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1 Introduzione

LAfrica un continente ricchissimo di preziose materie prime: c il petrolio in Angola, Gabon e Nigeria oltre che nel Nord Africa, presenta i maggiori giacimenti mondiali di diamanti in Sudafrica, Namibia, Botswana, ma anche in Africa centrooccidentale, Ghana, Sierra Leone, Liberia e in Congo. In sostanza lAfrica produce ed esporta pi di 60 metalli e altri prodotti minerari. Si ritiene, inoltre, che il continente contenga nel suo sottosuolo almeno il 30% delle riserve minerali del pianeta, incluso il 40% di oro, il 60% di cobalto e il 90% di minerali polimetallici. Nonostante queste ricchezze e considerando che veste aree del continente del continente non sono ancora del tutto esplorati, i pi poveri tra i paesi sottosviluppati, cio quelli che possibile definire in via di sviluppo, sono per la maggior parte ex colonie dell'Africa nera. Le cause del perdurante sottosviluppo africano possono essere considerate cause intrinseche alla cultura del continente nero e alle politiche occidentali rivelatosi tuttaltro che vincenti. I programmi di sviluppo promossi dalle ex potenze coloniali hanno paradossalmente avuto leffetto di impoverire il continente anzich aiutarlo a crescere. Negli ultimi anni c stato un crescente impegno della Cina in Africa, che ha messo in discussione i diversi metodi e obiettivi attuati dall Occidente per lo sviluppo del continente nero.

La stampa occidentale critica la presenza cinese in Africa insistendo sulle ragioni economiche e in particolare la ricerca di fonti energetiche per aumentare il suo impetuoso sviluppo, come cause principali. Pur considerando la presenza cinese in Africa mirata al solo tornaconto economico da sottolineare che i recenti studi curati dal Dipartimento dell agricoltura USA hanno evidenziato che vaste aree del continente nero aspirano ormai alla qualifica di emergentie che il loro motore di sviluppo maggiore sono gli investimenti cinesi.

2 - Cause della sconfitta Occidentale

Nonostante l impegno occidentale sul suolo africano pare che dalla decolonizzazione in poi, i programmi di sviluppo promossi dalle ex potenze coloniali hanno avuto leffetto di impoverire il continente africano anzich svilupparlo. Massimo Fini, scrittore e giornalista evidenzi come nel 1961 lAfrica era autosufficiente dal punto di vista alimentare al 98% :Ma da quando ha cominciato ad essere aggredita dalla pervasivit del modello di sviluppo industriale, alla ricerca di sempre nuovi mercati, per quanto poveri, perch i suoi sono saturi, la situazione precipitata. Lintegrazione dellAfrica nel mercato globale ha distrutto le economie di sussistenza, riducendo cos le popolazioni alla fame. Una ventina di anni fa, in contemporanea con una delle periodiche riunioni del G7, i sette Paesi pi poveri del mondo, con alla testa l'africano Benin, organizzarono un polemico contro-summit al grido: Per favore non aiutateci pi!. [M. Fini]

Gli aiuti hanno aggravato la situazione poich hanno avuto leffetto di inghiottire ancora di pi il continente nella spirale della globalizzazione, alimentando un circolo vizioso. La politica Occidentale si basa su trattative bilaterali, favorendo alcuni paesi e condannandone altri. Ad esempio per alcuni paesi africani come il Sudan, la Cina lunico supporto esterno dopo essere stati posti nella lista nera da parte dellOccidente. Inoltre va aggiunto il ruolo dell Occidente negli sconvolgimenti politici dei singoli stati, lintromissione negli affari sovrani dei paesi africani hanno poco alla volta incentivato anche le guerre. Per molti queste politiche di ingerenza sono considerate una vera e propria violazione della sovranit del terzo mondo. Rinunciando ad intervenire nelle questioni interne dei singoli Stati, Pechino evita che i conflitti si propaghino su scala pi ampia, al contrario dellOccidente, che con le sue missioni umanitarie, traducibile in maniera pi tradizionalmente in guerre, finisce con laggravare situazioni che in realt stava cercando solo di risolvere. Lopposizione alle recenti risoluzioni Onu su Libia e Siria sono indicative al riguardo.

