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L’applicazione della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare

della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN

Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P. RAQ SIAN Parma

della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN
della normativa nazionale e comunitaria in materia alimentare Relatore Dr. Giovanni Rossi T.d.P . RAQ SIAN

Stiamo assistendo ad un

cambiamento epocale

nel

campo

del controllo

ufficiale

Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale nel campo del controllo ufficiale
Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale nel campo del controllo ufficiale

Evoluzione del Controllo

ufficiale

L’attività

ispettiva sugli alimenti varia

ed

è strettamente

settore

sanitario

con

ai

mutare

progressi

il

della

scientifici

società

nel

connessa

alimenti varia ed è strettamente settore sanitario con ai mutare progressi il della scientifici società nel

Per

comprendere i testi normativi (alcuni

di

essi

risalgano addirittura all’inizio

del

Novecento) è necessario

tener

conto

dell’evoluzione

e delle funzioni

dei

servizi

ispettivi

preposti

alla

vigilanza

sanitaria in

Italia.

igienico

Lo sviluppo del S.S.N.

1888: Legge n. 5849 Sulla tutela della igiene e della sanità pubblica”, nota come legge Crispi-Pagliani;

Istituzione dei Medici Comunali e Provinciali Istituzione della Direzione Generale Sanità (MINISTERO DEGLI INTERNI)

della Direzione Generale Sanità (MINISTERO DEGLI INTERNI) Francesco Crispi (1818 –1901) Luigi Pagliani (1847- 1932)
della Direzione Generale Sanità (MINISTERO DEGLI INTERNI) Francesco Crispi (1818 –1901) Luigi Pagliani (1847- 1932)
della Direzione Generale Sanità (MINISTERO DEGLI INTERNI) Francesco Crispi (1818 –1901) Luigi Pagliani (1847- 1932)

Francesco Crispi (1818 –1901) Luigi Pagliani (1847- 1932)

Lo sviluppo del S.S.N.

1907: Il primo T.U. delle leggi sanitarie, che coordinava l’intera materia, fu approvato con R.D. 1907, n. 603.

1934: In seguito fu emanato, con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, il nuovo T.U. delle leggi sanitarie che, fino alla riforma sanitaria del 1978, ha fissato le specifiche funzioni dei singoli organi dell’amministrazione sanitaria.

alla riforma sanitaria del 1978, ha fissato le specifiche funzioni dei singoli organi dell’amministrazione sanitaria.

Lo sviluppo del S.S.N.

Repubblica Italiana (1948) art. 32

Lo sviluppo del S.S.N. Repubblica Italiana (1948) art. 32 “ La Repubblica tutela la salute come

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti

1958: Legge 296/1958 Istituzione del Ministero della Salute

Lo sviluppo del S.S.N.

1974: Lo Stato trasferisce alle Regioni le competenze in campo sanitario 1978: Legge 833/1978 Istituzione del S.S.N (sopressione delle mutue principi: unitario, globale, territoriale –istituzione delle USL ) 1992: D.lgvo 502/1992 Seconda Riforma Sanitaria (De Lorenzo) (aziendalizzazione da USl a Azienda USL) 1999: D.lgvo 229/199 Terza Riforma Sanitaria (Bindi) (aziendalizzazione e regionalizzazione )

da USl a Azienda USL ) 1999: D.lgvo 229/199 Terza Riforma Sanitaria (Bindi) ( aziendalizzazione e
Unione Repubblica Regno Europea D’Italia (Maastricht) 1946 1861 1993 I°°°° FASE (136 anni) II°°°° FASE
Unione Repubblica Regno Europea D’Italia (Maastricht) 1946 1861 1993 I°°°° FASE (136 anni) II°°°° FASE
Unione
Repubblica
Regno
Europea
D’Italia
(Maastricht)
1946
1861
1993
I°°°° FASE (136 anni)
II°°°° FASE
III°°°° FASE
Legge Crispi Pagliari 1888
Legge
Crispi
Pagliari
1888
TTULS 1907
TTULS
1907
L.283/62
L.283/62
D.Lvo 123/93
D.Lvo
123/93

D.Lvo

155/97

Pacchetto Igiene 2004
Pacchetto
Igiene
2004

I° FASE

Agli

principi

alimenti.

mediante

effettuate

latte

inizi

del Novecento la vigilanza riguardava il

dell’igiene

produzioni

alimentari erano abbastanza

nella

e

analisi chimico-fisiche

sul

posto, come

ad

rispetto

dei

degli

scoprire

sere

del

basilari

Le

vendita

da

frodi

facili

semplici

che

esempio

potevano

il

co

es

direttamente

vino

ntrollo

o del

annacquati.

