Sei sulla pagina 1di 15

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Platone e Socrate

- Dalla decadenza della Grecia periclea allo sviluppo della filosofia platonica

A cura di : Lucia Senes III F Liceo scientifico G.Brotzu Anno scolastico 2011/2012
Unit 3 PLATONE 1

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Indice generale Capitolo 1 I rapporti con Socrate e con i sofisti 1. Il platonismo come risposta filosofica a una societ e a una cultura in crisi 2. I caratteri della filosofia platonica Socrate e Platone Mito e filosofia Capitolo 2 La dottrina delle idee e la teoria dello Stato 1. La dottrina delle idee La teoria delle idee e la sua importanza La genesi della teoria delle idee Quali sono le idee Il rapporto tra le idee e le cose Come e dove esistono le cose La conoscenza delle idee Reminiscenza, verit ed eristica Limmortalit dellanima e il mito di Er La dottrina delle idee come salvezza dal relativismo sofistico La finalit politica della teoria delle idee 2. La dottrina dellamore e dellanima Il Simposio Il Fedro 3. Lo Stato e il compito del filosofo Lo Stato ideale La giustizia Caratteri e motivazioni delle classi sociali Il comunismo platonico I guardiani sono felici ? Le degenerazioni dello Stato Platone e la democrazia Chi custodir i custodi? Limportanza delleducazione nella citt platonica I gradi della conoscenza e leducazione
Unit 3 PLATONE 2

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Il mito della caverna La condanna dellarte imitativa

Capitolo 3 Approfondimenti e nuove prospettive 1. I problemi dell Ultimo Platone Il confronto con Parmenide I generi dellessere e il problema del nulla La nozione generale di essere 2.La dialettica 3. Il bene per luomo: il Filebo 4. Il Timeo e la dottrina delle idee-numeri Il mito del demiurgo La visione matematica delle cose

Unit 3

PLATONE

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Capitolo 1 :

I rapporti con Socrate e con i sofisti


1. Il platonismo come risposta filosofica a una societ e a una cultura in crisi
Il platonismo nacque in un periodo in cui la crisi politico-culturale stava invadendo il mondo storico. Dal punto di vista politico, infatti la Grecia stava attraversando un periodo di massima decadenza nella quale, bisogna ricordare lavvenuta dei Tiranni (404 a.C.) e lo stabilirsi di una nuova democrazia che ben presto port alla morte di Socrate. Proprio la morte di questultimo, considerato luomo pi giusto di tutti, era sintomo di una crisi culturale e delluomo. La figura di Socrate divenne un simbolo della crisi e una speranza di superamento di essa. Per superare questa crisi, cera il bisogno di una riforma globale delluomo che avrebbe portato a una rinnovata filosofia e a una rivoluzione culturale e politica alla luce del sapere. Lattivit letteraria di Platone, pu essere suddivisa in :

2. I caratteri della filosofia platonica


Socrate e Platone La filosofia di Platone si basa principalmente sugli insegnamenti di Socrate. Anche Platone utilizza il dialogo come un mezzo attraverso il quale si possa esprimere un indagine filosofica. Lutilizzo del dialogo, inoltre, ha fatto si vivesse la filosofia come una ricerca inesauribile e mai conclusa, quindi come un continuo sforza verso la verit che luomo non possieder mai completamente. Mito e filosofia Una delle caratteristiche principali della filosofia di Platone, lutilizzo dei miti, ovvero di racconti fantastici attraverso i quali vengono esposte dottrine o concetti filosofici. Il filosofo utilizza il mito come: un strumento pi accessibile per comunicare un mezzo attraverso cui parlare di realt che vanno al di l del limite imposto dalla ragione. Infine, il mito una teoria che pur essendo indimostrabile viene concepita come vera.

