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COSIMO MAGAZZINO

Per minimal State sintende, nella concezione di NOZICK, lattribuzione alloperatore pubblico di limitati compiti: assegnazione dei diritti, giustizia (garanzia del rispetto dei diritti), difesa (del titolare del diritto dalle minacce altrui). In relazione al compito dello Stato minimale di assegnare i diritti di propriet sorgono 2 problemi: a) la necessit di attribuire comunque i diritti di propriet; b) lopportunit di attribuire i diritti di propriet in modo da risolvere i problemi di equit nonch i problemi di efficienza. Il funzionamento del Mercato richiede che sia individuato il titolare del diritto di propriet, senza di che ogni scambio sarebbe disincentivato.

Per regulation sintende una misura di controllo diretto con la quale lo Stato disciplina in astratto (tramite la legislazione) o in concreto (tramite lintervento esecutivo) il comportamento degli operatori privati in un determinato settore economico o in determinate circostanze. Si hanno varie forme di regolamentazione: - dei prodotti dellingegno: si precisano i diritti di propriet al fine di stimolare lattivit innovativa e lefficienza dinamica - ambientale: precisa i diritti di propriet nel campo delle attivit con ricadute sullambiente - dellentrata e della concorrenza effettiva - di elementi strutturali del mercato o della condotta delle imprese - tariffaria e di prezzo: con finalit di efficienza (statica o dinamica) e con finalit distributive - qualitativa e informativa: al fine di garantire la posizione del consumatore quando sorgano problemi di sicurezza nelluso di un prodotto.
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La regolamentazione dellentrata pu avere varie finalit: sostegno al reddito degli operatori incumbent, protezione della sicurezza dei consumatori, garanzia di uno standard di qualit. La concorrenza nel mercato il normale processo di competizione che avviene tra le diverse aziende, non necessariamente sui prezzi (le imprese potrebbero rivaleggiare sul valore aggiunto, sulle quantit offerte o altro). Per concorrenza per il mercato, invece, si intende lintroduzione di un diritto di accesso al mercato stesso, da assegnare sulla base di unasta. Essa , dunque, un meccanismo che mette in concorrenza le imprese per avere diritto a servire un determinato mercato. Viene usato per regolare mercati che presentano caratteristiche di monopolio naturale, dove quindi efficiente far produrre il bene/servizio a una sola impresa, mitigando cos la perdita di benessere che la condizione monopolistica causa. Il teorico di uno dei meccanismi pi diffusi DEMSETZ, che propose il c.d. franchise bidding. In pratica viene messo allasta il diritto a fornire un dato servizio a una tariffa stabilita; chi dirige lasta offre la prima tariffa, quindi la abbassa nei round successivi, finch non rimanga un solo concorrente, che sar vincolato a servire il mercato praticando quella tariffa.
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Le p. antitrust rappresentano linsieme delle norme e delle azioni di P.E. messe in atto al fine di impedire i comportamenti delle imprese che non rispettano la libera concorrenza, e che porterebbero quindi a unindesiderata inefficienza nelle allocazioni di mercato. Esse si propongono di tutelare la libert economica e di limitare il potere che deriva ai gruppi che godono di posizioni dominanti su specifici mercati. Loggetto principale della politica e della normativa antitrust consiste: a) nel combattere accordi e intese (trust) fra imprese, volti a restringere la concorrenza; b) nel combattere gli abusi esercitati da chi occupa posizioni dominanti; c) nellimpedire acquisizioni e fusioni di imprese che portino a concentrazioni industriali. Negli USA si scelto di far agire lo Stato come arbitro: esso non entra nel Mercato, nella sfera della produzione, ma ne rimane estraneo sorvegliandolo dallesterno. Nei Paesi europei, si ritenuto a lungo di non aver bisogno di una normativa antitrust perch lo Stato svolgeva il ruolo di imprenditore in quei settori nei quali le concentrazioni avrebbero comportato inefficienze allocative.
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La legislazione antimonopolistica tende a modificare la struttura dei mercati o il comportamento degli operatori economici in modo da conseguire 3 finalit: a) tutelare la libert economica b) limitare il potere economico e politico che sorge dalle concentrazioni economiche c) accrescere lefficienza allocativa. Linefficienza allocativa pu derivare da: 1) accordi o intese restrittive della concorrenza; 2) abuso di posizione dominante; 3) concentrazione delle risorse economiche in poche imprese. La legislazione antimonopolistica prescrive regole di comportamento per le imprese e sanziona i comportamenti e le situazioni che realizzino condizioni monopolistiche oppure ne rappresentino lo sfruttamento.