Importante

era

anche

l’attività

di

campionamento

degli

alimenti

e

delle

acque

potabili, la

lotta

alle

mosche

e

gli

interventi

di profilassi delle malattie sociali.

Con il Regno d’Italia queste diverse funzioni verranno disciplinate da appositi regolamenti che definirono tre principali figure dell’agente di vigilanza:

- Vigile Sanitario Comunale (1890);

- Guardie di Sanità (1907) ;

-Vigile Sanitario Provinciale (1934).

I compiti dei Vigili Sanitari

Controllo alimenti Lotta alla Pellagra e alla Malaria Industrie insalubri Stato igienico delle case Emigrazione
Controllo alimenti
Lotta alla Pellagra e
alla Malaria
Industrie insalubri
Stato igienico delle case
Emigrazione
Controllo alimenti Lotta alla Pellagra e alla Malaria Industrie insalubri Stato igienico delle case Emigrazione
La Normativa Il “vigilanza (R.D. controllo 1907, pubblico degli alimenti inizialmente era ba leggi e

La Normativa

Il

“vigilanza

(R.D.

controllo

1907,

pubblico

degli

alimenti

inizialmente

era

ba

leggi

e ispezione” sancita dal Testo Unico delle

n. 603

- R.D. 1934, n. 1265)

sato

sulla

Sanitarie

Art.

Sono

242

soggetti

a vigilanza,

per

la

tutela

della

fabbricanti

e

i commercianti

di sostanze

alimentari

specie

”.

e

sanità

pubblica,

i

di ogni

di bevande

Dell’adempimento

ordinariamente,

istituiti

Settanta.

di

questo

compito

fino

incaricati

appositamente

anni

erano

fine

gli agenti comunali e provinciali

vigilanza

annonaria

alla

degli

per

la

La Normativa

Sessanta a causa del clamore e degli scandali

Negli

(frodi)

anni

emanata la Legge n. 283 del 1962,

venne

alimentari

articoli

L.283/1962)

( Gli

242,

243,

247, 250 e 262 T.U. Leggi Sanitarie furono

abrogate

dall’art.

20

Per

Carabinieri

contrastare

del

le

NAS

frodi

viene istituito

(d.m.

5 no

vembre

1963)

I

del le NAS frodi viene istituito (d.m. 5 no vembre 1963) I N.B.: l’articolo abrogato Ce

N.B.:

l’articolo

abrogato

Ce

La

legge

283 del 1962 è ancora tuttoggi

l’autorizzazione

in

vigore

tranne

per

è stato

Direttiva

2 concernente

sanitaria

che

dal D.lgs 193/2007 in attuazione dell’art. 2 della

41/2004 .

“Vigilanza e Ispezione e prelievo campioni”

Art. 1 L.283/1962

“ Sono

soggette a vigilanza per la tutela della pubblica

il

commercio delle sostanze destinate

alla

la

alimentazione.

salute

produzione ed

A tal

fine

l'autorità

sanitaria può procedere, in qua

lunque

momento

ed

a mezzo

dei

competenti organi ed uffici, ad

ispezione

e

prelievo

di

campioni

negli

stabilimenti ed esercizi pubblici…”

Art. 3.

Le

da personale

dall'autorità sanitaria

ispezioni

ed

i prelievi

di campioni

,

di cui

all'art.

inca

sanitario

o tecnico

appositamente

provinciale o comunale.

1,

sono

effettuati

dipendente

ricato,

La

campo

La

d’attuazione (d.p.r n. 327/1980) fu emanato ben diciotto anni dopo.

