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Anno XIII n.

2 Aprile - Giugno 2012

Notiziario trimestrale della Fraternit Francescana di Betania


n questa celebrazione del 30 anniversario della nostra Fraternit contempliamo le meraviglie scaturite copiose dalla fantasia dello Spirito Santo che, soffiando nel cuore del nostro fondatore, germoglia in semi sempre nuovi di santit. Nel 2002 p. Pancrazio affermava: Vi devo confessare sinceramente di avere un sogno: quanto sarebbe bello che dai laici che condividono la nostra spiritualit cominciasse una vera fioritura. Nel suo cuore di padre cera gi in germe il desiderio che Betania si estendesse oltre le mura fisiche della casa, che fosse uno stile per tutti gli stati di vita, una dimora spirituale in cui sentirsi amati di un amore che non conosce confini. Questa fioritura germogliata e tra i frutti vi sono i Giovani di Betania, ragazzi affascinati da un modo nuovo di pregare e di comunicare la fede, che ci chiedono di conoscere Ges. Nei loro occhi leggiamo spesso la fatica di sostenere il passo di questo mondo travolgente ed inquieto e la ricerca di un di pi che si chiama Dio. In questi trentanni abbiamo assistito al miracolo dello Spirito che unisce consacrati e laici, in un carisma straordinario, dinamico, attento; nessun giovane oggi sarebbe disposto a sostenere una proposta cos radicale di fede e preghiera se non trovasse in essa un nutrimento che va oltre la semplice bellezza dello stare insieme. Sono giovani affascinati dalla seria proposta di un cammino fatto di scelte evangeliche, vissuto nella fedelt ad una Promessa, con lobiettivo di mettere Ges al centro delle amicizie, dellamore, della famiglia. Questa, spesso, viene condotta o ricondotta alla fede proprio per la testimonianza di questi piccoli, disposti a fare la differenza l dove vivono. La sfida infatti proprio questa: vivere la spiritualit di Betania nei luoghi della loro quotidianit, per essere prolungamento del nostro carisma nel mondo perch loro arrivano dove noi non possiamo andare. Appassionati e fragili come la loro et, capaci di slanci di eroismo e di cadute vertiginose, restano il segno tangibile dellazione di Dio che suscita in loro il desiderio della santit. Assistiamo stupiti alla formazione di una nuova generazione di giovani impegnati che ci riempie di gioia e commozione tutte le volte che li vediamo pregare insieme, nella lode e nelladorazione, intessere relazioni sulla trama dellamore e lordito della verit, un binomio inscindibile che crea comunione. I giovani non sono il futuro, i giovani sono il presente, sono giovani oggi e possono, insieme, santificare il presente con tutta lenergia e la freschezza della loro et: sono il segno chiaro che Dio opera, conduce e disegna il volto della Chiesa, di cui una piccola porzione la Fraternit Francescana di Betania.
sor. Francesca Entisci, ffb

