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Rivive il mito del campione coraggioso

LA MOSTRA SUL GRANDE PILOTA OGGI LINAUGURAZIONE AL FORO BOARIO


Un viaggio tra cimeli, gigantografie, filmati, Formula 1 e vetture da strada nellanniversario della tragedia di Zolder
Modena celebra la leggenda di Gilles Villeneuve a trentanni dalla scomparsa del pilota della Ferrari con unesposizione monografica senza precedenti. Da oggi fino al 10 giugno al Foro Boario si potranno ammirare tre Ferrari, caschi del grande campione, volanti, alettoni e ruote usati nelle prestazioni pi esaltanti. E poi gigantografie delle immagini pi famose e di altre sconosciute, foto, filmati, e interviste inedite, oltre a centinaia di cimeli che faranno rivivere la leggenda di un campione amatissimo. La tredicesima edizione di Modena Terra di Motori infatti dedicata al pilota canadese: oggi 8 maggio, giorno del trentennale, sar inaugurata la mostra denominata Gilles Villeneuve un uomo nella leggenda. La mostra realizzata grazie alla collaborazione della famiglia Giacobazzi, gi sponsor di Villeneuve fin dal suo primo anno in Ferrari, la cui collezione privata viene per la prima volta esposta al pubblico. La mostra realizzata in collaborazione con il Comune di Modena, la Camera di Commercio di Modena, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e con il patrocinio dellUniversit degli Studi di Modena e Reggio Emilia e lAmbasciata del Canada. Sono in mostra le tute di Gilles e colleghi, i suoi caschi persino lultimo - e quelli di altri 21 piloti di cui 10 campioni del mondo, parti delle auto musetti, alettoni, ruote - usate da Villeneuve nelle sue prestazioni pi celebri, gigantografie delle immagini pi famose e di altre quasi sconosciute, poster dellepoca, filmati e interviste inedite che fanno rivivere la leggenda di un campione amatissimo da sportivi e appassionati. Non potevano mancare i bolidi: c la Ferrari 312T4 del 1979, abitualmente ospitata presso il Museo Ferrari di Maranello, con cui Gilles corse gare come lo storico duello di Digione con Ren Arnoux; ma

Tutte le iniziative nelle settimane della rassegna


Nei giorni della mostra sono previsti presso il Foro Boario incontri, talk show, eventi e interviste con grandi personaggi che hanno avuto un ruolo nella storia di Villeneuve: dall'ing. Forghieri ai suoi vecchi meccanici, da importanti ospiti stranieri ad amici e collaboratori; un modo per ricordare e ripercorrere la relazione con Enzo Ferrari ecoicolleghi piloti. Oggi la Sala Truffaut propone Pole Position, film del 1980 di Oscar Orefici, James Davis, Ronald King; la proiezione rientra all'interno della Manifestazione Vroooom! - Auto da corsa e corseinauto. Le iniziative della tredicesima edizione di Modena Terra di Motori culminano nel fine settimana del 19 e 20 maggio: il centro storico si trasformer in un museo a cielo aperto con le esposizioni di auto storiche e moto depoca di prestigiose case automobilistiche. Sabato 19 maggio, poi, la citt torna a essere una delle tappe di passaggio della 1000 Miglia. Domenica 20 per tutta la giornata,ivialidel parco dellacittche oltre 60 anni fa ospitavano il circuito cittadino di Modena - rivivranno le emozioni e i fasti degli anni doro dellautomobilismo grazie al Memorial Circuito AutomobilisticodiModena. Gli orari della mostra al Foro Boario: da marted a gioved 15.30-19.30, da venerd a domenica 9.30-13.30 e 15.30-19.30. Chiusura il luned. Il biglietto di ingresso intero costa 5 euro mentre il ridottosar a3euro.

