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Volume : 4 Numero: 76 Data: Maggio 2012 Sede: Gruppo Alternativa Liguria Di: Asta Paolo, Martini Claudio

Alternativa news
In collaborazione con: Megachip

IN QUESTO NUMERO
1 - Cara Gabanelli, ti amo! - Di: Jacopo Fo (pag. 1/2) 2Sar una coincidenza - Di: Giulietto Chiesa (pag. 2) 3 - Cambia aria a Rivalta - Di: Ettore Macchieraldo (pag. 2/3) 4 - Le elezioni in Europa. Una svolta politica? - Di: Piotr (pag. 3/4/5) 5 - La FdS scende in piazza per il lavoro - Di: Anna Lami (pag. 5) 6 - Il Professore e i "professorini" Di: Gaetano Labbri (pag. 6) 7 - Furti di benzina: la nuova povert Di: Debora Billi (pag. 6) 8 - Ha vinto il Pd (ma solo nei sogni di Bersani) - Di: Andrea Scanzi (pag. 6/7) 9 - Contro "La guerra democratica" e odiosa dell'Occidente - Di: Cristiano Sanna (pag. 7) 10 - Il fantasma del terrorismo per coprire la realt - Di: Marco Cedolin (pag. 8)

Cara Gabanelli, ti amo!


Di: Jacopo Fo - www.ilfattoquotidiano.it Report ci racconta come far uscire lItalia dal disastro. ella puntata dedicata alleconomia alternativa il team della Gabanelli ci racconta idee realizzate da gente che vede il mondo da un altro punto di vista. Qual il primo problema delleconomia oggi? Che non ci sono soldi, le banche non fanno credito e le aziende pagano con ritardi enormi. E migliaia di imprese falliscono. Ecco che in Francia, a Nantes, 290 mila abitanti, il comune con la banca municipale e Massimo Amato, docente della Bocconi, hanno creato un sistema di compensazione di crediti tra imprese. Cio chi vende segna lincasso su un conto virtuale nella banca municipale. E pu immediatamente usarlo per pagare unaltra azienda. E una banca che non maneggia denaro ma organizza lo scambio di crediti. E, aggiungo io, un sistema simile funziona in Svizzera dal 1934, il Wir, una moneta complementare, emessa da una banca vera, riconosciuta dallo Stato. Il Wir non d interessi, non trasformabile in franchi. Si usa per pagare forniture di 60 mila aziende che aderiscono al Wir. E queste imprese pagano una parte del salario ai dipendenti in Wir. E con questi soldi si possono comprare a prezzo scontato migliaia di prodotti che vengono offerti nelle fiere del Wir. Infine, ottenere un prestito in Wir molto pi facile. Il giro daffari in Wir nel 2011 stato di pi di 3 miliardi di euro, con un utile netto distribuito agli azionisti di 9 milioni. Poi ci sono aziende che mettono in bilancio una nuova voce: il Bene Pubblico. Si tratta di imprenditori che hanno firmato un protocollo che prevede un impegno a migliorare le condizioni di vita sul territorio e a offrire ai dipendenti particolari condizioni di lavoro, con una distanza stabilita tra il salario minimo e quello massimo dei manager, che non pu superare le 20 volte. Una logica simile a quella del commercio etico. Ci sono ormai milioni di persone che vogliono acquistare prodotti che non contengono il veleno di condizioni di lavoro e di vita disumane. Lidea che sempre pi persone, preferiranno merci che centengono Bene Pubblico. Una nuova strategia imprenditoriale che punta sullimmagine globale dellazienda. Agnelli parlava di Qualit Totale. Poi non lhanno fatto. Questi imprenditori stanno alzando lasticella della Qualit Totale. E sono migliaia. So gi che qualcuno sta pensando: sono cose di nicchia, non funzionano sui grandi numeri. La novit che ci racconta Report proprio questa: Occupy Wall Street dice: visto che le banche hanno causato la crisi con la loro ingordigia noi non vogliamo pi mettere i nostri soldi nelle mani di questa gente che poi li usa per speculare e distruggere leconomia. Non un discorso nuovo, lo ripetiamo da anni che voti ogni volta che fai la spesa. La novit che nel giro di poche settimane sono stati ritirati dalle banche speculative 46 miliardi di dollari!!! Soldi che sono stati trasferiti nelle banche etiche. Quando metti insieme 46 miliardi di dollari non sei pi un fenomeno di nicchia. Una parte di queste aziende nata dalla disperazione di lavoratori gettati sul lastrico. Report cita 250 aziendeargentine che danno da vivere a 10 mila persone, con salari molto pi alti della media, e investono nel quartiere dove sono situate, creando scuole, spazi culturali, azioni solidali. Casi del genere ce ne sono migliaia in tutto il mondo. Ma la terza gamba di questo movimento la nascita di sistemi energetici autogestiti. Intere cittadine tedesche gestiscono direttamente le linee elettriche. Grazie a particolari contatori presenti in tutte le case segnalano ai cittadini quando il prezzo pi

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conveniente (e quindi usi la lavatrice). Volkswagen sta realizzando un esperimento con 100 mila impianti domestici che usano il motore di una Polo alimentato a gas che produce calore e elettricit contemporaneamente. Si prevede di vendere milioni di queste caldaie nei prossimi anni. Volkswagen non ne avrebbe bisogno visto che le sue vendite di auto stanno andando a gonfie vele: pi 10,5% nel primo trimestre 2012. Volkswagen paga gli operai il doppio di Fiat e va a gonfie vele! Ironia della sorte il generatore/caldaia Volkswagen discende da unidea Fiat degli anni 80, il Totem. Non lhanno capita (Marchionne grande manager?). Intanto in Germania stanno organizzandosi per la rivoluzione delle auto elettriche, un giro daffari di 200 miliardi di euro. 10 milioni di auto che si ricaricano di notte quando lenergia costa meno e poi ti permettono di rivendere lenergia accumulata nelle batterie, nelle ore di punta dei consumi, dalle 11 alle 15, quando lenergia costa di pi e tu sei al lavoro e quindi non stai usando lauto. Usciremo dalla crisi grazie a un movimento che nasce dal basso, dai consumatori che vogliono comprare un altro modello di sviluppo, da imprenditori che voglio produrre Bene Comune, dai lavoratori che decidono di autogestire le aziende, dai cittadini che si consorziano per produrre energia. E sono tutte cose che un partito italiano non realizzer mai per te. Se le vuoi te le devi costruire.

Sar una coincidenza


Di: Giulietto Chiesa - Megachip

Cambia aria a Rivalta


Di: Ettore Macchieraldo Rivalta Sostenibile al ballottaggio: Mauro Marinari diventer sindaco?

