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Cagliari - Giovedì 03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA

Cagliari - Giovedì 03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA
Giovedì 03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA News Periodico Gratuito di Informazione
Giovedì 03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA News Periodico Gratuito di Informazione

News

03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA News Periodico Gratuito di Informazione sulle
03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA News Periodico Gratuito di Informazione sulle

Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

AVNEWS

Estate Mode ON

Avanti tutta

In questo numero:

Il Gemellaggio tra Avventura

“Vela” e “Outdoor” è cosa fat-

ta! A voi il resoconto del primo

evento Veleggiata + Trekking! Bruno Olivieri, questa volta, si sbizzarrisce sulla disavventura

capitata ad Isacco!

La conversazione tra Spagnoli e

propo-

niamo pertanto l’angolo: “Sbar- zellettiamo!”! Diamo spazio anche ai prodotti

Nautici

ciamo il miracoloso Sapone Ma- rino! Per gli Eventi AV Estate 2012 proponiamo una crociera che

non può mancare tra le attività

di Avventuravela: Crociera “GI-

ROTONNO”! Ma anche: La conclusione del diario di bordo di Paolo Monti- sci, “Diario di una domenica tra chiuditori falliti di porte!” Prosegue il viaggio alla scoperta dei MOLLUSCHI con la rubrica “Dall’oblò…” dei carissimi Fran- cesca e Egidio. Abbiamo inoltre il piacere di pubblicare il racconto di Stefa-

questa volta introdu-

Americani ci è piaciuta

no: Biancavela e i sette Mozzi! E ancora: “Archeologia della vela dalla quadra alla latina”. Proseguiamo con l’Avventura nell’Avventura: Motori Diesel ad acqua? Qualcuno si dovrà met-

sarà sfottò

tere l’anima in pace per tutta l’estate!

Vi proponiamo inoltre la lista

delle Dotazioni Minime di Sicu- rezza da tenere a bordo! La sicu- rezza prima di tutto! Avnews, TUTTO DA LEGGERE! Buona Lettura!

AVSTAFF

Nuovi orizzonti

Gemellaggio di Avventure

Il concretizzarsi di un sogno… nel tambuccio

di Avventure Il concretizzarsi di un sogno… nel tambuccio Pan di zucchero Quest’anno abbiamo dovuto, a

Pan di zucchero

Quest’anno abbiamo dovuto, a malincuore, declinare l’appunta- mento alla regata della Sant’Efisi, altro buon pretesto per portare ancora una volta barche ed equi- paggi in mare, ma per Avventura Vela il lungo ponte offerto dal 1° maggio di quest’anno era un’oc- casione troppo ghiotta per met- tere finalmente in pratica uno dei progetti che i suoi soci sogna- vano da tempo: unire la passione per la vela con quella dell’escur- sionismo naturalistico. Chi ci legge ricorderà sicuramen- te delle tante volte in cui abbia- mo parlato di questo argomento su AV News, dall’idea del carissi-

Foto Isacco Curreli

mo Roberto Congiu, velista ap- passionato di Mountain Bike, di una giornata all’insegna di deri- va e bici, al recentissimo articolo sulla nascita della nuova asso- ciazione “Avventura Outdoor”. E proprio grazie al gemellaggio tra queste due realtà è stato possi- bile organizzare il riuscitissimo evento, la Crociera nel Sud Sar- degna con trekking da Masua a Cala Domestica! Iniziamo questa esperienza di condivisione la sera di venerdì 27 aprile, con l’imbarco di un equi- paggio di AV a bordo dell’amata Free Star dopo un’ottima pizza

Continua a pag.2

01 maggio

Sant’Efis Cup 2012

Ce la siamo persa!

Eh si! “Purtroppo” eravamo impegna- ti in una Crociera sociale nei mari del sud Sardegna con Trek- king finale da Masua a Cala do-

mestica! Ahimè non avevamo neanche inviati sul campo di regata! Promettiamo, per i prossimi eventi (100 miglia, Cagliari-Car-

loforte etc

di partecipare, nei

limiti del possibile, o di essere comunque presenti attraverso gli occhi e le orecchie degli ami- ci che ci danno una mano nella

redazione di Avnews!

)

AVSTAFF

DOTAZIONI DI SICUREZZA (a pagina 9,10)

Motori

Diesel

ad

acqua?

Pura fantascienza!

Il “problema” sono cento li- tri d’acqua nel serbatoio del carburante!

La differenza tra FUEL, WA- TER e WASTE

(a pagina 8)

L’ANGOLO DELLE CURIOSITA’ VELICHE

Nella mia giovinezza ho navigato lungo le coste dalmate. Isolotti

a fior d’onda emergevano, ove raro

un uccello sostava intento a prede, coperti d’alghe, scivolosi, al sole belli come smeraldi. Quando l’alta marea e la notte li annullava, vele sottovento sbandavano più al largo, per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno

è quella terra di nessuno. Il porto

accende ad altri i suoi lumi; me al largo sospinge ancora il non domato spirito,

e della vita il doloroso amore. ULISSE di Umberto Saba

e della vita il doloroso amore. ULISSE di Umberto Saba per info: redazione.avnews@gmail.com oppure seguici su:

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News

Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

Continua da pag. 1 per trascorrere la notte in ban- china nel porto di Cagliari (dove si apprezza con un pizzico di emozione la vista sulla città vec- chia) ed essere pronti a salpare la mattina di sabato. Dopo la tra- versata da Cagliari a Carloforte, inframmezzata dalla rada not- turna a Piscinnì per spezzare la navigazione, ha luogo il rendez- vous con un altro equipaggio di AV della mitica Valentina III, pro- veniente da Portoscuso.

Le giornate di domenica e lunedì

trascorrono piacevoli come sem- pre, nella quotidianità della vita

di bordo che chi va a vela ben

conosce, tra momenti di attività,

governo della barca, conviviali- tà, spritz e relax… le passeggia-

te per le viuzze di Carloforte e il

suo sempre accogliente viale del porto si fanno apprezzare in tut-

te le stagioni.

Ma in questa crociera gli equi- paggi fremono in attesa della novità, ansiosi di passare dalla

libertà dei piedi nudi “calzati” a bordo alla protezione fornita da-

gli scarponi per affrontare i sen-

tieri del trekking in programma per martedì 1° maggio.

