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May 2nd, 2012

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Reggio 5 Stelle News


Il 1 maggio delle facce da Passera del PD, in piazza con gli artigiani e piccole imprese che protestano contro Stato e banche. Ma chi sostiene Monti?
Source: http://www.reggio5stelle.it/2012/05/01/il-1-maggio-delle-facceda-passera-del-pd-in-piazza-con-gli-artigiani-e-piccole-imprese-cheprotestano-contro-stato-e-banche-ma-chi-sostiene-monti/ By Movimento 5 Stelle on May 2nd, 2012

consigliere comunale Reggio 5 Stelle Beppegrillo.it www.reggio5stelle.it Tweet

Villani scelga quale potrona mollare


Source: http://www.reggio5stelle.it/2012/04/28/villani-scelga-qualepotrona-mollare/ By Matteo Olivieri on May 2nd, 2012

Gli esponenti del Pd che questa mattina 1 maggio a Reggio Emilia erano a farsi belli davanti a piccoli imprenditori ed artigiani che protestavano contro il fisco, banche ed il governo Monti hanno una faccia da Passera. Gente politicamente senza ritegno Parliamo dei vari Maino Marchi, deputato da decenni che non voleva pubblicare online la sua bu

sta paga ,dei consiglieri regionali Mori e Moriconi e compagnia pidina varia.. Vanno in piazza a fianco di piccoli imprenditori e artigiani che protestano strozzati da fisco, banche ed anche contro le manovre del governo Monti ed il fatto che questo governo sia servo dei poteri bancari e intanto a Roma, vero Maino Marchi votano e sostengono il governo Monti con Pdl, Udc e Fini. Sicuri poi che in questi anni i Ds prima (Unipol?) ed il Pd poi non abbiano mai avuto a che fare con spartizioni e scalate bancarie ? Un p di coerenza care e amate facce daPassera. Matteo Olivieri

Che fine ha fatto linvito del Consiglio Comunale? Gennaio 2011, il Consiglio Comunale di Reggio Emilia vota una mozione per chiedere a Luigi Giuseppe Villani di scegliere: o consigliere regionale, o vicepresidente IREN. Tra pochi giorni lAssemblea dei Soci, verr rispettato limpegno da Delrio & C? Solo una voce si lev per difendere Villani, quella dellex sindaco di Parma Pietro Vignali. Era il gennaio 2011 quando il Consiglio Comunale di Reggio Emilia invitava Luigi Giuseppe Villani a scegliere: o consigliere regionale o vicepresidente di IREN. Con un monte stipendi da far invidia a Obama, i due impegni risultano, ancora oggi, difficili da immaginare a carico della stessa persona. Ma si avvicina lAssemblea dei Soci IREN, in cui i rappresentanti del Comune di Reggio hanno ricevuto mandato ad esprimere la posizione e limpegno politico su Villani. Riusciranno Delrio & c a far valere le ragioni di chi chiede che non si accumulino cariche, che si faccia bene un

May 2nd, 2012

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lavoro con il giusto grado di indipendenza che si richiede a ruoli cos importanti? Lo sapremo il 14 maggio, data di prima convocazione dellAssemblea, dove vi saranno anche numerosi altri impegni come quello della riduzione dei compensi dei manager IREN, ormai divenuti una litania costante del consesso politico della nostra citt e del sentire popolare in questo momento di drammatica crisi. Stiamo marcando stretti i rappresentanti del Comune di Reggio, con uninterrogazione gi presentata che chiede di fare immediatamente chiarezza su ci che si riuscir a strappare dallAssemblea, senza attendere le calende greche di consigli damministrazione e balzelli vari, con riscontri oggettivi e numeri della riduzione applicata.

b) stesura dei rifiuti conferiti direttamente sul fronte di scarico e dei rifiuti triturati; c) sistemazione, compattazione meccanica e livellatura dei rifiuti; d) innalzamento dei torrini verticali e manutenzione delle reti di convogliamento del biogas verso lesottostazioni; e) copertura giornaliera dei rifiuti con terreno; f) formazione o spostamento di cumuli di terra; g) scavo, carico e trasporto di terreno;

Appalto IREN che scotta: il proprietario della ditta aggiudicatrice venne raggiunto da provvedimento antimafia
Source: http://www.reggio5stelle.it/2012/04/28/appalto-iren-che-scotta-ilproprietario-della-ditta-aggiudicatrice-venne-raggiunto-da-provvedimentoantimafia/ By Matteo Olivieri on May 2nd, 2012

h) scavi e formazione di rilevati per scoline, drenaggi e arginature; i) lavori di manutenzione delle opere esistenti; j) lavori di demolizione e ricostruzione manufatti di recinzione; k) lavori di sistemazione e manutenzione della viabilit e degli accessi alla discarica con ricarico di materialiinerti e opere di parziale ripristino delle bitumature; l) sgombero neve e spargimento di sale e ghiaietto contro la formazione di ghiaccio da eseguirsi nelle strade diaccesso ed interne della discarica con mezzi idonei quali lame spartineve e impianto spargitore; m) opere murarie di fognatura, manufatti e costruzioni semplici di edilizia; n) tutte le opere inerenti alla manutenzione delle infrastrutture, per il buon risultato della conduzione e sulla basedi quanto richiesto dalle vigenti leggi e norme in materia; o) pulizia della viabilit e dei piazzali asfaltati; p) trattamento deodorizzante sul fronte rifiuti; q) manutenzione ed eventuali spostamenti o sostituzioni di linee in tubi di hdpe per il sistema di captazione biogas. La ditta R.A.M.M. srl, con sede a Pianiga in provincia di Venezia, ha Rossato Sandro come amministratore unico, ed totalmente controllata dalla Rossato Fortunato srl, controllata da Rossato e famiglia. Rossato Sandro veniva raggiunto, in data 21.02.2006, da unordinanza di custodia cautelare in carcere a firma dell GIP di Reggio Calabria. Pesantissime le accuse per il Rossato, assieme ad altri indagati: si avvalevano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omert che derivava dalla loro appartenenza alla consorteria mafiosa di Libri Domenico allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti di estorsione , corruzione , turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private .
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Come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea del 6 aprile 2012, Iren Ambiente Spa per conto di Iren Spa ha affidato un appalto per servizi di interramento sanitario dei rifiuti e opere di manutenzione presso la Discarica di Poiatica in Comune di Carpineti ( gara n. 4244. CIG n. 3530142D52) e servizi di smaltimento dei rifiuti solidi e delle acque reflue, servizi igienico-sanitari e simili. Lappalto, dal valore triennale ed inizialmente stimato in 2.376 336,80 euro (2,37 milioni di euro) stato aggiudicato alla ditta RAMM SRL via Marinoni, Pianiga Italia, con notevole ribasso dasta del 35% per un valore finale di 1 562 204,55 euro (1,56 milioni di euro) che a sua volta potr subappaltarlo. In totale sono state quattro le ditte che hanno partecipato a questa gara. Lappalto vinto dalla RAMM Srl come si legge nella Gazzetta Ufficiale Europea riguarda nei dettagli lesecuzione di tutti i servizi, le opere e le forniture necessarie per linterramento sanitario dei rifiuti e le opere di manutenzione presso la Discarica di Poiatica in Comune di Carpineti. I servizi e le opere sono appaltati a misura e riguardano prevalentemente: a) triturazione meccanica sul fronte di scarico dei rifiuti non trattati;

May 2nd, 2012

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I legami con le cosche calabresi al centro delle indagini di cui sopra: associazione per delinquere di stampo mafioso denominata cosca LIBRI , alleata storicamente alle cosche Tegano e De Stefano . Associazione la quale si avvaleva della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omert che ne deriva allo scopo di commettere delitti in tema di traffico di sostanze stupefacenti e di armi ; delitti in danno delle persone , delitti di estorsione a carico degli imprenditori ed appaltatori nel territorio di competenza ai quali richiedeva il 5% del valore complessivo dei lavori da corrispondersi per met all inizio dei lavori e per l altra met prima della fine degli stessi, delitti di turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private .ed allo scopo di acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o il controllo delle attivit economiche ed imprenditoriali nonch di acquisire in particolare il controllo degli appalti pubblici nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutto il territorio regionale . Sia il materiale agli atti dellindagine, quali esplicite intercettazioni telefoniche, che numerose interrogazioni parlamentari, indicavano il Rossato come la faccia pulita da spendere nel conquistare appalti in tutta Italia. La domanda se siano stati eseguiti adeguati controlli nellassegnazione dellappalto da parte di IREN non solo dobbligo, ma necessita una risposta celere e senza tanti giri di parole. Per questo oggi stesso presenteremo uninterrogazione in Consiglio Comunale a Reggio Emilia in merito a questa vicenda. Crediamo inoltre che anche la Regione Emilia Romagna, che di recente ha approvato una normativa atta a prevenire la presenza mafiosa nella nostra economia, debba analizzare la questione per comprendere se gli strumenti a disposizione sono sufficienti.

Ne danno notizia i quotidiani liguri che si trovano in Rete del 28 febbraio 2012, quindi una settimana prima dellassegnazione dellappalto di Iren (6 marzo 2012) con un titolo eloquente: Criminalit organizzata/ Mafia sotto inchiesta la ditta del maxi appalto Lindagine riguarda soprattutto i presunti rapporti che legherebbero la societ che fa capo a Carlo Dante Columella, gi coinvolto in altre inchieste giudiziarie con la malavita organizzata. Lappalto riguarda il servizio di raccolta differenziata congiunta dei contenitori in vetro per liquidi,contenitori inalluminio e banda stagnata, tramite campane stradali e cassoni di diversa volumetria collocati pressoattivit commerciali, artigianali, industriali e stazioni ecologiche attrezzate, e avvio a recupero del materiale, e i comuni serviti:Albinea, Campagnola, Casalgrande, Castellarano, Correggio, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo, Rubiera, San Martino,Scandiano, Viano, Campegine, Canossa, Gattatico, Montecchio, Ramiseto, SantIlario, San Polo, Vetto. E stata intanto gi depositata linterrogazione di Reggio 5 Stelle-beppegrillo.it in Comune sullappalto della discarica di Poiatica. Si tratta sempre di rifiuti urbani, di appalti IREN e si tratta sempre di ditte coinvolte in pesanti accuse legate alla criminalit organizzata. Sul caso specifico verranno presentate anche interrogazioni dai consiglieri a 5 stelle presenti nei comuni di San Martino in Rio con Alessandro Bussetti, Rubiera con Claudio Pifferi, Castellarano con Denis Severi per sapere perch una societ partecipata dal Comune come Iren Spa non effettui i controlli del caso e per conoscere in che modo la recente societ per la trasparenza antimafia approvata a livello provinciale intende procedere. Anche questa secondo caso verr segnalata allattenzione della giunta della Regione Emilia Romagna dal consigliere Giovanni Favia. La Regione Emilia Romagna infatti di recente ha approvato una normativa atta a prevenire la presenza mafiosa nella nostra economia, alla luce di questi casi emersi, si chieder di verificare se gli strumenti a disposizione sono sufficienti. Si allega testo dellaggiudicazione dellappalto IREN Giovanni Favia consigliere regionale Movimento 5 Stelle-beppegrillo.it Emilia Romagna Matteo Olivieri, consigliere Comunale Reggio Emilia Movimento 5 Stelle Beppegrillo.it Claudio Pifferi, consigliere comunale Rubiera Movimento 5 Stelle-beppegrillo.it Alessandro Bussetti, consigliere comunale San Martino in Rio Movimento 5 Stelle-beppegrillo.it

Appalto che scotta 2: Iren affida raccolta rifiuti nel reggiano a ditta sotto inchiesta per mafia
Source: http://www.reggio5stelle.it/2012/04/28/appalto-che-scotta-2-irenaffida-raccolta-rifiuti-nel-reggiano-a-ditta-sotto-inchiesta-per-mafia/ By Movimento 5 Stelle on May 2nd, 2012

REGGIO EMILIA- Il 6 marzo 2012 la ditta Tradeco srl di Altamura si aggiudicata lappalto per la raccolta differenziata in mezza provincia di Reggio, ma il 28 febbraio 2012 era data notizia di unindagine della Direzione Distrettuale Antimafia ligure e della Procura di Bari per un appalto vinto ad Imperia.

Denis Severi, consigliere comunale Castellarano Movimento 5 Stelle-beppegrillo.it

May 2nd, 2012

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By MoVimento 5 Stelle San Martino in Rio on May 2nd, 2012

Riqualificazione dei musei civici: il Comune ascolti i cittadini!


Source: http://www.reggio5stelle.it/2012/04/24/riqualificazione-deimusei-civici-il-comune-ascolti-i-cittadini/ By Davide Valeriani on May 2nd, 2012

Luned 7 maggio alle ore 21.00 si terr lincontro pubblico del MoVimento 5 Stelle di San Martino in Rio presso la ex Chiesa di San Rocco. I cittadini sono tutti invitati a partecipare, levento pubblico e, naturalmente, ad ingresso libero.

Banchetto Sabato 28 Aprile 2012


Source: http://www.castellarano5stelle.it/2012/04/27/banchettosabato-28-aprile-2012/ By Gianfranco Notari on May 2nd, 2012

In questi giorni stiamo assistendo allennesimo schiaffo in faccia a democrazia e partecipazione da parte dellamministrazione comunale di Reggio Emilia. Questa volta il motivo del contendere il mastodontico progetto di riqualificazione dei musei civici firmato Italo Rota, che dimostra come lamministrazione sia pi interessata alle grandi firme, come avvenuto con Calatrava, che ai reali interessi dei cittadini. Un progetto di riqualificazione di oltre 3 milioni di euro di soldi pubblici, di cui 660.000 euro spesi per delle installazioni a forma di fungo. Uno spreco di denaro pubblico che va ad aggravare ulteriormente le gi vuote casse comunali. In materia, il Movimento 5 Stelle dar battaglia, coordinandosi con tutti gli onesti cittadini che si sono attivati sulla questione. Da qualche mese stato approvato il bilancio 2012, che ha visto un inasprimento della pressione fiscale, con metodi non equi (chi ha di pi paga come chi ha meno), e i tagli a numerosi servizi, tra cui il sociale e il welfare, la partecipazione (circoscrizioni) e i servizi educativi; il tutto giustificato dalla riduzione dei trasferimenti statali imposti dal governo. Tuttavia, come vediamo, numerosi sono gli sprechi che questamministrazione si rifiuta di tagliare e si ostina a ripetere, episodi in cui si continua ad ignorare il volere dei cittadini.Un altro caso eclatante: qualche mese fa oltre 1000 reggiani firmarono una mozione di iniziativa popolare per chiedere di ridurre il numero di assessori e destinare quei fondi agli asili. Il consiglio comunale neanche lha voluta discutere, rinviandone la discussione pi volte, e luned saltato il numero legale alla nostra richiesta di anticipare la discussione di questa mozione. Unamministrazione pubblica che non gestisce con parsimonia e oculatezza i fondi pubblici, specie in questo momento di grave crisi economica a cui sono richiesti numerosi sacrifici ai cittadini, non merita di governare la nostra citt e dovrebbe dimettersi allistante.

Siamo Sabato mattina in piazza XX Luglio a Castellarano dalle 10,00 alle 13,00. Venite a trovarci e diteci cosa pensate del buco al bilancio 2011 del comune di castellarano di 2.000.000,00 . VOI LO SAPEVATE . Vi aspettiamo.