Sar una coincidenza, ma opportuno rilevare che, a partire dal


15 maggio, nei pressi della frontiera tra Giordania e Siria, si svolger una delle pi grandi esercitazioni militari che siano state effettuate in Medio Oriente. Vi partecipano, per un mesetto circa, ben 12.000 soldati e ufficiali, provenienti da 17 diversi paesi. Ci sar anche lItalia, con un piccolo contingente di 47 unit. Ma non saremo noi i protagonisti. Il comando della task force internazionale affidato, guarda caso, al generale Ken Tovo dellUS Special Operations Central Command, che verr affiancato dal generale Mohammed Jeridad, del comando per laddestramento delle truppe giordane. Lesercitazione prevede il coinvolgimento di reparti terrestri, di forze aeree di vario tipo e di mezzi della marina militare. Il tutto, naturalmente, non prevede la partecipazione della Siria, sebbene, sempre casualmente, la Siria sia a pochi passi dal luogo dove i 12.000 militari sperimenteranno le loro capacit offensive. Il tema dellesercitazione, a quanto dato sapere, concerne laddestramento alla guerra irregolare, alle operazioni speciali e alla contro-insorgenza. Espressione questultima che sembra indicare operazioni governative funzionali a liquidare formazioni di combattimento non regolari. Diciamo brutalmente: stroncare insurrezioni. Qualche maligno ha voluto mettere in relazione questa assai tempestiva esercitazione con la guerra civile in corso in Siria da diversi mesi. Ma lillazione stata prontamente smentita dalle fonti americane che hanno dato notizia dellevento prossimo venturo. Il cui scopo sarebbe semplicemente quello di integrare le truppe giordane nel dispositivo generale di sicurezza dellarea approntato dagli Stati Uniti con la collaborazione dei comandi Nato del Mediterraneo. Che ci stiano a fare gli altri quindici paesi, Italia compresa, non del tutto chiaro. E non al momento noto neppure lelenco dei paesi partecipanti. Lesercitazione si chiamer Eager Lion 2012. un cordiale gesto di amicizia che Amman ha sentito il bisogno di fare nei confronti del finanziatore americano, che ha sganciato negli ultimi cinque anni almeno 2,4 miliardi di dollari di aiuti, grande parte dei quali andata in acquisti di armamenti di produzione statunitense. Alla frontiera turca si ammassano i contingenti delle truppe irregolari della liberissima armata insurrezionale siriana, guidata dagli ex membri della cosiddetta Al Qaeda libica. Che sarebbero quelli che stanno facendo esattamente ci che, sulla frontiera giordana, i militari di USA, Nato, Giordania stanno sperimentando come disinnescare. Solo che, in questo caso specifico, gli uni e gli altri fanno parte della stessa tenaglia, il cui scopo quello di abbattere il regime siriano. Ma, sia chiaro, solo una coincidenza.

Questa una delle buone notizie della tornata elettorale di inizio


maggio. A Rivalta, comune della cintura torinese di 19.000 abitanti, una lista civica fuori dagli schieramenti riesce a raggiungere lobiettivo di arrivare al ballottaggio contro il centro sinistra. E potrebbe vincere. Il 20 e 21 maggio al secondo turno Mauro Marinari ha tutti i numeri per poter superare Sergio Muro, vicesindaco e braccio destro del Sindaco uscente Neirotti. Mauro Marinari ha una storia limpida di tutto rispetto. Inizi come assessore alla Pace, all'Informazione, Partecipazione e Trasparenza nel Comune di Rivalta di Torino, tra il '93 e il 97. Nel 1996 stato uno dei fondatori e primo Presidente del Coordinamento Comuni per la Pace della Provincia. Ed da sempre impegnato nell'ambito della cittadinanza attiva, dell'associazionismo, del volontariato e della solidariet. lui il motore dellesperienza di Rivalta Sostenibile. Questa lista di cittadinanza si present gi nel 2007, ottenendo un ottimo 19% e tre consiglieri. Con questa esperienza di opposizione si sono candidati alla guida del Comune. E i cittadini li hanno premiati. Nonostante sia cresciuta lastensione (un elettore su tre non ha votato) hanno ottenuto il 22,49 %. "Tra il primo e il secondo turno ci stiamo impegnando per intercettare gli astensionisti ci spiega il candidato sindaco Mauro Marinari, "attraverso contatti personali, passa parola, porta-porta." Coloro che non si sono recati alla urne perch scontenti dell'attuale politica, indignati e delusi, forse non sono consapevoli che a Rivalta le proposte politiche "non tutte sono uguali", che c' un'alternativa fuori dal sistema partitocratico. Percepiamo che molti non hanno votato pensando che, come al solito, il ballottaggio fosse ad appannaggio del centro sinistra e del centro destra. Vedendo che cos non , probabilmente andranno a votare al secondo turno per dare sostegno al nostro progetto. Rivalta un comune che ha subito pesantemente la cementificazione, oltre a essere interessato dal progetto dellAlta velocit. I sostenibili lo dicono chiaro e tondo: stop al consumo del territorio e no tav. Con coraggio anche per il secondo turno non cederanno e hanno deciso di non apparentarsi a nessuna altra coalizione. Le uniche liste che si accompagnano a quella di Rivalta Sostenibile sono quelle delle frazioni Gerbole, Tetti Francesi e Pasta. E stata una scelta di metodo. Costituendo liste di cittadini anche nelle frazioni sono riusciti ad attivare meccanismi di partecipazione anche in quelle realt dove i sostenibili erano meno presenti. Il voto nelle frazioni ha ottenuto un notevole aumento di consenso per noi rispetto alle elezioni del 2007. Se vinceremo al ballottaggio entreranno in consiglio comunale 2 rappresentanti delle frazioni di Gerbole e Pasta. Ci spiega

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sempre il candidato sindaco Marinari. La sfida si gioca sul recupero dellastensione e sul possibile spostamento di voti, specie di quella parte dellelettorato pi sensibile ai temi dei No Tav e contrario alla cementificazione. unesperienza molto significativa, che pu insegnarci molto e aiutarci a comprendere le strade da intraprendere.

Vittoria!
Di: Redazione - Megachip Mauro Marinari il nuovo Sindaco di Rivalta Gli auguri del Presidente di Alternativa Giulietto Chiesa. Mauro Marinari, il "nostro sindaco" di Rivalta ha vinto le elezioni ed diventato il sindaco di Rivalta. Possiamo considerarla, sotto ogni profilo, anche una nostra vittoria. E siamo lieti che sia una vittoria di persone che hanno camminato sulle stesse linee su cui stiamo camminando noi. Un grande augurio a Mauro e a tutti i cittadini di Rivalta, che si sono conquistati dei rappresentanti degni, puliti, onesti, che non li tradiranno. Giulietto Chiesa Presidente di Alternativa

Le elezioni in Europa. Una svolta politica? - Di: Piotr ()