L’appuntamento con i numerosi partecipanti “terrestri” prove-

con i numerosi partecipanti “terrestri” prove - Foto Isacco curreli nienti da Cagliari e hinterland è

Foto Isacco curreli

nienti da Cagliari e hinterland è al parcheggio della spiaggia di Masua, dalla quale la vista del bel Pan di Zucchero, che fa gli onori di casa, inizia a lustrarci gli occhi in attesa del resto.

Il meteo, nonostante la pioggia caduta per tutta la notte e anche nelle prime ore della mattina, ha regalato un cielo azzurro, spruz- zato della giusta quantità di nu- vole dispensando di tanto in tanto un po’ di ristoro grazie alla loro ombra… siamo in primave- ra e il sole comincia a scaldare in Sardegna!

Nella decisa salita iniziale la fatica viene compensata dal- la favolosa vista della macchia mediterranea in fiore, che con un’esplosione di colori e profu-

mi, tra cisto e asfodeli, ci avvolge piacevolmente.

Il sentiero si snoda tra passaggi su roccia, terra battuta, tratti di sottobosco e antiche mulattiere, portandoci in quota fino a rag- giungere il primo punto panora- mico, dal quale ammiriamo da un’insolita prospettiva, quasi ae- rea, l’isolotto simbolo di questa regione della Sardegna sud Occi- dentale che ci ha accolti alla par- tenza. Siamo sulle alte falesie, pareti di roccia di diverse centi- naia di metri a picco sul mare.

Il cammino riprende dopo la doverosa pausa fotografica sul fantastico panorama e, restiamo ammaliati alla vista dal celeber- rimo “Pan di Zucchero” e di una incantevole visione della costa

verso Sud dove si odono le rovi-

ne dei vecchi stabilimenti mine-

rari, la bella cittadina di Nebida,

affacciata sugli strapiombi che sovrastano gli alti faraglioni del mare sottostante e lo spiaggione

di

Funtanamare.

La

tappa per soddisfare il giusto

languore dell’ora di pranzo è nel- la caratteristica caletta di Canal Grande, che ci si presenta prima

di raggiungerla con un bellissi-

mo panorama dall’alto. Fatto lo spuntino con i nostri numerosis- simi co-avventurieri, sul prato ci affacciamo ad ammirare la Grot- ta delle Spigole, con il suo lungo canale che si apre sul mare e che porta le onde a frangersi fino agli scogli a terra.

L’ultimo tratto del percorso, mol-

to panoramico grazie ad un sen-

tiero di recente apertura, ci porta

infine al suggestivo arrivo nella famosa spiaggia di cala domesti-

ca, preannunciata dalla vista del-

la torre spagnola sul promonto-

rio che la delimita a sud. Qua, tra

dune di sabbia bianca e giunchi, defatichiamo, chiacchierando, i muscoli delle gambe prima dei saluti finali fra tutti i simpaticis- simi partecipanti. Esperimento riuscito, da ripetere ma state in campana poiché altri progetti prenderanno forma! JL&Isak

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AVVENTURAVELA E’

alto sul pulsante “MI PIACE”. AVSTAFF AVVENTURAVELA E’ Avventuravela Edizione AVNEWS N°15 RINGRAZIAMENTI Hanno
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Avventuravela

“MI PIACE”. AVSTAFF AVVENTURAVELA E’ Avventuravela Edizione AVNEWS N°15 RINGRAZIAMENTI Hanno collaborato

Edizione AVNEWS N°15

RINGRAZIAMENTI

Hanno collaborato alla realiz- zazione di questa edizione di AVNEWS:

-Isacco Curreli -Francesca & Egidio -Gianluca Costa -Pierluca Fadda -Paolo Montisci

Foto:

Isacco Curreli Pierluca Fadda

Vignetta Bruno Olivieri www.brunoolivieri.com

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News

Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

Buon Umore

 

Prodotti Nautici

SBARZELLETTIAMO!

SAPONE MARINO ?!?!

Una risata? Il modo migliore per iniziare una giornata!

Leva il sale tuffandosi in mare!

Una grossa petroliera lascia il porto per il suo lungo viaggio che durerà mesi e mesi. A bordo il capitano, il secondo

abbiamo il cuoco cinese”. “Ma che scherziamo? Io sono un uomo vero!”. Cosi’ il secondo ufficiale resiste

un uomo vero!” . Cosi’ il secondo ufficiale resiste toi iniziava a scarseggiare ” Vuoi fare

toi iniziava a scarseggiare Vuoi fare una doccia per levarti la salsedine? sei matto? Tò, in - saponati con questo, fai un tuffo per risciacquarti e risali a bordo! Non avrai più sale addosso!” “Se, se, mi fregate così!” E invece, per quanto assurdo, avevano ragione! Un bagnoschiuma che si può usare con acqua di mare e che toglie dalla pelle il sale! Miiiiiiracolo!!!

ufficiale alla sua prima lunga tra-

versata e 300 marinai na donna. Già dopo pochi giorni il secondo ufficiale si lamenta della man- canza delle donne: “L’avevo det- to che dovevamo imbarcare an - che qualche donna. E ora come faremo a resistere tanti mesi?”. Il capitano lo consola: “Non si preoccupi! In caso di necessita’

e nessu-

per le prime settimane, ma alla fine torna dal capitano e gli dice:

“Ok, non ce la faccio piu’! vada per il cuoco cinese, pero’ a patto che non lo sappia nessuno”. E il capitano: “Beh, proprio nes - suno non e’ possibile. Lo sapran - no almeno in sette”. “E perche’ in sette?”. “Eh si’: io, lei, il cuoco cinese i quattro che lo tengono fermo!”.

e

La

prima volta non si scorda mai!

Pensavo

mi prendessero in

giro

giorni

eravamo in rada da diversi l’acqua dolce nei serba-

 

Pierluca

A.S.D. AVVENTURAVELA EVENTI “ESTATE” 2012 Crociera “Girotonno”

A.S.D. AVVENTURAVELA

EVENTI “ESTATE” 2012

Crociera “Girotonno”

A.S.D. AVVENTURAVELA EVENTI “ESTATE” 2012 Crociera “Girotonno”

Crociera “Girotonno” a Carloforte!

