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INTERVISTA

MEDICINA

BENESSERE

Ho scoperto la vita segreta delle piante


MAZZOTTO A PAGINA II

Le nuove frontiere per curare il cervello


PIVATO A PAGINA IV

In forma anche con un po di pancia


MASSARELLI A PAGINA VI

TUTTOSCIENZE
MERCOLED 25 APRILE 2012 NUMERO 1512
A CURA DI: GABRIELE BECCARIA REDAZIONE: CLAUDIA FERRERO GIORDANO STABILE tuttoscienze@lastampa.it www.lastampa.it/tuttoscienze/

tuttoSCIENZE salute
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ANTONIO LO CAMPO

ono un entusiasta dellesplorazione spaziale e spero di poter assistere alla ripartenza delluomo alla conquista del cosmo. Credo che si debba puntare sia al ritorno alla Luna sia alle spedizioni sugli asteroidi, ma anche a Marte. Certo, il periodo non favorevole dal punto di vista economico, per siamo gi in possesso delle tecnologie necessarie per conquistare altri corpi celesti. Chi parla Charles Duke, il pilota del Lem dellApollo 16, la missione lunare di cui si appena celebrato il 40 anniversario: lo sbarco tra le suggestive montagne di Descartes avvenne il 21 aprile 1972 e, ora, ricordando il momento del contatto con il suolo selenico - il penultimo del programma e di sempre lastronauta esclama con ironia: Altro che frasi storiche. A me scapp solo un whooow! di gioia. Vedo grande entusiasmo da parte dei ricercatori e degli ingegneri che lavorano ai programmi spaziali, anche per il futuro - aggiunge Duke, che oggi, a 77 anni, guida la Astronaut scolarship foundation, destinata ad aiutare i migliori studenti in scienza, ingegneria e
LANNIVERSARIO

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Ieri e oggi
Charles Duke lastronauta americano pilot il Lem dellApollo 16 40 anni fa

Charles Duke in Italia per celebrare i 40 anni della missione Apollo 16


IL FUTURO

Sono sicuro che torneremo presto lass e che luomo conquister anche Marte
matematica -. Sar lo sviluppo di un nuovo e potente razzo vettore il primo passo verso le future conquiste spaziali. Lha spiegato a Varese, dove, con la moglie Dorothy, ospite dellOsservatorio Foam-13 di Tradate, ha inaugurato la mostra Esplorando, dedicata a quattro secoli di avventure tra le stelle, da Galileo fino alla Nasa: tra gli oggetti c la riproduzione del modulo di Apollo 16 (un cono di 4 metri di diametro e 3,2 di altezza) e una roccia lunare riportata a Terra dallApollo 15. Proprio mentre il direttore della Nasa, Charles F. Bolden Jr., riaffermava lobiettivo di portare luomo su Marte entro il 2030, Duke ha rac-

Avevo conquistato la Luna e mi scapp un whooow!


contato gli straordinari 11 giorni della sua missione: Ricordo ogni particolare, dopo 40 anni, e allo stesso modo i momenti dellApollo 11. Lui, infatti, era stato nominato cap-com, vale a dire portavoce ufficiale da Houston per il primo sbarco del luglio 1969. La tensione arriv al culmine nelle fasi finali della discesa di Armstrong e Aldrin. Dissi loro: Sessanta secondi!. Avevano solo un minuto di carburante e Neil dovette scansare unaarea di crepacci e massi. Vol quindi in orizzontale, con una manovra fuori programma, ma riusc a far atterrare il Lem. Ero talmente eccitato che anzich dire Ok, Tranquillity Base, we copy you on the ground (Base Tranquillit, vi seguiamo da Terra), pronunciai Tianqullity" o qualcosa del genere. Poi, tre anni dopo, fu protagonista dellApollo 16. Io e John Young, il comandante, abbiamo trascorso 72 ore sulla Luna: appena il Lem si pos appiccicammo il naso allobl, come due bambini davanti a un negozio di giocattoli!. E aggiunge: Eravamo scesi con sei ore di ritardo per un problema tecnico al motore del modulo di servizio dellastronave. Ma poi tutto fil liscio, compresa lavventura con il Lunar Roving Vehicle: Pi che guidarlo lo si pilotava. Non aveva volante, ma una cloche. Ciascuna delle quattro ruote era dotata di un motore elettrico ed era un mezzo davvero bello e funzionale. Mancavano solo gli specchietti retrovisori. Ma la visione pi straordinaria resta quella della Terra durante il viaggio di andata: La sua circonferenza stava giusta nellobl e pensai: Cielo, come siamo distanti da casa!.

Avvistato il fermione teorizzato da Majorana


Lesperimento Linvenzione

vvistati per la prima volta i fermioni di Majorana, teorizzati dal celebre fisico italiano nel 1937: il risultato, descritto su Science, si deve a un team della Delft University of Technology nei Paesi Bassi. Queste particelle elusive, a differenza di altre, non hanno una controparte nellantimateria: sono esse stesse il proprio opposto. Grazie a questa caratteristica, che permette loro di ricordare la posizione precedente quando si spostano, potrebbero essere molto utili per trasportare informazioni nei futuri computer quantistici. Al momento le particelle non sono state osservate direttamente, ma la loro esistenza stata dedotta grazie a un dispositivo basato su un semiconduttore stimolato da un campo magnetico.

Le spugne mangiano il petrolio

ascono le spugne anti-inquinamento: ricercatori della Rice University e della Penn State University negli Stati Uniti hanno sviluppato nanotubi in carbonio capaci di assorbire petrolio e altre sostanze oleose dallacqua. Aggiungendo boro durante il processo di crescita, stata creata una rete di legami, che, irrobustendo i nanotubi stessi, li trasforma in blocchi dalla struttura partico-

larmente densa. Hanno la propriet di essere sia idrofobiche (galleggiano bene) che oleofile: quando abbiamo immerso le spugne, hanno assorbito tutto lolio da motore, ha spiegato Daniel Hashim, a capo dello studio pubblicato su Scientific Report. E laspetto pi sorprendente che sono riutilizzabili: dopo aver bruciato lolio assorbito, le spugne possono essere reimpiegate immediatamente.

