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COSIMO MAGAZZINO

Il tasso di cambio nominale bilaterale il prezzo di una valuta in termini di unaltra valuta. Vi sono 2 modi per esprimere questo prezzo. Con il primo modo lunit monetaria di riferimento quella estera e il prezzo di tale unit monetaria espresso in moneta nazionale: si dice allora che la quotazione incerto per certo, ossia si indica una quantit variabile di moneta (incerta) nazionale per 1 unit (certa) di moneta estera. Invece, la quotazione certo per incerto se fissa la quantit della moneta nazionale, mentre varia quella della moneta estera. Con la quotazione certo per incerto un aumento del cambio (ad esempio da 1,15$/1 a 1,20$/1) indicher allora un aumento del valore delleuro rispetto a quello del dollaro (apprezzamento delleuro). Una diminuzione del cambio indica un deprezzamento delleuro. Se n il numero totale dei paesi che adottano diverse unit monetarie, il tasso di cambio nominale effettivo una media ponderata degli n-1 tassi di cambio nominali bilaterali esistenti, con riferimento al paese considerato. I pesi potranno riflettere il volume delle transazioni internazionali fra tale paese e gli altri n-1 paesi.
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Il cambio si determina sul mercato delle valute, il quale riflette landamento della BP. Qualsiasi peggioramento dei conti con lEstero implica un deprezzamento del cambio; e similmente ogni miglioramento della BP comporta un apprezzamento. Inoltre, il peggioramento o il miglioramento della BP influisce sul cambio indipendentemente dalla composizione delle varie voci nei conti della BP. Se i mutamenti del cambio discendono dalla variazione di tutte le voci della BP, essi per influenzano in prima approssimazione soltanto alcune delle transazioni economiche che vi sono comprese. Un indicatore della competitivit che tenga conto del cambio nominale, dei prezzi interni e di quelli esteri dato dal rapporto fra: - il prezzo dei beni nazionali espresso in moneta nazionale, p, moltiplicato per il tasso di cambio, e (che corrisponde al prezzo dei beni nazionali espresso per esempio in $): p*e - il prezzo della merce estera espresso in $: pw. A tale indicatore si d il nome di tasso di cambio reale bilaterale, er:

Un aumento del rapporto (er) indicativo di un aumento del prezzo dei beni europei espresso in $ rispetto al prezzo dei beni del RdM (espresso sempre in $) e indica una perdita di competitivit delle merci europee, riflettendosi in un apprezzamento del cambio reale. Al contrario, una diminuzione del rapporto (er) stimola le NX(=X-M) europee, e prende il nome di deprezzamento del cambio reale. Ove poi si abbia realisticamente una pluralit dei paesi esteri e non un solo paese estero (RdM), e non sar il cambio nominale bilaterale, bens quello nominale effettivo. In tal caso er rappresenter il tasso di cambio reale effettivo. Ci che interessa nel cambio reale effettivo non il valore da esso assunto in un certo istante, ma la sua variazione nel corso di un dato periodo, dalla quale deriva la variazione della posizione competitiva del paese. La variazione del tasso di cambio reale bilaterale , approssimativamente:
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Se laumento dei prezzi interni, accresciuto della variazione del cambio, maggiore dellaumento dei prezzi esteri, vi sar una perdita di competitivit per le merci del paese considerato; in questo caso il cambio reale aumenter. Se sono possibili variazioni del cambio nominale in maniera illimitata esistono cambi flessibili o fluttuanti; se, invece, il cambio pu oscillare entro certi limiti ben definiti, intorno ad un valore detto parit o tasso centrale, si dice che esiste un regime di cambi fissi. In un regime di cambi flessibili lintervento delle autorit monetarie pu contenere le fluttuazioni del cambio. Un regime intermedio quello delle zone obiettivo (target zones), che un tentativo di combinare i vantaggi dei cambi fissi e di quelli flessibili. Un regime molto simile a quello delle zone obiettivo si era instaurato nello S.M.E. dopo il 2 agosto 1993, quando i margini di oscillazione intorno al tasso centrale furono portati al 15%. In un regime di cambi fissi il cambio oscilla entro certi limiti intorno alla parit. Se il cambio quotato certo per incerto (quantit variabile di moneta estera per 1 unit di moneta nazionale), anche la parit o il tasso centrale sono definiti in modo coerente (quantit di moneta estera per una unit di moneta nazionale).

