Sei sulla pagina 1di 4

Urbino, aprile 2012

Distribuzione gratuita Poste Italiane Spa-Spedizione in a.p. - 70% - DCB Pesaro

il Ducato Il mutuo della discordia


dossier

Periodico dellIstituto per la formazione al giornalismo di Urbino

In Sardegna duecento aziende agricole sono sul lastrico e a rischio di sfratto per colpa di una legge regionale revocata dalla Commissione europea. Le responsabilit rimbalzano da unistituzione allaltra, ma nora niente si mosso

di Paola Rosa Adragna

il Ducato

DOSSIER

In Sardegna solo cartelle esattoriali e avvisi di sfratto per tanti agricoltori sul

lastrico a causa della legge 44

TIMELINE

Indebitati per un errore degli altri


Tra provvedimenti della Commissione Europea e contratti irregolari, sono ancora 200 le aziende che non riescono a pagare I
NUMERI DELLA CRISI

Cronaca di un indebitamento

Viene approva la legge 44, che concede agli agricoltori mutui a tasso agevolato per ripianare debiti insoluti

1988

on facile coltivare la terra in Sardegna. Le aziende sono piccole, spesso poco moderne, hanno scarso potere contrattuale. Ma soprattutto il denaro costa troppo. Lo sanno bene gli agricoltori, indebitati con le banche per circa 800 milioni di euro. Sono circa 2000 le aziende che non riescono pi a pagare. Il 10% di esse a causa dei contratti di mutuo a tasso agevolato erogati grazie alla legge regionale 44 del 1988 e successivamente revocati. Una situazione che da allora non stata mai sbloccata e sulla quale ancora oggi appare difficile fare chiarezza. una storia lunga: Il 13 dicembre 1988 il consiglio regionale approva una legge che concede mutui di 15 anni a tasso agevolato a quegli agricoltori incapaci di saldare i loro debiti con le banche. La Regione si impegna cos a pagare una grossa parte degli interessi dei mutui di quei coltivatori che avevano ottenuto il nulla osta dallIspettorato agrario. Nei quattro anni successivi 4.948 aziende ricorrono alla 44/88, finch il 27 agosto 1992 la Regione approva la legge 17 che ne modifica larticolo 5. I contributi regionali per i mutui gi in ammortamento sono riconosciuti a partire dalla data di firma del contratto. La 17/92 viene notificata alla Commissione Europea che si accorge di non aver mai visto la 44/88 e avvia una procedura nei confronti dellItalia. Nel 1997 la sorpresa: la Commissione cancella larticolo 5 della 44/88 perch quei contributi non sono conformi alle regole del mercato in quanto alterano la concorrenza dei prodotti allinterno dellUnione. LItalia viene condannata al recupero degli aiuti erogati, pena il pagamento di una multa. Le imprese agricole ne vengono a conoscenza solo nel 2001: dovranno finire di pagare le rate a tasso pieno e rendere alla Regione i contributi gi erogati. I debiti con la banca lievitano: qualcuno riesce a pagare, qualcuno rifinanzia il mutuo, qualcuno si ritrova con uno sfratto esecutivo e niente in mano se non le cartelle esattoriali. Una situazione drammatica che ha generato un forte movimento di protesta. Abbiamo radunato circa 2000 persone e intentato una causa nei confronti della Regione afferma Gaetano Pala dellUfficio economia della Coldiretti Sardegna perch ha leso i diritti degli imprenditori agricoli. Avrebbe dovuto accertarsi se gli aiuti che stava concedendo erano o meno in linea con i dettati della Comunit Europea. La vertenza per ferma in Appello, dopo che il tribunale di Cagliari ha sollevato dei dubbi sulla legittimit del provvedimento della Commissione alla Corte di giustizia di Lussemburgo, che nel 2006 ha respinto le accuse. Le cose per si complicano ulterior-