Unimmagine di Gilles Villeneuve esposta per la rassegna a 30 anni dalla morte. Dinanzi alla gigantografia: Giacobazzi, curatore della mostra

Nellesposizione i bolidi della sua carriera compresa lauto del famosissimo arrivo su tre ruote a Zandvoort Questa sera il pubblico potr visitare le sale dalle 19,30 fino alle 22
anche lauto del famoso arrivo su tre ruote al Gran Premio di Zandvoort, quando Villeneuve, nel tentativo di proseguire la corsa, comp quasi un giro del circuito dopo aver perso una gomma e rotto la sospensione, nella speranza che i meccanici potessero intervenire per rimetterlo in gara. Grazie alla disponibilit del Mu-

seo Ferrari Maranello, possibile ammirare anche la Ferrari 126 CK che corse nella stagione di Formula Uno del 1981 e venne progettata da Mauro Forghieri. Immancabile la famosa Ferrari 308, lauto privata che Villeneuve usava nel tempo libero, ben nota ai tifosi che aspettavano per ore luscita del pilota dal circuito di Fiorano dopo le prove o dagli uffici Ferrari di Maranello. Una curiosit: esposta persino una multa per eccesso di velocit che un vigile imolese gli contest il 22 aprile 1982 nei pressi dellautodromo perch, a bordo della sua Ferrari, stava andando troppo forte (come sempre). La multa di 12 mila lire che Gilles provvide subito a pagare. Sedici giorni dopo il fuoriclasse canadese moriva a

Si potranno vedere anche la multa per eccesso di velocit contestata al pilota pochi giorni prima della morte e lauto che il canadese usava nei giorni liberi sulle strade modenesi
Zolder. La stanza Zolder 8 Maggio ore 13.52 uno spazio interamente dedicato proprio al Gran Premio del Belgio del 1982, la gara che Gilles non corse mai: mor in uno schianto a 225 Km/h durante le qualifiche; qui, intorno alla scocca di una monoposto depoca identica a quella guidata da Villeneuve, sono esposti alcu-

ni pezzi recuperati dopo il tragico incidente. C anche una sezione riservata alle opere dedicate a Gilles da artisti locali e di fama nazionale. La mostra prosegue anche allinterno del neonato Museo Casa Enzo Ferrari di Modena dove ospitata unappendice dellesposizione. Il taglio del nastro, alle 18, affidato alla moglie Joanna Barthe Villeneuve e alla figlia Melanie, che per l'occasione esegue al pianoforte un brano dedicato al padre: il testo di "Father", parte in francese e parte in inglese, venne composto da lei e dal fratello Jacques quando avevano rispettivamente 16 e 18 anni. Dopo l'inaugurazione ufficiale a invito, il pubblico pu visitare la mostra dalle 19.30 alle 22.

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Villeneuve 30 anni dopo

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LA CARRIERA

RICORDI DI GILLES

Una vita spericolata dalle motoslitte alla tragedia in Belgio


Le prime gare in Canada e lesordio con la McLaren Poi il debutto con la Ferrari al posto di Lauda e i trionfi
Joseph Gilles Henri Villeneuve, meglio conosciuto come Gilles (Saint-Jean-sur-Richelieu Canada, 18 gennaio 1950 Lovanio, Belgio, 8 maggio 1982), si appassiona di automobili durante i primi anni di vita, anche se d inizio alla propria carriera sportiva partecipando a gare tra motoslitte nella nativa provincia del Qubec. Successivamente passa alla guida delle monoposto e nel 1976 vince sia il Campionato di Formula Atlantic canadese che quello statunitense; un anno pi tardi la McLaren fa esordire Villeneuve in Formula 1 al Gran Premio di Gran Bretagna del 1977. Nella stessa annata la Scuderia Ferrari, campione in carica dei costruttori, lo ingaggia per le ultime due gare stagionali al Mosport Park (Canada) e al Circuito del Fuji (Giappone) in sostituzione di Niki Lauda. La prima gara con la Rossa Gilles la disputa in Canada, e arriva dodicesimo. La Ferrari, nonostante le critiche per i piazzamenti e i numerosi incidenti, lo conferma per la stagione successiva a fianco di Carlos Reutemann: il pilota si guadagna il soprannome di "Aviatore" per il suo spericolato modo di guidare. Vince a Montral nell'ultimo appuntamento della stagione, l'8 ottobre del 1978, di fronte al pubblico in delirio. Per l'anno successivo, in cui esplode la "febbre Villeneuve", il suo compagno di scuderia Jody Scheckter: vince a Kyalami e a Long Beach. Memorabili il giro su tre ruote a Zandvoort e il duello con Ren Arnoux a Digione. A Monza Scheckter ad aggiudicarsi la gara e il titolo mondiale, con Gilles in seconda posizione, poi a Watkins Glen arriva anche il terzo successo per Villeneuve. Ma il 1980 forse l'anno pi disastroso nella storia del Cavallino: la macchina, 312 T5, utilizza tecnologie superate e Gilles non va oltre il quinto posto; Scheckter ottiene solo due punti e decide il ritiro dalle corse. Con il 1981 arriva un nuovo compagno di squadra, Didier Pironi, e una nuova vettura, la 126 CK a motore turbo. Gilles vince a Montecarlo e in Spagna, al Jarama, arrivano i suoi ultimi successi. Il resto della stagione si presenta difficile, con molti ritiri e poche soddisfazioni. Ma ormai la sua popolarit alle stelle: il pubblico lo ama per lo spirito combattente e le sue folli imprese. L'anno successivo, il
Gilles Villeneuve in un momento di pausa durante un Gran Premio

