Sei sulla pagina 1di 4

06/03 Tutte le volte che la costituzione usa lespressione repubblica sappiamo che vuole coinvolgere tutti gli organi

dello stato, tutti i poteri dello stato. In tutte le manifestazioni organizzative possibili e immaginabili la repubblica riconosce le autonomie locali. Che vuol dire riconosce? Che cosa deve riconoscere? Si riconosce qualcosa che preesiste , qualcosa che esiste in precedenza rispetto allattivit di riconoscimento. Ma questa espressione assume una grande valenza, sta a significare che lo stato riconosce che prima ancora della sua organizzazione ci sono delle realt nella societ civile che si sono stratificate e organizzate intorno alla realizzazione di obiettivi. Cio le autonomie locali sono realt preesistenti allo stato,nuclei di persone che si sono messe insieme,che e stanno insieme sullo stesso territorio e realizzano obiettivi di interesse comune e la repubblica cio lo stato, le regioni, le province, i comuni, tutti i poteri dello stato riconoscono queste realt preesistenti, realt preesistenti che sn dotate di una propria autonomia, ancor prima del riconoscimento statale e prescindendo da questo. La repubblica inoltre promuove le autonomie locali cio oltre a riconoscere quelle preesistenti favorisce la creazione di altre forme di autonomia locale. Questo il contrario del modello accentrato di governo, il contrario di ci che accadeva in precedenza tutto dallo stato niente al di fuori dello stato. Lo stato prende atto che c qualcosa al di fuori di se stesso ed qualcosa di giuridicamente rilevante che fonda sul riconoscimento della capacit di scelta e di autodeterminazione di collettivit territoriali che sono in grado di tutelare i propri interessi ma non interessi egoistici,individuali, ma i propri interessi di comunit territoriale. Allora ecco che al modello accentrato con propaggini di decentramento(organi periferici dei ministeri) si aggiunge prima e poi piano piano si sovrappone un modello organizzativo di tipo diverso, che non esclude certamente compiti dello stato, compiti dellamministrazione centrale ma che ispira le proprie regole organizzative alla promozione delle autonomie locali cio le funzioni di governo le funzioni di amministrazione le funzioni di cura degli interessi pubblici devono essere realizzati per quanto possibile dalle stesse collettivit che sono portatrici di quegli interessi pubblici che occorre curare, che occorre realizzare. Dunque non pi soltanto organi periferici dei ministeri che vadano a portare in periferia il verbo delle scelte centrali e centralistiche, ma scelte che maturano e si formano in sede locali espressione ovviamente di principi di democraticit. e ancora art. 114 ss. Della costituzione nella versione previgente entrata in vigore con la costituzione quindi nella versione previgente diceva che le regioni sono enti pubblici ad autonomia costituzionalmente riconosciuta, cio lautonomia delle regioni era, uso limperfetto perch non questa la definizione attuale, riconosciuta in sede costituzionale dunque riconoscimento da parte della costituzione della capacit di autodeterminazione di collettivit territoriali a base regionale, mentre la costituzione riconosceva a comuni e province lautonomia per nellambito delle leggi che regolavano tali enti locali. Sto parlando della formulazione degli articoli 114 e ss. precedente alla riforma del titolo V della costituzione. Formulazione che costituiva certamente un passo in avanti rispetto alle concezioni pregresse e alla disciplina riveniente dai testi unici delle leggi comunali e provinciali ma che sicuramente stata largamente sopravanzata dalla disciplina successiva, dunque riconoscimento delle autonomie locali per per quel che le leggi si fossero sentite di riconoscere quindi nella misura stabilita dalle leggi ordinarie quindi normativa di rinvio, mentre riconoscimento senzaltro in sede costituzionale della autonomia delle regioni. Permanevano tuttavia anche a livello costituzionale grosse ipoteche di potere statale sulle autonomie locali, grosse tacche di riserva di potere statale. Perch? Perch per esempio le regioni potevano esercitare funzioni legislative,cio potevano fare leggi ma quando? Dove? Come? Con quali limiti? Soltanto nelle materie elencate nellarticolo 117 vecchio testo con norme che dovevano sicuramente restare nellambito dei principi generali stabiliti dalle leggi quadro statali, quindi lo stato emanava una legge quadro e in essa stabiliva i principi cui le regioni avrebbero dovuto attenersi nellesercizio dellattivit legislativa in una delle materie o nelle materie indicate nellart. 117 e inoltre con norme circoscritte territorialmente allambito