Quando parit o tasso centrale aumentano, si parla di rivalutazione della moneta nazionale; quando parit o tasso centrale diminuiscono, si parla di svalutazione della moneta nazionale. Se il cambio quotato incerto per certo, anche la parit e il tasso centrale devono essere definiti in modo coerente, (quantit di moneta nazionale per 1 unit di moneta estera). In tal caso una rivalutazione della moneta nazionale indica una riduzione della parit o tasso centrale, mentre una svalutazione della moneta nazionale indica un aumento della parit o tasso centrale. Una rivalutazione implica normalmente un apprezzamento, mentre una svalutazione implica normalmente un deprezzamento.

Sui mercati valutari sono presenti essenzialmente: - le imprese (come esportatori e importatori); - i consumatori; - le banche e gli altri intermediari finanziari; - le banche centrali (B.C.). Le operazioni di arbitraggio sono operazioni simultanee con le quali un soggetto trae un guadagno dalle differenze di prezzo esistenti in 2 sotto-mercati. Il cambio indiretto (cross rate) un rapporto di cambio implicito, poich dati i cambi di una valuta con altre 2 valute, indirettamente dato anche il cambio tra queste ultime. I mercati dei cambi, similmente ai mercati di talune merci e delle attivit finanziarie, possono essere mercati a pronti (spot market) e marcati a termine (forward market). Sui mercati a pronti vengono contrattate disponibilit di valute da scambiarsi immediatamente al prezzo (cambio) che si forma sui mercati stessi.
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Sui mercati a termine si negozia oggi il prezzo di una valuta che sar disponibile in futuro: ad es., si acquistano oggi 1.000$ che saranno disponibili fra un mese, ad un prezzo che sar pagato sempre fra un mese, ma che stabilito oggi. In alcune situazioni pu determinarsi la convenienza a stipulare contratti contemporaneamente sul mercato a pronti e su quello a termine (swap). Essa consente di risparmiare sui costi di transazione, in quanto, invece di compiere separatamente due operazioni, una di acquisto di Yen a pronti e una di vendita a termine di Yen, si effettua una sola operazione. Lo swap pu riguardare anche soltanto uno scambio di flussi di interessi (interest rate swap). Ad es., una delle parti si impegna a pagare allaltra a scadenze prestabilite interessi a tasso fisso su un capitale predeterminato, mentre laltra si impegna a pagare alla prima interessi a tasso variabile, per es. ogni 6 mesi interessi pari al Libor a 6 mesi. Analogamente a ci che accade per le merci e per le attivit finanziarie, esistono contratti future. I contratti future sono dei contratti a termine standardizzati, ossia contenenti elementi stilizzati. Essi possono essere venduti sul mercato dei future, senza necessit di eseguire il contratto alla scadenza.

Le opzioni su cambi sono contratti a termine standardizzati con i quali una delle parti si riserva, dietro il pagamento di un premio (detto prezzo dellopzione) il diritto di acquistare o di vendere una certa quantit di una valuta estera ad un prezzo fissato ad una certa data futura o entro un periodo prefissato. Oltre che ai fini di arbitraggio e copertura, le opzioni e i contratti future possono essere utilizzati anche, e soprattutto, a fini di speculazione. Nel caso di acquisizione di un diritto allacquisto di valuta si parla di opzione call; nel caso di acquisizione di un diritto alla vendita di valuta si parla di opzione put. Le opzioni, insieme ai future, costituiscono dei contratti derivati, poich il corso di questi strumenti finanziari derivato da quello di uno strumento finanziario sottostante. La speculazione in cambi si ha quando lacquisto (vendita) di valuta estera viene eseguito con lintento di compiere una successiva vendita (acquisto) al fine di lucrare un guadagno dalla variazione del cambio.
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La BP composta da 3 conti: il conto corrente, il conto capitale e il conto finanziario. Conto corrente Escludendo i trasferimenti unilaterali, i 2 conti si riducono fondamentalmente a considerare le X e le M di beni (merci e servizi). Consideriamo un mondo composto da 2 paesi: il paese di riferimento, poniamo lUnione Europea (UE), e il RdM. Le M vengono normalmente fatte dipendere dal livello della D (fattori della domanda): M = mY dove M sono le importazioni, m la propensione alle M (che dipende da fattori strutturali, da fattori di competitivit di prezzo e da fattori di competitivit non di prezzo), e Y il livello del reddito interno. Ipotizziamo una quotazione certo per incerto (c.p.i.), e indichiamo con e il cambio nominale, p il livello generale dei prezzi interni e con pw il livello generale dei prezzi nel RdM. Dato il livello del cambio nominale (e), se p allora m, mentre se aumenta pw allora m. Dati invece p e pw, se e allora m. Data la quotazione c.p.i., una riduzione del cambio indica un deprezzamento della valuta (meno $ per 1), il che m e M: M = m(p,pw,e)Y

