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LE ANALISI DI BILANCIO

Indice
Il bilancio desercizio La riclassificazione del bilancio Lanalisi per indici Lanalisi per flussi

Il bilancio desercizio Il bilancio dovrebbe essere un p il biglietto da visita di unimpresa e deve contenere le notizie essenziali per capire la sostanza di quellimpresa. Comunemente il bilancio, per fattori culturali, visto come un aspetto amministrativo; non un argomento abitualmente trattato dai mass media, che ne parlano esclusivamente in occasione di eventi negativi, come crack finanziari di grandi societ, come il crack della Parmalat o quando in America sono scoppiati i vari scandali finanziari, tipo lo scandalo Enron, in cui fu falsificato il bilancio, per non far capire che la societ era in crisi, ma la societ di revisione che lo aveva approvato stata costretta a chiudere a causa del comportamento scorretto di alcuni dipendenti, poich nessuno voleva pi il loro nome sulle revisioni, per timore di una reputazione negativa. Il bilancio uno strumento poco conosciuto dagli italiani medi: si studia solo in alcuni istituti tecnici e facolt universitarie come Economia e Scienze Politiche ed Ingegneria Gestionale. Per questo motivo anche le persone che dovrebbero preoccuparsi del bilancio lo fanno poco. Il bilancio non rappresentativo nel senso che non pu dire quanto vale unazienda, per il bilancio dice se lazienda va bene o va male: se unazienda non vende non guadagna. In Italia molte piccole imprese non comprendono sufficientemente limportanza del bilancio; spesso per redigerlo si affidano ad un commercialista, che lo spiega poi al titolare o allamministratore delegato della societ, ma molti di loro si limitano a firmarlo come prevede la legge senza chiedere delucidazioni, ma un approccio errato perch analizzando il bilancio si possono ottenere numerose informazioni per conoscere la situazione di una societ. Per un imprenditore importante capire cos il bilancio, perch si compila, quali sono gli obiettivi. Il bilancio presenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica di unimpresa. Il bilancio misura cosa successo nella ditta in un determinato arco di tempo. In alcuni esercizi economici pu essere positivo ed in altri negativo, ma se passivo per un certo numero di anni consecutivi pu indicare una crisi della ditta. Il bilancio un documento la cui dimensione varia da qualche pagina a centinaia di pagine. In genere si pu affermare che pi aumentano le dimensioni di una societ pi aumenta il volume di pagine del bilancio, poich ci sono pi soggetti interessati a conoscerlo, per le societ per azioni il bilancio pu essere anche di centinaia di pagine; inoltre le societ quotate in borsa mettono il bilancio sul sito internet per ragioni di trasparenza e devono redigere dei bilanci trimestrali e non solo annuali. Il periodo amministrativo dei bilanci generalmente un anno; la maggioranza delle societ lo fanno coincidere con lanno solare, ma ci non prescritto dalla legge. Per alcune tipologie di aziende soprattutto quelle che hanno un picco di attivit corrispondente con il periodo natalizio, opportuno fissare il termine del periodo amministrativo/contabile il 30 giugno, altrimenti si potrebbe avere una visione distorta della situazione aziendale. Il responsabile del bilancio sempre lamministratore o il dirigente responsabile del bilancio che lo firma, salvo il caso in cui un piccolo imprenditore si rivolga per la redazione del bilancio ad un consulente esterno, che in caso di problemi sar chiamato in causa. Il bilancio ha uno scopo conoscitivo, perch d informazioni sullandamento della gestione e sul patrimonio dellimpresa ed ha soprattutto una funzione di controllo: tutti i soggetti interessati possono conoscere loperato dellamministratore. I soggetti che possono avere interesse nel conoscere il bilancio sono numerosi: i soci, gli investitori, i finanziatori (specialmente le banche, prima di concedere un fido o un

finanziamento, chiedono per prima cosa una copia degli ultimi bilanci della societ), i dipendenti (che dovrebbero informarsi sui risultati dellazienda), i fornitori, i clienti (per essere sicuri che limpresa possa consegnare quanto richiesto) e gli uffici fiscali. Alcune regole del bilancio sono dettate dalla legge, altre no. Le imposte non si pagano partendo dal risultato del bilancio; per fare il calcolo dellimporto delle imposte si devono fare calcoli elaborati, perch ai fini della tassazione lutile viene modificato in base alle regole fiscali. Per questo motivo molte aziende italiane, soprattutto piccole, tendono a minimizzare lutile per pagare meno tasse. Questo pu per creare difficolt nel momento in cui ci si rivolge alla banca per un finanziamento, poich le banche finanziano le aziende in grado di produrre ricchezza. In italia le aliquote fiscali sono abbastanza elevate, ma anche presente una forte evasione. Esistono statistiche che provano che quando sono aumentate le aliquote il gettito fiscale complessivo non aumentato, si pu quindi evincere che levasione aumenta proporzionalmente al peso fiscale. Le aliquote fiscali elevate possono anche spingere i grandi gruppi a spostare gli stabilimenti o le sedi in paesi che hanno regimi fiscali pi favorevoli. Il bilancio un documento molto articolato, che contiene molti documenti: quelli pi conosciuti sono quelli quantitativi che sono il Conto economico e lo Stato patrimoniale. Il bilancio deve sempre quadrare; ci si ottiene inserendo lutile e la perdita desercizio nella colonna corrispondente. Il Codice civile prevede anche la nota integrativa, che una descrizione degli schemi contabili, poi il fascicolo di bilancio presenta altri documenti, come una relazione sulla gestione, in cui gli amministratori spiegano la gestione e le relazioni degli organi di controllo: i sindaci ed i revisori dei conti, che dichiarano che il bilancio stato redatto seguendo il codice civile. Tale funzione viene effettuata, per le societ quotate in borsa, da societ di revisione. Anche la legge pone delle differenze: per le imprese individuali e le societ di persone il bilancio rimane un atto privato, mentre per le societ di capitali un atto pubblico e deve essere depositato presso il registro delle imprese che ha sede presso le Camere di Commercio competenti territorialmente, che ne consegna copia (dietro il pagamento di una somma modesta) a chiunque ne faccia richiesta. Ci sono anche delle banche dati a pagamento che permettono di vedere i bilanci e di confrontare quelli di societ simili. Le banche consultano molto queste banche dati. Le voci della parte descrittiva del bilancio delle societ di capitali sono fissate da un articolo del Codice civile, che ha lo scopo di garantire la possibilit di comprendere subito come fatto quel bilancio. Allinterno dello Stato patrimoniale e del Conto economico ci sono gli stessi contenuti, ma cambia la forma. Lo Stato patrimoniale, come dice il suo nome, comprende il patrimonio dellimpresa; che calcolato secondo le regole di redazione dei bilanci, che per motivi prudenziali portano ad una sotto stima della ricchezza, poich la legge impedisce alle aziende di presentarsi pi ricche di come sono realmente. Questo principio non uguale in tutto il mondo: ad esempio in Inghilterra cercano di essere molto precisi per permettere allinvestitore di capire qual il valore dellazienda; questo metodo pu per essere sfavorevole ai finanziatori. Nell attivo, posto a sinistra dello Stato patrimoniale si inseriscono tutti gli elementi di propriet dellazienda che consentono di rappresentare valori che costituiscono la ricchezza dellazienda, limpresa pu essere proprietaria dello stabilimento o essere in affitto; la propriet rende ovviamente limpresa pi ricca: ci sono anche i macchinari, gli impianti, le attrezzature ed i mobili per ufficio; ci possono essere anche le scorte di magazzino, che