Campagna di obbedienza civile


Source: http://www.sanmartino5stelle.it/2012/04/28/campagna-diobbedienza-civile/ By MoVimento 5 Stelle San Martino in Rio on May 2nd, 2012

Serata pubblica MoVimento 5 Stelle San Martino


Source: http://www.sanmartino5stelle.it/2012/04/30/serata-pubblicamovimento-5-stelle-san-martino-4/

Con la vittoria del 2 quesito referendario, il 12 e 13 giugno 2011 stataabrogatalanormacheprevedeva laremunerazione del capitale investito sul Sistema Idrico Integrato, pari al 7% dellinvestimento. Il referendum statoproposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dellacqua non si devono fare profitti. La risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non pu lasciare alcun dubbio sullopinione, praticamente unanime, del popolo italiano.

May 2nd, 2012

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Con la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 116, in data 20 luglio 2011, stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e labrogazione della norma che consentiva ad IREN s.p.a. di caricare sulle nostre bollette dellacqua anche la componente della remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto per il gestore. Dal 20 luglio ad oggi sono passati pi di 8 mesi e tutti i gestori del servizio idrico in Italia hanno ignorato con presuntuose argomentazioni lesito referendario. A Reggio Emilia anche lAutorit dAmbito Territoriale Ottimale costituita da tutti i sindaci dei Comuni della Provincia non ha applicato il decreto del Presidente della Repubblica. Nel rispetto della legge stabilita dal referendum sta partendo la Campagna di Obbedienza Civile: consiste nel pagare le bollette dellacqua, dal 21 luglio 2011, applicando una riduzione del 11,04% nellanno 2011 e del 11,96% nel 2012, eliminando dunque la componente di remunerazione del capitale investito. Cos facendo si obbedisce alla legge in vigore: una pratica di democrazia. Sul sito acquapubblicare.wordpress.com troverete tutti i materiali, i moduli e le informazioni necessarie e le indicazioni sugli sportelli per aderire alla campagna di Obbedienza Civile. Ci aspetteremmo che anche il comitato acqua di San Martino, lanno scorso prontissimo a sventolare le bandiere di partito, pubblicizzasse e diffondesse questa iniziativa magari anche con banchetti ad hoc (con o senza bandiere di partito, scelgano loro).

processi in corso per averle falsificate. E forse antipolitica questa? Chiediamo il rispetto delle regole ove Lei arbitro e garante di tutti. Ritengo che abbia perso una splendida occasione per celebrare quella festa meravigliosa che il 25 aprile nel modo migliore possibile, ossia invitando i cittadini ad andare a votare. Penso che il disinteresse dei cittadini sia per questi politici e non per la politica, perch ovvio che la politica continua ad occuparsi della nostra vita anche se noi siamo disinteressati, come diceva De Andr. Inoltre, ho avuto lonore di conoscere e di valutare il lavoro svolto dai due consiglieri regionali Giovanni Favia e Andrea Defranceschi e credo che le recenti dichiarazioni del Capo dello Stato non abbiano rispettato persone come loro e tutti gli eletti del MoVimento 5 stelle. La invito a leggere alcune delle proposte che hanno portato avanti per capire se la nostra sia antipolitica e demagogia. Io rispetto le istituzioni e pretendo rispetto da esse, penso che un arbitro non debba parteggiare per qualcuno o delegittimare altri, ma soprattutto i cittadini devono essere correttamente informarti sulle proposte politiche, ed il MoVimento 5 stelle oltre alle idee innovative, lunico soggetto che applica autoriduzione dei dipendenti eletti, e non pesa sulla spalle dei cittadini perch non riceve soldi pubblici. Se Lei e i partiti volete il bene di questo Paese, invece di invitare gli elettori a non votarci, bollandoci come populisti, chiedetevi per quale motivo aumenta il partito del non voto. Marco Bosi Candidato Consigliere Movimento 5 Stelle Parma

Lettera al presidente Napolitano


Source: http://www.sanmartino5stelle.it/2012/04/27/lettera-al-presidentenapolitano/ By MoVimento 5 Stelle San Martino in Rio on May 2nd, 2012

Pubblicata da Marco Bosi il giorno venerd 27 aprile 2012 alle ore 12.32 al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, apprendo con molto dispiacere che la massima carica dello Stato da Lei rappresentata, a 10 giorni da una tornata elettorale, ha dato, a mio avviso, unindicazione di voto nella giornata di festa pi importante della nostra amata Repubblica. Il suo riferimento al nostro movimento, neanche tanto velato, mi fa rabbia perch quello che noi facciamo M5S giorno dopo giorno, nelle strade, nei consigli comunali e in quelli regionali la politica con la P maiuscola. Quella coerente con la Costituzione e con la volont popolare: non a caso siamo lunica formazione politica ad aver rifiutato i rimborsi elettorali dopo che gli italiani hanno votato SI allabolizione del finanziamento pubblico ai partiti nel 1993. Forse il volere degli italiani cade in prescrizione come troppi reati in questo Paese? Nelle nostre liste non compare un solo candidato con la fedina penale sporca, a differenza di diversi politici presenti in Parlamento; la democrazia rappresentativa in cui viviamo ci insegna regole per partecipare alle elezioni e noi le abbiamo rispettate tutte, a cominciare dalle firme per la presentazione delle liste nei comuni, mentre altri soggetti politici hanno

Consiglio comunale sul buco di bilancio


Source: http://www.castellarano5stelle.it/2012/04/30/consiglio-comunalesul-buco-di-bilancio/ By denis on May 2nd, 2012

Questa sera, 30 aprile 2012, alle ore 16,30, nella sala consiliare del comune di Castellarano si terr il consiglio comunale. In occasione di questo consiglio comunale si parler dellenorme disavanzo di amministrazione messo in evidenza dal conto del bilancio per lesercizio finanziario 2011 e del piano triennale di rientro.

May 2nd, 2012

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Invitiamo caldamente tutta la cittadinanza a partecipare visto limportanza dei temi trattati. Ne approfittiamo per ricordarvi che il consiglio comunale disponibile anche in diretta streaming da qualunque PC allindirizzo http://86.110.154.115/view/viewer_index.shtml? id=141

cittadini, come ha dimostrato, tra laltro, lassemblea pubblica sul bilancio svoltasi due settimane fa e tenuta nascosta dallamministrazione. Motivi tutti validi, a nostro avviso, per chiedere al sindaco Rivi e alla sua Giunta di farsi da parte. I castellaranesi non si meritano unamministrazione cos scadente. Denis Severi Consigliere Comunale Movimento 5 Stelle Castellarano

Castellarano: lamministrazione non serve a nulla


Source: http://www.castellarano5stelle.it/2012/05/02/castellaranolamministrazione-non-serve-a-nulla/ By Gianfranco Notari on May 2nd, 2012

Campagnola Emilia 5 Stelle: incontro pubblico


Source: http://feedproxy.google.com/~r/CampagnolaEmiliaA5Stelle/ ~3/1se6XqfysVQ/campagnola-emilia-5-stelle-incontro.html May 2nd, 2012

Marted 8 maggio alle ore 21:00 presso Aula Magna G. Rodari Scuole Medie di Campagnola Emilia Via A. Gramsci 3 (entrata laterale parcheggio palestra) (mappa) Incontro pubblico del MoVimento 5 Stelle di Campagnola Emilia Dialoghi paradossali quelli sentiti durante lultimo consiglio comunale, convocato per far fronte allenorme disavanzo di amministrazione messo in luce dal conto consuntivo 2011, pari a quasi 2 milioni di euro. La maggioranza ha imputato il disavanzo ad alcuni residui attivi di fatto divenuti inesigibili e mai svalutati negli anni scorsi e ad alcune entrate iscritte a bilancio erroneamente. Errori gravissimi che il Sindaco imputa ai tecnici comunali e non agli attuali (o ai precedenti) amministratori, mentre i consiglieri di maggioranza, nei loro interventi, hanno pi volte precisato che la loro unica responsabilit quella di avere avuto troppa fiducia nei tecnici. Se un amministrazione comunale non responsabile di un disavanzo di amministrazione di quasi 2 milioni di euro, allora non serve a nulla. Possibile che nessun consigliere della passata amministrazione, n di maggioranza n di opposizione, si sia accorto di questo buco? Possibile che lattuale maggioranza non sappia trovare giustificazioni pi convincenti se non il dare la colpa ai tecnici? A tutto ci viene aggiunta larroganza dellattuale maggioranza, nemmeno disposta a raccogliere i nostri suggerimenti per mettere un freno al deficit. Il Movimento 5 stelle ha infatti presentato due ordini del giorno di proposta e non di protesta, a costo zero per il Comune. Il primo richiedeva di valutare una rinegoziazione dei mutui, al fine di abbassare il tasso di interesse di mutui accesi molti anni fa, ed il secondo listituzione di una consulta comunale sul bilancio, che consentisse di coinvolgere i cittadini nellanalisi del bilancio. Entrambi gli ordini del giorno sono stati bocciati senza spiegazione, nonostante esplicitamente richiesta. E ormai evidente che questa amministrazione sia incapace di gestire la cosa pubblica e confrontarsi con forze politiche e
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Durante la serata alcuni attivisti di Guastalla e S. Martino in Rio racconteranno lesperienza delle loro Liste Civiche in un incontro aperto a tutti. Iscriviti allevento su Facebook.

Aeroporti, la Regione ha buttato 3 milioni?


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ emiliaromagna/2012/05/aeroporti-la-regione-ha-buttato-3-milioni.html By Giovanni Favia on May 2nd, 2012

May 2nd, 2012

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La questione degli aeroporti romagnoli pu davvero definirsi annosa. E' passato oltre un anno da quando la Regione anticip che avrebbe investito 3 milioni di euro per la nuova Societ Aeroporti Romagnoli (SAR) che avrebbe dovuto sorgere dalle ceneri di SEAF Forl e Aeradria Rimini (ricordate? http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ emiliaromagna/2011/04/caos-aeroporti-forli-rimini-laregione-investe-3-milioni-ma-ignora-per-cosa.html). Ma da allora non cambiato molto, se non le spinte politiche per andare verso una monosociet con anche SAB di Bologna all'interno e i disastrosi bilanci del Fellini e del Ridolfi. Dal 2006, "scoprimmo" con un accesso agli atti, la Regione aveva buttato in quei pozzi senza fondo 11 milioni dei soldi pubblici, GUARDATE QUI: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/ liste/emiliaromagna/2011/11/ora-lo-sai-11-milioni-gettatinei-buchi-neri-degli-aeroporti-romagnoli.html. Avevamo detto che la Regione stava buttando 3 milioni di euro per la costituenda SAR, ma ci prendevano per pazzi. La decisione della SAB di non aderire alla Holding lo ha invece confermato. Per fortuna i soci non hanno seguito la direttiva di Bruno Filetti, che avevamo ipotizzato gi a suo tempo nella guerra delle poltrone con Giuseppina Gualtieri, altrimenti si sarebbe realizzato lo scenario pi inquietante: il Marconi cannibalizzato dalle perdite del Ridolfi e del Fellini. Certo che da quasi un anno che evidenziamo come i soldi dei cittadini siano usati, da tempo, per foraggiare indiscriminatamente quelle centrali di consenso che sono gli aeroporti romagnoli: solo negli ultimi 5 anni le casse regionali hanno fornito 11 milioni di euro a due societ, SEAF e Aeradria, chiaramente mal gestite. E ora liquideranno SEAF affossando, di fatto, il progetto SAR - di cui peraltro non s'era mai visto lo straccio di un piano industriale. Ora ci piacerebbe sentire delle spiegazioni per questo uso 'allegro' delle finanze pubbliche da parte dell'Assessore ai Trasporti Alfredo Peri. Che ne sar dei tre milioni promessi alla nuova holding?

Occhio al gioco d'azzardo, una trappola per disperati


Source: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ emiliaromagna/2012/04/occhio-al-gioco-dazzardo-e-una-trappola-perdisperati.html By Giovanni Favia on May 2nd, 2012

spot, ricordare di giocare con responsabilit e moderazione. Beh, un messaggio un po' contrastante, facilmente spiegato dal fatto che gli introiti da gioco d'azzardo siano una voce importante delle entrate fiscali dello Stato. Che, quindi, non scoraggia davvero i giocatori e considera le patologie da gioco d'azzardo - forse - un effetto collaterale. Per noi cos e se vero che giusto avere una certa libert nel giocare, anche vero che lo Stato deve sforzarsi di tutelare l'integrit dei propri cittadini. Per il gioco pu diventare una malattia gravissima, devastante sia dal punto di vista sociale che economico. I giocatori patologici rovinano spesso intere famiglie, giocandosi i risparmi di una vita. Il fatto che giocare diventato sempre pi semplice, negli ultimi anni, sia attraverso internet che per via dell'incredibile aumento delle lotterie statali di vario genere che della sale piene di slot machines. Questo ha portato molto vicino ai soggetti pi sensibili l'oggetto del desiderio creando un esercito di giocodipendenti. In Italia sono mezzo milione , e dietro ad ognuno di loro c' una storia di disperazione, di ipoteche, di prestiti e di possibili collusioni con la mafia. Solo in Emilia-Romagna si spendono 4 miliardi all'anno in giochi. Non dimentichiamo che alcune inchieste hanno evidenziato lo stretto rapporto fra sale da gioco e criminalit organizzata e, indirettamente, i giocatori insolventi finiscono spesso nelle mani di strozzini e prestatori in nero. E' una situazione complicata contro la quale la Regione Emilia-Romagna pu intervenire solo parzialmente. Ma, per quello che pu, crediamo dovrebbe insistere. Per questo abbiamo depositato un Progetto di Legge. Gli orari di apertura li regola il Comune, ma la Regione pu avere voce in capitolo per quanto riguarda la localizzazione delle sale stesse che per quanto concerne la pubblicizzazione. Il nostro Progetto di Legge si pone come obiettivo quello di allontanare le sale dai soggetti pi sensibili o per immaturit o per condizione sociale. Quindi, un esempio classico, non dovrebbero essere aperte sale da gioco vicino alle scuole. Ovviamente per prevenire i problemi la Regione pu e deve farsi carico di una corposa e diffusa campagna di sensibilizzazione contro i pericoli del gioco e predisporre una rete di protezione e di aiuto psicologico a chi, invece, nella spirale c' gi caduto. La Regione Emilia-Romagna rimasta indietro nell'affrontare la cura da patologie di dipendenze da gioco, mentre altre Regioni hanno strutturato una serie di servizi sanitari sul territorio. Qui si cura la dipendenza da Doghe ed alcol ma si ignora quelle da gioco (alcune esperienze ci sono ed anche a buon livello, ma sono isolate e in contesti territoriali ristretti).