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In termini di cambio reale (er): M = m(er)Y Se riflettiamo che le X dellUE sono le M del RdM (Mw), per cui: X = Mw = mw(p,pw,e)Yw dove Mw: importazioni del RdM, mw: propensione a importare del RdM, Yw: domanda del RdM. Se e allora mw, e dunque X. In termini di cambio reale (er): X = mw(er)Yw

Possiamo cos scrivere il saldo dei movimenti dei beni in termini reali: PC = X M = f(p,pw,e,Y,Yw) PC = f(er,Y,Yw) PC dipende dunque da fattori di competitivit (p, pw, e) e da fattori di domanda (Y, Yw). Se e allora PC.

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Conto finanziario Il conto, al netto delle variazioni delle riserve ufficiali (RU), esprime i movimenti di capitale non imputabili allautorit monetaria. Essi dipendono anzitutto dai differenziali nei tassi di interesse a lungo termine, dai differenziali dei tassi a breve, nonch da attese di variazione nel corso del cambio. Se trascuriamo gli investimenti diretti e ipotizziamo che in ogni paese i tassi a lunga siano strettamente legati ai saggi a breve, il saldo dei movimenti di capitale (MK), dipender semplicemente dai saggi di interesse nei due paesi nonch dalle variazioni attese nel cambio: MK = g(i,iw,ee)

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Variazione delle Riserve Ufficiali La variazione delle RU pari alla somma dei saldi del conto corrente, del conto capitale, e delle altre voci del conto finanziario. Essa rappresenta il saldo della BP, espresso come segue: BP = PC + MK = (p,pw,e,Y,Yw,i,iw,ee)

Il saldo della BP dipende cos: a) dal saldo del conto corrente e del conto capitale (funzione di fattori di competitivit del prezzo e fattori di domanda); b) dal saldo dei movimenti di capitale (che dipende dal differenziale del tasso di interesse e dalla variazione attesa del cambio). Se consideriamo dati p, pw, Yw, iw,ee , abbiamo:
BP = h(e,Y,i)
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Per equilibrio della BP si intende una situazione nella quale la somma dei saldi dei movimenti di beni e dei movimenti di capitale nulla, per cui anche la variazione delle RU nulla. Si ha avanzo (disavanzo) quando le RU aumentano (si riducono). Lequilibrio della BP rappresenta un obiettivo di P.E. di l.p., nel senso che un paese deve tendere a bilanciare gli avanzi che pu ottenere in certi periodi con i deficit di altri periodi. La posizione di avanzo certamente preferibile rispetto a quella di disavanzo, ma essa pu non essere considerata conveniente per due ragioni, in quanto: a) comporta disavanzi per altri paesi, ci che pu essere rilevante quando il paese assuma atteggiamenti di tipo cooperativo sul piano dei rapporti internazionali; b) pu comportare pressioni inflazionistiche allinterno. Si ricordi, infatti, che un saldo positivo della BP fonte di creazione di BM: nella misura in cui si dimostri difficile compensare questa fonte con altri canali di creazione della BM, questa potrebbe crescere a ritmi tali da causare inflazione.

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Il processo automatico di riequilibrio pu riferirsi ai movimenti dei beni o ai movimenti di capitale. I movimenti di capitale possono riequilibrarsi se esiste una loro sufficiente mobilit. Date le attese di variazione del tasso di cambio (ee), lafflusso netto di capitali indotto da un tasso di interesse interno pi elevato che allestero (i>iw) tender a provocare un abbassamento del tasso di interesse interno (i) e, al contrario, un aumento di quello estero (iw), contribuendo a eliminare cos il differenziale iniziale. Il riequilibrio dei movimenti di beni, se il regime di cambio fluttuante, assicurato dalla sua flessibilit, che incide sulla competitivit. Con riferimento, invece, a un regime di cambi fissi sono stati individuati due meccanismi, ambedue operanti sui movimenti di beni. Il primo basato sulle variazioni dei prezzi, che portano a mutare, come le variazioni del cambio, la competitivit delle merci nazionali ed estere; il secondo si fonda sulle variazioni di reddito.

