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1 - CAP. 1.

Nuovissimo ordinamento -
ECONOMIA POLITICA E POLITICA ECONOMICA
LECONOMIA POLITICA
STUDIA LE DECISIONI INDIVIDUALI O AGGREGATE DEGLI
OPERATORI ECONOMICI PRIVATI (FAMIGLIE, IMPRESE, ISTITUTI
BANCARI E FINANZIARI, ECC.) RELATIVAMENTE AL CONSUMO,
AL RISPARMIO, ALLA PRODUZIONE, ALLINVESTIMENTO, ECC.
NON ANALIZZA IL COMPORTAMENTO DEGLI OPERATORI
PUBBLICI.
LA POLITICA ECONOMICA
STUDIA LATTIVITA ECONOMICA DEGLI OPERATORI PUBBLICI:
PERCHE OCCORRE, QUALI OBIETTIVI PERSEGUE, DI QUALI
MEZZI SI SERVE, QUALI EFFETTI CONCRETI PRODUCE, ECC.
2 - CAP. 1. Nuovissimo ordinamento -
AZIONE PUBBLICA: I LIVELLI DELLE SCELTE
SCELTE CORRENTI
NON RIGUARDANO LA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI O LA
SCELTA DELLE ISTITUZIONI MA COME PERSEGUIRE I PRIMI
CON LE SECONDE DATE. IN PRATICA, SI TRATTA DELLE
DECISIONI QUOTIDIANE.
ESEMPIO: ESSENDO DATO LOBIETTIVO DELLA STABILITA DEI
PREZZI E ESSENDO NOTE LE REGOLE CHE GOVERNANO I
DIVERSI MERCATI, OGGI DEVO DECIDERE SE VARIARE E IN
CHE DIREZIONE I TASSI DI INTERESSE.
SCELTE ISTITUZIONALI (O COSTITUZIONALI)
SONO LE SCELTE RELATIVE ALLE REGOLE DA IMPORRE AI
SINGOLI, AI MERCATI E ALLE STESSE ISTITUZIONI PUBBLICHE.
SONO ANCHE LE SCELTE RIGUARDANTI LA CREAZIONE DI
NUOVE ISTITUZIONI. AD ESEMPIO, LA CREAZIONE DELLEURO
E STATA UNA SCELTA ISTITUZIONALE, TALE E ANCHE LA
CREAZIONE DI UNAUTORITA CHE CONTROLLI I MERCATI (DI
QUESTO SI DISCUTE IN SEGUITO AGLI SCANDALI FINANZIARI
RECENTI)
SCELTE SOCIALI
IN QUESTO CASO CI SI RIFERISCE AI CRITERI CHE LA SOCIETA
SI DA PER EFFETTUARE LE PROPRIE SCELTE E DECISIONI.
ESEMPIO: RICORSO A REFERNDUM, SCELTE A MAGGIORANZA
O ALLUNANIMITA, ECC.
3 - CAP. 1. Nuovissimo ordinamento -
LE ISTITUZIONI: COSA SONO?
DUE ACCEZIONI DEL TERMINE:
NORME O REGOLE
CHE GOVERNANO DUREVOLMENTE I RAPPORTI TRA I VARI
SOGGETTI. POSSONO ESSERE FORMALI (AD ESEMPIO: LEGALI)
O INFORMALI (AD ESEMPIO: CONSUETUDINARIE). MOLTE DI
QUESTE NORME O REGOLE LIMITANO LA LIBERTA DI AZIONE
DEI SINGOLI E LO FANNO NELLA SPERANZA DI ASSICURARE
MEGLIO IL PERSEGUIMENTO DELLINTERESSE COLLETTIVO
ORGANIZZAZIONI
CHE CONSISTONO IN UN INSIEME DI RISORSE (UMANE, FISICHE,
ECC.) NORMALMENTE PREPOSTE ALLATTUAZIONE DELLE
REGOLE
UN PROBLEMA CENTRALE
PERCHE IN UN SISTEMA DI OPERATORI ECONOMICI
PRIVATI PUO ESSERE NECESSARIA LA PRESENZA DI UN
OPERATORE CHE SI DIA FINALITA SOCIALI O COLLETTIVE?
CRUCIALE: VALUTAZIONE DEL FUNZIONAMENTO DEL
MERCATO, TIPICAMENTE CONCEPITO COME IL LUOGO
OVE GLI INDIVIDUI SINGOLI OPERANO LIBERAMENTE E
PERSEGUONO I PROPRI INTERESSI COORDINATI DAL
SISTEMA DEI PREZZI.
1- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
1
IL RUOLO DELLO STATO E DEL MERCATO
PROBLEMA CRUCIALE:
COME DIVERSE ISTITUZIONI ECONOMICHE REALIZZANO
GLI OBIETTIVI CHE LA SOCIETA PERSEGUE.
ISTITUZIONI CONSIDERATE
STATO E MERCATO (MA NON SONO LE SOLE: ANCHE NON
PROFIT AD ESEMPIO)
CRITERI DI VALUTAZIONE
EFFICIENZA ED EQUITA (MA NON SOLO: LIBERTA)
prima approssimazione
soddisfatta lefficienza se gli obiettivi vengono
raggiunti con il minor impiego di risorse; soddisfatta
lequit se gli obiettivi vengono raggiunti rispettando
una qualche idea di giustizia (nellappropriazione dei
benefici e nella sopportazione dei costi)
MA OCCORRE ESSERE PIU PRECISI - CONCETTI DI
EFFICIENZA
2- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
2
CRITERI DI SCELTA DELLE ISTITUZIONI:
EFFICIENZA E EQUITA
IDEA DI BASE DELLEFFICIENZA: NON E POSSIBILE CON I
MEZZI A DISPOSIZIONE OTTENERE RISULTATI MIGLIORI
(NEI TERMINI DEGLI OBIETTIVI CHE SI PERSEGUONO)
VARI TIPI DI EFFICIENZA:
ALLOCATIVA: RIGUARDA LALLOCAZIONE DELLE RISORSE
(NON E POSSIBILE OTTENERE Pi BENI CON LE RISORSE
DISPONIBILI)
EFFICIENZA-X: RIGUARDA ASPETTI ORGANIZZATIVI
LEFFICIENZA ALLOCATIVA E LEFFICIENZA-X SONO STATICHE.
CE ANCHE UNA CONCEZIONE DINAMICA DELLEFFICIENZA
CHE DISTINGUE TRA
EFFI CI ENZA ADATTI VA: RIGUARDA LA CAPACITA DI
APPRENDIMENTO, IN PARTICOLARE DI FRONTE A
CAMBIAMENTI E NOVITA
EFFICIENZA INNOVATIVA: RIGUARDA LA CAPACITA DI
INTRODURRE INNOVAZIONI
LEFFICIENZA ALLOCATIVA, IN PARTICOLARE, SI BASA SUL
CRITERIO PARETIANO DI EFFICIENZA.
3- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
3
CRITERIO PARETIANO
SECONDO QUESTO CRITERIO:
UN INSIEME DI PERSONE MIGLIORA LA PROPRIA
SODDISFAZIONE PASSANDO DALLA SITUAZIONE (COLLETTIVA)
A ALLA SITUAZIONE B SE ALMENO UNA PERSONA STA
MEGLIO NELLA SITUAZIONE B E NESSUNA STA PEGGIO.
ESEMPIO 1
SITUAZIONE A SITUAZIONE B
INDIVIDUO 1 5 8
INDIVIDUO 2 7 7
INDIVIDUO 3 12 12
ESEMPIO 2
SITUAZIONE A SITUAZIONE B
INDIVIDUO 1 5 8
INDIVIDUO 2 7 6
INDIVIDUO 3 12 12
ATTENZIONE ALLA POSSIBILITA DI INCONFRONTABILITA
SULLA BASE DEL CRITERIO DI PARETO.
4- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
4
OTTIMO PARETIANO
UNA DATA SITUAZIONE CHE CHIAMIAMO X - E OTTIMA IN
SENSO PARETIANO SE NON ESISTE NESSUNALTRA
SITUAZIONE CHE ABBIA LE SEGUENTI CARATTERISTICHE:
ALMENO UN INDIVIDUO STA MEGLIO IN QUESTA SITUAZIONE
RISPETTO A COME STAREBBE IN X;
NESSUN INDIVIDUO STA PEGGIO IN QUESTA SITUAZIONE
RISPETTO A COME STAREBBE IN X.
ESERCIZIO: INDIVIDUATE LOTTIMO PARETIANO NEI DUE
PRECEDENTI ESEMPI.
IN UNA ECONOMIA DI PRODUZIONE, CONSUMO E SCAMBIO
LOTTIMO PARETIANO RICHIEDE:
UGUAGLIANZA DEI SMS PER OGNI COPPIA DI BENI TRA I
VARI CONSUMATORI (EFFICIENZA ALLOCATIVA NEL
CONSUMO)
UGUAGLIANZA DEI SMST PER OGNI COPPIA DI FATTORI
(INPUTS) TRA LE VARIE PRODUZIONI
UGUAGLIANZA TRA SMS E SMT (EFFICIENZA
GENERALE)
CRITICHE AL CRITERIO PARETIANO
LIMITI DELLINDIVIDUALISMO E DEL WELFARISMO SU CUI E
BASATO. I N PARTI COLARE: POSSONO ESSERE
IMPORTANTI ALTRE INFORMAZIONI OLTRE AL BENESSERE
DEI SINGOLI COME DA LORO PERCEPITO.
5- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
5
CRITERIO PARETIANO ------> EFFICIENZA
QUANDO NON E POSSIBILE OTTENERE PIU DI QUALCOSA CHE
SI DESIDERA SE NON RINUNCIANDO A QUALCHE ALTRA COSA,
ANCHESSA DESIDERATA.
b> a (ENTRAMBI STANNO MEGLIO). MA b NON EFFICIENTE
(ENTRAMBI POSSONO STARE ANCORA MEGLIO)
g>a E, INOLTRE, g EFFICIENTE
h> a E h EFFICIENTE
g, h ED e SONO TUTTI EFFICIENTI MA SONO ANCHE TRA
LORO INCONFRONTABILI (PARETIANAMENTE)
EFFICIENZA PARETIANA E SAGGI MARGINALI DI
SOSTITUZIONE
NELLO SCAMBIO (IPOTESI DI 2 INDIVIDUI E DUE BENI)
LEFFICIENZA PARETIANA RICHIEDE CHE I SAGGI
MARGINALI DI SOSTITUZIONE TRA I DUE BENI SIANO
UGUALI PER I DUE INDIVIDUI.
LOGICA:
f
b
a
h
e
g
utilit di Andrea
utilit di Bice
6- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
6
IL SMS E IL RAPPORTO IN CUI I DUE BENI POSSONO ESSERE
SOSTITUITI NEL PANIERE DI UN INDIVIDUO (+ DI UN BENE E
DELLALTRO, OVVIAMENTE) A PARITA DI UTILITA.
SE I DUE SMS SONO DIVERSI E SEMPRE POSSIBILE CON GLI
STESSI BENI COMPLESSIVI MIGLIORARE LUTILITA DI ALMENO
UN INDIVIDUO ATTRAVERSO UNO SCAMBIO DEI BENI.
CONDIZIONI GENERALI DI EFFICIENZA IN
UNECONOMIA DI PRODUZIONE E SCAMBIO
TRE CONDIZIONI PER LEFFICIENZA PARETIANA
(TRASCURANDO LOFFERTA DI INPUTS)
OTTIMO NELLO SCAMBIO (UGUALI SMS)
OTTIMO NELLA PRODUZIONE (UGUALI SMST)
OTTIMO GENERALE (SMT=SMS)
COS IL SMST? -----> ISOQUANTI
COSE IL SMT? -------> CURVA DELLA TRASFORMAZIONE
QUESTA CONDIZIONI DI EFFICIENZA SONO QUELLE CHE
DOVREBBE RISPETTARE, APPUNTO, QUALSIASI
ISTITUZIONE EFFICIENTE (STATO, MERCATO. ECC.) NELLA
TEORIA ECONOMICA SONO STATE STUDIATE
SOPRATTUTTO RISPETTO AL MERCATO (RINVIO)
verifica
SITUAZIONE A SITUAZIONE B SITUAZIONE C
INDIVIDUO 1 5 5 250
INDIVIDUO 2 7 7 6
INDIVIDUO 3 15 18 800
7- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
7
SULLA BASE DEL CRITERIO DI PARETO COSA SI
SCEGLIEREBBE TRA A E B? E TRA B E C?
COME SCEGLIERESTE VOI TRA B E C?
EQUITA
VARIE CONCEZIONI. COLLEGATE COMUNQUE A UNA
QUALCHE IDEA DI EGUAGLIANZA.
CONCEZIONI Pi DIFFUSE (E NON CONVERGENTI)
1. EGUAGLIANZA DEI RISULTATI (ESEMPIO REDDITO)
2 . EGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITA (ESEMPIO:
FATTORI DA CUI DIPENDE LA CAPACITA DI
GUADAGNARE CONOSCENZA)
RISPETTO AL MERCATO, DUE QUESTIONI FONDAMENTALI:
1. E IL MERCATO IN GRADO DI REALIZZARE LEFFICIENZA
(problema gi affrontato);
2. SI PUO RAGGIUNGERE ATTRAVERSO IL MERCATO
QUALSIASI DISTRIBUZIONE DELLE UTILITA CHE SI
PRESCELGA?
LA RISPOSTA A QUESTE DUE DOMANDE STA NEI DUE
TEOREMI FONDAMENTALI DELL ECONOMI A DEL
BENESSERE.
8- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
8
I TEOREMI FONDAMENTALI DELLECONOMIA DEL
BENESSERE
PRIMO TEOREMA
IN UN SISTEMA ECONOMICO DI CONCORRENZA PERFETTA,
CON MERCATI COMPLETI, UN EQUILIBRIO CONCORRENZIALE,
SE ESISTE, E UN OTTIMO PARETIANO
SECONDO TEOREMA
SE LE FUNZIONI DI UTILITA E QUELLE DI PRODUZIONE SONO
CONVESSE, CON MERCATI COMPLETI, OGNI POSIZIONE DI
OTTIMO PARETIANO PUO ESSERE REALIZZATA COME
EQUI LI BRI O CONCORRENZI ALE, ATTRAVERSO UNA
APPROPRIATA DISTRIBUZIONE INIZIALE DELLE DOTAZIONI (O
RISORSE) DEGLI INDIVIDUI
SUL PRIMO TEOREMA (E LEQUILIBRIO
CONCORRENZIALE)
SI RICORDI CHE SI HA CONCORRENZA PERFETTA IN
PRESENZA DI:
BENI OMOGENEI
ELEVATA NUMEROSITA DEGLI OPERATORI
ASSENZA DI INTESE O DI ACCORDI TRA DI ESSI
LIBERTA DI INGRESSO E DI USCITA DAL MERCATO
PERFETTA INFORMAZIONE
QUESTE CONDIZIONI ASSICURANO, TRA LALTRO, IL
PREZZO UNICO PER BENI OMOGENEI (ESSENZIALE PER
LEFFICIENZA DELLA CONCORRENZA PERFETTA).
9- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
9
Mercati completi: ipotesi per cui tutto ci da cui dipende
lutllit degli individui pu essere comprato e venduto in
appositi mercati. In particolare escludono la possibilit di
esternalit (rinvio)
LEQUILIBRIO DI CONCORRENZA (WALRASIANO) SI HA
QUANDO IL VETTORE DEI PREZZI PORTA, IN OGNI
MERCATO, DOMANDA E OFFERTA ALLEQUILIBRIO (CIO
VUOL DIRE CHE LE IMPRESE MASSIMIZZANO IL PROFITTO, I
CONSUMATORI LUTILITA E NON VI E ECCESSO DI
DOMANDA, POSITIVO O NEGATIVO).
LEQUILIBRIO E IMPEDITO DA FUNZIONI DI UTILITA O DI
PRODUZIONE NON CONVESSE (IN PARTICOLARE, RENDIMENTI
CRESCENTI DI SCALA, RINVIO).
LEQUILIBRIO PUO
1. NON ESSERE UNICO (MOLTEPLICITA DEI PUNTI DI
EQUILIBRIO)
2. NON ESSERE STABILE
SUL PRIMO TEOREMA
LEGAMI CON LA MANO INVISIBILE DI ADAMO SMITH.
LA PRECISA RISPETTO A :
a. CARATTERISTICHE RICHIESTE AI MERCATI;
b. CRITERIO DI VALUTAZIONE (PARETIANO);
c. LEGAMI TRA MERCATI E RISULTATI.
LIMITI DI REALISMO DEL TEOREMA.
10- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
10
IL SECONDO TEOREMA
PREMESSE DEL TEOREMA:
ESISTE UN SISTEMA CONCORRENZIALE (E VALIDO IL
PRIMO TEOREMA: ASSICURATA LEFFICIENZA);
LE UTILITA FIN ALI DEI SINGOLI INDIVIDUI DIPENDONO
DALLE DISTRIBUZIONI INIZIALI DELLE RISORSE;
QUINDI:
PER OTTENERE LA DISTRIBUZIONE FINALE DI UTILITA CHE SI
DESIDERA E NECESSARIO DISTRIBUIRE OPPORTUNAMENTE
LE RISORSE INIZIALI E POI LASCIAR FARE AL SISTEMA
CONCORRENZIALE (COSI ANCHE LEFFICIENZA SAREBBE
ASSICURATA).
IMPLICAZIONE:
LO STATO DETERMINA LEQUITA (CON LA REDISTRIBUZIONE),
IL MERCATO CONCORRENZIALE DETERMINA LEFFICIENZA.
QUINDI DIVISIONE ISTITUZIONALE DI COMPITI TRA STATO E
MERCATO.
Le utilit finali e le distribuzioni iniziali: precisazione
Le dotazioni iniziali influenzano il reddito dei singoli; il reddito
dei singoli incide sulla loro utilit. Cambiando la distribuzione
delle prime si cambia anche la distribuzione delle seconde.
Formalmente:

y
i
= p
a
w
i
a

U
i
= u y
i
( )
quindi:

w
i
a
U
i

w
i
a
la dotazione della risorsa a di cui dispone il sig. i.
11- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
11
VARIE CRITICHE AL SECONDO TEOREMA
IN PARTICOLARE: LO STATO NON POSSIEDE LE
INFORMAZIONI NECESSARIE PER SVOLGERE IL RUOLO
CHE GLI ASSEGNA IL TEOREMA (DECIDERE LA
DISTRIBUZIONE FINALE DELLE UTILITA)
FALLIMENTI DEL MERCATO
FALLIMENTI DEL MERCATO IN SENSO PROPRIO:
QUANDO PUR NON ESSENDOVI INTERFERENZE
ESTERNE I MERCATI NON POSSONO CONDURRE
ALLOTTIMO PARETIANO.
QUESTI FALLI MENTI SONO DI CARATTERE
MICROECONOMICO.
NEL TESTO SI DA UNA DEFINIZIONE PIU AMPIA DI
FALLIMENTI DEL MERCATO:
INCLUSI ANCHE QUELLI CHE VENGONO CHIAMATI
MACROECONOMICI. QUESTI ULTIMI SI VERIFICANO
ANCHE QUANDO SONO APPARENTEMENTE
SODDI SFATTE LE CONDI ZI ONI ( MI CRO-
ECONOMICHE) DI OTTIMO PARETIANO.
12- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
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FALLIMENTI MICROECONOMICI
CAUSE DELLE VIOLAZIONI DI EFFICIENZA NEI MERCATI:
REGIMI NON CONCORRENZIALI
ESTERNALITA
BENI PUBBLICI
COSTI DI TRANSAZIONE E ASIMMETRIE INFORMATIVE
BENI MERITORI
Fallimenti microeconomici anche come violazione dellequit:
problemi di distribuzione del reddito.
REGIMI NON CONCORRENZIALI: MONOPOLIO
NATURALE
PREMESSA 1:
I MERCATI CONCORRENZIALI REALIZZANO LEFFICIENZA
(ANCHE) PERCHE ASSICURANO PREZZO=COSTO
MARGINALE (TERZA CONDIZIONE DI EFFICIENZA). QUANDO
P>CM SI HA FALLIMENTO DEL MERCATO.
PREMESSA 2:
QUANDO P=CM AVVENGONO TUTTI E SOLTANTO GLI
SCAMBI RECIPROCAMENTE VANTAGGIOSI. AD ESEMPIO:
SE P>CM, VI E ALMENO UN CONSUMATORE DISPOSTO A
PAGARE PER UNULTERIORE UNITA DEL BENE PIU DI
QUANTO COSTI PRODURRE QUESTA UNITA (costo
marginale). QUI NDI P OT RE BBE E S S E RE
RECIPROCAMENTE VANTAGGIOSO PRODURRE E
SCAMBIARE QUESTA UNITA.
13- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
13
IN MONOPOLIO, P>CM. PERCHE?
SI HA MONOPOLIO NATURALE QUANDO LA CAUSA DEL
MONOPOLIO NON E LEGALE MA E CONNESSA ALLE
CARATTERISTICHE DELLA TECNOLOGIA (IN RAPPORTO
ALLAMPIEZZA DEL MERCATO) rendimenti crescenti di
scala (costi medi decrescenti)
LANDAMENTO DECRESCENTE DEI CU DIMOSTRA CHE I
RENDIMENTI DI SCALA SONO CRESCENTI (NEL TRATTO
RILEVANTE DELLA CURVA DI DOMANDA)
IPOTESI: CM= COSTANTE (k) -- COSTO MARGINALE =COSTO
VARIABILE MEDIO. QUINDI:

CU=k +
CF
Q
q
P, CU, CM
CU
CM
D
A B
14- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
14
NEL CASO IN ESAME E PRATICAMENTE IMPOSSIBILE
AVERE SIMULTANEAMENTE:
P=CM e PROFITTI NON NEGATIVI
(ricordare la relazione tra P, CU e profitti)
SE P = CM (= k) ALLORA : CU >P (LA DIFFERENZA E
RAPPRESENTATA DAL COSTO FISSO MEDIO). PERDITE
ASSICURATE IN QUESTE CONDIZIONI.
LA CAUSA STA NEL FATTO CHE I COSTI SONO
DECRESCENTI.
PER EVITARE PERDITE OCCORREREBBE FAR PAGARE AI
CONSUMATORI UN ONERE AGGIUNTIVO CHE COPRA I COSTI
FISSI. QUESTO ONERE DOVREBBE ESSERE IN SOMMA FISSA
(CIOE INDIPENDENTE DALLA QUANTITA ACQUISTATA) PER
EVITARE DISTORSIONI (CHE SI AVREBBERO SE LONERE
EQUIVALESSE AD UN AUMENTO DEL COSTO MARGINALE E
NON AD UNA SPECIE DI TASSA FISSA). MA QUESTO NON E
POSSIBILE (FREE RIDING, AD ESEMPIO).
MERCATI CONTENDIBILI E COSTI DECRESCENTI
UN MERCATO E CONTENDIBILE (CONTESTABLE MARKET)
SE NUOVE IMPRESE POSSONO ENTRARE E USCIRE
LIBERAMENTE E SENZA COSTI DAL MERCATO.
LA LIBERTA DI INGRESSO ASSICURA CHE LE IMPRESE
PRESENTI NEL MERCATO NON POTRANNO OTTENERE
EXTRA-PROFITTI (GLI INGRESSI LI ELIMINERANNO); LA
LIBERTA DI USCITA ASSICURA CHE NON SI RESTERA
IMBOTTIGLIATI NEL MERCATO QUANDO SI VOLESSE
15- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
15
USCIRNE (SUBENDO PERDITE, LA CUI PROSPETTIVA PUO
ANCHE RENDERE NON CONVENIENTE LINGRESSO).
CON ENTRAMBE LE LIBERTA SONO POSSIBILI STRATEGIE HIT
AND RUN (COLPISCI E FUGGI) CHE POSSONO DISCIPLINARE I
MERCATI.
SPESSO VI SONO COSTI A ENTRARE E USCIRE DAI MERCATI
(SUNK COSTS, costi irrecupera bili)
MA ANCHE SE I MERCATI CONTENDIBILI NON VIENE MENO
IL FALLIMENTO DOVUTO AI COSTI DECRESCENTI.
I MERCATI CONTENDIBILI ASSICURANO P=CU (PROFITTI
NULLI, NON P=CM (CONDIZIONE DI EFFICIENZA
PARETIANA).
Un problema simile si pu porre anche con curve di costo
normali a U.
Ipotesi di subadditivit dei costi: il costo medio pi basso
quando sul mercato la quantit offerta proviene da una sola
impresa invece che da 2 o pi imprese.
Q1 Q2
A
0
CU
16- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
16
Se la quantit Q2 viene prodotta da una sola impresa: ingressi nel
mercato (contendibilit) ma se ci sono due imprese (con le stesse
funzioni di costo) che producono la quantit Q2 di equilibrio i costi
totali saranno maggiori. Nel grafico si ipotizza che una impresa
produca OQ1 e laltra OA=Q1Q2. Il costo totale maggiore di quello
che si avrebbe con una sola impresa che producesse OQ2
(confrontare le aree del costo totale).
QUI: NON VI E SPAZIO PER DUE IMPRESE LA SOMMA DEI
COSTI CHE SOPPORTANO DUE IMPRESE PER PRODURRE
UNA DATA QUANTITA COMPLESSIVA E SUPERIORE AL
COSTO CHE SOPPORTEREBBE UNA IMPRESA SE
PRODUCESSE DA SOLA LA QUANTITA COMPLESSIVA -
SUBADDITIVITA DEI COSTI
ALMENO UNA DELLE DUE AVRA PERDITE (IN QUESTO
SENSO NON VI E SPAZIO PER DUE IMPRESE).
LIMITI DEGLI ALTRI PRESUPPOSTI DELLA CONCORRENZA
PERFETTA
1. MOLTEPLICITA DI OPERATORI: E SE VI SONO ACCORDI?
2 . OMOGENEITA DEI PRODOTTI: MA PUBBLICITA E
DIFFERENZIAZIONE?
3 . PERFETTA INFORMAZIONE: MA IGNORANZA E
ASIMMETRIE INFORMATIVE?
17- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
17
MERCATI INCOMPLETI: ESTERNALITA
INCOMPLETEZZA DEI MERCATI DIMOSTRATA DA:
ESTERNALITA
BENI PUBBLICI
ASSENZA DI MERCATI PER COSTI DI TRANSAZIONE E
ASIMMETRIE INFORMATIVE
ESTERNALITA:
NEGATIVA : AZIONE I CUI BENEFICI VENGONO APPROPRIATI DAL
DECISORE MA I CUI COSTI RICADONO (ALMENO IN PARTE) SU
ALTRI.
POSITIVA: AZIONE I CUI COSTI RICADONO SUL DECISORE MA I CUI
BENEFICI VENGONO APPROPRIATI (ALMENO IN PARTE) DA ALTRI.
IN GENERALE: LAZIONE VIENE DECISA SENZA TENERE CONTO
DI TUTTI I SUOI COSTI E/O BENEFICI (PERCHE NON C UN
PREZZO DA PAGARE O RICEVERE PER I COSTI E BENEFICI
ARRECATI AD ALTRI)
LE ESTERNALITA SI MANIFESTANO NELLA PRODUZIONE O NEL
CONSUMO.
ORIGINE DELLE ESTERNALITA
ASSENZA DI DIRITTI DI PROPRIETA INDIVIDUALI SULLE RISORSE
(OGNUNO LE USA NON TENENDO CONTO DEGLI EFFETTI SUGLI
ALTRI)
ATTIVIT DI PRODUZIONE O CONSUMO CONGIUNTO (LATTIVIT DI UN
INDIVIDUO DETERMINA CONGIUNTAMENTE BENI O MALI PER ALTRI:
ESEMPIO, LA FABBRICA CHE INQUINA E COME SE AVESSE OLTRE AL
PROPRIO ANCHE IL PRODOTTO CONGIUNTO DELLINQUINAMENTO)
18- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
18
ESEMPIO DI ESTERNALITA
FUNZIONI DI UTILITA DI BICE E ANDREA:

U
A
=U
A
x
1
A
,x
2
A



U
B
=U
B
x
1
B
,x
2
B
,x
2
A




LUTILITA DI BICE DIPENDE ANCHE (NEGATIVAMENTE, PER
IPOTESI) DAL CONSUMO CHE FA ANDREA DEL BENE 2.
SE CIASCUNO EGUAGLIA IL RAPPORTO TRA I PREZZI DEI
DUE BENI AL PROPRIO SMS NON SI REALIZZA
LEFFICIENZA PARETIANA
ANDREA BICE
Q Ut. Marg. Q Ut. Marg.
BENE
1,A
5 4 BENE
1,B
6 6
BENE2,
A
6 2 BENE
2,B
7 3
BENE
2,A
6 6
PER IPOTESI :

p
1
p
2
=2 . ENTRAMBI EGUAGLIANO QUESTO
RAPPORTO AL PROPRIO SMS. MA A CAUSA
19- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
19
DELLESTERNALITA E ANCORA POSSIBILE UN
MIGLIORAMENTO PARETIANO:
S E A CONSUMA 1 UNITA IN MENO DEL BENE 2:
A PERDE 2 UNITA DI UTILITA; B NE GUADAGNA 6.
SE B CEDE 1 UNITA DEL BENE B AD A:
LUTILITA DI B NEL COMPLESSO RESTA COSTANTE E
QUELLA DI A AUMENTA DI 4 , NEL COMPLESSO
AUMENTA DI 2.
QUESTA E LINEFFICIENZA DA ESTERNALITA. COME SI
VEDE ESSA SPINGE A CONSUMARE TROPPO DEL BENE
CHE GENERA ESTERNALITA.
IMPLICAZIONI DELLE ESTERNALITA:
1. SE NEGATIVE, SI PRODURRA TROPPO DEI BENI CHE
GENERANO ESTERNALITA;
2. SE POSITIVE, SI PRODURRA TROPPO POCO
SI NOTI CHE:
PER AVERE EFFICIENZA OCCORRE CHE ANDREA CONSUMI I
DUE BENI IN MODO TALE CHE

