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IL RESTAURO

SIGNIFICATO

Patrizia Oriente

RESTAURO

Il significato del termine restauro stato definito dallart. 29 del D.L.vo n 42 del 22 gennaio 2004 Codice dei beni culturali e del paesaggioche cos recita Conservazione Art. 29 1. La conservazione del patrimonio culturale assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attivit di studio, prevenzione, manutenzione e restauro. 2. Per prevenzione si intende il complesso delle attivit idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto. 3. Per manutenzione si intende il complesso delle attivit e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell'integrit, dell'efficienza funzionale e dell'identit del bene e delle sue parti. 4. Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrit materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale. Il concetto di restauro come oggi inteso presuppone anche un riconoscimento del valore del bene , valore dato dalla sua irriproducibilit e insostituibilit, in quanto testimonianza della cultura che lo aveva prodotto . Oggi il restauro deve principalmente proteggere e conservare per trasmettere il valore culturale del bene alle generazioni future . Il restauro deve, o dovrebbe, conservare, prevenire e qualche volta recuperare le opere del nostro patrimonio culturale, danneggiate o minacciate dal degrado ambientale e storico. Sembra molto semplice come obiettivo, una volta individuate le tecniche e i materiali adeguati. Al contrario la storia

del restauro testimonia che non c nulla di pi difficile, perch ogni opera un organismo che vive nel tempo e che, nel corso della sua storia, ha subito qualche trasformazione o adattamento. Spesso le trasformazioni si verificano, ancora prima che nellopera, nellatteggiamento mentale che differenti generazioni hanno elaborato nel corso del tempo. Ad esempio, unopera complessa come lAltare del Santo di Donatello, nella basilica di SantAntonio a Padova, ha goduto di unaltissima considerazione fino a met del XVI secolo; poi, quando, larte del Quattrocento non ha corrisposto pi al gusto del pubblico e dei fedeli, perch troppo poco naturalista, laltare stato smembrato e il gruppo di sculture e di rilievi che lo componevano fu sparso entro lo stesso edificio, in luoghi differenti. Solo alla fine del XIX secolo, quando i valori estetici pi diffusi arrivarono a celebrare nuovamente larte del Quattrocento fiorentino per le qualit formali e per il forte sentimento religioso che le veniva attribuito, Camillo Boito, un architetto celebre per i suoi restauri , fu incaricato di risistemare le sculture sullaltare maggiore . Naturalmente egli oper in base ai modelli culturali che la sua epoca aveva messo a punto nei confronti dellormai celebratissimo "Rinascimento". LAltare del Santo che noi abbiamo ereditato dal suo restauro non , tuttavia, quello progettato da Donatello. Si tratta piuttosto di una sintesi tra quello ideato dello scultore fiorentino e linterpretazione tardo-ottocentesca che Boito dava dellopera di Donatello. Non , infatti, assolutamente semplice riuscire a superare i condizionamenti culturali che segnano ogni epoca. N semplice accostarsi a unopera del passato con la capacit di osservarla senza pregiudizi, con il desiderio di comprenderla nel complesso intreccio di presenza estetica e vicende storiche, che hanno lasciato tracce nel suo pi o meno lungo percorso. In passato il termine restauro, e di conseguenza il termine conservazione, stato variamente inteso e diversamente attuato a seconda delle concezioni estetiche dei diversi periodi. Anche il valore delle opere darte era legato a parametri estremamente diversi. Conservare un bene non dipendeva necessariamente dalla volont di trasmettere i suoi valori culturalima spesso prevedeva solo fini pratici: estetici, fideistici e politici , intervenendo sulle opere darte con rimaneggiamenti ed adattamenti che non tenevano in nessun conto loriginalit e il valore estetico delle stesse e spesso ne modificavano anche laspetto originale ( Afrodite bronzea di Brescia trasformata in vittoria alata, trasformazione del Colosseo in una chiesa cristiana,iconoclastia, taglio di tele e tavole per adattamento a nuove funzioni). Fino al XVIII secolo , quando nacque la consapevolezza estetica dellarte,le opere erano prese in considerazione solo fine a se stesse e non come simboli di una testimonianza culturale .Diversa la visione attuale del concetto di conservazione e di restauro , teso a preservare dellopera sia il suo aspetto materiale, la sua unicit , che il suo valore culturale di testimonianza. Ma prima di parlare di teoria e storia del restauro, necessario prendere coscienza che il patrimonio culturale da noi ereditato estremamente fragile. fragile in s, come materia, ma i danni alla materia