La legislazione europea in materia di concorrenza si ispira a quella statunitense ed imperniata sugli artt. 85-87 del Trattato di Roma. Lart. 86 stabilisce che, per sanzionare la condotta di una impresa: 1) va definito il mercato rilevante; 2) va verificata la presenza di una posizione dominante su tale mercato; 3) va precisato il concetto di abuso. Il mercato rilevante definito tenendo conto delle caratteristiche merceologiche, dellestensione geografica e della sostituibilit dal lato della domanda. La posizione dominante valutata in relazione alla quota di mercato detenuta dallimpresa ed alla sua capacit effettiva di seguire una condotta non concorrenziale. Labuso di posizione dominante la condotta di un operatore che lo mette in grado di ridurre significativamente il grado di concorrenza sul mercato, adottando metodi non concorrenziali. Vengono considerate distorsive della concorrenza le fusioni, acquisizioni, concentrazioni di imprese e gli aiuti statali mediante risorse pubbliche. Sono, invece, considerate compatibili con il Mercato Comune Europeo (MCE) gli aiuti regionali, gli aiuti orizzontali e gli aiuti settoriali.

Per liberalizzazione si intende lingresso di nuove imprese su mercati serviti da monopolisti. Per privatizzazione si intende il passaggio di propriet (parziale o totale) da soggetti pubblici a soggetti privati. Si discute, sul terreno politico, su quale ordine temporale sia preferibile seguire nei due processi. Se la privatizzazione precede la liberalizzazione, limpresa pubblica potr essere venduta ai privati a un prezzo maggiore, poich il privato che acquisisce limpresa potr operare su di un mercato nel quale non vi sono concorrenti. Daltro lato, questa opzione consegna il mercato a un monopolio privato, con le inefficienze allocative che ne seguono.

Limpresa pubblica soffre di varie inefficienze: 1. carenza manageriale: i dirigenti pubblici hanno scarsi incentivi al perseguimento di qualsiasi obiettivo indicato dal p.m.; 2. non vi garanzia di sana gestione, a causa della dipendenza dal mondo politico (clientelismo); 3. appesantimento dei costi che si riflette in maggiori prezzi o in maggiori perdite dellimpresa pubblica, ripianate ricorrendo alla fiscalit generale; 4. scelte dellimpresa pubblica slegate dal vincolo di bilancio; 5. molteplicit dei fini assegnati allimpresa pubblica, che crea oneri impropri; 6. scarso incentivo allinnovazione.

Il teorema elaborato da AVERCH e JOHNSON nel 1962 dimostra come la regolamentazione di imprese che operano in regime di monopolio naturale, attraverso il controllo del tasso di profitto, possa spingere le stesse verso una combinazione produttiva che prediliga il capitale a scapito dellefficienza allocativa. Tali imprese, che operano in forme di mercato non concorrenziali, non hanno infatti interesse a controllare il livello dei costi, e quindi massimizzano il profitto, dato il vincolo stabilito; se il profitto proporzionale al livello di capitale utilizzato nel ciclo produttivo, le imprese accresceranno il rapporto capitale-lavoro anche oltre il livello che sarebbe compatibile con unottima allocazione delle risorse produttive.

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Il controllo dei prezzi una forma di regolamentazione. Consiste nel fissare livelli di prezzo massimi o minimi, a seconda delle finalit. Se lobiettivo di garantire un reddito a chi offra un bene o servizio, si stabilir un prezzo minimo. Per obiettivi di politica antimonopolistica, si fisser un prezzo di vendita massimo. Il controllo diretto dei prezzi pu attuarsi attraverso la fissazione di: 1. un margine di profitto massimo: determinazione di una percentuale massima di profitti sui costi unitari, imponendo un limite al prezzo; 2. un tasso di profitto massimo sul capitale investito: determinando univocamente il prezzo unitario massimo; 3. un prezzo massimo (price cap): formula IPC-x. Se IPC, il tasso annuo di variazione dellindice dei prezzi al consumo, pari al 5% e x, una percentuale decisa dallauthority, pari al 3%, allora il prezzo fissato dallazienda regolamentata pu crescere al massimo del 2% annuo. Yardstick competition: se pi imprese operano sul mercato, potranno essere confrontati i costi di ognuna, e addirittura in alcune condizioni sar possibile fissare in modo efficiente i prezzi con il primo metodo, legando il prezzo praticato dallimpresa A ai costi dellimpresa B, e viceversa.

