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STORIA ECONOMICA: OGGETTO Oggetto della storia economica: fatti economici e politica economica nel breve e nel lungo

o periodo Sistema economico: organizzazione economica di una certa area, in un arco temporale determinato Riproduzione semplice di un sistema Riproduzione allargata di un sistema

Postulati dellanalisi storico-economica: a) conoscenza delle peculiarit mentali, sociali e culturali delluomo, a livello individuale e collettivo; b) adozione di un paradigma interpretativo per la classificazione degli argomenti secondo un ordine logico

METODO Nascita della scuola classica, attraverso ladozione del metodo logico-deduttivo nella teorizzazione dei meccanismi che avevano regolato la fase iniziale del capitalismo Fondatori della scuola classica e delleconomia politica (fine del XVIII sec. albori XIX sec.): Adam Smith, David Ricardo, Thomas Robert Malthus Economisti della scuola classica: sostenitori del massimo liberismo e di leggi ritenute universali

Paese oggetto di analisi degli economisti della scuola classica: lInghilterra durante la prima rivoluzione industriale e, quindi, in una fase di grande ottimismo Diffusione della dottrina della scuola classica anche in Francia (secondo JeanBaptiste Say: le leggi delleconomia erano insite nella natura delle cose)

Fondatori della scuola storica (met del XIX sec. albori del XX sec.): Frederic List (precursore), Hildebrand Metodo della storia economica, introdotto dalla scuola storica: metodo induttivo (osservazione sistematica dei fatti) Paese oggetto di analisi della scuola storica: una Germania ancora divisa in una miriade di piccoli Stati con assetti socioeconomico-istituzionali spesso assai diversi

Con la scuola storica: affermazione della relativit delle leggi economiche Caratteristiche delle leggi economiche secondo la scuola storica: legate a determinate contingenze storiche, nonch a specifiche condizioni ambientali, geografiche ed istituzionali Conseguenti periodizzazioni dello sviluppo economico

Teoria degli stadi dello sviluppo di Frederic List (nel 1840): classificazione sulla base del livello di civilt raggiunto da ciascuna comunit (cacciatrice, pastorale, agricolo-manifatturiera e agricolo-industriale-commerciale) Periodizzazione degli stadi della crescita di Hildebrand (nel 1860 ca.): rapportata alla tipologia degli scambi economici prevalenti (economia naturale; economia monetaria; economia creditizia)

Nella seconda met dellOttocento, attraverso gli studi della nuova scuola storica: perfezionamento del metodo induttivo, avvio del processo di affermazione della storia economica come disciplina autonoma e acquisizione di grande prestigio internazionale degli studi effettuati in Germania Nuova scuola storica tedesca: propugnatrice dellintervento dello Stato nella vita economica

Inoltre, a partire dagli anni 70 dellOttocento: recupero dellideologia classica ad opera degli economisti marginalisti (neo-classici) Studi dei marginalisti: analisi preferenziale della domanda rispetto allofferta e conseguente sofisticata elaborazione teorica, attraverso modelli matematici Marginalisti: sostegno intransigente al metodo logico-deduttivo

Attraverso Schmoller, importante esponente della nuova scuola storica: distinzione tra leggi morali, proprie delleconomia, e leggi naturali, peculiari della fisica Leggi morali: variabili in rapporto alla variabilit del sistema di riferimento, quindi inerenti allo sviluppo storico delle istituzioni economiche Leggi naturali: proprie della fisica, giungono a conclusioni di carattere universale

Agli inizi del 900: filiazione della nuova scuola storica tedesca in Usa (dottrina istituzionalista) Diffusione delle prime riviste specialistiche di Storia economica e diffusione delle cattedre universitarie per linsegnamento della disciplina, a dimostrazione dellavvenuta conquista della sua piena autonomia scientifica e didattica A partire dagli anni 20-30 del 900: crescente intensificazione della collaborazione tra storici economici ed economisti (ad esempio, per lelaborazione delle teorie sui cicli)

Dopo la II guerra mondiale: riproposizione, in chiave moderna, della teoria degli stadi dello sviluppo (per lo studio delleconomia del sottosviluppo) Nella New economic history: recupero dellapproccio neo-classico, attraverso la costruzione di modelli matematici

INTERDISCIPLINARIT Economia: strettamente correlata con la storia economica che da essa stata originata e della quale costituisce parte integrante e complementare Statistica: fornisce serie molteplici e pi o meno complesse di dati, quantitativi e qualitativi, su: prezzi, corsi dei titoli, produzioni, salari

Demografia: fornisce svariate informazioni di grande importanza, per gli indiscussi nessi tra popolazione e attivit economiche (es. : teoria di T. R. Malthus, sul rapporto tra popolazione e risorse) Geografia: consente di accedere alle informazioni sui rapporti tra i comportamenti delle collettivit passate e presenti e lambiente Sociologia: fornisce ausilio per la comprensione dei comportamenti di gruppi e classi

LE ORIGINI DEI SISTEMI ECONOMICI Definizione di sistema economico (insieme di istituzioni, norme, consuetudini, strutture sociali e forme di organizzazione della produzione che regolano lattivit economica) Teoria di Maurice Dobb Sistemi economici originari: costituiti dalle formazioni comunitarie, tributarie e schiavistiche

Formazione comunitaria: propriet collettiva della terra e produzione di sussistenza (senza surplus) Formazione tributaria: monopolio della terra nelle mani della casta dominante, percettrice di tributi dai contadini; produzione di surplus solitamente poco consistenti Formazione schiavistica: combinazione del lavoro libero con quello coatto; produzione di surplus

LECONOMIA MEDIEVALE Inaugurazione del sistema feudale: a seguito delle invasioni barbariche e del conseguente accelerato processo di ruralizzazione delleconomia (retrocessione rispetto al precedente sistema schiavistico) Caratteristiche prevalenti del sistema feudale, tra lVIII ed il XIII sec.: a) struttura gerarchica della societ; b) organizzazione della produzione fondata sulla combinazione di terra signorile e lavoro servile Feudalesimo fino allXI sec.: economia chiusa, con scambi in natura allinterno del feudo (sistema a riproduzione semplice)

Latifondo feudale suddiviso in pars massaricia e pars dominicale pars massaricia : divisa in appezzamenti (mansi) distribuiti ai contadini in cambio della corresponsione di prodotti e servizi, nonch delleffettuazione di prestazioni obbligatorie a favore del signore (corves) pars dominicale: coltivata dai contadini, con le prestazioni obbligatorie, nellinteresse del signore

Nel XII sec., con la cessazione delle invasioni barbariche: avvio di importanti mutamenti ed inizio della disgregazione del sistema feudale Dal XII sec. alla met del XIV: crescita accelerata della popolazione quale causaeffetto dellincremento della produzione agricola (per effetto dellespansione della superficie coltivata, della scelta di terreni migliori, del migliore sfruttamento di strumenti e tecniche produttive)

Trasformazione della rendita in natura in rendita monetaria: per effetto del comune interesse del signore e del contadino alla produzione di eccedenze da destinare agli scambi, in risposta alle crescenti esigenze della popolazione urbana Controllo dei feudatari: esercitato sulla maggior parte delle citt, dalle quali riscuotevano tributi in cambio di protezione

