Sei sulla pagina 1di 32

Supplemento al n. 10 - dicembre 2010 - di Missione Oggi - Poste Italiane SpA - Sped. D.L. 353/03 (conv. L. 27/02/04 n 46) art.

1, comma 1, DCB Brescia

Missionari Saveriani Missionarie Saveriane

il CONVEGNO di

Laici Saveriani

Foligno

2010

som mario
3
Editoriale Asia Africa America latina Lettera ad un prete italiano Lettera ad un giovane italiano

4 12 20 28 29 30 31

Al crocevia della consacrazione missionaria

I tre prossimi professi perpetui saveriani Tre juniores saveriane

Missione Giovani - Foglio di collegamento giovani per vivere la missione dei Missionari saveriani, delle missionarie saveriane e dei laici saveriani Supplemento a Missione Oggi n. 10/2010 Registrato al Tribunale di Parma n. 399 del 7-3-1967 Direttore: Mario Menin | Direzione, amministrazione: via Piamarta 9 - 25121 Brescia Editore: Centro Saveriano Animazione Missionaria - CSAM - Soc. Coop. ARL via Piamarta 9 - 25121 Brescia - n. 50127 in data 19-2-1993 Direttore responsabile: Marcello Storgato Missione Giovani viale San Martino 8 - 43100 Parma - tel. 0521.920502 - fax 0521.920502 e-mail: info@missionegiovani.it - www.missionegiovani.it Grafica e impaginazione: Orione. Cultura, lavoro e comunicazione srl, Brescia Stampa: Tipografia Camuna SpA, Brescia

di p. Alex Brai sx

DA FOLIGNO IN CAMMINO PER LA MISSIONE


olti, storie e crocevia: sono state le parole pi gettonate al Convegno. Limitarsi a questo non ci permette effettivamente di capire di cosa si parlato in quei giorni, quale aria abbiamo respirato, quali provocazioni ne sono emerse. Rispondendo a tre domande, entriamo allora nel vivo di un Convegno che pu dare ancora tanto a chi vorr ripercorrerne i contenuti.

Quali volti abbiamo incontrato?


Sono stati numerosi i volti che abbiamo incontrato e non sufficiente un numero speciale di Missione Giovani per presentarli tutti. I volti dei giovani provenienti dalle missioni e dei giovani di tutta Italia, i volti dei saveriani, delle saveriane e dei laici saveriani. Possiamo per accomunarli tutti nei tratti di un unico volto: quello di una grande famiglia; una famiglia che condivide il carisma saveriano che ha origine nel Beato Conforti e che abbraccia il mondo intero.

Quali storie sono state raccontate?


Se per presentare i volti sarebbero necessarie tante pagine, per raccontare le storie dovremmo scrivere unenciclopedia. La storia che ha focalizzato la nostra attenzione stata quella della missione, in particolare le sfide del dialogo, della giustizia, della pace, della riconciliazione e del servizio ministeriale. Con la storia del Bangladesh ci siamo soffermati sul dialogo come fondamento della missione, e elemento essenziale accanto allannuncio. Ascoltando i testimoni africani ci siamo immersi nelle sfide della pace, della giustizia e della riconciliazione a partire dal Burundi. Infine, con i racconti della missione in America Latina, e in particolare del servizio ministeriale, abbiamo conosciuto una Chiesa giovane e viva a servizio della Chiesa Universale. la storia della missione che ci stata raccontata in questi giorni, una storia attuale, viva, una storia che ancora oggi coinvolge attivamente tante persone.

In quale crocevia ci siamo ritrovati?


Il crocevia che ha messo in comune tutte queste storie e questi volti stato il crocevia dei giovani; non solo i giovani dellAfrica, dellAsia e dellAmerica Latina, ma anche i giovani italiani. Il crocevia dei giovani che, pur nelle difficolt e tra tante incertezze, condividono sogni che diventano punti di forza: la speranza in un mondo migliore, la voglia e il coraggio di lottare per affrontare le sfide, il desiderio di vivere in comunione e la voglia di mettersi in gioco.

Per concludere
Un Convegno, come anche questo di Foligno, ha senso e porter frutto quando gli inviti, le provocazioni, i volti incontrati e le storie raccontate continueranno a interrogarci e a scuoterci. Il Convegno, come la lettura delle testimonianze, delle riflessioni e dei confronti che troverete in questo numero speciale di Missione Giovani, ci ricorda che la missione attende anche il nostro contributo, si fa pi bella con i tratti del nostro volto e sar pi ricca se allinterno trover anche la nostre storie. Buona lettura, Ciao ciao.

Asia
, L Asia e il

LUNEDI 30 AGOSTO 2010

dialogo

l primo giorno del convegno stato dedicato allAsia, culla delle grandi religioni mondiali: Ebraismo, Hinduismo, Buddhismo, Cristianesimo, Islam. Asia il continente dellarmonia e della tolleranza, laboratorio della convivenza dei popoli, nella grande diversit delle culture e delle lingue. Il tema centrale della giornata ispirata a questo grande continente, vasto ed eterogeneo, stato quello del dialogo e in particolare del dialogo interreligioso. Padre Giovanni Gargano detto Giu ci ha parlato del Bangladesh: solo uno dei volti dellAsia, neppure il pi imponente, dove le grandi religioni si sono incontrate e si incontrano, in un contesto di giovani popolazioni, di maggioranze e minoranze, di menti eccelse, di santi e mistici, di corrotti e impoveriti, di progresso e miseria. Lo ha aiutato ad esprimersi anche il giovane cristiano bangladeshi venuto con lui Pandey Samiron (che significa "Vento"): vento asiatico del dialogo. Ci hanno trasmesso la convinzione che: il dialogo una cosa ordinaria, fatto di piccoli passi e non si conclude mai. Dialogare dare tempo e spazio, aprire le porte per far vedere, raccontarsi, spiegarsi, creando cos le condizioni per una preghiera in comune, magari in silenzio. Dialogare anche portare sul petto il Crocifisso, senza vergogna n ostentazione, e affermare sono cristiano, per sentirsi forse domandare che ci fai qui?, e rispondere sono anchio cittadino di questo paese.

Decalogo del dialogo interreligioso


(sempre aggiornabile, secondo le esigenze e le situazioni)
1. Conoscere la propria fede e la fede dellaltro. 2. Dialogare nella vita, con gesti quotidiani. 3. Rispettarsi, avere e dare dignit. 4. Desiderare e ricercare il rapporto con gli altri. 5. Creare e gustare lunit nella diversit. 6. Munirsi di paziente attesa. 7. Amare gratuitamente. 8. Ascoltare senza pregiudizio. 9. Rendersi disponibile. 10. Essere umile e sapersi stupire.

Una pulce all orecchio e Dio continua a parlare


Le riflessioni di Teresina

Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: Dov' il re dei Giudei che nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo. All'udire queste parole, il re Erode rest turbato e con lui tutta Gerusalemme.
Erode e Magi | Erode gioca in casa, questo re gli nasce a otto chilometri da casa! Eppure degli stranieri sembrano meglio informati di lui. Erode ha le Scritture, pi esplicite che le misteriose stelle. Eppure, i magi hanno capito prima di lui. Sia Erode che i magi cercano il bambino: ma per il primo un concorrente da eliminare, per i secondi qualcuno da onorare; il primo vuole versare il suo sangue, gli altri gli portano doni. Dove ha origine latteggiamento diverso? I magi non hanno nulla da vantare nei confronti del nuovo nato. Sono in ricerca e dalle stelle loro venuta unindicazione. Dio capace di parlare anche attraverso le stelle a colui che ha il cuore povero, mentre la conoscenza delle Scritture inutile a chi si sente in posizione di forza e vede Dio come un concorrente. Una societ troppo logica | Noi viviamo di logiche. Che cosa ci pu venire di buono da uno che non di chiesa? Da uno straniero? Da altre culture? Una mentalit di superiorit ci ha accompagnato per secoli ed arduo liberarsene. I pregiudizi ci privano della gioia di scoprire che Dio si fa sapere, si fa cercare, si fa adorare per le vie le pi impensate. Erode o magio? | Che cosa ci fa Erode e che cosa ci fa magio? Per Erode, il re che nasce un contendente, un potere che contrasta il suo. Per quello vuole espellerlo dalla sua vita. il destino di Dio nella nostra vita, quando pensiamo che la sua azione cominci dove finisce la nostra. Un potere di cui posso fare a meno, sempre meno necessario. Posso vivere senza di lui. Mi ritrovo, costretto, ai suoi piedi e a

quelli di tutti i santi quando comunque ritrovo la mia debolezza: lesito di un esame clinico, un abbandono, un incidente Angosciato, riempio di ceri gli altari. Il magio, no. Il magio ha capito che Dio non viene da altrove sbarrando la strada. Dio viene dalle profondit di me, vi sono immerso, le mie capacit portano la sua firma. lui potente in me. Tutto porta la sua firma. Dio non lavversario, ma la radice della mia forza. E se interviene nella storia per aprire la mia debolezza verso spazi inauditi. Dio non ci nemico. Dio non ci vuole rubare la gioia. Dio non ha lo sguardo serio e la barba austera. Dio si diverte alle partite di calcio e danza nei tuoi sabato sera. Dio batte con il tuo cuore quando tinnamori. Se ti fa proposte per salvare la tua gioia, renderla grande e perennizzarla, anche se la via austera.