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Si considerino due paesi, A e B, che siano gli unici esistenti; partendo da una posizione di pareggio, il primo di questi sperimenti un deficit di BP, il secondo paese sar in avanzo. Il deficit della BP di A porter a ridurre nel paese stesso la quantit di moneta (MA) e, se sono soddisfatte le condizioni della teoria quantitativa, i prezzi (pA). Esattamente il contrario avverr in B (MB, pB). In conseguenza di ci si ridurranno dunque i prezzi dei prodotti del paese A relativamente a quelli del paese B (pA/pB). A parit di altre circostanze, questa variazione dei prezzi relativi dar luogo in generale a un miglioramento del saldo dei movimenti di beni di A. Tale processo proseguir fino a quando il saldo della BP non si sar azzerato. Ladattamento non stato mai privo di difficolt e costi sociali, anche allorch i sistemi economici non presentavano le rigidit tecnologiche, finanziarie e istituzionali che oggi li contraddistinguono. Di fronte a un deficit della BP la B.C. reagiva abitualmente con aumenti del tasso ufficiale di sconto (t.u.s.) tali da attirare fondi dallEstero e, nel l.p., da ridurre il livello di attivit interna e, quindi le importazioni (M).
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Consideriamo due paesi A e B. Si supponga che inizialmente la BP sia in equilibrio e che successivamente vi sia un aumento della propensione a importare di B (mB). Ci tenderebbe a peggiorare la BP di B e a migliorare quella di A, se la domanda di A rimanesse invariata. Consideriamo A: laumento della propensione a importare dellaltro paese tende a far crescere le esportazioni di A (XA) e quindi il reddito stesso di A (YA); laumento del reddito tender a far crescere le importazioni (MA); si passa cosi dallequilibrio iniziale a un avanzo, e alla riduzione di questo avanzo. Il contrario avviene in B: laumento della propensione a importare implica un iniziale disavanzo, a causa dellaumento delle importazioni (MB); il disavanzo si attenua per per la riduzione del reddito (YB) prodotta dallaumento della propensione a importare (mB); tale riduzione del reddito causa una diminuzione delle importazioni (MB), nonch laumento delle esportazioni (XB), corrispondente allaumento delle importazioni in A (MA).
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In economia aperta abbiamo: Y = C + I + G +X M C = cY M = mY da cui ricaviamo la forma ridotta del modello:

dove 1/1-c+m il moltiplicatore in economia aperta. Il meccanismo keynesiano della variazione dei redditi ha il vantaggio di essere pi veloce, ma pu non consentire il riequilibrio completo; inoltre, esso opera con costi sociali assai elevati. Il meccanismo classico della variazione dei prezzi trova numerose difficolt nella imperfetta flessibilit dei prezzi e nel non soddisfacimento delle ipotesi di base della teoria quantitativa della moneta (V=cost., p.o.). In linea generale, sempre opportuno cercare di influire sugli stessi fattori ai quali imputabile lo squilibrio.

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Lequilibrio dei movimenti di K, in assenza di ostacoli e differenze nella rischiosit dei soggetti debitori, tende ad essere assicurato dalluguaglianza tra tasso dinteresse interno e tasso dinteresse estero (i=iw) ridotto del tasso atteso di variazione del cambio (ee) c.p.i. (parit scoperta). ee rappresenta il rischio specifico nel quale linvestitore estero incorre se impiega i suoi capitali nel paese considerato, o comunque acquista unattivit denominata nella moneta del paese stesso: i = iw - ee In presenza di attese di stabilit del cambio (ee=0) la condizione si riduce allannullamento dei differenziali nei tassi di interesse (i=iw), poich viene meno il rischio di cambio. Dato il tasso dinteresse estero (iw), la P.M. potr riequilibrare i movimenti di K. In caso di deficit (i<iw) nel saldo dei K, allora il p.m. MS, BM, i fino a i=iw. In caso di surplus (i>iw) nel saldo dei K, allora il p.m. MS, BM, i fino a i=iw. Pro: i accresce la credibilit del p.m. Contro: nel paese in deficit i provoca I, N e Y. Inoltre, i provoca INT, Dis, B, B/Y, riducendo la credibilit del p.m.

