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Due esploratori del mare a caccia di conoscenza sui capodogli e sullo spazio Antonio Giordano draft 3 30 marzo 2012

12 Contesto L'osservatorio NEMO - Neutrino Mediterranean Observatory, in costruzione nei laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Catania, una delle pi interessanti sfide scientifiche degli ultimi anni. Nato grazie ad una collaborazione internazionale tra 40 universit e istituti di ricerca, NEMO sar costituito da una torre metallica, alta pi di ottocento metri e immersa a migliaia di metri di profondit nel mare a sud della Sicilia, dove ascolter, grazie a speciali idrofoni, il suono dei neutrini di provenienza cosmica quando entreranno in acqua. Gli idrofoni sentiranno non solo il rumore delle particelle in arrivo dallo spazio, ma anche il canto dei capodogli, specie difficile da localizzare e studiare a causa dell'abitudine a lunghe immersioni ad altissime profondit, alternate a brevi visite in superficie. L'installazione della torre NEMO segner la partenza ufficiale del progetto KM3NET, costituito da ottanta torri analoghe, che sar in grado di competere con il CERN di Ginevra per lo sforzo tecnologico e scientifico e per le sue dimensioni. NEMO sar operativo da subito, ed visto dalla comunit scientifica come un'opportunit unica per ampliare la conoscenza dello spazio, e per capire il comportamento di esseri viventi che ancora non comprendiamo a fondo, abitanti di una zona del nostro pianeta sconosciuta alla scienza. Il film Quella di NEMO la storia di un'equipe di giovani scienziati impegnati nella costruzione di una struttura tecnologica di frontiera. Una storia di esplorazione, di scoperte in alto mare, di una caccia pacifica, senza spargimenti di sangue, che insegue la conoscenza degli abissi. In un capannone del porto di Catania, Giorgio Riccobene, giovane ricercatore di fisica, al lavoro con la sua quipe, gettando nell'acqua sporca del porto dei cilindri in acciaio collegati a un computer. Riccobene indossa delle cuffie: l'attrezzatura acustica gli permette di ascoltare il traffico navale del porto. La costruzione dell'osservatorio NEMO in una

L'osservatorio degli abissi

fase avanzata: la struttura metallica, ripiegata su s stessa, gi all'interno del laboratorio, e in questo momento tecnici e scienziati sono ai banchi di lavoro per ultimare i test dell'attrezzatura elettronica, che consentir ai fisici di ascoltare l'entrata in acqua di particelle di provenienza cosmica. Ma NEMO sar importantissimo anche per ascoltare degli esseri viventi. Riccobene a capo di una quipe di fisici e biologi impegnati nella ricerca del grande capodoglio. Tra di loro c' Francesco Caruso, che, di fronte al computer, effettua l'analisi grafica dei suoni di ogni cetaceo, e che spera, grazie a NEMO, di poter realizzare il sogno di nuotare con i capodogli mentre respirano a pelo d'acqua. Finiti i preparativi, la torre in acciaio dell'osservatorio sar installata sul fondale dello Ionio, durante una difficile missione in nave in cui dei robot sottomarini verranno spediti a migliaia di metri di profondit per guardare le profondit abissali. Losservazione dello spazio e degli abissi marini potr finalmente partire, e Caruso potr immergersi con i capodogli. Tra spedizioni in alto mare e ricerca scientifica di frontiera, l'installazione di NEMO riflette l'ambizione e i sogni di persone in cerca di un contatto con gli abissi. Seguendo Giorgio Riccobene e Francesco Caruso nella caccia tecnologica al grande capodoglio, "l'osservatorio degli abissi" racconta l'esplorazione di un piccolo pianeta del sistema solare: la Terra. Protagonisti Giorgio Riccobene: giovane ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Catania, si occupa dal 2002 di tutta la ricerca acustica in NEMO. Grazie a una sua intuizione, l'osservatorio diventato una struttura multidisciplinare, coinvolgendo nei lavori anche dei biologi. Il suo obiettivo vedere realizzata la struttura, e di riuscire a utilizzarla a pieno regime, anche per scopi non esclusivamente scientifici. Vede in NEMO, infatti, una opportunit per il territorio in cui vive, un modo per lanciare l'idea di un nuovo rapporto con il mare. Tra le attivit dell'osservatorio vorrebbe ad esempio il "bollettino delle balene", con cui incoraggiare un'attivit turistica di whale-watching. In passato ha collaborato con diversi festival culturali, in cui, insieme a musicisti, ha messo in musica i suoni delle balene registrati dai prototipi di NEMO.

