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SOMMARIO

masterplan:

3 Abbattere e ricostruire, ma

4 Il colore avidamente potrà imporsi sul grigio?

servizi sociali:

5 CIS: Che Iniziativa Significativa!

6 Medicina solidale: cure a chi ne ha più bisogno

cultura nel territorio:

7 Tor Bella Monaca: centro di cultura

gruppi musicali:

10 Note di riscatto

credits:

12 i partecipanti al progetto

Note di riscatto credits: 12 i partecipanti al progetto Tor Bella Monaca: non solo degrado Quando

Tor Bella Monaca: non solo degrado

Quando si dice “che l’abito non fa il monaco” si intende dire che non bisogna guardare l’esterio-

rità, ma l’interiorità di una persona; eppure non

è sempre così. Quando si sente “abito a Tor Bella

Monaca” allora si ha una sola e comune reazio- ne. Ma perché? Tor Bella Monaca (TBM) è una frazione a sud est del comune di Roma, nell’ VIII Municipio. Il nome deriva da una torre citata per la prima volta nel 1317, di proprietà di un certo Pietro Monaca. Nel diciottesimo secolo troviamo la denominazione della zona come “Tor Bella Monaca” o “Torre Belle Monache”. Da qui parte la leggenda per cui Rita da Cascia, durante il suo

viaggio a Roma, per il giubileo del 1450, abbia sostato in questa periferia. Questa leggenda ha dell’incredibile: Rita arrivava da nord (da Cascia )

e non si spiega come abbia fatto ad arrivare nella

periferia sud-est del Urbe. Intorno agli anni ’20-

’30 del Novecento, questa borgata cominciò a popolarsi, ma solo nel 1934 l’insediamento ven- ne ufficializzato. Nel 1981 fu scoperto un lungo tratto della via Gabina, che nell’antica Roma col- legava la Capitale alla città di Gabii.

Il vero e proprio quartiere nacque intorno agli anni’80. La mancanza di servizi e opere pubbli- che collegate alle numerose costruzioni edilizie, hanno rappresentato i primi cenni del degrado che è sfociato negli anni ’90 nel “Programma di recupero urbano di Tor Bella Monaca”. È ad ini- ziare da questo degrado generale che si è arriva- ti con il passar degli anni ad una sempre più mar- cata ostilità verso la zona. Comunque il quartiere presenta tanti elementi positivi: il teatro, che è una chiara rappresentazione di cultura; la Circo- scrizione dell’VIII Municipio; ben due biblioteche, di cui una comunale; e infine, ma non meno im- portante, è il liceo scientifico più grande di Roma, ovvero l’ “Edoardo Amaldi”.

Non si può cancellare la parte negativa del quar- tiere, ma non di può neanche negare che abbia delle grandi potenzialità, che potrebbero essere sicuramente sviluppate con l’aiuto di tutti.

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Alessio Di Grazia Giuditta Mikhail Sara Nepi

Quartiere: com’è e come lo si vuole

Abbattere e ricostruire, ma

Se c’è un argomento che riesce a tener banco da molto tempo quello è il Masterplan di Tor Bella Monaca. Nato da un’idea di Gianni Alemanno, sin- daco di Roma dal 2008, tale progetto si basa sul principio che soltanto abbattendo le torri, defini- te dal sindaco stesso come “frutto di architettura

sovietica”, si potrà dare al quartiere nuovo lustro, eliminando il degrado che lo attanaglia.

Il

Masterplan viene proposto in maniera informale

il

12 Agosto del 2010 all’evento “Cortina Incontra”:

Tiburtino 3 e altre cose,

quelle sono aree che dovrebbero essere demoli- te. Sicuramente quella che va demolita è Tor Bella Monaca. >> Inizialmente il Sindaco ha portato avanti tale pro- getto, messo su carta grazie all’apporto gratuito dell’architetto Leon Krier, sostenendo che le quat- tordici torri in oggetto, in realtà prefabbricati de- stinati a case popolari, presenterebbero condizioni disagevoli per chi ci vive. Successivamente, poiché questa posizione è stata smentita direttamente da chi abita dentro le “torri”, Gianni Alemanno ha sostenuto che la demolizione di Tor Bella Mona- ca è necessaria per garantire uno standard di vita migliore, ossia case popolari più basse e spazi più vivibili. Le reazioni? Non tutte positive! Massimo Musumeci, Presidente del comitato Tor- BellaMonacaRinasce, ap- poggiato da una parte della popolazione del quartiere, auspica la realizzazione del progetto in funzione dei tanti vantaggi che la popo- lazione potrebbe ricavarne:

<<Ci sono molte aree [

]

te della commissione MasterPlan, Romolo Biferi, è

alquanto chiaro e sintetico: <<Non è cambiando il contenitore che si cambia il contenuto. Il progetto

non nascerebbe, peraltro, da un inconsueto atto

di generosità verso la periferia più estrema, ma per

estinguere il debito di 55 milioni di euro contratto dal Comune con gli eredi di Romolo Vaselli. Ma- sterplan vuol dire prima di tutto un acquisto dei terreni su cui edificare, appartenenti alla medesima

famiglia, e poi anche un aumento della popolazio- ne del quartiere da 28.000 residenti a 44.000.>>. Sbagliato per Daniele Grasso è, inoltre, il luogo

in cui dovrebbe partire l’abbattimento delle torri:

Largo F. Mengaroni, considerato il fulcro ufficiale

del quartiere, ma non quello effettivo. Egli critica la scelta del Sindaco anche per le ripercussioni che questo ipotetico progetto potrebbe causare

se attuato: il verde che contraddistingue Tor Bella

Monaca potrebbe essere sostituito da una enorme colata di cemento, che coprirebbe tutta la sua su- perficie, rendendolo simile ai quartieri limitrofi.