Aste per tutti i gusti


Source: http://goofynomics.blogspot.com/2012/05/aste-per-tutti-igusti.html By Alberto Bagnai on May 2nd, 2012

Non facile parlare di gioco responsabile perch il confine fra legittimo divertimento e patologia molto labile, ma noi ci proviamo oggi presentando questo Progetto di Legge sul gioco misurato, responsabile e consapevole. (LEGGI IL PROGETTO pdl_gioco_misurato_responsabile_e_consapevole 3.doc A volte nelle pubblicit televisive notiamo una certa ipocrisia, che presenta il gioco come una soluzione sicura ai problemi economici, una via breve alla felicit. Salvo poi, in chiusura di

La legge della domanda e dell'offerta - Vi ricordo un principio fondamentale dell'economia: la legge della domanda e dell'offerta. Su un determinato mercato, se si presentano molti acquirenti (eccesso di domanda) il prezzo dovrebbe salire, se invece c' scarsit di acquirenti (eccesso di offerta, cio difetto di domanda) il prezzo dovrebbe scendere. S, lo so, mi dite che sono tecnico: ma vi ho detto che non
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May 2nd, 2012

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parlo a tutti. Parlo solo a quelli che preferiscono comprare una spigola a 12 euro al chilo presentandosi sabato alle 13 (quando il mercato sta per chiudere e il pescivendolo "ta 'a tira dietro", come dicono a Roma), anzich pagarla 20 euro al chilo presentandosi venerd alle 10 (quando la pressione della domanda forte e c' ancora un giorno e mezzo davanti). O, poi se ne hai proprio voglia la paghi anche 40 euro al chilo, per carit, sono fatti tuoi. Ma mi avete capito, no? Bene. Ora, quello che vale per le spigole, dovrebbe valere anche per le tele di Teomondo Scrofalo, e anche per i titoli di Stato: se c' molta domanda, il prezzo sale, se c' poca domanda il prezzo scende.

del 26 aprile , il quale serenamente ci riporta che una quota consistente di titoli andata invenduta, e parla di fiasco. In termini economici, significa che sono stati offerti pi titoli di quanti il mercato ne desiderasse, cio che il loro prezzo era troppo alto, cio il loro tasso di interesse troppo basso. E infatti il giornalista economico ci dice "non si sono trovati ulteriori investitori disposti ad accettare un tasso del 2,41%" (cio il tasso era basso, ovvero il prezzo era alto). Dobbiamo preoccuparci, noi che da tempo abbiamo parlato dei Bund come di una potenziale bolla (cio di un bene il cui prezzo spinto in altro solo dalla domanda di chi ritiene che esso continuer a crescere)? No, ci tranquillizza il giornalista: i Bund sono ancora un bene rifugio (cio: comprateli: oh, lo dice lui, non io, sia chiaro!). Infatti non ci sono problemi: "Nulla di grave", il loro tasso pu restare basso, cio il loro prezzo alto, "visto che i 595 milioni restanti sono stati assorbiti dalla Bundesbank, che sceglier il momento pi propizio per riproporli sul mercato secondario". Quindi il giornalista serenamente ammette, per tranquillizzarci, che alla Banca centrale tedesca permesso di intervenire alle aste per calmierare i tassi, allo duplice scopo di non aggravare il bilancio del governo tedesco col peso degli interessi, e di drogare al rialzo (alimentando la bolla) il prezzo dei titoli. Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci. E te lo dice cos, sereno, pacioso, il giornalista del padrone... Sintesi: c' un eccesso di offerta, ma il prezzo non scende (il tasso non sale), come dovrebbe fare in un qualsiasi mercato del pesce, perch la Banca centrale tedesca opera in violazione dei trattati europei che sanciscono il "divorzio", cio il divieto alle Banche centrali nazionali di intervenire alle aste. Ne avevamo parlato . Sembrava scandaloso. Ormai siamo talmente bolliti, che perfino la voce del padrone ce lo dice in faccia, e noi ce ne stiamo al calduccio nella nostra pentola...

Prezzo e tasso di interesse di un titolo


Attenzione per, perch qui c' una cosa che forse non sapete, una cosa effettivamente un po' tecnica, ma che si capisce subito. Fra il prezzo di un titolo e il tasso di interesse esiste una relazione inversa: se uno cresce, l'altro cala. Perch? Acquistare un titolo significa sostanzialmente acquistare il diritto di ricevere un certo reddito per un certo periodo di tempo. Nel '700, ad esempio, era abbastanza usuale investire in rendite vitalizie (pensate a Voltaire, citato in Crisi finanziaria e governo dell'economia ). Se il tasso di interesse era, poniamo, del 10%, acquistando 100 talleri di rendita ti garantivi il diritto di ricevere 10 talleri di interessi all'anno (il 10% di 100) vita natural durante. Semplice, no? Bene. Ma se il tasso di interesse, poniamo, scendeva al 5%? Be', le cose ovviamente cambiavano, nel senso che se volevi acquistare il diritto di ricevere 10 talleri all'anno a vita, dovevi investire non pi 100, ma 200 talleri (s, perch 200x0.05=10, come 100x0.1). Quindi? Quindi se il tasso di interesse si dimezza, il prezzo del titolo (il prezzo della "rendita", si sarebbe detto) si raddoppia. E viceversa, se il tasso di interesse raddoppia (passando al 20%), allora per acquistare il diritto di ricevere 10 talleri all'anno a vita basta investire 50 talleri (cio il prezzo della rendita si dimezza). La relazione, come vedete, molto semplice, ma solo perch stiamo supponendo che l'orizzonte di riferimento sia infinito: a vita. S, lo so, poi si muore, per siccome preferiamo non pensarci, il calcolo viene fatto supponendo che la rendita sia perpetua. Se invece il titolo deve essere rimborsato, magari fra 10, o 30, o 3 anni, la relazione diventa pi complicata, ma sempre inversa: se il prezzo del titolo aumenta, il tasso di interesse diminuisce, e viceversa. Ce l'avete fatta? Dai, su... Guardate che non c' scelta: o capite questo, o dopo Monti vi beccate Passera, che gi l che scalda i motori... Bene: spero che questa orrenda minaccia vi abbia motivato a rileggere, qualora non fosse stato chiaro. Altrimenti, petite et dabitur vobis .

Aste mediterranee
Ma mica finisce qui. Sentite quest'altra. Titola l'Avvenire del 12 aprile: Btp salgono i rendimenti . Ti viene da pensare: se salgono i tassi, sono scesi i prezzi, significa che c'era eccesso di offerta, cio, come dicono a Roma, "'sti Btp si 'i so' dati 'n faccia". Povera Italia, pensi tu! Poi leggi, e ti accorgi di un altro fondamentale del pensiero romano: "er peggio nun mai morto!". S, perch l'articolo ti dice papale papale (del resto, l'Avvenire) che i tassi sono schizzati al 3.89% rispetto al 2.76% dell'asta precedente, ma la domanda stata buona, "con oltre 4,1 miliardi di euro a fronte di 2,88 miliardi di euro assegnati." Dica!? Cio? Il mercato in eccesso di domanda... ma i prezzi calano (i tassi crescono)? E senti si cche tte dice er pesciarolo Grilli: "I risultati dell'asta dei Btp di oggi 'sono nelle aspettative. Abbiamo avuto una forte domanda. I tassi devono rispondere alle condizioni di mercato attuali'. A osservarlo, a margine della presentazione a Palazzo Mezzanotte del progetto 'Elite', il viceministro dell'economia Vittorio Grilli, che spiega: 'Abbiamo fatto la scelta di non prendere tutta la domanda che c'era, perch in
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Aste alemanne
E allora veniamo al punto. Il mese scorso ci sono state due aste: una di Bund (i titoli di Stato tedeschi), e una di Btp. Cominciamo dalla prima. Ne parla, ad esempio, il Sole 24 Ore

May 2nd, 2012

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questo momento non abbiamo questa urgenza di fare funding a Tassi che non siano secondo noi quelli giusti e rilevanti'". Ah... E la legge della domanda e dell'offerta? Abrogata pure lei, come l'art. 18. Be', almeno ne abbiamo imparata un'altra: "fare funding". Io ve l'ho detto fin dall'inizio che questo non un governo italiano... Mo' i probblemi so ddue: primo, ma 'ndo starebbe 'sto mercato? Siconno: ma quann' che ce vennono le aragoste? No, perch se pi ne domandiamo, e meno le paghiamo, guarda, Grilli, che io ci vengo... Basta che sso' fresche, per, perch si mme ne dai 'na carettata a ddu' euri, io poi le devo da congela'...

finanziari, secondo la quale quello che sta succedendo agli altri paesi colpa dei loro governi spendaccioni, e quindi: a) giusto che gli succeda (fatti loro, dovevano stare pi attenti!), e: b) a noi non succeder se facciamo la cosa giusta (e la faremo perch abbiamo Super Mario). Il secondo motivo che in Italia la notizia stata data abbastanza in sordina dai nostri media, i quali, ora che le cose si stanno mettendo molto ma molto male anche da noi (e ancora non abbiamo pagato l'IMU), stanno battendo la grancassa sulle serate di Berlusconi e sulla corruzione della Lega Nord. Una strategia comunicativa il cui evidente scopo quello di fornire al popolino della sinistra, quello che da comunista si fatto benicomunista (come dice un mio amico), una spiegazione preconfezionata per i mali che ci attendono: la colpa della corruzione, e, naturalmente, di Berlusconi. Cos almeno pare la pensi Staino, un comico che da molto tempo non mi faceva pi ridere. Non leggendo pi i giornali italiani, non sono in grado di sapere se faccia ancora quel lavoro che faceva sempre peggio, o se abbia invece avuto la dignit di un Watterson (per fare un esempio), ma certo, all'assemblea dei benicomunisti ha fatto una battuta molto divertente, che vorremmo ricordare come il suo canto del cigno: "non condivido comunque l'idea che Monti sia stato messo l dal capitalismo finanziario, vorrei che ogni tanto qualcuno si ricordasse che il precedente premier era Berlusconi...". Bravo, non condividere... La notizia stata data s in sordina, ma in modo tutto sommato corretto. Ad esempio, Repubblica titola: S&P declassa la Spagna e la Fiat: "A rischio sistema bancario di Madrid" . Impeccabile: a testimonianza del fatto che il potere sa benissimo con chi ha a che fare: con sprovveduti come quelli che ci descrive Marco (chiamandoli "istruiti e dotati di spirito critico"). Tanto spirito critico, hanno, questi sprovveduti, che nel leggere questo titolo avranno pensato "ecco, il governo spagnolo non serio", e non si saranno resi conto, perch la loro "istruzione" non ci arriva, di cosa veramente dice questo titolo: il titolo dice che un'agenzia di rating ha punito, declassando il suo debito pubblico, un governo che sta facendo politiche di austerit, perch ci sono problemi nel sistema bancario... che a quanto mi risulta, per, privato! Capite, persone istruite e dotate di spirito critico? Con queste persone istruite e dotate di spirito critico, effettivamente, vale quello che ci ricordano Marino, Claudio e Fabrizio sul loro blog , e prima di loro Edgar Allan Poe : il modo migliore per nascondere una verit ostentarla. E qual questa verit? Quella che vi ho detto fin dall'inizio: i commissari della signora Merkel stanno mettendo in opera salvataggi che non ci salveranno . Le persone che l'establishment finanziario (via Anghela) ha messo nei posti chiave stanno dando la risposta giusta alla domanda sbagliata , stanno cio curando come se fosse un problema di debito pubblico quello che invece un enorme problema di debito privato, che si traduce in una situazione di sofferenza del sistema bancario, non solo in
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Sintesi
A quanto pare, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno (direi soprattutto sul Reno), puoi andare girando per l'Europa e i suoi immediati dintorni senza trovare nemmeno un'asta che funzioni: o c' eccesso di offerta e il prezzo non scende (il tasso non sale), o c' sufficiente domanda, e il prezzo non sale (il tasso non scende). Ma come sempre, un minimo comune multiplo c'. E qual ? Che quando il mercato non funziona, stranamente lo fa sempre a danno nostro. Perch ovviamente se il tasso sui Bund fosse salito, o almeno quello sui Btp sceso, il famoso spread si sarebbe ridotto. C' sicuramente qualcosa che non ho capito, sapete, io sono un "economista". Se trovate qualcuno che ve la spiega, gli sputate in faccia da parte mia?

Quod erat demonstrandum (9): triste Espaa sin ventura


Source: http://goofynomics.blogspot.com/2012/04/quod-eratdemonstrandum-9-triste-espana.html By Alberto Bagnai on May 2nd, 2012

Forse perch troppo assorti a contemplare il passato , forse perch distratti dai due sconclusionati dilettanti della matematica, nessuno di voi (tranne i soliti noti: Basilisco e Santarelli) mi ha chiesto di commentare l'ultimo downgrade del debito spagnolo da parte di S&P: la notizia stata data quattro giorni or sono dalle maggiori testate internazionali ( Wall Street Journal ), e anche dalla voce del padrone ( La Repubblica ). Eppure l'evento una sua importanza ce l'ha. Ma va detto, a vostra scusante, che se l'avete ignorato ci sono almeno due motivi. Il primo che probabilmente anche noi siamo ormai permeati da quello che ormai sembra essere il vero spirito europeista: quello che consiste nel fottersene allegramente di quanto accade a casa dei nostri vicini, accettando la spiegazione moralistica emessa dai media controllati dai grandi gruppi

May 2nd, 2012

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Spagna . E le politiche di austerit, questi problemi di debito privato, li aggravano, perch impoverendo la popolazione (con tagli alle retribuzioni, alle pensioni, ai servizi...) rendono sempre pi difficile ai tanti debitori privati rimborsare i creditori, cio le banche. Le quali quindi vanno a gambe all'aria, e poi, tanto, si sa, too big to fail, non si pu far fallire una banca: e allora ci si mette una pezza col debito pubblico (cio, per le persone istruite e dotate di spirito critico: lo Stato si indebita per salvare, con soldi pubblici, le banche private. Si sa che con chi ha spirito critico bene non omettere alcun passaggio). Una dinamica che, come sappiamo, ha operato in tutti i paesi periferici (e non solo) dell'Eurozona. Ecco, alle persone "istruite e dotate di spirito critico" qualcuno vuole cortesemente chiedere di spiegarci per quale accidenti di motivo, secondo loro, la Spagna sarebbe ora in una crisi di "debitosovrano debitosovrano debitosovrano", se prima del 2007 lo stava abbattendo a un ritmo impressionante, come mostra la Fig. 1 di questo post che qui riporto?

debito estero, se la banca ha fatto raccolta all'estero (o magari posseduta da una banca estera). Tutto questo era ampiamente visibile nei dati. Era visibile (e si vede nella Fig. 1) che non c'era un problema di debito pubblico in Spagna: il debito pubblico stava scendendo a rotta di collo. Ma era anche visibile, di converso, che c'era un enorme problema di debito privato estero. Ecco, guardatevelo qui, espresso in punti di Pil:

Il fatto che in Spagna, come altrove ( Italia compresa , Grecia compresa ) il problema non era il debito pubblico, ma quello privato estero, cio quello contratto da famiglie e imprese con operatori non residenti. Quando arrivata la crisi dagli Usa, i privati (famiglie, imprese, banche) hanno collassato, e lo Stato si dovuto indebitare per sostenerli, per evitare l'Armageddon. Ribadisco il concetto per gli ultimi arrivati, magari anche loro "istruiti" (quindi totalmente digiuni delle pi elementari basi di economia, musica e matematica, che non fanno parte del bagaglio dell'intellettuale italiano: quindi non una colpa, per carit...). Spero per che non siate dotati di "spirito critico", cari ultimi arrivati, cos mi starete a sentire. Non sto dicendo che la famiglia spagnola ha preso l'aereo per andare a Berllino, entrare in una banca e accendere l il mutuo, come certo non lo hanno fatto le famiglie greche o italiane. Sto dicendo che se le famiglie e le imprese dei paesi periferici si sono indebitate evidentemente per carenza di reddito e quindi di risparmio. Di conseguenza, quando andavano nella loro banca, i risparmi che ci trovavano, e che potevano prendere in prestito, non venivano dal loro paese (dove di risparmio ce n'era poco), ma da altri paesi, quelli in surplus del Nord Europa (secondo vari canali). In contabilit nazionale anche un debito che contrai con la banca sotto casa (ormai sotto ogni casa c' una banca, lo avrete notato) un

Una spiegazione per le persone istruite e dotate di spirito critico: in rosso vedete il debito pubblico, cio i soldi che il governo spagnolo ha chiesto a creditori nazionali (famiglie, banche) ed esteri. In blu vedete il debito estero della Spagna (non del governo spagnolo: la capite, voi, persone istruite e dotate di spirito critico, la differenza fra una nazione e il suo governo? O da quando "nazione" diventata una parolaccia questa differenza non vi pi chiara, care persone istruite e dotate di spirito critico, alla Staino, per intenderci?). Quelli in blu sono i soldi che tutta la Spagna: governo, famiglie e imprese, ha chiesto al resto del mondo. Bene. Lo capite, allora, che se, ad esempio, nel 2001 la Spagna (nel suo complesso) doveva restituire al mondo qualcosa come il 127% del suo Pil (774 miliardi di dollari dell'epoca), ma il governo aveva preso in prestito (all'interno e all'estero) solo un ammontare pari al 56% del Pil, allora almeno il 71% del debito con l'estero era privato? E dico almeno, perch il 56% di debito pubblico in parte era con debitori interni, esattamente come nel caso dell'Italia. E lo vedete cosa succede dopo? Il debito estero si impenna mentre quello pubblico scende: sono le famiglie e le imprese spagnole a indebitarsi con l'estero, non lo Stato. E questo cosa significa? Significa che al di l del perch e del percome il settore privato ha contratto i debiti, la cosa giusta da fare oggi non certo impoverirlo con politiche recessive impedendogli di rimborsarli. L'unico esito di politiche simili, come dicevo a novembre , quello di innervosire i mercati, che sanno benissimo che cos non si va da nessuna parte. Profeta? No, ho una calcolatrice a celle solari che mi hanno dato in omaggio dal benzinaio.

