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energie rinnovabili
L'energia fotovoltaica enel.it Le energie alternative rinnovabili tuttogreen.it L'energia solare-termica tuttogreen.it L'energia delle biomasse agienergia.it L'energia eolica tuttogreen.it

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L'energia fotovoltaica

enel.it

Fotovoltaico
Il sistema fotovoltaico un insieme di componenti meccanici, elettrici ed elettronici in grado di captare e convertire lenergia solare disponibile in energia elettrica. Ci avviene sfruttando un fenomeno fisico, noto come effetto fotovoltaico: la capacit che hanno alcuni materiali semiconduttori opportunamente trattati di generare elettricit se esposti alla radiazione luminosa. Quando i fotoni (particelle di energia del sole) colpiscono una cella fotovoltaica, una parte di energia assorbita dal materiale ed alcuni elettroni, scalzati dalla posizione che occupano nella struttura atomica, scorrono attraverso il materiale semiconduttore opportunamente trattato, producendo una corrente continua che pu essere raccolta sulle superfici della cella. Per formare un modulo, che rappresenta il componete base di ogni impianto fotovoltaico, necessario che pi celle siano collegate tra loro in serie o in parallelo ed impachettate. Il collegamento di pi moduli consentir infine di realizzare impianti di produzione di energia elettrica della potenza desiderata. I sistemi fotovoltaici possono essere suddivisi in due categorie principali:

Gridconnected
Sistemi connessi alla rete elettrica in cui la corrente generata viene inviata ad un convertitore (inverter) dal quale ne esce sotto forma di corrente alternata per poi essere trasformata in corrente a media tensione dal trasformatore, prima di essere immessa nella linea di distribuzione. Tali sistemi non sono provvisti di sistemi di accumulo in quanto lenergia prodotta durante le ore di insolazione viene immessa nella rete elettrica; viceversa, durante le ore di insolazione scarsa o nulla il carico locale viene alimentato dalla rete.

Stand-alone
Sistemi isolati in grado di alimentare carichi sia in corrente continua (senza la presenza di un inverter) che in corrente alternata, ma sono in genere dotati di accumulo. In questi tipi di sistemi necessario immagazzinare lenergia elettrica attraverso accumulatori elettrochimici (batterie) per garantire la continuit dellerogazione anche nei momenti in cui non viene prodotta. enel.it