Un altro gruppo di cittadini che s’interessa all’ar- gomento è quello che fa capo a M. Vittoria Molina-

ri, Presidentessa del Comitato di Quartiere “Nuova

Tor Bella Monaca”, nato nel 1983 e tuttora attivo

sul territorio. Le sue posizioni sono chiarissime: no

al MasterPlan. Ci spiega come Tor Bella Monaca

sia l’ultimo quartiere sorto dall’iniziativa pubblica del sin- daco Petroselli per contrastare l’emergenza abitativa degli anni ’80, che vedeva Roma come un’immensa città-barac- copoli. La Molinari ci fornisce molti dati importanti riguar- do al progetto avanzato da Alemanno. L’incoerenza sot- tolineata dalla Presidentessa è che il MasterPlan si scontra con altri progetti, su tutti la “Centralità Romanina” che prevede nel quartiere la costruzione di palazzi alti più di 60 metri e a San Basilio un palazzo di 70

metri . Il comitato raccoglie le tante preoccupazio- ni, paure e titubanze dei cittadini, che sono per la maggior parte confusi e divisi, frutto questo della scarsa informazione fornita dalle autorità compe-

tenti. Se da una parte c’è chi condivide il progetto, perché finalmente il sogno di una casa più vivibile potrebbe concretizzarsi, dall’altra aleggiano senti- menti contraddittori e preoccupati per l’aumento

di costruzioni edilizie, che non costituirebbe un’ag-

giunta dei servizi in un quartiere già praticamente

privo di luoghi ludici o formativi.

già praticamente privo di luoghi ludici o formativi. in primo luogo la presa di coscienza che

in primo luogo la presa di coscienza che tutti meritano un luogo migliore per vive- re. Inoltre contribuirebbe a far crescere i nostri figli in un quartiere nuovo di zecca, che potrebbe finalmente liberarsi dal brutto nome che si trascina dietro da anni e dalla criminalità che lo vede protagonista.

Tor bella Monaca non è un ghetto come dicono, ribadisce il Presidente. Fermo e opposto il parere del membro della Com- missione MasterPlan, Daniele Grasso, che denun- cia l’incoerenza del Sindaco Alemanno, il quale in un primo tempo voleva buttare giù quattordici pa- lazzoni di altrettanti piani perché “a rischio crollo”- affermazione poi risultata essere falsa- e succes- sivamente perché distruggere e ricostruire sono due ottimi modi per eliminare il degrado e la micro

e macro criminalità. A tale riguardo l’ex Presiden-

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Tor Bella Monaca e la sua seconda pelle:

il colore avidamente potrà imporsi sul grigio?

Abbattere, riedificare: sono queste le parole chiave del Masterplan, progetto avanzato dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno, che vede il quartiere di Tor Bella Monaca, o meglio le sue famose torri che

svettano imponenti e fragili, al centro del dibattito non solo politico, ma soprattutto sociale.

Di riqualificazione non si sente parlare, almeno da

coloro che appoggiano il progetto, che bollano la

questione come già archiviata. Per il Presidente del comitato TorBellaMonacaRinasce, Massimo Musu- meci, essa non rappresenterebbe certo un passo avanti: <<Le torri attuali sono costruite con mate- riale scadente e la maggior parte di esse hanno del ferro ossidato, ed io stesso sono in possesso di un verba-

le, redatto da vigili del fuoco,

che ho già consegnato al Sin- daco.>> Dal fronte sociale, invece, la tematica del “non abbatte-

re” e del “riqualificare” viene molto sentita. L’opposizione

al progetto non è soltanto

critica, ma propone un’al- ternativa concreta basata su quattro punti cardine: manu- tenzione degli spazi comuni,

lavoro per gli abitanti, centri

di aggregazione per fare rete

e togliere i bambini dalle stra-

de e il COLORE!