Premessa
1. A livello globale la finanziarizzazione sta continuando i suoi effetti devastanti. La finanziarizzazione si basa su debiti, pubblici e privati, inesigibili. Secondo un calcolo, entro lanno corrente bisogna rinnovare complessivamente crediti pari a del PIL mondiale, tanto per avere unidea. E anche per questo che il 2012 un anno cruciale. Da un punto di vista tecnico si potrebbe descrivere sinteticamente la finanziarizzazione come una perversione del credito endogena (cio dovuta alle contraddizioni intrinseche ai processi di accumulazione), cio alla perversione del meccanismo monetario principale su cui si basa il ciclo infinito di accumulazione del capitale, ovvero il meccanismo tramite il quale si anticipa in forma monetaria la ricchezza che si attende che venga prodotta. Dal punto di vista politico invece si presenta come una lotta per la predominanza degli attori capitalistici intesi in senso lato. Cio come una lotta per il potere. Gli Stati hanno necessit di allearsi coi centri finanziari, cos come ce lhanno le multinazionali. Nel primo caso lo fanno esibendo potenza. Potenza politica, militare, culturale, diplomatica. Nel secondo esibendo potenza economica ovvero capacit di mobilitare risorse sociali e naturali a livello globale (ed eventualmente anche politiche). Lo fanno scambiandosi personale e lo fanno intessendo legami dinteresse mediati dalla finanza. A sua volta, allinterno della sfera finanziaria si svolgono feroci lotte di potere, coi mezzi che le sono propri. Questo quadro infatti non prevede, e non ha mai storicamente previsto, alcun attore predominante in eterno e quindi nessuna classe globale, intesa come un fascio di interessi condivisi stabilmente. Le condivisioni di interessi sono infatti strutturalmente instabili perch questo il regno del conflitto, delle alleanze, dei tradimenti, della sopraffazione, del predominio e della lotta per scalzare chi in un dato momento predomina, globalmente o regionalmente. Lotta che pu avere successo o essere perdente. 2. La crisi ha messo in evidenza due contraddizioni strutturali intrecciate: a) La contraddizione tra il neomercantilismo tedesco e lEuropa grossomodo dei PIIGS. b) La contraddizione tra la finanza anglosassone e leconomia tedesca (e la sua area dinfluenza, che presenta sfaldamenti). Con neomercantilismo tedesco intendo lo sfruttamento dei differenziali di produttivit della Germania, relativamente ai suoi partner europei, per generare un avanzo commerciale al quale

corrisponde un simmetrico disavanzo dei partner. Questo differenziale basato su rigide politiche di contenimento dellinflazione e di riduzione del costo nominale del lavoro (i salari tedeschi sono fermi da quasi venti anni) [1]. Ovviamente la societ tedesca nel suo complesso tramite questo neomercantilismo si arricchisce. Ma il meccanismo ha dei limiti e delle contraddizioni. Esso innanzitutto ha come condizione la moneta unica e le politiche restrittive ad essa imposte. Leuro una vera e propria gabbia che non permette ai Paesi europei penalizzati di riequilibrare la propria bilancia dei pagamenti tramite manovre sulla moneta. In pi la restrizione imposta alla BCE di comprare titoli di stato se non, eventualmente, sul mercato secondario, cio dopo che sono passati nel mercato finanziario, tarpa le ali ad ogni politica importante di intervento statale e incrementa costantemente la quota di debito pubblico detenuto dai grandi complessi finanziari privati. Tecnicamente lobbligo per gli Stati di approvvigionarsi finanziariamente sui mercati ha lo scopo di controllare linflazione. Di fatto una politica pro domo tedesca e alla lunga suicida. La Germania sa benissimo che non pu spremere oltremisura ricchezza dai partner in questo modo. Potrebbe rilassare i vincoli imposti alla BCE, ad esempio permettendo lemissione di eurobond, ma sa che a farne le spese sarebbe per prima la Germania stessa. In poche parole, la Germania tra lincudine di vedere prosciugata la fonte europea della sua ricchezza destabilizzando leuro e il martello della destabilizzazione della situazione sociale interna, che con le elezioni ha fatto vedere di essere percorsa da sfiducia in una politica che finora ha permesso sviluppo e condizioni di lavoro vantaggiose ma oggi d evidentemente ritorni di benessere sociale decrescenti. Per non farne le spese la Germania subordina leventuale emissione di eurobond al pareggio di bilancio degli altri membri delleurozona che per lFMI prevede essere in deficit anche nei prossimi due anni, tranne lItalia sottoposta alla cura montiana e, staccata di varie misure dallItalia, la Germania. Nel frattempo Berlino cerca con decisione di sostituire agli scambi commerciali con i partner europei quelli con lEst. (Europa orientale, Russia e Oriente asiatico). La cosa va a rilento ma allarma il suo alleatooccupante statunitense, specialmente da un punto di vista geopolitico. Un secondo fattore di collisione con gli USA la riluttanza tedesca di far stampare soldi alla BCE per salvare i mercati finanziari, oberati da crediti inesigibili (ovvero da attivi farlocchi) che grazie ai meccanismi moltiplicatori della finanza (parte integrante delle lotte di predominio in questa sfera) sono ormai sfuggiti di mano a

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tutti. La FED, come si sa, ha stampato trilioni di dollari a questo scopo negli ultimi anni, indebolendo la moneta americana e ipotecando un eventuale rilancio economico. Ora gli USA chiedono che sia la volta della BCE a darci dentro con decisione e non come ha fatto finora col contagocce, comunque sempre tollerato a fatica dalla Germania. E lo chiedono tramite il loro principale portavoce in Europa, cio Mario Monti (la posizione di Draghi mi sembra pi equidistante tra USA e Germania, per quanto si riesca a capire ma do per scontato che alla luce emerga un centesimo di quel che succede dietro le quinte ). Mario Monti, che secondo lFMI arrivando sulle scene europee nel 2013 con un possibile avanzo primario record del 7,8% (pi del doppio della Germania, lunico altro Paese europeo non in deficit per quella data) potrebbe a quel punto fare la voce grossa con la Merkel. Tanto pi che Sarkozy ha dovuto cedere il posto a Hollande e la Cancelliera sar sotto elezioni, tremebonda dopo la recente batosta nei Lnder. Ad ogni buon conto la Germania fa gi sapere per vie traverse che ha pronta la sua contromisura regina: luscita unilaterale dalleuro. Una partita a scacchi, come si addice tra le grandi potenze durante le grandi crisi. 3. Dietro la retorica della crescita si cela quindi in realt la richiesta pressante di far stampare soldi alla BCE e in subordine di tagliare le unghie alla Germania. E dubbio che ci possa essere altro. Infatti tutto da vedere se strumenti neokeynesiani possano rilanciare la redditivit privata in Occidente (a parte alcuni settori ad alto valore aggiunto e ad alto contenuto innovativo, ad esempio quelli legati, direttamente o indirettamente, al settore militare, ed eventualmente a grandi opere infrastrutturali), in presenza di un tasso di profitto delle attivit industriali strutturalmente basso. In tutti i recenti tentativi limmissione di liquidit si infatti riversata il larghissima parte sugli istituti finanziari, gli unici che potevano in qualche modo (sovente piratesco) garantire rendimenti. La crescita sar al dunque un collasso ritardato, che ovviamente pu esibire punte reali di sviluppo, ma locali sia in termini temporali sia spaziali. Non penso che gli strateghi globali credano davvero di poter rilanciare in Occidente un altro ciclo di espansione materiale simile a quello del ventennio doro del dopoguerra. E al pi il solito modo di girare attorno al problema [2]. Ma, ovviamente, in pubblico devono dire altro. Un altro che va sotto il termine onnicomprensivo misure per la crescita. Cos la coppia di attori Crescita (Keynesiana)-Rilassamento della politica monetaria europea, che per brevit chiamer CK-R, caratterizzer lo spettacolo politico nel nostro immediato futuro. Se il primo Monti stato luomo dellausterity, non detto che lo sia il secondo (o chi per lui). I segnali gi ci sono, come il continuo richiamo alla necessit di crescita rivolto da Monti allEuropa (cio di fatto alla Germania). Ovviamente parliamo di segnali e per di pi visti dallesterno e da una certa distanza, dove posizionato il nostro punto di osservazione noi. Siamo nel campo di giustificate congetture, non di certezze. Tanto pi che la crisi finanziaria rende di sicuro la CK-R una strategia tutta in salita (potrebbe essere agevolata per da uno schianto in punti nevralgici, non necessariamente economici o finanziari, del sistema). Conseguenze 4. Tutto sommato le elezioni europee testimoniano di quanto abbiamo detto. La Grecia, vaso di coccio, fatta a pezzi anche politicamente, e lopposizione al massacro sociale si divisa tra lestrema destra e lestrema sinistra. Una tragedia classica, nella terra dei grandi classici. Linteresse dellestablishment europeo e statunitense sembra limitarsi a nascondere il default e a continuare ad aspirare dalla Grecia quante pi risorse possibili. Per quanto riguarda lItalia il quadro diverso. Non ho mai creduto che il nostro Paese avrebbe fatto la fine della Grecia,

