma il capolavoro fu il ritorno in rossonero nel 1967, dopo una parentesi al Torino. La societ di via Turati non aveva allora le enormi risorse poi investite da Silvio Berlusconi e neppure pi quelle, notevoli, che in precedenza aveva elargito Andrea Rizzoli. Il presidente era un giovanissimo Franco Carraro, subentrato al padre Luigi morto da poco. E la campagna acquisti fu modesta, addirittura si concluse con un saldo attivo di 500 milioni. Arrivarono due atleti ritenuti bolliti, Saul Malatrasi e Kurt Hamrin, pi il portiere Fabio Cudicini, che la Roma aveva ceduto al Brescia. Si aggiunse a torneo iniziato il ventenne Pierino Prati, che vinse la classifica dei cannonieri alla sua prima vera stagione in Serie A, 1967-68, mentre il Milan conquistava scudetto e Coppa delle Coppe. Seguirono

realizzata dallassociazione Regola darte su impulso del Comune di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia, sar allestita al Magazzino 26 Porto Vecchio di Trieste. Il percorso affidato alle cure di Gigi Garanzini, che ha dedicato al Parn una biografia uscita nel 1999 da Baldini e Castoldi e riproposta in versione aggiornata da Mondadori nel 2009. Per informazioni: www.mostranereorocco.it Nella foto: Rocco con i suoi allievi Rivera e Trapattoni

nel 1969 la Coppa dei Campioni e lIntercontinentale. Tutto (o quasi) merito di Rocco: fu impareggiabile nel motivare i giovani e rilanciare i veterani, dando la priorit alle doti caratteriali. Prima che ai calciatori, guardava agli uomini, Si molto parlato di catenaccio del Parn, di una filosofia allinsegna del primo non prenderle. E di certo i giovanottoni del suo Padova (i famosi manzi) marcavano a uomo, senza complimenti. Anche nel Milan aveva predisposto quella che chiamava linea Maginot, peraltro ben pi solida delloriginale. Tuttavia il Diavolo di Rocco domin lEuropa schierando sempre tre attaccanti Hamrin, Prati e Angelo Sormani anche in casa del leggendario Manchester United. In pi cera il talento cristallino, ma non certo dedito alla copertura, del pupillo prediletto di Rocco: Gianni Rivera. Per lui stravedeva, era disposto persino ad accapigliarsi con Brera. Nella godibilissima conversazione tra i due (ora in parte disponibile su YouTube) filmata da Gianni Min a casa di Rocco, naturalmente davanti a parecchie bottiglie di quello buono, il Parn difende Rivera con toni quasi estasiati. In italiano sembra non trovare i termini adatti, che certo gli sarebbero venuti ben pi facilmente in triestino. Parla di fantasia, poi di arte, alla fine, un po esitante, arriva a dire genio. Fu anche per affetto verso Rivera che Rocco accett di tornare nel 1977 a prendere in mano un Milan allo sbando per disastri societari ed errori tecnici. Lo salv dalla retrocessione e per giunta si aggiudic la Coppa Italia, particolarmente gradita ai tifosi perch vinta in una finale tutta milanese a San Siro contro lInter. Poi rimase in rossonero dietro le quinte, ma venne tradito dallamore per il vino. Una brutta broncopolmonite si somm agli effetti di unincipiente cirrosi ed ebbe il sopravvento su di lui il 20 febbraio 1979, tre mesi prima del suo sessantasettesimo compleanno. La sorte, ancora una volta maligna, gli tolse cos la soddisfazione di festeggiarlo assieme alla stella del decimo scudetto, quella che gli era sfuggita nel fatale pomeriggio di Verona, conquistata dal Milan il 6 maggio 1979. Nessuno laveva meritata pi di lui.
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La battuta pi famosa Alla vigilia della partita tra Padova e Juventus, un cronista lo salut dicendo: Vinca il migliore. E lui, che allenava la squadra veneta, rispose: Ci, sperem de no

DOMENICA 18 MARZO 2012

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

Due parole in croce

Percorsi La biografia Limperatore di Roma che divent cristiano

di Luigi Accattoli

Con Renzo Arbore in Vaticano


Giuliano Ferrara vagheggia le dimissioni di Benedetto XVI, opinando che il gesto sovrano e papocentrico della rinuncia comporterebbe un raddoppio della forza del suo magistero. La materia ardua, ma basta quel papocentrico inedito nei secoli a svelarne i rischi: se lavori sulletimo, ti avvedi che esso ti porta pi al Pap'occhio di Renzo Arbore (1980) che al Dominus Papa della tradizione romana.

