Sei sulla pagina 1di 58

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI SALERNO Facolt di Ingegneria Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica

Scambiatore di calore a tubi concentrici

Relazione del progetto di Fenomeni di Trasporto Professore: Roberto Pantani Diego Caccavo Marino Miccio

Anno Accademico 2011/2012

Sommario

Sommario ............................................................................. I Introduzione ........................................................................ 1


1.1 Lo scambio termico e la sua importanza________________ 2
1.1.1 Tipologie di scambiatori 1.1.2 Lo scambiatore a doppio tubo 2 2

1.2 Parametri caratteristici dello scambiatore di calore _______ 3


1.2.1 Differenza di Temperatura media logaritmica 1.2.2 Area di scambio 1.2.3 Coefficiente di scambio globale 3 4 4

Cenni teorici......................................................................... 5
2.1 Fluidodinamica ___________________________________ 6
2.1.1 Equazione di continuit 2.1.2 Equazione del moto 6 7

2.2 Trasporto di energia _______________________________ 8


2.2.1 Equazione differenziale dellenergia 2.2.2 La temperatura di bulk 2.2.3 Lequazione di Fourier e il coefficiente di scambio termico 2.2.4 Il numero di Nusselt 8 8 9 10

Il modello............................................................................ 11
3.1 Script 1: Calcolo della temperatura___________________ 12
3.1.1 Coordinates and Variables 3.1.2 Definitions 3.1.3 Equations 3.1.4 Boundaries 3.1.5 Monitors 3.1.6 Plots 3.1.7 Esportazione dei dati 12 13 15 15 18 18 19

3.2 Script 2: T di bulk e coefficiente di scambio ___________ 20 [I]

Sommario e indici. 3.2.1 Variables 3.2.2 Definitions 3.2.3 Equations 3.2.4 Boundaries 3.2.5 Monitors 3.2.6 Plots 20 20 24 24 25 25

Pag. II

3.3 Implementazione della fluidodinamica ________________ 27


3.3.1 Variables 3.3.2 Equations 3.3.3 Boundaries 3.3.4 Verifica della portata 3.3.5 Problematiche legate alla risoluzione 27 27 28 29 30

Validazione della simulazione .......................................... 33


4.1 Analisi dei profili di temperatura ____________________ 34
4.1.1 Evoluzione del profilo termico nello scambiatore 4.1.2 La lunghezza di imbocco termica 34 36

La sezione anulare: i risultati sperimentali e la loro descrizione 42


5.1 Utilizzo della simulazione__________________________ 43 5.2 Modello a due parametri: c e p ______________________ 44
5.2.1 Analisi teorica del problema 5.2.2 Calcolo dei parametri 5.2.3 Considerazioni sui parametri del modello 44 45 47

5.3 Modello 2: Sieder-Tate pi Nu0 _____________________ 50

Conclusioni ........................................................................ 53
6.1 Conclusioni _____________________________________ 54

Bibliografia ........................................................................ 55

Capitolo Uno

Introduzione

In questo capitolo viene sottolineata limportanza dello scambio termico in applicazioni industriali. Lattenzione si focalizza sullapparecchiatura che realizza questa operazione: lo scambiatore di calore. Se ne descrivono i parametri fondamentali.

[1]

Capitolo Uno.

Introduzione

Pag. 2

1.1 Lo scambio termico e la sua importanza


Lo scambio termico una delle operazioni pi frequenti e allo stesso tempo fondamentale allinterno di un qualsiasi impianto produttivo. In seguito allaumento del costo dellenergia si posta grande attenzione al tema dellottimizzazione energetica, ampliando lutilizzo di apparecchiature capaci di adempiere al trasferimento di energia. Lo strumento capace di effettuare ci lo scambiatore di calore. Questo realizza uno scambio termico tra due fluidi senza che essi vengano a contatto diretto tra loro. 1.1.1 Tipologie di scambiatori La tipologia di scambiatore pi semplice quella costituita da due tubi coassiali nei quali i due fluidi possono scorrere nella stessa direzione (equicorrente) oppure opposta (controcorrente). Negli anni sono state proposte e realizzate differenti evoluzioni capaci di soddisfare diverse richieste a seconda della natura e tipologia dei fluidi trattati. possibile effettuare una classificazione in base al modello costruttivo e tra le soluzioni di maggior successo si annoverano: Scambiatore a doppio tubo Scambiatore tubo e mantello Scambiatore a piastre Air cooled 1.1.2 Lo scambiatore a doppio tubo La configurazione pi diffusa e semplice tra gli scambiatori di calore quella a doppio tubo. caratterizzata dalla presenza di due tubi concentrici nei quali scorrono, nella stessa direzione o in direzione opposta, due fluidi. Lo scambio termico avviene prevalentemente attraverso la parete di separazione, senza quindi che vi sia contatto diretto.

Figura 1: schematizzazione dello scambiatore a doppio tubo

Lo spessore della tubazione interna, che influenza il trasferimento di calore, cresce allaumentare della differenza di pressione tra i due fluidi.

Capitolo Uno.

Introduzione

Pag. 3

Solitamente la lunghezza di questi scambiatori molto elevata vista la bassa capacit di trasferimento di calore, si realizzano quindi configurazioni in cui il doppio tubo viene ripiegato pi volte cos da limitarne lingombro.

Figura 2: esempio di scambiatore a doppio tubo "ripiegato"

1.2 Parametri caratteristici dello scambiatore di calore


Lequazione macroscopica che descrive lo scambio termico dellapparecchiatura la seguente: (1.1) 1.2.1 Differenza di Temperatura media logaritmica Caratteristica dello scambiatore che la differenza di temperatura dei fluidi non costante ma varia da punto a punto in direzione assiale. Il tipo di media pi appropriata, per descrivere questo andamento, quella logaritmica. Si ottiene considerando la differenza di temperatura in due sezioni: sezione 1 ( ) e sezione 2 ( ) che solitamente corrispondono alle estremit dello scambiatore: (1.2) Le due possibili configurazioni, equicorrente e controcorrente, realizzano uno scambio termico differente. La peculiarit dello scambiatore in controcorrente che la temperatura di uscita del fluido caldo pu superare quella di entrata del fluido freddo, ci implica che a parit di calore scambiato la soluzione in controcorrente richiede unarea di scambio minore.

Capitolo Uno.

Introduzione

Pag. 4

Figura 3: profili di temperatura in scambiatori. [1]

1.2.2 Area di scambio il parametro fondamentale che deve essere determinato nel dimensionamento di uno scambiatore. Risulta essere la superficie che separa il fluido caldo da quello freddo. Levoluzione tecnologica ha permesso di massimizzare larea di scambio per unit di volume. 1.2.3 Coefficiente di scambio globale Il fattore di proporzionalit, tra la portata termica da un lato e il prodotto della superficie di scambio per la differenza di temperatura dallaltro, il coefficiente di scambio globale U, ottenuto considerando la serie di resistenze al trasporto di energia.

Figura 4: (a) Distribuzione di temperature, (b) circuito termico equivalente [2]

Capitolo Due

Cenni teorici

In questo capitolo vengono richiamati i concetti teorici utilizzati per descrivere la fluidodinamica e il trasporto di energia allinterno di scambiatori di calore. Vengono mostrate le equazioni di trasporto e introdotte le espressioni per il calcolo del numero di Nusselt tramite lanalisi adimensionale, richiamando anche espressioni di tipo empirico.

[5]

Capitolo Due.

