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COSIMO MAGAZZINO

La politica macroeconomica tende al raggiungimento dei seguenti obiettivi: piena occupazione, stabilit dei prezzi, equilibrio della B.P., sviluppo. Gli strumenti macroeconomici sono: politica monetaria, politica di bilancio, politica dei prezzi e dei redditi, politica del cambio. Moneta: insieme dei mezzi di pagamento a disposizione di una collettivit, ossia della moneta legale detenuta dal pubblico (Circ.) pi i depositi dei risparmiatori (D). Politica monetaria: insieme degli interventi dei p.m. tesi a incidere sulla quantit di moneta. Leconomia monetaria uneconomia nella quale le transazioni sono regolate con lo scambio di un particolare bene, denominato moneta, e non di tutti gli altri beni (economia di baratto).

La prima e pi importante funzione della moneta quella di mezzo di pagamento o intermediario degli scambi, regolando i rapporti di debito e di credito sorti in seguito agli scambi economici. Una seconda funzione della moneta quella di unit di conto: essa il bene nei termini del quale sono calcolati tutti i prezzi e contabilizzati i valori. Una terza funzione della moneta quella di riserva di valore, ossia viene impiegata come possibile strumento di investimento. Una quarta funzione della moneta quella di misura per i pagamenti differiti, servendo a trasferire potere di acquisto nel tempo. La moneta ha un carattere essenzialmente fiduciario. Nel corso del tempo si passati dalla moneta-merce (il bene che fungeva da moneta aveva anche una sua utilit intrinseca in quanto merce) alla moneta metallica, poi a quella cartacea e, infine, a quella bancaria.

Corso forzoso: quando luso della moneta imposto da unautorit pubblica, come lo Stato. Con corso forzoso si intende la non convertibilit tra la moneta e lequivalente in metallo prezioso (oro e/o argento, di solito) in un sistema monetario bilanciato sul valore delloro (sistema aureo). Corso legale: quando unautorit pubblica attribuisce ad una moneta un potere liberatorio. Lipotesi di economia monetaria comporta, in particolare, che vi sia scissione fra il momento in cui i redditi vengono percepiti e quello nel quale vengono spesi, nonch fra gli operatori che hanno titolarit sui beni prodotti e quelli che ne domandano luso. Gli attori del processo produttivo ricevono una quantit di moneta che conferisce loro un potere dacquisto dei beni prodotti. Alcuni di questi attori (le famiglie) domanderanno solo una parte dei beni cui viene loro conferita la titolarit (potenziale), e risparmieranno una parte del loro reddito. Altri attori (le imprese) domanderanno beni per un valore superiore a quello loro assegnato dalla distribuzione, al fine di aumentare la loro capacit produttiva (investimento). Pertanto, le famiglie sono unit in surplus di S o in deficit di C, mentre le imprese sono unit in
eccesso di C e in deficit di S.
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La possibilit di soddisfare simultaneamente i piani di S delle famiglie e quelli di C delle imprese legata allesistenza di strumenti finanziari, in particolare di crediti diretti (prestiti, obbligazioni, azioni, emessi dalle imprese e sottoscritti dalle famiglie) attraverso i quali le unit in eccesso cedono temporaneamente la disponibilit di potere di acquisto a quelle in difetto di risparmio. I crediti diretti sono negoziati nei mercati finanziari o mercati dei capitali, e i sistemi finanziari dove prevalgono sono detti mercatocentrici. Invece, i sistemi economici nei quali siano particolarmente sviluppati gli intermediari finanziari sono detti creditocentrici. Nei mercati finanziari distinguiamo: - mercati primari, dei titoli allemissione; - mercati secondari, dei titoli gi esistenti; - mercati derivati, concernenti attivit finanziarie il cui valore legato a quello di altri titoli (sottostante).
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Lo sviluppo degli intermediari finanziari (i.f.) e dei crediti indiretti (ossia che passano dalle unit in surplus agli intermediari, e poi da questi ultimi alle unit in deficit) pu ridurre il costo del credito per 3 ragioni: 1. Nellacquisizione dei crediti dalle unit in eccesso e nellerogazione dei crediti a quelle in deficit esistono economie di scala o di variet, legate alla riduzione dei costi di gestione e allesistenza di costi fissi di informazione sul rischio. In tal caso gli i.f. assumono il ruolo di certificazione della qualit di chi domanda credito. 2. Possibilit della trasformazione qualitativa nel credito, che comporta un allungamento della sua scadenza. Dal momento che non tutti i risparmiatori alla scadenza fissata chiederanno la restituzione dei fondi, gli i.f. potranno prestarli a una scadenza pi lunga, mantenendo la riserva precauzionale o libera). 3. Diversificazione dei rischi individuali: lesistenza di i.f. consente di diversificare gli impieghi e ridurre sia il rischio complessivo che il tasso dinteresse. Struttura finanziaria: insieme degli intermediari finanziari, delle attivit o passivit finanziarie e dei relativi mercati.
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Moneta-pegno: possiede un contenuto intrinseco (moneta-merce, moneta metallica). Moneta-segno: non possiede un contenuto intrinseco n convertibile in alcuno strumento dotato di valore intrinseco. rappresentata da un bene avente utilit solamente in quanto moneta, il cui valore fissato in modo convenzionale ed universalmente riconosciuto dalla societ. Tipi di moneta: - banconote: create dagli istituti di emissione; rappresentano la moneta avente corso legale; - depositi: creati dalle banche; rappresentano la moneta fiduciaria; - raccolta bancaria pronti contro termine. La raccolta bancaria pronti contro termine consiste nella vendita di titoli a pronti e nel contemporaneo riacquisto a termine degli stessi. Distinguiamo 3 aggregati monetari: - M0: Circ. = BMP - M1 o moneta in senso stretto: M0 + Dep. a vista - M2 o aggregato monetario intermedio: M1 + Dep. fino a 2 anni - M3 o moneta in senso ampio: M2 + Operazioni pronti contro termine + Quote dei fondi di investimento + Titoli di debito fino a 2 anni.