(da giovedì 31 maggio a domenica 3 giugno 2012)

Carloforte! (da giovedì 31 maggio a domenica 3 giugno 2012) Come ogni anno, nella suggesti -

Come ogni anno, nella suggesti- va cornice della piccola città di Carloforte, sull’Isola di San Pie- tro, ritorna la nuova edizione del Girotonno “Uomini, storie e sapori sulle rotte del tonno”, la rassegna enogastronomica in- ternazionale sul tonno di qualità che celebra la tradizione legata alla tonnara, attraverso iniziative culturali e di intrattenimento.

AvventuraVela vi porterà via mare alla scoperta di questa stu- penda manifestazione e delle meraviglie del territorio dell’I- sola di San Pietro e dintorni, per iniziare a salutare la primavera e cominciare ad assaporare il pri- mo caldo estivo.

Soluzione one way

Partenza da Marina di Capita- na o dal Porto di Cagliari vener- dì mattina, sbarco a Carloforte domenica e rientro a Cagliari in serata tramite pulmino o vetture private.

PROGRAMMA

Giovedì 31 maggio alle ore 18.00

(previa disponibilità dei parte- cipanti) imbarco e sistemazione

a bordo per pernottamento in porto.

Venerdì 1 giugno mattina cola- zione e partenza per veleggiare costeggiando le bellissime coste Sud della Sardegna, sino ad arri- vare a Carloforte in serata.

Ormeggeremo nel centralissimo pontile del paese, e una passeg-

giatina sulla nuova isola assume-

rà un piacere particolare, perché

in occasione del Girotonno non mancheranno la musica, i colori e festeggiamenti d’ogni genere, come ovviamente non manche-

rà la degustazione del tonno ap-

pena pescato!

Domenica 3 giugno velegge-

remo verso i luoghi più famosi della zona, come il “Pan di Zuc - chero”, “Porto Flavia” e “Cala Domestica”, con eventualmente

la possibilità di effettuare visite

guidate alle gallerie minerarie.

Domenica sera sbarco a Carlo- forte e rientro a Cagliari, in pul- mino o con vetture private, in

un’ora circa.

Per maggiori informazioni, sul- la partecipazione alle attività di Avventuravela, potete visitare il sito:

www.avventuravela.it

scrivere all’indirizzo:

info@avventuravela.it

contattarci tramite Facebook:

www.facebook.com/avventura.

vela

www.facebook.com/Avventu-

raVelaNews

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Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

“VECCHI” DIARI DI BORDO

VIAGGI TRA PENSIERI, EMOZIONI E SENSAZIONI

SCAMPOLI DI VITA VISSUTA IN MARE.

Diario di una domenica tra chiuditori falliti di porte!

25 marzo 2012 - Benvenuta Primavera!

Parte 3 Nessuno si preoccupa è quindi neppure io. Penso: “e qual’è il problema? Con l’esperienza che ha, ora risale tranquillo no?”. Jenk e Renny, un po’ più in an- sia, mi porgono un salvagente recuperato in fretta e furia in cambusa e in due secondi mi ritrovo con una mano occupata

dal mezzomarinaio e nell’altra il salvagente. Giro lo sguardo verso Ettore e

lo vedo nuotare come un pazzo

contro la corrente. Almeno, que- sto è quello che ho percepito io, ma Einstein mi insegna che ma- gari era la barca che scappava o magari era il fondale che scorre- va. Non si è capito! Mi guardo le mani e penso: “ma ‘sto salvagente a che mi serve?” e immediatamente lo mollo e al- lungo il mezzomarinaio a Ettore che prontamente si aggrappa ri- uscendo a risalire sulla barca. Intanto Renny non appena per- cepito lo sventato pericolo, si lascia subito trascinare dal suo proverbiale sadismo e si fionda

con estrema rapidità sulla digita-

le per immortalare l’evento.

Tutto risolto! E come no? Tutti a casa senza l’àncora! Due minuti di pausa per riorga- nizzarsi e per salvare occhiali e cellulare immersi (ndr: forse? Ettore facci sapere!) prima di in- traprendere la seconda sfida da

uomini di mare della giornata:

“Catch the ànchor Game”. Inizia

la ricerca dell’àncora! Gianluca timona mentre Io, Pier- luca e Renny ci sparpagliamo a prua improvvisandoci avvistato-

ri

d’àncore con la stessa fortuna

di

Torben Grael alla ricerca del

vento nelle ultime regate di Luna Rossa. Mentre Gianluca ci porta

a casino con le vele, Ettore si ri-

butta in acqua col mutino e dopo pochi minuti riesce finalmente a recuperare l’àncora e con il pre-

zioso aiuto di Pierluca che cerca

l’àncora e con il pre - zioso aiuto di Pierluca che cerca Veleggiata 25 marzo 2012

Veleggiata 25 marzo 2012 con Avventuravela

di

infiocinarlo col mezzomarina-

gnificato.

io

mentre risale in barca col tro-

Mentre Francesca mi illustra le

feo argentato. Finalmente si mangia e a fine pranzo i Comandanti ci offrono

sue recenti scoperte scientifi- che secondo cui l’essere umano sarebbe normalmente dotato di

pure un dolcetto! Si riparte ver-

uno strato adiposo, il vento deci-

Capitana non prima però che

Giorgia, nel pieno rispetto delle proprie origini, si sia conquistata,

so

de di abbandonarci. Si ammaina- no le vele e purtroppo si rientra a motore con grande dispiacere

come una tigre, l’esclusiva sulla

di

Ettore, che dovrà cacciare più

pulizia del pozzetto con tanto di

di

7 euro di gasolio, ma soprat-

spazzolino e scopetta, riuscen- do inaspettatamente ad attirare verso di se i più “delicati” doppi sensi grazie alle due o tre inge- nue bestie che la circondano! Riprendiamo a navigare con poco vento tra scatti fotografici artistici, cazzeggio e un po’ più di sole! Nel frattempo Pierluca spari- sce nuovamente in cambusa e riemerge eclissato dalla mitica paperella con cui prendiamo im-

tutto con grande dispiacere dei passeggeri e del sottoscritto che pur contento di lucertolizzarsi al sole con Renny, Gianluca e Fran- cesca, avrebbe comunque prefe- rito riprovare le stesse emozioni della mattina. Rientriamo silen- ziosi e un po’ malinconici nel porticciolo mentre ci assalgono i primi pensieri masochistici e ca- tastrofici che solitamente carat- terizzano la fine di un esperienza irripetibile: “Minkia domani si ri-

mediatamente confidenza, esat-

entra in ufficio”.

