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MONDOVISIONE

Sandra Biondo

Brasile: scoperta o colonizzazione?


500 anni di storia ci obbligano ad essere cri
Recife, 20 aprile 2000 Carissimi, "mancano 2 giorni ai 500 anni della scoperta del Brasile". Da due anni e mezzo questo conto alla rovescia proposto dalla Rede Globo diventato un tormentone che finalmente terminer sabato prossimo, 22 aprile 2000, data in cui si commemora lo sbarco del portoghese Pedro lvares Cabral in una localit del litorale bahiano oggi conosciuta col nome di Porto Seguro. Grandi orologi installati dalla Globo nelle capitali degli stati brasiliani due anni fa, segnano oggi "-2". Sabato il presidente Cardoso sar a Porto Seguro con tutti i Ministri, dove la festa culminer con il concerto di Pavarotti trasmes50

so da unaltra rete televisiva, la Bandeirantes, mentre la Globo ha organizzato a Brasilia un grande show musicale dal vivo con i nomi pi significativi della musica commerciale. Numerose caravelle, ricostruite secondo i modelli dellepoca, getteranno lancora in varie localit del litorale brasiliano, mentre a S. Paulo una grande esposizione sulla cultura brasiliana esporr, per la prima volta nella storia, la lettera che Pero Vaz de Caminha, accompagnatore di Cabral, scrisse al re di Portogallo per descrivergli la bellezza della nuova terra e dei suoi curiosi abitanti, documento storico importantissimo che non era mai uscito da Li-

tici sul nostro passato

sbona. Per una singolare coincidenza tutto questo cade nella data della Pasqua cristiana e nellanno del Giubileo (di cui qui, francamente, si parla ben poco). Vi sottopongo alcune informazioni e riflessioni perch possiate condividere questo momento storico cos significativo per il Brasile.

Indios
Nel 1500 abitavano nel territorio brasiliano circa 5 milioni di nativi. Oggi gli indios riconosciuti tali sono poco pi di 300 mila. Il grande problema degli indios, riuniti in pi di 200 trib differenti sparse per tutto il territorio

nazionale, la demarcazione delle loro terre, cio il riconoscimento e la definizione precisa del territorio che ogni trib ha il diritto di abitare e sfruttare per la propria sopravvivenza. In altre parole, la restituzione del maltolto dopo 500 anni. I pi antichi abitanti di queste terre sono stati sterminati, derubati delle loro propriet collettive che garantivano loro la sopravvivenza, decimati dalle malattie portate dagli europei, le loro donne sono state stuprate e i loro villaggi distrutti. Celebriamo, coi nostri fratelli indios, 500 anni di che?

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Negri
Con la colonizzazione portoghese e lo sfruttamento intensivo delle terre, nacque la necessit di manodopera schiava, giacch la maggioranza degli indios non accettava di essere sfruttata. Dal XVI al XIX secolo sono stati "importati" dallAfrica circa 4 milioni di schiavi negri; altrettanti sono morti in mare, durante il disumano trasporto. Oggi i negri e i mulatti rappresentano circa il 50% della popolazione del Brasile; studi genetici recentissimi informano che di 10 bianchi, 6 portano nei cromosomi uneredit negra. Fra la popolazione di pelle scura si conta il 22% di anafabeti, fra i bianchi il 9%. La sproporzione ancor pi evidente quando andiamo a vedere i numeri della disoccupazione, quando andiamo a vedere chi sono gli

abitanti delle favelas pi povere, chi sono gli alunni delle scuole pubbliche, quanti negri ci sono fra gli studenti universitari o, peggio ancora, fra i professori, quanti deputati, senatori, governatori, sindaci, consiglieri comunali, direttori dazienda.... Celebriamo, coi nostri fratelli negri, 500 anni di che?

Donne
Da sempre maggioranza silenziosa, sottomesse e sfruttate, storicamente relegate allo spazio della casa ed escluse dagli spazi di partecipazione politica e sociale (cio, da tutte le forme di potere), le donne sono oggi responsabili del 43% delle famiglie brasiliane. S, il 43% dei capofamiglia sono donne: madri, ma anche nonne, zie, sorelle, che caricano sulle spalle la responsabilit di quasi la met delle famiglie di questo paese, nonostante ricevano, in media, salari del 40% pi bassi dei colleghi maschi. Celebriamo, con le nostre sorelle, 500 anni di che? Poveri 24 milioni di indigenti vivono in condizioni subumane, dormono per la strada o in ripari demergenza... emergenza permanente.... Sono il 15% della popolazione totale del paese (160 milioni). E sono dati divulgati dal Governo! Il nuovo salario minimo sar, a partire da maggio, di 151 Reais, circa 175 mila lire al cambio attuale, per lallegria di milioni di pensionati al minimo, di domestiche, di operai, di giovani al primo impiego. In uno dei quotidiani di Recife, il "Diario di Pernambuco", uscita due domeniche fa questa notizia: 92% dei recifensi sono "senza-net" (parafrasando i movimenti "senza-terra" e "senza-tetto"), 84% non sono mai entrati in contatto con un computer. Faccio parte di unelite ristrettissima, di un secco 8% di privilegiati che naviga nella rete internazionale e redige i suoi testi digitandoli su una tastiera; eppure non sono ricca, eppure il Brasile il primo paese dellAmerica Latina quanto a connessioni alla rete, eppure Re-

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cife una delle citt pi sviluppate del paese. Celebriamo, coi nostri fratelli impoveriti ed esclusi, 500 anni di che?

La Storia Ufficiale
La Storia Ufficiale quella raccontata dai vincitori. Eppure questo paese stato costruito dai vinti, dagli oppressi, dagli esclusi. stato costruito sul sangue dei popoli nativi, col sudore degli schiavi negri nelle piantagioni di canna da zucchero e di caff, col lavoro silenzioso delle donne, con lo sfruttamento del lavoro dei poveri. Le commemorazioni per i 500 anni del Brasile devono essere unoccasione di riflessione critica sul passato, per proporre qualcosa di diverso per il futuro; per questo le "celebrazioni" proposte dalla Rede Globo a molti non vanno gi. C bisogno di una rilettura e di una riscrittura della storia di questo paese. Pi di 200 trib indie sono riunite in questi giorni vicino a Porto Seguro per una riunione nazionale alternativa alle celebrazioni ufficiali; il Movimento Sem Terra sta promuovendo nuove e numerose invasioni di fazendas improduttive. I movimenti di coscienza negra, insieme a molti altri movimenti popolari, associazioni di donne e gruppi culturali della societ civile organizzata, stanno organizzando manifestazioni alternative, incontri, seminari, pubblicazioni sui 500 anni del Brasile. E noi che siamo qui cerchiamo di fare la nostra parte divulgando informazioni che consideriamo pi complete di quelle ufficiali. A tutti voi Buona Pasqua e a risentirci presto.
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