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I movimenti internazionali di K: a) sono diventati molto sensibili, in particolare rispetto a ee; b) hanno effetti molto forti su e, i, e sulle variabili reali; c) sono una massa tanto grande da far s che levento previsto si verifichi, a prescindere dalla fondatezza della sua previsione, purch si disponga di adeguate disponibilit finanziarie. A partire da queste considerazioni, sono state fatte delle proposte per limitare la libert dei movimenti di K con strumenti di controllo diretto (misure amministrative) o indiretto (introduzione di unimposta esplicita come la TOBIN tax, o anche la tassazione implicita mediante lintroduzione di un deposito infruttifero pari allintero deflusso di capitale o a una sua frazione). Queste limitazioni vorrebbero creare un cuneo tra i e iw, qualora i<iw. Vi , inoltre, la possibilit di evasione o elusione dei controlli (che, pertanto, li renderebbero inefficaci), che possono avvenire per mezzo di sovra-fatturazione o sotto-fatturazione delle X o delle M. Al fine di esportare K, si possono sovra-fatturare le M o sotto-fatturare le X. Assume quindi rilievo la cooperazione internazionale.

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Il saldo dei movimenti di beni funzione inversa di D, e funzione diretta di Dw: PC = X M = f(p,pw,e,Y,Yw) Su Dw si pu operare solo con inviti o appelli al RdM di espandere la propria economia, in modo da poter fungere da locomotiva per il paese considerato. Invece, i p.m. possono D al fine di ridurre il deficit del movimento di beni, ovvero D qualora lavanzo del movimento dei beni sia dovuto a un difetto di D rispetto alla capacit produttiva del paese (Y<Y*). Gli strumenti per ottenere simili variazioni della D sono quelli della P.F. e della P.M. Tuttavia, in economia aperta D rappresenta un obiettivo intermedio rispetto allobiettivo finale del riequilibrio dei movimenti di beni. Tra i 2 obiettivi potrebbe addirittura esserci incoerenza. Se non siamo in p.o. e c un deficit del movimento di beni, manovre restrittive della D potrebbero riequilibrare il saldo dei movimenti di beni (M), ma peggiorerebbero i problemi di occupazione (N, u). Invece, politiche di sostegno della D, tenderebbero a alleviare i problemi sul mercato del lavoro (u, N), ma peggiorerebbero il disavanzo dei movimenti di beni (M).

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PC = X M = f(p,pw,e,Y,Yw) Gli squilibri dei movimenti di beni possono derivare da difetti o eccessi di competitivit, oltre che da fattori di D. Se viene prodotto un bene omogeneo sia nel paese considerato (UE) che nel RdM, escludendo i costi di trasporto, le imperfezioni dei mercati e i vincoli di capacit al soddisfacimento della D, larbitraggio internazionale in merci implicherebbe: p*e = pw Non vi convenienza ad esportare o importare se il prezzo della merce europea in $ fosse uguale al prezzo della merce estera in $. Se p*e>pw allora vi un difetto di competitivit delle merci europee. Pertanto, uno squilibrio dei movimenti di beni dovuto a eccesso o difetto di competitivit pu essere sanato (ristabilendo la condizione p*e=pw) agendo su ciascuna delle 3 grandezze: a) si pu operare sui fattori che determinano p: W, , (1+g) b) si pu operare su pw tramite politiche protezionistiche, che pw c) si pu operare su e, tramite la svalutazione (in caso di difetto di competitivit) o la rivalutazione del cambio (se c eccesso di competitivit) in regime di cambi fissi, oppure si pu far deprezzare (difetto) o apprezzare (eccesso) il cambio, in regime di fluttuazione manovrata (cambi non perfettamente flessibili).