LIstituto di emissione pu evitare linsolvenza degli i.f. (possibile quando le riserve detenute siano inferiori ai ritiri dei depositi: es. fuga agli sportelli) fornendo loro liquidit, assolvendo alla funzione pubblica di prestatore di ultima istanza (o banca delle banche o Banca Centrale, B.C.). Listituto di emissione fissa per le banche ordinarie un obbligo di mantenere una riserva obbligatoria a fronte dei depositi (lammontare di riserve richiesto dalle autorit monetarie che la banca deve detenere), in aggiunta alla riserva libera (lammontare di riserve, in eccesso a quelle obbligatorie, che la banca decide di detenere per far fronte a situazioni di illiquidit impreviste). Le attivit finanziarie utilizzabili dalle banche ordinarie al fine di costituire la riserva obbligatoria formano la base monetaria (B.M.) o moneta ad alto potenziale. Essa comprende tutte le passivit a vista emesse dalle autorit monetarie oltre a quelle prontamente trasformabili in esse. Gli impieghi (la domanda) della B.M. sono presso le banche (come riserva libera e obbligatoria) e presso il pubblico (come scorta di circolante). I canali di creazione della B.M. sono 4: Estero, Tesoro, Operazioni di mercato aperto, Banche.

La B.C. crea B.M. attraverso il canale Estero acquisendo riserve ufficiali, quando la B.P. in avanzo. Si tratta dellemissione di B.M. per far fronte alle richieste di cambiare la moneta nazionale contro valute estere, e viceversa. Se la B.P. in attivo, affluisce nel Paese un maggior quantitativo di valuta straniera rispetto alla domanda che ne viene fatta dagli importatori. Queste operazioni servono anche per controllare i cambi. Sterilizzazione: operazione, condotta dalle autorit monetarie, di neutralizzazione dellesito dei conti con lEstero sulla B.M. La B.C. crea B.M. attraverso il canale Tesoro poich la B.C. pu concedergli credito attraverso lacquisto di titoli di Stato sul mercato primario, mediante il conto corrente di Tesoreria e le anticipazioni straordinarie. La B.C. emette moneta per coprire le spese del Governo: monetizzazione della spesa pubblica. Questo canale stato chiuso in Italia nel 1981 dalla Legge Andreatta sul divorzio tra B.C. e Tesoro e a livello europeo dal Trattato di Maastricht (1992).