Cenni teorici

Pag. 6

2.1 Fluidodinamica
Lo studio della fluidodinamica di uno scambiatore di calore non quasi mai unoperazione semplice, inoltre, man mano che ci si allontana dalla configurazione a doppio tubo coassiale le difficolt, anche di risoluzione numerica, aumentano vertiginosamente. Ad ogni modo, qualunque sia la geometria, il punto di partenza per la descrizione fluidodinamica del problema parte dallanalisi dellequazione di continuit e dellequazione del moto in termini vettoriali. 2.1.1 Equazione di continuit Lequazione di continuit, che si ricava dal bilancio differenziale di materia, in termini vettoriali rappresentata dalla seguente espressione: ( Esplicitando la derivata sostanziale: ( Nellipotesi di: Stato stazionario Densit costante ( ) (2.3) ) ( ) (2.2) ) (2.1)

Dire che la divergenza di nulla, vuole dire che le derivate del vettore velocit si bilanciano tra loro per dare una somma nulla, cio, praticamente, se vi unaccelerazione in una data direzione ci sar sicuramente una decelerazione in qualche altra direzione che va a bilanciarla. Nel caso in esame possibile esplicitare la div(v) nelle sue componenti in coordinate cilindriche. Tenendo presente che: ( E considerando: ( Si ottiene: ( ) (2.6) ) (2.5) ) (2.4)

Capitolo Due.

Cenni teorici

Pag. 7

2.1.2 Equazione del moto Nellipotesi di: Fluido Newtoniano incomprimibile Lequazione del moto in termini vettoriali : (2.7) Esplicitando la derivata sostanziale si ottiene la nota relazione di Navier-Stokes: ( ) (2.8)

Considerando il problema allo stato stazionario e non essendoci linfluenza della gravit lespressione precedente diventa: ( ) (2.9) possibile esplicitare questa espressione dalla forma vettoriale nelle sue componenti in coordinate cilindriche. Essendo le componenti della velocit: ( ( Lequazione del moto risulta essere: ) ) ( ( ) ) [ [ ( ( ( ) )) ] ] (2.11) ) ) (2.10)

Ovviamente in questo capitolo si sta effettuando una trattazione generica del problema semplicemente ricavando le equazioni che saranno poi implementate nel modello. Per questo non sono specificate le condizioni al contorno (e iniziali) che dovrebbero sempre affiancare le relative equazioni differenziali nella descrizione di un particolare problema. Volendo ricavare il valore della portata sufficiente integrare la velocit assiale nella sezione: (2.12)

Capitolo Due.

Cenni teorici

Pag. 8

2.2 Trasporto di energia


Al pari della fluidodinamica, lo studio del trasporto di energia negli scambiatori di calore di fondamentale importanza per una corretta progettazione e gestione dellapparecchiatura. 2.2.1 Equazione differenziale dellenergia Prendendo in considerazione lequazione dellenergia in termine di temperatura: Con lipotesi di: Fluido newtoniano (2.14) Dove prende il nome di funzione di dissipazione. Fluido incomprimibile Nellipotesi invece di: possibile elidere il termine di variazione di pressione cos che lequazione diventa: Considerando: Il flusso di calore espresso dallequazione di Fourier Esplicitando la derivata sostanziale Stato stazionario ( ) Termine di generazione viscoso trascurabile ( Coordinate cilindriche (2.15) Il prodotto diadico pu essere esplicitato come segue: (2.13)

E facendo alcune assunzioni relative al problema in esame:

Lequazione 2.15 diventa: ( ) [ ( ) ] (2.16)

2.2.2 La temperatura di bulk Nel moto in condotti, e quindi anche allinterno di scambiatori, nasce spesso lesigenza di conoscere la temperatura media in una data sezione. In particolare ci si riferisce spesso alla temperatura di bulk, che la temperatura che si otterrebbe facendo cadere quella determinata sezione allinterno di un recipiente perfettamente miscelato:

Capitolo Due.

Cenni teorici

Pag. 9

( )

) ( ) ( ) (2.17)

2.2.3 Lequazione di Fourier e il coefficiente di scambio termico Il vettore flusso termico pu essere espresso mediante una relazione di diretta proporzionalit col gradiente di temperatura , generando cos la nota equazione di Fourier: (2.18) Dove la conducibilit termica del materiale. In coordinate cilindriche: ( ( ( E considerando il problema in esame: ( ) ( ) (2.20) Essendo interessati allo scambio termico tra i due fluidi, la componente di interesse del flusso quella radiale . possibile relazionare il flusso con la differenza di temperatura caratteristica attraverso il fattore di proporzionalit h, che prende il nome di coefficiente di trasmissione termica: (2.21) Da cui: (2.22) Per conoscere un valore medio del coefficiente di scambio su tutta la lunghezza di interesse si utilizza la media integrale: (2.23) ) ) ) (2.19)

Nel caso in cui il trasporto di calore avviene attraverso diversi materiali (resistenze in serie) utile introdurre un coefficiente globale di scambio: ( ) (2.24)

Capitolo Due.

Cenni teorici

Pag. 10

2.2.4 Il numero di Nusselt Partendo dallequazione di Fourier: (2.18) possibile definire un numero adimensionale che il Nusselt:

(2.25)

Sostituendo la 2.22 nella 2.25 si ricava il numero di Nusselt: (2.26) Questo a sua volta legato, in condizioni di convezione forzata, al numero di Reynolds e al numero di Prandtl e in laminare a D/L, con coefficienti di proporzionalit differenti a seconda della geometria e della fluidodinamica: ( ) (2.27)

In particolare per caso di moto laminare in condotti, sono presenti in letteratura diverse correlazioni empiriche, tra cui una delle pi utilizzate per piccoli diametri e T quella di Sieder-Tate (1936): ( ) (2.28)

Solitamente si utilizza questa relazione sperimentale anche con condotti a sezione non circolare sostituendo a D il diametro idraulico definito genericamente come il rapporto tra quattro volte la sezione e il perimetro bagnato: (2.29) In una sezione anulare diventa: ( ( ) ) ( ) (2.30)

Capitolo Tre

Il modello

In questo capitolo si descritto lambiente di programmazione utilizzato per limplementazione del modello dello scambiatore. Vengono mostrati e commentati i codici utilizzati per ricavare i profili di temperatura e i coefficienti di scambio. infine illustrato lo sviluppo del modello fluidodinamico.

[11]

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 12

Spesso i problemi relativi ai fenomeni di trasporto sono descritti mediante equazioni differenziali alle derivate parziali che, il pi delle volte, richiedono soluzioni di tipo numerico. Per questa tipologia di risoluzione lapproccio pi comune quello mediante lanalisi degli elementi finiti (FEA). Si divide il dominio in numerose regioni ed ad ognuna vengono assegnate una o pi equazioni che devono essere risolte in modo simultaneo, richiedendo potenze di calcolo abbastanza elevate. Si utilizzato quindi un software, Flexpde 5 della PDE Solutions Inc [3] che in grado di lavorare in 1, 2 o 3 dimensioni. Attraverso lutilizzo di due script si innanzitutto ricreato il profilo di temperatura nellintero scambiatore per poi andare a valutare i coefficienti di scambio locali e globali di calore.

3.1 Script 1: Calcolo della temperatura


Lobiettivo di questo codice quello di valutare la temperatura in ogni punto dello scambiatore, mediante la risoluzione dellequazione differenziale dellenergia.

