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Ruredil Spa

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Prodotti e tecnologie
per ledilizia moderna
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Nella stessa collana:
Prodotti per calcestruzzo
Prodotti da costruzione, ripristino e protezione
Naturcalce - Malte e fniture a base calce e silicato
Distanziatori, profli, elementi di giunzione
Rinforzi strutturali
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Prodotti speciali per
la prefabbricazione
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Fissaggi e collegamenti strutturali, sistemi a mensola, sistemi
di sollevamento, sistemi per pannelli a taglio termico,
sistemi di sicurezza, dispositivi antiscoppio
Ruredil, inserti di qualit
per ogni necessit
Lo stabilimento di prefabbricazione genera manufatti in calcestruzzo
armato; detti elementi, voluminosi e massivi, sono progettati per essere
parte di un insieme, realizzati in un luogo e destinati ad essere assemblati
a distanza.
Travi, pilastri, plinti, pannelli e coperture devono quindi essere
progettati in modo che ogni fase sia preventivamente presidiata: dalla
movimentazione al trasporto, dalla posa al collegamento tra essi.
Facile desumere quanto sia importante che il progettista possa
prevedere, gi nei disegni di ogni elemento, linserto da predisporre
adatto per ogni fase. In ogni fase e per forme e masse assai diverse,
linserto deve mostrare di essere versatile e adattabile, semplice ed
efficace, prestazionale ma economico, in poche parole migliore di ogni
soluzione tradizionale.
Gi al disarmo quindi necessario prevedere nel manufatto linserto
capace di reggerne il peso per rimuoverlo dal cassero e trasferirlo
allo stoccaggio, in attesa di trasportarlo presso la destinazione finale.
Queste operazioni di movimentazione e trasporto, fino al montaggio,
sono affidate normalmente ad ancoranti di sollevamento che devono
garantire ogni fase tenendo conto della forma, del peso, del tipo di
sollevatore, dellinclinazione delle funi, dei punti di sollevamento
e del carico dinamico, garantendo ladeguato margine di sicurezza e
materiali duttili e resilienti adeguati ad ogni clima.
R-System il sistema di sollevamento pi completo e versatile
disponibile per i prefabbricatori; non c forma, sezione, anche la
pi ridotta, che non possa essere risolta con le tipologie di ancoranti
disponibili; anche le piastre pi sottili e i muri pi snelli trovano il
pi adeguato inserto e portate che vanno da 13 KN a 32 KN con un
coefficiente di sicurezza garantito 3,75, quindi la portata nominale
corrispondente al peso sostenibile.
Ma la movimentazione e il trasporto coprono solo la prima parte dei
bisogni post produzione dei prefabbricati; i manufatti realizzati, infatti,
vanno successivamente montati; le prescrizioni al montaggio in materia di
sicurezza sul lavoro sono severe e soprattutto normate da stringenti leggi.
Rurefast, la linea di sicurezza per il montaggio dei prefabbricati
certificata CE, predisponibile nei getti dei prefabbricati, risolve, con un
sistema semplice e sicuro, gli adempimenti di prevenzione contro
le cadute dallalto nei cantieri mobili.
Il progetto in zona sismica, oggi pi che mai, pone scelte, come le
fondazioni con travi a pavimento rispetto ai plinti a bicchiere, in cui
le nuove tecnologie disponibili danno un aiuto importante sia per
le garanzie statiche richieste, sia per la convenienza economica che
ne deriva; il sistema Kaptor, che collega meccanicamente e per
sovrapposizione secondo NTC 2008 elementi strutturali come plinti
e pilastri o travi e pilastri, accelera tutte le fasi della costruzione a
cominciare dalla messa a piombo. Grazie allassemblaggio meccanico
per avvitamento non necessitano pi dei puntelli nel posizionamento
dei classici pilastri su plinti a bicchiere e vengono inoltre soddisfatti i
requisiti alla pari di un plinto con pilastro monolitici, con la differenza
che non ci sono tempi di attesa tra il collegamento delle strutture e il
proseguimento del montaggio.
Ci vorrebbe un lunghissimo elenco per citare tutti i fissaggi e gli altri
collegamenti; tra i tanti si pu menzionare il classico nodo trave-pilastro
sul capitello in cui la Boccola Rur, una boccola filettata che si ancora
al calcestruzzo per risalto, trova un largo utilizzo. C poi il caso del
fissaggio dei pannelli alla struttura dove Fisis 30, in considerazione
dei carichi e della zona sismica, diversamente dai fissaggi tradizionali
costituiti da profili leggeri che potrebbero essere insufficienti per portata
o per la mancanza di scorrimenti tra i pannelli e la struttura, risolve
brillantemente ed efficacemente ogni caso sia per i pannelli
orizzontali che per i pannelli verticali. Ma se per la ritenuta superiore
il fissaggio sismico FISIS 30 un valido rimedio, altrettanto Ruredil ha
studiato per il sostegno dei pannelli orizzontali appesi ai pilastri il
sistema a mensola Girella S e Tirella S nella versione aggiornata S.
Grazie alla maggiore inclinazione dellappoggio Girella S e Tirella S risolvono
il problema della sospensione dei pannelli anche in zona sismica.
Un caso a parte nel progetto dei prefabbricati la scelta della soluzione
pi idonea per realizzare pannelli con ridotta trasmittanza; questi pannelli,
comunemente chiamati a taglio termico devono garantire staticit e
resistenza termica, libert di allungamenti e contenute deformazioni,
sezioni contenute ed economicit. Ruredil con Konnektor, dal 1997
ha realizzato circa 5.000.000 di mq di pannelli a taglio termico con
connessioni in acciaio inox e sostegni portanti che garantiscono lo
scorrimento dello strato appeso, dovuto alle variazioni termiche
riducendo drasticamente le deformazioni, le fessurazioni e gli
spanciamenti.
3
Indice
Fisis 30 5
Fissaggi sismici per pannelli 6
Tipologia di collegamento 7
Altre veriche 8
Scelta dei ssaggi 9
Dimensionamento dei ssaggi 10
Descrizione articoli 11
Kaptor 13
Descrizione del sistema 14
Collegamento per sovrapposizione 15
Collegamento KPF - KPP 18
Vantaggi del collegamento Kaptor 20
Esempio di progettazione 23
Descrizione articoli 25
Boccola RUR 27
Descrizione del prodotto 28
Esempi di applicazioni tipo 29
FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI
Girella Tirella S 31
Mensola Girella S 34
Impiego della mensola Girella S 36
Mensola Tirella S 42
Verica delle mensole 46
Posizionamento in fase di getto 50
Montaggio delle mensole 52
Mensola di emergenza 53
Schede tecniche 55
Konnektor 113
Dispositivi di sostegno 114
Dispositivi di connessione 116
Criteri di progettazione 118
Prestazioni termiche 119
Fasi operative 120
Disegni tecnici 121
R-System 63
Criteri di sicurezza 66
Portata nominale 67
Tipi di ancoranti e accessori 75
Posizionamento degli ancoranti 76
Ancoranti a risalto 77
Ancoranti a risalto prescrizione geometriche 79
Ancoranti con foro 86
Ancoranti ad aderenza 91
Ancoranti per ribaltamento RS 92
Ancoranti a piastra 95
Guaine per il posizionamento dellancorante 97
Istruzioni operative per la testa sferica universale 103
Esempi di calcolo 106
Boccola 109
Descrizione del prodotto 110
Esempi di applicazioni tipo 111
Rurefast3 123
Sistema anticaduta a rapido innesto 124
Requisiti essenziali di salute e sicurezza 125
Requisiti supplementari 126
Requisiti supplementari specici 127
per i rischi da prevenire
Prescrizioni per il progetto 128
Prescrizioni di utilizzo 129
Componenti 130
Accessori 133
Software linea anticaduta 136
Jet 139
Ruredil Jet, perch installarlo 140
Le prove di laboratorio 141
Descrizione dello sato di sicurezza Ruredil Jet 141
Schemi tipici di posizionamento 142
Descrizione articoli 144
SISTEMI A MENSOLA
SISTEMI PER PANNELLI A TAGLIO TERMICO
SISTEMI DI SOLLEVAMENTO
SISTEMI DI SICUREZZA
DISPOSITIVI ANTISCOPPIO
4
5
FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI
Fissaggi sismici per pannelli
ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
Le pareti costituite da pannelli prefabbricati che scaricano a terra il loro peso,
presentano una notevole rigidezza tanto che indispensabile utilizzare
collegamenti che concedano alla struttura di muoversi indipenden-
temente dai pannelli che rimangono fissi, cio senza che la massa dei pan-
nelli entri in gioco. Se i pannelli prefabbricati orizzontali, invece, scaricano
il loro peso sui pilastri, la loro massa entra in gioco ma occorrer comun-
que fare in modo che non diano rigidezze aggiuntive alla struttura.
I pannelli non offrono alcuna rigidezza e il loro collegamento alla struttura
deve essere dimensionato sulla loro massa, con vincoli che vanno rapportati
allaccelerazione di progetto.
Tutti i fissaggi hanno una resistenza allazione sismica perpendicolare alla
superficie della parete di 30 kN allo SLU.
Fissaggi sismici per pannelli
AZIONE SISMICA
PARALLELA ALLA SUPERFICIE DEI PANNELLI
AZIONE SISMICA
PERPENDICOLARE ALLA SUPERFICIE DEI PANNELLI
1 2
6
Tipologia di collegamento
LE PROVE DI LABORATORIO
In funzione della tipologia costruttiva, bisogna distinguere il caso in cui il
fissaggio alla struttura avviene su una superficie piana con ausilio di tasselli
FV/10 e FV/20 o con i fissaggi predisposti nel getto FVG/10 e FVG/20 (vedi
Fig. 2) dal caso in cui il fissaggio avviene in una superficie inclinata (FV/10,
FV/20) con tasselli o contropiastra FVCP (vedi Fig. 1). Il fissaggio per pannelli
verticali denominato FV/10 FVG/10 concede uno spostamento relativo di
10 cm. Il fissaggio denominato FV/20 FVG/20 concede uno spostamento
relativo di 20 cm, cio il doppio del precedente.
Se i pannelli sono fissati ai pilastri (es. su mensole tipo Girella o Tirella),
occorre togliere ogni rigidezza, con il fissaggio FO/00 FOG/00 che realizza
una cerniera impedendo lo scorrimento relativo tra il bordo superiore del
pannello orizzontale e il pilastro (vedi Fig. 3). Il bordo inferiore, invece, deve
appoggiare su 2 carrelli per avere la possibilit di scorrere di almeno 4 cm
sulle mensole di sostegno inferiori.
La guida posta sul pilastro ha solo funzione di posizionamento e di
regolazione verticale mentre la guida da utilizzare nel pannello sempre la
3 cm con blocco verticale
In caso di sisma in direzione parallela alla superficie del pannello il limite
dellazione sismica sul fissaggio FO/00 deve essere aumentato da 30 a 60 kN.
In funzione di scelte progettuali si pu disporre un fissaggio a vista con
tasselli nei pilastri (FO/10, FO/20) o con profili annegati nel getto FOG/10
e FOG/20 (vedi Fig. 4) oppure di un fissaggio a scomparsa che consente
scorrimenti variabili da 3 cm a 20 cm (vedi Fig. 3). Il fissaggio a scomparsa
prevede sempre due guide annegate nel getto ed indicato quando
bisogna garantire una resistenza al fuoco.
Pannelli verticali che appoggiano a terra
Pannelli orizzontali che appoggiano a terra
Pannelli orizzontali sostenuti dai pilastri
3 4
7
F
I
S
I
S

3
0
Per norma necessario verificare gli spostamenti indotti dallazione sismica
in corrispondenza al punto di ritenuta (trattandosi di un collegamento gli
spostamenti non sono quelli della verifica di danno, ma quelli allo stato
limite ultimo). In funzione di tali spostamenti, occorre verificare se
sufficiente una guida che concede 10 cm o se occorre uno spostamento
doppio (20 cm).
Il calcolo della forza orizzontale Fa di ritenuta va eseguito secondo NTC
(D.M. 14/01/2008) o secondo EC8 e pu essere verificato con la seguente
relazione in cui Fa la spinta orizzontale sismica (kN/m
2
):
F
a
= 3,72
.
p
Dove:
3,72 = coefficiente ricavato assumendo:
q
a
= 2
.
(pareti)
S = fattore di suolo = 1,35
z/h = 1
T
a
/T = 1
= a/g = accelerazione di progetto
p = peso del pannello (kN/m
2
)
Si pu notare come per la verifica dei collegamenti lazione sismica orizzontale
allo SLU di zona 1 ( =

0,35) supera il peso cio F
a
= 1,3 p.
importante precisare che la guida di scorrimento ha uno spessore ridotto che
evita di interrompere le armature dellelemento in cui inserita.
Altre veriche
VERIFICHE DEL COLLEGAMENTO
8
Nei collegamenti a bassa sismicit
(terza e quarta zona) bisogna verificare
che lazione del vento non sia maggiore
del sisma stesso.
Scelta dei ssaggi
FIG. 5
FIG. 6
FIG. 7
FIG. 8
Pannelli Verticali
Pannelli Orizzontali
Collegamento tipo FV/10/20
- La massa non partecipa al sisma in direzione X
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro F
a
= 50 kN
FV/10
Spostamenti relativi < 10 cm
FV/20
Spostamenti relativi < 20 cm
Collegamento tipo FVG/10/20
- La massa non partecipa al sisma in direzione X
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro F
a
= 30 kN
FVG/10
Spostamenti relativi < 10 cm
FVG/20
Spostamenti relativi < 20 cm
Collegamento tipo FO-FOG/3/10/20
- La massa non partecipa al sisma in direzione X
(il peso si scarica sulle fondazioni) sposta-
menti relativi < 20 cm
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro F
a
= 30 kN
9
F
I
S
I
S

3
0
Collegamento tipo FOG/00
- La massa partecipa al sisma in direzione X
Massimo tiro F
a
= 60 kN
- La massa partecipa al sisma in direzione Y
Massimo tiro F
a
= 30 kN
- Spostamenti tra lembo inferiore del
pannello e mensola 4 cm
Utilizzando la mensola Girella/Tirella, si pu contare su una
ritenuta inferiore data dallinclinazione di 13 del piano di
appoggio della mensola purch, chiamata R la reazione sulla
mensola del pannello, si verifichi che: F
ay
= tg 13 R = 0,23 R. Se il
valore F
ay
supera 0,23 R, occorre impedire che il pannello si sollevi,
utilizzando un apposito blocco verticale.
Dimensionamento dei ssaggi
10
ESEMPIO 1:
Pannello verticale da 12 x 2,5 m
(3,8 kN/m
2
sito in zona con accelerazione di progetto a = 0,25 g)
Si prevedono 2 fissaggi in sommit:
Lazione sismica sul fissaggio vale:
In questo caso si utilizzano n. 2 FVG 10/20 in funzione dello spostamento
della struttura nel punto di ritenuta.
ESEMPIO 2:
Pannello orizzontale sovrapposto a quello inferiore appoggiato a terra o
sospeso su mensole da 10 x 2,5 m (3,80 kN/m) sito in zona con accelerazione
di progetto a= 0,25 g. Se i pannelli hanno un giunto maschio-femmina,
consideriamo di utilizzare 2 fissaggi.
Si prevedono 2 fissaggi in sommit:
Lazione sismica sul fissaggio vale:
In questo caso si utilizzano n. 2 FVG 10/20 in funzione dello spostamento
della struttura nel punto di ritenuta.
Pannello orizzontale sostenuto da 2 mensole da 10 x 3 m in zona con
accelerazione di progetto a= 0,25 g.
Si prevedono n. 2 fissaggi in sommit (cerniere) e 2 ritenute inferiori (carrelli)
nelle mensole tipo Girella/Tirella.
Azione sismica perpendicolare alla superficie del pannello

ogni fissaggio deve avere una ritenuta superiore a F
ay
Azione sismica parallela alla superficie del pannello
Si prevedono quindi n. 2 FOG/00 in quanto in direzione X la resistenza del
fissaggio doppia (60 kN).
COLLEGAMENTO FVG 10/20
COLLEGAMENTO FOG/00
F
ay
= 3,72
.
0,25
.
3,8
.
12
.
2,5 = 26,50 kN
2
.
2
F
ay
= 3,72
.
0,15
.
3,8
.
10
.
2,5 = 26,50 kN
2
F
ay
= 3,72
.
0,15
.
3,8
.
10
.
2,5 = 26,50 kN
2
F
ay
= 3,72
.
0,25
.
3,8
.
10
.
3 = 53,01 kN
2

Descrizione articoli
11
F
I
S
I
S

3
0
COLLEGAMENTO FV/10/20
COLLEGAMENTO FOG/10/20 G/10/20
COLLEGAMENTO FOG/00
Zincatura elettrolitica 7m
Codice Articolo Materiale Pezzi/confezione
(1) 0302101002 Guida di scorrimento 10 cm S355 (Riempimento in spugna poliuretanica) 20 pz
(2) 0302101003 Guida di scorrimento 20 cm S355 (Riempimento in spugna poliuretanica) 12 pz
(3) 0302104001 Fissaggio pannelli verticali S355 Sfuso
(4) 0302107001 Attacco pannelli verticali S355 24 pz
(5) 0302103001 Attacco pannelli orizzontali L=120 S355 40 pz
(5) 0302103002 Attacco pannelli orizzontali L=170 S355 40 pz
(6) 0302105101 Blocco verticale S355 80 pz
(7) 0302102001 Attacco lettato corto S355 40 pz
(8) 0302101001 Guida di scorrimento 3 S355 40 pz
(9) 0302106001 Guida di emergenza L=10 cm S355 Sfuso
(10) 0302106002 Guida di emergenza L=20 cm S355 Sfuso
(11) 0302013001 Contropiasta FVCP S355 24 pz
(1)
(3)
(2)
(4)
(11)
(6)
(1)
(5)
(6)
(7)
(8)
(9)
(10)
(2)
(1)
(1)
(5)
(7)
Nota: per la progettazione e luso consultare anche i disegni FIS F3-01 F3-21 che integrano e completano le istruzioni per luso
13
Collegamento meccanico
per sovrapposizione
FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI
ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
KAPTOR un sistema meccanico per strutture prefabbricate in calcestruzzo
armato che consente collegamenti di tipo C (vedi cap. 7.4.5.2.1 NTC 2008).
I collegamenti realizzabili sono cos classificati:
KPP collegamento Pilastro-Pilastro
KPF collegamento Pilastro-Fondazione
Il collegamento ottenuto dallunione tramite avvitamento in opera di un
inserto metallico (tipo A) inserito nel primo elemento, e un inserto metallico
(tipo B) nel secondo elemento.
Gli inserti di tipo A e B possono essere:
KS (piastra lineare), con 2 barre ad aderenza migliorata
K3 (piastra angolare), con 3 barre ad aderenza migliorata
Sono previste due serie di inserti, in funzione delle armature che devono
essere riprese per sovrapposizione. La prima serie viene utilizzata per barre
di armatura di diametro 26 - 25 - 24 mm, la seconda serie viene prevista
per barre di armatura di diametro 20 - 18 - 16 mm.
In ogni piastra, vengono inserite e bloccate manualmente le barre ad
aderenza migliorata K, appositamente sagomate con ringrossi terminali
calibrati.
Le piastre tipo A, di KS e di K3 presentano dei fori, che consentono
linserimento delle viti di collegamento alle analoghe piastre di tipo B.
1 CHE COS KAPTOR?

Descrizione del sistema
14
Barra K
in opera di un
serto metallico
a
re che devono
zzata per barre
viene prevista
te le barre ad
grossi terminali
e consentono
stre di tipo B.
KPP
KPF
15
K
A
P
T
O
R
Per i collegamenti, nelle NTC 2008 cap. 4.1.6.1.4 si precisa che:
si trasmettono le forze da una barra allaltra mediante:
sovrapposizione di barre
saldatura
dispositivi meccanici
Si esclude quindi di poter trasferire le forze per ancoraggio.
Kaptor riprende per sovrapposizione le armature dei due elementi che
vengono collegati.
Se ci riferiamo, per esempio, al collegamento KPP, le barre di armatura
della sezione corrente del pilastro sono riprese da barre di ugual diametro
che trasferiscono, per sovrapposizione, il tiro dalle barre inferiori a quelle
superiori.
Lutilizzo del sistema Kaptor semplice e non richiede calcoli perch con-
sente la ripresa per sovrapposizione delle stesse barre previste dal progetto.
In base al numero e al diametro dei ferri di armatura, si ricava il numero e
il tipo di collegamento da prevedere. (vedi esempio cap.5)
Lassemblaggio tra piastre e barre K, non richiede saldature; laccoppia-
mento avviene manualmente in fase di esecuzione delle gabbie.
In questo modo si evita di movimentare inserti molto ingombranti e
pesanti componendo i collegamenti con barre di lunghezza e diametro
richiesto dal progetto, direttamente sul cassero.
In particolari applicazioni comunque consentito saldare direttamente le
barre di armatura alle piastre, purch tale saldatura sia fatta con lo basico
ad alta resistenza e da personale specializzato, provvisto di patentino.
(si rimanda al cap. 4.3 per ulteriori dettagli)
Collegamento per sovrapposizione
2 TIPOLOGIA DEL COLLEGAMENTO
2.1 CRITERI DI PROGETTO
2.2 UNIONE PIASTRE-BARRE
Esempio di dima per K3A Esempio di dima per K3B
16
2.2.1 SCELTA DELLE BARRE
A seconda del tipo di collegamento, si distinguono diverse tipologie
di base:
1 BARRE K NON IN ZONA CRITICA dove L
K
=
50 +20 cm
K26 L = 150 cm
K25 L = 145 cm
K24 L = 140 cm
K20 L = 120 cm
K18 L = 110 cm
K16 L = 100 cm
2 BARRE K IN ZONA CRITICA dove L
K
=
L
c
+ 50
K26 L = 280 cm
K25 L = 275 cm
K24 L = 270 cm
K20 L = 250 cm
K18 L = 240 cm
K16 L = 230 cm
3 BARRE IN FONDAZIONE KF dove L
KF
=
22 + 5 cm
KF26 L = 65 cm
KF20 L = 50 cm
KF24 L = 55 cm
Utilizzabili per lunghezze
di zona critica 150 cm
filettate con dado
allestremit
17
K
A
P
T
O
R
Nel sistema Kaptor le viti e le piastre sono state dimensionate con largo
margine di sicurezza rispetto allo snervamento delle barre.
Il sistema stato collaudato sia per verificare la rispondenza al calcolo delle
piastre e delle viti, sia per verificare che la ricalcatura delle barre non riduca
le caratteristiche resistenti delle stesse in corrispondenza dellunione.
Si ricorda che la zona critica la zona di dissipazione energetica, dove
avvengono le fessurazioni diffuse, assumendo, nel calcolo sismico, un
coefficiente di struttura (o di comportamento) q > 1.
Le NTC 2008 prescrivono al punto 7 che nelle zone critiche di strutture
realizzate in zona sismica, non si deve avere la sovrapposizione delle
armature.
Kaptor consente di spostare la zona di sovrapposizione oltre la zona critica,
realizzando un collegamento che in zona critica non aumenta larea di ferro
prescritta dal progetto.
Per il serraggio delle viti e dei bulloni in tutti i collegamenti Kaptor prevista
una coppia ridotta, pari a 150 N (15 kgf) con un braccio di 20 cm.
Il momento di serraggio equivalente risulta quindi pari a 150x20 = 3000 Ncm.
2.3 SICUREZZA DEL COLLEGAMENTO
2.4 UTILIZZAZIONE IN ZONA CRITICA
2.5 SERRAGGIO DEI BULLONI
18
KPF il collegamento tra il plinto di fondazione e il pilastro, mentre KPP
realizza il collegamento tra 2 pilastri; entrambi consentono la continuit
alle armature correnti per sovrapposizione.
Il collegamento si realizza posizionando sempre nei quattro angoli del pilastro
un elemento angolare (K3). Tutti i collegamenti sono concepiti per garantire
che la distanza tra lasse della barra di armatura e il lo esterno del pilastro sia di
5 cm; comunque possibile aumentare o ridurre no a 1,25 cm tale distanza.
Ogni piastra angolare dotata di 2 viti a testa cava esagonale per il ssag-
gio, oltre ad una speciale vite di regolazione usata per il centraggio e la
messa a piombo, che consente tolleranze di montaggio sulla verticale di 30
12 mm. La tolleranza di centraggio invece di 5 mm.
Dopo avere messo a piombo il pilastro, agendo sulle viti di regolazione,
si serrano tutte le viti previste e successivamente, si cola una malta a ritiro
compensato tipo Exocem G1. KPF-KPP realizzano il collegamento a secco
tramite avvitamento eliminando le costose puntellature dei pilastri e
velocizzando le operazioni di montaggio.
Collegamento KPF - KPP
3 CARATTERISTICHE DEL COLLEGAMENTO
Le piastre Kaptor sono concepite per essere assemblate con i ferri
longitudinali direttamente sul cassero.
Questo sistema, quindi, risolve il problema del peso, degli ingombri e
della movimentazione, tipici di sistemi analoghi.
Risulta quindi evidente la semplificazione delle operazioni di inserimento
nelle gabbie e sulle testate dei casseri.
Il posizionamento delle piastre sul cassero pu avvenire nei seguenti modi:
allestendo le testate con apposite dime saldate sul separatore;
forando il separatore e fissando con viti le piastre.
Le barre ad aderenza possono essere inserite e fissate alle piastre Kaptor
con semplice rotazione sulle forature predisposte, assicurandosi che dopo
la rotazione la barra si blocchi per attrito.
altres consentito fissare tramite saldatura i ferri longitudinali; la saldatura
dovr essere eseguita con filo basico e da personale specializzato.
Posizionare sul plinto o sul pilastro inferiore le viti di regolazione.
Sollevare il pilastro e calarlo centrando le viti di regolazione.
Effettuare le regolazioni di centraggio e verticalit operando
sullapposito dado.
Bloccare con il dado superiore le viti di regolazione.
Inserire e serrare tutte le viti a brugola.
Effettuare il getto di completamento con la malta a ritiro compensato
Exocem G1.
3.1 POSIZIONAMENTO NEL CASSERO
3.2 ISTRUZIONI PER LA MESSA IN OPERA
K
A
P
T
O
R
19
20
4 IN FONDAZIONE
Vantaggi del collegamento Kaptor
Ad oggi le soluzioni pi utilizzate per collegare un pilastro alla fondazione
sono le seguenti:
plinto a bicchiere
tubi corrugati in fondazione entro cui entrano le armature uscenti dal
pilastro (arma-tubo).
Entrambe le soluzioni impongono fondazioni profonde, pi costose e
problematiche.
Il collegamento KPF ore notevoli vantaggi rispetto a queste soluzioni,
il primo proprio quello di poter realizzare una fondazione superciale.
La fondazione superciale vantaggiosa specie in zona sismica, dove
occorre collegare le fondazioni con un grigliato di travi. La possibilit di
realizzarle in spessore di pavimento, avendo fondazioni che non supe-
rano gli 80 cm di altezza, un notevole risparmio economico.
Rispetto alle soluzioni tradizionali, Kaptor consente di fssare a
secco senza puntelli.
Non sono utilizzabili in zona critica le barre fuoriuscenti dalle fonda-
zioni che si inlano in guaine posizionate nel pilastro, oppure i sistemi
che fanno fuoriuscire barre lettate dalle fondazioni, che si bloccano con
dadi a piastre ancorate nel pilastro, con posizioni e diametri per nulla
sovrapponibili alle barre correnti del pilastro, essendo per norma vietate
le sovrapposizioni in zona critica.
Soluzioni non realizzabili in zona critica
I vantaggi del sistema Kaptor in fondazione si possono cos sintetizzare:
Possibilit di realizzare fondazioni superciali e travi di collegamento
in spessore di pavimento;
Nessun elemento in aggetto dal piano di fondazione;
Rapida e precisa messa a piombo del pilastro;
Fissaggio a secco;
Nessuna controindicazione di utilizzo in zona critica.
4.1 NELLA MESSA A PIOMBO CON SOLUZIONI MISTE
4.2 UTILIZZANDO BARRE SALDATE
K
A
P
T
O
R
21
Kaptor pu essere utilizzato anche parzialmente, per facilitare unicamente
la messa a piombo del pilastro, collegato alla fondazione o al pilastro
superiore con un sistema tradizionale (noto come arma-tubo); in questo
caso si possono utilizzare le viti di regolazione, inserite in 3 o 4 elementi
lineari KS posti al centro dei lati del pilastro.
4.2.1 SALDATURA DELLA BARRA K CON UNA BARRA DI UGUAL DIAMETRO
La saldatura tra barre di ugual diametro, deve essere effettuata sulla
verticale tra le barre e deve essere simmetrica. Le prescrizioni di saldatura
sono analoghe a quelle viste in precedenza (vedi cap. 2.2)
Esempio di saldatura tra 2 barre 26 (spessore cordone di saldatura
H = 15 mm)
Si pone quindi:
L
.
1,5 = A
26
.
4
da cui: L =
5,3
.
4
= 14,1 cm
Si fissa quindi L = 15 cm
Esempio di saldatura tra 2 barre 20 (spessore cordone di saldatura
H = 12,5 mm)
L
.
1,25 = A
20