Asia
che hanno partecipato al Convegno

LUNEDI 30 AGOSTO 2010

Intervista ai giovani

Dio. E cos, mondi lontani improvvisamente si sono avvicinati. (Flaminia Granturco e Alessandra Scianguetta) Ho capito che le grandi religioni non sono opposte e non devono contrastarsi tra loro. (Elisa Costalunga - Vicenza) Ci che mi ha colpito maggiormente stato rendermi conto che proprio nel continente dove Ges ha parlato ed morto il Cattolicesimo poco diffuso e i pochi cattolici incontrano molte, anzi troppe difficolt. (Giuseppe Landi) 3. CI RACCONTI UN MOMENTO DI QUELLA GIORNATA Significativo stato anche lintervento di P. Giovanni Gargano che ci ha portato a riflettere sul tema del dialogo come incontro di persone che desiderano condividere la propria storia, la propria cultura, le proprie preoccupazioni quotidiane (Flaminia Granturco e Alessandra Scianguetta) Durante la preghiera della sera, abbiamo letto un brano tratto dal Vangelo, uno tratto dal Corano, uno dalle Upanishad (uno dei testi sacri dellInduismo) e uno da un testo Buddista. stato un momento di forte unione con il mondo, con gli altri, con i diversi! (Elisa Costalunga - Vicenza)

1. COSA TI HA COLPITO DI PI DEL GIOVANE VENUTO DAL BANGLADESH? Mi ha colpito la forte identit religiosa cristiana di Samiron, il ragazzo bengalese. Noi tendiamo quasi a nascondere la nostra fede, lui no. Lui si impegna con altri ragazzi della sua et ad annunciare Cristo, anche se rischia di essere picchiato. (Elisa Costalunga - Vicenza) Linvito ad abbandonare i preconcetti e ad aprirci allincontro con laltro. (Flaminia Granturco e Alessandra Scianguetta) Il suo sforzo per parlare un po la nostra lingua. Per me questo tentativo ha rappresentato un esempio di dialogo, argomento chiave della giornata (Giuseppe Landi) 2. COSA TI HA COLPITO DELLA GIORNATA DEDICATA AL CONTINENTE ASIATICO? Il fatto che volti e storie non entrano nel nostro cuore se non tramite il dialogo, che non fatto solo di parole: a volte bastato uno sguardo, un sorriso, per riconoscersi fratelli, figli di

atteggiamento difensivo nei confronti di unaltra cultura religiosa. Si deve essere capaci di ascoltare e sapersi relazionare. Inoltre bisogna tenere ben chiaro nella mente che Dio al di sopra di ogni tipo di religione. (Giuseppe Landi) Che il dialogo non una parte ma il centro della Missione stessa Perch ho notato che in tutte le testimonianze era presente questo tema. (Pietro Rossini - Salerno) 5. DOPO LESPERIENZA DEL CONVEGNO, COS PER TE LA MISSIONE? Nessuno pu attribuirsi il merito della Missione, poich Cristo che compie attraverso quelli che lo seguono la Sua Missione. necessario rinunciare a se stessi per lasciare il posto a Cristo di agire attraverso di noi. (Pietro Rossini Salerno)

Per me uno degli attimi pi belli stato il momento tenuto da suor Teresina Caffi. Anche gi il solo vedere la gioia dei suoi occhi e il percepire la passione con cui parlava di Ges per me ha rappresentato un esempio della bellezza della missione. (Giuseppe Landi) 4. COSA TI PORTI A CASA? I Volti dei giovani conosciuti,con i quali abbiamo mangiato, riso, ballato...e le Storie dAsia, dAfrica e America Latina, con i loro colori, profumi, racconti di luoghi lontani, che per qualche giorno sono diventati pi vicini che mai. Conclusasi lesperienza del convegno la sensazione che portiamo a casa quella di vivere in un mondo che nonostante le sue differenze tra i vari continenti unito dallAmore per Cristo e da un unico dovere: portare questamore fino agli estremi confini del Mondo. (Flaminia Granturco e Alessandra Scianguetta) Sento pi forte la mia fede in Cristo e sento anche la gioia di volerlo annunciare a chi non lo conosce e a chi crede di conoscerlo: questa la missione. (Elisa Costalunga - Vicenza) Sicuramente dopo il convegno comprendo meglio limportanza del dialogo interreligioso. Non ha senso assumere un

Asia

LUNEDI 30 AGOSTO 2010

ta Area intervisimoni
ai giovani test
Qual la tua impressione sui giovani italiani?
I giovani hanno un grande cuore, in questo modo essi si allenano a vivere la missione. Ho notato che tra i giovani non c bisogno di nessuna lingua, attraverso la conoscenza e attraverso lamore ogni cosa diventa molto facile.

Attraverso i vari incontri a Foligno, qual lidea di missione che ti sei fatto? Attraverso lascolto delle altre nazioni ho scoperto che la missione
qualcosa da costruire insieme. Chiamare un altro con il proprio nome gi segno, impegno di vivere la missione insieme.

Che cosa ti ha colpito della condivisione degli altri continenti?


Sono stato colpito positivamente dallimpegno dei cristiani in Brasile. Il loro racconto mi ha incoraggiato tantissimo. Ho notato nel loro raccontare tantissimo entusiasmo anche nelle cose ordinarie della vita (come il pallone, i club di calcio etc.).

Quali erano le tue aspettative prima di venire in Italia e che cosa hai portato via con te? Dentro di me portavo la speranza di poter mischiarmi con i giovani italiani, nello stesso tempo conoscere la cultura, il modo di comportarsi e la loro esperienza di fede, di Cristo. DallItalia mi sono portato via molte cose: prima di tutto lentusiasmo per la missione. Nello stesso tempo la realt della donna in Italia non come nel mio paese. Tra luomo e la donna ci sono gli stessi diritti. Mi auguro che anche nel mio paese le donne potranno avere gli stessi diritti.

Un messaggio per i giovani italiani Sono convinto che se il dialogo resta solo
una convinzione mentale, questo modo di fare non porter nessun risultato. Il dialogo deve essere mostrato attraverso lamore. Se io amo Cristo, io devo per forza amare anche gli altri. solo attraverso lamore dellaltro che posso scoprire il vero volto di Cristo.

ei giorni del convegno, i giovani hanno partecipato attivamente alle varie attivit proposte dal mattino fino a tarda serata, ma soprattutto lattenzione che hanno mostrato nellascoltare noi testimoni di diversi continenti. Si leggeva nei loro sguardi questa forte sete di conoscere, di incontrare ma soprattutto di lasciarsi mettere in discussione, accantonando le proprie idee e preconcetti personali. Laver offerto la possibilit di avere anche dei giovani provenienti da altri

devolmente a cogliere quei segni dei tempi che oggi e non domani aspettano di essere portati a compimento. Ma soprattutto di avere quella capacit critica nei confronti di chi vuole trasformare questo mondo in una vera immondizia portando avanti i propri tornaconti favo-

Il commento del padre

testimone

continenti ha reso questo convegno pi interessante, perch i giovani italiani hanno avuto la possibilit di ascoltare direttamente la voce del Bangladesh, del Burundi e del Brasile. Solitamente, i giovani ascoltano sempre la testimonianza di missionari/e ma sempre qualcosa di filtrato e non diretto, anche se coinvolgente e vera. In questo meeting missionario, sono state messe in luce le sfide della missione verso le quali non possiamo essere indifferenti o fare finta di non vederle. Queste sfide ci interpellano e ci invitano a uscire dal nostro guscio, dalle nostre false sicurezze, dal nostro modo classico di essere missionari/e portando avanti grandi opere che poi servono soltanto per la propria gloria umana ma che non rendono gloria a Dio. Sempre di pi noi missionari/e siamo chiamati a confrontarci con i giovani sul tema della missione, aiutandoci vicen-

rendo sempre di pi quel divario tra ricchi e poveri. Tanti anni fa si parlava di aprire una finestra sul mondo, oggi parlerei di un faro sul mondo. Il faro nel mezzo del mare, illumina e da la giusta direzione ai naviganti ma soprattutto da luce nei punti oscuri della navigazione. Ciascuno di noi deve essere questo faro nel mondo, facendo emergere quelle realt che il pi delle volte restano schiacciate, quelle ingiustizie, divisioni che anche i nostri mass media tentano di soffocare con il solo obiettivo di vendere la notizia. Noi non siamo venditori di notizie, siamo chiamati a essere testimoni profeti che nella propria quotidianit, attraverso il dialogo, la giustizia e la comunione sanno costruire un mondo pi sano e vivibile. Un abbraccio a tutti voie grazie ancora anche da parte di Samiran e di tutto il popolo del Bangladesh. Vi aspettiamo in Bangladesh. per ricambiare la visita. Complimenti nonostante la sobriet per la presenza dello spirito di-vino che ha reso frizzante il bel tutto!!! Shanti P. Giu sx

Asia
Lettera
C
per i giovani del Bangladesh

LUNEDI 30 AGOSTO 2010

arissimo, siamo alcuni giovani riuniti nel Convegno missionario Volti e storie al crocevia della missione, organizzato a Foligno dalla famiglia saveriana e, volentieri scriviamo questa lettera per condividere con te quello che abbiamo vissuto in questi giorni. Nellapprofondire la conoscenza di alcune realt missionarie dei continenti dellAsia, dellAfrica e dellAmerica Latina, ci siamo ritrovati con lo stesso ardore missionario. Nel primo giorno dedicato allAsia, delle testimonianze ci ha colpito limportanza dello stabilire un dialogo con persone appartenenti a diverse religioni e culture nel rispetto delle diversit. Ci siamo interrogati sui punti fondamentali del dialogo e abbiamo concluso che esso parte dallascolto, si fonda sul rispetto ed alimentato dalla conoscenza della propria religione e di quella dellaltro. Dalla realt del Bangladesh abbiamo imparato come, nel momento in cui il dialogo interreligioso entra nel quotidiano, diventa una ricchezza, per realizzare un mondo di pace e di rispetto. questo aspetto ha suscitato in noi la voglia di approfondire la conoscenza delle altre religioni, affinch queste non rappresentino una barriera tra gli uomini, ma diventino elemento di comunione tra i popoli, ricordando che il dialogo della vita viene prima del dialogo teologico. Nella giornata dedicata allAfrica si rafforzata in noi la speranza di un nuovo mondo possibile, da portare avanti in qualsiasi parte del mondo in cui ci troviamo. Siamo stati colpiti dal fatto che nonostante le situazioni di guerra e difficolt, il popolo e in particolare i giovani conti-

10

nuino a vivere in modo gioioso e donino incondizionatamente quel che possono, senza risparmiarsi. stata rilevante anche la scoperta che possibile riconciliarsi, ritrovare la speranza al di l delle difficolt, aiutandosi e sostenendosi. Infatti la riconciliazione pu diventare laspetto pi bello e interessante della vita, se si riesce a farne buon uso. I suoi aspetti fondamentali sono lumilt, la volont, il dialogo e il perdono. Riconciliazione sinonimo di felicit. Senza riconciliazione e perdono, n pace n giustizia possono essere possibili. Una chiesa in piedi, rinnovata e coinvolgente stata la provocazione che abbiamo ricevuto dalla condivisione sullAmerica Latina. Innanzitutto la Chiesa deve rimanere aperta, cos da essere pronta ad ogni nuova realt che incontra, per poter accogliere le esigenze di tutti. Per poter migliorare il mondo bisogna infatti partire da se stessi: per questo motivo la Chiesa deve convertirsi ogni giorno e rinnovarsi nella comunione con gli altri, affinch il messaggio di Cristo sia sempre attuale. Per diffondere il suo messaggio possibile che la Chiesa svolga il suo ministero anche senza la presenza quotidiana dei suoi pastori, grazie a quella di laici protagonisti nelle parrocchie. Lesempio che lAmerica Latina offre in questo senso ci d la spinta per un maggior impegno nelle nostre comunit. Se anchesse sapranno farsi missionarie, la missione manterr giovane la Chiesa e anche da piccoli gesti nasceranno grandi cose. Ti auguriamo che leggendo queste righe anche tu possa sperimentare lo stesso ardore missionario che ci ha accompagnato in questi giorni. Un caro saluto e un abbraccio fraterno da tutti noi.

