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Modulo T09

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Indice Le montagne
Montagna Wikipedia it.wikipedia.org http://it.wikipedia.org/wiki/Montagna

Le Alpi
Le Alpi -primocircolotortoli.blogspot.it http://primocircolotortoli.blogspot.it/2011/03/le-alpi.html Le Alpi Scuola Primaria G.Leopardi Foggia www.leopardifg.it/media_gatto/as2006-2007/Le%20Alpi.pps La formazione delle Alpi (video da YouTube): http://www.youtube.com/watch?v=jMCLndO2K2A Una montagna particolare: il vulcano (video da YouTube) http://www.youtube.com/watch?v=4sk28nuPkyQ&feature=related

Gli Appennini
Appennino o Appennini- sapere.it http://www.sapere.it/enciclopedia/Appennino+o+Appennini.html

Conclusioni
Mappa riassuntiva: http://mappe-scuola.blogspot.it/2011/11/la-collina-e-la-montagna.html Verifica le tue conoscenze sulla Montagna di Giovanni Mastrorocco. http://www.giovanni.mastrorocco.name/WEBQUIZ/quiz%20montagna/montagna_19punti.htm Verifica le tue conoscenze sugli Appennini: http://www.ciaomaestra.it/public/01/schema_appennini.pdf

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Montagna - Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Montagna Una montagna un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in unarea limitata. Secondo le convenzioni europee la sua altezza deve essere di almeno 600 metri sul livello del mare, (s.l.m.) ed il suo aspetto deve essere almeno parzialmente impervio In senso analogico si parla di montagna anche riferendosi ai rilievi che si incontrano sugli altri pianeti o sui loro satelliti. La montagna formata da un agglomerato di terra e roccia che si alza dalla superficie della Terra; essa pu raggiungere anche quote molto elevate. Non facile vivere in zone montuose perch il clima, dinverno, molto freddo ed facile trovare neve e ghiaccio. Durante lestate i ghiacciai tendono a sciogliersi e ad erodere le rocce su cui poggiano. Gli animali tipici delle zone montane europee sono gli stambecchi, le marmotte e i camosci e, tra le piante, vengono spesso associate allambiente montano le genziane, larici, stelle alpine ed abeti.

Definizione e terminologia
A seconda delle varie necessit, ci sono tre definizioni di montagna: convenzionale, tradizionale e statistica. Per ci che riguarda la definizione convenzionale si ricorda che i requisiti indicati da essa (altezza di almeno 600 metri ed aspetto almeno in parte impervio) devono essere soddisfatti contemporaneamente. Infatti unarea della superficie terrestre posta al di sopra dei 600 m s.l.m., ma priva di asperit del terreno, viene definita altopiano e un rilievo che non raggiunge i 600 metri di altezza pu essere definito collina. Passiamo ora a considerare la definizione tradizionale. Nonostante le convenzioni, dobbiamo tener presente che, fin dalle epoche pi antiche, la parola monte evoca nella mente delluomo un insieme di idee che prescinde dalla possibilit pratica di misurare laltezza dei rilievi. Dunque quando luomo ha dato nome ai luoghi che lo circondavano, ha usato la parola monte in base alle idee che essa gli evocava, come ad esempio la difficolt di raggiungere la cima, la vicinanza al cielo, linaccessibilit di alcuni versanti. Nella toponomastica italiana quindi sono detti monti alcuni rilievi aspri e dal carattere impervio, anche se non raggiungono laltezza di 600 metri; sono inoltre chiamati colli anche rilievi superiori a 600 metri, quando questi non hanno pareti rocciose o forme dirupate. Esempi classici sono il Monte Circeo e il Monte Conero, promontori dallaspetto aspro, considerati monti anche se per alcune decine di metri non raggiungono laltezza convenzionalmente prevista. Esempio opposto costituito delle Langhe, che superano i 600 m s.l.m., ma che non sono particolarmente impervie, n visibilmente sporgenti dal terreno e perci sono considerate colline. Infine ricordiamo la definizione statistica di montagna. Nella cartografia e nella statistica necessario adottare criteri di semplificazione rispetto sia alla definizione convenzionale, sia alla toponomastica. In relazione alla classica tripartizione del territorio in montagna, collina e pianura, infatti, la legenda delle carte fisiche e gli studi statistici usano il termine montagna intendendo la parte di territorio posta al di sopra dei 600 m s.l.m., indipendentemente dal carattere impervio e dal nome tradizionale. Un insieme di montagne vicine e collegate tra di loro prende il nome di massiccio montuoso, di gruppo montuoso o di catena montuosa. Infine si soliti distinguere in bassa montagna ed alta montagna, indicando generalmente come quota di suddivisione i 1.500 m s.l.m.

