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Capitolo 3

Serie
3.1 Denizione

Sia {an } una successione di numeri reali. Ci proponiamo di dare signicato, quando possibile, alla somma a1 + a2 + ... + an + ... di tutti i termini della successione. Questa operazione formale ` detta serie (innita) di termine e generale an , e viene anche indicata con la scrittura
+ P

an

n=1

Nel seguito far` comodo avere la possibilit` di cambiare lindice della sommatoria, in modo da a a iniziare a sommare da valori diversi da 1. Se risulta pi` utile avere a che fare con sommatorie che u iniziano da 4, ` suciente cambiare n in m = n + 3, per ottenere la scrittura e
+ X

an =

n=1

m=4

+ X

am3 .

Inoltre, capiter` di avere a che fare con successioni {an } denite per ogni n 0, ed in quei casi a tratteremo con
+ X

an = a0 + a1 + a2 + ...

n=0

Per poter dare un signicato alla somma (formale) di inniti termini, ricorriamo al seguente procedimento: i) Per ogni n 1 ssato, calcoliamo la somma dei primi n termini della serie sn =
n X k=1

ak = a1 + a2 + ... + ak .

ii) Abbiamo in questo modo ottenuto la successione {sn } , i cui termini sono 37

38 s1 = s2 =
1 P

CAPITOLO 3. SERIE ak = a1 ak = a1 + a2

..... n P ak = a1 + a2 + ... + an sn =
k=1

k=1 2 P k=1

e questa successione viene detta successione delle somme parziali della serie

n=1

` E utile osservare che la costruzione della {sn } a partire dalla {an } avviene in modo iterativo, e perch` sn = sn1 + an per ogni n 2. Questo permette di aermare che ogni successione {Sn } ` e + P An ; basta infatti utilizzare A1 = S1 , e la successione delle somme parziali di una ben precisa
n=1

+ P

an .

An = Sn Sn1 per n 2.

Denizione 3.1 Una serie

n=1

che lo sia la sua successione delle somme parziali. Determinare il carattere di una serie signica stabilire a quale delle tre precedenti categorie appartenga. Le serie convergenti o divergenti sono dette regolari.

+ P

an ` detta convergente, divergente o irregolare , a seconda e

Denizione 3.2 Per le serie convergenti, il


n+

lim sn = s R

` detto somma della serie, ed in questo caso si scrive e s=


+ P

an .

n=1

Esempio 1 La serie di termine generale costante an = c R per ogni n ha ovviamente suce cessione delle somme parziali sn = nc, e quindi ` convergente con somma 0 nel caso c = 0, divergente a + se c > 0, e divergente a se c < 0. N ` Esempio 2 E immediato calcolare {sn } nel caso della serie di termine generale an = (1)n . e Infatti s1 = 1, s2 = 1 + 1 = 0, s3 = 1 + 1 1 = 1, ....Poich` la somma di due termini consecutivi d` risultato nullo, la successione {sn } assume i valori 1 e 0, a seconda che n sia a dispari o pari. La serie ` perci` irregolare. e o N e e Esempio 3 La serie di termine generale an = n ` divergente a +, perch` ha somme parziali n(n + 1) . N sn = 2 In questi esempi ci ` stato possibile ricavare la successione {sn } in modo esplicito, ma questo pu` e o essere, in generale, un compito molto arduo, se non impossibile.

` 3.2. PROPRIETA GENERALI

39

3.2

Propriet` generali a

Nellarontare lo studio di una serie ci troviamo a cercare una risposta per: Problema A Determinare il carattere della serie. Problema B Se la serie ` convergente, calcolarne la somma. e Dare una risposta al secondo problema pu` essere estremamente dicile, come si pu` notare dalla o o Proposizione 3.3 Se i termini delle serie di indici, le serie hanno lo stesso carattere.
+ P

an e

n=1

n=1

+ P

bn dieriscono solo per un numero nito

Dim. I termini an e bn coincidono per ogni n N, per cui le rispettive somme parziali di posto N + m soddisfano sN+m tN+m = =
N +m X k=1

ak

N1 X
k=1 N 1 X k=1

N+m X

bk = ak ! N 1 X
k=1

ak +

ak

k=N N1 X k=1

k=1 N+m X

bk +

N+m X k=N

bk

bk = C .