mente. Rileggendo le carte, alcuni agricoltori individuano numerose irregolarit. I contratti stipulati tra il 30 dicembre 1988 e il 27 agosto 1992 afferma Mario Pistis, anche lui vittima della 44/88 non possono essere considerati validi. Il signor Pistis spiega meglio: Lagricoltore in crisi doveva andare allispettorato agrario che gli rilasciava un nulla osta per un finanziamento massimo di, per esempio, 100 milioni. Il suo contratto invece da 130 milioni perch la banca ha sommato alla cifra del nulla osta gli interessi di mora delle sue rate precedenti fino alla data della firma del contratto. Cosa non prevista dalla legge, perch il finanziamento non pu essere di importo maggiore a quello indicato dal nulla osta. Inoltre, dovendo restituire il mutuo a tasso pieno, lagricoltore non deve pagare diciamo 136 milioni limporto pi la sua parte di interessi ma 150. A questi 150 si vanno anche ad aggiungere 3 punti di mora, perch fino al 2001 gli agricoltori non hanno pagato la parte di interessi che spettavano alla Regione ma era stata revocata dalla Commissione Europea, arrivando cos a 153. Ma se questi contratti non sono validi, il finanziamento deve essere restituito a tassi legali. Dello stesso avviso Gianfranco Sabiucciu, tecnico agricolo LAORE (lAgenzia per lattuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale) ed ex sindaco di Decimo Putzu, uno dei paesi con il tasso pi alto di imprenditori indebitati. Il comma 1 dellarticolo 12 della 17/92 nato per risanare un errore delle banche. La possibilit di capitalizzare quegli interessi di mora stata prevista dallarticolo 12 della 17/92 che stata applicata a mutui gi stipulati. Ma un contratto non si pu cambiare una volta che gi stato siglato. Cos anche la Regione si trovata a dover finanziare degli importi pi alti rispetto al dovuto. A sostegno della causa degli agricoltori sono nati diversi movimenti. Uno di questi, il Presidio di piazzale Trento, dallo scorso novembre ha occupato i parcheggi di fronte al palazzo della Regione e, per un breve periodo, anche il nono piano delledificio. Dalla nostra tenda racconta Marco Mameli offriamo sostegno a chi chiede aiuto e lotta per ristabilire i diritti fondamentali di unisola che viene pian piano svenduta, non solo vittime della 44/88. E sulle irregolarit dei contratti commenta: Stiamo parlando di una truffa da 500 milioni di euro di cui giornali e televisioni non parlano. I giornalisti ci dicono di parlare di qualunque cosa ma non di banche. Perch il Banco di Sardegna detiene tutti i loro debiti. Intanto, in attesa di una decisione in Appello o del controllo di tutti i contratti, 200 famiglie rischiano ancora di perdere tutto.

milioni di euro Il debito del settore agricolo nei confronti delle banche

805

Viene approvatala legge 17, che modica lart. 5 della 44, e viene noticata alla Commissione europea

1992

La Commissione realizza di non aver mai visionato la 44 e apre un procedimento nei confronti dellItalia

1994

Le aziende agricole chiuse tra il 1982 e il 2010

58.725

NUMERI DELLA

44/88

La Commissione dichiara illegittimi gli aiuti concessi dalla 44 e impone allItalia il recupero, pena una multa

1997

il calo della supercie agricola utilizzata dal 1982 al 2010

-19,5%

Le aziende che hanno usufruito della 44/88

4.948

Le aziende ancora in contenzioso con le banche

200

La Regione Sardegna notica agli agricoltori la revoca degli aiuti e inizia le operazioni di recupero

2001

GLOSSARIO

Le parole del debito


Mutuo a tasso agevolato prestito concesso a condizioni vantaggiose, in cui gli interessi vengono pagati in parte da un ente, in questo caso la Regione, e in parte dal cliente Preammortamento periodo della durata di un mutuo in cui il cliente paga solo gli interessi Ammortamento piano di estinzione di un debito Interessi di mora interessi aggiuntivi che il cliente deve pagare se ritarda o smette di pagare Capitalizzazione degli interessi maturare interessi su altri interessi Nulla osta ispettoriale documento rilasciato dallIspettorato agrario che autorizza la concessione di un mutuo

milioni di euro Il totale dei nanziamenti concessi alle aziende

118 31

milioni di euro Il debito delle aziende in contenzioso con le banche

20

La Coldiretti Sardegna riunisce 2000 agricoltori e intenta una causa alla Regione

