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org La Tradizione Iniziatica tra Oriente e Occidente


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L'ekragata di Ren Gunon


di Arturo Reghini

Tra il 1910 ed il 1912, tra i periodici francesi dedicati agli studi esoterici si faceva notare, per la sua seriet e per la sua attitudine indipendente, la rivista mensile La Gnose, dove, accanto a scritti del Matgioi, di Marnes, del Barlet, di Saint-Yves e di altri, emergevano per solidit costruttiva, per competenza tecnica e per ampiezza di documentazione e di erudizione, gli scritti del direttore della rivista, Palingenius, pseudonimo abbastanza trasparente di Ren Gunon.

Fin da allora Palingenius aveva assunto un'attitudine decisamente ostile al neospiritualismo, ossia allo spiritismo, al teosofismo ed alle loro derivazioni; e, quantunque nella Gnose apparissero cospicue tracce di antichi rapporti e contatti col Martinismo, col Papus, la chiesa gnostica ecc., Palingenius si andava sempre pi nettamente distaccando anche dalla sedicente tradizione iniziatica occidentale che fa capo a codeste organizzazioni; sin da allora egli riportava l'attenzione degli studiosi di esoterismo sopra i massimi problemi; e superando le posizioni mentali e sentimentali, si innalzava al livello metafisico, al livello dell'interiorit ed intellettualit pura, essenzialmente sovrarazionale. La metafisica del Gunon non va infatti confusa con le metafisiche dei filosofi contemporanei occidentali, le quali non sono altro che delle speculazioni filosofiche pi o meno felici ed inconcludenti; si tratta per il Gunon di metafisica nel senso etimologico della parola, ossia della conquista effettiva di stati di coscienza trascendenti; si tratta di un fatto vitale, spirituale, e non di una teoria filosofica, n, parimenti, di abbandoni mistici e di languori religiosi pi o meno equivochi. Tralasciando gli scritti minori, le opere di Gunon si dividono naturalmente in due gruppi: il primo, comprendente le Thosophisme e l'Erreur Spirite, di carattere prevalentemente critico ed anche serenamente polemico, inteso a ripulire il terreno dalle male erbe; ed il secondo, comprendente le altre cinque opere, di carattere prevalentemente costruttivo ed espositivo. Le Thosophisme l'unica storia, completa, documentata e competente, della "Societ Teosofica", che sia stata scritta a tutt'oggi. Il Gunon sostituisce alle parole teosofia e teosofi, le espressioni teosofismo e teosofisti, sostenendo e dimostrando come non sia giusto n ammissibile designare con una stessa parola la teosofia dei teosofi alessandrini ed il bagaglio di teorie e di credenze che la Societ teosofica riversa sulle pazienti spalle dei suoi gregari. Egli mostra l'inconsistenza delle pretese teosofiche a rappresentare la
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tradizione iniziatica orientale (od anche non orientale), e l'incompetenza, l'incomprensione, i secondi fini dei leaders teosofici: e, se la documentazione di fatto avesse il potere di prevalere sopra la fede cieca e gli attaccamenti sentimentali, quest'opera dovrebbe strappare molte bende a quei teosofisti che volessero effettivamente ispirarsi al motto della loro Societ: Non vi nulla al di sopra della Verit. L'Erreur Spirite similmente una storia critica del movimento spiritista, intesa a dimostrare l'assurdit delle teorie spiritiche, i pericoli inerenti a certe pratiche ed il carattere equivoco di certi movimenti neo-spiritualisti, di provenienza in generale anglosassone. Il Gunon si dimostra in questo libro rigidamente intransigente nel condannare l'errore spiritico: ed invero, pur riconoscendo, accanto alla gonfia ed intollerante presunzione di certi pseudoscienziati spiritisti ed analfabeti, la seriet e spregiudicatezza di criteri e di intendimenti di altri sperimentatori. La teosofia e lo spiritismo seguiteranno per altro a dilagare, nonostante le critiche del Gunon, e quelle molto meno competenti di altri scrittori; e questo perch, sia pure erroneamente e deplorevolmente, appagano certi bisogni sentimentali, cerebrali ed anche spirituali, che non restano appagati dalla religione, dalla scienza e dalla filosofia. Sono le reciproche deficienze spirituali che ne rendono possibile l'esistenza rispettiva; ma... that is another history, e lasciamola stare! Lo scopo principale propostosi dal Gunon in tutti i suoi scritti, ma precipuamente nella sua prima opera: l'Introduction gnrale l'tude des doctrines hindoues quello di spianare la strada agli studiosi occidentali per arrivare alla "conoscenza", ed, in modo pi definito e come primo gradino, alla comprensione intellettuale delle dottrine hindu, cosa ben