Contrapposizione tra lorganizzazione gerarchica dei feudi e lorganizzazione orizzontale delle citt (corporazioni) Fuga dei contadini dalle campagne per il peggioramento delle loro condizioni Conseguente contrazione della produzione agraria e della rendita dei feudatari Falcidia della popolazione europea nei secc. XIV e XV, in seguito alle guerre, alle carestie ed alle epidemie (quali la peste del 1347)

MERCANTILISMO Sistema economico mercantile: dominante tra la fine del sec. XV (dopo le grandi le grandi scoperte geografiche) e la seconda met del XVIII (fino alla vigilia della rivoluzione industriale inglese) Ricchezza degli Stati, secondo la teoria dei mercantilisti: dipendente dalla quantit di metalli preziosi incamerati Progressivo rafforzamento degli Stati nazionali

Riforma protestante: introduzione di nuovi valori (lavoro, parsimonia e operosit) Adeguamento della Chiesa cattolica alle nuove esigenze della societ, con la revisione dei principi cattolici sul giusto prezzo e sullusura Nuova concezione del giusto prezzo: copertura dei costi di produzione + copertura dei guadagni dei mercanti Superamento del divieto dellusura, eccependo il danno emergente (per la mora del rimborso) ed il lucro cessante

Crescente prestigio dei mercanti e conseguente massima espansione del sistema economico mercantile (politica statale sempre pi funzionale alle esigenze del commercio) In seguito alla scoperta dellAmerica: nuove rotte dei traffici e nuovi equilibri economici internazionali Strumenti operativi del mercantilismo: colonizzazione ed intervento dello Stato nelleconomia mediante la creazione di monopoli, privative e barriere protezionistiche

Nei vari Stati: adozione di politiche mercantili pi o meno nettamente differenziate In Spagna Obiettivo teorico: arricchimento progressivo attraverso la tesaurizzazione dei metalli preziosi importati dalle colonie e di quelli incamerati mediante lattivit di scambio Risultati realmente conseguiti: assai diversi da quelli auspicati, per i gravi processi inflativi e per le continue emorragie di metalli preziosi

In Inghilterra Crescente impulso allattivit mercantile Progressivo potenziamento della struttura produttiva In Francia Ad opera di Colbert: emanazione di 150 regolamenti di fabbrica, per garantire una produzione di elevata qualit; creazione di importanti societ commerciali; adozione di una rigorosa politica protezionistica

In Olanda Piena libert di esportazione di capitali, funzionale allimportante ruolo di intermediazione finanziaria ricoperto sino agli inizi del 700 (per laffidabilit della sua moneta e per lefficienza della Borsa di Amsterdam) Progressiva retrocessione della sua posizione economica rispetto allInghilterra, a causa del suo minore impegno nel potenziamento della struttura produttiva

Teoria dei mercantilisti: fondata sullerrata identificazione della ricchezza con il possesso della moneta (o di metalli preziosi), senza cognizione delle possibili implicazioni di una loro esagerata presenza, nel caso di mancato adeguamento della struttura produttiva Infatti, circolazione monetaria in eccesso = rialzo dei prezzi = perdita di competitivit sui mercati esteri

Tra basso medioevo ed inizio dellet moderna: dominio crescente delle corporazioni dei mercanti su quelle degli artigiani e conseguente progressivo scadimento del ruolo del maestro artigiano ad un ruolo subordinato, abbinato al progressivo smantellamento del sistema corporativo Nellambito del sistema mercantilistico, quale prodromo del sistema capitalistico: introduzione e diffusione del putting-out Putting-out (da to put it out = dare fuori): nuovo modo di produrre i panni lana, con linserimento del mercante nellambito del ciclo produttivo (introdotto dai mercanti-imprenditori fiamminghi)

Divisione internazionale del lavoro nel puttingout: acquisto (da parte dei mercanti-fiamminghi) della lana grezza prevalentemente in Inghilterra vendita della suddetta lana grezza alle famiglie contadine dei Paesi Bassi, perch la filassero e tessessero riacquisto, non obbligato e, quindi, alle migliori condizioni, dei semilavorati ottenuti dalle suddette famiglie contadine

follatura, tintura e finitura in loco, utilizzando, per lo pi, lavoranti non inseriti nelle corporazioni; in alternativa, vendita dei semilavorati ai mercanti italiani che li affidavano a maestri particolarmente esperti per le fasi finali della lavorazione (lavorazione di elevata qualit) smercio anche nelle citt mussulmane del Mediterraneo

Domestic system (nelle campagne inglesi): organizzazione domiciliare della produzione, anchessa prodromo del sistema capitalistico industriale Nel domestic system: il mercante-imprenditore, proprietario della materia prima e degli strumenti della produzione, affidava il tutto, alle famiglie contadine, per la produzione dei panni lana presso il loro domicilio

Nel domestic system: introduzione di una remunerazione commisurata alla quantit di prodotto consegnata al mercante (salario a cottimo) Tra il 500 ed il 600, in Inghilterra, nascita del factory system (sistema della manifattura), con laccentramento dei telai prima presso le abitazioni dei capitalisti, poi in appositi edifici Diffusione del factory system anche in altre nazioni europee

Esempi di manifatture artigianali di Stato in Francia (tappezzeria Gobelins di Parigi) ed in Russia (cartiere, arsenali e fabbriche di armi), qui, per, con reclutamento di manodopera non sempre qualificata e non sempre salariata In questa fase di proto-industrializzazione: utilizzo di attrezzature ancora modeste, spesso di propriet dello Stato e non adeguate a favorire una produzione di massa

Primo sviluppo delle banche nei secc. XVI e XVII (sia come imprese individuali e familiari, che come societ): ma preminentemente funzionale alle esigenze dellattivit commerciale Nel 700, con i fisiocratici francesi (Quesnay e Turgot): mutamento del concetto di ricchezza per la sua identificazione nella produzione agricola, ritenuta lunica in grado di creare un surplus (prodotto netto) Successiva evoluzione del pensiero economico con lidentificazione della ricchezza nellattivit produttiva

SISTEMA CAPITALISTICO Capitalismo industriale: sistema basato sulleconomia di mercato, sulla propriet privata dei mezzi di produzione, sullattivit imprenditoriale, sullaccumulazione di capitali e sul loro investimento produttivo, sulla libert del lavoro e sulla sua divisione internazionale Avvio del capitalismo industriale: nella seconda met del 700, con la rivoluzione industriale inglese Con il passaggio dalla proto-fabbrica alla fabbrica: inizio della produzione di massa (per un mercato in ampliamento continuo)

Nascita della scuola classica e formulazione delle prime teorie sul sistema capitalistico ispirate ai principi di libert propri dellideologia e della cultura dellepoca Piena accettazione, da parte della scuola classica, del principio dellordine naturale, propugnato dai fisiocratici, sintetizzato nel celebre motto laissez faire - laissez passer (apertamente in contrasto con lideologia del mercantilismo) Secondo il principio dellordine naturale (fulcro della filosofia giusnaturalistica): mondo governato da leggi non modificabili, create da Dio per la felicit degli uomini

Legge degli sbocchi di Say: lofferta crea sempre la propria domanda (grazie agli automatismi del mercato) Postulato della legge di Say: perfetta corrispondenza tra redditi percepiti e redditi spesi Say, a difesa della sua legge contro le smentite: attribuzione della responsabilit delle crisi allinsufficiente produzione delle nazioni povere