.
4
L = 3,14
.
4

= 10 cm
Si pone L = 10 cm
La saldatura tra barre di ugual diametro possibile anche in zona critica.
1,5
La lunghezza L e laltezza H delle saldature sono cos denite.
Utilizzo Kaptor per centraggio e ssaggio con sistema arma-tubo,
Pizzarotti/RDB, ampliamento era di Parma.
22
4.2.2 SALDATURA DELLA BARRA K CON 2 BARRE DI DIAMETRO INFERIORE
anche possibile saldare a una barra K gi bloccata alla piastra, 2 barre
che abbiano unarea complessiva non inferiore a quella della barra K.
Queste saldature vanno evitate in zona critica.
La lunghezza L e laltezza H della saldatura sono cos definite:
Esempio di saldatura della barra K 26 con 2 barre 20 (H = 12,5 mm)
L
.
1,25
.
2 = A
26

.
4
L = A
26
=
4
=
5,3
.
2
= 8,48 cm ~ 10 cm
Esempio di saldatura della barra K 20 con 2 barre 16 (H = 10 mm)
L
.
1
.
2 = A
20

.
4
L = 3,14
.
2 = 6,28 cm ~ 6,5 cm
4.2.3 CALCOLO DELLE SALDATURE SULLE BARRE
Si ipotizza che la saldatura possa arrivare a una tensione di esercizio di 60
N/mm, cio pari a 1/4 della tensione delle barre.
4.2.4 SALDATURA DELLE BARRE LONGITUDINALI DIRETTAMENTE ALLA PIASTRA
anche possibile saldare direttamente le barre di armatura alle piastre,
asportando ogni impurit ed eventuali residui di calamina, con le
seguenti prescrizioni di saldatura.
La barra deve essere tenuta sotto il filo piastra di S = 7,5 mm 2,5 mm
per la prima serie (K26
)
, di S = 12,5 mm 2,5 mm per la seconda serie
(K20
)
. La saldatura deve essere realizzata di spessore H 12,5 mm per la
prima serie e H 10 mm per la seconda serie.
Il saldatore, necessariamente patentato ed esperto, deve fare una
saldatura che assicuri una omogeneit di spessore.
1,25
.
2 1,25
.
2
5 DATI DI PROGETTO
Esempio di progettazione
Pilastro 50x50, con pluviale 15,
nelle 4 sezioni pi signifcative:
1) da quota 0 a quota 25 cm
2) da quota 25 cm a quota 90 cm
3) da quota 90 cm a quota 210 cm
4) sezione corrente da quota 210 cm
Pilastro 50x50 con pluviale 150 mm centrale.
Armatura corrente = n12 24
Copriferro 3 cm
Staffe 8
Coefficiente di struttura q = 2,5
Altezza zona critica Lc = 90 cm
Soluzione Kaptor
Nel pilastro:
n4 K3A 26-25-24
n12 K 24, L = 270 cm ( Lc + Ls = 90 + 50
.
24)
In fondazione:
n4 K3B 26-25-24
n12 K 26, L = 65 cm
K
A
P
T
O
R
23
5.1 STAFFATURA DEL PILASTRO
24
Le staature in zona critica sono fondamentali per assicurare duttilit alla
base del pilastro incastrata alle fondazioni.
Si possono distinguere 3 zone:
1) La zona 1, dove le staature sono congurate a spillo impegnando
tutte le barre, con diametri ridotti (6 o 8 mm) e con passo richiesto dal
calcolo. In questa zona alta circa 20 cm non possibile avere la classica
staatura perimetrale.
2) La zona 2, sempre zona critica, dove ci sono le sole barre del sistema
Kaptor, e dove possibile avere la staatura perimetrale con il passo
richiesto dai calcoli.
3) Zona 3 di sovrapposizione, dove tutte le barre Kaptor si sovrappon-
gono a quelle del pilastro, e dove la staatura perimetrale le contiene
entrambe.
4) Zona 4, sezione corrente.
K
A
P
T
O
R
25
Descrizione articoli
COLLEGAMENTO KPF-KPP PER FERRI DI ARMATURA 26-25-24 Codice Rif. Articolo Conf.
0307002001 1 K3A 26-25-24 singolo
0307003001 2 K3B 26-25-24 singolo
0307010001 3 Vite M24 x 140 singolo
0307012001 4 Vite di regolazione M24 x 180 singolo
0307031001 5 Scatola polistirolo K3 26-25-24 30 pezzi
0307006002 6 Barra K24 L= 270 cm 30 pezzi
6a
*
Barra K25 L= 275 cm 30 pezzi
6b
*
Barra K26 L= 280 cm 30 pezzi
6c
*
Barra K24 L= 140 cm 30 pezzi
6d
*
Barra K25 L= 145 cm 30 pezzi
6e
*
Barra K26 L= 150 cm 30 pezzi
0307005002 7 Barra KF24 L= 55 cm singolo
7a
*
Barra KF25 L= 60 cm 30 pezzi
7b
*
Barra KF26 L= 65 cm 30 pezzi
0307008001 8 Rondella 50x26x4 singolo
0307001002 9 KSA 26-25-24 singolo
0307004002 10 KSB 26-25-24 singolo
0307010005 11 Vite M33 x 140 singolo
0307012002 12 Vite di regolazione M33 x 200 singolo
0307035002 13 Scatola polistirolo KPF 26-25-24 80 pezzi
0307009004 14 Rondella 60x34x4 singolo
* articoli a richiesta
Codice Rif. Articolo Conf.
0307002002 1 K3A 20-18-16 singolo
0307003002 2 K3B 20-18-16 singolo
0307010003 3 Vite M20 x 120 singolo
0307012003 4 Vite di regolazione M20 x 180 singolo
0307031002 5 Scatola polistirolo K3 20-18-16 30 pezzi
0307006001 6 Barra K20 L= 250 cm singolo
6a
*
Barra K18 L= 240 cm singolo
6b
*
Barra K16 L= 230 cm singolo
6c
*
Barra K20 L= 120 cm singolo
6d
*
Barra K18 L= 110 cm singolo
6e
*
Barra K16 L= 100 cm singolo
0307005001 7 Barra KF20 L= 50 cm singolo
7a
*
Barra KF18 L= 45 cm 30 pezzi
7b
*
Barra KF16 L= 40 cm 30 pezzi
0307009001 8 Rondella 50x22x4 singolo
0307001003 9 KSA 20-18-16 singolo
0307004003 10 KSB 20-18-16 singolo
0307010003 11 Vite M27 x 120 singolo
0307012004 12 Vite di regolazione M27 x 180 singolo
0307035001 13 Scatola polistirolo KPF 20-18-16 80 pezzi
0307009002 14 Rondella 50x29x4 singolo
* articoli a richiesta
COLLEGAMENTO KPF-KPP PER FERRI DI ARMATURA 20-18-16
Nota: per la progettazione e luso consultare anche i disegni a corredo che integrano e completano le istruzioni per luso
ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
27
Sistema a boccola lettata autoportante
FISSAGGI E COLLEGAMENTI STRUTTURALI
Boccola RUR
Boccola in acciaio con risalto; inserita nel calcestruzzo consente
laccoppiamento con barre filettate. Gli elevati carichi di rottura ne
consentono luso anche per la realizzazione di giunti antisismici.
Applicazioni tipo
Unione trave-pilastro.
Unione trave-pilastro antisisma.
Unione pilastro-pilastro.
Unione plinto-trave in fondazione.
Riprese di getto.
Fissaggi in genere.
Prescrizioni per il calcestruzzo
Rck40 N/mmq con armature aggiuntive (Af*).
Materiale
Acciaio 11 S Mn Pb 37 UNI EN 10087.
S355J243 (EN 10025).
Verifiche
Il valore a trazione stato ricavato con tiro in asse della boccola e si
riferisce alla rottura del calcestruzzo.
Il valore di taglio ricavato agendo sulla barra filettata, esercitando
una forza a 90 rispetto allasse della boccola. Il valore riportato in
tabella si riferisce alla rottura del calcestruzzo.
I valori riportati in tabella, essendo carichi di rottura, ai fini dei calcoli
di progetto, si devono considerare con gli opportuni coefficienti
di sicurezza previsti dalle normative vigenti.

1 CHE COS KAPTOR?
Boccola RUR
Sistema a boccola lettata autoportante
DESCRIZIONE DEL PRODOTTO
28
Codice
Filetto
Carico
di rottura
L
1
A
0,5-1
B
0,5-1
D
0,2
Distanza
minima
dal bordo
Af
*
Peso
Q.t/
Conf.
Peso/
Conf.
M
a trazione
kN
a taglio
kN
mm mm mm mm mm cm
2
kg n kg
0317050001 M12 30 20 75 26 32 20 75 1.44 0.12 100 12.00
0317050002 M16 60 40 90 30 36 25 90 1.44 0.15 100 15.00
0317050003 M20 90 60 115 35 42 30 115 2.30 0.38 50 19.00
0317050004 M24 120 90 130 40 49 35 130 2.30 0.40 30 18.00
0317050005 M30 150 100 150 40 58 42 150 2.30 0.98 20 19.60
29
B
O
C
C
O
L
A

R
U
R
Boccola RUR
Esempi di applicazioni tipo
Unione trave-pilastro a cerniera
Esempio tipico di fissaggio
Unione trave-pilastro a incastro
Inserimento della boccola nel cassero
30
31
Sistema a mensola
SISTEMA A MENSOLA
ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
Le esigenze che hanno portato alla progettazione dei sistemi a mensola
Ruredil sono frutto dellesperienza maturata in pi di cinquantanni nel
settore delle tecnologie e dei prodotti speciali per la prefabbricazione.
Fra gli obiettivi che ci siamo prefissati di raggiungere con ladozione dei
nostri sistemi, particolare rilevanza assumono la riduzione dincidenza
della mano dopera, la facilit di posa in produzione, la velocit e la
praticit in fase di montaggio, e la versatilit nellimpiego.
La proposta Ruredil per il sostegno dei pannelli orizzontali prefabbricati,
con leliminazione delle mensole in aggetto e le correzioni in fase
di montaggio, si articola con due tipologie di mensole (entrambe
brevettate) che hanno gli stessi criteri progettuali e le stesse possibilit
di regolazione, pur essendo fisicamente differenti per potersi meglio
adattare alle varie ipotesi di utilizzo.
Le mensole Girella e Tirella tipo S sono da utilizzarsi esclusivamente
predisponendo nel pannello gli accessori adeguati (piastra pannello S).
Leventuale uso combinato di mensole tipo S con piastre pannello non
della stessa linea S, e viceversa, non consentito.
Sistemi a mensola
GIRELLA E TIRELLA S
32
Facilit di posizionamento
nel cassero
Sicurezza di ripartizione
del carico senza armature
aggiuntive
nte
o S).
non
Tirella S
Girella S Girella S
La mensola Girella S prevede un inserto nel pilastro e un inserto nel
pannello senza dover inserire o applicare nulla in opera. Linserto nel
pilastro (o in altro elemento portante come un pannello verticale, un
solaio, una trave, ecc.) costituito da una mensola collocata, a filo getto,
allinterno di una scatola dove rimane nelle fasi di trasporto e di montaggio
dellelemento. Al montaggio del pannello, dopo aver rimosso il coperchio
di sicurezza, la mensola viene estratta per rotazione e, senza ulteriori
assemblaggi di elementi metallici, si posiziona automaticamente, in modo
da offrire lappoggio a scomparsa per il pannello orizzontale.
Tutto questo fa di Girella S la prima mensola a scomparsa, pronta per il
sostegno dei pannelli prefabbricati.
LA MENSOLA GIRELLA S
33
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
LA MENSOLA TIRELLA S
La mensola Tirella S stata pensata per risolvere le difficolt progettuali
e/o di produzione, per le quali un ridotto ingombro, anche in altezza, risulta
indispensabile.
Tirella S prevede tre elementi distinti, un inserto nel pilastro (o in altro
elemento portante), una mensola e un inserto nel pannello, identico a quello
impiegato per la mensola Girella S. Si distingue da questultima in quanto
la mensola va inserita, in fase di montaggio, nellalloggiamento ricavato
togliendo il coperchio di sicurezza dallinserto che precedentemente era stato
collocato nellelemento portante.
Minimi ingombri
tra le armature verticali
Ampie capacit
di regolazioni al montaggio
La portata nominale della mensola, cio il valore in kN stampigliato sulla
mensola, quel peso che la stessa, senza aggiunte di armatura e per una
precisata resistenza caratteristica del calcestruzzo, in grado di sostenere con i
coefficienti di sicurezza previsti dalla norma vigente.
Girella S disponibile in due valori di portata nominale:
60 kN (scheda tecnica 1)
120 kN (scheda tecnica 2)
Si richiede per i pannelli una resistenza caratteristica:
Rck 25 N/mm
2

per pilastri e travi:
Rck 25 N/mm
2
utilizzando la mensola da 60 kN
Rck 35 N/mm
2
utilizzando la mensola da 120 kN.
Tutti i componenti della mensola Girella S sono protetti con zincatura
elettrolitica da 25 m.
Di conseguenza, Girella S pu essere esposta alle intemperie senza necessit
di protezione.
In base alle indicazioni standard di progetto, la mensola si trova inserita in una
nicchia e risulta del tutto protetta da uno spessore di calcestruzzo su ciente
a garantire R 180.
Mensola Girella S
1 PORTATA NOMINALE E RESISTENZE CARATTERISTICHE
1.1 RESISTENZA CARATTERISTICA DEL CALCESTRUZZO
1.2 TRATTAMENTI PROTETTIVI
1.3 RESISTENZA AL FUOCO
34
PARTICOLARE 1
Mensola
GIRELLA S
Piastra pannello
PARTICOLARE 2
Q filo inferiore
La mensola e la ritenuta superiore vanno vericate in funzione dellazione
sismica di progetto, garantendo con ci il collegamento sismico anche nella
peggiore ipotesi. Per maggiore chiarezza si rimanda al capitolo 4.
1.4 RESISTENZA SISMICA
1.5 INDICAZIONI DI PROGETTO
Particolare 1
Particolare 2
Nella redazione del progetto, occorre imporre sempre che tra pilastro e
pannello orizzontale (direzione Y) ci sia una distanza teorica di 1 cm, che pu
poi subire una variazione no a 2 cm in pi (distanza tra pilastro e pannello
3 cm). Tale regolazione, nel piano orizzontale (direzione Y), data dalla
possibilit di aggiungere le piastrine di spessoramento a L (schede tecniche
9, 12). Nel progetto occorre riportare la quota di riferimento che segnata
in rilievo sul coperchio di plastica posto a chiusura della mensola Girella S.
La quota di riferimento in direzione Z rispetto a una quota zero di progetto
viene cos determinata come standard:
Q
riferimento
= Quota inferiore pannello + 30 cm
Per soluzioni particolari, utilizzando una scatola tipo veletta, il valore Q
standard (30 cm) si pu ridurre no a 15 cm, con mensola a vista e non a
scomparsa (vedi fg. 8 a pagina 39). La distanza in direzione Z tra quota di
riferimento e piede del pilastro permette un preciso posizionamento della
mensola, rispetto a cui si ha una tolleranza di 2,5 cm, (fg. 2), dovuta a errori
di tracciamento o posizionamento in quota del pilastro (in positivo si arriva
no a + 4,5 cm saldando uno spessore nella piastra pannello, o le piastrine
di spessoramento tra loro, per un massimo di 2 cm).
La regolazione, per realizzare la tolleranza di 2,5 cm, data semplicemente
dalla possibilit di togliere o aggiungere, manualmente, le piastrine di
spessoramento (schede tecniche 712). Tutte le regolazioni necessarie
avverranno esclusivamente nella fase di montaggio, a mensola gi ruotata
in posizione nale. Per quanto concerne la tolleranza concessa per errori
di tracciamento in pianta dei pilastri, nel piano orizzontale secondo la
direzione X, si distingue:
4 cm nel caso di mensola Girella S 120 kN abbinata a piastra
pannello;
4,5 cm nel caso di mensola Girella S 60 kN abbinata a piastra
pannello.
35
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
Nel caso di utilizzo di Girella S tra pannello verticale e pannello orizzontale
la tolleranza pari a:
0,5 cm nel caso di mensola Girella S 120 kN abbinata a piastra pannello
piccola;
1 cm nel caso di mensola Girella S 60 kN abbinata a piastra pannello
piccola.
La tolleranza concessa per errori di verticalit nella posa della mensola di
5, che sullaltezza di 20 cm corrisponde a circa 1,75 cm.
Errori vistosi di posizionamento della piastra pannello, che procurano una
mancata planarit tra mensole e piastra pannello, possono essere rimediati
con una piastra in piombo da 5 mm di spessore, in sostituzione della piastra
inferiore di spessoramento.

36
2 IMPIEGO DELLA MENSOLA GIRELLA S
Fig. 4
5$
1,75 cm
Q. appoggio
Q. riferimento
16
Rappresenta il pi comune e frequente posizionamento di mensole nei
pilastri (vedi fgg. 5-6).
Per ottenere la massima e cienza rispetto alla protezione al fuoco, la
migliore nitura estetica (chiusura della nicchia per lappoggio nel pannello)
ed evitare l interruzione dei ferri darmatura correnti, si consiglia ladozione
delle seguenti distanze in direzione X:
distanza normalizzata tra asse pilastro e asse mensola Girella S di 12,5 cm;
distanza minima tra asse mensola Girella S e filo esterno pilastro di 7,5 cm.
La distanza tra asse piastra pannello e lo esterno del pannello deve essere di
12 cm, se tra i pannelli previsto un giunto di 1 cm.
Per i pilastri dangolo le mensole vengono poste su due lati adiacenti, anche
in questo caso opportuno mantenere la distanza di 12,5 cm tra asse
pilastro e asse mensola (vedi fgg. 7-8). In modo analogo viene realizzato
il posozionamento delle mensole, anche in presenza di pannello dangolo
verticale (o angolare).
2.1 POSIZIONAMENTO DI DUE MENSOLE GIRELLA S
ABBINATE SULLO STESSO LATO DI UN PILASTRO
2.2 POSIZIONAMENTO DI DUE MENSOLE GIRELLA S
ABBINATE SU DUE LATI ADIACENTI DI UN PILASTRO
(PILASTRO DANGOLO)
37
G
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L
L
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L
A

S
Fig. 5 Fig. 6
Fig. 6/A
Fig. 5/A
Qualora si voglia posizionare la mensola in prossimit della testa del pilastro
(quota di riferimento a distanza minore di 25 cm dalla testa pilastro, vedi
fg. 10), non sono richieste armature aggiuntive nei seguenti casi:
quando il carico permanente che grava in testa pilastro, e in particolare
quello che grava su Girella S, maggiore del carico nominale di Girella S
(vedi fig. 7);
oppure:
quando nella testa del pilastro vi unarmatura di diffusione dei carichi o
una staffatura di sommit (il che richiede che ci siano almeno 5 cm sopra
la sommit della Girella S).
Esclusi questi casi, occorre intervenire con armatura aggiuntiva (2 12 per
entrambe le portate) secondo lo schema indicato nella fgura 9.
Utilizzando una scatola tipo veletta (magnetica o di polistirolo), si ottiene la
minima distanza di 27 cm tra lo inferiore pannello e testa del pilastro, come
da fgura 8.
38
2.3 POSIZIONAMENTO DELLA MENSOLA GIRELLA S
IN TESTA AL PILASTRO PILASTRO
2 12 L= 72 cm
POS.1
15 15
16 16
10
POS.1
Fig. 8
Fig. 7
Fig. 10
Fig. 9
anche possibile posizionare la mensola in un pannello, purch sia di almeno
20 cm di spessore, per sostenerlo appeso. In tal caso la mensola Girella S
risulter ruotata di 180 rispetto allutilizzo abituale, come da fgura 11.
Nel caso si voglia spostare il pannello pi in alto, occorre inserire la mensola
nel ringrosso di testata della trave, purch la quota di riferimento sia a distanza
25 cm dal lembo superiore e 30 cm dal lembo inferiore della trave (fg. 12).
Con lo spessore di calcestruzzo sotto la scatola di almeno 16 cm, se presente
la staatura della trave, non occorre aggiungere alcuna armatura.
2.4 POSIZIONAMENTO DELLA MENSOLA GIRELLA S
IN UN PANNELLO A SOSTEGNO DI SE STESSO
2.5 POSIZIONAMENTO DI DUE MENSOLE GIRELLA S
IN UNA TRAVE O IN UN CORDOLO
39
G
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L
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L
L
A

S
Fig. 12
Fig. 11
Se la distanza tra la quota di riferimento e il lembo superiore compresa
tra 11,5 e 20 cm, si procede con laggiunta di 2 stae 12 (Pos.1) come da
fgura 9.
Se la distanza tra la quota di riferimento e il lembo inferiore < 30 cm, ma
20 cm, occorre aggiungere 2 stae 16 (Pos.2) come da fgura 14.
Se la mensola va inserita in un cordolo di spessore minimo dove la distanza
tra quota di riferimento e lembo superiore compresa tra 25 e 11,5 cm,
e contemporaneamente la distanza tra quota di riferimento e lembo
inferiore compresa tra 30 e 20 cm, occorre aggiungere le stae (Pos.1 e
Pos.2) come da fgura 15.
40
Fig. 13
Fig. 14
Fig. 15
min. 15 1
Q riferimento
1
1
,
5

8

2
5

2 16 L = 80 cm
POS.2
10
20 20
15 15
POS.2
6
3
0
>

>

Q riferimento
Il ridotto ingombro di Girella S consente di inserire la mensola anche sulla
costola di un pannello verticale, purch la sua nervatura portante abbia
uno spessore 15 cm.
Nel corrispondente pannello orizzontale verr inserita, in posizione di
mezzeria, la piastra pannello piccola (scheda tecnica 6).
Anche in questo caso lo spessore minimo di 15 cm.
Gli assi della piastra pannello piccola, della mensola Girella S, del pannello
orizzontale e del pannello verticale devono coincidere.
In fase di montaggio, mentre viene calato il pannello orizzontale e volendo
ottenere un pannello orizzontale con appoggio a scomparsa, prevista la
possibilit di una rotazione della lama della mensola Girella S tramite una
cordicella inserita nellapposito foro, come da fgura 17.
2.6 POSIZIONAMENTO DELLA MENSOLA GIRELLA S
IN UN PANNELLO VERTICALE A SOSTEGNO
DI UN PANNELLO ORIZZONTALE
41
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
Fig. 17 Fig. 18
Q riferimento
Piastra pannello piccola
m
i
n
.

4
5
6
0
m
i
n
.

4
5
10
100 10 160
m
i
n
.

7
5
m
i
n
.

