Sei sulla pagina 1di 2

Il Bender Visual Motor Gestalt Test -VMGT- stato presentato per la prima volta nel 1938 da Lauretta Bender.

. Fin dalla sua introduzione nellassessment psicologico stato uno dei pi popolari strumenti di valutazione; infatti, per oltre mezzo secolo stato usato sia come uno strumento di valutazione dello sviluppo dellintelligenza in generale che di abilit cognitive in particolare, sia come una stima del Quoziente Intellettivo non verbale, sia come tecnica di screening individuale o di gruppo per rilevare disfunzioni neuropsicologiche, sia come strumento clinico per misurare le abilit percettivo-motorie ed infine anche come strumento proiettivo per la valutazione della personalit. In generale questo test si propone di rilevare lo sviluppo della funzione della gestalt visuomotoria e studiarne eventuali deviazioni o regressioni permettendo di determinare le capacit di risposta del soggetto allambiente in rapporto allet. Il VMGT consiste dinove disegni geometrici molto semplici che vengono presentati al soggetto osservato, a cui si chiede di riprodurli a mano.Si richiede al soggetto di copiare le figure cos come le vede, su uno o pi fogli bianchi, senza limiti di tempo. Grazie alla semplicit delle figure da riprodurre ed al compito estremamente elementare il test pu essere somministrato ad una popolazione che va dai 4 anni in su. Euno dei pochi test esistenti che richiede un tempo breve di somministrazione (da 5 a 15 minuti), con un materiale poco costoso. Non meno importante la considerazione che il test non prevede un intervento di un operatore estremamente esperto (visto che linterazione tra somministratore e soggetto ridotta al minimo). Inoltre, tra i vari test percettivo-motori stato uno dei pochi ad avere fin da subito una molteplicit di ricerche e studi che ne hanno determinato una certa campionatura di riferimento affidabile ed una costante revisione critica dello scoring proposto, per migliorarne lattendibilit. In ambito neurologico, inoltre, uno dei pochi strumenti di valutazione che non comporta rischi per il soggetto, a differenza di molte procedure per la valutazione medica messe a punto fino ad oggi (come EEG, TAC, RMN, PET, ecc.). Queste caratteristiche sono particolarmente evidenti allorquando si valutano i bambini, i sordi, gli individui con bassa intelligenza oppure i molti pazienti psichiatrici con bassi livelli motivazionali; tutti soggetti, questi, che spesso hanno difficolt (quando addirittura non lo desiderano affatto) a cooperare per un compito pi lungo. Infatti, il VMGT stato uno dei pochi test raccomandati per quei soggetti con i quali non possibile la somministrazione di una batteria, come nei casi di bambini affetti da ipercinesia e deficit dellattenzione o come nei soggetti anziani in cui si raccomanda almeno una semplice singola prova testologica per identificare eventuali deterioramenti mentali in atto; in simili casi, lo si raccomanda proprio perch richiede minime istruzioni ed altrettanto minima cooperazione ed impegno da parte del soggetto. Inoltre, il fatto che il test consiste nello stimolare una produzione di risposte non verbali permette di minimizzare e tenere adeguatamente sotto controllo eventuali interferenze dovute a fattori culturali e socioeconomici. Proprio in considerazione che il Visual Motor Gestalt Test (VMGT) possiede tutte queste qualit, non dovrebbe sorprendere che nella graduatoria dei test pi frequentemente usati negli Stati Uniti si colloca da decenni stabilmente entro i primi quattro o cinque posti, sia nellassessment con gli adulti, che con adolescenti e con i bambini, competendo molto bene con test pi strutturati, pi impegnativi, molto pi lunghi e, comunque, molto meno immediati, come la WISC-R, WAIS-R, test di Rorschach e TAT (Newmark, 1996; Archer et al., 1991; Piotrowski C. e Keller J.W., 1989; Lubin et al., 1985). A tutto ci, a ragion del vero, bisogna aggiungere che dalle indagini finora attuate non ci sono dati che chiariscano gli approcci con cui il Bender-Gestalt usato dagli psicologi. Infatti, soprattutto con gli adolescenti e con gli adulti risulta poco chiaro quanto il test venga usato come misura per uno screening di disfunzioni neurologiche e quanto invece come tecnica proiettiva di indagine della personalit, oppure quanto per entrambi questi stessi scopi. Oltre che per gli scopi suddetti, molti psicologi utilizzano il Bender allinizio di ogni batteria da sottoporre, in quanto risulta essere uno strumento abbastanza ininfluente sulle performances espresse negli altri test; al contempo risulta essere molto utile per stabilire un primo contatto ed un proficuo rapporto con il soggetto da esaminare. Sembra, infatti, che il test attenui lansia da esame o comunque quella certa attivazione generalizzata che il soggetto prova in presenza di compiti di cui ancora non si fatto unidea. Non un caso, quindi, che quasi tutti i soggetti sottoposti al VMGT, vuoi per la brevit vuoi anche per la minima difficolt che il test richiede, esprimano giudizi positivi sulla prova anche in termini di piacevolezza. Il VMGT molto spesso anche utilizzato come intermezzo tra uno strumento obiettivo di valutazione (come la WAIS, WISC) e le tecniche proiettive che attivano vissuti emozionali molto pi carichi. Anche se stata sviluppata una tecnica per interpretare psicodinamicamente la performance al VMGT, evidenziando eventuali bisogni e conflitti espressi proiettivamente dal soggetto, il test non essendo nato con questo scopo, nella prassi, inquadrato per lappunto, con la sua brevit di esecuzione delle figure molto semplici ed al contempo molto familiari, a cavallo tra gli strumenti di valutazione obiettiva e le tecniche proiettive di indagine della personalit. I metodi pi diffusi di siglatura sono:

Metodo Pascal-Suttel (1951). Partendo dallassunto che la performance al Bender comporta, oltre alle capacit corticali di percepire il disegno e di riprodurlo, anche un rapporto integrativo con la realt rappresentata dal test con cui il soggetto deve confrontarsi, gli Autori hanno sviluppato uno scoring che cerca di valutare la forza dellIo. Per avere una maggiore oggettivit di scoring, gli Autori hanno proposto di aggiungere nella consegna classica della Bender linformazione preventiva del numero delle

figure, il suggerimento da dove si deve incominciare a copiare sul foglio, linvito ad eseguire pi fedelmente possibile la riproduzione. Questo metodo risulta correlato positivamente sia con la presenza di disturbi psichiatrici, senza ce vi sia per una chiara possibilit di discriminazione tra soggetti psicotici e soggetti con danno organico, e sia con la presenza di gravi turbamenti emotivi in atto nel soggetto. Metodo Santucci-Pcheux (1969). Gli Autori, orientati prevaletemente allesame psicologico nellet evolutiva, hanno proposto di utilizzare solo 5 figure tra quelle proposte dalla Bender, proprio per rendere pi maneggevole lo strumento ed aumentare il potere dello strumento di discriminare il livello della capacit grafo-percettiva raggiunto dal bambino. Ci stata la conclusione di una attenta analisi statistica delle riproduzioni di 580 bambini che ha portato gli Autori ad elaborare delle categorie valutative che negli scopi degli stessi dovevano determinare una facile discriminazione dellet del soggetto attraverso lindividuazione di errori caratteristici per quella stessa et. Metodo Koppiz (1964). Questo metodo quello che nella pratica e negli anni ha avuto pi successo a livello internazionale. Il metodo fornisce due punteggi: uno per la valutazione dello sviluppo percettivo motorio Scala di maturazione, e uno che rileva la presenza di Indicatori emotivi evidenziando gli atteggiamenti interpersonali. La Koppiz raccogliendo dati di oltre 1100 bambini tra i 5 e 10 anni, svilupp il Developmental Bender Scoring System (DBSS) con venti categorie per il punteggio; mentre ne propose 12 per la Scala degli Indicatori Emotivi. La Koppiz propose anche lei quelle stesse modifiche apportate alla consegna da Pascal e Suttel, con laggiunta di un particolari indice per la valutazione dei comportamenti osservati durante lesecuzione del compito. Metodo Lis e Talandini (1995). Merita menzione questo metodo basato sulla teoria piagetiana pi per il tentativo delle Autrici di fornire un supporto teorico sostanziale per le performance al Bender, che per la esigua diffusione molto ridotta che ha avuto. Gli item di valutazione si basano sulla teoria piagetiana, e determinano sia una scala numerica (che individua gli aspetti numerici presenti) che una scala geometrica (a sua volta costituita da una scala topologica ed una euclidea.

Bibliografia

Bender L. (1946). Bender Motor Gestalt test: Cards and manual of instructions. New York: American Orthopsychiatric Association. Adattamento italiano a cura di Lidia Morante. Firenze: Organizzazioni Speciali, 1992. Bender, L. (1938). A visual motor gestalt test and its use. New York: American Orthopsychiatric Association. Koppitz, E. M. (1975). The Bender Gestalt test for young children.Research and application. 19631975. New York: Grune & Stratton. Koppitz, E.M. Diagnosing brain damage in young children with the Bender-Gestalt Test. Journal of Consulting Psychology, 1962, 26, 541-546. Koppitz, E.M. The Bender Gestalt Test and Visual Aural Digit Span Test and reading achievement. Journal of Learning Disabilities, 1975, 8, 154-157. Koppitz, E.M. The Bender Gestalt Test for Young Children. New York: Grune & Stratton, 1963. Koppitz, E.M. The Bender Gestalt Test for Young Children: Vol II: Research and Applications 19631973. New York: Grune and Stratton, 1975. Koppitz, E.M. The Bender-Gestalt Test with the Human Figure Drawing Test for young school children. Columbus, OH: Department of Education, 1962. Lis Adriana, Venuti Paola, Rossi Germano, Tallandini Maria, (1990). Gli indicatori emotivi di L. M. Koppitz nel test di percezione visuo-motoria di L. Bender. / Emotional indicators of E. M. Koppitz in the Bender Visual Motor Gestalt Test. Bollettino-di-Psicologia-Applicata. Jul-Sep; No 195: 45-55 Lis, Adriana (1996). Bender Gestalt test: differenti metodi per l'attribuzione del punteggio: loro taratura e confronto su soggetti di eta compresa tra i 4 e gli 11 anni. Firenze : Giunti O.S. Santucci H., Pcheux M.G. (1975). Prova grafica di organizzazione percettiva per ragazzi dai 6 ai 14 anni (dal test di L. Bender), in R. Zazzo, Manuale per lesame psicologico del bambino. Roma, Editori Riu