Vinse a Ponte Milvio, 17 secoli fa, innalzando (forse) linsegna del Messia. Lanno dopo, con leditto di Milano, legittim il nuovo culto, fino allora perseguitato. Fece uccidere la moglie e un figlio, ignorava la teologia e si battezz solo in punto di morte, ma tuttora venerato dalla Chiesa ortodossa
incontr a Milano con Licinio, che aveva assunto il controllo dellOriente. I due, rimasti i soli detentori del potere, dichiararono la libert per ogni culto, incluso quello cristiano, con il cosiddetto editto di Milano del 313. Anche in questo caso, lequilibrio non dur a lungo e, dopo un decennio di conflitti, Licinio fu costretto ad abdicare nel 324. Una volta consolidato il suo potere con i metodi alquanto spicci dellepoca (fece uccidere Licinio, Fausta e il proprio figlio primogenito Crispo, nato da unaltra relazione), il rude soldato si rivel un notevole riformatore: Costantino accentr la burocrazia civile e la distinse da quella militare, assegn funzioni precise al consiglio di gabinetto, ristruttur lesercito, privilegiando una strategia di movimento rispetto allo stanziamento di truppe ai confini dellimpero, riform la moneta per contenerne la svalutazione e cerc di vincolare ai loro obblighi economici e civili tanto i contadini e gli artigiani, quanto i maggiorenti delle citt, che tendevano a sottrarsi ai gravosi e dispendiosi incarichi amministrativi. In questo quadro si colloca la svolta nel rapporto tra limpero e il cristianesimo; gi in precedenza, esso aveva goduto di lunghi periodi di tranquillit, se non di grande vicinanza al potere, come con Alessandro Severo allinizio del II secolo o con Filippo lArabo, verso la met. In questo modo, i cristiani avevano potuto consolidare la propria presenza nella societ antica, sviluppando una fitta rete organizzativa e di reciproca assistenza, accompagnata da una notevole attivit intellettuale che sfidava, e al tempo stesso affascinava, le lite tradizionali. I cristiani erano giunti a costituire allincirca un decimo della popolazione, concentrandosi nelle citt e stabilendo solidi contatti tra le Chiese delle diverse regioni dellimpero. Soprattutto, avevano costruito un peculiare assetto istituzionale, incentrato sulla figura del vescovo, scelto dallassemblea dei fedeli o da una cerchia pi ristretta di anziani, i presbiteri, secondo il modello delle sinagoghe ebraiche. Il vescovo cristiano, per, assommava in s non solo funzioni di tipo religioso-sacerdotale, bens anche di gestione e di controllo delle risorse della comunit, su cui esercitava un controllo di tipo disciplinare.

Il sovrano a met strada tra Ges e Apollo

Costantino, santo tiranno


di MARCO RIZZI
n giorno dautunno di millesettecento anni fa, un generale stup i suoi soldati (e ancor pi i nemici) guidandoli in combattimento sotto una nuova bandiera, che gli era apparsa in visione e gli avrebbe garantito la vittoria. La nuova insegna riportava il nome di unaltrettanto nuova divinit, Cristo. O almeno questo quanto verr accreditato dagli scrittori cristiani, che a partire dagli anni immediatamente successivi intorno alla figura di quel generale, Costantino, e alla sua conversione, costruiranno un vero e proprio mito destinato a durare per secoli e a ispirare artisti del calibro di Piero della Francesca e Raffaello. A partire dal XIX secolo, la storiografia moderna ha iniziato a interrogarsi sulla veridicit dellepisodio e soprattutto sulla sincerit del sentimento religioso di colui che passato alla storia come il fondatore dellimpero cristiano. In particolare, si mostrato come un panegirico pagano riporti un episodio affine, nel quale ad apparire a Costantino sarebbe stato Apollo, manifestazione di quella divinit solare che aveva assunto un ruolo dominante nel pantheon tardoantico e cui sembrava rivolgere le sue preghiere, sino a quel momento, anche il futuro imperatore. La battaglia di Ponte Milvio, presso Roma, segn comunque una svolta nellascesa al potere di Costantino, allora quarantenne. Era figlio di Elena, donna di umili origini, e di Costanzo Cloro, un brillante generale, associato verso la fine del III secolo al sommo potere da Diocleziano, che aveva appena suddiviso limpero tra due Augusti e due Cesari. Il complicato sistema istituzionale mirava a controllare meglio un territorio sconfinato e a impedire, grazie al bilanciamento dei poteri, le ricorrenti rivolte degli eserciti e le usurpazioni del trono. Cresciuto alla sua corte, dopo labdicazione di Diocleziano Costantino si rec dal padre in Inghilterra e qui, alla morte di Costanzo Cloro nel 306, fu puntualmente acclamato imperatore dalle legioni. Lequilibrio tetrarchico sembr reggere ancora per qualche tempo, grazie al matrimonio di Costantino con Fausta, figlia di Massimiano, Augusto dOccidente. Nel 310, Costantino ruppe con il suocero e lo sconfisse a Marsiglia; nel 312 pass in Italia e, dopo la vittoria di Ponte Milvio di cui si detto, si

La battaglia
In alto: La battaglia di Ponte Milvio, affresco di Giulio Romano. A fianco: la statua di Costantino sulla facciata della cattedrale di Notre Dame, a Parigi