3 Politica cinese

La strategia cinese si presenta come modello di sviluppo alternativo a quello Occidentale garantendo la pianificazione di una crescita che altrimenti sarebbe molto pi difficile , per non dire impossibile. La politica cinese per lo sviluppo dell Africa, si basa su tre strategie fondamentali: accesso a risorse agricole e minerarie del paese, creazione di un mercato con potenzialit di sviluppo e la formazione di alleati solidi a livello internazionale. Neglultimi anni questa politica ha permesso una crescita media del 2% allanno del reddito pro capite africano. Inoltre vaste aree del paese aspirano ormai alla qualifica di emergenti e secondo studi del Dipartimento dellAgricoltura USA uno dei principali motori di sviluppo sono gli investimenti cinesi.

La China Export-Import Bank gestisce quasi tutti i prestiti ai paesi in via di sviluppo a differenza dell80% delle banche commerciali del mondo che invece applica l Equator principle, ossia un codice di condotta universale approvato dalla banca mondiale. Pechino ha promesso un fondo per lo sviluppo dellAfrica di ben 5 miliardi per le societ cinesi intenzionate allinvestimento, una linea di credito preferenziale da 3 miliardi di dollari dal 2006 al 2009. Inoltre la Cina ha offerto un forte sostegno sia erogando un prestito speciale di 1 miliardo di dollari destinato alle aziende africane di piccola e media dimensione e sia creando delle zone speciali, parchi tecnologico-industriali con esenzioni fiscali e incentivi per attirare gli investimenti di tutto il mondo. La Cina stata lunica finora disposta a fornire aiuto incondizionato e ad investire nel territorio africano. Scrive Gardelli -La politica di aiuti economici senza alcun vincolo, forse la pi importante e controversa caratteristica dellassistenza economica cinese. Da 2000 ad oggi il flusso di capitali cinesi si ingigantito in modo impressionante tanto da aumentare di ben 200 volte rispetto ad allora. Dal punto di vista politico la Cina ha stretto delle solide alleanze con i paesi africani. Un caso significativo, ad esempio, quello riguardante il Sudan: La Cina difese lalleato contro le accuse di genocidio mosse dallAmerica e in ricompensa ebbe lappoggio degli stati africani per rivendicazioni storiche, per l assegnazione a Pechino delle olimpiadi 2008 e dell Expo 2010 a Shanghai.

Anche nelle strategie cinesi possibile trovare aspetti negativi come ad esempio linquinamento, tuttavia lOccidente ha lasciato della sua presenza in Africa ricordi peggiori.

4 Politiche a confronto

Durante lattuale periodo storico, con il mondo sempre pi sconvolto e allarmato dalla crisi globale, gli Stati sono impegnati nel costruire solide alleanze. Lalleanza e il rafforzamento delle relazioni tra Cina e Africa stanno stravolgendo la scena geopolitica internazionale. Il vantaggio della politica cinese su quella occidentale pu essere ricollegato in parte a passate vicende storiche: la Cina infatti, non ha mai sottomesso o

colonizzato il continente africano e perci i cinesi appaiono quasi come alleati naturale viste le loro aspirazioni e i loro valori. Il continente nero da sempre considerato un paese da colonizzare per gli europei, da utilizzare per attivit antiterroristiche per gli americani, da soccorrere attraverso somme ingenti e aiuti umanitari, da salvare dalla corruzione e dalla violenza. Lapproccio della Cina stato invece completamente diverso, ha avuto il merito di ridare allAfrica un valore reale, riscattandola agli occhi dei suoi abitanti e dandole una nuova collocazione a livello internazionale. [Maria Elena Viggiano] Visti i legami storici molti paesi africani pensano che i paesi occidentali sono responsabili della situazione in cui si trova lAfrica oggi. La sconfitta occidentale sul territorio africano ormai un dato di fatto, ad esempio il FOCAC (il forum sulla cooperazione Cina-Africa) ha avuto un immenso successo rispetto al AGOA ( centro della politica degli Stati Uniti con lAfrica) pur essendo state costituite entrambe nel 2000, avrebbero dovuto produrre simili risultati.

La politica cinese basata sulla non ingerenza negli affari interni di ciascuno stato africano e ha consolidato le sue alleanze tramite la convocazione di vertici cui hanno partecipato i capi degli stati africani. Viceversa la politica occidentale basata su trattative bilaterali, tra stato e stato, favorendo cos alcuni stati africani rispetto ad altri. Per alcuni paesi come ad esempio lo Zimbabwe lunico supporto esterno stata la Cina dopo essere stato escluso dalle trattative del il mondo occidentale.

