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Capitolo 2

Successioni
2.1 Denizione

Una prima descrizione, pi` intuitiva che rigorosa, di quel che intendiamo per successione consiste u in: Una successione ` una lista ordinata di oggetti, avente un primo ma non un ultimo elemento. e Gli oggetti elencati nella successione vengono anche detti termini della successione. I termini di una successione possono, in generale, avere varia natura; questa viene solitamente chiarita aggiungendo al sostantivo successione uno o pi` aggettivi. Cos` si pu` parlare di u i, o successioni (numeriche) reali, di successioni complesse, di successioni a valori vettoriali, ... Nel seguito ci occupiamo di successioni i cui termini sono numeri reali (anche se molti, ma non tutti, i risultati ottenuti sono validi anche per i numeri complessi). Avendo a che fare con una lista ordinata di numeri, ` conveniente elencarli utilizzando gli interi e naturali n = 1, 2, .., e scrivere i termini della successione come {an }n1 = {a1 , a2 , a3 , ....} . Questa premessa chiarisce allora la (Per comodit`, decidiamo di usare la scrittura {an } al posto della pi` completa {an }n1 .) a u

Denizione 2.1 Una successione (numerica reale) ` una legge e n 7 an che ad ogni intero naturale n N associa un unico numero reale an . Per evitare noiose precisazioni, conveniamo anche di ammettere alcuni casi in cui la legge assegnata non ha senso per alcuni valori di n, purch` in numero nito. e Esempio 1 Sono successioni le: {n } = {1, 4, 9, 16, ...}
2

1 n3

1 1 1 = , 1, 1, , , ... 2 2 3

bench` la seconda non sia denita per n = 3, e la terza lo sia solo per n 5. e 29

o n n 5 = 0, 1, 2, 3

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CAPITOLO 2. SUCCESSIONI

Non tutte le successioni sono denibili come sopra, per mezzo di una legge esplicita. Ve ne sono e alcune in cui il termine an ` calcolabile per mezzo dei termini precedenti a1 , ..., an1 ; queste sono dette successioni denite per ricorrenza. Esempio 2 i) Sia a1 = 3, e an+1 = 2 + an . In questo caso r ( ) q q {an } = 1, 3, 2 + 3, 2 + 2 + 3, ... ii) Sia a1 = a2 = 1, e an = an1 + an2 per n 3. La successione ottenuta {an } = {1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, ...} ` nota come successione di Fibonacci. e N

2.2

Alcune propriet` a

Poich` una successione ` una caso particolare di funzione reale di variabile reale, molte delle e e propriet` denite per le funzioni sono estendibili alle successioni. Ne ricordiamo alcune. a e e Denizione 2.2 La successione {an } ` non-negativa se an 0 n N, ed ` positiva se a a an > 0 n N. Analogamente per la non-positivit` e la negativit`. e Denizione 2.3 La successione {an } ` inferiormente limitata se esiste un numero reale e per cui an n N, ed ` superiormente limitata se esiste un numero reale per cui an n N. Se queste due propriet` sono contemporaneamente vere, la successione ` a e limitata, e ci` equivale ad avere |an | M per ogni n N e per qualche M 0. o e o Denizione 2.4 La successione {an } ` (monot`na) crescente se per ogni n N si ha an+1 > o o an , (monot`na) non-decrescente se an+1 an n N, (monot`na) non-crescente se o an+1 an n N, (monot`na) decrescente se an+1 < an n N.