Unit 3

PLATONE

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Capitolo 2 :

La dottrina delle idee e la teoria dello Stato


1. La dottrina delle idee La teoria delle idee e la sua importanza La seconda fase del pensiero platonico costituita dalla formulazione della teoria delle idee attraverso le quali si spinge oltre le dottrine insegnate da Socrate, elaborandone delle nuove. La genesi della teoria delle idee Secondo Platone, la genesi della teoria delle idee da ricercare nella scienza che lui chiama episteme. In antitesi ai sofisti, Platone si domanda quale sia loggetto della scienza e arriva a definirla come immutabile e perfetta che rispecchia le idee immutabile e perfette anchesse. A differenza dellopinione, che lui chiama doxa che identifica come unentit mutevole e imperfetta che si rispecchia nelle idee mutabile e imperfette. Per il filosofo, lidea il modello unico e perfetto delle cose del mondo. Inoltre in Platone esistono due gradi fondamentali di conoscenza: Dualismo gnoseologico, costituito dallopinione e dalla scienza Dualismo ontologico, costituito dalle cose e dalle idee Quali sono le idee Nella fase della maturit del pensiero platonico, le idee vengono suddivise in due categorie fondamentale: le idee valori : i supremi valori come la Bellezza, il Bene, la Giustizia. le idee matematiche corrispondenti alle entit matematiche e geometriche. Inoltre Platone parla di idee di cose artificiali e di idee di cose naturali. Essendo molteplici, le idee sono organizzate seguendo un ordine gerarchico- piramidale con le idee-valori in cima e lidea del Bene al vertice. Dialoghi della maturit Dialoghi della vecchiaia

Idee

Forme uniche e perfette di classi di cose designate con un unico nome

Unit 3

PLATONE

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Il rapporto tra le idee e le cose Secondo Platone le idee sono: criteri di giudizio delle cose, in quando per giudicare un oggetto non possiamo fare a meno di riferirci ad esso. Causa delle cose; due individui sono uomini sulla base dellumanit, quindi questa la causa che li rende tali. Il rapporto tra le idee e le cose dato dalla mimesi ( imitazione delle idee), dalla metessi ( partecipazione delle idee) e la parusia ( presenza delle idee nelle cose). Come e dove esistono le cose Il filosofo utilizza un termine latino per dir che le idee esistono in quanto vanno oltre le mente e le cose. Alcuni studiosi ritengono che il mondo platonico delle idee assomigli allempireo dantesco oppure al paradiso cristiano. Altri intellettuali invece hanno considerato le idee platoniche come dei modelli di classificazione delle cose. La conoscenza delle idee Partendo dal presupposto che le idee siano loggetto di una visione intellettuale, Platone ricorre alla teoria della reminiscenza ovvero del ricordo, per spiegare che lanima, prima di entrare nel nostro corpo, vissuta nel mondo delle idee. La gnoseologia di Platone presenta un forma di innatismo poich valuta la conoscenza come un giudizio gi esistente nel nostro intelletto. Reminiscenza, verit ed eristica Per Platone la teoria della reminiscenza costituisce la vittoria sul relativismo sofistico. Il filosofo sostiene che luomo non conosca tutta la verit ma anche che non la ignori completamente attraverso il ricordo. Limmortalit dellanima e il mito di Er La reminiscenza rappresenta una delle prove dellimmortalit dellanima che diventa loggetto di uno dei dialoghi pi ricchi di pathos1, il Fedone. Oltre ad essa, Platone elenca altre prove dellimmortalit dellanima: Dei contrari in cui afferma che una cosa si genera dal suo contrario Della somiglianza in cui sostiene che lanima, essendo come le idee, sia eterna Della vitalit poich lanima, essendo vita partecipa allidea di vita stessa. La teoria dellimmortalit, viene utilizzata da Platone per chiarire il problema del destino attraverso il mito di Er, con il quale Platone conclude la Repubblica. Morto in battaglia, dopo essere risuscitato dopo dodici giorni, racconta la sorte che attende gli uomini dopo la morte; infatti la vicenda incentrata sulla scelta del proprio destino. La scelta guidata soprattutto dalle esperienze vissute, per questo Platone crede che luomo sia artefice del proprio destino nonostante sia condizionato da ci che stato in vita. La dottrina delle idee come salvezza dal relativismo sofistico Il punto saliente della dottrina delle idee il rifiuto del relativismo sofistico. Secondo Platone, il relativismo sofistico tende a rappresentare una filosofia negatrice di un stabile punto di vista sulle cose. Platone prese le distanze dallassolutismo tradizionale e il relativismo estremo. Platone vede nellassolutismo lunica strada percorribile. In questo modo lumanismo dei sofisti e di Socrate viene messo da parte; infatti non pi luomo a misurare la verit, ma viceversa.