Le energie alternative rinnovabili

tuttogreen.it Il termine rinnovabili ormai sulla bocca di tutti, ma non sempre tutti hanno ben chiaro cosa in realt voglia intendere. Cerchiamo dunque di sgombrare il terreno da equivoci e fornire una rapida spiegazione del concetto. Rinnovabili sono quelle forme di energia generate da fonti di energia che si rigenerano o non sono esauribili nella scala dei tempi umani e il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Sono alternative alle tradizionali fonti fossili, e in buona percentuale pulite, poich non rilasciano nellatmosfera sostanze nocive o climalteranti, come per esempio lanidride carbonica. Della famiglia fanno parte lenergia idroelettrica, quella solare, eolica, marina e geotermica. Accanto alla locuzione sopra specificata spesso ne vengono accostate delle altre in funzione di sinonimi, come energia sostenibile e fonti alternative di energia. In realt il significato tende a cambiare: Energia sostenibile indica una modalit di produzione ed uso dellenergia vincolata ad uno sviluppo sostenibile: ricomprende anche laspetto dellefficienza degli usi energetici. Fonti alternative di energia sono invece tutte le fonti di energia non fossili, ovvero diverse dagli idrocarburi o dal carbone; rientra tra queste, ad esempio, anche lenergia nucleare. In ogni caso, la normativa di riferimento italiana considera rinnovabili il sole, il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici. Articoli correlati: Entriamo ora nel dettaglio tecnico delle varie classificazioni. ENERGIA SOLARE: E la fonte primaria di energia sulla Terra, essa rende possibile la vita. Viene normalmente utilizzata dagli organismi che eseguono la fotosintesi, detti anche vegetali . Dal sole derivano pi o meno direttamente quasi tutte le altre fonti energetiche disponibili alluomo quali i combustibili fossili, lenergia eolica, lenergia del moto ondoso, lenergia idroelettrica, lenergia da biomassa con le sole eccezioni dellenergia nucleare, dellenergia geotermica e dellenergia delle maree. Lenergia solare pu essere utilizzata per generare elettricit (fotovoltaico) o per generare calore (solare termico). Come? Attraverso tre tecnologie differenti: 1) il pannello solare termico sfrutta i raggi solari per scaldare un liquido con speciali caratteristiche, contenuto nel suo interno, che cede calore, tramite uno scambiatore di calore, allacqua contenuta in un serbatoio di accumulo. 2) il pannello solare a concentrazione sfrutta una serie di specchi parabolici a struttura lineare per convogliare i raggi solari su un tubo ricevitore in cui scorre un fluido termovettore o una serie di specchi piani che concentrano i raggi allestremit di una torre in cui posta una caldaia riempita di sali che per il calore fondono. In entrambi i casi lapparato ricevente si riscalda a temperature molto elevate 3) il pannello fotovoltaico sfrutta le propriet di particolari elementi semiconduttori per produrre energia elettrica quando sollecitati dalla luce. BIO-ENERGIA: qualsiasi forma di energia, termica e/o elettrica, ottenuta da una biomassa, cio un materiale di origine organica, animale o vegetale, compresa la parte biodegradabile dei rifiuti urbani e industriali, che non abbia subito alcun processo di fossilizzazione. La valorizzazione dei materiali organici contribuisce alla produzione di energia termica e con impianti di medie o grosse dimensioni pu produrre anche energia elettrica. Molteplici tuttavia le difficolt di impiego dovute alla complessa articolazione delle varie fasi di lavorazione delle tre filiere principali (biomasse solide, bioliquidi, biogas). ENERGIA GEOTERMICA: Viene generata per mezzo di fonti geologiche di calore e pu essere considerata una forma di energia alternativa e rinnovabile, se valutata in tempi brevi. Si basa sullo

sfruttamento del calore naturale della Terra (Gradiente geotermico) dovuto allenergia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare naturale di elementi radioattivi quali luranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente allinterno della terra. Studi specifici hanno dimostrato che con il solo geotermico si potrebbe soddisfare il fabbisogno energico planetario per i prossimi 4000 anni. ENERGIA EOLICA: lenergia eolica il prodotto della conversione dellenergia cinetica del vento in altre forme di energia, elettrica o meccanica. Abbondante, rinnovabile, ampiamente distribuita, pulita, non produce gas a effetto serra. E nonostante sia intermittente, in quanto dipende dalla presenza di unadeguata quantit di vento, la sua diffusione in termini di kilowattora prodotti al mondo sta comunque crescendo continuamente nel tempo. Il lavoro di sfruttamento viene realizzato tramite macchine eoliche divisibili in due gruppi distinti: Generatori eolici ad asse verticale, indipendenti dalla direzione di provenienza del vento; Generatori eolici ad asse orizzontale, in cui il rotore va orientato (attivamente o passivamente) parallelamente alla direzione di provenienza del vento. Limpianto delle cosiddette pale pu avvenire anche in acqua, al largo delle coste: in questo caso si parla di eolico off-shore. Tanti pro, ma ci sono anche delle controindicazioni, come limpatto estetico deturpante e lestrema pericolosit di queste costruzioni per gli stormi di uccelli. La discussione a riguardo tuttora aperta, ma di fatto non ne ostacola levoluzione e la diffusione sul territorio. Mettendo insieme tutto questo potenziale possiamo renderci conto di come davvero, oggigiorno, luomo pu davvero far fronte ai propri fabbisogni utilizzando in maniera maggiormente attiva e rispettosa le risorse che la natura e i suoi elementi mettono a disposizione. Il gap da compensare, semmai, di tipo culturale, ma sembra che i principali governi del cosiddetto primo mondo abbiamo preso coscienza di quale sia la rotta da seguire. Il resto lo sta facendo la tecnologia, attraverso soluzioni sempre pi innovative, efficaci e accessibili alle tasche di tutti. Articoli correlati: tuttogreen.it