a ia, Pu` accadere che una propriet` di {an } (la positivit`, la monoton` ...) non sia vera per ogni o a valore di n, ma valga da un certo valore intero n in poi; in questo caso diciamo che la propriet` a in questione ` valida denitivamente. e 1 1 1 1 e = , 1, 1, , , ... ` limitata, denitivamente posEsempio 3 i) La successione n3 2 2 3 itiva, e denitivamente decrescente. ii) La successione (2n 5)2 = {9, 1, 1, 9, 25, 49, ...} ` positiva, limitata inferiormente ma non e superiormente, denitivamente crescente. a iii) La successione {(1)n n} = {1, 2, 3, 4, 5, ...} non possiede alcuna delle propriet` descritte sopra. N n ` denitivamente decrescente. Per vericarlo, basta ose Esempio 4 La successione 7 + n2 servare che n+1 n < n2 + n 7 > 0 an+1 < an 2 7 + (n + 1) 7 + n2 e questo accade per ogni n 3. Alternativamente, possiamo utilizzare le tecniche acquisite studiando la monoton` delle funzioni ia di variabile reale. Infatti, i termini an sono ottenuti restringendo agli interi il dominio della x funzione f (x) = . Poich` f ` derivabile e f 0 (x) < 0 se x > 7 = 2.64.., ne segue che e e 7 + x2 N an = f (n) decresce se n 3.

2.3. LIMITE DI UNA SUCCESSIONE

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2.3

Limite di una successione

Denizione 2.5 i) Dato ` R, la scrittura


n+

lim an =`

signica che > 0 n = n() : n n = |an `| < , cio` che a partire da n in poi tutti i termini della successione soddisfano ` < an < ` + . e ii) La scrittura
n+

lim an = +

signica che M > 0 n = n() : n n = an > M. iii) La scrittura


n+

lim an =

signica che M > 0 n = n() : n n = an < M. Nel caso i) diciamo che {an } ` convergente e converge al numero `, nei casi ii) e iii) la {an } si e dice divergente. Queste successioni sono dette regolari, mentre quelle che non ammettono limite sono irregolari. Con la scrittura an `+ per n + intendiamo che la convergenza ad ` avviene per eccesso, cio` che vale lulteriore informazione an ` denitivamente. Se invece an ` per n e + e an ` denitivamente, scriviamo an ` , e si ha convergenza per difetto. n1 converge e ha limite 1. Esempio 5 La successione n Infatti, se ssiamo > 0 la relazione 1< equivale a
n1 n n1 n

n1 <1+ n

>1 <1+

1 n1 = 1 < 1; la prima lo ` per ogni e la seconda diseguaglianza ` sempre vericata, perch` e e n n 1 1 n > . La scelta n = 1 + dimostra laermazione. (N.B.: la notazione bxc denota la parte intera di x, cio` il pi` grande intero che non supera x.) e u N

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CAPITOLO 2. SUCCESSIONI

Una delle conseguenze della Denizione 2.5 ` e

Esempio 6 La successione n 5 diverge a +. Infatti, ssato M> 0 abbiamo n 5 > M 2 N pur di prendere n > M 2 + 5. (Come sopra, la scelta n = 1 + M + 5 funziona.)

Teorema 2.6 Una successione convergente ` limitata; una successione divergente ` illimitata. e e e e Esempio 7 La successione {(1)n } non ` convergente n` divergente. Infatti, essendo limitata non pu` essere divergente. Inoltre, nessun ` R pu` essere limite per {(1)n } perch` i valori o o e +1 e 1 vengono assunti innite volte, e nessun intervallo (` , ` + ) pu` contenerli entrambi o se viene scelto sucientemente piccolo (ad es. < 1). N (Questo esempio mostra che il Teorema 2.6 non ` invertibile: una successione pu` essere limitata e o senza essere convergente.) Il legame con la gi` nota teoria dei limiti per funzioni f : I R R e dei limiti per successioni a viene chiarito dallenunciato dei due seguenti teoremi. Teorema 2.7 Se an = f (n), e se lim f (x) = ` , si ha lim an = `.
x+ n+

Teorema 2.8 Sia data f : I R R, con x0 punto di accumulazione per I. Allora


xx0

lim f (x) = `

se e solo se

n+

lim f (xn ) = `

per ogni successione {xn } tale che, per ogni n, si abbia xn I, xn 6= x0 , e inoltre xn x0 .