La B.C. crea B.M. attraverso le operazioni di mercato aperto (O.M.A.) tramite acquisti e vendite dei titoli sul mercato secondario. Se la B.C. acquista titoli crea B.M.; se vende titoli, distrugge B.M. il canale quantitativamente pi importante. La B.C. crea B.M. attraverso le banche quando rifinanzia il sistema creditizio mediante operazioni di risconto di cambiali o di anticipazioni sui titoli.
Lequilibrio prevede: BMS = BMD BP + FINT + RB + OMA = BMP + BMB dove BP: saldo della B.P.; FINT: variazione del finanziamento al Tesoro; RB: variazione del rifinanziamento bancario; OMA: operazioni di mercato aperto; BMP: variazione della B.M. domandata dai privati; BMB: variazione della B.M. domandata dalle banche.
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Bilancio di una banca


Attivit BMB CR Passivit D

Supponiamo che: a) il pubblico voglia mantenere un rapporto fisso (h, parametro comportamentale dei privati, esprime la propensione dei privati a detenere B.M. presso di s, anzich D) fra circolante (BMP) e depositi posseduti (D): BMP = h * D, con h0. Se il tasso dinteresse sui D , allora h , infatti: h=f(i). b) le banche mantengano un rapporto fisso (j) fra B.M. per riserve obbligatorie e libere (BMB) e depositi raccolti (D): BMB = j * D, con 0<j<1 j = cRO + cRL Se i, RL, infatti: j=f(i). Lequilibrio tra domanda e offerta di B.M. d: BM = BMP + BMB BM = hD + jD = D (h+j) D = (1/(h+j)) BM dove 1/(h+j): moltiplicatore dei depositi.

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Le banche tenderanno a detenere una quota di riserve sui depositi tanto pi alta quanto pi elevato il costo di illiquidit (rappresentato dal tasso dinteresse sulle operazioni di rifinanziamento della banca centrale), e tanto pi bassa quanto pi alto il costo opportunit delle riserve medesime (rappresentato dal tasso di rendimento degli investimenti al margine, e quindi, per esempio, dal tasso overnight). Il processo di moltiplicazione della moneta trova la sua origine nella moltiplicazione dei depositi. Supponiamo che la B.C. aumenti di 1 mln la BM (stampando banconote) e che i cittadini depositino questa somma in una banca. La banca, ora, potr creare ulteriore liquidit bancaria partendo dal deposito iniziale. Dopo aver, infatti, accantonato una certa quota a titolo di riserva obbligatoria (poniamo il 20%), essa potr prestare le restanti 800 mila a coloro che hanno bisogno di credito. Se questo denaro ritorna di nuovo nel circuito bancario, la banca che lo riceve potr riutilizzarlo, dopo aver nuovamente dedotto la quota di riserva obbligatoria, ovvero potr concedere credito per 640 mila lire. Chiaramente la somma disponibile sar sempre minore; il processo si arrester quando la somma delle riserve accumulate dalle banche sar uguale al deposito iniziale.

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LS = BMP + D dove LS : offerta totale di moneta.


LS = hD + D = D (1+h) D = (1/(h+j)) BM LS = ((1+h)/(h+j)) BM dove (1+h)/(h+j): moltiplicatore della moneta, che quando h e j. Poich j<1, allora (1+h)/(h+j)>1. Dunque, la moneta M un multiplo finito della B.M. Il moltiplicatore della M basato sul fatto che la stessa banconota viene contemporaneamente percepita come strumento di pagamento da pi operatori contemporaneamente: da chi ha in mano la banconota circolante e da tutti quelli che lhanno depositata, in precedenza, presso qualche istituto creditizio. Se le banche potessero concedere in credito lintero ammontare dei D dei risparmiatori, il processo di moltiplicazione della M non avrebbe mai fine.
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Poniamo che il pubblico riceva moneta per 1.000 euro, ne trattenga il 10% e depositi il resto presso le banche; queste avranno, quindi, 900 euro di depositi in pi, dei quali una parte, poniamo il 20%, terranno come riserva e il resto, 720 euro, impiegheranno concedendo prestiti; il pubblico, ricevuti questi 720 euro, ne tratterr il 10% e depositer il resto presso le banche, che vedranno quindi i loro depositi aumentare di ulteriori 648 euro, i quali, andandosi a sommare ai precedenti 720 euro, porteranno laumento complessivo a 1.368 euro, che sommato ai 1.000 euro di incremento iniziale della base monetaria determina un aumento complessivo della quantit di moneta pari a 2.368 euro; ci vuol dire che, dopo un solo ciclo, 1.000 euro di incremento della base monetaria hanno gi generato un aumento pi che doppio dellofferta di moneta e, poich il processo si ripete pi volte, ad ogni ciclo successivo si avr un ulteriore aumento dei depositi e, quindi, dellofferta di moneta (seppur via via decrescente). Questo meccanismo anche noto come "piramide dei depositi", una piramide tronca dove i depositi costituiscono la base maggiore e la moneta ad alto potenziale (ossia la base monetaria) costituisce la base minore.

