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IL DADAISMO

Tra le avanguardie storiche del primo Novecento il dadaismo quello che ha pi breve vita Il Dadaismo o Dada un movimento culturale nato a Zurigo, nella Svizzera neutrale della Prima guerra mondiale, sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia,manifesti artistici), il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l'arte stessa. Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell'epoca: dall'estetica cinematografica o artistica, fino alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica, ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l'umorismo. Gli artisti dada erano volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libert di creativit per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili. Seppure non si possa parlare di data ufficiale riguardo la nascita di Dada, alcune opere del 1913-14 di Marcel Duchamp e Francis Picabia preannunciano una situazione che si espliciter teoricamente nel 1918 con la redazione del primo manifesto Dada, dopo che nel 1916 la fondazione del caff letterario Cabaret Voltaire a Parigi, animato da Tzara e dal regista teatrale Hugo Ball d l'impulso principale alla sua nascita. Et media del gruppo: intorno ai trentanni.Questo gruppo formato da Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck e Hans Richter.Alcuni di loro sono tedeschi, , altri rumeni, Dada pensata e diretta interamente da Tzara. Egli non solo il direttore ufficiale ma anche lideatore e unico organizzatore; sempre lui a sponsorizzare la seconda fase, quella di Galerie Dada (17 marzo 1917), nella quale il movimento gira verso uno standard un po pi conforme a quello del resto dellavanguardia creando una Nuova arte astratta. Le serate al Cabaret Voltaire non sono molto diverse dalle serate organizzate dai futuristi: in entrambe vi lintento di stupire con manifestazioni inusuali e provocatorie, cos da proporre unarte nuova e originale.I due movimenti, Futurismo e Dadaismo, hanno diversi punti comuni, come lintento dissacratorio e la ricerca di meccanismi nuovi del fare arte. Hanno anche qualche punto di notevole differenza: soprattutto il diverso atteggiamento nei confronti della guerra. I futuristi, nella loro posizione interventista, sono tutto sommato favorevoli alla guerra, mentre ne sono del tutto contrari i dadaisti. Altri punti in comune tra i due movimenti sono luso dei manifesti quale momento di dichiarazione di intenti. Le attivit dada includevano manifestazioni pubbliche, dimostrazioni, pubblicazioni di periodici d'arte e letteratura. Le tematiche trattate spaziavano dall'arte alla politica. Dada nacque come protesta contro il barbarismo della Prima guerra mondiale: la voglia di negare qualsiasi valore al passato che, essendo stato capace di creare i presupposti della prima guerra mondiale, diventava automaticamente e totalmente negativo. In seguito il movimento divenne pi improntato su una sorta di nichilismo artistico, di un atteggiamento di rivolta e di negazione nei confronti di tutti i valori tradizionali e come polemica esaltazione dellirrazionale, dellistintivo e dellarbitrario. che escludeva e condannava la rigidit e il manierismo in vari campi dell'arte come la letteratura, la pittura, la scultura. Tutto ci era applicato anche e soprattutto alle convenzioni della societ in cui gli artisti vivevano.

Dada rifiutava il concetto stesso di arte come attivit creatrice di valori estetici assoluti ai dadaisti non interessava la creazione di opere darte: latto creativo doveva risolversi in azione provocatoria, in scandalo, in un gesto capace di contestare alla radice quel sistema di falsi valori eterni morali, artistici, sociali, ecc. che soffocava la libert delluomo entro le strutture di una civilt disumana e oppressiva, il cui ultimo frutto maturava allora tragicamente nel gigantesco eccidio della guerra mondiale Dada non significa nulla. E' solo un suono prodotto della bocca (Manifesto Dada del 1918, di Tristan Tzara) Nasce cos il Dada, il movimento che un nonsenso per definizione. A partire dal nome, appunto, che non significava nulla e che stato inventato aprendo a caso un vocabolario tedescofrancese. In russo significa due volte si in tedesco due volte questo in italiano e in francese costituisce una delle prime parole che i bambini pronunciano e con la quale essi indicano tutto: dal giocattolo alle persone. Secondo una testimonianza di Richard Huelsenbeck, uno tra i primi fondatori del movimento, la parola "Dada" significa in francese "cavallo a dondolo". Arp ci fornisce unironica testimonianza di come il movimento vide la luce, mostrando fin dallinizio il gusto per il paradosso e il gioco dei non sensi:Dichiaro che Tristan Tzara trov la parola (dada) l8 febbraio 1916 alle sei di sera. Ero presente con i miei dodici figli quando Tzara pronunci per la prima volta questa parola,che dest in noi un legittimo entusiasmo. Ci accadeva al Caf de la Terrasse di Zurigo, mentre portavo una brioche alla narice destra. Va notato che, secondo l'ideale Dada, il movimento non si sarebbe dovuto chiamare affatto Dadaismo: il nome Dada venne creato proprio in opposizione a tutti gli -ismi letterari ed artistici. In fondo il dadaismo era una provocazione, che ha saputo dimostrare quanto la gente reagisca con strane emozioni ad un'arte, cio a una provocazione, diversa dal solito. In una pagina meno ironica Arp ricorda come, mentre i cannoni tuonavano in lontananza, noi dipingevamo, recitavamo, componevamo versi e cantavamo con tutta lanima. Eravamo alla ricerca di unarte elementare, capace di salvare lumanit dalla follia dellepoca. Questa lambiziosa scommessa di Dada: riscattare lumanit dalla follia che lha portata alla guerra, liberare luomo da norme e imposizioni create attorno a lui dalla societ, esaltando tutto ci che irrazionale e perfino privo di senso frantumare i concetti tradizionali di cultura, di morale e di logica comune, provocando scandalo". I "canoni" del dadaismo sono:1) L'importanza data al gioco, alla combinazione casuale, di parole e oggetti, al non senso . La conseguenza una svalutazione dell'attivit artistica.2) I dadaisti cercano di portare alla luce la contraddizione dell'arte all'interno della societ capitalistica (il processo di mercificazione cui l'arte sottoposta). Gli atti provocatori di Duchamp che presenta la merce come un opera d'arte (esempi: il "Portabottiglie" o "La Ruota di bicicletta" ) o presenta il gratuito e il non senso come attivit artistica: Duchamp dipinge dei baffi sulla Gioconda e firma il quadro come opera sua e Picabia tenta di legare una scimmia viva dentro una cornice vuota e poi esporla in una mostra collettiva.