costituiscono ricchezza. Le imprese, come logica di gestione, dovrebbero avere un valore di magazzino piuttosto basso: se il magazzino molto alto pu significare che si produce pi di quanto si riesce a vendere. Altri elementi che aumentano la ricchezza sono i crediti, che rappresentano i diritti di incassare del denaro in una data futura, lazienda ha anche i conti correnti bancari e la cassa. Alcune aziende possono anche possedere altre societ o partecipazioni azionarie in altre societ. Nel passivo, a destra, si inseriscono i debiti: prestiti e mutui dalle banche, debiti verso fornitori per merci acquistate e non ancora pagate, debiti verso il fisco, verso i dipendenti, come il TFR. A quel punto si in grado di calcolare la ricchezza dellazienda, che data dalla somma di tutte le parti dellattivo meno limporto totale del passivo. Il patrimonio dellazienda viene chiamato patrimonio netto proprio perch la ricchezza al netto dei debiti. Il bilancio, per definizione, deve bilanciare, quindi si inserisce lutile a destra: non ci sono quindi solo i debiti ma anche lutile. Allinterno della voce patrimonio netto, ci sono diverse informazioni pi analitiche: la prima voce che si trova nel patrimonio netto il capitale sociale, cio il capitale iniziale a disposizione dellimpresa. Se si analizzasse lo Stato patrimoniale di unimpresa alla sua fondazione, si troverebbe a sinistra la cassa e a destra il capitale sociale per limporto corrispondente. In seguito il capitale sociale rimane fisso, mentre la cassa viene utilizzate per iniziare lattivit: si trasforma il denaro in altre voci dello Stato patrimoniale. Dello Stato patrimoniale si dice che una sorta di fotografia dellazienda, perch statico. Analizzando il bilancio necessario capire la differenza tra aspetto finanziario ed economico: laspetto finanziario riguarda la liquidit disponibile, quello economico dato dalla previsione di incassi e di pagamenti, poich le imprese non pagano gli acquisti n incassano i proventi delle vendite al momento della consegna delle merci: nella stragrande maggioranza dei casi sono concesse delle dilazioni di pagamento, mentre per legge loperazione viene considerata conclusa alla consegna del materiale. Questo un concetto per chi non abituato a ragionare in termini di impresa: il guadagno si calcola non confrontando gli incassi ed i pagamenti come si potrebbe immaginare, ma confrontando i ricavi e i costi: se i ricavi sono superiori ai costi significa che il prezzo di vendita per le quantit collocate sul mercato complessivamente superiore a tutti i costi sostenuti per arrivare ad ottenere quel prodotto. In questo caso si ottiene il guadagno, detto utile di esercizio, se invece il prodotto costa di pi di quanto si ricava dalla sua vendita si ha una perdita di esercizio. Lutile o la perdita rappresentano la ricchezza creata e la ricchezza distrutta; quando si dice che il sistema delle imprese crea ricchezza, si deve ricordare che crea ricchezza se produce utili. Ma avere molti utili non significa necessariamente avere molti soldi. Questo per gli imprenditori un fattore molto delicato: vendono tantissimo, sono bravi a fare un prodotto che piace con un margine buono. Il problema della tassazione che il fisco tassa lutile, non solo i soldi a disposizione. Se ad esempio si ha un utile di 100, ma in banca si ha 20 ed il fisco chiede 40 di tasse, si dovr chiedere un prestito per pagare le tasse. Questo significa gestire male laspetto finanziario, cio i rapporti con i clienti e i fornitori.

Si possono verificare anche dei casi in cui esiste un utile potenziale ma laspetto finanziario squilibrato; ci si verifica quando si hanno clienti che pagano con un ritardo considerevole, molte piccole imprese falliscono proprio per una cattiva gestione finanziaria. Talvolta le aziende molto indebitate hanno un utile prima degli interessi passivi, ma dopo averli detratti ottengono una perdita di esercizio. In queste situazioni potrebbe risultare pi conveniente trovare un socio finanziatore con cui dividere gli utili che pagare gli interessi alle banche. Se invece si ha una perdita di esercizio perch i ricavi sono inferiori ai costi, il problema riguarda il prodotto, che ha perso valore sul mercato, quindi lazienda deve cercare di rinnovare il prodotto. I centri commerciali sono invece lesempio della gestione finanziaria ideale: i clienti pagano in contanti, mentre i fornitori sono pagati a 180-210 giorni. Molte grandi societ sono proprietarie di di catene di grande distribuzione proprio per assicurarsi una notevole disponibilit di cassa. Il guadagno non pu essere statico come lo Stato patrimoniale, ma deve essere correlato ad un periodo di tempo; deve essere necessariamente misurato. Questo il motivo per cui il conto economico, che il documento in cui i scrivono i costi e i ricavi, relativo ad un periodo. Anche il conto economico contiene lindicazione dellutile o della perdita di esercizio. Lutile pu arricchire la societ o essere distribuito ai soci, lasciando immutata la ricchezza dellazienda. Generalmente le aziende italiane, essendo per la maggior parte piccole, distribuiscono ai soci tutto lutile e quindi non hanno risorse aggiuntive. Le aziende che vogliono crescere non dovrebbero distribuire gli utili ma devono reinvestirli. Dal punto di vista formale il Conto economico delle societ di capitali fissato dal codice civile, che fa si che non ci siano da una parte i ricavi e dallaltra i costi (il vecchio schema del Conto economico a sezioni contrapposte). Ci sono una parte di costi ed un p di ricavi ed ancora costi e ricavi in forma scalare, con la forma algebrica: il valore della produzione ha il segno +, i costi hanno il segno meno, quindi si deve fare la differenza tra il valore della produzione ed i costi e si ha un primo risultato. Successivamente si calcolano i proventi e oneri finanziari, che possono avere il segno + o il segno meno, quindi si calcolano le rettifiche di valore, i proventi e oneri straordinari. Sommando tutto algebricamente si ottiene il risultato ante imposte. Successivamente si sottraggono le imposte e nellultima riga si inserisce il guadagno o la perdita dopo aver imputato le imposte. La forma scalare consente a chi conosce la tecnica di valutare meglio landamento della societ e a capire le ragioni di eventuali perdite, se sono economiche o finanziarie. Unaltra situazione che pu capitare vedere il risultato ante imposte 100 e le imposte 130, questo pu lasciare limprenditore perplesso, perch non capisce come le imposte possano superare limporto dellutile. Questo accade perch il calcolo delle imposte parte da un punto di partenza: nel senso che per il fisco alcuni costi non sono detraibili ai fini delle imposte: lauto aziendale e il telefono aziendale, ad esempio, non possono essere totalmente detraibili. Questo serve ad evitare abusi, ma pu danneggiare gli imprenditori che usano quei beni in modo prevalente per limpresa. Questo capita alle imprese che guadagnano poco, poich in questo caso basta il mancato riconoscimento ai fini fiscali di alcuni costi per trasformare lutile in perdita. Oggi le imprese pagano anche la famigerata IIRAP, sui cui lEuropa ha espresso delle critiche, in quanto pu essere considerata una sorta di duplicazione dellIVA. E unimposta che si paga anche se si in perdita, ma la costituzione italiana prevede che si paga