Teoria di Adam Smith sulla ricchezza: originata dal lavoro produttivo, di beni materiali, capace di generare un surplus (esclusione delle attivit del terziario) Produttivit del lavoro, secondo A. Smith: connessa alla diffusione della meccanizzazione, alla divisione del lavoro, ed al continuo ampliamento degli scambi

Distinzione tra: 1) valore duso, dato dalla capacit del bene di soddisfare i bisogni soggettivi degli individui; 2) valore di scambio, dato dalla capacit di un bene di acquistare altri beni sul mercato (alto valore duso: acqua; basso valore duso: diamante) Oggetto dellanalisi smithiana: valore di scambio, in quanto correlato con la produzione della ricchezza Nellanalisi smithiana: distinzione tra valore di scambio nella societ precapitalistica e valore di scambio nella societ capitalistica

Valore di scambio nella societ precapitalistica (A. Smith): dato dalla quantit del lavoro contenuta nel bene (in quanto vi era identit tra lavoratori e proprietari dei mezzi di produzione) Valore di scambio nella societ capitalistica (A. Smith): dato dallassestamento del prezzo di mercato ai livelli del prezzo naturale, di quel prezzo, cio, in grado di remunerare non soltanto i salari, ma anche i profitti e le rendite ai loro saggi medi di lungo periodo

Valore di scambio delle derrate agricole, secondo Ricardo: dato dal prezzo di mercato, a sua volta determinato dal costo pi elevato del prodotto ottenuto nel terreno meno fertile, messo necessariamente a coltura per adeguare lofferta al livello della domanda Rendita, secondo Ricardo: valore derivato Valore di scambio dei beni tangibili non agricoli, secondo Ricardo: dato dal lavoro passato (o indiretto) e presente (o diretto) contenuto nel bene

Teoria dei costi comparati di David Ricardo: dimostrazione dei benefici derivanti dalla divisione internazionale del lavoro e dalla libert degli scambi, nel caso di differente produttivit del lavoro nei diversi paesi e della rispettiva specializzazione nella produzione dei beni con costi relativi inferiori Sistema capitalistico nel lungo periodo (secondo la scuola classica): sistema con equilibri automatici, grazie alla divisione interna ed internazionale del lavoro e grazie alla libera concorrenza

Funzionamento del sistema capitalistico, secondo Smith e Ricardo: a) in armonia con la legge degli sbocchi, il valore dei beni prodotti era pari ai costi sostenuti per la remunerazione dei fattori della produzione (ossia per salari, profitti, rendita e interessi); b) la capacit produttiva era influenzata dallinvestimento del denaro risparmiato; c) lequilibrio tra risparmi ed investimenti era garantito dalle oscillazioni dei tassi di interesse)

Modello paradigmatico del sistema capitalistico: vantaggi esclusivi per lInghilterra, per le condizioni di netta superiorit nel contesto mondiale, dalle quali scaturivano ragioni di scambio ad essa pi favorevoli, pur se restava confermata la validit del principio dei costi comparati (per landamento pi favorevole dei prezzi dei prodotti industriali rispetto a quello delle materie prime e a quello delle derrate alimentari)

Il MARXISMO E LE ECONOMIE SOCIALISTE Premessa dellanalisi marxiana del capitalismo: individuazione del valore di un bene nel lavoro in esso contenuto Nella teoria marxiana: trasferimento del metodo dialettico di Hegel dalla filosofia alleconomia (materialismo dialettico) Struttura economica, secondo Marx: caratterizzata da determinati rapporti sociali e regolamentata da una sovrastruttura (politica, istituzionale, giuridica, ideologica e psicologica) strettamente correlata e dipendente

Dalle contraddizioni di una determinata struttura economica (Marx): sua fine (attraverso una rivoluzione politica) e formazione di una nuova struttura pi appropriata Capitalismo (Marx): fase storica caratterizzata dalla dalla dicotomia tra capitale e lavoro, destinata a sfociare nella lotta di classe e nel passaggio al socialismo Sintesi della dicotomia tra capitale e lavoro e, quindi, dello sfruttamento operaio: nella teoria del plusvalore

Plusvalore: differenza tra valore di uso e valore di scambio della forza lavoro Valore di scambio della forza lavoro: determinato dalla quantit di tempo lavorativo socialmente necessario a produrre i beni indispensabili alla sussistenza e riproduzione della manodopera Tempo lavorativo socialmente necessario: quello speso in condizioni di produzione normale (grado sociale medio di abilit e intensit di lavoro)

Dalla rivolta del proletariato e dalla sua conquista del potere politico: creazione di una societ senza classi, incentrata sulla propriet collettiva dei mezzi di produzione Cause dellaccelerazione del processo di disgregazione del capitalismo (sempre secondo Marx): a) la caduta tendenziale del saggio di profitto; b) le crisi di sovrapproduzione saggio di profitto = Pl/c+v Caduta tendenziale del saggio di profitto: connessa allaumento degli investimenti

Correlazione tra meccanismo della caduta tendenziale del saggio di profitto ed il verificarsi di crisi di sovrapproduzione: il maggiore impiego di capitale fisso ampliava, da un lato, la scala di produzione ed accresceva, dallaltro, lesercito industriale di riserva, ossia i disoccupati (per cui, cresceva lofferta, ma si riduceva la domanda) Secondo Marx: ripetizione ciclica di crisi sempre pi intense e sintesi del conflitto tra detentori dei mezzi di produzione e lavoratori con il passaggio alleconomia socialista

Previsioni di Marx sulla transitoriet del capitalismo: contraddette dalla storia Nei paesi capitalisti: modifica dei rapporti sociali tra le classi, grazie allaffermazione dei sindacati e del Welfare State Nellambito della classe operaia, miglioramento dei livelli di vita e riduzione della gravosit delle mansioni Importanti contributi dei progressi teorici della scienza economica In controtendenza rispetto alle previsioni marxiane: recente dissolvimento politico ed economico dellUnione Sovietica

CRISI E RINASCITA DEL CAPITALISMO In Inghilterra, in seguito alla grave carestia che falcidi il potere di acquisto dei paesi importatori dopo le guerre napoleoniche ed in particolare tra il 1816-1817: estrema gravit della recessione caratterizzata dalla sovrabbondanza di merci invendute e dalla crescente disoccupazione Intensit e durata della recessione: prova evidente dellinadeguatezza degli automatismi del mercato per il riequilibrio spontaneo

Thomas Robert Malthus (prete anglicano): precursore di Keynes di ben circa 115 anni, nella sua analisi sulle cause delle crisi di sovrapproduzione e nellindicazione dei possibili rimedi Crisi di sovrapproduzione, secondo Malthus: dovute allinvestimento in macchinari (=aumento dellofferta sul mercato senza un aumento corrispondente della domanda) Secondo Malthus: possibile soluzione dello squilibrio attraverso il consumo alimentato dai lavoratori improduttivi remunerati dai proprietari terrieri o dallo Stato

Nonostante il ripetersi di crisi: tra il 1870 ed il 1929, scarso interesse degli economisti per il problema Dopo il 1870: filone del pensiero economico degli economisti marginalisti (o neo-classici), con attenzione focalizzata sulla scarsit delle risorse e lottimizzazione del loro uso Postulati essenziali della teoria marginalista: condivisione con quelli della scuola classica (grazie allaccentuato sviluppo delleconomia mondiale tra la fine dellOttocento ed il 1914)