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che diventa

Un sogno

realt

Ritiro invernale GdB . La famiglia nel carisma . Floriana: fiore di Paradiso

Ritiro
2012

invernale

GdB

Loreto, 3-6 gennaio

rica di ve Una comunicazione ca

rit e amore

Un Giovane di Betania, per capire come comunicare creando comunione, deve guardare al modello perfetto: Ges, il grande comunicatore, la cui comunicazione straordinaria perch capace di trasformare le persone. Lui comunica ci che Dio e ci che luomo in maniera perfetta e piena, attraverso parole e vita. Ges si fa conoscere dicendo Venite e vedrete (Gv 1,39), invita a fare esperienza di lui, comunica con tutto il suo essere, interpella tutti i nostri sensi (1Gv 1,1). Questo un primo insegnamento: la comunicazione ha bisogno di tutta la persona e tanti mezzi di comunicazione oggi non permettono questa totalit. Ges ha parlato a intere folle con la sua autorit, fatta di verit e carica di amore: quando un discorso ha queste caratteristiche simpone dentro di noi. Ges dunque la Verit e una comunicazione non fondata su di essa porta le relazioni alla rottura. Questo il secondo insegnamento: per essere nella comunicazione di Ges, bisogna cercare sempre la verit; bench sia molto faticoso fondamentale avere nelle relazioni un buon contatto con la realt, non fondandole su ipotesi o su giudizi distorti. Spesso poi, abbiamo atteggiamenti diversi verso le persone nella misura in cui esse valgono per noi: questa, per, una comunicazione utilitaristica; allo stesso modo sbagliato scegliere di entrare in una modalit comunicativa che far soffrire gli altri, solo per il gusto di sentirsi grandi. L unico modo vero per conoscersi e per crescere proprio quello di incontrarsi con gli altri, stare insieme e specchiarsi luno nellaltro per conoscersi pi profondamente. Vi prego di essere realisti! Non rimanete nel pregiudizio su voi stessi e sugli altri, ma cercate di conoscere la realt attraverso gli eventi che si manifestano. Ges dice Chi senza peccato, scagli la prima pietra (cfr. Gv 8,7): lui ci ha insegnato la misericordia. Osserviamo che nel brano evangelico c una comunicazione vera, da cui la donna esce con una comprensione di s ed una libert maggiori. Come Giovani di Betania dovete essere portatori di questa comunicazione. Non abbiate paura, ci sar sempre qualcuno pronto a scagliare una pietra, hanno cercato di lapidare anche Ges! Ma la comunicazione vera genera persone nuove, relazioni nuove e fa di noi persone pi vere.

zia B fanno noti I Gd

dal discorso ai GdB fr. Paolo Crivelli, Superiore generale

La comunicazione un grandissimo mistero racchiuso anche nelluso delle parole. Luomo pu comunicare apparentemente in modo diretto ma molto pi impreciso di quanto si possa immaginare: a volte chi di fronte capisce cose diverse da quelle che diciamo. Per questo importante essere coerenti, supportando con la testimonianza il contenuto dei nostri discorsi: siamo pi desempio con quello che facciamo che con quello che diciamo. Comunicare riuscire ad andare oltre ai giudizi di merito, molte volte dati con superficialit. Spesso lanciamo le parole, convinti che non possano ferire, mentre esse hanno un peso profondo oppure abusiamo di termini come onest, fede, amore. Il loro valore non va sprecato, per questo necessario attendere prima di parlare e provare la voglia di ascolto dellaltro per rendere le nostre comunicazioni pi significative. Oggi laudience lunico obiettivo della comunicazione mediatica e per raggiungerlo questa disposta a banalizzare le storie di dolore e a consumare personaggi, costruendo i loro sogni di successo sul nulla. una gara entro la quale lecito speculare e sacrificare il pensiero critico e il giudizio personale. La sfida per noi sta qui: comprendere e selezionare, bocciare le cose che non vanno, cambiare canale o sostenere programmi che lasciano un segno e non danno una visione distorta della realt. I telegiornali non parlano di un incontro Gdb, di sogni che si costruiscono nel tempo, con impegno e disciplina, ma sono lenti di ingrandimento distorte che generano pessimismo. Questa mattinata, invece, un esempio fantastico di notizia: non un teatrino ma un progetto serio, in cui comprendere la meraviglia racchiusa nelle persone, il rispetto e la fiducia che devono caratterizzare la comunicazione.
dal discorso ai GdB di Luca Pagliari, giornalista

Unesperienza che diventa vita


Sono stati due mesi per me insoliti quelli trascorsi dallultimo ritiro dei Giovani di Betania a Loreto. Il ricordo di questa magnifica esperienza stato costante ed ho cercato di vivere meglio semplicemente perch questo lunico modo che abbiamo per ringraziare Dio del suo amore e della nostra esistenza. Sto raggiungendo questa nuova fede grazie a questincontro: questa esperienza stata per me del tutto nuova e mi ha veramente sconvolto perch non ero ancora pronto a vedere Dio come amore essendo cresciuto credendo in Dio per tradizione. Una delle lezioni pi preziose che porter sempre nel cuore quella che mi ha aiutato a vivere lAdorazione eucaristica: per avvicinarsi a Dio bisogna liberarsi di tutti i nostri pensieri, affanni e peccati; chiudere gli occhi e aprirgli il cuore.
Domenico Morgoni, GdB