unimposta sul reddito solo se si ha un reddito; stata quindi inventata unimposta che non sul reddito: IRAP significa Imposta Regionale sulle Attivit produttive. Questa imposta stata creta partendo dal presupposto che la met delle societ di capitali italiane chiudono sempre il bilancio in perdita, quindi non pagano lIRES. Siccome noto che in italia c un livello di evasione elevato il legislatore ha pensato di creare unimposta con meccanismo di pagamento che porti a pagare anche se non ci sono ricavi. Il problema che se questa imposta serve a far pagare chi evadeva, pu far andare in perdita gli imprenditori onesti che dichiarano tutti i proventi nel bilancio. La riclassificazione del bilancio Il bilancio desercizio svolge unimportante funzione di informazione sulla situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dellimpresa, tuttavia non consente di esprimere un giudizio sulla prevista evoluzione delle tre situazioni fondamentali dellimpresa, cio: la situazione economica, ossia lattitudine dellazienda a conseguire risultati positivi sufficienti per remunerare in modo adeguato tutti i fattori produttivi da essa impiegati; la situazione finanziaria, cio lattitudine dellazienda a mantenere nel tempo lequilibrio tra entrate e uscite, sia nel breve periodo che nel medio lungo periodo; la situazione patrimoniale, ossia lattitudine dellaziende a mantenere nel tempo una struttura patrimoniale equilibrata relativamente al rapporto tra fonti di finanziamento a titolo di capitale proprio e a titolo di capitale di terzi. Linterpretazione e la valutazione sullandamento della gestione, sia su quella passata (di tipo consuntivo) sia su quella futura ( di tipo preventivo), basata sul bilancio (o sul budget se ci si riferisce alle previsioni sul futuro andamento della gestione), richiede una preventiva analisi di questi documenti contabili. Le analisi di bilancio sono delle tecniche che, mediante confronti tra valori economici e patrimoniali, consentono di interpretare i dati contenuti nel bilancio stesso e i fenomeni di gestione che li hanno generati nonch di prendere decisioni ed effettuare scelte di gestione per il futuro. In altri termini con le indagini di bilancio si ottengono delle grandezze-indice (calcolate come differenze o rapporti tra valori) che si traducono in informazioni: storico-consuntive , utili per conoscere e interpretare la gestione passata; previsionali o prospettiche, che consentono di esprimere giudizi e valutazioni sulle tendenze della gestione futura. Le analisi di bilancio possono essere interne (ossia condotte dal management aziendale sulla gestione dellazienda stessa) o esterne (ossia condotte sul bilancio di altre aziende); nel secondo caso un supporto per la scelta delle strategie competitive pi opportune, che non pu prescindere dallanalisi dei punti di forza e dei punti di debolezza dei concorrenti, compresi naturalmente quelli di tipo economico e finanziario (struttura dei costi, redditivit, gestione finanziaria ecc.) Diversi sono i soggetti interni ed esterni allazienda interessati alle analisi di bilancio: i responsabili finanziari dellazienda per le analisi di contabilit direzionale; le banche e gli altri finanziatori esterni che devono valutare se concedere o rinnovare finanziamenti allazienda che ne ha fatto richiesta;