la trentaseiesima. Questo non vuol dire che il massacro sociale da noi sia meno raccapricciante. Basti pensare ai due suicidi giornalieri di lavoratori o piccoli imprenditori. Limpoverimento della nostra societ palese ed gravissimo. Gli attacchi al welfare sono senza precedenti. Monti scherza con il fuoco dello strappo sociale continuo. Per ora tiene le cose sotto controllo inviando i manifestanti No Tav nelle carceri di massima sicurezza o contando sul fatto che qualcuno tirer fuori dai cassetti dossier capaci di devastare i partiti riottosi ( il caso della Lega, ma pu succedere ad altri). In quanto ottava potenza mondiale ci tocca un ruolo non secondario. E Monti, o meglio la coppia Monti-Napolitano, lo sta portando avanti coscienziosamente. Ridicolo dirgli che sta sbagliando. Sta facendo quello che gli hanno chiesto di fare. E in questo scenario, allinterno di questo ruolo, che si situa la riscossa dei DS. I DS sono la succursale italiana del Partito Democratico statunitense. Saranno i portavoce del CK-R, cos come in Francia lo sar Hollande. In Germania si sono visti segnali forti verso quella direzione. Un caso per che dal mio punto di vista ancora da capire bene, per via della posizione particolare delleconomia tedesca in Europa e nel mondo e per il ruolo geopolitico della Germania. La sua politica estera suggerir nuovi elementi esplicativi. Nellimmediato credo che in Italia assisteremo a dichiarazioni altalenanti di richiamo al rigore e di necessit di crescita, di fedelt a Monti e di necessit di superarlo. Apparir di fatto come una politica (fatta a dichiarazioni) mezza di destra e mezza di sinistra, intendendo con sinistra un vago rimando al complesso di fattori sociali, economici, industriali, politici che caratterizzarono negli anni tra il 50 e il 60 il keynesismo italiano ed europeo. Questo un punto di snodo e di confusione che eserciter attrazione sulle persone indecise, nostalgiche o lontane dallanalisi critica e cercher di riparare i guai causati dallappoggio a Monti. Per la politica internazionale i DS seguiranno gli USA (sono stati loro a spingere per la guerra alla Libia). Lo stesso per la politica rispetto alleuro. Ovviamente devono ufficialmente difendere la UE e la moneta unica per la quale chiesero a suo tempo sacrifici immani. 5. Volente o nolente tutto il variegato mondo dellopposizione a Monti e alla sua austerit verr influenzato da questo cambiamento di rotta, che comunque, ripetiamo, non garantito e comunque non sar limpido. Inutile quindi fare previsioni troppo accurate. In vista delle prossime elezioni politiche tutti hanno iniziato a prendere le misure, ad annusarsi: partiti, organizzazioni e singoli. Molto dipender dalla legge elettorale. A volte dalle particolari ideologie ispiratrici. Il CK-R pu essere un ombrello abbastanza grande. Riparer chi vede la semplice possibilit di far partire opere pubbliche, chi quella di far ripartire il credito, chi insister sul lato redistributivo, chi sulla possibilit di lotta alla disoccupazione. Lex sinistra e la coscienza critica dellex sinistra. Le formazioni che vogliono rifondare la sinistra pungolando la coscienza critica dellex sinistra, e via cos in una catena di attrazioni successive. Il CK-R potrebbe causare delusioni immediate, o ottenere brevi successi parziali. E dubbio che sar il punto di svolta risolutivo della crisi. Tuttavia la doppia contraddizione che sopra abbiamo tratteggiato ha iniziato ad operare nel vivo, divenendo oggetto diretto di scelte politiche. Le forze emancipatrici hanno quindi lobbligo di incunearsi in questa doppia contraddizione che costituisce una delle poche possibilit che si vedono allorizzonte di divisione e indebolimento dellavversario (laltra essendo una, improbabile ma non da escludere, guerra mondiale). Ma incunearsi, per definizione non vuol dire parteggiare per una delle due sezioni che si stanno separando. I latori del CK-R lavoreranno per se stessi e per terze parti, ma non per noi. Se avessimo la corda di Lenin li potremmo sostenere

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come la corda sostiene limpiccato. Ma per ora abbiamo trovato con fatica solo qualche scampolo di filo per cucire. Come incunearsi tutto da capire e non pu essere discusso qui. Tuttavia dovr essere oggetto di discussione urgente, anche per togliere di mezzo ambiguit e opportunismi che di sicuro il CK-R far emergere. In parallelo ci sono i segnali che sia iniziata una lotta per il controllo geopolitico dei mercati finanziari. Facendo un ragionamento basato sulla pura razionalit economica paradossale che essi facciano riferimento a una nazione, gli USA, con fondamentali economici pessimi (enorme debito pubblico, enorme deficit delle partite correnti.) e non alla Cina, il nuovo gigante economico mondiale. Il Paese asiatico sembra che ora sia intenzionato a ricordare al mondo questo paradosso. Ma esso lo solo dal punto di vista della razionalit economica. Alle pretese razionali dei suoi competitor globali gli USA opporranno argomenti diversi ma molto convincenti e derivati da settori dove gli Stati Uniti possono ancora esibire e utilizzare un effettivo vantaggio competitivo: la forza militare, quella politica, quella diplomatica e quella culturale. Che sono, diciamo cos, collaterali che hanno sempre suscitato attrazione sulla Haute Finance, alla faccia di ogni ragionamento economicistico. Sar con buona probabilit la dimensione conflittuale che sovraster le altre. Piotr, maggio 2012

