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it COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE IL DARE AVERE : OVVERO SE VUOI VIVERE UNA VITA PIENA TI DEVI SPORCARE LE MANI (seconda parte) di Anna Laura Cannamela Embergher
Il DARE AVERE presente anche nella dinamica vittima carnefice. In poche parole la vittima ha ricevuto un offesa da cui non si potuta difendere, mentre il carnefice ha danneggiato la vittima; entrambi avvertono la necessit di una compensazione. E una compensazione per particolare: la vittima ne ha diritto, il carnefice ne obbligato; una tale compensazione reca danno ad entrambi: linnocente vuole vendicarsi danneggiando il carnefice, che dovr pagare la sua colpa espiando. La soluzione che la compensazione vera ci sar quando la vittima sar cattiva nello stesso modo del carnefice, si determiner cos una certa parit. Per molte persone inaccettabile che la conciliazione avvenga quando la vittima diviene cattiva e chiede lespiazione, ma la vittima smette di essere vittima quando chiede la giusta espiazione del carnefice, ponendo fine alla colpa del carnefice si pu cos avere un nuovo inizio. Ci vuole per coraggio anche nello smettere ad essere vittima, dunque spessissimo la vittima non reagisce, non diventa cattiva, rimane ferma nel suo ruolo; altri (i nati dopo) allora si muoveranno per il riscatto della vittima, saranno e faranno cose peggiori di quanto avrebbe fatto la vittima stessa se si fosse procurata giustizia da sola. Si creano cos situazioni paradossali nei nati dopo, i quali sono spesso sottoposti al cosiddetto DUPLICE SPOSTAMENTO. Prima di spiegare cos un duplice spostamento vi racconto un episodio capitatomi durante un seminario di costellazioni familiari; una donna decide di lavorare attraverso una costellazioni familiare perch intenzionata a lasciare il marito.

Io le domando quali sono le ragioni che la spingono alla separazione e lei mi risponde Nessuna. Mio marito una bravissima persona, un lavoratore, un buon padre. Il problema che io non lo sopporto, sono molto arrabbiata con lui e lo voglio lasciare. Guardo lalbero genealogico che mi ha portato ( io chiedo sempre a chi partecipa ad una costellazione famigliare con me di portarmi, se gli possibile, il suo albero genealogico), mi accorgo che la donna porta il nome della nonna materna, le chiedo allora di parlarmi della donna. La nonna mi viene descritta cos E morta. Viveva in un paesino della Sicilia. Ha sempre sofferto per colpa di mio nonno; lui la tradiva e la maltrattava; lei, forse per paura di non sapere dove andare e di perdere i figli, non ha mai detto niente, non si mai ribellata. Antoine Lavoisier diceva Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. In poche parole non che la rabbia della nonna solo perch non espressa scompare con morte della nonna, semplicemente passa ai nati dopo, in questo caso alla nipote, che guarda caso porta il nome della nonna (nella psicologia transgenerazionale formulata dalla dottoressa Anne Ancelin Schutzenberger si parla di LEALTA INVISIBILE ). La donna che viene a farsi costellare quindi vittima di un DUPLICE SPOSTAMENTO: il primo spostamento dalla nonna alla nipote, il secondo spostamento dal nonno colpevole al marito innocente. Se il comportamento della nonna pu essere giustificabile in un contesto storicosociale sicuramente sfavorevole alle donne, diventa per causa di grossi problemi per chi nasce dopo. Se un innocente preferisce soffrire piuttosto che agire, ci saranno nei nati dopo vittime innocenti e carnefici colpevoli. La nonna avrebbe dovuto arrabbiarsi, dire e affermare apertamente la sua rabbia e agire. Hellinger Bert ci dice E un illusione credere di poter evitare di essere coinvolti nel male, mantenendo lapparenza di chi solo subisce restando innocente, anzich chiedere al colpevole le ragioni delle sue azioni, anche a costo, cos facendo, di dover commettere noi stessi il male. Se non agiamo qualcun altro vorr e dovr agire per noi, se si rimane passivi non solo non si mantiene linnocenza, ma si seminano sciagure. La vittima per restare innocente d tutta la colpa al carnefice, in questo caso non assumendo la consapevolezza e la responsabilit che la sua non azione lha resa vittima. E sei poi vi il perdono del carnefice da parte della vittima, allora gli effetti si faranno devastanti, in quanto la vittima riversa tutta la colpa sul carnefice; la vittima non prendendosi il diritto al risarcimento e alla espiazione, pur di continuare a rimanere innocente, nega al carnefice il dovere/diritto di subire le conseguenze dei suoi atti e di essere finalmente libero e in pace. Siamo di fronte ad una presa di responsabilit sia da parte del carnefice sia da parte della vittima; il sapersi prendere le proprie responsabilit, senza volersi sottrarre a

ci che doloroso o peccaminoso o difficile o cattivo. Riuscire a lottare e soffrire senza scegliere linerzia ci d potere, ci restituisce dignit e grandezza, ci permette di prendere forza dalle nostre radici. Non esiste pi allora il male e il bene, il buono e il cattivo, la vittima e linnocente, il bianco e il nero, esistono solo uomini e donne in armonia con il proprio destino e che da esso prendono forza. Prima di concludere voglio per fare un accenno a come attraverso le costellazioni familiari si potuto osservare il rapporto vittima carnefice che si instaura quando una coppia si separa. In una separazione c spesso un colpevole per la fine della relazione e una vittima che subisce la decisione. Il subire tale decisione porta profonda sofferenza, poich chi lasciato vede per laltro aprirsi nuove possibilit e prospettive, mentre per la vittima sembra prospettarsi solo dolore. In verit bisogna capovolgere il proprio punto di vista, innescare una rivoluzione copernicana che renda consapevole chi stato lasciato che anche per lui si prospettano nuove opportunit di vita e di crescita. Se la vittima si ostina a non vedere queste possibilit, se continua a crogiolarsi nel dolore, se si chiude in una cantina invece che spalancarne la porta ed uscire, allora si incatena e incatena chi se ne andato, per usare una metafora si continua ad inchiodare alla propria croce rimandando la resurrezione. La vera libert in questo caso rinunciare allespiazione, accettare la fine come un nuovo inizio, come una meravigliosa opportunit cha la Vita ci d per crescere e migliorarci, togliere la testa da sotto lacqua per respirare a pieni polmoni. Il perdono allora diventa possibile solo se vi totale rinuncia allespiazione, dove la vittima e il colpevole della fine di un amore, entrambi, si sottomettono ad un nuovo inizio e si inchinano al destino in tutte le sue sfumature. Concludo con una frase a cui sono particolarmente legata: Quando ci liberiamo dal giusto e dallo sbagliato, ci liberiamo da ogni dogma che sia mai stato creato, e in questo processo troviamo Dio. La libert non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Theodor W. Adorno, filosofo Bibliografia: Lamore dello Spirito, Bert Hellinger, ed. Nuovi Orizzonti

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