Forte sentimento e commozione profonda che viene espressa o suscitata da una creazione artistica.

Unit 3

PLATONE

Lucia Senes

30 Aprile 2012

La finalit politica della teoria delle idee Platone vuole offrire, attraverso la dottrina delle idee, uno strumento che consenta agli uomini di uscire dal disordine. Per questo, fa delle idee il principale strumento contro il relativismo sofistico.

2. La dottrina dellamore e dellanima Il sapere stabilisce tra luomo e le cose, non solo un rapporto intellettuale da anche damore, che Platone chiamer eros. Platone dedica due dialoghi alla teoria dellamore, ovvero il Fedro che considera lamore nella sua soggettivit, mentre il Simposio considera la bellezza come loggetto dellamore e associa ad essa quattro diversi tipi di amore. (vedi figura 1)

Figura 1

Il Simposio I filosofi che partecipano in questo dialogo, sono riuniti in un banchetto; ognuno di loro esprime le proprie idee riguardanti leros. Pausania suddivide leros in: eros volgare (i piaceri) e eros celeste , rivolto alle anime. Erissimaco vedo lamore come una forza cosmica Aristofane, attraverso il mito degli androgeni rivela linsufficienza del luomo nei confronti dellamore Socrate identifica lamore come un bisogno per luomo. La bellezza loggetto dellamore e la bellezza per eccellenza corrisponde allamore filosofico. Il Fedro Il problema del Fedro quello della considerazione dellanima. Per spiegarne la natura dellanima, Platone utilizza il mito della biga alata, in cui una coppia di cavalli, uno bianco, pi agile e scaltro, mentre laltro nero, lento e pigro. Mentre vengono guidati da un auriga verso il cielo, il compito del cavallo bianco quello di sorreggere quello nero affinch arrivino nel mondo della bellezza. Questo non succede perch i cavalli cadono prima. La bellezza il tramite tra luomo caduto e il mondo delle idee. A questo punto leros diventa un processo di dialettica.

Unit 3

PLATONE

Lucia Senes

30 Aprile 2012

3. Lo Stato e il compito del filosofo


Lo Stato ideale La Repubblica lopera pi importante di Platone, nella quale, attraverso il riassunto dei dialoghi precedenti viene data la definizione di comunit perfetta; che per Platone doveva essere presieduta dai filosofi. Si pone due domande : 1) Qual lo scopo di tale comunit 2) Chi sono i filosofi La giustizia Alla prima domanda da come risposta la Giustizia; dicendo che nessuna comunit pu sussistere senza di essa. Inoltre la giustizia condizione fondamentale della nascita e della vita dello Stato. Lo Stato deve essere costituito da tre classi a ciascuna delle quali collega una virt: 1. Governanti i quali devono avere la virt della saggezza 2. Guerrieri i quali devono avere la virt del coraggio 3. Cittadini i quali devono avere la virt della temperanza La temperanza per una virt che si addice a tutte e tre le classi. La giustizia comprende tutte e tre queste virt, e si realizza quando ciascun cittadino adempie al proprio compito; ogni individuo quindi portato a scegliere quello per cui pi adatto e dedicarsi solo ad esso. La giustizia garantisce pertanto lunit e con essa la forza dello stato, garantisce inoltre lunit e lefficienza dellindividuo. NellAnima Individuale Platone stabilisce tre parti : 1. Razionale che quella dellanima che ragiona 2. Concupiscibile dalla quale derivano gli impulsi corporei 3. Irascibile che lotta per ci che la ragione ritiene giusto. Da qui attribuisce di nuovo le virt in questo modo :del principio razionale sar tipica la saggezza,del principio irascibile il coraggio,e laccordo delle tre parti sar la temperanza.Da qui Platone passa dalla giustizia dello Stato a quella dellindividuo, e questa si avr quando ciascuna parte dellanima osserver solo la sua funzione. Quindi la giustizia non sar solo lunit dello stato o del singolo individuo, ma bens anche dellunione di entrambe queste parti.