esperienza
orno in Bangladesh dopo tre anni dalla mia prima visita a questo paese. forte la speranza di riuscire a cogliere ci che in un primo ed emozionante viaggio sfugge; la speranza di riuscire a confermare alcuni pensieri, progetti e valutazioni formatisi in tre anni attraverso esperienze, incontri, percorsi diversi. Il Bangladesh un paese vivace, dinamico in crescita, non solo economica, ma anche demografica, sociale, politica, dove Ogni angolo di terreno diviene luogo di lavoro incessante, energetico di carpentieri, apprendisti, tecnici, che portano avanti faticosamente gli investimenti dei pochi bengalesi ricchi e gli investimenti esteri, che sfruttano la possibilit di utilizzare la manodopera a bassissimo costo e ottenendo altissimi guadagni. Camminando per Dakha la capitale, non si possono non notare le contraddizioni delle grandi strade: sono invase da mezzi di trasporto pubblico, di uso popolare, e da mezzi privati, sempre in crescita in risposta ai bisogni creati dal commercio internazionale e pertanto incompatibili con le reali condizioni e possibilit di vita in Bangladesh. Ai margini delle strade (secondarie), iniziano le sequenze di baracche (dove vivono) non solo persone in difficolt economica, ma anche semplici impiegati e commercianti che

in Bangladesh
non possono acquistare o fittare una abitazione in cemento, ma solo una casa di lamiera di una o due stanze da condividere con tutto il nucleo familiare. Lesperienza in Bangladesh accompagnata non solo da Padre Giu, Marta e Remo ma anche da alcuni ragazzi bengalesi, cristiani e non. Come la migliore cultura dellaccoglienza prevede, ci dedicano il loro tempo e le loro attenzioni, per farci conoscere e vivere meglio il loro paese, per spiegarci o rivelarci alcune realt, che ad un occhio estraneo e straniero possono sfuggire. Lasciando la capitale ci si inabissa in un Bangladesh diverso: grandi campi di canapa e riso, donne dedite al duro lavoro agricolo, tanti commercianti di strada, bambini che giocano e vanno a scuola, villaggi di case in argilla, attraversamenti di fiumi su piroghe, incontri con famiglie fatti di condivisione di cibo e momenti di festa. Bella casualit stato vivere in questo paese a prevalenza islamico, il ramadam; non poteva mancare la voglia di conoscere le motivazioni, le tradizioni, i comportamenti, i riti legati a questo importante periodo che gran parte del paese vive con attenzione e devozione. stata loccasione per capire e vivere il dialogo intereligioso, incentrato sulla conoscenza, lascolto, il rispetto e lincontro, come ben emerso dallincontro con lassociazione mussulmana di ahmadiyya muslim jamaat, che ci consentito di conoscere il punto di incontro tra mussulmani e cristiani, la possibilit della convivenza pacifica, la certezza della libert delle fede. Camminare lungo le strade del Bangladesh incontrando tante persone, vedere i padri missionari nelle diverse missioni e le suore delle varie congregazioni al servizio degli ultimi e dei poveri, ha suscitato molte emozioni, curiosit, meraviglie, riflessioni, arrabbiature (soprattutto verso il nostro Occidente sempre pi saccente, egoista, disumano, razzista, chiuso) difficili da raccontare ma che non possono non restare nel cuore, nella mente e negli occhi di chi vi scrive. Shanti e donnobad Antonio (Salerno)

11

Africa
MARTEDI 31 AGOSTO 2010

riconciliazione

Pace e

l secondo giorno del convegno stato dedicato allAfrica, raccontata grazie alla voce di alcuni testimoni che si spendono con passione per questo continente dove ricchezze naturali e sfruttamento sono realt tristemente collegate. Ha aperto la mattinata P. Claudio Marano, missionario saveriano da molti anni in Burundi dove uno dei responsabili di una realt molto particolare chiamata Centre Jeunes Kamenge(inserire site web). Un centro giovanile che si trova allinterno dei quartieri nord di Bujumbura (la capitale del Burundi) e che rappresenta oggi, un luogo di incontro, di tolleranza e un segno di speranza dove si educa alla riconciliazione e alla pace. Con lui sono arrivati dal Burundi, Guillaume e Steven, due giovani animatori del centro che hanno condiviso con noi la loro esperienza. Kamenge solo una voce per i tanti volti dell'Africa, un angolo di pace, una centrale di speranza dove dal 1992, i giovani diventano coscienti di essere il futuro della nazione, imparano a convivere e a rispettarsi, attraverso i trucchi dello sport, della musica, della conoscenza, dellimpegno sociale, della formazione Nei laboratori abbiamo approfondito alcuni aspetti importanti della vita e delle sorti dellAfrica, anche in relazione alla nostra vita quotidiana: limpegno per la riconciliazione; le risorse di cibo e acqua; la condizione della donna; limportanza dellinformazione; il rapporto con le culture; le esperienze in missione.

Il pomeriggio ci ha visti impegnati in un vero e proprio pellegrinaggio. Meta Assisi. Tema: il pellegrinaggio della riconciliazione. In cammino con lAfrica, abbiamo ascoltato la Parola di Dio (S. Maria degli angeli), fatto memoria delle oppressioni (San Pietro), e celebrato la guarigione (San Ruffino). Per chiudere la giornata abbiamo voluto riconciliarci stipulando un patto con lAfrica per un mondo di giustizia; un patto che non vuole essere una delle tante promesse non mantenute. Infine stato opportuno tornare a casa, per una volta, con lo stomaco non del tutto appagato da una ciotola di riso al pomodoro, come segno di solidariet per chi la sobriet, non la sceglie. Certo che i poveri del mondo mangiano davvero poco, sempre!

12

che cosa sei disposto a dare a Dio?


Le riflessioni di Teresina
Diventa il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo (Gandhi)
oi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potr render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non pu restare nascosta una citt collocata sopra un monte, n si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perch faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Cos risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perch vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che nei cieli. Essere sale | Non si tratta di divenire sale, ma di essere quello che siamo stati fatti senza annacquarsi. Essere sapienti della sapienza di Dio. Esseri perduranti come i baccal, che vengono conservati dal sale. Essere purificati, come le ferite che vengono disinfettate dal sale. Essere saporiti come i cibi i cui sapori sono esaltati dal sale. Sale per il mondo | Le confezioni di sale sono inutili finch il sale non si mescola al cibo. Il sale che tu sei non fatto per restare in una bella confezione riparato e protetto.

sguardo affascinato da quelle case che svettano contro il cielo inondate di luce. La citt non ha la luce, neppure la cattura, ma ne inondata. Come chiesa, siamo fatti per incantare, per dare nostalgia delle altezze, per riscaldare i cuori. Restando consapevoli che non siamo che povera gente inondati da una luce non nostra. Le opere buone | Quali sono le opere buone? Il cuore delle beatitudini destinato agli affamati ed assetati di giustizia. Le opere buone sono quelle della giustizia, che inseparabile dalla carit. Secondo la Bibbia, la giustizia pi del diritto e della carit: lattributo fondamentale di Dio. Giustizia significa impegnarsi per chi indifeso e salvare vite, lottare contro lingiustizia. Significa un impegno attivo e audace perch tutti possano convivere in pace. La giustizia deve vegliare affinch il diritto, cos com formulato nelle leggi, consenta a tutti gli uomini unesistenza dignitosa. Ges ha dato la sua vita per la giustizia.

Tu sei fatto per mescolarti alla storia, per quello che sei stato inventato. A costo di rischiare qualcosa. La passione del mondo non vale qualche rischio? Colui che ti fa sale non sapr recuperarti? La citt sul monte | Quando guardiamo Assisi o unaltra antica cittadina costruita sul monte, il nostro

13

Africa
MARTEDI 31 AGOSTO 2010

Intervista ai giovani
che hanno partecipato al Convegno

3. CI RACCONTI UN MOMENTO DI QUELLA GIORNATA Il momento della formazione. Abbiamo parlato della dignit della donna africana, della forza che la caratterizza. (Enza Vitolo - Salerno) Il nostro pellegrinaggio terminato con un "patto per un mondo di giustizia". Per unirci al cammino dellafrica verso la giustizia, nella piazza del Duomo, ci siamo disposti in cerchio attorno ad un enorme striscione con la scritta 'patto per un mondo di giustizia', abbiamo recitato un vero e proprio patto, in cui ci impegnavamo a vivere con uno stile di vita che contribuisca a creare un mondo di giustizia per tutti, e infine abbiamo "firmato" questo patto ponendo sullo striscione l'impronta del nostro dito. (Marta Cocco - Sardegna) 4. COSA TI PORTI A CASA? Mi porto a casa un confronto importante tra la mia e le altre culture, una maggiore apertura all'ascolto e alla considerazione dei problemi di chi mi stanno intorno. (Enza Vitolo - Salerno) In un periodo in cui in tanti si preoccupano del proprio benessere, delle proprie ricchezze e "della fine del mondo del 2012"....mi porto a casa la certezza di sapere che sono molte di pi le persone che si impegnano nel concreto del quotidiano per un mondo migliore, PER TUTTI! (Marta Cocco - Sardegna)

1. COSA TI HA COLPITO DELLA GIORNATA DEDICATA AL CONTINENTE AFRICA? Mi hanno colpito le testimonianze dei ragazzi burundesi che hanno voluto condividere con noi le loro realt. (Enza Vitolo Salerno) Il Pellegrinaggio ad Assisi che si concluso con una cena sobria: (Riso dentro delle ciottole) (Elisabetta Condorelli - Salerno). 2. COSA TI HA COLPITO DI PI DEI GIOVANI VENUTI DAL BURUNDI? Quello che pi mi ha colpito di Guillaume e Steven stata la loro singolare testimonianza, fatta attraverso la musica, soprattutto alcune parole di una canzone: vogliamo impegnarci per cambiare il mondo, non al singolare ma al plurale, insieme!. (Elisabetta Condorelli - Salerno)

14

5. DOPO L'ESPERIENZA DEL CONVEGNO, COS' PER TE LA MISSIONE? La missione "empatia", capacit di immedesimarsi nell'altro che abbiamo di fronte, tentare di capirlo e soprattutto accoglierlo (Enza Vitolo - Salerno) Per rimanere in tema direi che per me la missione non nientaltro che un crocevia di volti e storie diversi!!!!!! (Elisabetta Condorelli - Salerno) Dopo il convegno, per me la missione ESSERCI (in qualunque posto del mondo ci si trovi) PER DIO, ma non imponendo Dio!! (Marta Cocco - Sardegna)

15

Africa
MARTEDI 31 AGOSTO 2010

ta Area intervisimoni
ai giovani test
Quali sono le vostre impressioni sui giovani italiani?
Guillaume: I giovani italiani sono come gli altri giovani europei. Questo per dire che ci sono anche differenze di tradizioni, costumi e culture fra i popoli. Per il caso specifico dei giovani italiani (o europei), colpisce questo spirito di apertura, daccoglienza, di attenzione di fronte all'interlocutore. Steven: I giovani italiani sono dinamici, accoglienti e sono aperti a condividere con gli altri le loro esperienze.