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LS = ((1+h)/(h+j)) BM
A parit di BM, lofferta totale di M (LS) : a) se j. Quanto maggiore il coefficiente di riserva delle banche (obbligatorio e libero), tanto pi il processo di moltiplicazione della M sar attenuato dalla mancata concessione in credito di ci che le banche hanno ricevuto in deposito; b) se h, essendo negativa la derivata prima del moltiplicatore rispetto a h. Se h=0, gli operatori preferiscono detenere sempre tutto in D, e il valore del moltiplicatore della M massimo. Se, al contrario, gli operatori preferiscono detenere sempre presso di s i mezzi di pagamento come Circ. senza effettuare D, allora il moltiplicatore della M assume il suo valore minimo. La quantit di M esistente in uneconomia dipende sia dalle autorit di P.M. che dal comportamento dei privati. Infatti, il comportamento dei risparmiatori incide sulla quantit di M in virt del parametro h, mentre il comportamento degli istituti di credito incide sulla quantit di M in virt del coefficiente di riserva libera (cRL), che rientra nel parametro j.

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In tutte le economie il moltiplicatore monetario ha un valore superiore a 1, il che vuol dire che Ms>BM o, in altri termini, che lofferta di moneta, oltre che dalla base monetaria, creata dalla B.C., costituita dalla cosiddetta moneta bancaria, creata dalle banche raccogliendo depositi e concedendo prestiti o acquistando titoli (prestiti e titoli che, nel loro complesso, costituiscono il credito bancario). Leffetto moltiplicativo trova la sua spiegazione nel processo circolare che si innesca tra banche e loro clienti: questi ultimi depositano la liquidit in eccesso, rispetto a quella che desiderano detenere, presso le banche, le quali, a loro volta, la ridistribuiscono al pubblico sotto forma di prestiti o acquisto di titoli; il pubblico, per, trattiene solo una parte della liquidit cos ricevuta, depositando nuovamente il resto presso le banche, sicch il processo continua a ripetersi, creando ad ogni passaggio nuovi depositi che, andandosi a sommare a quelli gi esistenti, aumentano lofferta complessiva di moneta. Va notato che la nuova moneta non viene creata dalla singola banca, che si limita a raccogliere depositi ed a concedere prestiti o acquistare titoli, ma dal sistema bancario nel suo complesso.
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In linea teorica, la P.M. dovrebbe perseguire come obiettivi finali quelli comuni a tutte le politiche macroeconomiche: livello del reddito aggregato (Y), livello delloccupazione (U), stabilit del livello dei prezzi (P), equilibrio nei conti con lEstero (BP), sviluppo (g). La Scuola keynesiana privilegia gli obiettivi del reddito e delloccupazione, mentre la N.M.C. privilegia la stabilit dei prezzi. Secondo la teoria tradizionale del modus operandi della P.M., le variabili possono essere cos distinte: a) Strumenti b) Indicatori c) Obiettivi operativi d) Obiettivi intermedi e) Obiettivi finali.