Unit 3

PLATONE

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Caratteri e motivazioni delle classi sociali 1. Da dove Platone prende la distinzione in classi? 2. Che cosa fa si che un individuo appartenga ad una classe piuttosto che ad unaltra? Per la prima questione il filosofo dice che in uno Stato ci sono dei compiti diversi che devono essere attribuiti a persone diverse.Per la seconda invece dice che la destinazione sociale dipende da quale parte dellanima prevale sullaltra.Abbiamo cos gli individui che sono prevalentemente razionali, individui prevalentemente impulsivi e prevalentemente soggetti al corpo suoi desideri. Per Platone la divisione in classe non dipende da un fattore ereditario ma da un attitudine naturale. Tutto ci trova esempio nel mito delle stirpi nel quale secondo unantica leggenda fenicia alcuni nascono con una natura aurea, argentea, ferrea o bronzea. Nellimmaginaria societ platonica si possono, a differenza dei ceti indiani, passare da una classe allaltra, sia dalla pi bassa alla pi alta che viceversa, e quindi avere una certa mobilit sociale. Il comunismo platonico Per fare funzionare bene lo Stato, Platone , suggerisce leliminazione della propriet privata e la comunanza dei bene per le classi superiori. I custodi dovranno avere solo le cose necessarie per vivere, e saranno proibiti oro e argento in quanto lo scopo della citt il bene di tutti non la felicit di una classe. Sia la povert che la ricchezza, sono nocive per cui nella citt ideale non dovr esistere nessuna delle due. La classe al potere non avr famiglia, e inoltre si dovranno avere in comune anche le donne. Le unioni matrimoniali saranno temporanee e stabilite dallo stato in modo tale che nascano figli sani. I figli per appena nati, verranno tolti hai genitori in modo tale che non si conoscano e possano crescere come in una grande e solidale famiglia. I guardiani sono felici ? Platone alla domanda se i guardiani sono felici risponde che la felicit risiede nella giustizia, quindi nellaver compiuto i propri compiti, in vista dellarmonia e della felicit complessiva dello Stato. I filosofi, inoltre sono felici gi di per s in quanto godono della beatitudine della conoscenza e non hanno bisogno di cercare la loro realizzazione nei beni materiali. Le degenerazioni dello Stato Platone vede quindi nellaristocrazia dei filosofi la forma di stato fisiologica. Mentre distingue quattro forme di stato patologiche: la Timocrazia, nella quale la propriet dei beni nelle mani dei governanti al quale corrisponde l uomo ambizioso e amante del comando e degli onori; lOligarchia in cui il potere nelle mani dei ricchi al quale si associa luomo avido di ricchezze, parsimonioso e laborioso; la Democrazia, nella quale prevale la libert dei cittadini, che si caratterizzano dal lasciarsi andare facilmente a desideri smodati; la Tirannide, la peggiore forma di stato in cui il tiranno per guardarsi dall odio dei cittadini, tender a circondarsi da persone peggiori di lui; a questa forma di stato corrisponde luomo schiavo delle proprie passioni e sempre infelice. Platone e la democrazia Platone critica non soltanto i sofisti, ma anche gli uomini politici che avevano attuato riforme della citt in senso democratico. Con la concezione aristocratica a reggere le sorti della cosa pubblica devono essere i migliori, ossia una minoranza che eccelle su molti, non solo per ricchezze ma anche per virt. Secondo la concezione democratica invece il governo della polis deve essere in funzione di tutti e quindi un affare di popolo. La pi vicina alle concezioni di Platone la prima. Infatti attraverso laristocrazia platonica si raggiunge una funzionale divisione dei poteri che attraverso la sua rigidit e permanenza nel tempo arrivi ad una forma di stato ideale, che nasce da una naturale inclinazione del singolo che volontariamente adempier ai propri compiti. Mentre con la democrazia i
Unit 3 PLATONE 9