Mario de Micheli scrive: "Anti-artistco, antiletterario, antipoetico dunque Dada. La sua volont di distruzione ha un bersaglio preciso, che in parte lo stesso bersaglio dell'espressionismo; ma i suoi mezzi sono ben pi radicali. Dada contro la bellezza eterna, contro le leggi della logica, contro l'immobilit del pensiero, contro la purezza dei concetti astratti, contro l'universale in genere. Esso invece per la sfrenata libert dell'individuo, per la spontaneit, per ci che immediato, attuale, aleatorio, per la cronaca contro l'atemporalit, per ci che spurio contro ci che puro, per la contraddizione, per l'anarchia contro l'ordine, per l'imperfezione contro la perfezione. Quindi, nel suo rigore negativo anche contro il modernismo, contro cio l'espressionismo, il cubismo, il futurismo, l'astrattismo. Nessuna schiavit, neppure la schiavit di Dada su Dada. In ogni momento, per vivere, Dada deve distruggere Dada. Non esiste una libert fissata per sempre, ma un incessante dinamismo della libert, in cui essa vive negando continuamente se stessa. Il dadaismo quindi una particolare disposizione dello spirito, l'atto estremo dell'antidogmatismo, che si serve di qualsiasi mezzo per condurre la sua battaglia. Il gesto quindi pi che l'opera interessa Dada. Una sola cosa importa: che tale gesto sia sempre una provocazione contro il cosiddetto buon senso, contro la morale, contro le regole, contro la legge; quindi lo scandalo lo strumento preferito dai dadaisti per esprimersi. Dada era il tentativo pi esasperato di saldare la frattura tra arte e vita." Sul piano teorico ha avuto il merito di porre sul tappeto il problema dellestetizzazione diffusa; sul piano pratico ha anticipato tecniche che hanno influenzato profondamente il Novecento nella letteratura e soprattutto nel teatro, nella pittura, nella scultura, sino, per esempio, alla pop-art, al surrealismo, al gruppo neo dada Fluxus.La Street Art e la Sticker Art, praticate da artisti del calibro di Banksy e Adam Neate, riprendono in qualche modo i temi cari ai dadaisti, e li rilanciano con materiali, forme e grafiche consentite dall'evoluzione della tecnologia. Dada, per sua stessa definizione, non un movimento ma una tendenza. E come tale si brucia nel giro di pochi anni. Dada muore dunque intorno al 19221923. Ma una morte che passa inosservata, senza tragedie e senza clamori; ma da esso nacque il Surrealismo. Un critico dell'American Art News ha asserito al riguardo che: la filosofia Dada la cosa pi malata, pi paralizzante e pi distruttiva che sia stata pensata dal cervello umano. Gli stessi dadaisti hanno descritto Dada come: un fenomeno che scoppia nella met della crisi morale ed economica del dopoguerra, un salvatore, un mostro che avrebbe sparso spazzatura sul suo cammino. Un sistematico lavoro di distruzione e demoralizzazione... che alla fine non diventato che un atto sacrilego. La ragione e la logica avevano lasciato alla gente gli orrori della guerra, e l'unica via di salvezza era il rifiuto della logica per abbracciare l'anarchia e l'irrazionale. Bisogner aspettare il 1918 per ottenere il "Manifesto Dada" ad opera di Tristan Tzara: Per comprendere come nato Dada necessario immaginarsi, da una parte, lo stato d'animo di un gruppo di giovani in quella prigione che era

la Svizzera all'epoca della prima guerra mondiale e, dall'altra, il livello intellettuale dell'arte e della letteratura a quel tempo: verso il 1916-1917, la guerra sembrava che non dovesse pi finire. In pi, da lontano, sia per me che per i miei amici, essa prendeva delle proporzioni falsate da una prospettiva troppo larga. Di qui il disgusto e la rivolta. Noi eravamo risolutamente contro la guerra, senza perci cadere nelle facili pieghe del pacifismo utopistico. Noi sapevamo che non si poteva sopprimere la guerra se non estirpandone le radici. L'impazienza di vivere era grande, il disgusto si applicava a tutte le forme della civilizzazione cosiddetta moderna, alle sue stesse basi, alla logica, al linguaggio, e la rivolta assumeva dei modi in cui il grottesco e l'assurdo superavano di gran lunga i valori estetici. Non bisogna dimenticare che in letteratura un invadente sentimentalismo mascherava l'umano e che il cattivo gusto con pretese di elevatezza si accampava in tutti i settori dell'arte, caratterizzando la forza della borghesia in tutto ci che essa aveva di pi odioso...

Zurigo: Nel 1916, Hugo Ball, Tristan Tzara, Hans Arp, insieme ad altri, discutevano sull'arte e mettevano in scena esibizioni al Cabaret Voltaire, il locale dove stato concepito e dove nato il dadaismo. La prima serata pubblica si svolse il 14 luglio 1916: durante la festa Ball recit il primo manifesto Dada. Nel 1918 Tzara lo riscrisse apportando modifiche sostanziali. Nasce quindi anche un ideale dadaista che prevede la negazione di tutti i valori e canoni estetici dell'arte tradizionale e d'avanguardia, accusate di essere funzionali ai valori del sistema borghese; il rifiuto del concetto di bellezza, degli ideali, della ragione positivistica, del progresso e del modernismo, cui vengono contrapposti una libert senza freni, l'irrazionalit, l'ironia, il gusto per il gesto ribelle e irridente, lo spirito anarchico. Ci porta ad una degerarchizzazione delle tecniche e dei generi artistici tradizionali e una valorizzazione di collage e fotomontaggio. Poco tempo dopo usc il primo ed unico numero della rivista Dada Cabaret Voltaire. Dopo la chiusura dell'omonimo locale, le attivit si spostarono altrove. Tzara inizi una campagna per la diffusione delle idee dadaiste e in poco tempo divenne il leader e lo stratega del movimento.Si profila un dissidio fra Breton, che non condivide il furore distruttivo del Dadaismo, e Tzara. La polemica provoca la disgregazione del gruppo. Nel 1922 Tzara ne pronuncia lorazione funebre. Contemporaneamente Breton d vita al movimento surrealista. Berlino: Hausmann, Grosz, Heratfield, formano il club dada berlinese, di protesta politica contro la societ borghese e nazionalit di quegli anni, e realizzano manifesti e volantini con la tecnica del fotomontaggio cercando nuove forme per esprimere nuovi contenuti. Il dadaista la persona totalmente attiva che vive solo dazione. Dopo la fine della guerra, i dadaisti tedeschi tornarono in patria, e l esportarono le esperienze fatte al Cabaret Voltaire. Nonostante Berlino diventasse una capitale decentrata, in questo periodo divenne un centro culturale fervente intorno alla rivista Der Dada. Il momento pi importante del dadaismo a Berlino fu la Erste Internationale DadaMesse del 1920 cio la prima mostra internazionale del dadaismo.

