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Le mie idee e lEnergia nella tesina di terza media - 2011 educationduepuntozero.it Le problematiche ambientali romaenergia.org

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Le mie idee e lEnergia nella tesina di terza media - 2011

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Le mie idee e lEnergia nella tesina di terza media in Community


di Elena Priore | del 07/07/2011 | Si sono conclusi in questi giorni gli esami di fine ciclo nella scuola secondaria di primo grado. Pubblichiamo su Education 2.0 il lavoro realizzato da Elena Priore per la sua prova nella scuola Don Milani di Latina.

Il 24 giugno 2011 ho eseguito lesame orale di terza media. Il mio argomento stato lenergia. Un bambino che gioca, un animale che corre, un oggetto che cade e rotola via. Sono episodi che possiamo osservare tutti i giorni ma qualcuno di voi si mai chiesto perch avviene tutto questo? Le risposte che prima ci vengono in mente sono perch nelluomo c gli animali hanno oppure rotola perch c La risposta pi semplice e ovvia quella che di solito sfugge a tutti. Tutto ci accade perch noi, essere viventi o no, siamo energia e procuriamo energia. Nel giorno del mio esame ho dovuto dimostrare come sono maturata, come le mie idee sono cambiate conoscendo la scienza, la storia, la letteratura Non ho voluto essere la solita persona che porta un argomento copiato da un sito internet, ho scelto di mostrare le mie idee rispetto a quelle che mi sono state insegnate o che ho rielaborato. La mia tesina vi illustrer ogni mio punto di vista partendo dallenergia perch una delle poche cose che c sempre, e rimarr per sempre, a mio parere. C una cosa importante, per, da chiarire, lenergia per me pu essere intesa in diversi modi collegata agli argomenti che ho illustrato. Nelle materie pi scientifiche o tecniche trattata come ci stato insegnato: come forza che scaturisce diversi fenomeni. Elettricit.pdf la presentazione Elettricit.ppt Energie rinnovabili.pdf la presentazione Energie rinnovabili.ppt Africa.pdf la presentazione Africa.ppt

Le problematiche ambientali

romaenergia.org SVILUPPO ENERGETICO SOSTENIBILE Lo Sviluppo Sostenibile quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la capacit delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni (Rapporto Brundtland 1987) Link Utili per ulteriori approfondimenti Il nostro sistema energetico molto lontano dallessere sostenibile, Attualmente gran parte dellenergia primaria proviene dalla combustione di risorse energetiche fossili (petrolio, gas naturale e carbone). Queste risorse presentano tre gravi incovenienti che rischiano di compromettere irrimediabilmente la capacit delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni: 1) le riserve mondiali di combustibili fossili sono limitate; 2) le riserve di combustibili fossili sono distribuite in modo diseguale tra i territori del mondo; 3) la combustione delle risorse fossili comporta il surriscaldamento dellatmosfera terrestre. Riserve fossili limitate e crisi energetica Circa l80% dellenergia primaria utilizzata nel mondo proviene dai combustibili fossili (35% dal petrolio, 21,2% dal gas e 23,3% dal carbone). Inoltre il petrolio e il gas costituiscono, da soli, il 60% dei consumi mondiali di energia secondaria. Tuttavia la disponibilit di queste risorse non illimitata: La maggior parte dei giacimenti di petrolio stata scoperta negli anni 60; l80% del petrolio che consumiamo stato trovato prima del 1973 e attualmente viene scoperto un barile di petrolio su quattro che vengono consumati. Stiamo raggiungendo la massima velocit di estrazione del petrolio del gas naturale. Gli esperti prevedono che il picco di estrazione del petrolio verr raggiunto intorno al 2005-2010 e quello del gas intorno al 2020 (vedi grafico in basso). La produzione di petrolio da un dato giacimento diviene progressivamente pi difficoltosa (e costosa) via via che si estraggono porzioni crescenti della riserva recuperabile. Allattuale tasso di crescita dei consumi (circa il 2% lanno) le riserve mondiali di petrolio si esauriranno in circa 30 anni. Bisogna far notare che quando il picco di estrazione sar raggiunto la domanda di combustibile liquido sar permanentemente superiore allofferta facendo precipitare lintero nostro sistema economico in una crisi energetica strutturale, difficilmente superabile a breve termine. Fornitura di energa primaria (sopra) e consumi di energia secondaria per usi finali (sotto) del mondo divisi per fonti. Fonte: IEA - Key World Energy Statistics 2003 Andamento della produzione di petrolio dal 1930 ai nostri giorni e previsione del possibile andamento futuro (ASPO, 2004). In questo scenario, il picco nella produzione dovrebbe essere raggiunto nei prossimi anni e sar seguito da un progressivo declino nei volumi prodotti. Nella legenda, i termini Heavy, Deepwater, Polar e NGL corrispondono a tipologie di petrolio non-convenzionale (la cui estrazione molto pi difficile e costosa). Si noti che , attualmente solo i paesi medio orintali possono incrementare la loro velocit di estrazione. Riserve fossili e guerre per lenergia I paesi Sviluppati (Organization of Economic Cooperation and Development - OECD) pur avendo solo il 19% della popolazione mondiale consumano piu del 50% dellenergia mondiale. Infatti il consumo procapite dei paesi OECD circa tre volte maggiore del consumo procapite medio mondiale. Ironia della sorte vuole che i paesi pi energivori sono da annoverare tra quelli che dispongono di riserve pi limitate. Quasi il 70% delle attuali riserve di petrolio si trova in Medio Oriente, mentre piu

