Sei sulla pagina 1di 1

gestione / professione

La visione della professione del bartender di due giovani professionisti del John Whyte Club: un approccio innovativo al mondo della miscelazione, che parte dalla voglia di sperimentare e arriva a quella di imparare a stupire la persona da servire
di Andrea Mongilardi

Per fare davvero felice un avventore occorre servigli quello che non chiede
iovani, bravi, desiderosi di mettersi in gioco: sono il singaporiano Mohammed Faizal Bin Noor e il polacco trapiantato in Irlanda Lukasz Wojcik, venuti in Italia su invito del John Whyte Club. Nella loro valigia hanno messo, oltre agli attrezzi del mestiere, una visione moderna della professione del bartender. Che hanno raccontato a Bargiornale. In comune hanno la voglia di sperimentare. Ascoltarli offre spunti e visioni utili per chi alla costante ricerca di un confronto tra professionisti che fanno lo stesso lavoro per perfezionare il proprio bagaglio.

primo compito soddisfare il cliente: dobbiamo imparare a conoscerne le abitudini e i gusti. Quando sono arrivato a far s che il cliente pensi di me: Lui sa quello che voglio sento di aver fatto un buon lavoro. E cos posso portarlo per mano nello sperimentare nuove soluzioni e aiutarlo a sviluppa-

re le sue conoscenze e la sua competenza in materia di bere miscelato.

allenarsi a stupire
Un concetto che il collega singaporiano Faizal Noor non solo sottoscrive, ma porta quasi al paradosso: dare al cliente quello che vuole, per lui, abi-

tuato a confrontarsi ogni giorno con i clienti del superlussuoso Resort World di Sentosa (Singapore), troppo poco. Lavorare per il cliente - spiega - non significa servirgli un cocktail, per quanto eccellente. Occorre interagire con lui,

TESTIMONIAL

TESTIMONIAL

Il primo obiettivo? Conquistare la fiducia del cliente


fargli vivere unesperienza. La prima volta gli serviamo il cocktail che ci chiede, ma appena impariamo a conoscerlo, cerchiamo di conquistarlo stupendolo. Mai dargli ci che chiede: dobbiamo dargli di pi. Solo cos possiamo catturarne lattenzione e fidelizzarlo. Un aneddoto spiega bene il concetto: Avevo un cliente che ordinava sempre un Mojito: la seconda volta gli ho aggiunto un dash di ginger. Notando che aveva qualcosa di diverso, mi ha chiesto incuriosito cosa fosse. La mia risposta stata: il mio segreto per farti tornare. Lho davvero conquistato. Quando il cliente si fida di noi, sar pi difficile che ci abbandoni.

Nuove frontiere
Le doti che un bartender dovrebbe sviluppare - afferma Lukasz Wojcik - sono la flessibilit e la creativit. Occorre sperimentare luso di nuovi sapori, di nuove spezie e creare nuove occasioni di consumo. Una grande opportunit lo studio di una carta di cocktail legata al cibo, con abbinamenti tra drink e ricette capaci di esaltare entrambi. Wojcik, tuttavia, mette in guardia dalleccesso di sperimentazione: Non bisogna mai dimenticare che il nostro

MOhaMMed Faizal biN NOOR Nato a Singapore nel 1982, si diplomato alla Shatec (Singapore Hotel Association Training Education Centre) in bar operation. Lavora al Casino Royale Bar del Resort World di Sentosa (Singapore). Quando impari a conoscere un cliente, sai cosa vuole. A quel punto, non bisogna pi dargli ci che chiede: occorre dargli di pi. Solo cos si riesce a catturarne lattenzione.

luKasz WOjciK Polacco, classe 82, dopo un breve esperienza di lavoro in hotel e ristoranti di Cracovia volato a Dublino. Dopo aver lavorato al boutique hotel Dylan, attualmente impegnato come bartender nel superstore Harvey Nichols. La sfida del futuro sar di costruire i migliori abbinamenti tra cocktail e cibo. I bartender devono essere sempre pi creativi, sperimentare nuovi sapori, nuove spezie, nuovi stili.

bargiornale febbraio 12

75