tamente come se si trattasse di

E’

lunedì mattina, vado in ufficio

uno dei Comandanti. Tra questi ultimi vola qualche battuta e qualche polemica sul Vang. Na- turalmente nessuno sa di cosa si tratti, neppure Giorgia ha fatto in tempo a memorizzarne il si-

con il solito entusiasmo di due settimane prima. Entro in stanza e stavolta siamo in quattro (Gior- gia, Renny Genk ed io) a racco- gliere la lacrimuccia nell’ammira- re le foto del giorno precedente

lacrimuccia nell’ammira- re le foto del giorno precedente e impiegare una lunga mattinata “di lavoro” ad

e impiegare una lunga mattinata “di lavoro” ad accertarsi di non aver dimenticato di immortalare ogni prezioso istante del giorno prima. La vita è fatta di rarissimi mo - menti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La mag - gior parte degli uomini però, non conoscendo i momenti magici, fi - nisce col vivere solo gli intervalli. (Friedrich Nietzsche) Grazie a tutti! Soprattutto ad Et- tore, Gianluca, Pierluca e Fran- cesca per averci permesso in una sola domenica di non vivere neppure un intervallo!

PS Giorgia: A proposito, qualcu - no mi sa spiegare cosa minchia

? così lo memorizzo

subito! PS Paolo: E comunque avevo

mentito, io non so per niente nuotare, potrei annegare in una bacinella di birra! PSS Giorgia: Odio gli intervalli! A quando la prossima veleggiata?

PS Jenk & Marcy: Eh

rafica ma anche sportiva direi

guida se -

è il Vang

e

ringraziate che non ho trovato

il

freno a mano altrimenti

: D

giornata e com -

pagnia strepitose. PS Manu/Marika: Ho scoperto con grande soddisfazione che la guida sportiva si può applicare anche alla barca a vela! All’op - posto di Giorgia/Poggia/Orza non sono riuscita a memorizzare neanche un termine… è neces - saria quindi un’altra uscita e un nuovo paio di scarpe con suola bianca (quella delle altre ormai

Grazie a tutti

è un po’ grigia) Grazie a tutti per

la splendida giornata! PS Renato: Chissà quale altra at- trazione ci riserverete per la no - stra prossima gita… Io parto già

munito di costume da bagno, ri- gorosamente a tono con le scar- pe, non si sa mai!

Paolo Montisci

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Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

Parte 1 di 2

Biancavela e i sette Mozzi

di Stefano Ottaviani

Tanto tempo fa, nel regno di Genoa, venne a galla, pardon alla luce, la stupenda figlia di Re Bompresso.

Era talmente bella e candida che sua mamma, la regina Polena, la chiamò Biancavela.

Fu festa e per tre giorni tutto il gran pavese era in piazza a balla- re e cantare al suono di campa- ne, corni, sirene e gong (in effetti c’era un po’ di nebbia), luci verdi

a dritta; luci rosse a sinistra, raz-

Re bompresso convocò tutto lo strallo maggiore per decidere cosa fare.

La decisione fu presa: vennero

scelti i due più valorosi paterazzi

che, indossato le draglie da com- battimento si apprestarono a compiere la perigliosa missione.

A cavalloni di una moto ondosa

si diressero prima di tutto dall’o- racolo che viveva nel vetusto se- colare albero maestro nel magi-

co regno del cerchio capace.

Dovettero attendere finché l’a- zimut non raggiunse lo zenit e allora dal nadir dell’albero uscì l’Oracolo Chitarella.

Lui non aveva età ed era immen- so nel suo sapere, aveva visto cose che voi umani non potre- ste mai immaginarvi: rimorchia-

tori in mezzo alle correnti nello stretto di Hormuz, navi in balia dei piloti nel canale di Panama

e tempeste nei pressi delle sco- gliere di Yokohama.

zi

rossi, lampeggi e scintilli che

Uscì dal boccaporto dell’albero

si

potevano vedere fino al limite

L’oracolo Chitarella era famoso a

Maestro, reggeva in modo inna-

della portata geografica del re- gno.

tutte le latitudini del mondo, ma interrogarlo era impresa non da poco e per incontrarlo bisognava

turale una valigetta appena sot- to il mento e disse:

Ma un giorno, re Trinchetto, il

attraversare il mare vivo, evitare

-

Qual buon vento vi porta al mio

malvagio despota del regno co- spicuo di Ostro che si ergeva sul monte al traverso a si e no 1852

l’orco fetch, scampare la maga bonaccia, non essere mangiati dai denti di cane e non farsi re-

cospetto? Spero non siate venuti in cerca di ricchezze perché al - trimenti vi maledico lanciandovi

metri dal regno di Genoa, esplo-

mora di salire la scala incantata

uno strallo di disgrazia!

se come la santa barbara e deci-

di

Beaufort: dodici scalini sem-

se di rapire Biancavela per farne

pre più insidiosi sui quali nessu-

I

paterazzi risposero senza indu-

sua sposa e rinchiuderla nella coffa più alta del tetro madiero

aveva mai osato avventurarsi, neanche i più forti.

no

gio:

del regno.

-

Biancavela è stata rapita dal

Mandò allora un gruppo di bagli e prodieri mezzi marinai a com- piere il misfatto.

Del tutto ignari, Re Bompresso

e la regina Polena stavano rol-

lando una canna da pesca con una cartina nautica nel gavone

di prua illuminato da pochi can-

delieri, mentre Biancavela, nella sua cuccetta sognava di incon- trare il suo gassa d’amante e di avere un giorno tanti figli forti come torelli.

Fu un lampo, diciamo uno nel periodo di dieci secondi e Bian- cavela fu avvolta in un fiocco dai mezzi marinai e salpata per il re- gno di Ostro.