L'energia solare-termica

tuttogreen.it Tra le nuove proposte offerte di energia al consumo, in ambito di energie rinnovabili, esiste il solare termico. Gli impianti solari termici sono dispositivi che consentono di catturare lenergia solare, immagazzinarla e utilizzarla per diversi fini. Questa tecnologia, presentata sul mercato al fine di introdurre valide risposte alla riduzione dei consumi rispettando lambiente, offre una soluzione che coniuga risparmio ed efficienza. Il solare termico consente di trasformare lenergia del Sole, che irradia la superficie terrestre, in energia termica raccolta sotto forma di acqua calda permettendo la produzione di calore a bassa temperatura (45 65 C). Tale sistema trova applicazione in svariati contesti ed utilizzato principalmente per il riscaldamento dellacqua sanitaria e per il riscaldamento degli ambienti. Un impianto solare termico costituito essenzialmente da un collettore, mediante il quale la radiazione solare assorbita e trasdotta in energia termica; da un serbatoio che accumula il calore pronto per essere utilizzato. Uno schema di solare termico Va precisato che a causa delle continue variazioni climatiche limpianto solare termico necessita di un sistema integrativo del calore di tipo tradizionale (gas, gasolio, elettricit, biomasse), al fine di garantire continuit nella produzione di calore. Proprio a causa della discontinuit di questo tipo di fonte energetica necessario valutare le caratteristiche del territorio per uneventuale installazione. In Italia le zone geografiche che presentano condizioni favorevoli sono le aree del Sud (sud-est, sud-ovest, con limitata perdita di produzione). Le prestazioni variano anche in base allinclinazione apportata ai collettori: in caso di fabbisogno costante di acqua calda durante lanno, linclinazione consigliata pari indicativamente alla latitudine del luogo (35-45), in caso di fabbisogno di acqua calda prevalentemente invernale, tipicamente per sistemi solari per il riscaldamento degli ambienti, linclinazione consigliata pari alla latitudine del luogo aumentata di 15 (50-60). La durata minima di un impianto stimata in circa 20 anni, mentre le autorizzazioni necessarie da ottenere riguardano la Denuncia Inizio Attivit (D.I.A.) e la richiesta di autorizzazione edilizia nel caso in cui il sito dinstallazione dellimpianto ricada in unarea protetta (incluse le zone immediatamente esterne alle aree protette), o con vincoli storici ed artistici. I costi di realizzazione variano a seconda della tipologia e della potenza desiderate, un sistema unifamiliare (3-5 persone) da 5 m2 a circolazione forzata per la produzione di acqua calda sanitaria viene valutato in circa 4.000-5.000 (IVA al 10% esclusa). I costi di manutenzione sono stimabili in circa il 2,5% del costo dellimpianto allanno. Inoltre il Solare termico gode di un regime fiscale agevolato con detrazione dimposta del 55% fino a un massimo di 60.000 in fase di dichiarazione dei redditi. Tra le principali aziende che si occupano di questa tecnologia in Italia spiccano Solarys, Alteaenergia ed Enel. tuttogreen.it