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Vetta di una montagna


La parte pi elevata della montagna viene generalmente chiamata vetta o cima. Una montagna pu avere una o pi vette. Le eventuali elevazioni secondarie che non raggiungono la prominenza necessaria possono chiamarsi anticime oppure vette secondarie.

Parti di una montagna


Per descrivere una montagna si ricorrere a vari elementi che la possono formare: vetta o vette secondo le definizioni date prima; anticime, sottocime, vette secondarie: elevazioni che non hanno la prominenza necessaria per essere chiamate vette; spalla: fianco di una montagna particolarmente pronunciato; cresta: approssimando una montagna ad una piramide la cresta corrisponde allo spigolo della figura geometrica; gendarme: pinnacolo di roccia sul fianco o sulla cresta della montagna; versante: sempre approssimando la montagna ad una piramide i versanti corrispondono alle facce della stessa; ognuno di essi avr una diversa esposizione a seconda del proprio orientamento rispetto ai punti cardinali. Cresta nord del Weisshorn interrotta passo (o valico): il punto pi basso tra due montagne che permette di dal Grand Gendarme (4.331 m). attraversarle. piede: punto pi basso di una montagna

Formazione e sviluppo
Una montagna viene usualmente prodotta dal movimento delle placche litosferiche, sia per movimento orogenetico che per movimento epirogenetico. Le forze compressive, il sollevamento isostatico e lintrusione di materiale igneo, forzano le rocce superficiali verso lalto, creando una massa pi elevata che nel territorio circostante. A seconda dellaltezza si ottiene una collina o, se pi alta e ripida, una montagna. Laltezza assoluta di montagne e colline varia a seconda della topografia dellarea. Le montagne pi alte tendono a presentarsi in lunghi archi lineari, indicando attivit e confini delle placche tettoniche. La creazione delle montagne tende ad avvenire in periodi di tempo definiti, detti orogenie. Due tipi di montagne vengono formati a seconda di come le rocce reagiscono alle forze tettoniche - per sollevamento o per ripiegamento. Alcune montagne isolate vengono prodotte da vulcani, comprese alcune isole, apparentemente piccole, che raggiungono una notevole altezza rispetto al fondale oceanico (vedi Seamount).

Video: come nasce un vulcano/ montagna


http://www.youtube.com/watch?v=0U5OtOWR00E&feature=related Le montagne vengono create per sollevamento quando larghe zone vengono rotte da faglie che creano grandi dislocamenti verticali. I blocchi sollevati costituiscono le montagne. I blocchi che cadono da queste possono essere piccoli o formare estesi sistemi di fosse tettoniche. Lo sviluppo o meno di una montagna in altezza dipende unicamente dal bilancio tra le forze di orogenesi e quelle di erosione da parte degli agenti atmosferici (precipitazioni, vento, gelo): se le prime prevalgono sulle
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seconde la montagna cresce lentissimamente in altezza, se invece sono le seconde a prevalere la montagna altrettanto lentissimamente diminuisce la sua altezza. A parit di conformazione geologica montagne vecchie tendono inoltre ad apparire pi dolci per effetto dellerosione stessa, viceversa montagne pi giovani tendono ad essere pi aspre e aguzze.