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Strategia politica Pi che la Chiesa in quanto tale, il monarca appoggi la vasta rete dei vescovi, allo scopo di allargare il consenso e radicarlo in profondit nei gangli vitali dellimpero, le citt
Nel progressivo venir meno del senso civico delle tradizionali lite locali, lemergere della nuova figura del vescovo quale leader legato alla comunit, dotato di risorse economiche e simboliche, dovette costituire agli occhi di Costantino una straordinaria opportunit per accompagnare al disegno di riforma e accentramento del potere politico-militare un movimento di segno opposto, che potesse radicare il suo nome e la sua azione nei gangli vitali dellimpero, le citt. Ricevendo sontuosamente i vescovi provenienti da tutte le province per il Concilio di Nicea del 325, Costantino non esit a chiamarli amici, un termine chiave del lessico politico antico, e li accolse come suoi pari a banchetto nel palazzo, proclamandosi enigmaticamente vescovo di quelli che sono fuori. Da qui deriva il sistematico appoggio non astrattamente alla Chiesa, bens assai concretamente ai suoi vescovi, per mezzo di dotazioni economiche, concessione di privilegi, assegnazione di funzioni pubbliche quali la possibilit di emettere sentenze con valore civile in varie materie, sottraendole ai magistrati ordinari, spesso corrotti. Soprattutto, Costantino promosse una campagna di edificazione di chiese, che ebbe il suo culmine nella costruzione del complesso basilicale del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, dove si era recata in pellegrinaggio la madre Elena che, secondo la leggenda, avrebbe ritrovato sul Golgota il legno e i chiodi della croce di Cristo. In cambio di tutto ci, Costantino avrebbe voluto che i vescovi conservassero tra loro la massima concordia, al di l dei conflitti dottrinali che endemicamente percorrevano la Chiesa; un desiderio, per, destinato a restare frustrato. Limpresa che ne riassume la grandezza e le contraddizioni ledificazione della citt che porta il suo nome, Costantinopoli: pensata per soppiantare lantica, la nuova Roma fu consacrata nel 330, sette anni prima della sua morte, con un curioso sincretismo di cerimonie tradizionali e di riti cristiani. Del resto, Costantino non aveva mai del tutto rinunciato a titoli e funzioni proprie del passato pagano; e prudentemente si fece battezzare solo sul letto di morte, probabilmente senza capire appieno a quale partito teologico appartenesse il vescovo che gli impartiva il sacramento (in ogni caso, non era in linea con la posizione ortodossa, che si sarebbe definitivamente affermata solo nei decenni successivi). Fu sepolto accanto a dodici tombe vuote che rappresentavano quelle degli apostoli, e ancora oggi la Chiesa ortodossa lo venera come santo.
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Gli appuntamenti
Sintitola Costantino il Grande alle radici dellEuropa il convegno internazionale organizzato a Roma nei giorni 18-21 aprile prossimi dal Pontificio comitato di scienze storiche per il 1700anniversario della battaglia di Ponte Milvio. Per lanniversario delleditto di tolleranza si terr a Milano un altro convegno costantiniano dall8 all11 maggio 2013. Sempre nel 2013 si svolger a giugno una conferenza internazionale su Costantino in Serbia, a Ni (Nissa), citt natale dellimperatore, mentre in marzo prevista luscita dellopera Flavius Tiberius Constantinus, unenciclopedia in tre volumi frutto della collaborazione fra la Treccani e la Fondazione per le scienze religiose di Bologna

Il Concilio
Qui sotto: a sinistra, unicona che raffigura il Concilio di Nicea (il sovrano al centro); a destra: laffresco Il battesimo di Costantino in Vaticano

32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 18 MARZO 2012

Percorsi Antitesi Un decalogo per spiegare perch il club pseudo esclusivo dei fanatici della Recherche cresca ad ogni generazione Ovvero, un percorso a tappe tra leggende, trabocchetti, paradossi e sberleffi al principio di non contraddizione

per
di ALESSANDRO PIPERNO

erch in tempi di romanzetti smilzi lessico corrivo, sintassi elementare, contenuti demenziali Marcel Proust, ovvero il pi prolisso scrittore di ogni tempo, continua a spopolare? Perch la pachidermica Recherche pare godere di miglior salute di altri sfavillanti capolavori modernisti (Ulisse, Luomo senza qualit, I sonnambuli...)? Questo articolo un maldestro tentativo di rispondere a tali difficili quesiti. Vorrei togliermi subito dai piedi le risposte ciniche. evidente che non tutti gli acquirenti della Recherche riescono a superare le colonne dErcole del primo centinaio di pagine. Cos come ovvio che in circolazione ci saranno un sacco di millantatori pronti a giurare di averla letta e riletta una dozzina di volte. A proposito di risposte ciniche, la pi spassosa me lha data giorni fa Raffaele Manica. Da me interrogato sulla questione, mi ha detto: Forse, in tempi di crisi, quei volumoni ti illudono di aver fatto un ottimo investimento immobiliare. Ma i lettori che qui mi interessano sono di altra stoffa: quelli che, entrati a fatica nel Paese delle Meraviglie della Recherche, scoprono di non potersi pi liberare dallincantesimo. Quelli che trovano insipida qualsiasi altra lettura. I tarantolati della Recherche. I massoni della Madeleine in bocca! Il seguente decalogo dovrebbe spiegare per sommi capi perch gli adepti di questo club pseudo-esclusivo crescano generazione dopo generazione:

Proust
i
Siamo passati dalla crescita alla decrescita, si sa, ma lEconomist ha trovato un modo originale per dirlo: nellultimo numero usa Proust. Con tanto di grafici, fa il calcolo del tempo perduto (di proustiana memoria appunto) nazione per nazione, valutandone i passi del gambero rispetto a prima della crisi. Del resto, tirare in ballo Proust non mai passato di moda, si pensi al questionario detto di Proust, perch pare fosse in auge nei salotti di fine Ottocento frequentati dallo scrittore. La leggenda vuole che Antoniette Faure, amica di Proust, gli abbia posto una serie di domande sul suo carattere e la sua personalit. E Proust rispose

