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Londra 1852, il governo tecnico visto dal giornalista Karl Marx | umbria...

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Ultimo aggiornamento: 05/05/2012 - 16:50

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By Armando Allegretti
Da oggi possibile inserire la tua pubblicit su Umbrialeft. Per informazioni contattaci. Il mensile di Marcello Musto da il manifesto PERUGIA - Ritornato, da qualche anno, a essere discusso dalla stampa di tutto il mondo per lanalisi e la previsione del carattere ciclico e strutturale delle crisi capitalistiche, Marx andrebbe oggi riletto in Grecia ragione: tecnico. In qualit di giornalista del New-York Tribune, uno dei quotidiani pi diffusi del suo tempo, Marx osserv gli avvenimenti politico-istituzionali che, in Inghilterra, nel 1852, portarono alla nascita di uno dei primi casi di governo tecnico della storia, il gabinetto Aberdeen (dicembre 1852 gennaio 1855). Lanalisi di Marx si contraddistinse per sagacia e sarcasmo. Mentre il Times celebrava la nascita dellavvenimento come il segno dellingresso nel millennio politico, in unepoca in cui lo spirito di partito destinato a sparire e in cui soltanto genio, esperienza, industriosit e Delio Rossi si salvato Ma per chi vale il Daspo? 05/05/2012 - 11:55 e in la Italia anche per del unaltra governo Nazionali Vicenza, uccide la sua ex Arrestato dai carabinieri 05/05/2012 - 12:22 ricomparsa

Londra 1852, il governo tecnico visto dal giornalista Karl Marx


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Dal 2 al quarto posto un finale in volata 05/05/2012 - 12:13

patriottismo daranno diritto ai pubblici uffici, e invocava per questo governo il sostegno degli uomini di ogni tendenza, poich i suoi principi esigevano il consenso e lappoggio universali; egli irrise la situazione inglese nellarticolo Un governo decrepito. Prospettive del ministero di coalizione (gennaio 1853). Ci che il Times considerava tanto moderno e avvincente costituiva per lui una farsa. Quando la stampa di Londra annunci un ministero composto da uomini nuovi, Marx dichiar che il mondo sar certamente non poco stupito quando avr appreso che la nuova era nella storia sta per essere inaugurata nientemeno che da logori e decrepiti ottuagenari (), burocrati che hanno partecipato a quasi ogni governo dalla fine del secolo scorso, membri del gabinetto, doppiamente morti, per et e usura, e richiamati in vita solo artificialmente. Accanto al giudizio sulle persone, cera naturalmente quello, ben pi importante, sulla politica. Marx si chiese, infatti: Ci viene promessa la scomparsa totale delle lotte tra i partiti, anzi la scomparsa dei partiti stessi. Che cosa vuol dire il Times?. La domanda , purtroppo, di stringente attualit, in un mondo in cui il dominio del capitale sul lavoro tornato a essere selvaggio come lo era alla met dellOttocento. La separazione tra economico e politico, che differenzia il capitalismo dai modi di produzione che lo hanno preceduto, giunta oggi al suo culmine. Leconomia non solo domina la politica, dettandole agenda e decisioni, ma oramai posta al di fuori delle sue competenze e del controllo democratico, al punto che il cambio dei governi non modifica pi gli indirizzi di politica economico e sociale. Negli ultimi trenta anni si proceduto, inesorabilmente, a trasferire il potere decisionale dalla sfera politica a quella economica; a trasformare possibili decisioni politiche in incontestabili imperativi economici, che sotto la maschera ideologica dellapoliticit nascondevano, al contrario, un impianto eminentemente politico e dal contenuto assolutamente reazionario. La ridislocazione di una parte della sfera politica nelleconomia, come ambito separato e immodificabile, il passaggio di potere dai parlamenti (gi svuotati del loro valore rappresentativo da sistemi elettorali maggioritari e da revisioni autoritarie del rapporto tra il potere governativo e quello legislativo) al mercato e alle sue istituzioni e oligarchie, costituisce il pi grave impedimento democratico del nostro tempo. I rating di Standard & Poors, gli indici di Wall Street questi enormi feticci della societ contemporanea valgono pi della volont popolare. Nel migliore dei casi, il potere politico pu intervenire nelleconomia (le classi dominanti ne hanno spesso bisogno per mitigare le distruzioni prodotte dallanarchia del capitalismo e dalle sue violente crisi), ma senza mai poterne ridiscutere le regole e le scelte di fondo. Esempio lampante di quanto descritto sinora sono gli eventi succedutisi in questi giorni in Grecia e in Italia. Dietro limpostura del termine governo tecnico o, come si usava dire ai tempi di Marx, del governo di tutti i talenti si cela la sospensione della politica (non si possono concedere n referendum, n elezioni) che deve cedere del tutto il campo alleconomia. Nellarticolo Operazioni del governo (aprile 1853), Marx afferm che forse la cosa migliore che si pu dire del governo di coalizione (tecnico) che esso rappresenta limpotenza del potere (politico) in un momento di transizione. I governi non discutono pi quali indirizzi economici adottare, ma sono gli indirizzi economici a generare la nascita dei governi. In Italia i suoi punti programmatici sono stati elencati in una lettera (che avrebbe dovuto rimanere addirittura segreta) indirizzata, la scorsa estate, dalla Banca Centrale Europea al governo Berlusconi. Per ristabilire la fiducia dei mercati occorre procedere spediti sulla strada delle riforme strutturali (espressione divenuta sinonimo di scempio sociale),

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ovvero: riduzione salariale, revisione dei diritti dei lavoratori circa le norme che regolano lassunzione e il licenziamento, aumento dellet pensionabile e privatizzazioni su larga scala. I nuovi governi tecnici, con a capo gli uomini cresciuti nelle stanze di alcune delle istituzioni economiche maggiormente responsabili della crisi (vedi la nomina di Papademos in Grecia e di Monti in Italia) seguiranno su questa strada. Ovviamente per il bene del paese e per il futuro delle prossime generazioni. Al muro ogni voce fuori dal coro. Se, invece, la sinistra non vuole scomparire deve ritornare a saper interpretare le cause vere della crisi in atto e avere il coraggio di proporre, e sperimentare, le necessarie risposte radicali per uscirne.

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