II TuttoScienze

LA STAMPA
MERCOLED 25 APRILE 2012

P SCIENZE

In uno strato geologico il segreto del Cambriano


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Il trilobite, organismo-simbolo del Cambriano

considerato levento evolutivo pi importante di sempre e ha improvvisamente riempito gli oceani di 600 milioni di anni fa con gli antenati di quasi tutti gli animali in vita sulla Terra oggi: lesplosione del Cambriano, una diversificazione delle forme biologiche senza precedenti e avvenuta in tempi relativamente brevi, ha da sempre affascinato gli scienziati. Ora una nuova ricerca, pubblicata su Nature, indica che la causa di questo evento-chiave probabilmente di tipo geologico. Esiste uno strato geologico particolarmente unico, chiamato Great Unconformity (grande discrepanza), che separa le rocce vulcani-

che pi antiche dai sedimenti recenti, ha spiegato Shanan Peters, geoscienziato della University of Wisconsin a Madison, Stati Uniti, che ha condotto lo studio. E proprio la Great Unconformity - ha aggiunto - deve aver avuto un significativo impatto sulla vita di 600 milioni di anni fa. La sua teoria che la grande quantit di materiale di erosione proveniente da questo strato in formazione avrebbe spinto gli organismi viventi a evolvere la biomineralizzazione, vale a dire la capacit di sfruttare i minerali presenti nellambiente per creare strutture come i gusci di carbonato di calcio e silice. Lesplosione del Cambriano, in effetti, famosa per gli invertebrati con gusci di vario tipo: questi ultimi furono prodotti per reagire alla grande quantit di ioni liberati.

P BOTANICA
MONICA MAZZOTTO

splorano il suolo come una colonia di formiche ed ascoltano le vibrazioni come un serpente, eppure sono piante. Ad arricchire con nuove scoperte il quadro sempre pi complesso della biologia vegetale Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell'Universit di Firenze. Finora abbiamo sottovalutato le piante - sostiene - considerandole esseri passivi ed inferiori, ma la realt diversa. Per capire quanto questi organismi siano evoluti, basta pensare che il 99,9% di tutto ci che vivo sulla Terra Pianta.
Professore, lei da poco scoperto che la modalit di esplorazione del suolo delle radici simile a quella delle formiche. Cosa hanno di simile?

Stefano Mancuso Botanico


RUOLO: E PROFESSORE DI ARBORICOLTURA ALLUNIVERSITA DI FIRENZE E DIRETTORE DEL LABORATORIO INTERNAZIONALE DI NEUROBIOLOGIA VEGETALE IL SITO: HTTP://WWW.LINV.ORG/

Oltre gli stereotipi


Le radici emettono una serie di suoni nellintervallo compreso tra i 100 e i 400 hertz

Una pianta di grano ha 20-30 milioni di apici radicali e ciascuno si muove abbastanza autonomamente nellesplorazione del terreno, ma non in modo casuale o caotico. C una comunicazione tra le radici che mostra delle propriet tipiche dei comportamenti di sciame.
Pu fare un esempio?

Seguono delle regole. Quando due radici di una stessa pianta o di una pianta della stessa specie si incontrano, invece di sovrapporsi, si allineano. Inoltre, allineandosi, mantengono una distanza di pochi millimetri. Bastano queste due regole per creare un andamento che, visto nella sua totalit, appaia coordinato o comandato da un cervello centrale, cosa che invece non .
Una pianta pu essere dunque paragonata ad una co-

Che cosa fanno due radici quando si incontrano


Lo studioso di intelligenza delle piante: comportamenti simili a quelli delle formiche
lonia di animali piuttosto che ad un singolo individuo? ca: com nata lidea che le piante potessero sentire?

S, le piante non sono dei veri e propri individui. Individuo vuol dire indivisibile. Al contrario una pianta si pu tagliare in tanti pezzi e, invece di eliminarla, spesso la si propaga. Le radici sono lesemplificazione di questo concetto.
La sua seconda scoperta recente riguarda la bioacusti-

Le piante vengono viste come esseri primitivi e a nessuno viene in mente di andare a controllare se siano in grado di sentire. Il punto di vista del mio laboratorio il contrario: per noi sarebbe stato sorprendente se non avessimo trovato alcun sistema di percezione dei suoni in esseri viventi che

si sono evoluti per 500-600 milioni di anni in un mondo rumoroso. Per noi lavere scoperto che le piante possono ascoltare quasi banale, sicuramente sensato e plausibile.
Come avete dimostrato questa capacit?

Siamo partiti dal fatto che, se le radici crescono in assenza di stimoli particolari, crescono verticali, seguendo la gravit.

A questo punto abbiamo messo una fonte sonora da una parte, creando unasimmetria: ci siamo accorti che esistono delle frequenze, in un intervallo basso tra i 100 e i 400 hertz, che attraggono le radici e la loro crescita. Allo stesso modo ci sono suoni, di frequenza pi alta, verso i 2 mila hertz, che non sono gradite alle radici stesse.

Quali meccanismi utilizzano per percepire i suoni?

Riescono, come gli animali a contatto con il suolo, per esempio serpenti o vermi, a sfruttare le vibrazioni del terreno grazie ai meccano-recettori posti nelle cellule.
A cosa serve questa capacit?

