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Poste Italiane Spa-Spedizione in a.p. - 70% - DCB Pesaro Quindicinale - 27 aprile 2012 -

Quindicinale - 27 aprile 2012 - Anno 22 - Numero 8 Ducato on line: ifg.uniurb.it

il Ducato

P e r i o d i c o

d e l l ’ I s t i t u t o

p e r

l a

f o r m a z i o n e

a l

g i o r n a l i s m o

d i

U r b i n o

Aumentano Imu e addizionale Irpef. Sui dirigenti invece nessun taglio

Sacrifici, ma non per tutti

In attivo il bilancio 2011 grazie alle vendite di immobili e ai fondi della Regione

Anche per quest’anno la ven- dita degli immobili, insieme con un fondo della regione

Marche di due milioni di euro, permette al comune di Urbino

di presentare in attivo il bilan-

cio consuntivo del 2011. Rispettato il patto di stabilità, che prevedeva un vincolo di 1 milione e 200 mila euro.

Per l’assessore al Bilancio Maria Clara Muci quello di Urbino è “un bilancio sano”. Il prossimo anno però saranno richiesti nuovi impegni:

un milione in meno di trasferimenti statali e 400

mila euro in più da accantona-

re per il patto di stabilità.

Nonostante tagli e rigore richiesti dal governo, il bilan- cio aumenta, passando da 22 a 24,5 milioni di euro. Resta invece stabile la spesa corrente intorno ai 17 milioni di euro. Stangata sui cittadini: cresce l’addizionale Irpef, mentre l’a- liquota Imu sulla seconda casa sale al 9,6 per mille.

Ma i sacrifici non sono richie-

sti a tutti. Restano da favola gli

stipendi dei cinque dirigenti comunali, compreso il segreta- rio. In media guadagnano 91 mila euro lordi, circa tre volte più del sindaco. A Pesaro lo sti- pendio dei loro omologhi è di tremila euro più basso.

alle pagine 2 e 3

“Quel mio 25 aprile, 67 anni fa” “Q uel mio 25 aprile di 67 anni
“Quel mio 25 aprile, 67 anni fa”
“Q uel mio 25 aprile di 67 anni fa”, Giovanni Bischi, 90 anni e uno dei pochi partigiani ancora
in vita. Racconta la storia di Maria Keller, la ballerina ucraina accusata di essere una spia
dei tedeschi e fucilata da tre partigiani di Cantiano. Nella foto, una colonna dell’esercito sulla linea
gotica.
a pagina 9
L’EDITORIALE
L’EDITORIALE

L’EDITORIALE

L’EDITORIALE
L’EDITORIALE

L a redazione del Ducato va…

in ferie. Con questo numero si

conclude l’attività dell’undi-

cesimo biennio della Scuola di giornalismo. La redazione chiude i battenti, ma i praticanti non andranno in vacanza. Sono in par- tenza per gli stage che complete- ranno la loro esperienza formativa, prima dell’esame di Stato a otto- bre. Altri 32 professionisti, cresciu- ti professionalmente a Urbino, stanno per entrare nel mercato e sono ragazzi di cui – siamo certi – sentirete parlare. Moltissimi dei loro predecessori sono oggi firme autorevoli e prestigiose delle prin- cipali testate nazionali; diversi hanno ruoli di responsabilità. Questo biennio ha avutouno straordinario momento di visibili- tà nel periodo dell’emergenza neve che ha messo in ginocchio Urbino e il Montefeltro; una pale- stra vera, un banco di prova straor- dinario, un esercizio sul campo che i giornalisti del Ducato hanno affrontato con grande professiona- lità e con lo spirito di sacrificio che si richiede ai cronisti di razza. Sono arrivati anche i primi riconosci- menti: due giornaliste del Ducato

Un biennio che parte un altro che arriverà

cose astratte, noiose, banali e lonta- ne da ogni curiosità di lettura e di ascolto, ma capacità di analisi e di critica.

Il Ducato non può e non deve esse-

re il portavoce di una parte; non è neppure l’house organ dell’Uni- versità, di cui la Scuola è pure una emanazione; non è un bollettino

che pubblica comunicati. Le note

ufficiali sono una fonte, non la verità. In questo lavoro complesso

e difficile di analisi e di elaborazio- ne i cronisti possono commettere errori che devono essere pronti a correggere. Se derogassimo da queste regole verremmo meno ai principi fondanti della Scuola.

Il Ducato ha una sua linea e la espri-

me attraverso gli editoriali. Posizio- ne, comunque, che è separata e dis- giunta dai fatti che devono essere

raccontati nella loro completezza. Questa impostazione ha creato

hanno vinto il primo premio del Concorso nazionale indetto dal- l’Ordine dei giornalisti fra tutte le Scuole d’Italia. I primi di luglio partiranno per uno stage di un mese a New York; un’esperienza professionale nel Palazzo di vetro dell’Onu nella sede dell’U- nited Nations Correspondent Associations. La Redazione del Ducato riaprirà (speriamo) a novembre con 32 nuovi praticanti. Abbiamo scritto “speriamo” perché le nubi sul futuro della Scuola sono sempre incombenti e minacciose. La for- mazione dei giornalisti è un servi- zio pubblico che va garantito a tutti i giovani che abbiano attitudi- ne e vocazione per una professio- ne che è sempre più difficile e complessa. Questa Scuola ha crea- to un modello formativo che ha dato risultati concreti, certi e veri-

ficabili, tanto da essere indicata fra

le eccellenze formative in campo

nazionale e un esempio a livello

europeo. Al di là dei riconoscimen-

ti e degli attestati restano le incer-

tezze economiche che rischiano di metterne in discussione la soprav- vivenza. Una redazione corposa e motivata come quella del Ducato è un pun- golo costante. Ai giovani praticanti cerchiamo di insegnare che la ricer-

ca della verità è senza limiti, che le notizie devono essere attentamente

e scrupolosamente verificate, che

bisogna ascoltare e dare voce a tutte

le

fonti, che i fatti devono essere

insofferenze, malumori e qualche

tezza. Un bel segnale, anche perché

sempre separati dalle opinioni. In questi due anni abbiamo cercato di stimolare la voglia di sapere per far

incomprensione, ma il confronto è rimasto sempre su binari di corret-

sapere e di capire per far capire. I

le

passioni e la forza delle idee sono

ragazzi hanno acquisito il principio

il

sale della democrazia. L’intolle-

che la malizia giornalistica non è

ranza è la sua negazione. Arriveder-

stanca routine di catalogazione di

ci

a novembre (speriamo).

Città

Archivio storico, miniera d’oro

Apre al pubblico la sede dell’Ar-

chivio di Stato in via Oddi, sotto

le scuole medie Volponi.

Accessibili a tutti per la prima volta i documenti dell’Archivio storico del Comune di Urbino:

due secoli di storia di delibere, espropri e realizzazioni di opere pubbliche. Accessibili anche quelli dell’Asur, l’Azienda sani- taria regionale.

a pagina 4

dell’Asur, l’Azienda sani- taria regionale. a pagina 4 Economia Produzione anno zero Secondo l’ultimo rapporto

Economia

l’Azienda sani- taria regionale. a pagina 4 Economia Produzione anno zero Secondo l’ultimo rapporto Con-

Produzione anno zero

Secondo l’ultimo rapporto Con- findustria Marche l’economia marchigiana è a rischio reces- sione. Allarmanti i dati in pos- sesso della Regione: il Pil calerà sia nel 2012 che nel 2013

dell'1,8%. Il settore più colpito è l’edilizia che conta un alto tasso

di cassaintegrati.

a pagina

7

che conta un alto tasso di cassaintegrati. a pagina 7 Università In Camerun contro malaria e
che conta un alto tasso di cassaintegrati. a pagina 7 Università In Camerun contro malaria e

Università

In Camerun contro malaria e Aids

Le facoltà di Farmacia di Urbino

e Camerino hanno stretto un

accordo di collaborazione con l’Università di Dshang del Ca- merun per formare venti giovani camerunensi. Tra gli obiettivi,

quello di istituire una nuova fa-

coltà in cui insegnare le moder-

ne tecniche farmacologiche.

a pagina 13

insegnare le moder- ne tecniche farmacologiche. a pagina 13 Sport Imma vola a Londra L’atleta della
insegnare le moder- ne tecniche farmacologiche. a pagina 13 Sport Imma vola a Londra L’atleta della

Sport

Imma vola a Londra

L’atleta della Chateau d’Ax ga- reggerà con la nazionale italiana

di volley alle Olimpiadi di Lon-

dra 2012. Una carriera, quella di

Imma Sirresi, promettente sin

dagli inizi, con l’esordio in serie

A a soli quattordici anni con la

Santeramo. All’attivo, già una

vittoria nel campionato europeo

juniores.

a pagina 15

il Ducato Ducato

2011, oltre due milioni dagli immobili alienati

Vendite e aiuti:

oltre due milioni dagli immobili alienati Vendite e aiuti: il bilancio è salvo La Regione fa

il bilancio è salvo

La Regione fa la sua parte: altri aiuti per il patto di stabilità

A nche quest’anno il

bilancio del comu-

ne di Urbino si salva

con la vendita di ca-

se e poderi per due

milioni e mezzo di

euro. Per carità, non si tratta di gioielli di famiglia. Sono beni in- fruttiferi, cioè immobili che al Comune non davano un soldo. Ma non sono infiniti. Già l’anno scorso un buco di 800 mila euro nel bilancio comunale era stato ripianato vendendo campi e ca- scine. E soprattutto, quando si cerca di far cassa vendendo case, non è sempre detto che si trovino acquirenti. Palazzo Chiocci, che avrebbe dovuto portare nelle casse del Comune un milione e mezzo di euro, è rimasto inven- duto per un anno. Certo, scrivere il bilancio di un Comune resta comunque un percorso a ostacoli: ci vorrebbe la “finanza creativa”. Oggi per non chiudere in rosso i bilanci e rischiare la bancarotta i comuni italiani devono far ricorso a ogni tipo di aiuto. Così, di fronte ai vincolistringentidelpatto dista- bilità (un milione e 200 mila euro

era l’obiettivo per il 2011), per il comune di Urbino e gli altri enti locali marchigiani è servito an- che il contributo della Regione. Sotto iTorricini sono arrivati ben due milioni di euro che hanno permesso di far quadrare i conti, insieme alla paccata di immobi-

li

alienati. Urbino ha così chiuso

il

2011 con un avanzo di gestione

di circa 383 mila euro.“Il nostro è un bilancio sano”, ha dichiarato l’assessore Maria Clara Muci presentando il consuntivo del 2011 in consiglio comunale.

Passando i numeri sotto la lente d’ingrandimento, però, si scopre che dal 2007 le spese correnti so- no rimaste più o meno costanti, intorno ai 16 – 17 milioni di euro.

Si tratta di quelle spese che il Co-

mune deve affrontare ognianno:

stipendi, asili nido, scuole, assi-

stenza,manutenzione,bollettee

via dicendo. Se ci fossero degli

sprechi si troverebbero in questa voce del bilancio. Sembra paradossale, ma in tem- po di rigore e tagli il bilancio di Urbino si gonfia, passando da 22

a 24 milioni e mezzo di euro.

Questo perché, tra le spese im- pegnate dalla città ducale, rien- trano anche gli investimenti per le “grandi opere”, come il Padi- glione (la nuova residenza per anziani) e il progetto di Santa Lu- cia, dove sorgeranno nuovi par- cheggi e un centro commerciale. Eppure, la torta poteva essere anche più grande: “Rispetto ai 7 milioni e mezzo previsti per le spese in conto capitale (cioè gli investimenti, ndr) alla fine sono stati impegnati poco più di 4 mi- lioni di euro”, ricorda Alfredo Bo- nelli, uno dei capigruppo d’op- posizione in Consiglio comuna- le.

Ma le difficoltà per i comuni non finiranno. Anche perché per il prossimo anno il governo impo- ne nuovi sacrifici: il vincolo del patto di stabilità crescerà anco- ra, raggiungendo un milione e 600 mila euro. Fondi che non possono essere utilizzati dai co- muni e che vengono depositati alla Tesoreria dello Stato come garanzia sul debito pubblico sta- tale. Il rischio per gli enti locali è quello di tagliare servizi essen- ziali per rispettare il patto. Così, raggiunto un traguardo, si guarda già alle prossime scaden- ze. Per approvare il bilancio di previsione del 2012 il governo Monti ha concesso una tregua:

c’è tempo fino al 30 giugno. L’as- sessore Muci ha individuato le priorità: “Il nostro obiettivo è mantenere i servizi alla persona e difendere il welfare, oltre a un minimo di manutenzione per strade e verde pubblico”.

24,5

I milioni di euro a cui ammonta il bilancio del comune di Urbino, come emerge dal bilancio consuntivo 2011

382

Le migliaia di euro di avanzo di gestione nel bilancio consuntivo del 2011

4x1000

L’aliquota IMU sulla prima casa che sarà applicata dal comune di Urbino

9,6x1000

L’aliquota IMU su seconda e terza casa che sarà applicata dal comune di Urbino

0,8%

Addizionale Irpef decisa dal Comune di Urbino in aumento rispetto allo 0,6% dello scorso anno

Per evitare tagli importanti ai servizi (si pensa già a un sacrifi- cio di 100 mila euro rispetto allo scorso anno) sarà inevitabile di- minuire la spesa, rimasta fino ad oggi stabile negli anni. Senza dimenticare che i comuni dovranno convivere con i nuovi tagli al fondo statale, ridotto di un miliardo e mezzo. Per Urbino, rispetto al bilancio di previsione 2011, i trasferimenti statali sa- ranno inferiori di un milione di euro. Tutto in attesa di sapere se Roma manterràlepromesse,coprendo i danni causati dalla storica nevi- cata di febbraio. Per Urbino il conto si rivelato salato, oltre un milione di euro. Così la vera stangata colpirà i cittadini: sul- le loro spalle peseranno anche l’aumento dell’Irpef e l’intro- duzione dell’Imu, la tassa sugli immobili, anticipata dal gover- no Monti al 2012.