diversa dalla erudizione anche corretta degli orientalisti, e dalle adattazioni della Theosophical Society o della Vedanta Society. Come la parola metafisica, cos anche le voci: intellettuale, conoscenza assumono negli scritti del Gunon un senso preciso ed appropriato, ma un po' diverso da quello generico e consueto. La "conoscenza" quella vera, sintetica, trascendente, la "vidya" degli hindu. E l'intellettualit pura appunto quella facolt iper-logica, intuitiva, che permette la comprensione immediata, non discorsiva, metafisica. La deficienza dell'Occidente, e l'abisso che separa la scienza e la civilt dell'Occidente da quelle dell'Oriente, poggia proprio qui, nella universale ignoranza in cui l'Occidente si trova in queste condizioni, possibilit e risultati. Per giungere a questa comprensione intellettuale pura esiste tutta una disciplina, che non di ordine culturale, o emotivo o sentimentale... Sgombrato l'animo da ogni pregiudizio ed affetto, tale disciplina ha per punto di partenza l'ekgrata. Secondo il Gunon, una volta, vi erano anche in Occidente delle scuole in possesso della conoscenza metafisica. La funzione dei numeri nell'espressione delle dottrine pitagoriche ne un indizio. Ma l'equivalente di ci che posseggono le civilt orientali stato in occidente patrimonio di scuole estremamente chiuse. Nella dottrina scolastica vi almeno una parte di metafisica vera, forse insufficientemente svincolata dalle contingenze
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filosofiche e troppo poco nettamente distinta dalla teologia; e nel medio evo occidentale vi sono stati probabilmente dei complementi a ci che era insegnato esteriormente, per uso esclusivo di ambienti molto chiusi; complementi mai formulati per iscritto, che possono essere rintracciati solo in espressioni simboliche, chiare per chi sappia di che si tratta inintelligibili per gli altri. Egli dubita fortemente , per altro, che ne siano rimaste tracce sufficienti per arrivare a farsene un'idea esatta se non per mezzo dell'analogia con ci che esiste in Oriente; e ritiene disgraziatamente assai improbabile che esistano ancora in Occidente delle individualit anche isolate, che abbiano conservato intatto il deposito della tradizione puramente intellettuale che ha dovuto esistere nel medio evo. Se vi sono, dice Gunon, spetta ad esse l'affermare la propria esistenza e produrre i loro titoli, ma egli afferma per altro che l'Occidente non ha rappresentanti in quel che designato simbolicamente il centro del mondo. Argomenti ed affermazioni assai gravi, e su cui non tutti si sentiranno in grado di pronunciare un'opinione categorica, anche perch per potere giudicare se un'individualit si trova nel possesso intatto e completo della tradizione puramente intellettuale bisogna evidentemente essere presso a poco a cotesto stesso livello. Ma anche chi conosca od ammetta che una tradizione occidentale non degenere esiste tuttora, deve riconoscere che l'indirizzo presentemente seguito dalla civilt occidentale, dalla cristianit, non si conforma minimamente alla sapienza esoterica. Il mondo occidentale privo di aspirazioni intellettuali, e ridotto alle sole aspirazioni materiali e sentimentali, senza principi e senza stabilit, va sprofondando alla deriva trascinato dalla smania di cambiare, di correre, di progredire, travolto verso un qualche oscuro e pauroso abisso o cataclisma. La frenesia del progresso scientifico e pi semplicemente industriale, ed il crescente fanatismo di un intollerante moralismo, vanno rendendo sempre pi precaria l'esistenza stessa del cos detto vivere civile, sempre pi insopportabile e pericolosa alle altre la civilt occidentale, che gli altri chiamerebbero piuttosto barbarie, perch vi manca precisamente l'essenziale, vale a dire un principio di ordine superiore. Questo, nelle grandi linee, il quadro che presenta all'occhio del Gunon la nostra civilizzazione. La diagnosi potr forse sembrare esageratamente severa; ma non sono pochi in Occidente i pensatori che iniziano a rendersi conto dello stato delle cose ed a presentire l'oscuro pericolo incombente. Quanto alla prognosi, se non pessimista, certo riservata: bisogna ritornare ad una civilizzazione normale, e perci ricostituire la tradizione metafisica occidentale con le sue scienze tradizionali, ristabilire le gerarchie naturali, restaurare l'assetto sociale in base a principi informati ad una conoscenza vera. un compito gigantesco ma necessario. E per attuarlo occorre per prima e fondamentale cosa ridare all'Occidente la conoscenza dei principi di ordine universale, ossia la metafisica, la conoscenza intellettuale pura e trascendente, la quale essenzialmente