Secondo noi, per avere informazioni sullambiente. La pre-

Foto Save the Children

LA STAMPA
MERCOLED 25 APRILE 2012

TuttoScienze III

Un nuovo kit per esplorare le scene del crimine


VALENTINA ARCOVIO
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Doveva essere uno studio sui batteri che si possono trovare in piscina, ma alla fine si arrivati a una scoperta destinata a rivoluzionare la scienza forense e non solo. A raccontare questa straordinaria storia sar Vincenzo Romano Spica, docente presso il Laboratorio di Epidemiologia e Biotecnologie dell'Universit degli studi Roma Foro Italico, in un convegno che si terr domani a Roma al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Gli scienziati dell'universit romana, in collabora-

Dai batteri al killer: cambia la scienza forense?

zione con i carabinieri del Ris di Roma, hanno creato un kit che in grado di analizzare i batteri presenti sulla scena del crimine per rintracciare anche il pi piccolo residuo di liquido biologico - sperma, saliva, liquido vaginale o tracce fecali - su un reperto, sul pavimento oopure sul corpo di una vittima. Fino ad oggi - spiega Romano Spica - si effettuavano prevalentemente test enzimatici, che per non individuano tutte le tracce e, soprattutto, necessitano di reperti ben conservati. Il Dna, invece, dura praticamente per sempre e ogni liquido biologico ha la sua specifica flora batterica, che ci permette cos di ricostruire se, come e quando stato commesso un determinato delitto. In pratica, gli scienziati analizzano la firma ge-

netica dei batteri, l'mfDna (la microflora Dna) come lo hanno battezzato, per arrivare alla verit. Una volta individuata la traccia, si effettua la classica analisi del Dna umano per risalire al colpevole. Con questa tecnica - dice Romano Spica - rispondiamo a un quesito fondamentale per risolvere un crimine: come sono andate davvero le cose?. Lo studio, appena pubblicato sulla rivista Forensic Science International Genetics, rappresenta un'importante innovazione nel mondo della medicina legale e non soltanto. Adesso con la scoperta dell'mfDna - conclude Spica si aprono interessanti prospettive anche in altri settori, da quello ambientale fino a quello medico e diagnostico.

P PALEONTOLOGIA
GABRIELE BECCARIA

Piante e formiche: stanno emergendo somiglianze sorprendenti

senza di acqua o di ostacoli varia la propagazione dei suoni e questa cambia anche se ci sono delle fonti sonore vicine, come altre radici.
Intende dire che le piante potrebbero comunicare tra loro acusticamente?

Dopo aver scoperto che erano in grado di percepire suoni, abbiamo notato che le radici emettono una serie di suoni

che, se amplificati e trasformati in frequenze udibili al nostro udito, sembrano un susseguirsi di clic, frequenti, proprio nellintervallo tra i 100 e i 400 hertz. Ora abbiamo avanzato lipotesi che i suoni siano una fonte di informazione anche per il comportamento di sciame: le radici potrebbero coordinare i loro movimenti anche grazie ai suoni.

mmaginate un pulcino di nove metri di lunghezza e pesante quasi una tonnellata e mezza. Per di pi carnivoro e, quindi, vista la mole, costantemente affamato. Per vedere questincubo (meglio se da lontano) dovreste tornare indietro nel tempo e sintonizzarvi su una coordinata spazio-temporale di 125 milioni di anni fa, in una zona dellattuale Cina, il Liaoning. Oppure sufficiente mettersi a guardare i sorprendenti reperti appena portati alla luce da un team internazionale di paleontologi: appartengono a una nuova specie, battezzata Yutyrannus huali, da record. I suoi rappresentanti sono i dinosauri piumati pi grandi di sempre. Almeno fino alla prossima e clamorosa scoperta. Il mostro uno stretto parente del Tyrannosaurus Rex e questo legame un ulteriore elemento che ha fatto sobbalzare gli studiosi. Se il cugino reso celebre da Jurassic Park poteva raggiungere i 13 metri e una stazza di sette tonnellate (e non aveva una sola piuma addosso), questo antenato ne anticipava il look terrificante, anche se in taglia un po ridotta, e allo stesso tempo esibiva un che di arruffato. Uno dei ricercatori, Xu Xing dellAccademia cinese delle scienze, lo descrive cos: Le piume ritrovate sono dei filamenti che ricordano pi la peluria dei pulcini che quelle dei moderni uccelli adulti. Non cerano ali da far funzionare, ma solo un corpo tozzo di bipede da ricoprire. Peccato che non ci siano indizi per capire di che colore fosse quel rivestimento. Se si accendesse di tonalit diverse e, per esempio, servisse anche da strumento di richiamo sessuale. Pi probabile - ha osserva-

Piume da pulcino e look da T-Rex: ecco il re dei dinosauri piumati


Scoperto in Cina: Tante teorie da rivedere
che gli animali di grossa taglia trattengono con facilit il calore e spesso devono affrontare il problema opposto, quello del surriscaldamento. La soluzione potrebbe, allora, essere racchiusa nelle condizioni climatiche. Quei giganti vissero in una fase del Cretaceo particolarmente fredda, forse glaciale, alcune decine di milioni di anni prima dei Tirannosauri, che invece prosperarono in condizioni simil-tropicali. Di sicuro i resti fossili di tre esemplari - un adulto e due cuccioli - rimettono in discussione le traballanti teorie sullevoluzione dei dinosauri. Per esempio quelle che finora avevano escluso la possibilit che alcune specie fossero a sangue caldo. In realt le nostre conoscenze sono ancora limitate, se non, a volte, errate, hanno ammesso gli autori della ricerca pubblicata su Nature, descrivendo le analisi delle impronte di piume lunghe tra 15 e 20 centimetri. E proprio gli studiosi ricordano che il ritrovamento avvenuto nella stessa cava che in passato ha restituito altre creature piumate. Per esempio il Sinosauropteryx. La lucertola cinese con le ali - questo il significato del nome - era un bipede in miniatura, di appena 30 centimetri daltezza e un paio di chili, e ha conquistato unistantanea fama: stato il primo dinosauro con le piume-penne scoperto dopo il mitico Archaeopteryx, librido che intreccia i mondi dei rettili e degli uccelli.

Il cranio fossile del Yutyrannus huali. Sotto la ricostruzione

Xu Xing Paleontologo
RUOLO: E RICERCATORE DI PALEONTOLOGIA ALLACCADEMIA CINESE DELLE SCIENZE IL SITO: HTTP://ENGLISH.CAS.CN/ LA RIVISTA NATURE: HTTP://WWW.NATURE.COM/

to un altro componente del team, il canadese Corwin Sullivan - che le protopenne garantissero un certo grado di isolamento termico. Molto prima del volo devessere stata questa la loro funzione, sebbene le dimensioni del Yutyrannus pongano unulteriore questione: noto, infatti,

IV TuttoScienze

LA STAMPA
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P MEDICINA

Le barre teleguidate Operazione mini-invasiva possono curare la scoliosi per il tumore della prostata
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Le forme pi gravi di scoliosi si possono correggere teleguidando la crescita della colonna vertebrale attraverso alcune barre di metallo allungabili grazie a un serie di impulsi: lha dimostrato il primo test sulluomo. Il dispositivo - descritto sulla rivista The Lancet - stato messo a punto alluniversit di Hong Kong. Aggiustando a distanza ogni mese la lunghezza delle protesi, la deviazione passata da 67 a 29 gradi senza interventi invasivi. Il sistema elimina le operazioni ripetute in anestesia totale per modificare le barre - scrivono i ricercatori - evitando cos il rischio di complicanze e costi sanitari molto alti.