Marginalisti (o neoclassici): sostegno della validit dei meccanismi della libera concorrenza e degli automatismi di mercato Nelle indagini dei marginalisti (o neoclassici): esclusione di alcuni fenomeni di segno opposto rispetto a quelli presi in considerazione (es. cartelli o trust e sindacalizzazione dei lavoratori) Impostazione delle analisi dei neoclassici: influenzata dallo sviluppo delleconomia mondiale tra la fine dellOttocento ed il 1914 e dalla stabilit del Gold Standard

Tra il 1915 ed il 1920: mutamento dello scenario economico internazionale per le difficolt economiche create dalla I guerra mondiale (1915-1918), dalla ricostruzione e dalla riconversione industriale Nel 1921: nuova crisi di sovrapproduzione in campo internazionale Tra la fine del 1921 e gli inizi del 1922: avvio di una nuova fase di ripresa economica

Nel corso degli anni Venti, sino al 1929: rafforzamento crescente del capitalismo e raggiungimento di livelli molto elevati di produttivit industriale negli USA, con ampliamento notevole dellofferta, per volumi e variet di produzioni Nel 1929, in USA: crollo della Borsa di Wall Street e crisi di sovrapproduzione senza precedenti; poi, recessione con ripercussioni a livello mondiale

Avvio del New Deal (Nuovo Corso) negli USA, per combattere il protrarsi della recessione e, soprattutto, la crescente disoccupazione, nonch il crollo dei prezzi e dei salari Vasti programmi di lavori pubblici: attuati in risposta ad esigenze pragmatiche ed umanitarie, ma senza una visione chiara ed organica di tutte le connesse implicazioni positive New Deal: svolta rispetto ai principi del laissez faire, presa di coscienza dellimportanza del ruolo che lo Stato poteva svolgere a favore della societ e fonte di ispirazione per il Keynes

Keynes: interessato ai problemi di macroeconomia, a differenza dei neoclassici, prevalentemente interessati ai problemi di microeconomia, ossia ai comportamenti dei singoli soggetti nella loro qualit di produttori per il mercato o di consumatori Oggetto dellanalisi keynesiana: relazioni tra i grandi aggregati del sistema economico (reddito nazionale, consumo, investimenti e risparmio globali)

Scopo dellanalisi keynesiana: indagine sulle cause delle crisi e individuazione dei meccanismi atti a ripristinare le condizioni di equilibrio, solo eccezionalmente corrispondenti al livello di pieno impiego (mentre per i neoclassici lequilibrio tra domanda ed offerta coincideva con il pieno impiego delle risorse) Postulati Keynesiani: 1) reddito complessivo = spesa globale in consumi ed investimenti;

2) propensione media al risparmio: tendente a crescere con laumentare del reddito, in contrapposizione alla propensione media al consumo (tendente ad assorbire una quota decrescente dello stesso); 3) volume degli investimenti: determinato dallefficienza marginale del capitale Efficienza marginale del capitale: saggio di rendimento che gli imprenditori prevedono di incamerare (aspettative di ricavi futuri), in raffronto al tasso di interesse che devono pagare per ottenere il capitale necessario agli impieghi; nel caso di aspettative negative, prevale la preferenza per la liquidit

Negli USA, nei primi anni 30, a causa della tesaurizzazione o della preferenza per la liquidit: riduzione degli investimenti e, quindi, della spesa complessiva; di conseguenza, contrazione del reddito e delloccupazione Riconoscimento della grande utilit della spesa pubblica statunitense ai fini dellinterruzione del circolo vizioso della recessione e dellavvio di un processo inverso Nellanalisi Keynesiana: riscontro di effetti moltiplicativi dellinvestimento sul reddito (tendente ad aumentare in misura pi che proporzionale rispetto a quanto investito)

Secondo Keynes (cos come secondo Malthus), la spesa pubblica aggiuntiva doveva essere indirizzata allattuazione di lavori pubblici ed infrastrutture, o, comunque, allattuazione di attivit che aumentano la domanda senza incrementare lofferta di beni Per il procacciamento di quanto necessario per affrontare la spesa pubblica: a) ricorso al prestito (deficit spending ); b) ricorso allespansione monetaria Rimborso graduale del prestito e dei relativi interessi e/o ritiro graduale della circolazione monetaria eccedente: grazie allaccresciuto gettito delle imposte

Con Keynes: impostazione degli studi economici completamente diversa da quella tradizionale ed abbandono, da parte degli economisti, della fede assoluta negli automatismi del mercato Riconoscimento generalizzato della necessit dellintervento dello Stato al fine di ristabilire lequilibrio in economia Successivi sviluppi della teoria Keynesiana: strumenti utili per i governi, non soltanto per contrastare spirali deflazionistiche, ma anche per contrastare spirali inflazionistiche
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Tra gli anni 50 e gli anni 70, con apposite politiche fiscali e monetarie, restrittive o espansive dellinvestimento: maggiore stabilit nello sviluppo dei paesi industrializzati Negli anni 70: ulteriore evoluzione delle politiche economiche per contrastare una nuova recessione, con connotazioni diverse dalle precedenti (problema della stagflazione) Stagflazione (inflazione con stagnazione): dovuta allaumento dei costi ed al conseguente adeguamento automatico di salari e stipendi alle variazioni del costo della vita
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I CICLI ECONOMICI Principali tendenze secolari,nel sistema capitalistico: 1) prima progressivo aumento degli addetti allindustria e, poi, progressivo aumento degli addetti al terziario; 2) progressivo aumento della produzione globale Dinamica del capitalismo: caratterizzata da alcune tendenze di fondo o secolari (trend) e da fluttuazioni di breve e medio periodo (di ampiezza e di intensit diversificate)
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Nelle fluttuazioni: alternanza di fasi di crescita e di fasi involutive Nel 1862, individuazione dei cicli Juglar (anche denominati onde brevi o cicli maggiori) attraverso lanalisi dellandamento dei saggi di interesse in Francia, Inghilterra e USA - ad opera del medico parigino Clement Juglar: durata compresa tra i 6 e i 10 anni Nel 1923, individuazione dei cicli Kitchin (detti anche ipocicli o cicli minori) - attraverso lanalisi dellandamento dei prezzi allingrosso e dei saggi di interesse in Inghilterra e in USA - ad opera delleconomista americano Joseph Kitchin: durata media di circa 40 mesi
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Nel 1926, individuazione dei cicli Kondratev o onde lunghe o cicli di lungo periodo attraverso lanalisi dellandamento dei prezzi, poi estesa anche allandamento della produzione - ad opera delleconomista russo Nikolai Kondratev: durata compresa tra i 40 e i 60 anni Correlazione tra landamento dei prezzi e quello della produzione: oggetto di indagine per diversi economisti Teoria di G. Imbert sulla correlazione diretta tra produzione e prezzi Triologia di Schumpeter (interrelazioni tra il ciclo Kitchin, il ciclo Juglar ed i movimenti Kondratev)
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Teoria di Schumpeter sul ruolo dellinnovazione nel processo di sviluppo economico (riferimento ai movimenti di lungo periodo di Kondratev) I cicli Kondratev e le tappe dello sviluppo industriale Nel 1930, individuazione degli ipercicli (cicli delledilizia residenziale), ad opera di Simon Kuznets: durata di 18-22 anni Mandel ed il quarto ciclo di lungo periodo Approccio interpretativo della crescita di Maddison (fattori di disturbo)
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RIVOLUZIONE URBANA A partire dal IV sec., a causa delle invasioni barbariche: declino delle citt greco-romane Sopravvivenza di pochi nuclei urbani, quali centri dellamministrazione religiosa o sedi di guarnigioni militari A partire dal VII secolo: affermazione di microcosmi rurali (curtes) Quasi scomparsa degli scambi monetari, produzione di sussistenza e popolazione pressoch stazionaria, sostituzione del legno alla pietra nelle costruzioni
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Nei secoli VIII-X: seconda ondata di invasioni, con attacchi da Sud (Arabi), da Est (Magiari o Ungari) e da Nord (Normanni o Vichinghi) Alla fine del X secolo: cessazione delle invasioni barbariche Ripresa, prima, lenta e, poi, sempre pi veloce Sorgere e risorgere delle citt ed avvio del processo di disgregazione del sistema curtense Nei secoli X-XIII: progressivo sviluppo delleconomia di mercato
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Teoria di Henri Pirenne Teoria di Edith Ennen Fenomeno urbanizzazione Ragioni di repulsione dalle campagne e di attrazione verso le citt Differenze tra le citt italiane e quelle doltralpe Formazione di organizzazioni orizzontali: corporazioni Affermazione di nuovi valori culturali favorevoli allo sviluppo mercantile, manifatturiero e tecnologico
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POPOLAZIONE Popolazione europea: da ca. 30-35.000.000 di abitanti nel 1000 d.C. a ca. 80.000.000 di abitanti nel 1330-1340 d.C. Nel 1348: pandemia di peste Fino alla fine del 1400: ricorrenti guerre, carestie ed epidemie Popolazione europea: da ca. 80.000.000 di abitanti, alla fine del 1400, a ca. 105.000.000, nel 1600, e a ca. 115.000.000, nel 1700 Popolazione di tipo giovane, con tassi di natalit contenuti e tassi di mortalit elevati
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Limitazione della natalit, attraverso: celibato religioso e laico, postergazione dellet del matrimonio ed adozione di pratiche primitive di controllo delle nascite Fedecommesso: motivo della limitazione dei matrimoni nel ceto nobiliare Componenti maggiori della mortalit ordinaria: mortalit infantile e degli adolescenti