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May 2nd, 2012

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All'amico Marco, se non un troll, vorrei dire: l'istruzione e lo spirito critico dei tuoi amici e parenti arriva fino al punto di capire che se tutto il debito pubblico di un paese 56, ma tutto il debito estero 127, allora almeno 71, di questo debito estero, deve essere privato? Quanto ci mette una persona istruita e dotata di spirito critico a fare una sottrazione (anche quando la differenza non se la mette in tasca lei)? E quanto ci vuole a capire che se il problema il debito privato, il rimedio non pu essere l'austerit pubblica? Ma si sa, dopo il XIX secolo, dopo l'idealismo crociano, in Italia la figura dell'intellettuale, e pi in generale della persona istruita e dotata di spirito critico, si leggermente evoluta (non dico deteriorata per non offendere Schneider). Oggi basta, per essere "istruiti", un po' di "rosa, rosae", due imparaticci di filosofia, leggere (in traduzione) i romanzi consigliati da Repubblica, e estasiarsi per van Gogh (o quello che passa il convento: oggi a Roma credo passi Dal). Si per ampiamente scusati se non si "portati" per la matematica, che poi sarebbe l'aritmetica, in questo caso, se non si conoscono le lingue, e se non si sa niente di musica. Vedete: musica, matematica, lingue. Tre forme di linguaggio. L'intellettuale post-ottocentesco, in Italia, non deve comunicare, se non in un italiano possibilmente ampolloso e dalla lieve inflessione crociana. Non deve comunicare perch non deve capire. E infatti non capisce. Guarda Staino (al quale manca solo l'inflessione...). Casanova suonava il violino, parlava diverse lingue, conosceva bene il calcolo delle probabilit, e faceva un'altra cosa dalla quale mi dicono che si astenga il nostro attuale primo ministro. Ciononostante (direbbe Staino, primatista mondiale del non sequitur ) lo spread vola. Sar mica che anche in Italia c' un grafico tipo la Fig. 2? Propongo un paio di semplificazioni: se permettete, come si fa in matematica, faccio una posizione: persone istruita e dotata di spirito critico (PIEDSC) = irrecuperabile imbecille (II) Dedico la Fig. 2 alla PIEDSC che su CDC ha fatto questo commento: "Ma Bagnai, torna ad occuparti di quello che conosci perch quando parli di Storia evidente che non sai di cosa parli. Come puoi trascurare che la situazione attuale di dipendenza dal capitale estero di quel paese figlia di guerre civili devastanti nell'800 e 900 e poi della dittatura franchista, e non delle tue insinuazioni razzistiche?" Come posso? Forse perch Franco morto nel 1975, e il debito estero decollato, guarda caso, dal 1999, come dice la Fig. 2, i cui dati tu non conosci, perch sei solo uno dei tanti II che vengono a dare lezioncine a chi ne sa pi di loro? Sar per questo. Cara PIEDSC dal simpatico nomignolo di RicBo, caro pallone gonfiato di metano, anche tu appartieni alla razza di quelli, come Staino, che non vedono il ruolo della finanza internazionale in quanto sta accadendo, e non capiscono quanto l'euro le abbia reso facile il compito. Quindi non per te, che non puoi capirlo, ma per gli altri, ribadisco la morale della Fig. 2: senza controlli dei movimenti internazionali di

capitali non c' salvezza, semplicemente perch, come Keynes ci insegna, in mercati dominati dalla logica della liquidit, i capitali sono condannati ad andare dalla parte sbagliata, seguendo il meccanismo delle bolle speculative, e lo Stato deve intervenire per impedirglielo. Eh, ma lo Stato corrotto... Ah, grazie Repubblica per avermelo ricordato, allora facciamo come dici tu: proseguiamo con un bel governo Passera... Triste Espaa sin ventura . Non morto l'erede al trono. No: morto il buonsenso. Ma solo nel governo. Non, come in Italia, anche nei governati. (ultima notazione metodologica: non sono permaloso. Ma il problema che chi fa disinformazione, come quel RicBo, oggettivamente fascista. Quindi io, da antifascista, lo sottopongo alla vostra attenzione. Almeno, fino a quando non modificheranno anche in questo la nostra costituzione).

Lavoro mobile o scala mobile?


Source: http://goofynomics.blogspot.com/2012/04/lavoro-mobile-o-scalamobile.html By Alberto Bagnai on May 2nd, 2012

Lavoro mobile Ricevo e pubblico (volentieri) da parte di Marco Basilisco Caro Alberto, ho letto il tuo ultimo post con le lacrime agli occhi tra risate e commozione. Ho riso perch di fronte alla pi difficile delle arti, quella del comico, bisogna arrendersi. Ho riso di fronte alla tua analisi appassionata al servizio della verit, lucida, spietata, selvaggia. Ma un po' mi sono commosso (i vecchi, si sa, hanno la lacrima facile) perch chi stato giovane negli anni settanta (e specialmente nel biennio rosso 75-76) ricorda sicuramente le elezioni del 76, le aspettative ingenue e gigantesche che si provavano genericamente a sinistra. Si pensava di essere a un passo da un vero cambiamento politico, da un governo di partiti di sinistra interni a una tradizione socialista e comunista che avrebbero finalmente portato al potere una nuova classe dirigente, con un diverso modello sociale in testa. Era un sogno, purtroppo. E tu mi confermi, a suon di grafici, che quel sogno faceva una paura tremenda alla borghesia italiana. E ci credo! Sai, allora una vicenda come quella del G8 di Genova non sarebbe mai successa. Andateci a discutere con i servizi d'ordine dell'epoca! Ma controllate di aver pagato la rata dell'assicurazione sanitaria e di aver un buon ortopedico... Altro che centinaia di feriti inermi per terra, i salariati erano comunque organizzati. Ma la vera commozione l'ho provata pensando a mio padre poliziotto (suo malgrado). Aveva una fifa blu, sapeva che facevamo politica e dei rischi che c'erano. Per aveva un suo senso dell'umorismo, da vecchio ex-contadino siciliano che ne ha viste tante: "Sti minchia i manifestaziuni, ci ati a gghiri pe' fuorza? Comunque picciotti a ogni manifestazione in pi aumenta lo stipendio ..." e gi a ridere. Quindi senza aver studiato la cointegrazione il mio caro pap sospettava l'esistenza di una qualche relazione causale tra le moltitudini
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May 2nd, 2012

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di bandiere rosse in piazza e il fatto che il meccanismo della scala mobile bilanciava (eccome!) anche un'inflazione a due cifre. Scala mobile? Non sar una parolaccia? Chiedo scusa. Mi permetto di dedicare il tuo post (e tutte le tue analisi) a mio padre e a tutti i morti di fame che nel dopoguerra si sono illusi di strappare i figli a una povert secolare lavorando come bestie. Sono certo che se pap fosse vivo si darebbe da fare per spiegare le zone monetarie ottimali a tutto il vicinato. P.S. Un caro saluto da parte mia a tutti quelli che credono a un mercato del lavoro unitario in Europa: sicuramente in una prossima vita rinasceranno commercialisti in Grecia con il vincolo di riciclarsi come idraulici in Brianza (o come farmacisti nei paesi baschi). ...e scala mobile La cosiddetta "scala mobile" (living escalator) era un meccanismo di indicizzazione dei salari (wage indexation) che garantiva il recupero automatico della perdita di potere d'acquisto determinata dall'inflazione (una descrizione accurata fornita da Marco Manacorda, 2004, "Can the scala mobile explain the fall and rise in earnings inequality in Italy? A semiparametric analysys: 1977-1993", Journal of Labour Economics, 22(3)). Meccanismi di questo genere vennero introdotti negli anni '70 in molti paesi europei. Un elemento ricorrente nella vulgata piddina quello secondo cui la scala mobile avrebbe generato inflazione e la sua abolizione (forzata dal vincolo esterno) sarebbe stata l'elemento determinante nella sconfitta dell'inflazione stessa. Non entro qui su questo aspetto, che comunque non deve essere banalizzato. Tuttavia, osservando il profilo del tasso di inflazione italiano, esposto nella figura 6 del post precedente (che qui riporto per vostra comodit):

Quindi, come dire, naturale che rimuovendo una non causa dell'inflazione, sull'inflazione effetti mirabolanti non ce ne siano stati. Ma su altre due cose s. La prima la disuguaglianza dei redditi. Il gi citato articolo di Manacorda stabilisce, analizzando un panel di lavoratori italiani osservati su cinque tornate di rinnovi contrattuali dal 1977 al 1993, per un totale di 19343 individui (precisazione per i piddini), Manacorda constata che a partire dalle riforme della scala mobile introdotte a met degli anni '80 la disuguaglianza fra i redditi, che era andata diminuendo dal 1977 in poi, torn ad aumentare, raggiungendo nel 1993 il livello di partenza. Questo processo penalizz proporzionalmente di pi (e ti pareva!) le donne. La seconda sono i salari reali. Francesco Pastore studia (con la cointegrazione) l'impatto dell'abolizione della scala mobile sulla dinamica delle retribuzioni italiane, e trova, guarda un po', quello che nei dati e che abbiamo visto nel post precedente, ovvero che il progressivo smantellamento dei meccanismi di indicizzazione, effettuato, lo ricorderete, al grido di "l'Europa chiam!", ha alterato la relazione fra salari e produttivit: i salari non sono riusciti a stare al passo con la produttivit, i lavoratori hanno beneficiato in misura sempre minore dei frutti del proprio lavoro, e la quota di profitti aumentata. Le politiche dei redditi degli anni '90 hanno determinato un impatto negativo permanente sui salari reali, oltre che sull'inflazione, senza tuttavia alterare la curva di Phillips di lungo periodo (la relazione fra salari reali e tasso di disoccupazione). Quindi i lavoratori ci hanno rimesso in termini assoluti (salari pi bassi) e relativi (pi disuguaglianza). Non ricordo proprio chi sia stato l'autore di questo bel capolavoro! Qualcuno se lo ricorda? Ah, e naturalmente in un mondo senza scala mobile, il lavoro deve diventare mobile. Il che mi fa venire in mente un aneddoto di Chamfort: "Je dirois volontiers des mtaphysicien ce que Scaliger disoit des Basques: on dit qu'ils s'entendent, mais je n'en crois rien". Con tanti auguri per il quadro del PD che dovr riciclarsi come quadro dell'Euskadi Ta Askatasuna (per gli amici, ETA). Ma si sa, il piddino colto e cosmopolita: sa di matematiche, di filosofie, e anche di un'altra cosa che non mi ricordo, ma della quale mi ricordo che il nominarla inelegante. Per i piddini acculturati: dirois, disoit ortografia settecentesca. Lo so, voi pensate di essere colti: allora ricordatevi: initium sapientiae est timor mei. Non un errore di stampa, una minaccia.

notiamo: 1) che l'inflazione era gi in caduta libera quando la scala mobile venne riformata nel 1983, e: 2) che la sua abolizione nel 1991 non sembra aver esercitato un effetto percepibile sul tasso di inflazione. Del resto, l'inflazione non sorta perch i salari sono stati indicizzati. I salari sono stati indicizzati perch uno shock esogeno (la quadruplicazione del prezzo del petrolio) aveva determinato la fiammata di inflazione che vedete qua sopra.