Cosa ti ha colpito di pi della testimonianza degli altri continenti? Guillaume: La diversit di credenze e/o di religioni pu anche essere una fonte di conoscenza e comprensione reciproca, al fine di costruire delle relazioni interpersonali positive. Mi sembrato che la Chiesa Cattolica sia importante in Latino-America come lo in Africa. Oltre a tutte le testimonianze fatte durante gli incontri, i temi dibattuti nei diversi laboratori sono stati molto importanti, perch hanno costituito dei momenti di scoperta dei punti di vista degli uni e degli altri, su diversi come l'acqua, la condizione femminile, la religione, l'accettazione reciproca attraverso le differenze di ogni genere, ... Steven: Quello che mi ha molto colpito stata l'esposizione sul Bangladesh, la sua diversit di religioni e il posto meno importante che la religione cattolica occupa in quel luogo. Anche il modo in cui le persone della stessa religione vivono quasi insieme nello stesso villaggio mi ha colpito.

A partire dallesperienza del convegno, cos la missione per te? Guillaume: La missione viene sicuramente interpretata in modi diversi. Personalmente, ritengo sia un fattore molto complesso. La missione implica un impegno molto speciale e molto particolare. un impegno per gli altri e, in altri termini, per i popoli. Steven: La missione per me innanzitutto condividere le esperienze, le idee e le usanze con altre persone per il bene di tutti. In altri termini, insegnare la parola di Ges a quelli che non la conoscono o a quelli che la conoscono ma non la vivono.

Quali erano le tue attese venendo in Italia e cosa porti con te, adesso che sei rientrato? Guillaume: Mi aspettavo la scoperta di
altre realt del mondo (al di fuori dell'Africa). La maggior parte delle volte, i popoli affrontano problemi simili, solo che le soluzioni o le vie di uscita sono diverse. Non esiste un solo angolo del pianeta terrestre in cui non ci siano dei problemi! Steven: Le mie attese sull'Italia erano quelle di scoprire un altro mondo, un altro popolo e un'altra cultura. Ritorno al mio Paese con molto pi amore per la condivisione, il vivere assieme e il lavoro, sempre restando accanto a Ges mio Signore.

Lascia un messaggio ai giovani italiani Guillaume: La vostra comprensione di fronte ai problemi che gli altri popoli affrontano molto importante. Continuate ad agire per portare i vostri punti di vista e le vostre soluzioni rispetto ai problemi che altre parti del mondo devono affrontare. Steven: Siate dei giovani che siano un esempio per gli altri. Che la comprensione verso gli altri e l'aiuto reciproco vi ispirino a crare un mondo migliore attorno a voi stessi e attorno agli altri.

16

Un Convegno, per rinnovare la Congregazione


na bella testimonianza non si fabbrica. Sono venuto a Foligno con due testimoni e tra i partecipanti cerano almeno 20 giovani che erano stati al Centro, in pi dei saveriani e delle saveriane.

Ne abbiamo veramente piene le scotole di parole, parole. So benissimo che limpegno richiede coraggio. Ed molto gratificante riservarsi una vita di calma, da intellettuale, lamentandosi di tutto, maledicendo Sarkozi causa di tutti i malori, consigliare gli altri, riempirsi la bocca di grandi parole. La realt unaltra. Se ci si impegna, in prima persona, si qualcuno e sarai combattuto. Se non ci si impegna si una pecora. In pi qui si tratta di

Il commento del padre

testimone

Non abbiamo raccontato delle favole! Esiste un luogo di pace in Burundi dove, da ventanni, giorno dopo giorno, si tenta di educare la gente e soprattutto i giovani alla pace e questo si fa utilizzando la vita di tutti I giorni; associazioni, scuole, religioni, quartieri, aids, alfabetizzazione, sport, audiovisivi, musica, teatro, manifestazioni, concerti, acrobazie, specializzazioni, lingue, gratuit, amicizia,generazioni nuove, societ civile nuova. E parlare di pace in Burundi ci vuole veramente del sangue freddo. Ieri, vicino alla capitale, sono stati uccisi, esecuzione in piena regola, 7 persone, laltro ieri, alla periferia della capitale, durante la notte, battaglia armata, una casa bruciata dei feriti La pace! I giovani del Convegno, sono veramente coscienti che il mondo migliorer solamente con un impegno concreto di tutti?

impegnarsi anche per cambiare delle congregazioni. Giustamente chi a fatto 50 anni di pastorale, in missione, non vede altro che la pastorale. Gi i saveriani hanno avuto nella loro storia dei momenti che rischiavano di trasformarsi in Cistercensi, oggi forse rischiamo che il loro servizio alla chiesa locale sia solo pastorale. Chi far fare delle virate? Solo i giovani. Entrare in Comunit per migliorare la comprensione del mandato. Per esempio, lAfrica oggi ha bisogno di esempi, di piantare il Cristo nella vita di ogni giorno: giustizia, riconciliazione, diritti delluomo, politica, giornalismo, cambiare le coscienza, distruggere limpunit, togliere i brogli non cristianesimo? Qualcuno dice no, o dice un si poco chiaro. Servono dei giovani coraggiosi per continuare una mondialit pi umana. Voi pensate che siano solo delle parole? Venite al Centro e vedrete. Ecco cosa mi fa sognare un gruppo di 250 giovani a Foligno, destate, mentre altri sono sulle spiagge. Buttatevi sulla strada. Aiutateci a restare sulla strada. Claudio

17

Africa
MARTEDI 31 AGOSTO 2010

Lettera
I

per i giovani del Burundi

n questi giorni ci siamo ritrovati a parlare di volti e storie di persone provenienti da ogni parte del mondo. Dallascoltarci reciprocamente, ci siamo sentiti provocati ad interrogarci sulla nostra fede sia a livello individuale che comunitario e ci siamo accorti che ancora dopo 2000 anni abbiamo la sete di metterci in cammino sui passi di Ges per testimoniarlo in maniera autentica. Come Ges ci impegniamo a vivere con entusiasmo lannuncio, a scuoterci dal nostro torpore e in questo, tu e la tua cultura potete esserci desempio e di aiuto. Alcuni di noi che sono stati nel tuo paese hanno sperimentato la potenza della vostra accoglienza quanto la nostra chiesa deve ancora camminare!! Siamo convinti che solo seguendo i passi di Ges possiamo costruire una chiesa che abbia gli occhi, il cuore e le mani che vivono e stanno in mezzo agli ultimi, una chiesa fatta di persone semplici, sobrie e umili dove laici e religiosi camminano insieme valorizzandosi reciprocamente. Noi in Italia abbiamo molto da imparare da voi che attraverso i canti, le danze e la vostra cultura positiva esprimete il vostro amore per il creato. Daltra parte sentiamo incompatibili con il nostro essere cristiani le situazioni di povert, ingiustizia e violenza presenti nel tuo paese perch crediamo fermamente che Dio voglia che ogni uomo sia felice e in pace. In questi giorni abbiamo ricevuto un forte invito a operare a favore delle nostre comunit mettendo in gioco tutta la nostra

persona e dedicando tempo ed energia agli altri. Per questo ti invitiamo a prendere insieme a noi un impegno concreto: avere a cuore il bene comune del nostro quartiere, e questo non che il primo passo nella ricerca della costruzione di un mondo come una sola famiglia. Speriamo che questa vicinanza possa essere per te una forza in pi che possa aiutarti a far germogliare in te la speranza di saper che non sei solo, perch ci sono persone che in questo momento stanno pensando a te. molto bello dialogare tra noi, persone di culture diverse. importante questo scambio nonostante le diversit del colore della nostra pelle e cultura perch come figli di Dio siamo tutti fratelli. Coltiva la tua istruzione e cultura contribuendo a rendere consapevoli gli altri della propria dignit e capacit, informandoti e conoscendo la storia che ti caratterizza, affinch questo ti aiuti a creare un futuro migliore. Condividi questa ricchezza con gli altri giovani come te, aiutandoli a comprendere che importante stare accanto allaltro in un intenso e costruttivo scambio damore. Usa il tuo entusiasmo per contagiare gli altri. Sii testimone della tua gioia e con laltro prendi in mano la vita della tua Africa, per costruire il suo futuro. Il battito del tuo cuore sia come il tam tam di un tamburo, fa risuonare la musica della tua gioia e danza con chi attorno a te. Cos sarete come un albero che prende linfa dalla sua terra, cresce, si fortifica e alla sua terra rende i frutti. Ti auguriamo che il fuoco della pace possa bruciare ancora, quel fuoco che il tuo villaggio accende nei giorni della luna piena, aumentalo con il tronco dellascolto attento ai bisogni degli altri e ravvivalo con un dialogo sincero e rispettoso. E che la danza venga scandita dal ritmo della non violenza e della riconciliazione, questi passi della tua danza, dentro il cerchio che corona il fuoco, siano piccoli impegni quotidiani per costruire la pace.