2.4

Propriet` dei limiti a

Grazie al Teorema (2.8) possiamo utilizzare molti tra i risultati relativi alle funzioni per ottenere analoghe propriet` relative ai limiti di successioni. a Permanenza del segno e i) Se {an } ammette limite ` > 0, oppure +, allora {an } ` denitivamente positiva. e ii) Se {an } ` denitivamente non-negativa ed ammette limite `, allora ` 0 oppure ` = +. Confronto Siano {an } , {bn } , {cn } tre successioni per le quali vale an bn cn denitivamente. Se {an } e {cn } ammettono limite ` R, anche bn `. Inoltre, se denitivamente vale an bn , sono vere le implicazioni: an + = bn + bn = an Monoton` Ogni successione monot`na ` regolare. ia o e e o Se {an } ` monot`na crescente o non-decrescente, si ha lim an = sup {an } ;
n+ n

e Unicit` del limite Se {an } ammette limite, questo limite ` unico. a

e o Se {an } ` denitivamente monot`na, ammette limite. e o Perci`, se {an } ` monot`na, vale: o

se ` monot`na decrescente o non-crescente, si ha lim an = inf {an } . e o


n+ n

2.5. SOTTOSUCCESSIONI {an } ` convergente se e solo se {an } ` limitata e e (vedi Teorema 2.6).

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Operazioni con i limiti Come nel caso delle funzioni, anche per le successioni regolari ` e possibile (sotto adeguate ipotesi) trasportare leetto di alcune operazioni elementari dai termini n-simi ai limiti. Un veloce riassunto pu` essere il seguente: o siano an 0 e bn > 0 tali che, per n +, valgano an a [0, +] e bn b [0, +]; allora i) an bn a b ; ii) an bn ab ; iii) 1 1 ; bn b

iv) abn ab ; n

v) ln bn ln b .

Queste regole vanno ovviamente interpretate secondo le usuali estensioni delle operazioni al simbolo +, cio`: ++ = +; c(+) = + se c > 0; (1/+) = 0; (1/0+ ) = +; c+ = + e se c > 1; c+ = 0+ se 0 < c < 1; ln(0+ ) = ; ln(+) = +. Inoltre, sono esclusi da questa tabella i casi che portano alle gi` note forme di indecisione: a + ; 0 ; /; 0/0; 1 ; 0 ; 00 . Inne, le solite regole dei numeri reali si applicano nel caso di termini negativi.

2.5

Sottosuccessioni

Sia {an } una successione. Una sua sottosuccessione (anche detta successione estratta), ` e quel che si ottiene da {an } scartando alcuni termini, e conservandone inniti. Tutto questo equivale a scegliere una successione strettamente crescente di indici interi {nk }, e a considerare la successione di termini bk = ank , dove k N. Ad esempio, potremmo decidere di conservare solo i termini di posto pari (nk = 2k) ed ottenere la successione {bk } = {a2k } . Una volta scelta la successione {nk } degli indici, indichiamo la sottosuccessione ottenuta con a {ank }k1 o, per brevit`, con {ank }. ` E relativamente facile convincersi che una successione strettamente crescente di indici interi {nk } u soddisfa nk k per ogni k N; in seguito useremo pi` volte questo fatto. Lemma 2.9 Se {an } ammette limite, ogni sua sottosuccessione ammette lo stesso limite. Abbiamo visto in precedenza (Teorema 2.6) che ogni successione convergente ` limitata, ma che e ` non vale il viceversa. Il Teorema 2.6 ammette per` una sorta in generale, se manca la monotonia, o di inverso, pi` debole, e questo coinvolge proprio la nozione di sottosuccessione. u Teorema 2.10 (Bolzano-Weierstrass) Da ogni successione limitata si pu` estrarre una soto tosuccessione convergente. Osservazione Chiaramente la sottosuccessione convergente non ` unica, basta considerare una e qualsiasi sottosuccessione della sottosuccessione convergente per avere ancora lo stesso limite. Inoltre, pu` anche accadere che una {an } limitata ammetta sottosuccessioni con limiti diversi, o come nel caso di {(1)n } e delle sottosuccessioni di indici solo pari o solo dispari.

