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La Gioia di Vivere

La mucca Emma era sempre stata buona con tutti, disponibile e allegra; mai una faccia triste o una lacrima. Passava le sue giornate tra il pascolo e la stalla, sempre circondata dagli altri animali, ben felici di impegnare il loro tempo in sua compagnia. La sua vivacit era contagiosa, nessuno poteva scamparla. Solamente vedere Emma poteva bastare a cambiare in meglio la giornata a chiunque e lei lo sapeva, per questo si metteva sempre in mostra e cercava di conoscere quanti pi animali possibili. Ma c'erano ovviamente alcuni animali che erano i suoi preferiti. I suoi migliori amici, che si distinguevano nella massa che le gravitava sempre attorno. Il gallo Rik, sempre sveglio per primo al mattino, aveva

condiviso con Emma tutta la sua vita, essendo i due nati lo stesso giorno e avendo fatto amicizia in tenera et. La coniglietta Ruby, giovane e spensierata, era per Emma come una sorella minore, alla quale trasmettere i valori importanti della vita e, all'occorrenza, da proteggere. Il maialino Rob, anche lui pi giovane, molto intelligente e sempre disposto a dare una mano a tutti, purch gli venisse offerta una sostanziosa ricompensa che potesse riempire il suo stomaco, apparentemente senza fondo. Per ultimo, c'era il castoro Darih, che le faceva visita solamente di tanto in tanto, tra la costruzione di una diga e l'altra, portandole sempre qualche regalo dai viaggi che compiva spesso, forte della sua abilit di nuotatore e navigatore. Ogni giorno Emma si svegliava al canto di Rik, usciva dalla stalla, si sistemava per la mungitura e, una volta che il contadino aveva terminato di raccogliere il latte per se e la famiglia, si dirigeva al pascolo. Assieme a lei c'erano sempre le altre mucche e, a volte, alcune capre. Bisogna dire che, di tutto il latte che veniva prodotto nella fattoria del vecchio Toni, quello di Emma era senza ombra di dubbio il migliore, motivo per cui era destinato solamente alla famiglia del padrone di casa e non veniva venduto all'esterno, come accadeva per gli altri. In tutto c'erano quattro mucche, delle quali una era la nostra amica, e sei capre, ma soltanto due di queste venivano munte e nemmeno molto spesso. Quando accadeva, le due sorelle Lella e Nina facevano la strada dalla stalla al pascolo al fianco di Emma, chiedendole sempre che raccontasse loro qualche storia o consigli e insistendo perch condividesse con loro le sue esperienze e il segreto di tanta gioia e vitalit. Di certo non difficile da immaginare, ma ovviamente Emma era sempre ben felice di questa compagnia e raccontava alle due tutto ci che volevano sentire, come sempre instancabile e piena di brio.

C'era solo uno tra tutti gli animali della fattoria con il quale non andava d'accordo: Helm il cane pastore. Non che si volessero male l'un l'altra, ma non erano mai stati in grado di trovare un punto d'incontro e perci parlavano quasi mai, a meno che non fosse strettamente necessario. Helm era uno degli animali pi anziani della fattoria e come la maggior parte di essi era nato proprio l. Fin da piccolissimo aveva iniziato a dimostrare grande abilit in quello che inizialmente era per lui soltanto un gioco, ma che divent con il passare del tempo il lavoro di una vita. Sicuramente grazie agli insegnamenti del padre, cane pastore prima di lui, era riuscito a conquistarsi la fiducia e la simpatia del padrone di casa e ad apprendere il mestiere al meglio. Correre dietro le pecore tutto il giorno era stancante, ma dava le sue soddisfazioni e soprattutto garantiva un tetto sotto cui vivere e pasti abbondanti ogni giorno. Di tanto in tanto era necessario allontanare i lupi, predatori senza scrupoli, ma Helm non si faceva intimorire e anzi, quando questi si presentavano, era sempre lui il primo ad attaccare ed aveva sempre la meglio. Grande, coraggioso e fiero, queste le parole pi adatte a descriverlo. Forse anche un po' troppo serio e riservato e per questo poco incline al dialogo con la dolce Emma.

Il tempo passato al pascolo non era un gran divertimento, perch non c'era altro da fare se non mangiare e ruminare, mangiare e ruminare e ancora mangiare e ancora ruminare. Per questo, tutti cercavano sempre di avvicinarsi ad Emma e sentire una delle sue storie o una delle sue famose barzellette, come quella del gabbiano appollaiato sul lampione, in assoluto la pi divertente di tutte, che di becco in bocca aveva fatto il giro della contea. Finito di pascolare, tutti gli animali tornavano al sicuro nella stalla e vi rimanevano fino al mattino seguente quando, dopo una bella nottata di sonno ristoratore, erano pronti a ricominciare la solita routine.