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Punte di mortalit catastrofica: a causa di guerre, carestie ed epidemie Condizioni igienico-sanitarie: pessime, fatto particolarmente grave nei centri urbani Pandemia di peste della met del 300: cause e modalit di trasmissione Notevole aumento della mortalit catastrofica e riduzione di natalit Nel lungo periodo: miglioramento del tenore di vita medio
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SVILUPPO TECNOLOGICO: 1000-1700 Mondo greco-romano: piuttosto inerte nel campo tecnologico, ma creativo per altri aspetti (organizzazione amministrativa e militare, costruzioni stradali ed architettoniche opere darte...) Progresso tecnico: temuto dai romani come possibile fonte di turbative politiche, sociali e religiose A partire dallAlto Medioevo: diffusione di innovazioni tecnologiche (risalenti ad epoche precedenti e provenienti da aree diverse)
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Nel Basso Medioevo: diffusione di innovazioni a ritmi progressivamente sempre pi intensi, con accentuazione sempre pi marcata degli aspetti meccanici Iniziale applicazione delle innovazioni soprattutto nel settore agricolo Tra il VI ed IX secolo: diffusione del mulino ad acqua, dellaratro pesante, della rotazione agraria triennale, del basto per cavalli, dellattracco a tandem degli animali Crescente sostituzione del cavallo al bue
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Mulino ad acqua: utilizzato per la macina del grano e per la follatura dei panni Mulino a vento (originario della Persia): diffusione in Europa verso la fine dellXI secolo, in versione molto modificata Altre applicazioni dellenergia idraulica ed eolica Tra lXI ed il XII secolo: introduzione del telaio verticale (nelle Fiandre) e adozione della bussola nella navigazione
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Nei secoli XII-XIII: adozione di una serie di innovazioni tecnologiche nella navigazione (perfezionamento della bussola, adozione della clessidra per la misurazione del movimento della nave, redazione delle carte nautiche o portolani, adozione del timone di poppa) Navigazione strumentale o matematica: viaggi pi sicuri e frequenti Altre invenzioni del XIII secolo: occhiali, ruota per filare, strumenti chirurgici Principali invenzioni del XIV secolo: orologi, prime armi da fuoco, chiuse per canali
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Nel secolo XV: introduzione della nave a vela oceanica (combinazione delle caratteristiche migliori delle navi mediterranee e nordiche) e successivi perfezionamenti con risultati sempre pi positivi Altre innovazioni del XV secolo: calcolo della latitudine e stampa con caratteri mobili Molte delle innovazioni adottate in Europa: adattamenti di idee sviluppate altrove (in Persia, in Cina, nei paesi arabi)
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Negli europei: capacit ricettiva + originalit inventiva Nello sviluppo tecnologico occidentale: attenzione crescente allaspetto meccanico e a quello della produttivit Costruzione di orologi complicatissimi (capolavori della meccanica), continuamente regolati dai governatori degli orologi Gusto esasperato del meccanicismo: favorito dal passaggio dallanimismo al culto dei santi
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Progresso tecnologico del Medioevo e del Rinascimento: frutto di continui perfezionamenti operati dagli artigiani Progressivo aumento della produttivit in tutti i comparti, in alcuni pi che in altri (come nella produzione del ferro, in quella libraria, nella navigazione e nelle produzioni effettuate con i mulini) Nei secoli XII-XV: Italiani allavanguardia nel progresso economico e tecnologico Nei secoli XVI e XVII: passaggio del primato agli Olandesi e agli Inglesi
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Mezzo di prevalente successo nella diffusione delle tecniche: mediante la migrazione di tecnici piuttosto che attraverso informazioni scritte o attraverso lattivit di spionaggio Nei secoli XVI e XVII, in Inghilterra, Svezia e Svizzera: introduzione di tecnologie avanzate grazie alle immigrazioni di tecnici Nella mobilit del lavoro: forze di repulsione e forze di attrazione

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Forze di repulsione: fame, peste, pressione fiscale, intolleranze politico religiose, guerre, difficolt di impiego Forze di attrazione: presenza di opportunit di lavoro, pace e/o tolleranza, politiche di incentivi scientemente perseguite dai pubblici poteri Mezzi utilizzati dalla Francia di Colbert, per poter disporre di manodopera specializzata di altre aree: dagli incentivi (per le manifatture seriche) ai rapimenti e ai sequestri di persona (per il comparto del ferro)
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Introduzione di nuove tecnologie: non solo fatto tecnologico, ma, anche, socio-culturale Societ tollerante = societ ricettiva, perci ottimo contesto per laccoglimento di capitale umano di qualit Nel XVII secolo: successo dellOlanda, dellInghilterra, della Svezia e della Svizzera