Figura 5: Esempio di profilo di temperatura nell'intero scambiatore

3.1.1 Coordinates and Variables In primis si sono scelte le coordinate con cui descrivere il problema. Data la simmetria dellapparecchiatura rispetto allasse, si sono adoperate le coordinate cilindriche (xcylinder) descrivendo quindi la figura nel piano (z,r). Successivamente si dichiarata la variabile del sistema che nel caso analizzato la sola temperatura.
TITLE 'Double Pipe Heat Exchanger Project (1)' COORDINATES xcylinder VARIABLES T {XCYLINDER('z','r')}

{ system variables }

select Threads=2

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 13

3.1.2 Definitions Di seguito si vanno a definire tutti i parametri necessari al corretto funzionamento dello script 3.1.2.1 Parametri geometrici, fisici e termici Si sono quindi definite le propriet geometriche dello scambiatore, quelle fluidodinamiche e termiche dei fluidi, imponendo sempre una temperatura di ingresso del fluido caldo e freddo rispettivamente di 360 e 300K.
DEFINITIONS {Geometric parameters} ri=0.01 re=ri+2e-3 Rie=re+ri/2 Ree=Rie+2e-3 L=100*Ree n=re/Rie Dh=4*(Rie^2-re^2)/(2*(Rie+re)) {Internal radius - internal pipe} {external radius - internal pipe} {Internal radius - external pipe} {external radius - external pipe} {Lenght of the exchanger}

{Physical parameters} visc_in=1e-3 visc_out=1e-3 visc=1e-3 visc_tubo=1e5 dens=1000 dens_in=1000 dens_out=1000 dens_tubo=7800 {Density of the internal fluid} {Density of the external fluid} {Density of the pipe (stainless steel)} {"Viscosity" of the pipe} {Viscosity of the internal fluid} {Viscosity of the external fluid}

{Thermic parameters} cond_tubo=staged(5,100) cond=0.6 cond_in=0.6 cond_out=0.6 Cp=4186 Cp_tubo=500 Cp_in=4186 Cp_out=4186 rcp=dens*Cp rcp_in=dens_in*Cp_in rcp_out=dens_out*Cp_out rcp_tubo=dens_tubo*Cp_tubo T0_in=300 T0_out=360 {Inlet Temperature of the internal fluid} {Inlet Temperature of the external fluid} {conductivity of the internal fluid} {conductivity of the external fluid} {specific heat of both fluids} {specific heat of the pipe} {conductivity of the pipe W/(m^2*K)}

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 14

interessante notare che la conducibilit del tubo stata raggiunta attraverso due stadi in modo da assicurare la risoluzione dellequazione nella zona in esame. 3.1.2.2 Fluidodinamica Per facilit di risoluzione numerica dello script da parte del software si deciso di imporre un profilo di velocit laminare (vedi paragrafo 3.3) in direzione assiale annullando la componente radiale di velocit. Di conseguenza semplicemente variando il valore numerico della variabile vz0_in possibile simulare un funzionamento in differenti condizioni operative. Si inoltre scelto di utilizzare una velocit media nella sezione anulare pari al doppio di quella nella sezione circolare in modo da ottenere un ugual valore del numero di Reynolds in entrambi i condotti.
{Flow parameters} vz0_in=0.005 vz0_out=2*vz0_in Rey_in=dens_in*vz0_in*2*ri/visc_in Rey_out=dens_out*vz0_out*Dh/visc_out Por_in=vz0_in*Pi*ri^2 Por_out=vz0_out*Pi*(Rie^2-re^2) {Average velocity at the inlet of the internal fluid} {Average velocity at the inlet of the external fluid} {Reynold's number for the internal fluid} {Reynold's number for the external fluid} {Flowrate of the internal fluid} {Flowrate of the external fluid}

vr=0 {Parabolic profiles has been used for both inlet velocity} vzin=2*vz0_in*(1-(r/ri)^2) vzout=2*vz0_out*(1-(r/Rie)^2-((1-n^2)/ln(1/n))*ln(Rie/r))/((1+n^2)-(1-n^2)/ln(1/n)) vz=vzin v=vector(vz, vr) vm=magnitude( v) {define the vector v} {evaluate the module of v}

Attraverso il comando vector si definisce un vettore velocit di componenti vz e vr mentre magnitude ne rappresenta il modulo vm che graficato restituisce:

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 15

Figura 6: Modulo del vettore velocit

3.1.2.3 Flusso termico Utilizzando lequazione di Fourier si valuta il flusso termico qr in direzione radiale e di particolare interesse risulta qw alla parete interna del tubo interno.
qr=abs(-cond*dr(T)) qw=eval(qr,z,ri) dvsudr=dr(vz) {Heat flow in r direction} {Heat flow at the internal wall}

3.1.3 Equations Cuore dello script lequazione dellenergia in funzione delle propriet di trasporto per fluidi newtoniani. Essa scritta in coordinate cilindriche:
EQUATIONS T: rcp*[ vr*dr(T)+ vz*dz(T)]-cond*[ 1/r*dr(r*dr(T))+ dzz(T)]=0

{Si trascura il termine viscoso e siamo in condizioni di stato stazionario}

3.1.4 Boundaries Fondamentale risulta la definizione del dominio ovvero lo spazio limitato allinterno del quale viene definito e affrontato il problema. Sono state realizzate cinque regioni, una prima complessiva dove si sono specificate le condizioni al contorno mentre le restanti regioni sono dedicate a particolari zone in cui sono differenti i parametri di densit, conducibilit e velocit.

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 16

Figura 7: Rappresentazione delle regioni e della mesh

Le condizioni al contorno sono state introdotte attraverso due semplici comandi: value (stabilisce il valore che la variabile assume sul limite del dominio) natural (stabilisce il flusso sul limite del dominio)
{ The domain definition }

BOUNDARIES

REGION 1 START(0,0) value(T)=T0_in LINE TO (0,ri) natural(T)=0 LINE TO (0,re) value(T)=T0_out natural(T)=0 natural(T)=0 LINE TO (0,Rie) {In1} {Tick1} {In2} {Tick2}

LINE TO (0,Ree) LINE TO (L,Ree)

natural(T)=0 LINE TO (L,Rie) natural(T)=normal(cond*grad(T)) natural(T)=0 LINE TO (L,ri) LINE TO (L,0) LINE TO (L,re)

{Tick2} {Out2} {Tick2} {Out1} {Axis}

natural(T)=normal(cond*grad(T)) natural(T)=0 LINE TO CLOSE

REGION 2 cond=cond_tubo rcp=rcp_tubo vz=0

{Thickness of the external pipe}

start(0,Rie) line to (0,Ree) to (L,Ree) to (L,Rie) to close

REGION 3 rcp=rcp_out cond=cond_out

{Anular section}

Capitolo Tre.
vz=vzout

Il modello

Pag. 17

start(0,re) line to (0,Rie) to (L,Rie) to (L,re) to close

REGION 4 cond=cond_tubo rcp=rcp_tubo vz=0

{Thickness of the internal pipe}

start(0,ri) line to (0,re) to (L,re) to (L,ri) to close

REGION 5 cond=cond_in rcp=rcp_in vz=vzin

{ Cylindric section}

start(0,0) line to (0,ri) to (L,ri) to (L,0) to close

3.1.4.1 Dalla configurazione equicorrente a controcorrente Per passare da una modalit in equicorrente ad una controcorrente sufficiente invertire due condizioni al contorno e cambiare segno alla velocit nella sezione desiderata:
BOUNDARIES { The domain definition }

REGION 1 START(0,0) value(T)=T0_in LINE TO (0,ri) natural(T)=0 LINE TO (0,re) natural(T)=normal(cond*grad(T)) natural(T)=0 natural(T)=0 LINE TO (0,Ree) LINE TO (L,Ree) {Tick2} {Out2} {Tick2} LINE TO (L,0) {Out1} {Axis} LINE TO (0,Rie) {In1} {Tick1} {In2} {Tick2}

natural(T)=0 LINE TO (L,Rie) value(T)=T0_out natural(T)=0 LINE TO (L,re)