La riqualificazione dovrebbe cominciare dall’area di Via dell’Archeologia, via molto trafficata da ragazzini appe-

essere abbattuta o cementificata, ma riqualificata. Lo dicono tante esperienze europee già realizzate:

è possibile poter recuperare zone degradate, non

andando a distruggere, ma rendendole più vivibi-

li e permettendo ai cittadini stessi di poter contri- buire in maniera attiva. Il lavoro è ciò che manca

a Tor Bella Monaca: e allora perché non favorirlo

con l’impiego di molti disoccupati nella pulizia del territorio? È di riqualificazione sociale che si parla, ora. Sulla questione “criminalità” la Presidentessa del Comitato Tor Bella Monaca è dell’avviso che il

quartiere assomiglia a tutti gli altri, con i soliti furti

bande criminali che si spartiscono il territorio e il mercato della droga. Si tratta però della minoranza della popolazione, in gran parte composta da brava gente

e lavoratori. Glissa, però,

sull’argomento dell’alto tas-

so di arresti domiciliari o dei

e

dell’alto tas- so di arresti domiciliari o dei e moltissimi bambini, futuro della società, sotto la

moltissimi bambini, futuro della società, sotto la tutela degli assistenti sociali. Occorre una presa di posi-

zione dei cittadini stessi, con

la

richiesta di nuovi servizi,

di

luoghi dove far crescere

in

modo sano i giovani, bi-

blioteche, piste ciclabili che

garantirebbero un collega- mento con la vicina Tor Ver- gata. Tor Bella Monaca è un quar- tiere completamente grigio,

Certo non è bel-

incolore

na

undicenni sui motorini, privi di casco e patente.

lo, ma ha tanta voglia di rinascere. Il colore che

È,

inoltre, spesso al centro di retate da parte della

lo renderebbe più attraente è soltanto quello che

Polizia, che sequestrano partite di droga alle pic- cole o grandi gang del quartiere. Il verde, se fos-

ciascuno di noi può dargli rendendolo più vivibile, coltivando il nostro senso di civiltà.

se

davvero curato e dotato di strutture adeguate,

Ciò che accomuna chi è a favore a chi è contra-

potrebbe costituire una grande fonte di svago

rio al Masterplan è il credere che Tor Bella Monaca

e uno spazio ricreativo per i tanti bambini della

zona, che sono per ora costretti a giocare per stra- da tra la carcassa di un motorino e un secchione

dell’immondizia ribaltato. Daniele Grasso auspica

la creazione di spazi di aggregazione, ma anche

una classe dirigente migliore, più aperta e sensibi-

le alle istanze dei cittadini e un lavoro che generi

l’idea di un bene condiviso e che faccia superare il degrado che infesta questa zona. Vittoria Molina-

ri e Daniele Grasso sembrano concordare su una

questione importante: Tor Bella Monaca non deve

sia un quartiere grigio. Così le Torri che lo rappre- sentano, se colorate diversamente, potrebbero ri- qualificarlo almeno in parte. È questo il senso del murales, simbolo di Tor Bella Monaca, che vede un writer intento ad aprire un vaso pieno di colo-

ri e dire sardonicamente, attraverso quel pezzo di muro: “Te piace sta tonalità de griggio?” Andrea Colafranceschi, Leonardo Di Mario Melissa Randò

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Verso il sociale

CIS: Che Iniziativa Significativa!

Tor Bella Monaca non è solo un quartiere pieno

tivo di creare un osservatorio sulle problematiche

di

mo che ci sono anche molte strutture pronte ad

realtà negative. Se ci guardiamo intorno, notia-

giovanili riferibili al mondo del lavoro, lo Spazio Donne, che ha riguardato attività di orientamen-

accogliere e ad aiutare i giovani, potendole defi-

to

al lavoro, laboratorio di espressione corporea

nire “positive”.

e

attività con il Consultorio Femminile e lo Spor-

Una di queste è il C.I.S., Centro Integrazione So-

tello Rom, il quale è stato finalizzato alla ricerca di

ciale, che si occupa di dare spazio a ragazzi e a

soluzioni adeguate per la costruzione di un cam-

giovani problematici, che hanno difficoltà econo-

po sosta attrezzato e alla realizzazione di attività,

miche, sociali e culturali.

a

partire dalla scolarizzazione. E’ necessario dire

I ragazzi del centro sono affiancati da persone

esterne, che non conoscono il loro vissuto, ma

nonostante

ciò li aiuta- no senza

sminuire la

loro identi-

tà.

Il C.I.S. na- sce nel set- tembre del

su

i n i z i a t i v a

di tre asso-

ciazioni: la

Comunità

Capodarco

di Roma, la

Cooperati-

va socio-sa-

nitaria Iska

e l’Associa-

zione Han-

dicap “Noi e

gli Altri”. Il centro, situato in Via G. Castano 39 in

una struttura di 900 mq circa, viene istituito grazie

che Informagiovani, il Centro Diritti e l’Ufficio per

l’occupazione dei giovani hanno svolto i loro in- terventi nel-

la sede del

Municipio

fi-

nanziamen-

loro in- terventi nel- la sede del Municipio fi- nanziamen- VIII con ti autonomi. Successi -

VIII con

ti autonomi.

Successi -

v a m e n t e , grazie a un

assetto

ganizzativo,

il C.I.S. e

contempo

al

or-

1988

il Proget-

to “Spazio

A p e r t o ”

cambiano

i loro

ob-

biettivi pun-

tando

continuità

del dialogo

sulla

con le persone del territorio.