La famiglia nel progetto

di Dio

fatto cos? 2,48) iglio, perch ci hai F ti, ti cercavamo. (Lc , angoscia Ecco, tuo padre e io
In questo versetto racchiuso il segreto delleducazione cristiana: una sana vita spirituale fatta di preghiera personale e familiare, frequenza dei Sacramenti e della parola di Dio, amore reciproco e del prossimo, che mantenga la famiglia alla presenza di Dio. Il pi grande dono che i genitori possono fare ad un figlio, grande almeno quanto quello della vita fisica, di amarsi lun laltro. Per rinnovare la propria donazione reciproca in un clima di fiducia e di intimit necessario trovare del tempo da passare insieme, anche lontano dai figli, per comunicarsi esperienze e difficolt. Bisogna tenere sempre vivo quel soggetto educativo plurale presente sulla bocca di Maria: Tuo padre ed io. Nientaltro pu sostituire la sicurezza e la forza che derivano al bambino dal sentirsi sostenuto dalle due volont unite in una sola: tuo padre ed io; tua madre ed io. Occorre che i genitori sappiano come utilizzare il loro accordo educativo. Il bambino non viene al mondo naturalmente buono ma gi ferito dal peccato e poich educare significa tirar fuori - come si fa con una statua da un blocco di pietra - suppone che luomo maturo non emerga dal bambino per sviluppo spontaneo, ma occorre aiutarlo a formarsi una volont, un senso morale e dei sentimenti validi. Solo eccezionalmente bisogna ricorrere ai mezzi coercitivi suggeriti dal saggio biblico (cfr. Sir 30,1-13). A volte sono pi efficaci lincoraggiamento, il complimento e la carezza. Ho sentito una volta una mamma dire alla propria bambina: Brava! Hai scelto bene: so che di te mi posso fidare sempre e ho visto negli occhi che brillavano la gioia tranquilla e la fiducia che questo dava ad entrambe. Dialogare con i propri figli significa passarci del tempo insieme, giocarci, ascoltarli e non troncare le questioni dallalto della propria autorit o esperienza. Il dialogo esige che un genitore sappia perfino chiedere scusa di uno sbaglio o di un eccesso: questo educa enormemente allonest, alla stima reciproca e la sua autorit ne esce rafforzata, non scalfita. Per i genitori cristiani c una sola via per non scoraggiarsi davanti al fallimento educativo: pensare che i figli sono soprattutto di Dio. Quando non si riesce pi a parlare al proprio figlio di Dio resta una possibilit: parlare a Dio del proprio figlio, cio pregare per lui, affidarlo al Signore, anche se andato lontano come il figliol prodigo, nellattesa paziente del ritorno.

dagli scritti di p. Pancrazio, festa della santa Famiglia 1995

La nostra grande Famiglia: comunione nella diversit.


La Chiesa Ecclesia (adunanza; ndr) quindi chiamata a stare insieme, cos anche la Fraternit Francescana di Betania, piccola frazione di Chiesa: ecco il punto fondamentale ed il senso del nostro impegno con i Familiari. Fin dalle origini p. Pancrazio aveva lidea che nella nostra realt tutte le vocazioni della Chiesa fossero chiamate a convivere attorno ad un unico carisma e che la Fraternit non si fermasse alle mura ma andasse ben oltre la vicinanza fisica, comprendendo anche e soprattutto i legami di natura spirituale. La modalit con cui tutto questo si sarebbe realizzato andata chiarendosi nel tempo. Con lo Statuto dei Familiari di Betania del 2007 stato codificato ci che lo Spirito Santo aveva creato allinterno del carisma: i Gruppi Ancilla Domini, gli Oblati, i Giovani di Betania, gli Amici e Collaboratori. Tutti insieme chiamati ad essere parte dellunico progetto comunitario, espressione e condivisione del comune desiderio di cercare Dio, di stare con Lui, di condividere questa esperienza cristiana che, in quanto tale, non mai semplicemente individuale ma sempre comunionale. Scopo della comunione giungere allunit: essere uno, sostenersi vicendevolmente, gareggiare nello stimarsi a vicenda, sapendo porre laltro al di sopra di s e, in quanto custodi gli uni degli altri, facendo il primo passo nellavvicinare il fratello e la sorella in difficolt. Ricordiamo per che la vera condivisione avviene nel rispetto delle diverse vocazioni: dobbiamo custodire la visione originaria di p. Pancrazio della comunione nella specificit, vivendo un dialogo stupendo e straordinario con gli altri stati di vita. Ci sentiamo ununica famiglia ma nella diversit delle vocazioni, ununica famiglia con modalit necessa-