e Cos` la dierenza sn tn ` denitivamente costante, e le successioni {sn } e {tn } sono entrambe i, convergenti, o divergenti, o irregolari. Dalla dimostrazione di questa Proposizione si nota che, mentre la modica di un numero nito di termini di una serie convergente non ne cambia il carattere, questa operazione pu` rendere molto o arduo il compito di calcolarne la somma. Per questo motivo ci dedichiamo, nel seguito, a cercare criteri che permettano di rispondere al Problema A. Uno di questi criteri `: e Teorema 3.4 Se la serie
+ P

an converge, si ha

n=1

n+

lim an = 0 .

e Dim. Per ipotesi la successione delle somme parziali {sn } converge al limite nito s. Poich` an = sn sn1 , per n + abbiamo an s s = 0. Il teorema fornisce una condizione necessaria anch` una serie converga, e ci d` la possibilit` di e a a individuare facilmente alcune serie che non convergono. Esempio 4 Le serie di termine generale an = 1, bn = (1)n , cn = n viste negli esempi precedenti + P 1/n 2 non converge, in quanto 21/n 1 6= 0. N non convergono. Cos` pure i
n=1

La condizione

n+

e o lim an = 0 non ` per` suciente per garantire la convergenza di una serie, e

quindi il teorema ha unapplicazione limitata. Pu` infatti accadere che il termine generale an o tenda a zero senza che la serie converga.

40 Esempio 5 1 . n+1+ n n=1


+ P

CAPITOLO 3. SERIE

Ovviamente an 0; inoltre, moltiplicando e dividendo per ( n + 1 n) troviamo subito che i an = n + 1 n. Cos` sn = an + an1 + ... + a2 + a1 = ( n + 1 n) + ( n n 1) + ... + ( 3 2) + ( 2 1) n + 1 1 + = e quindi la serie diverge a +. N

Un risultato pi` completo del precedente fornisce una condizione sia necessaria che suciente per u la convergenza di una serie. Teorema 3.5 (Criterio di Cauchy) La serie dizione di Cauchy per le serie
+ P

an converge se e solo se ` soddisfatta la cone

n=1

Dim. Poich` la convergenza della serie equivale alla convergenza della successione delle somme e parziali {sn }, possiamo utilizzare il Teorema 2.11 per concludere che la serie converge se e solo se la {sn } soddisfa la condizione di Cauchy > 0 n = n() : n, m n = |sm sn | < , e chiaramente possiamo pensare che sia n < m = n + p. Cos` i n+p n+p n X X X > |sm sn | = ak ak = ak
k=1 k=1 k=n+1

n+p P > 0 n = n() : n n, p 1 = ak < . k=n+1

cio` la tesi. e

Questultimo teorema ` di scarso utilizzo pratico. Per questo motivo decidiamo di cercare cone dizioni che siano magari solo sucienti, ma pi` maneggevoli da applicare. u

3.3

Convergenza assoluta

Spesso si fa riferimento alla convergenza di una serie come alla convergenza semplice, per marcare la distinzione con la seguente propriet`. a
+ + P P Denizione 3.6 La serie an ` assolutamente convergente se ` convergente la serie e e |an | n=1 n=1 .

Ovviamente, la nozione di convergenza (semplice) e quella di convergenza assoluta coincidono nel caso i termini della serie siano tutti (o almeno denitivamente) dello stesso segno. Queste due nozioni sono legate dal

3.4. SERIE A TERMINI DI SEGNO COSTANTE (I) Teorema 3.7 La convergenza assoluta implica la convergenza. Dim. Se
+ P

41

che anche la

an soddisfa la stessa condizione; ci` sar` suciente per garantirne la convergenza. o a n+p P Per > 0 ssato, esiste un indice n che garantisce che se n n e se p 1, allora |ak | < . k=n+1 ` per gli stessi n e p abbiamo Cosi,
n=1

n=1 + P

|an | ` convergente, necessariamente soddisfa la condizione di Cauchy. Mostriamo e

cio` la condizione di Cauchy per la serie e

n+p n+p X X ak |ak | <


k=n+1 k=n+1 n=1 + P

an .

Lenunciato del Teorema 3.7 non ` invertibile, nel senso che esistono serie numeriche semplicee mente convergenti, ma non assolutamente convergenti. Perci`, la convergenza assoluta rappreo senta una condizione suciente, ma non necessaria, per la convergenza (semplice) di una serie. Esempio 6 Non siamo ancora in grado di dimostrarlo, ma pi` avanti (Proposizione 3.13 ed u Esempio 14) vedremo che la serie
+ X (1)n+1

n=1

=1

1 1 1 + + ... 2 3 4 N
+ P

converge semplicemente, ma non assolutamente.