Levento considerato un decisivo passo avanti nella cura del tumore della prostata: per la prima volta in Europa un team del Centro Oncologico Fiorentino (Cfo), guidato da Andrea Gavazzi, ha eseguito un intervento di prostatectomia radicale robotica (in gergo single port) attraverso ununica e piccola incisione fatta a livello ombelicale. Questa operazione - ha commentato Maurizio De Scalzi, amministratore delegato del Centro - riduce al minimo i rischi e infatti il paziente in grado di tornare a casa gi il giorno successivo: si tratta di un esempio di medicina che punta continuamente a migliorarsi.

Ripareremo il cervello in tilt


La ricerca prepara le rivoluzioni per contrastare Alzheimer, Parkinson e Sla
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NEUROSCIENZE
MARCO PIVATO scienze e farmacologo allUniversit Federico II di Napoli, che ha coordinato il Congresso della Societ, organizzato da Renato Bernardini, farmacologo allUniversit di Catania. E l che i maggiori esperti mondiali si sono dati appuntamento la scorsa settimana con la gemella Societ israeliana di neuroscienze e hanno tracciato una linea di demarcazione che dora in avanti segner il limite tra il passato e il futuro della battaglia alle malattie del cervello. Una prima e importante rivoluzione consiste nellaver individuato un fattore-chiave, capace di contrastare gli effetti della neurodegenerazione. Un approccio valido, allo stesso tempo, contro tutte e tre le patologie e che consiste nel potenziamento del sistema immunitario - spiega Annunziato - prima dora erroneamente considerato un facilitatore dei processi infiammatori che si scatenano in seguito alla massiccia morte delle cellule cerebrali. Michaela Schwartz, del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele ha dimostrato che le difese immunitarie periferiche, in realt, coadiuvano quelle cerebrali nel contenimento del danno. Il fenomeno, battezzato autoimmunnit protettiva stato descritto e pubblicato su Nature Neurology Review e Nature Medicine. L'altra rivoluzione consiste nel riconsiderare il ruolo della Beta-amiloide, la proteina killer che si deposita - per cause ancora non del tutto note - nel cervello, causando lAlzheimer. Anna Panaccione dellUniversit Federico II di Napoli - riferisce Annunziato - ha dimostrato che la Beta-amiloide, in condizioni di salute, ha un ruolo fisiologico fondamentale, ossia regolare opportunamente lentrata del calcio negli organuli cellulari. Con quale meccanismo sacceca allora lintelligenza di questa proteina, che da guardiana del neurone diventa il suo boia? La ricerca dovr ora sciogliere questo nodo. Sul fronte della farmacologia le principali novit contro lAlzheimer vengono dal labomenti del neurone tramite i quali si realizzano nuove connessioni con altre cellule dello stesso tipo, e dalla proteina davunetide, capace di proteggere i microtubuli, le impalcature di tutte le cellule, neuroni compresi. Gli aspetti pi sorprendenti arrivano dalla diagnostica. noto che il Parkinson esibisce i primi sintomi quando ormai la morte di specifici neuroni, chiamati neuroni dopaminergici, ha raggiunto l80% del totale - spiega il presidente dei neuroscienziati italiani -: un processo silente che inizia decine di anni prima di avvertire manifestazioni quali il tremore. possibile, allora, riconoscere i prodromi nella fase silente della malattia? Paolo Barone, dellUniversit di Salerno, ha evidenziato limportanza di alcuni segnali indicativi: disfunzioni a carico del senso dellodore, depressione e disturbi del sonno. Sintomi ap-

a ricerca sulle malattie neurodegenerative pi importanti a una svolta epocale, dovuta, soprattutto, al ribaltamento di preconcetti e dogmi che hanno vincolato per anni la scienza. Alzheimer, Parkinson e Sla (la sclerosi laterale amiotrofica) cominciano a svelare inediti meccanismi che detteranno nuove direttive su prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e rallentamento del loro drammatico decorso. I dettagli sono racchiusi nella relazione del professor Lucio Annunziato, presidente della Societ italiana di neuroscienze, membro dellIstituto nazionale di neuro-

Lucio Annunziato Neuroscienziato


RUOLO: E PRESIDENTE DELLA SOCIET ITALIANA DI NEUROSCIENZE MEMBRO DELLISTITUTO NAZIONALE DI NEUROSCIENZE E FARMACOLOGO ALLUNIVERSIT FEDERICO II DI NAPOLI

ratorio della presidente uscente della Societ israeliana di neuroscienze, Illana Gozes, e sono rappresentate dalla scoperta del fattore Adnp (Activity-dependent neuroprotective protein), che induce la proliferazione dei neuriti, i prolunga-

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TuttoScienze V

E scritto nel Dna

Lingegneria genetica dalle forbici al laser


DOMENICO FREZZA
UNIVERSITA DI ROMA TOR VERGATA

Il lavoro dell'ingegneria genetica tagliare e cucire, copiare e incollare geni, per studiarne la funzione o per modificarla a nostro vantaggio. Finora a incidere il Dna per noi sono stati degli enzimi di origine batterica, detti nucleasi di restrizione. Queste forbici molecolari hanno innescato la rivoluzione biotecnologica, aggiudicandosi il Nobel per la medicina del 1978, ma potrebbe essere arrivato il momento di mandarle in pensione. I ricercatori hanno finalmente a di-