I dadaisti berlinesi si erano molto politicizzati (spartachista); fu forse l'unica cellula Dada che si affianc ad una vera e propria posizione politica ma ci fu dovuto alle particolari condizioni della Germania che nella crisi in cui si trovava dette spazio a correnti politiche di estrema sinistra e di estrema destra . Con l'ascesa di Hitler, tutti gli appartenenti al Dada berlinese s'iscrissero al neonato partito comunista e misero a disposizione della propaganda anti-nazista la loro arte. Celebri in questo senso furono i quadri e i disegni di George Grosz, dove la borghesia liberale viene messa in burla in maniera impietosa; ancora pi celebri furono i fotomontaggi di John Heartfield dove i ritratti di Hitler sono abilmente ritoccati con intenti satirici di sapore amaro. Dopo il1933, con il cancellierato di Adolf Hitler, i dadaisti berlinesi furono costretti insieme a migliaia di altri artisti non graditi al nuovo regime ad emigrare all'estero.

Colonia: Anche Colonia, come Berlino, fu molto provata dalla crisi finanziaria della Germania postbellica, costretta a pagare danni di guerra superiori alle proprie possibilit economiche. Ma i suoi fondatori (Arp) riuscirono, data la vicinanza geografica, ad intessere rapporti sia col gruppo di Zurigo sia con quello parigino. Il dadaismo di Colonia non ebbe i risvolti politicizzati di quello berlinese ma ugualmente fu messo al bando dai nazisti come arte degenerata e dopo l'ascesa al potere di Hitler i dadaisti renani lasciarono la Germania continuando ad operare in Francia e/o aderendo tutti al neonato movimento surrealista. Hannover: Fra le espressioni migliori del dadaismo in Germania forse la pi dadaista e radicale. Quella di Hannover non fu una vera e propria "scuola" dato che in fondo era rappresentata da un solo artista valido: Kurt Schwitters, scoperto dadaista da Hans Arp che lo introdusse nel circolo parigino. Parigi Le avanguardie francesi rimasero in contatto con il movimento Dada a Zurigo tramite Tristan Tzara (il suo pseudonimo significa triste nel proprio paese, un nome scelto per protestare contro il trattamento ricevuto dagli ebrei nella sua patria natia, la Romania), che intratteneva una corrispondenza con soprattutto Apollinaire e Breton. Il movimento Dada sorse a Parigi quando nel 1920 molti dei suoi fondatori vi si trasferiscono in massa. Inspirati da Tzara, il Dada parigino presto pubblica

manifesti, organizza dimostrazioni, mette in scena esibizioni e produce un buon numero di giornali. La prima presentazione al pubblico parigino delle opere d'arte dadaista stata al Salon des Indpendants nel 1921 con Jean Crotti la cui opera intitolata, Explicatif mostrava soltanto la scritta Tabu. New York: Bench il dadaismo sia un movimento ben circoscritto e definito in area europea, vi la tendenza di far ricadere nel medesimo ambito anche alcune esperienze artistiche che, negli stessi anni, ebbero luogo a New York e negli Stati Uniti. Lesperienza dadaista americana nacque dallincontro di alcune notevoli personalit artistiche: il pittore francese Marcel Duchamp, il pittore e fotografo americano Man Ray, il pittore franco-spagnolo Francis Picabia. Seppur non era stata toccata dalla guerra, il gruppo di artisti ha incominciato a operare in uno spirito simile a quello Dada. In questo caso la piccolagalleria 291.
Le riviste, assunsero per la diffusione del Dadaismo un'importanza pari a quella dei periodici per gli espressionisti tedeschi. Bench ne uscissero pochi numeri, la loro diffusione nel mondo dell'avanguardia era capillare, Le pagine di queste riviste, non solo le copertine, erano spesso concepite come progetti d'artista e opere riproducibili. Le riviste

Dada: fondata a Zurigo nel 1917 da Hugo Ball e Tristan Tzara, ne furono
pubblicati complessivamente cinque numeri, l'ultimo dei quali il 5 maggio 1919 e fu diffusa in Europa fino al1921. 291: fondata a Barcellona nel 1917 da Francis Picabia, diffusa in Europa e in America fino al 1924. Cannibale: fondata nel 1920 a Parigi da Francis Picabia. Mcano: fondata nel 1922 con Theo van Doesburg, Kurt Schwitters, Jean Arp e Tristan Tzara. Dudu: fondata nel 1977 a Milano, il nome deriva dalla fusione delle parole Dada e Punk. Bleu: fondata a Mantova da Cantarelli e Fiozzi, vi collaborarono artisti di ispirazione dada italiani in collaborazione con il filosofo Julius Evola e con Tristan Tzara stesso

Francis Picabia, Copertina della rivista 291

Boix Richard,Da-Da (Gruppo Dada di New York 1921)