Legge

sua

283 del

1962 fu riconosciuta all’epoca la

più

innovativa

politiche.

in

europeo, ma che fu però osteggiata da alcune forze

applicazione fu alquanto travagliata, infatti, il regolamento

I° FASE

Il

nel

C.U.

degli

alimenti era quindi condotto dagli organi

ispettiv

i

dei

verificare

esclusivamente la presenza o l'assenza

requisiti

previsti

dalle norme nel campo igienico-sanitario

.

Il

sistema

di

C.U.

era quindi indirizzato

ad

effettuare

un

maggior

rispecchiavano

ispezioni,

numero

campioni

di ispezioni e

criterio

).

questo

ecc.

di campioni

quantitativo

e le

norme

di

(numero

ispezioni, numero campioni di ispezioni e criterio ). questo ecc. di campioni quantitativo e le norme
ispezioni, numero campioni di ispezioni e criterio ). questo ecc. di campioni quantitativo e le norme

Un

controllo che avveniva prevalentemente

valle” della filiera alimentare

a

valle ” della filiera alimentare “ a Spesso irregolarità La un'efficace impedito il
valle ” della filiera alimentare “ a Spesso irregolarità La un'efficace impedito il
valle ” della filiera alimentare “ a Spesso irregolarità La un'efficace impedito il

Spesso

irregolarità

La

un'efficace

impedito il ripetersi dell'irregolarità.

i prodotti

venivano

consumati

prima

che

le

fossero rilevate.

sanzione

amministrativa

penale

considerata

avrebbe

o

era

misura

PREVENTIVA

perchè

D.L. 18 giugno 1986, n. 282 Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle

D.L. 18 giugno 1986, n. 282 Misure urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari.

prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari. La sfiducia verso il SSN e la richiesta di maggiori
prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari. La sfiducia verso il SSN e la richiesta di maggiori
prevenzione e repressione delle sofisticazioni alimentari. La sfiducia verso il SSN e la richiesta di maggiori

La sfiducia verso il SSN e la richiesta di maggiori controlli da parte dei cittadini, porterà al proliferare di altri organi di controllo; tutti si cimenteranno più o meno legittimamente in questo settore, la gran parte senza le dovute conoscenze tecniche. Oltre alle Forze di Polizia altri organi sioccuperanno a vario titolo del controllo sugli alimenti.

2° FASE

Dalla

“Vigilanza e Ispezione

( Legge 30 Aprile 1962, n. 283)

al

e Ispezione ( Legge 30 Aprile 1962, n. 283) ” al “Controllo Ufficiale” D.lgs 3 Marzo

“Controllo

Ufficiale”

30 Aprile 1962, n. 283) ” al “Controllo Ufficiale” D.lgs 3 Marzo 1993, n. 123 “Attuazione

D.lgs

3

Marzo 1993, n. 123

“Attuazione della Direttiva 89/397/CEE relativo

controllo ufficiale dei prodotti alimentari”.

al

“Controllo Ufficiale”

D.lgs 3 Marzo 1993, n. 123

Articolo 1. Definizioni e finalità.

“Controllo Ufficiale” D.lgs 3 Marzo 1993, n. 123 Articolo 1. Definizioni e finalità.
“Controllo Ufficiale” D.lgs 3 Marzo 1993, n. 123 Articolo 1. Definizioni e finalità.
“Controllo Ufficiale” D.lgs 3 Marzo 1993, n. 123 Articolo 1. Definizioni e finalità.

La Normativa

Con

il

il

recepito della direttiva 93/43/CEE

155/1997, nonché attraverso

direttive Ce verticali

il

in

origine animale (D.lgvo

in

Italia viene

di

disporre

attraverso

recepimento

di

D.lgvo

delle

prodotti

ecc.

aziende

documentale

)

varie

di

materie

537/92,

530/92

alle

sistema

anche

imposto

di

l'obbligo

un

alimentari

di

autocontrollo”.