In particolare il C.I.S. ha coinvolto le realtà territo-

al

contributo della Ripartizione VIII.

riali in attività volte al raggiungimento dell’auto-

Il

C.I.S. ha sempre fornito servizi, organizzato at-

nomia di persone in difficoltà e di animazione del

tività e ha svolto progetti di integrazione con lo scopo di far crescere nei ragazzi il rispetto per gli altri. Due progetti fondamentali realizzati dal C.I.S. sono

territorio. Infine, l’associazione è stata segnata da un pas- saggio fondamentale: da Centro Integrazione Sociale a Centro Diurno di sollievo. Una scelta im-

Progetto Handicap, voluto per stimolare, miglio- rare e aumentare il grado di autonomia persona-

il

posta dalle scarse risorse economiche che hanno portato a una riduzione di parte dell’operatività

le

della persona in difficoltà, e l’Agenzia Giovani,

del Centro, tra cui Informagiovani e il Comitato

che ha compreso azioni che si sono strutturate

di

Sostegno al Lavoro. Questo Centro diurno è fi-

intorno all’apertura di uno Sportello Informativo

nanziato solo dal Comune di Roma, a carico del

Circoscrizionale. L’operatività del progetto si è svi-

Municipio VIII.

luppata in diversi ambiti, tra cui Informagiovani, uno sportello centrato sulla diffusione di informa-

Giulia Ciangola

zioni relativi a tematiche riguardanti i giovani, il Comitato di Sostegno al Lavoro, nato con l’obiet-

Adele Ricolli

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Medicina Solidale: cure a chi ne ha più bisogno

Tor Bella Monaca quartiere di palazzoni, di grigio,

di strada. Teatro di non pochi episodi di violen-

za, criminalità e disuguaglianza sociale. In questo luogo dimenticato da Dio, ma forse più verosimil- mente dalle istituzioni, abbiamo cercato di trovare dei luoghi di luce, degli spiragli che facessero in- travedere qualcosa di positivo, di legale, di esem-

plare per tutti. Ci siamo imbattuti nell’Istituto di Medicina Solidale. La struttura è bassa e compren- de una sala d’attesa e quattro stanze per visitare, tutto circondato da un giardinetto. Una donna dall’aspetto tranquillo e dalla voce decisa, la dotto- ressa Lucia Ercoli, responsabile del progetto, ci ha accolti in una stanza e abbiamo iniziato la nostra chiacchierata. L’iniziativa nasce nel 2004 da un accordo tra il Policlinico Tor Vergata e un’associazione di volon- tariato, l’Istituto di Medicina Solidale. Prendendo spunto da due studi svolti negli anni precedenti, da cui le malattie della povertà risultavano pesare molto su questa zona, si è deciso di far partire il pro- getto che aveva come scopo quello di offrire un <<servizio di assistenza socio-sanitaria gratuita rivolto alle fragilità sociali del quartiere>>. Come ci spiega la dotto- ressa, la maggior parte dei pazienti sono donne extracomunitarie incinte che chiedono cura e as- sistenza durante la gra- vidanza e l’infanzia del bambino. Ci sono anche nomadi, senzatetto e in generale persone in condizioni economiche spes-

so precarissime che non hanno modo di iscriversi

al sistema sanitario nazionale. Il centro è molto uti- lizzato, infatti gli assistiti quotidiani sono circa una sessantina e i pazienti sono preoccupati dal fatto che il servizio potrebbe essere tolto. Infatti, questa presenza massiccia di immigrati ha gettato in cattiva luce il centro, che la cittadinan- za, a detta della dottoressa manovrata politica- mente, contesta fortemente anche perché privo delle certificazioni adatte. <<La struttura assegna-

ta dal comune, ex centro anziani, non possiede i

documenti catastali necessari affinché venga rico- nosciuta dagli enti, e per questo, dal 2 gennaio di quest’anno il Policlinico Tor Vergata ha cessato di finanziare il progetto>>. Attualmente il servizio of-

ferto dal centro di Medicina Solidale si basa esclu- sivamente sul volontariato. <<Evidentemente dal punto di vista elettorale non paga appoggiare servizi che abbiano a che fare con gli immigrati. Mi chiedo perché il problema dell’idoneità dei locali non sia venuto fuori pre- cedentemente negli ultimi sette anni>>. Dal 2004

al 2011 pazienti venivano tutti visitati in sole due

sale della parrocchia di Tor Bella Monaca, ma no- nostante le condizioni fossero peggiori di quelle dell’attuale sede non ne è uscito nessuna protesta. Adesso invece tutte le correnti politiche contesta-

no l’assenza di un ambiente ospedaliero asettico,

in cui malattie come l’HIV possano essere curate

senza rischi per gli altri pazienti. Secondo la Ercoli <<viaggiare con i mezzi comporta lo stesso rischio