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Dalla teoria della P.E. sappiamo che gli strumenti debbono essere delle variabili: a) controllabili dal p.m.; b) efficaci sugli obiettivi; c) separabili (ossia, leffetto di ciascuno di essi deve essere separabile da quello delle altre variabili). La teoria economica concorda nellindividuare i seguenti strumenti di P.M.: - B.M., la cui controllabilit dipende dallo specifico canale di creazione e dal contesto istituzionale; - cRO, nato per fini prudenziali ha finito per essere un importante strumento per regolare la quantit di M; - massimale sugli impieghi, misura amministrativa con la quale le autorit monetarie impongono agli istituti di credito un limite massimo alla concessione di crediti. Se il massimale , la P.M. restrittiva; - vincoli di portafoglio, disposizioni amministrative con le quali si costringono gli istituti di credito a modellare il proprio portafogli di attivit, s da soddisfare alcuni requisiti, destinando una frazione della propria raccolta nellinvestimento in titoli specifici;
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- posizione netta sullEstero, disposizione amministrativa con la quale si

invitano gli istituti di credito ad assumere una posizione (creditoria o debitoria) in valuta straniera presso banche straniere. Laccensione di una p.n.s.e. consente di LS, poich le banche nazionali depositeranno presso la B.C. le valute estere ottenute in prestito e, in contropartita, la B.C. creer B.M., cedendo loro moneta nazionale; - fissazione dei tassi dinteresse (i) di pertinenza delle Autorit monetarie, come il tasso ufficiale di risconto, TUR.

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Gli indicatori sono variabili facilmente osservabili, la cui dinamica informa le Autorit sulleffettiva direzione che stanno prendendo le variabili rilevanti. Indicatori della P.M. sono i tassi di interesse di mercato (tassi interbancari, tassi sui titoli obbligazionari, etc.). Ad esempio, se le Autorit hanno messo in atto una misura teoricamente di P.M. restrittiva, allora si devono attendere che i tassi dinteresse . Osservare se e quanto i tassi di interesse effettivamente , in seguito alla manovra attuata, fornir informazioni sulleffettiva realizzazione dei processi economici attesi.
Gli obiettivi operativi sono variabili endogene, direttamente influenzate dagli strumenti utilizzati, ma che non rappresentano, di per s, il vero obiettivo finale della politica attuata. La loro dinamica consente di fare previsioni sugli obiettivi che si stanno perseguendo. Ai tempi della lira italiana, la Banca dItalia utilizzava M2 quale obiettivo operativo.

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Gli obiettivi intermedi sono variabili influenzate dagli strumenti utilizzati, aventi un chiaro e diretto legame con gli obiettivi finali. La loro dinamica consente di fare previsioni immediate sulle variabili che rappresentano gli obiettivi finali. Ai tempi del marco tedesco, la Bundesbank utilizzava M3 quale obiettivo intermedio; mentre la Banca dItalia utilizzava il Credito Monetario Interno (CMI) o il Credito Totale Interno (CTI). Il CMI pari al finanziamento monetario del deficit pubblico (cio il deficit al netto della parte coperta con emissione di titoli del debito pubblico) pi i crediti bancari ai privati:
CMI = (G T - B) + CR Il CTI pari al deficit pubblico (comunque esso sia finanziato) pi i crediti bancari ai privati, pi gli altri finanziamenti ottenuti dalle imprese (ossia i titoli obbligazionari emessi): CTI = (G T) + CR + OB
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La letteratura economica si divide fra chi ritiene che tutti gli obiettivi della P.E. debbano essere presenti nellazione delle B.C. e chi ritiene, al contrario, che lobiettivo prioritario se non unico debba essere la stabilit del livello generale dei prezzi. Tale visione conflittuale si traduce in formulazioni molto differenti degli statuti delle B.C. Inoltre, si tratta di stabilire quale obiettivo concreto perseguano le B.C., e se e come e quanto lo debbano comunicare. Infatti, gli annunci sugli obiettivi di P.M. hanno di per s importanza nellindirizzare leconomia, in quanto influenzano le aspettative dei privati; a tal punto che lannuncio (che pu essere credibile o meno, a seconda del grado di reputazione goduto dalla B.C.) dellobiettivo pu essere addirittura configurato come uno strumento in s (effetto dannuncio). A tale proposito si dibatte anche se sia opportuno che la B.C. annunzi esplicitamente tutti i suoi obiettivi (operativi, intermedi, finali) ovvero soltanto quello finale. La definizione di una moltitudine di obiettivi pu comportare un conflitto fra gli obiettivi stessi, a causa di una loro sostituibilit, laddove il perseguimento di uno di essi precluda la possibilit di raggiungerne altri.