7
5
PANNELLO VERTICALE PANNELLO ORIZZONTALE
ASSE PANNELLO
Fig. 16
La mensola Tirella S, brevettata da Ruredil, stata pensata per risolvere
le di colt, progettuali o di produzione, nelle quali un ridotto ingombro,
anche in altezza, risulta indispensabile.
Tirella S si compone di un elemento da inserire nel pilastro (scatola), nel
quale, in fase di montaggio, viene inserita la mensola (lama); linserto nel
pannello identico a quello del sistema Girella S (piastra pannello).
Grazie al ridotto ingombro e al peso contenuto il posizionamento della
mensola nel cassero risulta molto pi agevole.
La portata nominale, cio il valore in kN stampigliato sulla mensola,
quel peso che la mensola, senza aggiunte di armatura e per una precisata
resistenza caratteristica del calcestruzzo, in grado di sostenere con i
coe cienti di sicurezza per lacciaio e per il calcestruzzo previsti dalla
norma vigente.
Tirella S disponibile in due valori di portata nominale:
60 kN (scheda tecnica 26)
120 kN (scheda tecnica 32)
Si richiede per i pannelli: Rck 25 N/mm
2
per pilastri e travi: Rck 40 N/mm
2
Mensola Tirella S
42
3 PORTATA NOMINALE E RESISTENZE
CARATTERISTICHE
a,
ata
n i
alla
3.1 RESISTENZA CARATTERISTICA DEL CALCESTRUZZO
Tutti i componenti della mensola Tirella S sono protetti con zincatura
elettrolitica da 25 m. Di conseguenza Tirella S pu essere esposta alle
intemperie senza necessit di protezione.
Per quanto attiene alla resistenza al fuoco, la mensola si trova inserita in
una nicchia e risulta del tutto protetta da uno spessore di calcestruzzo
su ciente a garantire R 180.
La mensola inferiore e la ritenuta superiore vanno vericate in funzione
dellazione sismica di progetto garantendo con ci il collegamento sismico
anche nella peggiore ipotesi.
Per ulteriori chiarimenti si rimanda al capitolo 4.
43
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
3.2 TRATTAMENTI PROTETTIVI
3.3 RESISTENZA AL FUOCO
3.4 RESISTENZA SISMICA
1
2
0

m
m
160 mm
O r|fer|mento
6
0
6
0
3
0
1
5
0

m
m
60 mm
p|astra b|occa r|entro
O r|fer|mento
1
9
4

m
m
160 mm
5
0
8
2
1
4
4

m
m
6
2
p|astra b|occa r|entro
70 mm
Tirella S 60 kN Tirella S 120 kN
Fig. 20
Fig. 19
La mensola Tirella S ha una lama di maggior spessore ma di altezza
ridotta. Si ridotto al minimo lingombro verticale della scatola, lasciando
pressoch inalterato quello orizzontale e aumentando lo spessore
(2 mm) per agevolare le saldature alle armature, quando viene posizio-
nata e ssata nei casseri.
La mensola garantisce la portata nominale senza armature aggiuntive
con un ricoprimento minimo di calcestruzzo in sommit pari a 20 cm; tale
ricoprimento si pu ridurre a 5 cm qualora in testa al pilastro ci sia un peso
uguale alla portata nominale della mensola o armatura 16 a protezione
degli spigoli. I criteri di posizionamento della mensola Tirella S nel pilastro
sono del tutto uguali a quelli della mensola Girella S; vedi capitolo 2.1 e 2.2.
In fase progettuale, occorre indicare la quota di riferimento, rispetto a una
quota zero di progetto che, analogamente a quanto avviene per Girella S,
con lutilizzo di scatola magnetica o scatola polistirolo, (vedi esempio a
pag. 38), viene cos determinata come standard:
Q
riferimento
= Quota inferiore pannello + 30 cm
Fanno eccezione i casi in cui si utilizzano le scatole veletta, (schede
tecniche 28, 30) con risultante mensola a vista, per i quali si ha:
Q
riferimento
= Quota inferiore pannello + 15 cm
44
3.5 INDICAZIONI DI PROGETTO
Fig. 21
O r|fer|mento
O |nfer|ore panne||o
m|n. 15
m
|
n
.

6
m
|
n
.

1
2
1
*
r|dotta ne| panne||o
con scato|a |n po||st|ro|o
*
m|n. 15 1
O r|fer|mento
O |nfer|ore panne||o
m
|
n
.
1
2
m
|
n
.

9

*
r|dotta ne| panne||o
con scato|a |n po||st|ro|o
*

Fig. 22 Fig. 23
Tirella S 60 kN Tirella S 120 kN
Nella gura 21 si vede come, utilizzando la mensola Tirella S e la scatola
polistirolo veletta, si pu realizzare la minima distanza possibile (18 cm con
Tirella S 60kN, 21 cm con Tirella S 120kN), tra lo inferiore pannello e sommit
del pilastro.
Per ottenere questo, occorre per ridurre in altezza la scatola polistirolo
veletta (rispettivamente di 8 o di 5 cm) e, allo stesso tempo, essere precisi
nei posizionamenti in modo da consentire le eventuali regolazioni verticali
solamente in negativo 2,5 cm, (altrimenti la mensola uscirebbe dal lo inferiore
del pannello). Quindi:
Q
riferimento
= Quota inferiore pannello + 6 cm
(+ 9 cm, con Tirella S 120kN)
Tirella S viene utilizzata anche nei casi in cui la mensola si deve posizionare in
spessori ridotti di calcestruzzo (per esempio cordoli di solaio, travi di altezza
ridotta, ecc.), con lausilio di stae aggiuntive (vedi paragrafo 2.3 Pos.1), o in
zone dove c molta armatura: Tirella S 60kN si inserisce comodamente tra
stae ad interasse 12 cm, mentre Tirella S 120kN necessita un interasse
verticale di minimo di 15 cm; nel caso di elementi a sbalzo (vedi g. 24) di
altezza compresa tra 22 e 40 cm, occorre inserire le stae (Pos.1 e Pos.2), vedi
paragrafo 2.5.
Linserimento di Tirella S nel pannello verticale a sostegno del pannello
orizzontale possibile utilizzando la scatola polistirolo piccola aperta (scheda
tecnica 29) o la scatola magnetica piccola aperta (scheda tecnica 31); in
questo caso:
Q
riferimento
= Quota inf. pannello orizzontale + 15 cm
Le tolleranze per rimediare agli errori di posizionamento e le regolazioni
nelle tre direzioni ortogonali sono uguali a quelle di Girella S 120kN. Anche le
piastrine di spessoramento per le regolazioni sono quelle di Girella S 120kN
(0,5/120 1,0/120 L/120).
La mensola Tirella S, viene fornita comprensiva di 4 piastrine di spessoramento,
tre per le regolazioni, pi una tipo 0,5/120 che impiegata come da fgura 26
serve, nel caso di eventi sismici, a evitare il martellamento tra pannello e pilastro.
45
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
Fig. 25 Fig. 26
m
|
n

5
m
|
n

5
1
2
m|n. 150
m
|
n

2
2
POS.1
POS.2
Fig. 24
Verica delle mensole
per lazione sismica e per la depressione o controspinta del vento
46
4 VERIFICA DELLA CONTROSPINTA DEL VENTO
4.1 VERIFICA DELLAZIONE SISMICA (RIF. NTC 2008; EC 8)
Fig. 27
Peso
F
X
Z
Sisma
Fig. 28
1200 m
2
m
3
m
Le NTC2008 prevedono una spinta del vento (azione caratteristica) che
cautelativamente si pu assumere pari a:
(0,8 + 0,2) = 1 kN/m.
La pressione del vento spinge il pannello contro al pilastro, e non da luogo
a problemi. La depressione vale invece: (0,4 + 0,2) = 0,6 kN/m.
Se si considera un pannello di altezza 2,5 m, di lunghezza 12 m e peso
3,8 kN/m su ogni mensola arriva un carico P = 57,00 kN (vedi fg. 28).
La depressione del vento si scarica, sui 4 vertici del pannello, con unazione
orizzontale che vale:
V = = 4,50 kN
t
g
= = 0,079 da cui = artg 0,079 = 4,5
tale angolo nettamente inferiore ai 20 dellinclinazione della mensola.
Se sotto al pannello ci fosse una nestra, alta come il pannello, il valore V
raddoppierebbe, mentre P rimarrebbe costante e quindi:
t
g
= 0,158 da cui = 9 e comunque sempre < 20.
In denitiva, agli eetti del vento, la mensola assicura che il pannello
non possa scorrere sul piano inclinato sotto la spinta della depressione,
perdendo quindi lappoggio.
Le mensole Girella S e Tirella S sostengono pannelli orizzontali che si
ssano ai pilastri e che quindi sono sottoposti alle stesse accelerazioni
sismiche della struttura. Si applica il codice di calcolo europeo EC8 e si
considera che il pannello sia un elemento non strutturale.
L azione sismica vale quindi: Fa = S
a

.
p
.

a
/ q
a
dove:
a
= 1; q
a
= 2 (per pareti)
= rapporto tra a g con valore massimo 0,35
S = fattore di suolo
z/h = massimo valore 1
T
A
= periodo vibrazione del pannello
T
I
= periodo vibrazione della struttura
per semplicare si assume T
A
/T
I
= 1; S=1,35 cos si ottiene:
S
a
=
.
1,35
.
= 7,425
.
Quindi
con 0,05 0,35 in funzione della zona.
Sisma in Z non sono previsti incrementi delle azioni verticali.
Sisma in y
Lo schema statico per un sisma y, premesso che il pannello non partecipa
alla rigidezza strutturale del telaio, quello di 2 cerniere nei 2 collegamenti
superiori, e di 2 carrelli in quello inferiore.
Le mensole Girella S e Tirella S hanno un appoggio con ampia tolleranza,
concedendo uno spostamento in direzione y di 3 cm, del tutto sufficiente
a considerare il lembo superiore del pannello unasta incernierata di
collegamento tra i 2 pilastri, che non si oppone agli spostamenti strutturali.
La cerniera superiore sottoposta a un tiro che vale:
F
a
/2 = 3,7125
.
p
.
= 1,85
.
p
.
(kN)
dove p = peso del pannello
= coeff. di accelerazione di progetto.
In funzione di p e di va verificata la ritenuta superiore; sulle mensole
invece non ci sono problemi.
Sisma in x
Per il sisma in x, il pannello riceve una spinta F
a
dovuta alla accelerazione
sismica di progetto, la cui intensit proporzionale alla massa del pannello,
dipende dallaltezza sul terreno del baricentro del pannello ed correlata
a coefficienti amplificativi in funzione del tipo di terreno e del periodo di
vibrazione del pannello (secondo la formula contenuta nella NTC 2008).
Lazione F
a
si ripartisce in parti uguali su 4 punti, nellipotesi che le 2 mensole
Girella S e Tirella S siano in grado di impedire al pannello di staccarsi dal
pilastro, risalendo il piano inclinato di 20.
Con le ipotesi fatte in precedenza dalle NTC, considerando cautelativa-
mente laltezza del baricentro del pannello coincidente con laltezza del
pilastro (z/h = 1), si ottiene:
F
a
= 3,7125
.
p
.
(kN)
dove:
p il peso del pannello in kN
=
a _
g
= coefficiente di accelerazione di progetto, variabile da 0,05 a 0,35.
47
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
Fa/2 Fa/2
Fa
P
y
Fa/2
Fa/2 Fa/4
Fa/4
Fa
y
P
x
48
La spinta orizzontale F
a
sulla mensola pu essere espressa evidenziando il
peso del pannello che grava sulla mensola e che vale P
sw
= P/2
F
a
=
3,7125

.
2 P
sw
.
= 1,85
.
Psw
.

Con linclinazione di 20 della mensola, possiamo imporre la seguente relazione:
tg 20
1,85

.


.
Psw
da cui si vede che la possibilit della mensola di contrastare lazione
orizzontale sismica non dipende dal peso del pannello, ma solo dal
coefficiente di accelerazione sismica = a/g da cui:

limite
=
tg 20 0,364
cio il coefficiente di accelerazione massimo per cui la mensola trattiene
il pannello vale:
Per coefficienti di accelerazione sismica maggiori di 0,2 si applica nella
ritenuta superiore tipo FISIS F0/00 il blocco verticale che impedisce al
pannello di sollevarsi. Tale dispositivo in grado di resistere a una spinta
verso lalto pari a 30 kN (SLU).
Eventua|e b|occo vert|ca|e
Attacco panne||| or|zzonta||
|=120
Gu|da d| scorr|mento 3
Menso|a G|re||a o T|re||a S
Attacco f||ettato corto
Gu|da d| scorr|mento 3 o 10
20
20
Psw
F
a
Rm
Psw 1,85
4
Psw

limite
= 0,2
Ma cos rientra in gioco il valore Psw = P/2
*
limite
=
0,364

(Psw + 30)
nel caso di una mensola da 60 kN
*
limite
=
0,364

(60 + 30)
= 0,30
che il massimo coefficiente di accelerazione sismica previsto.
Se la verifica non tornasse, per via ad esempio, di un coefficiente > 0,30,
dellelevata quota a cui posizionato il pannello, oppure per terreni di tipo
C o in genere qualora si ritenesse opportuno non utilizzare il blocco verticale,
sempre possibile vincolare il pannello al pilastro, nella zona della mensola,
con un attacco FISIS 30 tipo FO/10.
Da questa trattazione si pu concludere che la mensola Girella S (Tirella S)
in grado di resistere alle azioni sismiche con coefficiente di accelerazione
0,2; ed in grado di resistere alle azioni sismiche utilizzando il semplice
ed economico dispositivo di bloccaggio, applicato allattacco sismico
superiore (FO/00) in tutte le zone con 0,2 < 0,30.
Per casi particolari (pannelli sovrapposti, pannelli orizzontali portati da
pannelli verticali, ecc.) occorrer valutare se necessario il ricorso ad
attacchi FISIS 30 tipo FO/10, posizionati allaltezza della mensola.
49
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
1,85 Psw
1,85 . 60
Il posizionamento delle mensole nei pilastri in produzione dovr tenere
conto, come nella fase di progetto, della quota di riferimento.
Non essendo sempre visibile la tacca evidenziata sul coperchio di plastica,
si precisa che la quota di riferimento corrisponde alla base inferiore
del ringrosso della scatola metallica della mensola Girella S e alla linea
orizzontale continua su tutta la lunghezza della scatola, nel caso si utilizzi
la mensola Tirella S.
Per Girella S, si raccomanda di eseguire le saldature sui rinforzi anzich sul
lamierino di 0,5 mm.
Posizionamento in fase di getto
50
5 POSIZIONAMENTO DELLE MENSOLE NEI CASSERI
Posizionamento
mensola Girella S
in un pilastro
Posizionamento
mensola Tirella S
in un pilastro
Fig. 34
Fig. 30 Fig. 29
Fig. 31
Fig. 32
Fig. 33
Nel caso di sospensione tra pilastro e pannello, sar prevista la piastra
pannello (scheda tecnica 5). Nel caso di sospensione tra pannello verticale
e orizzontale si utilizzer la piastra pannello piccola (scheda tecnica 6).
La piastra, annegata nel calcestruzzo fresco, viene posizionata nel pannello
tramite una dima dacciaio riutilizzabile detta scatola magnetica (scheda
tecnica 17) per la piastra pannello e scatola magnetica piccola (scheda
tecnica 18) per la piastra pannello piccola.
La dima, in posizione di testa, contiene un magnete permanente che
ssa la piastra pannello. La scatola magnetica, nella sua faccia superiore,
dotata di 2 fori 8 atti ad accogliere due viti M8, utili per ssare la scatola
alle sponde del cassero del pannello. La faccia superiore della scatola dovr
risultare in quota con laltezza della sponda e dunque a lo supercie
pannello.
Lapposita maniglia predisposta nella scatola magnetica consente una
rapida estrazione della stessa al momento del disarmo (vedi fgura 41). Si
prescrive di trattare la scatola magnetica con disarmante per faciltarne
lestrazione al momento dello scassero del pannello. Sono anche
disponibili scatole a perdere, in polistirolo, alternative a quelle magnetiche
(schede tecniche 28, 29, 30).
51
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
5.1 POSIZIONAMENTO DELLA PIASTRA PANNELLO
NEL CASSERO UTILIZZANDO LA SCATOLA MAGNETICA
Fig. 20 Fig. 41
Fig. 38
Fig. 40
(scheda tecnica 24)
Posizionamento
mensola Girella S
in un pannello
verticale
Fig. 35
Fig. 36
Fig. 36
Posizionamento
mensola Tirella S
in un pannello
verticale
A pilastri montati, si verica la corrispondenza tra la quota di riferimento,
evidenziata sul coperchio di plastica e la quota di progetto.
Si determina cos, prima di estrarre o di inserire le mensole, lo spessoramento
occorrente, nellipotesi che non vi siano errori nel posizionamento della
piastra pannello.
Gli spessori piastrine di spessoramento vengono posizionati per semplice
incastro nella lama delle mensole stesse.
Quando, procedendo al montaggio, si verica che in corrispondenza al
pilastro si usciti (direzione Z) di oltre i + 2,5 cm consentiti dalla normale
regolazione, si possono saldare gli spessori nella piastra pannello per un
massimo di 2 cm, arrivando quindi a +4,5 cm.
Qualora la quota risultasse inferiore a -2,5 cm, si devono utilizzare le
mensole di emergenza.
52
6 MONTAGGIO DELLE MENSOLE
Fig. 45
Fig. 43 Fig. 42
In caso di errore superiore ad ogni possibile tolleranza, oppure quando, per
errore, non sia stata posizionata la mensola Girella S, occorre prevedere
un intervento con la mensola di emergenza (scheda tecniche 3, 4).
Si hanno a disposizione 2 portate, mensola di emergenza S120 kN e
mensola di emergenza 60 kN.
La mensola di emergenza S dotata di 8 fori. Verranno utilizzati i 4
fori pi vicini allasse della mensola o i 4 fori pi lontani a seconda della
compatibilit geometrica con i ferri darmatura interni al pilastro. Per
sfruttare al massimo la possibilit di regolazione orizzontale del pannello
si consiglia, se possibile, lutilizzo dei 4 fori pi vicini allasse della mensola.
Mensola di emergenza S 120 kN (gura 45):
foro 26, profondit 155 mm con tassello meccanico dacciaio classe 8.8
tipo Rurmec AS25/40 M16, L = 180 mm
Mensola di emergenza S60 kN (gura 46):
foro 26, profondit 130 mm con tassello meccanico dacciaio classe 8.8
tipo Rurmec AS25/15 M16, L = 155 mm
Si prescrive di tassellare prima i 2 fori inferiori e successivamente i 2 superiori.
Le mensole di emergenza vengono fornite sprovviste di piastrine di
spessoramento.
Per le regolazioni nelle tre direzioni valgono le stesse indicazioni e
procedure indicate per la mensola Girella S.
53
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
7 MENSOLA DI EMERGENZA
Fig. 46 Fig. 45
Schede tecniche
SCHEDA 1 Mensola Girella S da 60 kN 55
SCHEDA 2 Mensola Girella S da 120 kN
SCHEDA 3 Mensola demergenza S da 60 kN
SCHEDA 4 Mensola demergenza S da 120 kN
SCHEDA 5 Piastra pannello S 56
SCHEDA 6 Piastra pannello piccola S
SCHEDA 7 Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola
da 60 kN
SCHEDA 8 Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola
da 60 kN
SCHEDA 9 Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola
da 60 kN 57
SCHEDA 10 Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola
da 120 kN
SCHEDA 11 Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola
da 120 kN
SCHEDA 12 Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola
da 120 kN
SCHEDA 17 Scatola magnetica S 58
SCHEDA 18 Scatola magnetica piccola S
SCHEDA 21 Sistema a mensola Girella S
SCHEDA 22 Sistema Girella S con mensola demergenza 59
SCHEDA 24 Posizionamento della piastra pannello nel cassero
SCHEDA 26 Mensola Tirella S da 60 kN 60
Scatola Tirella S da 60 kN
SCHEDA 27 Mensola Tirella S da 120 kN
Scatola Tirella S da 120 kN
SCHEDA 28 Scatola polistirolo S
SCHEDA 29 Scatola polistirolo veletta S
SCHEDA 30 Scatola polistirolo piccola aperta S 61
SCHEDA 31 Scatola magnetica veletta S
SCHEDA 32 Scatola magnetica piccola aperta S 62
SCHEDA 33 Sistema a mensola Tirella S
54
55
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
QUOTA DI RIF.
2 PIASTRINE DI SPESSORAMENTO 1,0/60
1 PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 0,5/60
COMPRESE NELLA CONFEZIONE
Q
. R
IF
.
100
1
0
1
1
7
1
1
5
5
5
1
7
6
.5
2
8
5
1
1
6
.5
3
8
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA "GIRELLA S"
ARTICOLO MENSOLA IRELLA S 60kN
CODICE 0310601001
CONFEZIONE 1 PEZZO
MATERIALE Fe 510 PER 1, Fe 360 PER TUTTO IL RESTO
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP.25 mic.
PORTATA 60 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C
SCHEDA TECNICA 1
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O MENSOLA D'EMERGENZA S 60kN
OODlOE 0310402001
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 510 PER POS.1E Fe 360 PER TTTO l| RESTO
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
PORTATA 60 kN
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 3
OOTA Dl RlF.
6
0
2
2
0
20 10
1
0
1
0
0
2
0
3
0
1
2
0
26
3
0
2
0
20
10
120
60
10
1
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O MENSOLA D'EMERGENZA S 120kN
OODlOE 0310402002
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 510 PER POS.1,E Fe 360 PER TTTO l| RESTO
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
PORTATA 120 kN
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 4
OOTA Dl RlF.
2
0
3
0
1
2
0
3
0
2
0

26
20
10
60
20
2
2
0
120
6
0
20 10
1
5
9
5
1
OOTA Dl RlF.
O
. R
lF
.
2 PlASTRlNE Dl SPESSORAMENTO 1,0/120
1 PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO 0,5/120
OOMPRESE NE||A OONFEZlONE
1
1
6
.5
2
8
5
6
0
1
1
5
4
8
1
1
9
2
0
100
1
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O MENSOLA GIRELLA S 120kN
OODlOE 0310601002
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 510 PER 1, Fe 360 PER TTTO l| RESTO
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP.25 m|c.
PORTATA 120 kN
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 2 SCHEDA TECNICA 1 SCHEDA TECNICA 2
SCHEDA TECNICA 3 SCHEDA TECNICA 4
56
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O PIASTRA PANNELLO S
OODlOE 0310403001
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 360
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
SO lNSERTO NlvERSA|E NE| PANNE||O: NODO Pl|ASTRO PANNE||O
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 5
5
1
4
0
85
1
4
0
25
6
7
.
6
9
6
.
2
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA GIRELLA S
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 0,5/60 kN
CODICE 0310004001
CONFEZIONE 200 PEZZI
MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 60 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 60 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C

SCHEDA TECNICA 7
5
3
0
2
0
100
1
0
,
5
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA GIRELLA S
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 1,0/60 kN
CODICE 0310004006
CONFEZIONE 100 PEZZI
MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 60 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 60 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C

SCHEDA TECNICA 8
100
3
0
1
0
2
0
1
0
,
5
25
7
0
85
1
4
0
5
9
6
.
2
6
7
.
6
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O PIASTRA PANNELLO S PICCOLA
OODlOE 0310403002
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 360
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
SO lNSERTO NlvERSA|E NE| PANNE||O: NODO Pl|ASTRO PANNE||O
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 6 SCHEDA TECNICA 5 SCHEDA TECNICA 6
SCHEDA TECNICA 7 SCHEDA TECNICA 8
57
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA GIRELLA S
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO A L/60 kN
CODICE 0310004011
CONFEZIONE 200 PEZZI
MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 60 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 60 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C

SCHEDA TECNICA 9
1
0
.
5
2
7
.
5
105
5
20
3
0
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA GIRELLA S
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 1,0/120 kN
CODICE 0310004007
CONFEZIONE 100 PEZZI
MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 120 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 120 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C
SCHEDA TECNICA 11
4
0
2
0
.
5
1
0
2
0
1
0
0
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA GIRELLA S
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO A L/120 kN
CODICE 0310004012
CONFEZIONE 200 PEZZI
MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 120 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 120 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C

SCHEDA TECNICA 12
2
0
.
5
2
7
.
5
105
5
2
0
4
0
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA GIRELLA S
ARTICOLO PIASTRINA DI SPESSORAMENTO 0,5/120 kN
CODICE 0310004002
CONFEZIONE 200 PEZZI
MATERIALE Fe 360
ZINCATURA ELETTROLITICA BIANCA SP. 25 mic.
ABBINARE A: MENSOLA GIRELLA 120 kN, MENSOLA D'EMERGENZA 120 kN
TOLLERANZE DIMENSIONALI: UNI EN 22768-C

SCHEDA TECNICA 10
4
0
2
0
.
5
5
2
0
1
0
0
SCHEDA TECNICA 9 SCHEDA TECNICA 10
SCHEDA TECNICA 11 SCHEDA TECNICA 12
58
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O SCATOLA MAGNETICA S
OODlOE 0310404001
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 360
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
DESORlZlONE E|EMENTO RElMPlEGABl|E PER l| POSlZlONAMENTO DE||A PlASTRA PANNE||O
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 17
3
1
3
1
5
5
1
0
0
1
2
0
1
6
0
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A" S
ARTlOO|O SCATOLA MAGNETICA PICCOLA S
OODlOE 0310404003
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 360
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
DESORlZlONE E|EMENTO RElMPlEGABl|E PER l| POSlZlONAMENTO DE||A PlASTRA PANNE||O PlOOO|A
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 18
100
3
1
3
6
0
5
0
SCHEDA TECNICA 17 SCHEDA TECNICA 18
SOHEDA TEONlOA 21 RREDl| S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA A GIRELLA S
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO A |"
'PlASTRA PANNE||O S"
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO 1,0"
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO 0,5"
'MENSO|A GlRE||A S"
SCHEDA TECNICA 21
59
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
SOHEDA TEONlOA 22 RREDl| S.P.A. : MENSOLA D'EMERGENZA S
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO A |"
'PlASTRA PANNE||O S"
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO 1,0"
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO 0,5"
4 TASSE||l
'MENSO|A D`EMERGENZA S"
SOHEDA TEONlOA 24 RREDl| S.P.A. : POSIZIONAMENTO DELLA PIASTRA PANNELLO NEL CASSERO
'SOATO|A MAGNETlOA S"
'PlASTRA PANNE||O S"
SCHEDA TECNICA 24
SCHEDA TECNICA 22
60
OOTA Dl RlF.
O
. R
lF.
2 PlASTRlNE Dl SPESSORAMENTO 1,0/120
2 PlASTRlNE Dl SPESSORAMENTO 0,5/120
OOMPRESE NE||A OONFEZlONE
1
5
8
1
5
5
6
0
2
5
1
2
0
2
0
100
1
6
0
1
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'TlRE||A S"
ARTlOO|O MENSOLA TIRELLA S 60kN
OODlOE 0310401001
ARTlOO|O SCATOLA TIRELLA S 60kN
OODlOE 0310406001
OONFEZlONE 4 PEZZl
MATERlA|E Fe 510 POS. 1, Fe 360 PER TTTO l| RESTO
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
PORTATA 60 kN
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 26
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O SCATOLA POLISTIROLO S
OODlOE 0310405001
OONFEZlONE 40 PEZZl
MATERlA|E PO|lSTlRO|O DENSlTA 25 kg/mc