LINE TO (L,ri)

natural(T)=normal(cond*grad(T)) natural(T)=0 LINE TO CLOSE

REGION 3 rcp=rcp_out cond=cond_out vz=-vzout

{Anular section}

start(0,re) line to (0,Rie) to (L,Rie) to (L,re) to close

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 18

Figura 8: Profili di Temperatura (in alto) e di velocit (in basso) in equicorrente

Figura 9: Profili fi Temperatura (in alto) e di velocit (in basso) in controcorrente

3.1.5 Monitors Per ottenere un risultato grafico real time durante la risoluzione del problema si ricorre ai MONITORS che permettono nello script in questione di verificare i valori di temperatura in una particolare zona del dominio sfruttando il comando elevation.
MONITORS { show progress } GRID(z,r) {zoom (0,-1.1*Ree,1.1*L,2.2*Ree)} surface(T) elevation(T) as "T profile @ z=0" from (0,0) to (0,Ree) {Inlet section}

elevation(T) as "T profile @ z=L*0.01" from (L*0.01,0) to (L*0.01,Ree){Inlet section + Dz} elevation(T) as "T profile @ z=L/2" from (L/2,0) to (L/2,Ree) elevation(T) as "T profile @ z=L" from (L,0) to (L,Ree) contour(T) zoom (0,0,L,Ree) vector(v) zoom (0,0,L,Ree) {In the middle} {Outlet section}

3.1.6 Plots Per ricevere invece una risposta grafica alla soluzione finale del problema si ricorre alla sezione PLOTS.
PLOTS { save result displays }

Capitolo Tre.
GRID(z,r) surface(T)PNG ( 2000, 1)

Il modello

Pag. 19

elevation(T) as "T profile @ z=0" from(0,0) to(0,Ree)

PNG(2000,1) {Inlet section}

elevation(T) as "T profile @ z=L*0.01" from (L*0.01,0) to (L*0.01,Ree){Inlet section + Dz} elevation(T) as "T profile @ z=L/2" from (L/2,0) to (L/2,Ree) the middle} elevation(T) as "T profile @ z=L" from (L,0) to (L,Ree) PNG(2000,1) PNG (2000,1) {Outlet section} {In

elevation(vz) as "vz profile @ z=0" from (0,0) to (0,Ree)

{Inlet section}

elevation(vz) as "vz profile @ z=L*0.01" from (L*0.01,0) to (L*0.01,Ree){Inlet section + Dz} elevation(vz) as "vz profile @ z=L/2" from (L/2,0) to (L/2,Ree) elevation(vz) as "vz profile @ z=L" from (L,0) to (L,Ree) {In the middle} {Outlet section}

contour(T) zoom (0,0,L,Ree) contour(vm) painted vector(v) zoom (0,0,L,Ree) elevation(qr,qw) from (0,ri) to (L,ri) log

PNG (2000,1) PNG (2000,1) PNG (2000,1)

SUMMARY report(vz0_in) report(vz0_out) report(T0_in) report(T0_out) report(Rey_in) report(Rey_out)

PNG (2000,1)

Utilizzando il comando PNG stato possibile esportare i grafici sotto forma di immagine. 3.1.7 Esportazione dei dati Utilizzando la funzione transfer possibile salvare i dati di interesse in un file, in modo da essere utilizzati da uno script successivo. Nel caso in esame si va ad esportare sia la temperatura che il flusso termico in direzione radiale:
transfer(T,qr) file="transfer.dat" {exports data} END

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 20

3.2 Script 2: T di bulk e coefficiente di scambio


Attraverso questo secondo codice, noto il profilo di temperatura in tutto il dominio, si vuole innanzitutto valutare la temperatura di bulk che viene successivamente sfruttata per ricavare il coefficiente di scambio termico, vero obiettivo della procedura. 3.2.1 Variables Le variabili utilizzate in questo script sono e che rispettivamente sono il numeratore e denominatore del rapporto che definisce la temperatura di bulk (2.17): ( ) ( ) ( ) (3.1) ( )

Entrambe vengono dichiarate nella parte iniziale del codice.


TITLE 'Double Pipe Heat Exchanger Project (2)' COORDINATES xcylinder VARIABLES ITb Por {XCYLINDER('Z','R')}

3.2.2 Definitions I parametri geometrici, fisici, termici e fluidodinamici sono gli stessi di quelli riportati nelle sezioni 3.1.2.1 e 3.1.2.2. Differenza principale che si richiamano immediatamente i dati ottenuti dallo script 1 attraverso unimportazione che sfrutta il comando transfermesh:
DEFINITIONS transfermesh('transfer_2.dat',T,qr)

Come accennato in precedenza possibile valutare una temperatura di bulk per ogni sezione ed essa nel caso analizzato coincide con il rapporto tra le variabili ITb e Por.

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 21

Figura 10: Temperature di bulk del fluido interno ed esterno

Di particolare interesse risulta ricavare una temperatura di bulk per entrambi i fluidi alle due estremit dello scambiatore. In tal modo si possono ricavare delle differenze di temperatura tra i due fluidi che combinate secondo la (1.2) danno origine alla differenza media logaritmica .
Tb=ITb/Por ITb_re=eval(ITb,z,re) Por_re=eval(por,z,re) ITb_Rie=eval(ITb,z, Rie) Por_Rie=eval(Por,z,Rie) {Bulk temperature}

Tb_e=(ITb_Rie-ITb_re)/(Por_Rie-Por_re) {Bulk T in the anular section} Tb1_in=EVAL(Tb, 0,ri) Tb1_out=EVAL(Tb_e, 0,Rie) Tb2_in=EVAL(Tb,L,ri) Tb2_out=EVAL(Tb_e, L,Rie) DT1=Tb1_out-Tb1_in DT2=Tb2_out-Tb2_in DTln=(DT1-DT2)/ln(DT1/DT2) {Logaritmic average} {Bulk T of the internal pipe at the inlet section} {Bulk T of the external pipe at the inlet section} {Bulk T of the internal pipe at the outlet section} {Bulk T of the external pipe at the outlet section}

Scopo principale valutare il coefficiente di scambio termico che pu essere ricavato localmente come rapporto tra il flusso termico in direzione radiale e una differenza di temperatura caratteristica (2.22). Di particolare interesse il calcolo del coefficiente di scambio alla parete del condotto dove la corrispondente temperatura caratteristica data dalla differenza tra la temperatura di parete e quella di bulk .