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La scelta delluno o dellaltro obiettivo intermedio dipende da numerose circostanze: a) controllabilit dellaggregato ipotizzato come obiettivo intermedio; b) stabilit delle funzioni di comportamento; c) legami fra obiettivi intermedi e finali. Quanto pi prossimo lobiettivo intermedio agli strumenti, tanto maggiore sar la capacit di controllarlo. Una ulteriore questione riguarda la stabilit delle funzioni di comportamento, ma non il grado di sostituibilit fra diverse attivit; in particolare, se esse siano pi probabilmente di natura reale o monetaria.

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Data la LM, la posizione desiderata della IS IS0. Potrebbero intervenire shock negativi (IS IS) o positivi (IS IS). In tal caso, il reddito oscillerebbe da Y a Y, rispettivamente, se si perseguisse un obiettivo intermedio di costanza dellofferta di moneta (che permetterebbe i). Ove, invece, lobiettivo intermedio fosse quello dellinvarianza di i (al livello i0), la LM sarebbe orizzontale, perch per ogni posizione della IS a seguito dello shock verrebbe offerta quella quantit di M tale da mantenere i = i0. In questo secondo caso il reddito oscillerebbe in un campo pi ampio, fra Y1 e Y1.

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Per poter mantenere costante il livello del reddito desiderato, shock di natura monetaria richiederebbero di essere compensati da variazioni di MS tali da lasciare invariato i. Vale a dire, in questo caso, che lobiettivo intermedio dei p.m. deve essere i e non la quantit di M. In presenza di un aumento autonomo della MD, che tende a far spostare verso sinistra la LM0, se si mantenesse invariata MS si avrebbe un i e Y. Ci pu essere evitato se lobiettivo intermedio proprio quello di mantenere invariato i; lautorit monetaria fornir allora tanta B.M. da provocare un MS = MD.

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Se il reddito Y lontano dal suo livello ottimale, soprattutto a causa delle variabili che determinano la curva IS (ossia quando i mercati reali sono instabili) preferibile che i p.m. perseguano una P.M. che mantenga M costante. Se la MD molto instabile, la P.M. deve fissare il suo obiettivo in termini di i.

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Inflation targeting (intervento a uno stadio): condotta in base alla quale la B.C. comunica soltanto lobiettivo finale e, in particolare, lobiettivo del tasso dinflazione (p), individuando quale obiettivo intermedio il valore stimato dellinflazione attesa (pe). Dunque linflazione riveste il duplice ruolo di obiettivo finale e obiettivo intermedio. Intervento a due stadi: condotta in base alla quale la B.C. persegue lobiettivo finale in via indiretta, attraverso il conseguimento in via diretta di obiettivi intermedi. Dunque linflazione riveste lunico ruolo di obiettivo finale. Inflation targeting flessibile: condotta in base alla quale la B.C. affianca allobiettivo dellinflazione (comunque primario) un set di obiettivi differenti, seguendo una strategia a doppio pilastro. Monetary targeting: condotta in base alla quale la B.C. sceglie quale obiettivo finale il tasso dinflazione, e come obiettivo intermedio lo stock di moneta.

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Indipendenza politica o funzionale della B.C.: quando la B.C. ha completa e autonoma responsabilit di decidere le linee di P.M., scegliendo lobiettivo finale. Indipendenza economica od operativa della B.C.: quando la B.C. ha completa e autonoma responsabilit di decidere gli strumenti di P.M. necessari per conseguire lobiettivo finale.
Il governo della moneta assume anche un ruolo ai fini dello sviluppo di l.p. Esso pu avere luogo in 2 maniere completamente differenti: a) assicurando la stabilit monetaria e incentivando il risparmio finanziario; b) usando linstabilit monetaria in modo tale da stimolare linvestimento e la crescita. La scelta tra le 2 alternative dipende dalla natura delle aspettative degli operatori e da vari aspetti del sistema finanziario e sociale.

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Una P.M. restrittiva con un aumento del tasso dinteresse (i) provoca una riduzione del prezzo di mercato dei titoli posseduti dalle banche, che vengono cos immobilizzati; infatti, se le banche decidessero di vendere tali titoli, incorrerebbero in perdite in conto capitale, essendone diminuito il prezzo. Leffetto ROOSA (o dimmobilizzo) dimostra come in realt le banche, allaumentare del tasso dinteresse, saranno scoraggiate nel fare credito, in quanto (seppure il tasso attivo di interesse sia cresciuto) non saranno disposte a concedere crediti finanziati dalla vendita di titoli. Laumento del tasso di risconto determina quindi, una diminuzione, anzich un aumento, della propensione del sistema bancario a finanziare la domanda di credito da parte del sistema.