Tutti pazzi
fermare (come facevano Barthes, Nabokov e tanti altri) che lautobiografia proustiana non contribuisca in modo determinante alla fruizione estetica della Recherche. Sfido qualsiasi lettore a provare a immaginare il Narratore senza baffi e con unabbronzatura da velista. Ma su, la verit che nessuno pi di Proust ha saputo giocare, pi o meno intenzionalmente, con il proprio mito. La forza della Recherche sta proprio nella promiscuit tra vita, mito e invenzione artistica. La leggenda tanto suggestiva per i suoi contemporanei quanto lo per noi del dilettante mondano che, dopo una giovinezza debosciata, si chiude in casa per portare a termine unopera capitale, a costo del sacrificio della propria vita, , per lappunto, una leggenda. Ovvero una pacchiana trasfigurazione della verit. Ma indubbio che tale leggenda continui a lavorare per la longevit della Recherche. La gente ama i martiri. Ancora oggi i lettori adorano chi si sacrifica per la propria opera. Ebbene, nessuno ha dato limpressione di averlo fatto pi e meglio di Marcel Proust.

3) Felicit e delusione
E tuttavia, a costo di smentire ci che ho appena scritto, la Recherche non unopera cupa. Ci sono grandi scrittori Flaubert, Dostoevskij, Cline, Kafka per lo pi incapaci, per temperamento o per ideologia, di raccontare la felicit. Ottusamente convinti che essa non trovi albergo nella nostra vita. Proust appartiene alla famiglia opposta. Lui sa cos la felicit, non meno di quanto lo sapessero Stendhal, Tolstoj e Fitzgerald. E proprio perch la conosce, sa bene quanto essa sia pericolosa per chi le d credito. Daltro canto solo chi sa cosa significa aspirare alla felicit pu raccontare il senso di scacco che essa ti lascia dentro quando tradisce le tue aspettative. Solo chi ha scommesso sulla felicit pu raccontare la delusione come Proust lha raccontata. Converrete con me che ogni grande romanzo potrebbe intitolarsi, a seconda, Grandi speranze o Illusioni perdute. Ecco, la Recherche potrebbe intitolarsi tranquillamente: Le illusioni perdute di chi ha coltivato grandi speranze.

2) Happy end
Questo ci introduce naturalmente al secondo punto. Sebbene la Recherche sia un libro spaventosamente nichilista, sebbene la visione del mondo proustiana abbia pi di un punto in comune con quella leopardiana (uno scetticismo apocalittico che liquida la vita non tanto come unesperienza demoralizzante ma come unavventura insensata, macabra e beffarda), resta nel lettore la sensazione che questo libro terribile finisca bene. Il Narratore ritrova il Tempo, scopre di essere artista, si mette a scrivere, riscatta la sua vita e vissero tutti felici e contenti... Gi nel 1931 il giovane Samuel Beckett fustigava i lettori proustiani che si bevevano la favola secondo cui alla fine dellopera il Narratore ritrova il Tempo perduto. Il Tempo non pu essere ritrovato, ci ammonisce Beckett, tuttal pi pu essere cancellato per qualche istante; e Proust, aggiungerei io, era il primo a saperlo. Non a caso lo spettacolo che ci offre nel ballo in maschera nelle ultime pagine del Tempo ritrovato, non ha niente di confortante. Anzi, la furia con cui il Tempo si abbatte sui luoghi e sui personaggi proustiani ha una brutalit dantesca. Ci non di meno il lettore esce dalla Recherche con la tonificante impressione che per una volta il Bene abbia trionfato.

4) Incantesimo stilistico e traducibilit


Al liceo (il famoso Condorcet) il giovane Marcel non prendeva buoni voti negli elaborati di francese. In un ambiente culturale forgiato dal rigore cartesiano la prolissit del ragazzo, la sua passione per lipotassi, la vocazione a divagare, non dovevano essere ben viste. Quasi un secolo dopo ci sono ancora un sacco di lettori il nutrito esercito dei fan della scorrevolezza che trovano lo stile della Recherche indigeribile. Che lo vivono come un ostacolo. Che lo trovano tedioso in un modo sconcertante. La verit che lo stile di Proust (cos inconfondibile e, per altro, cos facile da imitare) non un ostacolo al successo della Recherche, ma semmai uno dei suoi segreti. La prosa proustiana non poi cos raffinata come si dice. Flaubert e dAnnunzio erano decisamente pi attenti di Proust alle sfumature della frase e alla precisione lessicale. Nelle prime tre righe della Recherche, Proust ripete ben tre volte la parola tempo. Oggigiorno qualsiasi redattore di casa editrice glielo segnerebbe come errore. Il vocabolario

1) Vita-arte-mito
La cosa buffa che Proust ce lha messa tutta a mettere in chiaro che tra la sua vita e le avventure vissute dal suo eroe non esisteva alcuna relazione. Improvvisamente, ultratrentenne, dopo averle tentate tutte, Proust si deve essere reso conto che il solo argomento di cui poteva scrivere era quello per cui provava maggiore vergogna: la sua vita. Alla fine si arrese, non senza aver diffidato qualsiasi lettore dal leggere la Recherche come unautobiografia, e non senza aver insultato preventivamente i ficcanaso in procinto di violare la sua privacy. Ebbene, a costo di incappare nella sua ira postuma, trovo che dire che la Recherche sia lautobiografia di Marcel Proust non sia meno idiota di af-

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che questa estenuante dilatazione nasconde un risvolto positivo. In tal modo Proust rende ancor pi spesso e drammatico il diaframma che divide il Tempo perduto dal Tempo ritrovato, regalando al lettore unemozione del tutto inedita. Quando, infatti, arrivi alle ultime pagine, sfiancato e commosso, hai davvero limpressione di aver partecipato a unesperienza lunga e difficile come la vita umana. Quando finisci la Recherche ti senti pi vecchio di dieci anni. E quando ti capita di ripensarci sei triste come di fronte alla tomba di un amico.