L’imposta sulla casa pesa sui cittadini

Imu col vento in poppa

G li stipendi ai dirigenti restano invaria-

ti, così come la spesa corrente, e il bi-

casa, che era stata abolita dal precedente governo.

I nuovi costi per i cittadini non riguarderan- no soltanto le imposte sulla casa. Il Comu- ne ha annunciato un aumento dell’addizio- nale comunale Irpef, che passerà dallo 0,6 allo 0,8 per cento. Alcuni giorni fa c’è stato anche un incontro tra rappresentanti del Comu-

ne e di Rete Impresa Italia (che comprende Confeser- centi, Confcommercio, Con- fartigianato, Cna e Casarti- giani). Si è parlato di Imu, Ir- pef e tassa di soggiorno per i commercianti. L’aliquota applicata per gli immobili destinati ad attività produttive potrebbe essere compresa tra 9,1 e 9,6 per mil- le, come sulla seconda casa:

“A causa dell’incertezza nor- mativa – continua l’Assessore

al Bilancio Muci - siamo ob- bligati a lavorare sulla base di alcune stime. Incontreremo di nuovo le as- sociazioni di categoria a settembre, dopo il pagamento della prima rata dell’Imu. In quella fase sia il Governo che i comuni fa- ranno un’accurata valutazione del gettito effettivamente generato. Capiremo così quale sarà la pressione fiscale adeguata a garantire il pareggio del bilancio comuna- le”. Si dicono soddisfatte le associazioni di ca- tegoria: “Abbiamo accolto con positività le intenzioni del Comune – afferma Domeni- co Passeri di Confesercenti Urbino – ma questo non significa che abbiamo trovato l’accordo definitivo. Capiamo le esigenze dell’amministrazione, ma non si può pesa- re troppo su chi lavora. Per questo aspettia- mo l’incontro di settembre”.

lancio del Comune si allarga. Ma ad

aumentare, come spesso accade, sono le

tasse per i cittadini. L’assessore al bilancio Maria Clara Muci ha spiegato in consiglio comunale che la previsione per il 2012 è di innalzare l’Imu, la nuova imposta sulla ca- sa, per i proprietari di secon-

de e terze case. L’aliquota di

base stabilita dal governo Monti è fissata al 7,6 per mil- le, ma a Urbino sarà applica-

ta al 9,6. I comuni hanno, in-

fatti, la possibilità di aumen-

tare o diminuire del 3 per mil-

le quella di base, fino a un

massimo dello 10,6 per mille

e a un minimo del 4,6. Passando agli esempi con- creti, chi ha una seconda ca-

sa con rendita catastale di 350

euro pagherà 564 euro di Imu con l’aliquota al 9,6 per mille invece dei 447 con aliquota al

7,6: più di 100 euro in più. Con rendita di 450 euro, pagherà 725 euro anziché 575.

Si salvano dalla stangata i proprietari di se-

conde case con contratti di affitto a canone concordato, che avranno l’aliquota di base

al 7,6: “In questo modo – ha dichiarato l’as-

sessore al Bilancio – speriamo di incentiva- re questa tipologia di affitto, vantaggiosa per gli inquilini, e di ridurre le locazioni in nero”. Stessa aliquota per gli anziani che vi- vono nelle case di riposo. Sulla prima abitazione, invece, l’aliquota

dovrebbe essere fissata al 4 per mille, quin-

di in linea con quella di base stabilita dal go-

verno. Né aumenti né diminuzioni imposte dal Comune, ma per i proprietari di un solo immobile si tratta pur sempre di una nuova imposta rispetto alla vecchia Ici sulla prima

Immobili e aumento

addizionale

Irpef: così il Comune fa cassa con le tasse

2
2

PRIMO PIANO

Nella città ducale guadagnano in media 91mila euro. Più ricchi che a Pesaro

Quei dirigenti dalle uova d’oro

L’opposizione attacca: “Servizi esternalizzati, ma gli stipendi restano gli stessi”. Il sindaco: “Siamo virtuosi”

S opravvivono ad ogni elezione, non conta il colore: sono sempre nella stanza dei bottoni. Hanno contratti d’ac- ciaio, difficile liberarsi

di loro. E i loro stipendi? Sono

d’oro. Altro che politici, ecco i

veri Duchi di Urbino. Sono i cin- que dirigenti del Comune. Sono loro a dirigere i lavori, a conoscere la macchina ammini- strativa. Non come i politici. “Deve parlare con il dirigente”, risponde il politico, quando le informazioni che vengono chie-

ste sono troppo dettagliate.

Una competenza che a Urbino viene retribuita

piuttosto bene:

ogni dirigente

costa in media 91 mila euro lordi (ma se non con- tiamo l’unico diri- gente a tempo determinato, la spesa media sale

a 99 mila euro).

A

cinque volte più grande di Urbino,

la

per

A dare obiettivi e controllare che vengano raggiunti ci pensa il nucleo di valutazione insieme al sindaco, Franco Corbucci, agli assessori e al Segretario Comu- nale. Guarda caso uno dei cinque

dirigenti. Tra questi traguardi ce ne sono alcuni che lasciano i non-tecnici piuttosto perplessi. Come il progetto “Miglioriamo lo spostamento casa lavoro”, che non sembra un problema pro- prio frequente per gli urbinati. Oppure l’obiettivo “Realizzazio-

ne delle iniziative natalizie”. Tra-

guardi felicemente raggiunti,

visto che il Segretario Michele Cancellieri ha portato a casa a fine 2010 un

cospicuo asse- gno da 9.640 euro. Per non parlare dei bandi: tutti i dirigenti ne hanno almeno uno da “predi- sporre” tra i loro obiettivi. Il non-tecnico potrebbe pensa- re che scrivere bandi sia l’asso- luta e normale

A Urbino cinque funzionari che costano quasi mezzo milione di euro

Pesaro, circa

spesa media

ogni dirigente

è

di circa 88 mila euro. A Jesi, un

amministrazione per un Comu-

comune con 40 mila abitanti (cifra simile a quella della città

ducale se agli urbinati aggiungia- mo gli studenti), ogni dirigente costa in media 77 mila euro.

ne. Ma non è così: si tratta di compiti ardui, la cui riuscita deve essere adeguatamente remune- rata. Poi ci sono obiettivi così difficili

Sarà anche perché i dirigenti di

da

richiedere lo sforzo congiunto

Urbino sono tutti del massimo

di

tre dirigenti diversi. Come ad

“grado”: un esercito di generali.

esempio la “Messa a regime e atti-

Lo

stipendio dirigenziale si calco-

vazione della videosorveglianza

la

sommando diverse voci. Al

agli accessi del centro storico”. Un

tre

funzionari non sono riusciti a

minimo di 43 mila euro va aggiunta anche la “retribuzione

compito tanto complesso che i

di posizione”. Si tratta di una cifra che può variare dai 6 mila ai 40 mila in base all’importanza e alla responsabilità delle funzioni svolte.

venirne a capo: come ogni urbi- nate può constatare, quelle tele- camere sono ancora spente. Questo però non ha impedito ai tre dirigenti di portare a casa un

A Urbino, se escludiamo un diri-

gente precario, tutti gli altri hanno la massi-

ma responsabili- tà e quindi la massima retribu- zione: altri 43 mila euro. Non va così ovunque: negli altri comuni gli stipendi cambia- no in maniera molto più sensi- bile. A Jesi, per esempio, la retri- buzione di posi-

zione varia da un minimo di ottomila euro a un massimo di 30 mila. A Pesaro invece da un minimo di 19 mila a un massimo di 40 mila euro, sempre lordi. Importanti e ben pagati, quindi, ma non solo: i dirigenti ducali sono anche bravissimi. Se vanno giudicati dai premi che ricevono

per i risultati ottenuti, Urbino ha una squadra di dirigenti da far invidia a un cantone svizzero.

A parte il povero precario, che nel

2010 ha ricevuto solo duemila euro, gli altri hanno ottenuto come premio ai risultati la stessa

identica cifra, cioè praticamente

il massimo. Per loro 8.194,27

euro a testa.

grasso assegno. Tutti e cinque sommati, i grand commìs di Urbino

sono costati al Comune, nel 2010, 459 mila euro. Sembrerebbe una cifra sufficiente, ma non è tutto. Bravi ed efficienti, ma non onnipo- tenti. Nello stesso anno, dove i suoi dirigenti non sono arrivati, il comune di Urbi-

no ha dovuto invocare un aiuto esterno. Così ha richiesto una trentina di consulenze esterne, per un costo totale di altri 182 mila euro.

Che la dirigenza non fosse onni-

potente, però, il Comune lo sape-

va da un po’. Dal 2000 sono stati

infatti esternalizzati (cioè dati in gestione al di fuori del Comune) diversi servizi: dalla gestione del- l’acquedotto, a quella dei rifiuti

passando per gli asili nido. Senza contare la creazione di Urbino servizi, controllata al cento per cento dal Comune, che

si occupa di parcheggi, scuola

bus, della gestione della Casa Albergo, degli eventi e della far-

Nel 2010

il Comune

ha pagato

180 mila

euro di

consulenze

esterne

I costi dei dirigenti

Facoltà

Urbino

Pesaro

Jesi

Stipendio medio

91.952

88.480

77.669

Retribuzione di

posizione media

37.467

25.612

24.412

Retribuzione di

     

risultato media

7.676

7.812

4.505

Costo totale

della dirigenza

459.764

1.504.160

388.384

Numero totale

     

dei dirigenti

5

17

5

Fonte: Comuni di Pesaro, Jesi e Urbino

macia comunale. Queste “ester- nalizzazioni” però non hanno portato a una diminuzione di responsabilità (e quindi di stipen- di) per i dirigenti. Come si sareb- be aspettata l’opposizione. “Da tempo chiedevamo un consiglio monotematico proprio su questo argomento”, dice Alfredo Bonelli, uno dei capigruppo dell’opposi- zione. Sul tema però non c’è molto da dire. La legge prescrive che la

spesa per il personale resti sotto il

50 per cento del bilancio comu- nale e Urbino rispetta questa regola. “Siamo un comune sano”, ha infatti risposto il sindaco Franco Corbucci su questo tema.

Senza voler aggiungere altro.

I servizi sono a cura di Alberto Sofia, Antonio Siragusa e Davide Maria De Luca

di Alberto Sofia, Antonio Siragusa e Davide Maria De Luca Nella pagi- na accanto il di

Nella pagi-

na accanto

il

di Urbino.

sinistra

l’Assesore

al bilancio

Maria Clara

comune

A

Muci.

Fonte

Comune di

Urbino.

IL CONTRATTO NAZIONALE

Dirigenti: tutele d’acciaio

Non è che ogni Comune scelga e come trat- tare i suoi dirigenti. A parte una certa flessibili- tà, le regole generali sono scritte nella pietra del Contratto collettivo nazionale. Si tratta di un agile documento di una trentina di pagine e integrato dalla cinquantina di fogli del vecchio Contratto nazionale del ‘99. La parte più inte- ressante è quella che riguarda gli stipendi. Parliamo di cifre lorde e di tredici mensilità. Tre le voci che formano lo stipendio di un dirigen- te comunale. La prima è lo stipendio tabellare (circa 40 mila euro) una specie di minimo sindacale. Al tabel- lare va aggiunto qualche spicciolo per indenni- tà varie e, soprattutto, la retribuzione di posi- zione. Quest’ultima voce è lasciata alla discre- zione del singolo Comune e serve a remune- rare in maniera diversa le diverse posizioni che un dirigente può occupare. Va da un mini- mo di seimila euro a un massimo di 40 mila. Infine l’ultima voce è la retribuzione di risultato. Una specie di premio che viene assegnato ai

dirigenti che hanno completato gli obbiettivi

che vengono fissati all’inizio dell’anno.

 

CASTA SENZA QUATTRINI

Politici locali quasi volontari

Dopo la Casta, il Vaffa Day e tante altre brutte parole viene quasi voglia di dire: poveri politici! Nel raffronto con i tecnici salta fuori che i più poveri sono proprio loro: i maraja della casta. Basta un’occhiata rapida ai dati sugli stipendi dei dirigenti locali (sono pubblici e rintracciabi-

li sul sito di ogni Comune) per farsi un’idea. Dif- ficile che tra premi al risultato e retribuzioni di posizione prendano meno di 60 mila euro (e molto più spesso la cifra veleggia intorno agli 80 mila).

E

i politici? A Urbino gli stipendi sono più alti

della media: essendo un capoluogo di provin- cia i suoi politici vengono remunerati come se Urbino avesse più di 50 mila abitanti. Una magra consolazione: i consiglieri comunali

portano a casa un gettone di presenza di poco più di dieci euro (lordi) per ogni seduta del con- siglio. Un assessore con un lavoro dipenden-

te

guadagna 658 euro mentre un autonomo

ne guadagna il doppio esatto: 1.317. Il sinda-

co infine se la cava un poco meglio: il suo lavoro di alta responsabilità gli permette di guadagnare la bella cifra di 2.928 euro.