i grandi investitori che intendono vendere o comprare azioni o quote di capitale dellazienda; le societ specializzate in analisi finanziarie che effettuano le analisi su incarico di altre aziende. Le analisi di bilancio sono attuate con due metodologie: per indici per flussi. Ci soffermiamo sullanalisi per indici, in particolare come strumento utilizzabile al fine di esprimere una valutazione complessiva sulla scelta di effettuare nuovi investimenti. Lanalisi di bilancio per indici si attua attraverso la costruzione di una serie di relazioni numeriche tra valori o classi di valori di bilancio. Pertanto, gli indici di bilancio sono numeri che si ottengono dal rapporto, indici quozienti, o dalla differenza, indici differenza o margini, tra valori o classi di valori del bilancio oggetto di analisi e che consentono di esprimere valutazioni sullandamento economico, finanziario e patrimoniale dellazienda. Per poter procedere al calcolo degli indici occorre prima effettuare la riclassificazione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico. La riclassificazione dello Stato Patrimoniale Lo Stato patrimoniale previsto dallart 2424 del Codice Civile, pur contenendo informazioni di carattere finanziario (per alcune voci richiesta la separata indicazione degli importi esigibili entro lesercizio o oltre lesercizio), non presenta unesposizione delle voci coerente con le esigenze di analisi di tipo finanziario; infatti lattivo espone le voci secondo la loro destinazione economica e il passivo secondo la provenienza delle fonti. Per procedere ad analisi di tipo finanziario indispensabile effettuare una riclassificazione dello Stato patrimoniale. La riclassificazione (o rielaborazione) dello Stato patrimoniale si effettua secondo un criterio finanziario, in base al quale il patrimonio dellazienda visto come un complesso di investimenti in attesa di realizzo (attivit) e come un insieme di finanziamenti in attesa di estinzione (passivit e netto). Lattivo dello Stato Patrimoniale (sezione dare) costituisce gli impieghi aziendali (o investimenti) che vengono riclassificati tenendo conto del loro grado di liquidit, ossia della loro attitudine a trasformarsi in forma liquida (monetaria) nel breve termine, convenzionalmente stabilito in 12 mesi; nello Stato Patrimoniale riclassificato gli impieghi vengono esposti secondo un grado di liquidit decrescente (o in alternativa crescente). Le Passivit e il Patrimonio Netto dello Stato Patrimoniale rappresentano le fonti di finanziamento aziendale; nello schema riclassificato vengono esposte secondo il loro grado di esigibilit, (in ordine decrescente o crescente). Gli impieghi in altri termini rappresentano gli investimenti aziendali in essere in un determinato momento, essi evidenziano il fabbisogno finanziario dellimpresa che in quello stesso momento deve trovare copertura con fonti di finanziamento rappresentate dal passivo (debiti aziendali o capitale di terzi) e dal netto (capitale proprio aziendale). La riclassificazione degli impieghi In base al criterio finanziario gli impieghi si classificano in 2 classi: attivo corrente o attivo circolante e attivo immobilizzato. Lattivo corrente (o circolante) costituito da tutti gli investimenti aziendali che

presumibilmente si trasformeranno in forma liquida (monetaria) nel breve periodo, ossia entro i 12 mesi. Fanno parte dellattivo corrente: le liquidit immediate, sono i valori in cassa, in banca, nei c/c postali e i titoli di credito negoziabili a vista, ossia tutti quei valori liquidi che sono espressi in forma monetaria, sono immediatamente disponibili e non comportano rischi di tipo finanziario; le liquidit differite, sono rappresentate dai crediti che per essere trasformati in forma liquida necessitano di un certo periodo di tempo (non superiore ai 12 mesi) e comportano il rischio di eventuali perdite (per esempio un credito verso clienti potrebbe essere non riscosso a causa del fallimento del cliente); i crediti vanno considerati al netto (ossia si detraggono) dei fondi rischi e fondi svalutazione; le disponibilit di magazzino, cio le esistenze di magazzino (materie prime, materie sussidiarie, materiali di consumo, prodotti finiti, semilavorati, prodotti in corso di lavorazione se si tratta di imprese industriali o merci, imballaggi e materiali di consumo se si tratta di imprese mercantili, rientrano anche gli anticipi corrisposti ai fornitori per materie, merci ecc.) che verranno trasformate e/o vendute nellarco dei 12 mesi successivi. Lattivo immobilizzato costituito dagli investimenti aziendali che per trasformarsi in forma liquida richiedono tempi medio-lunghi (ossia superiori ai 12 mesi). Il loro rientro in forma monetaria, tranne il caso di crediti a lungo termine, avviene in modo indiretto, ossia si tratta di fattori produttivi destinati ad essere impiegati per tempi medio lunghi nei processi di produzione, non sono destinati alla vendita e il loro recupero avviene tramite i ricavi di vendita dei prodotti e dei servizi. Per esempio un macchinario un fattore produttivo che viene utilizzato nei processi produttivi di pi periodi amministrativi, non destinato alla vendita, linvestimento effettuato per la sua acquisizione viene recuperato gradualmente in pi periodi amministrativi tramite le vendite del risultato finale (prodotti, servizi, merci) del processo di produzione. Lattivo immobilizzato si espone al netto dei relativi fondi ammortamento e svalutazione. Gli elementi dellattivo immobilizzato vengono cos distinti: le immobilizzazioni immateriali, sono gli investimenti a lungo ciclo di utilizzo privi di consistenza fisica (costi dimpianto, brevetti, marchi di fabbrica, software ecc.), destinati a rientrare in forma monetaria gradualmente in tempi superiori ai 12 mesi; le immobilizzazioni materiali, rappresentano gli investimenti in fattori pluriennali destinati a rientrare in forma monetaria gradualmente in tempi medio lunghi e caratterizzati dallavere una consistenza fisica (impianti, macchinari, attrezzature ecc.); le immobilizzazioni finanziarie, sono partecipazioni in altre imprese (ossia azioni o quote di capitale di altre imprese), titoli a lungo termine, crediti (di finanziamento e commerciali) che saranno riscossi oltre i 12 mesi. La riclassificazione delle fonti di finanziamento In base al loro grado di esigibilit le fonti di finanziamento vengono cos raggruppate: passivit correnti: sono i debiti aziendali scadenti a breve termine, ossia entro i 12 mesi (debiti v/fornitori, debiti v/banche, debiti v/istituti previdenziali, quote di mutuo che dovranno essere rimborsati entro i 12 mesi, debiti per TFR -trattamento di fine rapporto- che dovr essere liquidata ai dipendenti che cesseranno il loro rapporto di lavoro entro i 12 mesi ecc.); passivit consolidate sono i debiti aziendali a medio lungo termine, ossia che scadono oltre i 12 mesi (mutui passivi, prestiti obbligazionari, debiti per TFR ecc.)

capitale proprio, una fonte di finanziamento che non ha vincoli di scadenza, resta vincolato allazienda per tempi indefiniti, rappresentato dal capitale di rischio apportato dal titolare o dai soci, dalle riserve di capitali, dagli utili. Vanno portati in detrazione gli utili che da distribuire ai soci e le perdita desercizio (qualora il risultato della gestione sia negativo). Il risultato finale del processo di rielaborazione da luogo al seguente schema sintetico di: Stato patrimoniale sintetico riclassificato (criterio della liquidit decrescente) Fonti di finanziamento Li Ld Dm Ab Ii Im If I Passivit correnti Passivit consolidate Capitale di terzi Capitale sociale Riserve Utili da accantonare Capitale proprio Cp Pb Pc

Impieghi Liquidit immediate Liquidit differite Disponibilit di magazzino Attivo corrente Immobilizzazioni immateriali Immobilizzazioni materiali Immobilizzazioni finanziarie