Loccidente inoltre pi volte si intromesso nelle questioni interne degli stati africani e ci stato considerato come una vera e propria violazione della sovranit africana. La politica occidentale centrata su governance e rispetto dei diritti umani a differenza della Cina che punta sul settore delle infrastrutture e la promozione del commercio. La costruzione di ponti, edifici e strade, per il popolo africano, ha un grande valore per lapertura di un continente che poco collegato internamente. La Cina diventata il partner commerciale pi importante dellAfrica, e considerando altre aree di cooperazione sino-africana, come l'istruzione, scienza e tecnologia, agricoltura, politica e cultura i risultati dello sviluppo sono a dir poco impressionati. L America frustrata dal fatto di essere stata superata ormai su quasi tutti i fronti dai cinesi ha accusato questultimi di colonizzare il continente nero. Gli Stati Uniti preoccupati dellavanzata cinese sono in procinto di cambiare le proprie strategie per contrastare linfluenza cinese, cos come dimostrano le audizioni della commissione delle relazioni estere degli Stati Uniti che cominciano cos:La Cina in Africa:implicazioni per la politica degli Stati Uniti. Non solo gli Stati Uniti ma anche lEuropa preoccupata dalle relazioni sinoafricane. Il richiamo dell'Unione europea posto alla Cina per l'impegno comune nello sviluppo dell'Africa stato visto secondo alcuni studiosi, indirizzato a domare la crescente influenza della Cina in Africa piuttosto che a scopi altruistici. Probabilmente se loccidente provasse a preoccuparsi pi delle questioni africane anzich dell influenza cinese forse qualcosa cambierebbe in positivo.

5 - La met oscura della luna

La Cina non fa beneficenza e infatti le relazioni tra gli africani e cinesi non si basano su una semplice amicizia quanto sulla reciprocit di interessi e vantaggi.

I cinesi hanno di certo offerto un rapporto vincente allAfrica, delineando una strada concreta verso lo sviluppo e lo svincolo dalle catene del Terzo Mondo, tuttavia la politica adottata presenta sfortunatamente degli effetti negati. Purtroppo molte imprese africane sono fallite per leffetto dei prodotti cinesi a basso costo denominati in senso dispregiativo cing-ciong, tanto da creare fenomeni di deindustrializzazione regressiva. Un altro aspetto negativo riguarda gli abusi contro i diritti dei lavoratori, nei settori dominati dalle imprese cinesi sul territorio africano. Sono stati denunciati violenze e abusi a nord di Harare, dove la grande societ cinese AFECC sta costruendo un immensa accademia militare che si prospetta come un vero e proprio cantiere di sfruttamento. Quattro dollari di salario al giorno per turni dalle sette del mattino alle nove di sera sono le condizioni umilianti che i lavoratori devono subire. Intimidazioni, pestaggi, licenziamenti politici sono allordine del giorno, contro chi osa ribellarsi. scrive il giornalista e scrittore Federico Rampini. A Marange, nello Zimbabwe, si trova la pi grande miniera a cielo aperto mai scoperta, con un potenziale di oltre centinaia di miliardi di dollari. Lintera zona in questione stata dichiarata area militare e viene continuamente presidiata dai soldati cinesi addestrati sulle pi efficaci tecniche di violenza e tortura. Uccidere chiunque cerchi di superare le recinzioni che circondano la miniera lordine dei soldati, e spesso lesecuzione avviene in maniera terribile e indignitosa.

In pi occasioni il governo cinese ha ottenuto lo sfruttamento di miniere e giacimenti in cambio di non interferenza negli affari interni e approvvigionamento di armi. Per garantire una certa stabilit ai governi alleati, Pechino ha il compito di fornire armamenti e occuparsi della formazione e della riorganizzazione delle milizie, anche quelle pi sanguinarie. L88% delle armi sudanesi provengono dalla Cina, e i traffici sono cresciuti di ben 140 volte tra il 2001 e il 2006 secondo le statistiche statunitensi. Secondo il ricercatore David H. Shinn, almeno 1 milione di dollari di armi cinesi sono state vendute fino al 2006 in Benin, Botswana, Burkina Faso, Cameroon, Gibuti, Egitto, Libia, Mozambico e Zambia. Contratti pi corposi hanno riguardato lEtiopia (8,2 milioni di dollari), Kenya (1 milione), Namibia (2,3 milioni), Niger (1,2 milioni), Sud Africa (2,6 milioni), Sudan (2,9 milioni), Tanzania (1,8 milioni), Uganda (2,5 milioni) e Zimbabwe (3,6 milioni). Tra gli avvenimenti pi eclatanti e sconvolgenti c lo sfruttamento dei lavoratori avvenuto in Zambia nella miniera di Chambishi, dove morirono oltre cinquanta uomini e il caso di Likasi, una citt nel sud del Congo <<centinaia di nuovi schiavi scavano con le unghie e i denti, strappano alla terra le ultime briciole di cobalto e rame>>. La ragion di stato africana non trova opposizione da parte dei cinesi nemmeno quando si tratta di contribuire a fermare guerre e massacri come in Darfur. Ovviamente questa non solo una storia cinese ma una delle rappresentazioni del potere, a cominciare da quello occidentale.

