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UN GRAN NUMERO DI PENSATORI EBREI

di Claude Riveline da Ebraismo e Cultura Europea del 900, 1990

Il fisico francese Louis Leprince-Ringuet, nel suo libro Gli atomi e gli uomini, scrive: (Nei campi pi avanzati della fisica moderna) gli ebrei costituiscono di gran lunga la maggioranza dei teorici. Espatriano volentieri: grazie alla loro vivace intelligenza possono inserirsi nelle migliori universit del mondo senza sentirsi spaesati poich sono sostenuti dall'interesse scientifico. Questa razza eletta straordinariamente dotata per la ricerca. Gli ebrei si appassionano alla conoscenza delle leggi della natura. L'inquietudine, la genialit innata, che insieme senso pratico e intelligenza dell'astratto, il loro temperamento insaziabile, li spingono verso la scienza che amano profondamente (pag. 136 ed. francese). Questa opinione confermata dalla statistica dei premi Nobel: dal 1907 al 1970 il 20% dei premi Nobel per la fisica e il 26% per la medicina sono stati attribuiti a ebrei, quando nello stesso periodo, gli ebrei rappresentavano lo 0,4% della popolazione mondiale. Ci soiio dunque 50 volte pi premi Nobel per la fisica tra gli ebrei che tra i non ebrei e 60 volte per la medicina 1. In Italia la differenza ancora pi evidente: sui sette premi Nobel italiani si contano quattro ebrei Come spiegare questo fenomeno che risale molto indietro (fin dall'antichit vi sono stati astronomi e medici famosi)? Esaminer per ordine le quattro spiegazioni che si danno usualmente: la biologia, la sociologia, la cultura e la religione. Dimostrer poi che questa attitudine alla scienza, se stata fonte di orgoglio stata altres fonte di mortali pericoli per il popolo d'Israele. La spiegazione biologica Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che esista una razza ebraica la quale avrebbe disposizioni ereditarie per lo studio e la ricerca. Quest'idea non regge a un esame serio poich le conversioni all'ebraismo e i matrimoni infra-confessionali sono stati cos numerosi nella storia ebraica che se mai vi stato un tipo razzialmente puro si completamente diluito tanto in Occidente che in Oriente. Lo studio statistico dei gruppi sanguigni l'ha dimostrato in modo irrefutabile: si potuto constatare che la ripartizione di questi gruppi tra gli ebrei tedeschi identica a quella degli altri tedeschi ma assomiglia pochissimo, per esempio, agli ebrei marocchini. La razza ebraica un mito. La spiegazione biologica Cacciati spesso dai Paesi che li avevano accolti, interdetti nel corso della storia dall'esercizio di numerosi mestieri sedentari, gli ebrei sono stati indotti a dedicarsi a attivit professionali facili da trasportare altrove, come il commercio del denaro o la medicina. Cosa ci pu essere, dunque, di pi mobile della conoscenza, soprattutto quando essa si esprime in una lingua universale come un tempo il latino, il greco o l'arabo e oggi l'inglese? Questa spiegazione rappresenta certamente una parte di verit ma non pu esaurire il problema perch urta contro un'obiezione: come si spiega che questa disposizione per la scienza non si sia sviluppata altrettanto presso altri popoli nomadi? Conviene cercare fattori pi specifici del popolo ebraico. La spiegazione culturale