Ready Made

Un notevole contributo dato alla definizione di una nuova estetica sono i readymade. Il termine indica opere realizzate con oggetti reali, non prodotti con finalit estetiche e presentati come opere darte. In pratica i ready-made sono uninvenzione di Marcel Duchamp, il quale inventa anche il termine per definirli che in italiano significa approssimativamente gi fatti, gi pronti. I readymade nascono ancor prima del movimento dadaista, dato che il primo readymade di Duchamp, la ruota di bicicletta, del 1913. Essi diventano, nellambito dellestetica dadaista, uno dei meccanismi di maggior dissacrazione dei concetti tradizionali d'arte. Soprattutto quando Duchamp, nel 1917, propose uno dei suoi pi noti ready-made: fontana. Con i ready-made si ruppe il concetto per cui larte era il prodotto di una attivit manuale coltivata e ben finalizzata. Opera darte poteva essere qualsiasi cosain base a come la si posizionava. Larte non deve separarsi altezzosamente dalla vita reale, ma confondersi con questa, e lopera dellartista non consiste nella sua abilit manuale, ma nelle idee che riesce a proporre. Infatti, il valore dei ready-made era solo nellidea. Abolendo qualsiasi significato o valore alla manualit dellartista, lartista, non pi colui che sa fare cose con le proprie mani, ma colui che sa proporre nuovi significati alle cose, anche per quelle gi esistenti. Dunque il significato profondo della provocazione, infatti, sta proprio in questo: riproporli come oggetti darte spiazzando e stravolgendo ogni nostra possibile aspettativa. Lorinatoio del signor Mutt non immorale, non pi di quanto lo sia una vasca da bagno . Non ha importanza se il signor Mutt abbia o meno fatto la fontana con le sue mani .Egli lha scelta . Egli ha preso un articolo casuale della vita, e lo ha collocato in modo tale che il suo significato utilitario scomparso sotto un nuovo titolo e punto di vista e ha creato un nuovo modo di pensare questoggetto Le tecniche dei dadaisti celebri La tattica di destabilizzazione dadaista si perfezionava infatti attraverso un incessante antagonismo dei borghesi, a suscitare lirritazione e poi a scuotere la fantasia cristallizzata. I Dadaisti usano forme casuali realizzate con materiali poco consueti, le buffe inquietanti maschere i canti tribali diventare poesie, gli oggetti di tutti i giorni che, per un diverso accostamento, acquistano improvvisamente un significato inatteso e spiazzante non pi limmagine della natura ne lespressione di uno stato danimo solamente se stessa, significa nient altro. Lopera riposa nel meccanismo che la aziona, nel puro gesto che la crea o, spesso nella semplice scelta che la invita. Tutto casuale e provvisorio, abbandonano tutte le regole sulla produzione delle immagini, adottato e sperimentano tecniche nuove. i dadaisti si auto definiscono tecnici di montaggio adottano le tecniche di collage e incollano e sovrappongono su di un supporto che pu essere stato in precedenza un dipinto, forme di ritaglio

casualmente in materiali diversi, come pezzi di carta, ritagli di giornale, fotografie, piccoli oggetti anche tridimensionali. La poetica del caso: il dadaismo rifiuta ogni atteggiamento razionale, e per poter continuare a produrre opere darte si affida ad un meccanismo ben preciso: la casualit. In un suo scritto, il poeta Tristan Tzara descrive il modo dadaista di produrre una poesia: Per fare un poema dadaista prendete un giornale, delle forbici e un articolo che abbia la lunghezza che contate di dare al vostro poema. Ritagliate ognuna delle parole che formano questo articolo e mettetele in un sacco. Agitate piano.Tirate fuori quindi ogni ritaglio, uno dopo laltro, disponendoli nellordine in cui hanno lasciato il sacco.Copiate coscienziosamente. Il poema vi assomiglier.". In un suo passo Hans Arp afferma: La legge del caso, che racchiude in s tutte le leggi e resta a noi incomprensibile come la causa prima onde origina la vita, pu essere conosciuta soltanto in un completo abbandono allinconscio. Io affermo che chi segue questa legge creer la vita vera e propria.Si capisce come il dadaismo non muore del tutto, ma si trasforma nel surrealismo, movimento che pu quasi considerarsi una naturale evoluzione del primo. Un'esperienza emblematica del valore della casualit nel pensiero di Duchamp pu considerarsi 3 stoppages talon (3 rammendi tipo) del 1913 che esprime appunto l'uso pianificato e incondizionato di un procedimento aleatorio. In essa 3 fili di un metro ciascuno vennero fissati per sempre, mediante lacca, nelle tre diverse curve che essi assunsero, naturalmente e casualmente, una volta lasciati cadere da un metro d'altezza su di una superficie di stoffa blu. Quelle tre curve costituirono il profilo di altrettante sagome in legno conservate come "campioni" metrici: una unit di misura fissata per sempre da un evento istantaneo e casuale.

"Manifesto del dadaismo"


del 1918, di Tristan Tzara:
Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi. Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contradittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono n favorevole n contrario e non d spiegazioni perch detesto il buon senso.DADA non significa nulla. Si viene a sapere dai giornali che i negri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un arte per i neonati, per latri santoni, versione attuale di Gescheparlaaifanciulli, il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che morta. Un'opera d'arte non mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimit. La critica inutile, non pu esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalit. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanit? Come si pu far ordine nel caos di questa informa entit infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perch non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare. L'artista nuovo si ribella: non dipinge pi (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.

La spontaneit dadaista. L'arte una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. E' felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e imcomprese, una volta per tutte. La logica una complicazione. La logica sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c' un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo n progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi fin'ora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA ; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA ; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA ; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buoi, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA ; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA ; abolizione dei profeti: DADA ; abolizione del futuro: DADA ; fede assoluta irrefutabile inogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneit: DADA ."

Marcel Duchamp (1887 1968) stato


un pittore,scultore e scacchista francese, naturalizzato statunitense nel 1955. Considerato fra i pi importanti e influenti artisti del XX secolo, allet di quindici anni, alla professione artistica. Sin dallinizio mostra tuttavia unirrequietezza culturale che lo porta a sommare esperienze in maniera molto eterogenea. Nella capitale f rancese si occupa di cose diverse: esegue caricature per i giornali, si interessa di teatro, gioca a biliardo, lavora presso una biblioteca. Le sue prime esperienze pittoriche mostrano una facilit di assimilazione delle principali novit stilistiche del momento: dal neoimpressionismo al fauvismo, dal simbolismo al futurismo. Ma soprattutto nellambito del cubismo che egli si muove con maggior disinvoltura. fu animatore del dadaismo e del surrealismo, e diede poi inizio all'arte concettuale, ideando il ready-made e l'assemblaggio. A partire dal 1923, Duchamp dirad progressivamente la produzione artistica, e per dieci anni si occup quasi esclusivamente di scacchi, arrivando ad alti livelli (fu capitano della squadra olimpica francese, nella quale giocava anche il campione del mondo Alexander Alekhine). La sua attivit, pur saltuaria, non perde mai il gusto della provocazione, linvenzione dei readymade ne uno degli esempi pi classici. Continu "a dipingere", ma tutto quello che fece a partire dal 1913 si inserisce nel suo tentativo di sostituire la "pittura-pittura" con la "pittura-idea". Questa negazione della pittura che egli chiama olfattiva e retinica (puramente visiva) fu l'inizio della sua vera opera. Un'opera senza opere: non ci sono quadri se non il Grande Vetro (il grande ritardo), i ready-mades, alcuni gesti e un lungo silenzio". I readymade nascono ancor prima del movimento dadaista, dato che il primo readymade di Duchamp, La ruota di bicicletta, del 1913. Lanno successivo acquista e firma lo