3
3

il Ducato Ducato

La sede di via Oddi pronta in autunno

Archivio storico, una miniera accessibile a tutti

Saranno disponibili i documenti inediti del Comune

a tutti Saranno disponibili i documenti inediti del Comune MARIA SARA BERTUCCIOLI azione l’idea”. Intanto ci

MARIA SARA BERTUCCIOLI

azione l’idea”. Intanto ci si deve accontentare degli spazi che ver- rannoapertiinviaOddianchese, prosegueColocci,“nonsisabene cosa c'è e come è conservato”. In via Oddi, all’interno del comp- lesso scolastico ‘Volponi’ si trova una sezione dell'Archivio storico delComunediUrbinocon docu- menti dal periodo napoleonico a oggi che non sono mai stati ac- cessibili a nessuno. E'untesoroquellochesiapreagli occhi dello studioso e del cu- rioso. Si può rintracciare tutto quello che riguarda il Comune di Urbino in più di due secoli di sto- ria: dalla realizzazione di opere pubbliche come strade e piazze alle gestione delle farmacie pas- sando per ristrutturazioni e de-

libere. Senza dimenticare l'e- spropriazione di terreni per la costruzione della Ferrovia sub- appennina che avrebbe dovuto collegare Urbino a Santarcange-

rardinis–masarebbeunaumento lo e mai ultimata. Ma non basta:

di costi e di personale”. Così è nata

l'ideadelPoloArchivisticoTerrito-

documentazione statale mentre ogni istituzione dovrebbe avere unarchiviostorico –spiegaDeBe-

Stato dovrebbe contenere solo

di qualche anno. “L'Archivio di

neo all'attuale sede di Piano Santa Lucia, almeno due volte alla setti- mana” afferma il direttore del- l'Archivio di Stato di Pesaro e Urbino, Antonello De Berardinis. L'idea di unire diversi archivi in un'unica struttura è ormai datata

azione archivistica di Urbino.“Nel frattempo gli spazi di via Oddi sono ugualmente accessibili ma non 'fisicamente': i documenti contenuti all'interno verranno trasportati dal deposito tempora-

L a sede dell'Archivio di

Stato di via Oddi aprirà

al pubblico in autunno.

Dopo anni di

polemiche inizia quin-

di a schiarirsi la situ-

si possono anche trovare le de- libere che riguardano la realiz- zazione di industrie e notare come negli anni sessanta a Urbino fosse molto semplice da parte dell'Amministrazione co-

munale 'segnalare' una persona da impiegare all'interno di una grande fabbrica bisognosa di dipendenti. Tra i fascicoli e le 'scatole' non ci sono solo documenti che provengono dall'archivio comu- nale ma anche da quello sani-

tario ex Irab: anche qui si pos- sono scovare chicche interes- santi. Come le autorizzazioni di abitabilità rilasciate dall'uffi- ciale sanitario sia per le case ma anche per iloculicimiteriali.“Poi la terminologia è cambiata – ag- giunge De Berardinis – da abit-

riale, che raccoglie la documen- tazione storica proveniente da di- verse istituzioni. Il Polo dovrebbe

avere la sua sede naturale a Palaz-

zo Gherardi ma per ora tutto è

sospesoelasederestaquellainau-

gurata nel 2007 in via Piano Santa

Luciamentregliarchivistoricidel-

l'Università rimangono nelle pro- prie sedi.

Negli scorsi anni ci sono state

polemiche sullo stato degli edifi-

ci adibiti a deposito e idee sulla

nuova destinazione del Polo Archivistico Territoriale. “Aveva-

mopropostodiutilizzareglispazi

inutilizzatidellaData–raccontail

giornalista Francesco Colocci - ma l'amministrazione non ha nemmeno preso in consider-

abilità ad agibilità”. Inoltreèstatoacquisito materiale dei42comunidella Provinciache fanno capo al comprensorio urbinate.“E' possibile consultare i documenti dello Stato Civile dal 1876 al 1871 e in alcuni casi anche dal 1808” dice De Berardinis. Tante le richieste da parte di chi deve presentare una domanda per ricongiungimenti familiari oppure solamente per curiosità per vedere il proprio atto di nasci- ta e per ricostruire una parte del- l'albero genealogico di famiglia.

Traspare una certa soddis- fazionedalleparoledeldirettore:

“Per ora abbiamo sistemato l'archivio storico del Comune e quellodell'Asuresiamo riuscitia digitalizzare le pergamene del fondo del Ducato di Urbino cus- todito all'Archivio di Firenze”. E le prospettive? “La sistemazione dell'intero patrimonio archivis- tico del territorio con acqui- sizione, schedatura e conser- vazione”. Una storia che ha pure un lieto fine dopo le polemiche. “Grazie al trasferimento della

L’ARCHIVIO IN 18 ANNI

1994 - L’Ersu sfratta l’Archivio di Stato

da Palazzo Corboli

1996 - Palazzo Chiocci viene scelto

come nuova sede dell’Archivio

2000 - Trasloco dal sottotetto al primo

piano di Palazzo Corboli - Palazzo Chioc- ci è inadatto a custodire l’Archivio

2007 - Inaugurazione della nuova sede

sotto la Scuola elementare Pascoli in via Piano Santa Lucia

2009 - Arrivano i finanziamenti per i

lavori di Palazzo Gherardi, scelto come sede del Polo Archivistico Territoriale

2012 - Apertura al pubblico della sede

dell’Archivio in via Oddi: sono consulta- bili documenti dell’Archivio storico comunale

sezione dell'archivio comunale in via Oddi siamo riusciti a sal- vare tutta la documentazione che prima era custodita in via Pozzo Nuovo”. L'archivio infatti sarebbe andato disperso: Palaz- zo De Rossi che custodiva i doc- umenti di due secoli di storia di Urbino ha subìto un cedimento strutturale. Un happyendinattesadeltrasfer- imento 'ideale' del Polo Archivis- tico a Palazzo Gherardi: i finanzi- amentisonostatistanziati,madei lavori nemmeno l'ombra.

AMIANTO

A

pagina 2 del

numero precedente del Ducato (16 aprile 2012) le tonnel- late di amianto compatto nella zona di Urbino sono state indi-

cate erronea- mente in 10 milioni. Invece, la cifra esatta ripor- tata nel censi- mento effettuato dalla Regione Marche nel 2007

è

di 10 mila.

Ce ne scusiamo con i lettori.

4
4

CITTÀ

Dopo 20 anni il laboratorio creato da Giancarlo De Carlo torna a Urbino

Ilaud, un amore che rinasce

Una serie di seminari per discutere sui tanti cambiamenti che stanno trasformando la città ducale

PAOLA ROSA ADRAGNA

S ono passati 20 anni, ma

sarà come rincontrare

un vecchio amico. Urbi-

no e l’Ilaud – l’Internatio-

nal laboratoty of archi-

tecture and urban design

– di nuovo insieme, come li aveva

immaginati Giancarlo de Carlo nel

1976.

Ad agosto il laboratorio figlio di del grande architetto torna nella città ducale dopo aver girato l’Italia e aver portato architetti di fama mondiale e studenti di tutto il mondo a pensare e progettare nel nostro Paese. Si tratta di un’asso- ciazione che promuove la ricerca e l’alta formazione nel campo del- l’architettura e del disegno urbano che ha coinvolto numerose uni- versità in tutta Europa e in Nord America, per poi aprirsi anche all’America Latina, alla Cina e al Giappone. “L’Ilaud – spiega il dottor Carlo Giovannini, dirigente dell’ufficio Urbanistico del Comune – è nato a Urbino con spirito internazionale. Qui è rimasto dalla data della sua fondazione fino al 1981. Si è poi spostato a Venezia, Siena, San Marino, per tornare dal 1991 al 1993 e riprendere a girovagare. Ma Urbino è la sua città natale, è importante che ci torni”. Tanti i temi che verranno affronta- ti. “Grazie all’elaborazione del nuovo piano strategico e di gestio- ne del sito Unesco – spiega Paolo Ceccarelli, presidente dell’Ilaud e curatore del nuovo progetto di svi- luppo della città – si sono create opportunità per discutere e approfondire problematiche dovute al cambiamento che Urbi- no sta attraversando”. Parliamo della conservazione del centro storico, della riqualificazio- ne e dell’abitabilità delle frazioni e delle aree di nuova espansione,dell’autosufficienza energetica ma anche della tutela del paesaggio dai grandi impianti per la produzione di energia alter- nativa. Si procederà secondo un pro- gramma di dieci seminari inter- nazionali di approfondimento su temi relativi alle trasformazioni sociali ed economiche e fisiche del territorio urbinate, con la collabo- razione anche dell’Università ‘Carlo Bo’. Il primo si terrà già nel mese di maggio, con lo scopo di capire come Urbino possa rendersi più attraente agli occhi dei turisti. Contributo fondamentale è quello delle scuole di architettura e urba- nistica di numerosi Paesi, tra i quali Cina, India, Giappone, Brasi- le, Argentina, Norvegia e Stati Uniti. Altre tematiche importanti sono quelle relative al territorio della Comunità Montana dell’Alto e Medio Metauro e del Montefeltro, alla base del programma del Distretto Culturale Evoluto pro- mosso dal Comune di Urbino con l’appoggio della Provincia di Pesa- ro-Urbino. Un’occasione decisiva per raffor- zare il legame affievolitosi con la morte di De Carlo e rendere nuo- vamente Urbino la base del lavoro dell’Ilaud.

Sopra: il Palazzo Ducale e le locandine di alcuni seminari Ilaud a Urbino Sotto: un
Sopra: il Palazzo Ducale
e
le locandine
di
alcuni seminari Ilaud a Urbino
Sotto: un autobus
sovraffollato per Pesaro

In dieci senza nemmeno un appiglio sulla linea rapida per Pesaro

Adriabus, si viaggia ancora in piedi

tarsi il venerdì pomeriggio alla fermata in Piazza Mercatale o la VALENTINA GERA CE domenica
tarsi il venerdì pomeriggio alla fermata in Piazza Mercatale o la
VALENTINA GERA CE
domenica alla stazione di Pesaro,
per rendersi conto
che non è
P osto
che errare è umano, perseverare resta diabolico. L’A-
sufficiente.
In prossimità
di
ponti
e
feste
le giornate
più criti-
driabus, compagnia che
serve Urbino
e collega il Monte-
che.
feltro a Pesaro con un autobus ad alta velocità, “la rapida”,
La situazione peggiora
la domenica. L’ultima rapida parte da
era già
stata pizzicata l’anno scorso
a sorvolare
su alcune dis-
Pesaro
alle 18,30
in concomitanza
con l’arrivo dei
treni regio-
posizioni regionali.
La delibera 1061/2002 è ancora valida e
nali in
partenza
da
Bologna
e Ancona,
che collegano nord e
stabilisce che nelle tratte senza fermate di oltre 20 km i passeg-
sud Italia alla città di Pesaro.
geri debbano sprofondare tutti
sui seggiolini,
indipendente- Il
15 aprile, giorno di
rientro per
molti
studenti dalle festività
mente dalla capienza del bus.
pasquali,
due
autobus,
uno
Capita ancora
invece
che
viag-
messo a disposizione per l’occa-
giatori paganti 3 euro
e 40, siano
sione, non sono bastati per viag-
indirettamente costretti, bagagli
giare
a
norma di legge.
Gli auto-
al
seguito,
a
viaggiare
in
piedi
mezzi sono partiti con
10 perso-
sulla superveloce
Urbino-Pesaro
ne
in
piedi
ciascuno.
Questo
o Pesaro-Urbino tra le curve che
inconveniente
non
porta
solo
separano i Torricini dalla Palla di
risparmi, ma anche nuovi introi-
Pomodoro.
La scelta è
la
solita:
ti
nelle
casse
dell’azienda. Il
salire e
adeguarsi
o
attendere
guadagno?
Ipotizzando
una
una
quarantina
di minuti
la
decina
di
in
piedi
corsa seguente.
Gli autisti, inter-
sulla tratta,
passeggeri
30 euro a
corsa.
A
rogati sul perché
si ripeta pun-
costo zero.
tualmente ogni fine settimana la
I
passeggeri
non
si
lamentano
stessa scena,
rispondono
che
solo
di
questo,
ma
anche
del
“Non capita quasi mai”.
comportamento, a
volte sprez-
I bagagli, troppi per entrare negli
zante
dei
conducenti. ”
Accade
appositi
scomparti,
finiscono
spesso
che guidino
attaccati al
sugli scalini del
bus. Quando si
cellulare
e dimentichino
le
fer-
arriva a destinazione, all’apertu-
mate
-
racconta Paola
- Quando
ra delle porte,
crollano
a terra.
lo si
fa
notare, non
si scusano”.
“Stiamo monitorando gli studen-
ti verso Urbino perché ci rendiamo conto che dobbiamo fare in
Non
sempre
sono
all’altezza.
“Un
autista nuovo,
l’anno
scorso
-ricorda Paolo
- guidando in
modo che a Urbino ci si arrivi con più frequenza e che le corse
direzione Pesaro,
si informava con la
gente sull’autobus su
siano quanto
più
possibile in
coincidenza
con
i treni” aveva
quale
strada prendere”.
E durante la neve? “Mentre
diventava-
assicurato
il
presidente
dell’Adriabus
Giorgio
Londei.
Que-
st’anno la compagnia ha garantito
un autobus rapido ogni 60
minuti portando a
12
il numero
delle corse.
Ma basta presen-
mo ghiaccioli e le porte restavano chiuse alla fermata -raccon-
ta Anna - il commento del conducente è stato: ”Se avete freddo
andate a prendere una bevanda calda al bar, così vi scaldate!”.
5

il Ducato Ducato

il Ducato Diego Tancredi, orafo di Napoli, da tre mesi in franchising a Fermignano Compro oro