p
1
p
2
>SMS
1,2
A
IL SEGNO DIPENDE DAL FATTO CHE LESTERNALITA E
NEGATIVA .
20- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
20
DISCORSO DEL TUTTO ANALOGO NEL CASO DI
ESTERNALITA DELLA PRODUZIONE.
IN GENERALE: COSTI O BENEFICI SOCIALI DIVERSI DAI
COSTI O BENEFICI PRIVATI DI CHI DECIDE LAZIONE.
SOLUZIONI ALLE ESTERNALITA:
IMPOSTE PIGOUVIANE
REGOLAMENTAZIONE
DIRITTI DI PROPRIETA
TEOREMA DI COASE
IDEA DI FONDO: LASSENZA DI DIRITTI DI PROPRIETA
COME CAUSA DI ESTERNALITA. PER ELIMINARE QUESTE
ULTIME OCCORRE ASSEGNARE QUESTI DIRITTI.
PROPOSIZIONE 1: IN ASSENZA DI COSTI DI TRANSAZIONE
SE VENGONO ASSEGNATI I DIRITTI DI PROPRIETA LE
PARTI TROVERANNO UN ACCORDO CHE ELIMINERA
LESTERNALITA. IL SOGGETTO A CUI SONO ASSEGNATI
QUESTI DIRITTI NON E RILEVANTE PER LEFFICIENZA.
PROPOSIZIONE 2: IN PRESENZA DI COSTI DI TRANSAZIONE
PUO ESSERE NECESSARIO PER RAGGIUNGERE
LEFFICIENZA NON SOLTANTO ASSEGNARE I DIRITTI DI
PROPRIETA MA ANCHE ASSEGNARLI A UNO SPECIFICO
SOGGETTO.
21- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
21
BENI PUBBLICI
CARATTERISTICA PRINCIPALE:
NON RIVALITA NEL CONSUMO
PRODURRE UN BENE PUBBLICO SIGNIFICA PRODURRE UN
BENE DI CUI POSSONO USUFRUIRE PIU PERSONE.
PER QUESTA CARATTERISTICA IL BENE PUBBLICO IN
GENERE NON DETERMINA COSTI VARIABILI (CIOE QUEI
COSTI CHE DIPENDONO DAL NUMERO DI COLORO CHE
FRUISCONO DEL BENE O SERVIZIO) MA SOLTANTO COSTI
FISSI.
LIMPORTANZA CHE ASSUMONO I COSTI FISSI ASSIMILA I
BENI PUBBLICI AL MONOPOLIO NATURALE: E DIFFICILE
AVERE UNA PLURALITA DI OFFERENTI.
ALTRA CARATTERISTICA:
NON ESCLUDIBILITA (O ESCLUDIBILITA MOLTO COSTOSA)
DAL CONSUMO DEL BENE ---- FREE RIDING DEI FRUITORI
(ATTENDONO CHE SI PRODUCA E DI FRUIRNE SENZA PAGARE),
ANNULLAMENTO DEI PROFITTI E NON CONVENIENZA ALLA
PRODUZIONE.
ESEMPI E CLASSIFICAZIONI
DIFESA NAZIONALE, SEGNALI DEI FARI, LUCE DEL
CONDOMI NI O, SEGNALI TELEVI SI VI ( SE NON
ESCLUDIBILI.)
BENI PUBBLICI GLOBALI: CONSEGUENZE CHE RICADONO
SU AREE AMPLISSIME AL LIMITE IL GLOBO (AMBIENTE,
STABILITA FINANZIARIA)
22- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
22
ESEMPIO DI FREE RIDING:
BICE E ANDREA DECIDONO SE ACQUISTARE O NO UN DVD
PLAYER DALCUI USO NESSUNO PUO ESSERE ESCLUSO.
IPOTESI:
PREZZO DI RISERVA DI BICE= 400
PREZZO DI RISERVA DI ANDREA = 400
PREZZO DEL DVD PLAYER= 700
SE ENTRAMBI ACCONSENTONO IL COSTO VIENE DIVISO (350
ognuno)
SE SOLO UNO/A ACCONSENTE, PAGA TUTTO LUI/LEI.
CASI POSSIBILI:
A: Si, B: Si --- SURPLUS DI 50 PER ENTRAMBI
A: SI, B: No -- A: PERDE 300; B: SURPLUS DI 400
E COS VIA
A ACCONSENTE A N O N
ACCONSENTE
B ACCONSENTE 50; 50 -300; 400
B N O N
ACCONSENTE
400; -300 0; 0
COME FINIRA?
STRATEGI A DOMI NANTE PER ENTRAMBI : N O N
ACCONSENTIRE
23- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
23
RISPETTO ALLE RISORSE DI PROPRIETA COMUNE IL
PROBLEMA SI PRESENTA COME TRAGEDIA DELLE
PROPRIETA COMUNI (cio inefficienza dovuta al fatto che
ciascuno usa la risorsa senza tenere conto degli effetti
complessivi delle proprie azioni: esempio automobile di
propriet comune.)
COSTI DI TRANSAZIONE E ASIMMETRIA
INFORMATIVA
COSTI DI TRANSAZIONE:
TUTTI I COSTI CONNESSI ALLO SVOLGIMENTO DELLE
TRANSAZIONI, DIVERSI DAI COSTI DI PRODUZIONE. SI
RIFERISCONO SOPRATTUTTO ALLE TRANSAZIONI CHE SI
SVOLGONO NEL MERCATO.
ASIMMETRIA INFORMATIVA:
SITUAZIONE NELLA QUALE LE DUE PARTI DI UNA
TRANSAZIONE (ES. COMPRATORE E VENDITORE) NON
SONO EGUALMENTE INFORMATE. IN PARTICOLARE: UNA
DELLE DUE POSSIEDE INFORMAZIONI CHE LALTRA
VORREBBE POSSEDERE MA CHE LA PRIMA NON HA ALCUN
INCENTIVO A RIVELARE (CORRETTAMENTE).
24- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
24
IN QUESTI CASI SI PARLA ANCHE DI PROBLEMI DI AGENZIA
(DELEGA). IL SOGGETTO PIU INFORMATO E LAGENTE
(DELEGATO), IL SOGGETTO MENO INFORMATO E IL
PRINCIPALE (DELEGANTE).
LE ASIMMETRIE INFORMATIVE SONO CAUSA DI COSTI DI
TRANSAZIONE E DI INEFFICIENZA.
I PIU NOTI CASI DI FALLIMENTO DEL MERCATO A CAUSA
DELLASIMMETRIA INFORMATIVA SONO:
1. LA SELEZIONE AVVERSA
2. LAZZARDO O RISCHIO MORALE
SELEZIONE AVVERSA
PRESUPPOSTI
LASIMMETRIA INFORMATIVA RIGUARDA UNA CARATTERISTICA
DEL BENE O SERVIZIO OGGETTO DI TRANSAZIONE. SI
MANIFESTA IN GENERALE PRIMA DELLA CONCLUSIONE DEL
CONTRATTO TRA LE PARTI.
MANIFESTAZIONE
LA PARTE MENO INFORMATA TEME DI ACQUISTARE UN BENE O
SERVIZIO CON CARATTERISTICHE NEGATIVE E ATTUA
COMPORTAMENTI DIRETTI A PROTEGGERSI DA QUESTO
RISCHIO
CONSEGUENZE
ALCUNI SCAMBI RECIPROCAMENTE VANTAGGIOSI NON HANNO
LUOGO (INEFFICIENZA PARETIANA)
ESEMPIO: MERCATO AUTO USATE (LEMONS, AKERLOF 1970)
CARATTERI STI CA CHE GENERA ASI MMETRI A
INFORMATIVA: QUALITA
25- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
25
LE AUTO USATE POSSONO ESSERE BUONE O CATTIVE
(LEMONS)
PREZZO DI RISERVA DELLACQUIRENTE PER UNA B: 20
PREZZO DI RISERVA DELLACQUIRENTE PER UNA C: 10
PREZZO DI RISERVA DELLOFFERENTE PER UNA B: 16
PREZZO DI RISERVA DELLOFFERENTE PER UNA C: 8
QUINDI: E EFFICIENTE SCAMBIARE ENTRAMBI I TIPI DI AUTO.
MA: LACQUIRENTE E GRAVATO DA INFORMAZIONE
ASIMMETRICA.
IL PREZZO DI RISERVA PER UNAUTO CHE PUO ESSERE
PER LUI B 0 C SARA COMPRESO TRA 10 E 20 E
DIPENDERA DALLA PROBABILITA CHE EGLI ASSEGNA AI
DUE EVENTI . SUPPONI AMO CHE SI A: 15
(EQUIPROBABILITA).
IN QUESTO CASO NESSUNA B POTRA ESSERE VENDUTA
(IL PREZZO DI RISERVA DEL VENDITORE E MAGGIORE DI
15) E SI SCAMBIERANNO SOLO BIDONI (SELEZI ONE
AVVERSA).
NEL CASO I N CUI I L PREZZO DI RI SERVA
DELLACQUIRENTE PER LE AUTO C FOSSE MINORE DI 8, IL
MERCATO VERREBBE DISTRUTTO MALGRADO GLI
SCAMBI POTENZIALMENTE EFFICIENTI DELLE AUTO B.
ALTRE APPLICAZIONI:
MERCATO ASSI CURATI VO (RI SCHI OSI TA DEGLI
ASSICURATI)
MERCATO DEL CREDITO (RISCHIOSITA DEI PROGETTI DA
FINANZIARE)
MERCATO DEL LAVORO (ABILITA DEI LAVORATORI).
26- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
26
POSSIBILI SOLUZIONI ALLA SELEZIONE AVVERSA
REPUTAZIONE
CERTIFICAZIONE CREDIBILE (REPUTAZIONE DI TERZI)
SEGNALI CREDIBILI
AZZARDO MORALE
PRESUPPOSTI
LASIMMETRIA RIGUARDA IL COMPORTAMENTO DELLAGENTE.
( DOPO LA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO).
MANIFESTAZIONE
LAGENTE SCEGLIE LAZIONE PIU CONVENIENTE,
INDIPENDENTEMENTE DALLIMPEGNO ASSUNTO.
CONSEGUENZE
IL TENTATIVO DI PROTEGGERSI DEL PRINCIPALE PUO
IMPEDIRE SCAMBI RECIPROCAMENTE VANTAGGIOSI.
ESEMPIO: ELUSIONE DELLIMPEGNO DA PARTE DEL LAVORATORE
(SHIRKING).
IL LAVORATORE PUO EROGARE LO SFORZO ALTO O BASSO.
PROTETTO DALLA.I. EGLI EROGHERA LO SFORZO BASSO.
TEMENDO CIO IL PRINCIPALE OFFRE UN SALARIO BASSO.
LAGENTE RIFIUTA E LA TRANSAZIONE NON AVVIENE ANCHE
SE PER LO SFORZO ALTO (CERTO) IL PRINCIPALE
OFFRIREBBE UN SALARIO SUPERIORE AL PREZZO DI
RISERVA DEL LAVORATORE PER QUESTO SFORZO
(INEFFICIENZA)
ALTRE APPLICAZIONI:
MERCATO ASSICURATIVO (PROTEZIONE DAL RISCHIO)
MERCATI MONETARI (PRESTATORI DI ULTIMA ISTANZA)
CONFLITTO MANAGER-AZIONISTI
SOLUZIONI (CHE GENERANO COSTI DI TRANSAZIONE):
27- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
27
I. MONITORAGGIO
II. CONTRATTI INCENTIVANTI (BASATI SUI RISULTATI)
TEOREMA DEL SECONDO OTTIMO
TEOREMA:
QUANDO NON TUTTE LE CONDIZIONI DI OTTIMO POSSONO
ESSERE SODDISFATTE LA SITUAZIONE MIGLIORE NON E
NECESSARIAMENTE QUELLA IN CUI E SODDISFATTO IL
MAGGIOR NUMERO POSSIBILE DELLE ALTRE CONDIZIONI
(CIOE: IL PRIMO TEOREMA NON E ROBUSTO).
ESEMPIO:
PRODUZIONE DI PANE QUANDO CE MONOPOLIO NEI
TRASPORTI.
I. IL MONOPOLIO IMPLICA UN PREZZO PIU ALTO PER I
TRASPORTI
I I . I TRASPORTI SONO UN INPUT NELLA PRODUZIONE
DEL PANE: IL COSTO MARGINALE DEL PANE RISENTE
DEL MONOPOLIO.
I I I . IL BENESSERE SOCIALE POTREBBE ESSERE
MAGGIORE SE LA QUANTITA DI PANE FOSSE TALE
CHE P<CM (CONDIZIONE DI EFFICIENZA VIOLATA).
IV. RAGIONE: OCCORRE EGUAGLIARE IL PREZZO AL
COSTO MARGINALE CHE SI AVREBBE IN CASO DI
CONCORRENZA NEL SETTORE DI TRASPORTI, PER
EVITARE LA DIFFUSIONE AL PANE DELLA
DISTORSIONE DA MONOPOLIO.
28- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
28
QUANDO VIENE VIOLATA UNA CONDIZIONE NON E FACILE
DIRE IN GENERALE QUALE SIA LA SOLUZIONE MIGLIORE
(ANALISI CASO PER CASO)
QUESTO PUO ANCHE IMPLICARE CHE SIANO NECESSARIE
FORME DI COOPERAZIONE TRA DECISORI DIVERSI
(ESEMPIO DELLE DUE AGENZIE GOVERNATIVE).
DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E EQUITA
UNA SITUAZIONE IN CUI MOLTI INDIVIDUI NON HANNO
NULLA POTREBBE ESSERE EFFICIENTE IN SENSO
PARETIANO. LA VIOLAZIONE DI PRINCIPI DI EQUITA
AMPIAMENTE CONDIVISI POTREBBE ESSERE VISTA COME
CAUSA DI FALLIMENTO DEL MERCATO.
EQUITA COME UGUAGLIANZA (NON UNICA ACCEZIONE)
UGUAGLIANZA NELLE OPPORTUNITA O NEL REDDITO?
LA REALIZZAZIONE DI UNA MINORE DISUGUAGLIANZA
HA COSTI?
LIPOTESI DEL TRADE-OFF TRA EFFICIENZA ED EQUITA
(SECCHIO BUCATO)
DISTORSIONE DEGLI INCENTIVI
COSTI AMMINISTRATIVI
LE CRITICHE
LA DISUGUAGLIANZA PUO GENERARE VARI COSTI CONTRARI
ALLEFFICIENZA (MALNUTRIZIONE E PRODUTTIVITA, COSTI
DEL CONFLITTO, ECC.)
29- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
29
LA DISUGUAGLIANZA DI REDDITO E RICCHEZZA TRA PAESI
E ALL I NTERNO DEI PAESI . TENDENZE AL
PEGGIORAMENTO.
RAPPORTO TRA DISUGUAGLIANZA E POVERTA.
POLITICHE REDISTRIBUTIVE:
1. SPESA PUBBLICA PER TRASFERIMENTI
2. TASSAZIONE PROGRESSIVA
3. POLITICA SELETTIVA DEI PREZZI
BENI MERITORI
NON SEMPRE SI PUO CONSIDERARE LINDIVIDUO IL
MIGLIOR GIUDICE DEL SUO BENESSERE. QUANDO
QUESTO AVVIENE POTREBBE ESSERE GIUSTIFICATO IL
PATERNALISMO (IL DECISORE E UN ALTRO)
GIUSTIFICAZIONI DEL PATERNALISMO:
LINDIVIDUO NON HA INFORMAZIONI ESSENZIALI
LINDIVIDUO NON SEGUE UN PROCESSO DECISIONALE
RAZIONALE
ESEMPI:
OBBLIGO SCOLASTICO
OBBLIGO DI ALLACCIARE LE CINTURE DI SICUREZZA
OBBLIGO DI PORTARE IL CASCO
PROIBIZIONISMO
CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI
30- CAP.2 Nuovissimo ordinamento
30
I BENI CHE SONO OGGETTO DI SCELTE PATERNALISTICHE
(GIUSTIFICATE) SONO DETTI MERITORI.
VINCOLI ALLAZIONE INDIVIDUALE GIUSTIFICATI ANCHE
DALLE ESTERNALITA NEGATIVE (DANNI COLLETTIVI
DALLIGNORANZA, RISPETTO ALLOBBLIGO SCOLASTICO;
DANNI AD ALTRI DALLA GUIDA IN STATO DI UBRIACHEZZA,
ECC.). IN ALTRI CASI QUESTO NON SEMBRA POSSIBILE
(CINTURA DI SICUREZZA OBBLIGATORIA O CASCO MA
POTREBBE ESSERVI IL TENTATIVO DI EVITARE SI USARE
LE RISORSE COLLETTIVE DEL SISTEMA SANITARIO).
EFFICIENZA DINAMICA E FORME DI MERCATO
IN RELAZIONE AL MONOPOLIO (O PIU IN GENERALE ALLE
GRANDI IMPRESE) E STATO POSTO (A INIZIARE DA
SCHUMPETER) IL PROBLEMA SE, RISPETTO ALLE
INNOVAZIONI, ESSE NON SIANO Pi EFFICIENTI DELLE
PICCOLE E CHE, QUINDI, LA CONCORRENZA POTREBBE
ESSERE DI OSTACOLO A QUESTA FORMA DI EFFICIENZA
DINAMICA.
DUBBI NON RISOLTI DALLA TEORIA E DALLE ANALISI
EMPIRICHE
COMUNQUE: CRITERI DI VALUTAZIONE DIVERSI (QUI
EFFICIENZA DINAMICA INVECE CHE ALLOCATIVA)
POSSONO PORTARE A CONCLUSIONI DIVERSE SU COSA SI
DA PREFERIRE.
capitolo 3 - 1
FALLIMENTI MACROECONOMICI
SI RICOLLEGANO ALLINSTABILITA DELLE ECONOMIE DI
MERCATO CAPITALISTICHE
INSTABILITA VUOL DIRE:
MANCATA CONVERGENZA DEL SISTEMA VERSO UN
EQUILIBRIO;
PERSISTENZA DELLECONOMIA SU SENTIERI NON OTTIMALI
DAL PUNTO DI VISTA DELLEFFICIENZA E/O DELLEQUITA
NEI FALLIMENTI MACROECONOMICI RIENTRANO:
DISOCCUPAZIONE
INFLAZIONE
SQUILIBRI DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI
SOTTOSVILUPPO
LA TRADIZIONALE TEORIA NON E IN GRADO DI SPIEGARE QUESTI
QUATTRO FENOMENI DELLE ECONOMIE REALI. PERCHE:
TENDE A CONSIDERARE TUTTA LA DISOCCUPAZIONE COME
VOLONTARIA;
E UNA TEORIA DEI PREZZI RELATIVI E NON DEI PREZZI
ASSOLUTI ;
TRASCURA LE RELAZIONI INTERNAZIONALI (ECONOMIE
CHIUSE);
NON SI OCCUPA DI PROBLEMI DINAMICI E DI SVILUPPO.
VI SONO FORMULAZIONI RECENTI DELLA TEORIA NEOCLASSICA
CHE INTRODUCONO IPOTESI NUOVE PER SPIEGARE MOLTI DI
QUESTI FENOMENI MA VI SONO ANCHE TEORIE ALTERNATIVE DI
CARATTERE MACROECONOMICO (RELAZIONI TRA AGGREGATI
PIUTTOSTO CHE ANALISI DEI SINGOLI MERCATI). IL TESTO
PRIVILEGIA QUESTE ULTIME.
capitolo 3 - 2
DISOCCUPAZIONE
EVOLUZIONE DELLA DISOCCUPAZIONE NEI PAESI AVANZATI:
LA GRANDE DEPRESSIONE DEGLI ANNI 30
LO SVILUPPO DEL SECONDO DOPOGUERRA
LA CRISI PETROLIFERA DEL 1973 COME SPARTIACQUE
LE TENDENZE DELLULTIMO DECENNIO
RILEVA NON SOLO IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE (DISOCCUPATI SU
FORZA LAVORO) MA ANCHE IL TASSO DI OCCUPAZIONE (OCCUPATI
SU POPOLAZIONE ATTIVA).
DISOCCUPATI IN SENSO STRETTO SONO COLORO CHE HANNO
PERSO UN POSTO DI LAVORO.
LA DISOCCUPAZIONE E INVOLONTARIA SE:
SI ACCETTA IL SALARIO CORRENTE MA NON SI TROVA LAVORO.
NELLA TEORIA NEOCLASSICA TRADIZIONALE LA DISOCCUPAZIONE
E VOLONTARIA (SI VUOLE UN SALARIO PIU ALTO)
LA DISOCCUPAZIONE GENERA COSTI SOCIALI:
PERDITA DI AUTOSTIMA
DEPERIMENTO DI CAPITALE UMANO (LA PROBABILITA DI
TROVARE UN LAVORO DECRESCE CON LA DURATA DELLA
DISOCCUPAZIONE)
RISCHIO DI POVERTA
PER ALLEVIARE I DANNI CONNESSI ALLA PERDITA DI REDDITO
SPESA SOCIALE PER LA PROTEZIONE DALLA DISOCCUPAZIONE
(AMMORTIZZATORI SOCIALI O POLITICHE PASSIVE DEL LAVORO)
capitolo 3 - 3
IN ITALIA:
INDENNITA DI DISOCCUPAZIONE (BASSISSIMA, DI BREVE
DURATA)
CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI (LIMITATA A FASI DI CRISI
TEMPORANEE DELLE IMPRESE E APPLICABILE SOLO AD
ALCUNI TIPI DI IMPRESE)
INDENNITA DI MOBILITA
PREPENSIONAMENTI
MANCA UNA MISURA UNIVERSALE (CIOE FRUIBILE DA TUTTI) DI
INTEGRAZIONE DEI REDDITI. SI E SPERIMENTATO IN POCHI COMUNI
UNA FORMA DI REDDITO MINIMO DI INSERIMENTO.
INCENTIVI E PROTEZIONE DALLA DISOCCUPAZIONE
MOLTI ECONOMISTI SOSTENGONO CHE LE SPESE PER LA
PROTEZIONE DAI RISCHI DELLE DISOCCUPAZIONE DISINCENTIVANO
LA RICERCA DI LAVORO E ALLA LUNGA ABBASSANO
LOCCUPAZIONE.
DUBBIE VERIFICHE EMPIRICHE. DIPENDE DA COME SONO
DISEGNATE LE FORME DI PROTEZIONE DALLA DISOCCUPAZIONE.
TENDENZE NEI PAESI AVANZATI
FAVORIRE LE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO CHE MIRANO AL
REINSERIMENTO PRODUTTIVO (FORMAZIONE, COUNSELLING, ECC.)
E RAGGIUNGIBILE E DESIDERABILE LA PIENA OCCUPAZIONE?
NON E REALISTICO PENSARE DI OCCUPARE IL 100% DELLA
POPOLAZIONE ATTIVA;
LA PIENA OCCUPAZIONE (O LALTA OCCUPAZIONE) POTREBBE
AVERE EFFETTI NEGATIVI SULLA PRODUTTIVITA (LA
DISOCCUPAZIONE E FATTORE DI DISCIPLINA DEI LAVORATORI).
capitolo 3 - 4
INFLAZIONE
AUMENTO DEL LIVELLO GENERALE DEI PREZZI CHE PROVOCA
PERDITA DEL VALORE DELLA MONETA
TIPI DI INFLAZIONE PER CAUSE IMMEDIATE
DA DOMANDA
ECCESSIVA PRESSIONE SULLE RISORSE DISPONIBILI
FINANZIARIA/CREDITIZIA
DOMANDA ECCESSIVA A CAUSA DI SPESA PUBBLICA
FINANZIATA IN DEFICIT (FINANZIARIA) O CON CREAZIONE DI
MONETA (CREDITIZIA)
DA OFFERTA
SHOCK CHE PROVOCANO RIDUZIONE DI OFFERTA
DA COSTI
TRASFERIMENTO SUI PREZZI DI MAGGIORI COSTI (IN GENERE
VARIABILI)
DA PROFITTI
AUMENTO MARGINI DI PROFITTO IN GENERE CONNESSO A
FORME DI MERCATO NON PERFETTAMENTE CONCORRENZIALI
IMPORTATA
VARI ASPETTI DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI (AFFLUSSI DI
CAPITALE, DEPREZZAMENTO DEL CAMBIO, AUMENTO COSTO
MATERIE PRIME)
INFLAZIONE, COSTI E PROFITTI: IL PRINCIPIO DEL COSTO PIENO

p =
w

1+g
( )
SPESSO LE VARIE CAUSE SONO CONNESSE TRA LORO E
INDISTINGUIBILI
capitolo 3 - 5
TIPI DI INFLAZIONE IN BASE AL RITMO DI CRESCITA DEI PREZZI
STRISCIANTE
MODERATA
GALOPPANTE
IPERINFLAZIONE
INDICATORI DELLINFLAZIONE
DEFLATORE IMPLICITO DEL PIL (O SUOI COMPONENTI)
PREZZI ALLA PRODUZIONE
PREZZI ALLINGROSSO
PREZZI AL CONSUMO
RAPPORTO TRA INFLAZIONE E ANDAMENTO CICLICO
TRADE-OFF CON DISOCCUPAZIONE?
LA STAGFLAZIONE
INFLAZIONE E DISTRIBUZIONE DEL REDDITO
UNA CAUSA DI FONDO DELLINFLAZIONE E IL TENTATIVO DEI
PERCETTORI DI REDDITO DI ACCRESCERE LA PROPRIA QUOTA
DI REDDITO REALE (ESPRESSIONE DI TENSIONI SOCIALI)
INFLAZIONE E REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA
UNA CONSEGUENZA DELLINFLAZIONE PUO ESSERE LA
REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA (DAI CREDITORI AI
DEBITORI, AD ESEMPIO).
RILEVANO: LA CAPACITA DI PREVEDERLA, IL POTERE
NEGOZIALE PER PROTEGGERSI, LE INDICIZZAZIONI (SCALA
MOBILE, RENDIMENTI FINANZIARI INDICIZZATI. MA POSSIBILI
ULTERIORI SPINTE ALLINFLAZIONE).
COSTI DELLINFLAZIONE
MENU COSTS (costi di cambiamento dei prezzi..)
SHOE-LEATHER COSTS (costi connessi alla riduzione delle
scorte liquide mediamente denetute.)
UNINFLAZIONE LIMITATA PUO AVERE EFFETTI BENEFICI (AD
ESEMPIO SULLA PROFITTABILITA DEGLI INVESTIMENTI).
capitolo 3 - 6
TEORIA MONETARISTA E TEORIA KEYNESIANA
PRIMI CONFRONTI
Questioni preliminari:
(Si ricordi che se tutti i risparmi si trasformano automaticamente in
investimenti (indipendentemente dal livello del reddito) allora non vi
sono problemi di domanda: la produzione potr essere quella di piena
occupazione)
TEORIA
NEOCLASSICA/MONETARISTA
TEORIA KEYNESIANA
Il tasso di interesse si determina nel
mercato dei capitali e porta in
equilibrio S ed I (sia S sia I
dipendono da i)
Quindi non vi sono problemi di
domanda (legge di Say) e la
produzione pu essere quella di
piena occupazione (salvo rigidit nei
prezzi e in particolare nel salario
reale)
La Moneta influenza il livello
general e dei prezzi (t e o r i a
quantitativa) ma non i prezzi relativi
(in particolare non il salario reale,
che porta in equilibrio il mercato del
lavoro)
Tutti i prezzi, incluso il salario reale
sono considerati flessibili. Ma se
fossero rigidi questa sarebbe lunica
possibile causa di non piena
occupazione.
Il tasso di interesse non porta in
equilibrio risparmi e investimenti,
poich determinato sul mercato della
moneta.
Qui ndi pu accadere che i n
corrispondenza della produzione di
piena occupazione S>I, cio la
domanda insufficiente (non vale la
legge di Say)
Non vi nessuna ragione per la quale i
sia tale che S=I in corrispondenza del
reddito di piena occupazione.
La moneta influenza il tasso di
i nt eresse ( non vale la teoria
quantitativa)
La non piena occupazione potrebbe
aversi anche con prezzi e salari
flessibili ma si assume di norma che i
salari monetari siano piuttosto rigidi (e
questo aggrava il rischio di non piena
occupazione)
capitolo 3 - 7
TEORIA NEOCLASSICA
Mercato del lavoro: la domanda e lofferta dipendono entrambe dal
salario reale (le imprese domandano il Lavoro che al dato W/P
massimizza il profitto; i lavoratori offrono il lavoro che al dato W/P
massimizza la loro utilit)
LA PRODUZIONE (E QUINDI IL REDDITO) DETERMINATI DALLA
FUNZIONE DI PRODUZIONE, CHE STABILISCE LA PRODUZIONE
CORRISPONDENTE AD OGNI DATO LIVELLO DI OCCUPAZIONE (IL
CAPITALE E DATO NEL BREVE PERIODO)
L
W/P
L*
W/P*
Ld
Ls
L
Y*
L*
capitolo 3 - 8
Mercato dei capitali: risparmi e investimenti dipendono entrambi dal
tasso di interesse (reale) (le imprese confrontano il tasso di ineresse
con la profittabilit degli investimenti; i risparmiatori con la convenienza
a spostare nel tempo i consumi preferenze intertemporali)
la quantita di moneta determina il livello generale dei prezzi attraverso
lequazione quantitativa
MV=PY
V= velocit di circolazione della moneta
Assumendo V costante e Y=Y*, la variazione di M si traduce in
variazione di P . Cio:
P=MV/Y
Interpretata come domanda e offerta di moneta:
Md= kPY
Ms= M*
Equilibrio: P = M*/kY
Coincide con la precedene perch k=1/V
(si noti che il tasso di interesse non svolge alcun ruolo in questo
mercato)
I,S
i
I*,S*
i*
S
I
capitolo 3 - 9
TEORIA KEYNESIANA
Mercato del lavoro: domanda e offerta dipendono anche qui dal salario
reale (ma il salario nominale potrebbe essere rigido: questo vuol dire
che lunico modo per avere un salario reale decrescente quello di
avere prezzi crescenti)
Mercato dei capitali (collegato a quello dei beni): i risparmi dipendono
dal reddito e gli investimenti dal tasso di interesse. Quindi vi sono
combinazioni di i e Y che assicurano S=I (e quindi
Domanda=Produzione o reddito). Tali combinazioni definiscono la curva
IS (decrescente perch.). Si noti in particolare che per avere Y=Y*
occorrer un certo i, ma si realizzer?
Mercato della moneta: la domanda di moneta dipende dal reddito
(motivo della transazioni) ma anche dal tasso di interesse (motivo
speculativo). Lofferta esogena. Quindi avremo combinazioni di i e Y
che portano in equilibrio questo mercato. Tali combinazioni definiscono
la curva LM (crescente perch.). Non detto che al reddito di piena
occupazione corrisponda un i che assicuri lequilibrio tra domanda e
offerta di moneta: ecco il problema di Keynes (v. Y* nel grafico sotto)
Y
i
Y
i
LM
IS
Y*
capitolo 3 - 10
I prezzi, le curve AD e AS
Curva di domanda aggregata (AD): relazione tra Domanda aggregata e
livello generale dei prezzi (simile ma non uguale a quella micro, perch
qui si tiene conto anche del reddito e si impone la condizione che la
domanda aggregata sia uguale al reddito)
Costruzione della AD: si assume che P possa variare nella IS-LM e si
individua coem varia Y di equilibrio.
Se varia P si sposta la LM (perch varia lofferta reale di moneta) e
quindi varia Y. La Ad si costruisce associando ad ogni P il nuovo Y.
Se p dimnuisce da p a p, la domanda aggregata si espande da Y a Y
(e cade anche il tasso di interesse)
Si ricordi che il tasso di interesse considerato quello reale (quindi se
cambiano i prezzi non cambiano gli investimenti perch si assume che
vari il tasso nominale in modo da lasciare invariato quello reale)
Y
i
Y
i
LM (p)
IS
Y
LM (p)
capitolo 3 - 11
Curva di offerta aggregata (AS): relazione tra produzioen decisa dalle
imprese e livello generale dei prezzi (per un dato salario monetario)
Costruzione della AS: dalla domanda di lavoro delle imprese (che
equivale alle decisioni di produzione) sappiamo che se questa cresce se
il salario reale cade. Ma se dato il salario nominale, il salario reale cade
solo se i prezzi aumentano. Quindi al crescere di P lofferta aggregata
aumenta.
AD e AS: il caso generale
Cosa accade alle due curve se:
il salario nominale cresce (decresce)?
La quantit di moneta cresce (decresce)?
La propensione al risparmio cresce (decresce)?
Y
p
Y
p
AS
AD
capitolo 3 - 12
La curva AS e la piena occupazione
Cosa occorrerebbe per avere piena occupazione?
Potrebbe essere sufficiente la flessibilit dei salari monetari sul mercato
del lavoro (che dovrebbero ridursi in caso di disoccupazione?)
Y
p
Y
p
AS
AD
capitolo 3 - 13
Gli effetti della riduzione del salario sul mercato del lavoro
Tesi standard: in caso di disoccupazione la riduzione del salario reale
ristabilisce la piena occupazione.
Tesi keynesiana: la riduzione del salario reale (e monetario) ha effetti
incerti sulla domanda aggregata:
sui consumi: possono essere negativi. Effetti distributivi: se cade
il salario reale, crescono i profitti. E se la propensione al consumo
dei percettori di salario pi alta di quella dei percettori di profitto
il consumo pu cadere a parit di reddito complessivo.
sugli investimenti: forse positivi su i (riduzione della domanda di
moneta indotta dalla riduzione dei redditi nominali); dubbi su
propensione ad investire (si possono ad esempio attendere
ulteriori riduzioni dei salari e quindi rimandare gli investimenti per
accedere a maggiori profitti).ma se il problema la riduzione del
tasso di interesse allora si pu operare direttamente con la
politica monetaria
sulle esportazioni (se siamo in economia aperta) : dipende da
cosa accade negli altri paesi (competitivit)
Inoltre: salari e prezzi calanti possono accrescere il valore reale dei
debiti delle imprese e favorire fallimenti (debt-deflation)
UN CONFRONTO TRA LE TEORIE
NEOCLASSICI KEYNESIANI
AUMENTO M Cresce P, cresce W,
W/P invariato, Y e L
invariati, i invariato.
Cade i, cresce I (e AD),
cresce P, cade W/P
(cresce AS). Y e L
aumentano.
Aumento risparmio Irrilevante Cade domanda, P
cadono, W/P cresce,
cade offerta
Aumento PML Aumenta domanda
lavoro e aumenta
occupazione
Dipende
Si noti: inefficacia della politica monetaria nel modello neoclassico. Vale
anche per la politica fiscale (spiazzamento, rinvio)
capitolo 3 - 14
TEORIA MONETARISTA (FRIEDMAN) E DELLA NUOVA
MACROECONOMIA CLASSICA
EQUILIBRIO OTTIMALE GRAZIE ALLE SPONTANEE FORZE
DEL MERCATO: QUESTE DETERMINANO IL TASSO
NATURALE DI INTERESSE E IL TASSO NATURALE DI
DISOCCUPAZIONE
CONTESTO I STI TUZI ONALE I RRI LEVANTE
(NATURALISMO)
VIGE LA LEGGE DI SAY (NON ESISTONO PROBLEMI DI
DOMANDA).
TRASCURATE LE DIFFERENZE TRA GLI INDIVIDUI
(IPOTESI DELLAGENTE RAPPRESENTATIVO).
COSTI DI TRANSAZIONE ASSENTI, MERCATI COMPLETI.
SOSTANZI ALE I RRI LEVANZA DELL I NCERTEZZA
(COINCIDENZA DI BREVE E LUNGO PERIODO)
INTERVENTO PUBBLICO INUTILE SE NON DANNOSO
CERCARE DI AUMENTARE LOCCUPAZIONE SIGNIFICA
CREARE I NFLAZI ONE SENZA EFFFETTI
SULLOCCUPAZIONE (NO TRADE-OFF)
IN PARTICOLARE: LAUMENTO DELLOFFERTA DI MONETA SI
TRADUCE SOLO IN PREZZI CRESCENTI (INFLAZIONE) QUINDI
FRIEDMAN RACCOMANDA DI SEGUIRE UNA REGOLA PRECISA: FAR
CRESCERE LOFFERTA DI MONETA ALLO STESSO TASSO AL QUALE
CRESCE IL REDDITO REALE (REGOLE SEMPLICE DELLA POLITICA
MONETARI A). IN BASE ALLA TEORIA QUANTITATIVA QUESTO
ASSICUREREBBE PREZZI COSTANTI.
TEORIA DI KEYNES E DEI KEYNESIANI
I PREZZI NON SONO IN GRADO (VISCOSI) DI ASSICURARE
LEQUILIBRIO DEL SISTEMA
LE CAUSE SONO MOLTEPLICI (CONFLITTI DISTRIBUTIVI,
NON COORDINAMENTO DI RISPARMI E INVESTIMENTI,
INCERTEZZA)
LE ISTITUZIONI CONTANO E MOLTE GRANDEZZE
ECONOMICHE HANNO VALORI CONVENZIONALI (TASSO
DI INTERESSE, AD ESEMPIO)
LINTERVENTO PUBBLICO PUO ESSERE NECESSARIO
PER ACCRESCERE LOCCUPAZIONE
IL TENTATIVO DI ACCRESCERE LOCCUPAZIONE PUO
GENERARE INFLAZIONE (TRADE OFF, CURVA DI
PHILLIPS)
capitolo 3 - 15
INFLAZIONE, DISOCCUPAZIONE E ASPETTATIVE
Cosa accade al livello generale dei prezzi se si cerca di ridurre il tasso di
disoccupazione?
Curva di Phillips originaria:
relazione tra tasso di aumento dei salari monetari e tasso di
disoccupazione.
Pi basso il tasso di disoccupazione, maggiore il tasso di aumento dei
salari monetari.
Collegamento con normale funzionamento del mercato del lavoro:
meno disoccupazione, pi domanda di lavoro, pi pressione sui salari
nominali. Lintroduzione del tasso di variazione significa che
consideriamo come cambi il salario in un determinato periodo di tempo
in seguito alla variazione della disoccupazione.
Curva di Phillips derivata:
relazione tra tasso di aumento dei prezzi e tasso di disoccupazione.
Si ottiene dalla curva originaria considerando che i salari sono costi
Quindi se la disoccupazione diminuisce i salari aumentano a un tasso
superiore, i costi per le imprese aumentano a tassi superiori e i prezzi si
adegueranno (ricordare la formula del mark up)
Il ruolo delle aspettative
I PREZZI CRESCONO A UN TASSO CHE DIPENDE DALLAUMENTO DEI
SALARI, MA I SALARI CRESCONO A UN TASSO CHE DIPENDE ANCHE
DALLE ASPETTATIVE CHE I LAVORATORI HANNO SULLAUMENTO
FUTURO DEI PREZZI (ALTRIMENTI VORREBBE DIRE CHE QUANDO
CONTRATTANO IL SALARIO MONETARIO NON SI PREOCCUPANO DEL
SUO POTERE DACQUISTO). PERTANTO:
PER OGNI DATO TASSO DI DISOCCUPAZIONE LINFLAZIONE SARA
MAGGIORE SE E Pi ELEVATA LINFLAZIONE ATTESA.
capitolo 3 - 16
LE CURVE PIU ESTERNE RIFLETTONO ASPETTATIVE DI INFLAZIONE
PIU ELEVATE, QUINDI TASSI DI AUMENTO DEI SALARI PIU ELEVATI A
PARITA DI U, E QUINDI TASSI DI INFLAZIONE EFFETTIVA PIU ELEVATI
A PARITA DI U. DATA LINFLAZIONE ATTESA QUELLA EFFETTIVA
DIPENDE DAL TASSO DI DISOCCUPAZIONE.
LA RIDUZIONE DELLA DISOCCUPAZIONE E LE ASPETTATIVE
Supponiamo di partire da una situazione in cui linflazione al 3%, i
lavoratori si attendono esattamente questa inflazione e pertanto i salari
nominali crescono anchessi al 3% (il che vuol dire che i salari reali sono
costanti). Supponiamo anche che il tasso di disoccupazione sia del 5%.
Il governo decida di ridurre la disoccupazione e, a questo scopo,
aumenta lofferta di moneta. Ne segue un aumento di inflazione (come
previsto dalla curva di Phillips) poniamo al 4%. I lavoratori vedono le
loro aspettative non verificate e sperimentano una riduzione di salario
reale. Proprio questa riduzione induce le imprese a aumentare
loccupazione. MA PERCHE CIO AVVENGA LE ASPETTATIVE DEI
LAVORATORI DEVONO RIVELARSI ERRATE. SE FOSSERO STATE
CORRETTE IL SALARIO REALE NON SAREBBE DIMINUITO E LE
IMPRESE NON AVREBBERO AUMENTATO LA DOMANDA DI LAVORO.
Quando i lavoratori rivedono le loro aspettative al rialzo, il salario reale
aumenta e si torna alla situazione precedente.
U
TASSO DI
AUMENTO DI
P
U
p
P
P
capitolo 3 - 17
QUINDI:
SE LE ASPETTATIVE SONO REALIZZATE NON E POSSIBILE RIDURRE
LA DISOCCUPAZIONE
CON ASPETTATIVE REALIZZATE LA CURVA DI PHILLIPS E, PER I
NEOCLASSICI, UNA RETTA VERTICALE IN CORRISPONDENZA DEL
TASSO NATURALE DI DISOCCUPAZIONE (SOSTANZIALMENTE:
EQUILIBRIO SUL MERCATO DEL LAVORO).
SIGNIFICATO: LA DISOCCUPAZIONE SARA QUELLA NATURALE
LINFLAZIONE POTRA ESSERE QUALUNQUE, MA SARA
PERFETTAMENTE PREVISTA E QUINDI CON SALARI CHE SI
ADEGUANO AD ESSA.
QUESTO AVVIENE NEL LUNGO PERIODO CON ASPETTATIVE
ADATTIVE (FRIEDMAN) O IMMEDIATAMENTE CON ASPETTATIVE
RAZIONALI (LUCAS E NMC).
LE PRIME PRESUPPONGONO APPRENDIMENTO SULLA BASE
DELLESPERIENZA CHE RICHEIDE TEMPO
U
TASSO DI
AUMENTO DI
P
U*
p
P
P
capitolo 3 - 18
LE SECONDE ASSUMONO, INVECE, CHE OGNI INFORMAZIONE SIA
UTILIZZATA E QUINDI IN MEDIA NON SI COMMETTANO ERRORI.
LIPOTESI DI ASPETTATIVE RAZIONALI PUO ESSERE
CRITICATA:
GLI INDIVIDUI NON SONO COSI RAZIONALI
IL MODELLO DELLECONOMIA POTREBBE ESSERE
DIVERSO DA QUELLO CHE PREVEDE IL TASSO
NATURALE DI OCCUPAZIONE COME UNICO EQUILIBRIO E
GLI INDIVIDUI POTREBBERO BASARSI SU DI ESSO
CON ASPETTATIVE RAZIONALI E IPOTESI DI EQUILIBRIO SUL
MERCATO DEL LAVORO CON TASSO NATURALE LA POLITICA
ECONOMICA NON HA EFFETTI, NEANCHE NEL BREVE TERMINE
(ASPETTATIVE SEMPRE REALIZZATE)
ESEMPIO CON VARIAZIONE DELLOFFERTA DI MONETA
Y
p
Y1
P2
AS1
AD1
AD0
AS0
P0
Y0
P1
capitolo 3 - 19
RECENTI SPIEGAZIONI DELLA DISOCCUPAZIONE
IPOTESI DEI SALARI DI EFFICIENZA (STIGLITZ E ALTRI)
AL CRESCERE DEL SALARIO CRESCE LA PRODUTTIVITA DEL
LAVORATORE PERCHE DIVENTA MENO CONVENIENTE
ELUDERE GLI I MPEGNI ASSUNTI RI SCHI ANDO I L
LICENZIAMENTO. SE MOLTE IMPRESE AUMENTANO IL SALARIO
A QUESTO SCOPO POTREBBE DERIVARNE DISOCCUPAZIONE A
CAUSA DEGLI ELEVATI SALARI
MODELLI INSIDER-OUTSIDER (LINDBECK, SNOWER)
I SALARI SONO ALTI A CAUSA DEL COMPORTAMENTO DEI
LAVORATORI GIA OCCUPATI (INSIDERS) CHE POSSONO
CHIEDERE SALARI PIU ELEVATI DEGLI OUTSIDERS PERCHE
QUESTI NON SONO ADDESTRATI E PERCHEGLI INSIDER SONO
INDISPENSABILI PER ADDESTRARLI.
NE SEGUE UNA RIDOTTA CONCORRENZA TRA OCCUPATI E
DISOCCUPATI E UN BASSO TURNOVER NELLOCCUPAZIONE.
QUESTO PUO CONDURRE A DISOCCUPAZIONE DI LUNGA
DURATA CHE RIDUCE NOTEVOLMENTE LE POSSIBILITA DI
TROVARE UNA NUOVA OCCUPAZIONE.
LA DISOCCUPAZIONE DI LUNGA DURATA DA LUOGO A
ISTERESI (CIOE A UN COMPORTAMENTO ASIMMETRICO DELLA
DISOCCUPAZIONE RISPETTO AL CICLO ECONOMICO).
IPOTESI DELLE COMPLEMENTARITA STRATEGICHE (COOPER,
JOHN)
VI SONO COMPLEMENTARITA STRATEGICHE QUANDO
UNAZIONE E CONVENIENTE PER CHI LA COMPIE SOLTANTO
SE ANCHE ALTRI SIMULTANEAMENTE SEGUONO LO STESSO
COMPORTAMENTO. AD ESEMPIO: UNIMPRESA POTREBBE
TROVARE NON CONVENIENTE ESPANDERSI DA SOLA, MA SE
MOLTE IMPRESE SI ESPANDONO OGNUNA POTREBBE TRARRE
VANTAGGIO DAL FATTO CHE CON LESPANSIONE DELLE
ALTRE CRESCE IL MERCATO PER I PROPRI PRODOTTI. QUINDI
IN ASSENZA DI COORDINAMENTO NESSUNA IMPRESA VUOLE
ESPANDERSI E PUO AVERSI DISOCCUPAZIONE.
capitolo 3 - 20
SQUILIBRI DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI
LA BDP CONTABILIZZA TUTTE LE TRANSAZIONI ECONOMICHE
TRA RESIDENTI E NON RESIDENTI (ESBORSI E INTROITI DI
VALUTE ESTERE)
CON LINGRESSO NELLUEM (1999) TRE CONTI NELLA BDP
1. CONTO CORRENTE (BILANCIA COMMERCIALE + PARTITE
INVISIBILI)
ESPORTAZIONI E IMPORTAZIONI DI BENI; TRASFERIMENTI
UNILATERALI
2. CONTO CAPITALE
OPERAZIONI COMMERCIALI E TRASFERIMENTI ATTIVITA
INVESTIMENTO (ATTIVITA INTANGIBILI, BREVETTI, CONTRIBUTI
PER ACQUISTO ATTREZZATURE)
3. CONTO FINANZIARIO
MOVIMENTI DI CAPITALE: INVESTIMENTI DIRETTI, DI
PORTAFOGLIO, DERIVATI, ALTRI INVESTIMENTI + VARIAZIONI
DELLE RISERVE UFFICIALI (DA TENERE DISTINTE)
1 + 2 = SALDO DEL MOVIMENTO DEI BENI
3 SENZA MOVIMENTI NELLE RISERVE = MOVIMENTI DI CAPITALE
IN ASSENZA DI ERRORI IL SALDO DEI TRE CONTI E NULLO (LA
VARIAZIONE NELLE RISERVE COMPENSA AUTOMATICAMENTE)
IN PRECEDENZA LA BDP AVEVA DUE SOLI CONTI: PARTITE
CORRENTI (1+2) E MOVIMENTI DI CAPITALE ( 3 MENO
VARIAZIONE RISERVE)
LA VARIAZIONE NELLE RISERVE INFLUENZA LA BASE
MONETARIA (MONETA NAZIONALE). QUANDO LE RISERVE
VARIANO VUOL DIRE CHE CE UNO SQUILIBRIO NEI CONTI CON
LESTERO.
capitolo 3 - 21
COLLEGAMENTO TRA CONTO CORRENTE E MOVIMENTI DEI
CAPITALI:
SE LE ESPORTAZIONI ECCEDONO LE IMPORTAZIONI VUOL DIRE
CHE LA DOMANDA INTERNA E MINORE DEL PRODOTTO
(REDDITO) INTERNO. QUESTO IMPLICA CHE I RISPARMI SONO
SUPERIORI AGLI INVESTIMENTI. QUINDI UNA PARTE DI
RISPARMIO DEVE TROVARE SBOCCO ALLESTERO: PER
QUESTO SI GENERA UN DEFLUSSO DI CAPITALI.
TASSO DI INTERESSE E AFFLUSSO DI CAPITALI ESTERI (CON
EFFETTI FUTURI NEGATIVI PER IL PAGAMENTO DI INTERESSI A
NON RESIDENTI)
CONSEGUENZE DELLUNIFICAZIONI MONETARIA DI DUE O PIU
PAESI
FORMALMENTE NON SI CONTABILIZZANO PIU GLI SCAMBI TRA
PAESI. MA GLI SQUILIBRI REALI (DOVUTI AL DIVERSO RITMO
DI SVILUPPO) POSSONO AGGRAVARSI PERCHE VIENE MENO
LA POSSIBILITA DI EFFETTUARE AGGIUSTAMENTI
ATTRAVERSO LA SVALUTAZIONE DEL CAMBIO.
capitolo 3 - 22
CRESCITA E SVILUPPO
CRESCITA (AUMENTO DEL REDDITO) SVI LUPPO
(MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE)
PUO ESSERVI CRESCITA SENZA SVILUPPO.
IL REDDITO NON E UN BUON INDICE DI SVILUPPO.
SVILUPPO ANCHE COME AMPLIAMENTO DELLE CAPACITA
(CAPABILITIES SEN)
LE NAZIONI UNITE USANO LINDICE DI SVILUPPO UMANO (ISU)
COMPOSTO DI TRE ELEMENTI:
LONGEVITA (SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA)
CONOSCENZA (ALFABETIZZAZIONE E ANNI DI SCOLARITA)
STANDARD DI VITA (LOGARITMO DEL REDDITO PRO-CAPITE
IN PPP)
LA CLASSIFICA DEI PAESI BASANDOSI SOLO SUL REDDITO O
PRO-CAPITE SULLISU E MOLTO DIVERSA.
NEL 1998 AL PRIMO POSTO PER LISU CERA IL CANADA CHE
ERA AL NONO PER REDDITO.
LITALIA PASSANDO ALLISU SALE DAL 19 AL 16; GLI EMIRATI
ARABI SCENDONO MOLTO; CUBA SALE MOLTO; IL SUD AFRICA
SCENDE MOLTISSIMO, ECC.
CRESCITA, OCCUPAZIONE E REDDITO: IL REDDITO POTENZIALE
(OKUN)
QUELLO OTTENIBILE CON IL PIENOUTILIZZO DELLE RISORSE
FISICHE ED UMANE. E UN TRAGUARDO MOBILE.