Ma per la bella Biancavela que- sto ed altro. I due valorosi finalmente giun- sero, non senza pericolo, all’eta prefissata anche se dovettero proseguire per l’ultimo tratto a piedi avendo perso i loro caval- loni attraversando il mare anti- vegetativo inseguiti da malvagi cumulonenmbi.

Avevano l’osmosi per la gran fa-

tica, ma riuscirono con perizia a salire la scala e a trovarsi ai piedi del venerando albero maestro:

vecchio, vetusto, senza più sar-

tie e tutto acquartierato, ma im-

ponente e orgoglioso tanto che sembrava emanasse una luce in

testa d’albero (anche se si vede-

va solo per 225 gradi da prua).

malvagio Trinchetto’ non sappia - mo dove ella sia e dobbiamo sal - varla, altrimenti ne va del nostro paramezzale

L’oracolo allora rispose:

- Andate a riposarvi al bar del

mascone, appena dopo il giardi - netto, lì l’oste Tiberio vi rifocillerà con cioccolata calda, vi manderò il mio fedele prodiero a chiamar-

vi.

Essi andarono.

Quando furono di nuovo al suo cospetto, Chitarella estrasse dal- la sua valigetta la magica busso- la di cristallo e si apprestò al rito magico della deviazione: vi fece

due giri completi attorno, scrisse qualcosa su una tabella miste- riosa e si pronunciò:

- Dovete recarvi dai 4 cardinali e

loro vi daranno la rotta per tro - vare Biancavela.

Subito i paterazzi risposero:

- Grazie o saggio, ma dove li tro- viamo i 4 cardinali?

l’oracolo parlò di nuovo:

- Dovete seguire la rotta di 270,

ma ricordate le parole magiche da declinare per trovarli: traccia - re, leggere e scrivere e non ce- dete alle lusinghe del malvagio Gnomonico: esso è figlio del Re

dei ghiacci Ordodromo e tende sempre a proiettarvi tangenti al piano polare; chiedete aiuto in - vece alla figlia di Merca, Losso - dromia, essa vi indicherà la rotta giusta, la più diritta anche se non la più breve.

Così fecero orza al fine di trovare i 4 Cardinali. Essi erano 4 saggi, seduti in cer- chio in un luogo galleggiante e molto sensibile, emanavano un magnetismo particolare.

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un magnetismo particolare. Continua su Avnews n°16 per info: redazione.avnews@gmail.com oppure seguici su:

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Cagliari - Giovedì 03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA

Giovedì 03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA News Periodico Gratuito di Informazione
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News

Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

Mare: AV vi accompagnerà nel suo più intimo, sollevando un lembo della sua immensa coperta blu

Dall’oblò

Un viaggio alla scoperta del “tesoro” sommerso, nascosto tra grotte, coralli, alghe

I MOLLUSCHI - parte 3 (continua da AVNEWS n°14)

L’animale può ritirarsi al suo in- terno e chiudere l’apertura con un opercolo calcareo molto duro

e resistente, ricoperto da uno

strato corneo, a guisa di coper- chio, che lo difende sia da preda- tori sia dal freddo e dal caldo ec- cessivi. L’esempio più conosciuto che si ritrova arenato lungo le

spiagge, è quello meglio noto col nome di “Occhio di Santa Lucia”, secreto dalla “Astrea ru- gosa” (Fig.5). L’opercolo, nel lato esterno mostra un rilievo che so- miglia ad un orecchio umano ed ha una colorazione arancio più

o

meno intensa, mentre è piat-

ta

e bianca nel lato interno unito

all’animale. E’ spesso preda di grossi murici che ne divorano la conchiglia. Esso viene utilizzato

in gioielleria come pendente; i

pescatori un tempo, lo conside- ravano un efficace portafortuna per proteggere dalle malattie degli occhi

Lamellibranchi o Bivalvi: le con - chiglie a due valve.

A questa classe appartengono

tutti quei molluschi la cui con- chiglia è composta da due pezzi distinti, le valve, che vengono chiuse grazie alla contrazione di potenti muscoli e dal fatto che possiedono per la respirazione delle branchie lamellari. Sono tutte specie dotate di scarsa ca-

branchie lamellari. Sono tutte specie dotate di scarsa ca - pacità di movimento: solitamen - te

pacità di movimento: solitamen- te strisciano sui fondali, solo alcune, come il pettine, sono in grado di nuotare sbattendo ripe- tutamente le valve. Vivono solitamente attaccati alle rocce utilizzando una sostanza appiccicosa secreta dal piede. Quest’ultimo, a forma di scure, viene anche usato da alcuni per scavare e quindi nascondersi nel- la sabbia. Altre volte ancora, nel Mytilus edulis (cozza), e nella Pin- na nobilis (Nacchera), il più gran- de mollusco bivalve, purtroppo sempre meno comune lungo le coste del Mediterraneo (Fig.6), (è una specie protetta: Lista ros- sa della Direttiva CITIES, Diret- tiva Habitat 92/43/CEE Unione Europea, Convenzione di Berna, Convenzione di Barcellona), il mantello secerne una sostanza,

il Bisso (Fig.6b), che a contatto con l’acqua solidifica in fili sot- tili, utilizzati dall’organismo per ancorarsi ad oggetti sommersi.

Sin dall’antichità, il bisso era la- vorato per la creazione di tessuti

di particolare pregio. A Sant’An-

tioco vive e lavora tuttora la Si- gnora Chiara Vigo, l’unica mae-

stra di bisso del Mediterraneo, che lavora, con grande maestria

e abilità, questa straordinaria

“seta del mare”, vero patrimonio dell’umanità. (http://www.chia- ravigo.com/wordpress/il-bisso). Ma il bisso mostra altri aspetti interessanti: questa “colla natu- rale” ha altre singolari qualità: è resistente all’acqua, è più poten- te di qualsiasi colla conosciuta ed essendo un materiale inerte, non attiva le nostre difese immu- nitarie. Se fosse riprodotta in la-

boratorio, potrebbe essere effi- cacemente utilizzata in chirurgia come filo da sutura o per la cre- azione di nuovi biomateriali più plastici e resistenti per l’ortope- dia e la chirurgia odontoiatrica. Tutti i bivalvi si nutrono di plan- cton; la parte interna del man- tello e le branchie lamellari, ricoperte di ciglia vibratili, fil- trano l’acqua da cui assorbono l’ossigeno per la respirazione e contemporaneamente tratten- gono il cibo per l’alimentazione, generando una corrente d’acqua dall’interno verso l’esterno.