La manovra di P.M. restrittiva pu accrescere lincertezza sul futuro e innalzare la domanda di liquidit.

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In presenza di rischio di insolvenza dei prenditori di fondi e di informazione asimmetrica pu emergere un effetto di razionamento endogeno, che tende a verificarsi indipendentemente da eventi esterni; ogniqualvolta una certa banca si trovi di fronte a una domanda di credito eccedente essa tender a reagire non aumentando il tasso dinteresse, ma offrendo credito ad alcuni clienti e negandolo ad altri.

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Lefficacia quantitativa dellazione monetaria diversa a seconda che essa sia usata in senso espansivo o restrittivo. Essa maggiore nel caso restrittivo, per le seguenti ragioni: - il moltiplicatore effettivo dei D tende ad essere pi elevato con riferimento a una riduzione della B.M.; - nella riduzione del tasso di interesse nominale, nel caso di una P.M. espansiva, esiste un limite inferiore (floor), dato che i non pu essere negativo (trappola della liquidit); al contrario, non vi limite allaumento del tasso dinteresse a seguito di una P.M. restrittiva; - la domanda di credito pu essere anelastica a i.

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TAYLOR ha elaborato una formula algebrica che permette di spiegare la P.M. effettivamente seguita dal Federal Reserve System. Secondo tale formula, a partire dagli anni Ottanta la B.C. americana avrebbe determinato i tassi dinteresse di b.p. sulla base: - del tasso dinteresse reale di lungo termine, - del tasso dinflazione, - dello scarto fra tasso d'inflazione effettivo e tasso dinflazione desiderato, - della differenza fra crescita effettiva e crescita potenziale del PIL (output gap). dove it: tasso di sconto nominale di b.p.; t: tasso dinflazione effettivo; t*: tasso dinflazione ottimale; rt*: tasso dinteresse reale di l.p.; yt: livello del reddito aggregato effettivo; : : livello del reddito aggregato potenziale; a: parametro. La TAYLORs rule ha destato notevole interesse soprattutto per le possibilit offerte di anticipare correttamente la manovra sui tassi dinteresse da parte della Federal Reserve.

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Inflazione strutturale: aumenti salariali che sarebbero giustificati in un settore (poich in questo settore la dinamica della produttivit cresciuta altrettanto), quando sono applicati ad altri settori (nei quali la produttivit del lavoro cresciuta ad un tasso minore) sono causa di inflazione. La causa dellinflazione risiederebbe nel fatto che uguali aumenti salariali vengono applicati a settori nei quali la dinamica della produttivit cresciuta con saggi differenti. Teorema di MODIGLIANI e MILLER In assenza di tasse, costi di fallimento, asimmetrie informative, in un mercato efficiente il valore di unimpresa non affetto dalla modalit con cui limpresa si finanzia. Non importa, dunque, se limpresa ottiene il proprio capitale raccogliendo finanziamenti tramite lemissione di azioni o tramite debito; allo stesso modo la politica del dividendo non ha effetti sul valore dellimpresa. Il teorema costituito da due proposizioni distinte, che possono essere estese a una situazione che preveda la presenza di tassazione.
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L inflazione distorce il sistema dei prezzi relativi in 3 modi distinti: 1) alterando il meccanismo di trasmissione dei valori tra i mercati dei diversi beni di uno stesso sistema economico, in un dato periodo di tempo; 2) alterando il meccanismo di trasmissione dei valori attraverso periodi diversi di tempo, in un dato sistema economico; 3) alterando il meccanismo di trasmissione dei valori tra sistemi economici diversi, in un dato periodo di tempo.