Scolabottiglie. Essi diventano nellambito dellestetica dadaista uno dei meccanismi di maggior dissacrazione dei concetti tradizionali di arte. Soprattutto quando Duchamp, nel 1917, propone uno dei suoi pi noti readymade: Fontana, un orinatoio maschile in maiolica capovolto e collocato su un piedistallo di legno. In L. H. O. O. Q., un readymade rettificato (cio sul quale lartista intervenuto apportando anche qualche piccola modifica) realizzato nel 1919, Duchamp fa una riproduzione della Monna Lisa di Leonardo: ha aggiunto baffi e pizzetto. Nel 1923 comincia a dedicarsi professionalmente al gioco degli scacchi e abbandona quasi completamente lattivit artistica. Nel frattempo il nome di Rose si era trasformato in Rrose. Picabia aveva estratto la frase da una lettera che Duchamp gli aveva inviato da New York a gennaio. Era la prima volta che a quel nome floreale veniva aggiunta una r e ci non faceva che duplicare il personaggio appena nato. Fu sufficiente la semplice aggiunta di una consonante per delineare ancor meglio il mistero del doppio: una creatura appena nata cominciava subito a trasformarsi, a possedere una propria biografia. Esiste anche una documentazione fotografica di Rrose. Nel 1921 Man Ray collabor al numero unico della rivista New York Dada pubblicando una fotografia che aveva scattato a Duchamp nelle vesti femminili di Rrose Slavy: un cappellino con fascia a motivi geometrici e un elegante collare di volpe sorretto dalle mani che ne palpano il calore. La fotografia ritrae un viso dallespressione inafferrabile: labbra atteggiate in un sorriso misterioso, occhi di sottile indifferenza. Il sorriso indifferente di Rrose ricorda quello della Gioconda: nel 1919 Duchamp aveva gi deformato la Gioconda disegnando a matita un paio di sottili baffetti su una riproduzione del celebre quadro di Leonardo.

Duchamp voleva cambiare la sua identit e quale idea migliore se non quella di cambiare sesso? Se a una prima considerazione superficiale la trasformazione di Duchamp in Rrose Slavy sembra innescare un vivace gioco di interpretazione, unosservazione pi precisa dimostra che la trasformazione coagula un erotica duratura: quella derivante dalla gioia di vivere e i vagare liberamente con il pensiero. La sua idea che luomo sia un grumo di luce accesso nella tenebrosa prigione del mondo, intriso di male e di dolore. Luscita dal mondo possibile solo con una purificazione, perseguibile anche mediante la trasformazione in una creatura diversa. Rrose una creatura erotica e al contempo pura.

Ecco lazione purificatrice di Duchamp: fare tabula rasa di tutto, imporre la necessit del Radicalmente Nuovo. Lo fece incarnandosi in Rrose Slavy. Riprende lattivit artistica soltanto nel 1936, quando partecipa alle mostre del gruppo surrealista di New York. La pittura non dovrebbe essere solamente retinica o visiva; dovrebbe aver a che fare con la materia grigia della nostra comprensione invece di essere puramente visiva [...] Per approccio retinico intendo il piacere estetico che dipende quasi esclusivamente dalla sensibilit della retina senza alcuna interpretazione ausiliaria. Gli ultimi cento anni sono stati retinici. Sono stati retinici perfino i cubisti. I surrealisti hanno tentato di liberarsi da questo e anche i dadaisti, da principio. [...] Io ero talmente conscio dell'aspetto retinico della pittura che, personalmente, volevo trovare un altro filone da esplorare. Come sempre, il pi vasto e completo materiale interpretativo su Duchamp fornito da Duchamp stesso, che durante la sua vita lavor spesso a stretto contatto con i critici impegnati nel decifrare le sue opere, dispensando indizi e suggerimenti ambigui. A questi si aggiungono, nelle interviste, numerose prese di posizione estremamente nette riguardo al concetto di arte e alla pittura: tra le pi famose, il rifiuto della pittura "retinica" o "olfattiva" (con riferimento all'odore di trementina) puramente superficiale, nata dall'impressionismo e proseguita con le avanguardie storiche cubiste e futuriste.

Il Grande Vetro [modifica]

Il Grande Vetro la pi importante opera singola che abbia mai fatto (Marcel Duchamp) A partire dal 1915, Duchamp lavor a La Sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche (traduzione di La Marie mise nu par ses clibataires, mme), chiamato anche Grande Vetro: questo "quadro" formato da due enormi lastre di vetro (277 x 176 cm) che racchiudono lamine di metallo dipinto, polvere, e fili di piombo. Nel 1923, lo lasci "definitivamente incompiuto". Il Vetro contiene e sviluppa tutta l'attivit passata e futura di Duchamp, e nel tempo ha dato origine a una tale quantit di interpretazioni da farlo ritenere una delle opere pi complesse e affascinanti di tutta la storia dell'arte occidentale. Durante un trasporto, sub dei danni consistenti, ma l'artista decise di non riparare l'opera proprio per dimostrare di accettare, complice del caso, la completa riassunzioneintegrazione nell'opera del suo carattere inerziale di "cosa". Duchamp prescrive

di non chiamarlo "quadro", ma "macchina agricola", "mondo in giallo" o "ritardo in vetro". Se la seconda denominazione ha dato adito alle pi disparate interpretazioni, la "macchina agricola" un attributo facilmente riconoscibile, dalla "fioritura arborea" della Sposa ai complessi meccanismi di trebbiatura dell'"apparecchio scapolo". L'apparecchio scapolo La parte inferiore del Vetro composta da un complesso meccanismo costituito dal mulino ad acqua, dalle forbici, dai setacci, dalla macinatrice di cioccolato e dai testimoni oculisti. Sopra il mulino situato il "cimitero delle livree e delle uniformi", dove i nove stampi maschi rappresentano le diverse identit dello scapolo (Corazziere, Gendarme, Lacch, Fattorino, Vigile, Prete, Impresario di pompe funebri, Capostazione, Poliziotto). Questo mondo inferiore il regno del molteplice (i nove stampi), della complessit e della materia: tutti gli elementi sono rappresentati in una rigida prospettiva, che accentua l'effetto di corporeit delle lamine metalliche. Lo scapolo, al suono delle sue litanie, "macina da solo la sua cioccolata": identificato col "gas illuminante", che subisce una serie di complicate trasformazioni e passaggi di stato, secondo una "fisica divertente", passando attraverso i vari ingranaggi dell'apparecchio.