DESORlZlONE E|EMENTO A PERDERE PER l| POSlZlONAMENTO DE||A PlASTRA PANNE||O
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: + 2mm
SOHEDA TEONlOA 28
6
2
,
5
7
160
7
0

4
5
1
5
5
9
8
2
9
8
100
20 80
1
3
5

RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"


ARTlOO|O SCATOLA POLISTIROLO VELETTA S
OODlOE 0310405002
OONFEZlONE 40 PEZZl
MATERlA|E PO|lSTlRO|O DENSlTA 25 kg/m
3

DESORlZlONE E|EMENTO A PERDERE PER |A POSA DE||A PlASTRA PANNE||O
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: 2 mm
SOHEDA TEONlOA 29
120
4
5
6
3

2
5
0
2
0
5
80 20


7
0

160
100
O
. R
lF.
2 PlASTRlNE Dl SPESSORAMENTO 1,0/120
2 PlASTRlNE Dl SPESSORAMENTO 0,5/120
OOMPRESE NE||A OONFEZlONE
1
5
8
1
9
4
7
0
2
5
1
4
4
2
5
100
1
6
0
1
OOTA Dl RlF.
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'TlRE||A S"
ARTlOO|O MENSOLA TIRELLA S 120kN
OODlOE 0310401002
ARTlOO|O SCATOLA TIRELLA S 120kN
OODlOE 0310406002
OONFEZlONE 4 PEZZl
MATERlA|E Fe 510 POS. 1, Fe 360 PER TTTO l| RESTO
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
PORTATA 120 kN
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 27 SCHEDA TECNICA 26 SCHEDA TECNICA 27
SCHEDA TECNICA 28 SCHEDA TECNICA 29
61
G
I
R
E
L
L
A

T
I
R
E
L
L
A

S
120
4
5
6
3

2
5
0
2
0
5
80 20


7
0

160
SMSSO
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O SCATOLA MAGNETICA VELETTA S
OODlOE 0310404002
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 360
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
DESORlZlONE E|EMENTO REOPERABl|E PER l| POSlZlONAMENTO DE||A PlASTRA PANNE||O
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 31
4
5
6
3

2
5
0
2
0
5
80 20


7
0

60
100
RUREDIL S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA GIRELLA S
ARTICOLO SCATOLA POLISTIROLO PICCOLA APERTA S
CODICE 0310405003
CONFEZIONE 80 PEZZI
MATERIALE POLISTIROLO DENSIT 25 kg/m
3

DESCRIZIONE ELEMENTO A PERDERE PER LA POSA DELLA PIASTRA PANNELLO PICCOLA
TOLLERANZE DIMENSIONALI: 2mm
SCHEDA TECNICA 30

Sistema a mensola
SCHEDA TECNICA 30
SCHEDA TECNICA 31
62
-
1
1
,
5
6
3

2
5
0
+
1
1
,
5
80 20


7
0

60
100
RREDl| S.P.A. : SlSTEMA A MENSO|A 'GlRE||A S"
ARTlOO|O SCATOLA MAGNETICA PICCOLA APERTA S
OODlOE 0310404004
OONFEZlONE 1 PEZZO
MATERlA|E Fe 360
ZlNOATRA E|ETTRO|lTlOA BlANOA SP. 25 m|c.
DESORlZlONE E|EMENTO REOPERABl|E PER |A POSA DE||A PlASTRA PANNE||O PlOOO|A
TO||ERANZE DlMENSlONA|l: Nl EN 22768-O
SOHEDA TEONlOA 32
SOHEDA TEONlOA 33 RREDl| S.P.A. : SISTEMA A MENSOLA TIRELLA S
'PlASTRA PANNE||O S"
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO 1,0"
'PlASTRlNA Dl SPESSORAMENTO 0,5"
'PlASTRlNA Dl B|OOOAGGlO 0,5"
'MENSO|A TlRE||A S"
SCHEDA TECNICA 33
SCHEDA TECNICA 32
63
Sistema di sollevamento a testa sferica
SISTEMI DI SOLLEVAMENTO
ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
R-System
Quotidianamente vengono sollevati e movimentati migliaia di elementi
prefabbricati pesanti in calcestruzzo.
R-System il sistema di sollevamento, collaudato e certicato, pi utiliz-
zato in Italia e garantisce in ogni fase, dalla progettazione al montaggio
in cantiere, massima sicurezza, rapidit, ef cacia e funzionalit.
Il sistema di sollevamento R-System nasce dalla cinquantennale esperienza
Ruredil nelle tecnologie speciali per ledilizia.
Ruredil ha rinnovato radicalmente loriginale sistema tedesco a testa sferica,
introducendo su tutta la produzione un acciaio le cui caratteristiche mec-
caniche sono notevolmente maggiori di tutti gli standard attual-
mente sul mercato.
Sistema di sollevamento a testa sferica
CHE COS R-SYSTEM?
64
65
R
-
S
Y
S
T
E
M
R-System levoluzione italiana delloriginale sistema a testa sfe-
rica, che risolve il problema del ribaltamento e della movimenta-
zione dei pannelli prefabbricati in calcestruzzo.
Per migliorare il sistema stata creata una speciale guaina a perdere in
plastica particolar mente adattabile e pratica nellimpiego, che vincola lanco-
rante nel getto e permette di coprire gli alloggiamenti preposti allaggancio.
R-System innovativo perch, orendo il 50% di ef cienza in pi,
semplica il lavoro del progettista introducendo, unico in Italia, il criterio
portata nominale = peso sostenibile.
Da oggi la tranquillit in cantiere ha sempre e ovunque il giusto peso.
Per movimentare tutto al meglio, esiste una vera innovazione: R-System,
il sistema di sollevamento a testa sferica.
SISTEMA INNOVATIVO E UNICO IN ITALIA
Lancorante di sollevamento un elemento metallico, una parte del quale
si ancora nel calcestruzzo costituendo quindi un vero e proprio inserto.
La parte che fuoriesce dal calcestruzzo viene invece agganciata da una
maniglia metallica (testa sferica) per il sollevamento.
Il coe ciente di sicurezza per rottura del calcestruzzo che avvolge lan-
corante, confermato da prove sperimentali, vale
c
> 3,00. Lancorante
dimensionato secondo la normativa di calcolo per lacciaio
a
= 2,50 (coef-
ciente di sicurezza per rottura dellacciaio) e il coe ciente di sicurezza per
la testa sferica, soggetta a molti reimpieghi, vale > 4,00.
1 CRITERI DI SICUREZZA
66
2 PORTATA NOMINALE
67
R
-
S
Y
S
T
E
M
Si denisce portata nominale dellancorante (Pn) la quota di peso che com-
pete allancorante, essendo questultimo dimensionato per poter sostenere
un incremento di sollecitazione del 50% (
R-System
), utilizzabile per attriti
allo sformo, azioni dinamiche nella movimentazione e montaggi con funi
inclinate no a 45.
Si impone quindi che la portata nominale sia pari al peso sostenibile con
un coe ciente di sicurezza a rottura
t
, che congloba gi un incremento
di tiro del 50%, per cui:

t
=
R-System
x
a
= 1,50 x 2,50 = 3,75
per la parte metallica fuoriuscente;

t
=
R-System
x
c
= 1,50 x 3,00 = 4,50
per la parte che si ancora nel calcestruzzo.
Nel caso di tiro in asse lancorante sostiene, oltre al peso proprio del manu-
fatto, anche le azioni dinamiche con coe ciente
d
= 1,50 oppure unade-
renza del manufatto sul cassero allatto dello sformo che non superi il 50%
del suo peso.

i
x
d
= 1 x 1,50 = 1,50 =
R-System
il coe ciente di sicurezza a rottura;

t
=
R-System
x
a
= 1,50 x 2,50 = 3,75
per la parte metallica fuoriuscente.

i
= coe ciente di maggiorazione per tiri inclinati.
2.1 PER TIRI IN ASSE ALL ANCORANTE
Peso sostenibile
portata nominale
68
2.3 PER TIRI CON ANGOLO SULLA VERTICALE
COMPRESO TRA 0 E 45
2.2 PER TIRI CON ANGOLO SULLA VERTICALE DI 45
(FASE DI MOVIMENTAZIONE)
0 15 0 5

i 1,00 1,03 1,15 1,30

d 1,50 1,46 1,30 1,15

R-System 1,50 1,50 1,50 1,50


0
1,00
1,50
1,50
0
1,15
1,30
1,50

Il peso sostenibile dallancorante deve essere, come per il tiro in asse allan-
corante, pari alla portata nominale.
In questo caso si ha un coe ciente di maggiorazione del peso per tiro
inclinato che vale
i
= 1,30.
Tale coe ciente trova giusticazione da prove a rottura di laboratorio. Nella
fase di movimentazione si assume un contemporaneo coe ciente dina-
mico
d
= 1,15 minimo coe ciente dinamico (se si opera con autogru spe-
cializzate per il prefabbricato e con stabilizzatori a terra). Risulta cos:

i
x
d
= 1,30 x 1,15 = 1,50 =
R- System
e quindi, come nel caso del tiro in asse allancorante,
un coe ciente di sicurezza a rottura;

t
=
R- System
x
a
= 1,50 x 2,50 = 3,75
per la parte metallica fuoriuscente.
Per valori compresi tra 0 e 30 si pu assumere in sicurezza

i
= 1 / cos , mentre per = 45 abbiamo visto che
i
= 1,30.
Da questa tabella si deduce come si suddivide il coe ciente
R- System
tra
carichi dinamici e carichi dovuti allangolo di tiro sulla verticale. Ad esempio, per
trasportare un manufatto con lautogru, se si pu limitare a 15 linclinazione sulla
verticale del tiro, rimane a disposizione un coe ciente dinamico
d
pari a 1,46;
in questo modo si possono sfruttare al meglio le caratteristiche dellancorante
senza passare a una Pn superiore.
2.4 DETERMINAZIONE DELLA PORTATA NOMINALE PN
69
R
-
S
Y
S
T
E
M
Con le premesse fatte no ad ora, dovendo movimentare un elemento di
peso 100 kN, la portata nominale di 2 ancoranti simmetricamente disposti
di 50 kN consente:
se il tiro verticale, di avere disponibile un attrito allo scassero o un
coe ciente dinamico nella movimentazione e nel montaggio pari a 1,50;
se la direzione del tiro tra 0 e 15 sullasse dellancorante, di avere
disponibile un attrito allo scassero o un coe ciente dinamico pari a 1,46;
se la direzione del tiro tra 16 e 30 sullasse dellancorante, di avere
disponibile un attrito allo scassero o un coe ciente dinamico pari a 1,30;
se la direzione del tiro tra 30 e 45 sullasse dellancorante, di avere
disponibile un attrito allo scassero o un coe ciente dinamico pari a 1,15.
Nel caso invece si possa applicare il coe ciente dinamico minimo
(
d
= 1,15), per esempio quando al montaggio si posiziona lautogru su
stabilizzatori, la portata nominale pu essere incrementata di un fattore
c

che vale
c
=
R- System
/(
i

d
).
Per esempio, due ancoranti da ribaltamento con Pn = 50 kN possono
sollevare, con tiro verticale, un pannello di 50 1,30 2 = 130 kN.
0 15 0 5

R-System 1,50 1,50 1,50 1,50

i

d 1,15 (1,03 1,15) (1,15 1,15) (1,30 1,25)

1,30 1,26 1,13 1,00


0
1,50
1,15
1,30
0
1,50
(1,15 1,15)
1,13
Peso sostenibile
portata nominale
Laderenza al cassero del manufatto di di cile determinazione, perch
lattrito dipende principalmente dalle cacia del disarmante (composizione
chimica, tipo, quantit, temperatura, pulizia delle superci, ecc.) e dalla
rugosit del materiale con cui si realizza la cassaforma.
Inoltre, le strutture precompresse assumono una monta che annulla o riduce
fortemente laderenza al cassero, mentre lattrito pu diventare veramente
elevato in presenza di superci poco svasate, come nei TT.
Laderenza al cassero e lazione dinamica non sono mai contemporanee, ma
buona regola che, nella fase di scassero, il tiro sia verticale; in questo caso
rimane a disposizione una forza di aderenza pari al 50% della quota di peso
portata dallancorante (coe ciente di eetto ventosa
i
= 1,50).
Se laderenza superiore al 50% del peso, si deve dimensionare lancorante
per una portata nominale maggiorata della dierenza tra aderenza eettiva
e
v
= 1,50. Non essendo possibile dare per ogni cassero un valore di
aderenza a m
2
, opportuno valutare allo scassero le aderenze superiori al
50% del peso ed eventualmente agire con i vibratori a cassero per favorire il
distacco del manufatto.
Il coe ciente che incrementa il peso dellelemento per eetti dinamici
pu assumere valori anche elevati (no a 2,20) in funzione di diversi fattori,
il pi importante dei quali la velocit di movimento del manufatto.
Se per esempio un manufatto, sospeso ai suoi ancoranti, viene
movimentato da un veicolo con velocit pi o meno elevata, chiaro che
il coe ciente dinamico pu assumere valori compresi tra 1,30 e 2,20.
Nella fase di montaggio, operando con autogru adatte al prefabbricato
con stabilizzatori a terra, e ipotizzando come avviene di solito che si
utilizzino funi inclinate al massimo a 45, si ha a disposizione il coe ciente
dinamico minimo di
d
= 1,15 cos come indicato nella normativa delle
strutture prefabbricate DM 7/12/87.
70
2.6 CARICHI DINAMICI
2.5 ADERENZA AL CASSERO
(Per i problemi di aderenza al cassero di un manufatto
agganciato con 4 punti di sollevamento vedi cap. 2.7).
2.7 CRITERI DI POSIZIONAMENTO DEGLI ANCORANTI
71
R
-
S
Y
S
T
E
M
0,2 L 0,2 L
0,2 L 0,25 L
= =
45
Caso di 2 ancoranti
In un elemento simmetrico, dove la verticale sul baricentro sia a met
lato, si ha la possibilit di posizionare i 2 ancoranti simmetricamente
rispetto allasse, cio a uguale distanza dallestremit.
Tra le tante soluzioni preferibile, nel caso di armatura lenta, posizionare
i punti di sollevamento a una distanza compresa tra 0,2 L e 0,25 L, in
modo che sia minimizzata la flessione dovuta al peso proprio.
Nel caso di elementi precompressi, gli ancoranti vanno invece posizionati
a una distanza dalla testata compatibile con le sollecitazioni flessionali
indotte dal peso degli sbalzi, e comunque non superiore a 0,2 L.
In un elemento non simmetrico, gli ancoranti vanno disposti con i criteri
precedentemente esposti, ma simmetrici rispetto alla verticale passante
per il baricentro, in modo cio che il peso totale si ripartisca in parti
uguali sui 2 ancoranti.

Luso di un bilancino autocentrante, che posiziona il punto di
sollevamento sulla verticale del baricentro, comporta che un ancorante
sopporti pi peso dellaltro.
In compenso, in tal caso, con un bilancino con tiri in asse allancorante, la
portata nominale del singolo ancorante pu considerarsi incrementata
del 30% (v. cap. 02.4).
72
Caso di 4 ancoranti
Per evitare il pericolo di una ripartizione del carico non controllabile,
il caso di 4 ancoranti in linea deve essere ricondotto a quello di 2
ancoranti, collegandoli a 2 a 2.
Anche nel caso di tiro inclinato, la massima inclinazione della singola
fune che parte dallancorante deve essere 45.
Nel caso di 4 ancoranti non in linea, occorre che 2 ancoranti siano
collegati da una carrucola o da una piastra a triangolo o da un bilancino,
affinch il sistema sia isostatico e un minimo errore nel posizionamento
degli ancoranti non comporti il grande pericolo di una ripartizione del
carico su 2 soli dei 4 ancoranti.
Tra carrucola, piastra a triangolo e bilancino, comunque preferibile, allo
scassero, una piastra a triangolo con ridotta distanza tra i 2 punti di arrivo
delle funi, in modo che ci sia un limite nella ripartizione del carico; con
questa soluzione si pu evitare, al disarmo, che una forza di aderenza su
una sola nervatura provochi la rottura del pezzo durante lestrazione.
In caso di mancata possibilit di scassero dal lato della piastra a triangolo,
occorre semplicemente riposizionare tale piastra sugli altri 2 ancoranti.
45
piastra
a triangolo
73
R
-
S
Y
S
T
E
M
Nel caso si abbiano a disposizione due carriponte allo sformo, occorrono
4 funi uguali indipendenti.
In caso di ribaltamento, opportuno che il tiro delle funi agisca sempre
in verticale, utilizzando 2 carriponte o lapposito bilancino.
In caso di pannelli a ribaltamento con 4 punti di ancoraggio,
conveniente utilizzare un bilancino tra i 2 punti vicini, imponendo quindi
che la distanza tra i 2 punti vicini non cambi al variare della lunghezza
del pannello, per avere sempre lo stesso bilancino.
Fase iniziale
In questa fase, TF > P/2, ma supponendo il carico dinamico
d
= 1,15 e il
tiro verticale o inclinato al massimo di /2 = 15 sulla verticale, possiamo
accettare un tiro maggiore del nominale del 30%.
Se a = L/5
Il tiro 2T
c
inferiore a P/2 e i due ancoranti di testa sono sottoposti
ciascuno a un tiro T
c
< P/4.
Se a > L/5 oppure il tiro pi inclinato di 15 sulla verticale, il
dimensionamento dellancorante F va fatto nella fase iniziale del
ribaltamento.
Fase intermedia di raddrizzamento
Si solleva la carrucola collegata ai punti C mentre la fune F rimane fissa,
con il pannello sollevato da terra.
Sullancorante F si riduce il tiro T
F
avvicinandosi a P/2, mentre sugli
ancoranti C il valore T
c
si avvicina progressivamente a P/4.
Fase finale
Quando, continuando a recuperare, la fune T
F
si disimpegna, il pannello
stato raddrizzato e il valore T
c
passa da P/4 a P/2.
Riassumendo, se a L/5 e se il tiro ha uninclinazione sulla verticale non
superiore a 15, il dimensionamento dei 2 ancoranti F viene fatto nella fase
di scassero, con il pannello messo in orizzontale. Il dimensionamento dei
2 ancoranti C viene fatto nella fase finale di verticalizzazione, con T
F
= 0.
Si precisa che le prescrizioni per la scelta del tipo e della portata nominale
degli ancoranti sono quelle relative allutilizzo in spessori ridotti.
74
2.8 VERTICALIZZAZIONE DEI PANNELLI AL MONTAGGIO
= P 0,647 <
P
2
1,3 = P 0,65
P
L
2
(L -
L
5
) cos (/ 2)
T
F
= = P
0,625
0,966
=
30
F
P
a
F
30
T
F
2T
c
C
C
P
C
T
F
C
2T
c
2T
c
C C
3 TIPI DI ANCORANTI E ACCESSORI
75
R
-
S
Y
S
T
E
M
Gli ancoranti del sistema R-System sono:
ancorante a risalto (DH),
ancorante a piastra (DP),
ancorante per ribaltamento (RS),
ancorante con foro (DF),
ancorante ad aderenza (AS).
Per tutti gli ancoranti si utilizza un materiale speciale, appositamente
progettato al ne di ottenere unelevata resistenza, duttilit e resilienza
(senza riduzione di resistenza alle basse temperature).
Tale materiale garantisce:
elevata tensione caratteristica a rottura controllata e certificata per ogni
lotto di produzione,
elevata duttilit,
elevata resilienza garantita KV > 27 J (- 20 C),
coefficiente di sicurezza 3,75.
Le teste sferiche sono accessori con
6 portate nominali massime, e precisamente:
T

A
P
T
kN
P

kN
6102 - 1,3 13 13
6102 - 1,5/2,5 25 25
6102 - 3/5 50
40
50
6102 - 6/10 100
75
100
6102 - 12/20 200
150
200
6102 - 32 320 320
P
T
kN
13
25
50
100
200
320
IDENTIFICAZIONE DEGLI ANCORANTI - TIPI DI MARCATURA
Tutti gli ancoranti a testa sferica Ruredil sono identicabili dalla marcatura
impressa sulla testa.
xxxx
Ancoranti a risalto a piastra
marchio e lotto
su risalto inferiore
portata (t) portata (t) portata (t) portata (kN)
Ancoranti ad aderenza
marchio e lotto
logo sulla testa
Ancoranti con foro
marchio e lotto
sullo stelo
Ancoranti per ribaltamento
marchio , lotto
e logo sul fanco
Apposite guaine vanno montate prima del getto sullancorante per
realizzare una sede semisferica nella quale introdurre la testa sferica.
necessario che la guaina si trovi a lo con il calcestruzzo, in modo che ci sia
un corretto accoppiamento tra testa sferica e ancorante.
76
4 POSIZIONAMENTO DEGLI ANCORANTI
S No
5 ANCORANTI A RISALTO
5.1 ANCORANTI A RISALTO NEL CALCESTRUZZO NON ARMATO
77
R
-
S
Y
S
T
E
M
Il calcestruzzo in cui si posiziona lancorante viene dimensionato con
un criterio di calcolo derivato dagli Eurocodici e vericato con prove
sperimentali per ottenere un coe ciente 3 di sicurezza per il tiro in asse
ancorante, incrementato del coe ciente
R-System
= 1,5 cio con

t
= 3 x 1,5 = 4,5
Si formula lipotesi, confermata dalle prove a rottura eseguite, che la
diusione degli sforzi durante il carico desercizio (cio non a rottura)
avvenga con una diusione a 45, partendo dal lo esterno del risalto.
Lungo la supercie del cono di diusione si presuppongono delle tensioni
di trazione perpendicolari alla supercie, le cui componenti verticali,
moltiplicate per larea circolare di diametro 2Ht, danno come risultante il
tiro applicato in asse.
Il dimensionamento della profondit del risalto deriva dalla resistenza del
calcestruzzo allatto dellimpiego, che si assume:
D2
L
s
H
t
H
r
=d2
D2 /2
H
t
H
r
per strutture in CAO allo sformo
R
k
15 N/
2
per strutture precompresse
allatto del rilascio dei cavi o in CAO
che abbiano raggiunto il grado
di maturazione richiesto
R
k
0 N/
2
Per la gamma di portate nominali si hanno i seguenti valori, in centimentri,
di Ht (distanza minima necessaria tra lancorante e il bordo), in caso di
elementi che non abbiano armature nel cono di diusione dellancorante.
Per esempio, utilizzando un ancorante da 50 kN per i pilastri
(Rckj 15 N/mm
2
) di dimensione 50x50, non occorre minimamente
preoccuparsi di armatura aggiuntiva perch Ht = 20,85 cm < 50/2 = 25 cm.
Analogamente, nel caso di travi piane precompresse (Rckj 30 N/mm
2
), si
verica che, per Pn = 50 kN, si ha 2 H = 16,57x2 = 33,14 < 40 cm, e quindi
non si richiedono armature aggiuntive.
78
33,14
40
Pn = 50 kN
R
ckj
15 N/ mm
2
Pn = 50 kN
R
ckj
30 N/ mm
2
41,70
50
P kN 13 25 40 50 75 100 150 200 320

R
k
15 N/
2
10,63 14,74 18,65 20,85 25,54 29,50 36,11 41,70 52,75

R
k
0 N/
2
8,45 11,72 14,82 16,57 20,30 23,44 28,71 32,14 41,93
Ancoranti a risalto
79
R
-
S
Y
S
T
E
M
A P
kN
L

D


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2
6000 - 1,3 - 85 8,50
6000 - 1,3 - 120 13 12 10,63 8,45
6000 - 1,3 - 240 24
6000 - 2,5 - 120 12
6000 - 2,5 - 170 25 17 14,74 11,72
6000 - 2,5 - 340 28
6000 - 4,0 - 120 17
6000 - 4,0 - 170 40 21 18,65 14,82
6000 - 4,0 - 340 34
6000 - 5,0 - 180 18
6000 - 5,0 - 240 50 24 20,85 16,67
6000 - 5,0 - 340 34
6000 - 7,5 - 200 20
6000 - 7,5 - 300 75 30 25,54 20,30
6000 - 7,5 - 540 54
6000 - 10,0 - 250 25
6000 - 10,0 - 340 100 34 29,50 23,44
6000 - 10,0 - 680 68
6000 - 15,0 - 300 30
6000 - 15,0 - 400 150 40 36,11 28,71
6000 - 15,0 - 1000 100
6000 - 20,0 - 340 34
6000 - 20,0 - 500 200 50 41,70 32,14
6000 - 20,0 - 1000 100
6000 - 32,0 - 500 50
6000 - 32,0 - 700 272 70 52,75 41,93
6000 - 32,0 - 1200 120
s
L H
t
Prescrizioni geometriche per ancoranti standard
80
A volte, con una lunghezza dancorante maggiore di quella minima, si pu
ridurre lo spessore nel quale inserito lancorante, purch sia disponibile
unarea rettangolare di diusione non minore di quella riportata nelle tabelle
seguenti.
5.2 SPESSORE MINIMO NECESSARIO PER CALCESTRUZZO
NON ARMATO SENZA RIDUZIONE DI PORTATA
d2
H
t
d1
d1
d2
H
r
H
t
d1
d1
d2
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 1,3 - 85 8,50 10,75 10,63 10,00 8,45 5,54
6000 - 1,3 - 120 12 14,25 10,63 6,50 8,45 4,00
6000 - 1,3 - 240 24 26,25 10,63 3,40 8,45 2,10*
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 2,5 - 120 12 14,85 14,74 14,10 11,72 7,70
6000 - 2,5 - 170 17 19,85 14,74 9,00 11,72 5,60
6000 - 2,5 - 280 28 30,85 14,74 6,20 11,72 3,90
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 4,0 - 170 17 20,75 18,65 15,50 14,82 9,40
6000 - 4,0 - 210 21 24,75 18,65 11,50 14,82 7,10
6000 - 4,0 - 340 34 37,75 18,65 7,40 14,82 4,60*
s=1
L
D2
D2/ 2=1,25
H
r
s=1,10
L
D2
D2/ 2=1,75
H
r
s=1,50
L
D2
D2/ 2=2,25
H
r
* Si consiglia limpiego con d1 D2 = 3,0 cm
Pn = 13 kN
Pn = 25 kN
Pn = 40 kN
81
R
-
S
Y
S
T
E
M
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 5,0 - 180 18 22 20,85 17,70 16,67 10,40
6000 - 5,0 - 240 24 28 20,85 12,70 16,67 8,00
6000 - 5,0 - 340 34 38 20,85 10,20 16,67 6,50
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 7,5 - 200 20 24,50 25,54 - 20,30 14,20
6000 - 7,5 - 300 30 34,50 25,54 15,40 20,30 9,60
6000 - 7,5 - 540 54 58,50 25,54 8,80 20,30 5,60*
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 10,0 - 250 25 30 29,50 23,80 23,44 14,95
6000 - 10,0 - 340 34 39 29,50 18,30 23,44 11,50
6000 - 10,0 - 680 68 73 29,50 10,10 23,44 6,00*
* Si consiglia limpiego con d1 D2 = 7,0 cm
* Si consiglia limpiego con d1 D2 = 6,0 cm
Pn = 50 kN
Pn = 75 kN
Pn = 100 kN
s=1,50
L
D2
D2/ 2=2,50
H
r
s=1,50
L
D2
D2/ 2=3
H
r
s=1,50
L
D2
D2/ 2=3,50
H
r
Ancoranti a risalto
82
* Si consiglia limpiego con d1 D2 = 3,0 cm
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 15,0 - 300 30 35,75 36,11 - 28,71 21,20
6000 - 15,0 - 400 40 45,75 36,11 25,10 28,71 14,60
6000 - 15,0 - 1000 100 105,75 36,11 12,80 28,71 7,70*
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 20,0 - 340 34 40,50 41,70 - 32,14 21,10
6000 - 20,0 - 500 50 56,50 41,70 25,10 32,14 14,60
6000 - 20,0 - 1000 100 106,50 41,70 12,90 32,14 7,70*
A L