L'energia delle biomasse

agienergia.it

Ti trovi in: AGI Energia Risorse Rinnovabili Tipologia delle Fonti La valorizzazione delle biomasse legnose in marted 15 maggio 2012 La valorizzazione delle biomasse legnose in Italia
marted 17 gennaio 2012 Di. Nicola Graniglia e Sabina Jez (Dipartimento di Chimica dellUniversit degli Studi di Siena) Con il termine biomasse viene indicata la materia organica prevalentemente vegetale, sia spontanea che coltivata dalluomo, terrestre e marina, prodotta per effetto del processo di fotosintesi clorofilliana con lapporto dellenergia della radiazione solare, di acqua e di svariate sostanze nutritive. Le tipologie pi abbondanti di biomasse utilizzabili energeticamente possono essere riconducibili alle seguenti categorie: le biomasse forestali e dellindustria del legno, derivanti dagli interventi di taglio e manutenzione del bosco, dalle lavorazioni delle segherie, dalla trasformazione del prodotto legno; i sottoprodotti agricoli, come paglie, stocchi, sarmenti di vite, ramaglie di potatura, ecc.; i residui agroindustriali, costituiti da sanse, vinacce, noccioli, lolla di riso, ecc. provenienti dallindustria alimentare (riserie, distillerie, oleifici); le colture energetiche finalizzate alla produzione di biomasse erbacee o legnose per lo sfruttamento diretto (combustione) o per la produzione di biocombustibili (short rotation forestry, oleaginose e zuccherine). la frazione organica dei rifiuti urbani, proveniente dalla raccolta differenziata dalla quale pu essere prodotto biogas. Lenergia potenziale contenuta nelle biomasse pu essere liberata direttamente come energia termica nel processo di combustione (uso tradizionale e dominante), oppure concentrata in una variet di combustibili solidi, liquidi o gassosi, tali da rendere pi facile il trasporto e lutilizzazione finale, mediante processi termochimici o biochimici. Le soluzioni impiantistiche variano per tipo di biomasse, tecnologia utilizzata e prodotto finale (solo energia elettrica, combinata con produzione di calore, solo energia termica). Ad esempio sono tecnologie consolidate la combustione diretta della biomassa in forni appositi in sospensione, su griglia fissa o mobile, su letto fluido; la gassificazione, pirolisi e carbonizzazione che permettono di ottenere combustibili intermedi solidi, liquidi e gassosi; la produzione di biogas mediante fermentazione anaerobica. Schema di impianto per la generazione di energia elettrica alimentato a biomassa solida Sebbene lenergia prodotta dalla biomassa venga considerata genericamente rinnovabile grazie al fatto che il ciclo della CO2 chiuso (la CO2 rilasciata durante la combustione pari a quella fissata attraverso la fotosintesi durante la crescita), in realt la filiera di qualunque tipo di biomassa necessita di un consumo di energia fossile (energia grigia) direttamente proporzionale al numero di passaggi richiesti per la preparazione del prodotto (coltivazione, raccolta, trasformazione, trasporto, ecc.). In generale, tenendo conto dellintera filiera, con lenergia ottenuta dalle biomasse si pu ottenere un risparmio dal 50% al 80 % di CO2 rispetto alle fonti fossili. Partendo dal presupposto che lo sviluppo delle energie rinnovabili, nellottica dellabbassamento delle emissioni di CO2, sia un obiettivo imprescindibile a cui devono tendere le politiche di tutte le nazioni, i settori produttivi e i singoli cittadini con ladozione di comportamenti responsabili e un profondo ripensamento sugli stili di vita, va per considerato che accanto agli effetti positivi vi sono delle criticit che vanno attentamente valutate e che ogni intervento che implica un consumo di risorse ambientali sia