Nudo che scende le scale Realizzato nel 1912, il Nudo che scende le scale sovverte le regole del Cubismo per arrivare ad una nuova ricerca della vivacit e del movimento. Duchamp non dunque interessato alla rappresentazione di pi punti di vista nello stesso momento, bens alla descrizione dello stesso soggetto scomposto in pi punti di vista, ma ripetuto in diversi momenti successivi, traendo ispirazione dalle recenti scoperte cinematografiche. In questo modo, non solo l'artista risolve la pi grande debolezza del Cubismo, ovvero l'estrema staticit, ma compie il primo passo verso un uso del mezzo pittorico che porter alla sperimentazione astratta. La figura anatomica si scompone in piani e linee che lasciano solamente intuire la presenza ed il ritmico succedersi dei movimenti della figura, il quale visivamente accompagnato da veri e propri segni iconici che lo rappresentano, come potrebbe accadere in un fumetto. La scala su cui si plasma la figura pura forma, si innesta su se stessa, contemporaneamente in salita ed in discesa, in infinito movimento, si fonde in una tautologica danza col soggetto, in un paradosso di Zenone in cui pi la figura si divide, pi sembra dividersi. Quando l'opera fu definitivamente terminata, fu rifiutata dal Salon des Independnts : la giuria si convinse che l'intenzione di Duchamp volgesse a prendersi gioco del Cubismo, adducendo come aggravante il fatto che il titolo avesse sembianze sin troppo fumettistiche. In seguito Duchamp esegu altre due copie dell'opera, una delle quali dipinta su fondo fotografico.

La tomba di Duchamp nel cimitero di Rouen

L'orinatoio Fontana (1917) e la Monna Lisa con baffi e pizzetto di L.H.O.O.Q. (1919), bench probabilmente travisati come semplici gesti iconoclasti, sono certamente tra gli oggetti pi famosi dell'arte del XX secolo. L'influenza di Duchamp sugli artisti successivi, bench enorme e ingombrante, molto mediata, tanto che non facile riconoscere degli epigoni diretti. Di sicuro, il concetto di ready-made, insieme al problema del gesto dell'artista come "selettore" dell'oggetto d'arte, sono stati il punto di partenza per le varie forme di arte concettuale. Il ready-made un comune manufatto di uso quotidiano (un attaccapanni, uno scolabottiglie, un orinatoio, ecc.) che assurge ad opera d'arte una volta prelevato dall'artista e posto cos com' in una situazione diversa da quella di utilizzo, che gli sarebbe propria. Il valore aggiunto dell'artista l'operazione di scelta, o pi propriamente di individuazione casuale dell'oggetto, di acquisizione e di isolamento dell'oggetto. Nulla pi.

Titolo: Scolabottiglie, 1961 (replica dell'originale del 1914) Genere: Ready Made

FONTANA Il readymade dal titolo Fontana rappresenta il momento di maggior

provocazione dellopera di Duchamp. Present alla giuria della mostra un orinatoio firmandolo con lo pseudonimo R. Mutt. Tale pseudonimo racchiude la chiave di lettura dellopera: anteponendo il cognome alliniziale del nome R abbiamo la parola Mutter, madre in tedesco. La forma dellorinatoio ricorda, infatti, la forma di un bacino femminile o di un vaso alchemico. La Fontana altro non era che un orinatoio rovesciato, di quelli che solitamente si usano nei bagni pubblici. Lironica beffa, resa ancora pi provocatoria dalla firma dellautore e dalla data, apposte in basso a sinistra, fu chiarita dallo stesso artista che, fingendo di difendere lignoto autore dellopera, scrisse agli organizzatori della mostra che rifiutarono di esporre loggetto:Lorinatoio del signor Mutt non immortale, non pi di quanto lo sia una vasca da bagno. Non ha importanza se il signor Mutt abbia o meno fatto la fontana con le sue mani. Egli lha scelta. Egli ha preso un articolo usuale della vita, e lo ha collocato in modo tale che il suo significato utilitario scomparso sotto il nuovo titolo e punto di vista e ha creato un nuovo modo di pensare questoggetto. Arte non pi fare (dunque mostrare una bravura e una competenza anche tecniche), ma scegliere (cio operare a livello di puro intelletto). Chiunque, in questo senso, pu pertanto essere artista e tutto pu diventare arte. Loriginale della fontana andato disperso quando fu smontata la mostra nel 1917, perch i facchini lo scambiarono per quello che era e lo buttarono via. Duchamp non poteva aspettarsi un esito migliore. Loggetto-orinatoio che, tolto dal suo contesto, diventava fontana (e quindi arte), durante il trasloco torna ad essere oggetto e dunque come tale trattato e distrutto. Larte con la A maiuscola, quella prodotta dalla stessa societ che era stata capace di produrre la guerra, era veramente e definitivamente morta. Solo nel 1964 Duchamp autorizz una replica di quel suo readymade