riamente diverse di vivere lo stesso carisma, che un mezzo per rendere pi solida, pi forte, pi viva la propria identit vocazionale. Le famiglie devono essere sempre pi vere famiglie cristiane e non surrogati conventuali, questo importante. Questa complementariet, questa differenza ci parla di comunione e lunit ne il risultato.
dai discorsi di fr. Paolo Crivelli, Superiore generale

Nellascolto della Volont di Dio


Sono Tiziana e da trent'anni vivo in Fraternit. Quando sono arrivata ero una ragazzina piena di entusiasmo. Poco tempo dopo il Signore mi ha fatto incontrare Roberto, entrambi sentivamo la vocazione alla vita comunitaria ed insieme abbiamo compreso la Sua volont: formare una famiglia con Lui al centro, in cui pulsasse un amore profondo che avesse come modello la Santa Famiglia. P. Pancrazio ci ha accompagnati paternamente verso il matrimonio ed il Signore ci ha uniti e consacrati in questo sacramento. In questi anni insieme ci sono stati momenti bellissimi e momenti in cui sono spuntate le lacrime ma Ges sempre stato pronto ad asciugarle donandoci speranza e calore. Ringrazio il Signore di avermi donato Roberto: con il matrimonio lui divenuto parte di me ed io di lui. Dio ha creato luomo e la donna con unala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati! Credo nellamore eterno, o Signore, perch ce lhai donato tu! Anche nei momenti dove c la croce, credo nellamore eterno, Signore, come la nostra chiamata alla santit in questa grande famiglia che la Fraternit.
Tiziana Tomadon, oblata

fiore di Paradiso

Floriana:

05.02.1989 Ho amato tanto la mia comunit, la comunit che Ges mi ha donato. []Amatevi gli uni gli altri come Ges ci ha detto perch solo lamore conta, solo lamore ci tiene uniti a Colui che sar la nostra eterna felicit. Lode, Gloria, Benedizione, ringraziamento a Colui che era e sempre sar. Alleluia La vera gioia viene dal cielo. Solo Dio ci pu far felici perch ci ama. Mentre viviamo sulla terra tra i nostri affanni, pensiamo al cielo dove saremo eternamente felici. 06.02.1989 Nulla importante, nulla serve nella vita se non amare Dio e i fratelli. Signore non c nulla di sano in me, sono tutta rotta, finita, ma Signore, ti offro tutto ci, non ho nientaltro.

29/9/1947 - 9/3/1989

Floriana - Franca Scocco

Gioia mia, Cristo risorto!