Diego Tancredi, orafo di Napoli, da tre mesi in franchising a Fermignano

Compro oro senza inganno

“L’unica quotazione è di borsa sul metallo puro a 24 carati. Chi scrive il prezzo in euro sui volantini, mente”

STEFANO STRANO

A Fermignano, da tre

mesi,èapertounne-

gozio “compro oro”

che va contro lo ste-

reotipo truffaldino

diffuso. Diego Tan-

credi, 40 anni, artigiano orafo di Napoli, ha scelto di aprire un ne- gozio in franchising (la catena si chiama ‘EuroXOro’, sede legale a Morciano di Romagna) per conti-

nuareinfuturoun’attivitàdifami-

glia insegnatagli il padre, che ha fatto questa professione per cin- quant’anni.Ilsuo obiettivo è met- terdapartedenarosufficienteper tornareprestoaseguiresololasua passione, la produzione artigia-

nale. Intanto, ha scelto di lavorare con la massima trasparenza in un settore spesso vituperato, accu- sato - spesso a ragione - di rici- claggio di denaro proveniente di dubbia provenienza, bilance truccate, gioielli comprati senza

documentid’identitàesenzarila-

sciare ricevute fiscali. Spiega Die-

goTancredi:“Primafacevotutt’al-

tra professione ora è difficile sti- mare quanto si può guadagnare, specie in un paesino di 8-9mila abitanti. Dipende poi dalla quo-

tazione ufficiale di borsa, che cambia di minuto in minuto, e dal tipo di oro che porta il cliente. Può capitare di fare anche sei o sette operazioni in un giorno e non ve-

dernessunclientepertresettima-

ne ”. A seconda della purezza, ci sono delle distinzioni sul tipo di metal-

della purezza, ci sono delle distinzioni sul tipo di metal- lo. L’oro ‘fino’puro è 24 carati,

lo. L’oro ‘fino’puro è 24 carati, mentre quello più utilizzato nel- le lavorazioni orafe, o in ambito medico,è‘oro 750’e ilnumero in- dica la percentuale di purezza ri- spetto al metallo 24 carati (18/24, pari al 75 per cento, 750 millesi-

mi).L’oro18caratihaunapartedi

un metallo diverso (argento, ra- me, nichel e palladio) che lo ren- de più malleabile ed è quello più diffuso nei gioielli. “C’è anche quello‘585’ – precisa l’orafo – e 14 carati che ha meno oro puro nel- la lega, quello che ha pietre inca- stonate. Io non rivendo l’oro, qui viene ritirato e portato in fonde- ria.Anche perquesto neivolanti-

ziosi”. C’è una procedura preci- sa, poi, se nel negozio entra qualche persona sospetta: “ho

una telecamera di video sorve- glianza interna collegata diret- tamente con i carabinieri di Fer- mignano – commenta Diego Tancredi – e nel caso una perso-

negozio na facesse molte operazioni, in pochi giorni con oggetti diversi,

lo segnalo perché c’è sospetto di

“EuroXOro”di

titolare del

Tancredi,

Diego

A destra

Fermignano, ricettazione”.

a sinistra,

un corteo

della CGIL

della

Provincia

di Pesaro

e Urbino

ni

pubblicitari non ho scritto al-

dersi.“Almeseverrannounatren-

cun prezzo in euro, è una manie-

tina di persone – prosegue l’orafo

ra

disonesta di attirare clienti,

– e distinguerei più tra uomini e

non mi interessa”. Il tutto avviene

donnechetraanzianiegiovani.In

in

piena legalità: “Faccio firmare

generesonodonnedai30ai50an-

la

liberatoria al cliente per ogni

ni.Nonvedounadifferenzanem-

operazionesu cuidichiarachegli oggetti sono di proprietà perso- nale, la fotocopia del documento d’identità e trascrivo tutto nel re- gistro della questura.Tutto è uffi- ciale, pago il 50-55 per cento di tasse, ho spese di portavalori di

meno di ceto sociale, non è vero che l’oro viene venduto solo da chi ha bisogno, ma c’è anche chi devepagarel’universitàalfiglio,le rate della macchina, la ristruttu- razione della casa, o anche una vacanza più costosa. E’ vero che

fusione, la licenza, le royalties al

nei paesi piccoli c’è la mentalità

franchising. Alla fine, il margine

checisiseparadall’oroperpover-

di

guadagno sulle trattative è di

tà, forse perché le generazioni più

circa il 20 per cento”. E il giro di clienti comincia a ve-

anziane hanno un legame affetti- vo maggiore con gli oggetti pre-

Il problema è la proliferazione

dei compro oro e le licenze con-

cesseinmodoillegale:“Ceneso-

no troppi che lavorano in modo

disonesto–ribadisceDiegoTan-

credi – e questo aumenta il ri- schio di riciclaggio e evasione fi- scale. Ma c’è il modo di distin-

guere: i regolari come me hanno

la licenza rilasciata dal questore, viene fatto uno screening di due mesi sulla persona, non si deve avere alcun precedente penale. La licenza è solo personale e so- no io che devo stare attento ai clienti: se mi portano oggetti fal- si, contraffatti, rubati, sono io che non mi devo fidare di loro”. Insomma, da alcuni segnali si può capire se un compro oro è sospetto. Uno fondamentale è come viene pesato “La bilancia deve essere a vista, elettronica e vidimata con bollino della ca- mera di Commercio. Questo il cliente lo deve esigere. Pochi compro oro la fanno vidimare, e anche chi lo fa e possiede quella meccanica si presta più a impre- cisione, o peggio a mentire ai clienti - e 10 grammi in meno può voler dire anche 300 euro”.

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ECONOMIA

Mentre si salvano tessile e settore gomma-plastica, cala la produzione edile

Sono crollate le costruzioni

Il settore segna un -24 per cento, tempi duri per muratori e manovali. E le piccole imprese piangono

STEFANIA CARBONI

i produce e si vende sempre meno, spe- cialmente nel pesa- rese. Sono questi i segni particolari della crisi economi-

ca nella provincia, che emer-

gono dall’ultima analisi trime- strale di Confindustria Pesaro- Urbino. Un pesarese che ha smesso di produrre con lo stesso ritmo di prima, che subisce costi di gestione sem- pre maggiori e che non riesce

a vendere più come in passa-

to, specialmente all’estero (-

6,1%).

C’è calo sia nella produzione del materiale (-1,6% rispetto al 2010) che nella vendita del prodotto (-3,0%). I settori che si salvano da questa flessione sono quelli della gomma-pla-

stica e il tessile. Per il mercato estero resiste anche il settore dei minerali non metalliferi. “La gomma-plastica è un set- tore – precisa il Centro Studi Confindustria - con clientela fissa e stabile. Questo perché sono poche le aziende che se

ne occupano e quindi l’anda-

mento positivo anche di una sola incide positivamente nei dati trimestrali”. Una conseguenza della crisi economica sono i posti di lavoro che diminuiscono a

vistosamente. Nell’ultimo tri- mestre 2011 nella sola provin-

cia di Pesaro-Urbino l’occupa-

zione è scesa del 4,4%. Le imprese manifatturiere attive hanno fatto registrare una leggera diminuzione della produzione, -0,8% rispetto al 2010. “La crisi si è spostata

nella distribuzione – aggiunge Domenico Passeri, direttore Confesercenti Urbino – ora a soffrire sono anche le aziende

a gestione familiare, che non

riescono più a sostenere i costi di produzione”. Uno dei

settori più colpiti è senz’altro l’edilizia. Negativi i risultati

sia dal punto di vista produtti-

vo che occupazionale. Aumenta il livello di cassa integrazione, le ore di CIG sfiorano gli attuali 108 milio- ni, triplicando rispetto al 2008. Secondo Confindustria

il settore edile negli ultimi cin-

que anni ha perso in termini

reali il 24,1%. Si è ritornati in pratica ai livelli di produzione

di metà anni 90’. Il calo è

dovuto anche alla diminuzio-

ne dei permessi per costruire.

Le imprese edili attive nel duemilaundici erano 6.292, (- 0,5% rispetto all’anno prece- dente). Tessile e abbigliamento sono i

reparti che resistono, arrivan-

do perfino a chiudere positi-

vamente il 2011. Una nota positiva, ma solo dal punto di

vista produttivo. Sale al 3,5% la produzione, mentre invece

è negativo l’andamento delle

vendite con un calo del - 10,2%. Nonostante ciò però

aumentano le imprese attive

nel settore moda, 702 nel 2011

(+3,7% rispetto al 2010). I pro-

settore moda, 702 nel 2011 (+3,7% rispetto al 2010). I pro- blemi che non facilitano la

blemi che non facilitano la vita di imprese provinciali secondo Confindustria sono essenzialmente due: la buro- crazia, che frena e costa alle attività, e le infrastrutture materiali carenti, come ad esempio la mancanza di un secondo casello autostradale:

“Ci sono molte piccole azien- de che da sole non riescono a uscire dalla crisi – commenta Confindustria Pesaro Urbino – quello che si deve fare è favo- rire le aggregazioni, creare contratti di rete fra aziende, questo per renderle pronte ad

affrontare il mercato estero”. “Unirsi è l’unica via d’uscita. Le attività più grandi ci riesco- no, perché avvantaggiate strutturalmente – commenta Passeri – Quello che possono fare i più piccoli è unirsi per settori e aree, ma per questo c’è bisogno anche di sostegni economici”.

Tutte le cifre della crisi Settore Produzione Vendite Mobile Legno -4,6% -10,6% Tessile +3,5% -10,2%
Tutte le cifre della crisi
Settore
Produzione
Vendite
Mobile Legno
-4,6%
-10,6%
Tessile
+3,5%
-10,2%
Meccanica
-4,3%
-11,3%
Fonte: dati Confindustria Pesaro-Urbino ultimo trimestre 2011
Previsioni vendite mercato interno ed estero in calo per il 2012
*previsioni Ance: è calo degli investimenti nel settore edile -3,8% nel
2012 rispetto all’anno precedente

Dati Inps: provincia di Pesaro Urbino la peggiore delle Marche

Cassa integrazione, record di ore

MARTINA MANFREDI

metalmeccaniche, i settori più colpiti dalla crisi. Ora, siamo tutti in attesa di politiche di ripresa da parte del governo”. In particolare, nella nostra provincia il mese scorso sono state richieste 279.662 ore di cassa integrazione ordinaria, 246.119 ore di cassa integrazione straordinaria e 1.1178.752 ore di cassa integrazione in deroga, quella che è cresciuta di più rispetto a febbraio 2012 (+475,5%). Il ricorso a questo contributo salariale è il provvedimento cresciuto di più tra febbraio e marzo 2012 anche nella regione Marche (+255,8%). Tante richieste di cassa inte- grazione forse anche in parte dovute al maltem-

po che ha colpito la regione, in particolare la pro- vincia di Pesaro Urbino, nei primi mesi del 2012. Un calcolo che però non tiene conto delle azien- de agricole: “Nel settore i lavori sono stagionali – afferma Fausto Placuzzi di Coldiretti – e le assun- zioni non arrivano fino a pri-

mavera. La neve ha creato danni permanenti alle struttu- re e agli allevamenti, per esempio, ma spesso queste erano realtà familiari che non assumevano prima e tanto meno assumeranno ora”. Cresce la cassa integrazione, ma cresce anche la disoccupa- zione: nel primo trimestre del 2012 la disoccupazione ordi- naria nella provincia è passata da 1.461 domande accolte nel 2011 a 2.496 nel 2012, un aumento del 70,8%. Tendenza confermata nelle Marche, in cui le domande di disoccupa- zione sono state presentate da

oltre 13mila lavoratori, 4.300 in più del 2011 (+49,4%). Secondo Cgil Marche, il dato più preoccupante per la regione è l’aumen- to delle domande di indennità di disoccupazione a requisiti ridotti, 1.400 in più rispetto allo stesso periodo del 2011, destinata a precari con lavori così discontinui da non aver diritto all’indennità ordinaria. “Questi numeri ci dicono che la crisi pesante permane – commenta Daniela Barbaresi della Cgil Marche – e richiede interventi urgenti attraverso investimenti pubblici e privati: senza misure forti, le difficoltà produttive e occupazio- nali non si attenueranno”.

I l 2012 è peggio del 2011 e da febbraio a marzo

sembra di essere su un aereo in picchiata. E’ la

situazione delle aziende di Pesaro Urbino che

emerge dai dati dell’Inps elaborati dalla Cgil Marche. La crisi c’è e non accenna ad attenuarsi. Crescono le ore di cassa integrazione in tutte le sue forme (ordinaria, straordinaria e in deroga) e cresce la disoccupazione ordinaria. Se da feb- braio a marzo del 2012 la cassa integrazione è cresciuta in tutta la regione Marche (ad eccezio-

ne della provincia di Ascoli Piceno), il record va

alla provincia di Pesaro Urbino: a marzo 2012 gli “stipendi” pagati dall’Inps sono aumentati del 277,5% rispetto a febbraio 2012 e del 21,7% rispetto a marzo dello scorso anno. Le 451.561 ore di febbraio a marzo sono

diventate 1.704.533. Tra gen- naio e giugno 2011 le ore autorizzate erano state 2.121.683, divenute 2.424.389 tra gennaio e giugno 2012, un aumento pari al 14,3%. Se la tendenza è confermata in

tutta la regione Marche, dove la cassa integrazione è cre- sciuta del 113% da febbraio a marzo 2012 passando da circa

2 milioni di ore a oltre 4 milio- ni, i dati più gravi rimangono

quelli della nostra provincia:

solo a Pesaro Urbino le ore sono cresciute anche in con- fronto al 2011. Nelle Marche, la cassa integrazione com-

plessiva è scesa del 4,2% rispetto a marzo 2011 e dell’1,9% rispetto al semestre gennaio-giugno dello scorso anno. Anche tra febbraio e marzo 2012, le ore di cassa integrazione sono raddoppiate in gran parte delle Marche, ma addirittura quadruplicate nella provincia di Pesaro Urbino.