2002

Il tribunale di Cagliari solleva lillegittimit del provvedimento alla Corte di Giustizia di Lussemburgo

2003

milioni di euro Il contributo erogato dalla Regione Sardegna

milioni di euro I contributi che la regione deve ancora recuperare

24

La corte di Giustizia dichiara il provvedimento europeo legittimo e rinnova lobbligo del recupero

2006

La Coldiretti Sardegna presenta ricorso in Appello. Da allora la situazione non si pi smossa

2010

il Ducato

DOSSIER

Laccusa alle banche quella di evasione, peculato e frode processuale

Lassessore allAgricoltura replica alle accuse

Troppe bugie sulla 44/88


Giuseppe Carboni, esponente della Consulta dei movimenti, spiega perch i contratti non sono validi
ono ventanni che ci raccontano menzogne. lapidario Giuseppe Carboni, esponente della Consulta dei movimenti, lorganismo che riunisce e d voce a tutte le associazioni a sostegno dei cittadini, come il Presidio di piazzale Trento. Chi fa parte della Consulta? Ci sono tanti gruppi, ognuno con le sue specificit: agricoltori, artigiani, commercianti. Tutti con una cosa in comune. Lessere stati abbandonati dalle istituzioni. Allinterno della consulta non ci sono gradi, siamo tutti uguali. Ci riuniamo per prendere coscienza, per tutelarci, perch la politica lontana. Siamo lavoratori. Non siamo esperti, ma siamo una squadra e stiamo lottando per difendere il futuro dei nostri figli. Cerchiamo di risvegliare le persone dalla rassegnazione e portare lattenzione pubblica sui nostri problemi. Cosa intende quando dice che vi hanno sempre mentito? Quello che le persone sanno sulla 44/88 solo una parte. vero che stata revocata dalla Comunit Europea, ma il problema che i contratti di finanziamento concessi tra il 13 ottobre 1988 e il 27 agosto 1992 non sono validi. Perch? Larticolo 5 prevedeva che i mutui fossero rilasciati per risanare i debiti insoluti. Lagricoltore doveva andare allispettorato agrario che gli rilasciava un nulla osta con la cifra massima che la banca poteva finanziargli. I contratti riportano invece somme maggiori perch ricalcolano gli interessi a partire dalla data della firma del contratto e non da quella

nulla osta. Come scusa sono state usate due note assessoriali (la 1455 del 23/01/89 e l8603 del 06/04/89) che s, prevedevano questa possibilit, ma sono antecedenti alla data di rilascio del nulla osta e quindi inapplicabili a quei contratti. Per legittimare questa procedura stata poi approvata la legge 17\92. Ma non si possono cambiare le condizioni di un contratto gi in essere. I contratti per vengono firmati alla presenza di un notaio. Si pu parlare di corresponsabilit? Si potrebbe, ma diciamo che non hanno prestato troppa attenzione e sono stati raggirati dalle due note assessoriali. Anche chi ha contratto il mutuo responsabile di non aver verificato. Questo non significa per che debba restituire i soldi presi alle condizioni imposte adesso. Senza contare poi la speculazione gi avvenuta. Si spieghi meglio. Innanzitutto le banche hanno incassato la maggior parte degli interessi, sia quelli pagati dalla Regione che quelli a carico dellagricoltore, durante gli anni del preammortamento. Dopo la revoca dei mutui, hanno poi chiesto il pagamento della cifra restante a tasso pieno, senza detrarre gli interessi che erano gi stati pagati. Infine, con atto di Precetto in Tribunale, hanno fatto risultare di non aver mai incassato niente e quindi rivendicano nuovamente tutti gli interessi. Se si fa un calcolo il tasso dinteresse corrisponde a non meno del 35%. Tutte queste speculazioni sono anche incriminabili di evasione fiscale perch non possibile dichiarare al fisco gli utili sugli interessi rivendicati pi volte. Per non parlare poi di peculato e frode processuale.