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Sotto alcuni aspetti, linflazione favorisce il risparmio. Il risparmio diretto delle imprese favorito dallinflazione, nella misura in cui questa espande i margini di profitto delle imprese, e quindi le opportunit di auto-finanziamento. Inoltre, una motivazione ad intensificare il risparmio il voler disporre comunque di un dato volume di potere di acquisto futuro. Linflazione deprime sia il reddito reale sia il valore reale della ricchezza monetaria posseduta da determinati soggetti economici (i salariati e i possessori di titoli a reddito fisso), e per questo tramite ne riduce la capacit di consumo. Al tempo stesso, essa elargisce extra-profitti di natura inflazionistica, o vantaggi rappresentati da pi bassi interessi reali sui prestiti ottenuti, ad altri operatori. La riduzione dei consumi imposta agli uni d cos luogo ad una formazione di risparmio forzoso che si accumula nelle mani degli altri.

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Linflazione (p) avvantaggia i debitori e svantaggia i creditori, riducendo il tasso dinteresse reale (r). Gli investimenti a lunga hanno la capacit di produrre reddito proiettata nel l.p., richiedendo di essere finanziati con debiti a lunga scadenza. Indebitarsi a lunga significa impegnarsi a corrispondere il tasso dinteresse originariamente pattuito per il l.p. di durata del prestito. In periodi dinflazione, il costo del finanziamento rappresentato da r, non da i. Apparentemente, unalta inflazione pu rendere pi conveniente linvestimento. In realt, linflazione introduce un rischio aggiuntivo nelle decisioni di investimento a lunga. infatti difficile prevedere il comportamento di p nel l.p. Questo il rischio-inflazione degli I a lunga. Gli imprenditori saranno inclini a rinviare molte decisioni di I a lunga, in attesa di una schiarita sul fronte di p. Tuttavia, ai fini dellaccumulazione di capitale produttivo, della crescita economica, della trasmissione di ricchezza nel tempo, sono gli I a lunga quelli pi importanti.
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Si supponga che p aumenti nel Paese A e rimanga stabile nel RdM. I prezzi dei beni prodotti in A (inflazionato) aumentano, in rapporto ai prezzi praticati nel RdM (pA/pRdM). Dunque v un pi ampio volume di M in circolazione rispetto alle disponibilit di beni nel Paese A, ove si registra un eccesso della spesa globale in beni e servizi (M*V) rispetto allofferta globale degli stessi (P*T). La AD mondiale di beni avverte le conseguenze dellinflazione, e la competitivit di prezzo del Paese A risulter minore. Il RdM esercita una minore domanda verso i beni prodotti da A (che sono divenuti pi costosi): pertanto le esportazioni di A diminuiscono (XA). Gli stessi operatori nazionali preferiscono acquistare allestero beni che prima acquistavano allinterno: pertanto le importazioni di A aumentano ( MA). Si viene cos a creare un disavanzo nei conti con lestero. La copertura finanziaria del disavanzo con lestero pu essere attuata in via temporanea mediante crediti, finanziamenti, aiuti internazionali. Proprio nella consapevolezza dellesistenza di limiti di tolleranza al disavanzo con lestero da parte di un Paese si rintraccia unaltra fondamentale giustificazione della p. antinflazionistica dei governi. Linflazione distorce artificiosamente il meccanismo di trasmissione dei valori tra diversi sistemi economici.

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Linflazione configura uno stato di eccesso di domanda (AD>AS), mentre la deflazione si riferisce ad uno stato di insufficienza della domanda (AD<AS). Deflazione: diminuzione sostenuta e continuata del livello generale dei prezzi. Disinflazione: diminuzione del ritmo di aumento (decelerazione) del livello generale dei prezzi.
Il processo di cartolarizzazione consiste in una specie di alchimia finanziaria che tramuta una attivit finanziaria indivisa per esempio, un credito in una attivit divisa e vendibile, cio a dire in titoli ("carta"). Per esempio, supponiamo che la banca abbia fra le sue attivit un certo numero di prestiti immobiliari; la banca pu decidere di cartolarizzarli, cio di emettere dei titoli che hanno come garanzia quei mutui. Questi titoli sono poi venduti a investitori privati o istituzionali, e cos la banca rientra dei soldi prestati ai mutuatari: i fondi che la banca ottiene possono essere usati per espandere la propria attivit.
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- ACOCELLA N., Politica economica e strategie aziendali, Carocci,

Roma, 2011 (Capitolo 12). - CELLINI R., Politica Economica, McGraw-Hill, Milano, (Capitoli 19 e 20).

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