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CAPITOLO 2. SUCCESSIONI

Dim. Dalla Denizione 2.3 sappiamo che esistono , R per i quali an per ogni + il punto medio del segmento [, ]; uno almeno dei due sottointervalli [, ] e n. Sia = 2 [, ] contiene termini an corrispondenti ad inniti valori di n. Ribattezziamo questo intervallo come [1 , 1 ] e notiamo che, di qualunque dei due sottointervalli si tratti, si ha 1 < 1 e 1 1 1 = ( ) . 2

Se 1 ` il punto medio di [1 , 1 ], in almeno uno tra [1 , 1 ] e [ 1 , 1 ] cadono termini an corrispone denti ad inniti valori di n. Chiamiamo [2 , 2 ] questo sottointervallo di [1 , 1 ], ed abbiamo 1 2 < 2 1 e 2 2 = 1 ( ) . 22

Proseguiamo in questo modo ed otteniamo due successioni {k } e { k } per le quali si ha 1 2 .. k < k .. 2 1 e k k = . 2k

o Cos` {k } e { k } sono monot`ne e limitate, quindi convergenti ad e rispettivamente. Ini, per difetto, e { } converge a per eccesso. oltre, {k } converge ad k Per come sono stati costruiti, abbiamo [k , k ] [k+1 , k+1 ] per ogni k, e quindi . Inoltre 0 k k = 1 ( ) 0 2k se k +.

e Cos` = = ` [, ], cio` {k } e { k } convergono allo stesso limite `. i, e Ora costruiamo una sottosuccessione {ank } convergente ad `. Poich` [1 , 1 ] contiene termini an corrispondenti ad inniti valori di n, sia n1 uno di questi indici. Poi, scegliamo n2 in modo che e n2 > n1 e an2 [2 , 2 ] (` possibile, in quanto in [2 , 2 ] cadono termini an corrispondenti ad inniti valori di n). Iterando questo procedimento, otteniamo una sottosuccessione {ank } per la quale si ha ank [k , k ] Quindi k ank k k.

k, e ank ` per il teorema del confronto.

2.6

La condizione di Cauchy

Sia {an } una successione convergente al limite `; dalla denizione, sappiamo che la dierenza tra o i, an ed ` pu` essere resa molto piccola, pur di scegliere lindice n sucientemente grande. Cos` ssato > 0 ` possibile trovare un indice n tale che, per ogni indice n n si ha |an `| < . Se e 2 scegliamo due indici n, m n abbiamo allora |an am | |an `| + |am `| < . Riassumendo, la {an } soddisfa quella che viene chiamata condizione di Cauchy: > 0 n = n() : n, m n = |an am | < . e Per brevit`, si usa anche dire che {an } ` una successione di Cauchy. a Questa condizione ` di dicile lettura, e non contiene traccia del valore del limite della successione. e ` E per` importante, perch` vale o e

2.7. LA CLASSE LIMITE Teorema 2.11 Una successione {an } converge se e solo se soddisfa la condizione di Cauchy.

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Dim. Grazie alla osservazione precedente, dobbiamo solo dimostrare che la condizione di Cauchy implica la convergenza. Per farlo, dividiamo la dimostrazione in 3 passi. e Passo1 Iniziamo con losservare che ogni successione di Cauchy ` limitata. Infatti, dopo aver ssato > 0 ed aver determinato il corrispondente n, i termini an sono denio tivamente contenuti nellintervallo (an , an + ), e quindi fuori da questo intervallo pu` cadere al pi` un numero nito di termini della successione. u e e Passo 2 Se {an } ` di Cauchy, ne segue che ` limitata, e il Teorema di Bolzano-Weierstrass garano tisce che ` possibile estrarne una {ank } convergente ad limite `. Perci`, sempre con lo stesso e i > 0, riusciamo a determinare k cos` da avere |ank `| < per ogni k k ,

e possiamo anche permetterci di richiedere che k n. Passo 3 Ora vediamo che {an } converge ad `. Infatti, abbiamo osservato che nk k n e quindi, per ogni n n abbiamo |an `| |an ank | + |ank `| < 2 che, data larbitrariet` di , dimostra che an ` se n +. a