2


R
k
15 N/
2
R
k
0 N/
2

1
6000 - 32,0 - 500 50 58,25 52,75 41,40 41,93 24,50
6000 - 32,0 - 700 70 78,25 52,75 28,60 41,93 17,90
6000 - 32,0 - 1200 120 128,25 52,75 17,10 41,93 10,80*
Pn = 150 kN
Pn = 200 kN
Pn = 320 kN con K
rid
= 0,85
s=1,50
L
D2
D2/ 2=4,25
H
r
s=1,50
L
D2
D2/ 2=5
H
r
s=1,50
L
D2
D2/ 2=6,75
H
r
83
R
-
S
Y
S
T
E
M
5.3 RIDUZIONE DI PORTATA NOMINALE PER SPESSORI
MINORI DI 2D1 IN CALCESTRUZZO NON ARMATO
5.4 RIDUZIONE DI PORTATA NOMINALE PER RESISTENZE
CARATTERISTICHE MINORI DEL CALCESTRUZZO NON ARMATO
5.5 ARMATURA DI RINFORZO PER OTTENERE
LA PORTATA NOMINALE IN SPESSORI RIDOTTI
d2
H
t
d1
d1
d2
Dato il rettangolo che caratterizza la portata nominale, di area 2d1 2d2,
per valori d* ridotti rispetto a quelli tabellati, la portata nominale (P*) si
riduce nel rapporto d*/d1
P* = Pn d*/ d1
Esempio
Considerando un ancorante con Pn = 50 kN,
se R
ckj
= 15 N/mm
2
d1 = 17,7 cm.
Avendo a disposizione d
*
= 15 cm, si ottiene:
P
*
= 50 15/17,7 = 42,4 kN
Si sono adottate 2 resistenze caratteristiche: Rckj = 15 N/mm
2
(elementi non
precompressi allo sformo), e R
ckj
= 30 N/mm
2
(elementi precompressi oppure
elementi in CAO maturi allatto del sollevamento). Per valori minori, la portata
nominale Pn proporzionale a fctk, a sua volta proporzionale alla R
ckj
2/3
per cui R
ckj
*
= K R
ckj
tabulato, con K compreso tra 0,75 e 1, risulta quindi:
Pn
*
= Pn (R
ckj
*
/ R
ckj
)2/3
Esempio
Se R
ckj
*
= 25 N/mm
2
, invece di 30 N/mm
2
per un ancorante da Pn = 50 kN avr:
Pn
*
= 50 (25/30)
2/3
= 44 kN
Se il cono di diusione non completo, si pu intervenire con armatura apposita,
purch tutta la portata nominale sia a data alla sola armatura. Si ha cos:
A
f
= Pn 1,5 /
amm
Per esempio se Pn = 50 kN, in uno spessore di 15 cm, utilizzando acciaio
tipo FeB44k
A
f
= 50 1,5 / 26 = 2,88 cm
2
= 4 10
Di solito si posizionano 2 ferri a U come da gura.
Ancoraggio con
filo metallico
NO SALDATURE
lunghezza
ancoraggio
per Rckj = 15 kN/ mm
2
= 60
per Rckj = 30 kN/ mm
2
= 42
per Rckj = 40 kN/ mm
2
= 35
d1 d1
84
5.6 PRESCRIZIONI GEOMETRICHE PER ANCORANTI CORTI
5.7 LIMITI DI UTILIZZAZIONE DEGLI ANCORANTI A RISALTO
A P
kN
L



A
R
k
15 0 N/
2
R
k
0 N/
2

k
2,20 N/
2
A



2

6000 - 1,3 - 65 13 6,50 8,75 7,69 0,75 4 6
6000 - 2,5 - 85 25 8,50 11,35 10,66 1,44 4 8
6000 - 4,0 - 100 40 10,00 13,75 13,48 2,30 4 10
6000 - 5,0 - 120 50 12,00 16,00 15,08 2,88 4 10
6000 - 7,5 - 165 75 16,50 21,00 18,46 4,32 4 12
6000 - 10,0 - 170 100 17,00 22,00 21,32 5,77 4 14
6000 - 15,0 - 210 150 21,00 26,00 26,11 8,65 4 18
P kN 1 25 0 50 5 100 150 200 2 2
d1 (min) cm 3,0 3,7 4,7 5 6 6,9 8,5 9,8 13,5
P kN
cm
25
3,7
50
5
100
6,9
200
9,8
Gli ancoranti sotto riportati possono comunque essere utilizzati senza
armatura aggiuntiva, purch la loro distanza dal bordo sia Ht e purch sia
R
ckj
40 N/mm
2
. Larmatura aggiuntiva permette di utilizzare tali ancoranti
a risalto di lunghezza ridotta sia per R
ckj
< 40 N/mm
2
, sia per distanze dal
bordo inferiori a H
t
.
Occorre comunque porre un limite alla distanza d1 tra lasse dellancorante
e la supercie esterna imponendo, per esempio, che tale valore non
superi il maggiore tra il diametro del risalto inferiore (D2) e il raggio della
sede semisferica ( / 2), quindi:
In caso di spessori inferiori a questi, opportuno utilizzare un ancorante con
foro (DF) o un ancorante ad aderenza (AS).
opportuno anche ricordare che lancorante, in caso di spessori ridotti, deve
essere posizionato con precisione e quindi non pu essere inserito a getto
avvenuto. Inoltre, non deve avere la possibilit di spostarsi durante il getto e/o
la vibrazione.
Ancoranti a risalto
85
R
-
S
Y
S
T
E
M
Ancoranti a risalto
R
D1
L S
D2 D
* Articoli a richiesta
C A P
kN
L


D

0,5
D1

D2



R

C

N
0301001010
0301001011
0301001012
0301001014
0301002003
0301002004
0301002005
0301002006
6000 - 1,3 - 65
6000 - 1,3 - 85
6000 - 1,3 - 120
6000 - 1,3 - 240
13
13
13
13
65
85
120
240
10
10
10
10
19 (1)
19 (1)
19 (1)
19 (1)
25 (+2/ -3)
25 (+2/ -3)
25 (+2/ -3)
25 (+2/ -3)
10
10
10
10
30
30
30
30
300
200
200
100
0301001022
0301001023
0301001024
0301001025
0301002011
0301002012
0301002013
0301002014
6000 - 2,5 - 85
6000 - 2,5 - 120
6000 - 2,5 - 170
6000 - 2,5 - 280
25
25
25
25
85
120
170
280
14
14
14
14
26 (1)
26 (1)
26 (1)
26 (1)
35 (+2/ -4)
35 (+2/ -4)
35 (+2/ -4)
35 (+2/ -4)
11
11
11
11
37
37
37
37
100
50
50
40
0301001028
0301001030
0301001031
0301001032
0301001033
0301002025
0301002027
0301002028
0301002029
0301002030
6000 - 4,0 - 100
6000 - 4,0 - 170
6000 - 4,0 - 210
6000 - 4,0 - 240
6000 - 4,0 - 340
40
40
40
40
40
100
170
210
240
340
18
18
18
18
18
36 (1)
36 (1)
36 (1)
36 (1)
36 (1)
45 (+2/ -5)
45 (+2/ -5)
45 (+2/ -5)
45 (+2/ -5)
45 (+2/ -5)
15
15
15
15
15
47
47
47
47
47
50
40
25
25
20
0301001037
0301001038
0301001039
0301001040
0301002045
0301002046
0301002047
0301002048
6000 - 5,0 - 120
6000 - 5,0 - 180
6000 - 5,0 - 240
6000 - 5,0 - 340
50
50
50
50
120
180
240
340
20
20
20
20
36 (1)
36 (1)
36 (1)
36 (1)
50 (+2/ -5)
50 (+2/ -5)
50 (+2/ -5)
50 (+2/ -5)
15
15
15
15
47
47
47
47
40
25
25
15
0301001044
0301001045
0301001046
0301001047
0301002069
0301002067
0301002068
0301002070
6000 - 7,5 - 165
6000 - 7,5 - 200
6000 - 7,5 - 300
6000 - 7,5 - 540
75
75
75
75
165
200
300
540
25
25
25
25
46 (1)
46 (1)
46 (1)
46 (1)
60 (+3/ -6)
60 (+3/ -6)
60 (+3/ -6)
60 (+3/ -6)
15
15
15
15
59
59
59
59
20
10
10
5
0301001051
0301001052
0301001054
0301001056
0301002084
0301002085
0301002086
0301002090
6000 - 10,0 - 170
6000 - 10,0 - 250
6000 - 10,0 - 340
6000 - 10,0 - 680
100
100
100
100
170
250
340
680
28
28
28
28
46 (1)
46 (1)
46 (1)
46 (1)
69 (+3/ -7)
69 (+3/ -7)
69 (+3/ -7)
69 (+3/ -7)
15
15
15
15
59
59
59
59
10
15
10
1
0301001058
0301001059
0301001060
0301001070
0301002092
0301002093
0301002094
0301002096
6000 - 15,0 - 210
6000 - 15,0 - 300
6000 - 15,0 - 400
*6000 - 15,0 - 1000
150
150
150
150
210
300
400
1000
36
36
36
36
69 (1)
69 (1)
69 (1)
69 (1)
85 (+3,5/ -8)
85 (+3,5/ -8)
85 (+3,5/ -8)
85 (+3,5/ -8)
15
15
15
15
80
80
80
80
1
1
1
1
0301001066
0301001067
0301001068
0301002104
0301002105
0301002106
6000 - 20,0 - 340
6000 - 20,0 - 500
*6000 - 20,0 - 1000
200
200
200
340
500
1000
39,5
39,5
39,5
69 (1)
69 (1)
69 (1)
98 (+4/ -9)
98 (+4/ -9)
98 (+4/ -9)
15
15
15
80
80
80
1
1
1
0301001071
0301001069
0301001072
0301002131
0301002132
0301002133
*6000 - 32,0 - 500
*6000 - 32,0 - 700
*6000 - 32,0 - 1200
320
320
320
500
700
1200
50
50
50
88 (+0,5/ -1,5)
88 (+0,5/ -1,5)
88 (+0,5/ -1,5)
135 (+5/ -10)
135 (+5/ -10)
135 (+5/ -10)
23
23
23
107
107
107
1
1
1
Zincatura a caldo UNI EN ISO 1461
86
6 ANCORANTI CON FORO
Mentre per la parte esterna vale quanto trattato nei capitoli dall1 al 5,
per la parte nel calcestruzzo lancoraggio si ottiene inserendo nel foro
dellancorante una barra, che pu essere diritta oppure sagomata con
opportune curvature.
Larea A
s
totale delle stae che attraversano il cono di diusione viene
dimensionato con la seguente formula:
A
s
= Pn . 1,5 /
f
Adottando 2 stae a 2 braccia, cio 4 barre che attraversano il cono di diusione,
si pu stabilire il diametro delle 2 stae A
s
, come da esempio a pag. 33.
D2
D
L
s
D1
c
R
A P
kN
D

k
2 2
A



L

6001 - 1,3 13 10 8 16 5
6001 - 2,5 25 13 12 24 8
6001 - 5,0 50 18 16 32 10
6001 - 10,0 100 25 22 44 14
6001 - 20,0 200 37 32 64 20
87
R
-
S
Y
S
T
E
M
6.1 ANCORANTI CON FORO CON ARMATURA DIRITTA
In caso di armatura diritta da inserire nel foro, possibile utilizzare sia una
barra ad aderenza migliorata FeB44k, sia uno spezzone di trefolo.
Il dimensionamento degli ancoranti con foro, cos realizzati, non pu per
essere concepito per calcestruzzo non armato, in quanto il foro stesso e la
barra che vi passa allinterno ottengono lo stesso eetto di un ancoraggio
a risalto, ma con insu ciente altezza di stelo.
Occorre quindi vericare che la supercie del cono sia attraversata da
barre verticali ancorate, di area complessiva A
s
in grado di sostenere la
totalit del carico nominale moltiplicato per 1,5.
Il dimensionamento della barra viene eseguito, per il carico nominale,
incrementato del 50% (coe ciente dinamico o attrito sul cassero), cio
nella condizione di tiro in asse. Per i tiri inclinati, il dimensionamento fatto
per il tiro in asse cautelativo. La tensione di esercizio nel caso di FeB44k
vale
amm
= 260 N/mm
2
= 26 kN/cm
2
.
Si dimensiona larea occorrente ipotizzando che il risalto sullocchiello sia in
grado di assorbire direttamente 1/3 del carico:

A
f
(cm
2
) = Pn 1,5 2/ 3

3 / (2
amm
) =
= 0,866 Pn /
amm
= 0,033 Pn

t
(mm) = 10

0,033 Pn 4 / TT = 2,05

Pn
La lunghezza minima della barra si calcola con la seguente formula:
L = 4 + 2 8 = 20
possibile luso di spezzoni di trefolo, dove occorre per limitare la
tensione a valori doppi di quella del FeB44k.
Af
As
L
8
o
o
88
Esempio:
considero il 6001 - 5,0 con Pn = 50 kN e calcolo diametro e lunghezza
della barra diritta e/o del trefolo,
A
f
= 50 0,033 = 1,65 cm
2
pari a 1 16 = 2 cm
2

oppure
A
tr
= 50 0,033/ 2 = 0,83 cm
2
2
pari circa allarea del trefolo da 1/2.
La lunghezza della barra 16 vale:
L = 20 1,6 = 32 cm
Per un trefolo 0,6, di diametro 1,50 cm vale:
L = 20 1,5 = 30 cm
Larea di una delle 4 barre As vale:
A
s
= 50 1,5 / 26 4 = 0,72 cm
2
= 1 10
15
=
=
As
L = 4 + 28 =
20
89
R
-
S
Y
S
T
E
M
6.2 ANCORANTI CON FORO CON ARMATURA SAGOMATA
Se la geometria lo consente, lancoraggio pu essere portato in profondit
sagomando, secondo EC2, la barra in 3 modi (vedi tabella sotto riportata),
tali da poter trasferire il tiro ben pi in basso e non richiedendo quindi altra
armatura aggiuntiva.
Esempio:
per un pannello verticale (R
ckj
= 30 N/mm
2
perch viene sollecitato solo
al montaggio), per Pn = 50 kN, si assume 14 L
tot
= 80 cm.
A P
kN
D

k

15
N/
2
0
N/
2
15
N/
2
0
N/
2
15
N/
2
0
N/
2
6001 - 1,3 13 8 80 50 65 40 75 45
6001 - 2,5 25 10 110 70 95 60 100 65
6001 - 5,0 50 14 160 95 130 80 140 90
6001 - 10,0 100 20 220 135 185 115 200 125
6001 - 20,0 200 28 315 190 265 160 285 175
45 28 45 28
45
50
> 15 > 10
30

1
4

L
=
8
0
90
c
D2
D
L
s
R
L1
L2
D1
C A P
kN
L


L1


L2



D

0,5
D1

D2

0/ 1


0/ 1
R

C

N
0301005001 0301054001 6001 - 1,3 13 65 75 45 10 10
19
(+0,8/ -
1)
19 10 30 250
0301005002 0301054002 6001 - 2,5 25 90 101 64 11 14
26
(+0,8/ -
1)
32 13,50 37 100
0301005003 0301054003 6001 - 5,0 50 120 135 88 15 20
36
(+0,8/ -
1)
42 18 47 50
0301005004 0301054004 6001 - 10,0 100 180 195 136 15 28
46
(+1/ -1)
57 25 59 20
0301005005 0301054005 6001 - 20,0 200 250 265 185 15 39,5
69
(+0,5/ -
1,5)
76 37 80 1
Zincatura a caldo UNI EN ISO 1461
91
R
-
S
Y
S
T
E
M
Questo ancorante consigliato nelle sezioni sottili. Lancorante viene
dimensionato come una barra ad aderenza migliorata, posizionata in zona
favorevole e utilizzata solo per calcestruzzi con Rckj 30 N/mm
2
. La barra
pu anche essere sagomata. La minima distanza della barra dal bordo vale
ds = 2 .
Zincatura a caldo UNI EN ISO 1461
A P
kN


R
k
0 N/
2
L 2
R
k
0 N/
2
L 2
6050 - 2,5 - 600 25 14 60 50
6050 - 4,0 - 750 40 18 75 60
6050 - 5,0 - 850 50 20 85 70
6050 - 7,5 - 1050 75 25 105 85
C A P
kN
L

10
L1

10


R

D

1
D1

1
C

N
0301048002 0301053001 6050 - 2,5 - 600 25 600 611 11 37 14 26 25
0301048006 0301053005 6050 - 4,5 - 750 40 750 765 15 47 18 36 25
0301048014 0301053010 6050 - 5,0 - 850 50 850 865 15 47 20 36 25
0301048015 0301053015 6050 - 7,5 - 1050 75 1050 1065 15 59 25 46 15
ds
ds
L
R
D1
L S
D
L2
L1
7 ANCORANTI AD ADERENZA
92
Questi ancoranti sono adatti al ribaltamento e alla movimentazione di
tutti i pannelli in CLS prefabbricato con R
ckj
15 N/mm
2
e spessore minimo
16 cm.
Gli ancoranti per ribaltamento sono concepiti per resistere, oltre al carico
nominale Pn, che agisce nella stessa direzione dellasse dellancorante,
a un tiro Tn = 0,5 Pn che si ottiene normalmente ribaltando sul cassero
lelemento prefabbricato.
Per quanto riguarda larmatura riferita a un carico Pn agente in asse
allancorante, si rimanda ai criteri di dimensionamento esposti per gli
ancoranti con foro (v. cap. 06).
La particolare congurazione dellancorante stata studiata per evitare che
la maniglia di sollevamento forzi contro il calcestruzzo poco resistente (in
genere R
ckj
= 15 N/mm
2
), provocando lesioni a vista sul pannello.
Unapposita armatura deve essere in grado di riportare il tiro nella parte
inferiore del pannello. A tal ne si suggeriscono due metodi, riportati nella
pagina successiva.
8 ANCORANTI PER IL RIBALTAMENTO RS
Tn
Tn
BBB
RRR
EEE
VVV
EEE
TTTT
TTTT
AAAA
TTTT
OOOO
B
R
E
V
E
T
T
A
T
O
Ancoranti per ribaltamento RS
93
R
-
S
Y
S
T
E
M
Primo metodo: si utilizza larmatura Af1 del pannello, nel caso la sede
dellancorante corrisponda alla posizione di tale armatura. (Per larmatura
Af0 v. cap. 06).
Secondo metodo: quando larmatura di forza del pannello non pu
essere posizionata sullapposita sede dellancorante, occorre utilizzare un
ferro sagomato con 2 braccia a 45 come da gura sottostante.
(Per larmatura Af0 v. cap. 06).
A P
kN
k S A
2

A
1


2



A
1


2



6003 - 2,5 RS 25 0,625 1 10 0,36 2 6
6003 - 5,0 RS 50 1,25 1 14 0,72 2 8
A P
kN
k
A



2


15 N/
2
0 N/
2

L
6003 - 2,5 RS 25 0,51 8 80 50
6003 - 5,0 RS 50 1,10 12 120 70
A
f2
A
f1
A
f0
A
f2
A
f1
A
f0
A
f3 A
f0
A
f 2
A
f3
A
f 0
94
C A P
kN
L

1
D

0/ 1
D1

0,5/1
D2

1


0,5/1
C

N
0301083001 030108200 6003 - 2,5 RS 25 200 14 26 36 15 25
0301083002 0301082002 6003 - 5,0 RS 50 200 20 36 46 20 15
C A P
kN
L

1
D

0/ 1
D1

0,5/1
D2

1


0,5/1
C

N
0301050004 0301052004 6002 - 10,0 - 215 100 215 28 46 25 25 (5) 10
R
D1
L
c
L2
D2 D
D2
c
D1
L
D
s
R
Zincatura a caldo UNI EN ISO 1461
8.1 ANCORANTE SPECIALE PER IL RIBALTAMENTO
DEI PANNELLI (CON UN NASELLO)
A volte, con una lunghezza dancorante maggiore di quella minima, si pu
ridurre lo spessore nel quale inserito lancorante, purch sia disponibile
unarea rettangolare di diusione non minore di quella riportata nelle tabelle
seguenti.
Ancoranti a piastra
95
R
-
S
Y
S
T
E
M
D2
9 ANCORANTI A PIASTRA SENZA FERRI AGGIUNTIVI
9.1 ANCORANTI A PIASTRA CON FERRI AGGIUNTIVI
Quando lo spessore ridotto, su un ancorante corto si pu innestare una
piastra che, con la sua rigidezza, sia in grado di creare un cono di resistenza
su ciente.
Gli ancoranti a piastra senza ferri aggiuntivi si possono usare solo con
calcestruzzi di resistenza elevata, cio con R
ckj
40 N/mm
2
. Sono disponibili
in 3 portate, precisamente 25, 50 e 100 kN.
Il dimensionamento a taglio delle barre si eettua cos: in caso di resistenze
ridotte, ma con R
ckj
30N/mm
2
e comunque per ogni L eettivo, si pu
a dare lancoraggio a 4 barre aggiuntive, posizionate sopra le piastre.
A P
kN
R
k
0 N/
2

k
0,2 6 kN/
2


L

6010 - 2,5 25 70x70 5,5 12
6010 - 5,0 50 90x90 (5,5) (6,5) 11,00
6010 - 10,0 100 90x90 (11,5)
L
a
b
a

=

b
L
10
10
Le altezze effettive tra parentesi non possono essere utilizzate senza armatura aggiuntiva.
P
kN
A



2


L

25 0,625 10 30
50 1,250 12 40
100 2,500 18 50
96
Zincatura elettrolitica 12 m
C A P
kN
L


L1


L2



D

0,5
D1

1


2
R

C

N
0301006001 0301055001 6010 - 2,5 - 55 25 55 66 29 11 14 26 70 x70 x6 37 50
0301006002 0301055002 6010 - 2,5 - 120 25 120 131 94 11 14 26 70 x70 x6 37 25
0301006003 0301055003 6010 - 5,0 - 55 50 55 70 23 15 20 36 9 0 x9 0 x8 47 25
0301006004 0301055004 6010 - 5,0- 65 50 65 80 33 15 20 36 9 0 x9 0 x8 47 25
0301006005 0301055005 6010 - 5,0 - 110 50 110 125 78 15 20 36 9 0 x9 0 x8 47 20
0301006007 0301055006 6010 - 10,0 - 115 100 115 130 71 15 28 46 9 0 x9 0 x10 59 10
0301086001 0301055008 6010 - 7,5 - 160 75 160 175 116 15 25 46 9 0 x9 0 x10 59 10
s
L
D1
ax b
R
D
L2
L1
t
97
R
-
S
Y
S
T
E
M
10 GUAINE PER IL POSIZIONAMENTO DELLANCORANTE
Il posizionamento dellancorante deve essere eettuato con le rispettive
guaine a incavo. A parte poche eccezioni, gli ancoranti di sollevamento
a testa sferica vengono montati con guaine semisferiche. Le guaine
coprono diverse funzioni: tra le altre, consentono il sollevamento con tiri
obliqui senza che siano necessarie riduzioni, ed evitano la necessit di
inserire snodi di diversa portata.
Le guaine a incavo sono di diverso diametro in funzione delle dierenti
portate, che sono impresse sulla faccia superiore della guaina stessa.
Le guaine in gomma di forma rotonda sono adatte per tutti i tipi di
elementi prefabbricati. Si possono usare anche nei getti di calcestruzzo
caldi o riscaldati no a 120 C.
10.1 GUAINE IN GOMMA CIRCOLARI
R
d
R
d
C A
kN

1
R
1
C

0301010001 6140 - 1,0/1,3 10/13 10 30 1
0301010002 6140 - 1,5/2,5 15/25 14 37 1
0301010003 6140 - 3,0/5,0 30/50 20 47 1
0301010005 6140 - 8,0/10,0 80/100 28 59 1
0301010007 6140 - 16,0/20,0 160/200 39 80 1
0301010008 *6140 - 32,0 320 50 107 1
* Articolo a richiesta
Guaina in gomma circolare completa
C A
kN