18

esperienzei d
in R.D. Congo e Burun
Missione come relazione
a breve esperienza in terra di missione africana stata accompagnata dalla riscoperta dellimportante valore della relazione, valore che nel mondo occidentale quasi andato perduto. Altrettanto importante, e strettamente ad esso correlato, la considerazione del tutto diversa del tempo. Mentre noi affermiamo con piena convinzione che il tempo denaro, l ripetono. La breve esperienza di missione in terra congolese mi ha permesso di scoprire quanti altri siano altrettanto convinti che il tempo relazione. Poche vere parole che lasciano il segno. Infatti allarrivo di un ospite inatteso, non sono contrariati, come spesso accade nel mondo occidentale sempre in corsa per altri impegni, ma sono disposti, pur di far sentire lospite a proprio agio, a sospendere le loro attivit, ad accoglierlo con sincerit ponendosi

allascolto. La relazione, daltro canto, stata lattivit principale della nostra esperienza. Non abbiamo preso parte a lavori manuali, ma siamo andati l solamente per incontrare un mondo diverso: volti e storie di vita. Abbiamo imparato che, in Africa pi che altrove, ogni persona cela dentro di s un universo di gioie e sofferenze. Certamente, soprattutto i primi giorni, il comunicare non stato semplice. Tuttavia dopo qualche giorno questo ostacolo stato superato anche comprendendo limportanza degli sguardi, dei gesti, di poche battute. C poi stato lo sforzo di impegnarsi nellapprendere almeno i primi rudimenti della lingua locale, un gesto apparentemente banale,ma per denso di significato per chi ci accoglie, perch considerato segno di rispetto. Il termine relazione dice un aspetto importante della missione perch ha in s un dinamismo: bisogna mettersi in cammino, muovere il primo passo, andare verso il fratello. Andrea Iuliano

Pace e speranza
iamo nella casa saveriana di Vamaro, quartiere di Bukavu. Giochiamo a biliardino insieme ad alcuni ragazzi, tutti fratelli, che sono venuti a trovarci. Il pi piccolo di 11 anni gioca con me. Stiamo vincendo, facciamo un goal dietro laltro ed ecco il mio piccolo compagno di squadra che dice al fratello avversario: dai, facciamo cambio, vieni a giocare qua cos fai goal anche tu!!... non voglio far notare il mio stupore, il mio attimo di silenzio e cerco di continuare a giocare, ma il pensiero che ho solo per quel gesto cos spontaneo che mi ha fatto capire dovero e con chi ero: con un popolo fatto di persone che non vogliono vincere da sole ma insieme; con un popolo che dice: anche a te, non solo a me; con un popolo in cui laltro c sempre! Altruismo?? S, credo proprio che si tratti solo ed esclusivamente daltruismo! In Congo una parola risuonava sempre: ensemble! Insieme! Annalisa Cosseddu

Nellesperienza trascorsa questestate in Congo a contatto con diversi missionari saveriani, la parola rimasta nella mia mente stata: Si e qui per aver incontrato il Cristo,per aver fatto la scelta di seguirlo e sulla Sua Parola gettere le reti. Parole che fanno capire il coraggio di scegliere e di affidarsi non a noi stessi ma a qualcuno pi in alto di noi. Il loro lavoro consiste nelloperare allinterno delle parrocchie coinvolgendo e collaborando con i giovani in attivit di formazione e di

gioco, stando con la popolazione e vivendo con loro la quotidianit dandole soprattutto sostegno di fede, testimonianza e vicinanza. Questo, anche se solo in 23 giorni, labbiamo potuto vedere e ci ha aiutato a riflettere sul significato di missione per noi. Non abbiamo paura di scegliere e di impegnarci, ma allarghiamo i nostri orizzonti e guardiamo a chi pi lontano rispetto alle nostre comunit. Antonio Manchia

19

America la
MERCOLEDI 1 SETTEMBRE 2010

La Chiesa ministeriale
Discepoli missionari

ella riflessione ci hanno guidati p. Stefano Raschietti, Marciel e Ivan, due giovani brasiliani sanpaolini (quanto a simpatia calcistica), impegnati nellanimazione giovanile nella citt di Tiradentes, Stato San Paolo in Brasile. Nelle 280 diocesi brasiliane le comunit locali sono spesso coordinate dai laici, soprattutto donne. Padre Stefano riassume cos il senso della pastorale missionaria attuale in America Latina e in Brasile: Il nostro impegno di animazione missionaria sempre contestuale: impegno a livello locale per condividere i nostri valori con lumanit. Una chiesa in permanente stato di missione si rivolge al cuore delle persone, forma comunit missionarie, va ed entra nelle situazioni lontane e vi rimane per seminare il vangelo, invia discepoli missionari anche oltre le frontiere geografiche. La chiesa brasiliana punta verso un nuovo orizzonte, bene espresso dal canto: La passione per la missione il cuore della chiesa. Grazie a p. Stefano, Marciel e Ivan per la vivacit della loro presenza. Nei laboratori le tematiche di riflessione rappresentano la vivacit e ricchezza delle provocazioni della chiesa latinoamericana, anche per la nostra chiesa in Italia: Chiesa ministeriale: istituzione o comunione? Chiesa popolo di Dio:

20

laici, protagonisti o supplenti? Da chiesa di conquista a conquista della chiesa. Nel pomeriggio, interpretato magistralmente dagli avvocati Marta e Antonio, abbiamo partecipato al secondo atto del processo alla missione: Preti senza chiesa e Chiesa senza preti. La scenata delluscita massiccia di tutti i preti in sala ha lasciato a bocca aperta i fedeli laici: i posti lasciati vuoti hanno provato che anche i preti hanno un posto nella chiesa. La sintesi finale di p. Stefano, giudice del processo, stata ben calibrata e piena di buon senso ecclesiale: nel battesimo, base comune del sacerdozio universale, tutti siamo inseriti nella stessa chiesa che cammina e si dona per missione. Per portare il cambiamento desiderato da Cristo e da noi tutti, lappello di essere ognuno e insieme quella pulce sveglia che punge e infastidisce tutti, per missione.

atina
Le riflessioni di Teresina
Chiamati a s | Marco sottolinea la libert insindacabile di Ges nel chiamare: quelli che volle. I discepoli non hanno da fare i conti con le loro capacit. Una voce forte e straordinaria ha pronunciato il loro nome. fatta. La loro fortuna lasciarsi fare. Una scelta che non comporta rinunce, non una scelta. Non scegliere per tenere aperte tutte le possibilit fare come laffamato che muore di fame davanti a una tavola imbandita non volendo scegliere un piatto piuttosto che un altro. E anche il mondo avr pi fame, per le tue incertezze. Ne costitu Dodici | Ges li chiama personalmente e nel contempo li costituisce comunit. Il discepolo sa che un appello personale e insieme una chiamata di un gruppo. La testimonianza della comunit quella pi difficile. Chiss quante volte Giovanni avrebbe voluto correre pi degli altri, fare una missione pi svelta, pi efficace, pi avanzata. La fede nella comunit comincia quando laltro si fa pesante, quando ha pensieri che ti sembrano arretrati, quando ti mette i bastoni fra le ruote, quando con il bisogno della sua et incide sui tuoi progetti Il miracolo raro e sempre affascinante di Cristo riuscire a metterci e tenerci insieme, con tutto quel che significa di pazienza, di

(Ges) sal poi sul monte, chiam a s quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costitu Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perch avessero il potere di scacciare i demni. Costitu dunque i Dodici.
dono di s, di perdono, di buio, quando devi morire ai tuoi progetti. In questo marcire per amore, il Regno si fa carne. Per stare con lui | Ges non cerca servi, ma amici. Chiama allamicizia con lui, prima che a lavorare per lui. Unamicizia difficile. Difficile per i Dodici che non lo capiscono, difficile dopo, quando non sar pi visibile. Quante volte, Andrea, Giacomo, Bartolomeo avranno parlato a Ges ormai risorto, avendo come risposta il silenzio. Quante volte le cose da fare gli saranno piaciute immensamente pi di quello stare in silenzio davanti a lui, senza niente sentire. Quante volte, dopo aver sperimentato la barca vuota e il cuore devastato, saranno tornati a fissare lo sguardo in Lui trovando nuovo senso e nuove forze. Un ripartire continuo.

La questione questa: Siamo servi o padroni? Ha Dio diritto di chiamarci? Ha detto il card. Martini: Fra i giovani un primo passo porsi la domanda: quale compito mi stato assegnato nella vita? Cosa devo e posso fare? Chi si pone questa domanda diventa collaboratore di Dio nel mondo, sente che Dio si serve di lui, lo sostiene e lo accompagna. () Per paura delle decisioni ci si pu lasciare sfuggire la vita. Non dobbiamo limitarci a domandare: perch, buon Dio, esiste tutto questo? Dovremmo chiedere anche: qual la mia parte, e come posso io cambiare la situazione? E ancora: a quale limitazione e a quale rinuncia sono disposto affinch cambi qualcosa? () Dio vuole uomini che contino sul suo aiuto e sulla sua potenza. Essi possono cambiare la situazione presente, e innanzitutto la sofferenza e le ingiustizie, perch il mondo diventi cos come Dio lha creato, come vuole che sia: pieno di amore, giusto, civile, interessante. Per questo vorrebbe la nostra collaborazione.

21

America la
MERCOLEDI 1 SETTEMBRE 2010

Intervista ai giovani
che hanno partecipato al Convegno

2. COSA TI HA COLPITO DELLA GIORNATA DEDICATA AL CONTINENTE AMERICA LATINA? ertamente il momento della celebrazione della Parola; stato un po come ritrovarsi di nuovo in America Latina, immersi nei canti,nelle danze e nella gioia di pregare insieme. (Stefano Bregantin e Paola DAmbrosio - Desio) Limportanza e il ruolo determinante dei laici in questa Chiesa (Elena Aroseo - Desio) 3. CI RACCONTI UN MOMENTO DI QUELLA GIORNATA Della giornata ci rimasto impresso il Processo alla missione del pomeriggio nel quale si sono confrontate due tesi estremistiche: Chiesa senza preti e preti senza Chiesa. Si giunti alla conclusione che la Chiesa comunione di tante persone sullo stesso piano, ognuna indispensabile e con un proprio compito, tanto i laici quanto i preti. (Alessia Giacinti e Stefano - Fano) Durante la celebrazione finale abbiamo compiuto il gesto dello spezzare un pane concreto, distribuirlo e condividerlo mangiandone tutti. (Elena Aroseo - Desio) 4. COSA TI PORTI A CASA? Ci portiamo a casa i volti e le storie dei missionari conosciuti, dei ragazzi degli altri continenti e dei tanti giovani che ci hanno accolto, accompagnato e testimoniato che una Chiesa giovane possibile anche da noi. (Alessia Giacinti e Stefano - Fano)

1. COSA TI HA COLPITO DI PI DEI GIOVANI VENUTI DAL BRASILE? Dei giovani del Brasile ci ha colpito la loro disponibilit a guidare ed animare la vita di fede della loro comunit. Nel nostro continente dove i giovani, pur impegnandosi molto sono comunque una piccola parte della comunit. (Alessia Giacinti e Stefano - Fano) Marcel e Ivan ci hanno molto colpito per il forte legame che hanno mostrato di avere con la loro terra, un legame concreto basato su una profonda conoscenza della storia, dei luoghi e della gente, non astratto e sterile come quello che invece viene sbandierato alloccorrenza dalle nostre parti, spesso con fini politici! Inoltre, si sono dimostrati pronti a mettersi in gioco dentro e fuori i gruppi dei laboratori, nonostante le difficolt dalla lingua e di una cultura diversa. (Stefano Bregantin e Paola DAmbrosio - Desio)

22

atina
Condividere la voglia di Missione a stretto contatto con altri giovani, ci ha riempiti del desiderio di riportare quella stessa voglia ai giovani delle nostre comunit, nel tentativo o nella speranza di tornare a respirare lo stesso entusiasmo anche al di fuori di quei cinque giorni a Foligno. (Stefano Bregantin e Paola DAmbrosio - Desio) Porto a casa un entusiasmo rinnovato e limpegno a mettermi in gioco personalmente per riaccendere lo spirito del servizio e della condivisione ed essere strumento di dialogo e la forza di sapere che non sono da sola. (Elena Aroseo - Desio) 5. DOPO L'ESPERIENZA DEL CONVEGNO, COS' PER TE LA MISSIONE? La missione accoglienza a braccia aperte e comunione con chiunque Dio ti pone accanto, mettendo da parte ogni sorta di pregiudizio e paura. (Alessia Giacinti e Stefano - Fano) Dire a parole cosa sia la Missione sempre difficile. Riprendendo una riflessione di Teresina Caffi che ci ha molto colpito, possiamo dire di aver scoperto cosa NON la Missione: Missione non vuol dire semplicemente partire e riempirsi gli occhi e le orecchie di tante immagini, parole, esperienze; perch un viaggio diventi realmente Missione necessario tornare e sedersi. Solo riflettendo e lasciando che Dio ci parli attraverso quanto si vissuto, la Missione lascer un segno nella nostra vita. (Stefano Bregantin e Paola DAmbrosio - Desio) Questo convegno mi ha aiutato a riscoprire come missione significhi uscire da se stessi per entrare nel mondo dellAltro, condividere la vita con lui nella semplicit della vita quotidiana. (Elena Aroseo - Desio)

23

America la
MERCOLEDI 1 SETTEMBRE 2010

ta Area intervisimoni
ai giovani test
Quali sono le vostre impressioni sui giovani italiani? Siamo rimasti
molto bene impressionati della loro accoglienza, dellamicizia, dellimpegno per la missione, dellamore per Cristo, pieni di speranza per una societ migliore per tutti, sapendo che devono contribuire a questo scopo ispirandosi ai saveriani. Ci hanno trasmesso felicit e molta disposizione.