Attivo immobilizzato Capitale investito

Ci

Totale delle fonti di finanziamento

Ft

La riclassificazione del conto economico La struttura del Conto economico prevista nellarticolo 2425 del Codice Civile, nella configurazione a valore e costi della produzione, pur consentendo alcune interessanti considerazioni, non facilita unanalisi dettagliata della redditivit aziendale in quanto: non evidenzia il valore aggiunto o il costo del venduto; classifica i componenti negativi del reddito per natura anzich per destinazione, senza evidenziare il contributo delle diverse aree gestionali alla formazione del risultato desercizio. I vari componenti di reddito devono quindi essere riclassificati per ottenere le informazioni aggiuntive che permettano di esprimere un giudizio pi significativo sullandamento reddituale dellattivit dellimpresa. In base al tipo di informazioni che lanalista ricerca, il Conto economico pu essere riclassificato nella configurazione a valore aggiunto o a costo del venduto. La configurazione a valore aggiunto si ottiene aggregando i componenti di reddito classificati per natura; il primo livello di risultati intermedi ottenuto il valore aggiunto, ossia la ricchezza che limpresa ha prodotto, considerando il valore globale della produzione e il costo dei beni e dei servizi acquisiti allesterno dellazienda. Il valore aggiunto rappresenta lincremento attribuito ai beni e ai servizi acquisiti allesterno

dal processo produttivo posto in essere dallimpresa mediante i fattori interni della produzione (risorse umane e strutture fisse). Si tratta di un dato significativo per definire la dipendenza dellimpresa da terze economie e la rigidit della struttura produttiva, in quanto: un basso valore aggiunto sintomo di una maggiore dipendenza dellimpresa da terzi (fornitori di beni e servizi), pur essendo la stessa pi flessibile alle mutevoli condizioni di mercato; un elevato valore aggiunto sintomo di una minore dipendenza da terzi, ovvero di un maggior controllo dellutilizzo dei fattori della produzione, a fronte di una maggiore rigidit strutturale che implica una notevole difficolt di adeguamento alle mutevoli condizioni di mercato. Entrambe le configurazioni evidenziano poi il risultato operativo lordo, molto importante per lanalisi della produttivit dellimpresa. Tale risultato intermedio rappresenta il risultato operativo della gestione caratteristica, che deve remunerare: i finanziatori dellimpresa, ossia gli oneri dellarea finanziaria; lo Stato per le imposte sul reddito; limprenditore o i soci, con gli utili distribuiti; limpresa stessa, attraverso lautofinanziamento. Nel Reddito Operativo sono generalmente compresi anche i componenti di reddito della gestione accessoria, nella quale confluiscono i costi e i ricavi non caratteristici dellattivit esercitata dallimpresa (ad esempio: i fitti attivi o passivi per utilizzo di beni non strumentali, si pensi ad unimpresa industriale che per investire temporanee eccedenze di liquidit anzich effettuare un aumento delle dimensioni degli impianti produttivi acquista immobili di civile abitazione e poi li concede in affitto ). La riclassificazione del Conto economico nella configurazione a costo del venduto si basa sulla definizione delle aree funzionali nelle quali si fanno confluire i costi e i ricavi per poi aggregarli e riclassificarli per destinazione anzich per natura; occorre dunque considerare la funzione aziendale per la quale sono stati sostenuti tali costi e imputarli alle diverse aree gestionali (area della produzione, area amministrativa, area commerciale), tenendo conto della funzione per la cui gestione sono stati sostenuti (per esempio per quanto riguarda il personale si individueranno i costi degli operai e dei tecnici destinati alla produzione, gli impiegati destinati allamministrazione e gli addetti allarea commerciale) In questo tipo di riclassificazione, rispetto a quella a valore aggiunto, le differenze sostanziali sono presenti nella parte precedente al risultato operativo lordo e precisamente: nella configurazione a valore aggiunto sono presenti due risultati intermedi, il valore aggiunto e il margine operativo lordo, entrambi mirati a misurare lefficienza del sistema produttivo aziendale; nella configurazione a costo del venduto presente un solo risultato intermedio, il risultato lordo della gestione industriale, in quanto tale struttura mira a spostare lindagine sulle aree funzionali.

In pratica, con la configurazione a costo del venduto si intende misurare lincidenza, nellambito dellarea produttiva, delle tre aree funzionali caratteristiche: larea della produzione diretta, larea commerciale e larea amministrativa. E infatti molto frequente, soprattutto nelle imprese di grandi dimensioni che investono ingenti capitali nel marketing e nella pubblicit, avere un risultato della gestione industriale elevato, ma non sufficiente a coprire gli elevati costi di distribuzione. Un buon risultato operativo, anche in presenza di una perdita desercizio, evidenzia una capacit di creare ricchezza da parte della struttura operativa; gli effetti della dispersione di questa ricchezza dovranno essere quindi rilevati nella gestione finanziaria o nellarea della gestione straordinaria. Il risultato lordo operativo quindi una grandezza rilevabile in entrambe le riclassificazioni del Conto economico esaminate ed molto importante per lanalisi del bilancio perch non risente dellinfluenza dellarea della gestione finanziaria ovvero degli interessi corrisposti sui finanziamenti ottenuti. Dal confronto tra le due configurazioni si possono fare alcune interessanti considerazioni: riclassificando i componenti del reddito in modo diverso, si hanno informazioni diverse ma complementari fra loro; si possono cio elaborare entrambe le configurazioni per ottenere maggiori informazioni. In particolare, nella prima parte del Conto economico, quella riferita alla gestione caratteristica e accessoria, i costi vengono aggregati con criteri e filosofie diverse: nel valore aggiunto si distinguono i costi dei servizi interni da quelli esterni, con lo scopo di indagare sulla redditivit del processo produttivo interno; nel costo del venduto i costi vengono aggregati nelle tre principali aree funzionali della gestione della produzione, per indagare sulle aree funzionali e verificare la loro incidenza sul risultato economico dellesercizio. Entrambe le strutture evidenziano, infine, il risultato operativo lordo della gestione caratteristica, ossia il risultato economico che si ottiene con le operazioni della gestione caratteristica dellimpresa, senza considerare la gestione delle risorse finanziarie e la gestione straordinaria. La riclassificazione del conto economico a valore aggiunto