Che cosa ha fatto nostra sorella Floriana? Ha ascoltato le meravigliose parole del Vangelo E il suo regno non avr mai fine (Lc 1, 33). Finiscono i regni della terra: quante dinastie di imperatori, quante casate di regnanti, quanti poteri sono passati sulla terra, quanti dittatori hanno fatto tremare il mondo: tutti sono caduti nelloblio! La storia si ricorda di loro per esaltarli o per maledirli se hanno fatto del male. Ma il regno di Ges Cristo rimane in eterno; questo rimanere per sempre e non avere mai fine, d anche a noi un coraggio incredibile. (dallomelia di don Tonino Bello alla Fraternit, 8 dicembre 1988) Il rimanere in eterno per coloro che fanno la volont di Dio di cui parla la Sacra Scrittura (cfr. 1Giovanni 2,17) ha catturato il cuore di Floriana orientando tutta la sua vita verso Dio. Floriana stata un segno fortissimo e luminoso, ha saputo indicare costantemente che cosa significhi giocare la propria vita su ununica frase: Cristo risorto! Ecco la fonte e la causa di tanto amore che Floriana ha manifestato a Dio e a chiunque incontrasse. In quest'ultimo periodo ho avuto la possibilit di parlare con molte persone che l'hanno conosciuta e, ascoltandole, posso dire che parlare di Floriana significa parlare di una persona sempre disponibile, che distribuiva accoglienza gratuitamente; con lei chiunque si sentiva speciale. Ha fatto della sua vita unofferta, fino ad arrivare a quella suprema e totale che si realizzata durante la sua malattia da lei definita un dono che le ha fatto comprendere lamore di Dio e dei fratelli. Lha accolta, accettandone con generosit e gioia la grande sofferenza. S, tutti coloro che lhanno avvicinata durante la malattia la ricordano serena e gioiosa, il sorriso che la contraddistingueva era sempre presente anche quando il volto era segnato dal dolore. Nei momenti di preghiera la vedevano assorta, come se parlasse intimamente con Dio. Profondamente innamorata della sua fraternit con molti parlava della gioia della vita fraterna; nessuno lha mai sentita esprimere giudizi negativi o commenti sgradevoli sulle persone. Sempre disponibile e senza mai lamentarsi, viveva i momenti di vita comunitaria che erano per lei fondamentali e irrinunciabili e vi partecipava con grande impegno, tenerezza e profonda gioia. Una carit sorprendente. Per Floriana ogni momento era considerato lunico momento a disposizione per amare. Floriana per tutti noi una provocazione continua per uscire dalle possibili situazioni di stanchezza, di noia, che potrebbero spingerci a fermarci. Floriana con la sua vita ci ha mostrato che cosa significhi amare, che cosa significhi promettere io a lode di Dio per tutto il tempo della mia vita faccio voto mi affido con tutto il cuore a questa Fraternit a servizio di Dio e della Chiesa. Grazie Floriana.
sor. Orietta Vagni, ffb

Pane spezzato
Conobbi Floriana allinizio della sua malattia, quando la cappella principale della Fraternit era in costruzione e i consacrati non vestivano ancora il saio grigioazzurro. Approdai a Casa Betania quasi per caso e ora so che in quel quasi cera tutta la misericordia di Dio che cercava di abbracciare suo figlio! Egli si serv della mia professione di medico per attirarmi a S e le braccia che mi strinsero forte al suo cuore furono p. Pancrazio e Floriana. Floriana era un bel tipo con un viso aperto e un sorriso accogliente che nemmeno la malattia riusc a cancellare! Aveva capelli lunghi e ondulati, prima che la chemioterapia ne facesse scempio, e la scena indelebile che conservo di lei nella mente e nel cuore il vederla, gi ammalata, seduta nella fila centrale della cappella - due o tre banchi alle spalle di p. Pancrazio - che prega con ardore, invocando Maria, mentre nasconde i pochi capelli rimasti sotto un cappellino di lana. Fino ad allora la sofferenza era il mio nemico dichiarato e come medico cercavo di sconfiggerla o di esorcizzarla ma vedere in Floriana quella stessa sofferenza accettata, condivisa con i fratelli e offerta mi mise in crisi, fece saltare tutti i miei schemi! Perch laccettava? Perch quel Dio che Floriana tanto amava non interveniva? Perch perch perch. Piano piano, per, quel lettino addossato alla parete di quella piccola stanza cominci a trasformarsi, ai miei occhi ancora pieni di scaglie, in un altare dove si stava celebrando un sacrificio santo e gradito a Dio. Non vi nascondo che un giorno accanto a quel letto-altare, senza rendermene conto, caddi in ginocchio; la mia mente ancora non capiva ma lanima aveva gi compreso quelle parole della sacra Scrittura: prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezz e lo diede loro (cfr. Lc 24, 30). Quando ricordo Floriana penso a lei come pane benedetto e spezzato da Dio dato a tutti noi.
Donato Garbetta