Secondo il responsabile della Cgil Urbino, Luigi Torelli, a essere colpite sono soprattutto le aree di Urbania e Fermignano, dove ci sono più fabbri- che. “Urbino – spiega Torelli – è stata colpita più superficialmente rispetto alle zone di Urbania e Fermignano, dove ci sono le aziende tessili e

di Urbania e Fermignano, dove ci sono le aziende tessili e 277,5% Crescita Cig provinciale La

277,5%

Crescita Cig provinciale

La cassa integrazione com-

plessiva da febbraio a marzo 2012 a Pesaro Urbino è quadruplicata

113%

Crescita Cig regionale Tanto è aumentata la cassa integrazione complessiva da febbraio a marzo 2012 nella regione Marche

21,7%

Crescita rispetto al 2011 La percentuale di crescita a marzo 2012, rispetto a marzo 2011, della cassa integrazione nella provincia

279.662

Le ore di Cig richieste Nel marzo 2012 sono state

richieste quasi 280mila ore

di cassa integrazione nella

provincia di Pesaro Urbino

7
7
il Ducato

il Ducato

Da maggio a settembre tante le rievocazioni storiche in tutta la provincia

Viaggio estivo nel Medioevo

Dalla Festa del Duca a Pesaro Antiqua i costumi storici sfilano nelle città attirando il turismo d’élite

BARBARA LUTZU

I meteorologi hanno azzardato: l’estate è in arrivo e chi preferisce un po’ di cultura alle spiagge affollate della Romagna, Urbino e la

sua provincia potrebbero essere una valida alternativa. L’appuntamento più atteso per chi rimarrà all’ombra dei torricini è senza dubbio la festa del Duca. Dal 17 al 19 agosto all’interno delle mura ducali si tornerà indietro di sei secoli, riportando per le

strade del centro storico l’an- tico splendore

della corte dei

Montefeltro. Per

tre

si dovrà stupire,

quindi, di

i n c o n t r a r e incantatori di

serpenti, fachiri

e

mentre via Veneto, via Puc- cinotti, via Raf- faello e via Bra- mante saranno

invase da cera- misti, orafi, intagliatori,

miniaturisti e conciatori di

pelli che mostreranno, e inse-

gneranno a chiunque abbia la volontà e la pazienza, mestie-

ri ormai dimenticati. Il tutto

con un sottofondo di musica antica, reading poetici e spet- tacoli teatrali. La manifesta- zione, organizzata dall’asso-

ciazione “Ars – Urbino duca-

le”, è arrivata ormai alla sua 31esima edizione e quest’an-

no avrà una novità: il gioco

dell’Aita, un gioco militaresco

di forza e destrezza che si

svolgeva alla corte di Federi- co. A completare l’evento il Torneo degli Arcieri delle

dieci contrade di Urbino.

tintura delle stoffe. Il tutto accompagnato da cibi e bevande antichi e dalla musi-

ca delle arpe celtiche, dei vio-

lini e delle cornamuse.

Per chi poi fosse stanco dell’I- talia ma non volesse prendere un aereo, c’è sempre San Marino dietro l’angolo. Dal 26

al 29 luglio il Medioevo sarà

protagonista della piccola

repubblica. Giocolieri, giullari

e burattinai si confonderanno

tra la folla del mercato dove

circa 50 espositori delizieran- no il palato del pubblico con sapori antichi. Di notte, alla Cava dei Balestrieri, gruppi storici, sbandie-

ratori

da

Gubbio, Urbino e altre città del Centro Italia si esibiranno in spettacoli e tor- nei.

In

arcieri

provenienti

Fachiri,

danzatrici

e incantatori

di serpenti

fanno rivivere la Corte

di

Federico

e

giorni non ci

danzatrici,

caso di piog-

gia è sempre meglio optare per una mostra. Fino all’8 luglio

a Urbino sarà

ancora possibile

visitare quella delle Città Ideali , dove il quadro urbina- te si incontra con quello di Baltimora dopo vent’anni. A far loro da cornice oltre 50

opere tra sculture, medaglie, codici e dipinti tra cui anche

la Pala Oddi di Raffaello, con-

cessa dai Musei Vaticani.

E per chi non ne avesse avuto

abbastanza della neve, tra giugno e luglio al collegio Raf- faello verranno esposte, dopo

quelle dell’Ifg (“Passata è la tempesta”), altre foto scattate

durante i quindici giorni della neve. Questa volta si tratta, però, di un concorso organiz- zato dalla Pro-Urbino. La foto

più bella verrà premiata con

Il

Rinascimento rivive anche a

un riconoscimento in denaro.

S.

Angelo in Lizzola, con la

A

luglio, tra il 21 e il 29, Urbi-

sedicesima edizione della

no riproporrà il Festival di

rievocazione storica in costu-

musica antica, una settimana

me “Alla corte dei Mamiani”. Il

4 e il 5 agosto sarà come esse-

re nel 1584, il giorno in cui

venne fatta un grande festa per ringraziare Francesco Maria II Della Rovere, ultimo

Duca di Urbino, per l' investi-

tura concessa al conte Giulio

Cesare Mamiani. Per chi ama le rievocazioni

storiche ed è disposto a fare un’ora di auto, anche Pesaro potrebbe essere un’alternati-

in cui si alterneranno corsi ed

esibizioni di musica medieva-

le e rinascimentale con artisti

provenienti da diverse parti del mondo. Tra il 7 e il 10 giugno Fermi- gnano propone la quinta edi- zione del “Weekend lettera- rio”, con un grande mercatino del libro nel centro storico, dibattiti con diversi autori e poeti ma anche concerti, rap- presentazioni teatrali e spet-

Il 6 maggio, al parco Miral-

fiore, Galli, Greci e Romani combatteranno come fossero

va.

tacoli. Il tutto con l’obiettivo

di

Sempre a Fermignano il 26

promuovere la letteratura.

agosto inizia il ventisettesimo

nel

IV secolo a.C., con marce,

maggio ci sarà il raduno delle

imboscate, battaglie campali

e

scontri armati di vario gene-

auto d’epoca, mentre il 31

re.

Qualche giorno dopo, il 25,

Gran Premio del Biciclo Otto-

26,

27, si trasferiranno al

centesco, l’originale corsa con

campo di Marte nel quartiere

gli antenati della moderna

di Baia Flaminia per la quarta

edizione di “Pesaro Antiqua”.

A 50 metri dal mare, otto

gruppi storici ricostruiranno

la vita quotidiana di 2300 anni

fa, con gli antichi accampa-

menti, mercatini, tornei e duelli. Non mancheranno attività come la tessitura e la

8
8

bicicletta. L’estate urbinate sarà salutata

come consuetudine dalla Festa dell’aquilone. L’1 e il 2

settembre l’appuntamento è

alle “Cesane” per la 57esima

edizione di quella che è la più antica manifestazione italiana

di volo collettivo di aquiloni.

manifestazione italiana di volo collettivo di aquiloni. Quinto anno per il Master di informazione culturale Sì,

Quinto anno per il Master di informazione culturale

Sì, con la cultura si mangia

GIULIA FOSCHI

C on la cultura non si mangia. Chiunque si osti- ni a credere in questo settore se lo sarà sentito

dire almeno una volta. Qualcuno, invece, ha

deciso di costruirci una professione. Il Master Redattori per l’informazione culturale nei media di Urbino è arrivato alla quinta edizione; tra gli ex stu- denti c’è chi lavora alla Feltrinelli, chi al portale web Milano Nera o per Wuz, uno dei principali siti di riferimento per le notizie di cultura e spettacolo. Molti sono stati assunti da uffici stampa nazionali, altri hanno deciso di aprire la propria agenzia di ser- vizi: “E’ questo il nostro obiettivo. Formare speciali- sti dell’informazione culturale con un’altissima pro- fessionalità”, spiega Roberto Danese, direttore del

Master. “Il mercato c’è. In Italia il numero di festival, eventi culturali e fiere di settore è elevatissimo, e altrettanto lo è l’affluenza e l’interesse del pubblico. Quasi sempre però gli uffici stampa vengono gestiti da personale improvvisato, che normalmente si occupa di altro. E’ qui che si inseriscono i nostri alunni”. Alla cronica carenza di fondi del settore cul- turale, eterna prima vittima dei tagli di ogni gover- no, si risponde con la competenza. Un investimen- to che paga. Come al Festival della Mente di Sarza- na, evento coperto ormai da tutti i principali media nazionali grazie al lavoro dell’ufficio stampa. Una cittadina che con il festival ha cambiato volto, riem- piendo improvvisamente ristoranti e alberghi. Non solo pensieri e parole, quindi: quarantamila parteci- panti -paganti- in un paio di giorni. “Giornalisti sui

generis”, così si definiscono. Preparati per un tipo di

giornalismo con dinamiche proprie, per il quale è richiesta una formazione specifica, diramata in diverse specializzazioni, dalla musica al teatro, dalle arti visive al cinema. L’ufficio stampa è lo sbocco prioritario, ma anche gli aspetti redazionali e orga- nizzativi fanno parte del percorso. Oltre ai festival e ai grandi eventi culturali, anche per i neo esperti della cultura è il web che apre nuove prospettive. Portali specializzati, versioni online di quotidiani e periodici, e poi l’e-commerce: Amazon, Ibs, Bol, sono solo le prime librerie online. Un settore in forte crescita, dove trovano spazio diverse professionalià. “Non solo gestione del sito o vendita -chiarisce Roberto Danese- ma anche lavoro di redazione. Questi siti non possono prescindere da approfondi- menti e recensioni”. In attesa di affrontare il lavoro vero e proprio, i ragazzi del Master iniziano da Urbi- no. Venerdì 20 aprile alla libreria Montefeltro lo scrittore e giornalista Alessandro Zaccuri ha presen- tato il suo ultimo romanzo, “Dopo il Miracolo”. Uffi- cio stampa dell’evento a cura del Master. Zaccuri, redattore delle pagine di cultura de “l’Avvenire”, è ottimista sul futuro dell’informazione culturale:

“Primo, perchè il livello culturale medio oggi è net- tamente più alto; secondo, il concetto di cultura si è allargato, e spazia negli ambiti più variegati; terzo, non si deve più pensare alla cultura come a un set- tore isolato dal linguaggio inaccessibile, ma come alla pagina che più incuriosisce il pubblico”. Un’a- pertura potenziata dai nuovi media che, conclude Zaccuri “puntano molto sull’approfondimento e su un discorso culturale esteso che la carta stampata normalmente fatica a supportare e diffondere”.

CULTURA

Al centro un momento della Festa del Duca; in altro la Festa dell’Aquilone alla Fortezza
Al centro un
momento della
Festa del Duca;
in altro la
Festa dell’Aquilone
alla Fortezza Albor-
noz (foto di Paolo
Mini).
In basso l’ultima
edizione di
Pesaro Antiqua
(foto di Cristiano
Andreani).
A fianco, una casa
semidistrutta usata
come rifugio duran-
te la resistenza e
Giovanni Bischi.
ex partigiano.

Giovanni Bischi ricorda il suo 25 aprile

“Con i miei 20 anni allora ero il più giovane tra i partigiani”

MARIA SARA FARCI

ero il più giovane tra i partigiani” MARIA SARA FARCI “C i fu come un risve-

“C i fu come un risve- glio di un popolo op- presso. E così si tro- varono gomito a go- mito preti e militari; intellettuali e ope-

rai; contadini e contadine di ogni tendenza politica: tutti si sono trovati d’accordo per

combattere contro i tedeschi e i fascisti. Era

un popolo oppresso che sirisvegliava e que-

sto risveglio è stato bello”, lo ricorda così

Giovanni Bischi, 90 anni, uno dei pochi par- tigiani ancora in vita, il 25 aprile 1945, con le parole del suo amico Pao- lo Volponi. Il giorno della liberazione Giovanni era già a casa. “Ero alla scuola ufficiali a Padova quando ci hanno catturato i tedeschi, in un momento di distrazione della sentinella che era sul carro armato, ho sal- tato il muro alto tre metri

e sono scappato nelle

campagne. Poi sono arri- vato sino a Fermignano e subito mi sono schierato con i partigiani. Mio pa- dre non si era mai iscritto al fascio, aveva sempre ri-

fiutato l’idea di diventare fascista e quindi era difficile per me rimanere a casa a far nulla. Ho organizzato il fronte della gio- ventù, ma non mi fidavo di tutti”. E aveva ragione. Erano gli ultimi mesi del 1944 quando il Triestino, un vero e proprio tra- ditore, fa il nome di Giovanni ai tedeschi:

“Mi hanno cercato e non mi hanno trova-

cesso per riavere il suo nome, perché all’a- nagrafe di Urbania risultava deceduto”.