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Lintroduzione di imposte (positive o negative, personali o reali) pu servire al conseguimento di molteplici obiettivi di politica micro: redistribuzione del reddito, efficienza allocativa, efficienza dinamica. Le imposte positive (sussidi) si risolvono in un esborso per lo Stato e in un introito per i privati e assumono la forma di crediti dimposta, contributo in conto interessi, contributo in conto capitale. Rilevante leffetto del fenomeno della traslazione dellimposta, facendo divergere il soggetto percosso da quello inciso.

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La domanda pubblica di beni e servizi pu essere amministrata per raggiungere varie finalit: 1. garantire il funzionamento dellapparato amministrativo e la produzione di servizi pubblici; 2. sostenere determinate branche dellattivit produttiva (politica industriale); 3. regolare la domanda globale (politica anticiclica).

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La presenza di esternalit provoca una disuguaglianza fra costo privato e sociale (se si tratta di esternalit di produzione), o fra utilit marginale privata o sociale (nel caso di esternalit di consumo). Simili divergenze provocano inefficienze che possono essere eliminate con il rimuovere le divergenze stesse, ossia con linteriorizzare il costo o il vantaggio procurato da un operatore alla collettivit. Ci pu essere fatto in vari modi: 1.la tassazione (sussidiazione) delle attivit da cui scaturiscono le diseconomie (economie) esterne; 2. lincentivazione a eliminare le diseconomie esterne o a sostenere le economie esterne; 3. lintroduzione di diritti negoziabili alla creazione di diseconomie esterne; 4. la regolamentazione.

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Se unattivit di produzione crea diseconomie esterne, la differenza fra CMgPr e CMgSoc pu essere rimossa con lintroduzione di unimposta pigouviana. Cos, aggiungendo al CMgPr unimposta pari al valore dellesternalit, si otterrebbe un nuovo e pi elevato costo marginale privato, pari al CMgSoc ( CMgPr=CMgSoc) e si indurrebbe limpresa a compiere le sue scelte in termini di questultima grandezza. Se si tratta di imposte la cui entit fissa al variare di q, limpresa deciderebbe q: CMg + a = p. Se unimpresa in concorrenza perfetta genera diseconomie esterne pari ad a*q, per ogni unit addizionale prodotta, in assenza di intervento pubblico q = OA (dove CMgPr=p). Linternalizzazione dellesternalit prevede lintroduzione di unimposta a*q per ogni unit marginale. In tal caso il CMgPr + a*q = CMgSoc, e q = OC ( q).

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Se limpresa produce q = OA, mentre q* = OC, loperatore pubblico anzich introdurre unimposta pari ad a*q (per ogni quantit prodotta), potrebbe erogare un sussidio, pari a DE, per ogni unit in meno prodotta. DE il valore dellesternalit negativa in q*. Cos, CMgPr (di DE). Se limpresa continuasse a q = OA, CMgPr = AB, pari al vecchio CMgPr aumentato della perdita del sussidio, DE. In presenza di sussidio, CMgPr = CMP. Pertanto, per limpresa q* = OC, dove CMP = p.