1
R
1
C

0301014001 6139 - 1,0/1,3 10/13 10 30 1
0301014002 6139 - 1,5/2,5 15/25 14 37 1
0301014003 6139 - 3,0/5,0 30/50 20 47 1
0301014005 6139 - 8,0/10,0 80/100 28 59 1
0301014007 6139 - 16,0/20,0 160/200 39 80 1
0301014008 *6139 - 32,0 320 50 107 1
* Articolo a richiesta
Guaina in gomma circolare
98
10.1.1 GUAINE IN GOMMA SAGOMATE
Le guaine in gomma sagomate sono adatte per gli elementi prefabbricati
sottili, come le guaine in gomma circolari, e possono essere utilizzate
anche per i getti di calcestruzzo caldi o riscaldati no a 120 C.
C A
kN

1
R
1

1

1
C

0301012001 6138 - 1,0/1,3 10/13 10 30 42 34 1
0301012002 6138 - 1,5/2,5 15/25 14 37 52 43 1
0301012003 6138 - 3,0/5,0 30/50 20 47 69 58 1
0301012005 6138 - 8,0/10,0 80/100 28 59 85 78 1
0301012007 6138 - 16,0/20,0 160/200 39 80 124 116 1
C A
kN

1
R
1

1

1
C

0301013001 6137 - 1,0/1,3 10/13 10 30 42 34 1
0301013002 6137 - 1,5/2,5 15/25 14 37 52 43 1
0301013003 6137 - 3,0/5,0 30/50 20 47 69 58 1
0301013005 6137 - 8,0/10,0 80/100 28 59 85 78 1
0301013007 6137 - 16,0/20,0 160/200 39 80 124 116 1
R
o
n
d
d
R
o
n
Guaina in gomma sagomata completa
Corpo in gomma sagomato
La guaina in gomma deve essere sistemata sopra la testa dellancorante.
Lancorante di sollevamento si pu inserire con la guaina in gomma anche
dallalto, direttamente nel calcestruzzo fresco (con lavorabilit S4).
RIMOZIONE DELLE GUAINE IN GOMMA
Le guaine in gomma sono dotate di due fori. Per estrarre la guaina dal
calcestruzzo indurito, nei fori vengono inserite barre di rinforzo. La guaina
viene quindi estratta facendo leva.
10.1.2 MONTAGGIO DELLE GUAINE IN GOMMA
99
R
-
S
Y
S
T
E
M
10.2 GUAINA CONICA IN ACCIAIO PER TUBI
La guaina in acciaio per tubi con cono interno dimensionata in modo da
garantire il ssaggio corretto degli ancoranti di sollevamento a testa sferica.
La testa dellancorante di sollevamento e la piastrina di acciaio con fori a letta-
tura interna per il ssaggio allo stampo devono essere sistemate tra i due
semiconi interni. Cos assemblato, il cono interno viene quindi inserito nella
guaina in acciaio. La guaina in acciaio pu essere ssata al cassero con una vite
standard. Le misure del letto sono riportate nella tabella. Se si usa un cassero
dacciaio, la guaina pu anche essere ssata a un coperchio di chiusura.
In questo caso, il vantaggio che la guaina pu essere estratta prima della
rimozione dello stampo.
Guaina conica in acciaio per tubi
C A
kN



1
R
1
M
1
C

0301063001 6144 - 1,0/1,3 10/13 10 11 30 8 1
0301063002 6144 - 1,5/2,5 15/25 11 15 37 10 1
0301063003 6144 - 3,0/5,0 30/50 15 21 47 12 1
0301063005 6144 - 6,0/ 7,5 60/ 75 15 25 59 16 1
0301063007 6144 - 8,0/10,0 80/100 15 29 59 16 1
0301063005 6144 - 12,0/15,0 120/150 15 36 80 16 1
0301063007 6144 - 16,0/20,0 160/200 15 41 80 16 1
R
M
s
d
100
10.3 GUAINA CONICA IN ACCIAIO CON RIDUTTORE IN GOMMA
Talvolta necessario liberare lancorante di sollevamento a testa sferica
da una guaina non accessibile. Ci avviene quando un elemento
prefabbricato deve essere capovolto dopo la rimozione dello stampo.
In questo caso, gli ancoranti a testa sferica sono utilizzabili soltanto dopo
aver concluso le operazioni di ribaltamento.
A questo scopo, o per usi simili, necessaria una guaina in acciaio con
riduttore in gomma. Lancorante di sollevamento a testa sferica viene
sistemato con la testa nella cavit interna alla guaina e bloccato in
posizione da un riduttore in gomma.
Se la guaina in acciaio viene usata per il montaggio in orizzontale di
un ancorante di sollevamento, si devono prendere misure per evitare
che lancorante di sollevamento si sganci inavvertitamente durante la
vibrazione (per esempio, ssando lancorante allarmatura o bloccandolo
con distanziatori).
Guaina in acciaio circolare
Riduttore in neoprene per guaina in acciaio

C A
kN


R
1
M
1
C

0301019001 6150 - 1,0/1,3 10/13 10 30 8 1
0301019002 6150 - 1,5/2,5 15/25 11 37 12 1
0301019003 6150 - 3,0/5,0 30/50 15 47 12 1
C A P
kN
D
1
C

0301003001 6151 - 1,0/1,3 10/13 10 100
0301003002 6151 - 1,5/2,5 15/25 14 100
0301003003 6151 - 3,0/5,0 30/50 20 100
101
R
-
S
Y
S
T
E
M
10.4 GUAINE A PERDERE
10.4.1 GUAINE A PERDERE NORMALI (ART. 6101)
10.4.2 GUAINE A PERDERE RS (ART. 6100)
In alcuni casi, per il posizionamento degli ancoranti, pu risultare pi
conveniente lutilizzo delle guaine a perdere.
Le guaine a perdere, di forma semi sferica, sono adatte per tutti i tipi di
elementi prefabbricati. Sono particolarmente apprezzate per il risultato
pratico (pulizia dellincavo). Il coperchio in dotazione pu essere riutilizzato
per la chiusura degli incavi a vista dei pilastri.
Sono disponibili in due versioni e utilizzabili per ancoranti da 25, 40, 50 kN.
Le guaine a perdere RS hanno una particolare forma semisferica a due
raggi e sono adatte ai pannelli prefabbricati che devono essere ribaltati al
momento dello scassero (lato ribaltamento).
Sono disponibili in due versioni per ancoranti da ribaltamento (Art. 6003
RS); il coperchio riutilizzabile.
Guaine a perdere
Guaine a perdere R-System
C A P
kN
D A
1
D
1
C

0301085001 6101 - 1,5/2,5 25 79 16 200
0301085002 6101 - 3,0/5,0 50 99 22 150
0301085003 6101 - 7,5 75 119 27 100
0301085004 6101 - 10,0 100 119 30 100
C A P
kN
D A
1
D
1
D C D
1
C

0301084001 6100 - 1,5/2,5 RS 25 85 79 21x16 200
0301084002 6100 - 3,0/5,0 RS 50 100 99 28x22 150
A
B
A
C
B D
102
10.4.3 MONTAGGIO DELLE GUAINE A PERDERE
10.4.4 RIMOZIONE DEL COPERCHIO DELLE GUAINE A PERDERE
Le guaine a perdere sono state studiate per facilitare lutilizzatore.
Si consiglia di montare il coperchio sulla calotta sferica, tenendo ferma la
guaina con una mano; premere con la testa dellancorante in posizione
obliqua, sulle alette preposte nella parte sferica. Quando la testa
dellancorante avr oltrepassato il foro di ingresso, vericare che le alette
siano tornate elasticamente nella posizione originale. Se cos non fosse,
baster ritrarre leggermente lancorante e si otterr il ritorno delle alette.
Per bloccare la testa dellancorante, baster premere con forza contro il
coperchio. Nel caso delle guaine a perdere per il ribaltamento, inserire
il nasello nella sede preposta della guaina. Con le guaine a perdere
possibile linserimento degli ancoranti direttamente nel calcestruzzo
fresco (con lavorabilit S4).
Il coperchio stato progettato per trattenere saldamente gli ancoranti
nella loro sede; consigliabile il suo utilizzo anche per la chiusura estetica
degli ancoranti a vista (per esempio nei pilastri).
Lestradosso del coperchio presenta una scanalatura; per rimuovere il
coperchio allo scassero, basta far leva con un cacciavite, o un altro perno
piatto e rigido, nella sede predisposta.
103
R
-
S
Y
S
T
E
M
11 ISTRUZIONI OPERATIVE PER LA TESTA SFERICA UNIVERSALE
La testa sferica universale deve essere usata come esposto nelle presenti
istruzioni operative insieme alle istruzioni di montaggio.
Il sistema completo certicato solo se composto dalla testa sferica
universale e dagli ancoranti di sollevamento a testa sferica R-System; non
ammesso un uso diverso (per esempio, con ancoranti non originali
R-System).
La testa sferica universale comandata manualmente e viene fornita nelle
versioni riportate nella seguente tabella.
b
a
g
12-20T
c
l
m
h
Gruppo di portata
e marchiatura CE
t
1A
N di lotto
Testa sferica universale
* Articolo a richiesta
C A

kN


C

0301004012 6102 - 1,0/1,3 10/13 44 74 20 70 11,5 0,5 192 6,5 12 1
0301004013 6102 - 1,5/2,5 15/25 56 88 25 85 16 0,5 233 9 14 1
0301004010 6102 - 3,0/5,0 30/50 68 118 37 88 21,75 0,75 283 10 16 1
0301004014 6102 - 6,0/10,0 60/100 82 160 50 112 30 1 397 14 26 1
0301004015 6102 - 12,0/20,0 120/200 113 191 75 135 42,5 1,5 522 21 30 1
0301004016 6102* - 32,0 320 - - - - - - - - 1
104
11.1 MARCATURA DI IDENTIFICAZIONE DELLA TESTA
SFERICA UNIVERSALE
11.2 CONTROLLO PERIODICO DELLA TESTA SFERICA
UNIVERSALE
Ogni testa sferica universale identicata dalla marcatura. La parte frontale
della chiusura di sicurezza contraddistinta dal nome del produttore; sulla
parte posteriore sono indicati la portata e il simbolo di funzionamento.
La sfera contrassegnata dal gruppo di carico, dal numero di serie o lotto
identicativo. La testa sferica universale pu essere usata con tutti gli
ancoranti di sollevamento R-System riportati in questo volume.
Lutilizzatore responsabile a nch le teste sferiche universali siano
utilizzate soltanto dopo essere state adeguatamente controllate.
Lutilizzatore deve garantire un controllo annuale delle teste sferiche
universali da parte di personale dipendente qualicato, che annoter i dati
su appositi registri.
molto importante che sia rilevata non solo qualsiasi forma di danno, ma
anche il livello di usura.
Se i valori limite riportati nella tabella vengono superati nel caso di h, o
sono inferiori nel caso di m e di c, la testa sferica universale deve essere
immediatamente sostituita.


kN
M


M


M


1,0/1,3 13,0 5,5 14,0
1,5/2,5 18,0 6,0 17,5
3,0/5,0 25,0 8,0 28,0
6,0/10,0 32,0 12,0 36,0
12,0/20,0 46,0 18,0 56,0
32,0 58,0 24,0 80,0
c
m
h
12-20T
1
2
-
2
0
T
Gruppo di portata
Logo
Prodottore
(Ruredil)
105
R
-
S
Y
S
T
E
M
11.3 FUNZIONAMENTO DELLA TESTA SFERICA UNIVERSALE
In generale, devono essere applicate le misure di sicurezza vigenti,
soprattutto quelle relative alluso di gru e attrezzature di sollevamento.
Accoppiamento
Per accoppiare la testa sferica universale con lancorante, la sfera deve
essere inserita con lapertura rivolta verso il basso. Il dente di innesto della
sfera viene quindi ruotato verso il basso.
La testa sferica universale si sistema nella cavit ed quindi pronta alluso.
Con la testa universale, qualsiasi movimento di ribaltamento, capo-
volgimento e rotazione consentito e completamente sicuro.
Nel sollevamento con tiro inclinato (fgura A e C), qualsiasi posizione
della chiusura di sicurezza consentita. Tuttavia, se si deve eettuare un
ribaltamento, la chiusura di sicurezza deve essere nella posizione corretta
(fgura B).
Grazie al contrappeso della chiusura di sicurezza, la sfera si mantiene
sempre nella posizione corretta.
Sblocco
Per sbloccare, basta abbassare il gancio di carico e la sfera si solleva ed esce.
A
B
C
106
PANNELLO VERTICALE
1. DATI
A) calcestruzzo allo scassero, R
ckj
15 N/mm
2
;
B) calcestruzzo in fase di movimentazione, R
ckj
30 N/mm
2
;
C) sponde e separatori asportabili;
D) peso proprio = 100 kN.
2. TIRO
A) fase di scassero, con bilancino e ribaltamento;
B) fase di movimentazione, funi inclinate a 45 sulla verticale.
3. SOLLEVATORI
A) fase di scassero, carroponte su rotaie;
B) fase di movimentazione, gru da prefabbricato su stabilizzatori.
4. DIMENSIONAMENTO FASE DI SCASSERO
A) verifica azioni dinamiche
= i x d = 1x1,5 = 1,5 1,5 (t)
verificata la condizione t
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2
si adottano pertanto n. 2 ancoranti articolo 6003 - 5,0 RS

5. DIMENSIONAMENTO FASE DI MOVIMENTAZIONE
A) verifica azioni dinamiche (rif. punto 2.3)
= i x d = 1,3x1,15 = 1,5 1,5 ( t)
verificata la condizione t
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2
sono confermati gli ancoranti fase di scassero lato lungo;
si adottano per la verticalizzazione, lato corto,
n. 2 ancoranti articolo 6000 - 5,0 - 240.
Esempi di calcolo
2
0
800
250
250
20
800
ART. 6003 - 5,0 - RS
ART . 6000 - 5,0 - 240
RIBALTAMENTO E SCASSERO
MOVIMENTAZIONE
ANCORANTE PER RIBALTAMENTO
ANCORANTE A RISALTO
107
R
-
S
Y
S
T
E
M
1. DATI
A) calcestruzzo allo scassero, R
ckj
15 N/mm
2
;
B) calcestruzzo in fase di movimentazione, R
ckj
30 N/mm
2
;
C) sponde e separatori asportabili;
D) peso proprio PP = 100 kN.
2. TIRO
A) fase di scassero, funi inclinate a 45 sulla verticale;
B) fase di movimentazione, funi inclinate a 45 sulla verticale.
3. SOLLEVATORI
A) fase di scassero, carroponte su rotaie;
B) fase di movimentazione, gru da prefabbricato
su stabilizzatori.
4. DIMENSIONAMENTO FASE DI SCASSERO
A) verifica azioni dinamiche
= i x d = 1,3x1,15 = 1,5 1,5 ( t)
verificata la condizione t
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2
si adottano pertanto n. 2 ancoranti articolo 6000 - 5,0 - 240.

5. DIMENSIONAMENTO FASE DI MOVIMENTAZIONE
A) verifica azioni dinamiche
= i x d = 1,3x1,15 = 1,5 1,5 ( t)
verificata la condizione t
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 100 kN = 50 kN
2 2
sono confermati gli ancoranti della fase di scassero,
n. 2 ancoranti articolo 6000 - 5,0 - 240.
TRAVE C.A.P.
ART . 6000 - 5,0 - 240
SCASSERO E MOVIMENTAZIONE
ANCORANTE A RISALTO
1000
30
47
77
70
40
30
108
PANNELLO VERTICALE
1. DATI
A) calcestruzzo allo scassero, R
ckj
30 N/mm
2
;
B) sponde e separatori asportabili;
C) peso proprio PP = 44,3 kN.
2. TIRO
A) fase di scassero, funi inclinate a 15 sulla verticale uguali e
indipendenti;
B) fase di movimentazione, funi convergenti con piastra a triangolo
inclinate a 45 sulla verticale.
3. SOLLEVATORI
A) fase di scassero, doppio carroponte su rotaie;
B) fase di movimentazione, gru da prefabbricato su stabilizzatori.
4. DIMENSIONAMENTO FASE DI SCASSERO
A) verifica azioni dinamiche
= i x d = 1,03x1,46 = 1,5 1,5 (t)
verificata la condizione t si assume
B) determinazione portata nominale
Pn = PP = 44,3 kN = 11 kN
4 4
si adottano pertanto n. 4 ancoranti articolo
6000 - 1,30 - 120

5. DIMENSIONAMENTO FASE DI MOVIMENTAZIONE
A) verifica azioni dinamiche
= i x d = 1,3x1,15 = 1,5 1,5 (t)
essendo verificata la condizione t
B) Determinazione portata nominale
Pn = PP = 44,3 kN = 11 kN
4 4
sono confermati gli ancoranti articolo 6000 - 1,3 - 120.
Esempi di calcolo
ART. 6000 - 1.3 - 120
SCASSERO
ANCORANTE A RISALTO
1000
200
40
MOVIMENTAZIONE
piastra
a triangolo
109
Sistema di sollevamento a boccola lettata
SISTEMI DI SOLLEVAMENTO
ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
Boccola
Il sistema a boccola filettata offre la soluzione pratica e razionale
al problema del sollevamento, trasporto e montaggio di strutture
prefabbricate in C.A. costituito dallabbinamento di elementi a perdere
(boccole) con elementi recuperabili (viti di sollevamento a funi flessibili).
La portata nominale specificata nella Tab. 1 si riferisce al tiro assiale. Quando
si adoperano funi con angolo di inclinazione sulla verticale necessario
applicare i coefficienti dincremento in funzione dellangolo cos come
specificato nella Tab. 2.
A. Boccola
costituita da una barra di acciaio, tornita con filettatura interna a passo
metrico e viene fornita zincata elettroliticamente con spessore 7 .
Allestremit chiusa praticato un foro passante per linserimento di una
barra ad aderenza migliorata che ha la funzione di ancorare la boccola al
calcestruzzo. Il coefficiente di sicurezza a rottura 3.
1 CHE COS KAPTOR?
Sistema a boccola
Sistema di sollevamento a boccola lettata
DESCRIZIONE DEL PRODOTTO
110
Codice Tipo
(M)
Tab. Ferri
Feb 44 K(*)
(mm)
Aggiuntivi
L (mm)
Portata
KN
D
(mm)
+ 0/- 0,2
D1
(mm)
0,2
L
(mm)
+ 0,5/-1
L1
(mm)
1
L2
(mm)
0,5/-1
Conf.
(Nr pezzi)
0317011001 M10 6 600 5 14 8 50 20 40 300
0317011002 M12 8 800 10 20 11 60 30 43 100
0317011003 M16 10 1000 20 25 13 70 30 52 100
0317011004 M20 12 1200 30 30 15 80 35 58 50
0317011005 M24 14 1400 40 35 19 95 40 65 50
0317011006 M30 16 1600 50 42 21 105 40 71 25
(*) Per Cls con Rckj 20 N/mm2 - Materiale: 11 S Mn Pb 37/S355J243
111
B
O
C
C
O
L
A

R
U
R
B. Vite a fune flessibile
La fune costituita da fili dacciaio armonico, formanti la fune disposta ad asola,
con resistenza a trazione non inferiore a 1600 N/mm
2
. Il coefficiente di sicurezza,
in considerazione degli impieghi ripetuti si assume 5 rispetto alla rottura.
C. Tappi per boccole
Tappi a tenuta che, inseriti nel foro della parte filettata della boccola,
impediscono a corpi estranei di intasare la parte destinata allavvitamento.
Vanno predisposti prima del getto.
Codice Tipo Descrizione articolo (mm)
+ 0,5
Confezioni
(Nr pezzi)
0317030010 Tappi per boccole M10 8,5 100
0317030020 Tappi per boccole M12 10,5 100
0317030030 Tappi per boccole M16 14 100
0317030040 Tappi per boccole M20 17,5 100
0317030050 Tappi per boccole M24 21 100
0317030060 Tappi per boccole M30 27 100
Codice Tipo Portata Fune
KN
A
(mm)
+ 4%/- 1%
B
(mm)
circa
(mm)
circa
0317030010 M10 5 8 380 140
0317030020 M12 10 10 400 140
0317030030 M16 20 10 400 140
0317030040 M20 30 12 470 155
0317030050 M24 40 14 520 180
0317030060 M30 50 16 570 200
Tab. 1
112 1122222 112
Travi, pilastri, tegole e pareti;
velette;
manufatti speciali.
1. Avvitamento
Il perno filettato inserito nella vite a fune flessibile deve essere
completamente avvitato nella boccola; se ci non avviene, la boccola
subisce sollecitazioni combinate non previste nel suo dimensionamento.
Qualora, a causa di utilizzo errato (es. tiro inclinato e avvitamento
incompleto delle viti nelle boccole) il perno filettato risultasse piegato, si
prescrive la sostituzione immediata della vite a fune flessibile.
2. Fune flessibile
vietato lutilizzo di funi che si presentino anche soltanto parzialmente
sfilacciate. Non utilizzare la vite a fune flessibile cui sia stata asportata la
redance che ha lo scopo di evitare alla fune curvature incompatibili con il
materiale con cui stata realizzata.
3. Angolo di inclinazione delle funi di sollevamento
In una sospensione a 2 funi accertarsi che langolo di sollevamento sulla
verticale di tiro non sia > 45. Nel caso di sollevamento con tiri inclinati
necessario assumere dei coefficienti K di incremento del tiro in funzione
dellangolo di inclinazione delle fun rispetto alla verticale (vedi tab. 2).
4. Posizionamento delle boccole
Si raccomanda, per posizionare le boccole nel manufatto, di non ricorrere
assolutamente alla saldatura. La saldatura d luogo ad un trattamento
termico che riduce in maniera sostanziale le caratteristiche di resistenza
del materiale.
Le boccole devono risultare perpendicolari alla superficie del manufatto,
verificando che il calcestruzzo non impedisca il completo avvitamento
della vite a fune flessibile sulla boccola.
(*) Ferro aggiuntivo


15 30 45
1,1 1,1 1,7 2
Coefficienti di incremento
del tiro K in funzione
dellangolo di inclinazione
( ) delle funi sulla verticale.
Sistema a boccola
Sistema di collegamento a boccola lettata
RACCOMANDAZIONI PER IL SOLLEVAMENTO
E LA MOVIMENTAZIONE CON IL SISTEMA A BOCCOLA
FILETTATA RUREDIL
APPLICAZIONI TIPO
113
Sistema per pannelli a taglio termico
SISTEMI PER PANNELLI A TAGLIO TERMICO
Konnektor

ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
Konnektor un sistema brevettato che utilizza dispositivi di sostegno e di
connessione tra due strati liberamente dilatabili, per realizzare pannelli in
calcestruzzo a taglio termico e taglio strutturale.
I dispositivi di collegamento tra i due strati sono progettati per consentire
la realizzazione di pannelli senza limite di dimensione.
Konnektor consente la produzione di pannelli a taglio termico di varia
natura, alleggeriti, aerati e ventilati (Isocore).
Konnektor
Sistema per pannelli a taglio termico
CHE COS KONNEKTOR?
SSSSSSSSSSSSSSSSSSiiiiiiiissssssssssssstttttteeeeeeeeeeeemmmmmmmmmmaaaaaaaaaaaaaaa ppppppppppppppeeeeeeeeeeeeeeerrrrrrrrrrrrrr pppppppppppppppaaaaaaaaaaaaaaannnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnneeeeeeeeeelllllllllllllllllllllllllllliiiiiiiiiiiiii aaaaaaaaaaaaaaa tttttttttttttttaaaaaaaaaaaaaaagggggggggggggggllllllllllllliiiiiiiiiiiiioooooooooooooo tttttttttttttteeeeeeeeeeeeeerrrrrrrrrrrrrrmmmmmmmmmmmmmmiiiiiiiiiiiiicccccccccccccoooooooooooooo
I sostegni, vincolati allo strato portante, sostengono il peso dello strato
portato in modo isostatico, senza impedire le dilatazioni/contrazioni
termiche dello strato appeso. Sono realizzati con un perno 40 mm in
acciaio zincato, che si ancora nello strato portante e sostiene il carico dello
strato appeso.
Alla base di tali sostegni, opportunamente sagomati, applicato un pro-
lato metallico (di seguito chiamato guida) che ha la funzione di ripartire
il carico e di ssarsi alla rete di armatura dello strato appeso, tenendo il
sostegno nella posizione corretta durante la fase di getto (Fig. 1).
DISPOSITIVI DI SOSTEGNO
Fig. 1
Il sostegno viene ssato alla rete di armatura dello strato appeso
114
115
K
O
N
N
E
K
T
O
R
Quando la guida si riempie di calcestruzzo, il sostegno realizza una cer-
niera (sostegno fsso); se invece si inserisce unopportuna spugna nella
guida prima del getto, il sostegno diventa un carrello che si pu spostare
no a 8 mm (sostegno scorrevole).
Il prolo che funge da guida al sostegno scorrevole rivestito interamente
in teon, materiale che permette di annullare gli attriti interni, garantendo
in ogni situazione gli scorrimenti tra gli strati.
In corrispondenza del perno occorre ridurre lo spessore dellisolante, rica-
vando un cilindro di almeno 12 cm di diametro entro cui posizionata la
molla di frettaggio.
Come riassunto in tabella 1, lo spessore di isolante nellarea intorno al
sostegno pu essere al massimo di 4 cm, compatibilmente alla portata
necessaria e alla resistenza del calcestruzzo.
Specie per i pannelli verticali, i quali, una volta basculati, scaricano sul solo
sostegno sso tutto il peso dello strato esterno, occorre poter sfruttare al
massimo la portata del sostegno, andando quindi a ridurre no a 1 cm.
Utilizzando di norma isolanti di spessore superiore a 4 cm, occorre sempre
operare una riduzione come mostrato nelle fgure 2 e 3, a seconda se ci si
trova in assenza o presenza di armature.
Nelle fasi di sformatura, stoccaggio e trasporto, tutti i pannelli sono sem-
pre considerati orizzontali; proprio nella fase di sformatura, caratterizzata
da una ridotta resistenza del calcestruzzo, occorre stabilire il numero di
sostegni e lo spessore dellisolante in corrispondenza ad ogni sostegno.
Il numero di sostegni viene stabilito in funzione del peso da sostenere e
quindi dalle dimensioni del pannello e dallo spessore dello strato appeso.
In fgura 4 si riassumono indicativamente i casi che possiamo riscontrare.
PN = PORTATA NOMINALE SOSTEGNO (KN)
spessore
isolante
s (cm)
Rckj (N/mmq)
10 15 20 25 30
1 19 29 38 48 48
2 14 22 29 36 36
3 12 18 24 30 30
4 10 15 20 25 25
Fig. 3