In quegli anni il timore di essere traditi era

sempre dietro l’angolo. Basta ricordare l’e- pisodio della fucilazione di Maria Keller, la ballerina ucraina, accusata dai partigiani del Montefeltro di essere una spia. “Era una persona pericolosa e la paura era a fior

di pelle. Se questa avesse riferito ai tede-

schi dove eravamo sarebbe stata la nostra fine. Noi eravamo a Colle Antico, fra Pia- nello di Cagli e Umbertide. Era una spia condannata dal fascismo a 25 anni di car- cere. Un giorno incontra il Prefetto di Perugia Roc- chi, vede che è una bella ragazza e le dice: ‘vuoi uscire da questa prigio- ne? Ti devi intromettere tra i partigiani e ci riferi- sci dove sono, perché ab- biamo bisogno di fare un rastrellamento’. E così è entrata nel gruppo dei re- sistenti, non ha mai fatto la spia, ma alla fine è sta- ta fucilata da tre partigia- ni di Cantiano”. Giovanni, che all’epoca aveva 22 anni, non ha mai preso parte ai combatti- menti, il suo compito era quello di fare da collegamento fra i vari nuclei: “Ci si ritro-

vava in campagna, nelle case dei contadi-

ni, e si organizzavano operazioni di sabo-

taggio alla ferrovia, una volta abbiamo fat-

to saltare un treno carico di munizioni. In

realtà, io capii subito che se volevamo vin- cere, non dovevamo combattere con le ar-

se volevamo vin- cere, non dovevamo combattere con le ar- to, allora hanno preso mio padre.

to,

allora hanno preso mio padre. Doveva

mi, ma trovare un metodo più diplomati-

essere fucilato a Forlì, poi miracolosamen-

co. Ci siamo dati da fare per decidere noi il

te

lo abbiamo salvato. Sono andato a par-

segretario comunale del fascio e avendolo

lare con il Federale e siccome sapevo che si conoscevano da quando erano bambini,

cercato noi sapevamo che non ci avrebbe disturbato. Lo stesso accadde con il mare-

ho detto: ‘Si ricorda di Italo? È un re-

pubblicano, ma non ha mai dato fastidio a nessuno’. Lui mi ha risposto: ‘Tu non fare

gli

sciallo dei carabinieri Antonio Boeri che poi divenne un ottimo partigiano. All’ini- zio ebbe un po’ di paura, perché pensò: ‘e

l’eroe, rifugiati nelle campagne e non farti

se

poi questi mi tradiscono?’ però con mol-

più vedere. A tuo padre ci penso io’. E così è

ta

diplomazia, non ha mai fatto arrestare

stato liberato insieme ad altri nove di Fer- mignano. Io mi sono ritirato come avevo promesso, sono stato in campagna per un po’ di tempo, a Ca’Marino a sei chilometri

nessuno, ci ha fatto occupare la caserma senza colpo ferire e poi è diventato uno di noi”. Giovanni ci racconta tutto questo nella sua

da Fermignano”. In realtà, il Triestino non

poltrona con il braccio fasciato. In vita sua

si

limitò fare il nome di Bischi e dei suoi

non ha mai visto un ospedale, ma la gioia

compagni, ma fece anche fucilare Don

di

raccontare la sua esperienza al fronte gli

Giuseppe Rinaldini, che per miracolo ri-

fa

dimenticare che non è più un ragazzino

mase in vita: “Fu uno scampato nel vero

e

così gli scalini bagnati sulla soglia di casa

senso della parola: gli hanno tolto trenta-

lo

tradiscono. Si rompe il braccio proprio

sette pallottole e il colpo di grazia non l’ha ucciso. C’è stata l’omertà – continua Gio-

davanti ai nostri occhi, ma lui non cede: ha sentito questa intervista come un dovere,

vanni – nessuno ha parlato fino all’arrivo

il

dovere di mantenere viva, anno dopo an-

degli alleati. Poi ha dovuto subire un pro-

no, quella memoria.

9
9

il Ducato Ducato

Il ricavato verrà devoluto all’istituto Pascoli per finanziare progetti educativi

Walt Disney, festa continua

La compagnia teatrale ‘Gruppo Insieme’ il 12 e 13 maggio al Sanzio con lo spettacolo “Liberi di volare”

DINO COLLAZZO

P eter Pan, Cenerentola

Biancaneve e Capitan

Uncino, tutti insieme in

un'unica grande

avventura. Un musical

che fa del teatro Sanzio

il luogo dell’immaginazione, dove piccoli e grandi per due ore si ritro- veranno immersi in un mondo fantastico. “Liberi di volare”. È il titolo dello spettacolo che il 12 e 13 maggio andrà di nuovo in scena. Sul palcoscenico si alterneranno i colori, le musiche e i protagonisti dei film animati più belli dagli anni ‘50 ad oggi. A raccontare que- sta storia la compagnia teatrale ‘Gruppo Insieme’. Attiva dal 1996, ma presente come Gruppo Teatro Musica già dal 1982. “Siamo tutte persone con la passione per il tea- tro – dice Giuseppe Biancalana, direttore artistico - Con il tempo il gruppo è cambiato, quello che però è rimasto uguale è lo spirito con cui facciamo le cose”. Il Gruppo Insieme è un associazione no-profit e tutti gli spettacoli che portano in scena sono sempre legati a progetti di beneficenza. Come nel caso di Liberi di volare. “La prima volta che lo abbiamo presentato è stato nel 2011 – dice Biancalana – e l’incasso è stato devoluto a sostegno del progetto lettura promosso dal Comune. L’idea di riproporlo, a distanza di un anno, è nata attraverso un col- laborazione con la scuola Pascoli”. Il ricavato delle due serate servirà a finanziare progetti educativi. Dando un occhiata alla trama della pièce teatrale si nota la sem- plicità del messaggio. Il soggetto e la sceneggiatura sono originali. Lucia Tempesta ha infatti immagi- nato una storia in cui si incontra- no tutti i protagonisti delle favole. Sullo sfondo un principe antipati- co e annoiato che passa le sue giornate davanti alla tv e ai video- giochi. È in lui che si ritrova l’inci- pit e la morale di questa storia. I personaggi che si alternano sulla scena dovranno fare i conti con i suoi ordini assurdi. Pensando che la vita è come uno dei suoi giochi, in cui con un clic decide cosa far fare agli altri, il principe imporrà

Nelle foto a sinistra il ‘Gruppo Insieme’ nello spettacolo ‘Liberi di volare’ (foto Giacomo Pirozzolo).
Nelle foto a sinistra il ‘Gruppo
Insieme’ nello spettacolo ‘Liberi di
volare’ (foto Giacomo Pirozzolo).
A destra le tre scene con i quattro
danzatori. In basso la band
‘Sciampagn e Ghianda’
divieti e limiti nel regno di molto,
molto lontano. Ed ecco allora che
non si potranno più mangiare i
dolci, non si potrà più giocare con
gli amici, non si potrà più fare il
bagno in piscina, fino al divieto
che spezza il sogno della favola:
“non si può più volare”. È qui che si
cela la metafora di questo raccon-
to. Lo spettatore è portato a imma-
ginare come possa essere la vita
delle fate senza poter volare o
quella dell’eterno fanciullo Peter
Pan. Un intreccio ben costruito e
diretto, giocato tutto sulla fantasia
e che vuole ricordare a piccoli e
grandi l’importanza dell’immagi-
nazione.

car te llo ne

10
10

Cinema

TO ROME

WITH LOVE

nazione. car te llo n e 10 Cinema TO ROME WITH LOVE Ducale Feriali: 20,30 -

Ducale Feriali: 20,30 -

22,30

Festivi: 16,30 - 18,30 - 20,30 -

22,30

Di Woody Allen, con Woody

Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Judy Davis, Antonio Albanese. Liberamente ispirato al ‘Decameron’ di Boccaccio, il

film narra le avventure dei per- sonaggi che vedranno la loro

vita cambiata per sempre

Incontri

OPEN DAY

vedranno la loro vita cambiata per sempre Incontri OPEN DAY Accademia Belle Arti 6 e 7

Accademia Belle Arti 6 e 7 maggio

L’Accademia di Belle Arti di Urbino aprirà le scuole di Decorazione, Grafica, Pittura, Scenografia, Scultura e Nuove Tecnologie dell’arte. Un’équipe di docenti e allievi illustrerà le attività attraverso laboratori ed allestimenti appositamente

progettati per l’occasione

PRIMAVERE ARABE E FUTURO DELL’ EUROPA

per l’occasione PRIMAVERE ARABE E FUTURO DELL’ EUROPA Aula Rossa Facoltà di Economia 3 maggio ore

Aula Rossa

Facoltà di

Economia

3 maggio

ore 15.30

Le prospettive per la società, la politica e la democrazia nei Paesi del Maghreb coinvolti dalle recenti manifestazioni di piazza contro i governi nazio- nali. Le conseguenze per Italia ed Europa. Organizzato in col- laborazione on l’associazione Oltre le Frontiere

Teatro

ANDAR PER FIABE

l’associazione Oltre le Frontiere Teatro ANDAR PER FIABE Teatro Sanzio 6 maggio ore 17.00 La rassegna

Teatro Sanzio

6 maggio

ore 17.00

La rassegna per i bambini di ogni età. Ideata e diretta da Simone Guerro e Lucia Palozzi. L’idea nasce dall’in- contro con Fabio, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down, che ha la capacità di credere sempre nella realizza- zione dei suoi sogni

SPETTACOLI

SPETTACOLI Il 10 maggio al teatro Sanzio le nuove promesse della scena contemporanea Danz’autori bravi, bravi,
SPETTACOLI Il 10 maggio al teatro Sanzio le nuove promesse della scena contemporanea Danz’autori bravi, bravi,
SPETTACOLI Il 10 maggio al teatro Sanzio le nuove promesse della scena contemporanea Danz’autori bravi, bravi,

Il 10 maggio al teatro Sanzio le nuove promesse della scena contemporanea

Danz’autori bravi, bravi, bravi

Nei tre progetti di ricerca il conflitto essenza- apparenza, il rapporto tra corpo e vita e il dilemma sull’identità

il rapporto tra corpo e vita e il dilemma sull’ identità MARTINA ILARI È arte, sperimentazio-

MARTINA ILARI

È arte, sperimentazio- ne, infiniti percorsi di ricerca. Questa la danza: mai uguale, mai bloccata in una “moda” unica. Nuovi

linguaggi, sempre più vari, coin-

volgono giovani talenti che in

giro per l’Italia e il mondo, pro- pongono le loro analisi sul corpo

e sulla vita. Arriveranno a Urbino, il 10 maggio, quattro danzatori che nell’ultimo anno, per qualità

e originalità delle loro proposte,

sono emersi dalla ‘Vetrina giova- ne danza d’autore’. Ve li presen- tiamo qui. Do not, maybe di Paolo Amerio e Angela Rabaglio. La scena si svol- ge in un tennis club, uno dei luo- ghi preferiti dalla società borghe- se. L’esigenza di apparire oscilla con il desiderio di raggiungere una dimensione più vera, senza falsificazioni. Il percorso di ricer- ca di un qualcosa che non è conosciuto né chiaro, percorre tutta la performance. I danzatori portano all’estremo un dialogo tra loro stessi, il tempo e lo spa- zio. La sperimentazione di questi due autori, per la prima volta

insieme nella creazione di una coreografia, nasce dal comune fascino verso le possibilità mute- voli che l’unione di teatro e movi- mento porta con sé. The cut- tuk show di Marta Cortellazzo. Il mondo della cuci- na e quello della danza viaggiano insieme in una ricetta. Durante la preparazione del ‘pollo marinato

LA CALANDRIA

Teatro Sanzio 29 e 30 aprile ore 21.15Durante la preparazione del ‘pollo marinato LA CALANDRIA Regia di Amleto Santoriello. La Compagnia dialettale

Regia di Amleto Santoriello. La Compagnia dialettale urbinate si cimenta nei quattro atti della commedia liberamente tratta da La Calandria di Bernardo Dovizi da Bibbiena. Tutto in dia- letto urbinate. Prevendita biglietti: ‘Bar del teatro’ fino al 29 aprile.

alla chutney di prugne e zenzero’, i gesti unici e precisi del cucinare vengono inframmezzati da frat- ture e movimenti inconsapevoli. Il corpo diventa un tramite attra- verso cui viaggiare tra ordinario e astratto e la cucina il punto di partenza o di arrivo di un divaga- re in cui anche gli oggetti mutano

i loro significati abituali. Verso la luce di Leonardo Diana. Un lavoro in tre quadri. Nel primo, il corpo del ballerino si confronta con il suo doppio psi- chico; nel secondo si contorce, sofferente e abbandonato a se stesso, come un meccanismo difettoso; nel terzo cambia pelle,

per rinascere in una dimensione nuova. La condizione umana dell’uomo disorientato e osses- sionato dalla ricerca della sua identità è l’analisi portante della pièce. Un’identità instabile, che non trascina mai l’individuo verso approdi definitivi ma lo costringe a interrogativi logoran-

ti. Lo spirito, sottomesso alla paura del nuovo, delega al corpo, nella sua semplicità apparente, il quesito dell’identità. Ma il corpo non riesce a risolverlo; in scena vediamo infatti una sagoma che si muove senza logica, incapace di collocarsi in uno spazio e in mezzo agli altri.