La FdS scende in piazza per il lavoro


Di: Anna Lami - Megachip

Erano

[1] I differenziali tecnici sono qui trattati come esiti degli investimenti in ricerca e sviluppo permessi dal surplus. [2] Di fatto lunico modo per confutare questa tesi dimostrare che lo sviluppo materiale del dopoguerra, basato su deficitspending, monete nazionali e dogane, sia stato prima penalizzato e poi interrotto da una forza esogena, cio da non meglio identificati poteri forti finanziario-globalisti. Ma per far questo bisognerebbe negare, tanto per fare un esempio che la finanziarizzazione attuale sia iniziata con le speculazioni sui cambi valutari, seguite al Nixon Shock, eseguite proprio dalle grandi multinazionali. E bisognerebbe inoltre pensare allattuale finanziarizzazione come ad un fenomeno inedito, e quindi negare che ce ne sia stata ad esempio una gigantesca pi di un secolo fa, quella che diede luogo a ci che fu chiamata Belle poque, talmente importante da spingere Hobson a scrivere Imperialismo nel 1902 e Hilferding a Il capitale finanziario nel 1910. Cio bisognerebbe negare dei dati di fatto storici. Che lattuale finanziarizzazione abbia caratteristiche uniche lo si pu desumere non dalla sua origine (che ripete in un contesto e forme nuovi schemi gi sperimentati nella storia del capitalismo) ma dal suo sviluppo e dalle sue prospettive. E qui che sta la differenza.

alcune migliaia i partecipanti alla manifestazione organizzata ieri a Roma dalla Federazione della Sinistra, per protestare contro il governo Monti e per la difesa dellart.18. Soprattutto militanti provenienti un po' da tutta Italia e dallet media piuttosto elevata, abbassata dal festoso spezzone dei Giovani Comunisti. Un corteo non proprio oceanico che testimonia la perdita di credibilit tra le masse popolari delle classi dirigenti della FdS in seguito alla partecipazione ai governi di centrosinistra negli anni scorsi e a una politica ancora troppo subalterna al Pd in molte realt locali. Non sono mancati comunque momenti di interesse, a cominciare dalla combattiva presenza di una delegazione No Tav guidata da Nicoletta Dosio, militante di Rifondazione Comunista oltrech attivista No Tav della prima ora: il suo sar tra gli interventi pi applauditi dai manifestanti. Al corteo hanno preso parte anche rappresentanze di Syriza, della Linke tedesca, del Front de Gauche francese. Pierre Laurent, Segretario del PCF, aderente al Front de Gauche, afferma: il programma di Hollande pieno di contraddizioni e non comporta una vera rottura con quello di Sarkozy. Gli elettori di Hollande comunque si aspettano un reale cambiamento a sinistra: ci saranno quindi nuove mobilitazioni politiche e sociali a cui il Front de Gauche parteciper per spingere la maggioranza parlamentare a prendere misure veramente di sinistra e in controtendenza rispetto agli attuali indirizzi Ue. Anche per questo con il FdG abbiamo deciso che Mlenchon sar lo sfidante diretto di Marine Le Pen nell11/a circoscrizione del Pas-de-Calais per le legislative di giugno. Vinceremo e dimostreremo che il Front de Gauche la sola forza adatta a combattere e sconfiggere il Front National sul terreno dellopposizione sociale allEuropa delle banche. Tra i vari striscioni troviamo quello dei lavoratori di Irisbus, azienda di Avellino appartenente al gruppo Fiat: la nostra vertenza volge quasi al termine: 10 giorni fa al Ministero dello sviluppo economico abbiamo incontrato Castano e Bianchi che ci hanno semplicemente detto che il governo non ha soldi per finanziare il piano di trasporto locale. La Fiat dal canto suo ha tirato fuori laccordo sottoscritto il 2 novembre che era stato firmato sotto ricatto. Ci hanno detto che 197 persone devono lasciare lo stabilimento o saremo tutti licenziati nel 2013. Affinch possiamo usufruire del secondo anno di ammortizzatori sociali 200 persone devono andare via. Certo noi non molleremo ed andremo tutte le volte a bussare, labbiamo fatto con Berlusconi e continuiamo a farlo con Monti. Bersani ai tempi del governo Berlusconi disse che avrebbe fatto in modo di mandare la Fiat in asta pubblica internazionale: Oggi il Pd sostiene questo governo, e cosa sta facendo? Il 2 giugno, la festa della Repubblica che sarebbe fondata sul lavoro, per noi non sar una festa ma una circostanza funebre, perch nel nostro territorio oltre allo stabilimento non abbiamo pi niente ed ora ci vogliono togliere anche questo. Dice Giulio Battista, quarantenne con tre figli ed una moglie precaria. Al corteo sfila anche Gianni Rinaldini, portavoce dellarea programmatica la Cgil che vogliamo, polemico verso liniziativa dei sindacati confederali del prossimo 2 giugno: Cgil Cisl e Uil hanno deciso di fare una manifestazione sul fisco il 2 giugno, facendo finta di non sapere che nel frattempo il parlamento sta discutendo il disegno di legge sul mercato del lavoro che di fatto abolisce anche lart. 18. La lettura di questa contemporaneit pu dare adito a tutte le ipotesi, compreso il fatto che anche la Cgil considera conclusa la partita sul mercato del lavoro sulla base dellaccordo fatto tra i partiti e pone altri problemi importanti ma che non possono essere separati dal problema complessivo dei

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diritti e delle condizioni di vita dei lavoratori e dei precari. 1. Giorgio Cremaschi, il sindacalista che ha lonore di risultare antipatico ad Emma Marcegaglia, appena pensionatosi dal Comitato Centrale Fiom, ribadisce che il 2 giugno far obiezione di coscienza: sar una manifestazione che mostra la crisi sindacale. Qui bisogna andare a fare uno sciopero generale contro il governo, non fare manifestazioni sotto lAltare della Patria. Bisogna organizzarsi, organizzare un grande fronte sindacale che non si arrende e che non accetta la linea remissiva di Cgil Cisl e Uil, e noi lavoreremo per questo. Intanto il corteo si conclude al Colosseo con i comizi di rito. Limpressione che per costruire unopposizione efficace al governo Monti e alle politiche imposte dalla Bce ci sia ancora tanto da fare.