Ecco che cosa hanno detto di lui i grandi della Formula 1


Lambiente della Ferrari, della Formula Uno e tutto lautomobilismo sportivo non hanno dimenticato Gilles Villeneuve e lo ricordano volentieri. Ecco cosa hanno detto di lui tanti protagonisti del settore. stato campione di combattivit e ha regalato tanta notoriet alla Ferrari. Io gli volevo bene (Enzo Ferrari) Il mio passato pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro, vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve (Enzo Ferrari) Gilles stato l'ultimo grande pilota. Il resto di noi solo un gruppo di buoni professionisti (Alain Prost) Venne da me e mi disse: Ho venduto la casa per comprare una macchina. Pensai che forse era impazzito (Joanna Barthe Villeneuve) Le cose impossibili per mio padre non esistevano. Ma non era un incosciente, era un funambolo che sapeva usare la testa (Jacques Villeneuve) Quell'uomo un pericolo pubblico (Ronnie Peterson) Lo chiamavano l'acrobata, perch viveva come un equilibrista che cammina sul filo (Ren Arnoux) Gilles Villeneuve mi sempre piaciuto. Mi piaceva tutto di lui, anche se non condividevo i rischi che era solito correre. Era il tipo pi pazzo che io abbia mai incontrato in Formula Uno (Niki Lauda) Non c' alcun dubbio, Gilles era straordinariamente coraggioso. Era il pi gran bastardo contro cui si potesse correre e che io abbia mai conosciuto, ma era assolutamente leale. Un pilota grandissimo (Keke Rosberg) Rimarr nella famiglia dei veri grandi piloti della storia delle corse. Gilles Villeneuve non correva per finire la gara. Non correva per i punti. Lui correva per vincere. Era piccolo di statura, ma era un gigante (J. M. Fangio) Se vero che la vita di un essere umano come un film, io ho avuto il privilegio di essere la comparsa, lo sceneggiatore, l'attore protagonista e il regista del mio modo di vivere (Gilles Villeneuve)

1982, sembra essere quello della rimonta, l'anno magico: la macchina competitiva e Gilles si piazza bene a Long Beach, ma verr poi squalificato a causa del doppio alettone posteriore. Arriva il Gran Premio di Imola: finalmente sono le Ferrari a dominare la corsa, alla quale non partecipano le vetture inglesi. Tra i sorpassi, Gilles e Didier arrivano alla fine, quando il canadese legge il cartello "Slow". Ma Didier non si ferma, lo sorpassa e vince la gara. Questo evento incrina definitivamente i rapporti tra i due. Gilles muore in uno schianto a 225 km/h con la March di Jochen Mass durante

le qualifiche per il Gran Premio del Belgio 1982. Nel periodo in cui corre per la scuderia di Maranello (1977-1982) fa registrare sei vittorie nei Gran Premi e una vittoria nella Race of Champions del 1979 a Brands Hatch (gara non valida per il titolo), oltre ad un secondo posto nella classifica del Mondiale 1979 alle spalle del compagno di squadra Jody Scheckter come miglior risultato. Villeneuve al momento dell'incidente era al culmine della popolarit. Suo figlio Jacques nel 1997 diventato il primo - e, a tutt'oggi, unico - canadese campione del mondo dei piloti di Formula 1.