Il folk dialettale dei cinque pazzi ‘suonator’ di Pieve di Cagna

Rock e sciampagn, la ricetta della bènd

di Pieve di Cagna Rock e sciampagn, la ricetta della bènd NOEMI BICCHIARELLI anzi “rapasceto” come

NOEMI BICCHIARELLI

Rock e sciampagn, la ricetta della bènd NOEMI BICCHIARELLI anzi “rapasceto” come lo chiamano loro. Durante

anzi “rapasceto” come lo chiamano loro. Durante i live “può accadere di tutto, vedere per credere”. Un pubblico di fedelissimi che li segue ovunque per non perdersi il loro “sciò”:

“Sì sì per carità, le parole inglesi scrivile come si pronunciano - si raccomanda – il nostro pub- blico va dai 0 ai 90 anni, siamo un gruppo di amici ed eroi”. Ma la musica per voi è passio- ne? “Certo, è importante come 'un bicchier de vin sa la crescia de Pasqua', fondamentale dunque”. Ispirati dall'orchestra Castellina Pasi, orchestra da ballo degli anni '50, la band suona insieme dal 2008, un album pubblicato nel 2010, ora stanno registrando il secondo che vedrà l'ingresso di un nuovo componente alla fisarmonica. Diversi i “laiv” di maggio, a giugno

partirà “Tra l'imbra e l'ambra Tur Estiv” che li porterà nelle feste paesane e cantine della provincia “è lì che noi ci sen- tiamo più a nostro agio”. Gli “Sciampagn e Ghianda” hanno anche una guardia del corpo “Mister bistecca” e un leader che non è il cantante ma un grosso maiale di peluche. “È il nostro art director, è Giovanni Cotica – racconta Federico – ci ha condotto verso lo spirito della ghianda e ha cambiato le nostre vite annaffiandole di puro e fresco sciampagn. Senza di lui la nostra storia non avrebbe senso”. Un maiale? Lo spirito della ghianda? “Non si può spiegare, per capire 'nit a veda i sunator!'”.

“R idere ridere e ridere ancora

così

cantava Vecchioni trenta anni fa. È

quello che si fa durante i concerti

degli “Sciampagn e Ghianda”, gruppo folk rock dialettale di Pieve di Cagna. Cinque ragazzi semplici, genuini. Capelli lunghi e vestiti “trasandati”, l'aspetto non conta, conta solo divertirsi. Le canzoni sono tutte in dialet- to: “Dai so vien ma la Piccagna!”, “I vuria un giorn diar”, “Chel burdell sal scarminell”, rac- contano storie di paese, di amici, di fatti vera- mente accaduti. Muore il loro cane investito da un'auto e gli si dedica una canzone, un

amico vuol comprare un trattore ma non ha i soldi e via che ci si scrive su qualcosa. Tutto diventa musica ed è un pre- testo per divertirsi, niente frasi fatte o canzonette sdolcinate. “Cantiamo in dialetto perché ci fa sentire più a nostro agio, 'a chèsa nostra se parla acse' – racconta Federico Gennarini detto Killer, voce del gruppo – scri- vere in italiano e in inglese 'en fa per no'”. Insomma un gruppo musica- le diverso dai soliti “noi non siamo dei veri musicisti, abbiamo iniziato solo perché ci avevano detto che così si abbordavano le ragazze, 'ma ci han freghet!” scherza Federico. Si fa musica per ridere, per fare casino,

Concerti

SCIAMPAGN E GHIANDA

per ridere, per fare casino, Concerti SCIAMPAGN E GHIANDA In tour da maggio nella provincia di

In tour

da maggio

nella provincia

di

Urbino

Pesaro-

Il gruppo di folk-rock dialettale in giro per tutta l’estate tra feste paesane, cantine e locali della provincia. “Tra l’imbra e l’ambra tur estiv” partirà il 4 maggio dall’enoteca di Lunano. (per info pagina fb Giovanni Sciampagn e Ghianda)

Mostre

TWOGETHER

pagina fb Giovanni Sciampagn e Ghianda) Mostre TWOGETHER Sale del C a s t e l

Sale del

C a s t e l l a r e , Palazzo Ducale

30

Dal

maggio.

Ore: 9.30/18

14

al

Un viaggio dall’Italia all’Africa attraverso gli occhi dei bambi- ni. Questo il tema della mostra promossa da ‘Africa Mission Cooperazione e Sviluppo Onlus’ che racconta un proget- to tra due scuole dell’infanzia:

una di Urbino e una di Kampala, in Uganda

Sagre

SAGRA DELLA

TAGLIATELLA

e una di Kampala, in Uganda Sagre SAGRA DELLA TAGLIATELLA Fermignano ex stazione 28-29-30 aprile 1

Fermignano

ex stazione

28-29-30 aprile

1 maggio

Organizzata dall’associazione ricreativa culturale Gruppo Giovani Fermignano, nasce con lo scopo di esaltare e diffonde- re la conoscenza di questo piatto tipico. Si potrà vedere la preparazione della sfoglia, pre- parata con acqua e farina, come i tempi antichi

Sport

95° GIRO D’ITALIA

e farina, come i tempi antichi Sport 95° GIRO D’ITALIA Venerdì 11 maggio La sesta tappa

Venerdì

11 maggio

La sesta tappa del 95°Giro d’Italia (dal 5 al 27 maggio 2012) partirà da Urbino. Un percorso di 207 chilometri di media montagna con arrivo a Porto Sant’Elpidio tra le disce- se e le salite dell’entroterra marchigiano

11
11

il Ducato Ducato

Una scoperta targata UniUrb In alto un’immagi- Anidride carbonica, il nemico del clima nascosto nei
Una scoperta targata UniUrb
In alto
un’immagi-
Anidride carbonica,
il nemico del clima
nascosto nei ghiacci
ne del Polo
Sud.
A sinistra
Simone
Galeotti
durante
una spedi-
zione in
Antartide

VALENTINA BICCHIARELLI

L a paleoclimatologia

non è mai stata così

attuale. La storia del

clima, come la storia

dell’uomo, si confer-

ma una fonte preziosa

di informazioni per capire il pre-

sente. Il clima del pianeta è cam- biato continuamente nelle diver-

se epoche geologiche e anche nel

passato ci sono stati fenomeni di riscaldamento globale. Sappiamo che oggi l’aumento delle temperature è dovuto alla grande quantità di anidride car- bonica, prodotta dall’uso di com-

bustibili fossili. Ma da dove deri- vava la Co2 causa del riscalda- mento climatico del passato? Ce

lo spiega una ricerca internazio-

nale, in cui l’Università di Urbino ha giocato un ruolo di primo piano, al fianco dell’University of

Massachussetts, Yale University, University of Sheffield, Univer- sity of Colorado e Penn State University. Finora si pensava che la fonte del carbonio fosse nel metano intrappolato nei fondali oceanici, secondo questa ricer- ca, invece, è stato lo scioglimen-

to del permafrost polare, ossia il suolo permanentemente ghiac- ciato, a rilasciare carbonio, sot-

toforma di gas serra, ossia meta- no e anidride carbonica. “Il permafrost – spiega Simone Galeotti, professore del Dipartimento di scienza della Terra, della vita e dell’ambiente, che ha condotto l’indagine per l’ateneo ducale – è capace di intrappolare il carbonio e lo pre- serva come un frigorifero. Ma

quando la temperatura sale e il ghiaccio si scioglie, il carbonio si libera in gas serra, che a loro volta contribuiscono a riscaldare

l’atmosfera e a sciogliere i ghiac- ci. Si crea così un pericoloso sistema di autoalimentazione.

Se applichiamo questa scoperta

nel mondo attuale, capiamo che

il permafrost potrebbe rappre-

sentare una fonte di rischio: il graduale riscaldamento indotto dall'aumento di Co2 potrebbe

far sciogliere i ghiacci polari cau-

sando ulteriori emissioni di gas serra in atmosfera”.

La scoperta è stata pubblicata il

5 aprile scorso su Nature, la rivi-

sta più prestigiosa nel panora-

ma della comunità scientifica

internazionale. Il team di ricer- catori ha analizzato alcuni epi- sodi di riscaldamento globale avvenuti 50-56 milioni di anni

fa, in cui sono state sprigionate

nell’atmosfera grandi quantità

di metano e Co2, che hanno

provocato l’aumento delle tem- perature e l’acidificazione degli

oceani, causando anche l’estin- zione di alcuni microrganismi nei fondali marini. Ma mentre in

passato il riscaldamento era un evento naturale, conseguenza dalla variazione dell’asse e del- l’orbita terrestre rispetto al Sole, nel nostro mondo il fenomeno è influenzato dall’azione dell’uo- mo. Nella ricerca è stato deter- minante lo studio delle rocce nella zona vicino a Gubbio: la successione degli strati ha per- messo di identificare le fasi del- l’orbita terrestre associati agli eventi climatici. “L’anidride car- bonica – continua Galeotti – è un fattore determinante per il cambiamento climatico. Oggi siamo usciti dal normale spettro

di variazione di Co2, che va da circa 200 parti per milione nelle

fasi glaciali a circa 300 parti in quelle interglaciali. Nella fase attuale siamo arrivati ad avere

quasi 400 parti di Co2 per milio- ne, a fine secolo raggiungeremo probabilmente quota 600. L’idea

della ricerca è studiare le condi- zioni climatiche più estreme del passato per capire cosa ci aspet- ta nel futuro”.

Ma cosa succede quando si arri-

va a un livello di anidride carbo-

nica troppo alto? “L’oceano se la

riprende indietro. Su 8 giga ton- nellate di carbonio emesse ogni anno, l’oceano ne assorbe 3. Ma questo altera il pH dell’acqua, causando l’acidificazione dello strato superficiale e compro- mettendo la sopravvivenza di alcune specie di esseri viventi”.

A che punto siamo oggi?

“L’oceano non ha ancora inizia- to a rispondere al riscaldamento globale. I guai inizieranno quan- do anche l’oceano si scalderà e contribuirà a un ulteriore rila- scio di Co2 nell’atmosfera”.

12
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inizieranno quan- do anche l’oceano si scalderà e contribuirà a un ulteriore rila- scio di Co2

UNIVERSITÀ

Le facoltà di farmacia di Urbino, Camerino e Dshang per formare i giovani laureati

Camerun, università solidali

Il professor Cantoni: “Troppe emergenze, serve un processo di educazione e conversione alla medicina moderna”

DORIANA LEONARDO

B ambini a piedi nudi lungo il corso del fiume Benue, alcuni troppo magri, altri sono ciechi, altri ancora portati in

braccio dalle loro madri perché non possono camminare. L’Africa è afflitta da molte malat- tie, colera e Hiv sopra tutte, poi malaria, febbre di dengue, cecità fluviale, poliomelite. La popola- zione ha bisogno di aiuto per affrontare e sopravvivere ai tanti drammi quotidiani. Guardando a quest’esigenza l’Università di Urbino e l’Università di Camerino hanno firmato un accordo con l’Università di Dshang, del Camerun, per formare giovani farmacisti e trasferire la moder- na farmacologia in uno degli stati più grandi ma anche più poveri del mondo. Una collabo- razione interuniversitaria che dal prossimo anno accademico porterà a selezionare venti lau- reati del corso in professioni sanitarie dell’università cameru- nese, i migliori, i più prometten- ti. Perché loro saranno il futuro:

avranno il compito di studiare e formarsi per salvare vite umane. La loro sarà una vera e propria missione. “Per l’Università di Urbino è un nuovo e prestigioso passo verso l’internazionalizzazione del- l’Ateneo e l’integrazione con le altre università marchigiane - ha detto il professor Stefano Pivato, Rettore dell’Università di Urbino – ringrazio i colleghi che si sono mostrati sensibili e attenti a un tema così rilevante quale la for- mazione delle nuove generazio- ni in un paese che punta su innovazione e ricerca per il suo futuro sviluppo, qual è il Camerun”. In una prima fase, questi venti ragazzi dovranno adeguare la loro preparazione a quella richiesta nelle università italiane, perciò durante il primo anno l’Università di Dshang atti- verà dei corsi di farmacia in lin- gua inglese e nel frattempo gli studenti impareranno l’italiano. Poi il secondo e il terzo anno arriverranno in Italia: dieci a Urbino e dieci a Camerino, per seguire le lezioni e fare tirocinio. Quando diventeranno dottori in farmacia, saranno pronti per tornare a Dshang, dove insegne- ranno la materia in una nuova facoltà creata ad hoc. In un primo momento saranno affian- cati dai docenti di Urbino e Camerino, poi continueranno da soli e saranno i promotori delle moderne cure sanitarie. Oltre al progetto formativo, sono previste delle ricerche in campo sanitario e delle attività a sup- porto della popolazione locale. “Ci sono molte emergenze, molte parassitosi – dice il profes- sor Orazio Cantoni, il Preside della Facoltà di Farmacia dell’Università di Urbino che ha firmato l’accordo a Roma per conto del Rettore Stefano Pivato - ci siamo incontrati con un docente camerunense che è un punto di riferimento delle agen-

zie

pano

paese,

internazionali

delle

malattie

in

come

malaria

e

che si

occu-

questo

aids.

Vorremmo

perciò organizzare

delle spedizioni

sul campo,

in

Camerun,

per

combatterle.

Si

tratta di malattie che si combat-

preparati farma-

le

ceutici

nostre

tono

con

di

dei

una

volta,

non

che

fanno più

perché non servono - Cantoni -

ma possiamo insegnarle”.

farmacie

E

il punto di partenza

è quello

di

istruire

i

giovani,

magari

intrecciando

le

pratiche della

moderna medicina con

i loro

Il Camerun è

un paese che basa le cure medi-

rimedi

naturali.

che

sulle tradizioni popolari e

c’è

la consapevolezza

che

non

possa

maniera repentina, “serve un

di educazione e

in

essere

lento

trasformato

processo

conversione”, dice il

professor

Cantoni,

“i

rimedi

naturali

hanno

aspettano solamente

tradotte dalla medicina moder-

e

di essere

un

fondo

di

verità

na”.

Hanno

concepito

obiettivi

umanitari ambiziosi e di grande

le università di Urbino e

livello

anche

l’idea

piedi

che

producano medicine, integra- tori alimentari, farmaci naturali

aziende

camerunesi

i neolaureati

Camerino,

tra questi c’è

di aiutare

a mettere in

farmaceutiche,

estratti dalle piante.

autorità camerunensi

fa

sapere il preside – chiedono alle

di fare

governo

perché ci sia un dialogo diretto.