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Si predetermina q*, e quindi il livello della diseconomia esterna socialmente ottimale. Si assegnano poi, attraverso un meccanismo dasta, i diritti ad inquinare, fino al limite massimo indicato. Tali diritti possono anche essere ceduti ad altri operatori. Le imprese avranno convenienza a pagare pmax = DE. Il valore del diritto corrisponde al valore dellinquinamento quando q = OC, ed pari a DE. Cos, CMgPr (di DE = CF). Come nel caso del sussidio, q* = OC. Vantaggi dei diritti negoziabili: - incentivo alle innovazioni tecnologiche tendenti a ridurre le esternalit; minore pervasivit delloperatore pubblico nelleconomia. Vantaggi delle imposte: - aumento delle entrate pubbliche. Vantaggi dei sussidi: - riduzione della pressione tributaria.
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Le politiche industriali tendono a governare la struttura produttiva del sistema economico e il suo potenziale produttivo, oltre ad accrescere lefficienza allocativa e quella dinamica. Esse possono tendere: a) alla riconversione produttiva, ossia al mutamento della composizione settoriale della produzione; b) al riposizionamento, ossia al mutamento della posizione occupata allinterno della filiera produttiva; c) alla ristrutturazione, ossia al mutamento microeconomico nella struttura produttiva. La p. industriale pu essere di 2 tipi: - generale od orizzontale: cerca di influenzare le decisioni prese dalle imprese, per rafforzare la struttura produttiva; - selettiva: tende a influenzare le decisioni delle imprese in alcuni settori produttivi o in certe aree geografiche (in questo secondo caso si parla di p. regionale). Essa pu avere finalit offensive (se si propone di mutare la struttura industriale) o difensive (se cerca solo di mantenere la struttura industriale esistente). Suoi strumenti sono: tassazione, sussidiazione, regolamentazione; impresa pubblica; manovra della domanda pubblica.

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La p. regionale una forma di p. industriale selettiva, finalizzata allo sviluppo di una parte circoscritta del territorio di un paese e ad una pi equa distribuzione territoriale del reddito. Strumenti della p. regionale sono gli interventi pubblici diretti (esecuzione di opere infrastrutturali, fornitura di servizi reali), gli incentivi al lavoro (fiscalizzazione e sgravi degli oneri sociali, premi per occupato), gli incentivi finanziari (contributi in conto capitale, in conto interessi, ai costi di gestione, leasing agevolato), gli incentivi fiscali (crediti di imposta, sgravi fiscali), gli interventi amministrativi (autorizzazioni, gestione selettiva della domanda pubblica). Altri strumenti della p. regionale sono: - le gabbie salariali, con la suddivisione del territorio nazionale in zone per ognuna delle quali si sarebbe dovuto applicare un diverso livello retributivo; - la flessibilit salariale, con la possibilit di ridurre il salario e i vincoli allutilizzo della FL; - la flessibilit normativa, con la possibilit di ridurre la possibilit di licenziamento.

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Il presupposto teorico della necessit di p. regionali risiede nel fatto che, allinterno di una medesima economia, possano esistere permanenti e significative differenze tra le aree territoriali che la compongono. Tesi della causazione cumulativa: nella tradizione keynesiana, se i legami tra le diverse regioni che compongono un sistema economico sono ridotti, ossia le regioni sono assimilabili a economie chiuse, non vi motivo per ritenere che tutte debbano convergere ai medesimi livelli di reddito procapite; anzi, al contrario, vi sono motivi per ritenere che gli squilibri tra i livelli di reddito delle diverse regioni siano destinati a permanere. Misurazione delle divergenze regionali Gli indicatori per misurare lineguale distribuzione regionale del reddito sono: a) la sigma-convergenza: quando i valori dello scarto quadratico medio (sqm) dei livelli di reddito pro-capite diminuiscono nel tempo; b) la beta-convergenza: se crescono tendenzialmente in misura maggiore i redditi nelle regioni dove il livello di partenza minore.
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Distribuzione personale del reddito: riguarda il modo in cui il reddito si distribuisce tra i membri della collettivit. Distribuzione funzionale del reddito: riguarda il modo in cui il reddito si distribuisce tra i fattori produttivi. Distribuzione sociale del reddito: riguarda il modo in cui il reddito si ripartisce fra le classi sociali. Distribuzione spaziale (o geografica) del reddito: riguarda il modo in cui il reddito si ripartisce fra le aree geografiche di un sistema economico. Distribuzione settoriale del reddito: riguarda il modo in cui il reddito si ripartisce fra i settori di un sistema economico.

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Distribuzione personale del reddito Un primo passo costituito dallindividuazione della variabile da considerare: distribuzione del consumo, del reddito, della ricchezza. Un secondo passo riguarda lunit da considerare: individuo, famiglie, imprese, settori economici. Misure statistiche della dispersione e della concentrazione Gli indicatori di dispersione (o variazione) esprimono quanto una distribuzione sia dispersa intorno alla sua media: varianza (var), scarto quadratico medio (sqm), lo scostamento medio assoluto dalla media (smam), rapporto percentilico (rp). Gli indicatori di concentrazione forniscono una misura di quanta parte di un carattere misurabile sia posseduta da una data frazione della popolazione: curva di LORENZ, indice di GINI.