Esempio 7 Pi` avanti (Esempio 10) saremo anche in grado di dimostrare che la u

n=1

cos n , n2

i cui termini hanno un segno dicile da determinare, ` assolutamente convergente, e quindi e convergente. N Nel prossimo paragrafo scopriremo che se il termine an ha (almeno denitivamente) segno costante, + P an ; la stessa cosa non ` in generale possibile per e ` possibile ricavare alcune informazioni su e
n=1

serie il cui termine generale ha segno arbitrario. Per queste ultime, il Teorema 3.7 costituisce la pi` semplice condizione (seppur solo suciente) di convergenza. u

3.4

Serie a termini di segno costante (I)


n=1 + P

Consideriamo ora serie

an , il cui termine generale an ha segno costante. Per comodit`, a

pensiamo di avere an 0.

Teorema 3.8 Se an 0 per ogni n, la serie converge oppure diverge a +.

n=1

+ P

an ` regolare. Pi` precisamente: la serie ` e u e

42 Dim. Abbiamo sn+1 = sn + an+1 sn n

CAPITOLO 3. SERIE

e o e quindi la successione {sn } ` monot`na non-decrescente, quindi convergente (se limitata) oppure divergente a + (vd. par.2.4). Con un comprensibile abuso di notazione, per queste serie scriviamo
+ X

an = +

oppure

n=1

n=1

+ X

an < +

nel caso siano, rispettivamente, divergenti o convergenti. Teorema 3.9 (Criterio del confronto) Date le serie ogni n, si ha: se
+ P + P

an e

n=1 + P

n=1

+ P

bn , con 0 an bn per

an = +

allora

bn = +;

n=1 + P

n=1 + P

se

bn < +

allora
n P

an < +.
n P

n=1

n=1

Dim. Le successioni delle somme parziali sn =

ak e tn =

k=1

k=1

bk soddisfano sn tn .

Corollario 3.10 Se esistono due costanti C, c > 0 per la quali can bn Can le serie
+ P

denitivamente

an e

n=1

n=1

In particolare, questo vale se an bn . Osservazione Per quanto detto nella Proposizione 3.3, le tesi del Teorema 3.9 e del Corollario 3.10 rimangono valide anche se le ipotesi non sono vericate per ogni n, ma lo sono denitivamente. Il Criterio del confronto, ed il suo corollario, sono strumenti estremamente utili per stabilire il comportamento di una serie a termini non-negativi, perch` permettono di ricondurre il problema e + P bn , in cui bn ` dicile da trattare, a quello della convergenza e della convergenza di una serie
n=1 + P n=1

+ P

bn sono entrambe convergenti, o entrambe divergenti.

di una serie

an in cui an ha un comportamento confrontabile con quello di bn , ma un aspetto

pi` semplice. u Chiaramente, lutilizzabilit` di questi criteri ` tanto pi` ampia quanto pi` ` ricco lelenco di serie a e u ue campione di cui ` noto il comportamento; il prossimo paragrafo contiene lo studio di alcune serie e particolari. Concludiamo questa prima sezione di risultati teorici per serie a termini non-negativi con un risultato che lega serie ed integrali impropri.

3.5. ALCUNE SERIE CAMPIONE

43

Teorema 3.11 (Criterio integrale) Sia f : [1, +) R una funzione non-negativa e monot`na non-crescente. Allora o Z
+ + X

f (x)dx

f (n)

n=1

sono contemporaneamente convergenti oppure divergenti. Dim. Per ogni k intero lintegrale di f esteso allintervallo [k, k + 1] soddisfa Z k+1 f (k + 1) f (x)dx f (k)
k

perch` f ` monot`na e non-negativa. Sommando e e o sn f (1) =


n X k=2

f (k) =

n1 X k=1

f (k + 1) R +
1

f (x)dx

n1 X k=1

f (k) = sn1 sn .

Da qui segue la tesi, perch` e

Rn
1

f (x)dx

f (x)dx in quanto f ha segno costante.