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sopra-individuale e soprarazionale, intuitiva e non pi discorsiva, indipendente da ogni rivalit. Essa la comprensione intellettuale pura, la metafisica, ed essenzialmente universale. Per raggiungere la meta, il Gunon propone di fare appello alla Tradizione orientale. E dichiara categoricamente di dovere la sua conoscenza all'Oriente, e si considera pi orientale che occidentale, propone perci di cercare in Oriente l'appoggio necessario per ricostruire la tradizione occidentale. Un aiuto difatti necessario, perch come egli dice, e come anche noi abbiamo motivo di pensare, qualunque siano le facolt latenti in un individuo dubitiamo che possa svilupparle con i soli suoi mezzi. Naturalmente la riforma completa dello spirito occidentale da principio possibile soltanto ad una ristretta lite. E s'intende che non pu trattarsi che di una lite intellectuelle, del fiore intellettuale, nel senso preciso e tecnico dato dal Gunon a questo aggettivo. Si tratta di dare coscienza di loro stessi a quelli che posseggono questi requisiti di ordine intellettuale, da non confondere con la capacit razionale, n colla erudizione e la cultura. Anzi la miopia intellettuale, prodotta dalla Kultur, costituisce un ostacolo, e rende inetti a quel che sar il compito normale e peculiare del fiore intellettuale, cio alla speculazione intellettuale. Sbarazzato il terreno dai pregiudizi, l'lite nel suo periodo di costituzione acquister e svilupper la pura intellettualit mediante lo studio delle dottrine orientali; quando poi essa sia gi costituita potr ricevere l'appoggio e l'interesse da parte dei rappresentanti autorizzati delle tradizioni orientali, e quando la conoscenza sar posseduta da una lite abbastanza potente essa potr determinare lo stato di spirito necessario per compiere tutto il lavoro sociale di trasformazione dell'Occidente in una civilt normale. Il Gunon si preoccupa quindi principalmente di rintracciare e richiamare alla coscienza quegli occidentali, ignari delle loro stesse capacit intellettuali, che posseggono le qualifiche appropriate per entrare a costituire l'lite. Ed per questa ragione che, abbattendo e disperdendo la mostruosa escrescenza del sapere ignorante dell'Occidente, fa continui richiami alla comprensione intellettuale pura, alla metafisica, ed alle sconfinate possibilit che si aprono dinanzi a chi sappia addentrarsi nella profondit interiore. L'analisi di Gunon non conosce barriere di ordine culturale. Ed appunto grazie a questa sua competenza enciclopedica, alla sua conoscenza delle lingue antiche e di quelle orientali, alla sua erudizione in fatto di filologia, filosofia, mitologia, storia, tradizioni, simbolismo, che egli ha potuto affrontare e trattare l'arduo tema che l'oggetto di Considerazioni sulla via iniziatica. Del resto l'esistenza di una gerarchia iniziatica effettiva una questione di fatto, quando si designi con tale nome l'ordinamento naturale e la subordinazione rispettiva degli esseri e degli uomini in base all'altezza spirituale effettiva cui sono pervenuti. dunque una
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questione di definizione. Posto ci, e tenendo presenti le indefinite possibilit di sviluppo spirituale sempre egualmente aperte dinanzi ai singoli individui, nulla di pi semplice e naturale dell'esistenza sopra la terra del centro di questa gerarchia spirituale; centro avente per funzione naturale quella di custodire il deposito della conoscenza tradizionale e di curarne la trasmissione. A questo centro debbono naturalmente far capo le tradizioni spirituali dei vari popoli e delle varie civilt e religioni, e l'ortodossia delle religioni e dei centri iniziatici secondari e particolari va valutata in base alla loro derivazione da questo centro supremo ed alla loro posizione di fronte ad esso. Quanto pi diretta, pura e fedele la derivazione di una Tradizione dalla Tradizione primordiale, quanto pi profonda, effettiva e cosciente l'identificazione di un centro secondario, di una Chiesa, col centro del mondo, e tanto maggiore il loro valore spirituale. I centri secondari che si identificano di fatto colla suprema gerarchia spirituale ne sono i legittimi rappresentanti, ed comprensibile che vi si identifichino anche nominalmente. Questo non sempre accade e talora l'identificazione interiore effettiva si perde, pur continuando il centro secondario ad accampare la propria pretesa a centro supremo. L'opera del Gunon ha in definitiva un interesse grandissimo, poich le difficili questioni di simbolismo, di esoterismo, di filologia ivi trattate si riferiscono e si riconducono ai pi importanti problemi vitali e spirituali del nostro tempo.