Questa questione non mai stata portata di fronte alla Commissione Europea? Certamente. Bruxelles non aveva mai visto i contratti. Quindi ho mandato un esposto alla commissione europea dellAgricoltura denunciando la superficialit con cui il caso stato analizzato. Il provvedimento europeo prevede che gli agricoltori rimborsino gli aiuti regionali presi secondo larticolo 5 della 44/88. Ma i 5000 finanziamenti revocati hanno percepito il contributo pubblico in seguito larticolo 12 della 17/92. Alla luce di queste affermazioni ho chiesto che il provvedimento venga modificato a

favore delle aziende, costringendo la Regione Sardegna al recupero immediato di quelle somme direttamente dalle banche. Avete mai ricevuto risposta? Ci stato comunicato che, se le nostre accuse fossero vere, spetter alla Regione recuperare gli aiuti direttamente dalle banche. Aspettiamo ancora per che si costituisca una commissione dinchiesta che tolga ogni dubbio sulla questione. Cosa chiedete in pratica? Che la Regione appuri lesistenza o meno di un furto da parte delle banche. Se poi, come noi crediamo, la specula-

zione esiste, vogliamo che Equitalia riscuota quelle somme indebitamente acquisite. Abbiamo anche denunciato il governatore Cappellacci, dopo avergli concesso 20 giorni per accogliere le nostre richieste, e aspettiamo lintervento della Procura della Repubblica. Vogliamo solo il rispetto delle leggi. Studiamo la legislazione, guardiamo loperato delle istituzioni. un lavoro di accertamento. Se riscontriamo incongruenze, le segnaliamo. Poi scendiamo in piazza. Alla fine denunciamo. Ma se dopo la denuncia non si ottiene niente, che si deve fare? Arrivare alle maniere forti?

La Regione: Basta parlare di colpe, cerchiamo di uscirne

i stiamo i m p e gnando perch le aziende agricole possano uscire al meglio da questa situazione. Sulla legge 44 del 1988 la direzione generale dellassessorato dellAgricoltura e Riforma agro-pastorale parla poco di colpe e sembra concentrarsi maggiormente sulle possibili soluzioni. Per loro infatti importante rilanciare unagricoltura pesantemente in recessione, su cui i danni della revoca della 44 non hanno fatto altro che incrociarsi con una crisi strutturale profonda dellintero settore. LAssessorato non entra nel merito della validit dei contratti, anche se ammette che la legge 17 del 1992 una sorta di sanatoria, non specificando se lerrore da sanare si trova nella legge del 1988 o nei contratti. Anzi la Regione Sardegna tira

in ballo un altro fattore: Equitalia. Il 23 settembre 2011, infatti, lamministrazione ha firmato un protocollo dintesa con le organizzazioni professionali agricole (Coldiretti Sardegna, Confederazione italiana agricoltori e Confagricoltura) con il quale ha chiesto alla direzione generale dellassessorato dellAgricoltura di sospendere le attivit di riappropriazione dei contributi, per permettere i necessari approfondimenti in relazione alle criticit applicative del sistema di recupero. Al Banco di Sardegna stato chiesto un periodo di sospensione delle procedure esecutive per poter approfondire le valutazioni in corso. Un tavolo problematiche Equitalia e sviluppo, coordinato dal Servizio Credito dellassessorato della Programmazione e dalla SFIRS (la Societ finanziaria della Regione), stato istituito per effettuare una ricognizione sullindebitamento delle