Il Professore "professorini"
Di: Gaetano Labbri

i Furti di benzina: la nuova


Di: Debora www.petrolio.blogosfere.it

povert

Ha vinto il Pd (ma solo nei sogni di Bersani)


Di: Andrea Scanzi www.ilfattoquotidiano.it Bersani continua a vivere nella sua stanza dalbergo. Da solo. Nella stanza accanto, sente che due fanno lamore. E lui, felice, esulta. Per interposta persona. Non dato sapere quando, lui e il Pd, cominceranno a godere. In prima persona. Non occorre aspettare lesito elettorale: il Pd vince, sempre. Anche quando non vince (cio sempre). E la vera linea di partito bersaniano. A parte Parma, abbiamo vinto ovunque. Una frase bellissima. Un po come dire: A parte il nucleare, a Fukushima non stanno mica male. A fronte di un Pdl ai minimi storici, il Pd vince dove non pu perdere (e s che ci prova) e trionfa quando non si comporta da Pd. Nelle citt in bilico, o si affida a candidati che non voleva (Milano, Cagliari, Genova) o insegue trionfi altrui come accaduto per i referendum (Napoli, Palermo). Listeria tale per cui Rosy Bindi, poco dopo gli esiti elettorali, litighi a RaiTre con Antonio Polito che si limitava a ricordarle che nelle citt chiave avevano perso ed era un po tardi per sostenere che Leoluca Orlando fosse il loro candidato (e glielo ricordava Polito: non Gramsci). Era felice anche Enrico Letta (per quanto uno come Enrico Letta possa esprimere felicit, beninteso). E Matteo Renzi, il Mister Bean dellArno, metteva tenerezza nel tentativo di superare a sinistra (o destra, nel suo caso) i grillini sul tema della rottamazione La vecchia politica continua a ricordare quei conservatori americani che negli anni Cinquanta vietavano ai figli il rnr perch ritenuto sacrilego. E nel frattempo il rock travolgeva tutto. In tiv si celebrano le buonistissime messe laiche che appagano i soliti noti (inamovibili e assai rissosi), ma a molti non bastano pi. E i politici, da Cicchitto in su (gi difficile),

Billi

Viviamo in tempi difficili. La Crisi avanza


inesorabilmente trascinando dietro di s il suo ammasso di vittime inconsapevoli e il futuro non sembra prospettarci una via duscita, anzi. Una figura si erge su tutti ed quella del Professore Mario Monti. A lui spetta stabilire la ricetta per cucinare il souffl della speculazione finanziaria senza correre il pericolo che si sgonfi. Il Professore non solo. Accanto a lui una schiera di accoliti armati del sacro fuoco del pareggio in bilancio e del pagamento del debito offrono il loro onore prezzolato alla patria in pericolo, in attesa di intascare le corrispondenti regalie. Ma la scena si sta popolando di sempre nuovi attori e comparse. Tutti alla ricerca di cinque minuti di celebrit mediatica. Tutti alla ricerca delloccasione per dare libero sfogo al loro egocentrismo da parolai. E chiss, cos facendo magari mantenere la famiglia (se ce lhanno). Si tratta anchesso di un piccolo esercito. Sono gli antagonisti apparenti del sistema. Coloro che vedono dove tutti gli altri non vedono e per questo in diritto di assumere il ruolo di aruspici della contemporaneit. Di giorno li possiamo incontrare in qualche aula di universit o ad un consesso di massimi esperti in "teorie rivoluzionarie". La sera, un po ingobbiti, alla tastiera dei loro pc, intenti a tradurre il verbo dalle pagine dei loro blog personali o attraverso i potenti mezzi del social network. Ovunque presenti, i professorini sono pronti ad elargire consigli sia alle masse tumultuanti sia agli improvvidi cittadini del bel paese. La loro specialit la scienza economica a buon mercato unita a vertiginose peripezie lessicali e infauste elucubrazioni autoreferenziali. Perle di una saggezza completamente avulsa dal principio realt. Il Professore e i professorini. Avversari eppure cos simili. La stessa arroganza, la stessa presunzione. Sono inservibili e in molti casi dannosi. Peccato per lintelligenza e il sapere sprecati.

Ladri di carburante in tutta Italia, sono i nuovi


poveri e saranno sempre di pi. Neanche i tappi "antifurto" funzionano, quando i ladri si armano addirittura di trapano. Per tutti normale che il tappo della benzina delle nostre auto abbia la chiave, o il comando di apertura. Chi abbastanza anziano invece ricorda un'era in cui i tappi erano apribili semplicemente girandoli. Poi nel 1973 arriv la prima crisi petrolifera, la cosiddetta austerity, il prezzo dei carburanti vol alle stelle, ed iniziarono i furti. Lasciare l'auto in strada significava trovarla a secco la mattina seguente, e cos i ferramenta fecero affari d'oro vendendo i nuovi tappi con la chiave. Ricordo una signora che, con una vecchia 500, non trovava il tappo adatto: era costretta a mettere mille lire di benzina al giorno per lasciare il serbatoio vuoto ogni sera, e impedire ai ladri "il succhio". Quarant'anni dopo, siamo nuovamente alle prese con i furti di benzina. Ma stavolta la causa non il prezzo che la rende merce pregiata: in fin dei conti s aumentata, ma era carissima anche sei mesi fa. Quel che cambiato la nuova povert: per cui anche rivendere o usare nella propria auto dieci litri di carburante gratuito pu significare un pranzo decente. A Treviso un invalido con 600 euro di pensione si beccato 4 mesi di reclusione per furto di benzina (la giustizia in Italia non guarda in faccia nessuno eh). A Roma cittadini cinquantenni si sono dati al "succhio" per poter andare al lavoro il giorno dopo col serbatoio pieno, e qualcuno sfascia i finestrini anche solo per rubare un cartone di latte dimenticato sul sedile. In Molise i ladri lasciano anche biglietti di ringraziamento. Ma per il momento i veicoli pi a rischio sono camion, furgoni ed autobus, dove ladri ben organizzati possono fare un bottino pi succoso. Non crediate di essere al riparo, poi, perch avete uno di quei nuovi tappi "antifurto": in Inghilterra, dove i ladri imperversano come da noi, sono passati direttamente alla trapanazione del serbatoio. Bel danno. Tutto ci continua a sembrarmi un po' un sogno. Ricordo quando, diversi anni fa, si discuteva di picco e di crisi e si prospettavano i furti di carburanti per le strade (qui un bellissimo racconto che ne parla). Sotto sotto, ci illudevamo che fosse solo esagerata fantascienza.

Pierluigi

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. ritengono che ci si debba sedere tutti attorno a un tavolo: una gran bella idea, anche se appena superata. C, nei parlamentari e in gran parte degli editorialisti pensosi (gli stessi che fino a due mesi fa ritenevano il Movimento 5 Stelle un fenomeno folklorico sovversivo), una totale assenza di conoscenza e basi minime per interpretare la realt. Usano strumenti, e arroganze, degne del cenozoico. Fino a ieri era antipolitica, ora un fenomeno passeggero (in fondo lha detto anche Napolitano, no?). E ci si stupisce di quanto i grillini siano giovani e garbati: erano cos anche prima, bastava andare a cercarli. Finch a interpretare il grillismo ci saranno i Buttiglione e le Gelmini (Queste elezioni dimostrano che il Pd si sta spostando verso la foto di Vasto e la sinistra estrema: poveretta, rimasta dentro il tunnel dei neutrini), Grillo e il M5S cresceranno serenamente. Con buona pace di chi li riteneva fonte di ogni male, derive dittatoriali e tutto ci che finisce in ismo (populismo, qualunquismo; e magari pure demagogismo, adottando un nuovo conio). Parma non n la conquista di Stalingrado, n linizio della Terza Repubblica. E una scelta che premia un lungo percorso. E un voto di protesta (non un difetto) e al tempo stesso di costruzione. Soprattutto: una presa di posizione che merita rispetto. Esattamente quello che, sinora, non c stato. Da destra, ma nemmeno da sinistra.