8) Iniziazione
A proposito, visto che per finire la Recherche ci vogliono circa quattro mesi (questo un mio calcolo che lascia il tempo che trova), evidente che un simile tempo di lettura comporti uno sforzo di intelligenza e di immaginazione fuori dal comune. Questo colma il cuore del lettore della tipica fierezza delliniziato. Lui non sta leggendo un libro, lui sta prendendo i voti. Qualcosa di analogo avviene ai wagneriani incalliti. E bisogner pure comprenderli. Per qualsiasi individuo sensibile non deve essere facile, dopo quattro ore e mezzo di Parsifal, concepire lidea di poter ascoltare qualsiasi altra musica. Almeno per un po.

9) Il cuore umano
Ma al di l delle innumerevoli considerazioni, pi o meno sensate, pi o meno sentenziose, con cui ho ingolfato questo articolo, resta il fatto che la cosa pi grande che Proust abbia saputo fare per i suoi lettori realizzare compiutamente il grande sogno baudelairiano: denudare il cuore umano fino allo strazio. Lasprezza, la ferocia, il cinismo, ma anche la comprensione con cui lui ha saputo esplorare quel sobbalzante tremebondo muscoletto, non ha uguali. Amore, invidia, gelosia, risentimento, snobismo... Non c sentimento intimo n comportamento sociale su cui Proust non abbia detto la parola definitiva. E forse questo spiega anche perch dopo di lui la narrativa francese sia implosa sempre pi, fino a diventare cos internazionalmente irrilevante.

proustiano ripetitivo e non sempre appropriato alle circostanze. Lui non gioca con la lingua come Joyce o Gadda. E questo lo pone nella schiera fortunata degli scrittori traducibili in moltissime lingue. E di certo tale traducibilit giova alla sua fortuna internazionale. Il tono Proust (cos lo chiamava Giacomo Debenedetti) totalmente affidato alla sintassi. lintrico sintattico a conferire allincedere proustiano quel tono suadente, melanconico e solenne. Esso funziona come un sortilegio. Ti avvolge pian piano, ti carezza, ti ipnotizza. Al principio resisti, ma quando ci entri dentro ti vizia fatalmente, come certi alimenti che scatenato dipendenza. Il che offre un vantaggio straordinario al lettore seriale. Egli pu afferrare dalla libreria un volume qualsiasi della Recherche, aprirlo a caso e cominciare a leggere. Basteranno pochi istanti per ritrovarsi ancora una volta immerso in un mondo fiabesco. Non mi stupirei se qualche amante della statistica rivelasse un giorno che la Recherche il romanzo pi riletto del mondo.

Illustrazione di ANTONELLO SILVERINI

li oscuri nella Recherche. Unimpresa ultradecennale i cui frutti oggi corredano meravigliosamente ledizione dei Meridiani Mondadori. Basta mettere il naso in quel mostruoso apparato di note per capire quale bottino infinito sia la Recherche. Daltronde finch offrir ancora qualcosa da scoprire, la Recherche rester giovane come una fanciulla. Questo Proust lo sapeva bene.

6) Soap opera
Cos come sapeva bene che, per accalappiarlo, occorreva regalare al lettore un po di sana inverosimiglianza romanzesca. E non si tir certo indietro. La Recherche piena di furbe incongruenze. Per non dire delle coincidenze e dei colpi di scena che non perdoneremmo a una soap opera. Guarda caso il Narratore sempre al posto giusto al momento giusto. Pronto a spiare da una finestra i giochetti omoerotici della figlia di Venteuil e quelli sadomaso del Barone di Charlus. Daltro canto improbabile (anche se cos beffardamente toccante) che alla fine del libro sia proprio Madame Verdurin a diventare Principessa di Guermantes. E potrei continuare allinfinito...

10) Il pi grande romanzo francese di sempre


La letteratura francese, appunto: c qualcosa che la distingue da tutte le altre. Il fatto di non avere un grande iniziatore, una sorta di padre fondatore. Gli inglesi hanno Shakespeare. Noi abbiamo Dante. Gli spagnoli Cervantes. Gli americani Melville. E i francesi? Com possibile che la Francia, il paese della letteratura, il paese che celebra i suoi scrittori come condottieri, il paese delle querelles e delle accademie, sia sprovvisto di questo genio-faro, questo immaginifico capostipite, che inventa una lingua e raccoglie in s lessenza dellintera tradizione che da lui trarr ispirazione? una cosa su cui gli storici della letteratura si sono sempre interrogati. La mia modestissima impressione che i francesi quello scrittore ce labbiano e come. Solamente che lui non ha avuto lonore di aprire una tradizione, ma il torto scellerato di chiuderla. Proust quello scrittore. Nessuno potr negare che nella Recherche convivano splendidamente le anime di Montaigne, di Saint-Simon, dei moralisti classici, di Diderot, di Flaubert, di Balzac, di Baudelaire e di tanti altri ancora. Ed toccante per me pensare a quanto sarebbe stata fiera sua madre, la serafica Madame Proust, di quel figlioletto su cui nessuno avrebbe scommesso un franco.
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5) Misteri enigmistici
Proust doveva essere terrorizzato dallidea che il suo libro diventasse un classico. Cio una di quelle opere ingessate e noiose, ormai affidate alle cure degli accademici. Per uno come lui che temeva cos tanto il potere annichilente del Tempo, e che aveva vanagloriosamente scommesso sulla propria perpetuit, lidea che un giorno la sua grande opera potesse giacere su qualche polveroso scaffale dimenticato doveva essere una specie di incubo. Che non sia stato questo a spingerlo a concepire unopera cos aperta, piena di trabocchetti, inganni, sentieri misteriosi e passaggi segreti. Anni fa due grandi studiosi italiani Alberto Beretta Anguissola e Daria Galateria hanno provato, con un lavoro monumentale, a illuminare tutti gli ango-