pur rinnovabili, richiede un attenta valutazione delle potenzialit territoriali. Il ruolo attuale dellenergia derivante dalle biomasse nel soddisfacimento della domanda complessiva di energia un tema entrato nel dibattito politico ed economico internazionale investendo questioni ambientali e sociali, oltre che economiche, come la competizione tra biocarburanti e produzione di alimenti per luso del suolo, la sostenibilit ambientale riguardo alla biodiversit, alla deforestazione ed alle emissioni derivanti dallinstallazione di impianti di grossa taglia per la produzione di energia, alle speculazioni e distorsioni dei mercati internazionali che rischiano di indebolire ulteriormente economie gi precarie di paesi terzi. Sar quindi possibile dare vita ad un sistema veramente sostenibile solo se a livello globale e locale sar raggiunto un equilibrio tra criticit e fattori trainanti. La produzione di energia termica o termica ed elettrica in cogenerazione in impianti decentrati di taglia medio-piccola e la cui filiera di approvvigionamento rientri in un raggio massimo di circa 50 km sembra essere, attualmente, una strada perseguibile per aumentare la produzione di energia rinnovabile minimizzando gli impatti ambientali e valorizzando le risorse locali. Biomasse legnose di origine forestale Le biomasse legnose per la loro localizzazione in aree rurali svantaggiate rappresentano una risorsa che comporta uno stretto legame tra la loro valorizzazione e le politiche di sviluppo delle aree marginali. In Italia si stima che la disponibilit potenziale di materiale legnoso, sia sotto forma di materia prima (la superficie forestale italiana di circa 10 milioni di ettari pari al 35% del territorio nazionale) che di residui dallattivit agroforestale e delle lavorazioni del legno, sia molto elevata ed adeguata a rispondere a fabbisogni energetici decentrati con impatti ambientali non negativi. Dallavvento della metanizzazione, lutilizzo della legna come principale forma di energia per il riscaldamento andato calando drasticamente e con esso lo sviluppo di un settore produttivo che stato ritenuto marginale poich la legna da ardere stata considerata un prodotto obsoleto, a domanda inelastica rispetto al reddito, destinato quindi ad essere emarginato dal mercato dalla diffusione di altre forme denergia. Lutilizzazione energetica della legna proveniente dai boschi stata trascurata anche dalla politica forestale che non ha tenuto conto che la presenza e lo sviluppo di una domanda di legna da ardere poteva essere un potente stimolo alla realizzazione di interventi di miglioramento colturale di molti boschi degradati, riducendo, ad esempio, i costi di avviamento di cedui ad altofusti, oltre a poter sostenere uneconomia forestale che, soprattutto in aree appenniniche e prealpine, era e rimane sostanzialmente collegata a forme di governo a ceduo e, quindi, alla produzione di piccoli assortimenti. Evoluzione della superficie forestale in Italia Fonte: Corpo Forestale dello Stato Nellultimo decennio si assistito ad una decisa inversione di tendenza, legata allaumento dei prezzi di petrolio e GPL, allaumento dei consumi da parte di alcuni specifici settori (ad esempio la ristorazione) ed alla disponibilit di tecnologie in grado di aumentare le rese nel riscaldamento domestico e di consentire luso delle biomasse in impianti di medio-grandi dimensioni altamente automatizzati nonch alla politica di incentivi messa in atto dallo stato e dalle regioni. Andamento dei prelievi di legna in Italia in migliaia di m3 Fonte: APAT Le stime sulla disponibilit di biomassa legnosa a livello nazionale variano in un intervallo da 15 a 25 milioni di tonnellate di sostanza secca in relazione alla metodologia adottata ed alle fonti dei dati di partenza. Il contributo energetico potenziale stimato intorno a 4 MTEP (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Di fatto, sebbene siano disponibili numerosi studi e ricerche nel settore delle bioenergie forestali, essi sono in genere finalizzati a contesti territoriali limitati. Manca cio un quadro dinsieme sulla distribuzione geografica della domanda e dellofferta di combustibili legnosi. Le statistiche prodotte dal GSE S.p.A. rilevano che nellarco temporale compreso tra il 1999 e il 2009, il numero degli impianti alimentati da biomasse solide (principalmente cippato di legna) aumentato secondo un tasso medio annuo pari al 7,8%. Dai 25 impianti del 1999 si arriva fino ai 53 impianti