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REDDITI, PRODUZIONI E CONSUMI: 1000-1500 Combinazione di diversi fattori nellespansione economica dei secoli XI-XIV: sviluppo di un nuovo ambiente socio-culturale nelle citt, spirito ottimistico ed associativo, progressiva divisione del lavoro, aumento notevole della circolazione monetaria, nuove possibilit di investimento dei risparmi Fino al 1200: elevata disponibilit di terre da sfruttare, dati i bassissimi livelli demografici
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Nei secoli X-XII: progressiva messa a coltura di nuove terre, non necessariamente peggiori di quelle gi coltivate, anzi, spesso, addirittura migliori (dati i criteri di scelta dellAlto Medioevo, dettati, soprattutto, da esigenze di sicurezza) NellXI secolo, cacciata degli Arabi dalla Sicilia, ad opera dei Normanni Nei secoli XI e XII: serie di crociate sferrate contro i territori mussulmani del Medio Oriente ed impianto di principati in punti strategici
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Espansione tedesca (teutonica) verso i territori slavi dellEuropa Orientale, fondazione, in detti territori, di importanti citt (Lubecca) ed introduzione di tecniche minerarie e metallurgiche non note alla popolazione locale Settori guida dello sviluppo: commercio, manifatture tessili, agricoltura, costruzioni edili e navali, attivit finanziarie Commercio internazionale: incentrato su prodotti alimentari, prodotti tessili e spezie
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Italia centro-settentrionale e Paesi Bassi meridionali: regioni europee allavanguardia, grazie anche alla loro posizione geografica Italia: ponte tra Europa, Nord Africa e Vicino Oriente Paesi Bassi meridionali: allincrocio di strade e di rotte tra il Mare del Nord e le coste atlantiche di Francia e Spagna Nei Paesi Bassi meridionali: sviluppo dellattivit manifatturiera dei panni-lana NellItalia settentrionale: sviluppo di attivit commerciali, manifatturiere, armatoriali e finanziarie
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Principali centri di sviluppo italiani: repubbliche marinare (Pisa, Venezia, Genova), citt situate su snodi stradali importanti (Asti, Piacenza, Verona, Siena) e Firenze Venezia: supremazia sulla costa dalmata e snodo dei traffici tra le aree a nord delle Alpi e il Vicino Oriente Pisa e Genova: contatti con il Nord Africa, il Medio Oriente e la Sicilia Firenze: a partire dalla fine del XII secolo, espansione commerciale a largo raggio, in tutte le direzioni
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Direttrici dei maggiori traffici dei Paesi Bassi meridionali: verso ovest e verso est, oltre che verso lItalia settentrionale Germania: importante mercato di assorbimento dei panni-lana fiamminghi, grazie alle sue elevate disponibilit economiche, originate dallo sfruttamento delle miniere dargento presenti in alcune sue regioni Dopo il XII secolo: presenza sempre pi invadente degli ottimi panni-lana fiamminghi nelle diverse piazze europee ed extraeuropee

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Tra la fine del XII secolo e la fine del XIII: adozione del mulino ad acqua nella follatura dei panni-lana ed adozione della ruota per filare Nel XIII secolo: progressi notevoli nellindustria laniera in diverse aree italiane e primato fiorentino nel settore (arte di Calimala) Mercanti senesi e fiorentini: accumulazioni di grandi ricchezze per la funzione di intermediari svolta per conto della Santa Sede nella riscossione di oboli, o di quanto ad essa dovuto a qualunque titolo, in ogni parte dEuropa
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Ricchezze dei mercanti fiorentini: utilizzate per effettuare operazioni bancarie, soprattutto prestiti a Principi, ottenendo, in cambio, non soltanto la promessa di restituzione del capitale con gli interessi, ma, anche, licenze di esportazione della lana Italia: allavanguardia anche nella produzione e nel commercio della seta e del cotone Manifatture del cotone: ad imitazione delle antiche manifatture islamiche Dal XVI secolo: ruolo preponderante della seta
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Importante ruolo di Amburgo e Lubecca nei traffici tra il Baltico ed il Mare del Nord Nel XIII secolo: costruzione del ponte del diavolo sulla gola dellAltopiano del Gottardo (creazione di una via di transito, destinata a divenire tra le pi battute dEuropa, attraverso unopera, per quei tempi, spettacolare) Nei secoli XI-XIV: notevole miglioramento nei livelli di vita

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Dalla met del XIII secolo: progressiva riduzione della produttivit della terra per la crescente messa a coltura di terre marginali, rialzo delle rendite e ribasso dei salari reali Alla fine del XIII secolo: inaugurazione, da parte degli italiani, di regolari linee di trasporto marittimo tra il Mediterraneo ed il Mare del Nord (conseguente declino delle fiere di Champagne) Firenze, agli inizi del 300: piazza mercantile e finanziaria pi rilevante dEuropa Fiorino, agli inizi del 300: mezzo di pagamento pi apprezzato ed usato a livello internazionale
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Declino di Firenze dopo il 1330: dovuto allindebitamento causato dalle spese sostenute per le diverse guerre affrontate Rovina del sistema finanziario fiorentino: per il combinarsi del crollo dei titoli del debito pubblico, della bancarotta inglese e dei prelievi napoletani Conseguenze della bancarotta delle compagnie fiorentine: distruzione di ricchezza anche per i risparmiatori, drastica contrazione del credito e danni alle attivit mercantili e manifatturiere
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Ripercussioni della crisi di Firenze su altre piazze europee: molto modeste, per la scarsa integrazione del sistema economico europeo Nei secoli XIV e XV: declino anche dei Paesi Bassi, per antagonismi commerciali su pi fronti (per lo smercio dei panni-lana e per le forniture di lana grezza) Nello stesso periodo: guerre e collassi finanziari in Catalogna e Castiglia Tra il 1337 ed il 1453: forte declino anche della Francia, per le ripercussioni della Guerra dei Centanni combattuta nel suo territorio
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Tra il 1348 ed il 1500: ricorrenti epidemie di peste e conseguente contrazione demografica, con importanti effetti positivi sul piano economico (aumento della produttivit del lavoro agricolo e dei salari) Nella seconda met del 400: ripresa della Francia, dei Regni di Castiglia e di Aragona Nel 1492: scoperta dellAmerica Nel 1497-1498: arrivo di Vasco de Gama nelle Indie Orientali, per via mare, doppiando il Capo di Buona Speranza

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Sviluppo eccezionale della Germania, nel XV secolo: grazie ai suoi ricchi giacimenti di argento e rame In Germania: affermazione di famiglie di grandi banchieri e mercanti Sistemi di contabilit delle grosse compagnie bancarie tedesche: arretrati rispetto a quelli delle compagnie italiane

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RIBALTAMENTO DELLEQUILIBRIO MONDIALE (1500-1700) Dalla caduta dellImpero Romano agli inizi del 1200: Europa sottosviluppata rispetto alla Cina, agli Imperi Arabi e allImpero Bizantino Nel corso del Duecento, tra i mercanti veneziani: sviluppo di tecniche di affari superiori rispetto a quelle tradizionali Tra il 1300 e il 1400: esportazione crescente di merci, tra le quali alcune (ad esempio gli orologi) evidenziavano la superiorit tecnologica europea
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Esplorazioni geografiche e successiva espansione economica, militare e politica Massima espressione della superiorit tecnologica europea: galeone armato Grazie al galeone armato: fine degli attacchi delle popolazioni asiatiche, turche ed arabe Inizi 500: situazione ribaltata con lEuropa occidentale divenuta larea pi sviluppata del mondo

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Espansione transoceanica dellEuropa atlantica Espansione trans-steppiana della Russia europea Sfruttamento crescente di giacimenti di argento e dei giacimenti di mercurio nelle colonie americane Dagli inizi del Cinquecento per oltre un secolo: trasferimenti ingenti di metalli preziosi (soprattutto argento) dallAmerica meridionale alla Spagna Conseguente sconvolgimento dellequilibrio dei sistemi monetari