Y =N
Y =
N
FL
FL
POP
POP
dove:
N
FL
=1
DIS
FL
=1tasso di disoccupazione
SI NOTA IN PARTICOLARE CHE IL REDDITO PUO CRESCERE A
PARITA DI TASSO DI DISOCCUPAZIONE (NELLAPPROPRIATO
PERIODO DI TEMPO)
capitolo 4- 1
LA TEORIA NORMATIVA DELLA POLITICA
ECONOMICA
ANALISI DEL RUOLO DELLOPERATORE PUBBLICO
COSA DOVREBBE FARE
COSA REALMENTE FA (capitolo successivo- fallimenti del
non mercato)
LA PROGRAMMAZIONE
PROGRAMMARE VUOLE DIRE:
ADOTTARE DECISIONI COORDINATE E COERENTI
IL COORDINAMENTO E COMPLICATO DA
DISPONIBILITA DI STRUMENTI DIVERSI PER CONSEGUIRE GLI
STESSI OBIETTIVI. LA DIVERSITA RIGUARDA LEFFICACIA, LA
RAPIDITA DEGLI EFFETTI E LA PRESENZA DI VINCOLI AL LORO
USO
MOLTEPLICITA DI OBIETTIVI INFLUENZATI DA OGNI STRUMENTO
PROBLEMI DI COERENZA TEMPORALE
UN PROGRAMMA SI COMPONE DI: OBIETTIVI, STRUMENTI,
MODELLO DI ANALISI
OBIETTIVO = TRAGUARDO DI POLITICA ECONOMICA
STRUMENTO= LEVA A DISPOSIZIONE DEI POLICY MAKERS PER
RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO
MODELLO DI ANALISI = SPECIFICA LE RELAZIONI TRA VARIABILI
capitolo 4- 2
UN ESEMPIO DI PROGRAMMAZIONE
OBIETTIVO:
RAGGIUNGERE UN CERTO LIVELLO DI OCCUPAZIONE: N=N*
STRUMENTO:
LA SPESA PUBBLICA
MODELLO DI ANALISI DI TIPO KEYNESIANO:

Y =N
Y =C+A
C=cY
A= SPESA AUTONOMA (INVESTIMENTI, SPESA PUBBLICA,
ESPORTAZIONI). QUI: I+G
DOPO SOSTITUZIONI, RISOLVIAMO PER N (LOBIETTIVO):

N=
1

1
1c
( )
A
CIOE:

N=
1

1
1c
( )
I
_
+G








RISOLVENDO PER G (LO STRUMENTO) E FISSANDO N =N*:

G*= 1c ( )N*
[ ]
I
_
QUESTO E IL LIVELLO AL QUALE FISSARE G PER OTTENERE
LOBIETTIVO DESIDERATO
capitolo 4- 3
MODALITA DI FISSAZIONE DEGLI OBIETTIVI
QUATTRO METODI:
OBIETTIVI FISSI
PRIORITA
OBIETTIVI FLESSIBILI CON S.M.S. VARIABILE
OBIETTIVI FLESSIBILI CON S.M.S. COSTANTE
OBIETTIVI FISSI:
ATTRIBUIRE VALORI PREDETERMINATI ALLE VARIABILI-OBIETTIVO
SE GLI OBIETTIVI SONO PIU DI UNO OCCORRE ESSERE CERTI CHE
SIANO ENTRAMBI RAGGIUNGIBILI
ESEMPI: REDDITO IN DUE AREE DEL PAESE CON DIVERSI LIVELLI DI
SVILUPPO (DUE BENI); INFLAZIONE-DISOCCUPAZIONE (DUE MALI)
PRIORITA
IN PRESENZA DI PIU OBIETTIVI E NELLINCERTEZZA DI POTERLI
RAGGIUNGERE TUTTI SI FISSA PRIORITARIAMENTE IL LIVELLO DI UN
OBIETTIVO (GLI ALTRI LIVELLI SI ADEGUERANNO).
ESEMPIO RIFERITO AL REDDITO DELLE DUE AREE GEOGRAFICHE: SI
FISSA PRIORITARIAMENTE IL LIVELLO DI REDDITO DELLAREA
ARRETRATA
OBIETTIVI FLESSIBILI CON S.M.S. VARIABILE
SI TRATTA DI MASSIMIZZARE UNA FUNZIONE DEL BENESSERE
SOCIALE IN CUI GLI OBIETTIVI SONO GLI ARGOMENTI. SI AMMETTE
CHE IL SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE TRA GLI OBIETTIVI
POSSA VARIARE (DIPENDERA DAL GRADO DI CONSEGUIMENTO DI
CIASCUN OBIETTIVO). SIMILARITA CON CURVE DI INDIFFERENZA.
IL VINCOLO SONO LE COMBINAZIONI POSSIBILI (RAGGIUNGIBILI) DEI
DUE OBIETTIVI.
capitolo 4- 4
IL CASO DI DUE BENI
IN BLUE: IL VINCOLO, IN NERO VARIE CURVE DI ISOBENESSERE
IL CASO DI DUE MALI
SIAMO IN PRESENZA DI DUE MAL I (I NFLAZI ONE E
DISOCCUPAZIONE) E DELLIPOTESI CHE IL S.M.S. SIA COSTANTE E
PARI A b/a. ESSENDO MALI CONVIENE SPOSTARSI VERSO
LORIGINE.
N.B.: IL MODELLO DI ANALISI CI DICE QUALI COMBINAZIONI DEI DUE
MALI SONO POSSIBILI (EQUIVALENTE DELLA FRONTIERA DELLE
POSSIBILIT DI PRODUZIONE- ESEMPIO: CURVA DI PHILLIPS)
IN BLUE: IL VINCOLO, IN NERO VARIE CURVE DI ISOBENESSERE
INFLAZIONE
DISOCCUPAZIONE
capitolo 4- 5
OBIETTIVI FLESSIBILI CON S.M.S. COSTANTE
SI TRATTA DI MASSIMIZZARE UNA FUNZIONE DEL BENESSERE
SOCIALE IN CUI GLI OBIETTIVI SONO GLI ARGOMENTI. IL SAGGIO
MARGINALE DI SOSTITUZIONE TRA GLI OBIETTIVI E COSTANTE:
LINCREMENTO DI BENESSERE DERIVANTE DAL CONSEGUIMENTO IN
MAGGIOR MISURA DI UN CERTO OBIETTIVO E INDIPENDENTE DAL
GRADO DI CONSEGUIMENTO DELLOBIETTIVO STESSO (v. SOTTO
INDICE DI MALESSERE).
ESEMPIO DI FBS CON S.M.S. COSTANTE E DUE MALI

W=a p
.
+bu
INFLAZIONE
DISOCCUPAZIONE
capitolo 4- 6
INDICE DI MALESSERE DI OKUN
SE NELLA PRECEDENTE FBS SI ASSUME: a=b=1 SI OTTIENE QUESTO
INDICE CHE E LA SEMPLICE SOMMA DEL TASSO DI INFLAZIONE E
DEL TASSO DI DISOCCUPAZIONE
LIMITI DELLINDICE:
METTE SULLO STESSO PI ANO I NFLAZI ONE E
DISOCCUPAZIONE (UGUALI PESI)
UN PUNTO IN MENO DI INFLAZIONE VALE SEMPRE UN
PUNTO IN PIU DI DISOCCUPAZIONE (S.M.S COSTANTE)
GLI STRUMENTI DELLA POLITICA ECONOMICA
UNA VARIABILE E UNO STRUMENTO SE:
E CONTROLLABILE DA PARTE DEI POLICY MAKERS
POSSONO ESSERCI LIMITI DI VARIA NATURA ALLUSO DI
ALCUNI STRUMENTI. ESEMPIO: MAASTRICHT, PATTO DI
STABILITA
E EFFICACE RISPETTO ALLOBIETTIVO (DERIVATA NON NULLA
DELLOBIETTIVO RISPETTO ALLO STRUMENTO)
DUE STRUMENTI CHE HANNO LA STESSA EFFICACIA SU TUTTI GLI
OBIETTIVI SONO IN REALTA UN SOLO STRUMENTO (NON SONO
SEPARABILI).
N.B.: ALCUNI STRUMENTI POSSONO AVERE VALORE IN SE (IN UN
CERTO SENSO DIVENTANO ESSI STESSI OBIETTIVI)
capitolo 4- 7
CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI
POLITICHE QUANTITATIVE
MODIFICA DEL VALORE DI UNO STRUMENTO
POLITICHE QUALITATIVE
INTRODUZIONE DI UN NUOVO STRUMENTO (O ELIMINAZIONE)
CON MODIFICHE MARGINALI AL SISTEMA
POLITICHE DI RIFORMA
INTRODUZIONE DI UN NUOVO STRUMENTO (O ELIMINAZIONE)
CON MODIFICHE SOSTANZIALI AL SISTEMA
MISURE DI CONTROLLO DIRETTO
I MPONGONO DETERMI NATI COMPORTAMENTI :
REGOLAMENTAZIONE, CONTINGENTAMENTO, ECC.
MISURE DI CONTROLLO INDIRETTO
INCENTIVANO DETERMINATI COMPORTAMENTI : POLITICA
FISCALE, POLITICA MONETARIA, TASSO DI CAMBIO
MISURE DISCREZIONALI
DECISE DISCREZIONALMENTE DAI POLITICI
REGOLE AUTOMATICHE
GLI INTERVENTI SONO PREDETERMINATI. ESEMPIO: REGOLA
FRIEDMANIANA SULLAUMENTO DELLOFFERTA DI MONETA;
STABILIZZATORI AUTOMATICI (SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE,
IMPOSIZIONE PROGRESSIVA)
LE REGOLE AUTOMATICHE POSSONO RENDERE PIU CELERE
LINTERVENTO MA POSSONO CAUSARE ERRORI. LE REGOLE
AUTOMATICHE SONO PREFERITE DA CHI RITIENE CHE I
POLI TI CI FARANNO CATTI VO USO DELLA LORO
DISCREZIONALITA ( FALLIMENTI DEL NON MERCATO).
ESEMPIO DI REGOLE AUTOMATICHE: STABILIZZATORI
AUTOMATICI (DEL CICLO). INCLUDONO, TRA GLI ALTRI, I
SISTEMI DI TASSAZIONE PROGRESSIVI
capitolo 4- 8
IL MODELLO
MODELLO IN FORMA STRUTTURALE:
PRESENTA LE CONNESSIONI TRA LE VARIABILI
NEL PRECEDENTE ESEMPIO IL MODELLO STRUTTURALE ERA:

Y =N
Y =C+A
C=cY
IL MODELLO IN FORMA STRUTTURALE SI COMPONE DI EQUAZIONI DI
VARIO TIPO (vedi testo par. 4.5.1)
INDIVIDUANDO LE VARIABILI OBIETTIVO (FISSE O FLESSIBILI) E LE
VARIABILI-STRUMENTO IL MODELLO DI TRASFORMA IN UN MODELLO
DI DECISIONE
LE VARIABILI SI DISTINGUONO IN
ESOGENE:
INFLUENZANO ALTRE VARIABILI MA NON NE SONO
INFLUENZATE (NEL NOSTRO ESEMPIO: c, I,G). SI DISTINGUONO
A LORO VOLTA IN DATI (NELLESEMPIO c, I) E IN
STRUMENTI (NELLESEMPIO: G).
ENDOGENE:
SONO INFLUENZATE DA ALTRE VARIABILI (POSSONO A LORO
VOLTA INFLUENZARNE ALTRE). SI DISTINGUONO A LORO
VOLTA IN OBIETTIVI (NELLESEMPIO N) E IN VARIABILI
IRRILEVANTI (NELLESEMPIO: C,Y).
NEL MODELLO IN FORMA STRUTTUALE LE VARIABILI ENDOGENE (y)
SONO ESPRESSE IN FUNZIONE DI ALTRE VARIABILI ENDOGENE E
DELLE VARIABILI ESOGENE (x), CIOE:

y= f y,x
( )
capitolo 4- 9
IL MODELLO IN FORMA RIDOTTA CON OBIETTIVI FISSI
SI OTTIENE DAL MODELLO IN FORMA STRUTTURALE ELIMINANDO
PER SOSTITUZIONE LE VARIABILI IRRILEVANTI GIUNGENDO AD
ESPRIMERE OGNI OBIETTIVO IN FUNZIONE DELLE SOLE VARIABILI
ESOGENE (VI SARANNO TANTE EQUAZIONI IN F.R. QUANTI SONO GLI
OBIETTIVI).
NEL NOSTRO ESEMPIO:

N=
1

1
1c
( )
I
_
+G








PIU IN GENERALE SE ABBIAMO DUE OBIETTIVI E DUE STRUMENTI:

y
1
;y
2
=OBIETTIVI

x
1
;x
2
=STRUMENTI
IL MODELLO IN FORMA RIDOTTA SARA:

y
1
= f
1
x
1
,x
2




y
2
= f
2
x
1
,x
2




IL MODELLO IN FORMA RIDOTTA INVERTITA CON OBIETTIVI
FISSI
SI OTTIENE DAL MODELLO IN FORMA RIDOTTA ESPRIMENDO GLI
STRUMENTI IN FUNZIONE DEGLI OBIETTIVI (CON UN SOLO
OBIETTIVO E LA FUNZIONE INVERSA).
capitolo 4- 10
FORMA RIDOTTA INVERTITA NEL NOSTRO ESEMPIO:

G= 1c ( )N
[ ]
I
_
PIU IN GENERALE:

x
1
=
1
y
1
,y
2




x
2
=
2
y
1
,y
2




UNA VOLTA FISSATI I VALORI DEGLI OBIETTIVI SI PUO RISOLVERE IL
PROBLEMA. FORMALMENTE:

x
1
=
1
y
1
_
,y
2
_








x
2
=
2
y
1
_
,y
2
_








REGOLA AUREA DELLA POLITICA ECONOMICA
CON OBIETTIVI FISSI IL NUMERO DEGLI STRUMENTI DEVE ESSERE
ALMENO PARI A QUELLO DEGLI OBIETTIVI (SCATURISCE DAL FATTO
CHE GLI OBIETTIVI SONO PARI AL NUMERO DI EQUAZIONI E GLI
STRUMENTI SONO LE INCOGNITE, NELLA F.R.).
SI NOTI CHE, IN GENERALE:
UNO STRUMENTO INFLUENZA PIU OBIETTIVI
PER RAGGIUNGERE MOLTI OBIETTIVI OCCORRONO MOLTI
STRUMENTI
capitolo 4- 11
IL MODELLO IN FORMA RIDOTTA CON OBIETTIVI FLESSIBILI
SI TRATTA DI:

max W=f y
1
;y
2
[
\
|

)
j
|
|
|
|
|
|
CON I VINCOLI:

y
1
= f
1
x
1
,x
2




y
2
= f
2
x
1
,x
2




IN QUESTO CASO NON SI APPLICA LA REGOLA AUREA MA SE GLI
STRUMENTI SONO IN NUMERO INFERIORE AGLI OBIETTIVI IL
MASSIMO BENESSERE RAGGIUNGIBILE SARA MINORE.
ANCHE IN UN CONTESTO DINAMICO CON OBIETTIVI FISSI IL
PROBLEMA DEL NUMERO DI STRUMENTI E DEL NUMERO DI OBIETTIVI
SI PONE DIVERSAMENTE: LADATTAMENTO POTREBBE ESSERE
RAPPRESENTATO DAL PROCRASTI NARE I L TEMPO DI
CONSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI (IL TEMPO CONSENTE, QUINDI,
UN AGGIUSTAMENTO).
CRITICA DI LUCAS AL MODELLO CLASSICO DI
POLITICA ECONOMICA
LUCAS: SI TRASCURA LEFFETTO CHE LE SCELTE DI POLITICA
ECONOMI CA POSSONO AVERE SULLE FUNZI ONI DI
COMPORTAMENTO DEI SINGOLI, E NON SOLTANTO SUI
COMPORTAMENTI. ESEMPIO:
LA TASSAZIONE RIDUCENDO IL REDDITO DISPONIBILE MODIFICA IL
CONSUMO (CAMBIA IL COMPORTAMENTO A PARIT DI FUNZIONE)
LA TASSAZIONE O ALTRO INTERVENTO PUBBLICO MODIFICA LA
PROPENSIONE A CONSUMARE (CAMBIA LA FUNZIONE DI
COMPORTAMENTO O, ANCHE, CAMBIANO I PARAMETRI DEL
MODELLO PER EFFETTI DELLAZIONE PUBBLICA)
CIOE: LA FORMA DEL MODELLO STRUTTURALE NON E
INDIPENDENTE DALLE DECISIONI POLITICHE. QUESTE SARANNO
ERRATE SE TRASCURANO QUESTO ASPETTO.
capitolo 4- 12
INCOERENZA TEMPORALE
ARGOMENTO A FAVORE DELLAUTOMATISMO E DELLE REGOLE
CONTRO LA DISCREZIONALITA (Kydland-Prescott 1977).
BASATO SU UNO SCHEMA DI INTERAZIONE STRATEGICA TRA POLICY
MAKERS E AGENTI ECONOMICI.
IL PROBLEMA:
al tempo 0 il governo dichiara che seguir una determinata
linea di condotta e gli agenti scelgono la propria azione
basandosi su tale dichiarazione;
al tempo 1, se gli agenti hanno creduto al governo, ottimale
una condotta diversa da quella promessa (coerenza temporale);
prevedendo tutto ci gli agenti (dotati di aspettative razionali)
scelgono le proprie azioni assumendo che il governo non
rispetter il proprio impegno;
da cio scaturiscono risultati subottimali.
Se il governo fosse vincolato da una regola fissa questo non
potrebbe accadere.
E temporalmente coerente non rispettare limpegno (per
ottimizzare i risultati del periodo) ma ci non ottimale
intertemporalmente.
capitolo 4- 13
Inflazione, disoccupazione e incoerenza temporale
CP1: E UNA CURVA DI PHILLIPS COSTRUITA NELLIPOTESI DI
ASPETTATIVE DI INFLAZIONE NULLA
U* : E IL TASSO NATURALE DI DISOCCUPAZIONE
CP2: E UNA CURVA DI PHILLIPS COSTRUIRE SU ASPETTATIVE DI
INFLAZIONE POSITIVA
SE IL GOVERNO ANNUNCIA INFLAZIONE ZERO ED E CREDUTO VALE
LA CP1. MA CON CP1 PER IL GOVERNO E OTTIMALE B, OVE
LINFLAZIONE EFFETTIVA E POSITIVA. QUINDI LE ASPETTATIVE DI
INFLAZIONE DIVENTANO POSITIVE E VALE LA CP2, CON LA QUALE
LOTTIMO E IN C (STESSA DISOCCUPAZIONE INIZIALE E INFLAZIONE
MAGGIORE).
E EVIDENTE CHE C E PEGGIO DI A CHE E PEGGIO DI B.
SE IL GOVERNO FOSSE OBBLIGATO A RISPETTARE INFLAZIONE
ZERO DOPO LANNUNCIO SI FINIREBBE IN A, QUINDI MEGLIO CHE IN
C (ESITO DELLA DISCREZIONALITA).
U*
C
A
B
inflazione
disoccupazione
CP1
CP2
capitolo 4- 14
VIE DI USCITA : LA BANCA CENTRALE
CONSERVATRICE
SUPPONIAMO CHE LA BANCA CENTRALE NON ATTRIBUISCA ALCUN
VALORE ALLA DISOCCUPAZIONE: LE SUE CURVE DI
ISOBENESSERE SARANNO RETTE ORIZZONTALI. CHIAMIAMO
QUESTA BANCA CONSERVATRICE
IN QUESTO CASO NON CONVIENE CREARE INFLAZIONE PER
RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE E QUINDI UN PUNTO COME B NON E
MEGLIO RISPETTO AD A. NON VI INCORENZA TEMPORALE.
IN QUESTO CASO NON OCCORRONO REGOLE
RAPPORTO CON LINDIPENDENZA DELLA BANCA CENTRALE
EUROPEA
U*
C
A
B
inflazione
disoccupazione
CP1
CP2
capitolo 5-1
FALLIMENTI DEL NON MERCATO
NELLA TEORIA NORMATIVA DELLA POLITICA ECONOMICA IL POLICY
MAKER MIRA A REALIZZA IL BENESSERE SOCIALE. NON PERSEGUE
INTERESSI PROPRI NE PERSEGUE GLI INTERESSI DI INDIVIDUI
SINGOLI O ASSOCIATI.
CRITICHE:
I POLICY MAKERS RISENTONO DEGLI INTERESSI DI GRUPPI DI INDIVIDUI
I POLICY MAKERS HANNO INTERESSI PROPRI
LAGGREGAZIONE DEGLI INTERESSI
NELLA REALTA SI ASSISTE A MOLTEPLICI FORME DI
AGGREGAZIONE DEGLI INTERESSI INDIVIDUALI:
GRUPPI DI INTERESSE (LOBBYING)
CARTELLI
SINDACATI
PARTITI
ASSOCIAZIONE DEI CONSUMATORI, ECC.
A CAUSA DELLA LORO AZIONE LA FUNZIONE DEL BENESSERE
SOCIALE CESSA DI ESSERE UNO STRUMENTO NEUTRO.
ESSI INFLUENZANO
LA SCELTA DEGLI OBIETTIVI E DEI I PESI DA ATTRIBUIRE LORO
LA SCELTA DEGLI STRUMENTI
N.B. ALCUNI OBIETTIVI SONO DI INTERESSE GENERALE, ALTRI NO. COMUNQUE
POSSONO ESSERVI INTERESSI DIVERSI SUL MODO DI PERSEGUIRE CIASCUNO
DI ESSI
capitolo 5-2
I GRUPPI MANIFESTANO LA LORO PRESSIONE SUI PUBBLICI POTERI
ATTRAVERSO:
IL VOTO (PACCHETTI DI VOTI)
LE RELAZIONI PERSONALI
LA CORRUZIONE (ESPLICITA O IMPLICITA)
CRUCIALE LA NOZIONE DI POTERE, ESTRANEA ALLANALISI ECONOMICA
TRADIZIONALE .
NUOVE SCUOLE: LA (NEW) POLITICAL ECONOMY, LA SCUOLA DELLE SCELTE
PUBBLICHE (PUBLIC CHOICE
I POLICY MAKERS
I POLITICI (ELETTI, DEFINISCONO GLI OBIETTIVI DELLAZIONE PUBBLICA)
I BUROCRATI REALIZZANO LE LINEE DI AZIONE FISSATE DAI POLITICI
ENTRAMBI SONO AGENTI (PROBLEMI DI INCENTIVO)
GLI INTERESSI DEI POLITICI ED IL CICLO POLITICO-
ECONOMICO
ALLA BASE DEL CICLO ECONOMICO POSSONO ESSERVI LE SCELTE
(AUTOINTERESSATE) DEI POLITICI
ANTICIPATORE: KALECKI (IN UNOTTICA DIVERSA)
MODELLO ELETTORALE : NORDHAUS (1975)
MODELLO DI NORDHAUS
IPOTESI:
I POLITICI AMBISCONO ALLA PROPRIA RIELEZIONE
GLI ELETTORI HANNO POCA MEMORIA E SONO MIOPI
IL GOVERNO E IN GRADO DI CONTROLLARE LECONOMIA NEL BREVE
PERIODO (MA POTREBBERO ESSERVI CONTRACCOLPI NEL LUNGO PERIODO)
TESI:
I POLITICI IN PROSSIMITA DELLE ELEZIONI ADOTTANO MISURE ESPANSIVE
PER MASSIMIZZARE LA LORO PROBABILITA DI RIELEZIONE. MA QUESTO
GENERA EFFETTI NEGATIVI NEL PIU LUNGO TERMINE.
capitolo 5-3
VERIFICHE EMPIRICHE:
MANCA CHIARA EVIDENZA DELLE IPOTIZZATE MANOVRE PRE-ELETTORALI
SPIEGAZIONI PIU PROBABILI:
I POLITICI NON SONO IN GRADO DI CONTROLLARE LECONOMIA
IN ALCUNI CASI POTREBBERO RITENERE GIA SUFFICIENTE IL
CONSENSO DEGLI ELETTORI
IN ALTRI CASI POTREBBERO CONSIDERARE GLI ELETTORI NE MIOPI
NE CON LA MEMORIA CORTA.
N.B. NON OGNI MANOVRA PRE-ELETTORALE E STRUMENTALE. AD ESEMPIO:
LABBASSAMENTO DELLE IMPOSTE PUO AVERE LA FUNZIONE DI RIDURRE LE
ASIMMETRIE INFORMATIVE TRA ELETTORI E POLITICI.
MODELLO ALTERNATIVO LA TEORIA PARTIGIANA DEL CICLO
POLITICO-ECONOMICO:
IL CICLO DIPENDE DALLALTERNANZA AL GOVERNO DI PARTITI CON OBIETTIVI
DIVERSI (ALMENO NEI PESI) O CON DIVERSE TEORIE DEL FUNZIONAMENTO
DELLECONOMIA.
(POTREBBE AVERSI UNA REGOLA DI POLITICA ECONOMICA CONDIVISA CHE
ELIMINI LE INEFFICIENZE DEL CICLO ECONOMICO? ).
U*
C
A
B
inflazione
disoccupazione
CP1
CP2
capitolo 5-4
LA BUROCRAZIA
ANCHE I BUROCRATI POSSONO PERSEGUIRE INTERESSI PERSONALI.
INEFFICIENZA E ASIMMETRIA INFORMATIVA SUI COSTI (NISKANEN)
I BUROCRATI MASSIMIZZANO LA DIMENSIONE DELLUFFICIO GRAZIE ANCHE
AL VANTAGGIO INFORMATIVO SUI COSTI NEI CONFRONTI DEI POLITICI (CON I
QUALI CE MONOPOLIO BILATERALE). CRITICA: IL BUDGET E DATO, QUINDI AL
CRESCERE DELLE DIMENSIONI DELLUFFICIO DIMINUISCONO LE
REMUNERAZIONI DEI BUROCRATI.
ALTRE CAUSE DI INEFFICIENZA:
DIFFICOLTA DI MISURARE I RISULTATI;
MOLTEPLICITA DEGLI OBIETTIVI;
PRIVILEGIO ALLA QUALITA (COMPORTAMENTO TECNICI) INVECE CHE
AI COSTI;
DIFFERENZE TRA BUROCRAZIA PUBBLICA E PRIVATA
RISULTATI EMPIRICI INCERTI MA APPARENTE LEGGERA MIGLIORE
PERFORMANCE DELLE BUROCRAZIE PRIVATE
PER REALIZZARE LEFFICIENZA NELLA BUROCRAZIA PUBBLICA:
NEL FISSARE I COMPITI DEI BUROCRATI, TENERE CONTO DELLE CAPACITA
DI ELABORAZIONE DELLE INFORMAZIONI ;
ASSICURARSI CHE IL BUROCRATE SVOLGA EFFETTIVAMENTE IL PROPRIO
COMPITO (PROBLEMA DEL MORAL HAZARD O DELLO SHIRKING)
A QUESTO RIGUARDO DUE STRADE:
FISSARE RIGIDE PROCEDURE AMMINISTRATIVE
PREVEDERE INCENTIVI DI VARIA NATURA
IN OGNI CASO, LA PRESENZA DI PROBLEMI DI AGENZIA RENDE DIFFICILE CHE
VENGA RAGGIUNTA LEFFICIENZA DI FIRST BEST.
capitolo 5-5
GRUPPI SOCIALI E POLITICA ECONOMICA
IN UNA SOCIETA CON GRUPPI SOCIALI CHE PERSEGUONO INTERESSI DIVERSI E
DIFFICILE INDIVIDUARE LA VOLONTA DEL POPOLO.
IN UNA SIMILE SOCIETA IL RUOLO DEL GOVERNO POTRA AVERE ALTRE
FUNZIONI. AD ESEMPIO: INTERVENTI SU ALCUNI FALLIMENTI DELLA
DISTRIBUZIONE (IN TAL CASO: GIUSTIFICATO CHE SE NE AVVANTAGGINO
MAGGIORMENTE ALCUNI GRUPPI)
OGNI AZIONE PUBBLICA HA EFFETTI DIVERSIFICATI SUI VARI GRUPPI SOCIALI. E
QUESTI EFFETTI SARANNO TANTO PIU DIVERSIFICATI QUANTO MENO COESA E
LA SOCIETA.
FALLIMENTI DEL MERCATO E FALLIMENTI DELLO STATO
I FALLIMENTI DELLO STATO RICOLLEGATI SOPRATTUTTO A:
SPRECHI;
CALCOLI ERRATI;
PREVALENZA DI INTERESSI SETTORIALI
QUESTI FALLIMENTI (VERI E PRESUNTI) HANNO CONTRIBUITO ALLA
RIPRESA DI FIDUCIA NEL MERCATO, INIZIATA NEGLI ANNI OTTANTA,
ASSIEME A SVILUPPI TEORICI DI VARIA NATURA:
COASE (DIRITTI DI PROPRIETA E SUPERAMENTO DEI FALLIMENTI DEL
MERCATO)
SIMON (RAZIONALITA LIMITATA E LIMITI DELLA RAZIONALITA DEI POLITICI)
SCUOLA DELLA PUBLIC CHOICE (PERSEGUIMENTO DI INTERESSI PERSONALI
DEI POLITIC E DEI BUROCRATI)
LIMITI DELLE POLITICHE MACRO KEYNESIANE (->MONETARISMO)
CONFRONTO TRA FALLIMENTI DEL MERCATO E DELLO STATO
ELEMENTO COMUNE: RISCHIO MORALE.
QUESTIONE DI GRADO?
FATTORI CHE DETERMINANO IL RISCHIO MORALE:
MISURABILITA DEGLI OBIETTIVI
ESTENSIONE DEI RAPPORTI DI AGENZIA
RUOLO DELLE ISTITUZIONI COMPLEMENTARI
capitolo 5-6
NEL PUBBLICO:
GLI OBIETTIVI NON SEMPRE SONO PIU DIFFICILMENTE MISURABILI;
SPESSO SONO NUMEROSI PROBLEMA DI MULTIDIMENSIONALITA
(COME COMBINARE LE VARIE DIMENSIONI?);
LA CATENA DELLE DELEGHE SPESSO E PIU LUNGA (ELETTORI,
POLITICI, BUROCRATI, ECC.)
LE ISTITUZIONI COMPLEMENTARI NON CREANO DIFFERENZE
SISTEMATICHE (FUNZIONANO POCO ANCHE NEL PRIVATO)
IN CONCLUSIONE:
IL RISCHIO DI INEFFICIENZA DA AZZARDO MORALE E FORSE MAGGIORE NELLA
BUROCRAZIA PUBBLICA MA CON OPPORTUNE REGOLE ED INCENTIVI PUO
ESSERE MOLTO CONTENUTO.
DECENTRAMENTO DELLE FUNZIONI
INDIVIDUAZIONE DEGLI ORGANI AI QUALI AFFIDARE LE NECESSARIE
FUNZIONI. PUO AVERSI:
DECENTRAMENTO VERTICALE (AZIONE SVOLTA DA UN SOGGETTO
SU TUTTO IL TERRITORIO: AUTHORITY)
DECENTRAMENTO ORIZZONTALE (AZIONE SVOLTA DA PIU
SOGGETTI DIFFERENZIATI TERRITORIALMENTE -STATO FEDERALE
E FEDERALISMO FISCALE).
FEDERALISMO
GIUSTIFICAZIONI DEL FEDERALISMO FISCALE
BENI PUBBLICI LOCALI (ISTRUZIONE, SANITA, ECC.)
COMPETIZIONE TRA CIRCOSCRIZIONI (TEORIA DI TIEBOUT)
CRITICHE AL FEDERALISMO FISCALE
OSTACOLI ALLA COMPETIZIONE TRA CIRCOSCRIZIONI
RISCHIO DI GARA AL RIBASSO
capitolo 5-7
AUTORITA INDIPENDENTI
Istituzioni che appartengono alla pubblica amministrazione che si caratterizzano per
la loro notevole autonomia rispetto ad altri organi amministrativi.
In base alle loro funzioni si distinguono in:
AUTORITA GARANTI
GARANTISCONO INTERESSI DI RILEVANZA COSTITUZIONALE E HANNO
PRINCIPALMENTE LO SCOPO DI FAR RISPETTARE ALCUNE REGOLE.
ESEMPIO: AUTORITA GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
(ANTITRUST)
AUTORITA CON FUNZIONI DI VIGILANZA
SVOLGONO FUNZIONI DI CONTROLLO IN SPECIFICI MERCATI CHE PUR
ESSENDO CONCORRENZIALI SONO DI PARTICOLARE DELICATEZZA.
ESEMPIO: BANCA DITALIA E CONSOB (MERCATO DEL CREDITO E
FINANZIARIO, RISPETTIVAMENTE)
AUTORITA DI REGOLAMENTAZIONE
REGOLAMENTANO MERCATI IN CUI NON VIGONO CONDIZIONI
CONCORRENZIALI. NORMALMENTE SI TRATTA DI MERCATI INTERESSATI
DA PRIVATIZZAZIONI, QUINDI RELATIVI A SERVIZI PUBBLICI (GAS,
ELETTRICITA,TELECOMUNICAZIONI)
ORIGINI E PROBLEMI
LE AUTHORITIES, PRESENTI DA TEMPO IN USA E GB, SI SONO
DIFFUSE IN ITALIA DA CRICA 15 ANNI IN SEGUITO AL
RIDIMENSIONAMENTO E ALLA RIFORMULAZIONE DEL RUOLO DELLO
STATO NELLECONOMIA. IN PARTICOLARE: PRIVATIZZAZIONI E
DECENTRAMENTO DEL POTERE AMMINISTRATIVO.
COMPORTANO IL RISCHIO DEL TRASFERIMENTO DI UN POTERE
NOTEVOLE AI TECNOCRATI (CONFLITTO CON LA DEMOCRAZIA?).
capitolo 6 - 1
LA POLITICA MICROECONOMICA I
LA POLITICA MICROECONOMICA MIRA A REALIZZARE
OBIETTIVI DI EFFICIENZA ED EQUITA OPERANDO (A
SECONDA DEI CASI) PER:
ASSICURARE ESISTENZA E FUNZIONAMENTO DEI
MERCATI
CORREGGERE I FALLIMENTI DEL MERCATO
CORREGGERE LA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E
FORNIRE I BENI MERITORI
GARANZIA DEL MERCATO: LO STATO MINIMALE
SECONDO LIMPOSTAZIONE DELLO STATO MINIMALE
(NOZICK) LO STATO DEVE LIMITARSI AD ALCUNI COMPITI:
ATTRIBUZIONE DIRITTI, DIFESA, GIUSTIZIA.
ANCHE QUESTE MINIME ATTIVITA COMPORTANO COSTI: I
COSTI DEI DIRITTI (FINANZIATI CON TASSAZIONE)
PER IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO E ESSENZIALE
LATTRIBUZIONE DIRITTI DI PROPRIETA (E IL LORO
RISPETTO )
I DIRITTI DI PROPRIETA (D.P.) HANNO RILEVANZA PER
EFFICIENZA (COASE) MA ANCHE PER EQUITA (EFFETTI
DISTRIBUTIVI).
SPECIFICA AREA DI RILEVANZA PER I D.P.: GOVERNO
SOCIETARIO DELLIMPRESA O CORPORATE GOVERNANCE
(POTERI DI AZIONISTI DI MAGGIORANZA, DI MINORANZA E
MANAGERS)
capitolo 6 - 2
I D.P, POTERI E INCENTIVI: I DIRITTI DI PROPRIETA INCIDONO
SULLE REMUNERAZIONI E QUINDI DOVREBBERO ESSERE TALI
DA FAVORIRE LIMPEGNO DA CUI DIPENDE IL SUCCESSO
DELLIMPRESA. ESEMPIO: INCENTIVI ALLINVESTIMENTO IN
CAPITALE UMANO
TRASFERIMENTO DEI D.P.: RUOLO DI FINANZA E CREDITO
IL CONFLITTO AZIONISTI MANAGERS: DIRITTI DI PROPRIETA E
ISTITUZIONI COMPLEMENTARI :
STRUMENTI CONTRATTUALI
PATTI DI SINDACATO E ACCORDI DI VOTO
RELAZIONI FIDUCIARIE
DISCIPLINA DEL MERCATO DEL CONTROLLO SOCIETARIO
IL MERCATO DEL CONTROLLO SOCIETARIO E IL
MECCANISMO DEL TAKEOVER PER SOSTITUIRE I
MANAGERS.
IMPORTANZA DELLE INFORMAZIONI E DELLE MODALITA DI
CONCESSIONE DEI PRESTITI AI POTENZIALI ACQUIRENTI (SE
NON DISPONGONO DELLA NECESSARIA LIQUIDITA)
INCENTIVI E DISINCENTIVI
INCENTIVI E DISINCENTIVI SONO: LE IMPOSTE (POSITIVE O
NEGATIVE E I SUSSIDI).
SERVONO A ALTERARE I COMPORTAMENTI PER FAVORIRE
LA REALIZZAZIONE DELLEFFICIENZA O DELLEQUITA.
ESEMPI DI SUSSIDIAZIONE DELLE IMPRESE:
CREDITO DI IMPOSTA;
CONTRIBUTO IN CONTO INTERESSI
CONTRIBUTO IN CONTO CAPITALE
POSSIBILE TRASLAZIONE DELLE IMPOSTE: DIFFERENZA
TRA SOGGETTO PERCOSSO E INCISO.
capitolo 6 - 3
POLITICHE DELLA DOMANDA PUBBLICA
RIGUARDA LA SPESA CORRENTE O IN CONTO CAPITALE
(PER ACQUISTO DI BENI O SERVIZI)
OBIETTIVI:
FUNZIONAMENTO APPARATO PRODUTTIVO E PRODUZIONE
DI SERVIZI PUBBLICI
SOSTEGNO A SETTORI PRODUTTIVI (P OL I T I CA
INDUSTRIALE)
CONTROLLO DOMANDA GLOBALE (POLITICA ANTICICLICA
MACROECONOMICA)
LA REGOLAMENTAZIONE
SI RIFERISCE AL CONTROLLO DIRETTO DELLO STATO (O
ALTRO ENTE PUBBLICO) SUL COMPORTAMENTO DEGLI
OPERATORI PRIVATI. RIGUARDA SIA LATTIVITA
LEGISLATIVA CHE QUELLA AMMINISTRATIVA. HA SPECIFICI
AMBITI DI APPLICAZIONE.
OBIETTIVI:
FAVORIRE INNOVAZIONE
DIFESA E DISCIPLINA DELLA CONCORRENZA
CONTROLLO ESTERNALITA (NEGATIVE E POSITIVE)
FORME DELLA REGOLAMENTAZIONE:
PRODOTTI DELLINGEGNO (DIRITTI DAUTORE, BREVETTI)
AMBIENTE
ENTRATA NEI MERCATI E CONCORRENZA EFFETTIVA
STRUTTURA DEL MERCATO ( LEGI SLAZI ONE
ANTIMONOPOLISTICA)
TARIFFE E PREZZI
INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI E QUALITA DEI
PRODOTTI
IMPORTAZIONI E ESPORTAZIONI (CONTINGENTAMENTO)
capitolo 6 - 4
RISCHI DELLA REGOLAMENTAZIONE: FAVORIRE INTERESSI
SEZIONALI
TARIFFE A FAVORE DEI PRODUTTORI INVECE CHE DEI
CONSUMATORI
DIRITTI DAUTORE CHE OSTACOLANO LA DIFFUSIONE
DELLA CONOSCENZA
LICENZE E PROTEZIONE DALLA CONCORRENZA
REGOLAMENTAZIONE DELLA CONCORRENZA
LA CONCORRENZA NEI MERCATI PUO ESSERE:
POTENZIALE (CONTENDIBILITA)
EFFETTIVA
POLITICHE PER LA CONTENDIBILITA:
RIMUOVERE OSTACOLI A ENTRATA E USCITA DAL
MERCATO
CONTROLLARE LE ATTIVITA STRATEGICHE DELLE IMPRESE
PROBLEMA: DIFFICILE AZZERARE I COSTI IRRECUPERABILI.
POLITICHE PER LA CONCORRENZA EFFETTIVA:
(a) SUDDIVIDERE IL MONOPOLIO (BELL, 1982 MICROSOFT)
IL MONOPOLISTA VIENE COSTRETTO A DIVIDERSI IN PIU
IMPRESE INDIPENDENTI.
PROBLEMA: LE IMPRESE IN CUI SI DIVIDE IL MONOPOLIO
POSSONO AVERE COSTI MEDI PIU ELEVATI (SUBADDITIVITA).
(b) CONCORRENZA PER IL MERCATO (FRANCHISING)
IL MONOPOLISTA SARA COLUI CHE OFFRE DI PIU IN UNASTA
(ESEMPIO: LICENZE UMTS).
OBI ET T I VO: FAR PAGARE ANTI CI PATAMENTE AL
MONOPOLISTA UNA SOMMA IL PIU POSSIBILE VICINA ALLA
RENDITA CHE OTTERRA.
P ROBL E MI : RISCHIO DI COLLUSIONE; RISCHIO DI
SCORAGGIAMENTO DEI POTENZIALI PARTECIPANTI.
capitolo 6 - 5
LA LEGISLAZIONE ANTIMONOPOLISTICA
OBIETTIVI:
TUTELARE LA LIBERTA ECONOMICA;
CONTROLLARE IL POTERE ECONOMICO E POLITICO;
ACCRESCERE LEFFICIENZA ALLOCATIVA
RISPETTO ALLEFFICIENZA ALLOCATIVA:
EVI TARE ACCORDI O I NTESE TRA I MPRESE
OLIGOPOLISTICHE;
EVITARE ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE;
EVITARE FUSIONI O ACQUISIZIONI DI CONTROLLO (TAKE
OVER) CHE RIDUCANO LA CONCORRENZA
LA LEGISLAZIONE ANTIMONOPOLISTICA PUO INFLUIRE
SULLA STRUTTURA ECONOMICA O SULLA CONDOTTA
DELLIMPRESA.
COLPIRE LA POSIZIONE DOMINANTE DI PER SE (CAPACITA DI
PRATICARE PREZZI SUPERIORI AI COSTI MARGINALI) O IL SUO
SFRUTTAMENTO DA PARTE DELLIMPRESA?
COME SI CONCRETIZZA LO SFRUTTAMENTO O ABUSO DI
POSIZIONE DOMINANTE?
CREATA ERIGENDO BARRIERE STRATEGICHE ALLENTRATA
COSTITUENDO CAPACITA PRODUTTIVA IN ECCESSO
USO ILLECITO DELLA POSIZIONE DOMINANTE (CONTRATTI
VINCOLANTI E ALTRE CONDIZIONI CONTRATTUALI NON
GIUSTIFICATE)
PRATICHE DISCRIMINATORIE (PREZZI DISCRIMINATI, AD
ESEMPIO)
UNA QUESTIONE DI FONDO:
LEGISLAZIONE ANTIMONOPOLITICA E ATTIVIT INNOVATIVA
DELLE IMPRESE. POSSIBILE CONFLITTO?
capitolo 6 - 6
CONTROLLO DEI PREZZI
OBIETTIVI
FISSARE PREZZI MINIMI (SE SI CERCA DI PROTEGGERE I
REDDITI)
FISSARE PREZZI MASSIMI (POLITICA ANTI MONOPOLISTICA)
NON E ALTERNATI VA ALLA LEGI SLAZI ONE
ANTIMONOPOLISTICA
MODALITA DI ATTUAZIONE
SI CONSIDERI CHE:
PREZZO= COSTO MEDIO+MARGINE DI PROFITTO
MARGINE DI PROFITTO= TASSO DI RENDIMENTO*CAPITALE
SI PUO FISSARE:
IL MARGINE DI PROFITTO
IL TASSO DI RENDIMENTO SUL CAPITALE
IL PREZZO MASSIMO (PRICE CAP)
PROBLEMI:
CON LA SOLUZIONE A) LE IMPRESE POSSONO GONFIARE I
COSTI MEDI;
CON LA B) POSSONO ANCHE GONFIARE IL CAPITALE
INVESTITO (EFFETTO AVERCH-JOHNSON)
PER FISSARE APPROPRIATAMENTE C) OCCORRONO
INFORMAZIONI MOLTO ATTENDIBILI SUI COSTI.
VERSIONE DINAMICA DEL PRICE CAP:
SI CONSENTE LAUMENTO DEL PREZZO SECONDO LA
FORMULA: IPC x (IN PRATICA: TASSO DI INFLAZIONE MENO
MIGLIORAMENTO PREVISTO DELLA PRODUTTIVITA).
capitolo 6 - 7
PROBLEMA DI FONDO:
PERCHE IL CONTROLLO DEI PREZZI RIDUCA GLI EXTRA-
PROFITTI SENZA SCORAGGIARE LINVESTIMENTO OCCORRE
INFORMAZIONE ACCURATA SUI COSTI DELLE IMPRESE. PER
LIMITARE LE ASIMMETRIE INFORMATIVE SI RICORRE ALLA
YARDSTICK COMPETITION (CONFRONTO DI PERFORMANCE E
COSTI DI PIU IMPRESE).
IMPRESA PUBBLICA
LIMPRESA PUBBLICA PUO RAGGIUNGERE IN LINEA DI
PRINCIPIO MOLTI OBIETTIVI DI POLITICA ECONOMICA. IN
PARTICOLARE: NEI MERCATI MONOPOLISTICI PUO
ASTENERSI DAL PERSEGUIRE EXTRA-PROFITTI.
DA ALCUNI ANNI SI E MOLTO RIDOTTA LESTENSIONE
DELLE IMPRESE PUBBLICHE (PRIVATIZZAZIONI). UNA
DELLE RAGIONI: LA SUA INEFFICIENZA (VERA O
PRESUNTA).
PERDITE DELLE IMPRESE PUBBLICHE E EFFICIENZA.
SE SOPPORTANO PERDITE IN PRESENZA DI MONOPOLIO
NATURALE, QUESTA NON E INEFFICIENZA. LA PRESENZA
DI COSTI DECRESCENTI RENDE, AL CONTRARIO,
NECESSARIO SOPPORTARE PERDITE PER REALIZZARE
LEFFICIENZA ALLOCATIVA;
LE IMPRESE PUBBLICHE DOVREBBERO OPERARE
SOPRATTUTTO IN SETTORI A COSTI MEDI DECRESCENTI;
POSSONO ASSICURARE LEFFICIENZA IN SETTORI CHE NON
RIESCONO A COMBINARE EFFICIENZA E PROFITTI. E
SPESSO E SPESSO LE IMPRESE PUBBLICHE OPERANO NEI
SETTORI MENO REDDITIZI, DISERTATI DAI PRIVATI.
ESEMPIO: SERVIZIO UNIVERSALE DELLA POSTA O RAMI
SECCHI DELLE FERROVIE
capitolo 6 - 8
INEFFICIENZA DELLE IMPRESE PUBBLICHE:
NON TUTTE LE PERDITE DELLE IMPRESE PUBBLICHE SONO
DOVUTE A QUESTO MOTIVO -> COLLUSIONE TRA POLITICI E
MANAGERS, DEBOLEZZA DEGLI INCENTIVI PER I
MANAGERS, INEFFICIENZA X, ECC.
ELENCO DI CAUSE DI INEFFICIENZA:
INCENTIVI PERVERSI DEL MANAGEMENT
CLIENTELISMO
TRASFERIMENTO DEI COSTI ECCESSIVI SUI PRIVATI
ASSENZA DI UN VINCOLO DI BILANCIO
NUMERO ECCESSIVO DI OBIETTIVI E SCARSA
TRASPARENZA
DEBOLE CAPACITA DI INNOVAZIONE
CONFRONTO CON LE IMPRESE PRIVATE: QUESTIONE DI
GRADO?
ESPERIENZA ITALIANA: DIVERSE FASI (PEGGIORAMENTO
DOPO GLI ANNI 70)
NON SAREBBE PREFERIBILE REGOLAMENTARE LE
IMPRESE PRIVATE PIUTTOSTO CHE RICORRERE
ALLIMPRESA PUBBLICA?
PROBLEMA IL REGOLATORE POTREBBE AVERE INCENTIVI
DISTORTI (CATTURA DEL REGOLATORE). CONTA LA
QUALIT DELLA BUROCRAZIA.
Cap. 7 - 1
POLITICA MICROECONOMICA II
APERTURA INTERNAZIONALE
APERTURA INTERNAZIONALE COME SOSTITUTO DI POLITICHE ANTI-
MONOPOLISTICHE?
I BENI TRADABLES E NON TRADABLES
GLI EFFETTI DI BREVE E DI LUNGO PERIODO (AEREI)
GIUSTIFICAZIONI DEL RITARDO ITALIANO A DARSI UNA
LEGISLAZIONE ANTIMONOPOLISTICA
LIBERALIZZAZIONE DEI MERCATI
ESISTENZA DELLA LEGISLAZIONE DELLA COMUNITA
EUROPEA
LA LEGISLAZIONE ANTIMONOPOLISTICA
NATA IN USA (SHERMAN ACT, 1890)
INTRODOTTA NEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA
COMUNITAEUROPEA (art. 81, 82 e 88)
INTRODOTTA IN ITALIA SOLTANTO NEL 1990
LA LEGISLAZIONE COMUNITARIA
PER SANZIONARE LA CONDOTTA DELLE IMPRESE SI TIENE CONTO DI
MERCATO RI LEVANTE (ASPETTI MERCEOLOGICI,
GEOGRAFICI, SOPRATTUTTO: SOSTITUIBILITA DELLA
DOMANDA)
POSIZIONE DOMINANTE (CAPACITA EFFETTIVA DI TENERE
COMPORTAMENTI NON CONCORRENZIALI ELEMENTI
OGGETTIVI)
ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE (ELEMENTI SOGGETTIVI)
Cap. 7 - 2
DIVIETO DI AIUTI DI STATO (FALSANO LA CONCORRENZA)
VIETATI AIUTI ALLE ESPORTAZIONI O A INVESTIMENTI
PERMESSI
AIUTI REGIONALI (AREE DEPRESSE)
AIUTI ORIZZONTALI (SPECIFICHE ATTIVITA: RICERCA E
SVILUPPO)
AIUTI SETTORIALI (SETTORI BEN INDIVIDUATI)
LA NORMATIVA COMUNITARIA PREVALE SU QUELLE NAZIONALI. SI
OCCUPA SOLO DI CASI RILEVANTI PER IL COMMERCIO TRA GLI STATI
MEMBRI (SOSTANZIALMENTE ESCLUSO IL SETTORE DEI SERVIZI) E
PURCHE DI DIMENSIONE SUPERIORE AD UNA SOGLIA MINIMA.
LA LEGISLAZIONE IN ITALIA
LA NORMATIVA ITALIANA E COMPLEMENTARE A QUELLA
COMUNITARIA (PIU DI QUELLA FRANCESE E BRITANNICA,
ORIENTATE A DIFENDERE LE GRANDI IMPRESE NAZIONALI).
LAPPLICAZIONE DELLA LEGGE E AFFIDATA ALLAUTORI TA
GARANTE PER LA CONCORRENZA ED IL MERCATO (ANTRITRUST)
CHE HA COMPETENZA SU TUTTI I MERCATI SALVO CHE SU QUELLO
DEL CREDITO (DI COMPETENZA DELLA BANCA DITALIA).
CONTROLLO DEI PREZZI E IMPRESA PUBBLICA
CONTROLLO DEI PREZZI
FISSAZIONE TASSO RENDIMENTO SUL CAPITALE (USA)
PRICE CAP (GRAN BRETAGNA E ITALIA)
Cap. 7 - 3
IN ITALIA
ISTITUITO IL C.I.P. NEL 1944 ( E I CIPP) CON POTERI AMPI
PROBLEMI DI ASIMMETRIA INFORMATIVA E LIMITAZIONE DEI
POTERI DEL CIP
DISTINZIONE TRA BENI AMMINISTRATI (FISSAZIONE PREZZI
MASSIMI) E BENI SORVEGLIATI (OBBLIGO DI INFORMAZIONE
PER LE IMPRESE)
PROGRESSIVA ELIMINAZIONE DEI CONTROLLI, MA NON
ASSICURATA MAGGIORE CONCORRENZIALITA NEI
MERCATI
IMPRESA PUBBLICA COME STRUMENTO ANTIMONOPOLISTICO
ORIGINARIAMENTE HA IMPEDITO ALTRUI PRATICHE
COLLUSIVE
SUCCESIVAMENTE SI COMPORTATA DA MONOPOLISTA
POLITICHE PER ESTERNALITA E BENI PUBBLICI
RICORDARE: IN PRESENZA DI ESTERNALITA SI HA DIVERGENZA TRA
COSTO PRIVATO E COSTO SOCIALE (O TRA UTILITA PRIVATA E
UTILITA SOCIALE) A CAUSA DI COSTI (O BENEFICI) ESTERNI.
CONSIDERIAMO SOLO IL CASO DELLE ESTERNALITA NEGATIVE
POLITICHE IN CASO DI ESTERNALITA
TASSAZIONE PIGOUVIANA
INCENTIVI ALLELIMINAZIONE DELLE DISECONOMIE
PERMESSI (O DIRITTI) NEGOZIABILI
REGOLAMENTAZIONE (COMANDO E CONTROLLO)
TASSAZIONE PIGOUVIANA
CONSISTE NEL RENDERE COSTOSA LATTIVITA CHE GENERA
ESTERNALITA IN MODO DA SCORAGGIARLA, RENDENDO
CONVENIENTE IL COMPORTAMENTO SOCIALMENTE EFFICIENTE.
ESEMPIO: PER OGNI UNITA PRODOTTA SI PAGA UNA TASSA T DI
IMPORTO PARI ALLESTERNALITA.
Cap. 7 - 4
aq: costi esterni
CM: costo marginale privato
CM+aq: costo marginale sociale
A: scelta privata (esternalit negative pari a
C: scelta socialmente ottima
C realizzabile con una tassa pari a aq per unit prodotta
SUSSIDI
SI PREMIA CON UN SUSSI DI O CHI EVITA DI GENERARE
ESTERNALITA.
IN PARTICOLARE: INVECE DI TASSARE LA PRODUZIONE SI PREMIA
LA RIDUZIONE DI PRODUZIONE (RISPETTO AL LIVELLO CHE
MASSIMIZZA I PROFITTI DELLIMPRESA)
RISULTATI UGUALI A QUELLI DELLA TASSAZIONE MA NON SUL
PIANO DISTRIBUTIVO (EQUIVALE A UNA DIVERSA ASSEGNAZIONE
DEI DIRITTI DI PRORPIETA)
p
CM
CM+aq
aq
q A C
E
Cap. 7 - 5
CON UN SUSSIDIO PARI A DE PER OGNI UNITA DI PRODOTTO IN
MENO RISPETTO AD A E COME SE IL COSTO MARGINALE
DELLIMPRESA AUMENTASSE DI DE (DIVENTA CMP)
PRODUCENDO UNA UNITA IN PIU IL COSTO ADDIZIONALE TOTALE
PER LIMPRESA E PARI AL COSTO MARGINALE PIU IL SUSSIDIO
PERSO
QUINDI: I PROFITTI PRIVATI SONO MASSIMI PRODUCENDO C.
POSSIBILI EFFETTI PERVERSI NEL LUNGO PERIODO IL SUSSIDIO
RIDUCE IL COSTI MEDI E INCENTIVA LINGRESSO DI IMPRESE NEL
MERCATO (CHE GENERANO ULTERIORI ESTERNALITA)
ALTRI INCENTIVI POSSIBILI:
ALLINTRODUZIONE DI TECNOLOGIE NON INQUINANTI (ANCHE
LE TASSE E I PERMESSI NEGOZIABILI INCENTIVANO SIMILI
TECNOLOGIE).
p
CM
CM+aq
aq
q A C
CMP
D
E
O
Cap. 7 - 6
PERMESSI NEGOZIABILI
ANCHE IN QUESTO CASO SI RENDE COSTOSA LATTIVITA CHE
GENERA ESTERNALITA NEGATIVE: CHI LE GENERA DEVE DISPORRE
DI UN PERMESSO, CHE SALVO ASSEGNAZIONI GRATUITE DOVRA
COMPRARE IL PERMESSO IN UN APPOSITO MERCATO
LA QUANTITA COMPLESSIVA DI PERMESSI E DECISA
DALLAUTORITA POLITICA E DOVREBBE CORRISPONDERE
ALLOTTIMA PRODUZIONE O EMISSIONE DI ESTERNALITA (0C NEL
NOSTRO CASO)
USATI PER LAPPLICAZIONE DELLACCORDO DI KYOTO DEL 1997
SULLA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA.
REGOLAMENTAZIONE
SI IMPONGONO NORME RIGIDE E SI CONTROLLA CHE SIANO
RISPETTATE. LE NORME SONO DIRETTE A VIETARE I
COMPORTAMENTI CHE GENERANO ESTERNALITA NEGATIVE E IN
GENERE CONSISTONO NELLA FISSAZIONE DI STANDARD
QUANTITATIVI DA RISPETTARE
SE SONO DISPONIBILI TUTTE LE INFORMAZIONI: TASSE (O SUSSIDI O
PERMESSI NEGOZIABILI) POSSONO ESSERE EQUIVALENTI
IN ASSENZA: LA REGOLAMENTAZIONE MENO EFFICIENTE. A
PARITA DI RIDUZIONE DELLESTERNALIT PUO COSTARE DI PIU
ALLE IMPRESE
VALUTAZIONE E CONFRONTI
LE TASSE (ED I PERMESSI) FANNO AFFLUIRE FONDI AL BILANCIO
PUBBLICO, AL CONTRARIO DEI SUSSIDI
CON REGOLAMENTAZIONE E PERMESSI NEGOZIABILI SI E PIU
CERTI DELLOTTENIMENTO DEL RISULTATO (ESEMPIO:
DETERMINATA RIDUZIONE DELLINQUINAMENTO); CON LE TASSE
OGNUNO SI COMPORTA COME MEGLIO RITIENE
TASSE E PERMESSI CONSENTONO DI OTTENERE DETERMINATI
RISULTATI (ESEMPIO: DATA RIDUZIONE INQUINAMENTO) CON
MINORI COSTI COMPLESSIVI PER COLORO CHE DEVONO
CAMBIARE COMPORTAMENTO (COST-EFFECTIVENESS).
PROBLEMI SERI DI COORDINAMENTO INTERNAZIONALE IN
PRESENZA DI PROBLEMI AMBIENTALI GLOBALI E PIU IN
GENERALE DI BENI PUBBLICI GLOBALI (O BENI COMUNI
TRANSNAZIONALI)
Cap. 7 - 7
FINANZIAMENTO E PRODUZIONE BENI PUBBLICI
PROBLEMI CON I BENI PUBBLICI
LIVELLO DELLA PRODUZIONE
FINANZIAMENTO DELLA PRODUZIONE
SOGGETTO CHE PRODUCE (PRODUZIONE EFFETTIVA)
RISPETTO AI PRIMI DUE PUNTI (TRA LORO CONNESSI): QUESTIONE
DEL FREE RIDING. SOLUZIONE POSSIBILE:
RICORSO A METODI PER DETERMINARE LA DISPONIBILITA
A PAGARE PER IL BENE PUBBLICO E QUINDI LA QUANTITA
DA PRODURRE (DATI I COSTI)
ATTRIBUZIONE DEL COMPITO DI FINANZIARE LA
PRODUZIONE A QUALCHE SOGGETTO PUBBLICO
RISPETTO AL TERZO PUNTO
IL SOGGETTO CHE FINANZIA NON DEVE NECESSARIAMENTE
COINCIDERE CON QUELLO CHE PRODUCE
IMPRESA PUBBLICA O PRIVATA?
RILEVANZA ANCHE DALLA CAPACITA DI CONTROLLO DEL
PUBBLICO SULLATTIVITA DEL PRIVATO
capitolo 9 -1
POLITICHE COMMERCIALI
POLITICHE COMMERCIALI E LIBERISMO
LA POLITICA COMMERCIALE RIGUARDA LATTEGGIAMENTO DI UN
PAESE NEI CONFRONTI DEL COMMERCIO CON LESTERO:
LIBERISMO: ELIMINAZIONE DI OGNI OSTACOLO
PROTEZIONISMO: BARRIERE GENERALI O SPECIFICHE
I VANTAGGI DEL LIBERISMO: PRINCIPIO DEI COSTI
COMPARATI (RICARDO)
LA TABELLA INDICA IL LAVORO NECESSARIO NEI DUE PAESI PER
OTTENERE UNUNITA DEI DUE BENI. IN PARENTESI IL COSTO
OPPORTUNITA.
BENE X BENE Y
PAESE A 20 (-0,5) 40 (-2)
PAESE B 10 (-0,33) 30 (-3)
IL PAESE A DEVE RINUNCIARE A 2 UNITA DI X PER AVERE UNA
UNITA DI Y (VIA RIALLOCAZIONE DEL LAVORO). LA
CORRISPONDENTE RINUNCIA DI B E' 3: A HA UN VANTAGGIO
COMPARATO IN Y. ANALOGAMENTE: B HA UN VANTAGGIO
COMPARATO IN X.
A SI SPECIALIZZA IN Y; B IN X. A PRODUCE PIU DEL PROPRIO
CONSUMO DI Y (ESPORTA) E MENO DEL PROPRIO CONSUMO DI X
(IMPORTA). VICEVERSA PER B.
NEL COMPLESSO MIGLIORERA IL BENESSERE IN ENTRAMBI I PAESI.
SI NOTI CHE B HA UN VANTAGGIO ASSOLUTO IN X E Y: MA PER LA
SPECIALIZZAZIONE CONTANO I VANTAGGI COMPARATI. E CIASCUN
PAESE PUO AVERE UN VANTAGGIO COMPARATO.
LIMITAZIONE DEL PRINCIPIO DI RICARDO
ANALISI STATICA
MANCATA CONSIDERAZIONE DELLE CONDIZIONI DI OFFERTA
IPOTESI DI PIENA OCCUPAZIONE
capitolo 9 -2
GLI STRUMENTI DELLA PROTEZIONE
PROTEZIONE TARIFFARIA (DAZI) PROTETTIVI, NON FISCALI)
PROTEZIONE NON TARIFFARIA:
CONTINGENTI O QUOTE
VARIE LIMITAZIONI SU MERCI ESTERE
VARIE FORME DI REGOLAMENTAZIONE (ES. AMBIENTE)
LIMITAZIONI SU APPALTI, FORNITURE PUBBLICHE,
CONCESSIONI.
SUSSIDI E ALTRE FORME DI INCENTIVAZIONE DELLEXPORT
CONTINGENTI
LIMITI FISICI O VALUTARI ALLE IMPORTAZIONI LICENZE
LIMITAZIONI VOLONTARIE ALLE ESPORTAZIONI
CONTINGENTI IMPOSTI DA ESPORTATORI (ANCHE SE SPESSO
RICHIESTI DA IMPORTATORI) SE TRA Pi PAESI: ACCORDI PER
MERCATI ORDINATI
CONTENUTO NAZIONALE MINIMO DELLA PRODUZIONE
POSSONO ESSERE VENDUTI NEL PAESE SOLTANTO I BENI CHE
SONO PRODOTTI PER UNA CERTA QUOTA DEL VALORE NEL
PAESE (DISPUTE: FABBRICHE CACCIAVITE)
DEPOSITO PREVIO ALLIMPORTAZIONE
OBBLIGO DI DEPOSITO INFRUTTIFERO DI UNA SOMMA PARI AL
VALORE DELLE MERCI IMPORTATE PER UN CERTO PERIODO DI
TEMPO
capitolo 9 -3
GLI EFFETTI DELLA PROTEZIONE TARIFFARIA E NON
INTRODUZIONE DI UN DAZIO
SITUAZIONE INIZIALE: AL PREZZO INTERNAZIONALE CE Pi
DOMANDA CHE PRODUZIONE NAZIONALE - IMPORTAZIONI (PARI a
AE)
LINTRODUZIONE DI UN DAZIO SULLE IMPORTAZIONI FA AUMENTARE
IL PREZZO INTERNO A PARIT DI PREZZO INTERNAZIONALE. QUINDI
TENDE A RIDURRE LA DIFFERENZA TRA DOMANDA E OFFERTA
NAZIONALI CHE DEVE ESSERE COLMATA DALLE IMPORTAZIONI
domanda
nazionale
E A
Prezzo
internaz
.
Offerta
nazionale
capitolo 9 -4
CON LINTRODUZIONE DEL DAZIO IL PREZZO INTERNO SALE A P
(IPOTESI DI PREZZO INTERNAZIONALE INVARIATO)
LE IMPORTAZIONI SI RIDUCONO A RS=BD
LA RIDUZIONE DI IMPORTAZIONI E DOVUTA A DUE EFFETTI
EFFETTO CONSUMO (DE): MINORE DOMANDA INTERNA
EFFETTO PRODUZIONE (AB) : MAGGIORE PRODUZIONE
INTERNA
INOLTRE SI HANNO:
EFFETTO IMPORTAZIONE (AB+DE): RIDUZIONE DELLE
IMPORTAZIONI
EFFETTO ENTRATE FISCALI (HLSR): ALIQUOTA DEL DAZIO
PER IMPORTAZIONI
EFFETTO REDISTRIBUZIONE (PPSL): AGGRAVIO PER I
CONSUMATORI
CON IL CONTINGENTAMENTO: RISULTATO EQUIVALENTE SE FISSATO
LIMITE ALLE IMPORTAZIONI PARI A RS, MA NIENTE ENTRATE FISCALI
E A
P
R S
B D
P
L H
capitolo 9 -5
IL CASO DEI SUSSIDI ALLE ESPORTAZIONI: AUMENTANO DI FATTO I
PROFITTI E FUNZIONANO IN MODO MOLTO SIMILE AI DAZI PERCHE
CONVIENE INDIRIZZARE LA PRODUZIONE SUI MERCATI ESTERI (E
QUESTO POTREBBE FAR CADERE I PREZZI INTERNAZIONALI E
DANNEGGIARE ALTRI PAESI)
GIUSTIFICAZIONI DEL PROTEZIONISMO: LE INDUSTRIE
NASCENTI
SE I COSTI DI PRODUZIONE RISENTONO DELLAPPRENDIMENTO CHI
INIZIA PRIMA E AVVANTAGGIATO: ANALITICAMENTE, IL COSTO
MEDIO DI PRODUZIONE DECRESCE CON LA CUMULATA DELLA
PRODUZIONE.
CHI INIZIA DOPO POTREBBE NON RIUSCIRE A CREARSI UN MERCATO
ANCHE SE CON LAPPRENDIMENTO E IN GRADO DI PRODURRE A
COSTI MINORI ECONOMIE DI SCALA DINAMICHE.
CURVA DI APPRENDIMENTO
IL COSTO MEDIO CADE AL CRESCERE DELLA QUANTITA
COMPLESSIVAMENTE PRODOTTA DA QUANDO SI E INIZIATO A
PRODURRE (NON DELLA PRODUZIONE ANNUALE) . VANTAGGIO DI
CHI PARTE PRIMA (NON DI CHI E PIU BRAVO..)
Qc Qb
CUb
CUa
CUc
capitolo 9 -6
RUOLO DEGLI EFFETTI DI SPILLOVER
COSA ACCADE SE UN PAESE HA ANCHE COSTI DI PRODUZIONE
MINORI (SALARI Pi BASSI AD ESEMPIO)?
LIBERISTI: LE PROSPETTIVE DI PROFITTO FUTURO POTREBBERO
INDURRE INGRESSI NEL MERCATO ANCHE SENZA PROTEZIONE
DIFFICOLTA A INDIVIDUARE LE IMPRESE NASCENTI CHE SARANNO
COMPETITIVE
GIUSTIFICAZIONI DEL PROTEZIONISMO: IL
MIGLIORAMENTO DELLE RAGIONI DI SCAMBIO
LA RAGIONE DI SCAMBIO E IL RAPPORTO TRA I PREZZI DELLE
ESPORTAZIONI E DELLE IMPORTAZIONI TENENDO CONTO DEL
TASSO DI CAMBIO:
p
X
*e / p
m
p
m
E IL PREZZO AL LORDO DEL DAZIO (INCAMERATO DAL FISCO).
SE IN SEGUITO ALLINTRODUZIONE DEL DAZIO p
m
NON CAMBIA VUOL
DIRE CHE I PRODUTTORI ESTERI SI ACCONTENTANO DI UN PREZZO
NETTO PIU BASSO (DALLO STESSO RICAVO DEVONO SOTTRARRE
IL PAGAMENTO DEL DAZIO).
SUPPONENDO CHE AVVENGA QUESTO PER IL PAESE COME UN
TUTTO E COME SE LE IMPORTAZIONI COSTASSERO MENO. QUINDI
LA RAGIONE DI SCAMBIO MIGLIORA: VUOL DIRE CHE POSSIAMO
OTTENERE PIU MERCI ESTERE IN CAMBIO DELLA STESSA
QUANTITA DI MERCI NAZIONALI DA VENDERE ALLESTERO.
MA IL PREZZO DELLE IMPORTAZIONI RESTERA QUELLO
PRECEDENTE MALGRADO IL DAZIO? I PRODUTTORI ESTERI NON
REAGIRANNO AUMENTANDO IL PREZZO DELLE MERCI IMPORTATE ,
MAGARI NELLA MISURA NECESSARIA A COMPENSARE
ESATTAMENTE IL DAZIO? DIPENDE DA:
ELASTICITA DELLOFFERTA
IMPORTANZA DEL PAESE CHE INTRODUCE IL DAZIO (PIU E
GRANDE PIU E PROBABILE CHE IL PREZZO INTERNAZIONALE
CADA CON IL DAZIO PER NON PERDERE QUEL MERCATO E
QUINDI PIU RILEVANTE IL MIGLIORAMENTO DELLE RAGIONI DI
SCAMBIO V. FIGURA 9.5)
capitolo 9 -7
ALTRE GIUSTIFICAZIONI DEL PROTEZIONISMO
LA DIFESA DAL LAVORO STRANIERO A BUON MERCATO
IL BASSO COSTO DEL LAVORO DI ALTRI PAESI E VISTO COME
UNA MINACCIA ALLE PRODUZIONI NAZIONALI (DUMPING
SOCIALE)
MA CONTA ANCHE LA PRODUTTIVITA. IN OGNI CASO
PROTEZIONI DI LUNGO TERMINE PER QUESTA RAGIONE NON
SONO POSSIBILI E RACCOMANDABILI.
IL SOSTEGNO ALLE POLITICHE PER LOCCUPAZIONE
SE UN PAESE NON PUO ACCRESCERE IL REDDITO PER IL
VINCOLO DELLA BP (AUMENTO DELLE IMPORTAZIONI) E NON
PUO SVALUTARE PUO AVERE SENSO PROTEGGERSI PER
SOSTENERE LOCCUPAZIONE, ATTRAVERSO LA RIDUZIONE
DELLA PROPENSIONE AD IMPORTARE.
POLITICHE INDUSTRIALI E COMMERCIALI
LA POLI TI CA I NDUSTRI ALE I NCI DE SUL COMMERCI O
INTERNAZIONALE DI UN PAESE IN QUANTO INFLUENZANO
TECNOLOGIE, TIPI DI BENI PRODOTTI, ECC.
IN PARTICOLARE INCIDE SULLA COMPETITIVITA ATTRAVERSO:
POSIZIONAMENTO DELLA STRUTTURA INDUSTRIALE RISPETTO AI
SETTORI DI PIU DINAMICI NELLECONOMIA MONDIALE
POTENZIAMENTO DEI SETTORI STRATEGICI (ECONOMIA ESTERNE
DINAMICHE)
RIDUZIONE ELASTICITA DOMANDA ESTERA AL PREZZO
(INNOVAZIONI DI PRODOTTO)
APPROPRIATE RELAZIONI ECONOMICHE TRA IMPRESE E ALTRI
SOGGETTI
MA ANCHE RELAZIONE OPPOSTA: LE POLITICHE COMMERCIALI
POSSONO INCIDERE SULLA STRUTTURA INDUSTRIALE (POLITICA
DEL CAMBIO FORTE, AD ESEMPIO),
capitolo10-1
LANALISI BENEFICI-COSTI
LA CONVENIENZA NEI PROGETTI PUBBLICI
PRIMA DI PROCEDERE ALLEFFETTIVA OFFERTA DI UN BENE O
SERVIZIO PUBBLICO OCCORRE UNATTIVITA DI PROGETTAZIONE.
LANALISI COSTI BENEFICI E PARTE DI QUESTA ATTIVITA E SERVE A
STABILIRE LA CONVENIENZA DEI DIVERSI PROGETTI E ANCHE A
COMPARARLI.
ESEMPI: COSTRUZIONE OPERE PUBBLICHE, INTERVENTI A
DIFESA DELLAMBIENTE, FORMAZIONE DEL PERSONALE, ECC.
LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI PUBBLICI, DIVERSAMENTE DA
QUELLI PRIVATI, RICHIEDE UNANALISI NON SOLTANTO FINANZIARIA
MA ANCHE ECONOMICA. CIOE: CONSIDERAZIONE DI TUTTI I COSTI E
BENEFICI SOCIALI E NON SOLTANTO DEI COSTI E RICAVI PRIVATI.
PER QUESTO SI PARLA DI ANALISI BENEFICI-COSTI (ABC).
LA VALUTAZIONE: ASPETTI PRELIMINARI
INDIVIDUARE E CALCOLARE PER OGNI PERIODO DI TEMPO I
RILEVANTI BENEFICI E COSTI.
ATTUALIZZARE (RIFERIRE CIOE ALLO STESSO PERIODO)
COSTI E BENEFICI PREVISTI IN PERIODI DIVERSI
VALORE ATTUALE NETTO (VAN) ASSOLUTO
PER CIASCUN PROGETTO (m) SI CALCOLA LA DIFFERENZA TRA IL
VALORE ATTUALE DEI BENEFICI E DEI COSTI.