VALORE GLOBALE DELLA PRODUZIONE Valore della produzione COSTO DEI BENI E DEI SERVIZI ESTERNI Acquisti di materie prime, sussidiarie e di consumo (A) + Variazione delle rimanenze di materie prime e di consumo + Costi per prestazioni di servizi + Costi per godimento beni di terzi + Oneri diversi di gestione = Costo dei beni e dei servizi esterni utilizzati Determinazione del valore aggiunto

a) Valore globale della produzione - b) Costo dei beni e dei servizi esterni utilizzati = Valore aggiunto Determinazione del margine operativo lordo (MOL): Valore aggiunto -- Costo del personale = Margine operativo lordo - MOL Determinazione del risultato operativo lordo (RO): Margine operativo lordo Ammortamenti e svalutazioni Accantonamenti = RO Determinazione del risultato della gestione ordinaria: Risultato operativo lordo Saldo della gestione finanziaria = Risultato della gestione ordinaria Determinazione del risultato economico al lordo delle imposte Risultato della gestione ordinaria Saldo della gestione straordinaria = Risultato economico ante imposte Determinazione del risultato economico netto dellesercizio Risultato economico prima delle imposte Imposte sul reddito = Risultato economico netto dellesercizio Il Conto economico riclassificato a valore aggiunto si presenta come segue: Valore globale della produzione Costo dei beni e dei servizi esterni utilizzati VALORE AGGIUNTO Costo del personale MARGINE OPERATIVO LORDO Ammortamenti e svalutazioni Accantonamenti RISULTATO OPERATIVO LORDO Saldo della gestione finanziaria RISULTATO GESTIONE ORDINARIA Saldo della gestione straordinaria RISULTATO ECONOMICO PRIMA DELLE IMPOSTE Imposte sul reddito RISULTATO ECONOMICO NETTO

Va MOL RO

Rn

La riclassificazione del Conto economico a costo del venduto Per la riclassificazione del Conto economico a costo del venduto necessario procedere alla ripartizione dei costi per destinazione, ossia in base alle diverse aree gestionali (industriale, commerciale, amministrativa). RIPARTIZIONE DEI COSTI PER FUNZIONE AZIENDALE Costi per destinazione Costi per natura 7) Per servizi 8) Per godimento beni di terzi 9) Per il personale 10) Ammort. immob. immateriali Ammort. immob. materiali Svalutazione crediti 14) Oneri diversi di gestione Totali area industriale 0 0 0 0 0 0 0 0 area area commerciale amministrativa 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Totali 0 0 0 0 0 0 0 0

Determinazione dei ricavi di vendita: Ricavi delle vendite e delle prestazioni + Altri ricavi e proventi Ricavi delle vendite Determinazione del costo della produzione venduta: Acquisti di materie prime, sussidiarie e di consumo (A) + Variazione rimanenze di materie prime e di consumo Costo materie e materiali passati alle lavorazioni (Consumo di materie e materiali) + Costi dellarea industriale Patrimonializzazione di costi dellarea industriale per lavori interni Costo della produzione ottenuta Variazione delle scorte di semilavorati e prodotti finiti Costo della produzione venduta Il Conto economico riclassificato a costo del venduto si presenta come segue: Ricavi delle vendite Costo della produzione venduta Risultato lordo della gestione industriale Costi commerciali Rv Cv

Costi amministrativi Risultato operativo lordo Saldo della gestione finanziaria Risultato della gestione ordinaria Saldo della gestione straordinaria RISULTATO ECONOMICO ANTE IMPOSTE Imposte sul reddito RISULTATO ECONOMICO NETTO

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Le analisi di bilancio Lanalisi di bilancio mira a comprendere la gestione economica, finanziaria e patrimoniale di unazienda tramite lo studio del bilancio di esercizio e dei dati da questo ricavabili. Lanalisi pu essere di due tipi: statico, basata sullo studio di indici e dinamico, detta analisi per flussi. Lanalisi risulta poi differente, a causa della differenza nel tipo e nel numero di informazioni disponibili, a seconda che sia condotta da un analista interno oppure da un analista esterno allorganizzazione aziendale. Il punto di partenza dellanalisi di bilancio costituito dallo studio del sistema impresa nel caso generale; lequilibrio economico dellimpresa viene infatti raggiunto quando siano soddisfatte le seguenti condizioni: i ricavi conseguiti riescono a coprire i costi ed assicurano una congrua remunerazione ai fattori in posizione residuale si raggiunge unadeguata potenza finanziaria Altrimenti detto: gli obiettivi dellimpresa sono il profitto, lo sviluppo e la sopravvivenza. Altro fattore critico da considerare per lanalisi di bilancio il tempo: si distinguono, infatti, un tempo economico-tecnico cio il tempo necessario affinch venga attuata la produzione (il quale dipender dalla tecnologia adottata, dal prodotto che si vuole ottenere ed inoltre dal mercato nellambito del quale si sta operando), ed un tempo monetario che dipende dalla posticipazione nellincasso del fatturato a causa del sorgere dei crediti verso i clienti. Per raggiungere gli obiettivi di cui sopra bisogna attuare dei cicli produttivi che (facendo ad esempio riferimento ad una impresa industriale) possono essere schematizzati e suddivisi in tre distinte fasi: acquisto dei fattori produttivi (materie prime, servizi, lavoro) trasformazione di tali fattori (con la produzione di semilavorati) vendita dei prodotti sul mercato Si arriva cos a realizzare la grandezza fatturato che grandezza fondamentale per il raggiungimento dellobiettivo aziendale del profitto. Analisi per indici Dopo aver riclassificato il bilancio desercizio possibile calcolare una serie di indici che consentono di analizzare: La struttura del patrimonio dellimpresa, cio la composizione delle fonti, degli impieghi e le relative correlazioni; in questo caso si parla di indici strutturali. La capacit dellimpresa di essere solvibile nel medio-lungo periodo; in questo caso si