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Concetti e indicatori di povert Povert assoluta: riguarda gli individui che hanno un reddito giornaliero inferiore a 1$ (valore del 1991), o un reddito annuo inferiore a 390$ (2004). Povert relativa: riguarda gli individui che hanno un reddito equivalente inferiore rispetto al 50% del reddito individuale medio della societ di riferimento. Teorema di ATKINSON Se ogni individuo ha una funzione di utilit crescente e concava nel livello del proprio reddito e se lammontare di reddito complessivamente disponibile in una comunit dipende dal modo in cui distribuito, allora una distribuzione pi equa del reddito associata a un pi elevato livello di benessere sociale. Teorie del trickle-down Lidea che favorire coloro i quali hanno un alto reddito consenta una maggiore produzione di reddito di quanto ne sarebbe prodotto mettendo in atto politiche redistributive a vantaggio dei poveri; e il maggior reddito complessivo finirebbe anche con il favorire gli individui a basso reddito, sui quali il reddito sgocciolerebbe dallalto.

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Metafora del secchio bucato di OKUN La redistribuzione del reddito sarebbe come portare acqua, da chi ne ha tanta a chi ne ha poca, con un secchio bucato: nel momento in cui si opera il trasferimento, parte dellammontare trasferito viene perso. Fuor di metafora: fare i trasferimenti costoso e il costo pu essere talvolta rilevante, sicch non detto che il reale beneficio di chi riceve il reddito trasferito sia sufficiente a compensare il danno arrecato a coloro i quali il reddito stato prelevato.

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Curva di KUZNETS Paesi con reddito pro-capite medio molto basso mostrano indici di diseguaglianza bassi; mano a mano che si considerano Paesi con reddito medio pi elevato, aumenta anche lindicatore di diseguaglianza. Arrivati a un certo punto, per, il segno della relazione si capovolge, e considerando i successivi Paesi, via via pi ricchi, a redditi medi crescenti corrispondono indicatori di diseguaglianza decrescenti.

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Vengono attuate per mezzo di tutte le misure di P.E. Ai fini redistributivi non rilevante tanto lammontare complessivo dei tributi quanto la loro composizione e la loro articolazione. Progressivit (regressivit): capacit dei tributi di variare pi (meno) che proporzionalmente rispetto al reddito. Laliquota media dimposizione crescente (decrescente) nel reddito. Proporzionalit: laliquota impositiva uguale per tutti i contribuenti. La redistribuzione attraverso il bilancio pubblico pu avvenire mediante: a) imposte; b) trasferimenti monetari, che consistono nellassegnazione da parte dello Stato di somme di danaro o di buoni liberamente spendibili; c) trasferimenti in natura, con i quali vengono attribuiti direttamente quei beni o servizi che lo Stato vorrebbe fossero disponibili agli individui meno abbienti. Nella scelta tra i 2 tipi di trasferimenti evidente il contrasto tra libert negativa (assenza di coercizione), che viene privilegiata dai trasferimenti monetari, e libert positiva (capacit di sviluppare la propria personalit), privilegiata dai trasferimenti in natura.

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Welfare State: complesso dellattivit di trasferimento attuata dallo Stato, in particolare nei campi delleducazione, sanit, previdenza, assistenza al fine di promuovere la qualit della vita dei cittadini. Si possono individuare 4 modelli di W.S.: 1. il modello conservatore-corporativo, che attribuisce il diritto a beneficiare del W.S. a chi abbia lo status di lavoratore occupato. Ruolo sostanziale assunto dalla solidariet familiare e privata, con lo Stato che interviene in funzione residuale; 2. il modello liberale, a sua volta distinto in puro o riformista, e che prevede per lo Stato interventi residuali, incoraggiando il Mercato ad assicurare le prestazioni di mera assistenza attraverso i sussidi; 3. il modello socialdemocratico, che tende a promuovere luguaglianza non solo dei lavoratori ma di tutti i cittadini. Il ruolo centrale appannaggio dello Stato, con rilevanza marginale per Mercato e famiglie; 4. il modello cattolico, dove lo Stato deve intervenire solo quando lindividuo, la famiglia e la comunit locale abbiano fallito nei loro compiti di solidariet verso i meno abbienti.