possibile dire che di tutti gli esseri umani l'ebreo sia il solo a avere la certezza di non contare un solo analfabeta tra i suoi antenati, se ebrei. Un buon ebreo, ci dice il Talmud, deve avere durante tutta la sua vita almeno un maestro e un compagno di studi e ogni giorno deve riuscire a riservare anche solo un minimo di tempo alla cultura. Questo straordinario attaccamento allo studio ha prodotto dalla Bibbia in poi un'immensa raccolta di dotti scritti commentati a loro volta a ogni generazione e ancora oggi in via di creazione permanente. Si pu facilmente immaginare come un tale addestramento all'esercizio del pensiero abbia agevolato l'accesso degli ebrei nel mondo del sapere moderno. Resta tuttavia una questione da chiarire: perch gli ebrei si collocano di preferenza agli avamposti pi audaci della scienza, come la fisica quantistica o la biologia molecolare? Si sarebbe pensato che essi indirizzassero il loro gusto per i libri o per i dibattiti di idee sulla filosofia, la teologia o la poesia. Per rispondere a questa domanda bisogna esaminare pi da vicino il contenuto e i metodi dello studio tradizionale ebraico, il che comporta, al di l dell'aspetto culturale, l'esame dell'aspetto propriamente religioso. La spiegazione religiosa L'ebraismo non , come altre confessioni religiose, limitato al campo spirituale e alle realt invisibili. un progetto concreto, terrestre, politico, fondato sulla convinzione che sia possibile conciliare il rispetto del prossimo con la vita nella societ, malgrado le esigenze di polizia di quest'ultima. Ne deriva che tutti i mezzi per padroneggiare la materia e svelare i suoi segreti devono essere messi in opera e che tali investigazioni, ben lungi dall'attentare alla maest divina, sono anzi segni di piet. Questa libert di pensiero deve essere messa in relazione con la stretta disciplina che regola i comportamenti. L'organizzazione del tempo, ritmato dalla preghiera, lo studio e il riposo sabbatico, le prescrizioni alimentari, gli imperativi della carit, ecc., costituiscono il cemento dell'unit del popolo ebraico, che tuttavia autorizza una larga autonomia di opinioni. Si racconta la storia di due giovani studiosi molto pii che dopo molte ore di discussione sull'esistenza di Dio concludono che Dio non esiste. Uno di essi, assetato dopo il dibattito, prende un bicchiere d'acqua e prima di bere recita la benedizione rituale. Che fai? - gli dice il suo compagno - se Dio non esiste? Che cosa c'entra? gli risponde l'altro stupito. Per un ebreo la fede non riguarda il campo delle idee ma quello dell'identit. I progressi della scienza non costituiscono per lui una minaccia, anzi al contrario. / pericoli dell'assimilazione Se il trionfo della scienza non ha minacciato la fede ebraica essa ha tuttavia rischiato di distruggere il popolo ebraico. Quando nel corso del XVIII secolo, infatti, la filosofia dei Lumi infiamm gli spiriti colti di tutta Europa, gli ebrei furono tra i pi entusiasti. Il movimento, partito dalla Germania con Moses Mendelsshon, fondatore della Haskala (in ebraico cultura, intelligenza) sosteneva che si doveva essere ebrei in casa propria e eguali a tutti gli altri fuori di casa. Seguirono ondate di conversioni (lo stesso nipote di Moses Mendelsshon, il compositore Mendelsshon-Bartholdy, infatti, era protestante) e contemporaneamente si verific un irrigidimento dell'ebraismo ortodosso in un ritualismo timoroso. Se da una parte le conquiste di Napoleone e il progresso legato ai Diritti dell'Uomo e alle democrazie emanciparono gli ebrei in quanto cittadini, dall'altra li allontanarono spesso dalle loro origini. Molti di loro misero la propria passione per lo studio al servizio del progresso delle scienze profane, con il successo che conosciamo, perdendo per l'identit ebraica.

Questo pericolo sembra essere meno grave nella nostra epoca. L'opinione pubblica pi illuminata comincia a rendersi conto che la ragione laica e le sue applicazioni hanno dei limiti e che gli uomini hanno forse avuto torto di farne una religione chiamata a prendere il posto di tutte le altre. La scienza come strumento, la scienza come idolo Per concludere, possiamo dire che la libert della scienza e il suo esercizio intensivo non soltanto sono compatibili con l'ebraismo ma possono addirittura essere considerati degli imperativi religiosi. Il Talmud, infatti, condanna severamente colui che, dotato per la medicina o per l'astronomia, non vi si dedica a sufficienza poich la cura della salute e la misura del tempo sono necessarie per l'osservanza della legge divina. Il rispetto per le scienze trova i suoi limiti nella tentazione dell'idolatria, tentazione che non propria, comunque, di questo campo soltanto. La tradizione ebraica insegna che lo spirito umano sottoposto alla tentazione permanente di erigere a assoluto una verit parziale e fissarla in immagini e riti: il potere del faraone, gli istinti naturali, le forze cosmiche, sono state cos di volta in volta divinizzate nelPantichit. Oggi la razza e il proletariato hanno assunto questo ruolo. Anche la scienza offre una terribile tentazione, resa pi forte dai suoi legami con la ragione e dalle sue conquiste pratiche. Gli ebrei, particolarmente vigili nei confronti di tutti gli idoli, hanno avuto tuttavia colpevoli debolezze verso lo scientismo, il culto intemperante della scienza, a cui hanno attribuito il merito della loro emancipazione politica e del loro successo in seno alle nazioni. Possiamo sperare che il loro contributo al progresso della scienza non venga meno senza che essi debbano concedere i loro figli in pasto a questo moderno Minotauro.
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Fonte: Guide juif de France. Edizione Migdal, Parigi 1971, p. 459.