Altezza
Laltezza di una montagna viene definita come la distanza verticale dalla vetta della stessa e fino a raggiungere il livello medio del mare. La pi alta montagna della Terra il Monte Everest, di 8.850 m s.l.m. secondo la misurazione fatta da satellite nel 2002; si trova nella pi importante catena montuosa del pianeta, lHimalaya che separa India, Nepal e Bhutan dalla Cina. Inoltre una montagna pu ergersi da un fondale oceanico posto sotto il livello del mare. Inoltre il Mauna Loa risulta pi alto dellEverest se lo si misura a partire dalla sua base sul fondale oceanico ma non se si misura la sua vetta a partire dal livello del mare. Infine parlando delle montagne extraterrestri la pi alta montagna del sistema solare lOlympus Mons, che si trova su Marte, con circa 24.000 metri di altezza.

Prominenza
Per evidenziare limportanza di una montagna viene anche introdotto il concetto di prominenza topografica. Questa definizione va a dire quanto una montagna sia isolata oppure quanto prevalga su quelle che ha nei suoi dintorni.

Alpinismo
Alcune montagne sono molto difficili da scalare, e offrono viste spettacolari. Per questo alcune persone apprezzano lattivit dellalpinismo, arrampicata sportiva e trekking. Le montagne sono anche il luogo dove si praticano alcuni sport invernali (sci alpino, sci alpinismo, sci escursionismo, sci nordico ecc.) e meta di vacanze definite settimana bianca.

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Le Alpi
http://primocircolotortoli.blogspot.it/2011/03/le-alpi.html

Le Alpi italiane si estendono per circa 1200 km in lunghezza. La forma delle Alpi ad arco; il versante rivolto all'Italia breve e ripido.

Tradizionalmente la catena delle Alpi viene divisa in tre parti: le Alpi Occidentali, Centrali e Orientali. Le prime vanno dal Colle di Cadibona, in Liguria presso il Golfo di Genova, al Passo di Ferret, in Piemonte; le Alpi Centrali vanno dal Passo di Ferret al Colle di Resia, in Trentino Alto Adige; le Alpi Orientali vanno dal Colle di Resia fino ai pressi della citt di Gorizia, in Fiuli Venezia Giulia.

Il clima delle Alpi caratterizzato da inverni lunghi e freddi, con nevicate abbondanti, estati brevi e fresche. All'aumentare dell'altitudine diminuisce la temperatura, cio fa pi freddo. A circa 3000 metri di altitudine c' il limite delle nevi perenni: significa che il calore non riesce a sciogliere completamente la neve accumulata in inverno e quindi si formano ghiacciai anche molto estesi. La flora, cio l'insieme delle piante, cambia man mano che si sale pi in alto. Fra i 600 e i 1000 metri di altitudine si incontrano boschi di castagni, faggi, querce; fra i 1000 e i 2000 metri crescono i pini; sopra i 2000 metri si trovano vasti prati, utilizzati per il pascolo delle mucche; intorno ai 3000 metri sopravvivono solo i muschi e i licheni; oltre i 3000 metri, le montagne sono coperte da neve e ghiaccio che non si sciolgono mai (nevi perenni), qui si formano vasti ghiacciai. Nelle Alpi italiane, per, la presenza degli alberi caratteristici diminuita a causa dell'intervento dell'uomo, che in molte zone li ha quasi eliminati.

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La fauna, cio l'insieme degli animali, caratteristica delle Alpi costituita da stambecchi, camosci, caprioli, rari cervi e, in aree limitate, orsi bruni.

Numerosi sono i roditori (marmotte, arvicole delle nevi, lepri delle nevi), i piccoli animali che si cibano di insetti (toporagno alpino), le donnole, gli ermellini e gli uccelli, dall'aquila reale al grifone(oggi raro), a rondini montane, cince, merli alpini, corvi, pernici, fagiani di monte.

Le principali attivit economiche riguardano il turismo, l'allevamento delle mucche e l'industria della lavorazione del latte, la lavorazione del legno, la produzione di energia idroelettrica, l'estrazione di sale e di minerali di ferro. Grazie ai numerosi passi, o valichi, che consentono la comunicazione fra l'Italia e altri Paesi dell'Europa, le Alpi sono state un'area di transito commerciale fin dai tempi antichi.