compromettono anche il suo complesso valore simbolico. Gli agenti che minacciano il patrimonio sono provocati dal tempo, dalla natura, dalluomo. Ineludibile e costante lazione del tempo che opera sulla materia organica del patrimonio. Continui sono i processi di trasformazione che, se non ostacolati, possono raggiungere la totale perdita. Tra i pi frequenti agenti naturali che minacciano il nostro patrimonio, vanno ricordati - in Italia soprattutto - i terremoti (tra gli anni Settanta dello scorso secolo e la fine degli anni Novanta si sono verificate ingenti perdite, dal Friuli allUmbria alle Marche, dalla Campania alla Sicilia). Enormi conseguenze hanno anche i disastri di natura climatica, come lalluvione di Firenze nel 1966. Ma anche il vento, la pioggia, il gelo o il sole cocente provocano, nei tempi lunghi, non pochi danni. Ma le minacce pi devastanti per il patrimonio sono derivate dalle azioni delluomo, sia dirette sia indirette. Prima di tutto le guerre tra Stati, che hanno aggiunto allinevitabile distruzione anche il vandalismo o la dispersione delle opere come bottino di guerra. Poi le lotte civili in nome di unideologia laica o religiosa, a cui sono seguite distruzioni sia in ragione della damnatio memoriae (condanna della memoria) del partito degli sconfitti sia per affermare la condanna del culto delle immagini. Recentissima la demolizione di due gigantesche statue di Buddha a opera dei Taliban in Afganistan . Anche la trasformazione radicale dei cicli produttivi stata, spesso, causa di perdite irreversibili (ad esempio nel secondo dopoguerra, in Italia, il passaggio da una societ agricola a una industriale ha comportato labbandono delle campagne e quindi anche delle pievi, delle fattorie o di piccoli centri troppo periferici). Oggi, soprattutto in Europa, uno dei fattori di maggiore danno al patrimonio linquinamento atmosferico dovuto allo scarico nellatmosfera di gas velenosi di ogni tipo. Se vero che il patrimonio artistico fragile e che il restauro un intervento di interpretazione che, se mal condotto, pu provocare anche gravi danni, le posizioni teoriche pi avanzate hanno insistito sulla necessit primaria di procedere a unattivit di conservazione delle opere ancor prima che al loro restauro . Per garantire un processo conservativo necessario analizzare le cause che hanno portato al degrado di una data opera e arrivare a rimuoverle. Se, infatti, si restaura un affresco collocato su una parete danneggiata dallumidit o esposta a escursioni climatiche forti e repentine, senza rimuovere le cause dellumidit o schermare la parete soggetta agli sbalzi climatici, in breve tempo, lopera su cui si intervenuti sar nuovamente soggetta agli agenti di degrado. Gli interventi atti alla conservazione consistono anche in una sequenza di operazioni che hanno lo scopo di rendere i materiali che danno corpo allopera il pi possibile resistenti al deterioramento. La ricerca scientifica oggi consente di arrivare a fare analisi chimiche poco o nulla invasive sui materiali delle opere. La tecnologia in questi ultimi decenni ha fatto progressi eccezionali; a mo di esempio ricordiamo che per identificare i materiali inorganici, come la maggior parte dei pigmenti

usati in pittura, si ricorre al microscopio ottico o a quello, ancora pi sofisticato, a scansione elettronica. Per identificare i materiali organici (i leganti ad esempio) si usa la cromatografia. Per riconoscere le essenze legnose e analizzare i manufatti in pietra e metallo esiste la stratigrafia, cio lo studio dei vari strati che compongono un manufatto. Utili sono anche le analisi microchimiche. Importantissimi i risultati delle indagini radiografiche (per rivelare informazioni non visibili a occhio nudo) e le analisi diffrattometriche (per la composizione delle patine e le alterazioni dei materiali). La termografia viene usata per individuare fonti di umidit in strutture coperte da apparati musivi, mentre gli ultrasuoni aiutano a individuare i distacchi negli strati di decorazione muraria. Molti di questi strumenti per la diagnostica oggi hanno trovato forme molto compatte che consentono anche lagile trasporto direttamente nel luogo dove si trova lopera. PATRIZIA ORIENTE