Contro "La guerra democratica" e odiosa dell'Occidente


Di: Cristiano Sanna

Cristiano Sanna intervista Massimo Fini in occasione dell'uscita del suo ultimo libro. Non si tratta di essere contrari alla guerra ma di essere contro la guerra, tecnologica e impersonale, che l'Occidente muove agli altri mondi. Spesso senza neanche dichiararla e nascondendo bombardamenti, incursioni a terra e torture dietro slogan come "missione umanitaria in favore della democrazia". Contro La guerra democratica (edito da Chiarelettere) si schiera, da sempre, Massimo Fini. Giornalista e scrittore che da tempo fa il contropelo al vizio oscuro dell'Occidente (titolo di un suo libro di dieci anni fa) nella sua pretesa di annientare altre culture in nome di una superiore civilt. Massimo, dunque oggi pi che la nobile arte della guerra, come qualcuno la chiama, conta la scaltra arte della manipolazione mediatica che se ne fa. "Non c' dubbio. La politica di potenza sempre esistita e non riguarda solo l'Occidente. La differenza che da queste parti invadiamo, uccidiamo, torturiamo, stupriamo ma con la pretesa di farlo per il bene del nemico. Prima dell'esistenza delle superpotenze si invadevano altri territori a suon di cannonate per prendersi quelle genti, risorse, vie di controllo del territorio. E lo si diceva chiaramente, ecco perch nessuno piangeva se il nemico gli buttava gi l'equivalente delle Torri Gemelle. Oggi pretendiamo di colpire senza essere a nostra volta colpiti dal nemico. Se non disonest intellettuale questa". Nel suo libro riporta le parole dell'alpino Matteo Miotto, nella lettera scritta in Afghanistan due giorni prima di essere ucciso in azione. Dove il soldato elogia la capacit degli afgani di conservare le proprie radici anche di fronte all'azione distruttiva dei pi grandi eserciti. "Gente che nasce, vive e muore per amore della propria terra e di essa si nutre. Allora capisci che questo strano popolo ha qualcosa da insegnare anche a noi" scrive il militare. "Miotto capisce una cosa che dovrebbe essere elementare: lui, veneto, orgoglioso della propria cultura, si rende perfettamente conto che i ragazzi contro cui punta il mitra e che lo puntano contro di lui hanno a cuore gli stessi valori, a partire da quello dell'identit. Che genera il diritto di difenderla ad ogni costo, mentre con la guerra cosiddetta democratica ci arroghiamo il diritto di imporre i nostri valori a popoli completamente diversi da noi da millenni. Io lo chiamo totalitarismo concettuale, il peggiore di tutti. Non tanto Bush il pericolo ma piuttosto una come Emma Bonino, lesta a passare dal pacifismo al darsi la missione di insegnare le buone maniere, costi quel che costi, all'universo mondo". Obama, che ha mandato altri 30mila marines in Afghanistan, sogna una guerra fatta senza esseri umani e con i soli

robot sul campo. Potrebbe almeno questo essere considerato un miglioramento, dato che impedirebbe la morte di ragazzi in divisa da questa parte del campo? "E' un peggioramento assoluto nel senso che toglie alla guerra la sua essenza, cio il combattimento che crea la legittimit ad uccidere. Se no si tratta di assassinio. Niente valori reali in campo, niente coscienza dei soldati messa alla prova. E' in guerra che il soldato pu scegliere se finire l'avversario o no, se uccidere o meno un bambino, se abusare di una donna o astenersene. Il missile non ha occhi n cuore, colpisce con efficacia disumana. Parlo di efficacia, attenzione, non di precisione, e infatti ci vanno di mezzo un sacco di innocenti". Con lo scricchiolio dell'economia finanziarizzata globale, l'aggressione di nemici sempre nuovi non potr che aggravarsi. E' d'accordo? "Perfettamente. L'aggressione aumenter per due motivi: l'Occidente deve conquistare nuovi mercati, per quanto modesti, perch i suoi sono saturi. Inoltre questo modello di sviluppo, basato su crescite esponenziali che esistono in matematica ma non in natura, vicino al suo limite. Cos gli Usa e i Paesi loro sodali sono spinti agli ultimi colpi di coda, sempre i peggiori, prima dell'agonia". Peraltro proprio tra potenze occidentali che si usa la peggiore delle armi di distruzione di massa: lo spread. In realt in collisione il sistema monetario basato sul dollaro contro la zona euro. E' facile pessimismo dire che l'esito sar autodistruttivo? "All'inzio dell'Ottocento tutta una serie di pensatori europei sostennero che il commercio sempre pi prospero avrebbe soddisfatto quei bisogni che originavano le guerre. Si sbagliarono perch la guerra continua ad esserci e perch ad essa si accompagna una ancora pi disumana aggressione monetaria, dove le valute sono numeri immateriali da spostare in Rete con un click in modo da strangolare interi Paesi sovrani. Pi anonimo l'attacco pi odioso il suo effetto. Mi sembra per difficile che l'implosione dell'eurozona porti ad un beneficio per la finanza americana. Ora il sistema integrato, se lo scenario crolla lo fa nella sua interezza, incluse le economie emergenti". Chiudiamo con una provocazione: i suoi detrattori la definiscono uno "spiazzista", intendendo l'intellettuale che sceglie di sterzare in direzione contraria a quella degli opinionisti pi trendy perch sa che con questo spiazzamento pu conquistarsi una sua audience affezionata. Cosa risponde? "Non che io abbia sempre un'opinione contraria a quella della maggioranza. Ci sono opinioni comuni che ritengo valide e difendo a mia volta. Per mia natura, o per mia disgrazia a volte, dato che il non rinunciare all'autonomia di pensiero pu portare all'isolamento, mi viene spontaneo guardare per bene anche l'altra faccia della medaglia. Dove spesso si scoprono cose interessanti. Ho poi una umana pietas per il perdente e non amo salire sul carro del vincitore, va benissimo cos e non me ne pento affatto. Pur non avendo nessuna pretesa di avere la verit in tasca".