Un giorno per Emma cambi radicalmente. Un giorno in cui tutti gli animali della fattoria persero un importante punto di riferimento, in cui inizi la fine della vivace e allegra Emma. Il giorno in cui i suo amici, assieme ad un elevato numero di altri animali, persero la vita in un incendio.

Pareva un giorno come tanti altri, niente lasciava presagire che potesse accadere qualcosa di insolito, n soprattutto una tal tragedia. Il sole si lev nel cielo e il gallo cant. La rugiada copriva i fili d'erba dei prati, riflettendo la luce che si faceva via via pi intensa e filtrava tra le chiome degli alberi da frutto sparsi tutt'intorno alla fattoria. Gli animali pian piano si svegliarono ed Emma come il solito si prepar per la mungitura. Mentre attendeva l'arrivo del contadino, ricevette una visita tanto inaspettata quanto gradita. Si trattava del castoro Darih, di ritorno da un lungo viaggio di oltre un mese, desideroso di condividere le sue storie con Emma ed i suoi altri amici. Cos in men che non si dica furono tutti attorno a loro con le orecchie ben tese, curiosi e impazienti.

Ma non c'era tempo di raccontare tutto subito e si accordarono quindi per incontrarsi pi tardi, in un momento di pausa tra una faccenda e l'altra. Quel giorno il latte di Emma fu particolarmente saporito e dolce, sintomo del buon umore che l'aveva pervasa di prima mattina. Il contadino ne fu felice e terminata la mungitura la lasci come il solito andare al pascolo con le sue compagne. Prima di avviarsi, per, fece una breve sosta al fienile, dove Darih stava raccontando le sue avventure a dei giovani topolini, entusiasti di sentir parlare di terre lontane. Emma non lo disturb e accennato un sorriso prosegu il suo cammino lasciando vagare la propria immaginazione e fantasticando sulle peripezie del suo amico di lunga data della quale pi tardi sarebbe stata resa partecipe. La giornata pass liscia come il solito al pascolo, ma not che alcuni animali non erano attorno a lei come al solito. Non si meravigli e immagin che si fossero defilati per avere qualche anticipazione da Darih e che non avessero saputo resistere alla tentazione di allontanarsi dai verdi prati per andare in cerca di storie bizzarre. Tra tutti not l'assenza, ma per non pi di qualche minuto, di Helm il cane pastore, che torn al suo posto in compagnia di Zoccolo, il cavallo dalla testa dura. Non molto tempo dopo il ritorno dei due, la quiete fu scossa da urla provenienti dalla fattoria e voltandosi ad osservare tutti notarono una colonna di fumo che si innalzava verso il cielo. Nessuno esit un attimo e la mandria si lanci pi velocemente possibile verso il fienile che stava andando a fuoco. Durante la corsa sfrenata non si badava se qualcuno cadeva o inciampava e si continuava a correre a pi non posso, calpestando chiunque rimanesse a terra, senza cura dell'incolumit del prossimo. Non tutti arrivarono a destinazione e coloro i quali ce la fecero non furono troppo felici di ci che si trovarono davanti.

I corpi carbonizzati vennero estratti dopo lo spegnimento del fuoco, della che sua si immaginava staccarti da qualcuno lei. Non avesse poteva appiccato distogliere di lo proposito. Emma non poteva far altro che guardare una parte vita sguardo da quell'ammasso di carne bruciata ridotta a una crosta nera e dura, gli occhi ancora aperti, ghigni di terrore e sofferenza sui volti. Molti alla vista del truce spettacolo si sentirono male e non mancarono svenimenti e copiosi getti di vomito tutt'intorno.

Da quell'evento Emma non si riprese mai pi. Non solo non fu pi allegra come il solito, ma cadde in uno stato di depressione tale da farle odiare la vita con tutta se stessa, da non lasciarle pi alcun motivo per stare al mondo. Si era trasformata all'improvviso nell'esatto opposto di ci che era stata, ormai portatrice di malumore, odio e tristezza. Una tale inetta da non essere nemmeno in grado di togliersi la vita e porre fine alle proprie sofferenze. Ogni giorno, ogni ora, ogni istante di vita era un'agonia. Provava una profonda repulsione per il mondo, dal quale era possibile allontanarsi solamente con l'abuso di sostanze di vario tipo, dall'alcol alle droghe, capaci di farle pesare meno la sua triste situazione, ma allo stesso tempo colpevoli di peggiorarla sempre pi. Un lungo e lento declino, il punto di non ritorno presto superato, nessuna possibilit (n volont) di salvezza, per un essere ormai distrutto, trasformato in un giorno da un evento che nessuno avrebbe potuto immaginare