di contrarre malattie. Si tratta piuttosto della po-

vertà culturale delle persone che si lasciano ma- nipolare. Bisognerebbe piuttosto prendersi la re- sponsabilità di chiedersi perché si è arrivati a certe situazioni di povertà >>. Il territorio si è mostrato quindi fortemente ostile. Con l’arrivo del nuovo par- roco è stato chiesto a Medi- cina Solidale di spostarsi in via dell’Archeologia, dove però il personale non si sen- tiva di poter garantire il ser- vizio visti gli atti di violenza contro gli immigrati che la cronaca ha spesso associa- to a quella specifica fascia del territorio di Tor Bella Monaca. Tutto ciò nonostante la collaborazione attiva con altre realtà del territorio attraverso cui opera Me- dicina Solidale, come il “CHEntro sociale”, dove da un anno si tiene un laboratorio di ballo con bam- bini italiani affetti da problemi psichici ed è attivo uno sportello di dialogo con un dietologo, ricono- sciuto nel quartiere.

di dialogo con un dietologo, ricono- sciuto nel quartiere. La Costituzione prevede che tutti, nessuno esclu-

La Costituzione prevede che tutti, nessuno esclu-

so, siano curati. Speriamo che un dialogo costrut- tivo con le istituzioni possa permettere a Medicina Solidale di operare nel territorio non solo in modo eticamente corretto, ma anche legale sotto tutti i punti di vista.

Giulio D’Alessandro Chen Laura Sarno

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Libertà è cultura

Tor Bella Monaca: centro di cultura

Nonostante Tor Bella Monaca venga troppo spes-

so associata agli aspetti peggiori delle borgate, in

realtà c'è una grande parte di questo quartiere che si spende per la cultura.

Esempi di tale impegno sono l'Istituto di Istruzio-

ne Superiore “Edoardo Amaldi”, che è popolato in

prevalenza da studenti provenienti proprio da Tor Bella Monaca, la biblioteca “Pier Paolo Pasolini”, il Teatro e centri di cultura spontanei come il “Cubo

cua, infatti la biblioteca fa circa 1.200 prestiti in un anno, ma è circoscritta ai soli studenti del liceo. Di persone esterne infatti se ne vedono poche nel-

la biblioteca, e questo è dovuto forse alla scarsa

pubblicità che è stata fatta e forse anche perché la biblioteca è aperta al pubblico una sola volta alla settimana.

Il professore ha continuato dicendo che la fascia d'età dei frequentatori è fra i 14 e i 18 anni, proprio perché sono i soli studenti a sfruttar- la.

La biblioteca “Pier Paolo Pasolini” è un centro ricco di iniziative letterarie e culturali, basta citare la partecipazione al Premio Strega, o altri progetti che prevedono per gli studenti

degli interessanti esercizi di scrittura creativa. Nel sito del liceo è dedicata alla biblioteca una pagina ricca di informazioni, dove è possibile leggere i nomi del responsabile e dei collaboratori, conoscere il regolamento e gli orari di apertura, saperne di più sulle at- tività di consulenza e sul “bibliovolontariato”. Quest'ultimo è un progetto che vuole coinvolge-

re gli alunni nella gestione della biblioteca e nelle

sue iniziative proprio attraverso un'opera di edu- cazione al volontariato. Il progetto è coordinato dai docenti, che affiancano ai ragazzi coinvolti altri giovani che hanno già frequentato il corso

di biblioteconomia. Da questa iniziativa sono nati

servizi come l'accoglienza-consulenza dei volonta-

ri, l'attivazione delle postazioni multimediali, molte

attività culturali e il corso di biblioteconomia e ca- talogazione per nuovi volontari, oltre alla produ-

e ca- talogazione per nuovi volontari, oltre alla produ- libro”. Quella della biblioteca è una struttura

libro”. Quella della biblioteca è una struttura fondamen- tale nei quartieri, perché risulta essere il simbolo della cultura che non si arresta. A Tor Bella Mo- naca la biblioteca è situata proprio all'interno del liceo “Edoardo Amaldi”, ma da nove anni ormai è entrata a far parte della rete “BIBLIOPOINT” delle biblioteche di Roma.

Dall'intervista che abbiamo fatto al professor Clau- dio De Filippo, professore del liceo in pensione da un anno e ad oggi collaboratore della biblio- teca per due giorni alla settimana, sono

emersi dati che fanno riflettere.

Professor De Filippo quando è stata aperta la biblioteca? La biblioteca risale al 1987, anno della fondazione del liceo, ma è aperta anche

al pubblico esterno da quando è stata

inserita fra le “Bibliopoint” di Roma.

Di quanti volumi dispone la biblioteca?

La biblioteca è molto fornita: offre in- fatti 11.000 volumi circa, fra libri, DVD e VHS. Quanta affluenza c'è di alunni e perso- ne esterne? L'affluenza risulta essere piuttosto cospi-

INIZIATIVE DELLA BIBLIOTECA “PIER PAOLO PASOLINI” Due importanti progetti per aprile e maggio 2012, realizzati nella Biblio- teca in collaborazione con il Municipio VIII Roma delle Torri e l’Associa- zione Culturale Compagnia Ottavo Atto:

“ Festa del libro e della lettura al femminile”, prevede la presentazioni di libri, dibattiti e alcune letture, dal 26 al 28 aprile 2012. Sarà presente, tra gli altri, l’autrice Dacia Maraini.

