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TEORIA DEL BENE E MALE POLITICO

TEORIA DEL MALE POLITICO: (il bene unillusione, mentre il male lo pratichiamo, lo osserviamo giorno per giorno. Siamo tutti uguali, perch tutti capaci di dare la morte); antropologia negativa; paura (ci tiene insieme, sta alla base della teoria del diritto); Stato = monopolio della forza (ius vitae ac necis = lunico a poter dare la morte); paura e sofferenza, come dati essenziali dellesistenza umana; conflitto dualit; soggetto forte. TEORIA DEL BENE POLITICO: antropologia positiva; dialogo (capacit di ascoltare le ragioni dellaltro); soggetto morale = le ragioni dellaltro mi riguardano; consenso - terziet (non esiste il conflitto); Stato = forza della regola ( lo scopo dello Stato di garantire la libert); presunzione di innocenza (non bisogna sacrificare la vita dellinnocente: bisogna sempre presupporre che il bene sia pi forte del male). ANTROPOLOGIA NEGATIVA: a) Versante teologico-politico: (Cristianesimo-Lutero) ricerca di redenzione delluomo che nasce corrotto dal peccato originale; tutti abbiamo dentro di noi il marchio di Caino, portiamo lomicidio nel sangue. Lutero sostiene che senza lapparato di terrore dello Stato, esercitato dal sovrano, il mondo diverrebbe un deserto; b) Versante scientifico-politico: (Machiavelli-Hobbes) luomo un animale naturalmente impolitico, portato al conflitto; desidero le stesse cose dellaltro, che razionalmente mio nemico; c) Versante eroico-idealistico: (Hegel) secondo lui la teoria di Hobbes giusta; il conflitto nasce dal desiderio di autoaffermazione (servo = ha paura della morte signore = ha il coraggio di guardare in faccia la morte); bisogna accettare la competizione fino in fondo, forte colui che guarda in faccia la morte per acquistare dignit; secondo Hegel i popoli con la guerra acquistano dignit; d) Versante fideistico-realistico: (De Maistre: critico della Rivoluzione Francese, contrasta la teoria del male politico attraverso la critica dellideale di libert. Il male infatti entrato nel mondo a causa della libert, una malattia morale che ha determinato la trasgressione dei valori divini. Tutto disordine e dolore, il sangue deve scorrere per pagare il prezzo del peccato: ogni grandezza, ogni potere si basa sul boia, origine del legame sociale, elemento che consente la coesistenza tra gli uomini) Papa, Re e Boia sono le uniche tre entit che costituiscono lo Stato; sono entit infallibili che consentono la salvezza degli uomini sulla terra. Le cose in terra non hanno un senso e soprattutto priva di senso la libert. meglio dunque il pugnale dellassassino o la spada del boia? Facendo a meno della spada del boia verremmo comunque uccisi dal pugnale del nemico. Il boia dunque il custode di un ordine assoluto, espresso dalla volont del sovrano (il sovrano per eccellenza il Papa). PAURA: elemento che ci tiene insieme, a causa della paura per il nemico. Paura fisica della morte (Hobbes; Hegel), paura morale della solitudine (Spinoza), paura civile (Montesquieu), paura del nemico (Schmitt), paura dellaltro (Sartre), paura dellio (Freud), paura di avere paura (Zambrano).

La paura civile impedisce la relazione, rende impossibile la libert. La fiducia la condizione necessaria per la nascita di rapporti intersoggettivi, con la paura non pu esservi coesistenza, ma semplicemente coazione, il dialogo si costruisce infatti sullassenza di paura. Paura dellaltro: Sartre sostiene che laltro linferno, lo sguardo dellaltro mi fa paura, perch diveniamo oggetto e veniamo messi in discussione. Paura di avere paura: dimensione indeterminata, che comporta la costruzione di idoli, meccanismi protettivi (sovrano, potere); pi forte della morte. Hobbes trae dal libro di Giobbe le immagini di due mostri, Leviathan e Behemoth, che incutono terrore, ma che non hanno timore di alcuuno, per apportare una descrizione dello Stato: lo stato per Hobbes tecnica della forza, per De Maistre male necessario, per Weber monopolio della forza, per Kelsen regola della forza e infine per Freud e Benjamin violenza. Il dilemma di Calabresi e di Bergson (spiegarlo). Il dialogo su cui si fonda la coesistenza tra uomini, presuppone la libert (nessuno schiavo pu essere un oratore, per poter parlare devo essere libero). 1) LEGGE DELLOPINIONE (Locke): lopinione non risponde alla logica del potere, il collante della vita sociale e politica, il fondamento della democrazia. 2) LEGGE DELLO SGUARDO (Rosseau): il potere deve essere visibile e non rimanere occulto; libert, opinione e consenso sono legati profondamente. 3) LEGGE DELLA PUBBLICITA(Kant): tutte le cose che vogliamo tenere nascoste sono ingiuste. Spinoza afferma che il bene tale solo se condivisibile. Lo Stato : organizzazione della libert (Spinoza), organizzazione del potere (Montesquieu), organizzazione della relazione (Kant), organizzazione delle regole (Kelsen), organizzazione del dialogo (Habermas), organizzazione del bene (Rawls). Ogni dialogo ha una struttura etica implicita secondo Habermas e presuppone: 1) parit ontologica dei due interlocutori; 2) riconoscimento della dignit dellaltro; 3) rispetto di regole comuni; 4) verit: non posso parlare con qualcuno che mi inganna; presuppone due principi: carit e fiducia. Alla base della teoria del bene politico vi la presunzione di innocenza, perch viene riconosciuto il diritto di difesa (= necessit di motivare le sentenze). Bene politico e diritto di difesa partono dal presupposto che il bene sia pi forte del male e che sia sempre possibile (in particolar modo alla base dello stato di diritto vi il principio di legalit: nullum crimen sine poena, nessuno pu essere previsto per aver commesso qualcosa che dalla legge non previsto come reato); di contro la teoria del male politico sostiene che questa idea sia unillusione, poich non bisogna lasciare unazione errata impunita (primato della paura) (?)