Questa rubrica a cura dellAgi (Associazione Genetica Italiana)

sposizione dei nuovi strumenti, pi versatili e precisi, che promettono di accelerare il cammino delle scienze della vita. Sono stati nominati da Nature Methods come metodo dell'anno e si chiamano attivatori di trascrizione-simile con attivit nucleasica. In una parola: Talen. Quella che si aggiunge al nostro armamentario una proteina ingegnerizzata, ottenuta dalla fusione di due enzimi, entrambi di origine batterica. Uno riconosce la sequenza specifica di Dna a cui si deve legare (Tal) e l'altro la taglia (FokI). Ma quali differenze ci sono rispetto agli enzimi utilizzati sin dagli Anni 70? Le vecchie forbici molecolari tagliavano dove volevano loro, mentre Tal pu essere rieditato in modo da avvolgersi sulla sequenza prescelta dallo sperimentatore. L'altro

vantaggio sostanziale che i vecchi enzimi potevano essere utilizzati solo in vitro, mentre il nuovo funziona anche in vivo. Basta iniettare il precursore (Rna messaggero) che all'interno della cellula viene tradotto in enzima. Talen, quindi, si attacca al Dna e lo taglia, consentendo inserzioni, delezioni o sostituzioni. Queste modifiche mirate hanno un vasto repertorio di applicazioni, tra cui la produzione rapida e precisa di organismi dotati di geni estranei (transgenici). Uno degli obiettivi pi ambiziosi per il futuro rendere la terapia genica umana sempre pi sicura ed efficace. Per riuscirci l'ingegneria genetica deve passare dall'et della pietra all'elettronica, dallo scalpello al laser, e Talen rappresenta un balzo in questa direzione.
13 - Continua

parentemente generici, ma che si riscontrano nella grande maggioranza dei pazienti colpiti da Parkinson, addirittura con una frequenza del 95% nel caso della compromissione della percezione degli odori. Se si manifesta la copresenza di tutti e tre i disturbi, si pu ipotizzare, con anticipo, linsorgenza della malattia grazie alle neuroimmagini, che mostreranno linizio della riduzione dei neuroni dopaminergici. Inoltre - suggerisce ancora il professore - lassunzione di farmaci antiparkinsoniani, a questo stadio iniziale, pu rallentare di molto il decorso della malattia. Lobiettivo degli specialisti rimane quello di individuare i precoci campanelli dallarme non solo del morbo di Parkinson e della malattia di Alzheimer, ma anche delle altre affezioni neurodegenerative come la Sla. Risultati in questo senso sono stati ottenuti da Daniel Offen e Eldad Melamed dellUniversit di Tel Aviv e pubblicati sul Journal of Stem Cells Reviews. I ricercatori - spiega Annunziato hanno mostrato che particolari tipi di cellule staminali producono fattori abili a ristabilire il dialogo tra il sistema ner-

voso centrale e i muscoli e che, se trapiantate negli arti posteriori di ratti malati di Sla, inducono unestensione delle fibre, un ritardo dei sintomi e un significativo allungamento della vita media. Le stime degli epidemiologi sono allarmanti: riportano che, in tutto il mondo, sono 10 milioni gli individui che, in questo momento, convivono con il Parkinson, per un costo sanitario di circa 25 miliardi di dollari, solo negli Usa. Le proiezioni studiate su un periodo di 30 anni suggeriscono che, stando
LA PROTEINA DEI NEURONI

Si studia per capire come si trasforma: da guardiano a killer


allandamento attuale, i malati di Alzheimer, invece, potrebbero crescere, fino costituire una popolazione di 60 milioni di pazienti, con un costo per la societ di 200 miliardi, sempre negli Usa, ma che salir a pi di mille miliardi di dollari entro il 2050. Lincidenza della Sla, infine, si attesta tra uno e tre individui su 100 mila lanno, con un costo per le famiglie che raggiunge anche i 200 mila dollari lanno.

Guerra tra medici sul legame tra igiene orale e infarti


P PREVENZIONE
DANIELE BANFI

Lassociazione dei cardiologi Usa assolve infiammazioni e malattie della bocca

iamo proprio sicuri che la corretta igiene orale sia una delle strategie migliori per evitare le malattie cardiovascolari? Negli ultimi anni gli studi a riguardo si sono moltiplicati a vista docchio. Secondo quanto affermano gli autori di queste ricerche, alcuni microrganismi presenti allinterno del cavo orale sarebbero in grado di scatenare sia ictus che infarti. Una teoria sempre pi di moda, ma che adesso sembrerebbe essere clamorosamente smentita da un ampio studio promosso dallAmerican Heart Association, lAha. Secondo lorganizzazione statunitense, infatti, il legame causa-effetto tra le infiammazioni del cavo orale e lo sviluppo di cardiopatie privo di qualsiasi fondamento. E noto che le specie di microrganismi che trovano un habitat ideale nel cavo orale sono numerosissime. Alcune sono necessarie, altre sono causa di problemi, a cominciare dallalitosi e dalle carie. Ma, mentre queste conoscenze sono certe ormai da tempo, diversi studi pubblicati recente-

Piccoli a rischio
I

Le carie minacciano la salute dei bambini di tutto il mondo e in Italia la situazione non migliore: gi a quattro anni - rivelano le ultime indagini - un bambino su cinque presenta lesioni, mentre a 12 anni soffre di carie un ragazzino su due. La prevenzione - avvertono gli specialisti troppo spesso trascurata.