Cara Floriana....
Mi stato chiesto di scrivere un ricordo di Floriana ed ho accettato subito con entusiasmo, anche perch la sua persona fortemente legata al mio ingresso in Fraternit. Tanti pensieri affiorano e si accavallano e non so da dove iniziare Cara Floriana, ti ho chiesto aiuto in preghiera e voglio raccontarti come se stessi vicino a me, ora. Allinizio di questa avventura che la Fraternit si trascorreva molto tempo insieme, tanta era la gioia di camminare uniti. Tu Floriana emergevi per semplicit, disponibilit e sorrisi. Tante volte, parlando con chi ti ha conosciuta, ho cercato di capire cosa ti distinguesse dagli altri con una carrellata di bei ricordi ma non mai stato sufficiente per darne spiegazione. Ecco allora che p. Pancrazio ci viene in aiuto quando spiega la santit di unanima come equilibrio dellessere. S, tutte le tue doti erano caratterizzate da un grande equilibrio, quasi come una sintesi. Eri quando pregavi in silenzio davanti al Santissimo Sacramento, quando ti occupavi della lavanderia, quando ti prestavi a ridere e scherzare con noi, durante le feste, i giorni di digiuno e quando con pazienza stavi ad ascoltare le mie difficolt di giovane. Questo tuo vivere di equilibrio, sinonimo di santit, non poteva passare inosservato a Dio che ha fatto di te la sua sposa. Ma non bastava, cera qualcosa di pi grande per te: abbracciare con Lui la croce. Ecco allora il s completo alla volont del Padre, nella sofferenza. Ricordo i giorni passati al capezzale del tuo letto di dolore, dove p. Pancrazio ti preparava allincontro con lo Sposo, dove i suoi insegnamenti e preghiere erano per noi scuola di vita. In quei momenti ci davi coraggio e consolazione tanto che hai voluto festeggiare il tuo imminente ingresso in cielo mentre eri ancora con noi. Io ero l con p. Pancrazio quando sei spirata. Sono testimone di quanto sia stata vicina la terra al Paradiso: niente finiva ma tutto aveva una straordinaria continuit, come se cielo e terra fossero un'unica realt. Hai promesso di custodirci dal cielo e dopo di te la Fraternit si sviluppata fino a diventare quella che adesso. La tua foto esposta in Comunit del giorno del mio matrimonio e il primo figlio che accarezzavi quando ancora era nel grembo di Tiziana si chiama Francesco per te (Floriana stata battezzata con il nome di Franca; ndr), p. Pancrazio ha voluto che la nostra prima figlia si chiamasse Floriana, affinch il tuo nome continuasse a risuonare nella Fraternit. Cos vive e muore un cristiano. Grazie Floriana.
Roberto Tomadon, oblato

Floriana:
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fiore di Paradiso

dalle case

News

Cella di Noceto

Nei primi mesi di questo nuovo anno abbiamo potuto gioire di due visite speciali. Quella di fr. Stefano Vita, Vicario generale della Fraternit, che ha tenuto due catechesi per gli Oblati e i Gruppi Ancilla Domini, dal titolo: Chiamati a vivere una spiritualit mariana e Le nozze di Cana, mistero di comunione tra Ges e Maria. Inoltre siamo stati felici di ospitare il nostro Vescovo Sua Ecc.za Mons. Enrico Solmi che, accogliendo il nostro invito, ci ha regalato una serata difficile da dimenticare: la santa Messa celebrata in forma solenne, la cena e il dopo cena vissuti in un clima di grande familiarit, nella pi genuina ed edificante semplicit. Sua Eccellenza tornato nel mese di marzo per tenere una catechesi ai nostri Oblati.