Per la cooperazione internazio-

il

nostro

spesso

spiega - preferi-

la

Germania, che dà gli stessi soldi

farmaceutiche poi trasferisce i

nel mercato cameru-

farmaci

nense. Preferirebbero una cosa

del

sta

alle

rebbero

destina-

nale

“Le

-

aziende farmaceutiche

pressione

al

nostro

-

continua

Cantoni

paese

dà dei

non

-

soldi che

fa

si

arrivano a

che

questo

zione. Perciò

-

quello

aziende

tedesche, che

genere

e

avviando. Potrebbe essere un veicolo per avviare un processo

produttivo in questo paese”.

Sopra un gruppo di medici e infermieri in un ospe- dale africano. Accanto la firma
Sopra un gruppo di medici e infermieri in un ospe-
dale africano. Accanto la firma a Roma dell’accor-
do tra l’Università di Urbino, Camerino e Dshang.
Sotto una bimba affetta da cecità fluviale
LE MALATTIE AFRICANE -AIDS: secondo l’UNAIDS circa il 5,1% della popolazione adulta ne è affetto.
LE MALATTIE AFRICANE
-AIDS: secondo l’UNAIDS circa il 5,1% della popolazione adulta ne è affetto. E’ la
prima causa di morte in Camerun.
-Malaria: colpisce l’intero paese ed è causata da parassiti.
-Febbre gialla e febbre di Lassa: molto comuni, sono entrambe febbri emorragiche
virali, la prima si trasmette attraverso zanzare infette, la secondo è portata dai roditori.
-Colera: molto frequenti le epidemie. Nei primi sei mesi del 2011 ci sono stati 10.580
casi di colera e quasi 400 morti per la malattia infettiva.
-Cecità fluviale: è una malattia infettiva che, secondo l’OMS, ha reso cieche più di tre
milioni di persone nel mondo. E’ la seconda causa di cecità tra le patologie infettive.
La colpa è del “fiume che mangia gli occhi” o meglio della puntura di una mosca che
vive lungo i fiumi.

Facebook, Twitter, YouTube e Flickr: i quattro canali ufficiali

L’ ateneo diventa sempre più “social”

ufficiali L’ ateneo diventa sempre più “social” GABRIELE MICELI L università italiane hanno aperto le loro

GABRIELE MICELI

L università italiane hanno aperto le loro porte ai social net-

work. A varcare la soglia sono stati 53 atenei su 97. Annunci di borse di studio, locandine di feste, informazioni sugli orari di

ricevimento. Ecco cosa si trova, per esempio, in una pagina ufficiale

di Facebook. Il tutto in un linguaggio sempre meno istituzionale, in pratica social. Nella lista non poteva mancare quella di Urbino, che

si conferma tra le migliori (tenendo conto del rapporto tra gli stu-

denti dell’università e quelli iscritti alle pagine ufficiali). L’ateneo ducale, oltre a Facebook, Twitter eYouTube, è tra i pochi ad avere an- che un account su Flickr, dove vengono raccolte le foto ufficiali.

La pagina Facebook di Urbino è seguita da quasi 9mila persone, che

commentano, scambiano informazioni come una vera e propria co- munità. A crearla è stato Fabio Giglietto, ricercatore presso il dipar-

timento di Scienze della comunicazione e fondatore dell’Osserva-

torio università italiane su Facebook: “La cosa buffa è che la pagina

è nata da una mia iniziativa personale. In breve tempo ha raggiunto

migliaia di ‘mi piace’ - 3mila nelle prime settimane - e a quel punto è diventata il canale ufficiale dell’ateneo”. Oggi è una pagina aperta a

e

studenti, ex studenti e simpatizzanti dell’Università. A gestirla c’è anche Donatello Trisolino, webmaster dell’ateneo. A due anni dalla sua creazione, come è successo con la pagina uffi- ciale del Ducato (con oltre 18 mila contatti), il boom si è avuto du- rante l’emergenza neve, quando più di 5mila studenti hanno inter- agito con la pagina in cerca di informazioni. Ma di fronte alle tante richieste, “è fondamentale - continua Giglietto - creare una social media policy in modo da conoscere i limiti di utilizzo della piattafor- ma, come avviene negli Stati Uniti”. L’Università di Urbino possiede anche un account Twitter (seguito da quasi 2mila persone),YouTube (con 57 iscritti e oltre 24mila visu- alizzazioni), e Flickr (con 113 set fotografici). Un dato in linea con l’u- tilizzo dei social network nelle università italiane: secondo uno stu- dio “Social Media and Italian Universities”, condotto dallo stesso Giglietto e da Alessandro Lovari, docente all’Università di Siena, i canali più utilizzati dagli atenei sono Facebook (44,2%), YouTube (32,6%), Twitter (29,5%) e Flickr (2,85%). I migliori risultati riguardano l’Università per Stranieri di Perugia (in rapporto agli stu- denti iscritti) e l’Università degli Studi di Torino (per numero di “mi piace”).

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il Ducato La Chateau d’Ax alla ricerca di un nuovo allenatore dopo l’addio di Salvagni

il

Ducato

La Chateau d’Ax alla ricerca di un nuovo allenatore dopo l’addio di Salvagni

Sei atlete in cerca d’autore

Il direttore sportivo Merendoni: “Ci serve uno spirito dinamico, non uno snob che cerca la squadra perfetta”

dinamico, non uno snob che cerca la squadra perfetta” NADIA FERRIGO club compito del presidente di

NADIA FERRIGO

club

compito

del

presidente

di

primo

Sacchi,

il

allenatore.

 

Giardinieri ha guidato

la

squa-

A ria di novità in casa

Chateau

d’Ax.

A

stagione

conclusa,

per

la

squadra

di

pallavolo urbinate

è

arrivato

il

dra nel torneo

di Piacenza della

settimana scorsa, in

della

Cup, terminata con

della

Nordmeccanica Piacenza.

occasione

prima

squadra

Nordmeccanica

la vittoria

ospite

Rebecchi

momento

di

pensare

alla

for-

“Non abbiamo ancora

un

alle-

mazione per il prossimo anno.

natore definitivo.

Certo avremo

E

le

incognite

sono

ancora

un

cambio

di panchina

com-

molte, prima

tra tutte

il nome

menta Merendoni

- Salvagni ha

del

nuovo allenatore.

Il

tecnico

deciso

di

cambiare

squadra,

bolognese François

Salvagni ha

siamo arrivati insieme

al termi-

lasciato

la squadra

per firmare

ne fisiologica

di

un percorso, il

un accordo

biennale

con

la

passaggio è avvenuto con molta

Chieri Torino Volley.

Dopo tre

anni di successi,

è

ora

tranquillità.

prima

Ora

cerchiamo

persona

di

tutto

una

di

cambiare

coach

e

c’è

da

intelligente,

con

uno

spirito

scommettere

che

non

sarà

dinamico che

ben si

adatti alla

un’impresa

facile:

Salvagni era

nostra

società,

che

con

pochi

riuscito

a portare

la squadra

ai

mezzi

si propone

di

competere

vertici

della

pallavolo

italiana

con squadre ben più ambiziose.

ed

europea.

Dopo

il

quinto

Non

vogliamo

uno

snob,

uno

posto

nel

campionato

2009-

che esige

la

squadra

perfetta

2010, che l’ha visto vincitore del

Anche perchè

di certo con un

premio

serie A1,

ha collezionato un quarto posto

in regular season e l’affermazio-

ne in Coppa Cev.

Rimarrà indelebile nel cuore dei tifosi il ricordo del Palamondol-

ce in festa, con gli spalti stracol-

e

della

blu.

società

mi

miglior tecnico di

successivo

come

nel

torneo

dei

Ora

è

Fedelissimi

per

i

tempo

in

giallo

dirigenti

di

rimboccarsi

le maniche, tutto è da ridefinire.

Il

degli

del-

raggiunta

Cev.

L’ultima può essere definita una

con

Gianluca

Merendoni

ultimi

l’iceberg

direttore

tre

fa

anni:

sportivo

un bilancio

“La punta

Coppa

l’abbiamo

la vittoria della

anche se

buonissima stagione,

le

migliori”.

Nella stagione appena conclusa

la

strappare

campionato,

della

Coppa

passare

lascia-

di

Coppa Italia.

“Tutti

c’è

assoluto”. In

attesa della nomina ufficiale del

mancato l’exploit

in

guadagnato

l’accesso

è riuscita a

erano delle

premesse

non

squadra urbinate

un

alla

terzo

ha

posto

semifinali

Cev, oltre che

un

per

la

Final

ottimi

risultati,

Four

ma

nostro

non la

tecnico

abbia molta

voglia di competere, energia e

motivazioni necessarie per arri- vare”.

dubbi

sulla

E

giocatrici. Solo

la polacca Katarzyna Skorupa,

e Lise Van Hecke

essere

le

cam-

e

che

altre atlete

biare squadra o restare.

“Non

con precisio-

ne

anche

ci

sono

il

sarebbe vincere

la

regola

Campioni. Certo

prossimo anno

formazione,

sappiamo ancora

Conclude

garantire.

budget limitato come il

possiamo

Abbiamo bisogno di

che come

restano

Salvagni

ancora

rosa delle

Lucia Frisanti

hanno

un

molti

in

un contratto

le lega

quale

Coppa dei

alla società, tutte

sono libere di

Merendoni:

sarà

la

perchè

la

campagna

le

è

appena

iniziata,

prime

schermaglie.

il grande

sogno per

le

carte

in

acquisti

Anche se

non abbiamo

per puntare subito alla vittoria,

ma

essere una società che può

qualche

favorite. Vogliamo

mina

come è

essere

preoccupazione

dare

di

abbiamo

l’ambizione

alle

una

vagante nel

stato l’anno

campionato,

scorso

per

nuovo direttore

d’orchestra,

la

la

Coppa Cev. E poi, come

sem-

società

urbinate

ha

affidato

a

pre,

c’è

l’ambizione

di

conti-

Paolo Giardinieri, scout man del

nuare a far divertire i tifosi”.

La squadra e i tifosi in festa dopo la vittoria di una partita del campionato
La squadra
e i tifosi in festa
dopo la vittoria
di una partita
del campionato
appena concluso
(Foto di Andrea
Ceccarini).
Nella pagina
accanto il maestro
di jujitsu
Bruno Marra
in allenamento
con i suoi allievi
14
14
La disciplina orientale di autodifesa Jujitsu, imparare l‘arte di vincere con dura dolcezza DOMENICO A.

La disciplina orientale di autodifesa

Jujitsu, imparare l‘arte di vincere con dura dolcezza

Jujitsu, imparare l‘arte di vincere con dura dolcezza DOMENICO A. MASCIALINO calma anche in situazioni dif-

DOMENICO A. MASCIALINO

calma anche in situazioni dif- ficili”.

 

La lezione

tipo

comprende

U n

medi-

tava in un tem-

alla ricerca

pio,

uomo

riscaldamento,

stretching,

esercizi

e

tecniche

di

base.

Si

imparano

 

anche

cadute

e

di

risposte

ai

movimenti

che

serviranno

suoi

Era

quesiti.

un medico

per

l’esecuzione

delle tecni-

che

più

complesse.

“E’

un’

e uno studioso

di

arti marzia-

arte in

cui

non si

finisce

mai

li,

e desiderava

progredire

di

imparare – spiega ancora il

nella sua tecnica.

Un giorno,

maestro

anche

nell’inse-

durante un’abbondante

nevi-

gnamento.

Il

bagaglio

di tec-

cata,

notò

che,

mentre

i rami

niche

è praticamente infini-

di

molti alberi

si

spezzavano

to”.

“Il jujitsu è una questione

quelli

sotto il peso della neve,

del salice,

vano cadere per poi

nella posizione originaria.

Fu così che Shirobei Akiyama,

molti

fa,

secondo

genda,

dea

nuova arte mar-

ziale:

La

ritornare

mentale, una vera filosofia di

lascia- vita” osserva Danilo Caravag-

primo dan.

meno male che in

insegna

auto-

e

flessibili, la

leg-

gio, cintura

“E

altri

nera

ci

si fa

sport, perché

si

un

controllo

forte

secoli

la

“Non è una tecnica che spinge ad

aggredire, anzi insegna controllo e rispetto”

ebbe l’i-

per

una

rispetto

dell’al-

tro.

Il

jujitsu

p a r a d o s s a l -

mente rende

d i p l o m a t i c i ,

permette

di

gestire

mae-

stro

per

la

movi-

dei

morbidezza

dall’allievo

za,

un

l’irruen-

e

si

distingue

suoi

menti”.

che

marziale è

serie

maestro,

ci

dell’igiene

il jujitsu.

“dolce arte”

il signi-

di

jujitsu

giapponese)

ha

proprio

per

la

l’utilizzo

forza

contro

ma

della

(questo

ficato

in

infatti,

principio cardi-

ne

c e d e v o l e z z a :

non

della

bruta

l’avversario,

mento della sua

L’origine

tuttora incerta:

zie risalgono

ma sembra che

secoli prima.

Una delle

al

Questa filosofia

accompa-

tal-

alcu-

gruppi religiosi a dissuade- i suoi membri dal praticar-

sfrutta-

stessa forza.

è

prime noti-

secolo,

sia nata molti

lo

gna

la

tecnica

tutta una

il

saluto

al

mente forte da spingere

ni

re

la.

“C’è

rituali che significano rispet-

al

tatami

cura

personale”.

Si

della filo-

i

guerrieri giapponesi affonda

sofia

si

to:

di gesti

disciplina

le

XVI

sue caratteristiche

la

i colpi

proiezioni

som-

strangolamenti,

spazzate,

la leg-

nata

è

completezza:

che

che