presenti in Italia nel 2009. Evoluzione della potenza installata e del numero degli impianti alimentati da biomasse solide in Italia dal 1999 al 2009 Fonte: GSE S.p.A. Nel periodo considerato, la produzione di energia salita da 587 a 2.828 GWh (per un incremento medio annuo del 17%); mentre levoluzione del parco impianti alimentati da biomasse solide stata caratterizzata da un incremento della taglia: nel 1999 la dimensione media pari a 7,9 MW, nel 2009 arriva a 8,9 MW. Distribuzione percentuale regionale della produzione da biomasse solide nel 2009 Fonte: GSE S.p.A. Questo rapido proliferare di impianti anche di grossa taglia, favorito dal regime di incentivi, se da una parte contribuisce a realizzare gli obiettivi di produzione di energia rinnovabile e risparmio di CO2 che il nostro Paese deve raggiungere per rispettare gli impegni europei e il protocollo di Kyoto, daltra parte mette in luce le criticit dovute ad una mancanza di pianificazione e coordinamento a livello nazionale ed ai limiti del settore forestale che sconta larretratezza dovuta ad anni di scarsa considerazione. Uno dei rischi a cui pi facilmente si pu andare incontro legato a valutazioni erronee o approssimative riguardo alla disponibilit reale della biomassa: spesso le valutazioni teoriche anche a livello locale non tengono debitamente conto delle difficolt reali di approvvigionamento causate da una serie di fattori come la scarsit di ditte forestali attrezzate, la frammentazione della propriet, la difficolt nelle operazioni di taglio ed esbosco per mancanza di unadeguata viabilit forestale, la domanda di prodotti legnosi preesistente e leventuale vicinanza con altri impianti con lo stesso bacino di approvvigionamento. Se vogliamo quindi evitare che si faccia ricorso a materia prima proveniente dallestero con lannullamento del vantaggio ambientale, auspicabile che queste considerazioni unitamente ad altre di carattere ambientale ed economico vengano poste alla base di ogni processo decisionale che riguardi linstallazione di impianti a biomassa forestale. agienergia.it

L'energia eolica

tuttogreen.it Con il termine energia eolica si indica il risultato della conversione dellenergia cinetica del vento: un principio ben noto che trov la sua prima applicazione nei mulini a vento, diffusissimi in tutta lEuropa nei secoli scorsi. A differenza di quanto accadeva nel mulino, oggi lenergia accumulata non viene utilizzata direttamente sul posto, ma convertita in energia elettrica attraverso una centrale eolica. Gli impianti pi diffusi per lo sfruttamento dellenergia eolica sono le torri a pale mobili, che riprendono lo schema di funzionamento del vecchio mulino. Esistono anche generatori ad asse verticale che, diversamente da quelli ad asse orizzontale, entrano in funzione con qualsiasi direzione del vento, ma offrono unefficienza decisamente minore. Linstallazione delle centrali eoliche meno costosa di quelle per la produzione di altre energie rinnovabili: gli impianti eolici sono molto efficienti, soprattutto se di grandi dimensioni, garantiscono un ottimo risparmio e non inquinano. Inoltre la produzione di energia eolica pu essere effettuata anche su scala domestica, grazie al cosiddetto minieolico (impianti di potenza inferiore ai 200 kW) o microelico (inferiore ai 20 kW), anche se in questo caso i costi sono pi elevati data lassenza di un mercato di massa. Il principale problema riguardante lenergia eolica limpatto paesaggistico, accentuato dal fatto che spesso le turbine sono poste sulle cime di colline o montagne e quindi visibili anche da grandi distanze: molti paesi hanno disincentivato fino a questo momento lutilizzo delle centrali eoliche proprio perch ritenute esteticamente inaccettabili. Inoltre, lenergia eolica pu essere prodotta solo a intermittenza e in quantit relativamente ridotte; per questo motivo non pu costituire un valido sostituto delle altre fonti di energia, ma solo integrarsi con quelle gi esistenti. Malgrado questi limiti, la World Wind Energy Association stima che nel 2008 lenergia eolica prodotta nel mondo ammontasse a circa 120.000 megawatt, l1,5% dellintero fabbisogno mondiale di energia. I paesi che generano maggiore potenza elettrica attraverso le centrali eoliche sono Stati Uniti, Germania, Spagna, Cina e India. Particolare crescita attesa nei prossimi anni dalleolico offshore, ossia di impianti installati al largo delle coste di mari o laghi. Approfondimenti consigliati sul tema eolico offshore: tuttogreen.it Archive All Download Newest