Cosa ti ha colpito di pi della testimonianza degli altri continenti? Nella testimonianza del nostro fratello Samiran e P. Giu ci ha colpito la difficolt di
dialogo con le religioni predominanti nel continente asiatico, ma anche sapere che i giovani coltivano la speranza di un giorno poter dialogare, vivere in pace e in comunione con i fratelli delle altre religioni. Al tempo stesso cha rattristato il fatto di sapere che i cristiani devono vivere in gruppi separati per sentirsi pi sicuri. Quanto ai fratelli Albert, Gillaume e P. Claudio, la loro testimonianza ci ha mostrato realmente com la realt della gente del Burundi, oltre ai luoghi comuni sullAfrica, della povert, della fame, delle malattie. Quello che ci ha chiamato lattenzione sono state le grandi sfide contro una cultura di conflitto, il lavoro portato avanti dai missionari saveriani e il canto del nostro fratello Gillaume.

A partire dallesperienza del convegno, cos la missione per te? Essere missionari aver molto rispetto per laltro, per la sua cultura, per la sua etnia, per la
sua religione. Alimento per la nostra missione lamore a Dio, la sua Parola, lEucarestia. Ma anche non solo pensare alle nostre comunit: necessario proiettarsi oltre le frontiere.

Quali erano le tue attese venendo in Italia e cosa porti con te, adesso che sei rientrato? Le nostre attese erano molte, in relazione ai costumi e
alla cultura, le curiosit sulla pizza e sulla pasta, la bellezza delle citt, delle strade, delle persone. Tutto era un motivo per avere delle attese. Ci portiamo con noi laffetto della gente italiana. Per dove siamo passati siamo stati molto ben ricevuti, ben trattati, e abbiamo sentito lamore della gente per il nostro Brasile. Questo cha dato speranza di un giorno vedere il Brasile valorizzare di pi la sua cultura, le sue radici e le sue tradizioni. Ci parso un sogno essere stati l. Ci venuta la voglia, ritornando, di darci da fare con pi impegno per una chiesa aperta agli altri. Guardando gli altri continenti abbiamo visto che sempre possibile fare di pi.

Lascia un messaggio ai giovani italiani Galera [ciurma, ndr]! Abbiamo imparato molto da voi. I vostri volti e le vostre storie hanno rivelato che abbiamo qualcosa in comune: lamore per la chiesa, lamore per la missione. I giovani sono giovani in qualsiasi parte del mondo: pieni di sogni, di paure, di sfide, sempre alla ricerca di qualcosa, sempre credendo che possibile un futuro migliore. Questo dipende solo da noi. Continuate sempre a contagiare la gente con la vostra allegria. Siate sempre presenza di Dio. Ancora una volta vi ringraziamo per lopportunit di condividere questa ricca esperienza e mille grazie per permetterci di conoscere tutte queste meraviglie. Eterna gratitudine.

24

atina
L
invito al convegno stata unoccasione per riprendere contatto con la realt italiana che non frequentavo da tempo da quando sono stato inviato come missionario in Brasile. Se in Brasile gioco, passando da un convegno ad un altro, in Italia mi sento un p a disagio. Lesperienza di Foligno stata quindi unesperienza arricchente, profonda e provvidenziale almeno per tre motivi. In primo luogo, per le persone che non vedevo da tempo, saveriani e saveriane che non vedevo pi da decine danni. Quando si parte, si parte per davvero e ci si incrocia quasi per caso dopo

riane che seguono sti ragazzi come se fossero anche loro e con loro alla ricerca di qualcosa, per ritrovarsi poi in compagnia di Qualcuno che li consola, che gli d speranza e che li spinge a continuare a camminare. Che tenerezza! Credo che il convegno sia servito sostanzialmente a questo. Terzo, per il convegno nel suo insieme: lincontro con gli altri continenti, le riflessioni, i laboratori, i dibattiti, le reazioni, il recital, le celebrazioni, Assisi. Tutto molto bello, molto ricco, molto partecipato. Devo dirvi a tutti: bravi! Cavete

Il commento del padre

testimone

tanto tempo, con tante strade e storie da raccontare, diversi ma sempre gli stessi, pi vecchi ma appartenendoci ancora, nonostante i disparati percorsi e le infinite relazioni che siamo andati costruendo, o distruggendo, in tanti angoli del mondo, e che comunque channo modellato lanima fino in fondo. Questo stato il mio crocevia della missione. Secondo, per i volti e le storie nuove. Gente che avevo voglia di conoscere e che, finalmente, ho potuto ammirare; animatori e animatrici straordinari, capaci, dedicati, talenti vivi e brillanti; volti dipinti di sogni, storie tessute di voli. Nellapparente ovviet, qualcosa di sconvolgente: ragazzi e ragazze che seguono i saveriani e le saveriane per le vie della missione. Impressionante! C da rimanere incantati, senza parole... Daltro canto, saveriani e save-

fatto venire la voglia di farne uno simile anche in Brasile ... chiss se ci riusciremo. Ma con Ivan e Marciel, nel viaggio di ritorno, tra le nuvole sopra loceano, ci stavamo seriamente pensando. Vorr dire che per noi il Convegno di Foligno sar servito veramente a qualcosa. Non ci resta di dirvi grazie! Ci sentiamo molto onorati di essere stati invitati. Abbiamo imparato molto. Abbiamo provato a trasmettere qualcosa della nostra complessissima realt. Ma soprattutto (e non ci crederete!) ci siete stati tutti di un ammirevole esempio. Per finire, serve da messaggio la storia della pulce che vi abbiamo raccontato alla fine del terzo giorno, assieme alladagio di Dom Moacyr Grechi che addita ad una profonda realt missionaria: gente semplice, facendo cose piccole, in luoghi poco importanti, ottengono cambiamenti straordinari. Vi auguriamo che sappiate credere e scommettere sempre di pi nellinsignificante audacia dei vostri semplici preziosi gesti, fatti con le vostre proprie mani, con le vostre parole, con il vostro tempo, nei vostri luoghi e con le vostre scelte: vi porteranno sicuramente, poco a poco, a percorrere dei piccoli grandi cammini per le strade del mondo. Uma tima caminhada a todos: aquele abrao! p. Stefano sx.

25

America la
MERCOLEDI 1 SETTEMBRE 2010

Lettera
C

per i giovani del Brasile

aro amico brasiliano, siamo giovani provenienti da varie parti dItalia appassionati alla missione, che si sono incontrati e conosciuti in occasione del Convegno Missionario Giovanile Saveriano. Lentusiasmo che ci ha colto in questi giorni stato talmente avvolgente che abbiamo pensato di parlartene. Abbiamo girato il mondo in tre giorni, abbiamo riscoperto la gioia di stare insieme, ci siamo sentiti pi uniti nella fede, grazie anche alle testimonianze di giovani provenienti dal Bangladesh, dal Burundi e dal Brasile. LAsia un continente che ha dato i natali a grandi menti con grandi spiriti, impegnati nel pensiero religioso, rendendola culturalmente forte e in grado di affrontare le questioni spinose del dialogo interreligioso, che non risulta fatto di parole ma di vita condivisa. In Asia colpisce il fatto che gente di religioni diverse collabori al dialogo. Abbiamo capito che il dialogo necessario per le relazioni umane e richiede disponibilit ad ascoltare laltro, che non possibile senza un atteggiamento di profondo e reciproco rispetto. La missione di noi cristiani , prima di tutto, ascoltare sia con il cuore che con la mente, e camminare insieme nella stessa direzione senza imporre lo stesso credo. DallAfrica arrivato p. Claudio Marano, impegnato nella promozione della pace e della giustizia in Burundi, terra per molti anni dilaniata dalla guerra. Nel Centro Giovanile Kamenge da lui gestito in un paese apparentemente disperato per il clima di violenza in cui versa, riescono a crescere semi di speranza, che divengono poi vere e proprie basi solide per un futuro di pace.

Il nostro pellegrinaggio ad Assisi prevedeva tre tappe ognuna delle quali ci ha permesso di riflettere in solitudine e in gruppo. Una citazione molto bella recitava cosi: la sola risposta alleccesso di male leccesso dellamore! LAmerica Latina una terra ricca, materialmente e spiritualmente. Davvero gravi sono gli squilibri ai quali sottoposta e nonostante questi problemi sbocciano persone con un grande cuore, che cercano di mettere in pratica il messaggio di Cristo. Noi italiani ci riteniamo davvero fortunati ad avere sempre sacerdoti disponibili, a differenza di alcuni vostri villaggi o parrocchie che non ne vedono uno da tempo. Nelle vostre comunit i ministri laici hanno un ruolo importante di guida e ci ha sorpreso il fatto che possano anche battezzare, cosa che in Italia non vediamo. La nostra chiesa europea ha molto da imparare dal vostro modo di vivere la fede e di quello degli altri continenti. Ha un enorme bisogno di giovani e di laici pieni di slancio verso Dio e verso gli altri. A noi piacerebbe essere la pulce che sveglia la nostra chiesa che dorme. Ora tempo di bilanci, la scoperta del diverso in questi giorni ha completamente dato nuovi odori e colori alla nostra vita. Ci impegneremo attivamente nel nostro gruppo a far conoscere la realt da voi raccontata e a pregare per le vostre comunit.