Capitolo Tre.
Tw_in=Eval(T,z,ri) Tb_in=Eval(Tb,z,ri) Tw_out=Eval(T,z,re) Tw_out_Rie=Eval(T,z,Rie) teta=(T-Tw_in)/(Tb_in-Tw_in)

Il modello
{Wall T of the internal pipe} {Bulk T of the internal pipe} {Wall T of the external pipe at re} {Wall T of the external pipe at Rie} {Adimensional Temperature}

Pag. 22

q_in=eval(qr,z,ri) h_in=abs(q_in/(Tb_in-Tw_in))

{heat flux at ri} {heat coefficient at ri}

q_out=Eval(qr,z,re) h_out=abs(q_out/(Tb_e-Tw_out))

{heat flux at re} {heat coefficient at re}

Poich non si interessati ad un valore locale del coefficiente di scambio, ma ad uno che sia caratteristico dellintera lunghezza dello scambiatore, si effettua una media integrale come analizzato nella (2.23) ricorrendo al comando Line_INTEGRAL:
h_in_medio=Line_INTEGRAL(h_in,'Interno')/L {avarege heat coefficient in the internal pipe} h_out_medio=Line_INTEGRAL(h_out,'Esterno')/L {avarege heat coefficient in the external pipe}

Dove interno ed esterno indicano lo spazio su cui deve essere effettuata lintegrazione e sono definite nella sezione Feature:
Feature Start'Interno' (0,ri) {Line from 0 to L at r=ri} Line to (L,ri) Start'Esterno' (0,re) {Line from 0 to L at r=re} Line to (L,re)

Una volta ricavati i coefficienti di scambio termico per il tubo interno e quello esterno, combinando in serie le resistenze (2.24) si ottiene il coefficiente di scambio globale U:
U_m=1/ri*((1/(h_in_medio*ri))+(ln(re/ri)/cond_tubo)+1/(h_out_medio*re))^(-1) {Global coefficient} heat

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 23

Figura 11: profilo del coefficiente di scambio termico nel tubo interno, esterno e globale

Per verificare lo scambio termico tra i fluidi si valutata la portata termica attraversante lo scambiatore, uscente dal tubo esterno (r=re) ed entrante nel tubo interno (r=ri):
Qs_in=abs(Line_integral(-2*pi*ri*qr,'interno')) {Heat entering the internal pipe at ri} Qs_out=abs(Line_integral(-2*pi*re*qr,'esterno')) {Heat exiting the external pipe at re}

I valori delle portate termiche restituiti dal programma non coincidono perfettamente. Imputando questa differenza alle sole oscillazioni del flusso, presenti in modo marcato nella sezione di ingresso, si andato a smorzare questo andamento effettuando una media.

Figura 12: Andamento del flusso termico (q_in) e flusso termico mediato ogni 10 valori (q_in10)

Figura 13: Andamento del flusso termico (q_out) e flusso termico mediato ogni 10 valori (q_out10)

In questo modo si ridotta la differenza delle portate termiche giungendo a discrepanze di circa un punto percentuale.

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 24

3.2.3 Equations Avendo due variabili necessario fornire due equazioni:


EQUATIONS ITb: dr(ITb)-2*PI*r*vz*T= 1e-16*dzz(ITb) Por: dr(Por)-2*PI*r*vz= 1e-16*dzz(Por)

Entrambe al primo membro prevedono nientaltro che la definizione della derivata delle variabili e mentre al secondo membro trova posto un termine che ha lo scopo di rendere possibile la risoluzione. Infatti FlexPDE risolve soltanto equazioni differenziali del secondo ordine e il coefficiente molto piccolo ha lo scopo di annullare il peso di questo termine nella risoluzione dellequazione. 3.2.4 Boundaries Attraverso lutilizzo delle regioni si va a definire il sistema, inoltre si inseriscono in questa fase le opportune condizioni al contorno.
BOUNDARIES { The domain definition }

REGION 1 START(0,0) LINE TO (0,ri) LINE TO (0,re) LINE TO (0,Rie) LINE TO (0,Ree) natural(ITb)=0 natural(Por)=0 LINE TO (L,Ree) natural(ITb)=0 natural(Por)=0 LINE TO (L,Rie) natural(ITb)=0 natural(Por)=0 LINE TO (L,re) natural(ITb)=0 natural(Por)=0 LINE TO (L,ri) natural(ITb)=0 natural(Por)=0 LINE TO (L,0) value(ITb)=0 value(Por)=0 LINE TO CLOSE

REGION 2 vz=0 start(0,Rie) line to (0,Ree)

{Thickness of the external pipe}

natural(ITb)=0 natural(Por)=0 line to (L,Ree) to (L,Rie) to close

REGION 3 vz=vzout start(0,re) line to (0,Rie)

{Anular section}

natural(ITb)=0 natural(Por)=0 line to (L,Rie) to (L,re) to close

REGION 4 vz=0 start(0,ri) line to (0,re)

{Thickness of the internal pipe}

natural(ITb)=0 natural(Por)=0 line to (L,re) to (L,ri) to close

REGION 5

{Cylindric section}

Capitolo Tre.
vz=vzin Tb=ITb/Por start(0,0) line to (0,ri)

Il modello

Pag. 25

natural(ITb)=0 natural(Por)=0 line to (L,ri) to (L,0) to close

3.2.5 Monitors Sfruttando i comandi presenti nello spazio Monitors si ha una visione real time delle risposte grafiche del problema. In particolare si vanno a visualizzare le temperature di bulk, il valore del flusso alla parete dei condotti e i coefficienti di scambio. Tutti questi parametri sono diagrammati contro la lunghezza dello scambiatore.
MONITORS GRID(z,r) elevation(Tb_in,Tb_e) as "Bulk Temperatures" from (0,Rie) to (L,Rie) elevation(Tw_in,Tb_in) as "Bulk and Wall T of the internal fluid" from(0,ri) to (L,ri) elevation(Tw_out,Tw_out_Rie,Tb_e) as "Bulk and Wall T of the external fluid" from(0,re) to (L,re) elevation(q_in) as "heat flux q_in at r=ri" from(0,ri) to (L,ri) log elevation(q_out) as "heat flux q_out at r=re" from(0,re) to (L,re) log elevation(h_in,h_out,U) as "heat coefficients" from(0,ri) to (L,ri) log { show progress }

3.2.6 Plots La risposta finale al problema rappresentata attraverso i plots. Di particolare interesse sono i grafici relativi al coefficiente di scambio che sono in scala semi logaritmica per una miglior comprensione delle informazioni. Un approfondimento sul grafico della temperatura adimensionale sar effettuato nel capitolo successivo.
PLOTS GRID(z,r) vector(v) zoom (0,0,L,Ree) contour(T) zoom (0,0,L,Ree) contour(teta) zoom (0,0,L,ri) painted PNG ( 2000, 1) PNG ( 2000, 1) PNG ( 2000, 1) { save result displays }

elevation(Tb_in,Tb_e) as "Bulk Temperatures" from (0,Rie) to (L,Rie)

elevation(Tw_in,Tb_in) as "T of the int. fluid" from(0,ri) to(L,ri) PNG(2000,1) elevation(Tw_out,Tb_e) as "T of the external fluid" from(0,re) to(L,re) PNG (2000,1) elevation(q_in) as "heat flux q_in at r=ri" from(0,ri) to (L,ri) elevation(q_out) as "heat flux q_out at r=re" from(0,re) to (L,re) elevation(h_in,h_out,U) as "heat coefficients" from(0,ri) to (L,ri) log

summary report(Tb1_in) report(Tb1_out) report(Tb2_in) {Bulk T of the internal pipe at the inlet section} {Bulk T of the external pipe at the inlet section} {Bulk T of the internal pipe at the outlet section}

Capitolo Tre.
report(Tb2_out) report(DTln)

Il modello
{Bulk T of the external pipe at the outlet section}

Pag. 26

report(h_in_medio) report(h_out_medio) report(U_m)

report(Qs_in) report(Qs_out)

END

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 27

3.3 Implementazione della fluidodinamica


In questo lavoro stato implementato inizialmente anche il modello fluidodinamico in grado di descrivere il campo di moto di entrambi i fluidi nei rispettivi condotti. richiesta per una notevole potenza di calcolo per la risoluzione, nellintero dominio, delle equazioni differenziali necessarie. Per questo motivo si scelto in seguito di alleggerire la procedura di calcolo fissando i profili di velocit, nel rispetto dei risultati ottenuti con questo script, come descritto nella sezione 3.1.2.2 Fluidodinamica 3.3.1 Variables Le variabili di questo script sono la pressione p e le componenti della velocit vz e vr. Per aumentare la potenza di calcolo ed usare (anche se solo in parte con Flexpde 5) il secondo processore (per computer dual-core) si inserito il comando SELECT THREADS = 2
SELECT SELECT THREADS = 2 errlim=0.1 VARIABLES vz vr p { system variables } { method controls }