3.5

Alcune serie campione

Riportiamo alcune Proposizioni che descrivono il comportamento di alcune serie. Le dimostrazioni di questi risultati possono essere ottenute anche in modo diverso da quello proposto, utilizzando i criteri n qui incontrati. Proposizione 3.12 (Serie geometrica) La serie
+ X

n=0

q n = 1 + q + q 2 + q 3 + ... , q R 1 nel caso |q| < 1, 1q

` detta serie geometrica di ragione q. Questa serie converge alla somma e diverge a + se q 1, ed ` irregolare se q 1. e

Dim. La serie ha termini non-negativi solo nel caso q 0. Nel caso q = 1 abbiamo chiaramente sn = n + 1 +; inoltre, anche nel caso q 6= 1 siamo in grado di calcolare esplicitamente la successione delle somme parziali 1 q n+1 (1 + q + ... + q n )(1 q) = . 1q 1q

sn = sn (q) = 1 + q + ... + qn = Se ne ricava che lim sn (q) =

n+

+
1 1q

se q 1 se 1 < q < 1 se q 1

44

CAPITOLO 3. SERIE

da cui segue la tesi. qN . 1q n=N Osservazione Una parte delle risposte fornite da questa Proposizione pu` anche essere ottenuta o in altro modo. Infatti, dalla divergenza della serie per q = 1 si ottiene, per il Criterio del confronto, che la serie diverge a + per ogni q 1. Per q 1 non ci pu` essere convergenza, perch` il o e termine generale non tende a zero (vd. Teorema 3.4). Osservazione In modo simile si ottiene che, per |q| < 1,
+ P

qn =

Esempio 8 La Proposizione 3.12 pu` essere utilizzata per scrivere sotto forma di frazione un o numero periodico. Ad esempio 0, 37 = 0, 3737... = = = 37 37 37 37 + + ... = 2 + 4 + ... 100 10000 10 10 + 37 37 X 2 n 10 1 + 102 + 104 + ... = 100 100 n=0 1 37 37 = . 2 100 1 10 99

. Esempio 9 In modo simile, abbiamo: 0, 38 = 0, 3888... = = = 8 8 8 3 + + + + ... 10 100 1000 10000 + 3 8 8 X 1 n 3 + + 10 1 + 101 + 102 + ... = 10 100 10 100 n=0 8 1 3 35 + = . 10 100 1 101 90

Proposizione 3.13 (Serie armonica) La serie


+ X1 1 1 = 1 + + + ... n 2 3 n=1

diverge a +. Dim. La funzione f (x) = R + 1 , x 1, ` positiva e decrescente, e 1 (1/x) dx non converge. Per e x il Criterio integrale (Teorema 3.11) abbiamo la tesi. Osservazione La serie armonica fornisce un altro esempio di serie in cui la condizione lim an =
n+

0 non ` suciente per garantire la convergenza della serie (vd. Teorema 3.4 ed Esempio 5). e

3.5. ALCUNE SERIE CAMPIONE Proposizione 3.14 (Serie armonica generalizzata) La serie
+ X 1 1 1 = 1 + p + p + ... p n 2 3 n=1

45

(p R)

` Dim. E una serie a termini positivi, quindi convergente oppure divergente a + (Teor.3.8). Se p 0 il termine generale non tende a 0, e quindi la serie diverge (Teor. 3.4). Se p > 0, 1 applichiamo il Criterio integrale (Teor. 3.11) alla funzione positiva e decrescente f (x) = p , x x 1. Esempio 10 La serie cos n incontrata nellEs.7 ` assolutamente convergente, perch` e e 2 n=1 n cos n 1 2 2. n n
+ P + P

converge se e solo se p > 1. Per p 1 diverge a +.

Esempio 11 Il termine generale della serie di Mengoli

1 1 2 , e quindi, per il Corollario 3.10 e la Proposizione 3.14 la serie converge. In n(n + 1) n realt`, di questa serie siamo anche in grado di calcolare la somma. Infatti il suo termine generale a pu` essere scritto come o 1 1 1 = an = n(n + 1) n n+1 per cui sn 1 1 1 1 1 1 1 + + + ... + = 1 2 2 3 3 4 n n+1 1 1 1 1 1 1 1 1 =1 = 1 + + + ... + 2 2 3 3 4 n n+1 n+1