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Il tasso di cambio pu assumere il ruolo di strumento di P.E. La controllabilit del cambio ha a che fare con i regimi di cambio. In tutti i regimi a cambio fisso (gold standard, gold exchange standard, S.M.E.) se i limiti di oscillazione si discostano poco dalla parit o tasso centrale, il controllo del cambio si esercita essenzialmente sulla variabile alla quale il cambio legato, ossia alla parit: si varier la banda di oscillazione del cambio, mutando la parit (attraverso una svalutazione o una rivalutazione del cambio). Nel caso dei cambi flessibili, quanto pi ci si avvicina alla perfetta flessibilit (fluttuazione assoluta o libera o pulita) tanto pi aumenta la libert di movimento del cambio. Il cambio controllabile (ossia, in grado di riflettere gli interventi pubblici) man mano che la sua flessibilit diminuisce. Pertanto, solo nel caso di fluttuazione libera il cambio non manovrabile. I regimi di cambio a fluttuazione relativa (o amministrata o sporca o manovrata o controllata) danno, cos, spazio allintervento dello Stato.
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La condizione delle elasticit critiche di MARSHALL-LERNER (nota anche come condizione di MARSHALL-LERNER-ROBINSON), la condizione sotto la quale un deprezzamento del tasso di cambio reale comporta un miglioramento della bilancia commerciale di un paese. Un deprezzamento del tasso di cambio produce infatti sia una riduzione del prezzo delle X (che tende a migliorare la bilancia commerciale, poich aumenta la domanda di questi beni), sia un aumento del prezzo delle M effettuate (che tende, invece, a peggiorare il saldo della bilancia commerciale). La condizione di M.-L. stabilisce che, affinch il primo effetto prevalga sul secondo, la somma in valore assoluto delle elasticit di prezzo di X e M deve essere >1. In breve, essa ha una semplice interpretazione se si parte da una situazione in cui la bilancia commerciale in pareggio: essa afferma che un deprezzamento migliora la bilancia commerciale se X e M sono poco elastiche rispetto al tasso di cambio: X + M >1
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Quello che si osserva nella pratica che a un deprezzamento della valuta nazionale fa sempre seguito, nell'immediato, un peggioramento della bilancia commerciale. Questo ulteriore disavanzo tende tuttavia a scomparire nel brevissimo periodo (larco di qualche mese), fino a quando la bilancia commerciale di fatto migliora rispetto alla situazione precedente la svalutazione. Tale effetto, noto come effetto J, causato dalla bassa elasticit di prezzo che la domanda di M e X ha nel b.p., per via della presenza di rigidit contrattuali e nelle abitudini dei consumatori. Nonostante questo effetto nellimmediato, la condizione di M.-L. risulta per di fatto sempre soddisfatta nel medio termine: leffetto finale di una svalutazione sempre un miglioramento della bilancia commerciale.

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La curva J un particolare effetto riscontrato nel saldo della B.P. di una nazione in seguito a unoperazione di svalutazione monetaria. Landamento della curva evidenzia un iniziale peggioramento della B.P. e, soltanto dopo un certo lasso di tempo, gli effetti favorevoli incideranno sul saldo dei conti di una nazione verso lEstero. Landamento della curva J dovuto al fatto che la svalutazione della moneta nazionale avr come effetto iniziale quello di rendere pi costose le M di beni dallestero (la stessa quantit di moneta nazionale, per effetto della svalutazione, permetter di acquistare meno merci), mentre X (ovvero leffetto desiderato dalla manovra di svalutazione) necessiter di un certo lasso di tempo per verificarsi. Il tutto, a causa dello scarto temporale esistente tra il momento in cui viene decisa la svalutazione e il momento in cui gli importatori stranieri decidono di aumentare il quantitativo di merci da ordinare, approfittando della caduta dei prezzi nel paese che ha svalutato la propria moneta nazionale. Volendo rappresentare graficamente rispetto al tempo landamento del saldo dei movimenti di beni, esso sarebbe prima decrescente e poi crescente, dando luogo a una curva simile nella forma alla lettera j.

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Gli effetti di una variazione del tasso di cambio sono simmetrici solo in prima approssimazione. Si pu ipotizzare che lentrata sul mercato estero sia conveniente se ee0, date le condizioni di produzione, vendendo XX2. Se e, allora X (linea continua). Una volta presenti sul mercato estero, se e0ee1 allora pu essere conveniente restare sul mercato estero per un certo periodo, pur offrendo minori Q (X). Se ee1 allora diventa conveniente abbandonare il mercato anche nel breve periodo (fenomeno dellisteresi delle quantit importate).

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La permanenza sul mercato estero se e0ee1 dovuta allesistenza di costi irrecuperabili (sunk costs), sostenuti dallimpresa sotto forma di costi fissi materiali e immateriali, che non avrebbero valore di mercato nel caso in cui limpresa abbandonasse la sua attivit di produzione. Avendo sostenuto costi irrecuperabili per penetrare in un mercato estero, unimpresa stabilisce una sorta di testa di ponte in quel mercato e non trover conveniente lasciarlo, in quanto perderebbe linvestimento iniziale (effetto testa di ponte o beachhead effect). Limpresa rimarrebbe sul mercato estero nel b.p., in attesa di svalutazioni o deprezzamenti che riportino il cambio ee0, ci che permetterebbe di rimanervi anche nel l.p.

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- ACOCELLA N., Politica economica e strategie aziendali, Carocci,

Roma, 2011 (Capitolo 11). - CELLINI R., Politica Economica, McGraw-Hill, Milano, (Capitolo 24).

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