del 75% delle riserve di gas naturale si trova diviso tra i paesi medio orientali e i paesi dellEx Unione Sovietica. Consumi di energia secondaria per usi finali (sotto) del mondo divisi per regione. Fonte: IEA - Key World Energy Statistics 2003 Distribuzione mondiali delle riserve di gas e di Petrolio (Oil and gas Journal BP Statistical reiv ew of World Energy, 1998). Questa circostanza vissuta dai paesi ricchi, e specialmente dagli Stati Uniti, come una minaccia per la continuit dellapprovvigionamento energetico. In questo quadro le nazioni sono gi in gara per laccaparramento delle ultime riserve, e purtroppo sempre pi spesso la guerra costituisce lo strumento privilegiato di questa strategia. Nellimminente futuro, la potenza economica e politica di una nazione dipender non solo dallaccesso sicuro alle risorse (controllo dei giacimenti petroliferi e degli oleodotti), ma anche dalla supremazia nella competizione per le scorte disponibili. Le ultime due guerre in Medio Oriente si spiegano non soltanto a causa dellimpellente necessit interna degli Stati Uniti di assicurarsi la gestione delle vie afgane del petrolio e del gas e le consistenti riserve petrolifere irachene (ragioni che da sole non sarebbero sufficienti a giustificare gli alti costi della guerra unilaterale), ma sulla base di pi profonde motivazioni strategiche legate al controllo esclusivo delle ultime risorse fossili a basso costo. Cambiamenti climatici Le fonti energetiche fossili derivano da un lentissimo processo di degrado del materiale organico (circa 100 milioni di anni), mentre vengono utilizzate ad un ritmo estremamente pi veloce (in 150 anni si sono consumate circa la met delle risorse disponibili). La combustione a fini di produzione energetica di tali risorse comporta lemissione di grandi quantit di anidride carbonica (CO2) che sta provocando un effetto serra aggiuntivo a quello naturale e un conseguente aumento di temperatura. Questo riscaldamento globale della bassa atmosfera e della superficie terrestre ha come conseguenza un cambiamento del clima, dalla cui entit e velocit dipenderanno gli effetti sugli ecosistemi terrestri ed acquatici, sulla salute umana e sui sistemi socioeconomici. LIPCC (Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico), una Commissione di scienziati di tutto il mondo creata dallONU nel 1988 per studiare i cambiamenti climatici. Le previsioni dellIPCC per il XXI secolo sono: - Accelerazione del ciclo dellacqua nellatmosfera e nel suolo, con conseguente aumento globale delle precipitazioni atmosferiche (con distribuzione non uniforme sulla superficie terrestre); - Aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi (siccit, alluvioni e tempeste); - Aumento del livello del mare (per effetto dellespansione termica degli oceani e dello scioglimento dei ghiacciai), con la conseguenza che alcune zone verrebbero permanentemente sommerse e le inondazioni diventerebbero pi frequenti; - Aumento del rischio di desertificazione di alcune zone (aride, deserti tropicali e subtropicali)Il conseguente cambiamento delle fasce climatiche e vegetazionali si verificherebbe ad una velocit superiore alla capacit di adattamento della vegetazione, con la conseguente destabilizzazione su larga scala e forse il collasso di molti ecosistemi naturali. Lacqua diventerebbe un bene ancora pi raro e in tutto il mondo si correrebbe il rischi di raccolti scarsi o pessimi. La scarsit di alimenti e la fame aumenterebbero, si avrebbero ondate di profughi e confitti per la divisione delle terre. Una caratteristica importante della CO2 la sua capacit di assorbire la radiazione infrarossa. Questo significa che lanidride carbonica presente nellatmosfera contribuisce a trattenere il calore che la Terra irradia verso lo spazio interplanetario. In un certo senso possiamo dire che essa si comporta come una coperta. Questo fenomeno sempre stato presente nei millenni, in quanto una certa quantit di CO2 naturalmente presente nellatmosfera; esso prende il nome di effetto serra. Il fatto che, come abbiamo accennato, lanidride carbonica che oggi viene emessa a seguito della combustione va ad accumularsi