Svalutazione e salari (ad usum piddini): il mio 25 aprile


Source: http://goofynomics.blogspot.com/2012/04/svalutazione-e-salariad-usum-piddini.html

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May 2nd, 2012


By Alberto Bagnai on May 2nd, 2012

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La seguo con interesse e comincio a capire qualcosa in pi di economia ma qualcosa non mi torna: l'uscita dall'euro ci permetterebbe di riequilibrare i nostri rapporti economici con la Germania svalutando la nostra moneta invece di ridurre i salari. Ma io ho sempre saputo e verificato nella mia sessantenale esperienza che il primo effetto della svalutazione alias inflazione la riduzione del potere d'acquisto - valore dei salari. Dove sbaglio? Lo chiedo con molto rispetto, da incompetente Julian Wells Sessanta anni di esperienza non sono uno scherzo. Come minimo esigono che il rispetto sia ricambiato! Ora, io sono molto goloso, e anche molto rispettoso, di aneddoti. Indipendentemente dai risultati, sulla propria vita ognuno ha competenza, quindi riguardo ai suoi aneddoti lei certo incompetente non . Solo che... questa la famosa sindrome "mi' cuggino", quella che ai lettori di questo blog richiama l'immortale figura di Dana74, la gentile lettrice di CDC e dedicataria di questo post , alla quale proprio non entrava in testa il fatto che gli aneddoti raccontati dai giornali sulla situazione di alcuni operai tedeschi particolarmente privilegiati non fossero rappresentativi di un intero mercato del lavoro. "Mi ha detto mi' cuggino che dopo la svalutazione stato peggio"... Chiss... Anch'io dopo la svalutazione del 1992 ho perso i capelli. E dopo quelle degli anni '70 sono diventato miope. Ma (soprattutto in quest'ultimo caso) siamo proprio sicuri che la colpa fosse della svalutazione? Per verificarlo facciamoci aiutare non da un oculista, e nemmeno da un parroco ( chi svaluta perde la vista ) ma dai dati. Sessanta anni, di dati, non ne abbiamo. Ne abbiamo cinquantuno. Credo basteranno. Questa breve analisi ci permetter di sfatare alcuni miti piddini, delle lievi imprecisioni (per la definizione rinvio a questo post ) che enuncio: 1) la svalutazione inutile perch si traduce in inflazione (svalutazione alias inflazione) , dato che con una valuta pi debole pago di pi i prodotti importati: quindi, se da un lato io "drogo" la competitivit perch faccio pagare di meno la mia valuta, dall'altro il prezzo dei miei beni aumenta (perch aumenta il costo degli input importati), e quindi per l'acquirente estero la situazione rimane invariata: paga meno le "lire", ma paga di pi i beni italiani, i due effetti uguali e contrari si annullano: la svalutazione non aiuta la competitivit; 2) l'inflazione la pi iniqua delle imposte in quanto abbatte il potere d'acquisto del povero lavoratore: se i prezzi aumentano, i salari perdono potere d'acquisto (certo, se non sono aumentati anche loro...); 3) quindi la svalutazione inutile ed iniqua (somma delle precedenti). (apro e chiudo una parentesi: la lieve imprecisione sub (2) oggi il leit-motiv di personaggi come questo , ma

viene comunemente attribuita, non so su quali basi, a quel comunista di Einaudi... e gi questo dovrebbe indurre qualche sospetto, no?). Penso che questo sia anche il meccanismo che lei ha in mente e che in qualche modo ha inferito dalla sua esperienza sessantennale. Bene. Si metta comodo. Se pu capire, alla fine di questo post sar un'altra persona, una persona migliore perch pi informata di quello che successo agli altri (che mi sembra di intuire le interessino). Se non pu capire, amici come prima: avranno almeno capito gli altri. La svalutazione inutile perch si traduce in inflazione (svalutazione alias inflazione) I dati ci sono, usiamoli. Dall'edizione 2010#12 delle International Financial Statistics del Fondo Monetario Internazionale estraggo le serie di tasso di cambio effettivo nominale (codice IFS: 136..NECZF...) e indice dei prezzi al consumo (codice IFS: 13664...ZF...), cos vediamo come sono andate le cose. Ma prima, forse, occorre qualche precisazione, per capire i dati. Cos' un tasso di cambio effettivo? Semplice. Un paese normalmente non ha un unico partner commerciale: ne ha tanti (nelle ultime statistiche quelli dell'Italia sono intorno ai 200). Quindi se si vuole capire quale sia l'effettiva forza di una valuta, non ha particolare senso far riferimento a un unico tasso di cambio, per quanto significativo (come ad esempio quello lira/dollaro, o, oggi, euro/dollaro). Molto meglio far riferimento a una media dei tassi verso tutti i partner, ponderata con le rispettive quote di mercato. Se il 20% del mio commercio va verso il marco e il 10% verso il dollaro, il cambio con il marco conter per il 20%, quello col dollaro per il 10%, ecc. Questo tasso "medio" viene espresso come indice, prendendo come riferimento un anno base, che viene posto uguale a 100. Come i cambi che lo compongono, l'indice pu essere espresso "incerto per certo" o "certo per incerto". Vi ricordate come veniva quotata la lira? Quando passava da 1200 a 1250 sul dollaro significava che ci volevano 50 lire in pi per acquistare un dollaro, cio che la lira si era svalutata (e quindi che ci sarebbe dovuta essere inflazione...). Questa la quotazione "incerto per certo". Oggi invece come viene quotato l'euro? Quando passa da 1.20 a 1.25 sul dollaro vuol dire che un euro compra cinque centesimi di dollari in pi, cio che l'euro si rafforzato. La quotazione "incerto per certo" rende pi semplice verificare se una svalutazione si traduce immediatamente in altrettanta inflazione: se questa asserzione vera, i due indici, quello del cambio e quello dei prezzi, dovrebbero muoversi insieme e nella stessa misura. Un "aumento" dell'indice del cambio vorrebbe dire che la lira ha perso forza, si svalutata (occorrono pi lire per acquistare la valuta straniera), e questo, se il piddino avesse ragione (ipotesi ardita) dovrebbe essere correlato "one to one" a un aumento dell'indice dei prezzi. E infatti...
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May 2nd, 2012

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2) non vero, perch in numerosi episodi i prezzi si sono mossi in senso opposto ai cambi (quindi, ad esempio, le svalutazioni - aumento del cambio - non sono state cancellate da inflazione - aumento dei prezzi). Vediamolo in un modo diverso.

E infatti una bella sega, ovviamente, come la Fig. 1 mostra. Vediamo cosa ci dice, questa figura. Intanto, sul periodo dal 1975 al 2009, l'Italia ha complessivamente svalutato in termini nominali del 45% (l'indice TCE, Tasso di Cambio Effettivo, vale 66 nel 1975 e 96 nel 2009), mentre l'inflazione complessiva stata dell'840% (l'Indice dei Prezzi al Consumo, IPC, vale 12 nel 1975 e 108 nel 2009). Quindi? Quindi evidentemente nella dinamica dei prezzi c' molto di pi che non il tasso di cambio, che, qualora anche contribuisse, certo non pare possa contribuire in modo molto significativo, visto che l'aumento dei prezzi stato circa 19 volte quello del cambio! E gi qui potrei fermarmi, perch vi ho dimostrato che chi vi ha detto certe cose non sa di cosa stia parlando. Ma i sadici, si sa, adorano i dettagli: nulla vi sar risparmiato. Perch voi potreste dire: "be', d'accordo, s, c' altro, lo sappiamo, per evidente che il cambio contribuisce...". E invece no! Due esempi, prima nella Fig. 1, dove li vede solo l'occhio esperto, poi con lo zoom. Nel 1979, in corrispondenza con l'inizio dell'avventura italiana nell'area del marco allargata (si chiamava Sistema Monetario Europeo, ora si chiama euro, ma sempre la stessa cosa), la lira rivalut del 22% (vedete come diminuisce bruscamente la linea blu?), ma l'inflazione aument dal 14% al 22% (vedete che la linea rossa diventa pi inclinata?). Insomma: il contrario di quello che pensano i piddini (adesso, poi, pensano... una parola grossa: diciamo: il contrario di quello che ripetono). E volete il controesempio? Eccolo servito: fra 1992 e 1993, come sapete, la lira svalut del 20% (vedete come si innalza bruscamente la linea blu?), ma l'inflazione diminu dal 5% al 4% (vedete che la linea rossa diventa meno inclinata?). Pi in generale, vedete che il tasso di cambio, pur avendo minor varianza nel lungo periodo (si muove di meno: aumenta solo del 45%, mentre i prezzi aumentano dell'840%), ne ha molta di pi nel breve: vedete come si agita la linea blu: sale, scende... si chiama volatilit. La linea rossa, invece, cio i prezzi, liscia: si chiama persistenza. Ecco: gi la figura 1 dimostra, in due modi molto eloquenti, che non vero che i prezzi si muovono in modo da annullare gli effetti dei movimenti del cambio: 1) non vero, perch nel breve periodo il cambio si muove molto di pi dei prezzi (quindi questi non riescono comunque a "cancellare" gli effetti di svalutazioni e rivalutazioni);
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La Fig. 2 riporta i tassi di svalutazione e di inflazione . Non sono niente altro che la variazione percentuale degli indici riportati nella Fig. 1. Qui si vede in modo pi chiaro che la rivalutazione del 1979 si verific a inflazione crescente , e la svalutazione del 1993 a inflazione calante . Svalutazione e inflazione nei favolosi anni '70 A questo punto arriva (o meglio, arrivava) sempre un imbecille che diceva: "Bagnai, tu sei fazioso, ci stai facendo vedere solo i dati a partire dal 1975 perch evidentemente prima le cose andavano in modo diverso e quindi tu vuoi nasconderci quello che succedeva". Amico imbecille, simpatica forma di vita malamente organizzata, alla quale dobbiamo il rispetto che a tutte le forme di vita si deve, incluso il ragno, la blatta e lo spaghetti-liberista, a parte il fatto che di quello che succedeva quaranta anni fa potrebbe anche non importarcene nulla, io riporto i dati dal 1975 solo perch la mia fonte li riporta a partire da quella data . Ma se vogliamo avere un'idea approssimativa di come le cose andassero prima, un modo c': possiamo guardare come si muoveva il tasso di cambio lira/dollaro. Sai, prima del 1975 (dal 1971 all'indietro) c'era il sistema di Bretton Woods, di cui il dollaro era il perno; e poi, sai, tu lo sai, e come se lo sai, ce le gonfi ogni due per tre con questa storia, il petrolio quotato in dollari, quindi il cambio col dollaro quello che incide sulla bolletta energetica... Allora guarda: faccio questa operazione: ricostruisco all'indietro il cambio effettivo usando le variazione del cambio col dollaro. Poi, se vuoi, ti mando anche le market shares e i cambi nominali bilaterali, e tu ti calcoli il cambio effettivo (ma chiss se le sai, le tabelline...). Comunque: il risultato questo qui:

May 2nd, 2012

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Ecco... per... attenzione. Sapete (o intuite) che con questo lavoro mi sono fatto molti amici. Quelli che mi preoccupano di pi sono quelli che stanno zitti, aspettandomi al prossimo concorso. L'amico del tornese mi preoccupa di meno perch parla. In una precedente occasione ebbe a esprimere nostalgia per il mondo di Bretton Woods, dopo il crollo del quale l'inflazione regn sovrana (a opera, credo, della flessibilit del cambio...). E infatti, dir, vedi, negli anni '70 l'Italia svaluta e l'inflazione decolla... Eh no, non ci siamo... Amico caro, mettiti gli occhiali e osserva il grafico: il picco dell'inflazione negli anni '70 nel 1974 (quasi il 20%), e si manifesta dopo che, per effetto del primo shock petrolifero del 1973, il prezzo del petrolio era quasi quadruplicato (un aumento del 258% per l'indice medio, e del 284% per il Dubai Fateh). Il picco della svalutazione successivo di due anni, si manifesta nel 1976, dopo che nel 1975 la recessione aveva determinato un calo del prodotto del 2% e passa, anche in conseguenza dei soliti tentativi di "difendere" il cambio. Quindi, ancora una volta, non stata la svalutazione a causare l'inflazione. Eventualmente il contrario. E, nota bene: la svalutazione fu quella che serviva a recuperare la competitivit che con l'inflazione si era persa: il 20%. Non ne serviva di pi, e non ne serviva di meno. Ed sempre stato, e sempre sar cos . Apprezza poi il dettaglio, per inciso: anche in un mondo nel quale non si parlava di energie alternative, e nel quale la dipendenza dal petrolio era molto pi spinta di oggi, l'inflazione fu solo il 7% dell'aumento del prezzo del petrolio! E allora cos' questa storia con la quale ci scassate dalla mattina alla sera, che poarin'a nnoi, un sia mai 'e si esce dall'euro, ohimmna, i' ppetrolio ci spianter... Certo: la bolletta energetica mette un bel freno alla crescita dell'Italia. Ma il discorso pi articolato, o se volete, meno scemo, di come lo si sente fare di solito. Se volete un giorno lo facciamo. Per ora, cacciatevi in testa questo: chi fa terrorismo su questo tema , appunto, un terrorista (di destra). Alio modo: il cambio reale Ma allora, ricapitoliamo: se non vero che la svalutazione nominale viene immediatamente e integralmente annullata da aumenti dei prezzi, cio se non vero che "svalutazione alias inflazione", se anzi vero che le variazioni dei prezzi, come i dati mostrano, sono pi lente e pi contenute di quelle del cambio... quindi... quindi... quindi la svalutazione nominale influisce sulla competitivit! Quindi non vero che svalutare inutile! Bravo, hai capito. E del resto i dati ci dicono anche questo. Perch sai, all'IMF si danno un sacco da fare: fra un colpo di Stato (se va bene finanziario, altrimenti militare) e l'altro, fra una "raccomandazione" e l'altra, stanno l e compilano, compilano... Quindi producono anche le statistiche del tasso di cambio reale, cio del rapporto fra prezzi italiani e prezzi esteri, espressi nella stessa valuta. Ora, vedi, se l'Italia svaluta (il cambio sale), per il resto del mondo i suoi beni diventano pi convenienti (il cambio reale scende). Perch? Ma per la Goofynomics, tesoro caro. Facciamo il caso Italia/Usa. Se il cambio italiano sale perch ci vogliono pi lire per
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Ecco la big picture , cos facciamo contento anche l'amico del tornese ( amicus Plato, sed magis amica veritas ). Dunque: prima del crollo di Bretton Woods la svalutazione/ rivalutazione della lira era praticamente zero: la spezzata blu coincide con l'asse delle ascisse, cio con lo zero. Ovvio: i cambi erano fissi, il che significa che non si muovevano. Oh, che bel mondo! Aurea prima sata est aetas... Quindi... se i cambi erano fissi... se la svalutazione era zero... anche l'inflazione sar stata zero! No, tesoro, non cos. Vedi bene, amico spaghetti-liberista (scusi Julian se la trascuro, ma lo spaghetti-liberista un amico di pi vecchia data), vedi bene che anche a cambio fisso l'inflazione c'era, e come. L'inflazione dipende da tante cose (ecco, ora per non attaccate col coretto "monetasovrana", per favore...): ad esempio, negli anni '60 eravamo in pieno boom economico, e questo Julian lo ricorda, e quindi la pressione della domanda sulle risorse generava aumenti dei prezzi (per inciso, io sono nato nel dicembre del '62, ma per un anno sono andato avanti a latte materno, quindi il picco di inflazione nel '63, caro spaghetti-liberista, non certo colpa mia). Ma andiamo avanti, vediamoli, i dettagli. Che succede nel 1971? Il cambio scende, cio la lira rivaluta. Be', se vogliamo metterla cos... In effetti nel 1971 Nixon si sfil all'inglese dal sistema di Bretton Woods per permettere al dollaro di svalutarsi: il deficit delle partite correnti non gli lasciava molta scelta. Certo: la svalutazione del dollaro, vista dall'Italia, somiglia molto a una rivalutazione della lira (Goofynomics): il cambio nominale scende... ma... horribile visu ... e i prezzi che fanno? Salgono! Ma se la lira rivaluta!? "Cazzo (penser l'amico spaghetti-liberista): avrei fatto meglio a stare zitto: pensavo che Bagnai stesse nascondendo un episodio che gli dava torto, e invece ne stava solo nascondendo uno che gli dava ragione." Eh gi, amico caro, come al solito: fosse la prima volta che succede !... A Roma dicono: datti una chiodata in fronte. Guarda, secondo me fra i miei lettori uno che ti aiuta lo trovi. S, pensa, nel 1971, mentre la lira rivalutava, l'inflazione gi stava crescendo, e da un anno. E perch? Ma perch c'era stato l'autunno caldo, tesoro di pap, quello del 1969, ricordi? Gli operai si erano un po' seccati di tirare la carretta senza partecipare ai benefici, e quindi, sai, rivendicavano... volevano l'aumento... ma se io vi dico che l'inflazione si decide sul mercato del lavoro (salvo eventi catastrofici, che vediamo subito), mi volete stare a sentire?