Francesca & Egidio

(Continua su Avnews n°16)

Francesca & Egidio (Continua su Avnews n°16) Fig . 5 Fig . 6a Fig . 6b

Fig . 5

Francesca & Egidio (Continua su Avnews n°16) Fig . 5 Fig . 6a Fig . 6b

Fig . 6a

& Egidio (Continua su Avnews n°16) Fig . 5 Fig . 6a Fig . 6b RICHIEDI

Fig . 6b

RICHIEDI LA TESSERA DI “STILE ALPINO” A NOME DI AVVENTURAVELA PER UN ULTERIORE SCONTO Abbigliamento
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Cagliari - Giovedì 03 Maggio 2012 - Anno I - N°15- Edizione GRATUITA

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News

Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

di Aldo Cherini (www.webalice.it/cherini/Nascita della vela.htm)

Archeologia della vela dalla quadra alla latina

Linee per una ricerca interpretativa

Capitolo 4

Il problema è studiato anche da

Pino Dell’ Orco (“Rivista Maritti-

ma” nº 1, gennaio 1978), che re-

perisce il riferimento letterario

più antico nella “Meccanica” di

Aristotele (330 a.C.):

«Perché i naviganti, dopo aver

veleggiato con un vento favore- vole, quando desiderano conti- nuare sul loro corso per quanto

il vento non sia favorevole, am -

mainano la parte della vela ver-

so il timone, e stringendo il ven- to, lasciano libera la parte della vela verso la prua? È perché il timoniere non può produrre un effetto contro il vento quand’ è forte, ma può quando non lo è

ed è per questo che loro ammai-

nano (la porzione posteriore del- la vela)»!

loro ammai - nano (la porzione posteriore del - la vela)»! Si spiegherebbe così anche la

Si spiegherebbe così anche la

presenza di quell’ asta di prora di

cui si è fatto cenno – la quale non

è un albero d’ artimone – visibile

su quel bellissimo bassorilievo

della bireme di Preneste (tempio

della Fortuna Primigenia, Musei

Vaticani) rappresentata con vela

e

albero calati: l’ asta suggerisce

la

funzione che è resa dal

seguente schizzo

la funzione che è resa dal seguente schizzo A proposito di questo albereretto o pertica alzata

A proposito di questo albereretto

o pertica alzata a proravia, il

Museo di Berlino conserva una chiara documentazione di vele quadre orientate in bolina per stringere il vento con l’aiuto

di manovre correnti (boline).

L’ andamento del reticolo costituito dagli imbrogli correnti

andamento del reticolo costituito dagli imbrogli correnti sulla superficie della vela ben evidenzia l’ orientamento

sulla superficie della vela ben evidenzia l’ orientamento della vela stessa.

vela ben evidenzia l’ orientamento della vela stessa. Achille Tazio, vissuto nel V sec. d.C., descrive

Achille Tazio, vissuto nel V sec. d.C., descrive un incidente di navigazione nel corso del quale viene eseguita una manovra simile, evidentemente non eccezionale. Non si sa fino a che punto e con quale resa le vele quadre romane si sono prestate alla navigazione di bolina, ma sono chiaramente visibili in gran numero di iconografie i numerosi imbrogli, che correvano verticalmente attraverso una serie di anelli sulla superficie anteriore della vela (in un bassorilievo egiziano di tarda età gli imbrogli e i relativi anelli compaiono invece sulla faccia posteriore). Servivano per quella manovra detta “pedem facere” raffigurata chiaramente nel mosaico riminese di Palazzo Diotallevi e descritta da Virgilio (Marco Bonino, “Archeologia e tradizione navale tra la Romagna e il Po”, 1978, pagg. 38 e 173).

navale tra la Romagna e il Po”, 1978, pagg. 38 e 173). «Si naviga infatti a

«Si naviga infatti a scotte pari quando il vento agisce su entrambi i lati della vela tanto che la stessa si presenta con pennone in croce. Ma se il vento arriva obliquo, cioè di lato, viene cazzata la scotta sotto vento e allentata la mura mentre l’ altra scotta, che si trova sopravvento, viene portata in fuori e allentata:

così la vela viene orientata con l’ antenna in opposizione al vento. Nello stesso tempo viene opposto al vento anche il timone cosicché avviene che la nave tiene una rotta obliqua. Ci si oppone al vento, se cresce, affinché la vela non si sposti o si laceri, con l’ alzare e serrare la parte sottovento; l’ altra parte, sciolta, viene mantenuta con la sua scotta e “propes”: così la vela diventa triangolare». La manovra così descritta compare anche nel bassorilievo di Spalato del II sec. d.C. e in una moneta del Gabinetto Numismatico di Berlino

d.C. e in una moneta del Gabinetto Numismatico di Berlino L’ antica iconografia riporta anche immagini

L’ antica iconografia riporta anche immagini che lasciano assai perplessi. Che dire di quella singolarissima vela, che compare sulla nave romana riprodotta nel mosaico del IV

sec. di Low Ham in Inghilterra, che non corrisponde a nessuna delle linee sinora seguite?

che non corrisponde a nessuna delle linee sinora seguite? George F. Bass, “Navi e civiltà- Archeologia

George F. Bass, “Navi e civiltà- Archeologia marina”, 1974, pag. 132

L’ artista riproduce con cura lo scafo della nave, vista probabilmente in porto, ma si dimostra insicuro per quanto riguarda la vela arrischiando perciò una raffigurazione che tiene rimpicciolita, non proporzionata. Si potrebbe, forse, proporre la seguente correzione da (a) a (b)

forse, proporre la seguente correzione da (a) a (b) dove la vela quadra è supposta col

dove la vela quadra è supposta col bordo inferiore alzato “a calzone” mentre al di sopra del pennone sono alzate due vele triangolari simmetriche (“suppara” o “artimones”).

