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esteggiare adeguatamente il Primo Maggio loccasio-

ne per sottolineare la centralit della condizione lavora-


tiva nella vita civile dellItalia. Larticolo 1 della Costitu-
zione infatti recita: LItalia una Repubblica democra-
tica fondata sul lavoro. In un periodo in cui di questo si
sta parlando molto, non sempre a proposito, basterebbe un ri-
chiamoal cuore della nostra Carta fondamentale, al suoavvio, per
rendersi conto di quanto sia importante il tema e come sia inop-
portuno un certo modo semplicistico di affrontare largomento.
dunque per rispetto dellospitalit di questo mensile, e non cer-
to per reticenza, che eviter di ancorare il ragionamento al meri-
todellequestioni incorsodi svolgimento, chemoltoancorafaranno
dibattere e che nella fase attuale potrebbero prestare il fianco a
polemiche figlie di speculazioni che non aiutano la soluzione dei
problemi dei cittadini e, men che meno, dei lavoratori.
La discussione sullArticolo 18, la riforma
delle pensioni e del welfare, il dibattito sulla
liberalizzazioni, la questione degli esodati: la
cronaca politica degli ultimi tempi un con-
tinuo richiamo alla condizione dei lavoratori,
a partire dai dati drammatici della disoccu-
pazione giovanile. Nel panorama complessi-
vo permane al tempo stesso una questione
femminile ancora aperta e della quale si leg-
ge poco, in Italia, rispetto allaccesso alla car-
riera, alla parit di trattamento, alla possibi-
lit di conciliare tempi di cura della famiglia
e di svolgimento delle mansioni che qualsia-
si professione richiede.
E c tutto il punto sulla sicurezza sul lavoro
che, comenei fenomeni carsici, appareescom-
pare a ondate cicliche dai titoli di quotidiani
e telegiornali: un mese domina, quello suc-
cessivo pare non essere pi una priorit. Le statistiche, ahinoi, ci
dicono invece che esso sempre e pi che mai attuale, e che oc-
corre continuare come ha fatto la Regione Emilia-Romagna ad
aggiornare i propri provvedimenti legislativi per eliminare una vol-
ta per la sempre la possibilit che una persona che esce la mat-
tina di casa non vi faccia rientro la sera perch morta in un can-
tiere, in ufficio, in fabbrica.
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La data del Primo Maggio,
festa dei lavoratori, sen-
zaltro quella in cui tutti si soffermano su riflessioni e analisi, si di-
ceva. Ma nel resto dellanno come le redattrici e le lettrici di
questo giornale ben sanno - che si misura lo stato di salute del
nostro Paese sul tema. C, infatti, unanalogia con la Festa del-
la Donna: non bastano 24 ore di buoni propositi per dire che sia-
mo una nazione progredita, che molto stato fatto. Occorre fo-
tografare la situazione negli altri 364 giorni e misurare i (fatico-
si) passi inavanti, senza lasciarsi scoraggiare da quelli indietroche
leggiamo, purtroppo, nelle cronache dei quotidiani.
Il PD, dallatto stesso della sua fondazione, impegnato ad ac-
compagnare lallestimento di un sistema universalistico di tute-
le sociali a una regolazione pimoderna dellingressoe delluscita
dal mondodel lavoro. lideadi unmodellochegarantiscaunequi-
libriodei diritti e che preveda unmeccanismo
di coesione e non di frantumazione della so-
ciet. Si tratta di un compito difficile non solo
perch siamo alle prese con una recessione
globale che dura ormai da quattro anni e che
non accenna ad attenuare la sua morsa, ma
anche perch i riferimenti sul piano inter-
nazionale scarseggiano: Stati Uniti ed Eu-
ropa sono entrambi alle prese con la crisi e
quei Paesi (i cosiddetti Brics) che riesconoin-
vece ancora a crescere non possono rappre-
sentare un modello in assoluto. Non lo sono
senzaltro, nella stragrande maggioranza dei
casi, per quanto attiene le tutele dei lavora-
tori, dei lorodiritti, della lorosalute, della loro
dignit.
Come Consiglieri del PD, Presidente Errani in
testa, e come Regione siamo da ben prima
del 2008 impegnati su questo fronte. La difesa delle famiglie e
dei lavoratori, le misure di contrasto alla recessione, il ricorso agli
ammortizzatori sociali e laffiancamento alle battaglie sindaca-
li per aziende che delocalizzavano pur in presenza di elementi
che non giustificavano una dismissione dellattivit (emblema-
tico il caso Omsa): dai bilanci dellEmilia-Romagna che ogni anno
approviamo, alle leggi e ai provvedimenti specifici, alle Risolu-
1 MAGGIO 2012
IL LAVORO NEL CUORE
di Marco Monari, Presidente Gruppo PD Regione Emilia-Romagna
approccio di genere,
per sua natura trasver-
sale, costituisce un
elemento pacificatore
della societ, uno stru-
mento di gestione unitaria degli
obiettivi di sistema, diretto a rea-
lizzare luguaglianza sostanziale
tra le persone. Questo approccio
culturale consapevole e avanzato
anche uno strumento potente dinnovazione e di sviluppo eco-
nomico per lintero Paese, a detta di fior di economisti, sociologi
e politologi. La cruda realt invece che le donne occupate
sono poche e con la crisi continuano a diminuire. 45 mila in
meno in Italia nei primi 9 mesi del 2011. Secondo lIstat 800.000
donne tra il 2008 e il 2009 sono state messe nelle condizioni di
dover lasciare il lavoro a seguito di una gravidanza e solo il
40,7% di esse ha ripreso lattivit lavorativa. Nello stesso pe-
riodo si registravano 5.000 dimissioni in bianco nella civile
Emilia-Romagna. Per essere chiari, qui parliamo di vera e propria
discriminazione, praticata in varie forme e modi, che pu solo cre-
scere a causa delle difficolt attuali se il Parlamento non si decide
a legiferare nella direzione giusta.