mente affermano che alcuni batteri presenti a livello delle gengive sarebbero vere e proprie bombe ad orologeria, nel caso in cui riuscissero a entrare nel circolo sanguigno. Ultimo in ordine di tempo quello realizzato nelle scorse settimane dal Royal College of Surgeons di Dublino e dallUniversit di Bristol. Secondo gli autori della ricerca, il microrganismo Streptococcus gordonii, uno dei principali responsabili della formazione

della placca, sarebbe in grado di provocare coaguli e generare gravi problemi cardiaci, una volta entrato in circolazione nel sangue. Il pericolo deriverebbe dalla capacit che lo Streptococcus gordonii possiede nel produrre una sostanza simile al fibrinogeno, una molecola di fondamentale importanza per intrappolare le piastrine e formare coaguli di sangue. Cos facendo, il microrganismo, entrato in circolo, promuovereb-

scientifica dellassociazione statunitense, sono stati analizzati 500 studi che avevano come oggetto la relazione tra igiene orale e malattie cardiache. Le conclusioni degli esperti sono nette: allo stato attuale delle conoscenze non esiste nessun legame causa-effetto. Per questa ragione alla luce dei risultati una corretta igiene orale non sembrerebbe diminuire il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. Cobe laggregazione delle piastri- me dichiara Peter Lockhart, ne e la formazione di vere e uno degli autori dello studio e proprie occlusioni, al cui inter- professore presso il Carolino risiederebbero i microrga- nas Medical Center di Charnismi in questione. Un vero e lotte, in questi anni passato proprio cavallo di Troia, ca- il messaggio che malattie inpace di produrre danni al siste- fiammatorie del cavo orale e ma cardiovascolare. patologie cardiovascolari siaMa, se lo studio anglo-irlan- no eventi strettamente legati dese ha rivelato laspetto pi fra loro. Un'informazione che tecnico di come i microrgani- ha in parte generato un abbassmi possono danneggiare il samento della guardia dai pi cuore, in unanalisi condotta pericolosi fattori di rischio per nel 2009 da alcuni ricercatori linfarto. dellUniversit Infiammaziodi Buffalo si afni orali e patolofermato che la gie del cuore presenza a livelcondividono inlo del cavo orale fatti alcuni fattodi due batteri ri di rischio co(Tannerella ForRUOLO: E PRESIDENTE muni, come il fusynthesis e PreDEL DIPARTIMENTO mo di sigaretta, DI MEDICINA ORALE PRESSO il diabete, liperventella Intermedia) aumentereb- IL CAROLINAS MEDICAL CENTER tensione e let. DI CHARLOTTE be la probabilit (NORTH CAROLINA - USA) Molti degli studi infarto rispetdi, per, non hantivamente del 50% e del 35%. no mai considerato queste vaNon solo, in uno studio presen- riabili, rendendo quindi le anatato lo scorso anno proprio du- lisi incomplete. Quello che rante un meeting dellAmeri- possiamo affermare che le can Heart Association, si af- persone che non prestano atferma che chi effettua di fre- tenzione ai grandi fattori di riquente un'accurata pulizia dei schio sono anche poco propendenti ha un rischio di infarto e se a fare una reale prevenziodi ictus inferiore rispettiva- ne attraverso una corretta mente del 24% e del 13%. igiene orale, conclude Ma come spiegare, allora, Lockhart. Un dato ben diverso la presa di posizione delle ulti- dallaffermare la stretta relame settimane dellAha? Nel- zione causa-effetto tra salute lanalisi pubblicata su Circu- della bocca e malattie cardiolation, la prestigiosa rivista vascolari.

Peter Lockhart Dentista

VI TuttoScienze

LA STAMPA
MERCOLED 25 APRILE 2012

P BENESSERE
I

Quando sono soltanto capricci bisogna saper dire no


VALENTINA ARCOVIO
Si pu essere comprensivi e affettuosi, ma di fronte ai capricci dei bambini bisogna saper dire no: essere troppo accondiscendenti pu creare problemi per il loro sviluppo futuro. Il consiglio arriva dalla Societ italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), che invita i genitori a imparare a gestire i capricci dei figli gi nei primissimi anni di vita. I pediatri raccomandano un atteggiamento autoritario, non troppo, ma comunque mai amichevole. I bambini - spiegano - non vanno assecondati nei capricci e non bisogna riversare su di loro le proprie frustrazioni e i propri problemi. Se non si interviene - spiega il pediatra Leo Venturelli - il bambino viziato avr dei problemi, specialmente nell'

BAMBINI

et scolastica: sar poco accettato dagli altri coetanei, perch troppo egocentrico e arrogante. Ma i capricci assecondati possono influire anche in modo pi profondo. Crescendo, il bambino potrebbe addirittura sviluppare problemi relazionali pi seri e cadere in pericolose dipendenze, fino a droga e alcol. Ovviamente si parla di casi limite, ma tutto ha sempre inizio - sottolineano gli studiosi con il darla troppo vinta ai figli. Bisogna quindi intervenire al pi presto e succede intorno ai 2-3 anni. Gi in questa fase - sottolinea Giuseppe di Mauro, presidente della Sipps - necessario stabilire delle regole su cui non bisogna cedere. Sbagliato, perci, intenerirsi. Aspettatevi che il bimbo pianga, ma provate a distinguere tra esigenze reali e semplici desideri - aggiunge Venturelli -. Il bambino piange per necessit se ha dolore, fame, paura, sonno o se sporco. Se invece piange perch desidera qualcosa potete decidere di accontentarlo oppure no. Se poi piange per un capriccio, latteggiamento migliore ignorarlo, senza essere aggressivi o denigratori.

In forma, con la pancia


Studio Usa: si pu essere sani anche con qualche chilo in pi
P
FITNESS
STEFANO MASSARELLI
che apre nuove prospettive per chi non riesce a perdere peso malgrado gli sforzi o, ancora di pi, per chi ha gi rinunciato all'attivit fisica ancora prima di cominciare. Ci che lo studio ci suggerisce che sia la forma fisica che il peso corporeo sono importanti, insieme e separatamente, per la salute del cuore, ha commentato l'autore della ricerca, Duck-Chul Lee dell'Universit del South Carolina. Nello studio Lee e i colleghi statunitensi hanno preso in esame le cartelle cliniche di 3148 uomini e donne adulti sui 40 anni, sottoposti a tre diversi check-up clinici presso la Cooper Clinic di Dallas. Nei sei anni di studio i medici hanno valutato diversi indici di salute cardiovascolare dei pazienti, come la pressione sanguigna, i livelli di colesterolo, la circonferenza addominale e la percentuale di massa grassa corporea. Durante le visite i pazienti erano anche sottoposti a test su tapis-roulant per valutare la loro forma fisica. All'inizio del periodo di ricerca nessuno dei soggetti mostrava alcun segnale di rischio cardiovascolare, come ipertensione o colesterolo alto, e anche durante il secondo checkup, effettuato a distanza di tre anni, il cuore appariva in buona salute, malgrado l'evidente aumento di peso di alcuni. Ma dopo sei anni qualcosa cambiato: dagli esami emerso che quasi un quarto dei pazienti accusava pressione alta, livelli elevati di colesterolo o entrambi questi fattori di rischio cardiovascolare, che insieme comportano una condizione clinica chiamata sindrome metabolica. Un risultato previsto dai ricercatori, data la comune tendenza ad accumulare peso con l'avanzare dell'et, ma con alcune novit interessanti: chi tendeva a mettere su chili senza praticare alcuna attivit fisica aveva un rischio di sindrome metabolica maggiore del 71% rispetto a chi aveva mantenuto il peso forma e, sorprendentemente, questo rischio era del 22% inferiore tra coloro che si erano mantenuti in forma, pur mettendo su chili di troppo. Il messaggio semplice - ha spiegato Lee -:

sercizi estenuanti in palestra e ore di jogging senza risultati tangibili sulla bilancia. Un problema comune, specialmente oltre una certa et, che pu spalancare le porte a un interrogativo: a che serve continuare? Tutti sanno che il mantenimento del peso nella norma e una sana attivit fisica sono due cardini di un buono stato di salute. Ma cosa accade se uno dei due elementi viene a mancare, per esempio se il peso in eccesso non diminuisce nonostante l'esercizio? Ora una risposta arriva da uno studio sulla rivista The Journal of the American College of Cadiology,

Duck-Chul Lee Fisiologo


RUOLO: E RICERCATORE DI FISIOLOGIA PRESSO LA ARNOLD SCHOOL OF PUBLIC HEALTH DELLA UNIVERSITY OF SOUTH CAROLINA (USA) IL SITO: HTTP://WWW.SC.EDU/

Ossessione della linea perfetta? Le ultime ricerche stemperano gli eccessi

molte attenzioni devono essere rivolte alla riduzione del peso, ma diminuire la massa grassa risulta difficile per molti. Il nostro studio suggerisce che mantenersi in forma nel

corso della vita importante allo stesso modo e, per la maggior parte delle persone, probabilmente pi fattibile. E c' di pi: dallo studio emerso che non serve aumentare il ca-

rico di allenamento con il tempo per migliorare la salute del muscolo cardiaco. Come dire che al cuore basta un dose equilibrata di movimento, senza bisogno di esagerare.

A. D. Angelo Sganzerla - Ph. Italo Pozzi

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TuttoScienze VII

Yoga per ritrovare la vitalit e vincere la paura di cadere


CLAUDIA FERRERO
I

TERZA ET

Pu essere la difficolt a fare movimenti semplici, come sedersi su una sedia bassa e rialzarsi. O labitudine ad addormentarsi con posture rigide, senza la capacit di riconoscere se si tiene il corpo contratto o rilassato. O ancora il dolore dei muscoli e delle articolazioni soprattutto appena svegli. O pi semplicemente la mancanza di vitalit e di forza. Sono piccoli-grandi malesseri che rendono la vita degli anziani difficile. E che la pratica dello yoga pu migliorare, tanto pi preziosa se eseguita dopo un lungo periodo di inattivit. Al di l di rendere i corpi pi flessibili e reattivi, si visto che lo yoga con la sua progressione di asana - le diverse posizioni - in grado di portare importanti cambia-

menti nella vita degli anziani. Ricercatori americani hanno verificato i buoni effetti sullequilibrio. Lo yoga rafforza le gambe, rende pi sciolti e mobili i piedi, ne migliora la capacit dappoggio. I risultati di pi studi sulla pratica dello yoga, presentati durante alcune conferenze dellAmerican Geriatrics Society, hanno cos evidenziato come un appropriato insieme di esercizi aiuti a ridurre la paura di cadere. Una condizione che in alcune persone pu progressivamente portare a forme invalidanti con una limitata attivit fisica e di conseguenza una diminuzione della qualit della vita. Si visto anche come le pratiche di respirazione tipiche dello yoga, sebbene allinizio possano risultare piuttosto difficoltose per chi abituato da anni a un respiro sincopato e superficiale, portino dopo poco tempo a un miglioramento nella chiarezza mentale e nella vitalit, abbassando i livelli di stress. Senza dimenticare, in ultimo, che fare lezione di gruppo un ottimo modo per assecondare il confronto con gli altri, la socializzazione e lautostima.

Stai perdendo 100 capelli al giorno? Ecco quando non c da preoccuparsi


P TRICOLOGIA
FABIO DI TODARO

l problema si ripropone almeno due volte all'anno: nel passaggio tra l'inverno e la primavera e a fine estate. Succede a molti, soprattutto donne, di perdere capelli in modo pi copioso: anche oltre i 100 al giorno, fino a sfiorare il 40% della capigliatura nell'arco di poche settimane. Quasi all'improvviso come se le chiome risultassero a corto di energie dopo l'inverno. Il problema risulta pi evidente per chi ha i capelli lisci e sottili e per chi pratica attivit sportiva e fa lo shampoo quotidianamente. Nulla di preoccupante, per: l'effluvio stagionale fisiologico e di solito si risolve spontaneamente. Coincide con la cosiddetta fase telogen, il periodo in cui il capello si trova ancora nel follicolo pilifero, ma le attivit risultano cessate. L'ultima tappa del ciclo vitale, infatti, inizia in primavera e raggiunge l'apice nei mesi pi caldi. Si tratta di una caduta transitoria e le perdite tendono a essere compensate in pochi mesi - spiega Gianfranco Biolcati, responsabile dell'ambulatorio di tricologia dell'Istituto dermatologico San Gallicano di Roma -. Nulla a che vedere con l'alopecia androgenetica, le cui manifestazioni sono ampiamente diver-

na un amminoacido abbondante nei derivati del latte, nelle uova, in alcuni cereali (miglio, frumento e avena) e nella frutta secca. Ma un regime alimentare equilibrato a conferire resistenza alla chioma. In questo periodo - prosegue Biolcati - si ha l'abitudine di aumentare l'apporto di vegetali. Con una dieta pi ricca in vitamine e antiossidanti, quali il licopene, i flavonoidi e la vitamina C, si d un valido aiuto al capello. L'accorgimento utile soprattutto per chi vive in citt e con la bella stagione torna a usare lo scooter e la bicicletta, sottoponendo il cuoio capelluto all'aggressione da parte degli agenti atmosferici. Deficit di minerali, ferro in primis, e alterazioni dell'apparato ormonale, ipotiroidismo e iperandrogenismo, sono poi al-