7) Il tempo romanzesco

Lautore
Alessandro Piperno, firma del Corriere della Sera, in libreria con Inseparabili. Romanzo che con Persecuzione compone il dittico Il fuoco amico dei ricordi. Volumi editi da Mondadori.

Nabokov, nelle sue lezioni di letteratura russa, sostiene una cosa davvero interessante sui romanzi di Tolstoj. Il tempo in Anna Karenina, spiega Nabokov, scorre alla stessa velocit del tempo della nostra vita. Questo, secondo Nabokov, contribuisce a donare alla narrativa tolstoiana quel senso di stupefacente naturalezza che tutti conosciamo. Nella Recherche le cose funzionano in modo tuttaffatto diverso. Il tempo in Proust decisamente rallentato. Una festa pu durare anche trecento pagine, unemozione espandersi allinfinito. Il che, ne convengo, pu provare i nervi anche del lettore pi benintenzionato. E tuttavia an-

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Fondazione Corriere della Sera

Percorsi Controcopertina

02 87387707 rsvp@fondazionecorriere.it

Cacciari e il Simposio
Luned 19 marzo, Piccolo Teatro Grassi, ore 20.30 (via Rovello 2), per il ciclo Convivio. A tavola tra cibo e sapere, Massimo Cacciari parler del Simposio. Ingresso libero previa prenotazione.

Il cantore di New York al ristorante


Un viaggio alla scoperta delle ultime leve del bicchiere: passioni, pregiudizi e ossessioni che hanno cambiato il ruolo dellassaggiatore

I capitani del vino


La fortuna dei nuovi sommelier americani: firmano calici e libri, influenzano gusti e tv
di JAY McINERNEY

na trentina danni fa, un avvocato di Baltimora, che pubblicava un opuscolo di informazione sul vino dalla sua casa di periferia in Maryland, divenne il personaggio pi temuto e potente delluniverso enologico. Ispirandosi a Ralph Nader, lo storico difensore dei consumatori americani, Robert Parker intendeva rendere accessibile al pubblico il mondo fino ad allora misterioso e inesplorato del vino francese. Il suo sistema di valutazione, basato su cento punti, sembr svelare gli arcani dellenologia ai comuni mortali, e le sue particolari preferenze per i rossi audaci e corposi un po alla volta finirono col condizionare i metodi di vinificazione in giro per il mondo. (Il palato di Robert Parker conosce molte pi sfumature di quanto non siano disposti ad ammettere i suoi detrattori, ma questa unaltra storia). Il Wine Spectator, concorrente di Parker, contribu anchesso a diffondere una visione molto simile delluniverso enologico: grandi vini, punteggio elevato. Ma tutte le grandi rivoluzioni contengono gi i semi della reazione, e sebbene non sia ancora emerso un personaggio capace di sfidare la supremazia di Robert Parker, lascesa del sommelier nellultimo decennio rappresenta un contrappeso assai rilevante alla sua influenza. I sommelier sono diventati le nuove celebrit della ristorazione, e nel loro insieme stanno influenzando il modo di pensare e di consumare il vino.

Chi avrebbe mai previsto questo stato di cose nei lontani anni Settanta, quando la parola sommelier evocava un figuro arcigno, in giacca nera e con un forte accento francese, una catena al collo con appeso un posacenere dargento, la cui unica ragione di esistere sembrava quella di farvi pagare una bottiglia di vino francese a peso doro, e allo stesso tempo facendovi sentire un perfetto idiota? Negli anni Ottanta, quando gli americani hanno cominciato a prestare maggiore attenzione ai vini, alcuni pionieri si sono dedicati a educare i gusti del pubblico. A New York, Kevin Zraly, del Windows on the World, il ristorante sulla Torre Nord delle Torri Gemelle, e Daniel Johnnes, del Montrachet, nello svolgimento della loro funzione hanno saputo portare egregiamente il vino alla ribalta, mentre uno studente fuori corso, di nome Larry Stone, che lavorava come sommelier a Seattle, ha addirittura sconfitto i francesi nella loro stessa specialit, vincendo a Parigi il premio di miglior sommelier di vini francesi. Da allora Zraly diventato un educatore e autore molto influente, grazie ai corsi sui vini che tiene presso il ristorante. Johnnes, spesso chiamato il decano dei sommelier americani, ha allargato il suo campo dazione come importatore di vini, gestisce la cantina del gruppo di ristoranti di Daniel Boulud, e ha fondato inoltre La Paule de New York, un festival di grande successo, equivalente a una celebrazione baccanale dei vini di Borgogna, che si svolta lultima settimana di febbraio a San Francisco. Se difficile tutta-

via incontrarla tra i tavoli di un ristorante, questa prima generazione di sommelier americani ha saputo ispirare legioni di giovani seguaci. Oggi i sommelier si trovano dappertutto, come le celebrit dei reality show, troppo giovani per ricordarsi che cosa stavano facendo quando Kennedy stato assassinato, ma entusiasti nel proporvi un Pinot Noir della Tasmania, a produzione limitata e a prezzo abbordabile. La nuova generazione di sommelier sa parlare di aromi floreali e di sottofondo minerale se necessario, ma potrebbe anche accennare a qualche espressione meno forbita roba da sbornia quando si lascia trascinare dallentusiasmo. Carla Rzeszewski, del Breslin Bar & Di-

