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GIUSEPPE ROCCO BOMBELLI

MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO IN MANAGEMENT PER LE FUNZIONI DI SANITA PUBBLICA MEDICA E VETERINARIA DEL TERRITORIO. MODULO: UMANIZZAZIONE DELLA MEDICINA 1B (PROF.SSA BORGIA)

LA BIOETICA: UN LUNGO CAMMINO DA IPPOCRATE AI GIORNI NOSTRI. TO 0910.

La Bioetica una disciplina relativamente giovane avendo avuto inizio da Potter nel 1970. E contrassegnata da quattro eventi fondamentali. Il primo il GIURAMENTO DI IPPOCRATE che sancisce la funzione del medico come unico custode del bene del paziente, al di sopra delle leggi. Il medico ha lobbligo di non somministrare veleno, di evitare aborti procurati, di non abusare sessualmente del paziente, di mantenere il segreto professionale. Viene stabilito il principio del primum non nuocere ed evidenziata quindi la figura del paternalismo medico. Si crea pertanto il primo codice deontologico. Il secondo evento consiste nella comparsa del CRITIANESIMO con la predicazione della carit verso la persona umana e quindi lASSISTENZA PUBBLICA CON LA CREAZIONE DELLOSPEDALE. In seguito altre religioni e confessioni hanno presentato dei codici etici per esempio il Codice Islamico di Etica Medica del 1981 e le indicazioni sullaborto o diagnosi pre natali del Consiglio Ecumenico delle Chiese Il terzo evento rappresentato dalla Filosofia moderna nelle teorie di Smith e Hulme che sostengono l'autonomia allinterno dei diritti delluomo e del cittadino contrapposti alleccesivo potere del paternalismo medico. Il quarto evento si verifica con il processo di Norimberga al termine della seconda guerra mondiale ,dove vengono portai alla luce i crimini commessi dai medici nazisti. Per la prima volta i medici salgono sul banco degli imputati con laccusa di crimini contro lumanit. Medici che per asservirsi alla politica ed allideologia ripudiano il principio del primum non nuocere. Gli Ordini dei Medici si dotano quindi di codici deontologici. Scatur il CODICE DI NORINBERGA che ha sancito i diritti dei soggetti coinvolti nelle sperimentazioni con lobbligo di raccogliere il consenso informato.

Da questi eventi nasce la Bioetica come disciplina con vari modelli: Il modello descrittivo-naturalistico o socio-biologico derivante dalle teorie di Darwin e dal sociobiologismo di Weber di Heisenk e Wilson che sostenevano che come si evolve la vita in base all'adattamento ,cos si dovrebbe evolversi la morale. La morale si riduce a garante di equilibrio evolutivo ; luomo viene ridotto ad un momento della storia e della natura. MODELLO SOGGETTIVISTA IRRAZIONALISTA O LIBERAL-RADICALE. Tale modello basato sul principio di autonomia e libert di derivazione dall'Illuminismo. La morale non deve far fede sui fatti che sono avulatativi, ma sulle scelte del soggetto. MODELLO PRAGMATICO-UTILITARISTICO: Questo modello basato sul principio del rapporto costo-beneficio e sul rifiuto di qualsiasi remora o verit universale- Per tale modello il bene non pi un valore in s, ma viene definito in relazione all'utile per la collettivit e la moralit di un atto deriva dalla qualit di piacere che produce. Da questi parametri deriva il concetto di qualit della vita in base al quale i paesi anglosassoni hanno elaborato l'Analisi dei costi/benefici (ACB), l'Analisi dei costi/efficacia (ACE) e la Quality-adjusted Life Year (QALY) per decidere gli interventi terapeutici ed assegnare le risorse in ambito sanitario. MODELLO PERSONALISTA. Tale modello pone come fine ultimo e centro dei valori la persona. La persona il suo corpo, non ha un corpo. Il corpo umano possiede onticamente dignit di persona poich costituisce un processo evolutivo continuo in cui sono identificabili solo due salti qualitativi: linizio e la sua fine. La sacralit della vita di ciascuno tale da porre la persona sempre come fine e mai come mezzo, anche per la societ. Alla luce di questa concezione, il personalismo ontologico riprende i principi fondanti del principialismo d di Beauchamp e Childress, li reinterpreta e li ridefinisce come: Principio terapeutico o di totalit: ogni intervento su una parte del corpo lecito solo se destinato a salvare la totalit del corpo, se non ci sono alternative, se c speranza di un risultato positivo, se c il consenso dellinteressato o di chi ne fa le veci, se si interviene non solo sulla malattia ma anche sulla causa e alla luce della complessit psichica del paziente. Va considerata inoltre la necessit di una proporzionalit delle terapie, che esige un attento calcolo rischio/beneficio, onde scongiurare il pericolo dell accanimento terapeutico. Questo principio posto a tutela del valore corporeit, che va sempre rispettato a mai arbitrariamente leso .

Principio di libert-responsabilit sia del medico (nel rispetto della sua libert di coscienza) sia del paziente (nel rispetto della sua adesione consapevole alle terapie), ponendo sempre come fine il d diritto alla difesa della vita. Da questo principio deriva la necessit del consenso informato. Principio di socialit e sussidiariet: la vita e la salute sono considerati anche beni sociali, perci va ricercato il bene comune che non deve essere erroneamente identificato nel bene della maggioranza, bens nel bene di tutti attraverso il bene dei singoli. La societ ha il dovere di assistere il malato dando maggiore aiuto a chi ha pi bisogno, permettendo ed incentivando anche le iniziative private e di volontariato. Da questa breve rassegna del percorso storico compiuto per giungere alla nascita della Bioetica e da uno sguardo sul panorama attuale dei numerosi modelli teorici, si pu notare come possa essere tuttaltro che scontato il trovare unadeguata ed unanime definizione della Bioetica stessa. Nella sua breve storia, infatti, la Bioetica stata intesa come metodo di confronto tra le discipline biomediche e quelle umanistiche, come una branca della filosofia morale, come unappendice delletica medica, e finalmente come una disciplina autonoma. Si passati cos da una prima definizione del 1978 che indicava nella Bioetica uno Studio sistematico della condotta umana nellambito delle scienze della vita e della salute, esaminata alla luce di valori e diprincipi morali, alla pi recente formulazione di Daniel Callahan dellHasting Center di New York, che definisce la Bioetica come Studio sistematico delle dimensioni morali inclusa la visione morale, le decisioni, la condotta e le politiche delle scienze, della vita e della salute, utilizzando varie metodologie etiche con una impostazione interdisciplinare. Secondo questa caratterizzazione, la Bioetica assume la dignit di disciplina accademica, una forza politica nella medicina, nella biologia e nellecologia, trasformando radicalmente il tradizionale dominio delletica medica, incuneandosi nel diritto e nella politica, nella letteratura e nei mezzi di comunicazione.