parla di indici patrimoniali. La capacit dellimpresa di raggiungere e mantenere un equilibrio finanziario nel breve periodo; in tal caso si parla di indici finanziari. Lattitudine dellimpresa a conseguire risultati economici positivi nel tempo; in tal caso si parla di indici di redditivit. Costruzione degli indici Partendo da questo dato possibile costruire il seguente schema in report form: In tale prospetto va messa in evidenza la grandezza valore aggiunto la quale rappresenta il plusvalore (della teoria economica marxista) che lazienda consegue con la semplice attivit di compravendita dei beni e dei servizi: sottraendo a tale valore il costo per il personale (che il fattore interno pi rilevante) si ottiene il Margine Operativo Lordo (MOL) (indicato, nella terminologia inglese come EBITDA ovvero Earning Before Interest Taxes and Depreciation/Amortisation) e detraendo da questultimo gli ammortamenti (effettuati dalla impresa per recuperare gradualmente, attraverso quote annuali, i costi sostenuti anticipatamente per dotarsi di unadeguata struttura produttiva che consente di avviare i cicli produttivi) otteniamo il Margine Operativo Netto (MON) (o EBIT). Strumento per il raggiungimento del EBIT il Capitale Investito Operativo (CI) il quale costituito dalla somma dei valori della struttura produttiva, del magazzino e dei crediti. In unottica di analisi per indici il primo indice di bilancio che pu essere costruito con i dati cos acquisiti il Return On Investment (ROI) il quale dato da: Tale indice di bilancio riporta la redditivit del capitale investito attraverso la gestione tipica dellazienda (ed dunque indice fondamentale per capire come sia gestita lazienda dallimprenditore): tale redditivit dipende dallintensit del fatturato, dai costi aziendali tipici e dal capitale investito. Da notare che il ROI pu anche essere espresso come combinazione di due ulteriori indici di bilancio: lindice dato infatti dalla moltiplicazione del Return On Sales (il quale un indice di misurazione indiretta dellintensit di incidenza dei costi tipici di esercizio sulla gestione): e del Assets Turnover (il quale riporta la proporzionalit esistente fra fatturato e capitale investito): Limpresa cercher di ottenere pari valori dellindice tenendo quanto pi basso possibile il valore del capitale investito. Il capitale investito, che pu essere diviso - in unottica temporale - in attivo fisso (coincidente con la struttura produttiva) ed attivo circolante (magazzino pi crediti), genera un fabbisogno finanziario di pari entit che viene coperto dal Capitale Proprio (CP) e dal Capitale di credito (CC) dove la remunerazione del primo assicurata dallutile desercizio mentre il secondo genera un flusso passivo di oneri finanziari (interessi per la remunerazione contrattuale del capitale di terzi avuto in prestito). Sottraendo allEBIT gli oneri finanziari e le imposte (ovvero quel particolare onere che bisogna sopportare per la convivenza in un contesto sociale che va assicurata da parte di tutti) otteniamo il risultato netto desercizio che pu essere sia attivo (utile netto o profitto: cio lobiettivo che la impresa si pone quando avvia i suoi cicli produttivi) o passivo (perdita netta). Esiste una stretta relazione fra tre indici: ROI,i,ROE i (tasso di remunerazione del capitale di terzi)

che grandezza non gestibile dal management aziendale poich viene decisa, di volta in volta, sulla base dei provvedimenti delle autorit monetarie che sono a loro volta vincolate in ambito internazionale dalla manovra sul tasso di sconto), ROE (Return On Equity) indica la redditivit del capitale proprio e, da un punto di vista qualitativo, pu essere suddiviso in tre ulteriori indici secondo il seguente schema (detto schema Dupont dallazienda americana che per prima lo utilizz negli anni venti del XX secolo): Il ROE quindi dato da ROI, rapporto di indebitamento e tasso di incidenza della gestione non tipica sul MON (il quale indica, in percentuale, quanta parte del MON stata sottratta dagli oneri finanziari, dalle imposte e dalla gestione straordinaria) ma non esiste un rapporto ottimale di valori fra questi indici poich la situazione aziendale deve essere valutata, a sistema, nel suo complesso: esiste comunque, qualunque sia il rapporto tra CP e CC una situazione di neutralit nella quale risulta la parit dei tre indici, cio i=ROE=ROI. Nel caso in cui ROI e costo medio delle fonti esterne coincidano si ha una sostanziale indifferenza alle fonti di approvvigionamento (risulta, cio, uguale il ricorso al capitale proprio rispetto al capitale di credito) mentre nel caso in cui il ROI risulti maggiore del costo medio delle fonti esterne la remunerazione del Capitale Proprio cresce in maniera pi che proporzionale, mentre se ROI<i questa decresce. Risulta, quindi, che, a parit di rendimento del capitale investito e di costi del capitale di terzi, conviene allimpresa mantenere o raggiungere un maggiore livello di indebitamento: il minore capitale investito avr una redditivit molto maggiore (cosiddetto effetto leva) ed i capitali cos svincolati potranno essere investiti in operazioni alternative sul mercato; quando invece, a parit di ROI, aumenta il costo del CC aumenta parimenti la rischiosit ed unimpresa fortemente indebitata potrebbe sperimentare utili minori se non addirittura delle perdite rispetto ad aziende che facciano minor affidamento al mercato dei capitali per la copertura del fabbisogno finanziario generato dal capitale investito. Non quindi possibile affermare lesistenza di un rapporto ottimale fra Capitale Proprio e Capitale di Credito ma necessario analizzare la situazione aziendale, in rapporto al mercato, caso per caso. Analisi della struttura patrimoniale Il problema della scelta delle fonti di finanziamento per limpresa si risolve a sistema considerando, perlomeno, i seguenti elementi: intensit del margine operativo, costo dei capitali, caratteristiche del fabbisogno finanziario (che, in prima approssimazione, coincide con il capitale investito) e mantenimento del leverage (o rapporto di indebitamento) a livelli di sicurezza per il management aziendale. Al fine dellanalisi per indici si sostiene una correlazione temporale fra le classi di impieghi dellattivo e le classi delle fonti di finanziamento: il capitale investito costituito dallAttivo Fisso (AF; investimenti che si recuperano in maniera graduale attraverso limputazione di quote di ammortamento) che avrebbe, pertanto, bisogno di fonti di finanziamento che si recuperino, analogamente, in maniera graduale (ad esempio mutui o crediti a medio-lungo termine o Capitale Proprio) e dallAttivo Circolante (AC) che, invece, necessita di un finanziamento a pi rapido rigiro, in linea con le proprie caratteristiche. Nascono, in questottica, gli indici di struttura finanziaria-patrimoniale: il primo indice di struttura, dato dal rapporto fra Capitale Proprio ed Attivo Fisso cio da CP/AF ed indica quanta parte del fabbisogno finanziario generato dallattivo fisso coperta dal capitale proprio; tale indice dovrebbe assumere, almeno nel lungo periodo, valori prossimi allunit.