Francesco Caruso: dottorando di biologia marina, specializzato in bioacustica, e appassionato di mare, Francesco si occupa dell'identificazione e del tracciamento dei cetacei in NEMO. La sua presenza nel progetto motivata dal forte amore per l'esplorazione marina, che manifesta in gran parte della sua vita, attraverso l'immersione subacquea e l'apnea. Il suo obiettivo riuscire a nuotare con i capodogli dopo averli identificati grazie all'osservatorio. E' consapevole del fatto che, quando NEMO sar pronto, avr a sua disposizione dei dati che nessun altro biologo nel mondo ha mai avuto fino ad oggi; ma sostiene che gli importa di pi immergersi con i cetacei. Equipe NEMO: intorno ai due protagonisti principali, c' una pattuglia di tre quattro ricercatori e tecnici, tutti coinvolti nella ricerca di neutrini e capodogli. Dal dottorando di fisica, all'ingegnere che ha progettato la struttura, queste persone sono parte integrante e validi aiuti nella ricerca in cui i due protagonisti sono impegnati. Motivazioni Una delle frontiere pi interessanti della ricerca scientifica il mare, fonte ancora sconosciuta di risorse energetiche, biologiche, farmaceutiche e scientifiche. Ma la ricerca scientifica solo una parte, per quanto nobile, del desiderio irrefrenabile che alcune persone hanno di esplorare il nostro pianeta. Da subacqueo, studioso di comunicazione, appassionato di fantascienza e frequentatore del mare, mi piacerebbe raccontare le persone e le idee che ruotano intorno all'esplorazione marina, le sfide che affrontano e le motivazioni che le animano. L'equipe NEMO sar impegnata nella fabbricazione non solo di un osservatorio, ma di fatti scientifici, di nuovi modi di interpretare la realt. Sar interessante osservare come nascano queste nuove interpretazioni, attraverso il lavoro quotidiano dei ricercatori. Piano della ricerca I contatti con i protagonisti sono ottimi e continui. Si iniziato a intervistarli informalmente, in audio, chiedendo di spiegare le attivit correnti di preparazione e testing. Vista la natura del lavoro, molto dipendente dalla tabella di marcia della collaborazione NEMO, difficile dare una valutazione rigorosa dei tempi richiesti. Allo stato (marzo 2012) i ricercatori prevedono di iniziare i primi test sull'elettronica nella seconda met di aprile, per poi passare ai test in acqua nella seconda met di maggio, alla costruzione della torre durante l'estate, e alla crociera oceanografica in settembre-ottobre. Si prevede di continuare le visite regolari ai laboratori, filmando alcune fasi necessarie della lavorazione, come l'inizio dei test, che segnano di fatto il passaggio alla fase operativa del progetto. In seguito, si inizier a riprendere regolarmente i test in acqua, e ad

intervistare in video i protagonisti, per farsi raccontare non solo quello che stanno facendo, ma la storia della collaborazione NEMO, e le prospettive, scientifiche e personali, del loro lavoro. Si vuole cercare, attraverso i racconti, un approccio che vada oltre la cronaca della costruzione tecnica dell'osservatorio, per mostrare come si faccia ricerca scientifica, sulla base di quali idee e di quali motivazioni personali. E' iniziata, nel frattempo, la raccolta del materiale d'archivio, fornito dalla collaborazione NEMO: video, fotografie e file audio prodotti durante le missioni esplorative del progetto e i test dei prototipi. Il materiale sar selezionato soprattutto per mostrare il lavoro preparatorio svolto dai protagonisti. Di grande interesse sono i file audio, in cui sono registrati i suoni di diversi cetacei nel mar Ionio, e che NEMO registrer nuovamente. Profilo dell'autore Nato a Sciacca, in Sicilia, nel 1981. Ha studiato comunicazione a Bologna, interessandosi di storia della scienza, di epistemologia e di rappresentazione visiva, laureandosi con una tesi di laurea sulla simulazione della realt in fotografia. Dopo la laurea frequenta il master in fotografia di reportage alla Kaverdash Academy di Milano, iniziando al tempo stesso l'attivit di fotografo freelance per testate nazionali e internazionali, realizzando reportage su tematiche ambientali e di divulgazione scientifica. L'amore per la scienza e l'esplorazione, e le relative interazioni con societ e comunicazione, lo portano a lavorare per enti scientifici, occupandosi della documentazione video e fotografica di diverse crociere oceanografiche. E' un sub, e ama il nuoto, lo snowboard e la mountain bike, la lettura di romanzi di fantascienza e di avventura.