nellatmosfera e a sommarsi a quella che vi si trova naturalmente: come se ogni anno che passa aggiungessimo unaltra coperta!>> (Franco Marenco) Sulla base di queste previsioni, lIPCC prescrive una riduzione del 60%-80% delle emissioni al 2100 per la stabilizzazione della concentrazione dei gas serra al valore del 1990 e il CONTENIMENTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI IN ATTO. Protocollo di Kyoto Nel 1979 a Ginevra viene firmata la convenzione sullinquinamento atmosferico regionale o transfrontaliero, varata per affrontare i problemi legati allacidificazione , eutrofizzazione e smog fotochimico. Nel 1987 viene adottato da oltre 160 paesi il Protocollo di Montreal che impegna i paesi firmatari ad eliminare gradualmente lutilizzo e la produzione delle sostanze che riducono lo strato di Ozono stastosferico. Nel 1991 inizia la campagna dellICLEI (Consiglio Internazionale per le Iniziative Ambientali Locali): Citta per la protezione del clima, mirata a promuovere Piani dAzione locali che portino le citt aderenti alla campagna ad una progressiva riduzione delle emissioni di gas serra clima-alteranti. Nel 1992 a Rio del Janeiro si tenuta la Conferenza Mondiale sullAmbiente e lo Sviluppo. In quelloccasione stata approvata la Dichiarazione di Rio sullAmbiente e lo Sviluppoe lAgenda 21, sono state firmate le Convenzioni sui Cambiamenti Climatici e la Biodiversit, e si sono gettate le premesse per la Convenzione contro la Desertificazione. Infine, nel Dicembre 1997 stato concordato il Protocollo di Kyoto (dal nome della citt giapponese dove il testo stato sottoscritto) che impegna i paesi industrializzati e quelli in economia di transizione (Est Europa), responsabili di oltre il 70% delle emissioni mondiali di gas serra, a ridurre entro il 2012 le emissioni del 5,2% rispetto ai valori del 1990, con percentuali diversificate per paese: per lItalia la riduzione deve essere del 6,5%. Il Protocollo indica inoltre le politiche e le misure che i paesi firmatari dovranno adottare per la riduzione delle emissioni. Il 16 Febbraio 2005 entra in vigore il Protocollo di Kyoto. Nonostante questo trattato internazionale sia entrato in vigore con sei anni di ritardo rispetto al previsto, molti Paesi industrializzati hanno gi adottato le linee guida indicate dal testo per la riduzione delle emissioni. LItalia ha adottato le Linee Guida per le politiche e le misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra con Delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Energetica) del 19.11.1998, ha redatto il Libro Bianco per la valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili nel 1998 e ratificato il Protocollo di Kyoto a giugno del 2002. Nonostante questo lItalia non ha modificato il suo trend di crescita delle emissioni e si trova oggi a doverle ridurre di circa il 12% rispetto al livetto attuale, per ottemperare agli impegni di Kyoto Scarica il procollo di Kyoto versione PDF in italiano. Come e perch la sostenibilit energetica Lunica possibilit di una soluzione pacifica e democratica alla crisi energetica globale e per mitigare i cambiamenti climatici in atto sia da un lato promuovere la cooperazione tra le nazioni, il risparmio e la condivisione delle risorse fossili residue, dallaltro intraprendere un percorso verso un sistema economico realmente equo e sostenibile. Attualmente in Italia per raggiungere questo regime di sostenibilit energetica sono percorribili solo due strade: - Il risparmio energetico e la stabilizzazione dei consumi, poich non possibile soddisfare una domanda sempre crescente di energia in un sistema finito come la terra. Solo in questo modo si pu ottenere una diminuzione della domanda di energia primaria che attualmente soddisfatta con il ricorso ai combustibili fossili. - Ladozione di sistemi di generazione energetica da fonti rinnovabili, ovvero le fonti di energia che si ricostituiscono in un tempo paragonabile con il tempo del loro consumo. Tutte le fonti rinnovabili, che derivano in gran parte dallenergia solare, non comportano un incremento di gas serra. In particolare,