L.H.O.O.Q. Pi conosciuta come Gioconda con i baffi, un readymade rettificato (cio sul quale lartista intervenuto apportando qualche piccola modifica), realizzato da Duchamp nel 1919. Si tratta di una riproduzione di un capolavoro universalmente riconosciuto, la Gioconda di Leonardo. Con un intervento minimo, Duchamp rettifica questopera facendo spuntare alla Monna Lisa barba e baffi, Con questo gesto lautore non vuole sfregiare un capolavoro, ma semplicemente contestare la venerazione che gli

tributata passivamente dallopinione comune. In questo caso la provocazione doppia, in quanto dissacra uno dei miti artistici pi consolidati, quello della Monna Lisa, appunto inoltre, le lettere maiuscole che costituiscono il titolo L.H.O.O.Q., poi, se sillabate secondo la pronuncia francese, danno origine a una frase volgare (Elle chaud au cul, cio Lei ha caldo al sedere) e gratuita, cio assolutamente estranea al contesto. Riguardo a questopera sono stati trovati significati pi sottili, che sono stati spiegati valendosi di discipline come lermetismo e lalchimia, argomenti di cui pare Duchamp si interessasse molto. La Gioconda con i ba i nascerebbe da una segreta e divertita allusione ermetica allandroginia delleffigiata. Landrogino, come unione del maschile e del femminile (e quindi dei contrari) , infatti, una figura simbolica ricorrente nei trattati alchemici e disegnare barba e baffi sul volto della Gioconda in fondo mascolinizzare una figura femminile. Per quanto riguarda le cinque lettere L.H.O.O.Q., si ipotizza che Duchamp possa aver preso spunto per questa buffa associazione da una miniatura di Jean Perrel, proveniente da un manoscritto alchemico del 500, dove si vede la personificazione della NaturaAlchimia che siede su un forno acceso in forma di tronco cavo ha quindi certamente caldo al sedere! In questo modo Duchamp non vuole negare larte di Leonardo ma, a modo suo, onorarla. Egli mette, infatti, in ridicolo gli estimatori superficiali e ignoranti, attaccati alle apparenze e alle convenzioni.

LE OPERE PROVOCATORIE: I READYMADE. Gi nel 1913 ebbi la felice idea di montare una ruota di bicicletta su uno sgabello di cucina e di osservarla mentre girava. Un paio di mesi pi tardi comprai una riproduzione a buon mercato di un paesaggio invernale, che intitolai Farmacia dopo averci dipinto sullorizzonte due piccoli punti, uno rosso e uno giallo. A New York nel 1915 acquistai in una chincaglieria una pala da neve sulla quale scrissi In Advance of the Broken Arm (Anticipo per il braccio rotto). Fu verso quellepoca che la parola readymade mi venne in mente per indicare questa forma di manifestazione. Tengo a precisare che la scelta di questi readymades non mi fu mai dettata dal piacere estetico. La scelta era basata su una reazione d indifferenza visiva interamente scevra di gusto, buono o cattivo In effetti, unanestesia completa.

Un importante caratteristica dei readymades la breve frase che, occasionalmente, vi scrivevo. Questa frase, anzich descrivere loggetto come un titolo, tendeva a trasferire la mente dello spettatore verso altre regioni, pi verbali. Ruota di bicicletta (1913). Egli, nel suo studio a Parigi, decise di montare una ruota di bicicletta su uno sgabello. Di fatto, Duchamp aveva creato il suo primo readymade rettificato. Con tale termine egli distingueva quei readymade sui quali interveniva con qualche intervento minimo, da quelli sui quali non produceva alcun intervento. Per Duchamp larte esiste ovunque, anche negli oggetti quotidiani. Ogni manufatto pu elevarsi alla dignit dopera darte, grazie alla scelta operata dellartista. I readymade sono ironici paradossi che contraddicono ogni logica. Qui, la Ruota di bicicletta stata inchiodata ad uno sgabello: un elemento che produce movimento quindi collegato ad un altro oggetto che lo rende immobile. La ruota sta su un piano, a stretto contatto con la terra, col suolo se si mette la ruota al contrario, questa perde la sua funzionalit. Duchamp sembra suggerirci il lento ma inesorabile passare del tempo verso il quale luomo, nonostante la sua protesi naturale ( la macchina), pu solo assistere impotente.

Picabia (18791953) stato un pittore e scrittore francese.


"Siete tutti imputati; alzatevi in piedi! Alzatevi come fareste per la "Marsigliese" o per "Dio Salvi il RE"... Il Dada solamente non ha odore: E' il nulla, come le vostre speranze:nulla come il vostro paradiso: nulla come i vostri idoli: nulla come i vostri politici: nulla come i vostri eroi: nulla come i vostri artisti: nulla come le vostre religioni: nulla Fischiate, gridate, prendetemi a calci nei denti, e con ci? Io continuer a dirvi che siete degli imbecilli. Fra tre mesi i miei amici ed io vi venderemo i nostri quadri per qualche franco. " (Francis Picabia, Manifesto Cannibale Dell'Oscurit)

Dal 1908 al 1913 fortemente influenzato dall'impressionismo, cubismo(ed infine astrattismo.) Dal periodico al 1915 Picabia spesso a New York e prende parte attiva nei movimenti avanguardisti, introducendo l'arte moderna (intersa come modernit e modernismo) negli Stati Uniti.

Questi anni possono essere identificati come il periodo proto-dada, che consta maggiormen dei cosiddetti ritratti meccanici (portraits mchaniques). In seguito, nel 1916, pubblica a Barcellona la prima copia del dadaista 391, nel quale pubblica i suoi primi disegni meccanici. Continua la pubblicazione con l'aiuto dell'amico Duchamp negli Uniti. Picabia prosegue la sua implicazione con il movimento dadaista durante il 1919 Zurigo e a Parigi prima di rompere il legame con dada e sviluppare un interesse per il surrealismo nel 1921. Nel 1925 cambia di nuovo stile per ritornare all'arte figurativa.

(1979-1953 / "Very rare picture on the Earth")

1915; Parata amorosa", 1917;

Picabia afferma anch'egli che ogni valore artistico ed estetico conferito ad un'opera d'arte determinato

dall'impegno intellettuale e dal pensiero che sottende alla sua creazione e dalle reazioni ch essa in grado di provocare negli spettatori. Perfettamente aderente a questo pensiero l'opera "L'il cocodylate"

del 1921, costituito unicamente dalle frasi e dalle firme dei rispettiv autori poste su di una tela su cui campeggia, unico elemento, un occhio; il lavoro, dunque di Picabia, in quanto

suo ideatore e promotore, malgrado non possa essergli attribuita la realizzazione materiale

La sua produzione artistica principalmente basata sull'inserzione di elementi derivanti da

mito delle macchine, viste in chiave simbolica, e del disegno industriale. Proveniente da precedenti esperienze artistiche in ambiti prima impressionisti e poi cubisti sino ai margini Fauve e del Cubismo orfico, Picabia animatore in un primo momento del gruppo dada d New York e successivamente di quello parigino, sempre contraddistinguendosi per la totale autonomia del proprio fare che lo porter negli anni Trenta al ritorno ad una figurazione di n facile interpretazione.