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Metalli preziosi incamerati dai sovrani spagnoli, pari ad un quarto della quantit legalmente introdotta nella nazione: spesi nelle crociate Grazie allaumentata disponibilit di capitali: offerta di credito a buon mercato ed espansione degli scambi Grazie ai poderosi galeoni: distruzione della navigazione di altri popoli (soprattutto degli arabi) e subentro anche nelle loro rotte marittime, con conseguente realizzo di notevoli profitti

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Negli scambi con lOriente: importazione di merci diverse, ma esportazione di solo argento A partire, per, dalla fine del secolo XVIII: esportazioni crescenti degli Europei (soprattutto inglesi) di oppio indiano in Cina Progressivo rovinoso deterioramento della bilancia commerciale cinese ed avvelenamento delle relazioni Europa-Cina Arricchimento di conoscenze su nuovi prodotti agricoli e su piante ed erbe medicinali Principali nuovi prodotti importati dallAmerica: tabacco, cacao, pomodoro, mais e patata
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Con lintroduzione, in Europa, delle colture del mais e della patata: soluzione definitiva del problema alimentare (fine delle carestie) Prodotti importati dallOriente: oltre alle spezie alla seta e alle porcellane, anche quantitativi crescenti di tabacco, t, caff, cacao (prodotto costoso sempre pi richiesto dallaristocrazia, dalla borghesia e dagli intellettuali) A partire dal XVII secolo: sviluppo delle piantagioni di canna da zucchero nel Brasile (mediante utilizzo di schiavi) Commercio transoceanico: grande scuola pratica di imprenditoria
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RIVOLUZIONE SCIENTIFICA Allorigine della rivoluzione culturale: scoperta di nuove terre e di nuovi prodotti, prova della sfericit della terra, invenzione della stampa, perfezionamento delle armi da fuoco, sviluppi delle costruzioni navali e della navigazione Fine della fede cieca ed assoluta nei dogmi dellantichit, proiezione nel futuro e ricerca del progresso Successo del metodo sperimentale e dellapplicazione della matematica nella spiegazione della realt
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Tendenza verso le misurazioni di tipo quantitativo nei pi diversi settori Progressi spettacolari nella fisica e nella meccanica Origini della statistica e della demografia Sul piano delle relazioni umane: crescente tolleranza (prodromo dellIlluminismo) Nel Medioevo: scienza = filosofia; tecnica = ars dellartigiano Nel XVII secolo: rivalutazione dellopera tecnica degli artigiani
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Diffusione crescente dellalfabetizzazione tra gli artigiani nei Paesi della Riforma protestante, ma anche in quelli della Controriforma cattolica (seppure in proporzione di gran lunga inferiore) Formazione di un gruppo sempre pi folto di fabbricanti di strumenti di precisione, capaci di sperimentare in modo razionale Avvicinamento tra scienza e tecnica

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CRISI DEL LEGNO Nel XVI secolo: rapidissimo aumento del consumo del legname, a seguito dellaumento della popolazione, dellespansione della navigazione oceanica e delle costruzioni navali, allaumento del consumo del carbone di legna per la fusione dei metalli Scomparsa di boschi e foreste in diverse aree Nel XVII secolo: impennata del prezzo del carbone di legna Carenza di legname: conseguenze
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RIBALTAMENTO DEGLI EQUILIBRI ECONOMICI ALLINTERNO DELLEUROPA (1500-1700) Il Cinquecento: el siglo de oro per lInghilterra, la Spagna, il Portogallo, lOlanda ed anche per la Francia (tranne lultimo trentennio, a causa delle guerre di religione), ma non per lItalia, i Paesi Bassi meridionali o la Germania Il Seicento: secolo critico per la Germania (Guerra dei Trentanni), la Turchia, la Spagna e lItalia, ma secolo felice, salvo brevi periodi, per lOlanda, lInghilterra e la Svezia e, tra il 1660 ed il 1690, anche per la Francia Nel 600: spostamento del baricentro delleconomia europea nel Mare del Nord
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DECLINO DELLA SPAGNA Penisola Iberica, nel secolo XV: ancora divisa in 4 reami (Corona di Castiglia, Corona di Aragona, Regno di Portogallo e Regno di Navarra) Nella Penisola Iberica: prevalenza di terreni poco fertili, di pascoli e di boschi Nel XVI secolo, come conseguenza del massiccio afflusso di metalli preziosi dalle Americhe: notevole espansione della domanda
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Aumento dellofferta molto al di sotto dellaumento frenetico della domanda (a causa delle strozzature dellapparato produttivo) Adozione di politiche economiche contrastanti, oscillanti dal liberismo al protezionismo Nella fase del protezionismo: rialzo vertiginoso dei prezzi interni (inflazione) e ricorso al contrabbando Poi, intorno agli anni 70-80 del XVI secolo, largo ricorso alle importazioni: fatto considerato positivamente dalla nobilt spagnola (quale espressione della potenza della Spagna)

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Sovrani e governi spagnoli: impantanati in continue guerre ed in balia di banchieri, prima tedeschi, poi, genovesi, ed infine ebrei portoghesi Nel corso del Seicento: drastica riduzione dellafflusso di metalli preziosi, per la crescente autonomia produttiva delle colonie e per i dirottamenti operati dai contrabbandieri olandesi, francesi ed inglesi Nella Spagna del XVII secolo: carenza di imprenditori, artigiani e contadini, ma sovrabbondanza di burocrati, intellettuali, preti e poeti
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DECLINO DELLITALIA A partire dal 300, con la decadenza dellordinamento democratico comunale e linstaurarsi delle Signorie: grande prosperit, ma avvio di un deciso deterioramento sociale tra le masse Italia centro-settentrionale, tra il 1494 ed il 1538: campo di battaglia di un conflitto internazionale tra spagnoli, francesi e tedeschi Con le guerre: carestie, epidemie, distruzioni ed interruzioni dei traffici Contrazione della produzione manifatturiera ed agricola in tutta larea interessata
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Ripresa economica della seconda met del 500: basata sul rafforzamento delle corporazioni e conseguente ulteriore progressivo irrigidimento di strutture produttive ormai obsolete Nel contempo, nei Paesi Bassi settentrionali e in Inghilterra: sviluppo innovativo di attivit manifatturiere e armatoriali Rapida affermazione delle produzioni inglesi ed olandesi sui mercati internazionali Progressivo spostamento dellItalia da posizioni di avanguardia a posizioni di marginalit
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Dilazione del suo declino, fino ai primi del XVII secolo, grazie alla favorevole congiuntura internazionale NellItalia centro-settentrionale, nel 1630-31: diffusione della peste, drastica riduzione della popolazione e conseguente rialzo dei salari Tra il 1618 ed il 1638: crollo combinato del mercato spagnolo (per le grosse difficolt finanziarie), di quello tedesco (a causa della guerra dei trentanni), di quello turco (a causa della guerra turco-persiana) e conseguente contrazione nella liquidit internazionale
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Prezzi elevati della produzione manifatturiera: risultato dei maggiori costi dovuti soprattutto alleccessiva pressione fiscale ed all alto costo del lavoro Tendenze di sviluppo di uneconomia sommersa nei centri minori e nelle campagne: contrastate dalle corporazioni (sostenute dalle autorit politiche e governative dei centri cittadini) Nella prima met del 600: perdita anche del mercato interno Drastico crollo della produzione e massicci fenomeni di disinvestimento
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Sclerosi ed irrigidimento anche nella cultura e nella mentalit prevalente Nel 1630: fine del ruolo finanziario dei genovesi, dopo quasi un secolo (secolo dei genovesi) di grande successo Motivazioni dellimmediato fallimento della Compagnia Genovese delle Indie Orientali Pesante declino del Regno di Napoli, per eccesso di indebitamento della finanza pubblica e per eccesso di pressione fiscale Attivit di scambio alla fine del Seicento: incentrata sulle importazioni di manufatti e sulle esportazioni di olio, grano, vino, seta grezza o semilavorata
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Affermazione del predominio economico della nobilt su quello della borghesia Accentuazione delle discriminazioni sociali Perdita di prestigio delle pi importanti scuole di medicina Italia: paese sottosviluppato dEuropa

