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Esemplificazione del principium individuationis ed espressione del dionisiaco.

Diotima di Mantinea1 : O Socrate non capisci che c qualcosa di intermedio tra sapienza e ignoranza? Esiste dunque qualcosa di intermedio tra i contrari, cos esordisce la Sapiente di Mantinea, che tutto sapeva sui discorsi di Amore, Eros, alla quale lo stesso Socrate si rivolse per avere delucidazioni su chi effettivamente fosse Eros, nella certificazione della sua natura divina, se fosse lunione suprema tra bene e bello. Lei: O Socrate non hai forse convenuto che per difetto del bello e del bene Amore desidera precisamente queste qualit di cui in difetto? E dunque qualcosa di intermedio tra un dio e un mortale, un demone seppure: interprete e messaggero degli uomini agli dei e viceversa, e poich sta nel mezzo, colma lo spazio intermedio in modo che linsieme resti saldamente connesso in tutte le sue parti. Essendo dunque figlio di Poros2 (risorsa) e Penia (povert) mantiene delluno e dellaltro ramo genetico le caratteristiche peculiari: non bello, povero, sempre accompagnato dallindigenza, per parte di madre, ma coraggioso, virtuoso e veemente per parte del padree se la fortuna gli propizia muore e rinasce per sfuggire alla singola natura, cosicch rimane sempre mediazione tra i due rami di povert e risorsa. A partire dallipotesto platonico si spiega lincipit Nietszchiano riguardo la Nascita della Tragedia, composta per suggestione estrema della coincidentia oppositorum delle due categorie estetiche dellarte sui cui si basa lintera civilt greca: lApollineo e il Dionisiaco, che come exempla di divinit, danno origine alla tragedia, in modo analogo allEros socratico in Platone. Come nella digressione platonica si delineato il carattere di Eros a partire dai caratteri filogenetici dei due genitori, dobbiamo affrontare la nascita della tragedia in modo analogo. - Innanzitutto dire che ci che a portato Nietszche alla consapevolezza di queste due matrici estetiche come Tragedia, stata soprattutto la necessit di una scienza estetica, dove lintuizione assume una comprensione logica e quindi soggetta a dimostrazione, e anche la sua profonda e stimata amicizia con il noto compositore R. Wagner e per influenza dunque della sua dottrina fondata sulla contemplazione estatica della civilt Greca3.Il principio della sintesi dialettica allinterno della tragedia stessa, nasce dal collegamento di queste due divinit dellarte a due classemi specifici, quali il sogno e lebbrezza, che sembrerebbero astratte, ma che in realt passano attraverso una fisicit incontestabile, che si lega alla sfera dellinvolontariet dellazione. Dunque il Febo Apollo, dio di tutte le facolt figurative, che appare luminoso, legato al classema del sogno. Che cosa il sogno, dunque se non larte stessa? E larte, dunque, solo mera imitazione di una realt apparente, fantasiosa, immaginaria, divina e demoniaca contemporaneamente? Nietszche parte dal presupposto che lartista nel sogno trovi il se, come unica dimensione dellautenticit delluomo. Luomo tuttavia crede di trovarsi di fronte ad unillusione ad una parvenza, ma il sogno non una dimensione di privazione ma di riempimento, e per non perdersi nellillusione dellillusione4, lartista apollineo riesce ad immergersi nel mare dellillusione e nella sua capacit artistica di sublimazione del reale si definisce come mediatore con il divino; cos per usare un espressione
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Cfr. Platone, Simposio ex versi 202b Presente anche nella cosmogonia Alcmanea( fr. 5 Page) 3 Il mito di Sigfrido e Tristano e Isotta. 4 cfr, Schopenhauer, Il modo come volont e rappresentazione.

concisa e personale, lartista crea una sorte di ponte tra lillusione onirica, fonte di immagini meravigliose, e la realt dove pu tradurre quanto ha contemplato nel sogno: ecco il velo di Maia, il Principium individuationis. La dicotomia tra le due divinit si sottolinea nellarte figurativa: la scultura e i suoi canoni estetici, mentre la musica invasamento, straniamento. Luna tuttavia procede attraverso lequilibrio dinamico tra la stasi e il movimento (arte plastica), laltra come momento della creativit suggestionata dallinvasamento (alienazione dei sensi come creazione artistica). In definitiva entrambi raggiungono lobbiettivo demiurgico ma con percorsi diversi. Si prospetta dunque in questo scritto un manifesto programmatico della definitiva rottura con la filologia, per abbracciare la sensibilit e luniversalit della filosofia. Si visto gi come Nietszche abbia paragonato il rapporto tra lartista e il sogno con quello del filosofo e la realt apparente, ora si vede come lo stesso, partendo da unanalisi della rappresentazione del mondo di Schopenhauer, abbia descritto il fascino dellespressione dionisiaca in analogia con il classema dellebbrezza. Se nellapollineo si potuto parlare di autodeterminazione dellio, nel dionisiaco si ha loblio della coscienza soggettiva. Testimonianze dellirrazionalit dionisiache sono rimaste nella stessa Germania con danze e folli balli, e prima ancora nei cori bacchici nelle feste orgiastiche di Babilonia. Nella meravigliosa potenza dellebbrezza dionisiaca luomo oramai divenuto parte integrante di una comunit, non pi il soggetto di una pluralit di voci, ma libero dai rigidi schemi che la ragione gli aveva imposto. E in armonia con gli alti, quindi disconosce il se, e nellebbrezza del vino e della danza diviene prodotto di quellingenuit che era tipica dei greci, dove lanima si scorpora e nuda danza nella piena follia dionisiaca, divenendo ella stessa opera darte. Allora Nietszche propone di paragonare la potenza artistica di tutta la natura nella contemplazione estatica di un fantomatico quadro dellInno alla gioia di Beethoven e cos avremmo un idea dellespressione della potenza dionisiaca. A suggestionare la creativit delluomo interviene dunque la folata dellebbrezza dionisiaca, alla quale lartista greco devoto come un marmo definito in opera darte lo sarebbe al proprio scultore: metafora che passa attraverso la risposta del cesellante dionisiaco con il grido dei misteri Eleusini, tratti da i due versi della terza strofa dell An die Freude di Schiller: O milioni di creature vi prosternate? O mondo, hai il presagio del tuo creatore?