) varie di materie 537/92, 530/92 alle sistema anche imposto di l'obbligo un alimentari di “
) varie di materie 537/92, 530/92 alle sistema anche imposto di l'obbligo un alimentari di “

La Normativa

DECRETO LEGISLATIVO 26 maggio 1997, n. 156 Attuazione della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari

della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari
della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari
della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari
della direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari

2° FASE

2 ° FASE L’obbligo mercato se si ravvisa un rischio immediato per salute dell’OSA di ritirare

L’obbligo

mercato se si ravvisa un rischio immediato per

salute

dell’OSA di ritirare il prodotto

dal

la

Le Criticità del D.lgvo 155/1997

-La Normativa precedente NON VENNE ABROGATA;

-

-Il Termine per le prescrizioni minimo di 120 giorni dalla data dell’ispezione;

parte

dell’OSA;

-Assenza dell’obbligo della rintracciabilità

-Il

-Assenza dell’obbligo della rintracciabilità -Il sanzionatorio DPR 327/1980 e D.lgvo 155/97 Ritiro del

sanzionatorio DPR 327/1980 e D.lgvo 155/97

Ritiro

del

prodotto

(rischio

immediato?)

da

ITX ( IsopropilThioxantone ) Archiviazione dell’inchiesta giudiziaria nel 2007 per richiesta della stessa Procura della

ITX (IsopropilThioxantone)

Archiviazione dell’inchiesta giudiziaria nel 2007 per richiesta della stessa Procura della Repubblica di Milano in ragione della non tossicità, e dunque non pericolosità, della sostanza in questione, aspetto sul quale si era pronunciato il Prof. Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, incaricato dalla stessa Autorità Giudiziaria a svolgere tutti gli accertamenti del caso. La non nocività dei prodotti contaminati da ITX era stata già dichiarata nel 2005 dalla stessa E.F.S.A.

Assenza di coordinamento e comunicazione tra gli organismi preposti a vigilare sulla salute pubblica corto circuito informativo.

di coordinamento e comunicazione tra gli organismi preposti a vigilare sulla salute pubblica corto circuito informativo.
di coordinamento e comunicazione tra gli organismi preposti a vigilare sulla salute pubblica corto circuito informativo.

3° FASE

3 ° FASE Il Il Il Il CU CU CU CU di di di di tipo

Il Il Il Il

CU

CU

CU

CU

di

di

di

di

tipo

tipo

tipo

tipo

sistemicosistemicosistemicosistemico

3° FASE

3 ° FASE N °°°° Ispezioni / AUDIT (categorizzazione del rischio) = Sicurezza Alimentare

N°°°° Ispezioni / AUDIT (categorizzazione del rischio) = Sicurezza Alimentare

3 ° FASE N °°°° Ispezioni / AUDIT (categorizzazione del rischio) = Sicurezza Alimentare
3 ° FASE N °°°° Ispezioni / AUDIT (categorizzazione del rischio) = Sicurezza Alimentare
3 ° FASE N °°°° Ispezioni / AUDIT (categorizzazione del rischio) = Sicurezza Alimentare

GLOBALIZZAZIONE

GLOBALIZZAZIONE

Normativa Comunitaria

Sotto

pazza,

normativa

la

spinta

di

alcune

(mucca

la

emergenze

diossine nei mangimi) è stata

nel

campo della sicurezza

diossine nei mangimi) è stata nel campo della sicurezza riscritta alimentare. • 10/02/2000 • 01/02/2002 •
diossine nei mangimi) è stata nel campo della sicurezza riscritta alimentare. • 10/02/2000 • 01/02/2002 •

riscritta

alimentare.

è stata nel campo della sicurezza riscritta alimentare. • 10/02/2000 • 01/02/2002 • 30/04/2004 Pubblicazione
è stata nel campo della sicurezza riscritta alimentare. • 10/02/2000 • 01/02/2002 • 30/04/2004 Pubblicazione

• 10/02/2000

• 01/02/2002

• 30/04/2004 Pubblicazione “Pacchetto Igiene

• 01/01/2006 Entrata in vigore “Pacchetto Igiene

Pubblicazione Libro Bianco

Pubblicazione Reg. 178

Libro bianco sulla sicurezza alimentare

una strategia globale, integrata, che si applica a tutta la catena alimentare;

una definizione chiara dei ruoli di tutte le parti coinvolte nella catena alimentare (produttori di alimenti per animali, operatori agricoli e operatori del settore alimentare, gli Stati membri, la Commissione, i consumatori);

la rintracciabilità degli alimenti destinati agli esseri umani e agli animali e dei loro ingredienti;

la coerenza, l'efficacia e il dinamismo della politica alimentare;

l'analisi dei rischi (compresa la valutazione, la gestione e la comunicazione dei rischi);

l'indipendenza, l'eccellenza e la trasparenza dei pareri scientifici;

l'applicazione del principio di precauzione nella gestione dei rischi.

