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QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DEL MEDIO ORIENTE

Sentiamo parlare quotidianamente di attacchi suicidi in territorio israeliano e di raid aerei sui Territori Occupati. E, quello mediorientale, un tragico conflitto che sembra non avere soluzione. Ma come cominciato? Alla fine dell800, la Palestina si trova sotto dominio ottomano ed abitata da 500.000 individui di cui 24.000 ebrei, il resto sono musulmani e cristiani, per lo pi popolazioni seminomadi di pastori ma anche coltivatori di agrumi, palme da dattero, banane. Nel 1917 la Gran Bretagna, che ha conquistato il territorio e ne diventer poi mandataria coloniale, promette agli ebrei di favorire la nascita di un loro stato in Palestina.(Dichiarazione Balfour). Parallelamente, in Europa, Teodor Herzl, lancia lidea di fondarvi uno stato ebraico con lo slogan una terra senza popolo a un popolo senza terra. Gli ebrei cominciano ad arrivare entusiasticamente dallEuropa e dagli Stati Uniti: acquistano terre, fondano villaggi (i cosiddetti Kibbutz, vere e proprie comuni socialiste), organizzano un proprio servizio dordine e un proprio esercito Hagan. I palestinesi scalpitano: i nuovi arrivati comprano, coltivano, requisiscono, hanno grande intraprendenza e la fanno da padroni. Le scaramucce e poi i conflitti--sempre pi violenti--aumentano, cos, come lafflusso degli ebrei che, dopo lascesa del nazismo in Germania, raggiunge quota 350.000: un terzo dellintera popolazione. Al termine della II guerra mondiale la gi difficile convivenza peggiora ulteriormente. Nel 1947 una Commissione ONU delibera la divisione della Palestina in due stati: il 56 % agli israeliani, il 43 % ai palestinesi (l1% riservato a Geerusalemme posta sotto controllo internazionale) Questi ultimi non accettano la proposta. Il 14 maggio 1948 gli ebrei dichiarano unilateralmente la nascita dello Stato di Israele. Il mondo arabo unito muove guerra, ma la supremazia militare di Israele subito evidente, lumiliazione cocentissima: 700.000 palestinesi sono costretti--in piccolissima parte invitati dai loro leader, nella stragrande maggioranza dallaggressione delloccupante--ad andarsene. E lesercito dei profughi, sparsi nei territori arabi limitrofi: Libano, Siria, Giordania, Iraq, Egitto, Tunisia, a cui sar negato il diritto al ritorno. I palestinesi ricordano levento come Nakba, la Catastrofe. Veniamo ai giorni nostri. Di quellidillico 43% promesso nel 47 dallONU, (ricordo che Israele ha una superficie grossomodo equivalente a quella della Puglia) allattuale Autorit Nazionale Palestinese resterebbe meno di un 22%, suddiviso in due monconi: la Cisgiordania, (cio i Territori Occupati nel 1967 dopo la guerra dei sei giorni) e la Striscia di Gaza. Mentre questultima una stretta fascia di territorio costiero (40 km per 10) ad altissima densit abitativa, poverissima, e cintata da filo spinato interrotto solo da due valichi--Rafah con lEgitto, e Eretz con Israele--la Cisgiordania pi ricca, ma continuamente minacciata da nuovi insediamenti di coloni israeliani che la punteggiano a macchia di leopardo, rendendo difficilissima la costituzione di uno stato palestinese con propria sovranit territoriale, autonomia, ed esercito. Vi si trova inoltre Gerusalemme, di cui lo stato israeliano vorrebbe fare la propria capitale, ma che toccherebbe, nella parte Est, ai palestinesi. In realt il governo israeliano continua ad approvare nuovi insediamenti proprio in quella zona e ad abbattere quartieri popolati da arabi israeliani. Dal 2002 lintera Cisgiordania, per la lunghezza di 700 km, circondata da un muro altissimo, per costruire il quale si ulteriormente rosicchiata terra palestinese: talvolta i palestinesi sono stati separati tramite il muro dai loro uliveti o dai loro campi, dei quali vengono successivamente espropriati. Spesso i coloni piantano le loro tende su una terra che ritengono propria, sradicano ulivi secolari, piazzano i prefabbricati e. voil, il nuovo insediamento--difeso militarmente-- pronto. Gli israeliani sostengono che lesistenza del loro stato continuamente minacciata dal fondamentalismo islamico (e ad ascoltare le recenti dichiarazioni del presidente iraniano Akmedjnajad non possiamo dare loro torto) e presumono quindi di essere autorizzati a qualsiasi manovra offensiva, anche preventiva, che ritengono tuteli la loro sicurezza. I palestinesi, daltro canto, sono convinti di essere stati ingiustamente espropriati della loro terra, credono di non dover scontare le conseguenze di un Olocausto europeo che non hanno voluto e alla cui esecuzione non hanno partecipato. Mentre