RRR

Tutto inizi trentanni fa, quando un avvocato di Baltimora divenne il personaggio pi temuto del mondo enologico

ning Room a New York, sarebbe capace di demolire da sola tutti i pregiudizi residui sullarroganza dei sommelier. Il colore dei suoi capelli cambia con lumore, dal blu al biondo al viola, e gli stivali da motociclista hanno sostituito le ballerine. Carla approdata nella Grande Mela per diventare attrice, ma dopo la laurea alluniversit di New York si ritrovata a fare la barista al Blue Water Grill. Con lavvicinarsi del trentesimo compleanno, ha cominciato a sospettare che le sue ambizioni teatrali non lavrebbero portata lontano. Passando in rassegna le sue passioni, ha capito che le piaceva viaggiare, mangiare e bere e ha deciso cos di concentrarsi sul vino. Ha manifestato il suo interesse a Laura Maniec, direttrice del settore bevande per i ristoranti del gruppo BR Guest, proprietari del Blue Water Grill. stata lei a indirizzarmi verso i corsi da seguire, dice Carla. Per un anno e mezzo sono rimasta a casa, a studiare. Poi ho cominciato a frequentare le degustazioni. Successivamente ha lavorato a Hearth, sotto la guida di Paul Grieco, il canadese col pizzetto, diventato celebre nella comunit dei sommelier per i saggi eruditi e originali che ama disseminare nella carta dei vini e per la passione per il Riesling, che rasenta il fanatismo. Grieco lha aiutata ad affinare il

DOMENICA 18 MARZO 2012 Le et digitali


Marted 20 marzo, Sala Buzzati (v. Balzan 3), ore 18, Le nuove et della vita - Le et digitali, con Paolo Ferri, Massimo Marchiori, Beppe Severgnini. Coordina Serena Danna. Ingresso libero previa prenotazione.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35 Esperimenti controllati


Venerd 23, Sala Buzzati, dalle 10 alle 18: Esperimenti controllati nei settori educazione, lavoro e servizi sociali. Metodo pragmatico per disegnare politiche pubbliche pi efficaci. Info www.fondazionecariplo.it

Unimmagine di Irving Penn: Uomo che accende la sigaretta a una ragazza (New York, 1949)

RRR
Una copertina un artista
La fiaba di Innocenti
In coincidenza con la Fiera del libro per ragazzi di Bologna, abbiamo chiesto di realizzare la nostra copertina a uno dei maestri dellillustrazione per linfanzia. Roberto Innocenti (Bagno a Ripoli, 1940) un vero caposcuola: al suo attivo ha uninfinit di premi e numerosi libri, molti dei quali pubblicati allestero, tanto da renderlo uno degli autori pi affermati sugli scenari internazionali. Da Cenerentola a Pinocchio, da Canto di Natale a Schiaccianoci, Innocenti interpreta con i suoi raffinatissimi acquerelli le favole della memoria restituendo unatmosfera poetica di rarefatta eleganza. Il suo un segno dettagliatissimo, quasi maniacale nellesplorare un universo magico nel quale crea, anche grazie a colori delicati e a una potente densit di figure, una visione realistica e al tempo stesso quasi metafisica. Nei suoi disegni, che sono dei veri racconti nel racconto, ci si immerge come di fronte a unopera di Bruegel. Nella copertina de la Lettura, Innocenti ci parla della violenza della modernit che distrugge la natura e con essa il sogno e la fiaba. E allora, ai nostri amici Cappuccetto rosso, sette nani, Hansel e Gretel, lupo cattivo compreso, non resta che andarsene, con un malinconico: Molto meglio emigrare. (gianluigi colin)

nostra tavola ogni giorno (con leccezione inevitabile della bistecca). Il sommelier potrebbe privilegiare le doti di equilibrio e freschezza di un vino, anzich la forza e la concentrazione, perch il nostro compito principale quello di lavorare in sintonia con lo chef e la cucina, nelle parole di Aldo Sohm, capo sommelier di Le Bernardin, che si aggiudicato il premio di miglior sommelier nella competizione mondiale nel 2008 e ha lanciato la sua collezione di calici da vino, oltre a firmare un cavatappi Laguiole. I sommelier sono quasi tutti grandi appassionati di acidit, preferendo i vini ad elevato tenore di acidit perch questa esalta e fa da complemento al gusto della quasi totalit delle pietanze la ragione per cui spremiamo la nostra fettina di limone sulla sogliola o su un piatto di asparagi. questo uno dei motivi per cui i sommelier adorano il Riesling, e anche il Pinot Noir, purch non sia troppo maturo e stanco. Robert Parker talvolta ricorre al termine bassa acidit in senso positivo, ma nel pianeta dei sommelier lacidit regna sovrana. Lacidit la scintilla elettrica che accende il vino, sostiene Rajat Parr, sommelier di origine indiana del Michael Mina di San Francisco, che come secondo lavoro fa il viticoltore a Santa Barbara, in California. Coautore dei Secrets of the Sommeliers, Parr un ardente sostenitore di certi principi che condivide con gran parte dei suoi colleghi. Il suo ideale lequilibrio, adora i grandi vini di Borgogna (il cosiddetto paradiso dei geek) e le regioni a clima fresco, mentre condanna i vini super maturi e ad alto tasso alcolico. Abbiamo bisogno della critica, dice Rajat, bench il suo palato sia molto diverso da quello degli arbitri del gusto che hanno dominato la scena enologica negli ultimi ventanni. Nel pianeta dei sommelier, lequilibrio la spunta sulla forza, un grande vino non necessariamente un complimento e il Bordeaux pi ammirato che amato.