Listituto scarica le responsabilit sullamministrazione

Il Banco: Siamo noi la parte lesa


I
l Banco di Sardegna non commenta la situazione. La revoca degli aiuti regionali per la Legge 44 del 1988 un argomento molto delicato anche per gli istituti di credito. Il tribunale sta attuando una serie di verifiche per cui i legali hanno consigliato il silenzio. Negli ambienti dellufficio finanza dimpresa e crediti speciali si trovano per informazioni utili per comprendere la posizione della banca, che in questa vicenda potrebbe configurarsi come parte lesa dalle decisioni dellAmministrazione. Ripercorrendo gli eventi dallinizio, il Banco concedeva i mutui solo in seguito a una delibera regionale e a un nulla osta. In questo documento lispettorato agrario indicava semplicemente il valore delle strutture (serre, porcilai etc) che erano gi state costruite ma che lagricoltore non riusciva pi a pagare. La banca ha stipulato quindi dei mutui che allimporto indicato dal nulla osta aggiungevano linteresse di mora, altri mutui in scadenza o presi con altre banche e quote che il cliente aveva gi pagato e che gli venivano restituite. Una volta acquisito il nulla osta, quindi, la pratica veniva mandata alla Regione che emanava i decreti di liquidazione. nione Europea, hanno smesso di pagare. Ora alcuni di loro chiedono di ricontrollare le pratiche. Ma dopo ventanni le verifiche dei fascicoli sono molto difficili. La banca ha infatti lobbligo di conservare la documentazione per dieci anni, dopo di che questa finisce al macero. Nel suo interesse, il Banco ha fatto di tutto per trovare qualche vecchio contratto e in quelli che ha rintracciato, dichiara, non ha riscontrato irregolarit. In conclusione la banca avrebbe subito due perdite. Inizialmente rifinanziando i vecchi debiti a tassi pi bassi, perdendo cos il guadagno che la differenza di tasso avrebbe portato. Poi ritrovandosi con un gran numero di clienti morosi e il conseguente rischio per i fondi stessi dellistituto. Ritenendo infatti che il contributo della Regione potesse eliminare il fenomeno dellinsolvenza, il Banco ha utilizzato le proprie risorse per l'intera operazione. L'istituto questa la conclusione che emerge dai documenti interni non avrebbe quindi commesso irregolarit nella gestione della vicenda. "Il Banco non pu pagare per un errore della Regione".

In altro Giuseppe Carboni durante una manifestazione. Di lato il Presidio di Piazzale Trento (entrambe le foto di Mariella Murgia) Nella pagina accanto: in altro a sinistra la sede dellassessorato dellAgricoltura e Riforma Agro-pastorale; in basso la sede legale del Banco di Sardegna

Da quanto si legge per, i contributi regionali non sono stati mai versati prima del 1992, in seguito allapprovazione della Legge 17. Quando gli aiuti sono stati revocati (lultima tranche stata pagata il 31 dicembre 1996) e i clienti si sono ritrovati a dover pagare rate pi alte, la maggior parte dei mutui diventata problematica. La banca ha quindi offerto soluzioni, per esempio la rinegoziazione, a quei clienti considerati virtuosi e quei mutui sono ormai estinti. Altri clienti, in attesa di ricevere risposte pi precise dallamministrazione o dallU-

aziende agricole. In altre parole si sta controllando che le cartelle esattoriali siano state notificate secondo la legge perch, in caso contrario, possono essere ritenute nulle e il debito pu essere ridimensionato. Non la prima volta che lamministrazione si muove per risolvere la situazione. Venuta a conoscenza della decisione della Commissione, la Regione ha subito provveduto ad abrogare larticolo 5 della 44/88. Tra il 1997 e il 2001 ha poi smesso di liquidare gli aiuti e bloccato il rilascio dei nulla osta , mentre nel 2001 ha notificato agli agricoltori la revoca e ha richiesto la restituzione di quanto gi erogato. Appena realizzata la difficolt in cui le aziende versavano, infatti lassessorato allAgricoltura era intervenuto per richiedere alle banche la rinegoziazione dei tassi di interesse sui mutui, ma non tutte le aziende si sono riprese dopo questa possibilit. Il debito con le banche si attesta ancora sui 10 milioni di euro, mentre quello con lamministrazione regionale oltre i 24 milioni di euro, pi gli interessi. Del contributo regionale concesso, poco pi di 31 milioni di euro, circa 7 milioni sono stati recuperati. Tra il 2003 e il 2006 la Regione ha trattenuto circa 6 milioni da aiuti destinati agli agricoltori, come quello per i danni provocati dalla siccit, e nel 2011, in seguito a sollecito, alcuni hanno restituito volontariamente circa 500 mila euro. Ora per tutto fermo e si in trattativa con la Commissione europea per vagliare la possibilit di ritenere il recupero assolto, vista la criticit della situazione. La Regione ritiene quindi di aver fatto il possibile. Sulla 44 c chi ci ricama commenta il dottor Giambattista Monne, dello staff dellassessore dellagricoltura Oscar Cherchi accusando ingiustamente la Regione. E aggiunge: Un conto la colpa di non aver notificato laiuto dichiarato poi incompatibile e averlo dovuto recuperare, dopo lintervento della Commissione. Altra cosa chiedere che la Regione sia responsabile del capitale contrattato dalle aziende delle banche. Laiuto si limitava a un concorso in interessi per abbattere il tasso concesso dalla banca. Il capitale era e resta a carico delle aziende.