Lucia Senes

30 Aprile 2012

soggetti si sentiranno del tutto liberi e non ci sar coincidenza tra inclinazione naturale e compito assolto e ci sar una rottura dell equilibrio ideale, in quanto per Platone solo la parte aurea della societ destinata a governare. La visione di Platone non solo si distacca da una societ democratica, ma giustifica e appoggia un aristocrazia in cui,non di raro chi governa, dovr organizzare la societ fin nei minimi particolari, come lorganizzazione di matrimoni di stato volti a creare degli accoppiamenti ideali. Tuttavia se questa visione statalista non pu essere minimizzata, non si pu non puntualizzare sul fatto che questa visione trova giustificazione nell uso della ragione da parte di chi governa, e del sapere che prescinder quindi da ricchezza o casato e sar un metro di giudizio assoluto. Chi custodir i custodi? Limportanza delleducazione nella citt platonica Come si pu essere sicuri che i governanti realizzeranno il bene comune e non quello personale? Platone dice che i custodi, prima di custodire gli altri, devono sapere custodire se stessi, e quindi c una forte importanza del sistema educativo. Nella Repubblica lordinamento educativo e politico risultano talmente tanto uniti che lo stato tende a configurarsi come una grande accademia che ha come scopo la formazione permanente di ineccepibili custodi. Cio chi fin dalla nascita viene portato a pensare al bene collettivo, continuer a farlo anche se diventer reggitore. Per Platone il sapere una prerogativa delle classe superiori. I gradi della conoscenza e leducazione La parte principale della repubblica dedicata alla delineazione al compito del filosofo. Filosofo e colui che ama la conoscenza nella sua totalit. Ci che assolutamente , assolutamente conoscibile, ci che in nessun modo , in nessun modo conoscibile; perci allessere e quindi alle idee corrisponde la scienza che vista come la conoscenza vera, al non essere lignoranza, e al divenire corrisponde lopinione e stanno nel mezzo. Platone paragona la conoscenza a una linea che viene divisa in due segmenti che a sua volta viene divisa in altri due segmenti; ci saranno cos 4 gradi del sapere ai quali corrispondono 4 gradi della realt : La conoscenza sensibile ( opinione ), rispecchi al nostro mondo mutevole e comprende : la congettura o immaginazione che ha come oggetto le ombre o le immagini degli oggetti la credenza che ha come oggetto le cose sensibili nei loro rapporti scambievoli ( percezione chiara degli oggetti ) La conoscenza razionale o scientifica, che comprende il mondo immutabile delle cose, comprende : la ragione matematica o discorsiva, ha per oggetto le idee matematiche lintelligenza filosofica o noetica, ha per oggetto le idee-valori. Platone ritiene che la filosofia sia superiore alla ragione matematica, in quanto crede che questa si appigli ancora al mondo sensibile e partano da ipotesi indimostrate. Ci nonostante la matematica nel sistema di Platone riveste una grande importanza. Secondo i metodi di misura, luomo pu avere diverse impressioni su un oggetto in momenti diversi, o diversi uomini posso avere impressioni diverse sullo stesso oggetto; ma se si misurano per esempio la distanza o la grandezza di quelloggetto si raggiungono delle conoscenze non pi mutevoli e soggettive ma stabili e oggettive. Le discipline matematiche fondamentali sono laritmetica come arte del calcolo, la geometria come scienza degli enti immutabili, lastronomia come scienza del movimento ordinato e perfetto e la musica come scienze dellarmonia; queste discipline costituiscono la propedeutica della filosofia, ossia che preparano il filosofo alla scienza suprema. Platone descrive in modo molto minuzioso leducazione dei giovani. Per prima cosa tutti i filosofi dovranno studiare musica e ginnastica, poi le discipline propedeutiche. Fra i 30 e i 35 anni i migliori si cimentano nella filosofia o dialettica, fra i 35 e i 50 coloro che hanno seguito bene il corso di filosofia dovranno fare un