Forghieri: Nessuno come Gilles


Lingegnere, ex Cavallino: Non ha avuto eredi con lo stesso entusiasmo
Un uomo puro, con un entusiasmo che non ho ritrovato in nessun altro pilota dopo di lui. Cos Mauro Forghieri (nella foto), storico ingegnere della Ferrari, descrive il mito della Formula 1 che fu il pilota canadese Gilles Villeneuve, di cui oggi Modena celebra il ricordo. Laviatore, lo spericolato: tra i tanti, anche cos fu soprannominato il celeberrimo pilota della Casa del Cavallino Rampante. Ma Forghieri, al suo fianco quando Gilles era ancora in pista, nei box durante le storiche gare disputate, preferisce usare altri aggettivi per descriverlo: vitale, puro, entusiasta. Era un uomo dalla straordinaria vitalit afferma lingegner Forghieri riportando la mente a quegli indimenticabili giorni del connubio tra Gilles e la Ferrari era arrivato in Formula 1 dalle slitte canadesi e tutti gli diedero immediata fiducia. Ricordo che lo chiamavano il pilota volante. Le sue imprese, bench Villeneuve non abbia mai vinto il titolo mondiale, sono difatti memorabili, dettate dal desiderio sempre presente di vincere che lo animava ad ogni gara disputata. Era unautentica forza della natura ricorda Forghieri per lui esisteva la gara, non il campionato, dava tutto se stesso nella gara, per questo rimasto nella memoria degli appassionati di For-

mula 1, anche se sono passati ormai trentanni dalla sua scomparsa. Un pilota sorprendente, che sapeva superare anche i limiti tecnici, puntando tutto sullabilit che lo

contraddistingueva. Se commetteva un errore dice Forghieri arrivava al box e mi diceva di ripartire subito, sempre con immenso entusiasmo, perch lui era un incredi-

bile ottimista. Un uomo che viveva la vita di pilota non al 100%, ma al 120%, era un puro. Lo ricordo come un uomo che sapeva dare spettacolo, pur essendo silenzioso. Sapeva dare grandi soddisfazioni, per questo tutti lo ricordano sempre volentieri. Forghieri stato anche testimone del rapporto che legava Gilles Villeneuve a Enzo Ferrari, il Drake, padre della Ferrari. Gilles piaceva profondamente a Enzo Ferrari spiega Forghieri perch gli ricordava piloti come Nuvolari, piloti molto coraggiosi, che sapevano fare miracoli. Anche se commetteva errori, che io come ingegnere non gli perdonavo, Enzo lo perdonava sempre. Eredi di Gilles Villeneuve? Non ne ho ancora visti risponde Forghieri di uomini con il suo entusiasmo non li ho ancora conosciuti. Felicia Buonomo

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Villeneuve 30 anni dopo

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Un angolo della mostra dedicata a Villeneuve che sar inaugurata oggi nelle sale del Foro Boario

Una delle vetture esposte per levento unico che vuole celebrare Gilles a 30 anni dalla scomparsa