Rovio

"Verso la Pasqua con Maria" questo il titolo della peregrinatio Mariae che il nostro Vescovo Sua Ecc.za Mons. Grampa ha indetto con meta il Santuario della Madonna del Sasso: il pi famoso luogo di pellegrinaggio del Ticino. La Fraternit ha partecipato con devozione ed entusiasmo a due degli incontri di preghiera svoltisi davanti all'effige della Madonna nella Collegiata di Mendrisio. A Riva San Vitale, in unurna sotto laltare della parrocchia, sono venerate le spoglie del beato Manfredo Settala, che fu sacerdote ed eremita sul vicino colle. Ancora oggi, attratti dalla sua fama di santit, accorrono i fedeli dalle regioni circostanti per implorare la sua intercessione. Con loro abbiamo celebrato sul luogo una santa Messa nel giorno della sua festa.

San Quirino Vertighe

Nel mese di febbraio abbiamo avuto la gioia di accogliere il nostro nuovo Vescovo Sua Ecc.za Mons. Giuseppe Pellegrini per una visita informale. Nel pomeriggio di preghiera vissuto insieme e nella condivisione della cena abbiamo sperimentato la cura paterna del pastore, che ha vissuto con noi qualche ora di fraternit. Abbiamo accolto il gruppo pastorale regionale del Rinnovamento nello Spirito: i diversi incontri di formazione sulla musica, il canto e laccompagnamento spirituale sono stati tenuti da sr. Carla Osella, orsolina, consacrata dellistituto fondato da santa Angela Merici, e membro del direttivo nazionale del Rinnovamento.

Mercoled 15 febbraio, festa nella Diocesi di Arezzo in onore della Madonna del Conforto, i nostri fratelli sacerdoti con il nostro Superiore generale fr. Paolo Crivelli, sono stati impegnati tutta la giornata nel ministero della Riconciliazione mentre le sorelle hanno aiutato i vescovi nei preparativi per la S. Messa presieduta da Sua Em.za Card. Severino Poletto.

Nel mese di gennaio abbiamo avuto la gioia di ospitare il campo invernale dei Giovani di Betania della Sicilia. Questi giorni trascorsi insieme sono stati un grande dono per tutti noi nonch una meravigliosa occasione per conoscere e farci conoscere meglio da questi giovani che scelgono di seguire il Signore attraverso la nostra spiritualit. Insieme a fratelli e sorelle provenienti da altre Case abbiamo animato la missione a Marsala (TP) in preparazione alla festa patronale della Madonna della Cava; la missione si conclusa con un concerto-preghiera. Inoltre durante la Quaresima abbiamo ospitato, in occasione di un ritiro , il nostro Vescovo Sua Ecc.za Mons. Domenico Mogavero ed i giovani della diocesi.

Partanna

Fr. Riccardo Sparapan, nel mese di gennaio si recato ad Anpolis, in Goinia, a tenere un corso di esercizi spirituali alle Missionarie della Regalit di Cristo, istituto secolare di ispirazione francescana, fondato da p. Agostino Gemelli ed Armida Barelli. Gli esercizi, in preparazione al rinnovo dei voti, erano incentrati sul Vangelo di Marco, con la finalit di ravvivare in modo pi radicale la propria consacrazione a Cristo. La nostra fraternit ha accolto i coniugi Reno ed Anna Riboni, membri dellAssociazione Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. La loro testimonianza di vita ci ha edificati; essi hanno infatti accolto - tra adozioni ed affidi - tredici bambini di cui tre disabili; persone straordinarie che hanno fatto della loro vita un dono!

Salvador

In questi mesi abbiamo avuto la gioia di accogliere sor. Nancy Tomasini, sor. Elisa Diana e fr. Giovanni Maria DellOro per la partecipazione ai corsi intensivi di tedesco. Anche nei prossimi mesi altri fratelli e sorelle si alterneranno nella nostra Casa per frequentare corsi di lingua tedesca e per arricchire la nostra piccola Fraternit con la loro presenza. Oltre agli impegni con le missioni italiane della diocesi di Wrzburg abbiamo animato due giornate di ritiro quaresimale, con le due missioni italiane di Mhlaker e a Saarbrcken. Inoltre fr. Alberto Onofri e fr. Corradino Di Sante stanno preparando al matrimonio alcune coppie italiane di Aschaffenburg che si sposeranno in luglio. Per prepararci alla solennit di san Giuseppe abbiamo partecipato ad una novena organizzata dai Carmelitani di Wrzburg, che si conclusa con la santa Messa e con un invito a cena. In questa occasione abbiamo conosciuto il provinciale p. Ulrich Dobhan, curatore della nuova traduzione in tedesco delle opere di santa Teresa d'Avila e di alcuni lavori di Edith Stein".