May 2nd, 2012

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acquistare un dollaro, dall'altra parte ci vogliono meno dollari per acquistare una lira, e quindi i beni italiani diventano convenienti rispetto a quelli statunitensi, e il cambio reale (rapporto fra prezzi italiani e prezzi statunitensi espressi nella stessa valuta) scende. Se la svalutazione nominale fosse inutile, invece, quando il TCE si muove, il cambio reale dovrebbe stare fermo! E le cose come stanno? Stanno cos:

Sono risultati di studi scientifici ben noti, sono cose che stanno in tutti i libri di testo. Esempio: Giancarlo Gandolfo, 2002, International Finance and Open Economy Macroeconomics , Berlin, Heidelberg: Springer Verlag, pag. 290, dove si cita, fra l'altro, questo studio della Banca centrale del Brasile, le cui conclusioni stabiliscono che nei paesi OCSE (fra cui l'Italia) il pass through molto basso, molto pi basso che nei paesi emergenti. Dice: ma dobbiamo proprio arrivare in Brasile per farcelo dire da uno studio scientifico? Rispondo: amici cari, i nostri banchieri centrali sono tutti l, coesi, a farci paura con lo spettro della svalutazione che genera inflazione... Fanno propaganda... Come volete che i nostri piccoli Goebbels si dedichino a uno studio scientifico sull'argomento, il quale tragicamente smentirebbe la loro propaganda, come la smentiscono le evidenze descrittive che vedete qui sopra? E quindi, viva il Brasile... L'inflazione la pi iniqua delle imposte perch danneggia la vedova, l'orfano, e il proletario (fatevelo dire da me, che sono un banchiere centrale a 60000 euro di appannaggio al mese) Forse qualcuno, arrivato qui, ha capito di essere stato preso in giro. Magari lo aveva intuito, da sempre, che certe frasi erano grossolane menzogne, pura propaganda, pura disinformatia. Ma certo, vederselo significare cos, coi dati... Capisco possa fare effetto... E forse voi capite me: io queste cose le so, da sempre, e so anche che tutti gli altri le sanno, guitti compresi. E quindi capirete che ogni tanto mi girino. Ma mai quanto gireranno a voi quando avremo affrontato questo altro caposaldo del pensiero piddino. Ma, ancora una volta, pensiero una parola grossa. Diciamo, un altro caposaldo dell'ecolalia piddina, della petulante, querula, impacciosissima reiterazione di luoghi comuni da parte di persone alle quali, un giorno o l'altro, bisogner pur chiedere il conto per il fatto che hanno contribuito a metterci nella condizione nella quale stiamo (oh, un conto politico, si intende. Le randellate, quelle, come sapete, se le danno gi da soli: con la sinistra ). Perch vedete, il ritornello sempre il solito: "meno male che l'euro ci ha difeso dall'inflazione, perch l'inflazione erode il potere di acquisto...". Gi. Per c' anche chi non la vede cos. Vediamo ad esempio cosa dice Nicola Acocella, a pag. 121 di " La politica economica nell'era della globalizzazione ", Roma: Carocci (22 euro spesi bene), parlando dello Sme, cio degli accordi di cambio fisso ma aggiustabile che, come ricorderete, furono il prodromo dell'euro: "Il funzionamento... dello SME sembrava, per, soddisfare in questo modo la precondizione per il raggiungimento dell'obiettivo, che qualche paese si era posto, di introdurre un elemento esterno di disciplina al comportamento di alcuni operatori: sa la politica monetaria nell'ambito dello SME era sostanzialmente quella fatta dalla Germania, notoriamente ispirata a obiettivi di stabilit dei prezzi, i comportamenti interni degli operatori negli altri paesi dovevano adeguarsi. Questa ipotesi sembra abbastanza plausibile e capace, fra l'altro, di concorrere a spiegare perch la Banca d'Italia, inizialmente contraria all'adesione allo SME, lo abbia poi
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Vedi, caro: quanto l'Italia svaluta (e quindi il tasso nominale, in blu, sale, perch ci vogliono pi lire o euro per acquistare la valuta estera), siccome, come abbiamo visto, non c' necessariamente pi inflazione, il prezzo dei beni italiani in valuta estera scende rispetto a quelli dei beni esteri, e quindi il loro rapporto (Tasso di Cambio Reale, TCR) scende, cio i nostri beni costano meno per gli acquirenti esteri, cio diventano pi convenienti, cio la svalutazione serve. Perch non si traduce tutta e subito in inflazione. Vedi come vanno "a specchio" le due serie? Ma si vede ancora meglio se consideri la loro variazione percentuale. Eccola qua:

Vedi che bella correlazione negativa? Tutte le volte che svalutiamo, i nostri beni diventano pi convenienti. Quindi? Quindi "svalutazione alias inflazione" una bella sega, direi. Ci sono pi cose fra svalutazione e inflazione di quante il limitato numero di sinapsi piddine possa concepire: non si faccia trarre in inganno, gentile lettore: nell'esperienza storica la svalutazione del cambio nominale non si tradotta automaticamente e integralmente in inflazione, tutt'altro. Il pass through , cio il trasferimento, della variazione del cambio sui prezzi interni estremamente ridotto nella nostra, come in molte altre economie. Ma... una novit? Una mia scoperta? Esiste un qualche fottutissimo motivo per il quale un economista (o uno dei tanti guitti che si dichiarano tali) possa ignorare queste realt? No.

May 2nd, 2012

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accolto senza riserve, invocando, anzi, gli obblighi di mantenimento della stabilit dei cambi che ne discendevano per contrastare politiche salariali... ritenute inflazionistiche (politica del cambio forte)" Insomma: Acocella ci dice che l'adesione prima allo Sme, e poi all'euro, insomma, l'ingresso coatto in quella che Francesco Carlucci chiama la zona del marco allargata ( L'Italia in ristagno , Milano: Franco Angeli, 2008, altri 22 euro spesi bene), insomma: la moneta unica aveva uno scopo ben preciso: quello di tagliare le retribuzioni al grido, ultimamente diventato assordante, di "l'Europa chiam". E come si fa a vedere se ha ragione Enrico Letta o Nicola Acocella? Ad esempio guardandoli negli occhi, mi sentirei di dire. Ma non voglio imporre a nessuno la sofferenza umana di guardare negli occhi Enrico Letta. E allora guardiamo i dati. Perch una cosa chiara: se ha ragione Letta, allora dovremmo aspettarci che nei periodi con maggiore inflazione i salari perdano potere di acquisto, cio i salari reali (salari divisi per i prezzi) calino o crescano di meno. Se ha ragione Acocella, allora dovremmo aspettarci che dopo l'ingresso nella "zona del marco allargata", cio dopo il 1979, i salari reali calino o crescano meno velocemente. Basta fare un grafico per vedere com' andata. E il grafico questo:

Eh... Piddino mio, bench il parlar sia indarno alle gravi lacune che dentro al cranio tuo s spesse veggio, lasciati almeno dire una cosa: io lo so che non colpa tua! Aspetta, lo spiego ai miei lettori (abbia pazienza, Julian). Vedete cari, la colpa non del piddino. Lui, poraccio, ha un neurone solo. Quindi se gli dicono "prezzi", lui nel suo unico neurone ci alloca i prezzi, e poi non ne ha un altro per allocare il numeretto dei salari. E quindi non riuscir mai ad avere un'idea esatta di cosa succeda al rapporto fra salari e prezzi (cio al salario reale) quando l'inflazione c', e quando non c'. Ma se volete una sintesi, ve la fornisco io. Negli anni '70 l'inflazione ha viaggiato a una media del 12% all'anno, e i salari reali (cio il potere di acquisto dei lavoratori) sono aumentati in dieci anni del 65% (un po' pi del 6% all'anno). Dal 1980 a oggi, cio nel favoloso periodo della zona del marco allargata, cio da quando l'Italia ha tentato di agganciarsi a una valuta pi forte della sua, l'inflazione ha viaggiato in media al 6% all'anno, e i salari reali sono aumentati, in 30 anni, del 17% (un po' pi dello 0.5% all'anno). Vi fa ancora paura l'inflazione? Certo, qualcuno non lo avr ancora capito, ma glielo spiego io: se non siete dei capitalisti, amici cari, con un po' pi di inflazione stavate meglio. "Ma Letta dice il contrario!" Ma Letta vi sembra un proletario? A me sembra piuttosto un parente... Certo, adesso arriver il solito furbo che dir: "ma appunto, l'orrenda inflazione degli anni '70 era dovuta all'ingordigia dei lavoratori: loro volevano essere pagati, e quindi alzavano il costo del lavoro, e tiravano su l'inflazione. E poi, si sa, normale: ultimamente i salari reali stanno fermi perch i lavoratori italiani non sono produttivi. Abbiamo un problema di produttivit...".

(l'indice dei salari reali costruito deflazionando con l'indice dei prezzi al consumo quello delle retribuzioni contrattuali, codice IFS 13665...ZF...). Fischia! Alla faccia dell'imposta pi iniqua! Vorrei avercela io un'imposta cos! Cosa dice il grafico? Semplice: che tutte le volte che l'inflazione comincia a calare (come dal 1965 al 1969, e dal 1980 ad oggi), i salari reali smettono di crescere. E quindi che da quando siamo nella zona del marco allargata (cio dal 1980) i salari reali sono stati praticamente fermi, nonostante si sia vinta la guerra contro il nemico pubblico numero uno: l'inflazione (nemica della vedova, dell'orfano, ecc.). Ripeto: salari reali fermi: linea blu praticamente piatta dal 1980 (come, dalla nascita, certi elettroencefalogrammi). Lo vedete, no? "Ehi, amico? Ma mi stai dicendo che i dati dicono il contrario di quello che dice Letta? Lui dice che quando l'inflazione aumenta io perdo potere d'acquisto, cio il salario reale cala o cresce poco. E siccome lui di sinistra, e io sono di sinistra, evidentemente cos, perch, sai, un po' come nel Candide: se lo ha detto Leibniz, io che sono un filosofo..."

Alt, fermi tutti! Le cose non stanno esattamente cos. E ve lo faccio vedere in un altro modo, perch noi la produttivit dell'Italia qui la abbiamo studiata, oh, se l'abbiamo studiata!

Ecco, vediamola insieme ai salari reali. Cosa ci dice il grafico? Ci dice che dal 1970 al 1974 i salari reali sono cresciuti di pari passo con la produttivit, come ci si aspetta in un normale equilibrio di lungo periodo con distribuzione del reddito costante. Poi nel 1975 c' la recessione (vedete un "dente" negativo nella produttivit) e nel 1976 il Partito
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May 2nd, 2012

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Comunista Italiano (PCI) raggiunge il suo massimo storico: 34.4%. Comme par hasard le retribuzioni reali cominciano a crescere pi della produttivit. Cosa significa? Significa che, spaventati, i capitalisti italiani preferirono far aumentare un po' meno i loro profitti, e un po' pi i salari dei lavoratori. Ma dur poco. Con l'ingresso nell'area del marco allargata, cio dopo il 1979, la lotta di classe cominciano a farla i capitalisti: la produttivit continua a crescere (perch gli italiani lavorano, nonostante quello che pensa Sinn), ma, guarda caso, al grido di "l'Europa chiam" i salari vengono compressi, repressi, e rimangono stazionari, fino a che, nel 1995, il divario si chiude, e da allora stanno fermi sia loro, sia la produttivit. Capito cosa voglio dire quando dico che l'euro (e prima lo Sme) sono stati usati come strumento di lotta di classe? Voglio dire che da quando ci siamo sentiti dire "lo vuole l'Europa" la dinamica (e quindi la quota distributiva) dei salari stata compressa (e quindi quella dei profitti si allargata). A questo serve l'euro. Non a difendere la vedova e l'orfano. A difendere il capitalista e il rentier . E non lo dico io. Lo dice (diplomaticamente) Acocella, che ben descrive il modo in cui i banchieri centrali "indipendenti" cominciarono a scodinzolare attorno alla moneta unica non appena colsero il fatto che il peso politico del PCI era declinante (i famosi carri armati...), e lo dicono, meno diplomaticamente ma pi asciuttamente, i dati. Dite la verit: ora siete ancora pi incazzati, no? E ci credo! Scusate se vi ho rovinato la giornata. A buon rendere... Questi sono i dati che i tanti piccoli Goebbels che vi parlano non vogliono farvi vedere, e del resto sono anche i dati che Donald incapace di farvi vedere. Ma per fortuna c' Goofy. Quindi la svalutazione inutile e iniqua Ehi, amico piddino! Sei ancora qui? Non sei andato a nasconderti? Ecco, allora vedi che come dico io? Con te proprio inutile parlare. Conclusioni E allora, gentile lettore, tornando a lei, che conclusioni trae confrontando la sua esperienza con quella aggregata, con quella degli altri? Mi scusi, sa, non mi sono dedicato tanto a lei, ma ai miei tre migliori amici: il piddino, lo spaghetti-liberista, e l'amico del tornese. Ma se lei ha seguito, avr comunque capito cosa successo in Italia, e forse avr anche capito dove lei sbaglia. Lei mi ha chiesto di dirglielo, e io glielo ho detto. Lei sbaglia (cortesia vorrebbe che aggiungessi "secondo me", ma verit vuole che io aggiunga: "secondo i dati") in due snodi del suo ragionamento: primo, la svalutazione non coincide con l'inflazione; secondo, l'inflazione non coincide con la perdita di potere d'acquisto da parte dei lavoratori. E certo che siccome il suo ragionamento di snodi ne aveva solo due, la situazione un po' problematica, ma non lo dico per mancarle di rispetto, ma solo per provocarla a una riflessione. Le variabili che incidono su questi tre fenomeni (svalutazione, inflazione, distribuzione del reddito) sono tante, e la lotta all'inflazione storicamente stata lotta di classe... al contrario! Ha capito ora a cosa serve il vincolo esterno? Ha capito a cosa serve la rigidit del cambio? Senta, io meglio di cos non glielo

so spiegare. Se lo ha capito, ora sta a lei spiegarlo a chi si trova intorno. Se non mi son riuscito a spiegare, avr capito altre cose. In sessant'anni glie ne saranno capitate, di cose da capire, come a me in cinquanta. Non le ho mica capite tutte, e soprattutto non ne ho capita subito quasi nessuna. Ma ho insistito (invano?). E alla fine la cosa che ho cercato di spiegarle oggi credo di averla capita. E credo anche che sia stata la cosa pi importante nella storia recente del nostro paese. Voi che ne dite? Oggi l'anniversario della liberazione, e ho voluto contribuire anch'io liberandovi dal vero fascismo: quello dei luoghi comuni. Ora siete liberi. Sta a voi usare bene questa libert. Sperando che ve lo lascino fare.