il secondo indice di struttura chiamato indice di struttura propriamente detto, dato dal rapporto fra capitale proprio pi debiti a medio-lungo termine (Dm/l) ed attivo fisso e cio da (CP+Dm/l)/AF indice che dovrebbe assumere, in aziende finanziariamente solide, un valore maggiore dellunit; qualora assumesse valori inferiori ad uno indicherebbe uno squilibrio dellimpresa in quanto verrebbe a mancare quella correlazione temporale tra le fonti di finanziamento (capitali permanenti, in quanto il mutuo considerato sostituto temporaneo del capitale proprio) e gli impieghi in attivo fisso. Tali indici, anzich in rapporto, possono anche essere espressi in valore assoluto dando cos vita ai margini di struttura: avremo pertanto il margine di struttura primario pari a (CP-AF) ed il margine secondario dato da (CP+Dm/l-AF). Quando lindice di struttura propriamente detto maggiore di uno (cio il margine di struttura secondario maggiore di zero) significa che capitale proprio e debiti a m/l termine eccedono lattivo fisso; bisogner allora stabilire di quanto sia tollerabile tale eccesso: per fare ci dovremo allora analizzare la struttura dellattivo circolante; questultimo infatti composto dal magazzino (rimanenze), dalle liquidit differite e dalle liquidit immediate dove il magazzino a sua volta suddivisibile in magazzino a scorta di veloce rigiro e magazzino a scorta permanente (o scorta tecnica: quella quantit di scorte comunque necessaria per mantenere in atto i cicli produttivi aziendali); tale seconda parte del magazzino lelemento dellattivo circolante che risulta maggiormente immobilizzata ed quindi quella che va considerata in contrapposizione dei capitali permanenti per stabilire di quanto sia accettabile il margine di questi ultimi sullattivo fisso. Lindice di struttura propriamente detto sar dunque modificato in (CP+Dm/l)/ (AF+MAGperm) dando cos luogo ad un indice che dovrebbe essere pari allunit e che detto indice di struttura completo Analisi della struttura monetaria Patrimonio Circolante Netto Della grandezza Patrimonio Circolante Netto (PCN) si conoscono diverse nozioni ma due, in particolare, sono quelle che rilevano ai fini dellanalisi di bilancio: CCN in senso finanziario, in cui CCN=AC-PC (differenza fra attivo circolante e passivit correnti); CCN in senso economico, pari alla differenza fra capitale di esercizio e passivit di gestione. Il CCN in senso finanziario deriva da un criterio di riclassificazione finanziaria con la contrapposizione fra elementi attivi liquidi entro lanno ed elementi passivi che richiedono liquidit entro lanno ed anche detto CCN in senso allargato. Il CCN in senso economico (detto anche in senso proprio o stretto) formato dal capitale desercizio (tutti gli elementi attivi che sono in correlazione con lattivit tipica dellazienda e sono a veloce rigiro) meno le passivit di gestione (elementi passivi che rappresentano posticipazione di pagamento per fattori produttivi tipici acquisiti dallimpresa) e risulta di diversa entit rispetto al CCN in senso allargato, soprattutto per la diversa composizione delle passivit di gestione (che essendo fattori produttivi tipici aziendali quali materie prime, servizi e personale sono costituite solo da posticipazioni di pagamento e non comprendono anche, ad esempio, debiti verso banche e simili) rispetto alle passivit correnti (o passivo circolante che comprende anche: debiti di gestione a breve, debiti finanziari a breve, ratei e risconti). Obiettivo della riclassificazione mediante il CCN finanziario quello di misurare il grado di liquidit aziendale.

Current Ratio e indici di rotazione Tale obiettivo raggiunto anche con lo studio di alcuni ulteriori indici di bilancio, tra i quali: indice di disponibilit Current Ratio = Attivit Correnti/Passivit Correnti che risponde alla domanda se con le attivit correnti in entrata entro lanno si riesca a soddisfare alle passivit dovute a pagamenti richiesti entro lanno; dal momento che, per la sua stessa natura di indice, tale valore riporta esclusivamente un quadro statico della situazione aziendale alla chiusura dellesercizio, situazione che invece, proprio in questo settore, si evolve di momento in momento, a questo vengono allora affiancati altri tre indici di bilancio: indice di giacenza media del magazzino (GGM) calcolato come (MAGAZZINO/RICAVI DI VENDITA)*360 giorni di dilazione media concessi ai clienti (GGC) calcolato come (LIQUIDIT DIFFERITE/RICAVI DI VENDITA)*360 che fornisce le dilazioni passive concesse (passive dal momento che diminuiscono la liquidit aziendale) giorni di dilazione media ottenuta dai fornitori (GGF) calcolato come (DEBITI DI GESTIONE/COSTI TIPICI)*360 ovvero le dilazioni attive ottenute Si tratta di indici di rotazione che servono a meglio qualificare la liquidit aziendale e che risultano tanto pi positivi quanto minore (nei primi due casi) o maggiore (per la dilazione ottenuta dai fornitori) sia il loro valore assoluto. Analisi per flussi Determinazione del Cash Flow Operativo Lanalisi dei flussi di cassa (cash flows) consiste nellanalisi delle entrate e delle uscite di cassa di un business o una azienda. Lo strumento essenziale per comprendere la sostenibilit di un business o di una azienda e si tratta di unanalisi di tipo dinamico. Esistono molteplici definizioni di tecniche di cash flow. Gli analisti finanziari di borsa consideravano un indice di cash flow la somma tra utile netto e poste non monetarie: oppure soltanto ma tali definizioni sono pi vicine al concetto economico di autofinanziamento che a quello finanziario di cash-flow. Essenzialmente per il calcolo del cash-flow operazionale (Unlevered Free Cash Flow o UFCF) esistono due diverse formule: 1. cash-flow operazionale dato da: mediante tale tecnica possibile tramutare grandezze economiche in grandezze monetarie: dalla differenza fra due grandezze stock otteniamo infatti la grandezza flusso variazione (di debiti o di crediti: e laumento di questi portato in diminuzione alla grandezza cash-flow perch questa deve esprimere la liquidit aziendale ed immediato che laumento dei crediti diminuisca questultima e viceversa); 2. cash-flow operazionale dato da: dove il MOL viene calcolato, come differenza fra costi e ricavi tipici che coinciderebbe (se costi e ricavi coincidessero con entrate ed uscite senza dilazione di pagamento) con il cash-flow in prima approssimazione; con CCN viene indicata la variazione di capitale circolante netto rispetto allanno precedente la quale va intesa come variazione dello stesso CCN in senso stretto (data cio da: magazzino + cred.gest - debiti di gestione): se la variazione in aumento il cash-flow operazionale diminuisce e viceversa (se, cio, CCN1 > CCN0 CFop1 < CFop0 in quanto aumentano le immobilizzazioni in magazzino ed i crediti e

dunque la liquidit diminuisce.