Wrzburg

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dalle case

News

Terlizzi

Il mese di febbraio ha visto la nostra Fraternit pervasa da unatmosfera di grande grazia a motivo degli esercizi spirituali predicati da p. Serafino Tognetti, sacerdote della Comunit dei Figli di Dio fondata da don Divo Barsotti. P. Serafino ha sviluppato il tema Vita Consacrata e Radicalit Evangelica trasmettendoci con la sua semplicit ed esperienza quotidiana di Dio, ma anche con grande fervore e fermezza, i capisaldi della vita consacrata. Attraverso questi esercizi spirituali abbiamo avuto la possibilit di immergerci sempre di pi nella conoscenza dellinfinto amore di Dio; ringraziamo con affetto p. Serafino per essersi fatto suo strumento privilegiato nel parlare ai nostri cuori!

Roma

Questanno la nostra diocesi celebra un evento importante: il congresso eucaristico, articolato in tre tempi fondamentali e ricchi di iniziative. Nel primo - il tempo lungo - iniziato con lAssemblea Ecclesiale Diocesana di settembre stato sviluppato laspetto formativo ed informativo. Nel secondo - il tempo medio - svoltosi durante la quaresima e la Pasqua, si approfondito laspetto dellannuncio e della riflessione mediante Via Crucis, catechesi e Adorazioni eucaristiche, distribuite nei diversi vicariati. Con i nostri Giovani di Betania abbiamo partecipato allAdorazione eucaristica perpetua, presso la parrocchia della B. V. Maria Immacolata in La Giustiniana. Il terzo tempo - il tempo concentrato - lo vivremo partecipando a diverse celebrazioni nel mese di giugno.

Loreto

Annunciamo con gioia la nascita di un nuovo Gruppo Ancilla Domini, quello di Sirolo (AN) scaturito, come gi quello di Fermo, dal gruppo-famiglie di Civitanova Marche (MC); il Signore benedica e faccia fruttificare questa nuova realt. Fr. Angelo Tolardo, allinizio della Quaresima, ha organizzato per i parrocchiani una giornata di ritiro nella quale ha offerto una meditazione sul mistero pasquale dal titolo: Se il chicco di grano caduto in terra non muore. Sempre in parrocchia iniziato il Seminario di Vita Nuova, in preparazione alleffusione dello Spirito Santo che riceveranno alcuni Familiari della Fraternit.

ivere ogni anno ci dai la gioia di riv lla liturgia pasquale e lesultanza di questi giorni ragO Dio che ne l Signore fa ch la risurrezione de za nella Pasqua del cielo. uale) (dalla Liturgia Pasq giunga la sua pienez

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Domenica 18 marzo la Fraternit si stretta intorno al nostro caro p. Pancrazio per festeggiare il 39 anniversario di ordinazione presbiterale. Il 3 aprile, nel ricordo del 23 anniversario della nascita al Cielo della nostra sorella Ada Reggiani, in tutte le nostre Case abbiamo meditato il s. Rosario con gli scritti di madre Speranza.

Eventi

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Terlizzi

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Sabato 30 giugno, presso la Casa Madre in Terlizzi avranno luogo le ordinazioni diaconali e presbiterali di alcuni nostri fratelli. Dal 5 al 12 agosto avr luogo, presso Frontignano di Ussita (MC) il consueto ritiro-vacanza organizzato dalla Fraternit; il tema di questanno sar: Silenzio e Parola. Il segreto della buona comunicazione. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi alla sig.ra Franca Mannetta: Tel 0733-81 36 45/349 81 63 648.

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