6 - Nella corsa allAfrica, lunico Paese a fare concorrenza alla Cina lIndia.

LIndia conceder al continente un prestito da 5 miliardi di dollari, un contributo a fondo perduto di altri 700 milioni ed inoltre verr costruito un istituto di pianificazione nel settore dellistruzione in Burundi, uno per il commercio estero in Uganda, un istituto di informatica in Ghana e un istituto del diamante in Botswana. Tra gli investimenti indiani privati c il colosso delle telecomunicazioni Bharti Airtel che ha investito ben 10 miliardi di dollari per assicurarsi il mercato della telefonia mobile in 15 paesi del Continente Nero, il gruppo automobilistico Tata, gi presente in 11 paesi detiene il monopolio dei trasporti in Uganda e in Senegal. Le differenze tra la politica cinese e indiana consiste nel fatto che lIndia cerca di radicarsi nel continente attraverso una rete di industrie private che sostenute dallo Stato, conquistano i mercati attraverso una strategia di fusioni e acquisizioni, mentre la Cina, invece, preferisce accordarsi direttamente con i governi. Per entrambe le tigri asiatiche, lAfrica rappresenta una miniera di opportunit. Daltro canto, per lAfrica l alleanza con India e Cina loccasione per inserirsi in una rete di rapporti paritari e non improntati sul tradizionale sfruttamento avvenuto in passato nellera coloniale.

5 Conclusioni

La capillare presenza cinese in Africa ormai un dato di fatto. Una politica di partnership innanzitutto economica, finita sotto i riflettori perch oscurata da molte zone dombra e perplessit soprattutto da parte del mondo occidentale. Intanto per le economie africane crescono, anche grazie allarrivo dei cinesi. Il prioritario interesse cinese consiste nel considerare i paesi africani, le loro ricchezze e gli spazi che le loro economie offrono e infatti la Cina disposta a investire, a prestare, a condonare e a intervenire di persona in Africa come nessun altro paese disposto a fare in questo momento. Non c settore produttivo o paese africano che sfugga allattenzione cinese. Significative sono le dichiarazioni del Presidente del Senegal Wade: in meno di 10 anni di cooperazione con la Cina, lAfrica ha ottenuto 1000 volte pi di quanto ha avuto in 400 anni di relazioni, di chiacchiere e dolori con lOccidente. Prendendo in considerazione gli oltre cinque secoli di rapporti tra Africa e l'Occidente, non sembrerebbe unimpresa impossibile riuscire a ricucire i rapporti e avviare una collaborazione proficua per entrambi.

Ma l'Occidente che cosa fa? A quanto pare poco. La mancanza di una politica estera comune e un governo unico non permette di reagire nel migliore dei modi a questa situazione. Alcuni stati europei vedono ancora lAfrica nella sua totalit come quella di ventanni fa, ma lAfrica cambiata molto negli ultimi anni. La ragione della diffidenza dellOccidente tutta teoria, frutto delle analisi geopolitiche neorealiste. Gli stati ossia gli attori della scena geopolitica internazionale si muovono gli uni verso gli altri unicamente per dinamiche conflittuali e contrastanti. La crescita della presenza cinese in Africa dunque vista come una minaccia, un atto che mira ad una ridistribuzione del potere a livello globale. Sicuro indice, quindi, di futuri conflitti. Che la Cina stia influendo in modo pesante sul destino dellAfrica un dato di fatto, ma non per questo dobbiamo assolvere il mondo dai peccati di ieri e di oggi. In ogni caso, oltre a giocare le proprie mosse nello scacchiere geopolitico mondiale, e dopo essersi assicurate lo sfruttamento delle risorse naturali ancora disponibili, prima o poi le grandi potenze saranno costrette a fare i conti con la salute di un pianeta sempre pi impoverito, inquinato e sconvolto.

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