B
m
= b
t
m
t=0
n

1+i
( )
t
C
m
= c
t
m
t=0
n

1+i
( )
t
VAN
m
=B
m
C
m
capitolo10-2
E AMMISSIBILE OGNI PROGETTO CHE ABBIA UN VAN POSITIVO
E DA PREFERIRE IL PROGETTO CON IL VAN PIU ELEVATO (VALE,
A RIGORE, SOLO RISPETTO A PROGETTI ALTERNATIVI SE NON SI
TRATTA DI PROGETTI ALTERNATIVI OCCORRE UN CONFRONTO
SULLA BASE DELLA FBS).
VALORE ATTUALE NETTO (VAN) RELATIVO
IL CRITERIO DEL VAN ASSOLUTO NON TIENE CONTO DEL FATTO CHE
IL VAN DIPENDE DALLA GRANDEZZA DEI PROGETTI. CON IL VAN
RELATIVO SE NE TIENE CONTO RAPPORTANDO IL VAN ASSOLUTO AL
COSTO DEL PROGETTO.

VAN
r
m
=
B
m
C
m
C
m
=
B
m
C
m
1
VALGONO GLI STESSI CRITERI VISTI CON IL VAN ASSOLUTO.
SI NOTI CHE:
SE UN PROGETTO E AMMISSIBILE CON IL VAN ASSOLUTO LO E
ANCHE CON QUELLO RELATIVO E VICEVERSA;
LA GRADUATORIA DEI PROGETTI AMMISSIBILI SARA DIVERSA NEI
DUE CASI.
CON ENTRAMBI I CRITERI SE IL TASSO DI INTERESSE VARIA LA
GRADUATORIA DEI PROGETTI PUO VARIARE. INTUIZIONE: I
PROGETTI SONO DIVERSI ANCHE PER IL PROFILO TEMPORALE DEI
BENEFICI E COSTI
AD ESEMPIO: IL PROGETTO 1 HA BENEFICI IMMEDIATI MA BASSI E IL
PROGETTO 2 HA BENEFICI ELEVATI MA DISTANTI NEL TEMPO: SE IL
TASSO DI INTERESSE AUMENTA IL VALORE ATTUALE DEI BENEFICI
PIU DISTANTI SI RIDUCE E IL PROGETTO 2 SARA MENO ATTRAENTE.
capitolo10-3
TASSO INTERNO DI RENDIMENTO (TIR)
CON QUESTO METODO LINCOGNITA E IL TASSO DI SCONTO CHE
EGUAGLIA I BENEFICI ATTUALIZZATI AI COSTI ATTUALIZZATI, CIOE
QUELLi TALE CHE:

b
t
m
t =0
n

1+i
( )
t
= c
t
m
t =0
n

1+i
( )
t
CHE EQUIVALE A :

B
m
C
m
=0
IL PROGETTO E AMMISSIBILE SE IL SUO TIR ECCEDE IL TASSO DI
SCONTO SOCIALE
TRA QUELLI AMMISSIBILI E PREFERIBILE IL PROGETTO CON IL
TIR PIU ELEVATO
PROBLEMI : IL VAN POTREBBE AZZERARSI CON MOLTEPLICI TIR
(RADICI DI UN POLINOMIO).
COSA FARE SE ALCUNI DI QUESTI TIR ECCEDONO IL TASSO DI
SCONTO E ALTRI NO? OPPURE SE CIO ACCADE TRA I VARI TIR DI
DUE PROGETTI?
UN ESEMPIO
UN PROGETTO DURA SOLO 2 PERIODI, NEL PRIMO PERIODO SI HA UN
COSTO DI 10, NEL SECONDO PERIODO UN BENEFICIO DI 44 E UN
COSTO DI 22. IL TASSO DI SCONTO APPLICATO E DEL 10%.
VALORE ATTUALI BENEFICI:

B
m
=
44
1+ 0,1
= 40
VALORE ATTUALE COSTI:

C
m
=10 +
22
1+ 0,1
=10 + 20 = 30
VAN ASSOLUTO= 10
capitolo10-4
VAN RELATIVO= 10/30= 0,33
CALCOLO DEL TIR:

10 +
22
1+ TIR
=
44
1+ TIR
10 +10TIR + 22 = 44 10TIR =12 TIR =1,2
INDIVIDUAZIONE DEI COSTI E DEI BENEFICI DA
CALCOLARE
IN GENERALE OGNI PROGETTI PUBBLICO HA EFFETTI
DIRETTI E INDIRETTI;
TANGIBILI O INTANGIBILI, COMMENSURABILI O
INCOMMENSURABILI.
GLI EFFETTI DIRETTI SONO QUELLI CHE RIGUARDANO LA DOMANDA
DI INPUT NECESSARI DIRETTAMENTE ALLA REALIZZAZIONE DEL
PROGETTO E LAUMENTO DI OFFERTA DI BENI O SERVIZI CHE
SEGUIRA ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO.
GLI EFFETTI INDIRETTI RIGUARDANO I CAMBIAMENTI CHE IL
PROGETTO DETERMINA IN ATTIVITA COMPLEMENTARI O
SOSTITUTIVE RISPETTO A QUELLE DEL PROGETTO STESSO
(ESEMPIO EFFETTI SUL TRAFFICO DELLA COSTRUZIONE DI UNA
METROPOLITANA).
GLI EFFETTI SONO INTANGIBILI O INCOMMENSURABILI SE PER
ESSI NON CE UN PREZZO DI MERCATO. DIVERSAMENTE DAL
CALCOLO PRIVATO IL CALCOLO SOCIALE DEVE TENERE CONTO
ANCHE DI QUESTI. A TAL FINE SI RICORRE AI PREZZI OMBRA.
IN GENERALE: VALUTARE LA COMPLESSIVA DISPONIBILITA A
PAGARE DEI BENEFICIARI DEL PROGETTO E CONFRONTARLA CON
IL COSTO (MONETARIO O OPPORTUNITA ) DELLE RISORSE
NECESSARIE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO.
capitolo10-5
I PREZZI OMBRA
I PREZZI OMBRA SONO INDICATORI DI VALORE SOCIALE. PIU
PRECISAMENTE, ESSI MISURANO:
LAUMENTO NEL VALORE DELLA FBS DERIVANTE
DALLAUMENTO DI UNA UNITA DI SPESA IN UN DATO
PROGETTO.
IN GENERALE ESSI COINCIDONO CON I COSTI-OPPORTUNITA. SE VI
FOSSERO MERCATI COMPLETI E DI CONCORRENZA PERFETTA I
CORRISPONDENTI PREZZI SVOLGEREBBERO QUESTA FUNZIONE (IN
QUANTO EGUAGLIANO I COSTO MARGINALI SOCIALI).
OCCORRE CALCOLARE I PREZZI OMBRA QUANDO: I MERCATI
MANCANO OPPURE NON SONO CONCORRENZIALI.
MERCATI NON CONCORRENZIALI
OCCORRE ELIMINARE LINFLUENZA DEL POTERE DI MERCATO SUI
PREZZI (ALTRIMENTI ALCUNI PROGETTI APPARIREBBERO MENO
REMUNERATIVI SOLTANTO PERCHE USANO INPUT VENDUTI IN
MERCATI MONOPOLISTICI)
SALARIO -OMBRA
SE IL PROGETTO OCCUPA DISOCCUPATI IL LORO SALARIO-OMBRA
DOVREBBE ESSERE UGUALE ALLA PENOSITA DEL LAVORO.
QUESTA POTREBBE COINCIDERE CON IL SALARIO DEGLI OCCUPATI
SE NON VI FOSSE, AD ESEMPIO, INFLUENZA DEI SINDACATI SUL
SALARIO STESSO.
SE IL PROGETTO INCLUDE LAVORATORI ALTROVE OCCUPATI
OCCORRE CONSIDERARE ANCHE LEFFETTO NEGATIVO DI
RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE NEL SETTORE DA CUI
PROVENGONO I LAVORATORI.
TASSO DI SCONTO SOCIALE
IL TASSO DI INTERESSE DISTORCE PER
POTERE DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI
ASSENZA DELLE GENERAZIONI FUTURE.
capitolo10-6
LA VALUTAZIONE DEI BENI SENZA MERCATO
LA VALUTAZIONE DELLA VITA UMANA
PERCHE VALUTARLA? EVITARE CHE SIANO PRIVILEGIATI I
PROGETTI PIU RISCHIOSI PER LA VITA UMANA
METODO DIRETTO: REDDITO PERSO
METODO INDIRETTO: TIENE CONTO DELLAVVERSIONE AL
RISCHIO DEGLI INDIVIDUI (VALORE DI UNA RIDUZIONE DELLA
PROBABILITA DI MORTE)
LA VALUTAZIONE DEI DANNI AMBIENTALI
METODI DIRETTI: CERCANO DI RILEVARE DIRETTAMENTE IL
VALORE ASSEGNATO ALLAMBIENTE. VALUTAZIONE
CONTINGENTE. STIMA LA DISPONIBILITA A PAGARE ( O A
RICEVERE) COME VARIAZIONE COMPENSATIVA O VARIAZIONE
EQUIVALENTE DEL REDDITO.
METODI INDIRETTI: STIMANO IL VALORE ASSEGNATO
ALLAMBIENTE DA EFFETTIVI COMPORTAMENTI DI MERCATO.
SPESE DIFENSIVE
PREZZO EDONICO
SPESE DI VIAGGIO
LA NORMATIVA UE IMPONE ANCHE LA VALUTAZIONE DI
IMPATTO AMBIENTALE SUI PROGETTI (PER LORO EFFETTI
SULLAMBIENTE) MA NON E VALUTAZIONE ECONOMICA.
LA VALUTAZIONE DEL TEMPO LIBERO
STIMARE IL COSTO OPPORTUNITA DEL TEMPO LIBERO.
RILEVANTE IN MOLTI PROGETTI
LANALISI COSTO-EFFICACIA
E LA COST-EFFECTIVENESS: SCEGLIERE IL PROGETTO CHE A
PARITA DI BENEFICI COSTA DI MENO (NON SEMPRE SI PUO
APPLICARE PERCHE I BENEFICI DIFFERISCONO TRA
PROGETTI).
capitolo 11 - 1
ECONOMIA APERTA
IN UNECONOMIA APERTA AGLI SCAMBI CON LESTERO (ALTRA
VALUTA) SI FORMA IL MERCATO DEI CAMBI: DOMANDA, OFFERTA DI
VALUTA ESTERA, TASSI DI CAMBIO.
CON RIFERIMENTO A DUE PAESI NEL MERCATO DEI CAMBI SI
DETERMINA IL TASSO DI CAMBIO NOMINALE BILATERALE
DUE MODI PER ESPRIMERE IL CAMBIO NOMINALE BILATERALE
INCERTO PER CERTO
QUANTITA VARIABILE DI MONETA NAZIONALE PER
UNITA DI MONETA ESTERA (PRIMA DELLEURO: LIRE
PER DOLLARO)
CERTO PER INCERTO
QUANTITA VARIABILE DI VALUTA ESTERA PER
UNITA DI VALUTA NAZIONALE (EURO)
APPREZZAMENTO/DEPREZZAMENTO DEL CAMBIO
CON CERTO PER INCERTO (EURO) IL CAMBIO SI APPREZZA
(DEPREZZA) QUANDO AUMENTA (DIMINUISCE).
ESEMPIO DI APPREZZAMENTO: DA 1$ PER 1 A 1,1 $ PER 1 .
VICEVERSA CON INCERTO PER CERTO.
CON N PAESI SI CALCOLA PER OGNI VALUTA IL TASSO DI CAMBIO
NOMINALE EFFETTIVO CHE E LA MEDIA DEGLI N-1 TASSI DI CAMBIO
BILATERALI IN GENERE PONDERATA CON PESI DATI DALLE
TRANSAZIONI COMMERCIALI TRA PAESI.
CAUSE DELLA VARIAZIONE DEL CAMBIO (BILATERALE)
COME OGNI PREZZO RISENTE DI DOMANDA E OFFERTA (IN QUESTO
CASO DI VALUTA ESTERA). SE AUMENTA LA DOMANDA DI VALUTA
ESTERA (PER QUALSIASI CAUSA DI PEGGIORAMENTO DELLA
BILANCIA DEI PAGAMENTI) IL CAMBIO SI DEPREZZA E VICEVERSA.
capitolo 11 - 2
EFFETTI DELLA VARIAZIONE DEL CAMBIO SUL SALDO
COMMERCIALE
SE LEURO SI SVALUTA RISPETTO AL DOLLARO OCCORRONO MENO
DOLLARI PER UN EURO. QUINDI:
DATO IL PREZZO IN EURO DEI BENI, DIMINUISCE IL LORO
PREZZO IN DOLLARI (ESPORTAZIONI EUROPEE IN USA
PIU COMPETITIVE);
DATO IL PREZZO IN DOLLARI DEI BENI, AUMENTA IL
LORO PREZZO IN EURO (IMPORTAZIONI EUROPEE DAGLI
USA MENO COMPETITIVE)
INDICATORE DI COMPETITIVITA
DIPENDE DAI PREZZI INTERNI NEI DUE PAESI E DAL TASSO DI
CAMBIO. SI CHIAMA TASSO DI CAMBIO REALE BILATERALE:

e
r
=
p e
p
w
ove p
w
rappresenta i prezzi esteri ed e il tasso di cambio nominale.
UN AUMENTO DEL TASSO DI CAMBIO REALE (APPREZZAMENTO)
INDICA UNA PERDITA DI COMPETITIVITA.
CON RIFERIMENTO A N PAESI SI PARLA DI TASSO DI CAMBIO REALE
EFFETTIVO.
VARIAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO REALE

e
.
r
= p
.
+e
.
p
w
.
VI SARA PERDITA DI COMPETITIVITA SE LA SOMMA DELLA
CRESCITA DEI PREZZI INTERNI E DEL TASSO DI CAMBIO NOMINALE
ECCEDE LA CRESCITA DEI PREZZI ESTERI.
capitolo 11 - 3
CAMBI FISSI E FLESSIBILI (O FLUTTUANTI)
CON CAMBI FLESSIBILI NON VI SONO LIMITI ALLOSCILLAZIONE
DEI CAMBI (ESEMPIO: DOLLARO-EURO-YEN)
CON CAMBI FISSI VI SONO LIMITI DI OSCILLAZIONE ATTORNO
ALLA PARITA (PER INTERVENTO PUBBLICO O PER
MECCANISMI AUTOMATICI) (ESEMPIO: SME IN PASSATO)
FLUTTUAZIONE SPORCA O AMMINISTRATA: CAMBI FLESSIBILI
CON AUTORITA CHE DISCREZIONALMENTE INTERVENGONO.
CON CAMBI FISSI LA MODIFICA DELLA PARITA DA LUOGO A
RIVALUTAZIONE O SVALUTAZIONE (DEFINITE IN MODO
COERENTE CON CERTO PER INCERTO O INCERTO PER CERTO)
SVALUTAZIONE/DEPREZZAMENTO; RIVALUTAZIONE/APPREZ-
ZAMENTO
SONO COSE DIVERSE. MA IN GENERALE IL DEPREZZAMENTO
DETERMINA SVALUTAZIONE (E LAPPREZZAMENTO DETERMINA
RIVALUTAZIONE)
TEORIA DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI
IL SALDO DEI MOVIMENTI DEI BENI TENDE A PEGGIORARE SE:
SI RIVALUTA IL CAMBIO REALE (X CADE, M CRESCE)
AUMENTA LA DOMANDA INTERNA (M CRESCE)
DIMINUISCE LA DOMANDA MONDIALE (X CADE)
IN GENERALE TALE SALDO DIPENDE
POSITIVAMENTE DA: PREZZI ESTERI E DOMANDA ESTERA
NEGATIVAMENTE DA: PREZZI INTERNI, CAMBIO NOMINALE,
DOMANDA INTERNA
capitolo 11 - 4
IL SALDO DEL CONTO FINANZIARIO (MOVIMENTI DI CAPITALE)
DIPENDE
DAI TASSI DI INTERESSE INTERNI E ESTERNI (A BREVE E A
LUNGO TERMINE)
DALLE ASPETTATIVE SUL TASSO DI CAMBIO
PIU COMPLESSE LE DETERMINANTI DEGLI INVESTIMENTI DIRETTI
(NON FINANZIARI)
IN GENERALE TALE SALDO DIPENDE
POSITIVAMENTE DAI TASSI DI INTERESSE INTERNI E DALLE
ASPETTATIVE DI APPREZZAMENTO DEL CAMBIO
NEGATIVAMENTE DAI TASSI DI INTERESSE ESTERI
SE LATTESA E CHE LEURO SI APPREZZERA RISPETTO AL
DOLLARO SARA CONVENIENTE INVESTIRE IN EURO (SI AVRANNO
PIU DOLLARI AL MOMENTO DEL DISINVESTIMENTO)
IL SALDO DELLA COMPLESSIVA BP (VARIAZIONE DELLE RISERVE
UFFICIALI) DIPENDE DA TUTTE LE VARIABILI PRIMA INDICATE.
SE SONO DATI: LE VARIABILI ESTERE (PREZZI, DOMANDA E TASSI DI
INTERESSE), I PREZZI INTERNI E LE ATTESE SUL CAMBIO, LA BP
DIPENDE DA: TASSO DI CAMBIO NOMINALE, DOMANDA INTERNA E
TASSI DI INTERESSE INTERNI.
MODELLO MUNDELL-FLEMING
IN UNECONOMIA APERTA OCCORRE CONSIDERARE ANCHE IL
MERCATO DEI CAMBI E LEQUILIBRIO DELLA BP.
QUINDI: 3 MERCATI (DEI BENI, IS; DELLA MONETA, LM; ESTERO, BP)
I RAPPORTI CON LESTERO INCIDONO ANCHE SUL MERCATO DEI
BENI E SU QUELLO DELLA MONETA (MODIFICHE NELLA IS E NELLA
LM).
capitolo 11 - 5


Y =C + I +G+ X M
C =cY
I = I i
( )
G=G
_
X = X
_
M = mY
PER SOSTITUZIONE SI OTTIENE:


Y =
1
1c + m
I i
( )
+G
_
+ X
_








ESPLICITANDO LA FUNZIONE DEGLI INVESTIMENTI SI OTTIENE LA
RELAZIONE TRA i e Y CHE RAPPRESENTA LA IS.
RISPETTO A UNECONOMIA CHIUSA LA IS
E SPOSTATA A DESTRA PER LA PRESENZA DI X
E PI U I NCLI NATA PER LA PRESENZA DI m NEL
MOLTIPLICATORE
IN UN CONTESTO PIU GENERALE LA IS RISENTE DEI PREZZI INTERNI
(SE CRESCONO SI SPOSTA A SINISTRA E AUMENTA LA SUA
PENDENZA), DEL CAMBIO E DEI PREZZI ESTERI (EFFETTI OPPOSTI)
LA CURVA BP
INDICA LE COMBINAZIONI DI i e Y CHE PORTANO IN EQUILIBRIO
LA BILANCIA DEI PAGAMENTI.
HA INCLINAZIONE CRESCENTE: SE CRESCE Y, CRESCE M, SI
CREA DISAVANZO, OCCORRE CHE i CRESCA PER ATTIRARE
CAPITALI E ELIMINARE IL DISAVANZO.
LA SUA INCLINAZIONE DIPENDE DA m (POSITIVAMENTE) E
DALLA REATTIVITA DEI MOVIMENTI DEI CAPITALI AL TASSO DI
INTERESSE (NEGATIVAMENTE)
capitolo 11 - 6
CON PERFETTA MOBILITA DEI CAPITALI LA BP SARA UNA RETTA
ORIZZONTALE IN CORRISPONDENZA DEL TASSO DI INTERESSE
INTERNAZIONALE (PER UN TASSO DIVERSO AVANZI O DISAVANZI
INDETERMINATAMENTE GRANDI, NON ELIMINABILI CON VARIAZIONI
FINITE IN Y. ANALOGO A CONCORRENZA PERFETTA)
SENZA MOVIMENTI DI CAPITALE: RETTA VERTICALE.
A SINISTRA DELLA BP: AVANZI (TASSI DI INTERESSE TROPPO ALTI,
DATO IL REDDITO); A DESTRA, DISAVANZI.
SE IL TASSO DI CAMBIO CERTO PER INCERTO FOSSE MINORE: BP
VERSO IL BASSO (AUMENTO X) E MENO INCLINATA (RIDUZIONE DI m).
i
Y
Disavanzo
Avanzo
i
Y
BP(e<e)
BP(e>e)
BP(e)
Y
0
i
i
i
o
capitolo 11 - 7
EQUILIBRIO SIMULTANEO DEI TRE MERCATI
SE LEQUILIBRIO VIENE DISTURBATO LE CONSEGUENZE DIPENDONO
DA MOLTI FATTORI IN PARTICOLARE: REGIME DEI CAMBI (FISSI O
FLESSIBILI) E DALLA NATURA DEL DISTURBO . RINVIO .
NELLA FIG. IL DISTURBO E PROVOCATO DA UN AUMENTO DI G.
DISTURBO DA SVALUTAZIONE DEL CAMBIO
X CRESCE: BP IN BASSO (TRASCURO EFFETTI SU PENDENZA)
E IS A DESTRA
Y CRESCE. CON MONETA DATA i AUMENTA. ANCHE PER
QUESTO LA BP E IN AVANZO. SEGUIRA UN AUMENTO DI
BASE MONETARIA (IN ASSENZA DI STERILIZZAZIONE, RINVIO) E
DI OFFERTA DI MONETA: LM A DESTRA.
NUOVO EQUILIBRIO CON Y E i PIU ELEVATI.
i
Y
BP
IS
LM
i
Y
BP
IS
LM
IS
BP
IS
C
B
A
capitolo 11 - 8
RELAZIONI FONDAMENTALI: RIEPILOGO
LE IMPORTAZIONI:

M = m p
+
, p
w

,e
+






Y = m
'
e
r
+






Y
LE ESPORTAZIONI

X = M
W
= m
w
p
+
, p
w

,e
+






Y
w
= m
w
'
e
r







Y
w
SALDO DEI MOVIMENTI DEI BENI

PC = X M = f
'
e
r

,Y

,Y
w
+






MOVIMENTI DEI CAPITALI (SALDO)