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Raffinamenti dei principi ispiratori del W.S. sono: 1. la sostituzione dei contributi sociali con le imposte sul reddito o sul valore aggiunto; 2. ladozione di sistemi di workfare, ossia di erogazione di trasferimenti condizionata allesistenza o allaccettazione di una posizione di lavoro; 3. la riduzione della durata del sussidio di disoccupazione e la sua trasformazione in sussidio alloccupazione; 4. lampliamento del means-testing, al fine di ridurre le spese sociali complessive, limitandone lerogazione ai soli casi di estremo bisogno; 5. learmarking, cio la destinazione specifica a certe voci di spesa di fondi ottenuti con alcune imposte; 6. lopting out, ossia la possibilit per ogni cittadino di rinunciare ad uno o pi benefici offerti dal W.S. in cambio del rimborso di una aliquota del loro costo, al fine di azionare una concorrenza tra W.S. e i privati fornitori degli stessi servizi.
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Teoria dei sistemi pensionistici Sistema a capitalizzazione: ciascun cittadino interessato versa i contributi allente pensionistico, durante un certo intervallo di tempo. Lente pensionistico impiega tali contributi in investimenti finanziari a basso rischio, che producono interessi. Quando il cittadino inizia a percepire la pensione, la spesa per lerogazione di tale pensione coperta dai contributi che egli ha versato e dagli interessi che su questi sono maturati. Lammontare della pensione stabilito secondo una logica di equivalenza tra il valore attuale dei contributi versati e il valore attuale atteso delle prestazioni pensionistiche. Sistema a ripartizione: i contributi versati da ciascun cittadino interessato vengono utilizzati per erogare le prestazioni pensionistiche a chi si trova in pensione. Una volta che una generazione si trover in pensione, le risorse per pagare queste somme verranno dai contributi di chi sar nella vita lavorativa. Il sistema a capitalizzazione si affida prevalentemente al Mercato, mentre il sistema a ripartizione richiede un patto inter-generazionale.

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Teoria dei sistemi pensionistici Il rendimento del versamento al sistema pensionistico a capitalizzazione pari al tasso dinteresse (i), mentre il rendimento del versamento al sistema pensionistico a ripartizione pari al tasso di crescita della produzione aggregata (y). Nellambito dei sistemi a ripartizione, si distingue: - un regime contributivo: se il calcolo circa lammontare della rendita pensionistica viene fatto in relazione ai contributi effettivamente versati; - un regime retributivo: se il calcolo circa lammontare della rendita pensionistica viene fatto in relazione alle retribuzioni percepite. Indice di Gravosit della Spesa Pensionistica IGSP = (NP * S)/(NL * W) dove NP: numero di pensionati, S: entit media delle rendita pensionistica, NL: numero di lavoratori, W: salario. (NP * S): spesa pensionistica; (NL * W): monte salari; NP /NL: indice di dipendenza. La spesa pensionistica sar tanto pi elevata quanto maggiore lindice di dipendenza pensionistica e quanto pi lentit delle pensioni elevata rispetto ai salari (S/W).

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Assistenza Lassistenza una categoria generale di spesa del W.S. Tra le fattispecie di politiche per lassistenza ricordiamo: a) politiche di sostegno agli individui e alle famiglie intese a combattere povert e disagi; b) ammortizzatori sociali, per il sostegno ai lavoratori in situazioni di difficolt; c) politiche per la casa; d) politiche per il diritto allo studio. Sanit I sistemi sanitari possono essere suddivisi in 3 grandi categorie: 1. modello pubblico: prevede che tutti i cittadini abbiano la possibilit di usufruire dei servizi sanitari, il cui costo coperto dalla fiscalit generale o da contributi obbligatori; 2. modello privato: prevede che tutti i beni e sevizi vengano scambiati tramite meccanismi di Mercato, ma chi non ha mezzi economici a sufficienza pu essere coperto da assicurazioni pubbliche finanziate dalla fiscalit generale; 3. modello misto: sono presenti sia un servizio pubblico (co-finanziato dalla fiscalit generale) sia un servizio privato (il cui prezzo talvolta pu essere in parte rimborsato al privato che lo abbia acquistato).

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- ACOCELLA N., Politica economica e strategie aziendali, Carocci, Roma, 2008 (Capitoli 6, 7 e 8). - CELLINI R., Politica Economica, McGraw-Hill, Milano, 2011 (Capitoli 12, 13, 14 e 15).

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