La Commissione annuncia in questo testo lo sviluppo di un quadro giuridico che copra l'insieme della filiera alimentare

"dai campi alla tavola

Secondo un approccio globale e integrato concerne tutti i seguenti aspetti:

L'alimentazione e la salute degli animali, la protezione e il benessere degli animali, i controlli veterinari, le misure di polizia sanitaria, i controlli fitosanitari, la preparazione e l'igiene dei prodotti alimentari.

Il Libro bianco ribadisce anche la necessità di instaurare un dialogo permanente con i consumatori a fini di informazione, educazione e ascolto

anche la necessità di instaurare un dialogo permanente con i consumatori a fini di informazione, educazione

Cinque principi generali fondamentali:

l'affermazione del carattere integrato della filiera alimentare l'analisi del rischio quale fondamento essenziale di tale politica l'impegno della responsabilità degli operatori del settore la definizione della rintracciabilità dei prodotti in tutte le fasi della filiera alimentari il diritto dei cittadini a un'informazione chiara e precisa

prodotti in tutte le fasi della filiera alimentari ● il diritto dei cittadini a un'informazione chiara
Quando l’ordinamento della Comunità europea e l’ordinamento interno regolano lo stesso fatto, l’ordinamento

Quando l’ordinamento della Comunità europea e l’ordinamento interno regolano lo stesso fatto, l’ordinamento nazionale deve cedere , nel senso che, pur restando i due ordinamenti separati e autonomi, la norma interna non viene abrogata, ma disapplicata.

Il diritto comunitario è formato da regolamenti, immediatamente applicabili e vincolanti per tutti I cittadini comunitari, e dalle direttive che devono invece essere recepite dai singoli Stati.

e vincolanti per tutti I cittadini comunitari, e dalle direttive che devono invece essere recepite dai

Le precedenti direttive comunitarie verticali (carni, ittici, latte e uova), che regolamentavano la produzione nei singoli settori, sono state abrogate con la Direttiva CE/41/2004.

(Direttiva Killer)

settori, sono state abrogate con la Direttiva CE/41/2004 . ( Direttiva Killer ) Recepita in Italia

Recepita in Italia dal D.lgvo 193/2007

Modifica Titolo V Costituzione leggi costituzionali n. 1 del 1999 e n. 3 del 2001 e il succ. referendum confermativo del 7 ottobre 2001

2001 e il succ. referendum confermativo del 7 ottobre 2001 La sanità è materia concorrente Lo

La sanità è materia concorrente

del 7 ottobre 2001 La sanità è materia concorrente Lo Stato non ha più potestà legislativa

Lo Stato non ha più potestà legislativa in tutte le materie

Le Regioni possono avere potestà legislativa

le materie Le Regioni possono avere potestà legislativa Stato e Regione hanno autonomia ma devono collaborare

Stato e Regione hanno autonomia ma devono collaborare per realizzare sistemi efficienti a tutela di un interesse pubblico

Regolamenti “Pacchetto igiene”

Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del

28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della

legislazione alimentare, istituisce l'autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare

Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sull'igiene dei prodotti alimentari

Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale

Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del

29 aprile 2004 che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di

controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo

umano

Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali

I principi generali introdotti da questi Regolamenti sono i seguenti:

- La responsabilità principale della sicurezza dei prodotti alimentari è

in capo all’operatore del settore alimentare (OSA);

- l’OSA deve garantire la sicurezza dei propri prodotti che vengono immessi sul mercato, anche predisponendo ed attuando procedure operative predefinite, verificandone l’efficacia mediante controlli e monitoraggi sulle stesse;

- l’OSA deve assicurare un sistema per la tracciabilità e la rintracciabilità dei prodotti alimentari;

- l’OSA ha l’obbligo di provvedere al blocco, al ritiro o al richiamo dei prodotti usciti dallo stabilimento di produzione qualora si ipotizzino o si evidenzino pericoli per la salute dei consumatori, derivabili dal consumo

di tali prodotti alimentari.