LE ALPI (una presentazione):


www.leopardifg.it/media_gatto/as2006-2007/Le%20Alpi.pps

La formazione delle alpi (video):


http://www.youtube.com/watch?v=jMCLndO2K2A

Una montagna particolare: il vulcano


http://www.youtube.com/watch?v=4sk28nuPkyQ&feature=related

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Appennino o Appennini
http://www.sapere.it/enciclopedia/Appennino+o+Appennini.html

Generalit
Sistema montuoso che interessa lintera penisola italiana costituendone lossatura; collegato a NW alle Alpi, si protende con unaccentuata curva avente la concavit rivolta al mar Tirreno, continuandosi al di l dello stretto di Messina nei monti che orlano la Sicilia settentrionale. Lungo oltre 1200 km, largo da 30 a 150 km, copre una superficie di ca. 150.000 km. I versanti sono dissimmetrici: quello tirrenico, considerato il versante interno, in genere pi ampio e inframmezzato da ampi solchi; il versante adriatico, o esterno, digrada invece al mare tramite una regione collinare incisa dalle valli trasversali. Pur nella diversit dellaspetto morfologico, il paesaggio dellAppennino trova la sua unit nel fatto che le rocce che lo costituiscono sono quasi totalmente di natura sedimentaria. Il rilievo appare fortemente alterato dallagente modellatore cui fu sottoposto in modo preponderante, talora esclusivo: lerosione delle acque correnti. Particolare evidenza assume il fenomeno nei suoli argillosi, dove i fianchi vallivi appaiono demoliti dai solchi dei calanchi, oppure dove il terreno franoso, imbevuto di acque, smotta a valle in masse compatte. Come limite di separazione tra lAppennino e le Alpi considerato convenzionalmente il colle di Cadibona (436 m), alle spalle di Savona. Analogamente alle Alpi, lAppennino solitamente suddiviso in tre sezioni principali, Appennino Settentrionale, Appennino Centrale e Appennino Meridionale, convenzionalmente separate da valli trasversali o da valichi

Orografia: Appennino Settentrionale


LAppennino Settentrionale si allunga ad arco dal colle di Cadibona fino al solco inciso dalle valli dei fiumi Tevere e Metauro, in corrispondenza del passo di Bocca Serriola (730 m). Costituito per lo pi rocce arenacee e marnose facilmente erodibili, ha forme tondeggianti e terreni molto franosi. LAppennino Settentrionale generalmente suddiviso in Ligure e Tosco-Emiliano, il cui limite indicato per convenzione dal passo della Cisa (1039 m). Sul versante interno si dipartono dalla dorsale alcune catene minori, come Alpi Apuane (considerate talvolta come un rilievo indipendente).

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Orografia: Appennino Centrale


LAppennino Centrale ha come limiti la Bocca Serriola e la Bocca di Forl (891 m), presso Rionero Sannitico. E costituito nella dorsale principale in prevalenza da rocce calcaree, aride e nude in superficie, specialmente nelle zone pi elevate, a causa della loro permeabilit; la diversa costituzione geologica e un pi forte sollevamento conferiscono tratti peculiari a questa porzione dellAppennino, in particolare una pi accentuata asperit del paesaggio nonch un sensibile sviluppo dei fenomeni carsici. NellAppennino Centrale si distinguono lUmbroMarchigiano e lAbruzzese, separati dalla valle del fiume Tronto sul versante adriatico e da quella del fiume Velino sul versante tirrenico. NellAppennino Abruzzese si raggiungono le massime elevazioni appenniniche. Alle catene subentrano vasti massicci, comunemente distinti in tre fasce: la pi esterna ha inizio a S del Tronto, e comprende i monti della Laga (2455 m, nel monte Gorzano), il Gran Sasso dItalia (2912 m nel Corno Grande, culmine dellintero sistema e sede dellunico ghiacciaio appenninico) e la Maiella. Tra le fasce montuose sinterpongono altopiani e conche: fra le maggiori sono quelle del Fucino, dellAquila, di Sulmona.