26

atina
Unesperienza di libert
uando ho detto ad amici e parenti che avrei fatto unesperienza di missione in Colombia, c stato chi mi ha detto: Bravo! Ti fa onore quello che fai. Chi invece: Complimenti! Non da tutti partire per andare ad aiutare i poveri!!. Poi c stato chi, scherzando, mi ha detto: Noo! Vai in Colombia!... beh! se riesci ad uscire vivo da l, non che potresti portarmi un po di roba! No comment! Tutte considerazioni che mi hanno suscitato non poche domande su cosa maspettasse. In fondo non ho mai pensato che sarei andato in Colombia per AIUTARE!!... ed in effetti non stata affatto unesperienza di volontariato o beneficienza. Ma stata semplicemente unesperienza di libert! Libert dai miei pregiudizi, dalle mie convinzioni e dalle mie paure. La Colombia mi ha donato la possibilit di ritrovare me stesso ancora una volta, di incontrare mille volti e storie, di andare oltre me stesso per lasciarmi abbracciare da uno sguardo cos vero e fraterno da farmi dire in fondo: Ehi! Ma forse non sono cos lontano da casa! Forse Fare del mondo una sola famiglia non solo

esperienze
in Colombia

Nella breve ma entusiasmante esperienza di missione che ho potuto vivere questa estate in Colombia ho incontrato tanti volti e ascoltato tante storie di persone che per questo paese hanno dato la propria vita, persone che ancora la donano per la missione; e persone normali, potremmo dire, colombiani che vivono ogni giorno nella propria terra e cercano di fare del bene partendo dal proprio piccolo. Mi sono resa conto che ci che nel mondo muove ogni persona lamore, niente di pi semplice. Lamore il punto cardine per una vita senza violenza ed ingiustizie, che permette ad ognuno di guardare laltro e riconoscerlo come fratello per il quale disposto a mettere in gioco tutto. Una bella testimonianza datami dai saveriani e dai nostri hermani colombiani che mi ha permesso di pensare che davvero del mondo si pu fare una grande famiglia. Alessandra De Simone

un mero slogan, davvero possibile ed io posso fare la mia piccola parte perch ci si realizzi, perch la realt rispecchi questo sogno. unesperienza che ti libera insomma, semplicemente perch impari ad amare. Amare nelle cose pi semplici e vere!... A dire la verit, dopo quanto detto, forse non vero che non ho aiutato nessuno. Ho aiutato me stesso ad essere pi libero! Danilo

a premessa con cui sono partito per la mia esperienza missionaria in Colombia stata quella di crescere nel mio cammino di fede e conoscere le realt di cui ho sentito parlare dai Saveriani nel ruolo di osservatore privilegiato; calandomi nella quotidianit della vita missionaria ho cercato di comprendere meglio come vivono i nostri fratelli che sono in difficolt e in quale modo si relazionano con Dio. stata una sorpresa e una gioia essere stato accolto da questi fratelli che vivono i propri problemi con coraggio e dignit; siamo giunti a mani vuote e senza saper parlare una parola di spagnolo, ma abbiamo toccato con mano che la nostra presenza era motivo di gioia e di speranza: eravamo un dono di Dio solo perch siamo loro fratelli e perch abbiamo condiviso momenti di preghiera e di comunione. La Colombia si rivelata una grande esperienza di vita, che rende la presenza di Dio nella mia esistenza sempre pi importante e grazie alla quale mi sento ancora pi carico di energie che consentono di affrontare la vita con una marcia in pi. Elio Martusciello

27

prete

Lettera ad un italiano

aro prete delle nostre parrocchie, in questo convegno giovanile missionario non sei stato lontano dai nostri pensieri. Per questo vorremmo raggiungerti con le nostre riflessioni e condividere con te quello che ci sembra che lo Spirito abbia soffiato nei nostri cuori. Ti ringraziamo anzitutto per quel s che hai detto un giorno, che diventato dono per tutta la nostra comunit. Incontrarsi qui a Foligno con giovani di altre religioni e nazioni ci ha permesso di apprezzare la missionariet della nostra Chiesa. Non tutti sanno che nel silenzio del Burundi 34.000 giovani si incontrano nel Centre Jeunes Kamenge a condividere speranze di giustizia e di pace. Il primo giorno abbiamo parlato del dialogo interreligioso. In particolare abbiamo conosciuto la realt del Bangladesh ascoltando la testimonianza di un missionario e di un giovane bengalese, dal riflesso delle loro esperienza quotidiane sono emersi alcuni principi e atteggiamenti fondamentali da perseguire per progredire nel dialogo quotidiano. Il convegno ci ha permesso di guardare al di l del portone della nostra chiesa. Forse non necessario bruciare chilometri per fare esperienza di chiesa missionaria. Bastano piccoli passi e, lasciando un po pi di libert, i carismi e le iniziative possono emergere lasciando che la comunit trovi nuova linfa nei giovani.

28

Il dialogo ci consentirebbe inoltre di aprirci ad uno scambio reciproco con le altre culture, ritrovando la sua identit in un dare e ricevere costante. La liturgia un incontro tra noi e Dio e parla ad ognuno. Accogliamo la sua voce che risuona anche nelle altre tradizioni religiose per imparare cos a riconoscere la Sua presenza ovunque. Vogliamo essere protagonisti di una parrocchia che sia porto di barche che approdano e prendono nuovamente il largo: vorremmo accogliere i missionari italiani e non, che ci aiutino a incrementare il dialogo religioso a migliorare la relazioni umane. Chiss che questo non possa essere un segno per il nostro paese che, dimentico del suo passato di emigrazione, si scopre oggi terra di immigrazione!? In questi giorni abbiamo compreso limportanza della formazione di noi giovani. Non sono stati solo giorni di approfondimento ma abbiamo preso coscienza del nostro ruolo nella Chiesa e nel mondo: sentiamo particolarmente rivolte a noi queste parole di Ges: Voi siete il sale della terra e la luce del mondo. Da queste parole sentiamo la necessit di condividere con la nostra vita e il nostro impegno ci che abbiamo scoperto. Con questa lettera ti esprimiamo il nostro bisogno di essere aiutati ad assumere la nostra missione nella Chiesa per il mondo! Vuoi aiutarci Ci stai a continuare in questa direzione? Siamo pronti a fare strada con te. I giovani del convegno

giovane
italiano

Lettera ad un

sofferenza per la fame e la povert, unico concetto proclamato a vuoto dai mass media? Oppure il sentimento di rabbia degli africani per il passato di dominio coloniale e il presente sfruttamento della popolazione locale, delle risorse, del territorio? Ma lAfrica ben altro, linno alla vita, la speranza della sua gente, la gioia di vivere, unite alla bellezza del paesaggio. Solo con lamicizia e la riconoscenza potremo saldare il nostro debito nei confronti del popolo nero. Cantiamo dunque insieme per chi non ha voce, uniamo le mani per lAfrica in festa e vita sar

1. La missione. Un grande uomo di fede in questo convegno, un giorno disse che, piccoli uomini facendo piccole cose, in posti non importanti, possono compiere imprese straordinarie, ma per fare ci occorre partire da Cristo e prendere ispirazione dalla Parola di Dio, per scoprire gli atteggiamenti di Ges e della chiesa delle origini nellannuncio del Vangelo. cos che abbiamo capito che la missione condividere, testimoniare e mettersi in gioco. Tutti, anche i preti, sono chiamati ad essere missionari. 2. Il dialogo. Se vuoi costruire il dialogo, devi inserirti in una dinamica di fedi viventi, perch esso non parte dalla religione, ma dallincontro fra persone e dal confronto su tematiche religiose e non. Un primo passo verso il dialogo pu essere dedicare del tempo ad una persona per ascoltarla e farla sentire accolta. Per noi cristiani il testimone esemplare del dialogo tra tutti Cristo Crocifisso. Il dialogo difficile, ma necessario. La diversit religiosa e culturale aiuta ad arricchire e a costruire anche la nostra stessa identit cristiana e necessita di reciproco rispetto tra le diverse realt. 3. LAfrica. Tu, giovane bianco italiano che parti per il
continente africano, cosa ti aspetti di trovare? forse solo la

aro giovane, ti scriviamo perch desideriamo condividere con te la bella esperienza del Convegno Giovanile Missionario, appena concluso Abbiamo incontrato volti, storie, abbiamo discusso ragionato, pregato ecco allora i pensieri un po disordinati, ma tanto profondi, che sono emersi:

4. Ricerca. Amico mio, mi sono reso conto che elemento irrinunciabile dellessere cristiano la ricerca. Essa nasce da una necessit di conoscere, spinti dalla curiosit di trovare la propria chiamata o ci per cui il Signore ci ha creati. Ho capito limportanza di una corretta informazione, indispensabile per abbattere i pregiudizi che ostacolano sempre pi le nostre vite e far in modo da giungere cos alla vera conoscenza della vita e della realt degli altri. Il senso della ricerca amico mio, una sete e una fame infinita che Dio sazia totalmente. Cristo, infatti, ha un volto. Ha il volto di chi ti sta di fronte. Ha il volto del tuo cuore quando spera, quando prega, poich chiedere, ricercare, domandare proprio una fame, una sete che insita in ciascuno di noi, in ogni uomo. 5. Stili di vita. Siamo responsabili della giustizia e della pace mancata in alcuni paesi, sfruttamento di popoli e loro risorse. Tutto ci richiama luomo ad essere consapevole che c sempre un cammino di speranza che permette di esprimere la vita che pulsa. Sii tu il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo. Dobbiamo iniziare noi a cambiare qualcosa nella quotidianit, nelle comunit e nelle chiese locali, senza partire dai grandi sistemi. Il nostro essere cristiani infatti si deve basare su scelte di vita quotidiana, gesti pratici di vita sobria e apertura verso gli altri, anche in realt diverse dalla nostra. Lascia che muoia il tuo pregiudizio, la tua idea sullaltro, anche la tua idea di te stesso, cosicch davanti al prossimo, alla realt sarai libero e vivace come un bambino. Troverai che bello servire luomo e amarlo gratuitamente. In questo modo vivrai la tua vita camminando con Dio e ti scoprirai giovane giorno dopo giorno. La sofferenza che provi ora il segno che ti manca qualcosa, ti manca la serenit, la felicit. Dunque non fuggire dalla sofferenza, affrontala, poich il dolore un dono che ci permette di sperare e di riscattare la nostra vita. 6. La gioia di essere giovani. Vorremmo che
tutti i giovani fossero felici come quelli che abbiamo incontrato in questi giorni. La felicit esiste soltanto perch esistono questi giovani. La gioia di donare contagiosa, basta poco per essere felici. La giovent un segno di speranza.