Il Regolamento U.E 178/02

Raccoglie i principi cardini del diritto alimentare UE e introduce:

Rapid Alert System (RAS) Rete europea di analisi del rischio Istituisce l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) Rintracciabilità

di analisi del rischio ● Istituisce l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ● Rintracciabilità

Il Regolamento 852/2004

( IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI )

Il Regolamento 852/2004 ( IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI ) Questo reg. ha abrogato e sostituito la

Questo reg. ha abrogato e sostituito la direttiva 93/43 (D.lgs 155/1997) e prevale sulle leggi nazionali già emanate in questa materia (Legge 283/1962 e D.P.R. 327/1980) E’ molto simile al D.lgvo 155/97 obbliga l’OSA di disporre di:

PROCEDURE DI AUTOCONTROLLO AZIENDALE

Sistema HACCP del Codex Alimentarius

MISURE IGIENICHE SPECIFICHE

rispetto dei criteri microbiologici (basati sul Reg. 2073 del 2005 succ. mod e int), mantenimento delle corrette temperature

MANUALI DI CORRETTA PRASSI IGIENICA

Rispetto dell’allegato II (attrezzature, formazione personale ecc.)

-Le principali novità riguardano:

la produzione primaria (allegato I) che ora rientra nella catena della sicurezza alimentare

-La registrazione di tutte le imprese che producono, trasformano, manipolano o distribuiscono prodotti alimentari

(art. 2 Legge 283/1962 abrogata “Autorizzazione sanitaria”)

ALLEGATI a CONFRONTO

CAPITOLO I

CAPITOLO II

CAPITOLO III

CAPITOLO IV

CAPITOLO V

CAPITOLO VI

DLGS 155/97

requisiti igienici generali

requisiti igienici specifici

requisiti igienici per locali mobili o temporanei

trasporto

requisiti per l’apparecchiatura

residui alimentari

REGOLAMENTO CE 852/04

requisiti generali

requisiti specifici

requisiti applicabili alle strutture mobili e/o temporanee

trasporto

requisiti applicabili alle attrezzature

rifiuti alimentari

ALLEGATI a CONFRONTO

DLGS 155/97

CAPITOLO VII

rifornimento idrico

CAPITOLO VIII

igiene personale

CAPITOLO IX

disposizioni applicabili prodotti alimentari

CAPITOLO X

CAPITOLO XI

CAPITOLO XII

formazione(cap.X)

REGOLAMENTO CE 852/04

rifornimento idrico

igiene personale

requisiti applicabili ai prodotti alimentari

requisiti applicabili al confezionamento e all’imballaggio di prodotti alimentari

trattamento termico

formazione

Il Regolamento 853/2004

( Norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale )

Vengono definite le condizioni di lavorazione, stoccaggio, trasporto dei diversi tipi di prodotti di origine animale.

Le carni fresche possono essere immesse sul mercato solo se contrassegnate da un bollo sanitario. I prodotti animali primari, non trasformati, trasformati e composti possono essere immessi sul mercato solo se contrassegnati da un marchio di identificazione.

trasformati e composti possono essere immessi sul mercato solo se contrassegnati da un marchio di identificazione.
trasformati e composti possono essere immessi sul mercato solo se contrassegnati da un marchio di identificazione.
trasformati e composti possono essere immessi sul mercato solo se contrassegnati da un marchio di identificazione.
CONTROLLO UFFICIALE Reg. CE n. 882/2004 del 29/4/2004 Relativo ai controlli ufficiali intesi a

CONTROLLO UFFICIALE

Reg.

CE

n.