“Modelli educativi a confronto, educazione e mafia: conversazioni per una cultura della legalità”, prevede sei incontri dal 18 aprile al 10 giugno 2012, nei quali intervengono, tra i tanti, Mario Schermi, formatore dell’i- stituto centrale di formazione, dipartimento di giustizia minorile; Brunel- la Fava, del dipartimento di giustizia minorile, con Salvatore Cavallo, un testimone; ma anche registi, attori, educatori.A conclusione, lo spettaco- lo teatrale “Donne di mafia” presso il teatro di Tor Bella Monaca.

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zione di materiale informativo e divulgativo.

Si potrebbe pensare che la cultura non tocchi nes-

biblioteca al servizio dei cittadini del quartiere, che oltre ad essere una biblioteca è un punto di incon- tro.

È proprio questo il “Cubo Libro”: un luogo di cultura e di confronto, che or- ganizza peraltro diverse manifestazioni culturali come letture, proiezioni cine- matografiche e mostre. Grazie alle numerosi donazioni, oggi il Cubo Libro dispone di moltissimi volu- mi, 1500 circa, di moltissimi generi ma soprattutto di letteratura straniera. Non dispone solo di libri ma anche di giochi, che hanno come destinatari i bambini, a cui sono dirette anche molte delle molteplici iniziative proposte. Tutto ciò denota la volontà di coinvol-

gimento di tutte le fasce d'età

Il Cubo

Libro è la chiara dimostrazione che Tor Bella Monaca non è solo quello che vie- ne raccontato dalla cronaca peggiore, perché una parte del quartiere invece è il vivo segno dell'impe- gno per la cultura. Il Cubo Libro è aperto però solo dal martedì al ve- nerdì dalle 16,30 alle 19,00: orari che per di più

al ve- nerdì dalle 16,30 alle 19,00: orari che per di più suno a Tor Bella

suno a Tor Bella Monaca se non gli studenti del liceo, ma in realtà non è così. Infatti nel 2005 “El Chentro Sociale”, sfruttando una struttura sita in Largo Ferruccio Mengaroni rimasta inutilizzata per diversi anni, ha creato una

LA VOCE DEGLI STUDENTI Abbiamo intervistato delle studen- tesse del liceo per sapere se usano la biblioteca “Pier Paolo Pasolini” e cosa ne pensano. Ecco cosa hanno risposto :

1° Intervista Usi la biblioteca “Pier Paolo Paso- lini” ? Si la uso, raramente per piacere e molto frequentemente per consul- tare libri scolastici. Perché per le letture personali usi meno la biblioteca? Perché mi piace avere sempre i miei libri a portata di mano dentro casa, mi piace possederli e posse- dere le parole e le emozioni che mi danno. Che ne pensi del servizio che offre la biblioteca? Penso che sia più o meno riforni- ta di tutto e che abbia parecchia scelta in vari ambiti. Quando si cerca un libro però non sempre si trova perché si hanno pochissime, se non uniche, copie. Comunque sia complessivamente va bene.

Conosci il “Cubo Libro”? Si. Lo frequenti? No Come mai? Perché utilizzo la biblioteca e non ho bisogno di utilizzare anche il Cubo Libro.

2° Intervista Usi la biblioteca “Pier Paolo Pasoli- ni”? Poco, quasi per niente. Perché? Perché mi rivolgo alla biblioteca vicino casa. Conosci il Cubo Libro? No.

3° Intervista Usi la biblioteca “Pier Paolo Pasoli- ni”? Abbastanza, anche se i libri preferi- sco comprarli. Perché? Perché mi piace avere una biblio- teca personale e perché a volte ho voglia di rileggerli. Che ne pensi del servizio che offre

la biblioteca? È molto buono per me, ci sono molti libri e gli addetti sono mol- to veloci nel trovarli. Inoltre c’è

una grande tolleranza per i ritardi. Però credo anche che dovrebbero aggiornare la biblioteca con auto- ri come Welsh, Bukowski, Benni,

Pennac, Baricco ecc

i classici è molto fornita. Conosci il Cubo Libro? No.

.Anche se per

4° Intervista Usi la biblioteca “Pier Paolo Paso- lini”? Abbastanza. Cosa pensi del servizio che offre la biblioteca? Credo che i libri siano molti e che il personale sia molto disponibile, anche se poco attento alle date di riconsegna dei libri.

Conosci il Cubo Libro? No.

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non sono sempre rispettati. Sarà stato un caso, ma ultimamente ci siamo recate più volte presso l'edi- ficio trovandolo chiuso.