1
5

c
m
Fig. 2 e 3
Riduzione dellisolante in corrispondenza dei sostegni. La riduzione
dellisolante, ed eventualmente dellalleggerimento, deve essere tale da
consentire il completo sviluppo del carico di difusione a 45 nello strato
portante a partire dal piatto della molla di frettaggio, con leccezione dei
casi in cui il sostegno ricada in un cordolo armato.
Fig. 4
In un pannello di ridotte dimensioni
il solo sostegno fsso deve essere
esattamente baricentrico. Per evitare
efetti torsionali in fase di
movimentazione, opportuno
aggiungere ad unestremit una doppia
forcina incrociata o utilizzare
le connessioni continue.
In pannelli con due sostegni, questi
vengono posizionati in corrispondenza
di cordoli trasversali a una distanza
dal bordo compresa tra 0,2 e 0,25 L.
In pannelli orizzontali lunghi il sostegno
fsso viene previsto baricentrico e i due
scorrevoli sono disposti a una distanza
dal bordo compresa tra 0,1 e 0,25 L.
consigliabile, in caso di pannelli
verticali, posizionare F alla base o in testa.
Fig. 2
Tab. 1
max
10
s
6
12 cm
50 cm
115
E
K
T
O
R
Si prevede di dare una tipologia di connessioni perimetrali che viene
posta in opera dopo la posa dellisolante (C10 e Forcine) e una seconda
tipologia, alternativa alla precedente, che viene posta in opera prima del
getto dello strato appeso, simultaneamente ai dispositivi di sostegno
(connessioni continue).
La scelta viene fatta in funzione del metodo produttivo e del tempo di
presa del calcestruzzo.
Tutte le tipologie di connessioni perimetrali sono in acciaio inox ed evi-
tano che lo strato portante si distacchi da quello portato, lasciandoli al
contempo liberi e indipendenti di dilatarsi o contrarsi.
Quando il pannello viene prodotto su tavoli ribaltabili le connessioni
tengono collegati i 2 strati nelle movimentazioni delle fasi di stoccaggio,
trasporto e montaggio, resistendo in opera alla depressione del vento.
Se invece il pannello viene prodotto su pianali ssi, alle connessioni a -
dato anche il peso diretto dello strato portato nella fase di ribaltamento.
Volendo utilizzare il metodo tradizionale, inserendo le connessioni dopo
la posa dellisolante, la portata nominale dei connettori C10 e Forcine
in funzione della resistenza del calcestruzzo ed riportata nella tabella 2.
A dierenza delle forcine, i C10 sono stati realizzati con funi di acciaio inox
composte da li di piccolissimo diametro, che si piegano senza snervarsi
ancorandosi e cacemente nel calcestruzzo fresco. Nelle gure seguenti
viene mostrata la procedura di inserimento dei C10.
Konnektor
DISPOSITIVI DI CONNESSIONE
Cls
Rcj
(N/mm
2
)
sostenibile
kN
m
2
sostenibili
per spessore
6 cm
per spessore
7 cm
10 1,50 1,00 0,86
15 2,25 1,50 1,30
20 3,00 2,00 1,72
25 3,75 2,50 2,15
30 4,50 3,00 2,60
Fig. 6
Il tubolare di polistirolo funge da dima per dare lesatta penetrazione dei 2
terminali della fune nel calcestruzzo.
Tab. 2
Fig. 5
Nella fase di inserimento del connettore Il tubolare appuntito viene inserito
nellisolante. Successivamente la fune viene spinta fno a fne corsa, con le 2
estremit che si inseriscono nel calcestruzzo fresco.
116
K
O
N
N
E
K
T
O
R
Per prima cosa il connettore C10 viene accoppiato al distanziatore di poli-
stirolo, la cui altezza viene determinata in funzione dello spessore delliso-
lante per garantire una distanza ssa di 10 cm tra i due ancoraggi.
Successivamente le due estremit della fune vengono piegate manual-
mente (v. sequenza fotograca).
I connettori C10 consentono uno spostamento relativo tra i due strati di
circa 1 cm.
Le forcine vengono pi semplicemente spinte nellisolante dallalto, no
ad arrivare sul fondo del cassero o allo strato di nitura esterna.
Per svincolare la produzione dai tempi di presa del calcestruzzo garan-
tendo lo scassero del giorno successivo, si possono utilizzare connessioni
continue a C e zigrinata, vedi Fig. 7. Sono elementi di 2 metri di lun-
ghezza, in acciaio inox, tali da mantenere elevata la duttilit, come viene
certicato da prove in laboratorio eettuate presso lITC - CNR di Milano.
Si prevede di avere una connessione ogni 50 cm su tutto il perimetro ed
eventualmente nel cordolo centrale per pannelli di larghezza superiore
a 2,50 metri.
Le connessioni vengono posizionate ssandole alla rete elettrosaldata
dello strato appeso (Fig. 8). La scelta del tipo di connessione continua da
utilizzare viene dettata dalla tipologia di armatura o dalla sagoma della
sponda del cassero; il loro comportamento ai ni dello scassero comun-
que lo stesso.
Fig. 7 Connessioni continue a C e Zigrinata.
6
4
6
4
6,2
6,2
R
5
120 120
5
0
60
1
8
0
450
25
R
5
R
2
0
1
8
0
6
4
6,2
6,2
distanziatore
rete elettrosaldata
rete elettrosaldata
graniglia
Fig. 8
Connettore
a trecce C10
117
E
K
T
O
R
117
PROGETTAZIONE DEI SOSTEGNI
PROGETTAZIONE DEI CONNETTORI PROGETTAZIONE DEI CONNETTORI
Fig. 9
II sostegno, inserito nella guida e ssato alla rete con 2 armature di
ripartizione, rimane perfettamente in verticale.
Fig. 10
Pannello verticale con portoncino, il cui telaio fa da sostegno sso.
Il pannello verticale in fase di stoccaggio orizzontale e, al
montaggio, viene ruotato di 90.
Fig. 11
Pagina tratta da software di calcolo U
Per stabilire il numero e il tipo di connessioni, in fase di progettazione
si fa riferimento a un programma di calcolo, certicato ICMQ, che viene
fornito gratuitamente e che consente, inoltre, la verica della trasmit-
tanza in funzione delle normative vigenti.
Nei pannelli orizzontali, il numero dei sostegni deciso dal peso dello
strato portante e dalla resistenza del calcestruzzo allatto dello sformo
(v. Tab. 1). I pannelli verticali sono scasserati, stoccati e trasportati come
fossero pannelli orizzontali, ripartendo cio il peso dello strato portato
su tutti i sostegni. Quando il pannello al montaggio viene ruotato di 90
per portarlo in verticale, tutto il peso dello strato portato nisce sul solo
sostegno sso che, ancorato in uno strato portante, ha ormai raggiunto
la sua resistenza nale. Il sostegno viene inserito in un volume di calce-
struzzo 20 cm, in una posizione coincidente con una nervatura. Se
in opera il sostegno non si inserisce in una nervatura sulla sua verticale
(come spesso succede nei pannelli verticali), occorre predisporre unar-
matura del volume del calcestruzzo costituita da 2 stae verticali 14
(Fig. 9). Per pannelli verticali molto alti pu essere necessario realizzare
lunico sostegno sso con 2 sostegni accostati.
A volte, per esempio quando ci sono dei portoncini inseriti nel pannello,
il collegamento di estremit tra i due strati si pu considerare punto sso e
sar possibile mettere un solo sostegno scorrevole.
La frequenza dei connettori ricavabile dalla tabella 2. Di questi, la
frequenza dei connettori C10 pu essere determinata assumendo la
resistenza caratteristica del calcestruzzo a maturazione avvenuta, e
interponendo tra 2 connettori C10 una forcina. Destinata nel pannello
in opera a snervarsi per le dilatazioni, sar comunque molto utile nelle
fasi iniziali di movimentazione con un calcestruzzo di ridotta resistenza.
Altre forcine vengono posizionate in corrispondenza di ancoranti per
ribaltamento, o spigoli conseguenti alla presenza di aperture o di risalti
nel pannello, che nella fase di sformo sono i punti pi sollecitati.
Le forcine H160 servono per spessori di isolante no a 6 cm; per spes-
sori superiori sono necessarie le forcine H200.
118
Konnektor
Criteri di progettazione
CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI
Riguardo la progettazione delle connessioni continue sar su ciente
calcolare il perimetro del pannello ed eventualmente la presenza di
aperture, per ricavare i metri lineari di connessione necessari.
In questo caso non sono necessari rinforzi in corrispondenza degli
ancoranti.
A titolo di esempio riportiamo a seguire 2 situazioni:
La normativa di riferimento per il calcolo della trasmittanza dei compo-
nenti per edilizia la UNI EN ISO 6946:2008.
Questo metodo di calcolo semplicato implementato nel software di
sistema che fornisce anche un metodo alternativo, qualora siano superati
i limiti di applicabilit del metodo semplicato.
Konnektor
Prestazioni termiche
Fig. 12
Posizionamento della connessione Zigrinata sul bordo del pannello.
Considerazioni
Il sistema Konnektor non richiede particolare resi-
stenza a compressione dellisolante se non quella
necessaria per resistere alla spinta del vento.
consentito quindi utilizzare anche gli isolanti pi
economici (se lisolante polistirene, con EPS 70).
sempre consigliato utilizzare lisolante in doppia
lastra sovrapposta per diminuire gli attriti tra i due
strati dovuti alle dilatazioni e, nello stesso tempo, per
chiudere i ponti termici tra lastre accostate.
Il vantaggio del taglio strutturale quello di evitare,
in presenza di diferenti temperature degli strati, che
il pannello si deformi incurvandosi. (Fig. 13)
Quando richiesto il controllo igrometrico deve verifcare
che non si formi una condensa allinterno del pannello,
per la quale potrebbe essere necessaria una barriera
a vapore.
I pannelli ventilati tipo ISOCORE

eliminano in inverno
le condense interne, lasciando la parete traspirante, e
destate non permettono che lirraggiamento solare
aumenti la temperatura interna.
Fig. 13
Il pannello senza taglio strutturale assume a ciclo giornaliero delle curvature spesso non accettabili,
mentre quello a taglio strutturale non soggetto a tali problematiche.
P P
K
O
N
N
E
K
T
O
R
119
PPPPPPPPrrrrrreeeeeeesssssstttttaaaaazzzzzzzziiiiiooooooooonnnnnnniiiiii tttttttttttteeeeeeeeerrrrrmmmmiiicccchhhheeee
E
K
T
O
R
119
Una volta approntato il cassero si posa la rete 5/15 dello strato
portato (es. 6 cm) su distanziatori da 3 cm (o, eventualmente, sullo
strato di graniglia gi gettato). I sostegni vanno posti in verticale e
ssati alla rete utilizzando i ferri aggiuntivi da inserire negli appositi
fori della guida. La guida deve essere sempre parallela al lato pi
lungo del pannello, indistintamente per pannelli orizzontali e
verticali e per ogni tipo di sostegno. 1
Se si utilizzano le connessioni continue, queste devono essere ssate
alla rete legandole in pi punti.
Si getta lo strato portato no al prolo superiore della guida, che
si trover cos a 6 cm. Se lo spessore dello strato appeso superiore
a 6 cm i distanziatori per la rete elettrosaldata andranno scelti di
conseguenza (esempio 7 cm = distanziatore da 4 cm). 2
Si posiziona lisolante su tutta la supercie, realizzando gli opportuni
fori e riduzioni in corrispondenza dei sostegni. 3
Si allestisce la gabbia darmatura completa di ancoranti
di sollevamento. 4
Per velocizzare le operazioni occorre preconfezionare la gabbia
darmatura (meglio se con lancorante gi posizionato).
Si inseriscono i connettori C10 e le forcine previste.
Tra le operazioni 3 e 5, utilizzando i connettori C10 e le forcine,
il calcestruzzo non deve iniziare la presa. 5
Si posa leventuale isolante di alleggerimento.
Si posa la rete dello strato portante. 6
Si completa il getto di calcestruzzo superiore, avendo cura di vibrare
ad ago o tramite vibronitrice, eettuando poi la staggiatura nale.
Scassero. Per pannelli di lunghezza superiore a 8 metri si consiglia
il ribaltamento tramite 4 ancoranti. 7
Stoccaggio. 8
Trasporto. 9 Montaggio.
In tutte queste fasi i pannelli devono essere appoggiati sul solo strato
portante. 10
Konnektor
Fasi operative
120
5
10 9 8 7 6
4 3 2 1
10
Konnektor
Disegni tecnici
1 SOSTEGNI (FISSO E SCORREVOLE)
2
2
0
1
1
0
6
0
5
0
Connettore C10
3 CONNETTORE C10
Codice Articolo Conf.
0318002001 Sostegno Fisso 6 pezzi
0318003001 Sostegno Scorrevole 6 pezzi
Materiali:
A: SOSTEGNO FISSO
- perno 40 mm ST 52.3 zincato
- prolo: Fe 37 zincato
- molla: C70 zincato
- zincatura elettrolitica
Norma UNI-ISO 2081
B: SOSTEGNO scorrevole
- riempimento in spugna sintetica
- PROFILO: Fe 37 con rivestimento
interno in Teon
H
Distanziatore
in polistirolo
2 DISTANZIATORE
K
O
N
N
E
K
T
O
R
121
7,5
9
120
25 35
72
40
1
6
5
1
4
,
5
50
3
5
120
Codice Articolo Conf.
0318051001 Distanziatore H 40 500 pezzi
0318051002 Distanziatore H 60 500 pezzi
0318051003 Distanziatore H 20 500 pezzi
Materiali:
- polistirolo d 25 kg/m
misure a richiesta
H = 20 / 40 / 60
Codice Articolo Conf.
0318052001 Connettore C10 500 pezzi
Materiali:
- fune AISI 316 3 mm
- tubolare in nylon + bra di vetro
Konnektor
Disegni tecnici
5 CONNESSIONI CONTINUE
2
3
8
2
3
8
5
0
0
1
9
8
0
5
0
0
5
0
0
Connessione Zigrinata
1
9
8
0
2
3
8
2
3
8
5
0
0
5
0
0
5
0
0
Forcina
H 160
Forcina
H 200
2,8 2,8
1
6
0
1
6
0
2
0
0
4 FORCINA Codice Articolo Conf.
0318004001 Forcina H 160 500 pezzi
0318031001 Forcina H 200 500 pezzi
Materiali:
- acciaio inox
Codice Articolo Conf.
0318055001 Connessione a C 40 metri
0318054001 Connessione Zigrinata 40 metri
0318054002 Connessione Zigrinata H 200 40 metri
Materiali:
- acciaio inox
122
Connessione a C
123
Sistema anticaduta a rapido innesto
SISTEMA DI SICUREZZA
ACCREDITATO
INSERTI QUALIT
Rurefast3
Sistema anticaduta a rapido innesto
Rurefast il sistema sviluppato e brevettato da Ruredil in ottemperanza alla
norma UNI EN 795/02. Rurefast costituito da semplici, e caci e pratici
inserti in plastica da annegare nel getto, che costituiscono il supporto della
linea salvavita da installare al momento del montaggio della struttura,
facilmente e in massima sicurezza.
Il sistema Rurefast ha ottenuto il marchio nel 1996 (n I/Ist. Masini/073/96)
e successivamente stato integrato con altri accessori migliorativi (Rurefast 2),
certicato nel 1999 (n 0068/ETI-DPI/033-99).
Oggi, con Rurefast3, certicato nel mese di luglio 2005, il sistema
diventa pi semplice e pratico grazie alla fune sintetica e al puntone.
Rurefast3 rappresenta il sistema di sicurezza per prevenire le cadute
dallalto, durante il montaggio di strutture prefabbricate, pi e cace e
diuso in Italia.
Rurefast3 composto da un elemento a perdere da annegare nel
calcestruzzo (Boccola 100) e da elementi recuperabili da assemblare al
montaggio. La linea orizzontale essibile si realizza collegando le aste ai
puntoni e tendendo manualmente la speciale fune sintetica.
Le direttive europee in materia di salute e sicurezza
sul lavoro hanno posto nuove problematiche che
il mondo della prefabbricazione ha dovuto
afrontare con soluzioni non sempre ottimali e,
spesso, non corrispondenti alle disposizioni di legge.
Dal 1996, con lintroduzione della D. Lgs. 494/96,
lattuazione delle prescrizioni minime in materia
di sicurezza durante le fasi di montaggio di manufatti
prefabbricati in quota un onere dovuto e non pi
una libera interpretazione.
La garanzia del dispositivo Rurefast3 presuppone
lutilizzo abbinato ed esclusivo di tutti
i componenti del sistema.
Labbinamento, anche parziale, di componenti
diversi non ammesso.
Riferimenti Legislativi Rurefast3:

D. Lgs. 475 del 04.12.1992


Attuazione della direttiva CEE 89/686
Dispositivi di Protezione Individuale.

UNI EN 795/02
Protezione contro le cadute
dallalto - Dispositivi di ancoraggio,
esigenze e prove.

D. Lgs. 494/96
Prescrizioni minime di sicurezza e di
salute da attuare nei cantieri temporanei
o mobili.

Lattestato di conformit stato


rilasciato in data 30/06/05 con
n 0068/ETI-DPI/051-2005 dallIstituto
Ricerche M. Masini di Rho.

un dispositivo anticaduta da
impiegare su linee orizzontali
essibili (classe C1) in accordo con
la direttiva CEE 89/686, e rientra
nel D.P.I.
di III categoria.
Brevettato da Ruredil, Rurefast3
particolarmente indicato per
i cantieri di montaggio di strutture
prefabbricate, dove generalmente
si monta la protezione prima
della posa in opera del manufatto.
124
Attestato di conformit Rurefast3
Nota informativa
1 Requisiti essenziali di salute e sicurezza
CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI
R
U
R
E
F
A
S
T
3
125
1.1 PRINCIPI DI PROGETTAZIONE
Rurefast3 un D.P.I. di terza categoria, progettato e fabbricato in ogni suo
componente in modo che il montatore possa svolgere normalmente la
propria attivit secondo quanto disposto da UNI EN 363/93, punto 5.1.
In particolare, possibile realizzare la linea di sicurezza senza le riduzioni di
pedonabilit dovute ai tiranti (funi di contrasto).
Rurefast3 integra il sistema Rurefast estendendone limpiego e, grazie alla
fune sintetica, facilita la messa in tensione e il montaggio della linea stessa.
Tutti i componenti del D.P.I. sono stati progettati in modo da non provocare
alcun fattore di rischio autogeno da contatto.
I materiali utilizzati garantiscono la massima efficacia.
Il D.P.I. progettato per poter essere utilizzato con il massimo comfort.
La linea di ancoraggio flessibile, alla quale il montatore pu agganciarsi a
mezzo di connettore, cordino e imbracatura (EN 363/93), grazie alle aste si
pone a 1 m rispetto al piano di calpestio; a questaltezza si possono, senza
pericolo e in massimo comfort, agganciare persone di ogni altezza.
Come specificato al punto 1.2, si sono utilizzati materiali con elevate
prestazioni, in grado di contenere al massimo le dimensioni e quindi i pesi
dei particolari componenti senza inficiare sulla solidit del D.P.I.
I particolari componenti del D.P.I. sono stati studiati per un uso simultaneo.
1.2 INNOCUIT
1.3 FATTORI DI COMFORT ED EFFICACIA
2 Requisiti supplementari
Tutti i componenti del D.P.I. sono studiati per essere facilmente regolabili,
montati e smontati con semplici operazioni manuali.
Essendo tutti i componenti del D.P.I. sottoposti a cicli di fatica, si prescrive la
loro sostituzione ogni 5 anni dalla data di produzione e/o inizio di utilizzo
ed compito dellutilizzatore tenere aggiornato lelenco degli accessori in
dotazione e prevedere la sostituzione degli stessi entro il limite previsto.
La data di produzione impressa chiaramente sugli accessori del D.P.I. La
manutenzione a verifica dei componenti del D.P.I. a carico dellutilizzatore
ed descritta nella nota informativa.
Il D.P.I. necessita di regolazioni (per esempio, la tensione della fune
orizzontale); le prescrizioni sono demandate al Progettista della Sicurezza.
Lutilizzatore finale deve essere debitamente informato. Per il programma di
calcolo della configurazione della linea anticaduta Rurefast3, vedere pag. 137.
Ogni regolazione e operazione di montaggio e smontaggio pu essere
realizzata facilmente a mano.
Il D.P.I. Rurefast3 dispone di una linea di ancoraggio flessibile; lutilizzatore
pu raccordarsi alla linea a mezzo di connettore, cordino e imbracatura,
secondo UNI EN 363/93.
126
2.2 D.P.I. SOGGETTI A INVECCHIAMENTO
2.3 D.P.I. DINTERVENTO IN SITUAZIONI ESTREME PERICOLOSE
2.1 D.P.I. DOTATI DI COMPONENTI REGOLABILI O AMOVIBILI
DA PARTE DELL

UTILIZZATORE
2.4 D.P.I. DOTATA DI COMPONENTI REGOLABILI O AMOVIBILI
DA PARTE DELL

UTILIZZATORE
2.5 D.P.I. RACCORDABILI A UN ALTRO DISPOSITIVO
COMPLEMENTARE ESTERNO AL D.P.I.
Nota informativa

3 Requisiti supplementari specici per i rischi da prevenire
CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI
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3
127
3.1 PREVENZIONE DELLE CADUTE DALLALTO
Questo requisito soddisfatto ampiamente dalle prove, superate e disposte
dalla UNI EN 795/02 (c/o Istituto M. Masini di Rho). necessario quindi
che lutilizzatore si agganci con un D.P.I. che soddisfi lo stesso requisito
(unimbracatura con cordino e connettore secondo UNI EN 363/93).
Si precisano alcune caratteristiche proprie del sistema:
a) Numero massimo di lavoratori collegabili
Si prevede che su ciascuna linea di sicurezza non possa essere colle-
gato pi di un montatore.
b) Esigenza di assorbitori di energia
fatto obbligo per lutilizzatore agganciarsi alla linea anticaduta
Rurefast3 con una imbracatura fornita di cordino con assorbitore o
dissipatore di energia terminale in grado di attivarsi affinch non siano
mai superati 6 kN di tiro istantaneo. Lassorbitore di energia dovr
essere marchiato e dovr fornire le indicazioni circa lallungamento
previsto sotto il carico di 6 kN.
Lallungamento dellassorbitore dovr essere dato dal fornitore dello
stesso secondo la norma che prescrive che tale allungamento non superi
1,75 metri. Leffettivo allungamento del dissipatore deve essere tenuto
in conto dal progettista della sicurezza.
c) Requisiti relativi alla distanza dal suolo
La distanza dal suolo dipende da un calcolo molto complesso che deve
tenere conto dei seguenti fattori:

Caduta libera
La massima caduta libera ammessa di 4 m, ottenuta come
somma della lunghezza del cordino (in cui stata inclusa la
lunghezza del dissipatore prima di essere attivato) e della
freccia della linea sotto il carico di 6 kN.
Il cordino normalizzato di 200 cm, ma in commercio ci sono cordini
da 150 cm e da 100 cm.

Tirante daria
La distanza tra lestradosso dellelemento su cui cammina
luomo ed il punto pi basso del suo corpo, quando cade,
viene chiamata tirante daria.
Si impone che la distanza tra lattacco del cordino allungato alla imbracatura
ed il terreno sia di 2,50 m, tenendo conto che si vuole per norma avere una
sicurezza di 100 cm tra i piedi ed il terreno. Il progettista della sicurezza,
calcolando la freccia sotto il carico di 6 kN, dovr vericare che il tirante
daria sia inferiore allaltezza dellestradosso trave:
H = f + l
c
+ l
d
+ 250 100 = f + l
c
+
d
+ 150 A
La distanza dal suolo minima non potr essere comunque inferiore a 4,50 m.
d) Forza massima applicabile in corrispondenza degli
ancoranti strutturali di estremit e intermedi
Sulle aste terminali cui applicata la fune di contrasto e il contrasto a
terra, la forza assiale massima di 15 kN. Per quanto riguarda invece gli
ancoraggi intermedi, cio le aste, la forza massima applicabile di 6 kN.
puntone
100
f
I
c
A= altezza estradosso
struttura
tirante
daria
H
150
*100
)400
6I
d
)175
fune sintetica
asta terminale
Per facilitare i nostri utilizzatori abbiamo prodotto
un programma di calcolo che consente di ottenere
la corretta confgurazione della linea Rurefast3 in
relazione ai dati di progetto. Questo programma
scaricabile dal sito internet (www.ruredil.it), oppure
pu essere richiesto su supporto CD a Ruredil S.p.A.
Tale programma destinato ai progettisti del
prefabbricato e/o al progettista della sicurezza;
le istruzioni dovranno essere riportate
nel piano di montaggio del prefabbricato.
N.B. I requisiti non citati non sono applicabili al D.P.I.
4 Prescrizioni per il progetto
Si consiglia, gi in fase di progettazione, di evidenziare il numero e la
posizione delle boccole nei manufatti, cos come si fa per i ganci di
sollevamento. Non sono possibili, con le azioni in gioco, deviazioni della
linea, ma occorre interrompere sicuramente agli angoli e ripartire a 90 con
una seconda linea. Lintervallo tra le aste determinato dal tirante daria,
dalla lunghezza della trave e dalla distanza dal suolo (v. programma di
calcolo su www.ruredil.it).
Per evitare insostenibili sollecitazioni allasta terminale, occorre prevedere il
contrasto a terra alla distanza di 1 m rispetto al piede dellasta.
Dal punto di vista del progetto, occorre considerare che una linea non si
pu spostare; meglio quindi evitare di posizionare le linee in asse alla
trave (v. fig. 4), per non ridurre ulteriormente la pedonabilit dello spazio
necessario al camminamento.
128
100 (15 variabile
10
min.
100 (15 variabile variabile
10
min.
Puntone
Boccola 100
Fune sintetica
Boccola 100
Asta
terminale
Fig. 2 Dettaglio schema di montaggio
Fig. 1 Schema di montaggio
Nota informativa
5 Prescrizioni di utilizzo
CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI
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3
129
INSERIMENTO DI RUREFAST BOCCOLA NEL CALCESTRUZZO
La boccola stata studiata per poter essere inserita dallalto in calcestruzzi
appena gettati, purch la consistenza degli stessi sia ancora allo stato
uido, cio in fase di buona lavorabilit.
Si prescrive:

che la boccola sia inserita perfettamente nel calcestruzzo;

che sia in piano rispetto allestradosso del manufatto e con lasse del
perno disposto perpendicolare alla linea della fune.
Sulla parte superiore della boccola evidenziata, con una tacca in rilievo
corrispondente alla posizione closed, lasse del perno, in modo da
consentire il perfetto posizionamento nel calcestruzzo anche con il perno
non pi visibile perch gi inserito nel calcestruzzo (v. g. 3).
Importante
Rispetto al bordo esterno del manufatto, lasse della boccola deve essere
distanziata di almeno 6 cm (v. g. 4).
Unaltra importante caratteristica delle boccole
il loro ingombro, sia in altezza che in pianta,
per cui possono essere posizionate senza problemi
tra le armature a getto avvenuto, anche in presenza
di spessori ridotti in altezza; in questo caso
suf ciente aumentare localmente lo spessore
del calcestruzzo che avvolge la boccola.
Fig. 3 Corretto inserimento della boccola Fig. 4 Limite di posizionamento per ridurre lingombro della linea.
OPEN
O P E N
CLOSED
C L O S E D
min 10 cm.
m
i
n
.