La filosofia del piddino: inflazione e maieutica


Source: http://goofynomics.blogspot.com/2012/04/la-filosofia-del-piddinoinflazione-e.html By Alberto Bagnai on May 2nd, 2012

Interludio: il quarto dora del dilettante A proposito di due di passaggio, guardate cosa mi ritrovo nello spam: Chiedo scusa per l'anonimo, non ho account google n altri, mi chiamo Giovanni. Vengo al dunque, l'osservazione di Nino corretta, c' un errore banale. Si tratta di semplice aritmetica e dunque non opinabile. L'inflazione cresciuta dell'840% dunque 8.4 volte, la svalutazione del 45% dunque 1.45 volte. Per cui l'inflazione 8.4/1.45 = 5.8 volte la svalutazione. Mi meraviglia sopratutto il fatto che sembri cos strano ad un professore che una cosa aumentata del 45% sia aumentata di 1.45 volte. E' solo un modo diverso di dire la stessa cosa, ma evidentemente non tutti i professori lo sanno... (voleva dire: chiedo scusa per lanonimato... come se il fatto di non avere un account Google impedisse a uno di scrivere come si chiama... Anche qui, come al solito, rispetto filologico per leterografia). Accipicchia, hai ragione, amico! Pensa... due esami di matematica finanziaria con Rino Olivieri (docente immenso, lo ricordo con una gratitudine sconfinata e ancora mi sento in colpa per non avergli chiesto la tesi, ora che capisco quanto mi ha dato e quanto quindi poteva sentirsi in diritto di avere qualcosa in cambio... ma non devo spiegarvi che sono bastardo dentro...). Che fallito che sono: tanto studio, e non so nemmeno applicare un tasso di variazione. Eh gi, vedi, luniversit italiana proprio un covo di tromboni incompetenti, hai ragione, lo ammetto... Guarda: facciamo cos: siccome tu sei pi bravo di me, io mi aumento lo stipendio del 45% (perch sono anche massone e raccomandato), ma a te, in un empito di meritocrazia, lo aumento del 100%. Allora: io il mio lo moltiplico per 1.45, giusto? Se sbaglio, lo so, mi correggerai, e forse anche se non sbaglio... Tu invece di quanto lo moltiplichi il tuo? Be, se
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per un aumento dell840% moltiplichi per 8.4, allora per un aumento dell800% moltiplicherai per 8, giusto? Applichiamo il principio di induzione completa... dunque, vediamo... per un aumento del 700% moltiplico per 7, per un aumento del 600% moltiplico per 6,... per un aumento del 200% moltiplico per 2, e dunque (come dici tu), naturalmente, per un aumento del 100% moltiplico per 1. Ecco, sarai contento: oggi il tuo stipendio (anzi, quello di tutti gli italiani) aumentato del 100%: lo abbiamo moltiplicato per uno: prendevi 1000, ma da oggi prenderai 1000 1=1000 (che secondo te un aumento del 100%). Attenzione signori! Qui abbiamo a che fare con un piddino di razza! Se ti scopre Fassina sei a cavallo. Pensa: puoi far campagna su questo tema: appena vado al potere vi aumento del 100% lo stipendio! Chi non ti voterebbe? E il giorno dopo essere stato eletto, sarebbe facile: moltiplicheresti per uno tutti gli stipendi, cos tutti avrebbero un aumento come quello che hai avuto tu: da 1000 a 1000. Cosa dici? Ma 1000 1000 = 0... Ah, dimenticavo, tu la matematica la sai. Quindi ti sei accorto che hai avuto un aumento pari a zero. Ti dir un segreto, ma non dirlo a nessuno, mi raccomando: un aumento del 100% un raddoppio: significa moltiplicare per 2. E quindi un aumento del 200% significa moltiplicare per 3, ecc. Bello, vero? Va da s quindi che sia tu che quel genio del tuo amico avete sbagliato intanto in termini puramente aritmetici. Ma, come ho gi spiegato a quel tuo amico, questo non lerrore pi grave. Sai, per un economista il fatto che tu abbia (o meglio, ti sia dato) un aumento di zero non poi cos strano: tu sei uno zero. Uno zero intellettuale, e forse anche uno zero umano. Ecco, guarda, se vuoi dimostrarci di non essere uno zero umano, fai una cosa: chiedi scusa. Certo non a me, come avrai capito non ce n bisogno: Pensez-vous quil soit votre porte de moffenser ? Croyezvous que la salive envenime de cinq cents petits bonshommes de vos amis, juchs les uns sur les autres, arriverait baver seulement jusqu mes augustes orteils ? Ah, queste parole immortali che non avrai mai letto e di cui mai, se non googlando, potresti intuire lautore... Non saprai mai quello che perdi, ma del resto la Natura matrigna, e tu ce lo dimostri. No, non chiedere scusa a me: devi chiedere scusa allUniversit italiana per la supponenza con la quale uno come te, uno che non sa che un aumento del 100% coincide con un raddoppio, si permesso si esprimersi riguardo ai professori che non sanno. Bene. Se non sei un cialtrone ti scuserai. Se non ti scuserai sei un cialtrone. Il problema e resta tuo. A me basta sapere con chi ho a che fare. E credo di saperlo gi. Quindi ora spiego agli altri perch il tuo errore veramente grave, in termini di teoria economica. E spiegher anche loro perch c gente che va in giro, come te, a commettere errori simili dando lezioncine agli altri. Una storia lunga, pensa: ci riporter allet di Pericle, quando nata la democrazia, e quindi sono nati i piddini. Aristofane se ne occup (nel Pluto ... che non il cane del mio amico). Atto primo: la morte delle ideologie

Cerano una volta le ideologie, e cerano quindi i loro sostenitori: nel secolo scorso, qui da noi, i fascisti e i comunisti. Successero tante brutte cose, le ideologie crollarono, e i loro sostenitori, come dire, si rimpicciolirono, un po come il maglioncino di angora che si infili, improvvido, nel ciclo a 90. Ci fu piazzale Loreto, e i fascisti divennero missini, poi... non lho capito bene (ma rimasero fascisti). Ci fu il crollo di un certo muro, e i comunisti diventarono diessini, poi piddini, poi ini... ni... i... Fading away , in un estenuante diminuendo che va avanti da trentanni ( chapeau ! Chi del mestiere sa bene quanto sia difficile sostenere un diminuendo per 30 secondi). Bene: scomparsi, o meglio, rimpiccioliti, e anche un po infeltriti, i loro sostenitori, voi direte, le ideologie avranno lasciato il passo a un pensiero pi libero, pi fattuale, pi aderente alla realt. Poterlo pensare sarebbe bello, ma sarebbe anche, soprattutto, molto ma molto ingenuo. Le ideologie non sono un dato esogeno. Non perch un gruppo di marziani, mascherati da Nonna Papera, assalta il Palazzo dinverno, non perch una torma di sciamannati viene a fare una gita a Roma, che luomo, cos, decide di abolire la razionalit. Eh no! Labolizione del pensiero non il risultato di uno shock esogeno, ma il raggiungimento endogeno di un equilibrio: pensare faticoso, e gli uomini, quando sono stanchi, magari perch fiaccati da una crisi economica, non vogliono domande, ma risposte. E sapete come va a finire. Il pensiero ideologico, il pensiero per appartenenza (io sono di sinistra, lui di sinistra, quindi lui ha ragione), una forma di economia di pensiero. E cos come non necessario assaltare un palazzo per adottarla, non nemmeno sufficiente abbattere un muro per liberarsene. Quindi? Quindi fascismo e comunismo, deposti, vennero subito sostituiti da unaltra ideologia. Quale? Il vincolismo. Ogni ideologia deve partire da unidea forte, convincente, risolutiva: appunto, da una risposta. Il vincolismo questa idea forte ce lha: gli italiani sono un popolo talmente scarso da non meritare di governarsi da solo. Affinch gli italiani facciano la cosa giusta, occorre che essi soggiacciano a una costrizione, a un vincolo: appunto, il vincolo esterno, la valuta forte. Ne abbiamo parlato. Somiglia molto allidea di Mussolini che gli italiani siano un popolo di schiavi, il quale, quindi, non pu che soggiacere alla dittatura di un pugno di liberti. In effetti, visti i risultati, ci sarebbe da ragionare su quanto il vincolismo possa essere considerato una versione riveduta e (politicamente) corretta del fascismo... Ogni ideologia, poi, deve avere un testo di riferimento. Ce ne son stati tanti, nel secolo scorso, ricordate? I comunisti, ad esempio, leggevano Marx. Oh, attenzione! Di libro, va da s, ne occorre e basta uno, come sapete, per tanti motivi. I libri costano, poi fanno polvere (anche se per il nostro amico matematico, due libri in realt fanno polvere quanto uno), e poi difficile trovarne due che non si contraddicano, e se hai bisogno di risposte, perch sei stanco, e perch devi abolire il pensiero, allora non vuoi certo andare in cerca di contraddizioni. La Bibbia? Significa: i libri, come sapete. E gi da qui capite molte cose. Poi c il Libretto rosso, il Capitale, La mia battaglia, ecc. Mi dirai: ma anche difficile trovare un libro che non contraddica se stesso. Certo! Ma per questo ho subito una
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soluzione: basta non leggerlo. E infatti, a giudicare dai risultati, non del tutto certo che i comunisti leggessero Marx, e che se lo leggessero lo capissero, e che se lo capissero se lo ricordassero. Ma in fondo sono fatti loro: ora ci sono i piddini. I quali, deposto Marx (considerato una compromettente e polverosa anticaglia), hanno fatto di un altro filosofo il loro ideologo. Con un poderoso balzo all'indietro (certo, quello in avanti non che fosse andato bene ) son tornati alle origini, alle scaturigini del pensiero democratico, adottando come loro ideologo un filosofo poco noto della Grecia di Pericle (grande esportatrice e importatrice di democrazia): Etarcos. Atto secondo: vita e opere del filosofo Etarcos So di cogliere di sorpresa anche Schneider, che ha gi avuto modo di strabiliarsi della mia MLT (memoria a lungo termine). Ma se Schneider non ricorda chi sia Etarcos, la colpa non sua. Il fatto che noi di questo filosofo sappiamo molto, ma da pochissimo tempo . Solo da quando, partiti i comunisti, nel ristrutturare ledificio delle Botteghe Oscure sono stati rinvenuti in cantina quattro rotoli di papiro che riportano le Vite dei filosofi di un tale dal nome impronunciabile: Enegoid Oizreal. Questo testo preziosissimo ricorda molto le Vite dei filosofi di Diogene Laerzio (autore che lanalisi del testo rivela coevo del nostro Enegoid), ma ne differisce per due dati: intanto, i filosofi, con geniale intuizione, son presentati in ordine cronologico inverso, dal pi recente, Epicuro, al pi remoto, Talete; poi, fra le vite narrate da Enegoid troviamo quella di Etarcos, che Diogene omette. Una vita, pi che parallela (altro che Mario e Mariano), direi ortogonale a quella del pi noto Socrate. Anche Etarcos, come Socrate, nacque nel 470 a.C. e mor nel 399 a.C. Ma tanto sano, prestante e vigoroso era Socrate (al punto che nella battaglia di Delio salv Senofonte quando questi cadde da cavallo, dice Diogene Laerzio, V, 22), tanto cachettico, scialbo e insignificante era Etarcos. Sul cui nome, tra laltro, grava un etimo che la dice lunga. Pare che sia infatti la contrazione dialettale (in dialetto beota, ovviamente) di Eterarcos, larconte delletera, insomma: il prosseneta, il lenone, il magnaccia. E certo, questo Etarcos un gran che raccomandabile non pare lo sia stato. Mentre Socrate, come ci ricorda Diogene Laerzio (V, 20), si era arricchito grazie ai suoi investimenti finanziari, dei quali saggiamente consumava solo gli interessi, Etarcos viveva di espedienti passando da una malversazione allaltra, al punto di finire in carcere per il coinvolgimento in una tangente di trenta talenti versata a Sesto (non S. Giovanni, cosa avete capito, quello doveva ancora venire: in principium erat verbum...), e dal carcere evase, dopo aver avvelenato con la cicuta il proprio carceriere, al grido di me ne fotto. Si pensa, o almeno lo pensano certamente i due di passaggio, che nella carriera accademica essere privi di scrupoli e compromessi col potere politico fornisca un ingiustificato ma decisivo vantaggio. Ma non sempre cos. Mentre Socrate di allievi ne ebbe tanti, noti e meno noti (Platone, Aristippo, Senofonte...), Etarcos, nonostante la sua abiezione, non riusc a fondare una scuola. Ed forse per questo che di lui rimasta poca traccia. Come ne rimarr di noi che viviamo nelluniversit austera, e che ai nostri allievi possiamo solo offrire un caff, e un agguato al prossimo concorso.

Ma non voglio tediarvi con questi dati biografici, per quanto significativi. A noi Etarcos interessa come ideologo dei piddini. E due sono le caratteristiche di metodo che lo identificano come tale. Di Socrate tutti sanno almeno un paio di cose. La prima, che egli identificava il sapiente con colui il quale sa di non sapere; e la seconda, che dispiegava il suo ardore di ricerca conversando con tutti, e scopo delle sue conversazioni ovvero dialoghi fu la conquista del vero, non che gli altri rinunziassero alla loro opinione. Il dialogo, la maieutica... Ecco, Etarcos invece passato alla storia del pensiero per due caratteristiche un po diverse, ma molto piddine. La sua frase preferita era so di sapere, ed limpiego coerente di questo metodo a spiegare il lieve abbaglio del matematico dilettante di cui al precedente interludio. Sapendo di sapere, in realt lui non sapeva una sega, ma va bene cos: ha avuto quello che gli spetta (zero). E il metodo di ricerca di Etarcos non era il dialogo, ma il monologo: lunghi, estenuanti monologhi, che fortunatamente sono andati persi a causa della rottura di un tubo nel vetusto e oscuro edificio ex-comunista, monologhi con i quali cercava di estirpare dalla mente dellinterlocutore le sue convinzioni, o almeno di farlo addormentare. Perch, lo avrete capito, il momento si avvicina... Socrate praticava il metodo maieutico, la maieutik tchne, cio larte della levatrice. Con questa metafora egli intendeva esprimere il suo desiderio che fosse il suo interlocutore a partorire la verit (non preconcetta) che dalla ricerca poteva scaturire, riservandosi lui, Socrate, il ruolo accessorio di levatrice, che poi una che ti aiuta a toglierti qualcosa da davanti. Etarcos, viceversa, aveva un metodo diverso, direi opposto: anzich toglierti qualcosa da davanti, cercava di metterti qualcosa dietro. Questo era il metodo che Etarcos applicava ai suoi discepoli (i quali, dopo un po, cambiavano maestro), ed lo stesso metodo che la dirigenza piddina, secoli dopo, divinis preaeceptibus formata, ha applicato ai suoi elettori. Con un discreto successo, almeno finora. Ma sapete, quel metodo l, che gi facile da applicare individualmente, se narcotizzi linterlocutore con un monologo, diventa facilissimo da applicare collettivamente, se narcotizzi gli elettori con il pensiero unico. Atto terzo: linflazione non il livello dei prezzi Labbaglio dei due dementi di cui sopra deriva appunto dallapplicazione del metodo di Etarcos, il metodo piddino: so di sapere. Non per loro, quindi, dato che essi sanno di sapere, ma per voi, ricordo brevemente cosa linflazione, altrimenti credo proprio che sia difficile farvi apprezzare la sesquipedale boiata detta dal primo dei due (Nino). Il quale, non pago di aver detto una boiata, insiste, e infatti dopo aver esordito con: Il professore ha fatto un errore imperdonabile Svalutazione monetaria: 45% Inflazione 840% 840/45 = 19 circa Conclusione: l'inflazione stata 19 volte pi grande della svalutazione Ma non si fa cos.... In realt, l'inflazione stata 5,8 volte pi grande della svalutazione, che sempre tanto, ma non 19....
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(8,40/1,45) Rincara con: Anche un bambino sa che se c' un incremento del prezzo di un prodotto del 45%, significa che da 1 (cio dal 100% precedente), per comprarlo devi pagare 1,45 (appunto il 145%). Non ci sarebbe bisogno di specificarlo, se non a un microcefalo... Pensavo che in questo blog ci fosse qualcosa di interessante ed utile. Mi devo ricredere. Mi sa che devi tornare a scuola. Ma da alunno, alle elementari. Povera scuola italiana. Addio. Un bambino lo sa, ma lui no. Infatti, se il cialtrone applicasse il suo stesso ragionamento, bisognerebbe dividere per 1.45 non 8.4, ma 9.4, proprio perch applicare un tasso dellx% a una variabile significa moltiplicarla per 1+x/100. Esempio: se ho 100 euro e li investo al tasso del 5%, a fine anno mi danno 1001.05=105 euro (speriamo). E quindi: se ho 100 euro e li investo all840%, a fine anno mi danno 100(1+8.4)=940 euro. Se me ne dessero 840, come pensa il cialtrone, mi starebbero dando gli interessi, ma si starebbero tenendo il capitale (100)! Un po come se nel primo caso mi restituissero solo 5 (gli interessi), ma si tenessero 100! Capito cosa non capisce? Sorprendente, no? Ma il principio di Etarcos: so di sapere. Certo che poi la finanziarizzazione dell'economia pu andare avanti a manetta con dei matematici simili! Ha ragione Alessandro (non pi amico del tornese): forse certi clienti si meritano certi mutui! C poi un altro problema: con il ragionamento che stavo svolgendo io, questo discorso non centra assolutamente nulla. Perch linflazione non il livello dei prezzi, ma il loro tasso di variazione. Nei termini dellesempio semplice, il numero interessante non 105 (il livello al quale si arriva, che quanto interessa ai due) ma 5% (di quanto sono cresciuto). Perch? Semplice: perch sia i prezzi al consumo che il cambio effettivo sono misurati come numeri indici, e quindi il livello che assumono in un determinato anno non ha alcuna rilevanza, un valore meramente convenzionale: quello che conta, e quello che ha senso confrontare, sono le variazioni percentuali (appunto, i tassi di inflazione e di svalutazione). So che un punto tecnico, un po noioso, e certo non varrebbe la pena di affrontarlo per dimostrare un dato al tempo stesso futile e self-evident: cio che due piddini che si esprimono con larroganza e la sciattezza propria dei piddini sono due cialtroni. Invece vi pregherei di seguirmi in questo ragionamento, anche se noioso, perch credo che da esso chi non sa cos linflazione (e se siete onesti, voglio vedere alla fine di questo post quanti diranno di averlo saputo) potrebbe trarre giovamento. I due non lo sanno, chiaro. Ma sanno di sapere (una cosa che non sanno cos... non so... qui forse devo veramente farmi aiutare da Schneider...). E se invece volete sapere sul serio, accomodatevi... Atto quarto: panieri e indici Linflazione la variazione percentuale di un indice aggregato dei prezzi. Cos un indice aggregato dei prezzi? A grandissime linee potremmo dire: un prezzo medio. Ma proprio a grandissime linee. Uno degli indici di riferimento quello dei prezzi al consumo. Viene costruito appunto partendo da una media di prezzi di un gran numero di beni di consumo. Se andate sul sito dellISTAT e vi cercate i dati, scoprirete che