negli usi domestici, ogni singolo cittadino, dopo aver ridotto i suoi consumi, pu soddisfare il proprio fabbisogno energetico mediante lutilizzo di fonti rinnovabili: FOTOVOLTAICO IN RETE per la produzione di energia elettrica SOLARE TERMICO per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria (a.c.s.) BIOMASSE per il riscaldamento degli ambienti Una famiglia di 3 persone a Roma orientativamente consuma annualmente: 3.000 kWh elettrici, 6.000 kWh termici per il riscaldamento degli ambienti e 3.000 kWh termici per il riscaldamento della.c.s. La stessa famiglia, utilizzando elettrodomestici a basso consumo e dispositivi per il risparmio dellacqua, con una buona coibentazione dellappartamento, potrebbe consumare annualmente: 1.500 kWh elettrici, 3.500 kWh termici per il riscaldamento degli ambienti e 2.000 kWh termici per il riscaldamento della.c.s. Con listallazione di 1 kW fotovoltaici e 4 mq di collettori solari, la stessa famiglia potrebbe coprire il 90% del fabbisogno di energia elettrica e il 50% del fabbisogno di energia termica per il riscaldamento degli ambienti e dellacqua sanitari, evitando di immettere in atmosfera circa 2,5 tonnellate di Anidride Carbonica. Affinch tale quantit di CO2 possa essere assorbita annualmente dalla vegetazione sarebbe necessario piantare per ogni famiglia circa 300 alberi. Cosa si muove a livello locale LUnione Europea, per promuovere la sostenibilit energetica, ha finanziato la creazione di agenzie regionali, provinciali e comunali finalizzate alla promozione, presso gli enti locali, di sistemi ad alta efficienza energetica e di tecnologie alimentate da fonti rinnovabili. In Italia le Agenzie per lEnergia sono pi di 40. Inoltre, il Comune di Roma ha aderito sia allAgenda 21 sia alla campagna dellICLEI: Citta per la protezione del clima e sta provvedendo a stilare il Piano dAzione per la riduzione delle emmissioni dei gas serra. romaenergia.org Archive All Download Newest