3.3.2 Equations Si va a definire unequazione per ogni variabile utilizzando per le componenti della velocit le rispettive equazioni del moto (2.11) in coordinate cilindriche nelle ipotesi fatte nella sezione 2.1.2 Equazione del moto
EQUATIONS vr: vz: p: dens*(vr*dr(vr)+vz*dz(vr))+dr(p)-visc*div(grad(vr))=0 dens*(vr*dr(vz)+vz*dz(vz))+dz(p)-visc*div(grad(vz))=0 div(grad(p))+dens_in*(1/r*dr(r*vr*dr(vr)+r*vz*dz(vr))+dz(vr*dr(vz)+vz*dz(vz)))+ -c*(visc/(ri^2))* div(v)=0

Solitamente avendo tre incognite p, vz e vr il problema si chiuderebbe accoppiando allequazioni del moto lequazione di continuit ma, data limpossibilit di FlexPDE di risolvere equazioni del primo ordine, necessario ricorrere ad un artefatto matematico in grado di generare unequazione sostitutiva. Considerando la divergenza dellequazione di Navier-Stokes e sfruttando in questa lequazione di continuit nella forma si ottiene [4]: [( ) ] (3.2) Per essere sicuri di soddisfare questultima equazione si aggiunge un termine che ha lo scopo di forzare la convergenza: [( ) ] ( ) (3.3)

Dove il fattore c scelto sperimentalmente e deve essere grande abbastanza da minimizzare la div(v), L invece la grandezza caratteristica del problema.

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 28

3.3.3 Boundaries In questa sezione si va a delineare il dominio del problema imponendo le opportune condizioni al contorno.
BOUNDARIES REGION 1 START(0,0) value(vz)=vz0_in value(vz)=0 value(vz)=vz0_out value(vz)=0 value(vz)=0 value(vz)=0 natural(vz)=0 value(vz)=0 natural(vz)=0 natural(vz)=0 natural(vr)=0 value(vr)=0 natural(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 natural(vr)=0 natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0 value(p)=0 natural(p)=0 value(p)=0 natural(p)=0 LINE TO (0,ri) LINE TO (0,re) LINE TO (0,Rie) LINE TO (0,Ree) LINE TO (L,Ree) LINE TO (L,Rie) LINE TO (L,re) LINE TO (L,ri) LINE TO (L,0) LINE TO CLOSE {***} { The domain definition }

REGION 2 visc=visc_tubo dens=dens_tubo start(0,Rie) value(vz)=0 value(vz)=0 value(vz)=0 value(vz)=0

{Thickness of the external pipe}

value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0

natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0

LINE TO (0,Ree) LINE TO (L,Ree) LINE TO (L,Rie)

line to close

REGION 3 visc=visc_out dens=dens_out start(0,re) value(vz)=vz0_out value(vz)=0 natural(vz)=0 value(vz)=0

{Anular section}

natural(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0

natural(p)=0 natural(p)=0 value(p)=0 natural(p)=0

line to (0,Rie) line to (L,Rie) LINE TO (L,re) line to close

REGION 4 visc=visc_tubo dens=dens_tubo start(0,ri) value(vz)=0 value(vz)=0 value(vz)=0 value(vz)=0

{Thickness of the internal pipe}

value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0

natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0 natural(p)=0

line to (0,re) line to (L,re) line to (L,ri) line to close

Capitolo Tre.
REGION 5 visc=visc_in dens=dens_in start(0,0) value(vz)=vz0_in value(vz)=0 natural(vz)=0 natural(vz)=0

Il modello
{Cylindric section}

Pag. 29

natural(vr)=0 value(vr)=0 value(vr)=0 natural(vr)=0

natural(p)=0 natural(p)=0 value(p)=0 natural(p)=0

line to (0,ri) line to (L,ri) line to (L,0) line to close

3.3.4 Verifica della portata In questo script presente una parte adibita alla verifica della corretta risoluzione del problema basata sul calcolo della portata. La si valuta in direzione assiale in tre sezioni caratteristiche come mostrato nellequazione 2.12:
Por_in0=Line_INTEGRAL(2*Pi*r*vz,'Internal @z=0') Por_inM=Line_INTEGRAL(2*Pi*r*vz,'Internal @z=L/2') Por_inL=Line_INTEGRAL(2*Pi*r*vz,'Internal @z=L')

Por_out0=Line_INTEGRAL(2*Pi*r*vz,'External @z=0') Por_outM=Line_INTEGRAL(2*Pi*r*vz,'External @z=L/2') Por_outL=Line_INTEGRAL(2*Pi*r*vz,'External @z=L')

Le regioni sono state definite mediante il comando Feature:


Feature Start'Internal @z=0' (0.01*L,0) Line to (0.01*L,ri) Line to (L/2,ri) Line to (L,ri)

Start'Internal @z=L/2' (L/2,0) Start'Internal @z=L' (L,0)

Start'External @z=0'

(0.01*L,re)

Line to (0.01*L,Rie) Line to (L/2,Rie) Line to (L,Rie)

Start'External @z=L/2' (L/2,re) Start'External @z=L' (L,re)

Tramite i SUMMARY (comando che permette la visualizzazione a schermo del risultato) possibile verificare il valore della portata:
SUMMARY report(Por_in0) report(Por_inM) report(Por_inL) report(Por_out0) report(Por_outM) report(Por_outL)

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 30

3.3.5 Problematiche legate alla risoluzione Durante lo sviluppo e prova di questo script sono state riscontrate diverse difficolt, alcune legate alla convergenza del problema, altre legate alla potenza di calcolo e quindi ai tempi di risoluzione richiesti. Le prime sono state risolte mediante lutilizzo della funzione STAGED applicata alle viscosit dei fluidi. Invece i problemi legati al tempo di risoluzione sono stati solo in parte risolti utilizzando il comando SELECT THREADS = 2 e cercando di limitare il numero di nodi (rendere quindi meno fitta la mesh). Ci si effettuato mediante il comando NODELIMIT che agisce direttamente sul numero di nodi ed ERRLIM che definisce la percentuale di errore che si accetta sulle variabili (es. errlim=0.1 si accetta il 10% di errore). Data per lelevata lunghezza dello scambiatore anche limitando al minimo il numero di nodi i tempi richiesti risultano di diverse ore. Ad ogni modo sono state effettuate alcune prove i cui risultati mostrano che il campo di moto, che tende a svilupparsi per le velocit di interesse (0.01-0.1 m/s), di tipo parabolico:

Figura 14: Contour bidimensionale della velocit

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 31

Figura 15: Profilo di velocit all'ingresso dello scambiatore

Figura 16: Profilo di velocit al centro dello scambiatore

Figura 17: Profilo di velocit all'uscita dello scambiatore

Capitolo Tre.

Il modello

Pag. 32

Si deciso quindi di implementare negli Script 1 e 2 (sezioni 3.1 Script 1 e 3.2 Script 2) direttamente il profilo di tipo parabolico svincolandosi da queste problematiche: ( ) [ ( ) ]

( ( )

) (

( )

( )

(3.4)

( )

Dove

Capitolo Quattro

Validazione della simulazione

In questo capitolo vengono confrontate le risposte ottenute dalla simulazione con quelle provenienti dalla teoria allo scopo di validarne i risultati.