6

c
m
.
Linea della fune orizzontale
Tacca di riferimento in rilievo
Filo esterno manufatto
Asse perno
min. 6 cm
Componenti
130
Rurefast Boccola 100
Supporto per montanti passa-fune
un inserto in polietilene speciale ad alta densit (HD PE), da posizionare
nel getto di manufatti prefabbricati in calcestruzzo.
La boccola, di colore rosso, consente il posizionamento delle aste ed at-
traversata da un perno in acciaio speciale nel quale lasta si innesta con un
incastro a baionetta.
Con il suo ingombro ridotto si adatta a tutte le tipologie di manufatti in
calcestruzzo. Le alette e il perno in rilievo allesterno della boccola sono
studiati per garantire un saldo ancoraggio nel calcestruzzo, mentre la sua
forma a punta, oltre a favorire il posizionamento nel getto, evita indeside-
rabili galleggiamenti allatto della posa.
Rurefast Boccola 100 viene fornita corredata di un tappo che la proteg-
ge dalle inltrazioni di boiacca cementizia o altri corpi estranei.
Lo speciale materiale plastico impiegato in grado di sopportare le escur-
sioni termiche dovute, per esempio, alla maturazione a vapore, senza
deformarsi. Questa peculiarit garantisce la stabilit dimensionale, quindi
labbinamento sempre perfetto allinnesto di Rurefast Asta, Rurefast
Contrasto e Rurefast 3 Asta Terminale.
Rurefast3 Asta Terminale
Montante con bitta di fssaggio
Supporta la linea orizzontale essibile (fune sintetica); linnesto a
baionetta, oltre a contrastare e cacemente lo slamento, consente,
per semplice rotazione, lancoraggio di sicurezza alla Boccola 100. Come
lAsta Omnidirezionale, la nuova asta risulta estremamente maneggevole
e, grazie alle soluzioni tecniche adottate, particolarmente leggera.
Lestremit superiore, ruotabile a 360, consente di recuperare il corretto
allineamento anche in presenza di errori di posa delle boccole.
SullAsta Terminale applicata una bitta per il ssaggio della linea
orizzontale (fune sintetica). Lelemento, realizzato in acciaio speciale,
garantisce la massima sicurezza di impiego ed fornito zincato.
55
34
1
0
0
1
0
3
0
6
0
6.50 6.50
39
52
60


3
4

i
n
t
e
r
n
o
Elemento in plastica
Spess. 2.5 mm.
Spinotto 8
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P
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C
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PEN
C
L
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0
0
6
8
Fig. 1 Boccola 100
Fig. 2 Asta Terminale
Ruredil
0068
N
.

2

v
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t
i

8

M
A
2
0
45
( 0,5
1
1
0
0
1
1
0
Sezione C
60$
Sezione B
60$
S
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n
e

C
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z
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o
n
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B
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0
4
1
5
Nota informativa
CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI
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Rurefast Asta Omnidirezionale
Montante passa-fune alleggerito e ruotabile
Supporta la linea orizzontale essibile (fune orizzontale); linnesto a
baionetta, oltre a contrastare e cacemente lo slamento, consente, per
semplice rotazione, lancoraggio di sicurezza alla Boccola 100.
Rispetto alla versione normale, la nuova asta risulta estremamente
maneggevole e, grazie alle soluzioni tecniche adottate, alleggerita di
oltre il 40%. Lestremit superiore, ruotabile a 360, consente di recuperare
il corretto allineamento anche in presenza di errori di posa delle boccole.
Ruredil
0068
N
.

2

v
i
t
i

8

M
A
2
0
45
( 0,5
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0
0
1
1
0
Sezione C
60$
Sezione B
60$
S
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o
n
e

C
S
e
z
i
o
n
e

B
9
0
4
1
5
Tacca
di riferimento
Foro nel paletto
x vite L = 15
Ruredil
60$
60$
2
0
3
6
1
4
7
0
1
5
0
1
.
1
0
0
9
7
0
9
0
1
3
5
34 34
0068
Rurefast Asta
Montante passa-fune
Supporta la linea orizzontale essibile (fune di sicurezza) e si inserisce con
estrema facilit nella boccola, contrastando e cacemente lo slamento
grazie al suo innesto a baionetta. Le dimensioni ridotte e il peso molto
contenuto, grazie ai materiali ad alta resistenza impiegati, rendono lasta
maneggevole ed e cace. Lelemento, realizzato in acciaio speciale,
garantisce la massima sicurezza di impiego ed fornito zincato.
Fig. 3 Asta Omnidirezionale
Fig. 4 Asta
N.B.: lAsta e lAsta Omnidirezionale
possono essere utilizzate solo in posizione
intermedia; lAsta Terminale, invece, pu
essere utilizzata sia in posizione intermedia
che iniziale o f nale della linea anticaduta.
Componenti
132
Rurefast Contrasto
Elemento di contrasto terminale
lelemento in acciaio speciale che, posto arretrato di 1 m rispetto al piede
delle aste terminali, riduce e sopporta agevol mente le elevate sollecitazioni
trasmesse alle aste capo-corda.
Si inserisce nella Boccola 100 preventivamente collocata nella posizione
prevista (v. prescrizioni di utilizzo); grazie allinnesto a baionetta, non
possibile lo slamento una volta messo in tiro. Viene fornito zincato.
Rurefast3 Puntone
Elemento di collegamento tra Asta Terminale e Contrasto
lelemento che collega a 45 lasta terminale e il contrasto a terra.
realizzato con un tubolare di acciaio e una vite di regolazione, che si
collega tramite un bullone al contrasto montato a terra.
1
3
,
5
9
9
1
8
9
8
6
2
2
9
1
4
4
1
3
5
33,2

1
8
Ruredil
0068
1
0
0
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2
4
4
5
1
0
1
0
3
.3
5
1
4
8
.3
5
1
1
2
9
4
5
.7
'
50 50
2
0
9
0
1000 STANDARD
( 150
Fig. 5 Contrasto
Fig. 6 Puntone
Nota informativa
CALCOLO DELLA TRASMITTANZA TERMICA DEI PANNELLI
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133
Accessori
RUREFAST3 FUNE SINTETICA
PREDISPOSIZIONE E USO

Costituisce la linea orizzontale flessibile.
una fune in fi bra tessile sintetica ad alta resistenza ed elevato modulo
elastico, 8 mm, fornita in tre misure standard (15, 25 e 35 m); sono
realizzabili, a richiesta, anche altre misure.
Carico di rottura 25,5 KN.
Il sistema di protezione deve essere montato a terra, perch
in caso contrario ci vorrebbe un secondo sistema di protezione per
installare il primo.
Inoltre, linlaggio delle aste, il bloccaggio della fune e la sua pre-tensione
sono operazioni che si possono eseguire pi agevolmente da terra.
Con tale criterio, chiaro che la linea non pu essere stesa su pi elementi,
ma deve ancorarsi al manufatto nellambito di uno stesso elemento.
Con le azioni in gioco, non sono possibili deviazioni della linea, ma occorre
interrompere sicuramente agli angoli e ripartire a 90 con una seconda linea.
Su una travatura e agli angoli, il passaggio da una linea allaltra deve essere
eseguito con un doppio moschettone; uno rimane in sicurezza sulla prima
linea, mentre il secondo si aggancia alla seconda linea, recuperando,
successivamente a tale operazione, il primo moschettone.
Nel recupero della linea, possibile attaccare un moschettone diret-
tamente allasta.
Fune sintetica
Puntone
Asta
terminale
Bitta
Contrasto
Fig. 1 Contrasto
Fig. 2 Esempio di ssaggio
1
3
2
4
Prescrizioni di utilizzo
134
Rispetto a Rurefast e Rurefast 2, il collegamento della fune allAsta Terminale
con Rurefast3 non necessita di operazioni manuali con utensili. Infatti, sia
la tensione che il ssaggio alla bitta dellAsta Terminale possono essere
realizzati con semplici operazioni manuali. Il corretto ssaggio della fune
deve essere eseguito come segue:

assicurare il capo corda della fune sulla bitta della prima Asta Terminale
(v. es. di fissaggio fig. 2);

far passare la fune sintetica attraverso la carrucola predisposta sul


puntone alla sommit dellAsta Terminale;

fissare laltro capo corda, dopo aver eseguito la pretensione manuale


della fune, allultima Asta Terminale come descritto al primo punto.
prevista una pretensione standard di 0,5 kN della fune sintetica;
importante che la fune sia ssata alla bitta tirandola manualmente con
la forza che pu esercitare il braccio, ma senza minimamente recuperare
la tensione quando successivamente la fune si allenta per la viscosit del
materiale.
prevista anche la possibilit di operare una pretensione di
2 kN sulla linea, ma ci dovr essere realizzato con un apposito argano.
Questo opportuno nelle travi molto lunghe e quando occorra contenere
la caduta libera senza ridurre la lunghezza del cordino dellimbracatura.
altres consigliato quando il tirante daria, calcolato con 0,5 kN di tensione,
risulti maggiore dellaltezza tra il piano di camminamento della trave e il
piano inferiore.
COLLEGAMENTO DELLA FUNE SINTETICA ALLASTA TERMINALE
MESSA IN TENSIONE DELLA FUNE
Nota informativa
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135
PRESCRIZIONE PER IL CALCESTRUZZO
MANUTENZIONE E VERIFICA DA PARTE DELLUTILIZZATORE
MANUTENZIONE E VERIFICA DA PARTE
DELLUTILIZZATORE DELLA FUNE SINTETICA
Il dispositivo anticaduta Rurefast3 operativo se il calcestruzzo, in cui
inserito il supporto boccola, ha un Rck >30 N/mm
2
al momento dellutilizzo.
Tutti i componenti del D.P.I. sono marcati in modo inequivocabile. Oltre al
numero di lotto di produzione, su ogni componente risulta evidente lanno di
produzione. Essendo tutti i componenti sottoposti a cicli di fatica si prescrive
la loro sostituzione ogni 5 anni dalla data di produzione, e/o di inizio utilizzo.
demandato allutilizzatore tenere aggiornato lelenco degli accessori in
dotazione e provvedere alla sostituzione degli stessi entro il limite previsto.
Si prescrivono, inoltre, almeno una volta allanno, le seguenti veriche che
vanno archiviate:

verifica dellintegrit delle filettature;

verifica dellintegrit delle parti saldate;

verifica delle tolleranze dimensionali;

verifica del trattamento di zincatura.


Se malauguratamente lossidazione avesse intaccato lacciaio, riducendone
le caratteristiche meccaniche, gli accessori dovranno essere sostituiti
immediatamente. Non stoccare i particolari del sistema Rurefast3 in
ambiente umido. Conservare gli stessi ben puliti e asciutti quando non
vengono utilizzati.
Si raccomanda di veri care prima di ogni utilizzo lintegrit della calza di
rivestimento (colore rosso) della fune (colore bianco); in caso di s lacciamento,
tagli o altri deterioramenti, si raccomanda la sostituzione immediata.
Raccomandazioni
Evitare il contatto con le funi di sollevamento;
lurto accidentale potrebbe danneggiare e
compromettere il buon funzionamento degli accessori;
non appoggiarsi e/o sollecitare, immotivatamente,
le aste, perch sono state studiate affinch in caso
di caduta (sollecitazione) la parte sagomata a incastro
si chiuda come una pinza sul perno delle boccole e/o
del disassatore;
qualora si verificasse questa deformazione, lasta si
renderebbe inutilizzabile, quindi da sostituire.
Linea anticaduta
136
Il progettista deve congurare la linea anticaduta per una trave la cui
altezza estradosso struttura :
A = 7,20 m lunghezza della trave: 12,65 m
Con il programma Rurefast si aprir una nestra in cui, in alto a sinistra,
compare la vozce dati aziendali. Cliccando su questa voce, possibile
personalizzare ogni soluzione richiesta al programma; si consiglia di ssare
la distanza della prima boccola dalla testata della trave e la lunghezza del
cordino. possibile inoltre personalizzare lo studio con la denominazione
dellazienda, per esempio Impresa Rossi; Commessa Bianchi e Localit
Milano. Ogni volta che si inserisce un dato, bisogna confermare con tasto
invio. La distanza della prima boccola dalla testata della trave si impone
10 cm; digitare quindi 10 e premere invio.
Inne, salvare i dati sempre con il tasto invio.
A questo punto si torna alla videata principale e i dati inseriti rimarranno
ssi no a quando non sar necessario variarli. Si dovranno quindi inserire
i dati richiesti, cio la lunghezza della trave, espressa in cm (quindi 1.265),
e laltezza della stessa rispetto al piano inferiore (720 cm), confermando
sempre con il tasto invio.
Sar poi possibile variare il tipo di pretensione, scegliendo standard o
2 kN; preferibile, se non ci sono problemi, mantenere la pretensione di
tipo standard. Terminato linserimento dei dati, possibile procedere alla
stampa. Di seguito lesempio di congurazione:
ESEMPIO DI CONFI GURAZIONE UTILIZZANDO IL SOFTWARE
SCARICABILE DAL SITO INTERNET www.ruredil.it
Nota informativa
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137
Codice Articolo Confezione Materiale Marcatura
0303501002 Boccola 100 100 pezzi Boccola:
- polietilene ad alta densit (HD PE) con caratteristiche
chimico-fsiche idonee al ciclo di maturazione a vapore.
Perno per Boccola 100:
- 8 mm ST 52.3 DIN 1700,
lunghezza perno 10 cm.
In rilievo esternamente alla boccola.
Il numero del lotto, in considerazione del fatto che il particolare
non ha caratteristiche tali da poter infciare signifcativamente
la qualit del sistema, riportato sulla confezione e
va conservato. In caso di reclami citare il numero del lotto
riportato sulla confezione.
0303502001 Asta 3 pezzi Montante:
- barra di acciaio 34 mm ST 52.3,
DIN 17100 o 39 NiCrMo3,
- zincatura elettrolitica > 7 m.
In rilievo, stampato su aste, contrasto e puntone, evidenziato
- marchio Ruredil
- marchio
- numero organismo
di controllo
riconosciuto
- numero lotto/anno
di fabbricazione
Sulle aste viene inoltre apposta etichetta metallica che indica:
RUREFAST 0068
- N massimo di lavoratori collegabili: 1
- Esigenza di assorbitori di energia: s, certifcati
- Distanza dal suolo: 4,50 m*
* N.B. v. nota informativa.
0303502002 Asta
Omnidirezionale
3 pezzi Montante:
- barra di acciaio 34 mm ST 52.3,
DIN 17100 o 39 NiCrMo3,
- tubolare Fe 42,
- zincatura elettrolitica > 7 m.
0303801001 Asta Terminale 3 pezzi Montante:
- barra di acciaio 34 mm ST 52.3,
DIN 17100 o 39 NiCrMo3,
- tubolare e bitta di fssaggo Fe 42,
- zincatura elettrolitica > 7 m.
0303504001 Contrasto 6 pezzi - ST 52.3, DIN 17100 o 39 NiCrMo3,
- zincatura elettrolitica > 7 m.
0303802001 Puntone 2 pezzi Tubolare, vite e blocco di fssaggio:
- Fe 42,
- zincatura elettrolitica > 7 m.
0303803001
0303803002
0303803003
Fune sintetica
15 m
25 m
35 m
(misure
speciali a
richiesta)
Fune in fbra tessile ad alta resistenza ed elevato modulo elastico,
8 mm, con carico di rottura di 25,5 kN.
RUREFAST 0068
Nr. massimo di lavoratori collegabili
Esigenze di assorbitori di energia
Distanza dal suolo
*N.B. VEDERE NOTA I NFORMATI VA
n.
S. certificati
1
* 4. 50 m*
Per quanto riguarda le funi, dimensioni non consentono la
marcatura, cos come previsto su aste, contrasto e puntone.
Pertanto, solo sulla parte terminale delle funi, applicata la
seguente etichetta:
139
Sato di sicurezza in caso di incendio
per elementi prefabbricati
DISPOSITIVO ANTISCOPPIO
Jet
La resistenza al fuoco unesigenza primaria dei produttori di solai a lastre
tralicciate e pannelli di tamponamento.
In qualit di partner dei principali prefabbricatori in Italia, Ruredil ha
progettato un sistema in grado di evitare le sovrapressioni interne e quindi
il distacco del calcestruzzo esposto allincendio.
Lo sato di sicurezza Ruredil Jet coperto da sistema brevettato.
Limpiego di polistirene o polistirolo per alleggerire i solai realizzati con
lastre tralicciate (prdalle) e i pannelli di tamponamento prassi quotidiana
per i prefabbricatori.
Un blocco di alleggerimento in polistirene costituito prevalentemente
da aria e da una piccola frazione di materiale plastico (10-12 kg/m
3
). In
caso di incendio, dopo 20-30 minuti la temperatura dellalleggerimento
raggiunge circa 100 C; conseguentemente, il blocco di polistirene
fonde e, allinterno del manufatto, rimane una camera chiusa, di volume
V costante, contenente aria. Per la nota legge dei gas (PV = nRT), essendo
nR un valore costante, la pressione P aumenta proporzionalmente
alla temperatura T, provocando in tal modo lesplosione della lastra di
calcestruzzo del solaio o del pannello.
Ipotizzando una temperatura iniziale del blocco di polistirene di 20 C
(pari a circa 293 Kelvin in termini di temperatura assoluta T), quando
la temperatura del blocco raggiunge i 100 C (pari a circa 373 Kelvin),
laumento di pressione raggiunge circa il 27% (373/293=1,27).
Sulla lastra prefabbricata si esercita quindi una pressione dallinterno verso
lesterno pari a 27 KN/m
2
, valore insostenibile che comporta lesplosione
della lastra stessa. Per evitare che si formi questa sovrapressione, si deve
consentire allaria di fuoriuscire (cos come chiaramente richiesto dalla
Norma UNI 9502/2001 art. 7.2.2.), e i dispositivi Ruredil Jet assolvono
questa funzione in modo sicuro e affidabile.
Jet Sato di sicurezza in caso di incendio
per elementi prefabbricati
RUREDIL JET, PERCH INSTALLARLO
140
141
J
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T
Fig. 1
Risultato dell'elemento in calcestruzzo dopo la prova di resistenza
al fuoco.
LE PROVE DI LABORATORIO
La validit del dispositivo Ruredil Jet stata verificata con una prova al
fuoco presso il Laboratorio Autorizzato CSI di Bollate (MI) iscritto negli
elenchi del Ministero dellInterno ai sensi del D.M. 26 Marzo 1985.
Ruredil ha inoltre chiesto la collaborazione del Comitato Tecnico della
Sezione Solai e Doppia Lastra di Assobeton.
Il Comitato Tecnico ha realizzato il campione di solaio alleggerito, che
stato sottoposto alla prova di resistenza al fuoco, e ha constatato lefficacia
di Ruredil Jet per lo sfiato delle sovrapressioni interne, consentendo cos di
assicurare lintegrit del lato esposto allincendio (Fig. 1)
Il dispositivo Ruredil Jet, schematizzato nella figura a lato, realizzato
in materiale plastico con punto di fusione prefissato ed costituito da un
corpo cilindrico (A) di 25 mm di diametro e 1 mm di spessore, tagliato in
sommit a 45 per facilitare linserimento nel blocco di alleggerimento.
La sua estremit inferiore (B), sagomata a croce, viene posta a diretto
contatto con la cassaforma durante la fase produttiva del manufatto.
Le ali (C) della versione HS consentono un appoggio stabile dello
sfiato durante la posa del blocco di polistirene. disponibile anche in
versione H, priva di ali, per poter essere inserita manualmente nel blocco
di polistirene prima del getto.
Il disco (D) assicura un corretto inserimento nel blocco di alleggerimento
quando entra a contatto con la superficie esterna dello stesso, evitandone
cos uneccessiva penetrazione. In corrispondenza della sommit sono
presenti 4 rostri triangolari (E), che conferiscono allo sfiato la capacit
di ancorare il blocco di polistirene al calcestruzzo.
DESCRIZIONE DELLO SFIATO DI SICUREZZA RUREDIL JET
Jet H Jet HS
LASTRA TRALICCIATA PER SOLAIO
ALLEGGERITO CON POLISTIRENE
Tutti gli sati indicati nelle planimetrie sono posizionati lungo lasse longitudinale di ogni singolo blocco
di alleggerimento
Jet
Schemi tipici di posizionamento
142
PANNELLO DI TAMPONAMENTO
ALLEGGERITO CON POLISTIRENE
La responsabilit della determinazione dello spessore
della lastra prefabbricata di competenza del progettista.
Tutti gli sati indicati nelle planimetrie sono posizionati lungo lasse longitudinale di ogni
singolo blocco di alleggerimento
143
J
E
T
Modalit dimpiego
Lastre tralicciate per solaio alleggerite con
polistirene.
a) In ogni blocco di alleggerimento deve essere
inserito, nel lato rivolto verso la cassaforma,
almeno uno sfato posto al centro del blocco
stesso.
b) Per blocchi di polistirene di lunghezza
compresa tra 200 e 300 cm, dovranno
essere impiegati due sfati sul lato verso la
cassaforma, posti assialmente ai quarti della
lunghezza.
c) Indicativamente, per resistenza al fuoco
R = 120, lo spessore minimo consigliato della
lastra di 50 mm, mentre per una resistenza
al fuoco R = 180 lo spessore minimo con-
sigliato della lastra di 60 mm.
Jet
Descrizione articoli
Versione priva di ali, per poter essere inserita manualmente nel blocco
di polistirene prima del getto.
Consente un appoggio stabile dello sato durante la posa del blocco
di polistirene.
JET H
JET HS
Codice Articolo Spess. cls Pezzi/conf.
H (mm)
0311001001 Jet H 40 40 500
0311001002 Jet H 50 50 500
0311001003 Jet H 60 60 500
Materiali:
- PLT speciale, di colore grigio, con punto
di fusione controllato.
Codice Articolo Spess. cls Pezzi/conf.
H (mm)
0311002001 Jet HS 40 40 250
0304502002 Jet HS 50 50 250
0304502003 Jet HS 60 60 250
Materiali:
- PLT speciale, di colore grigio, con punto
di fusione controllato.
144
Indice degli articoli
in ordine alfabetico
146
Boccola
Sistema di sollevamento a boccola lettata autoportante 110
Boccola RUR
Sistema a boccola lettata autoportante 28
Fisis 30
Collegamento FV/10/20 11
Collegamento FOG/00 11
Collegamento FOG/10/20 11
Girella Tirella S
Mensola Girella S da 60 kN 55
Mensola Girella S da 120 kN 55
Mensola demergenza S da 60 kN 55
Mensola demergenza S da 120 kN 55
Piastra pannello S 56
Piastra pannello piccola S 56
Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola da 60 kN 56
Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola da 60 kN 56
Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola da 60 kN 57
Piastrine di spessoramento 0,5 cm per mensola da 120 kN 57
Piastrine di spessoramento 1,0 cm per mensola da 120 kN 57
Piastrine di spessoramento 0,5 cm a L per mensola da 120 kN 58
Scatola magnetica S 58
Scatola magnetica piccola S 58
Sistema a mensola Girella S 58
Sistema Girella S con mensola demergenza 59
Posizionamento della piastra pannello nel cassero 59
Mensola Tirella S da 60 kN 60
Mensola Tirella S da 120 kN 60
Scatola polistirolo S 60
Scatola polistirolo veletta S 60
Scatola polistirolo piccola aperta S 61
Scatola magnetica veletta S 61
Scatola magnetica piccola aperta S 62
Jet
Jet H 144
Jet HS 144
Kaptor
Collegamento KPF-KPP per ferri di armatura 26-25-24 25
Collegamento KPF-KPP per ferri di armatura 20-18-16 25
Konnektor 121
Sostegni 121
Distanziatore 121
Connettore 122
Forcina 122
Connessioni continue 122
R-System 28
Ancoranti a risalto 77
Ancoranti a risalto 85
Ancoranti ad aderenza 91
Ancoranti per ribaltamento RS 93
Ancoranti a piastra 95
Guaine per il posizionamento dellancorante 97
Rurefast3
Rurefast Boccola 100 130
Rurefast3 Asta Terminale 130
Rurefast Asta Omnidirezionale 131
Rurefast Asta 131
Rurefast Contrasto 132
Rurefast3 Puntone 132
Direzione Marketing: Luca Bertini
Coordinamento Editoriale: Laura Correro
Revisione tecnica: Roberto Ragozzini, Gianfranco Marzi
Responsabile settore Prefabbricato: Roberto Ragozzini
Ideazione e realizzazione graca: MakeLab Srl (Milano)
I Edizione. Finito di stampare nel mese di gennaio 2012 da Stampa Sud, Mottola (TA) Italy
Ruredil S.p.A.
Tutto il materiale contenuto nel catalogo, testi, fotograe, disegni e illustrazioni sono di propriet Ruredil S.p.A.
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Fissaggi e collegamenti strutturali, sistemi a mensola, sistemi
di sollevamento, sistemi per pannelli a taglio termico,
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