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Il fantasma del terrorismo per coprire la realt


Di: Marco Cedolin

Nessuna persona in buona fede e nella pienezza delle sue facolt mentali potrebbe seriamente prendere in considerazione l'ipotesi dell'avvento di una stagione di terrorismo nell'Italia del 2012, cos come stanno vaticinando alcuni ministri del governo Monti, coadiuvati nella mistificazione da larga parte del bestiario politico e di quello mediatico, deputato all'orientamento del pensiero. Tutti i parametri della societ sono cambiati cos radicalmente nel corso degli ultimi 40 anni, da far si che oggettivamente diventi assolutamente improponibile qualsiasi parallelismo con la stagione del terrorismo che sconvolse il paese a cavallo degli anni 70. Quaranta anni fa, sull'onda della rivoluzione cubana e della contrapposizione ideologica fra comunismo e capitalismo, l'immaginario collettivo era fondalmentalmente ancora cos ingenuo da prendere in considerazione la possibilit di sovvertire l'ordine costituito attraverso la pratica della lotta armata. La "lotta di classe" era un qualcosa di tangibile, in una societ molto semplice e schematica, dove le classi pi povere, prevalentemente composte da operai, mantenevano un certo grado di coesione al proprio interno e una forte volont di rivalsa nei confronti di quelle dominanti. La televisione, agli albori, non aveva ancora esplicitato nella sua interezza il proprio ruolo di lavaggio del cervello che inibisce il senso critico, anestetizza le coscienze e sostituisce la cultura ponderata con l'informazione urlata. Si leggeva molto di pi, si parlava molto di pi e si "sognava" molto di pi di quanto non accada oggi ...... Quaranta anni fa la libert individuale era estremamente elevata rispetto a quella di oggi, il peso della tecnologia molto pi scarso, quello dell'elettronica quasi inesistente e il "miraggio" di una contrapposizione in armi con lo stato poteva ancora aspirare a guadagnarsi qualche nota di realismo. Tutti questi fattori (e molti altri che per breviloquenza non ho elencato) contribuivano a rendere in qualche modo credibili le due basi sulle quali per forza di cose deve poggiarsi qualsiasi progetto che miri a sovvertire l'ordine costituito per mezzo della forza, qualora esso sia portato avanti in buona fede da soggetti che ritengano di possedere le potenzialit per attuarlo. La capacit da parte dei gruppi eversivi di conquistare la solidariet e la
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simpatia di ampi strati della popolazione e la dimostrazione di una forza tale da potersi contrapporre in maniera credibile agli apparati di polizia e pi in generale allo stato. Se negli anni 70, almeno in nuce, queste basi potevano possedere un fondo di credibilit, poi smentito nei fatti dall'evolversi degli eventi, come sarebbe possibile nell'Italia del 2012 riscontrarne anche una sola molecola? Oggi nessuna persona normodotata sarebbe cos ingenua da pensare anche solo per un attimo che un manipolo di "terroristi" potrebbe essere in grado di sovvertire l'ordine costituito con l'uso delle armi. La situazione internazionale quella di un immenso oligopolio governato dalla grande finanza, dove non c' pi spazio non solo per le rivoluzioni e le ideologie, ma neppure per gli stati nazione, immolati sull'altare del globalismo e del potere finanziario. La popolazione italiana versa in condizioni ben pi drammatiche di quelle degli anni 70 ma non esistono pi classi, n coscienza delle stesse. La televisione ha omologato gli individui, appiattendo sui dogmi del consumo e dell'individualismo di massa qualsiasi aspirazione culturale o ideologica e trasmutando ogni approccio di coscienza collettiva nella creazione di soggetti atomizzati che vivono in un proprio microcosmo. Non si legge quasi pi e quel poco che si legge cositutito da informazione urlata "modello sms". I rapporti con gli altri prescindono dalla condivisione delle sensibilit e dei saperi ma si basano esclusivamente sulla competizione. Non si sogna, non si lotta, non si aspira ad un mondo migliore, ma ci si limita a seguire le regole, con l'unica aspirazione di risultare vincenti rispetto ai nostri simili. E nel caso questo non accada si preferisce il suicidio alla lotta, perch la societ del senso di colpa ci ha insegnato che il "perdente" non ha diritto di sopravvivere. Qualcuno sano di mente riuscirebbe a ritrovare in questo retroterra culturale il germe di una popolazione disposta a sostenere anche solo a livello di opinione, la causa di qualche gruppo che pratichi la lotta armata? La libert e la privacy dell'uomo di oggi iniziano e finiscono all'interno del suo bagno, dove si rade o si trucca la mattina prima di uscire di casa. Per tutto il corso della giornata ciascuno taggato, scrutato, catalogato decodificato. La tecnologia entrata in profondit nel nostro dna e qualsiasi nostra azione risulta di pubblico dominio. Dal cellulare alla carta di credito, dal bancomat al telepass, dal

navigatore nella nostra auto alle telecamere che hanno sostituito le foglie degli alberi, tutto ci osserva e ci registra, 24 ore su 24. Chi potrebbe essere cos folle da immaginare, in una realt di questo genere la costruzione di cellule terroristiche che agiscano segretamente nell'ombra, per un periodo che riesca a durare dall'alba al tramonto? Le forze di polizia dispongono oggi di una capacit di contrasto mostruosa che procede di pari passo con le potenzialit dell'intelligence, accresciute in maniera esponenziale dai nuovi apparati tecnologici. Perfino per contrastare lotte fondalmentalmente pacifiche, come quella NO TAV o contro gli inceneritori, chi gestisce il potere non ha esitato a schierare apparati dell'esercito, con tutto il corollario di mezzi da guerra abitualmente usati in Afghanistan. Mentre gli investimenti praticati nell'ambito dell'ordine pubblico sono colossali e spaziano dalle armi non letali a microonde a quelle ad ultrasuoni, passando attraverso una selva di nuovi strumenti di varia natura, atti ad immobilizzare e rendere innocue perfino folle di grande consistenza. Potrebbe mai essere credibile il delirio onirico consistente in un manipolo di terroristi che con fucili e pistole intenda contrapporsi ad una simile macchina di guerra? Alla luce di questa serie di riflessioni, per quale ragione il ministro Cancellieri e lo stesso Monti lanciano l'allarme terrorismo, sulla misera base del ferimento di un dirigente Ansaldo e di qualche tensione che ha coivolto gli uffici di Equitalia, e prontamente il mondo politico e quello mediatico lo raccolgono, amplificandone scientemente la portata, fino a coinvolgere i servi dei sindacati e coloro che gestiscono la "societ civile"? Senza dubbio perch lo spettro del terrorismo un elemento a tinte forti che rappresenta un ottimo viatico utile per giustificare tutta la serie di misure repressive che sono state e saranno introdotte nel paese, al fine di far fronte ai problemi veri. Problemi veri che non consisteranno sicuramente nell'assalto di una banda di terroristi che intende sovvertire l'ordine costituito, bens nelle masse atomizzate d'individui disperati che ben presto affolleranno le strade, senza un progetto e senza la velleit di sovvertire qualcosa, ma strabordanti di confusione e disperazione. Chiamare terroristi questi poveracci ed affrontarli con estrema violenza in quanto tali, senza che la "societ civile" abbia nulla da eccepire, rappresenter sicuramente un ottimo valore aggiunto, nel momento in cui il paese precipiter nel caos.