regionale e semprech queste leggi nn si ponessero in contrasto con norme dello stato o con norme di altre regioni(limiti e paletti allesercizio della potest legislativa regionale). Ma vi di pi: perch proprio per garantire il rispetto di questi limiti lo stesso procedimento legislativo da parte delle regioni vedeva lintervento diretto dello stato nel senso che la regione legiferava seguendo liter previsto dalle norme di legge ma una volta concepita e approvata la legge regionale non senzaltro pubblicata ed entrava in vigore ma veniva sottoposta al controllo da parte del governo. Cio il governo su ogni legge regionale esercitava un controllo puntuale, cio verificava se la regione si fosse mantenuta allinterno di quei limiti che disciplinavano e governavano la potest legislativa regionale, quindi se avesse disciplinato la materia rispettando i principi generali della legge quadro ecccon leffetto che il governo poteva tranquillamente scansare la legge regionale qualora avesse ritenuto violati qui limiti, non rispettati, quei limiti. Stando cos le cose evidente che lautonomia regionale era riconosciuta e garantita dalla costituzione per nella costituzione stessa si stabilivano dei limiti a questa autonomia quando si fosse manifestata nellesercizio della funzione legislativa. Cosa accadeva per la funzione amministrativa?funzione di cura concreta degli interessi pubblici. Qui vi era una norma lart. 118 della costituzione sempre nella formulazione precedente che disponeva che le regioni potevano esercitare funzioni amministrative nelle stesse materie nelle quali erano sottratte di potest legislativa. Allora lart. 117 contiene un elenco di materie nelle quali le regioni potevano emanare delle leggi (trasporti,urbanistica,un elenco di materie). Di quelle stesse materie le regioni potevano esercitare anche funzione amministrativa, attivit di cura concreta degli interessi pubblici delle rispettive comunit territoriali; era anche scritto inoltre che le regioni avrebbero dovuto esercitare normalmente, ordinariamente queste funzioni amministrative svolgendole non direttamente ma attraverso comuni e province, cio delegandole a comuni e province. Ma nellesercizio di queste funzioni amministrative erano previste forme di controllo. La stessa costituzione prevedeva organi di controllo sugli atti amministrativi delle regioni e sugli atti amministrativi di comuni e province. Questo controllo era esercitato dal governo sugli atti delle regioni, quindi il governo poteva tranquillamente annullare gli atti delle regioni quando avesse riscontrato che ci fossero delle cose che non andavano, e lorgano di controllo denominato commissione di controllo sugli atti degli enti locali a composizione mista governativa e tecnica esercitava il controllo anche sugli atti di comuni e province, quindi si trattava di unautonomia fortemente limitata. Capacit di fare le proprie scelte per con il guardiano pronto a censurare quelle scelte. Sta di fatto che queste norme della costituzione che pur valorizzavano le autonomie locali non trovarono applicazione alluopo. Le regioni intese come enti politico-amministrativi sono stati istituite solo nel 1970 perch era ancora molto vicina lesperienza dello stato pre-unitario nel momento in cui entrata in vigore la costituzione, si voleva mantenere il momento dello stato accentrato rinviando ci che era scritto nella costituzione. Nel 1970 fu emanata una legge delega la n281 con la quale il parlamento delegava il governo ad emanare uno o pi decreti legislativi che attuassero il trasferimento di funzioni amministrative dallo stato alle regioni nelle materie in cui poteva essere effettuato perch si trattava di materie ricomprese nellart.117. furono attuate le regioni e gli furono trasferite funzioni amministrative. In attuazione di quella delega furono emanati 11 decreti delegati ciascuno dei quali riguardava una o pi delle materie suddette questo serviva a creare le regione come enti politico-amminstrativi e trasferirli quei compiti che prima erano svolti dai ministeri. Questi assumevano compiti diversi quindi dal 72 in puoi, anno di attuazione degli 11 decreti, dovevano occuparsi di emanare atti di indirizzo e coordinamento, potere di fissare linee guida e obiettivi dellazione che per deve essere svolta dalle regioni per il tramite di comuni e province. Il fulcro delle decisioni da prendere per la realizzazione dei vari interessi si sposta dal centro alle autonomie locali. Ma i ministeri avevano anche il potere di controllo, continuavano a controllare non in maniera penetrante ed incisivo ma un controllo limitato alla legittimit degli atti. Questi trasferimenti furono subito criticati. Si disse che questi trasferimenti dallo stato alle regioni non garantivano lestrinsecazione dellautonomia delle regioni perch guidati dal criterio della competenza, venivano infatti trasferite competenze in determinate