882/2004 del 29/4/2004

Relativo

ai

controlli

ufficiali intesi a verificare

alla

norme

normativa

sulla

in

salute

materia di mangimi

e sul

benessere

degli

la

nformità

e alle

co

di alimenti

e

animali

Regolamento

per

origine

CE/854/2004, che stabilisce

l’organizzazione di controlli ufficiali

animale destinati al consumo umano,

specifiche

di

norme

sui

prodotti

Art.1 Reg 882/2004

Oggetto e campo di applicazione

Il presente regolamento fissa le regole generali per l’esecuzione dei controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alle normative, volte segnatamente, a:

a) prevenire, eliminare o ridurre a livelli

accettabili i rischi per gli esseri umani e

gli animali, siano essi rischi diretti o

veicolati dall’ambiente; e

accettabili i rischi per gli esseri umani e gli animali , siano essi rischi diretti o

Garantire pratiche commerciali leali per i mangimi e gli alimenti e tutelare gli interessi dei consumatori, comprese l’etichettatura dei mangimi e degli alimenti e altre forme di informazione ai consumatori.

Art.2 Reg 882/2004 - Definizioni

Art.2 Reg 882/2004 - Definizioni “autorità competente”: l’autorità centrale di uno stato membro competente per

“autorità competente”:

l’autorità centrale di uno stato membro competente per l’organizzazione di controlli ufficiali o qualsiasi altra autorità cui è conferita tale competenza o anche, secondo i casi, l’autorità omologa di un paese terzo;

Ministero della Salute – Regioni – Aziende S. L.

… nell’ambito delle rispettive competenze.

(art. 2 del d.lgs n. 197/2007)

Art.10 Reg 882/2004 – Attività, metodi e tecniche di controllo

Le attività di controllo riguardano:

- alimenti (materie prime, ingredienti, additivi e coadiuvanti, semilavorati, ecc.);

- stabilimenti (strutturali, impiantistici, materiali a contatto -

condizioni igieniche, ecc.);

- processo/sistemi di controllo [art.4 reg CE n.852/04]

valutazione delle procedure di: GMP, GHP, HACCP, controllo infestanti, ecc.).

Esame documentale, Interviste, lettura strumenti dell’OSA,

misurazioni strumentali, qualsiasi altra attività richiesta per

assicurare l’attuazione del presente regolamento.

“Categorizzazione del rischio”

L’autorità competente deve garantire che i controlli ufficiali siano eseguiti periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, per raggiungere gli obiettivi prefissati dai Regolamenti medesimi, tenendo conto:

a) dei rischi identificati associati con gli alimenti, con le aziende del settore, con l’uso degli alimenti o con qualsiasi trasformazione, materiale, sostanza, attività o operazione che possa influire sulla loro sicurezza;

b) dei dati precedenti relativi agli OSA per quanto riguarda la conformità

alla normativa in materia di alimenti;

c)

dell’affidabilità dei propri controlli già eseguiti;

d)

di

qualsiasi

informazione che possa indicare un’eventuale non

conformità

in

generale, usando metodi e tecniche di controllo appropriati quali:

I

controlli

ufficiali

eseguiti,

sono

Monitoraggio, sorveglianza, verifica, audit,

ispezione, campionamento e analisi.

I controlli ufficiali eseguiti, sono M onitoraggio, sorveglianza, verifica, audit, ispezione, campionamento e analisi.
Audit Definizione del regolamento 882/2004: “ Esame sistematico e indipendente per accertare se determinate attività

Audit

Definizione del regolamento 882/2004:

“ Esame sistematico e indipendente per accertare se determinate attività e i risultati correlati siano conformi alle disposizioni previste, se tali disposizioni siano attuate in modo efficace e siano adeguate per raggiungere determinati obiettivi”.

.

Definizione secondo la norma UNI EN ISO 19011

L’Audit o verifica ispettiva è uno strumento di misura d usare con sistematicità e indipendenza allo scopo di valutare la conformità e l’efficacia di una organizzazione rispetto a una norma di riferimento

Audit

Quindi

l’audit

è

un

processo ben definito di verifica,

sistematico e documentato, che serve per conoscere e valutare, con evidenze oggettiva, se quanto avviene in un’organizzazione o all’interno di un impianto di produzione di. alimenti è conforme ai regolamenti comunitari.

in un’organizzazione o all’interno di un impianto di produzione di . alimenti è conforme ai regolamenti

Coordinamento tra tutti gli enti incaricati dei controlli ufficiali (art.4)

Lo stesso regolamento impone agli Stati membri di garantire l’effettivo coordinamento di tutti gli enti incaricati dei controlli uffici (statali-regionali- locali), attraverso resoconti annuali e programmi pluriennali da quelli da eseguire, che i Paesi membri dovranno notificare alla commissione.