Altrarappresentazionesingolare,

ravvicinabile in certo qual modo

a quanto si vedrà più avanti, è

data dall’ affresco della cappella

di S.Eldrado a Novalessa (Torino)

risalente al XIII sec.

di S.Eldrado a Novalessa (Torino) risalente al XIII sec. È la manovra di riduzione della superficie

È la manovra di riduzione della

superficie velica rettangolare praticata ancor recentemente sul Lago d’ Orta per parare improvvisi colpi di vento (Marco Bonino).

continua

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Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

«Il “problema” sono cento litri d’acqua nel serbatoio del carburante!»

Chi l’avrebbe mai detto…!

Ci ritroviamo a scrivere questo

articolo in navigazione, mentre rientriamo dalla crociera - trek-

king del ponte di primo maggio. In mare si sa, avventure e disav- venture fanno parte del pacchet-

to e per chi ci legge riportiamo

un episodio singolare che dona molteplici insegnamenti. Ben nota è la maniacale predi- sposizione all’ecologia dei mem-

bri di AvventuraVela, ma addirit-

tura pensare di poter far andare

un motore diesel ad acqua… beh,

questo per il momento purtrop-

po è pura fantascienza!

Comandante, comandante! Ab - biamo un problema … Il “problema” sono cento litri d’acqua nel serbatoio del carbu- rante! Un incallito ecologista della ban- da di AV, in un eccesso di zelo,

ecologista della ban - da di AV, in un eccesso di zelo, pensava bene d’essere cari

pensava bene d’essere cari- no facendoci trovare i serbatoi dell’acqua pieni e quindi pronti a

Comandante, comandante! Abbiamo un problema …

Motori Diesel ad acqua?

Pura fantascienza!

un problema … Motori Diesel ad acqua? Pura fantascienza! salpare… come biasimarlo? Il cervello dopo alcuni

salpare… come biasimarlo?

Il cervello dopo alcuni istanti di

comprensibile smarrimento è subito in moto, e via alle con- sultazioni: giro di telefonate agli amici più fidati (quelli che non

fanno la spia) ed internet a cer- care le risposte che desideria- mo… e infatti, dagli amici prima

e da internet poi, riceviamo due

notizie confortanti dalle quali ap-

prendiamo che se non si è mes- so in moto il motore il problema

è risolvibile, ma non mancheran-

no duro lavoro e intoppi vari. L’acqua per composizione fisica non si diluisce col gasolio, e dato

che ha un peso specifico mag- giore del carburante, si deposita sul fondo del serbatoio: due li- quidi separati nello stesso conte- nitore. Non avendo fatto girare il motore si è evitato che l’acqua andasse in circolo, scongiuran- do, come facilmente si potrà in- tuire, un serissimo problema. La

Foto Isacco Curreli

seconda notizia positiva è che

dopo un certo periodo di tempo, tale da consentire all’acqua di depositarsi totalmente sul fondo e con gli attrezzi giusti, possiamo addirittura eliminare quasi total- mente l’acqua e continuare ad utilizzare il gasolio presente nel serbatoio! Sollevati dalle buonissime no- tizie e dopo aver mangiato una pizza in compagnia, quasi certi che le cose non accadono per caso, ci domandavamo perché il Destino ci avesse riservato tale singolare insegnamento… la soluzione a questo enigmatico quesito arriva puntuale dal caro, zelante amico: …evidentemente dovevamo mangiare una pizza!

Le operazioni messe in pratica

l’indomani sono state le seguen- ti: dallo scaffale dell’universo ab- biamo preso due preziosi amici,

che ci hanno procurato pompe

di sentina (un marchingegno

«Non avendo fatto girare il motore si è evitato che l’acqua andasse in circolo»

elettrico con due tubi di gomma di cui uno aspira e l’altro spu- ta) e un numero imprecisato di taniche in cui travasare acqua

e gasolio. Inserita un’estremità

del tubo di gomma nel serbatoio

del carburante riposto al di sot-

to della cabina di poppa, e l’altro

nella prima tanica accendiamo la

pompa e dopo quattro taniche da venticinque litri d’acqua con- statiamo, con infantile meravi- glia, che nei cento litri di liquido riversato nelle latte ci sono solo delle tracce di gasolio. Abbia- mo proceduto aspirando com- pletamente anche il gasolio in altrettante taniche, poiché non particolarmente convinti di aver asportato completamente l’ac- qua; e infatti, una volta arrivati

al fondo, un rimasuglio di circa

un litro di acqua misto a sporci- zia è stato rimosso con un sus-

seguirsi di espedienti geniali alla McGiver e azioni orripilanti alla “Bear”! Pipate di gasolio e qual- che sorso di birra, per alleviare

il sapore di gasolio in bocca, ci hanno portato finalmente nel

primo pomeriggio alla fatidica e mai tanto anelata accensione del motore di Free Star! C’è da dire che lei, la nostra ama- ta casa galleggiante, si è lascia- ta curare senza darci problemi, come un fido animale che si fa togliere una spina dalla zam-

pa senza colpo ferire barche hanno un anima

anche le

JL

Associazione Sportiva Dilettantistica AVVENTURAVELA Crociere e avventure in barca a vela nella meravigiosa Isola della

Associazione Sportiva Dilettantistica

AVVENTURAVELA

Crociere e avventure in barca a vela nella meravigiosa Isola della Sardegna e non solo

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Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela DOTAZIONI DI SICUREZZA Non ci stancheremo mai di ripeterlo:
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Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela DOTAZIONI DI SICUREZZA Non ci stancheremo mai di ripeterlo:

DOTAZIONI DI SICUREZZA

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO! A seguire vi proponiamo la lista delle dotazioni minime di sicurezza. Arriva l’estate! Godiamocela serenamente!

di sicurezza. Arriva l’estate! Godiamocela serenamen te! (Tutti gli articoli sono disponibili, scontati, presso il
di sicurezza. Arriva l’estate! Godiamocela serenamen te! (Tutti gli articoli sono disponibili, scontati, presso il
di sicurezza. Arriva l’estate! Godiamocela serenamen te! (Tutti gli articoli sono disponibili, scontati, presso il
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(Tutti gli articoli sono disponibili, scontati, presso il nostro amico Incaspisano Nautica & Pesca)