palato e le ha regalato persino uno dei suoi famosi tatuaggi adesivi del Riesling. Nel 2009, dopo un periodo trascorso al bar del Breslin, il nuovo ristorante di April Bloomfield, Ken Friedman co-proprietario del locale lha presa in disparte per chiederle: Ti piacerebbe occuparti della lista dei vini?. Era loccasione che avevo aspettato tanto confessa Carla ma ero terrorizzata. Due anni e mezzo dopo, si fatta un nome come sommelier e ha messo insieme una carta dei vini altamente originale e avventurosa, che ben si sposa ai potenti aromi della cucina della signora Bloomfield. In questo momento racconta Carla sono innamorata dei vini di Corsica e Liguria, ma anche dello sherry. Se non tutti i sommelier hanno lo stesso palato, la giovane generazione mostra peraltro di condividere alcuni principi di base sul vino. Primo tra tutti, oggi i sommelier vedono il vino in rapporto al cibo, perch questa larea pi rilevante del loro lavoro. A differenza del critico, che di solito degusta i vini senza mangiare, o al massimo sgranocchiando un paio di cracker, i sommelier non giudicano il vino come entit isolata. Grandi vini corposi, maturi e potenti che sembrano quasi un pasto a s non si abbinano necessariamente con le pietanze che arrivano sulla

Carriera luminosa

La lunga marcia dello scrittore innamorato della classe dirigente


rentanni dopo Le mille luci di New York Jay McInerney arrivato a quella che pare la destinazione finale di una lunga marcia verso un salotto buono: se non delle lettere americane, almeno dellalta societ. In una parabola che sarebbe piaciuta al suo omonimo Jay (Gatsby) protagonista del suo libro-feticcio, McInerney dopo le prime tre mogli (la modella e la studentessa delle Mille luci, e la ricca signora del Tennessee che gli ha dato due figli e ispirato Lultimo dei Savage) ora sposato con Anne Randolph Hearst nipote del magnate di Quarto Potere. Vive tra Manhattan e gli Hamptons, scrive di vini pregiati, appare come imborghesita caricatura in Lunar Park dellamico Ellis, indirizza bon mots verso Twitter. Conservando un salutare (seppur poco premiante con i critici Usa) interesse verso la classe dirigente: della quale dopo la scomparsa di Louis Auchincloss due anni fa nessuno scrittore americano a parte Tom Wolfe sembra voler interessarsi.
Matteo Persivale
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I nuovi sommelier prediligono anche i vini nuovi o sconosciuti, talvolta in maniera persino esagerata. I sommelier sono pieni di pregiudizi si lamenta Jordan Lari, il trentaduenne sommelier del "Lambs Club" di Geoffrey Zakarian talvolta fondati, talvolta campati per aria, e cita come esempio di questi ultimi la preferenza accordata automaticamente ai vini del Vecchio Continente. I sommelier inoltre hanno un debole per i vini del Jura e per i varietali pi oscuri e ricercati. Se scommetti tutto soltanto sui vini sconosciuti, sei fuori strada, commenta Parr, riconoscendo questa tendenza. La nostra parola dordine innanzitutto ospitalit e servizio, ma anche importante che il cliente abbia una qualche familiarit con alcune delle voci elencate nella carta dei vini. A tuttoggi, al ristorante, non ho visto ancora nessuno chiedere lautografo al sommelier, ma penso che accadr presto. Aldo Sohm ha gi firmato il suo cavatappi e sono quasi sicuro di aver avvistato una maglietta di Daniel Johnnes lultima volta che sono capitato in Borgogna. Indubbiamente linfluenza dei sommelier si rafforzer di pari passo con la crescita della professione e con il contributo che sempre pi spesso essi offrono alla produzione vinicola, alla critica e allinsegnamento. Nel frattempo, non sorprendetevi se un documentario intitolato Somm, che segue diversi candidati mentre si preparano allesame per accedere alla Corte dei maestri sommelier, comparir presto sui vostri schermi. (Traduzione di Rita Baldassarre)
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Supplemento della testata Corriere della Sera del 18 marzo 2012 - Anno 2 - N. 11 ( #18 ) Direttore responsabile Condirettore Vicedirettori Ferruccio de Bortoli Luciano Fontana Antonio Macaluso Daniele Manca Giangiacomo Schiavi Barbara Stefanelli Antonio Troiano Pierenrico Ratto Paolo Beltramin Stefano Bucci Antonio Carioti Serena Danna Dario Fertilio Cinzia Fiori Luca Mastrantonio Pierluigi Panza Cristina Taglietti Gianluigi Colin

Supplemento a cura della Redazione cultura

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