MK = g i
+
,i
w

,e
e
+






IL SALDO COMPLESSIVO DELLA BP DIPENDE DA TUTTE QUESTE
VARI ABI LI . TENENDO FERMI : PREZZI I NTERNI , PREZZI
INTERNAZIONALI, REDDITO MONDIALE, TASSO DI INTERESSE
INTERNAZIONALE E ASPETTATIVE SUL TASSO DI CAMBIO, LE
VARIABILI RILEVANTI DIVENTANO SOLO 3: TASSO DI CAMBIO
NOMINALE, REDDITO INTERNO E TASSO DI INTERESSE INTERNO
(QUELLE USATE NELLESAME DELLA BP).
capitolo 11 - 9
LIMITI DEL MODELLO MUNDELL-FLEMING
ASSUNZIONI SEMPLIFICATRICI
DATI I PREZZI INTERNI E INTERNAZIONALI
o QUESTA IPOTESI SEMPLIFICATRICE PERMETTE ANCHE DI
RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA POSSIBILE DIVERGENZA
TRA TASSO NOMINALE E TASSO REALE DI INTERESSE (DAL
PRIMO DIPENDE LA LM DAL SECONDO LA IS)
NEI RAPPORTI CON LESTERO CONSIDERATI I FLUSSI NON GLI
STOCK DI DEBITO E CREDITO
o DIFFERENZA TRA AGGIUSTAMENTO DEGLI STOCK E
FLUSSO PERMANENTE DI EQUILIBRIO
o EFFETTI PERMANENTI O TEMPORANEI DELLE VARIAZIONI
DI i
o DEBITO ESTERO E INTERESSI (REDDITI DA CAPITALE)
LEQUILIBRIO DELLA BDP QUELLO COMPLESSIVO NON QUELLO
PIENO
o EQUILIBRIO COMPLESSIVO COMPATIBILE CON AVANZO
NEI MOVIMENTI DEI CAPITALI E DISAVANZO NEI
MOVIMENTI DEI BENI (O VICEVERSA) - CONSEGUENZE
DIVERSE NEL LUNGO PERIODO DEI VARI CASI
NON SI CONSIDERANO LE ASPETTATIVE DI VARIAZIONE DEL
TASSO DI CAMBIO
o IN PARTICOLARE: LE POLITICHE ADOTTATE POSSONO
MODIFICARE QUESTE ASPETTATIVE
LE OPERAZIONI SUI MERCATI VALUTARI
IN QUESTI MERCATI OPERANO
IMPRESE
CONSUMATORI
BANCHE E ALTRI INTERMEDIARI FINANZIARI
BANCHE CENTRALI
ARBITRAGGIO: IMPEDISCE TASSI DI CAMBIO DIVERSI TRA LE STESSE
VALUTE IN PIAZZE DIVERSE
capitolo 11 - 10
CAMBIO INDIRETTO O CROSS RATE: DATO IL TASSO DI CAMBIO TRA
LA VALUTA A E LA VALUTA B; E IL TASSO DI CAMBIO TRA LA
VALUTA B E LA VALUTA C, E DATO IL CROSS RATE TRA A E C.
SI DISTINGUONO MERCATI VALUTARI A PRONTI (SPOT) E A TERMINE
(FORWARD)
OPERAZIONI A TERMINE PER COPERTURA DAI RISCHI DI CAMBIO
SWAP: AVENDO DISPONIBILITA DI DOLLARI ACQUISTO YEN SPOT E
LI I NVESTO PER 6 MESI I NTI TOLI GI APPONESI ;
CONTEMPORANEAMENTE VENDO YEN A 6 MESI CONTRO DOLLARI.
RIDUCO COSI LINCERTEZZA SUL CAMBIO FUTURO.
INTEREST RATE SWAP: SCAMBIO DI FLUSSI DI INTERESSI.
CONTRATTI FUTURE: SONO CONTRATTI A TERMI NE
STANDARDIZZATI CHE POSSONO ESSERE VENDUTI PRIMA DELLA
SCADENZA. SI FORMA UN FUTURE PRICE DIVERSO DAL PREZZO
ALLA SCADENZA
OPZIONI SUI CAMBI: CONTRATTI A TERMINE IN CUI UNA DELLE PARTI
DIETRO PAGAMENTO DI UN PREMIO (PREZZO DELLOPZIONE) SI
RISERVA DI ACQUISTARE CALL - O VENDERE - PUT - A UN PREZZO
PREDETERMINATO UNA CERTA QUANTITA DI VALUTA A UNA DATA
(O PERIODO) PREFISSATO.
USATE SOPRATTUTTO A FINI SPECULATIVI (COMPRARE E
VENDERE PER LUCRARE LA DIFFERENZA DI PREZZO)
POICHE NON OCCORRE ACQUISTARE EFFETTIVAMENTE LA
VALUTA SI PUO OPERARE CON POCO CAPITALE: LA
DIFFERENZA TRA IL CAMBIO CONCORDATO E QUELLO ALLA
SCADENZA A PRONTI
RAPPORTI COMPLESSI TRA PREZZI A PRONTI DEL CAMBIO E
PREZZO DELLE OPZIONI E DEI FUTURES (INFLUENZA DI
QUESTI ULTIMI, QUINDI DELLA SPECULAZIONE, SUI PRIMI).
capitolo 12 - 1
OBIETTIVI MACROECONOMICI E POLITICA
MONETARIA
ECONOMIA MONETARIA
CARATTERISTICA ESSENZIALE: SCAMBI ATTRAVERSO LA MONETA E
NON ATTRAVERSO TUTTI GLI ALTRI BENI (BARATTO).
LA MONETA, INIZIALMENTE ERA UNA MERCE, ORA E CARTACEA.
QUESTO PONE PARTICOLARI PROBLEMI DI FIDUCIA
FUNZIONI DELLA MONETA
MEZZO DI PAGAMENTO O INTERMEDIARIO DEGLI SCAMBI
UNITA DI CONTO
RISERVA DI VALORI
INTERMEDIARI FINANZIARI
SE I CENTRI DI RISPARMIO NON COINCIDONO COMPLETAMENTE CON
I CENTRI DI INVESTIMENTO SORGE IL PROBLEMA DI FAR AFFLUIRE
LE RISORSE IN POSSESSO DEI RISPARMIATORI VERSO COLORO CHE
VOGLIONO EFFETTUARE INVESTIMENTI.
QUESTO PUO AVVENIRE IN DUE MODI:
o CREDITI DIRETTI CONCESSI DAI RISPARMIATORI AGLI
INVESTITORI (ESEMPIO TITOLI EMESSI DALLE IMPRESE E
SOTTOSCRITTI DALLE FAMIGLIE)
o CREDITI INDIRETTI EMESSI DAGLI INTERMEDIARI FINANZIARI
(CHE IN QUESTO MODO OTTENGONO LE RISORSE DEI
RISPARMIATORI E POI LE VOLGONO IN VARIO MODO A FAVORE
DEGLI INVESTITORI)
capitolo 12 - 2
GLI I.F. CONSENTONO DI ABBASSARE IL COSTO DEL CREDITO
(EFFICIENZA) PERCHE:
o VI SONO ECONOMIE DI SCALA E DI VARIETA NELLATTIVITA DI
ACQUISIZIONE DELLE RISORSE DEI RISPARMIATORI
o POSSONO TRASFORMARE QUALITATIVAMENTE IL CREDITO
(AD ESEMPIO POSSONO PRESTARE A SCADENZE PIU LUNGHE
RISPETTO A QUELLE CONCESSE AI RISPARMIATORI)
o REALIZZANO LA DIVERSIFICAZIONE DEL RISCHIO (IL SINGOLO
RISPARMIATORE DIFFICILMENTE POTREBBE REALIZZARLA
PER LA LIMITATEZZA DELLE SUE RISORSE)
I CREDITI DIRETTI E INDIRETTI PRESENTI IN UNA CERTA ECONOMIA
COSTITUISCONO LINSIEME DELLE SUE PASSIVITA FINANZIARIE
(NECESSARIAMENTE UGUALI ALLE ATTIVITA FINANZIARIE IN
UNECONOMIA CHIUSA: PER OGNI DEBITORE DEVE ESSERVI UN
CREDITORE).
LA STRUTTURA FINANZIARIA E LINSIEME DEGLI I.F., DELLE
ATTIVITA (O PASSIVITA) FINANZIARIE, DEI RELATIVI MERCATI.
GLI INTERMEDIARI FINANZIARI POSSONO ESSERE SPECIALIZZATI
PER IL TIPO DI ATTIVITA ECONOMICA DEI BENEFICIARI DEI PRESTITI,
PER LA DURATA DEI FINANZIAMENTI CONCESSI, PER LA FORMA DI
CREDITO CONCESSA.
RISPETTO ALLE SCADENZE: BANCHE DI TIPO INGLESE
(SEPARAZIONE TRA BREVE E LUNGO TERMINE) OPPURE DI TIPO
TEDESCO O UNIVERSALE (NESSUNA SEPARAZIONE TRA BREVE E
LUNGO TERMINE).
IN ITALIA DOPO LA CRISI DEGLI ANNI TRENTA ERA STATO
SCELTO IL MODELLO INGLESE. DAL 1993 CI SI E MOSSI
NUOVAMENTE VERSO IL SISTEMA TEDESCO (PERMETTENDO
ANCHE LA PARTECIPAZIONE DELLE BANCHE NEL CAPITALE
DELLE IMPRESE)
capitolo 12 - 3
LA MONETA E GLI INTERMEDIARI FINANZIARI
DUE TIPI DI MONETA CREATI DA DUE TIPI DI INTERMEDIARI
FINANZIARI
o MONETA LEGALE
o MONETA BANCARIA (DEPOSITI BANCARI)
LA MONETA LEGALE COSTITUISCE PASSIVITA DELLA BANCA
CENTRALE. HA CORSO FORZOSO.
LA MONETA BANCARIA E UNA PASSIVITA DELLE BANCHE
ORDINARIE. IN QUESTO CASO E CRUCIALE LASPETTO
FIDUCIARIO.
ESISTONO ALTRI STRUMENTI FINANZIARI CHE POSSONO ESSERE
CONSIDERATI MONETA PER LA LORO LIQUIDITA:
o PRONTI CONTRO TERMINE
o CERTIFICATI DI DEPOSITO
o ACCETTAZIONI BANCARIE
LA VARIETA DI STRUMENTI FINANZIARI CONDUCE A VARI TIPI DI
MONETA
o M1= CIRCOLANTE E DEPOSITI BANCARI A VISTA
o M2= M1+DEPOSITI A SCADENZA (MAX 2 ANNI, MAX 3 MESI
PREAVVISO)
o M3=M2+ OPERAZIONI P/T+QUOTE DEI FONDI DI INVESTIMENTO
MONETARI E TITOLI DI DEBITO DI ISTITUZIONI FINANZIARIE
MONETARIE FINO A 2 ANNI
LA BASE MONETARIA
GLI ISTITUTI DI EMISSIONE HANNO COMPITI PECULIARI:
PRESTATORI DI ULTIMA ISTANZA
VIGILANZA SUL SISTEMA CREDITIZIO
ESSI CREANO, INOLTRE, BASE MONETARIA
capitolo 12 - 4
LA BASE MONETARIA O MONETA AD ALTO POTENZIALE COMPRENDE
TUTTE LE PASSIVITA A VISTA EMESSE DALLE AUTORITA
MONETARIE NONCHE QUELLE PRONTAMENTE TRASFORMABILI IN
ESSE.
PRIMA DELLUME, LA BASE MONETARIA IN ITALIA COMPRENDEVA:
BIGLIETTI E MONETE DELLA BANCA DITALIA E DEL TESORO
DEPOSITI PRESSO LA BANCA DITALIA DEL SETTORE NON
STATALE E DELLE AZIENDE DI CREDITO
CON LUME, LA BASE MONETARIA PUO ESSERE IDENTIFICATA CON :
CIRCOLANTE
RISERVA PRESSO LA BCE
DEPOSITI CHE POSSONO ESSERE COSTITUITI DALLE BANCHE
PRESSO LA BCE
LA BASE MONETARIA E TENUTA DALLE BANCHE (RISERVE) E DAL
PUBBLICO.
I CANALI DI CREAZIONE DELLA BASE MONETARIA
ESTERO
CREAZIONE O DISTRUZIONE DI RISERVE VALUTARIE
TESORO
IL TESORO PUO EMETTERE MONETA E LA BC PUO
CONCEDERGLI CREDITO PER FINANZIARE DEFICIT (ES.
ACQUISTO TITOLI PUBBLICI SUL MERCATO PRIMARIO)
OPERAZIONI DI MERCATO APERTO
ACQUISTO O VENDITA DI TITOLI PUBBLICI SUL MERCATO
SECONDARIO
OPERAZIONI CON LE BANCHE
FINANZIAMENTO DELLE BANCHE, CREDITO DI ULTIMA
ISTANZA. OPERAZIONI DI RISCONTO O DI ANTICIPAZIONE,
AL TASSO UFFICIALE DI SCONTO.
capitolo 12 - 5
LE BANCHE E IL MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI
LA QUANTITA DI MONETA BANCARIA (DEPOSITI) E LEGATA ALLA BASE
MONETARIA.
LO DIMOSTRIAMO SULLA BASE DELLE SEGUENTI IPOTESI:
IL PUBBLICO DESIDERA TENERE COME CIRCOLANTE (BASE
MONETARIA) UNA CERTA FRAZIONE h DEI DEPOSITI
BMP = h * D
LE BANCHE TENGONO COME RISERVE (LIBERE O
OBBLIGATORIE) UNA CERTA FRAZIONE j DEI DEPOSITI
BMB = j * D
LA BASE MONETARIA PUO ESSERE TENUTA DAL PUBBLICO O
DALLE BANCHE
BM = BMP + BMB
QUINDI, PER SOSTITUZIONE:
BM = hD+jD= D (h+j)

D=
1
h+ j
( )
BM
I DEPOSITI SONO UN MULTIPLO (H+J<1, IN GENERALE) DELLA BASE
MONETARIA. 1/(h+j) RAPPRESENTA IL MOLTIPLICATORE DEI
DEPOSITI.
LA QUANTITA COMPLESSIVA DI MONETA PUO ESSERE POSTA IN
RELAZIONE ALLA BASE MONETARIA:

L
s
= BMP+D
L
s
= hD+ D=D 1+h
( )
capitolo 12 - 6

L
s
=
1+h ( )
1+ j
( )
BM
IL TERMINE CHE MOLTIPLICA BM RAPPRESENTA IL MOLTIPLICATORE
DELLA MONETA.
CONTROLLANDO BM E j LE AUTORITA MONETARIE CONTROLLANO
LA MONETA COMPLESSIVA.
IL COEFFICIENTE h (ED ANCHE j PER LA PARTE CHE RIGUARDA LE
RISERVE LIBERE) QUI SONO ASSUNTI COME COSTANTI. IN
GENERALE DIPENDONO DAI TASSI DI INTERESSE.
LA MOLTIPLICAZIONE DEI DEPOSITI: LA SEQUENZA
SUPPONIAMO PER SEMPLICITA CHE h=0 (IL PUBBLICO NON VUOLE
DETENERE CIRCOLANTE).
STADIO DEPOSITI BASE MONET. CREDITI
1 D
1
=BM BMB
1
=jBM CR
1
=(1-j)BM
2 D
2
=(1-j)BM BMB
2
=j (1-j)BM CR
2
=(1-j)
2
BM
3 D
3
=(1-j)
2
BM BMB
3
=j(1-j)
2
BM CR
3
=(1-j)
3
BM
4 D
n
=(1-j)
n-1
BM BMB
n
=j(1-j)
n-1
BM CR
n
=(1-j)
n
BM
I DEPOSITI CREATI SONO UNA PROGRESSIONE GEOMETRICA DI
RAGIONE (1-j).
LA SOMMA DI QUESTA PROGRESSIONE GEOMETRICA E:

S
n
=BM
1 1 j
( )
n
1(1 j)
E PER n CHE TENDE A INFINITO:

S
n
=
BM
j
capitolo 12 - 7
SE h>O AD OGNI PASSAGGIO SI RIDUCE LA CAPACITA DELLE
BANCHE DI CREARE DEPOSITI (I CREDITI NON DIVENTANO TUTTI
DEPOSITI). h COMPARIRA AL DENOMINATORE.
LA SEQUENZA CHIARISCE CHE:
CONCESSIONE DI CREDITO DA PARTE DELLE BANCHE E CREAZIONE
DI MONETA SONO OPERAZIONI STRETTAMENTE CONNESSE.
QUESTO RENDE EVIDENTE IL RUOLO DEL TASSO DI INTERESSE:
DIPENDE DA QUESTO SE LE BANCHE VOGLIONO CONCEDERE
CREDITO E LE IMPRESE VOGLIONO CHIEDERLO.
SI NOTI CHE IL MOLTIPLICATORE DEI DEPOSITI FIN QUI VISTO E
QUELLO POTENZIALE: IN PARTICOLARE LA CONCESSIONE DI
CREDITO NON E MECCANICA CIOE NON DERIVA SOLO DALLA
DIFFERENZA TRA BASE MONETARIA DISPONIBILE E BASE
MONETARIA DESIDERATA IN BASE AL COEFFICIENTE VISTO.
IL CONTROLLO DELLOFFERTA DI MONETA
LA MONETA (SPECIALMENTE SE E MONETA CARTACEA, MA NON
SOLTANTO) CAUSA INSTABILITA. ANCHE PER QUESTO OCCORRE
VIGILARE SULLA STRUTTURA FINANZIARIA E CONTROLLARE LOFFERTA DI
MONETA.
LA QUANTITA DI MONETA E UNA VARIABILE ENDOGENA CHE
DIPENDE DA:
BASE MONETARIA (BM)
COEFFICIENTE DI RISERVA (BANCHE)
RAPPORTO CIRCOLANTE/DEPOSITI (PUBBLICO).
LE PRIME DUE SONO CONTROLLABILI DALLAUTORITA MONETARIA.
capitolo 12 - 8
CONTROLLABILITA DEI CANALI DI CREAZIONE DI BM
ESTERO
NON E CONTROLLABILE SE NON PER VIA AMMINISTRATIVA
TESORO
CONTROLLABILE SE AUTORITA MOENTARIA E INDIPENDENTE
(COMPATIBILMENTE CON LE DECISIONI DEL TESORO)
OPERAZIONI DI MERCATO APERTO (DISTINTE DAL TESORO)
CONTROLLABILI
BANCHE
CONTROLLABILI I TASSI DI RIFINANZIAMENTO. EFFETTI CHE
DIPENDONO DALLE REAZIONI DELLE BANCHE
IN GENERALE, BM E CONTROLLABILE SE E CONTROLLABILE
ALMENO UNO DEI CANALI DELLA SUA CREAZIONE. ECCEZIONI:
OSCILLAZIONI VIOLENTE NEI CANALI NON CONTROLLATI
CAMBI FISSI
IL CASO DEI CAMBI FISSI.
ESEMPIO: BM CRESCE CON O.M.A; CRESCE LOFFERTA DI MONETA;
CADE IL TASSO DI INTERESSE; I CAPITALI DEFLUISCONO
ALLESTERO; IL CAMBIO RESTA FISSO; LE RISERVE DIMINUISCONO;
SI DISTRUGGE BM.
QUESTA SEQUENZA IN GENERE RICHIEDE TEMPO.
CONTROLLABILITA DI h E j
h e j (PER LA PARTE RELATIVA ALLE RISERVE LIBERE) DIPENDONO:
DAI TASSI DI INTERESSE CORRENTI;
DAI TASSI DI INTERESSE ATTESI
IN PREVISIONE DI TASSI CRESCENTI SI TIENE PIU BM. SE
LAUMENTO DI BM CREA QUESTE ASPETTATIVE LA MANOVRA
PUO ESSERE INEFFICACE (CRITICA DI LUCAS).
capitolo 12 - 9
j PRESUPPONE ANCHE COMPORTAMENTI APPROPRIATI DA PARTE
DEI SOGGETTI CHE DOMANDANO CREDITO ALLE BANCHE.
POTREBBE IN PARTICOLARE ACCADERE CHE QUANDO BM
CRESCE IL CREDITO NON VENGA ESPANSO PER MANCANZA DI
DOMANDA E, QUINDI, j CADA. CON MANOVRE RESTRITTIVE E
MENO PROBABILE.
j (PER LA PARTE OBBLIGATORIA) PUO ESSERE CONTROLLATO
DIRETTAMENTE. PIU FACILE IL CONTROLLO IN SENSO
RESTRITTIVO.SEQUENZA:
CRESCE IL COEFFICIENTE DI RISERVA OBBLIGATORIO; SE NON
HANNO RISERVE LIBERE, LE BANCHE DEVONO RIDURRE I
CREDITI. PER CONSEGUENZA SI RIDURRANNO ANCHE I
DEPOSITI E LOFFERTA DI MONETA.
LA MANOVRA NON HA EFFETTO SE LE BANCHE DISPONGONO DI
RISERVE LIBERE
TITOLI LIQUIDI PRONTAMENTE TRASFORMABILI IN BM
PER EVITARE QUESTI PERICOLI SI POSSONO INTRODURRE:
MASSIMALI DEGLI IMPIEGHI (LIMITI ALLENTITA DEI CREDITI
CONCESSI). VI SI E FATTO RICORSO IN ITALIA NEGLI ANNI SETTANTA
E OTTANTA.
OBIETTIVI E ORGANI DELLA POLITICA
MONETARIA
IN GENERALE LORGANO RESPONSABILE DELLA POLITICA
MONETARIA (BANCA CENTRALE) E INDIPENDENTE DAL GOVERNO.
LINDIPENDENZA PUO ESSERE POLITICA (SUGLI OBIETTIVI) O
OPERATIVA (SUGLI STRUMENTI).
CIO PONE IL PROBLEMA DEL COORDINAMENTO TRA RESPONSABILI
DELLA POLITICA ECONOMICA
capitolo 12 - 10
SOPRATTUTTO SE GLI OBIETTIVI NON SONO TRA LORO
COMPLEMENTARI (PER CUI OTTENERNE UNO PUO
DANNEGGIARE GLI ALTRI).
IN GENERALE ALLA AUTORITA MONETARIE SI AFFIDA LA STABILITA
MONETARIA INTERNA ED ESTERNA (CIOE: INFLAZIONE E CAMBIO).
SI CONSIDERANO MENO CONTROLLABILI CON LA MONETA IL
REDDITO E LOCCUPAZIONE.
(MA DIPENDE DAI REGIME DEI CAMBI E DA ALTRE CONDIZIONI
DELLECONOMIA INTERNAZIONALE CHE VEDREMO IN
SEGUITO).
LE AUTORITA MONETARIE POSSONO INFLUENZARE LA CRESCITA IN
DUE MODI OPPOSTI:
CON LA STABILITA MONETARIA CHE INCENTIVA IL
RISPARMIO FINANZIARIO
CON LINSTABILITA MONETARIA (INFLAZIONE) CHE
POTREBBE STIMOLARE GLI INVESTIMENTI E LA CRESCITA
LA SCELTA DIPENDE DALLA NATURA DELLE ASPETTATIVE E DA
ALTRE CARATTERISTICHE DEL SISTEMA ECONOMICO E FINANZIARIO.
POLITICA MONETARIA CON CAMBI FISSI E
FLESSIBILI
L EFFI CACI A DELLA POLI TI CA MONETARI A RI SPETTO
ALLOCCUPAZIONE E AL REDDITO DIPENDE DAL REGIME DEI CAMBI:
INEFFICACE CON CAMBI FISSI, EFFICACE CON CAMBI
FLESSIBILI.
RAGIONE:
CON CAMBI FISSI AVANZI O DISAVANZI DELLA BP DANNO LUOGO A
VARIAZIONI DELLA BASE MONETARIA (E DELLOFFERTA DI MONETA)
capitolo 12 - 11
CAMBI FISSI
IPOTESI DI POLITICA MONETARIA ESPANSIVA (BM)
i , Y . DEFICIT BP, DEPREZZAMENTO DEL CAMBIO, BM . TORNA LA
SITUAZIONE DI PARTENZA. EFFETTO FINALE: i e Y INVARIATI.
PIU MOBILI I CAPITALI, PIU GRAVE IL DEFICIT BP, PIU RAPIDA LA
RIDUZIONE DI BM
CAMBI FLESSIBILI
IPOTESI DI POLITICA MONETARIA ESPANSIVA (BM)
i E Y . DEFICIT NELLA BP DEPREZZAMENTO DEL CAMBIO Y ANCORA.
EFFETTO FINALE: i INCERTO, Y AUMENTATO.
i
Y
BP
IS
LM
IS
LM
capitolo 12 - 12
PIU MOBILI I CAPITALI, PIU FORTE IL DEPREZZAMENTO DEL
CAMBIO, PIU EFFICACE LA POLITICA MONETARIA.
SINTESI
CAMBI FISSI CAMBI FLESSIBILI
MOBILIT IMMOBILIT MOBILIT IMMOBILIT
POLITICA
MONETARIA
INEFFICACE TEMPORA-
NEAMENTE
EFFICACE
MOLTO
EFFICACE
EFFICACE
IL MODO DI OPERARE DELLA POLITICA MONETARIA
LA TIPICA CATENA DEGLI EFFETTI (IPOTESI ESPANSIVA)
B.M. (CON O.M.A.) : RISERVE LIBERE & PREZZO TITOLI (TASSO
DI RENDIMENTO); : AUMENTO OFFERTA CREDITI &RIDUZIONE
CORRISPONDENTE TASSO DI INTERESSE (VIA SOSTITUZIONI DI
PORTAFOGLIO; : AUMENTO DOMANDA GLOBALE E OCCUPAZIONE
(AUMENTA ANCHE LA DOMANDA DI DEPOSITI). POSSONO ANCHE
AUMENTARE I PREZZI.
i
BP
IS
LM
BP
IS
C
B
A
LM
capitolo 12 - 13
POSSIBILI REAZIONI PERVERSE DA PARTE DELLE BANCHE
ALLAUMENTO DEI TASSI DI INTERESSE:
PERCEPISCONO UNA MAGGIORE LINCERTEZZA; AUMENTA LA
DOMANDA DI LIQUIDITA E NON CRESCE LOFFERTA DI CREDITO;
TEMONO LA SELEZIONE AVVERSA (AL CRESCERE DEL TASSO DI
INTERESSE SI CHIEDONO FONDI SOLO PER I PROGETTI PIU
RISCHIOSI). PUO AVERSI RAZIONAMENTO;
AVENDO TITOLI IN PORTAFOGLIO LA RIDUZIONE DEL LORO
VALORE SPINGE A TENERLI INVECE CHE A VENDERLI PER
OFFRIRE PIU CREDITO (ORA PIU CONVENIENTE).
IN GENERALE: POSSONO AVERSI EFFETTI ATTRAVERSO LA
DISPONIBILITA DI CREDITO E NON SOLO ATTRAVERSO IL COSTO
DEL CREDITO (TASSI DI INTERESSE).
QUINDI: LA POLITICA MONETARIA ESPLICA LA SUA EFFICACIA CON
RITARDO E ATTRAVERSO CANALI COMPLESSI. PER QUESTO E UTILE
TENERE DOCCHIO ALCUNE VARIABILI INTERMEDIE:
INDICATORI LEGATI AGLI STRUMENTI (esempio: tasso di
crescita della moneta, tasso di interesse)
OBIETTIVI INTERMEDI INFLUENZANO DA VICINO GLI
OBIETTIVI (esempio: aggregati monetari M1, M2, M3, alcuni
tassi di interesse, tasso di cambio nominale)
OBIETTIVI OPERATIVI COLLOCATI TRA STRUMENTI E
OBIETTIVI INTERMEDI (esempio: tassi di interesse a breve
termine)
ESEMPI DI O.I.
1. CREDITO TOTALE INTERNO
FINANZIAMENTI AL SETTORE STATALE E NON STATALE
(UTILIZZATO IN PASSATO, ORA DIVENUTO MENO AFFIDABILE)
2. ESPANSIONE DEL CREDITO INTERNO (DCE)
FINANZIAMENTO AL TESORO CON BM PIU CREDITI BANCARI AI
PRIVATI
3. M2
4. TASSO DI INTERESSE
5. TASSO DI CAMBIO NOMINALE
capitolo 12 - 14
CRITERI PER LA SCELTA DELLO.I. MIGLIORE
1. CONTROLLABILITA DELLO.I.
DIPENDE DALLA RELAZIONE TRA STRUMENTI E O.I.
2. STABILITA DELLE FUNZIONI DI COMPORTAMENTO
DIPENDONO DALLA SOSTITUIBILITA DELLE ATTIVITA
FINANZIARIE E DALLA NATURA DEGLI SHOCKS
3. RAPPORTO TRA O.I. E OBIETTIVI FINALI
MUTA NEL LUNGO PERIODO. E MUTATO, AD ESEMPIO IL
LEGAME TRA CTI E SALDO BDP PER LA CRESCENTE MOBILITA
DEI CAPITALI E TRA CTI E REDDITO PER LA CRESCENTE
IMPORTANZA DELLAUTOFINANZIAMENTO DELLE IMPRESE.
CONDUZIONE DELLA POLITICA MONETARIA SI DISTINGUE TRA :
INTERVENTI A DUE STADI OLTRE AGLI OBIETTIVI FINALI
VENGONO ANNUNCIATI ANCHE GLI OBIETTIVI INTERMEDI
INTERVENTI A UNO STADIO VENGONO ANNUNCIATI SOLO
GLI OBIETTIVI FINALI (ESEMPIO: INFLATION TARGETING
DELLA BCE).
EFFICACIA DELLA POLITICA MONETARIA
CONFRONTO CON LA POLITICA FISCALE : TEMPI DI EFFICACIA
IL RITARDO DI OSSERVAZIONE NON E DIVERSO
IL RITARDO AMMINISTRATIVO E MINORE
IL RITARDO DEGLI EFFETTI PUO ESSERE MAGGIORE
RILEVANZA DEGLI EFFETTI ANNUNCIO
LA POLITICA MONETARIA NON SI PRESTA A UN DOSAGGIO
RAFFINATO (FINE TUNING)
capitolo 12 - 15
LA POLITICA MONETARIA E ASIMMETRICA: FUNZIONA MEGLIO IN
SENSO RESTRITTIVO. RAGIONI:
MOLTIPLICATORE EFFETTIVO MAGGIORE IN CASO DI
RESTRIZIONE
POSSIBILE ESISTENZA DI UN PAVIMENTO AL TASSO DI INTERESSE
(TRAPPOLA DELLA LIQUIDITA)
POSSIBILE INELASTICITA DELLA DOMANDA DI CREDITO
RISPETTO AL TASSO DI INTERESSE (RUOLO DEL
RAZIONAMENTO).
capitolo 13 - 1
LA POLITICA FISCALE
CONSISTE NELLUSO DEL BILANCIO DELLO STATO E DI ALTRI ENTI
PUBBLICI (ENTRATE E USCITE) PER CONSEGUIRE OBIETTIVI
(ESSENZIALMENTE) MACROECONOMICI (SPECIALMENTE REDDITO E
OCCUPAZIONE NEL BREVE PERIODO).
I SOGGETTI DELLA POLITICA FISCALE
SETTORE STATALE
STATO
ORGANI COSTITUZIONALI
CASSA DEPOSITI E PRESTITI
ANAS
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI CENTRALI
AMMINISTRAZIONI LOCALI
ENTI DI PREVIDENZA
SETTORE PUBBLICO=AMMINISTRAZIONE PUBBLICHE+ EX AZIENDE
AUTONOME (ANAS..)
IDENTITA FONDAMENTALE DEL BILANCIO PUBBLICO:

T C
g
Tr
c
INT I
g
Tr
k
= B
T = ENTRATE CORRENTI
ESSENZIALMENTE: IMPOSTE DIRETTE, INDIRETTE, TASSE E
CONTRIBUTI SOCIALI
C
g
= CONSUMI PUBBLICI
SPESE PER PERSONALE E PER ACQUISTI DI BENI E SERVIZI
Tr
c
= TRASFERIMENTI CORRENTI ESCLUSI GLI INTERESSI
TRASFERIMENTI ALLE FAMIGLIE, ALLE IMPRESE, AL RESTO
DEL MONDO NON PER COSTITUZIONE DI CAPITALE
INT= INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO
I
g
= INVESTIMENTI PUBBLICI
capitolo 13 - 2
SPESE PER ALLARGAMENTO CAPITALE PUBBLICO (SCUOLE,
STRADE, INFRASTRUTTURE, ECC.)
Tr
k
=TRASFERIMENTI IN CONTO CAPITALE
ESSENZIALMENTE TRASFERIMENTI ALLE IMPRESE PER
AGEVOLARE GLI INVESTIMENTI E LOCCUPAZIONE
B= SALDO COMPLESSIVO
SALDO CORRENTE B
c
= T (C
g
+ Tr
c
)
SPESA PUBBLICA PRIMARIA: G
p
= C
g
+Ig+ Tr
c
+ Tr
k
SALDO PRIMARIO B
p
= T- C
g
- Tr
c
- I
g
- Tr
k
SALDO CORRENTE PRIMARIO B
pc
= T- C
g
- Tr
c
VARI DOCUMENTI DI RILIEVO PER LA POLITICA FISCALE, IN
PARTICOLARE: DPEF (30 GIUGNO DI OGNI ANNO); LEGGE
FINANZIARIA (CHE FISSA IN PARTICOLARE IL LIMITE MASSIMO DEL
FABBISOGNO LORDO, O DISAVANZO O INDEBITAMENTO RICORSO
AL MERCATO FINANZARIO), COLLEGATO ALLA FINANZIARIA (PER
MODIFICHE NEI TRIBUTI)
TENDENZE DELLE ENTRATE FISCALI IN ITALIA:
CRESCITA DAGLI ANNI 60; CALO NEL 70-75 (RIFORMA E
CONSEGUENZE SUL FUNZIONAMENTO DELLAMMINISTRAZIONE);
RIPRESA SUCCESSIVA E QUINDI STABILIZZAZIONE.
INDICE: LA PRESSIONE TRIBUTARIA, CIOE IL RAPPORTO TRA LE
ENTRATE TRIBUTARIE COMPLESSIVE E IL PIL).
capitolo 13 - 3
REDDITO, OCCUPAZIONE E IMPOSTE
NEI MODELLI KEYNESIANI T INCIDE SU C (POTREBBE INFLUENZARE
ANCHE I). T RIDUCE IL REDDITO DISPONIBILE DA CUI DIPENDE C.
IMPOSTE IN SOMMA FISSA
Y =C+I+G
C= c(Y-T)

I = I
_
DA CUI:

Y=
1
1 c
I
_
+ G cT




IL MOLTIPLICATORE DI T E MINORE DI QUELLO DI G (Valore assoluto)

c
1 c
( )
<
1
1 c
( )
G E INTERAMENTE DOMANDA, T E MINORE: INCIDE SULLA
DOMANDA SOLTANTO PER cT (CHE E MINORE DI T).
SE T E G AUMENTANO DELLO STESSO AMMONTARE IL REDDITO
CRESCE (TEOREMA DEL BILANCIO IN PAREGGIO).
IMPOSTE PROPORZIONALI AL REDDITO
Cio: T=tY. QUINDI:
Y =C+I+G
C= c(Y-tY)

I = I
_
DA CUI:

Y=
1
1 c 1 t ( )
I
_
+ G




COSA ACCADE A tY (GETTITO TRIBUTARIO) SE t SI RIDUCE?
capitolo 13 - 4
IMPOSTE PROGRESSIVE
LALIQUOTA MEDIA CRESCE CON IL REDDITO (esempio: scaglioni)
IL GETTITO DIPENDE SIA DALLA STRUTTURA IMPOSITIVA CHE DALLA
DISTRIBUZIONE DEI REDDITI PERSONALI.
LA CRESCITA DEL REDDITO HA EFFETTI DIVERSI SE:
AUMENTANO I PERCETTORI DI REDDITO, A PARITA DI
REDDITO PRO-CAPITE (LALIQUOTA MEDIA NON CAMBIA)
CRESCE IL REDDITO PRO-CAPITE (VARIA LALIQUOTA MEDIA E
QUINDI IL MOLTIPLICATORE)
NEL SECONDO CASO: ALIQUOTE PROGRESSIVE FUNGONO DA
STABILIZZATORE AUTOMATICO. QUANDO LECONOMIA SI ESPANDE,
CRESCE LALIQUOTA MEDIA, CADE IL MOLTIPLICATORE,
LECONOMIA SI STABILIZZA (E VICEVERSA)
IL DRENAGGIO FISCALE
CON PROGRESSIVITA LINFLAZIONE CAUSA AUMENTO DELLE
IMPOSTE REALI E RIDUZIONE DEL REDDITO REALE DISPONIBILE.
IPOTESI SULLE ALIQUOTE:
20% PER REDDITI TRA O E 1000
30% SUL REDDITO ECCEDENTE 1000
REDDITO
NOMINALE
LORDO
LIVELLO
PREZZI
REDDITO
REALE
LORDO
PRELIEVO
TRIBUTARIO
REDDITO
NOMINALE
NETTO
REDDITO
REALE
NETTO
t
0
1000 100 10 200 800 8
t
1
2000 200 10 500 1500 7,5
A PARITA DI REDDITO REALE LORDO CADE IL REDDITO REALE
NETTO
capitolo 13 - 5
EQUITA E IMPOSTE
EROSIONE: RIDUZIONE DELLA BASE IMPONIBILE ATTAVERSO
ESENZIONI, NON SEMPRE MOTIVATE DA EQUITA
ELUSIONE: AZIONI NON ILLEGALI MA OPPORTUNISTICHE DIRETTE
A RISPARMIARE IMPOSTE
EVASIONE: COMPORTAMENTO ILLEGALE DI OCCULTAMENTO DI
REDDITI E TRANSAZIONI TASSABILI
EVOLUZIONE DELLA SPESA IN ITALIA
DAGLI ANNI 60N CRESCITA E STABILIZZAZIONE
CRESCENTE INCIDENZA DELLA SPESA PER INTERESSI DA META
ANNI SETTANTA (DEBITO E ANDAMENTO TASSI INTERESSE) FINO A
META ANNI 90
SPESA CORRENTE PRIMARIA INVARIATA DA META ANNI 90, DOPO
FORTI AUMENTI
IL FINANZIAMENTO DELLA SPESA
LA SPESA PUBBLICA PUO ESSERE FINANZIATA:
CON AUMENTO DELLE ENTRATE (IN PAREGGIO)
IN DEFICIT
LA SPESA IN DEFICIT PUO A SUA VOLTA ESSERE FINANZIATA CON:
EMI SSI ONE DI TI TOLI DEL DEBI TO PUBBLI CO
(INDEBITAMENTO)
CREAZIONE DI BASE MONETARIA
capitolo 13 - 6
IL PAREGGIO DEL BILANCIO
LA SPESA CRESCE COME LE IMPOSTE.
CON IMPOSTE FISSE:

Y=
1
1 c
I
_
+ G cT




PERTANTO FACENDO VARIARE G E T SI HA:

Y=
1
1 c ( )
G cT ( )
CON EGUALI VARIAZIONI IN G E IN T:

Y=
1 c ( )
1 c ( )
G= G
IL MOLTIPLICATORE E UGUALE A 1: LAUMENTO DI REDDITO E
UGUALE ALLAUMENTO DI SPESA (O ALLAUMENTO DI IMPOSTE).
QUESTO E IL TEOREMA DI HAAVELMO O DEL BILANCIO IN
PAREGGIO.
G HA UN EFFETTO DIRETTO SU Y PER IL SUO AMMONTARE E EFFETTI
INDIRETTI VIA CONSUMO. T HA SOLO EFFETTI INDIRETTI. QUINDI I
MOLTIPLICATORI DI G E T SONO DIVERSI (COME GIA VISTO)
IL FINANZIAMENTO IN DEFICIT
GLI EFFETTI ESPANSIVI SONO MAGGIORI
SI PUO RICORRERE A BM O A EMISSIONE DI TITOLI (B).
VALE LA SEGUENTE:

T G
p
INT+
BM
p
+
B
p
= 0
capitolo 13 - 7
IL FINANZIAMENTO CON BASE MONETARIA
I DUE CANALI HANNO COSTI DIVERSI.
SIGNORAGGIO: IL MINOR COSTO DELLA BASE MONETARIA. E
SIGNORAGGIO ANCHE LA TASSA DA INFLAZIONE (LA RIDUZIONE DI
VALORE REALE DEL DEBITO A SEGUITO DELLINFLAZIONE).
SI SPOSTANO VERSO DESTRA SIA LA IS CHE LA LM. EFFETTI CERTI
SU Y, INCERTI SU i (DIPENDE DAGLI SPOSTAMENTI RELATIVI)
CON POLITICA MONETARIA ACCOMODANTE SOSTANZIALMENTE SI
EVITA CHE IL TASSO DI INTERESSE CRESCA E CONTRASTI GLI
EFFETTI ESPANSIVI
IL CASO DELLA POLITICA MONETARIA ACCOMODANTE
GRAFICAMENTE SI RAPPRESENTA CON UNA LM ORIZZONTALE (FIG.
13.3 a DEL TESTO): EQUIVALE A DIRE CHE LOFFERTA DI MONETA
SAR QUELLA CHE TIENE i FERMO A UN DETERMINATO LIVELLO.
IN QUESTE CONDIZIONI E FORTE IL RISCHIO DI INFLAZIONE (LO
SOSTENGONO IN PARTICOLARE I MONETARISTI)
PER CONTRASTARE QUESTI RISCHI POSSONO ATTUARSI INTERVENTI
STRUTTURALI SULLA CURVA DI PHILLIPS CHE CONSENTANO DI
AVERE UNA MINORE INFLAZIONE IN CORRISPONDENZA DELLA
STESSA DISOCCUPAZIONE
i
Y
A
i
C
IS
IS
LM
LM
i
Y Y
capitolo 13 - 8
QUESTO SPOSTAMENTO SI PUO REALIZZARE CON
POLITICHE DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
POLITICHE PER LA MOBILITA
POLITICHE PER LA PRODUTTIVITA
LINDEBITAMENTO
LOFFERTA DI MONETA RESTA FERMA. GRAFICAMENTE LA LM
RESTA LA STESSA (FIG. 13.3 b DEL TESTO)
SI HANNO PRESSIONI SUI TASSI DI INTERESSE E SI HA LA
RETROAZIONE MONETARIA.
Y=C+I+G
C=cY
I=I
o
-ai

L
s
p
= L
d

L
d
= L
d
1
+L
d
2

L
d
1
= kY

L
d
2
= L
O
vi
Tasso disoccup.
Tasso inflazione
capitolo 13 - 9
RISOLVENDO IL SISTEMA PER Y (CON VARIE SOSTITUZIONI):

Y=
1
1 c + ak / v
I
0
+ G+
a
v
L
s
p
L
O
[
\
|

)
j
|
|
|
|
|
|
ak/v E LA RETROAZIONE MONETARIA (RIDUCE IL MOLTIPLICATORE).
LA RETROAZIONE MONETARIA
CRESCE CON k PERCHE PIU AUMENTA LA DOMANDA DI MONETA
TRANSATTIVA PIU DEVE CRESCERE i (OCCORRERA VENDERE
PIU TITOLI)
CADE CON v PERCHE LAUMENTO DI i SARA TANTO MAGGIORE
QUANTO MENO CADE LA DOMANDA SPECULATIVA AL CRESCERE
DI i (NECESSARIO MAGGIORE AUMENTO DI i PER LIBERARE LA
MONETA CHIESTA PER TRANSAZIONI).
CRESCE CON a PERCHE GLI I CADRANNO TANTO PIU QUANTO
PIU SONO ELASTICI A i.
DIPENDE, QUINDI, DALLA CRESCITA DI i E DAL SUO EFFETTO SU
I.
CON RETROAZIONE MONETARIA CE CROWDING OUT O
SPIAZZAMENTO (PER VIA FINANZIARIA) DELLA SPESA PRIVATA DA
PARTE DELLA SPESA PUBBLICA.
RIDUCE LEFFICACIA DELLA POLITICA FISCALE. MONETARISTI
E NUOVI ECONOMISTI CLASSICI RITENGONO CHE LO
SPIAZZAMENTO SIA PRESSOCHE COMPLETO.
ALTRA RAGIONE DI INEFFICACIA DELLA POLITICA FISCALE:
GLI AGENTI ECONOMICI (ULTRARAZIONALI) PREVEDENDO CHE
IN FUTURO AUMENTERANNO LE TASSE PER FAR FRONTE AL
DEFICIT ATTUALE AUMENTANO IL RISPARMIO E RIDUCONO IL
CONSUMO PRESENTE. QUESTO E SPIAZZAMENTO REALE
(LEFFETTO E NOTO COME EQUIVALENZA RICARDIANA O DI
BARRO-RICARDO)
LIPOTESI DI ULTRARAZIONALITA APPARE SCARSAMENTE
FONDATA.
capitolo 13 - 10
POLITICA FISCALE IN ECONOMIA APERTA
CON CAMBI FISSI
A) CAPITALI RELATIVAMENTE IMMOBILI (BP MOLTO INCLINATA)
POLITICA FISCALE ESPANSIVA (G)
ALLINTERNO AUMENTANO Y E i. POICHE i INCIDE POCO SUGLI
AFFLUSSI DI CAPITALI MOLTO PROBABILMENTE SI AVRA UN
DISAVANZO CON LESTERO (M). CON CAMBI FISSI SI AVRA BM
. E SPOSTAMENTO DELLA LM. PER CONSEGUENZA i
CONTINUERA A CRESCERE. EFFETTO FINALE: i SICURAMENTE
CRESCIUTO. Y CRESCER MA POCO
i
Y
C
A
BP
B
IS
IS
LM
LM
capitolo 13 - 11
B) CAPITALI MOLTO MOBILI (BP POCO INCLINATA, AL LIMITE
ORIZZONTALE: PERFETTA MOBILITA)
POLITICA FISCALE ESPANSIVA (G)
Y E i . i INCIDE MOLTISSIMO SUI CAPITALI: MALGRADO M SI
HA AVANZO BM Y . i QUASI FERMO AL LIVELLO
INIZIALE PER EQUILBRIO ESTERNO. EFFETTO FINALE: i
VARIATO DI POCO (NULLA SE PERFETTA MOBILITA), Y MOLTO
AUMENTATO.
CAMBI FLESSIBILI
A) CAPITALI PERFETTAMENTE MOBILI (BP ORIZZONTALE)
POLITICA FISCALE ESPANSIVA (G)
i e Y . AVANZO PER FORTI EFFETTI DI i RIVALUTAZIONE
CAMBIO RIDUZIONE X E AUMENTO M, DOMANDA . SI TORNA
VERSO LUNICO EQUILIBRIO POSSIBILE: QUELLO INIZIALE.
EFFETTO FINALE: i e Y INVARIATI (MA +G E X).
i
Y
B
A BP
C
IS
IS
LM
LM
capitolo 13 - 12
B) CAPITALI RELATIVAMENTE MOBILI (BP POCO INCLINATA)
POLITICA FISCALE ESPANSIVA (G)
Y E i . i INCIDE POCO SUI CAPITALI: PROBABILE UN
DISAVANZO (PER M). IL CAMBIO SI DEPREZZA MIGLIORANO X
E M, Y E i ANCORA. EFFETTO FINALE: i e Y CRESCONO
ENTRAMBI . Y CRESCE POCO.
i
Y
B
A BP C
IS
IS
LM
i
Y
B
A BP
C
IS
IS
LM
BP
IS
capitolo 13 - 13
C) CAPITALI RELATIVAMENTE IMMOBILI (BP MOLTO INCLINATA)
POLITICA FISCALE ESPANSIVA (G)
Y E i . i INCIDE POCO SUI CAPITALI: PROBABILE UN
DISAVANZO (PER M). IL CAMBIO SI DEPREZZA MIGLIORANO X
E M, Y E i ANCORA. EFFETTO FINALE: i e Y CRESCONO
ENTRAMBI . Y CRESCE MOLTO.
CAMBI FISSI CAMBI FLESSIBILI
MOBILIT IMMOBILIT MOBILIT IMMOBILIT
MOLTO EFFICACE EFFICACE INEFFICACE EFFICACE
i
Y
C
A
LM
B
IS
IS
BP
BP
IS
capitolo 13 - 14
IL DEBITO PUBBLICO
COSTITUITO DAI DEFICIT PUBBLICI PASSATI FINANZIATI CON
EMISSIONE DI TITOLI (NON ANCORA RIMBORSATI)
LA CRESCITA DEL RAPPORTO DEBITO/PIL
IL RAPPORTO B/pY CRESCE NEL TEMPO SE:

B
.
p
.
Y
.
> 0
SI RICORDI CHE:
B=DEFICIT - BM
DEFICIT= DEFICIT PRIMARIO +INTERESSI
INTERESSI E CRESCITA DEL DEBITO
IL DEBITO PREGRESSO FA AUMENTARE ULTERIORMENTE IL
DEBITO DEGLI INTERESSI: iB. QUINDI:

B
.
=
iB
B
= i
SE BM=0 E DEFICIT PRIMARIO=0 , B/pY CRESCE SE:

i p
.
Y
.
> 0
CIOE SE IL TASSO DI INTERESSE REALE ECCEDE LA CRESCITA DEL
PIL
IN CASO DI DEFICIT (SURPLUS) PRIMARIO LA CRESCITA E
MAGGIORE (MINORE); SE SI RICORRE A BM LA CRESCITA E
MINORE.
TENENDO CONTO DI QUESTE RELAZIONI SI PUO SPIEGARE LA
CRESCITA DEL RAPPORTO DEBITO/PIL IN ITALIA:
TASSI DI INTERESSE REALE ELEVATI NEGLI ANNI OTTANTA
RIDUZIONE DEL FINANZIAMENTO MONETARIO
RIDUZIONE DEL TASSO DI CRESCITA DEL PIL.
capitolo 13 - 15
IN TEORIA IL DEBITO POTREBBE CRESCERE SENZA LIMITI SIA
IN ASSOLUTO CHE IN RAPPORTO AL PIL.
MA POSSONO SORGERE PROBLEMI DI INSOLVENZA. QUESTI
ULTI MI SONO COLTI MEGLI O DAL RAPPORTO
DEBITO/TOTALE ATTIVITA FINANZIARIE (MIGLIORE MISURA
DELLA CONCENTRAZIONE DEI DEBITORI RISPETTO A
DEBITO/PIL).
LE POLITICHE DI RIENTRO DAL DEBITO
DISCONOSCIMENTO DEL DEBITO (DA EVITARE)
CRESCITA DEL REDDITO
PIU CHE CON G (DIFFICILE PER DEBITO ELEVATO) CON
RICOMPOSIZIONE DI G E T, CON POLITICHE MONETARIE, ECC.
RIDUZIONE DEL SALDO PRIMARIO
RIDUZIONE DELLA SPESA (RISCHI DI CADUTA DI BENESSERE);
AUMENTO DELLE ENTRATE CORRENTI; PRIVATIZZAZIONI
RIDUZIONE DEL TASSO DI INTERESSE E DEL COSTO DEL CREDITO
IL TASSO REALE PUO ESSERE RIDOTTO CON:
LA GESTIONE DEL DEBITO(ALLUNGAMENTO SCADENZE,
ECC.),
INTERVENTI AMMINISTRATIVI (PRESTITI FORZOSI DALLE
BANCHE),
INTERVENTI SULLA MOBILITA DEI CAPITALI E IL TASSO DI
CAMBIO.
capitolo 14- 1
POLITICA DEI REDDITI E DEI PREZZI
RIGUARDA PRINCIPALMENTE IL CONTROLLO DELLINFLAZIONE. SI
RICORDI CHE QUESTA DIPENDE DAI CONFLITTI DISTRIBUTIVI.
DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E INFLAZIONE
IPOTESI:
UN SOLO BENE
ASSENZA DI CAPITALE FISSO
DUE SOLI PERCETTORI DI REDDITO: SALARIATI E
CAPITALISTI
VALORE DEL PRODOTTO:
pY=W+R
OVE:
W=wN
QUINDI:

p =
wN
Y
+
R
Y
CON MARK UP I PROFITTI SONO g VOLTE IL MONTE SALARI W:
R=gwN
E:

p =
wN
Y
+
gwN
Y
=
wN
Y
1+ g ( )
RICORDANDO LA DEFINIZIONE DI PRODUTTIVITA DEL LAVORO
(

= Y / N) SI OTTIENE:

p =
w

1+ g ( )
IN TERMINI DINAMICI (TASSO DI INFLAZIONE):

p
.
= w
.

.
+ 1+ g
.




capitolo 14- 2
NON VI E INFLAZIONE SE LA SOMMA DELLE VARIAZIONI DI SALARIO
MONETARIO, PRODUTTIVITA E MARGINE DI PROFITTO E NULLA.
INFLAZIONE E QUOTE DISTRIBUTIVE POSSONO MUOVERSI
INDIPENDENTEMENTE TRA LORO.
IN PARTICOLARE: SE UNA DELLE PARTI VUOLE ACCRESCERE LA
PROPRIA QUOTA E LALTRA NON ACCOMODA SI HA INFLAZIONE.
LIMITI DEL MODELLO
a) MOLTEPLICITA DI PRODOTTI CON DIVERSA PRODUTTIVITA
QUALE PRODUTTIVITA PRENDERE A RIFERIMENTO?
b) ALTRI INPUT OLTRE AL LAVORO
LINFLAZIONE POTREBBE DIPENDERE DAL LORO COSTO
c) CAPITALE FISSO
IL MARGINE LORDO DI PROFITTO PUO VARIARE PER
LAMMORTAMENTO (NON CAUSA MODIFICHE DISTRIBUTIVE)
d) PERCETTORI DI RENDITE
LINFLAZIONE POTREBBE DERIVARE DAL LORO POTERE
e) IMPOSTE DIRETTE E INDIRETTE
IN MODI DIVERSI POSSONO CONTRIBUIRE ALLINFLAZIONE
f) RELAZIONI INTERNAZIONALI
POSSONO CRESCERE I PREZZI DEI BENI IMPORTATI
DIVERSE TIPOLOGIE DI POLITICHE DEI REDDITI
POLITICHE DIRIGISTICHE
POLITICHE DI MERCATO
POLITICHE ISTITUZIONALI
POLITICHE DIRIGISTICHE
IMPONGONO AI SALARIATI E/O ALLE IMPRESE COMPORTAMENTI BEN
PRECISI RISPETTO AI RISPETTIVI REDDITI.
PIU FACILE CONTROLLARE I SALARI.
ESEMPIO:
BLOCCO DEI SALARI
CRESCITA DEI SALARI ALLO STESSO TASSO DELLA
PRODUTTIVITA.
capitolo 14- 3
POLITICHE DI MERCATO
VENGONO FISSATI INCENTIVI O DISINCENTIVI PER I COMPORTAMENTI
ANTI-INFLAZIONISTICI.
AD ESEMPIO CON AGGRAVI FISCALI O PREMI FISCALI IN FUNZIONE
DELLE POLITICHE DI PREZZO ADOTTATE (TAX-BASED INCOME
POLICIES, TIP)
POLITICHE ISTITUZIONALI
MIRANO A CREARE COOPERAZIONE NELLE RELAZIONI INDUSTRIALI.
TRE POSSIBILI MODI
OBBLIGO ESPLICITO DI COOPERAZIONE O ALMENO ARBITRATO
FINALE
SCAMBIO ECONOMICO (VANTAGGI FISCALI E ECONOMICI PER LE
PARTI CHE SI ACCORDANO)
SCAMBIO POLITICO (PARTECIPAZIONE DEL GOVERNO CON
PROPRI IMPEGNI ALLACCORDO PATTO SOCIALE)
SI DISCUTE SE LE POLITICHE ISTITUZIONALI SONO FACILITATE DAL
NEO-CORPORATIVISMO (CENTRALIZZAZIONE A LIVELLO NAZIONALE
DELLE CONTRATTAZIONI SALARIALI, FREQUENTE CONFRONTO TRA
SINDACATI E IMPRENDITORI, PRESENZA ATTIVA DEL GOVERNO
NELLE QUESTIONI SALARIALI).
ESPERIENZA ITALIANA AL RIGUARDO (v. par. 12.6 del testo)
IMPORTANZA DELLA CRESCITA DELLA PRODUTTIVITA PER
LATTUAZIONE DELLE POLITICHE DEI REDDITI: OPPORTUNITA DI
ADOTTARE POLITICHE SPECIFICHE A QUESTO RIGUARDO.
capitolo 15 - 1
POLITICHE PER LA BILANCIA DEI PAGAMENTI
OBIETTIVO: EQUILIBRIO (ANCHE SE NEL LUNGO PERIODO)
DISAVANZI: IMPLICANO PERDITE DI RISERVE VALUTARIE
AVANZI: DANNEGGIANO ALTRI PAESI E CONDUCONO A RISCHI
DI INFLAZIONE (VIA BM SE NON SI ATTUANO
STERILIZZAZIONI)
IN CASO DI SQUILIBRIO:
CI SONO FORZE IN GRADO DI RISTABILIRE SPONTANEAMENTE
LEQUILIBRIO?
ALTERNATIVAMENTE, QUALI POLITICHE SI POSSONO
UTILIZZARE?
MECCANISMI AUTOMATICI DI RIEQUILIBRIO
CON CAMBI FLESSIBILI
RIEQUILIBRIO AUTOMATICO DATO DALLA STESSA FLESSIBILITA.
CON CAMBI FISSI
MECCANISMO DEI PREZZI
MECCANISMO DEI REDDITI
capitolo 15 - 2
RIEQUILIBRIO ATTRAVERSO I PREZZI
ELEMENTI
VARIAZIONI DELLA BM E DELLOFFERTA DI MONETA;
EFFETTI DELLOFFERTA DI MONETA SU P (TEORIA
QUANTITATIVA)
ESEMPIO
INIZIALE AUMENTO DEI PREZZI INTERNI, PERDITA DI
COMPETITIVITA, DISAVANZO;
BM ( E OFFERTA DI MONETA) PER RISERVE (DISAVANZO);
RIDUZIONE DEI PREZZI PER OFFERTA DI MONETA ;
COMPETITIVITA MIGLIORA, ELIMINAZIONE DEL DISAVANZO.
PROBLEMI: LENTEZZA E INCERTEZZA (VALIDITA TQ?) DEGLI EFFETTI
RIEQUILIBRIO ATTRAVERSO I REDDITI
ELEMENTI
AVANZI O DISAVANZI INCIDONO SUL REDDITO
LE VARIAZIONI DEL REDDITO ATTENUANO GLI SQUILIBRI
ESEMPIO (2 SOLI PAESI)
CRESCONO LE IMPORTAZIONI DEL PAESE B, QUINDI LE
ESPORTAZIONI DI A (B IN DISAVANZO, A IN AVANZO);
NEL PAESE A CRESCE IL REDDITO E QUINDI LE IMPORTAZIONI,
CHE SONO ESPORTAZIONI DI B;
IL SALDO FINALE DELLA BP NEI DUE PAESI SARA MENO
SQUILIBRATO RISPETTO ALLIMPATTO INIZIALE
PROBLEMI: RIEQUILIBRIO SOLO PARZIALE (ANCHE SE PIU RAPIDO
RISPETTO AL MECCANISMO DEI PREZZI).
capitolo 15 - 3
POLITICHE PER IL RIEQUILIBRIO
LA DEBOLEZZA DEI MECCANISMI AUTOMATICI RENDE NECESSARIE
POLITICHE DI RIEQUILIBRIO (CON CAMBI FISSI O NON LIBERAMENTE
FLUTTUANTI)
IL RIEQUILIBRIO PUO AVVENIRE ANCHE AGENDO SU FATTORI
DIVERSI DA QUELLI CHE HANNO CAUSATO LO SQUILIBRIO (ESEMPIO:
SUI MOVIMENTI DI CAPITALE QUANDO LA CAUSA E IL COMMERCIO
DI BENI E SERVIZI).
IN GENERALE CONVIENE INTERVENIRE SULLE CAUSE DELLO
SQUILIBRIO.
RIEQUILIBRIO DEI MOVIMENTI DI CAPITALE
CONDIZIONE DI EQUILIBRIO:


i = i
w
e
.
CIOE: IL TASSO DI INTERESSE INTERNO DEVE ESSERE UGUALE A
QUELLO INTERNAZIONALE MENO LE ASPETTATIVE DI VARIAZIONE
DEL CAMBIO (CERTO PER INCERTO)
STRUMENTO: POLITICA MONETARIA (VARIAZIONI BM)
LA PRESENZA DI QUESTE ASPETTATIVE OBBLIGA A TENERE CONTO
DELLEFETTO DELLE POLITICHE SULLE ASPETTATIVE STESSE.
ESEMPIO
SE OCCORRE FAR CRESCERE I TASSI INTERNI LAUMENTO
RICHIESTO SARA MINORE DEL DIFFERENZIALE TRA I TASSI NEL
CASO IN CUI LA MANOVRA RIDUCA LE ASPETTATIVE DI
DEPREZZAMENTO DEL CAMBIO.
RIEQUILIBRARE LA BP CON QUESTE MANOVRE PUO AGGRAVARE IL
DEBITO PUBBLICO (VIA TASSI CRESCENTI)
capitolo 15 - 4
RIEQUILIBRIO ATTRAVERSO LA DOMANDA
IL SINGOLO PAESE NON E IN GRADO DI CONTROLLARE LA
DOMANDA MONDIALE (CHE INFLUENZA X). PUO CONTROLLARE LA
PROPRIA DOMANDA E QUINDI LE PROPRIE M.
STRUMENTI: POLITICA MONETARIA E FISCALE
IL CONTROLLO DELLA DOMANDA E DEL REDDITO QUI NON E UN
OBIETTIVO FINALE MA INTERMEDIO RISPETTO ALLA BP.
PER QUESTO POSSONO SORGERE CONFLITTI CON ALTRI OBIETTIVI
(OCCUPAZIONE)
POLITICHE PER LA COMPETITIVITA
UN PAESE PERDE COMPETITIVITA SE I PREZZI DELLE SUE MERCI
ESPRESSE IN VALUTA ESTERA ECCEDONO I PREZZI DELLE MERCI
ESTERE.


p e = p
w
QUINDI PER RECUPERARE COMPETITIVITA OCCORRE:
RIDURRE I PREZZI INTERNI (AGENDO SU SALARI,
PRODUTTIVITA E MARGINI DI PROFITTO);
RIDURRE IL CAMBIO (CERTO PER INCERTO)
EVENTUALMENTE SI PUO ANCHE CERCARE DI FAR CRESCERE I
PREZZI DELLE MERCI ESTERE ALLINTERNO DEL PAESE CON
LIMPOSIZIONE DI DAZI.
capitolo 15 - 5
EFFICACIA DELLA MANOVRA DEL CAMBIO
LA MODIFICA DEL TASSO DI CAMBIO RIESCE SEMPRE A MIGLIORARE
IL SALDO DELLA BP (PARTITE CORRENTI)?
SALDO MONETARIO DELLE PARTITE CORRENTI IN VALUTA ESTERA:


PC
m
= p
x
e
( )
q
x
p
m
q
m
LA VARIAZIONE DEL CAMBIO TENDE A FAR AUMENTARE LE
ESPORTAZIONI E A RIDURRE LE IMPORTAZIONI (E QUESTO E
POSITIVO PER IL SALDO DELLE PC) MA TENDE ANCHE A RIDURRE IL
VALORE IN VALUTA ESTERA DELLE ESPORTAZIONI (E QUESTO E
NEGATIVO)
SE LE PARTITE CORRENTI SONO IN EQUILIBRIO:


p
x
e
p
m

q
x
q
m
= 1
IL PRIMO TERMINE RAPPRESENTA LA RAGIONE DI SCAMBIO.
SUPPONIAMO EQUILIBRIO INIZIALE E RIDUZIONE DI e. LEQUILIBRIO
SI RISTABILIRA O NON SI RISTABILIRA A SECONDA DELLA
REAZIONE DI IMPORTAZIONI E ESPORTAZIONI.


e
m
=elasticit delle importazioni rispetto al cambio;
e
x
= elasticit delle esportazioni rispetto al cambio;
CONDIZIONI MARSHALL-LERNER DI EFFICACIA DELLA
SVALUTAZIONE :