Orografia: Appennino Meridionale


LAppennino Meridionale si fraziona ormai in rilievi isolati, divisi da bacini profondamente depressi e privi di regolare allineamento. Anche la struttura geologica non uniforme: accanto a rilievi ancora calcarei, come nellAppennino Centrale, sono presenti antichissime rocce cristalline, del tutto diverse cio da quelle che compongono il resto del sistema. LAppennino Meridionale viene comunemente distinto in Campano, Lucano e Calabro. Costituito in prevalenza da calcari lAppennino Campano (detto talora Napoletano), compreso tra la Bocca di Forl e la sella di Conza (697 m). Lestremit meridionale dellAppennino Lucano chiusa dal massiccio del Pollino, che culmina a 2267 m nella Serra Dolcedorme. Profondamente diverso dal resto dellAppennino, sia dal punto di vista litologico sia da quello orografico, lAppennino Calabro (o anche Calabrese) formato essenzialmente da rocce cristalline. LAspromonte (monte Montalto, 1955 m), caratterizzato dalla sommit a cupola e dai ripidi fianchi che scendono al mare, massiccio che costituisce la parte terminale della penisola italiana. Infine al di l dello stretto di Messina lAppennino prosegue lungo la costa settentrionale della Sicilia nellAppennino Siculo, formato dai tre gruppi dei monti Peloritani, analoghi a quello calabro per struttura geologica, Nebrodi (o Caronie) e Madonie, formati questi ultimi da calcari e arenarie. Questo tratto di catena sembra continuare con le stesse caratteristiche geometriche nei monti del Maghreb (Africa settentrionale).

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Geologia
La formazione della catena appenninica riconducibile al ciclo orogenetico alpino: infatti, a seguito della collisione fra le litosfere continentali dellEuropa e dellAfrica (fase mesoalpina, Eocene-Oligocene) si verific la deformazione di quella porzione del prisma sedimentario africano, non coinvolta in precedenza nella costruzione delledificio alpino. Le rocce coinvolte in questo processo furono deformate e traslate e sollevate a costituire una fascia continua di rilievi dalla Liguria alla Sicilia. Di fondamentale importanza per levoluzione del sistema orogenetico appenninico sembra essere stata levoluzione del bacino tirrenico, il quale si originato in un settore caratterizzato da una forte distensione che ha provocato un assottigliamento crostale e la risalita di magma dal mantello terrestre fino in superficie. I processi ora descritti (distensione, assottigliamento e magmatismo) hanno avuto dei momenti di acme coincidenti con altrettanti movimenti parossistici dellorogenesi appenninica. La distensione legata alla formazione del bacino tirrenico ha interessato tutto il margine tirrenico degli Appennini, originando grosse faglie distensive e provocando la risalita di ingenti quantit di magma che hanno dato origine ai complessi vulcanici delle province magmatiche toscana, laziale e campana.

Assetto strutturale: generalit


La catena appenninica, da un punto di vista strutturale, risulta abbastanza disomogenea in senso longitudinale. Essa pu essere suddivisa in almeno quattro segmenti: Appennino Centro-Settentrionale (Ligure, Tosco-Emiliano e Marchigiano), Appennino Centro-Meridionale (Abruzzese, Sannita, Campano e Lucano), Arco Calabro-Peloritano (Appennino Calabrese) e Appennino Siculo.

Clima
Il clima dellAppennino condizionato dalla vicinanza al mare, per cui solo nelle zone pi elevate si hanno condizioni climatiche di tipo montano, con inverni freddi e nevosi ed estati fresche; sulle pendici pi basse il clima si avvicina a quello mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti. Solo le conche intermontane, meno esposte allinfluenza marina, hanno un clima con caratteristiche continentali (inverni freddi ed estati calde). Le precipitazioni sono abbondanti nelle zone pi elevate (oltre 1500 mm annui) e decrescono con il diminuire dellaltitudine; le zone di maggiore piovosit si registrano sul versante tirrenico, che riceve i venti marini carichi di umidit da libeccio e talvolta da maestrale, mentre assai pi scarse sono le precipitazioni nelle conche e sul versante adriatico. Le nevicate sono abbondanti durante linverno, ma con persistenza del manto nevoso solo al di sopra dei 1000 m. Tra i venti, abbastanza frequenti sono quelli di grecale (NE) e di scirocco (SE).