Giacobazzi: un evento irripetibile


Il curatore, proprietario di gran parte degli oggetti esposti, racconta i motivi di un progetto che non ha scopo di lucro
di Michele Fuoco
una manifestazione fatta con il cuore e non a scopo di lucro. La famiglia di Gilles venuta gi perch ha capito lo spirito di questa mostra richiesta da Milano, Roma e altre citt in Europa. Ma si svolge solo a Modena. Cos esordisce Jonathan Giacobazzi, curatore tecnico della rassegna, che da mesi sta lavorando a questo progetto che oggi giunge in porto. Come ha impostato la mostra? Mi sono occupato della selezione del materiale da esporre. La maggior parte delle cose, circa l'80%, mi appartiene personalmente, la macchina 312T4 della mia famiglia da 33 anni. La Ferrari 126 CK del 1981 al Foro Boario per gentile concessione del Museo Ferrari di Maranello. C' la Ferrari 308, con cui Villeneuve ha fatto i record autostradali che tuttora rimangono imbattuti in Italia. Gli oggetti raccolti sono mirati a creare un evento straordinario, sia dal punto di vista sportivo che umano. Il posizionamento degli oggetti negli spazi espositivi stato motivo di grande studio perch ci sia un filo logico. Una accurata disposizione, perch la mostra non si presenti come un causale accumulo di oggetti, ma offra un percorso da seguire con attenzione. Ci sono due o tre cose che occorrerebbe necessariamente vedere? Essendo una rassegna che vedr una esplosione di fotografie, dalle dimensioni di 10 metri per cinque, e anche una selezione di opere di noti artisti del settore motoristico, credo ci sia la possibilit di poter soddisfare qualsiasi gusto. Una mostra che si offre alla curiosit di chi ama lo sport, l'arte nella scoperta di tanti aspetti umani. Per quanto riguarda alcuni oggetti distintivi, posso citare quelli della stanza "Zolder 8 Maggio ore 13.52", dove sono raccolti alcuni pezzi della macchina dell'incidente in Belgio che cost la vita al pilota e alcuni indumenti che Gilles aveva addosso in quelle drammatiche prove di qualificazione. Credo che essi, emotivamente, vorranno dire molto, ma tutto deve essere considerato non nella dimensione del macabro, ma con un spirito di completamento della mostra fino all'ultimo giorno. Lei molto giovane per ricordare bene Gilles Ho 39 anni, quando Gilles morto ne avevo circa nove. Ho l'et di sua figlia Melanie. Me lo ricordo in casa e poi usciva con mio padre. Era una persona molto timida. Abbiamo tantissime foto e autografi di piloti che hanno corso con Villeneuve e, paradossalmente, molto meno roba di Gilles, in proporzione alla mole della sponsorizzazione che c' stata e dello stretto rapporto che si era stabilito con la mia famiglia. Era talmente concentrato e timido che non era facile riuscire a importunarlo senza avere qualche serio motivo. La sua casa era frequentata anche da altri piloti Nella mia casa nel corso degli anni sono stati Arnoux, Alboreto, Irvine, Barrichello, Massa. Anche Arnoux stato coinvolto in questa occasione. Domenica alle 11.30 Arnoux ha guidato la macchina di Gilles a Castel d'Ario (Mantova) dove stato allestito un

Jonathan Giacobazzi, curatore tecnico della rassegna su Villeneuve, fotografato allinterno della mostra al Foro Boario

paddock di fronte al monumento di Tazio Nuvolari. Da l si partiti con la macchina 8C, l'Alfa Romeo di Nuvolari del 1932 della collezione Righini Mario, e la Ferrari 312T4 del 1979 di Gilles condotta da Arnoux, che per la prima volta fanno fatto una tragitto insieme fino alla sede del club Villeneuve. Cosa aveva di singolare Gilles rispetto agli altri piloti? Pur non avendo vinto tan-

to, se non sei Gran Premi, alla fine Gilles riuscito a rimanere immortale nel cuore della gente. morto all'apice della carriera e della popolarit, e ci, forse, aiuta tutti i miti. Per, se a distanza di 30 anni, c' tutta questa passione e pure l'orgoglio di portare il nome Villeneuve in una mostra che metta in rilievo le sue gesta, allora credo che egli sia un caso a livello di Enzo Ferrari. Una di quelle cose strane che succe-

dono perch la gente le assimila talmente in profondit, da non scrollarsene pi di dosso. Quanti pezzi ci sono in mostra? Impossibile contarli: svariate centinaia se si considerano autografi, cartoline, adesivi, tute, caschi, macchine, quadri, materiale fotografico che occupano uno spazio di 1500 metri quadrati. Cosa si attende da questo appuntamento?

Mi aspetto di vedere una esposizione, come quella che avrei voluto vedere se fosse stata organizzata da un altro. Cio una mostra seria, completa, che sia davvero unica, non con l'intento di attrarre necessariamente le persone in quanto la rassegna non a scopo di lucro. Un'occasione irripetibile per vedere una infinit di oggetti che fanno storia. O si viene a vedere la mostra oppure la si fa raccontare.