Unit 3

PLATONE

10

Lucia Senes

30 Aprile 2012

tirocinio pratico nelle cariche militari e civili. Solo a 50 anni, superate con esito favorevole tutte queste prove, gli ottimi potranno avere il governo dello Stato. Il mito della caverna La teoria della conoscenza e delleducazione trova spiegazione nel mito della caverna. Immaginiamo che ci siano degli schiavi incatenati in una caverna e siano costretti a guardare solo davanti a se. Sul fondo della caverna si riflettono immagini di alcune statuette che sporgono al di sopra del muro che sta alle spalle dei prigionieri. Dietro il muro si muovono senza essere visti, i portatori delle statue, e si trova un fuoco che permette la proiezione delle immagini. I prigionieri allora scambiano le ombre per la realt. Se per uno di loro riuscisse a liberarsi, voltandosi capirebbe che le ombre non sono la realt in quanto proiettate dalle statuette, che a loro volta sono imitazioni di cose reali rese visibili solo ed esclusivamente dalla luce. Non riuscir quindi, abbagliato dalla luce, a vedere le cose negli occhi ma riuscir a vederle solo attraverso lacqua, solo in un secondo tempo ci riuscir. Ma ancora incapace di guardare il sole, guarder le costellazioni e il firmamento per tutta la notte. Sar cos in grado di guardare il solo di giorno e di ammirare lo spettacolo delle cose reali. Lo schiavo a questo punto vorrebbe restare sempre l. Ma se facesse partecipi i suoi compagni schiavi di ci che ha visto, tornando nella caverna,lui non saprebbe pi distinguere le ombre, perci verrebbe deriso dai compagni che lo accuserebbero di non vedere bene, e infastiditi dal suo atteggiamento, lo ucciderebbero. Prendiamo ora parte per parte il mito e cerchiamo gli elementi essenziali paragonandoli al nostro mondo :

Platone vede il nostro mondo come il mondo delle tenebre, contrapposto al regno della luce rappresentato dalle idee. Ma c soprattutto il concetto della finalit politica della filosofia, ossia le idee che tutte le conoscenze acquisite devono essere usate per la fondazione di una comunit giusta e felice. Solo con il ritorno alla caverna, luomo avr compiuto la propria educazione e sar veramente un filosofo. La condanna dellarte imitativa La Repubblica importante anche per la storia dellestetica che studia i problemi della bellezza e dellarte. Platone condanna larte e la esclude da ci che i futuri reggitori dello stato devono saper fare perch ritiene che larte sia limitazione di unimitazione di tre gradi lontani dal vero; in quanto si limita a riprodurre limmagine delle cose che sono a loro volta riproduzione delle idee. Inoltre rifacendosi alle immagini possiede il valore conoscitivo pi basso e risulta non fare riferimento alla misurazione matematica. Ritiene che la commedia e larte in generale sia negativa per il potere corruttore sugli animi, infatti i futuri filosofi dovrebbero essere distaccati dalle emozioni. Larte invece incatena lanimo alle passioni rappresentate e porta le persone ad abbandonarsi a se stesse. Nella tragedia larte raffigura il mondo dominato dal fatto facendo si che lindividuo sia solo un passivo esecutore della realt.
Unit 3 PLATONE 11

Lucia Senes

30 Aprile 2012

La condanna dellarte non riguarda per i miti, che lui utilizza in quanto si configurano come nobili tentativi di rappresentare alla mente cose che vanno al di l di ci che materiale e terreno. Questo ci spiega che per Platone larte pu esistere solo se assoggettata alla filosofia, in caso contrario sarebbe falsa.

Unit 3

PLATONE

12

Lucia Senes

30 Aprile 2012

Capitolo 3 :

Approfondimenti e nuove prospettive


1. I problemi dell Ultimo Platone
N e i d i a l o g h i d e l l a v e c c h i a i a P l a t o n e a p p r o f o n d i s c e u l t e r i o r m e n t e l e s u e i d e e . Il Platone di questo periodo, definito come l ultimo Platone, si pone principalmente due problemi: 1.Come deve essere il mondo delle idee? 2.Come va concepito il rapporto tra le idee e le realt naturali? Queste due questioni vengono esaminate rispettivamente nel Sofista e nel Timeo. Il confronto con Parmenide Platone si interroga sulla consistenza della teoria delle idee mettendosi a confronto con Parmenide. Se lunit lidea mentre i molti sono gli oggetti che costituiscono unidea, non si capacita di come unidea possa essere partecipata da pi oggetti senza essere molteplice. La tesi secondo cui solo lessere mentre il non essere non potrebbe mettere in dubbio la teoria delle idee. Dato che rinunciare alle idee risulta una cosa impossibile, Platone rinuncia al principio eleatico. I generi dellessere e il problema del nulla Platone elabor la teoria dei generi sommi attraverso la quale, il filosofo spiegava come le idee potessero esistere e comunicare tra loro. I generi sommi sono delle determinazioni supreme delle idee e sono cinque : lessere, lidentico,il diverso, la quiete e il movimento. Seguendo questo schema possibile comprendere come i generi sommi sono collegati tra loro : -Ogni idea esiste, quindi appartiene alla categoria dellessere. -Ogni idea identica a se stessa e quindi rientra nella categoria dellidentico -Ogni idea identica a se stessa ma diversa alle altre, quindi rientra nel genere del diverso -Ogni idea pu stare in s, quindi quiete oppure pu comunicare con le altre, quindi movimento. Lerrore di fondo compiuto da Parmenide, secondo Platone stato quello di confondere il diverso con il nulla. In poche parole, Platone intende dire che lunico modo per non essere, quello dell essere diverso. Platone inoltre ribatte il concetto secondo cui lerrore non consiste nel pronunciare il nulla ma nel dire le cose diversamente da come stanno nella realt.