Gianfranco Biolcati Dermatologo


Un capello svela la propria struttura al microscopio elettronico
RUOLO: E RESPONSABILE DELL'AMBULATORIO DI TRICOLOGIA DELL'ISTITUTO DERMATOLOGICO SAN GALLICANO-IRCCS A ROMA IL SITO: HTTP://WWW.IFO.IT/ ASPONE.ASPX?990000554

se. Guai, quindi, a tormentarsi, se sotto la doccia o con un colpo di spazzola ci si ritrova con una ciocca tra le mani. Non un caso che il ricambio avvenga a cavallo tra le stagioni. Se dopo l'inverno aumentano le possibilit di trovare una chioma rinsecchita dal freddo e dallo smog, in prossimit dell'autunno si paga lo scotto dei maltrattamenti estivi. Le scottature del cuoio capelluto sono una delle prime cause di indebolimento, dovute agli effetti dei raggi Uv che inducono uno stress ossidativo sul capello, dal follicolo pilifero al fusto, e tendono a miniaturizzarlo. Gli stessi problemi sono causati dall'accumulo di cloro e salsedine per chi

solito rimanere in acqua per ore. Pi che correre ai ripari dopo, dunque, basterebbe aver cura della chioma prima: cos si evita che la caduta fisiologica metta i pi in allarme. Il paziente va tranquillizzato per evitare che inizi ad abusare di sostanze a uso terapeutico. Vanno bene lo shampoo delicato e gli integratori a base di cistina e ferro che favoriscono la cheratinizzazione, cos come le lozioni cosmetiche che accelerano la ricrescita. Per fronteggiare l'effluvio stagionale non servono farmaci. Fondamentale anche l'educazione alimentare. I capelli, dettaglio che molti trascurano, risentono delle condizioni dell'organismo. La cisti-

tri fattori che contribuiscono a rendere pi copioso il ricambio di capelli all'alternarsi delle stagioni. Cos come, nella donna, l'allattamento, la menopausa e l'assunzione di alcuni farmaci, tra cui la pillola anticoncezionale. Se queste condizioni si verificano in prossimit dell'estate, in una fase dellanno in cui il corpo pi in vista, le conseguenze psicologiche rischiano di essere pi gravi. L'intervento del dermatologo utile a valutare quale possa essere la ragione della caduta mediante indagini di laboratorio o strumentali. Solo con questi risultati, se necessario, si pu decidere la terapia pi idonea con cui intervenire.

P MISTERI

Storie ai confini della scienza


ziare l'anno col solstizio d'inverno precisa Sparavigna - i due gruppi potrebbero rappresentare stagioni diverse: in quella pi breve regna un Sole giovane, che in quella pi lunga matura e invecchia. Moltiplicando otto giorni per 45 settimane, si ottiene un anno di 360 giorni, come quello adottato nell'antico Egitto. Da notare che anche i Romani avevano ereditato dagli Etruschi una settimana di otto giorni, chiamata ciclo nundinale, che regolava i giorni di mercato, le cosiddette nndine. Secondo la ricercatrice, che un'appassionata di simmetrie, anche possibile che il disco Trundholm contenga un calendario a due cicli, con settimane di otto e sette giorni. Ma, soprattutto, la distribuzione di cerchi e spirali indica che l'artefice conosceva le regole della simmetria e possedeva buone nozioni di geometria, che comprendevano la bisezione degli angoli. Se si aggiunge una conoscenza astronomica, come un riferimento polare, possiamo senz'altro pensare a un raffinato calendario.

Una settimana di otto giorni celata negli anelli concentrici


CINZIA DI CIANNI

el 1902, dalla torbiera di Trundholm, nell'isola danese di Sjlland, emerse un manufatto bronzeo, noto come Solvognen, ora esposto al Museo Nazionale di Copenaghen. Una figurina stilizzata di cavallo traina un disco decorato: entrambi sono posti su un carro, dotato di sei ruote a quattro raggi, lungo 60 cm. Solo una faccia del disco, larga 25, coperta da una patina dorata, forse in omaggio alla credenza norrena secondo la quale durante il giorno il Sole era trasportato nel cielo da Est a Ovest, mostrando il suo volto luminoso alla Terra, mentre di notte ripeteva il viaggio in senso inverso.

L'oggetto, realizzato con la tecnica della fusione a cera persa e sepolto in un tumulo intorno al XV secolo a.C., eccezionale sotto molti aspetti. Prima di tutto si credeva che nel Nord Europa i carri con ruote a raggi fossero diffusi solo dall'et del Ferro, quindi dal VI secolo a.C. Poi, la fattura del disco sembra nascondere un enigma matematico. Le due facce sono punzonate con motivi di spirali e piccoli cerchi disposti su anelli concentrici che nel 2010 furono interpretati dall'archeologo danese Klavs Randsborg come un calendario lunare: lui suppone che spirali e cerchi rappresentino i giorni, mentre l'anel-

lo che li contiene fornisce il fattore di moltiplicazione. Il tutto d una somma di 177, che equivale ai giorni che compongono un ciclo di sei mesi sinodici. Il mese sinodico il tempo che intercorre tra due noviluni. Ma Amelia Carolina Sparavigna, ricercatrice presso il dipartimento di Fisica al Politecnico di Torino, propone sul sito arXiv.org. un'interpretazione diversa e affascinante: gli otto cerchi concentrici del primo anello rappresenterebbero i giorni della settimana, mentre i due anelli esterni, contenenti rispettivamente 20 e 25 cerchi, indicherebbero le settimane presenti in un anno. Se facciamo ini-

Il disco bronzeo decorato