[33]

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 34

4.1 Analisi dei profili di temperatura


Di seguito vengono presentati i risultati ottenuti con la configurazione equicorrente con acqua in entrambi i tubi. La geometria stata fissata a: Lunghezza: 1.9 m Diametro interno: 0.02 m Diametro idraulico: 0.1 m

4.1.1 Evoluzione del profilo termico nello scambiatore Partendo da un profilo piatto di temperatura in ingresso, 300 K per il fluido interno e 360 K per quello esterno, si nota lo sviluppo dei seguenti profili lungo lapparecchiatura:

Figura 18: profilo di temperatura all'ingresso dello scambiatore

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 35

Figura 19: profilo di temperatura al centro dello scambiatore

Figura 20: profilo di temperatura all'uscita dello scambiatore

Come ci si aspettava la parte di fluido maggiormente interessata dalla variazione di temperatura quella in prossimit della parete di separazione. Qui infatti massimo il flusso per lelevato gradiente di temperatura. Nello spessore del tubo il profilo di temperatura praticamente piatto per lelevata conducibilit del solido. Inoltre si evidenzia che allasse la curva tende ad appiattirsi rispettando la condizione di simmetria. Piccole differenze da questo andamento sono legate allaccuratezza della risoluzione numerica.

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 36

4.1.2 La lunghezza di imbocco termica In questo paragrafo si vuole evidenziare leffetto della velocit di attraversamento sul profilo di temperatura nello scambiatore, nellipotesi di cinematica sviluppata. Dai contours seguenti (Figure 22-29), ordinati secondo un numero di Re crescente, si evince che lo strato di fluido interessato dalla variazione di temperatura decresce man mano che la velocit di attraversamento aumenta. La distanza in cui la variazione di temperatura raggiunge il centro del condotto prende il nome di lunghezza di imbocco termica. Graficamente si individua considerando che lo strato limite termico (regione interessata dalla variazione di temperatura) raggiunge uno spessore T pari al raggio.

LIT

Figura 21: Lunghezza di imbocco termica

In particolare si nota che solamente nei primi tre grafici (Re=100,200,400) la variazione di temperatura avvertita anche allasse del tubo interno.

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 37

Figura 22: Profili di temperatura a Re=100

Figura 23: Profili di temperatura a Re=200

Figura 24: Profili di temperatura a Re=400

Figura 25: Profili di temperatura a Re=600

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 38

Figura 26: Profili di temperatura a Re=1000

Figura 27: Profili di temperatura a Re=1200

Figura 28: Profili di temperatura a Re=1600

Figura 29: Profili di temperatura a Re=2000

Un confronto tra i risultati sperimentali ed espressioni teoriche pu essere effettuato considerando la semplificazione di condotto a temperatura di parete costante, ipotesi non molto dissimile dal risultato ottenuto. In queste condizioni la risoluzione del problema del Graetz, mediante lapprossimazione di Lvque, fornisce la seguente espressione per la lunghezza di imbocco termica: (4.1) I valori ricavati da questa equazione, mostrati nella tabella seguente, sono ben confrontabili con i risultati modellistici ottenuti.

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 39

LIT ottenute dalla risoluzione del problema del Graetz Re


100 200 400 600 1000 1200 1600 2000

LIT [m]
0,47 0,93 1,86 2,79 4,65 5,58 7,44 9,30

Caratteristica del trasporto di calore in condotti che il profilo di temperatura non si sviluppa mai (fatta eccezione per moto con generazione interna e a T di parete costante), ossia sempre funzione della distanza z: (4.2) Definendo per una temperatura adimensionale: ( ) ( ) ( ) ( ) (4.3)

Si nota che raggiunta la lunghezza di imbocco termica: (4.4) Ossia la temperatura T e la temperatura di bulk Tb variano allo stesso modo lungo z. Questo fenomeno riscontrabile anche dalla risposta del modello, come mostrato dalle Figure 30-32.

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 40

LIT

LIT

Figura 30: Temperatura adimensionale a Re=100

Figura 31: Temperatura adimensionale a Re=200

LIT

Figura 32: Temperatura adimensionale a Re=400

Figura 33: Temperatura adimensionale a Re=2000

Nei casi in cui Re=100, 200, 400 si nota che la pendenza della temperatura adimensionale si annulla al raggiungere della lunghezza di imbocco. Ci invece non avviene per tutti gli altri casi, un esempio la Figura 33. Altra conseguenza del raggiungimento della lunghezza di imbocco termica che il numero di Nusselt, e quindi il coefficiente di scambio termico, diviene costante. Anche in questo caso si avuto un riscontro modellistico.

Capitolo Quattro.

Validazione della simulazione

Pag. 41

4,36 qw=cost.

3,66 Tw=cost.

Figura 34: Andamento del numero di Nusselt locale

Capitolo Cinque

La sezione anulare: i risultati sperimentali e la loro descrizione

Nella sezione anulare la differenza riscontrata tra i risultati sperimentali e le equazioni empiriche per il calcolo del coefficiente di scambio, ha portato alle stesura di questo capitolo. Vengono qui proposti due approcci modellistici per la risoluzione di questa problematica.

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 43

5.1 Utilizzo della simulazione


Dopo aver implementato il modello descrittivo dello scambiatore di calore in regime laminare, si utilizzato questo tool come se fosse unapparecchiatura reale. Col diffondersi degli scambiatori di calore a tubi concentrici sono stati effettuati diversi studi mirati ad analizzarne la capacit di trasferimento di calore, in particolare nella sezione anulare. La letteratura carente di correlazioni che descrivono accuratamente il coefficiente di scambio di calore (h e quindi Nu) negli anelli concentrici. presente tuttavia un lavoro [5] che analizza il problema in condizioni di moto turbolento. Avendo a disposizione un modello funzionante in regime laminare, si cercato di ottenere una relazione empirica per il numero di Nu, in modo analogo a quanto fatto da J. Dirker e J.P. Meyer [5]. Per far ci stato simulato uno scambiatore in equicorrente, utilizzando acqua in entrambi i condotti ed acciaio per la struttura, caratterizzato dai seguenti parametri: Parametri geometrici [m] ri re Rie Ree Dh 0.01 0.012 0.017 0.019 0.01 0.02 0.022 0.032 0.034 0.02 [Pa s] [kg/m ] Cp [J/(kg K)] k [W/(m K)]
3

Parametri fisici Acqua 10


-3

Acciao / 7800 500 100

1000 4185 0.6

Figura 35: Schematizzazione dello scambiatore di calore

La temperatura in ingresso del fluido caldo di 360 K, quella del fluido freddo 300 K.

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 44

5.2 Modello a due parametri: c e p


5.2.1 Analisi teorica del problema noto che in regime laminare ( ).

stato assunto che entrambi i numeri di Nusselt relativi alla sezione circolare e a quella anulare siano influenzati da questi parametri. In particolare per la sezione circolare, visti i precedenti studi presenti in letteratura, consigliato utilizzare lequazione di Sieder e Tate (2.28): ( ) (2.28)

Similmente per la sezione anulare si scelto un modello analogo: ( ) (5.1)

Considerando in prima analisi unicamente la dipendenza da un fattore pre-moltiplicativo c e dal numero di Reynolds mediante un esponente p. Per i restanti parametri si mantenuta la stessa funzionalit della Sieder e Tate. Partendo dalla 5.1 possibile scrivere: ( ) ( ( ) ) ( ) (5.2) (5.3)

Andando a rappresentare i dati sperimentali su un diagramma Log(Nu/A)-Log(Re) ed effettuando una regressione lineare possibile ottenere i valori di c e p rispettivamente dallintercetta e dalla pendenza della retta.