1 soddisfa la relazione n(n + 1) n=1

per via delle cancellazioni. Cos` sn 1, e la serie di Mengoli ha somma 1. i, (Somme nite di questo tipo, in cui tutti i termini tranne il primo e lultimo si cancellano, sono anche dette somme telescopiche.) A titolo di curiosit`: ` possibile dimostrare (ma non con le tecniche di cui disponiamo ora) che a e + 1 P 2 . N = 2 6 n=1 n

Sempre utilizzando il Criterio integrale (Teor. 3.11) ` possibile ottenere il seguente risultato, che e estende quanto detto per la serie armonica generalizzata. Proposizione 3.15 La serie 1 np (log n)q n=2
+ X

p, q R

converge solo nei casi: p > 1, q qualsiasi oppure p = 1, q > 1 .

46

CAPITOLO 3. SERIE

3.6

Serie a termini di segno costante (II)

Il Criterio integrale non ` lunico strumento che ci permette di stabilire se una serie a termini e non-negativi converge. Tra le varie altre condizioni, segnaliamo le pi` note. u Teorema 3.16 (Criterio del Rapporto) Sia ) Se lim sup
n+ + P

an una serie a termini positivi.

n=1 + P an+1 < 1, la serie an converge. an n=1

) Se

+ P an+1 1 denitivamente, la serie an diverge. an n=1

an+1 an+1 Dim. Se lim sup < 1, esiste (0, 1) per cui lim sup < < 1 e, per il Teor. 2.15, an n+ n+ an an+1 abbiamo < se n n = n(). Perci` o an an < an1 < 2 an2 < ... < nn an n > n

Cos` an ` denitivamente maggiorabile con il termine generale di una serie geometrica convergente, i e + P e quindi an converge.
n=1

o Se invece an+1 an per ogni n n, la successione{an } non pu` tendere a zero.


+ P

Corollario 3.17 Sia [0, +]. Allora:

an una serie a termini positivi, per la quale esiste

n=1

n+

lim

an+1 =` an

) se ` < 1, la serie ) se ` > 1, la serie Osservazione Quando lim sup


n+ + P

n=1 + P

+ P

an converge;

an diverge.

n=1

an+1 = 1 questo criterio ` inconcludente. Ad esempio, tutte le e an

1 , p R, soddisfano questa condizione. np n=1 Esempio 12 La serie


+ X xn

n=0

n!

=1+x+

x2 x3 + + ..., x R 2! 3!

` detta serie esponenziale. Possiamo mostrare che converge assolutamente per ogni x R. Se e x = 0 ` ovvio, mentre per x 6= 0 poniamo an = |xn | /n! ed abbiamo e an+1 |x|n+1 n! |x| 0 < 1. = n = an (n + 1)! |x| n+1

3.6. SERIE A TERMINI DI SEGNO COSTANTE (II)

47

Questa serie deve il nome al fatto che si pu` dimostrare o


+ X xn

n=0

n!

= ex

dove e ` il numero di Nepero. Perci` e o + X 1 1 t . lim 1 + =e= t+ t n! n=0 .


+ P

Teorema 3.18 (Criterio della Radice) Sia = lim sup n an . Allora:


n+

an una serie a termini non-negativi, e sia

n=1

) se < 1, la serie ) se > 1, la serie Dim. Se < 1, esiste (0, 1) per cui lim sup n+ n a < se n n = n(). Perci` o n an < n

n=1 + P

+ P

an converge;

an diverge.

n=1

n a n < < 1 e, per il Teor. 2.15, abbiamo

n > n.

Cos` an ` denitivamente maggiorabile con il termine generale di una serie geometrica convergente, i e + P e quindi an converge. n=1 Se invece > 1, dalla Denizione 2.12 segue che esiste una sottosuccessione di n an che o converge a , e quindi {an } non pu` tendere a 0. Corollario 3.19 Sia [0, +]. Allora:
n=1 + P

an a termini non-negativi, e supponiamo esista

n+

lim

n a n =

) se < 1, la serie ) se > 1, la serie

n=1 + P

+ P

an converge;

an diverge. 1 , p R, np n=1
+ P

n=1

Osservazione Anche in questo caso, se = 1 il criterio ` inconcludente. Tutte le e soddisfano questa condizione.