il Ducato

DOSSIER

Storie di sfratti ordinari

Francesca Pinna durante lo sciopero della fame e della sete

Francesca, Salvatore e Maria, digiunare per una casa salvati dalla solidariet
Sono nata per coltivare ma datemi la possibilit di farlo

on voglio che mi si regali niente, ho pagato anche laria che respiro. Francesca Pinna ha 46 anni, tre figli e tanta rabbia. nata in mezzo ai campi di Villacidro, nel Medio Campidano, e ha sempre lavorato la terra: nellazienda agricola di sua madre prima, nella sua dal 1990 in poi. Ha investito in capannoni agricoli per dare un futuro sereno ai suoi bambini, ma il sogno di una vita passata in pace tra lavoro e famiglia si trasformato presto in un incubo. Sia la sua azienda che quella di sua madre hanno beneficiato della 44/88, con mutui rispettivamente da 185 e 36 milioni di lire. Quando sono stati revocati, a Francesca mancava unultima rata da 2 milioni e 200 mila lire. Per risanare questa rata il Banco di Sardegna, dopo i 300 milioni di lire che avevo gi pagato, mi ha chiesto altri 100 mila euro. E ha legato la mia situazione debitoria e quella di mia madre in un unico contributo, nonostante abbiamo due aziende distinte. Se non ne esco io, non ne esce lei. E viceversa. La casa stata messa allasta. Nel 2007 racconta lhanno venduta a unimpiegata del recupero crediti del Banco di Sardegna, che lha comprata per soli 102 mila euro, un terzo del suo valore di mercato, direttamente da un notaio. Vedersi portare via la casa dov nata, cresciuta e ha dato alla luce i suoi figli stato un colpo troppo grosso: Francesca ha fatto dieci giorni di sciopero della fame e della sete e un ricorso. Che ha vinto perch il suo avvocato si reso conto che il contratto di acquisto presentava delle irregolarit che il giudice ha ritenuto sufficienti per annullarlo.

N lei n i suoi genitori hanno abbandonato la casa, ma la situazione non certo risolta. Le carte sono state rimesse in gioco, ma ogni anno non si ottiene altro se non un nuovo rinvio. Facciamo i conti, se devo ancora qualcosa ditemelo e pagher. Ma non chiedetemi di pi. La sua guerra continua: Smetter di lottare solo quando non avr pi fiato. Vogliono farci suicidare, ma io non mi arrendo. Lotto per me, ma soprattutto per i miei figli e per i miei genitori. Sono anziani, lavorano da una vita. Non se lo meritano. Per questo adesso Francesca ha intentato una causa per usura nei confronti del Banco di Sardegna. Le stato anche proposto di utilizzare il fondo statale di prevenzione antiusura, ma che senso ha prendere un prestito per pagare chi denuncio?. Francesca, e come lei tanti altri, ha creduto nel suo lavoro: Sono nata per questo, ma datemi la possibilit di farlo. Ho investito in capannoni agricoli, nessuna casa al mare o vacanza di lusso. Io e la mia famiglia ci lavoriamo quindici ore al giorno. La Regione ci ha fatto credere che potevamo essere imprenditori, e poi? Hanno cercato di rovinarci. Umiliati agli occhi di tutti come quelli che non pagano i debiti. E si rivolge a tutti quelli che non hanno la sua forza con un appello: Dobbiamo stare uniti, facciamo tutti le denunce di usura. E muove accuse pesanti: Al Banco di Sardegna sono dei ladri autorizzati e i giudici prendono tante di quelle agevolazioni che non gli vanno certo contro. Ma prima o poi troveremo qualcuno che ci dar ragione. Non demorde ma ha comunque un rimpianto. Ho sbagliato, sospira esausta. Ho investito sul lavoro.