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 45

Figura 36:Valutazione dei parametri del modello c e p

5.2.2 Calcolo dei parametri Sono state effettuate numerose simulazioni sullo scambiatore per cercare di ricavare unespressione generale capace di descrivere il coefficiente di scambio termico nella sezione anulare. Innanzitutto fissata la lunghezza dellunit, quindi la geometria del problema, si sono realizzate differenti prove andando unicamente a variare la velocit di attraversamento dei condotti. In questo modo ogni singola simulazione ha permesso di determinare un punto ( ) come mostrato in Figura 36. sperimentale sul diagramma ( ) contro Avendo a disposizione un numero sufficiente di prove, utilizzando una regressione di tipo lineare, si sono cos valutati i parametri c e p del modello ipotizzato. Poich questa analisi stata condotta per una particolare geometria, avendo fissato L e Dh, si cercato di generalizzare il problema andando prima a studiare leffetto della lunghezza e successivamente a modificare il diametro idraulico, realizzando i set di prove riportate in Figura 37.

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 46

Figura 37: Prove di simulazione effettuate sullo scambiatore

Nel secondo set di prove si raddoppiato il diametro idraulico e volendo mantenere invariato il numero di Reynolds si dimezzata la velocit di attraversamento dei condotti. I risultati numerici ottenuti in termini di c e p dalle prove effettuate, sono qui riassunti:

Figura 38: Risultati delle prove

Utizzando i parametri c e p, riferiti alle rispettive prove, attraverso il modello proposto si sono ottenuti i seguenti risultati:

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 47

5.2.3 Considerazioni sui parametri del modello Si tentato a questo punto di generalizzare i parametri c e p andando a valutare il loro andamento contro il rapporto Dh/L. I risultati sono mostrati di seguito:

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 48

Figura 39: Andamento del parametro "c" al variare di Dh/L

Figura 40: Andamento del parametro "p" al variare di Dh/L

Il coefficiente pre-moltiplicativo c presenta un andamento decrescente al crescere del rapporto tra il diametro idraulico e la lunghezza dello scambiatore, p invece presenta un trend inverso. Ad ogni modo non stato possibile generalizzare in quanto i risultati non sembrano appartenere ad ununica funzione. In particolare si riscontrato un andamento nettamente differente al cambio del diametro idraulico. Con tutta probabilit questa fenomeno dovuto alla dipendenza da un altro parametro non considerato nella 5.1 e strettamente legato alla geometria. Come evidenziato in [5] anche in questo caso sembra esserci una dipendenza del numero di Nusselt dal rapporto dei diametri della sezione anulare (Do/Di).

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 49

Le condizioni in cui le prove sono state effettuate, per, non permettono di poter analizzare la funzionalit di c e p al variare di Do/Di in quanto si hanno a disposizione solamente due valori tra laltro molto vicini tra loro. Ulteriori prove potrebbero essere effettuate nellottica di ottenere una dipendenza del numero di Nu anche da questultimo parametro, permettendo cos di ottenere un modello generalizzato.

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 50

5.3 Modello 2: Sieder-Tate pi Nu0


Si notato che landamento sperimentale dei Nu ottenuto da FlexPDE ha una forma molto simile al Nu ricavato dalla Sieder-Tate. In particolare sembra essere presente uno scostamento costante tra i due. Alcuni esempi sono riportati nei grafici seguenti dove si riporta anche la differenza tra il valore sperimentale e quello ricavato dalla ST:

Figura 41: Confronto tra Nusselt sperimentale e Nu di Sieder-Tate

Si quindi ipotizzato un nuovo modello basato sulla Sieder-Tate tal quale a cui si aggiunge un termine costante: ( ) (5.4)

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 51

Il valore del Nu0 stato ottenuto dallintercetta della retta di regressione dei punti ottenuti dalla differenza dei NuFPDE e del NuST, come si nota dai grafici sovrastanti. I risultati delle singole prove sono mostrati in figura:

Figura 42: Valori del Nu0 per le differenti simulazioni

Cercando a questo punto un valore generalizzato per il Nu0, si scelto di utilizzare il valor medio delle diverse prove, che pari a 3.32. Ovviamente questo valore il risultato di un numero ristretto di test. Sicuramente effettuando un numero maggiore di simulazioni in condizioni differenti si potrebbe ottenere una stima migliore del Nu0. Lespressione 5.4 diventa: ( ) (5.5)

Questa forma sembra ben descrivere quelli che sono i risultati sperimentali.

Capitolo Cinque.

La sezione anulare

Pag. 52

Figura 43: Confronto tra Nu sperimentale e Nu del modello(5.5)

Lequazione 5.5 molto precisa per lunghezze dello scambiatore fino a 2.5 m mentre per valori superiori tende a divergere ad alti valori di Re come si evince nel grafico sottostante:

Figura 44: Effetto della lunghezza dello scambiatore sul modello proposto

Capitolo Sei

Conclusioni

In questo capitolo sono riportate le conclusioni in merito al lavoro svolto illustrandone i possibili sviluppi futuri.

Capitolo Sei.

Conclusioni

Pag. 54

6.1 Conclusioni
Questo lavoro innanzitutto una dimostrazione di come sia possibile sostituire unapparecchiatura reale mediante lutilizzo di un modello basato sulle equazioni di trasporto. Un tool di questo tipo presenta il vantaggio di non rendere necessaria, almeno in una fase preliminare di ricerca, lapparecchiatura fisica, con notevoli risparmi economici. Dopo aver quindi descritto dal punto di vista fluidodinamico e termico il sistema si sono andante a verificare le risposte modellistiche ottenute, confrontandole con i risultati forniti dalla teoria. Solo dopo questa fase di validazione stato possibile utilizzarlo come strumento predittivo e sostitutivo di unapparecchiatura reale. stato poi affrontato un problema caratteristico dei fenomeni di trasporto: lanalisi del coefficiente di scambio termico, nella sezione anulare, in regime laminare. Partendo dallequazione di Sieder-Tate, valida nella sezione circolare, si giunti a sviluppare due modelli per il numero di Nusselt nella sezione anulare. Il primo, basato su due parametri (c e p), ha evidenziato che il numero di Nusselt oltre a dipendere dai parametri Re, Pr, D/L mostra una forte dipendenza da un altro fattore geometrico riconducibile al rapporto tra i diametri. Tuttavia in questo lavoro non stato possibile ricavare unespressione generalizzata, ma sono state gettate le basi per eventuali sviluppi futuri. Nel secondo modello proposto, di natura puramente empirica, si sfruttata lequazione di Sieder-Tate per poi giungere ad una nuova espressione del numero di Nusselt, che ben descrive landamento dei dati sperimentali. In questo caso, sulla base dei dati a disposizione, stato possibile ottenere una relazione di valenza generica. In entrambi i casi sarebbe opportuno approfondire lanalisi del sistema in condizioni operative differenti, in particolare variando il rapporto tra i diametri dei condotti. In questo modo si potrebbe ampliare il campo di validit delle equazioni proposte giungendo ad espressioni generalizzate.

Bibliografia

1. 2. 3. 4. 5.

http://www.engineeringtoolbox.com/ http://www.tpg.unige.it http://www.pdesolutions.com B. Gunnar Backstrom, Simple Fields of Physics by Finite Element Analysis, GB Publishing. J.Dirker, J.P. Meyer, Heat Transfer Coefficients in Concentric Annuli, Journal of Heat Transfer, 2002