Israele ricca e sostenuta economicamente da affluenti lobby ebraiche statunitensi (tant che ha sbito tutti gli armamenti di ultima generazione americana) la Palestina povera, poverissima, i suoi abitanti non hanno nessuna possibilit di movimento, la loro opportunit di lavoro dipende dalla disponibilit israeliana ad aprire i valichi e ad assumere manodopera palestinese a cui ormai viene preferita quella dellEuropa dellEst. La disoccupazione crescente, che ha raggiunto a Gaza l80% ha inoltre snaturato il tessuto socio/familiare palestinese togliendo prestigio, fiducia, in sostanza ruolo, al capofamiglia, la cui frustrazione si riversa sempre pi spesso nellambito familiare. Il fondamentalismo ebraico che, rifacendosi allAntico Testamento, invoca un diritto teocratico alla terra, non meno cruento di quello musulmano (ricordiamo che Rabin, artefice dei primi colloqui di pace con Arafat fu ucciso da un colono ebreo). Daltra parte, la forte corruzione dei partiti moderati palestinesi Olp e Fatah , leccessiva disponibilit della sua classe dirigente a cedere diritti e la scarsa credibilit della mediazione occidentale rappresentata dagli Stati Uniti--che non sono certo super partes--ha spinto i musulmani a votare partiti sempre pi apertamente confessionali come Hamas. La situazione sembra destinata a unescalation di violenza irrefrenabile: da una parte Israele si ritiene lunico stato democratico del Medio Oriente, chiede di poter far parte dellUnione Europea, lancia razzi mirati per uccidere terroristi e uccide invece civili, concede agli arabi un minuto prima di sgomberare case che far poi saltare, demolisce abitazioni palestinesi appena costruite, per le quali ha negato un permesso nonostante le decennali richieste. Il suo stesso stato, inoltre, minacciato dallinterno dalla mafia degli immigrati russi, che costituiscono oggi il 25% della popolazione e, paradossalmente da movimenti neonazisti, ma non solo, anche dai refusnik , i richiamati alle armi-soldati semplici ma anche ufficiali--che si rifiutano di svolgere servizio nei Territori Occupati. Dallaltra parte la striscia di Gaza ormai una prigione a cielo aperto dove vivono 1.600.000 persone, che dipendono unicamente dagli aiuti umanitari e dalla possibilit che ragazzini di dieci-dodici anni si muovano attraverso una serie di profonde gallerie scavate al confine con lEgitto per trasportare ogni tipo di merce--ed armi--indispensabile alla sopravvivenza. E un luogo dove lalto tasso di disoccupazione e la disperazione favoriscono il reclutamento in cellule fondamentaliste che vedono negli attentati suicidi e nella lotta armata--per quanto mpari--lunica possibilit di poter arrivare a un proprio stato. Prof.ssa Anna Maria Torriglia

Bibliografia Minima Abu Sharif Bassam-Mahnaimi Uzi Il mio miglior nemico.Israele-Palestina. Dal terrore alla pace. Palermo: Sellerio ( un ottimo inizio: narra la storia della nascita dello stato israeliano attraverso il racconto incrociato di un palestinese e di un israeliano) Edward W. Said Sempre nel posto sbagliato.Autobiografia Milano: Feltrinelli (autobiografia di uno dei pi rispettati e noti intellettuali palestinesi, inviso allo stesso Arafat per la sua posizione critica anche nei suoi confronti) Paul Bernard Perch ci odiano Milano: BUR ( a scrivere un ebreo italiano che cerca di capire perch il mondo arabo detesti lOccidente) Samir Kassir Linfelicit araba Torino: Einaudi (avvincente e commovente analisi di un giornalista libanese, che ha pagato con la vita la sua autonomia di pensiero) Se invece qualcuno di voi volesse rendersi conto di cosera il regime di Mubarak in Egitto, prima che la protesta popolare lo facesse cadere, dovreste leggere di Ala Al Aswani, il divertente Palazzo Yacubian. Milano:Feltrinelli (spesso la letteratura coglie nel segno pi di un trattato di sociologia!