Idrografia
NellAppennino sono pochi i fiumi veramente importanti per lunghezza di corso, ampiezza di bacino ed entit di portata. I maggiori (Arno, Tevere) sono tributari del Tirreno e svolgono buona parte del loro corso entro le valli longitudinali che si aprono fra le catene appenniniche. Sul versante adriatico la conformazione del rilievo spiega la scarsa lunghezza dei corsi dacqua, che scendono direttamente al mare e sono regolarmente paralleli fra loro almeno nel tratto inferiore. Il regime dei fiumi appenninici di tipo prevalentemente torrentizio, caratterizzato da una magra estiva e da due piene legate alle piogge, una invernale-primaverile e una autunnale;
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procedendo verso S per non si verifica pi la piena autunnale e si allunga il periodo di magra estiva (per mesi le fiumare calabresi sono asciutte). Una portata pi abbondante e un regime pi regolare presentano per quei fiumi come il Velino, lAterno-Pescara, il Liri-Garigliano, il Volturno, il Sele che scendendo da zone calcaree possono disporre di unalimentazione pi continua grazie alle presenza di copiose sorgenti derivate dalla circolazione carsica sotterranea.

Flora
La vegetazione dellAppennino risente, nella porzione settentrionale, dellinvasione di specie alpine a seguito delle glaciazioni; allAppennino ToscoEmiliano sarrestano specie quali labete rosso e il rododendro. La vegetazione della parte centromeridionale dellAppennino possiede numerose specie illiriche, a distribuzione transadriatica, testimoni di un antico collegamento della penisola italiana con i Balcani (per esempio Pinus heldreichii). Dalle coste risale le valli la vegetazione mediterranea, con stazioni interne di leccio in Umbria e nellAbruzzo. Sovrapposta una fascia pi o meno continua formata dal castagno, cui segue il cerro, assai diffuso in Abruzzo, Irpinia e Lucania; al di sopra vegeta il faggio. A esso si accompagnano o si alternano in vari nuclei disgiunti labete bianco e, solo sulla Sila e sullAspromonte, una specie endemica, il pino laricio. Su alcune vette dellAbruzzo vive il pino mugo. La zona cacuminale generalmente occupata da pascoli, il cui limite inferiore spesso notevolmente abbassato per effetto dellazione antropica, avendo luomo favorito lestendersi dei pascoli a spese del bosco.

Fauna
La fauna appenninica, che fino gli anni Settanta del sec. XX si era progressivamente impoverita a causa della caccia e della distruzione degli habitat, tanto che il numero dei lupi per citare la specie forse pi nota e rappresentativa si era ridotto a un centinaio, dopo di allora si notevolmente ripresa, a causa della diminuita pressione antropica, che ha portato al rinselvatichimento di molte aree, e dellistituzione di numerosi parchi naturali. Il lupo, prima confinato nellAppennino Meridionale fino allAbruzzo, ha cos potuto risalire la catena fino alla Liguria, e di l ritornare sulle Alpi piemontesi. Anche la lince, che si riteneva estinta, stata nuovamente segnalata nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise dove sono presenti anche popolazioni di orso bruno marsicano e di camoscio dAbruzzo . Diffuso ovunque in misura anzi eccessiva, tanto da provocare danni alle colture il cinghiale. Le acque ospitano numerosi pesci tra cui il luccio, il magnarone e il barbo canino.

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Mappa riassuntiva:
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Verifica le tue conoscenze sulla Montagna di Giovanni Mastrorocco.


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Verifica le tue conoscenze sugli Appennini:


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