Anche il “Teatro Tor Bella Monaca” segnala l'impe- gno e la vitalità del quartiere. Aperto nel dicembre 2005, è oggi un luogo di cultura ben sviluppato. Tra l'altro il teatro è un valido sostegno per il li- ceo che, in attesa del rifacimento dell'Aula Ma- gna, spesso si appoggia al teatro stesso per realiz- zare conferenze e altre attività, come ad esempio quella del 21 febbraio scorso sulle deportazioni politico-razziali, durante la quale sono intervenuti lo storico Aldo Pavia (Associazione Nazionale Ex Deportati), Lorella Ascoli, testimone di seconda generazione del Rastrellamento del Quadraro e Francesca Donati, operatrice dell'Associazione ex- campo di Fossoli. Inoltre il teatro offre la possibilità agli studenti dell'Amaldi di assistere agli spettacoli in cartellone, che presenta sempre nomi illustri: basta citare Ga- briele Lavia che il 5 e il 6 maggio p.v. sarà in scena con “La trappola” di Pirandello. Pensiamo che avere un teatro nel quartiere sia davvero una grande risorsa, di cui non tutti pos- sono vantarsi. Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Per- ché la cultura – in senso specifico o, meglio, classi- sta – è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di posses- so. L'ha scritto Pier Paolo Pasolini, e niente è più vero ancora oggi. La vitalità necessaria per amare la cultura non è così ignota ai giovani come spesso si dice, e so- prattutto non risiede solo nei salotti buoni della

e so- prattutto non risiede solo nei salotti buoni della anche la periferia, oggi più che

anche la periferia, oggi più che mai, si im-

pegna con tutta se stessa per allargare i propri orizzonti culturali, e Tor Bella Monaca, in questo senso, è in prima linea. La cultura è scambio e confronto, informazione e ricerca … Un quartiere senza cultura è un quartie- re destinato a ripiegare su stesso, ma non è il caso

di Tor Bella Monaca.

città

Chiara Lisi Arianna Macaluso

quartie- re destinato a ripiegare su stesso, ma non è il caso di Tor Bella Monaca.

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TBM in musica

Note di riscatto

Musica. Sei lettere. Una miriade di significati di- versissimi e pure tutti uniti da quei pochi caratte- ri. Per alcuni la musica è passione, per altri mero esercizio tecnico, per tanti (troppi forse) sta diven- tando solo un business in grado di far guadagna-

re tanti soldi in poco tempo. Non per tutti, però, è

così. Ci troviamo a Tor Bella Monaca, quartiere di Roma "famoso" per l'alto tasso di criminalità e per i numerosi episodi di cronaca nera avvenuti negli ultimi anni, al quale viene dato risalto quando, ad imporsi, è la realtà negativa e non le molte realtà

positive presenti sul territorio, spesso taciute dai mass media. In questo contesto si va ad inserire il tema mu- sicale. La musica è una parte

fondamen-

tale della

vita dei

giovani a

Tor Bella

M

molto più

di quello

che si pos-

sa credere. La real- tà sociale dura, cru- da e diffi-

cile in

essi vivono

li mette di

fronte a un

bivio: scegliere da che parte sta- re, bene o male, criminalità o cultura, accomodar-

si alla situazione in cui ci si trova o cercare di cam- biarla con tutte le forze che si hanno in corpo. Ed è in questa direzione che va interpretato questo rinnovato interesse per la musica, per la cultura

in generale, dimostrato dall'intenso proliferare di

nuovi artisti, band emergenti, tutti uniti dallo stes- so obiettivo: riscattarsi e riscattare un territorio troppo spesso denigrato. Grazie alla musica pos-

sono raccontare le loro situazioni, le loro vite, le difficoltà e le gioie, denunciare le ingiustizie pre- senti in questa società e nella dimensione a loro più vicina. Seguendo l'esempio di alcuni artisti già noti al pubblico, questi ragazzi, coltivando la loro passione, contribuiscono a rendere migliore il loro

mondo, per quanto sia possibile. Non è il deside- rio di ricchezze o di fama a motivarli, a spingerli a fare ciò che fanno, ma è la voglia di raccontare la loro zona, la loro generazione e i suoi problemi. Certo il successo renderebbe più efficace e au- menterebbe l'audience del loro messaggio, ma forse in certi casi “essere” è meglio che “apparire”. Una volta apprezzati il valore, la forza e il merito

di questi giovani, bisogna però almeno fare rife-

rimento a coloro che rendono tutto ciò possibi- le. Parallelamente al boom di musicisti, infatti, si

registra una proliferazione di locali adibiti a sala prove e piccoli studi di registrazione che fungono

da cataliz-

zatore per

tutti questi

ragazzi e

spesso co-

stituiscono

dei veri e

propri cen-

tri cultura- li, circoli di

idee nuove

e impor-

tanti che

bisogne -

rebbe te-

nere mag-

giormente

in consi-

derazione.