.

annuali e programmi pluriennali da quelli da eseguire, che i Paesi membri dovranno notificare alla commissione.

Autorità competenti competenze

.
.
Autorità competenti competenze .
Autorità competenti competenze .

-Autorità competenti ASL-

Se, nell’ambito di un’A. C., vi sono più unità competenti a effettuare i controlli ufficiali, si deve assicurare il coordinamento e la cooperazione efficaci ed efficienti tra queste diverse unità.

Aziende U S L

e la cooperazione efficaci ed efficienti tra queste diverse unità . Aziende U S L Servizi
Servizi Veterinari
Servizi Veterinari

S I A N

Art.4 Reg 882/2004 Autorità competenti e Autorità di controllo

Ministero della Salute Ministero Pol. Agr. F. organiorganiorganiorgani didididi controllocontrollocontrollocontrollo
Ministero della Salute
Ministero Pol. Agr. F.
organiorganiorganiorgani didididi
controllocontrollocontrollocontrollo regionaliregionaliregionaliregionali
Regioni
Aziende U S L
ForzeForzeForzeForze didididi PoliziaPoliziaPoliziaPolizia
ForzeForzeForzeForze didididi PoliziaPoliziaPoliziaPolizia
C F S
PoliziaPoliziaPoliziaPolizia LocaleLocaleLocaleLocale eeee
ProvincialeProvincialeProvincialeProvinciale
.
.
.
.

Altri regolamenti

Regolamento (CE) n. 2073/2005 della Commissione del 15 novembre 2005 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari.

Regolamento (CE) n. 2074/2005 della Commissione del 5 dicembre 2005 recante modalità di attuazione relative a taluni prodotti di cui al Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e all'organizzazione di controlli ufficiali a norma dei Regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004, deroga al regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e modifica dei Regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004

Regolamento (CE) n. 2075/2005 della Commissione del 5 dicembre 2005 che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di trichine nelle carni

Regolamento (CE) n. 2076/2005 della Commissione del 5 dicembre 2005 che fissa disposizioni transitorie per l'attuazione dei regolamenti del Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 853/2004, (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004 e che modifica i Regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004

Norme specifiche nazionali

Oltre alla legislazione generale, valida per tutti i prodotti alimentari, in Italia sono in vigore norme specifiche riguardanti aspetti particolari della sicurezza degli alimenti, ad esempio: l’uso dei pesticidi, integratori alimentari, coloranti, residui di farmaci veterinari e contaminanti, addizione di vitamine, minerali e sostanze analoghe, materiali e prodotti a contatto con gli alimenti.

Esempi di normative specifiche nazionali:

Pane e sfarinati:

Legge 4 Luglio 1967, N. 580 “Disciplina per la lavorazione e commercio dei cereali, degli sfarinati, del pane e delle paste alimentari” succ. modifiche e integrazioni;

ADAP: alimenti prima infanzia:

Decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 1999, n. 128: Regolamento recante norme per l’attuazione delle direttive 96/5/CE e 98/36/CE sugli alimenti a base di cereali e altri alimenti destinati a lattanti e a bambini

Funghi Selvatici:

Legge 352/1993 – DPR 376/1995

Integratori:

Decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169: Attuazione della direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari Decreto del Ministero della salute 17 febbraio 2005 (deroghe nazionali), come modificato da Decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali 23 luglio 2008 (ritiro della deroga per il vanadio) modificato da:

Decreto del Ministro della salute 31 luglio 2007: Norme per l’attuazione della direttiva 2006/37/CE, che modifica l’allegato II della direttiva 2002/46/CE per quanto concerne l’inclusione di alcune sostanze

GRAZIE dell’Attenzione