48 Esempio 13 La serie
+ P

CAPITOLO 3. SERIE n 2n + 1 n converge, in quanto 1 n . 2n + 1 2 N

n=1

n an =

Invece la serie

(n + 1)n n+1 diverge, perch` n an = e +. 3n e e3 n=1


+ P

Osservazione Il Criterio della Radice ` spesso pi` dicile da utilizzare rispetto al Criterio del e u Rapporto, ma ha uno spettro di applicabilit` maggiore. Questo signica che se il Teorema 3.16 a fornisce una risposta, la (stessa) risposta si ottiene con il Teorema 3.18; se invece il Criterio della Radice non d` risposta, lo stesso accade con il Criterio del Rapporto. La dimostrazione di questo a fatto esula dai limiti che ci poniamo per questi appunti.

3.7

Serie a termini di segno alternato

Tornando ad esaminare serie i cui termini non hanno segno costante, c` un caso (molto particoe lare) per il quale si riesce ad ottenere un criterio di convergenza diverso da quello che coinvolge la convergenza assoluta (Teorema 3.7). Si tratta di serie del tipo
+ X

n=1

(1)n1 an = a1 a2 + a3 a4 + ...

dove an > 0 per ogni n. Tutti i termini di indice dispari sono non-negativi, e quelli di indice pari sono non-positivi; sono dette serie a termini di segno alternato. + P Ovviamente la convergenza assoluta, cio` la convergenza di e an , implica la convergenza della
n=1

Teorema 3.20 (Criterio di Leibniz) Sia {an } una successione positiva, non-crescente e innitesima, cio`: e ) 0 < an+1 an per ogni n; ) lim an = 0.
n+

+ P

n=1

(1)n1 an ; per ottenere la convergenza semplice vi ` per` anche un altro criterio. e o

Allora la serie

n=1

Inoltre, la dierenza (in valore assoluto) tra la somma s e la somma parziale n-sima sn non supera il valore assoluto del primo termine trascurato, cio`: e |s sn | an+1 n 1.

+ P

(1)n1 an converge.

Dim. La successione {s2n+1 } delle somme parziali di indice dispari ` non-crescente, perch` e e s2n+1 = s2n1 (a2n a2n+1 ) s2n1 ; e i allo stesso modo si dimostra che {s2n } ` non-decrescente. Cos`

` 3.8. PROPRIETA COMMUTATIVA s2 s4 ... s2n s2n+1 ... s3 s1

49

e questo mostra che le due successioni {s2n+1 } e {s2n } sono monot`ne e limitate, quindi convero genti. Inoltre s2n+1 s2n = a2n+1 0 e quindi {s2n+1 } e {s2n } convergono, la prima per eccesso e la seconda per difetto, allo stesso limite s. Inne 0 s s2n s2n+1 s2n = a2n+1 e 0 s2n+1 s s2n+1 s2n+2 = a2n+2 da cui segue la tesi.
+ P

1 1 converge, perch` decresce monotonamente a 0. Abbiamo e n n n=1 perci` giusticato quanto aermato nellEsempio 6. o N Esempio 14 La serie (1)n1

3.8

Propriet` commutativa a

e dei termini an . Questo signica che tra i termini {an } ed i termini {bn } vi ` una corrispondenza biunivoca, ed ` solo cambiato lordine in cui compaiono. In modo pi` formale, esiste una core u rispondenza biunivoca : N N tra gli indici, ed i termini delle serie sono legati dalla relazione bn = a(n) . Siamo interessati a rispondere alla domanda: Per quali serie convergenti che ogni riordinamento ha la stessa somma?
+ P + P

In questo paragrafo ci occupiamo dei riordinamenti di una serie. + + P P an un suo riordinamento ` la serie e bn che si ottiene rimescolando lordine Data la serie
n=1 n=1

an possiamo garantire

n=1

bn ` ancora convergente e e

n=1

Le serie per cui questo accade sono dette incondizionatamente convergenti. Senza dimostrazioni, riportiamo il pi` signicativo risultato in questa direzione. u Teorema 3.21 (Dirichlet) La serie assolutamente convergente.
+ P

an ` incondizionatamente convergente se e solo se ` e e

n=1

50

CAPITOLO 3. SERIE

Segnaliamo che una della due implicazioni di questo teorema segue dallelegante Teorema 3.22 (Riemann) Sia
+ P

an una serie che converge semplicemente, ma non assolu-

n=1

tamente. Allora, comunque ssati +, la serie data ammette un riordinamento + P bn la cui successione delle somme parziali {tn } ammette come limite inferiore e come
n=1

limite superiore.