La nozione generale di essere Con lutilizzo dei cinque generi sommi, Platone intende ridefinire il concetto di essere e arriva alla tesi secondo cui lessere possibilit. Con questo, Platone intende dire che esistono tutte quelle cose che sono in grado di entrare in diversi campi di relazione.

Unit 3

PLATONE

13

Lucia Senes

30 Aprile 2012

2. La dialettica
Platone definisce dialettica la suprema scienza delle idee la quale consister nel determinare quali idee sono collegate tra loro e quali no. Nel Fedro, la dialettica viene definita attraverso due momenti: la definizione di una certa idea e la divisione della stessa, nelle sue articolazioni interne. La tecnica dialettica consiste nel definire unidea mediante le diversificazioni attraverso un processo dicotomico: in relazione allidea di caccia, secondo Platone possibile arrivare a definire i sofisti procedendo con metodo binario. La dialettica platonica si differenzia da quella di Aristotele poich si costruisce su base ipotetica e tende a strutturarsi come una ricerca inesauribile aperta a nuove acquisizioni.

3. Il bene per luomo: il Filebo


Nel terzo periodo della sua attivit, Platone scrisse il Filebo, nel quale si occupava principalmente di dare una risposta alla domanda: che cos il bene per luomo ? Lunico modo per arrivare al bene, per luomo, riuscire a stabilire una forma di vita mista di piacere e ragione: esso deve essere costituito dal piacere guidato e ordinato dallintelligenza che da ad esso un limite. La gerarchia dei valori viene stabilita da Platone in : Lordine, la misura La proporzione, il bello e il compiuto Lintelligenza La scienza e lopinione I piaceri puri

4. Il Timeo e la dottrina delle idee-numeri


Il mito del demiurgo Attraverso il Timeo, Platone, intende dare una risposta alla domanda: da dove origina luniverso? La scienza non pu rispondere perch la ragione limitata; perci possiamo creare unipotesi, attraverso il racconto del mito del Demiurgo2. La figura del demiurgo viene presentata come un mediatore tra il mito e la filosofia. Allinizio regnava il caos e il Demiurgo, amando lordine voleva riordinare le cose a immagine e somiglianza delle idee. Identificato come un divino artefice, il Demiurgo ha fornito le cose di unanima del mondo, ossia la forza che il Demiurgo conferisce al mondo naturale. Inoltre, il divino ha generato il tempo che viene definito da Platone come unimmagine delleternit. Il tempo misurato in base ai movimenti degli astri. Nonostante la sua
2

Creatore

Unit 3

PLATONE

14

Lucia Senes

30 Aprile 2012

buona volont, il Demiurgo non riesce nel suo intento. Nel Timeo infatti, tutto ci che bene dovuto al Demiurgo e allintelligenze mentre il male dovuto alla materia e alla necessit. La visione matematica delle cose Il platonismo dei Timeo interpreta i numeri come uno strumento di tutto ci che esiste. Inoltre si dice che Platone, nelle dottrine non scritte, avrebbe interpretato il mondo delle idee come il mondo dei numeri spiegando tutto attraverso i concetti di Uno e Diade.

Unit 3

PLATONE

15