anno scampato lo sfratto gi due volte, Salvatore e Maria Carmela Murgia. I debiti sono cresciuti con il tempo e la loro casaazienda di Uta, un paese del cagliaritano, stata venduta. Ma loro non hanno nessun altro posto dove andare. Salvatore ha 72 anni ed costretto su una sedia a rotelle da un ictus che lo ha colpito nel 1996, mentre i suoi debiti continuavano a crescere. La sua storia come quella di tanti altri: da giovane si era trasferito a Milano, dove faceva loperaio per lAlfa Romeo. La Regione Sardegna ha poi iniziato a incentivare limprenditoria agricola, il ritorno alla terra. Cos nel 1978 Salvatore dice addio alla Madonnina per tornare nella sua isola. Prende due mutui, quello per il miglioramento del fondo agrario e quello per linstallazione delle serre, e avvia unattivit di fioricoltura specializzata nei gerani da esportazione. Lammontare dei debiti di 350 milioni di lire e decide di rifinanziarli grazie alla Legge 44 del 1988. In quel periodo, il settore agricolo sardo attraversato da una crisi profonda che dura da quasi dieci anni, a cui se ne aggiungono due di siccit, e nel 1993 anche Salvatore non riesce pi a pagare le rate. Nel 1997 la propriet viene messa all'asta. Nessuno per si presenta, nessuno vuole comprare lunica propriet dei Murgia. Fino a quando nel 2005, durante lasta numero otto, Antonio Corsale acquista l'azienda, valutata 600 mila euro, per soli 63 mila e la intesta a suo figlio Mauro. Il signor Corsale non uno sconosciuto: il vicino di casa di Salvatore. Si sono aiutati con il lavoro, hanno pranzato insieme, i loro figli sono cresciuti insieme. Ma questo non

I coniugi Murgia durante un presidio (foto di Mariella Murgia)

Ho lavorato una vita intera la mia azienda tutto quello che ho

bastato perch Antonio si lasciasse sfuggire unoccasione cos allettante. Arrivano quindi i primi avvisi di sfratto, ma Salvatore e Maria Carmela restano li, nonostante le difficolt. Fino a quando Antonio era in vita ci facevano molti dispetti. Sono entrati in casa tre volte, hanno rotto vetri, portato via oggetti, ricorda Gian Walter, il figlio dei signori Murgia, tornato da Bari per riprendersi quello che gli apparteneva. Volevo venire qui con la mia famiglia, portare avanti lazienda dei miei genitori. Invece posso solo lottare perch non ci mandino via. Una volta a casa Gian Walter si presentato in banca. Ho chiesto un piano di rientro, ma mi hanno rifiutato qualsiasi proposta di rateizzazione. Ora ho chiesto aiuto a degli avvocati per capire se c stata usura o evasione: chi ha sbagliato si assuma le sue responsabilit e paghi. Lotto al posto di mio padre, perch lui ha la volont, ma non la forza fisica. Il primo sfratto esecutivo era previsto per il 14 febbraio 2012, ma grazie alla mobilitazione popolare i Murgia hanno ottenuto una proroga di 45 giorni. Lincubo stato solo rimandato. Il 29 marzo 2012 arrivato e anche questa volta gli uomini e le donne del Presidio hanno organizzano un sit-in a Uta e hanno inviato una lettera al questore, al prefetto e al presidente del tribunale per evitare che Salvatore e Maria Carmela fossero obbligati a lasciare la loro casa. Anche il senatore Stefano Pedica ha scritto al prefetto chiedendo un rinvio. Cos lufficiale giudiziario ha deciso di rimettere tutto nelle mani del giudice esecutore. Si parte di nuovo da zero. Una parte fatta sospira Salvatore ma dobbiamo andare avanti. Ho lavorato una vita, ho solo questo.