MEZZI DI SALVATAGGIO E DOTAZIONI DI SICUREZZA MINIME DA TENERE A BORDO DI IMBARCAZIONI E NATANTI DIPORTO IN RELAZIONE ALLA DISTANZA DALLA COSTA O DALLA RIVA SPECIE DI NAVIGAZIONE (la “x” indica l’obbligatorietà - il numero tra parentesi indica la quantità)

A) Dotazioni di sicurezza per le unità da diporto (con o senza marcatura CE)

 

Senza Limite

Entro 50 NM

Entro 12 NM

Entro 6 NM

Entro 3 NM

Entro 1 NM

Entro 300 MT

FIUMI, TOR- RENTI E COR- SI D’ACQUA

Zattera di salvataggio (per tutte le persone a bordo)

 

X

 

X

           

Zattera di salvataggio costiera (per tutte le persone a bordo)

     

X

         

cinture di salvataggio (una per ogni persona a bordo)

 

X

 

X

 

X

 

X

 

X

X

 

X

salvagente anulare con cima

X

(1)

X

(1)

X

(1)

X

(1)

X

(1)

X (1)

 

X (1)

boetta luminosa

X

(1)

X

(1)

X

(1)

X

(1)

       

boetta fumogena

X

(3)

X

(2)

X

(2)

X

(2)

X

(1)

     

bussola e tabelle delle deviazioni

               

(a)

 

X

 

X

 

X

Orologio

 

X

 

X

           

Barometro

 

X

 

X

           

Binocolo

 

X

 

X

           

carte nautiche della zona in cui si ef- fettua la navigazione (b)

 

X

 

X

           

strumenti da carteggio

 

X

 

X

           

fuochi a mano a luce rossa

X

(4)

X

(3)

X

(2)

X

(2)

X

(2)

     

razzi a paracadute a luce rossa

X

(4)

X

(3)

X

(2)

X

(2)

       

cassetta di pronto soccorso (c)

 

X

 

X

           

fanali regolamentari (d)

 

X

 

X

 

X

 

X

 

X

     

apparecchi di segnalazione sonora (e)

 

X

 

X

 

X

 

X

 

X

     

strumento di radioposizionamento (LORAN, GPS)

 

X

 

X

           

apparato VHF

 

X

 

X

 

X

         

riflettore radar

 

X

 

X

           

E.P.I.R.B (Emergency Position Indica- tion Radio Beacon)

 

X

             
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Periodico Gratuito di Informazione sulle attività di AvventuraVela

MEZZI DI SALVATAGGIO E DOTAZIONI DI SICUREZZA MINIME DA TENERE A BORDO DI IMBARCAZIONI E NATANTI DIPORTO IN RELAZIONE ALLA DISTANZA DALLA COSTA O DALLA RIVA SPECIE DI NAVIGAZIONE

B) Ulteriori dotazioni di sicurezza per le unità senza marcatura CE

 

Senza Limite

Entro 50 NM

Entro 12 NM

Entro 6 NM

Entro 3 NM

Entro 1 NM

Entro 300 MT

FIUMI, TOR- RENTI E COR- SI D’ACQUA

Pompa o attrezzo di Esaurimento

X

X

X

X

X

X

   

Mezzi antincendio - estintori: come indicato nella Tabella 1 (estintori) (f)

X

X

X

X

X

X

   

Note:

(a)

le tabelle delle deviazioni sono obbligatorie solo per le imbarcazioni da diporto.

(b)

è consentito l’uso di cartografia elettronica conforme al decreto del Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto 10 luglio 2002 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 193 del 19 agosto 2002.

(c)

secondo la tabella D allegata al decreto del Ministero della sanità 28 maggio 1988, n. 279.

(d)

nel caso di navigazione diurna fino a dodici miglia dalla costa, i fanali regolamentari possono essere sostituiti con una torcia di sicurezza a luce bianca.

(e)

per le unità aventi una lunghezza superiore a 12 metri è obbligatorio anche il fischio e la campana (la campana può essere sostituita da un dispositivo sonoro portatile).

(f)

i natanti, indipendentemente dalla potenza del motore, devono avere a bordo solo un estintore. Per le imbarcazioni, il numero degli estintori e la capacità estinguente sono stabiliti nella tabella 1 (estintori), lettera B).

TABELLA 1 (estintori)

A) natanti da diporto (1 estintore)

Potenza totale installata P (KW)

Capacità estinguente portatile

P ≤ 18,4 18,4 < P ≤ 147 P > 147

13

B

21B

34

B

B) imbarcazioni da diporto:

Potenza totale installata

 

Numero e capacità estinguente degli estintori

 

P

(KW)

In plancia o posto guida

In prossimità dell’apparato motore (1)

In ciascun degli altri locali o gruppi di locali adiacenti

 

P ≤ 18.4

1 da 13 B

 

//

1 da 13 B

18.4 < P ≤ 74 74 < P ≤ 147

1 da 13 B

1 da 21 B

1 da 13 B

1 da 13 B

2 da 13 B

1 da 13 B

147

< P ≤ 294

1 da 13 B

1 da 21 B e 1 da 13 B

1 da 13 B

294

< P ≤ 368

1 da 13 B

1 da 34 B e 1 da 21 B

1 da 13 B

P

> 368

1 da 13 B

2

da 34 B

1 da 13 B

(1) Per i locali o vani dell’apparato motore provvisti di impianto fisso antincendio gli estintori devono essere: per potenza fino a 294 KW, 1 da 13 B; per po- tenza superiore a 294 KW 1 da 21 B.

Note:

Nelle tabelle, il numero che precede la lettera B indica la capacità estinguente dell’estintore. Ad un numero più alto corrisponde una maggiore capacità estin- guente; la capacità indicata nelle tabelle è la minima richiesta. La lettera B indica invece la designazione della classe di fuoco che l’estintore è idoneo a spegnere. Sulle unità da diporto possono essere sistemati anche estintori appartenenti alle classi di fuoco A o C, purché omologati anche per classe di fuoco B. Per le unità marcate CE gli estintori sono già collocati a bordo ed indicati nel manuale del proprietario. La verifica periodica degli estintori non è richiesta. Il con- trollo consiste nell’accertamento del buono stato di conservazione e l’indicatore di pressione, quando esiste, deve essere nella posizione di carico (zona verde).

esiste, deve essere nella posizione di carico (zona verde). per info: redazione.avnews@gmail.com oppure seguici su:

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