Tra queste

senza dub-

spicca

il "L’ex Fienile", sala registra- zioni e sala prove appunto di Tor Bella Monaca,

situato in Largo Ferruccio Mengaroni, che svol- ge questa attività dal 2000 soprattutto, ma non solo, grazie al presidente dell'associazione del "che"ntro, il sig. Mario Cecchetti, che ci ha gentil- mente concesso un'intervista. Mario ci racconta della nascita dell’ex fienile che, nonostante molte controversie, riesce ancora a stare in piedi dando modo ai giovani di potersi approcciare alla musi-

ca e alla società in cui vivono. L’ex fienile, vecchio

casolare abbandonato a Vaselli, viene riqualifica-

to dopo molte richieste da parte dei giovani per

far si che anche loro abbiano il proprio spazio. Grazie a tutti questi sforzi, finalmente, oggi Tor Bella Monaca ha una sala prove per i giovani e

finalmente, oggi Tor Bella Monaca ha una sala prove per i giovani e Il polo culturale

Il polo culturale Ex Fienile

o n a c a ,

cui

bio

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per la voce dei giovani. Tutto questo si è potuto avere col progetto URBAN (riqualificazione dei territori di Tor Bella Monaca), che ancora oggi garantisce una struttura adibita a salette prove

e registrazioni a bassi costi, ma i progetti non si fermano solo a questo; ad esempio una volta al

mese, molti gruppi che fanno parte dell’ex-fienile

si riuniscono, creando una "Jam session" (incon-

tro di diversi musicisti appartenenti a gruppi di- versi che, per una volta, suonano assieme) per

far conoscere i propri progetti promuovendo le loro idee con strumenti più vicini alle persone:

la musica. Ma tutto ciò non si ferma qui: grazie alla "Radio Popolare Roma 103.3" questi gruppi

possono farsi conoscere anche al di fuori del loro

quartiere. Questa radio dà la possibilità ai gruppi emergenti di far passare le loro canzoni e di fare un’intervista spiegandone il significato. L’ultimo consiglio che Mario dà a noi ragazzi è quello di non smettere di credere nelle nostre convinzioni,

di portarle avanti con tutti i mezzi necessari, ma

sempre adeguati, che ci vengono dati… La musi-

ca è uno dei più importanti e dobbiamo gridarlo

forte!

Alessandro Allevi Martina Pazzaglia Riccardo Mottarelli

INTERVISTA AI “THE FOUR WALLS” DI TOR BELLA MONACA Allora, Roberto, partiamo proprio dal nome del gruppo: perché avete scelto “The Four Walls”? Beh, in molti potrebbero farsi fuorviare dal numero (four), pensando che è stato scelto per

il numero dei componenti del gruppo. Invece no, abbiamo deciso questo nome,“Le quattro

mura”, per ricollegarci al posto in cui viviamo:Tor Bella Monaca. Il nostro quartiere è pieno zeppo di palazzi di vario genere: ci sono quelli che noi chiamiamo “grattacieli” che raggiungono i quattordici piani, oppure le semplici palazzine abitate da un nucleo familiare ben definito, o

ancora le villette a schiera che troviamo sparse qua e là per il quartiere; alcune abitazioni sono case popolari, altre no. È anche vero che ci sono degli spazi verdi, ma non sono utilizzati quasi per niente… Non è facile vivere in mezzo a tutto questo grigio e dover prendere l’autobus o

la macchina per poter raggiungere un parco, un prato, o un qualunque spazio all’aria aperta.

Dunque voi risentite molto del posto in cui vivete. Ma, comunque, vi piace vivere qui a Tor Bella Monaca o preferireste stare in un'altra zona di Roma? Non nascondo che un attico all’ultimo piano che si affacci su Piazza di Spagna, non sarebbe da buttar via (ride). Però alla fin fine qui si vive bene. Non ci saranno grandi ricconi, la gente non sarà tutta quanta chic, ma, come ripeto, non si sta male a Tor Bella Monaca. Ecco forse l’unica preoccupazione che possiamo avere è quella di non poter girovagare da soli di notte, o quella

di dover avere mille occhi ben aperti in ogni momento della giornata e così via, ma io mi

domando e dico: ma nelle altre zone di Roma, dai Parioli a Talenti, da Via del Corso alla stessa Piazza di Spagna, voi non avreste sempre un certo timore a camminare da soli o non dovreste avere mille occhi per evitare spiacevoli situazioni? I pericoli stanno dappertutto, non solo a Tor Bella Monaca.

Quali motivi vi hanno spinto a formare questo gruppo, a incidere determinate canzoni, testi, musiche…?

Abbiamo deciso di metterci insieme per suonare così, per caso. Non ci sono state grandi motivazioni alla base: una semplice passione per la musica, una grande amicizia tra di noi e tan-

ta tanta tanta voglia di suonare e cantare. La nostra musica fa parte del genere del rap. Ci ispi-

riamo in primis ad Eminem, oppure a Saga e Diluvio, entrambi di Tor Bella Monaca come noi. Tutti i giovani pensano che con un nulla possono cambiare il mondo e noi rapper non siamo

da meno. Ma più che cambiare il mondo, noi vogliamo solo informare, denunciare, far vedere a chi ci ascolta e ci segue, tutti gli aspetti che riusciamo a cogliere del nostro quartiere, negativi

e positivi.Tor Bella Monaca è un quartiere con un’etichetta non bellissima e i “The Four Walls”

vogliono solo cercare di denunciare gli aspetti negativi e mettere in risalto quelli più belli.

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