29

Al crocevia della Consacrazion

e Missionaria

I tre prossimi
perpetui Saveriani

professi

i miei confratelli, i miei amici. Nella forza dello Spirito del Signore voglio continuare cantando le meraviglie del suo amore e collaborando con semplicit e generosit alledificazione del suo regno.

Bernard Cibambo, sx. Come una gravidanza. Parlare della mia vocazione prima di tutto
leggere la mia storia personale alla luce della Parola di Dio. Nato a Bukavu (RDC) sono il quarto di sette figli. La mia stata uninfanzia semplice, modesta, fatta da piccoli gesti concreti e costanti. Verso la fine delle superiori, nacque in me una serie di domande circa lorientamento da dare alla mia vita. Un confronto serio con il vangelo (scandito a volte da momenti di paura, gioia, dubbi e tanti altri sogni) diede alla luce la risoluzione di accettare di seguire da vicino come missionario saveriano, facendomi prossimo di tutti i fratelli senza distinzione di cultura, razza o religione. Cos inizi di una gravidanza durata 10 anni che oggi giunge al suo termine. Ora che sto per nascere per sempre alla via religiosa, i miei sono sentimenti di gioia e riconoscenza al Signore che non viene mai meno alla sua Parola. Fin dallinizio del mio cammino di maturazione vocazionale la Parola si rivelata credibile e degna di fede. Dio non mi ha chiesto altroche un s generoso e fiduciosoalla sua chiamata. Il resto si chiarito strada facendo. Ora tempo per me di testimoniare la Sua fedelt.

Il prossimo 5 dicembre, tre giovani saveriani faranno la loro professione definitiva nella famiglia dei missionari saveriani: Thiago (Brasile), Bernard (RDCongo), Petrus (Indonesia). Gli abbiamo chiesto di condividere con noi un po del loro stato danimo

Thiago Rodrigues, sx. Il suo amore per sempre. Quando penso alla mia storia, mi torna
in mente la frase del salmo 136: perch il suo amore per sempre. Mi chiamo Thiago Rodrigues e sono nato l8 ottobre 1984 a Londrina in Brasile. Sono il quarto di sei figli. Ho sentito il desiderio di diventare sacerdote crescendo in parrocchia partecipando a degli incontri vocazionali. Nella mia ricerca la famiglia saveriana con il suo carisma si rivelata un dono, un modo per mettermi alla sequela del Signore impegnandomi nellannuncio missionario. Entrato nella famiglia saveriana a 15 anni, finite le superiori ho studiato la filosofia. Dopo avere in seguito fatto il noviziato e emesso la prima professione religiosa il 02 luglio 2006, Ho ricevuto con gioia la destinazione a Parma dove sto finendo gli studi di teologia. Alla vigilia della mia consacrazione definitiva, consapevole di questa presenza del Dio che salva la mia storia, Perch il suo amore per sempre, ringrazio tutti coloro che per me sono stati segni di questo amore: la mia famiglia,

Petrus Satyo Nugroho, sx. Per condividere la gioia. Mi chiamo Petrus Satyo Nugroho. Ho 30 anni. Sono indonesiano. Diventare un missionario era un mio sogno da quando studiavo nel seminario minore diocesano. Sono entrato nei saveriani nel 2002. Dopo la prima professione e lo studio della filosofia sono venuto in Italia dove ora sto finendo gli studi di teologia a Parma. A parte i miei genitori, miei fratelli e io, tutti i miei altri parenti sono musulmani. Cresciuto a stretto contatto con la realt musulmana, mi sento spinto sempre di pi a condividere la gioia della fede cristiana e lamore di Ges per lumanit intera con i miei fratelli e le mie sorelle che ancora non lo conoscono. Ringrazio il Signore per la sua presenza e il suo aiuto nella mia vita attraverso tante persone, per aver ricevuto la grazia di conoscerlo e di seguirlo pi da vicino come cristiano e come missionario religioso in modo particolare; condividendo la mia vita e la fede senza limitarmi solo al mio paese, ma aperto al mondo, alla gente e alle culture diverse.

30

Al crocevia della Consacrazion

e Missionaria

In cammino verso la

essione perpetua prof


delle saveriane mi emozion e mi diede tanta gioia. Ci che pi mi colp fu la loro semplicit e felicit di poter essere un segnale del Regno di Dio. Oggi avverto che Dio stato sempre presente nella mia storia e lo ringrazio di cuore per avermi donato la vocazione missionario-religiosa. Sento che anche noi brasiliani abbiamo il dovere di aprirci ai luoghi dove la fiamma dellAmore non ancora accesa, per annunciare a tutte le genti, di qualsiasi etnia e cultura, che i valori del Vangelo sono per tutti, e che Il Signore ha fatto in me meraviglie.

Abbiamo chiesto anche a tre giovani saveriane in cammino verso la consacrazione definitiva di condividere con noi il loro stato danimo. Mireille (RD Congo), Kuniko (Giappone), Rosangela (Brasile)

Mireille Tausi Milumbu. Come una pianta di manioca. Il giorno della prima professione ho celebrato la vittoria del Signore nella mia vita. Perch il Signore mi ha vinta. Essere religiosa era uno dei miei sogni, a cui per non davo molta attenzione. Un giorno del 1999i mi trovavo a Kalemie, nella Repubblica Democratica del Congo. Era la giornata delle vocazioni. Durante la testimonianza di una suora io rimasi colpita da una frase: Vedendo tutto quanto il Signore mi ha donato, ho capito che non ho nulla da dargli in cambio se non la mia vita. Quella frase mi sconvolse, ed quel giorno il Signore mi ha vinta. per la prima professione ho voluto inserire nella fede che porto ora al dito la parola Tutto, e usare come simbolo una pianta di manioca, per quello che significato di totalit che ha. Le radici e le foglie servono come cibo, il fusto come legna; inoltre, essa spunta dovunque la si pianti, senza problema. Cos, anchio come missionaria, mi sento chiamata a incarnarmi fra i miei fratelli, dando tutto me stessa, dovunque sar inviata. La parola di Dio la cosa pi bella che esista ed io vorrei trasmettere agli altri questo grande valore proclamando ad alta voce che esso per tutti noi il bene pi grande.

Kuniko Serafina Nakamura. Una buona opera per Ges cambia il corso del mondo. Sono nata a Kagoshima, dove San Francesco Saverio approdato per portare la buona notizia di Cristo in Giappone. Ho ricevuto il Battesimo undici anni fa. Allinizio andavo in chiesa pi per un forte desiderio di conoscere che per un desiderio di credere. Nellascoltare i vari discorsi del padre missionario, mi colpirono queste parole: C una persona che ci ama cos come siamo e che sempre con noi. Ho sentito allora il bisogno di conoscere questa persona che Dio e ho provato tanta gioia avvertendo che Egli anche in me. Conoscere poi le missionarie di Maria-saveriane partecipando a giornate di riflessione per giovani, stato importante per porre uno stop al mio modo spensierato di affrontare la vita. La presenza di queste sorelle che stavano vivendo in Dio offrendo tutto a Cristo, mi ha fatto desiderare fortemente dessere anchio come loro, una di loro. Quando ad un certo punto del noviziato sentii insicurezza circa la mia vocazione missionaria religiosa, un padre carmelitano mi disse allora: Una buona opera che tu fai per Ges ha influenza sul mondo intero. La tua piccola forza, per mezzo di Lui, cambia il corso del mondo. Quelle parole mi hanno confermata nella scelta e nellimpegno di vivere donando il vero Amore.

Rosangela dos Santos. Lamore non passer mai (1 Cor 13). Avevo 18 anni
quando cominciai a pensare seriamente a ci che avrei fatto della mia vita. Mi piaceva studiare, passeggiare, divertirmi con gli amici, ma allo stesso tempo sentivo il bisogno di fare qualche cosa di pi. Non volevo chiudermi nel mio mondo, nel mio io, nelle mie cose. Dove il vero amore? Che senso ha la mia vita? mi chiesi per molto tempo. Dopo lesame di ammissione alluniversit, cominciai a frequentare incontri vocazionali anche se con poco entusiasma. Pi tardi conobbi una saveriana che mi invit ad un campo per ragazze. Quellincontro per me, fu davvero una buona notizia. Conoscere il carisma

Saveriane
Missione Oggi
direttore: Mario Menin, sx

Le riviste

a 9 - 25 72781 Via Piamart - Fax 030.37 0.3772780 averiani.bs.it Tel. 03 ti@s abbonamen .com - www.saveriani.it cia nibres www.saveria

o Saveriano AM - CentrMissionaria CS Animazione 121 Brescia

CEM Mondialit
direttore: Brunetto Salvarani

Mensile (dal 1903) di informazione e formazione sulla missione come annuncio, dialogo e liberazione, con articoli di approfondimento e di opinione da tutti i paesi del mondo su tematiche ed esperienze missionarie. La parte centrale dedicata a un dossier di 16 pagine su temi ecclesiali o sociali.
10 numeri, 48 pagine abbonamento 30,00 sul c.c.p. 11820255 segreteria.mo@saveriani.bs.it

Mensile (dal 1967) del Centro Educazione alla Mondialit, per diffondere nellambito educativo della scuola e della societ i valori della mondialit e dellintercultura. Oltre alle pagine di attualit, recensioni e notizie del movimento Cem, un dossier di 16 pagine dedicato a un tema specifico con indicazioni didattiche.
10 numeri, 48 pagine abbonamento 30,00 sul c.c.p. 11815255 cemsegreteria@saveriani.bs.it

Periodico delle Saveriane


direttore: Teresina Caffi, mmx

Missionari Saveriani
direttore: Marcello Storgato, sx

Mensile (dal 1947) per le famiglie e per gli amici, che desiderano conoscere informazioni, testimonianze e proposte missionarie dei saveriani. Oltre alle 7 pagine comuni, lottava pagina presenta 19 edizioni locali con notizie e informazioni dei missionari del territorio.
11 numeri, 8 pagine a formato grande abbonamento 8,00 sul c.c.p. 216259 giornale@saveriani.bs.it

Periodico bimestrale (dal 1952) delle missionarie di Maria - saveriane, per portare alle famiglie e agli amici le testimonianze delle sorelle che vivono la missione in varie nazioni del mondo. Interessante il sito web: www.saveriane.it, con vari settori, tra cui gli articoli pubblicati e le riflessioni bibliche.
6 numeri, 4 pagine donazione libera sul c.c.p. 163436 misma.cm@alice.it

varie. no ispirand famiglie che vivo ntamenti, notizie , per individui e rmazione e appu no ogrammi di fo .it del laicato saveria laicatosaveriano sionaria laicale, pr Periodico online o. E-mail: info@ ianze di vita mis rta testimon ailing list del sit po la m o iscrivendosi al Beato Conforti. Ri
sito reperibile sul tosaveriano web: www.laica .it

On line

direttore: Mirella sionario del ato Saveriano del Laic osi al carisma mis

Giannattasio