Danse de Saint-Guy ,1920, distrutto e poi realizzato con il titoloTabat-Rat

"I miei quadri passano per delle opere poco serie, perch sono fatte senza la reticenza della speculazione e perch vi lavoro divertendomi cos come si fa dello sport. Vedete, la noia la peggiore delle malattie e la mia grande disperazione sarebbe proprio di essere preso sul serio, di diventare un grande uomo, un maestro, un uomo di spirito che si invita a parlare delle sue decorazioni, delle sue relazioni e perch fa tendenza durante i pranzi, in cui le persone che mangiano molto sono delle persone che non hanno noente nel ventre!"

Francis Picabia (1879-1953), che dipinge ingranaggi e attribuisce alle sue opere titoli molto ironici e privi di senso, in modo da fuorviare l attento osservatore ( particolare di ne sans mre del 1916-1918).

Man Ray (1890-1976) l'esponente del Dada newyorkese fino al 1921, anno in cui

trasferisce a Parigi. A New York si dedica alla sperimentazione di nuove tecniche esecutive costruendo e fotografando oggetti astratti o fantastici, ottenuti con l'accostamento e il montaggio di ogg preesistenti. Nell'opera "L'enigma di Isidore Ducasse"del 1920 l'oggetto, sconosciuto, avvo da un telo e legato, realizzato solo in funzione della riproduzione fotografica: esso dunque scompare, lasciando di s solo l'immagine, riproducibile all'infinito e non per questo variabi significato. A Parigi Man Ray perfeziona la tecnica della fotografia senza fotocamera, risolt attraverso il contatto degli oggetti e la carta sensibilizzata, in cui rimangono ombre, tracce immateriali, i famosi "rayographs". Vicino anche al gruppo surrealista, Man Ray, incarnand perfettamente la personalit dell'artista d'avanguardia poliedrico, che scavalca i confini disciplinari per affermare la pari dignit di ogni espressione artistica, allarga con successo l sue esperienze anche alla pittura e alla regia cinematografica. (sotto opera intitolata Cadeau di Man Ray del 1921, ferro da stiro con chiodi).

In Cadeau (Dono) del 1921, Ray ci propone un improbabile ferro da stiro alla cui piastra lartista ha saldato ben quattordici chiodi dacciaio. In questoggetto tutto contraddizione. A cominciare dal titolo (Cadeau) fino alla presenza dei chiodi, che fatto annullano la funzione stessa del ferro che quella di stirare. Per Duchamp la provocazione dadaista non sta tanto nel giocare con le forme degli oggetti, quanto piutt con le loro funzioni.

Regalo (Cadeau), 1958 ca. (replica dell'originale del 1921)

Oggetto indistruttibile (o Oggetto da distruggere), 1964

Hans Jean Arp

(Strasburgo, 16 settembre 1887 Basilea, 7 giugno 1966) stato un pittore, scultore e poeta francese. La sua fama legata al superamento delle forme tradizionali dell'arte figurativa, e alla scoperta di forme nuove, che vanno dai collages ai papiers dchirs, ai frammenti di materiali vari uniti insieme. La sua attivit si colloca al centro di quella vasta corrente dell'arte moderna che, dal cubismo al surrealismo, si pose come compito non di rappresentare la realt ma di inventare nuove realt.

Hans Arp con Hugo Ball a Pompei.

Rifugiatosi in Svizzera per evitare il richiamo alle armi nella Prima guerra mondiale, nel 1916 fu fra i fondatori, a Zurigo, del Dadaismo. Fu a Zurigo che incontr Sophie Taeuber, tessitrice e pittrice, divenne poi sua moglie. Con Sophie Taeuber-Arp collabor alla sperimentazione di collages. Il suo metodo di lavoro si rifaceva alle leggi del caso: faceva cadere per esempio pezzetti di carta per poi fissarli nella posizione che avevano assunto a terra. Le sculture del periodo zurighese erano rilievi fatti di pezzi di legno e altri rifiuti, talvolta policromi, messi insieme con chiodi sporgenti. Nel tempo giunse a creare opere dai contorni fluidi e dallaspetto biomorfo. Tornato in Germania alla fine del conflitto, form il gruppo dadaista di Colonia Pi tardi, nel 1925, partecip alla prima esposizione dei surrealisti, alla Galerie Pierre di Parigi. Tutta la sua arte segnata dalla ricerca, attraverso la spontanea creativit dell'artista, determinata dal caso, di una essenza spirituale della realt, quale essa , al di l delle forme concrete in cui solitamente si manifesta; essenza che non riusciamo a cogliere, al di fuori della creazione artistica, perch la nostra percezione abituata a muoversi soltanto nel mondo delle forme concrete, perdendo la capacit di andare oltre il livello della realt materiale. Hans Arp afferma: La legge del caso, che racchiude in s tutte le leggi e resta a noi incomprensibile come la causa prima onde origina la vita pu essere riconosciuta soltanto in un completo abbandono allinconscio. Io affermo che chi segue questa legge creer la vita vera e propria.

Nel celebre Ritratto di Tristan Tzara del 1916, ad esempio, Arp rompe violentemente ogni precedente schema figurativo e compositivo. Della riconoscibilit del soggetto non rimasto che il titolo, in quanto gli elementi che compongono il rilievo sono forme praticamente astratte, cio senza alcun tipo di riferimento con la realt naturale. Anzi, avendo perso qualsiasi obbligo rappresentativo, si muovono con rinnovata libert, componendosi ed espandendosi secondo la legge del caso. Ora, gli elementi creano una forma nella quale ciascuno pu leggere qualsiasi cosa, secondo la

propria sensibilit e i propri stati danimo.

Artista: Taeuber-Arp Sophie (1889-1943)

Titolo: Tete Dada (Testa Dada), 1920

Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Oiseaux dans un aquarium (Uccelli in un acquario), 1920 ca

Artista: Arp, Jean (Arp, Hans, 1888-1966) Titolo: Le lacrime di Enak (Forme terrestri), 1917 Genere: Pittura

Objets places d'apres la loi du hasard (Oggetti disposti secondo la legge del caso), 1930

Concrezione umana, 1935

Quadrati disposti secondo le leggi del caso, 1917

Collag e disposto secondo le leggi del caso, 1916-17