2.7

La classe limite

Abbiamo visto che non tutte le successioni ammettono limite; nel caso della {(1)n } questo ` e evidente, perch` i due valori +1 e 1 avrebbero entrambi il diritto di essere considerati un limite, e e questo non ` chiaramente possibile, a causa del Teorema sullunicit` del limite. e a o Il comportamento della {(1)n } suggerisce per` la e Denizione 2.12 Il numero, o il simbolo, R ` un valore limite della successione {an } se esiste una sottosuccessione {ank } tale che
k+

lim ank = .

e La classe limite della successione {an } ` il sottoinsieme R costituito da tutti e soli i valori limite di {an } . Esempio 8 Per la successione {(1)n } certamente due valori limite sono +1 e 1. Ogni altro o e e o R non pu` esserlo, perch` la successione ` limitata, e inoltre nessun termine an pu` cadere in un intervallo ( , + ) se R ed > 0 ` scelto sucientemente piccolo. Cos` = e i {1, +1} . N 1 1 1 , 1, 2, , 1, 3, , 1, 4, ... ` costruita aancando blocchetti di tre e Esempio 9 La successione 2 3 4 1 termini, e ln-esimo blocchetto contiene i valori , 1, n. In questo caso = 0, = 1 e = + n sono certamente valori limite, e ci si convince abbastanza facilmente che non ve ne sono altri, per cui = {0, 1, +} . N Esempio 10 Linsieme Q dei numeri razionali ` numerabile, ed ` quindi possibile elencare tutti i e e a suoi elementi per mezzo di qualche successione {rn } . La densit` di Q in R permette di concludere e N che ogni R ` un valore limite di {rn } , e quindi = R.

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CAPITOLO 2. SUCCESSIONI

Da questultimo esempio si vede come la classe limite di una successione possa essere anche e molto ampia. Daltra parte, dal Lemma (2.9) segue che se {an } ammette limite `, allora questo ` ` portati, in modo naturale a formulare le due seguenti lunico elemento della classe limite. Si ` cosi e domande e e Domanda A Se la classe limite della successione {an } ` costituita da un solo elemento `, ` vero che an ` per n +? o Domanda B Una successione pu` avere classe limite vuota? I seguenti risultati, che riportiamo senza dimostrazione, forniscono una risposta a queste domande, e chiariscono ulteriori aspetti della natura della classe limite di una successione. Teorema 2.13 La classe limite di una successione {an } non ` mai vuota. Inoltre, ha e minimo e massimo (in R). Denizione 2.14 Il minimo ed il massimo di vengono detti limite inferiore (o minimo limite) e limite superiore (o massimo limite) di {an } , e sono solitamente denotati con min = lim inf an
n+

max = lim sup an .


n+

Tra le propriet` di queste due quantit`, la seguente ci permetter` di dare una risposta alla a a a Domanda A. Teorema 2.15 Sia data la successione {an } , e sia lim sup an = L R. Allora, per ogni > 0 la
n+

successione ` denitivamente maggiorata da L + . Analogamente, se lim inf an = l R, per ogni e


n+

> 0 la successione ` denitivamente minorata da l . e

Corollario 2.16 La successione {an } ` regolare se e solo se la sua classe limite contiene un solo e elemento. Le quantit` lim inf an e lim sup an possono anche essere caratterizzate in altro modo. a
n+ n+

A partire dalla {an } si possono denire due nuove successioni che, in generale, hanno valori in R; queste sono bn = inf ak = inf {an , an+1 , an+2 , ...}
kn

cn = sup ak = sup {an , an+1 , an+2 , ...} .


kn

` e o e o E abbastanza semplice notare che {bn } ` monot`na non-decrescente, mentre {cn } ` monot`na non-crescente, per cui entrambe ammettono limite. e Si verica che i due limiti sono, rispettivamente, lim inf an e lim sup an , cio` valgono le relazioni
n+

lim inf an = lim


n+

n+

kn

inf ak

n+

lim sup an = lim


n+

n+

sup ak
kn