Quale sia la direzione ce lo dice anche la Banca dItalia, secondo
cui un tasso di occupazione femminile nazionale del 60% pro-
durrebbe un incremento del Pil del 7%, rappresentando un fat-
tore di sviluppo a cui non pensabile rinunciare. Quanto alle
lavoratrici emiliane sono il 60,7% contro il 76% di uomini, per-
cepiscono salari pi bassi del 25% in media rispetto ai loro col-
leghi, sono pi precarie (26,1% usufruisce del part time contro
il 4,3%) e troppo spesso escono
dal mercato per dedicarsi alla
famiglia e ai figli.
I numeri sono importanti, per
unanalisi che individui le cause
e la complessit di una situa-
zione al fine di intervenire dove
occorre.
significativo ad esempio che
le giovani abbiano un livello di
istruzione e successo scolastico
costantemente superiore a
quello maschile e, nonostante
questo, i dirigenti, i lavoratori in
proprio e gli imprenditori sono
per oltre il 70% uomini, mentre
i lavoratori a domicilio sono nel
92,3% dei casi donne. In tutto
ci pesa molto il lavoro domestico e di cura familiare: in Emilia-
Romagna ogni donna vi dedica oltre 23 ore in media alla setti-
mana, a fronte delle sole 6 ore 46 degli uomini.
Passando alle ricette, una buona parte contenuta nel Patto
per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva sottoscritto
dalla nostra Regione a fine 2011 con Enti locali, associazioni im-
prenditoriali e sindacati. In sintesi, deduzione IRAP per la sta-
bilizzazione, white list delle imprese virtuose, assegni di
servizio di carattere conciliativo (voucher per gli asili nido),
orientamento professionale a supporto delle donne che vo-
gliono rientrare nel mercato, criteri premiali per loccupazione
femminile nei nuovi bandi per le imprese, percorso formativo
di genere nei programmi del consorzio Spinner. Altra importante
misura, il programma Retravailler, finanziato dalla nostra Re-
gione per facilitare il rientro di lavoratrici che abbiano usufruito
di congedo parentale o comunque con esigenze di concilia-
zione, valorizzando lesperienza professionale pregressa. E an-
cora, aumento della deduzione di parte dei costi di giovani e
donne neo-assunte a tempo indeterminato e introduzione del-
lagevolazione fiscale per il capitale proprio investito in im-
presa. A proposito di imprenditoria, vale la pena sottolineare
che lultimo rapporto nazionale di Unioncamere riscontra tra il
2009 e il 2010 perfomance delle imprese femminili nettamente
migliori di quelle maschili. In Emilia-Romagna le imprese di
donne sono circa 97mila, il 20,4% di quelle attive e sono cre-
sciute del 2,40% (pari ad un saldo di 2.276 unit) a fronte di
una crescita negativa (-0,49%) di quelle maschili che hanno
perso, nel 2010, 1.874 unit.
Una strategia incisiva a favore delloccupazione femminile di qua-
lit secondo noi la migliore prova di una politica che fa sintesi,
quella politica che serve qui ed ora per rilanciare il contributo
delle donne alla crescita economica e alla coesione sociale.
Siamo impegnate a realizzarla dal basso con un percorso denso
e partecipato che monitoreremo, e con una legge regionale che
nei prossimi mesi intervenga a sancire la parit dei diritti.
EmiliaRomagna
E|R
LAVORO FEMMINILE.
QUALIT E UGUAGLIANZA
SOSTANZIALE PER LA CRESCITA
di Roberta Mori, presidenteCommissioneregionaleper laParit
F
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zioni e alle Interpellanze proposte e votate in aula, sono
numerosissimi gli atti che vanno in questa direzione in
modo univoco e cristallino.
Il segretarionazionaleBersani, nellultimadirezionehadet-
to, fra laltro: Rifiutiamoche il problema del lavorosia de-
scritto come un problema del PD. Certo, noi siamo quel-
li che discutono, che frequentano questo tema, che si in-
teressano a questo tema. Noi mettiamo il lavoro nel cuo-
re della nostra prospettiva, del nostro progetto. Senza
voler entrare nel dettaglio della discussione nazionale in
atto, mi permetto di aggiungere: Al momento del voto ci
ricorderemo tutti che il Pdl ha definito pericolose batta-
glie di retroguardia la difesa del posto di lavoro?.
NON BASTANO
24 ORE DI BUONI
PROPOSITI PER DIRE
CHE SIAMO
UNA NAZIONE
PROGREDITA,
OCCORRE
FOTOGRAFARE
LA SITUAZIONE
NEGLI ALTRI 364
GIORNI E MISURARE
I (FATICOSI) PASSI
IN AVANTI
PARLIAMO DI VERA
E PROPRIA
DISCRIMINAZIONE,
CHE PU SOLO
CRESCERE A CAUSA
DELLE DIFFICOLT
ATTUALI SE
IL PARLAMENTO
NON SI DECIDE
A LEGIFERARE NELLA
DIREZIONE GIUSTA.