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Una delle cose pi belle in onore del mio Gilles


La moglie del pilota, Joanna, entusiasta della mostra e delle iniziative modenesi: stata dura ma sono fiera della scelta di Jacques di seguire le tracce del padre
di Michele Fuoco
Erano gi presenti alla conferenza stampa di venerd scorso Joanna Barthe e Melanie, moglie e figlia di Gilles Villeneuve. E questa sera saranno all'inaugurazione della mostra al Foro Boario. A Modena anche Jacques che in mattinata percorrer la pista di Fiorano sulla Ferrari 312T4 con cui suo padre affront epiche gare. Melanie aveva 9 anni, quando Gilles perse la vita. Non ricordo molto, ho - dice - solo dei flashes. Ho visto molte fotografie in cui egli mi teneva, con mio fratello, in braccio. Lo sento fortemente nel mio cuore. Ma ha tanto da raccontare Joanna che indica nello spirito di combattivit una delle grandi doti di suo marito. Era molto esigente, ma dava anche tanto. Portava sempre i bambini sui circuiti: una cosa molto speciale per la famiglia. Eravamo i soli a farlo. E ci aveva un significato particolare per lui. Gilles era, come pilota, combattivo, spettacolare, vivace. E in famiglia? In casa era pi calmo, ma appena toccava una macchina non era pi lo stesso. Amava molto il suo paese e ne aveva malinconia per i luoghi natali, tanto da dire, una volta, che la nostalgia forte e forse non rivedr pi il luogo in cui sono nato". Una sorta di premonizione per ci che gli sarebbe accaduto? No, perch avevamo preso la decisione di lasciare il Canada e di venire a vivere in Europa, per restarci. Credo fosse pi una dichiarazione legata a questo fatto. Gilles sosteneva che il suo principale difetto fosse quello di essere egoista. vero. Ma, in generale, i piloti sono spesso egoisti. Lei contenta che suo figlio Jacques si sia messo sulle orme del genitore, diventando campione del mondo di Formula 1? In verit stato molto difficile per me accettare questa sua scelta, ma allo stesso tempo c' una grande fierezza nel vedere che egli abbia seguito le tracce del padre. Ogni corsa diventa una preoccupazione. Gilles un pilota molto amato. Quali le maggiori manifestazioni d'affetto nei suoi confronti? Quello che tutti fanno qui per un mese intero una delle pi belle cose. Un enorme rispetto per la sua memoria. Lei conosce l'Italia. Cosa le piace di pi? Sono stata su molti circuiti. un paese meraviglioso. E Modena? bello essere qui. Stiamo bene. una magnifica citt, si ha subito la sensazione che sia un luogo dove si vive bene. Ferrari affermava di voler molto bene a Gilles, e Gilles che cosa diceva del Drake? Gilles lo amavo tanto e aveva un enorme rispetto per Enzo. Principalmente perch con il signor Ferrari c'era intesa per cui Gilles poteva dire ci che voleva. Una reciprocit di comprensione. Il loro rapporto era speciale. Per mio marito Ferrari era importantissimo e gli aveva dato molto. Si dice che egli avesse intenzione di creare una scuderia. vero? Ha guardato, cercato e poi ha deciso per il no. Credo che tutti i piloti abbiano il bisogno un giorno di andare a cercare qualcosa di nuovo. felice di questa iniziativa? una manifestazione molto calorosa. Cos ci si rende conto che dopo trentanni l'Italia, nonostante abbia prodotto un numero eccezionale di grandi piloti, ha tuttavia voluto adottare Gilles come uno di loro. E dopo tanto tempo questo onore di memoria straordinario.

Melanie Villeneuve (a sinistra) con la madre Joanna

OGGI ALLA GUIDA DELLAUTO DEL PADRE

IL FIGLIO JACQUES IN PISTA A FIORANO


Anche la Ferrari render omaggio a Gilles Villeneuve nel trentennale della scomparsa del campione canadese con uniniziativa speciale che avr luogo oggi a Fiorano. Il figlio di Gilles, Jacques Villeneuve (nella foto), pilota di Formula Uno che conquist il titolo mondiale, sar stamane alle 10,30 in pista a Fiorano per compiere alcuni giri alla guida della Ferrari che fu di suo padre. La pista non aperta al pubblico ma saranno presenti Piero Ferrari, il presidente Luca Cordero Montezemolo e i piloti Alonso e Massa per ricordare il campione canadese. Unaltra iniziativa del trentennale si deve al giornalista Alessandro Stefanini e a don Sergio Mantovani, parroco di S. Caterina a Modena e cappellano della Formula Uno, che oggi alle 13.52, ora del tragico incidente, suoner le campane in omaggio a Gilles.

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