e
m
+e
x
> 1
IL RISULTATO DIPENDE DA VARIE IPOTESI
capitolo 15 - 6
IL TRASFERIMENTO DELLE VARIAZIONI DEL CAMBIO SUI PREZZI
I PREZZI PRATICATI SUI MERCATI ESTERI POSSONO RISENTIRE
DEL TASSO DI CAMBIO (TRASFERIMENTO O PASS THROUGH).
ESEMPIO: I PREZZI IN DOLLARI POTREBBERO CADERE CON IL
DEPREZZAMENTO DELLEURO
DIPENDE DA MOLTI FATTORI SE CI SARA O MENO
TRASFERIMENTO: ECOOMIE DI SCALA, ELASTICITA DELLA
DOMANDA ESTERA, LIVELLO DELLA DOMANDA INTERNA ED
ESTERA (IN RAPPORTO ALLA CAPACITA PRODUTTIVA), ECC.
LELASTICIT DELLOFFERTA
SECONDO M-L LOFFERTA SI ADEGUA SEMPRE ALLA
DOMANDA. MA NON E DETTO CHE SIA COSI: LIMITI DA NON
DISPONIBILITA DELLE RISORSE.
SE LOFFERTA NON SI ADEGUA (ES: PIENO IMPIEGO):
MANOVRA DEL CAMBIO INEFFICACE.
IN QUESTO CASO RISCHIO DI SPIRALE INFLAZIONE-
SVALUTAZIONE.
IL RITARDO DEGLI EFFETTI
EFFETTI IMMEDIATI SUI PREZZI (NEGATIVI PER BP) E RITARDATI
SU QUANTITA.
DALLINSIENE DEI DUE EFFETTI: CURVA J (FORMA
DELLANDAMENTO NEL TEMPO DEL SALDO DELLA BP)
LINFLUENZA SUI MOVIMENTI DEI CAPITALI
SE LA VARIAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO GENERA
ASPETTATIVE DI ULTERIORI VARIAZIONI NE POSSONO
RISENTIRE ANCHE I MOVIMENTI DI CAPITALI (RICORDARE
LIMPORTANZA DELLE ASPETTATIVE SUL CAMBIO)
NELLINSIEME: EFFETTI INCERTI IN MOLTI CASI DELLA
SVALUTAZIONE. CONSIDERARE POLITICHE ALTERNATIVE: ES.
FISCALI E MONETARIE.
capitolo 15 - 7
LA BILANCIA DEI PAGAMENTI COME VINCOLO
PER MIGLIORARE LOCCUPAZIONE E IL REDDITO SI PUO PENSARE DI
RICORRERE AL PROTEZIONISMO (MINORE PROPENSIONE AD
IMPORTARE E AUMENTO DEL MOLTIPLICATORE.)
MA PROTEGGERSI VUOL DIRE IMPEDIRE LE ESPORTAZIONI DI ALTRI
PAESI QUINDI SI PARLA DI POLITICHE CHE IMPOVERISCONO IL
VICINO (BEGGAR-MY-NEIGHBOUR POLICY).
MA USATO ASSIEME A POLITICHE FISCALI O MONETARIE ESPANSIVE
IL PROTEZIONISMO POTREBBE NON AVERE QUESTO EFFETTO (LE
IMPORTAZIONI RESTANO COSTANTI, AD ESEMPIO). ESSO
SERVIREBBE A IMPEDIRE CHE LE MANOVRE ESPANSIVE SIANO
FRENATE DA PROBLEMI DI DEFICIT NELLA BILANCIA COMMERCIALE.
ESEMPIO CON CURVA BP VERTICALE (ASSENZA MOVIMENTI
CAPITALE): LA COMBINAZIONE DI ESPANSIONE FISCALE (O
MONETARIA) CON DEPREZZAMENTO FA AUMENTARE IL REDDITO E
LE ESPORTAZIONI, SENZA DEFICIT NELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI.
i
Y
C
A
BP
B
IS
IS
LM
LM
BP
capitolo 15 - 8
ASSEGNAZIONE APPROPRIATA DEGLI STRUMENTI AGLI
OBIETTIVI
IN GENERALE OGNI STRUMENTO INFLUENZA PIU DI UN OBIETTIVO,
SPESSO IN MODO CONTRADDITTORIO.
ESEMPIO:
UNA POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA E BENEFICA PER LA BP (i
E ATTRAZIONE DI CAPITALI) MA E DANNOSA PER LOCCUPAZIONE
(I E Y).
QUINDI:
NON SI PUO ASSEGNARE UNO STRUMENTO AD UN SOLO
OBIETTIVO.
PER DETERMINARE IL LIVELLO OTTIMO DI UTILIZZO DI
CI ASCUNO STRUMENTO OCCORRE RI SOLVERE
SI MULTANEAMENTE I L MODELLO ( SOLUZI ONE
CENTRALIZZATA).
IN REALT SPESSO POLITICHE DIVERSE SONO AFFIDATE A ORGANI
DIVERSI.
IN GENERALE OCCORRE AFFRONTARE DUE PROBLEMI
VALUTARE SE E CONVENIENTE IL DECENTRAMENTO
STABILIRE COME REALIZZARLO (ASSEGNAZIONE
APPROPRIATA )
IL CRI TERI O DELL EFFI CACI A RELATIVA PER
LASSEGNAZIONE APPROPRIATA
DATI DUE STRUMENTI (1 E 2) E DUE OBIETTIVI (A E B):
SI DICE CHE LO STRUMENTO 1 E RELATIVAMENTE PIU EFFICACE
NEL PERSEGUIMENTO DELLOBIETTIVO A SE QUANDO VIENE AGITO
PER OTTENERE UN CERTO LIVELLO DELLOBIETTIVO A ESSO
DETERMINA UN DANNO SULLOBIETTIVO B MINORE DI QUELLO CHE
CAUSEREBBE LO STRUMENTO 2.
GLI STRUMENTI DOVREBBERO ESSERE ASSEGNATI AI VARI
OBIETTIVI IN BASE A QUESTO CRITERIO.
capitolo 15 - 9
ESEMPIO
DUE OBIETTIVI: Y E BP;
DUE STRUMENTI: G E BM,
BM E RELATIVAMENTE PIU EFFICACE RISPETTO ALLOBIETTIVO BP
PERCHE QUANDO LA BM E FISSATA AL LIVELLO NECESSARIO PER
OTTENERE LEQUILIBRIO DELLA BP GLI EFFETTI NEGATIVI SUL
REDDITO SONO MINORI RISPETTO A QUELLI CHE SI AVREBBERO SE
SI UTILIZZASSE G PER LEQUILIBRIO DELLA BP.
QUANDO SI UTILIZZA BM PER BP GLI EFFETTI INDESIDERATI SU Y
SONO RELATIVAMENTE PICCOLI E LA MANOVRA DI G E IN GRADO DI
CORREGGERLI GENERANDO A SUA VOLTA EFFETTI INDESIDERATI
PICCOLI SU BP CHE ULTERIORI VARIAZIONI DI BM SONO IN
GRADO DI CORREGGERE CON EFFETTI INDESIDERATI ANCORA PIU
PICCOLI SU Y E COSI VIA
capitolo 16 - 1
SISTEMI MONETARI
SISTEMA MONETARIO: INSIEME DI REGOLE RELATIVE AGLI ASPETTI
MONETARI DI UN SISTEMA ECONOMICO DATO O DELLE SUE
RELAZIONI CON ALTRI SISTEMI ECONOMICI (NAZIONALI O SOVRA-
NAZIONALI).
LE REGOLE RIGUARDANO:
LUNITA MONETARIA UTILIZZATA
LEMISSIONE DELLA MONETA
I RAPPORTI CON LE MONETE DI ALTRI PAESI (VALORE
CIRCOLAZIONE E CONVERTIBILITA)
IL SISTEMA MONETARIO INTERNAZIONALE E COSTITUITO DAL
COMPLESSO DI NORME CHE DEFINISCONO I RAPPORTI TRA LE
VALUTE DEI DIVERSI PAESI.
SI POSSONO DISTINGUERE:
SISTEMA AUREO
SISTEMA A CAMBIO AUREO
SISTEMA CON CREAZIONE CENTRALIZZATA DI RISERVE
SISTEMA A CAMBI FLESSIBILI
SISTEMA MONETARIO EUROPEO
IL SISTEMA A CAMBIO AUREO
UN PAESE (X) ADOTTA IL GOLD STANDARD (CAMBIO AUREO: LA
VALUTA E CONVERTIBILE IN ORO) , GLI ALTRI
FISSANO IL CONTENUTO AUREO DELLA PROPRIA VALUTA
USANO LA MONETA DEL PAESE X COME RISERVA
CONSENTONO DI CONVERTIRE LA MONETA NAZIONALE IN
QUELLA DEL PAESE X ALLA PARIT
NELLA PRATICA LA CONVERTIBILIT E STATA LIMITATA ALLE
BANCHE CENTRALI.
IL SISTEMA E CAMBI FISSI MA AGGIUSTABILI.
VANTAGGI:
capitolo 16 - 2
ECONOMIA DI ORO
RISERVE FRUTTIFERE
SVANTAGGI
INSTABILIT (DA RISCHI DI INCONVERTIBILIT)
UN SISTEMA DI QUESTO TIPO CON IL DOLLARO COME VALUTA DI
RISERVA E STATO IN VIGORE DAL 1944 (BRETTON WOODS) AL 1971
(DICHIARAZIONE DI INCONVERTIBILIT DEL DOLLARO).
NEL SISTEMA DI BRETTON WOODS:
I VARI PAESI DOVEVANO TENERE LE OSCILLAZIONI DEL
CAMBIO ENTRO L1%;
LA VARIAZIONE DELLA PARIT ERA AMMESSA SOLTANTO
IN CASO DI SQUILIBRI FONDAMENTALI. PER DEFICIT
TEMPORANEI: PRESTITI DEL FMI
PROBLEMA DI FONDO (DILEMMA DI TRIFFIN)
SE LA LIQUIDIT CREATA E POCA IL SISTEMA PUO SOFFRIRE
DI MANCANZA DI LIQUIDIT (FRENO ALLO SVILUPPO) MA NON
SORGE IL RISCHIO DI NON CONVERTIBILIT IN ORO; SE LA
LIQUIDIT E ABBONDANTE, IL SISTEMA DISPONE DEI
NECESSARI MEZZI DI PAGAMENTO MA SI PERDE FIDUCIA
NELLA CONVERTIBILIT IN ORO.
GLI USA CREARONO MOLTA LIQUIDIT (VIA DEFICIT
COMMERCIALI), LA FIDUCIA NELLA SUFFICIENZA DELLE
RISERVE AUREE USA VENNE MENO, IL SISTEMA ENTRO IN
CRISI: AD AGOSTO DEL 1971 SOSPESA LA CONVERTIBILITA
DEL DOLLARO IN ORO.
CAMBI FLUTTUANTI E EVOLUZIONE DEL FMI
ALTERNATIVA AGLI ACCORDI DI CAMBIO: LASCIARE FLUTTUARE IL
CAMBIO.
IN PRATICA LA FLUTTUAZIONE NON E MAI TOTALMENTE LIBERA
(FLUTTUAZIONE SPORCA O AMMINISTRATA).
I CAMBI FLESSIBILI
TENDONO A FRENARE LA SPECULAZIONE CONTRO IL
CAMBIO
ACCRESCONO LINCERTEZZA DI CUI RISENTONO GLI
OPERATORI PRODUTTIVI (MA LE CAUSE DI FONDO
capitolo 16 - 3
DELL I NCERTEZZA POTREBBERO MANI FESTARSI
ALTRIMENTI)
RIDUCONO LA DISCIPLINA CHE IL CAMBIO FISSO PUO
INTRODURRE (CONTROLLO DEI COSTI PER COMPETITIVIT->
ESPERIENZA ITALIANA DEL CAMBIO FORTE)
DOPO IL CROLLO DEL SISTEMA DI BRETTON WOODS (1971)
UTILIZZATI I CAMBI FLESSIBILI A LIVELLO INTERNAZIONALE.
ALCUNI PAESI HANNO CERCATO SENZA TROPPO SUCCESSO DI
INTRODURRE IL DOPPIO MERCATO DEI CAMBI: FLESSIBILI PER I
MOVIMENTI DI CAPITALE, FISSI PER LA PARTE COMMERCIALE.
IL FMI E LA SUA EVOLUZIONE
CREATO A BRETTON WOODS PER FAVORIRE CON FINANZIAMENTI
LAGGIUSTAMENTO DEGLI SQUILIBRI NELLE BP DEI PAESI AVANZATI
SVOLGEVA ANCHE UNA FUNZIONE DI SORVEGLIANZA SULLE
POLITICHE ECONOMICHE DEI PAESI MEMBRI NELLA MISURA IN CUI
ESSE INFLUENZASSERO I CAMBI E GLI EQUILIBRI INTERNAZIONALI
A PARTIRE DAL 1978 IL FMI HA MODIFICATO IL SUO STATUTO
OGNI PAESE PUO SCEGLIERE IL REGIME DI CAMBI
IL FMI CONCEDE ANCHE CREDITI A LUNGO TERMINE AI PVS
ESTESA LA SORVEGLIANZA (NON SOLO SULLE POLITICHE
MACRO)
IN LARGA MISURA QUESTI CAMBIAMENTI POSSONO ESSERE
RICONDOTTI AL PROCESSO DI GLOBALIZZAZIONE CHE HA
COMPORTATO ANCHE UNA MAGGIORE DIFFICOLTA A DISTINGUERE
TRA POLITICHE INTERNE E POLITICHE INTERNAZIONALI (QUELLO
CHE ACCADE IN UN PAESE, SPECIE SE DI DIMENSIONI NON PICCOLE,
HA INFLUENZA ANCHE SU ALTRI PAESI).
capitolo 17 - 1
ISTITUZIONI PUBBLICHE INTERNAZIONALI
LE ISTITUZIONI COOPERATIVE CREATE NEL DOPOGUERRA
MULTILATERALISMO COME PRINCIPIO DI RIFERIMENTO
PROPENSIONE A COOPERARE A LIVELLO MONDIALE
AFFRONTANDO LE QUESTIONI RILEVANTI IN ISTITUZIONI
INTERNAZIONALI
ALTERNATIVE:
REGIONALISMO
BILATERALISMO
ISTITUZIONI ECONOMICHE INTERNAZIONALI SONO PARTE DELLONU
ORGANI SUSSIDIARI:
UNCTAD COMMERCIO;
UNDP SVILUPPO;
UNEP AMBIENTE.
ISTITUTI SPECIALIZZATI E AUTONOMI:
FMI,
BANCA MONDIALE (BANCA INTERNAZ. RICOSTRUZ. E
SVILUPPO)
ORGANIZZAZIONE MONDIALE COMMERCIO (WORLD
TRADE ORGANIZATION)
LA BANCA MONDIALE
PROMUOVE INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI NEI PAESI MENO
SVILUPPATI ATTRAVERSO FINANZIAMENTI E ASSISTENZA TECNICA.
PRIVILEGIATE: INFRASTRUTTURE, ISTRUZIONE, AMBIENTE.
LE RISORSE PROVENGONO DA CAPITALE PROPRIO (QUOTE DEI
PAESI MEMBRI DIVERSIFICATE PER IMPORTANZA) E SOPRATTUTTO
DA FINANZIAMENTI ESTERNI, PUBBLICI E PRIVATI. CONCEDE
PRESTITI SOLO AI PAESI MEMBRI. SI PROTEGGE DAL RISCHIO DI
CAMBIO: PRENDE A PRESTITO NELLE VALUTE DEI FINANZIAMENTI.
capitolo 17 - 2
LA POLITICA DELLA BANCA MONDIALE HA AVUTO DIVERSE FASI.
DALLA META DEGLI ANNI 80 HA CONDIZIONATO I PROPRI
FINANZIAMENTI ALLADOZIONE DA PARTE DEI PAESI DI POLITICHE DI
STAMPO LIBERISTA E SPESSO CRITICATE (WASHI NGTON
CONSENSUS). REVISIONE IN CORSO.
IL GATT
A BRETTON WOODS ERA STATO PREVISTO ANCHE UN ORGANISMO
ONU PER LA COOPERAZIONE NELLE POLITICHE COMMERCIALI. NON
E MAI STATO COSTITUITO PER LAVVERSIONE DI ALCUNI PAESI TRA
CUI GLI USA. IN SUA VECE UN ACCORDO TRA PAESI (GATT) CUI HA
FATTO SEGUITO IL WORLD TRADE ORGANIZATION DAL 1995.
OBIETTIVI DEL GENERAL AGREEMENT ON TARIFFS AND TRADE
(GATT)
ELIMINARE DISCRIMINAZIONI COMMERCIALI TRA PAESI. CHI
ADERISCE OTTERR DAGLI ALTRI PAESI LO STESSO
TRATTAMENTO FAVOREVOLE CHE EVENTUALMENTE VERR
CONCESSO AD ALTRI PAESI (CLAUSOLA DELLA NAZIONE PIU
FAVORITA).
PROGRESSIVA RIDUZIONE DEI DAZI (DA OTTENERE CON FASI
SUCCESSIVE DI NEGOZIATI)
PROGRESSIVA RESTRIZIONE DI ALTRE BARRIERE AL COMMERCIO
COME CONTINGENTI E BARRIERE NON TARIFFARIE
DIFFICOLT DEL GATT: OTTENERE LUNANIMIT DEI CONSENSI DA
PARTE DEI VARI PAESI. NEL COMPLESSO HA MIGLIORATO LE
CONDIZIONI DEL MULTILATERALISMO COMMERCIALE.
IL GATT HA OPERATO ATTRAVERSO UNA SERIE DI SESSIONI DI
NEGOZIATI MULTILATERALI: KENNEDY ROUND, TOKYO ROUND,
URUGUAY ROUND.
capitolo 17 - 3
RISULTATI IMPORTANTI DELLURUGUAY ROUND:
RIDUZIONE DEI DAZI SUI PRODOTTI MANIFATTURIERI
RIDUZIONE DI BARRIERE NON TARIFFARIE
INTERVENTI IN ALTRI SETTORI
AGRICOLTURA,
TESSILE: ACCORDO MULTIFIBRE;
SERVIZI;
PROPRIETA INTELLETTUALE;
IDE;
AMBIENTE.
NUOVE REGOLE CONTRO VARIE FORME PROTEZIONISMO
APPALTI E COMMESSE PUBBLICHE,
STANDARD E CERTIFICAZIONI,
SUSSIDI,
MISURE ANTI DUMPING
OMC (WTO)
IL WTO OPERA DAL 1995 E HA UNA FUNZIONE SIMILE A QUELLA
PREVISTA A BRETTON WOODS PER LA TERZA ISTITUZIONE ALLORA
NON CREATA.
IN PARTICOLARE DEVE FAVORIRE IL MULTILATERALISMO
ASSICURANDO IL RISPETTO DEGLI ACCORDI COMMERCIALI
ESISTENTI. PER RISOLVERE LE DISPUTE CE UN APPOSITO ORGANO
DEL WTO: IL DISPUTE SETTLEMENT BODY.
IL WTO HA OPERATO PER LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI IN
SPECI FI CI SETTORI ( FARMACEUTI CO, I NFORMATI CO,
TELECOMUNICAZIONI, SERVIZI FINANZIARI, ECC.)
DOHA ROUND: PER AGRICOLTURA, TESSILI E SERVIZI.
LA QUESTIONE DEGLI STANDARD INTERNAZIONALI: IN PARTICOLARE
LAVORO E AMBIENTE.
capitolo 17 - 4
LE POLITICHE NAZIONALI COME OSTACOLO AL
COMMERCIO INTERNAZIONALE E MULTILATERALISMO
RECENTE ATTENZIONE PER IMPLICAZIONI COMMERCIALI DELLE
POLITICHE DEI SINGOLI PAESI RELATIVAMENTE A
INVESTIMENTI ESTERI
POLITICHE SUL CONTENUTO MINIMO NAZIONALE
ESCLUSE DA ACCORDO TRIMS
AMBIENTE
POLITICHE AMBIENTALI CHE PROTEGGONO INDUSTRIA
NAZIONALE O CHE FANNO ECODUMPING
CONCORRENZA (ANTITRUST)
POSSONO CREARE DISCRIMINAZIONE TRA PAESI E
DIVERSIONE DEL COMMERCIO
PROTEZIONE DEL LAVORO
LABOUR STANDARDS E DUMPI NG SOCI ALE
(AVVERSIONE DEI PVS)
capitolo 19 - 1
LA GLOBALIZZAZIONE
FORME DELLA GLOBALIZZAZIONE
GLOBALIZZAZIONE COME CRESCITA A SCALA MONDIALE DELLE
INTERRELAZIONI TRA I DIVERSI SISTEMI ECONOMICI E SOCIALI PER
LAZIONE DEI PRIVATI (IMPRESE E INDIVIDUI)
TIPI DI GLOBALIZZAZIONE:
INTEGRAZIONE SUPERFICIALE: MERCI, CAPITALI,
PERSONE
INTEGRAZIONE PROFONDA: IMPRESE MULTINAZIONALI
VARI INDICATORI DI GLOBALIZZAZIONE SUPERFICIALE:
AD ESEMPIO IL GRADO DI APERTURA INTERNAZIONALE
(ESPORTAZIONI/PIL).
INTEGRAZIONE PROFONDA E TIPOLOGIE DI IMPRESE
MULTINAZIONALI
MULTIDOMESTICA (STAND-ALONE)
REPLICA ALLESTERO DELLE ATTIVITA NAZIONALI
CON INTEGRAZIONE SEMPLICE
DELOCALIZZA UNA O PIU FASI DELLA PRODUZIONE
CON INTEGRAZIONE COMPLESSA
ALCUNE CONSOCIATE SI SPECIALIZZANO IN FASI DELLA
PRODUZIONE, ALTRE ASSEMBLANO
LA GLOBALIZZAZIONE E UNA NOVITA?
PRECEDENTI STORICI: PERIODO PRE-1914
CARATTERISTICHE DELLA PRESENTE ESPERIENZA
capitolo 19 - 2
FORTE APERTURA I NTERNAZI ONALE MALGRADO
LIMPORTANZA NEL PIL DEI SETTORI NON TRADABLES
(SERVIZI)
PRIMA SCAMBI TRA MANUFATTI E MATERIE PRIME (PS-PVS)
ORA COMMERCIO INTRAINDUSTRIALE E INTERINDUSTRIALE
MAGGIORE NUMERO DI PAESI COINVOLTI
MAGGIORE IMPORTANZA (E PIU RILEVANTI CONSEGUENZE)
DEI MOVIMENTI DI CAPITALE (FINANZIARI E IDE)
CAUSE DELLA GLOBALIZZAZIONE
PROGRESSO TECNOLOGICO (TRASPORTO E COMUNICAZIONE)
POLITICHE DI RIDUZIONE DEL PROTEZIONISMO
DAZI
CONVERTIBILITA MONETE E LIBERALIZZAZIONE CAPITALI
MENO OSTACOLI AGLI IDE
EVOLUZIONI POLITICHE: PAESI EX-SOCIALISTI
EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE
CRESCITA ECONOMICA MONDIALE
AIUTATA DALLA SPECIALIZZAZIONE PRODUTTIVA?
DEINDUSTRIALIZZAZIONE NEI PAESI AVANZATI
A VANTAGGIO DEI SERVIZI: GLOBALIZZAZIONE O ALTRO?
DISTRIBUZIONE DEL REDDITO NEI PAESI AVANZATI
LAVORATORI DEI DIVERSI SETTORI, QUALIFICATI E NON
QUALIFICATI . IMPORTAZIONI DA PVS E RIDUZIONE DEL
SALARIO DEI LAVORATORI MENO QUALIFICATI NEI PAESI
SVI LUPPATI ( TEOREMA STOLPER- SAMUELSON) .
GLOBALIZZAZIONE O PROGRESSO TECNOLOGICO
DISUGUAGLIANZE TRA PAESI
VANTAGGI MA ANCHE SVANTAGGI PER I PAESI IN VIA DI
SVILUPPO

capitolo 19 - 3
GLOBALIZZAZIONE E COMPETITIVITA
EFFETTI DI BREVE E DI LUNGO SU COMPETITIVITA
REAZIONI MAGGIORI DELLA DOMANDA DI LAVORO AL SALARIO
(ELASTICITA). PREZZI CALANTI E I SALARI?
RUOLO DELLE OPPORTUNI TA ALTERNATI VE,
SOPRATTUTTO DELOCALIZZAZIONE. COLLEGAMENTO CON I
SALARI DEI LAVORATORI NON QUALIFICATI.
DIFFERENZIALI SALARIALI E DISOCCUPAZIONE
IL RUOLO DELLA RIGIDITA SALARIALE (EUROPA)
GLOBALIZZAZIONE E POLITICHE ECONOMICHE
MAGGIORE ESPOSIZIONE DELLE ECONOMIE NAZIONALI AGLI
SHOCKS ESTERNI E RIDOTTA AUTONOMIA DECISIONALE NAZIONALE
VELOCITA DI PROPAGAZIONE DEGLI SHOCKS COLLEGATA AI
MERCATI FINANZIARI
MAGGIORE SENSIBILITA ALLE POLITICHE NAZIONALI ALTRUI
(MOBILITA)
SELEZIONE DI TESTI DI ESAMI CON (ALCUNE) SOLUZIONI (IN FONDO)
ESAME DI POLITICA ECONOMICA del 15.01.2008
(nuovo ordinamento)
proff. Franzini, Milone e Pizzuti
I FREQUENTANTI POSSONO RISPONDERE ALLE 4 DOMANDE SE INTENDONO
ESSERE ESENTATI DALLORALE.
I NON FREQUENTANTI DEVONO RISPONDERE SOLTANTO ALLE PRIME 3
DOMANDE. LEVENTUALE RISPOSTA ALLA QUARTA DOMANDA NON VERRA
PRESA IN CONSIDERAZIONE.T
EMPO A DISPOSIZIONE: 2 ORE PER 4 DOMANDE; 1,5 ORE PER 3 DOMANDE.
DOMANDA 1
a) Definire e elencare i fallimenti microeconomici di mercato
b) Spiegare, anche con un esempio, in cosa consiste unesternalit negativa nella produzione e perch
conduce a una situazione inefficiente
c) Elencare le politiche che possono correggere le esternalit negative.
d) Spiegare, in particolare, il funzionamento della tassazione pigouviana.
DOMANDA 2
a) Definirie il tasso di cambio reale e spiegare come esso permetta di definire una situazione di difetto
(o eccesso) di competitivit di un paese;
b) Spiegare quali interventi di politica economica possono migliorare le posizione competitiva di un
paese
c) Definire e illustrare la curva BP e linfluenza che ha su di essa il tasso di cambio
d) Illustrare la condizione Marshall-Lerner in relazione allefficacia della manovra del cambio,
DOMANDA 3
Un sistema economico caratterizzato dai seguenti dati:

=10; Y= 900;


= 0,05; FL = 100;

w = 0,55 5u;
) 1 ( g +
&
= 0,10;

L
d
1
=
1
3
Y
;

L
d
2
=100 4000i;

L
s
= 200; P=1
Determinare
a) il tasso di inflazione, nellipotesi che i prezzi vengano fissati con la formula del costo pieno;
b) il livello del tasso di interesse.
Sapendo, inoltre che, nelle relazioni con lestero, valgono le seguenti relazioni:
M = mY; m = 0,05 + 3
r
e& ; X = 160; MK=1000(i-i
w
); i
w
=0,03;

.
p
w
= 0,20
,
determinare
c) la variazione del tasso di cambio nominale che assicura lequilibrio nella Bilancia dei Pagamenti.
DOMANDA 4
a) Definire la base monetaria e elencare i canali attraverso i quali pu essere creata
b) Valutare la capacit di controllo della Autorit Monetaria di ciascuno di questi canali
c) Spiegare in cosa consiste lasimmetria negli effetti della politica monetaria e le sue cause.
ESAME DI POLITICA ECONOMICA del 06.06.2008
(nuovo ordinamento)
proff. Franzini, Milone e Pizzuti
DOMANDA 1
a) Definire le esternalit positive e negative, fornendo anche un esempio (delluno o dellaltro
tipo). Spiegare, poi, perch esse danno luogo a fallimenti del mercato;
b) Elencare le caratteristiche dei beni pubblici e darne un esempio. Chiarire perch sono causa
di fallimento del mercato.
c) Dopo aver definito il primo teorema delleconomia del benessere, chiarire se esso sia
smentito o meno dalla presenza di esternalit
DOMANDA 2
a) Elencare le modalit di finanziamento della spesa pubblica
b) Spiegare quando si verifica lo spiazzamento finanziario e in cosa consiste, chiarendone il
meccanismo di funzionamento.
c) Spiegare lequivalenza di Barro-Ricardo e le critiche che ad essa sono state rivolte
DOMANDA 3
In un sistema economico aperto agli scambi con lestero e in cui il livello generale dei prezzi
uguale a 1, valgono le seguenti relazioni:

= 2; N=140; L
s
=100; L
d
= 0,5y 500i; M =100 +0,1Y; MK = 3000 i - 0,07
( )
determinare:
a) il livello del reddito e il tasso di interesse;
b) lammontare delle esportazioni sapendo che la bilancia dei pagamenti in deficit di 50;
c) lofferta di moneta che consentirebbe un surplus della bilancia dei pagamenti pari a 10,
nellipotesi che il reddito non vari in seguito alla variazione dellofferta di moneta.
ESAME DI POLITICA ECONOMICA del 20.06.2008
(nuovo ordinamento)
proff. Franzini, Milone e Pizzuti
DOMANDA 1
d) Si indichino le tre principali finalit della legislazione antimonopolistica.
e) Relativamente ai possibili comportamenti delle imprese, si indichino i casi sanzionabili dalla
legislazione antimonopolistica.
f) Si illustrino i possibili interventi attraverso i quali si pu accrescere la concorrenza effettiva
di un dato mercato, evidenziandone i rispettivi limiti.
DOMANDA 2
d) Dopo aver definito la base monetaria, si elenchino i diversi canali attraverso i quali essa pu
essere creata.
e) Si precisi, argomentando la risposta, se il controllo della base monetaria assicura comunque il
controllo dellofferta di moneta.
f) Con riferimento ad uneconomia chiusa, si spieghi il meccanismo attraverso il quale
lespansione della base monetaria pu esercitare i suoi effetti sulloccupazione.
DOMANDA 3
Si consideri uneconomia chiusa ai rapporti con lestero, nella quale valgano le seguenti
relazioni:
. 250 10 340 8 0 = = = = , FL , I , , c
Il governo intende raggiungere il minimo livello di disoccupazione possibile, tuttavia soggetto
al vincolo che il bilancio pubblico non abbia un saldo negativo (deficit pubblico) pi ampio
di -40.
Con riferimento ad un modello keynesiano di sola parte reale, si determini:
a. il livello di spesa pubblica scelto dal governo, sapendo che il gettito delle imposte, in
somma fissa, pari a 100;
b. In corrispondenza di tale livello della spesa pubblica, il rapporto tra deficit del bilancio
pubblico e reddito prodotto nelleconomia;
c. Il tasso di disoccupazione raggiunto.
ESAME DI POLITICA ECONOMICA dell11. 07. 2008
(nuovo ordinamento)
proff. Franzini, Milone e Pizzuti
DOMANDA 1 Max 20 righe
a) Dopo aver chiarito cosa sostiene la tesi del trade-off tra efficienza ed equit, si
specifichino quali sono i comportamenti economici disincentivati cui tale tesi fa
riferimento.
b) Si illustrino le possibili critiche alla tesi del trade-off.
c) Si spieghi se e come lo stato sociale possa influenzare lequit e lefficienza.
DOMANDA 2 Max 20 righe
In presenza di un disavanzo: nei conti con lestero:
a) indicare i possibili meccanismi di riequilibrio automatico (senza diffondersi in una dettagliata
spiegazione dei loro meccanismi dazione), nei diversi regimi di cambio;
b) indicare le politiche in grado di ridurre il disavanzao operando elencando per ciascuna di esse gli
specifici strumenti di cui pu servirsi;
c) indicare ( senza darne spiegazione) le condizioni che assicurano lefficacia del deprezzamento
del cambio per ridurre il disavanzo.
DOMANDA 3
In un sistema economico aperto agli scambi con lestero valgono le seguenti relazioni:
C = 0,8Y
d
I = 200
X = 300
M = 0,16Y
G = 160
t = 30%
a) Calcolare il livello di equilibrio del reddito.
b) Calcolare il livello del reddito che assicurerebbe un deficit nella bilancia commerciale pari a 20
c) Con riferimento alle relazioni iniziali, calcolare:
- di quanto dovrebbe variare la spesa pubblica per aumentare il reddito di 100
- e come varierebbe il saldo del bilancio pubblico nella nuova situazione che verrebbe a
determinarsi
ESAME DI POLITICA ECONOMICA del 09.09.2008
(nuovo ordinamento)
proff. Franzini, Milone e Pizzuti
Domanda 1 (max 20 righe)
a) Spiegare cosa caratterizza una situazione di monopolio naturale.
b) Esporre le ragioni per le quali il monopolio naturale determina un fallimento del mercato e
indicare quale nozione di efficienza viene violata
c) Elencare le modalit di attuazione di una politica antimonopolistica di controllo dei prezzi.
Domanda 2 (max 20 righe)
a) Definire le nozioni di saldo complessivo e saldo primario del bilancio pubblico;
b) Illustrare le condizioni matematiche da cui dipende la riduzione del rapporto tra debito
pubblico e PIL, prima in generale e poi con riferimento al caso di saldo primario in pareggio.
In questultimo caso si dia anche uninterpretazione economica della condizione ricavata.
c) Indicare le politiche che possono consentire di ridurre il rapporto tra debito pubblico e
PIL, fornendo anche delle esemplificazioni.
.
Domanda 3
In un sistema economico aperto agli scambi con lestero di sola parte reale, e in assenza di
tassazione, valgono le seguenti relazioni:
Determinare:
a) il saldo delle partite correnti;
b) la variazione di spesa pubblica necessaria a riportare in equilibrio le partite correnti a parit
di tutti gli altri parametri.
c) Si consideri ora una variazione del tasso di cambio nominale, sempre in diminuzione ma
minore di quella prima ipotizzata, mentre tutte le altre grandezze restano inalterate. Si dica se
la spesa pubblica necessaria per riequilibrare il saldo corrente maggiore, minore o uguale al
caso precedente. Non necessario effettuare calcoli, ma occorre motivare la risposta.

X = m
w
Y
w
= (0,8 e
r
)Y
w
Y e mY M
r
) 5 , 0 ( & + = =

Y
w
= 9.000

Y =10.000

c = 0,8

p = +0,07

p
w
= +0,02

e = 0,04
ESAME DI POLITICA ECONOMICA del 06.06.2008
(nuovo ordinamento)
proff. Franzini, Milone e Pizzuti
SOLUZIONI
DOMANDA 1
a) Le esternalit sono situazioni nelle quali lazione di un operatore causa vantaggi (esternalit
positive) o danni (esternalit megative) ad altri operatori, senza trasferimenti monetari
compensativi . Le quantit prodotte e scambiate nel mercato possono divergere da quelle che
realizzano lefficienza paretiana e per questo si parla di fallimento del merato. Esempio a
scelta..
b) I beni pubblici si caratterizzano per la non rivalit e la non escludibilit. Per queste loro
caratteristiche nel mercato tendono a essere sotto prodotti rispetto allefficienza paretiana
.Esempio a scelta
c) Il primo teorema delleconomia del benessere afferma che in un sistema economico di
concorrenza perfetta nel quale vi sia un insieme completo di mercati un equilibrio
concorrenziale, se esiste, un ottimo paretiano. Le esternalit costituiscono un caso di
incompletezza dei mercati, quindi non violano il teorema .
DOMANDA 2
a) La spesa pubblica pu essere finanziata con aumento parallelo delle imposte (paareggio)
con indebitamento o con aumento della base monetaria.
b) Lo spiezzamento finanziario si verifica in presenza di spesa pubblica finanziata con
indebitamento e consiste nella riduzione della spesa per investimento privato indotta
dallaumento del tasso di interesse a sua volta causato dallaumento di domanda di moneta
dovuto allespansione del reddito innescata dalla spesa pubblica.
c) La spesa pubblica finanziata con indebitamento fa nascere laspettativa di un futuro
aumento delle imposte per ripagare il debito. In previsione di questo aumento, che ridurr
il loro reddito disponibile futuro, gli individui ridurranno gi oggi il consumo, anche allo
scopo di distribuire nel corso del tempo la prevista riduzione di consumo. La riduzione di
consumo sar equivalente allaumento di spesa pubblica . Le critiche riguardano lipotesi
che gli individui siano ultra-razionali nel prevedere laumento delle imposte e che
ciascuno assuma che dovr farsi carico di quellaumento
Domanda n. 3
a)

Y = N = 2*140 = 280
100 = 0,5*280 500*i i = 0,08
b)

M =100 + 0,1*280 =128
MK = 3000 0,08 0,07
( )
= 30
50 = X 128 + 30 X = 48
c)

10 = 48 128 + MK' MK' = 90
90 = 3000 i' 0,07
( )
i' = 0,10
L
s
= 0,5*280 500*0,10 = 90
ESAME DI POLITICA ECONOMICA dell11. 07. .2008
(nuovo ordinamento)
proff. Franzini, Milone e Pizzuti
SOLUZIONI
Domanda 1
a) La tesi del trade-off sostiene che lequit pu essere raggiunta solo a discapito
dellefficienza; secondo tale tesi, le politiche redistributive disincentiverebbero
lofferta di lavoro e il risparmio
b) Possono esservi ragioni materiali o psicologiche. Una minore equit pu ridurre
lefficienza attraverso la malnutrizione e altre forme di privazione; inoltre, essa pu
generare una forma di indignazione morale alla quale segue una diminuzione della
produttivit (p.53)
c) Lo stato sociale ha innanzitutto finalit redistributive del reddito, e quindi incide
sullequit.Ma pu dare anche un contributo allefficienza perch risolve alcuni
problemi che sorgono in uneconomia di mercato come quelli di rischio non
assicurabile ed informazione asimmetrica.
Domanda 2
a) Se si in cambi flessibili, il riequilibrio automatico avviene a per via del deprezzamento
spontaneo del tasso di cambio indotto dal disavanzo. Se si in cambi fissi: la riduzione
della quantit di moneta generata dal disavanzo abbassa i prezzi interni rispetto a quelli
esteri e migliora la competitivit al pari del deprezzamento del tasso di cambio ;
leccesso dimportazioni alla base dello squilibrio riduce la produzione e il reddito
interno, e cos anche la domanda verso lestero, riequilibrando il movimento dei beni .
b) Mediante politiche monetarie e fiscali restrittive. Tra le prime vanno considerate la
riduzione della base monetaria, laumento del coefficiente di riserva obbligatoria e
laumento del tasso di sconto; tra le seconde laumento delle imposte e la riduzione della
spesa pubblica
c) Una politica di deprezzamento del tasso di cambio risulta efficace se rispettata la
condizione di Marshall-Lertner secondo cui la somma delle elasticit delle importazioni e
delle esportazioni deve essere superiore a 1.
Domanda 3
a) Y Y M X G I C Y
d
16 , 0 300 160 200 8 , 0 + + + = + + + =
Essendo
d
Y = Y- T = Y- tY = Y (1-t), dove t = 0,30 e (1-t) = 0,70
1100 660
6 , 0
1
) 300 160 200 (
16 , 0 7 , 0 8 , 0 1
1
= = + +
+
= Y
b) Se deficit = 20 >> M = X + 20 = 300 + 20 = 320
Essendo M = 0,16Y >> per M = 320, Y = 320/ 0,16 = 2000
c) Il nuovo valore del reddito dovr essere: 1100 +100 = 1200
G G + = + + = 500
6 , 0
1
) 300 200 (
6 . 0
1
1200
500 + G = 1200 x 0,6; >> G = 720 500 = 220
Rispetto al valore iniziale di 16 0, la spesa pubblica deve dunque aumentare di 60
Nella situazione iniziale T = 0,3 x 1100 = 330; G = 160; T G = 170
Nella nuova situazione T = 0,3 x 1200 = 360; G = 220; T G = 140
Il saldo rimarrebbe attivo, ma si ridurrebbe di 30
1
ARGOMENTI ESERCIZI
A: SMS/CURVA CONTRATTI/SMST
B: SMT/EFFICIENZA GENERALE
C: CRITERIO PARETIANO/FBS
D: ESTERNALITA/EFFICIENZA
E: BENI PUBBLICI
F: DIRITTI PROPRIETA
G: TASSE PIGOUVIANE/SUSSIDI
H: PERMESSI NEGOZIABILI
A/1
a) Giulia consuma libri e DVD in quantit tale che lutilit
marginale dei libri per lei 3 e quella dei DVD 6. Paolo
consuma gli stessi due beni in quantit tali che lutilit
marginale dei libri per lui 5 e quella dei DVD 7.
i) Si spieghi se e perch questa situazione efficiente in senso
paretiano
ii) Nel caso non lo sia, si spieghi con precisione cosa dovrebbe
accadere per realizzare un miglioramento paretiano.
b) Per produrre libri si utilizzano capitale e lavoro in quantit
tale che la produttivit marginale del capitale 4 e quella del
lavoro 5. Per produrre DVD si utilizzano capitale e lavoro in
quantit tali che la produttivit marginale del capitale 3 e la
produttivit marginale del lavoro 4
i) Si spieghi se e perch questa situazione efficiente in senso
paretiano
ii) Nel caso non lo sia, si spieghi con precisione cosa dovrebbe
accadere per realizzare un miglioramento paretiano.
2
A/2
Le funzioni di utilit di due individui rispetto ai due beni di
consumo, x e y, sono:

u
a
= x
a
2
y
a

u
b
= x
b
y
b
le quantit complessive dei beni sono x=6 e y =10
iii) Si determini la curva dei contratti;
iv) Si dica quale valore deve assumere x
a
quando y
a
=5 perch
ci si trovi sulla curva dei contratti.
A/3
Le funzioni di utilit di due individui ( a e b) rispetto ai due
beni di consumo (x e y), sono: U
a
=(x
a
+ 2) (y
a
+ 1);

U
b
= x
b
2
y
b
a) Dimostrare che non efficiente la seguente allocazione dei
beni: x
a
=1; x
b
=2; y
a
=5;y
b
=3;
b) Spiegare a quale condizione lo scambio dei beni pu
migliorare il benessere di entrambi gli individui.
B/1
In un sistema economico composto da due individui e una
impresa, ove si producono e si consumano due beni, x e y, i due
individui (a e b) hanno le seguenti funzioni di utilit:
U
a
=(x
a
+ 3) (y
a
+ 2);

U
b
= x
b
y
b
Inoltre la frontiera di trasformazione per limpresa
rappresentata dalla seguente:

x = 21
2
9
y
2
In questa economia i due individui consumano le seguenti
quantit: x
a
=2; y
a
=8; x
b
=1; y
b
=1;
che assorbono tutta la produzione dei due beni.
a) utilizzando tutte le informazioni fornite si dica se una
situazione di questo tipo efficiente;
b) si illustrino i ragionamenti utilizzati per fornire la risposta;
c) se la situazione inefficiente si spieghi cosa occorrerebbe
fare per realizzare lefficienza.
3
C/1 es.
Le preferenze degli individui X,Y e Z per gli stati del mondo A, B e
C, sono riassunte nella seguente tabella:
A B C
X 10 12 13
Y 10 11 13
Z 15 15 10
a) Confrontare e classificare le 3 situazioni in base al criterio di
Pareto:
b) indiviudare la situazione socialmente preferibile in base allla
funzione del benessere sociale di Rawls, fornendo le opportune
spiegazioni;
c) individuare la situazione socialmente preferibile in base alla
funzione del benessere sociale di Nash-Bernoulli, fornendo le
opportune spiegazioni.
D/1 es.
La funzione di costo totale dellimpresa 1 usa che produce il bene x
:

C
1
x
( )
=
x
2
2
Mentre la funzione di costo totale dellimpresa 2 che produce il
bene y :

C
2
y; x
( )
=
y
2
4
+
x
2
Le imprese operano in mercati perfettamente concorrenziali e i
prezzi per i loro beni sono:

p
x
= p
y
=1
Si determinino
a) le quantit di x e y che le due imprese sceglieranno di
produrre?
b) I profitti che ciascuna di esse conseguir
c) La produzione di x e y che massimizzerebbe il profitto
complessivo
d) Il massimo profitto complessivo (e quello di ciascuna
impresa).
Si commentino i risultati ottenuti.
4
E/1 es.
Carlos e Anita vivono in due appartamenti distinti che
condividono un cortile di ingresso. Devono decidere se
installare un sistema di allarme contro i furti nel cortile. Il
prezzo di riserva di Carlos per limpianto 500, quello di Anita
400. Il costo dellimpianto 900. Si individuino
a) i payoff associati alle diverse strategie
b) le strategie prescelte da Carlos e Anita,
Si commentino i risultati
F/1 es.
Le imprese 1 e 2 che producono x e y hanno le seguenti
funzioni di costo :

C
1
x, y ( ) = 5x + 2x
2
+
1
2
y
2
e

C
2
y ( ) = 4y + 3y
2
e operano in mercati perfettmente concorrenziali, dove:

p
x
= 21 p
y
= 40
Si supponga che i diritti di propriet siano assegnati allimpresa
2. Si stabilisca se esiste la disponibilit dellimpresa 1 a pagare
limpresa 2 una somma da questa accettabile perch riduca la
sua produzione di y rispetto a quella che massimizza i suoi
profitti
a) di una unit
b) di due unit
G/1 es,
Si considerino 2 imprese operanti nello stesso settore con le
seguenti funzioni di Beneficio marginale netto

BM
1
= 50 10q
1
BM
2
= 30 6q
2
supponendo che la produzione coincida con le emissioni si
consideri lintroduzione di una tassa pigouviana di 15 per ogni
unit di emissione. Si determini
a) Lammontare della produzione dellimpresa 1 prima e dopo
lintroduzione della tassa
b) Lammontare della produzione dellimpresa 2 prima e dopo
lintroduzione della tassa
c) Il rapporto tra i costi marginali di abbattimento delle due
imprese dopo lintroduzione della tassa
5
G/2 es.
Si consideri unimpresa che abbia la seguente funzione di costo
totale di produzione:

CT = 5q
2
e che, tenendo conto del prezzo del bene, massimizzasse i suoi
profitti producendo la quantit q=5 (come per limpresa 1
nellesercizio 10)
Si supponga che venga introdotto un sussidio pari a 15 per ogni
unit di emissione-produzione abbattuta. Si dimostri che il costo
medio di produzione di questa impresa si riduce in seguito al
sussidio.
H/1 es.
Si considerino due imprese che operano nella stessa industria.
Le due imprese hanno le seguenti funzioni di beneficio
marginale netto associate alla propria produzione del bene x.

BM
1
x ( ) = 60 2x
1
BM
2
x ( ) = 90 3x
2
Alla produzione del bene x corrisponde, per ipotesi, una eguale
quantit di sostanze inquinanti che generano esternalit. Per
ridurre queste esternalit, lAgenzia dellAmbiente emette, dopo
avere tenuto conto dei costi esterni, una quantit di permessi
negoziabili pari a 20.
Si determini il prezzo che si former sul mercato dei permessi
negoziabili e la quantit di tali permessi che verr richiesta da
ciascuna delle due imprese.
(Si dia una rappresentazione grafica di questa situazione)