materie con la conseguenza che le altre competenze previste dal legislatore in quella stessa materia e non trasferite alle regioni rimanevano in mano allo stato. A gestire la materia erano sia le regioni che lo stato si disse quindi che questo trasferimento erano stati effettuati secondo il criterio del ritaglio di competenze, lautonomia regionale poteva esercitarsi solo in alcune competenze. Cera un legame che si manteneva con lo stato. Lo stato voleva conservare competenze anche in quelle materie concependo quindi un trasferimento parziale. Si rimette in moto il meccanismo della riforma per lattuazione dello stato regionalista e nel 1975 viene emanata una nuova legge delega intitolata al completamento dellattuazione dello stato regionale gi iniziata nel 70 e nel 72. La nuova legge delega, la n382, affid al governo il potere di emanare ulteriori decreti delegati ispirati al criterio del settore organico gi previsto nella legge del 1970. Nel fare la nuova legge doveva rispettare il principio di accorpare le competenze mettendo insieme tutte competenze che servivano a gestire in concreto uno stesso interesse pubblico o un interesse collegato. S deve dare alla regione la possibilit di gestire effettivamente lattivit necessaria a realizzare questo interesse pubblico o interesse collegato. Es. MATERIA URBANISTICA (vedi block notes) alcuni interessi restano allo stato ma questo li delega, laddove non fosse possibile un vero e proprio trasferimento, alle regioni. Con il decreto 616/1977 si attu la nuova delega della legge del 1975 e si istituirono 4 settori organici uno dei quali fu denominato assetto ed organizzazione del territorio e dentro questo settore organico furono inserite tutte le competenze inerenti allassetto e allorganizzazione del territorio, di cui alcune furono trasferite alle regioni altre furono delegate, quindi rimasero in titolarit dello stato ma lesercizio veniva effettuato dalle regioni. Nel 1997 questa formula stata sottoposta a revisione in quanto non era stata attuata la parte relativa allesercizio delle funzioni avvalendosi di comuni e province. Nella prassi applicativa stato tradito lo spirito delle norme costituzionali perch le regioni sono diventate enti di gestione diretta e di amministrazione di vari interessi pubblici. Nel 1997 movimenti secessionisti che erano diventati sempre pi pressanti indussero il legislatore a tornare sul problema del regionalismo. Erano gli anni in cui nascevano partiti che promuovevano la fuga dallo stato italiano. Come reag lo stato? Con una nuova riforma legislativa e concedendo di pi alle regioni, accentuando i caratteri dello stato regionale. Venne fuori la legge Bassanini 15 marzo 1997 n59 che dispose una serie di cose. Vie erano nuovi principi e criteri sulla base dei quali il governo doveva emanare un nuovo atto di legislazione delegata ispirato ai seguenti principi e criteri direttivi: 1) tutte le funzioni amministrative che in precedenza erano state trasferite delegate o attribuite dovevano intendersi conferite alle regioni ad eccezione delle funzioni tassativamente elencate che dovevano rimanere allo stato(difesa nazionale,unit,giustizia). C un conferimento diretto dal legislatore alla regione, non lo stato che concede. 2) le regioni devono per a loro volta non devono tenersi strette le funzioni conferite ma delegarle a comuni province comunit montane e citt metropolitane secondo i principi di sussidiariet, adeguatezza e razionalit. Le regioni avrebbero dovuto conferire o delegarle ai comuni. Ciascuna regione deve emanare leggi per stabilire in rapporto al proprio assetto come dovessero essere meglio collocate quelle funzioni partendo dal livello pi basso che appunto il comune. Nei rapporti tra questi enti autonomi non c gerarchia ma ambito territoriale diverso. Si ponevano le premesse perch vi fosse collocazione delle funzione differenziata da regione a regione e comunque pi adeguata alle esigenze territoriali. Per evitare che la regione non operasse questi conferimenti era previsto un termine per compiere questa attivit oltre il quale la collocazione sarebbe stata effettuata dallo stato. Hanno il potere di conservare a livello regionale solo quelle funzioni che richiedano lesercizio unitario affinch il servizio sia ottimale. Il principio di sussidiariet ha derivazione comunitaria nel senso che si sperimentato in quella sede,la funzione prevede che determinati compiti devono essere svolti dagli stati e solo qualora non sia possibile realizzare interessi pubblici comunitari attraverso lazione degli stati subentra lorgano

comunitario a svolgere questa funzione, quindi un intervento in aiuto se gli stati non ce la possono fare. Questo principio viene usato nellallocazione delle funzioni amministrative, le quali devono essere svolte dallente pi vicino alla popolazione quindi il comune che pu interpretare meglio i bisogni della popolazione stessa, quando linteresse non pu essere assicurato al meglio dal comune deve essere soddisfatta affidandola in compito alla provincia e via via nei livelli territorialmente pi estesi. I comuni si trovano improvvisamente sovraccarichi di compiti e quindi in una situazione generale di crisi che comporta una serie di problemi organizzativi. Solo nel 2001 si interviene sulla costituzione per risolvere questi problemi. In realt la legge Bassanini era gi di per se incostituzionale si mise quindi mano alla costituzione con la legge n3 del 2001 che porta a riscrivere gli art. che vanno dal 114 al 121 della costituzione, modificando quindi lintero titolo V della stessa. Punti fondamentali : la potest legislativa regionale autonoma e ci che le viene sottratto stabilito ed elencato da norme specifiche; si costituzionalizza il criterio di conferimento quindi le funzioni amministrative sono affidate ai comuni o enti territorialmente pi idonei a svolgerle tenendo conto del principio di sussidiariet.