nel 2010 questa media valeva 100. Che significato ha questo numero? Possibile che la media fra il prezzo del pane, quello delle scarpe, quello di un biglietto aereo, ecc. nel 2010 fosse 100? E poi, 100 cosa? 100 euro? Che vuol dire? In effetti, come sto cercando di farvi capire, questo numero di per s non vuol dire molto (ed per questo che i due sono completamente fuori strada, oltre a non essere coerenti col loro stesso ragionamento: ma, con il vostro permesso, ora li lascerei perdere, e so che me lo accorderete volentieri). Facciamo un esempio semplice: uneconomia dove si consumano due soli beni, pane e carne. Uno studio preliminare stabilisce che una ipotetica famiglia media spende il 60% del proprio reddito in pane e il 40% in carne. 60% +40%=100% (il totale della spesa). Questi pesi costituiscono il famoso paniere dellISTAT. I panieri veri, naturalmente, sono molto pi complicati perch comprendono una gran quantit di prodotti, e li trovate qui. Come si costruisce lindice dei prezzi partendo dal paniere? Semplice. Si rilevano i prezzi dei due beni (pane e carne): facciamo ad esempio lipotesi che nel primo anno il pane costi 2 euro al chilo e la carne 15. Poi si moltiplica ogni prezzo per il peso del rispettivo bene nel paniere: quindi il prezzo del pane per 0.6 e quello della carne per 0.4. Risultato: 0.62=1.2, 0.415=6. Poi si sommano i due valori ottenuti, ricavando il valore del paniere: 1.2+6=7.2.

Questi 7.2 euro sono la spesa media. Di per s non ha particolare significato esprimerla al suo valore monetario: non il prezzo di un bene, ma il reddito allocato ai consumi da una famiglia tipo. Per questo motivo lo esprimiamo prendendo come riferimento a un anno, ad esempio lanno di partenza. Questo significa che nel primo anno porremo il livello dei prezzi pari a 7.2/7.2=1, oppure a 1007.2/7.2=100. A cosa serve questa operazione? Semplice. Dato che 7.2 non il prezzo di alcun particolare bene, ma solo un generico valore di spesa, se lo normalizziamo a 100 ci sar pi facile leggere le sue variazioni negli anni successivi, quando i prezzi che lo compongono cambieranno. Vediamo: supponiamo che nel secondo anno il pane aumenti del 50% e la carne del 20%. Quindi il prezzo del pane diventa 21.5=3 e quello della carne 151.2=18. Di quanto aumentato il costo della vita? Dobbiamo ricalcolare il paniere. Allora: il pane incide per 30.6=1.8, la carne per 180.4=7.2. Totale del paniere: 9. Lindice dei prezzi al consumo per lanno 2 quindi 1009/7.2=125. E siccome lanno prima era 100, si vede subito che il costo della vita aumentato del 25%. Del resto, anche (9-7.2)/7.2=0.25=25%. Ma esprimere la spesa del paniere come indice (cio porla uguale a 100 dividendola per il valore del primo anno, lanno base) rende pi facili i confronti. Se il secondo anno leggiamo 125 invece di 100, sappiamo subito che la variazione percentuale stata del 25%. Ora, gi qui vedete un po di cosette interessanti.
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La prima che il livello dellindice non ha un particolare significato: la scelta dellanno base arbitraria, un fatto di convenienza, potremmo anche non prendere un anno base e utilizzare come riferimento il valore monetario del paniere (cio 7.2 il primo anno e 9 il secondo) anzich esprimerlo come indice (cio 100 e 125), la sua variazione, che quello che ci interessa, cio il tasso di inflazione, sarebbe uguale. Ci avete mai fatto caso che la radio vi dice quant' l'inflazione, ma mai quant' l'indice dei prezzi? Perch non interessante (tranne che per i matematici... di un certo tipo). La seconda che lindice risulta dalla composizione di dinamiche dei prezzi molto diverse. Questo ha molte conseguenze. Vi faccio vedere la pi semplice, che la seguente: tranne in casi molto poco probabili, linflazione zero implica che in alcuni mercati i prezzi stiano scendendo. Guardatevi questo esempio:

(ricordate che quotavamo incerto per certo nel post cui di riferiamo). Ora... ma a noi, di tutto questo, cosa ce ne fregava? Eravamo partiti dalla confutazione di una asserzione piddina: ogni svalutazione inutile perch si traduce immediatamente in altrettanta inflazione e quindi i benefici in termini di competitivit vengono annullati. Per capire bene cosa si intende, dobbiamo ricordarci il concetto di tasso di cambio reale, che abbiamo analizzato qui ( occupandoci di un altro piddino ). Il tasso di cambio reale il rapporto fra i prezzi nazionali e quelli esteri espressi nella stessa valuta. Se il cambio incerto per certo, il tasso di cambio reale si esprime cos:

dove p sono i prezzi nazionali, e il cambio (quantit di valuta nazionale per una unit di valuta estera) e p* il prezzo estero. Qui il prezzo del pane raddoppia (da 2 a 4), mentre quello della carne scende del 20% (da 15 a 12). Fatti i dovuti conti, il valore del paniere rimane a 7.2, e quindi lindice rimane a 100, e quindi linflazione zero. Visto? Due considerazioni: primo, va capito che lobiettivo di stabilit dei prezzi (inflazione zero) assurdo, perch implica che in alcuni mercati i prezzi stiano scendendo. Bene! Direte voi. Male, dico io, perch vorrei vedere voi a operare in un mercato nel quale dovete acquistare materie prime e pagare lavoratori a prezzi e salari stabili o crescenti, mentre per sapete che il prezzo del prodotto che state vendendo scender! E vorrei anche vedere voi ad acquistare oggi una cosa della quale sapete che domani coster di meno! La deflazione blocca leconomia perch la strangola dal lato dellofferta, e la scoraggia dal lato della domanda. Ricordatevi quindi sempre che chi vi propugna la virt della stabilit dei prezzi aggregati (inflazione zero) sta uccidendo qualche settore o filiera delleconomia. Secondo: ma secondo voi, se il prezzo del pane raddoppia ma quello della carne scende, si continuer a mangiare la stessa proporzione di pane e carne? Forse si manger un po meno pane (che costa di pi) e un po pi carne (che costa meno). E qui si apre un mondo di considerazioni su come gestire e rivedere il paniere (operazione che in effetti viene effettuata annualmente dallISTAT). Atto quinto: il tasso di cambio effettivo nominale e reale Se ripetete lo stesso ragionamento, e invece delle quote di spesa (60%, 40%) mettete le quote commerciali (quanto pesano i paesi x e y sul commercio dellItalia), e invece dei prezzi dei beni (prezzo del pane, prezzo della carne) mettete i tassi di cambio (cambio con x , cambio con y ), avete il tasso di cambio effettivo. Il discorso analogo: quello che conta non il livello che lindice assume, perch convenzionale, ma piuttosto la sua variazione, cio il tasso di svalutazione Esempio: p prezzo in lire, e lire per dollaro, p* prezzo in dollari. Vedete che se e aumenta (svaluto) il rapporto diminuisce. Il piddino dice che per se lo faccio p aumenta della stessa percentuale, e il rapporto torna come prima. Noi abbiamo visto che il piddino ha torto (nella Fig. 4 di questo post), perch quando il cambio si svaluta (e cresce) il cambio reale diminuisce. Quello che vorrei farvi capire che in questo concetto, che quello che interessava a noi, quello che conta, ancora una volta, il tasso di variazione, non il livello delle variabili. Anche qui, facciamo un esempio. Immaginiamo di partire da un mondo in cui i prezzi interni sono a 1 (abbiamo visto che il livello non conta molto, convenzionale), quelli esteri a uno, e il cambio a uno pure lui. Nel mondo succede che se io svaluto del 100%, portando il cambio da uno a due (il cambio raddoppia... oh, voi lo sapete che questo un aumento del 100%, vero? Mica siete matematici etarchici?), normalmente i prezzi stanno fermi, e quindi il cambio reale scende a 0.5=1/ (12). Secondo i piddini, invece, non si sa bene perch, se io svaluto del 100% improvvisamente i prezzi interni aumentano del 100% pure loro, e il cambio reale rimane fermo.

Ripeto: abbiamo visto che questo non vero. Il dato tecnico che lipotesi piddina di inutilit della svalutazione nominale implica che siano uguali i tassi di variazione di prezzi e cambio, cio linflazione e la svalutazione. In altre parole, questa storia funzione se il rapporto fra inflazione e svalutazione 1. Nellesempio: 100%/100%=1. Quello che dicevo nel post precedente che invece questo rapporto stato, in Italia, 840%/45%=19. Una misura rozza, perch bisognerebbe ragionare magari
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in termini di medie geometriche ecc. ecc., perch i prezzi crescono monotonamente mentre il cambio prima sale poi scende, ecc. Ma quello che interessa sono i tassi di variazione: il livello di un indice non interessa a nessuno. Tranne ai matematici che son cos furbi da darsi un bel aumento del 100% = 0 (come abbiamo ampiamente visto). Epilogo e profezia Lo so, capire quanto sono cialtroni due cialtroni una gran fatica: ma nessuna fatica inutile, e spero che anche questa vi sia servita a riflettere su alcuni luoghi comuni. Comunque, questo uno dei due motivi per i quali mi scuserete se, avendola io fatta a suo tempo, questa fatica, ho reagito con energia al tono insopportabilmente saccente dei due sconclusionati dilettanti. Prevedo che ne incontreremo sempre di pi. Perch questo blog, nonostante il mio intento di non parlare a tutti, ma di aiutare chi desidera approfondire, rinviando a siti pi consoni quelli che hanno abolito la razionalit, sta diventando popolare. E quindi di piddini ne arriveranno sempre di pi. Poveracci: il mondo che ci hanno costruito gli sta crollando addosso. Smarriti si guardano intorno. Ma non perdono la loro sicumera. Ecco, io so che non dovrei dirlo, so che non bello, so che non elegante, so che non educativo, e io in fondo sono un educatore, so che non cristiano, ma io queste persone purtroppo, vergognandomene, cercando di smettere, le disprezzo. Disprezzo la loro ottusit, il loro sapere di sapere, perch questa la base antropologica sulla quale si fondato il successo politico di quelle due o tre lenze che conosciamo: i Prodi, i Fassini, le Fassine. Non avrebbero potuto ingannare un paese, questi qua, se non avessero potuto contare sulle pretese intellettuali di un elettorato di media acculturazione, incapace di concepire il fatto che una laurea presa con un buon voto in materia affine solo eventualmente linizio di un lungo e faticoso percorso di conoscenza della realt economica. Tutti questi intellettuali della me non la si fa, tutti questi intellettuali dellio so fare i conti, oh, quanti, quanti ne vedremo arrivare, ognuno con la sua matitina blu, pronti ad applicare il pensiero di Etarcos, ma solo in parte, altrimenti la matitina blu si sa dove finirebbe. Ognuno pronto a difendere con le unghie e coi denti lillusione di non essere stato preso in giro, lillusione di poter raccogliere ancora qualche briciola, lillusione di godere ancora di un po di benessere. Sconfitti, pi e peggio di noi, che almeno proviamo a capire quello che ci stanno facendo. Dovrebbero quindi farmi pena. E invece mi fanno solo rabbia. Perch non posso non ritenerli corresponsabili, attivamente corresponsabili, della distruzione di tutto quanto per me importante: la cultura, la ricerca, e un minimo di pace sociale per goderne senza barricate in strada , con le loro non scelte dettate dallappartenenza e dalla pretesa di aver saputo brillantemente cogliere il superamento di un paradigma (marxista, keynesiano). Certo, a loro non la si fa! Il mondo cambiato, loro lo sanno! C la Cina, adesso, dobbiamo unirci per competere... e via scemenzando... Piddini, se entrate qua fatelo, come vi si addice, dopo il bel capolavoro che avete fatto, col capo cosparso di

cenere e il cappio al collo. Se non lo stringerete voi, non saremo certo noi a farlo: questa porta sempre aperta. Ma errori imperdonabili, lezioncine di bon ton, prolusioni sullunit della sinistra da realizzare porgendo laltra guancia a starnazzatori fascisti, pillole di epistemologia, ecc. ecc. tenetele per voi. Anzi, attenzione: gli epistemologi, in particolare, sono avvertiti: Marco Basilisco mi ha detto che dora in avanti sar lui a occuparsene di persona. E siccome un sentimentale e ama il bricolage, credo che abbia conservato da qualche parte una di quelle chiavi inglesi che ai bei tempi (per lui) si usavano per dialogare socraticamente con i provocatori. Nel tentativo, va da s, di pervenire a una comune verit, e certo non per indurre gli altri a rinunziare alla propria opinione. Ma a rinunziare di scassare i cabasisi, ecco, quello magari s.

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