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MIRACOLO OLANDESE Paesi Bassi meridionali II polo di sviluppo europeo (dopo quello italiano), nei secoli XI-XV Paesi Bassi settentrionali nei secoli XI-XV: caratterizzati da uno sviluppo pi lento e meno brillante, ma pur sempre consistente (agricoltura, allevamento, pesca e commercio) Commercio tra il Mare del Nord e il Mar Baltico: praticato, fino alla fine del 1200 circa, utilizzando gli scali di Amburgo e Lubecca (con trasporti, per un tratto, per via terra); poi, a partire dal XIV secolo, effettuato interamente per via mare, circumnavigando la penisola dello Jutland
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Nel secolo XVI: Anversa (Paesi Bassi meridionali), centro internazionale della finanza e del commercio di merci pregiate, mentre Amsterdam (Paesi Bassi settentrionali), centro principale per il commercio internazionale di granaglie e legnami Presenza di potenzialit notevoli in Olanda sin dalla seconda met del XVI secolo (dimostrata dalla capacit di contrastare limperialismo spagnolo) Dopo la pace del 1609: indipendenza politica e religiosa delle Province Unite settentrionali
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Economia olandese, dopo 40 anni di guerra sostenuti contro il colosso spagnolo: la pi dinamica, la pi sviluppata e la pi competitiva dEuropa (trionfo politico, militare ed economico) Ragione principale del rafforzamento dellOlanda: immigrazione dei valloni (artigiani, mercanti, finanzieri, professionisti e marinai) Indebolimento dei Paesi Bassi meridionali: oltre che per i danni della guerra, anche per il salasso di capitale umano, tecnico e finanziario Inizio di unEpoca doro per gli olandesi: per le nuove mille opportunit offerte dai traffici transoceanici
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Amsterdam, nel XVII secolo: principale mercato per numerosi prodotti In Olanda: nascita della Borsa, affinamento e sviluppo delle tecniche commerciali ereditate dagli italiani Presenza incisiva degli olandesi in ogni parte del mondo Primato olandese nella navigazione, nel commercio, nellartigianato, nella pittura, nella speculazione filosofica, nellosservazione scientifica Leida: principale centro per lo studio della medicina
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Commercio olandese: preminente quello nel Mare del Nord e nel Mar Baltico, ma importante anche quello con le Indie orientali ed occidentali Agricoltura tra le pi avanzate dEuropa: grazie a progredite tecniche di canalizzazione, irrigazione e rotazione Importazione di materie prime ed esportazione di manufatti Sviluppo delle produzioni di zucchero, cannoni e vini

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Eliminazione del vincolo energetico: grazie allo sfruttamento della torba e del vento Sfruttamento ottimale dellenergia eolica, grazie alla razionalizzazione delle vele e allimpiego massiccio dei mulini a vento Conquista di buona parte del mercato internazionale con la produzione a pi bassi prezzi di panni-lana di qualit inferiore, ma dai colori vivaci Riduzione dei costi dei trasporti marittimi Olanda, nel XVII secolo: principale punto di riferimento per tutta lEuropa
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SVILUPPO DELLINGHILTERRA Nel XIII secolo: adozione su larga scala dei mulini ad acqua per la follatura dei panni A partire dal secolo XIV: progressivi sviluppi nella produzione dei panni-lana Inghilterra, alla fine del XV secolo: ancora paese sottosviluppato e poco popolato, ma con il primato nella qualit della lana grezza Esportazioni inglesi nei secoli XIV e XV: prevalentemente costituita da lana e panni-lana
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Nel XVI secolo, nel mercato di Anversa: spostamento, della domanda tedesca di pannilana, dalla produzione italiana a quella inglese Inizio di unepoca doro per le esportazioni inglesi, favorite anche dal deprezzamento della sterlina Sviluppo del commercio lungo lasse LondraAnversa, ma preclusione, agli inglesi, di ogni possibile espansione nel Mar Baltico (sotto il controllo dei mercanti olandesi)

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A met del XVI secolo: 80% delle esportazioni rappresentato dai panni-lana, cui si aggiungeva un altro 5% di esportazioni rappresentato dalla lana grezza Intorno alla met del XVI secolo: difficolt per le esportazioni inglesi dei panni-lana, a seguito della rivalutazione della sterlina, ma, soprattutto, a seguito della rovina di Anversa (causata dalla guerra) Intorno alla met del XVI secolo, grazie allapporto degli immigrati valloni): avvio di un nuovo tipo di produzione laniera e sviluppi notevoli in diverse altre attivit artigianali
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Fattori delleccezionale sviluppo inglese della seconda met del XVI secolo: 1) commercio oceanico e pirateria, 2) politica economica del governo, 3) apporto degli immigrati Commercio oceanico (a partire dalla met del XVI secolo): straordinario sviluppo in volume e in valore Pirateria: divenuta notevolmente incisiva dopo il 1570 Importanza determinante dei capitali cumulati con la pirateria nella creazione della Compagnia delle Indie Orientali e nella fondazione delle prime colonie in America
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Politica protezionistica Politica favorevole allimmigrazione di forze lavoro Instaurazione di privilegi, nei traffici marittimi, a tutto vantaggio degli inglesi Con gli Atti di Navigazione (Navigation Acts del 1651, del 1660 e del 1662): creazione di situazioni di monopolio nei traffici con le colonie e nei traffici costieri e di situazioni di privilegio negli altri traffici Graduatoria delle attivit economiche alla fine del 600: I) agricoltura; II) fabbricazione dei pannilana; III) attivit edilizia; IV) industria delle costruzioni navali
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Negli inglesi: oltre ad una straordinaria capacit ricettiva (con riferimento allapporto degli immigrati), capacit altrettanto straordinaria di reagire alle difficolt, traendo spunti per ulteriori sviluppi e vantaggi Di fronte alla difficolt di potere continuare ad importare cannoni dal continente (a causa del dissesto delle finanze reali): avvio della produzione di un nuovo tipo di cannoni, in ferro anzich in bronzo (data la mancanza di rame) Cannoni di ferro: meno costosi e pi adatti allarmamento dei vascelli mercantili, perch pi leggeri
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Di fronte al problema della carenza del legname: ricorso al carbone, presente in abbondanza nel territorio nazionale Creazione di importanti premesse per la rivoluzione industriale: tramite lutilizzo del ferro e del carbone, la creazione di proto-fabbriche e lespansione del commercio (soprattutto di quello internazionale)

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